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Happy 501st Legion Day: celebriamo Vader’s Fist, il manipolo militare più iconico dell’universo Star Wars

C’è una data che ogni fan di Star Wars dovrebbe cerchiare in rosso nel proprio calendario: il 1° maggio, scritto nella forma anglosassone 5-01, è il giorno dedicato alla leggendaria 501st Legion. Non una semplice ricorrenza per appassionati in costume, ma una vera e propria celebrazione del club di costuming imperiale più grande del pianeta. Sì, perché la 501st è molto più di un gruppo di cosplayer: è un simbolo, un movimento globale, un pezzo vivo e pulsante della mitologia di Star Wars. E oggi, il mondo nerd si inchina con rispetto davanti a questa legione di sogno e impegno, che nel 2022 ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario.

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Fondata nel 1997 da Albin Johnson, un giovane della Carolina del Sud con un sogno grande quanto la Morte Nera, la 501st Legion è nata con l’obiettivo semplice – ma potentissimo – di unire i fan dei costumi dell’Impero sotto un’unica bandiera. Non bastava essere appassionati: bisognava incarnare, con rigore e passione, lo spirito dell’Impero Galattico, armature comprese. E da quell’idea, sbocciata online sul sito Detention Block 2551, si è generato un impero del fandom che conta oggi oltre 10.000 membri attivi in tutto il mondo, divisi in “guarnigioni” (o garrison) locali, presenti in più di 50 paesi.

Dietro le maschere, un cuore grande così

Non bisogna farsi ingannare dalle armature bianche scintillanti e dall’incedere marziale: la 501st non è solo spettacolo, è anche missione sociale. I membri della Legione non si limitano a sfilare ai Comic-Con o a presidiare eventi ufficiali Disney – anche se fanno pure quello, con la benedizione di Lucasfilm stessa. Il cuore dell’organizzazione batte forte per la beneficenza. Dagli ospedali pediatrici alle raccolte fondi, passando per visite speciali a bambini malati o eventi dedicati a cause umanitarie, la 501st utilizza la magia di Star Wars per portare luce dove c’è buio, proprio come farebbe un Jedi… ma con l’elmo di uno stormtrooper.

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Nel solo 2013, le attività della 501st hanno raccolto oltre 16 milioni di dollari. E tutto questo nasce da una dedizione assoluta: i costumi non sono semplici travestimenti, ma repliche fedelissime, spesso costruite artigianalmente, secondo standard rigorosissimi. È questo livello di accuratezza e passione che ha permesso alla Legione di ottenere lo status ufficiale di gruppo approvato da Lucasfilm, l’unico del suo genere.

Quando la finzione diventa canon

Il riconoscimento più epico? Quello entrato nella timeline ufficiale. Già nel 2004, Timothy Zahn, autore culto dell’Universo Espanso, ha omaggiato la Legione nel suo romanzo Survivor’s Quest, inserendo una unità chiamata proprio 501st Legion. Ma è nel 2005, con La Vendetta dei Sith, che la realtà e la finzione si fondono definitivamente: la legione di cloni che segue Darth Vader nel massacro del Tempio Jedi è la 501. E non finisce qui: anche in The Force Awakens si può scorgere il logo della Legione nel castello di Maz Kanata, e il droide rosa R2-KT, dedicato alla figlia scomparsa di Johnson, ha fatto il suo debutto ufficiale nella saga.

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La storia di Katie e il cuore dietro l’armatura

Sì, perché dietro l’epopea della 501st c’è una storia commovente. Nel 2004, alla figlia di Albin, la piccola Katie, venne diagnosticato un tumore cerebrale terminale. Il suo ultimo desiderio? Avere accanto un droide come R2-D2. E così nacque R2-KT, il droide rosa che è diventato ambasciatore di speranza e mascotte della Legione. Dopo la morte di Katie, R2-KT è diventato simbolo di amore e resistenza, viaggiando in lungo e in largo per missioni benefiche. E infine, come in una favola galattica, è entrato nel cast di The Force Awakens e in diversi episodi delle serie animate.

Una fratellanza galattica

Secondo Johnson, la 501st non è solo un club: è una famiglia, un esercito di anime gemelle che condividono un’identità, una visione, una missione. “Volevamo creare qualcosa con un senso di cameratismo”, racconta. “Indossare un’armatura è un’emozione, ma farlo con altre trenta persone è un’esperienza unica”. Ecco perché la struttura della Legione richiama quella imperiale: con gradi, gerarchie, e Garrison locali che operano autonomamente ma unite sotto un’unica visione globale.

In Italia, a portare avanti la missione di Vader’s Fist è la 501st Italica Garrison, che coordina eventi, raduni e missioni benefiche nel nostro Paese con la stessa dedizione imperiale. Ogni evento è una celebrazione della saga di George Lucas, una dichiarazione d’amore verso un universo narrativo che ha segnato generazioni.

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Una leggenda che non si ferma

Oggi, a distanza di quasi trent’anni dalla sua nascita, la 501st Legion è più attiva che mai. Johnson non si è mai fermato. Ancora oggi, risponde alle mail dei fan, coordina attività, fornisce supporto tecnico a chi vuole costruire il proprio costume. Possiede tre armature da stormtrooper e un set completo da Boba Fett, e non ha alcuna intenzione di “andare in pensione”.

Durante la celebrazione del 20° anniversario a Orlando, circondato da centinaia di membri in uniforme, Johnson ha espresso la sua gioia con queste parole: “Festeggiare è una delle espressioni più pure dell’obiettivo originale che avevo in mente, circondato da persone speciali che condividono questa energia positiva”.

Lunga vita alla Fist

In un’epoca in cui i fandom spesso si dividono, la 501st Legion è un esempio luminoso di come l’amore per un franchise possa unire, ispirare e fare del bene. Non importa da dove vieni, quanti crediti hai nel portafoglio o che lingua parli: se porti nel cuore la passione per Star Wars, e sei pronto a incarnarla con disciplina e dedizione, c’è un posto per te tra le fila della Legione.

E oggi, 1 maggio, è il giorno giusto per alzare il blaster al cielo e dire con orgoglio: lunga vita alla 501st! Lunga vita a Vader’s Fist!

Star Wars Day 2026 in Italia: eventi, cosplay e fan celebration nei Toys Center

Ogni fan di Star Wars ha un ricordo preciso legato al 4 maggio, una data che negli anni ha smesso di essere solo un gioco di parole per trasformarsi in qualcosa di molto più grande, quasi un rituale collettivo che unisce generazioni diverse sotto lo stesso cielo stellato fatto di spade laser, Jedi, Sith e quella sensazione familiare di essere parte di qualcosa che non finisce mai davvero, e mentre il calendario scivola verso lo Star Wars Day 2026, l’aria si riempie di quella vibrazione che conosciamo bene, fatta di cosplay, incontri, risate e quella voglia quasi infantile di tornare a impugnare una spada immaginaria e sentirsi di nuovo dentro una galassia lontana lontana.

Non si tratta solo di una celebrazione simbolica legata a una saga creata da George Lucas, ma di un vero e proprio momento di connessione tra fan, un’occasione in cui la cultura nerd smette di essere qualcosa di personale e diventa esperienza condivisa, tangibile, viva, fatta di persone reali che si incontrano e si riconoscono anche solo attraverso un mantello nero o un casco da stormtrooper, e proprio in questo spirito prende forma il weekend organizzato da alcune delle realtà più attive e appassionate del fandom italiano, un mosaico di gruppi che da anni tengono accesa la fiamma della saga con una dedizione che merita davvero rispetto.

Dietro le armature perfette della 501st Italica Garrison si nasconde una comunità che ha trasformato il cosplay in una forma di narrazione, una presenza scenica che va oltre la semplice imitazione e diventa quasi una prosecuzione dell’universo narrativo stesso, mentre la Rebel Legion Italian Base porta avanti con orgoglio il lato luminoso della Forza, creando un equilibrio che ogni fan riconosce al primo sguardo, e poi ci sono realtà come Ori’Cetar Clan della Mandalorian Mercs Costume Club, Saber Guild Trento, The Dark Empire – Darkghast Spire, Star Wars Nomads Costuming Project e Galactic Academy Varykino Campus, ognuna con la propria identità, il proprio stile, il proprio modo di interpretare un universo che continua a espandersi senza mai perdere il legame con le sue radici.

Domenica 3 maggio diventa così una sorta di prologo emotivo, una vigilia carica di aspettative che si distribuisce in diverse città italiane, da Bologna a Catania passando per Catanzaro e Mestre, trasformando gli spazi dei Toys Center in piccoli avamposti galattici dove la fantasia si mescola alla quotidianità, dove un bambino può incontrare un Darth Vader a grandezza naturale e un adulto può riscoprire quel brivido che credeva di aver lasciato indietro anni fa, magari davanti a una vecchia VHS consumata o a una trilogia vista e rivista fino a conoscere ogni battuta a memoria.

La scelta del Toys Center come punto di incontro non è casuale, perché richiama direttamente quella dimensione ludica che è sempre stata parte integrante dell’esperienza di Star Wars, dai modellini alle action figure, dai set costruiti sul pavimento di casa fino alle battaglie inventate tra fratelli e amici, e in fondo è proprio lì che tutto comincia, nel momento in cui un oggetto diventa storia, e una storia diventa identità.

Il 4 maggio, con il suo celebre gioco di parole tra “May the Force be with you” e “May the fourth be with you”, rappresenta una di quelle coincidenze linguistiche che sembrano fatte apposta per trasformarsi in tradizione, un cortocircuito tra lingua e cultura pop che ha superato ogni previsione fino a diventare una celebrazione globale, nata dal basso, dai fan, e solo successivamente abbracciata ufficialmente da Lucasfilm e Disney, come se il potere creativo della community avesse imposto la propria visione al canone ufficiale.

E forse è proprio questo il punto più affascinante di tutto il fenomeno, perché Star Wars non appartiene più soltanto ai suoi creatori ma a chi lo vive, lo reinventa, lo porta nelle piazze, nei negozi, negli eventi, trasformandolo ogni anno in qualcosa di diverso pur rimanendo incredibilmente fedele a sé stesso, e mentre ci si prepara a questo nuovo Star Wars Day, la sensazione è quella di partecipare a qualcosa che continua a evolversi senza perdere la sua anima.

Tra armature lucide, mantelli svolazzanti e spade laser che si accendono tra gli sguardi increduli dei passanti, la galassia lontana lontana torna ancora una volta a bussare alle nostre porte, ricordandoci che essere fan non è mai stato solo un hobby ma un modo di vedere il mondo, un linguaggio condiviso che attraversa generazioni e continua a trovare nuovi modi per raccontarsi.

E allora viene spontaneo chiedersi, mentre si osservano queste comunità crescere e reinventarsi anno dopo anno, quale sarà il prossimo passo, quale nuova forma prenderà questa celebrazione, quali storie nasceranno da questi incontri apparentemente semplici ma carichi di significato, perché in fondo ogni Star Wars Day non è mai solo una ricorrenza, è un nuovo capitolo scritto insieme, e la sensazione è che il meglio debba ancora arrivare.

 

Star Wars Day 2026 in Italia: eventi nei LEGO Store con le legioni ufficiali e fan community

Un pomeriggio qualunque si trasforma in qualcosa di molto più grande nel momento in cui la Forza comincia a scorrere tra scaffali pieni di mattoncini LEGO, armature lucide di stormtrooper e il suono inconfondibile di una spada laser che si accende anche solo nella nostra testa, perché Star Wars Day non è mai stato davvero una semplice ricorrenza, ma piuttosto un rituale collettivo che negli anni ha preso forma attraverso persone, costumi, eventi e quella sensazione familiare che ti fa sentire parte di una galassia condivisa anche se sei fermo in una via del centro città.

Domenica 3 maggio 2026 promette esattamente questo tipo di magia diffusa, un’esperienza che si sdoppia e si moltiplica tra Torino, Padova, Firenze e Roma, dove i LEGO Store diventano punti di convergenza per una community che non ha mai smesso di credere nella potenza narrativa di Guerre Stellari e nella bellezza di viverla insieme, dal vivo, tra cosplay, incontri e quell’energia un po’ caotica e bellissima che solo gli eventi fatti dai fan riescono a generare. Dietro a tutto questo movimento c’è una rete di gruppi che chiunque frequenti il mondo del cosplay o degli eventi nerd conosce bene, realtà come la 501st Italica Garrison, la Rebel Legion Italian Base, l’Ori’Cetar Clan – Italy MMCC, la Saber Guild Trento, The Dark Empire – Darkghast Spire, Star Wars Nomads Costuming Project e Galactic Academy Varykino Campus, nomi che non sono solo etichette ma veri e propri universi paralleli fatti di passione, dedizione e una cura quasi maniacale per ogni dettaglio, dalle cuciture di un mantello Jedi alla lucentezza perfetta di un casco imperiale.

Passeggiando idealmente tra questi spazi, viene spontaneo ripensare a quanto il 4 maggio sia diventato qualcosa di più di un gioco di parole, anche se tutto parte proprio da lì, da quel “May the Force be with you” che nel tempo si è trasformato nel celebre “May the fourth be with you”, un piccolo cortocircuito linguistico che ha finito per accendere una tradizione globale, spontanea, mai davvero pianificata dall’alto e proprio per questo ancora più autentica, perché nasce dal basso, dai fan, da chi ha passato pomeriggi interi a immaginarsi pilota di X-Wing o cacciatore di taglie, da chi ha imparato a memoria dialoghi interi senza nemmeno rendersene conto.

E se oggi questa giornata è riconosciuta ufficialmente anche da Lucasfilm e da The Walt Disney Company, è solo perché per anni è stata sostenuta da chi non ha mai smesso di celebrarla anche senza un permesso ufficiale, tra maratone casalinghe, cosplay improvvisati e incontri che, piano piano, sono cresciuti fino a diventare veri eventi diffusi come quello di quest’anno.

Quello che colpisce davvero, però, non è solo la presenza dei costumi o la fedeltà con cui vengono ricreati i personaggi, ma il modo in cui questi momenti riescono a fondere generazioni diverse in un unico flusso narrativo, dove chi ha visto l’uscita originale del 1977 si ritrova accanto a chi è cresciuto con le serie animate o con le nuove trilogie, e nessuno sente il bisogno di stabilire quale sia la “vera” versione di Star Wars, perché la verità è che questa saga è sempre stata un organismo in continua evoluzione, capace di adattarsi e di cambiare senza mai perdere la sua identità.

Dentro un LEGO Store durante uno Star Wars Day succede qualcosa di curioso, perché la linea tra gioco e realtà si assottiglia fino quasi a scomparire, i mattoncini diventano veicoli di memoria, le costruzioni si trasformano in diorami personali e ogni persona presente aggiunge un pezzo alla narrazione collettiva, anche solo con uno sguardo, una battuta o una foto scattata al volo.

In fondo, è proprio questa la chiave di tutto, quella sensazione che non si riesce mai davvero a spiegare a chi non l’ha vissuta, quel momento in cui capisci che non sei solo un fan ma parte di qualcosa di più grande, una rete invisibile che collega eventi, persone e ricordi attraverso una galassia che esiste sì sullo schermo, ma che continua a vivere soprattutto fuori, nelle strade, nei negozi, nei raduni, nelle chiacchiere tra appassionati che sembrano non finire mai.

E mentre il calendario segna ancora una volta l’arrivo del 4 maggio, viene naturale chiedersi come evolverà questa celebrazione nei prossimi anni, se diventerà ancora più grande o se tornerà a una dimensione più intima, quasi underground, ma forse la risposta non è nemmeno così importante, perché Star Wars ha sempre avuto questa capacità di reinventarsi senza perdere il suo legame con chi lo ama davvero.

Da qualche parte, tra una spada laser accesa e una costruzione LEGO appena completata, la Forza continua a fare il suo lavoro silenzioso, e la sensazione è che questo sia solo un altro capitolo di una storia che non ha alcuna intenzione di fermarsi davvero, anche perché, diciamocelo, ogni fan ha la sua personale versione di Star Wars Day… e nessuna è mai davvero uguale all’altra.

Star Wars Day Milano 2026: parata in Duomo, corteo fino a San Babila e concerto al Teatro Lirico

Piazza del Duomo, Milano, un pomeriggio che promette di trasformarsi in qualcosa che va oltre la semplice passeggiata urbana: chi conosce davvero la galassia di Star Wars sa riconoscere quel momento preciso in cui la realtà si piega leggermente e lascia filtrare l’immaginario, e sabato 2 maggio 2026 succederà proprio questo, con una città intera che si presta a diventare teatro di una celebrazione collettiva che mescola cosplay, passione e memoria condivisa.

Non serve neanche essere fan hardcore per percepire l’energia che si accumula già dalle prime ore del pomeriggio, perché alle 15:15, lato Palazzo Reale, il raduno inizia a prendere forma con una puntualità quasi militare, mentre armature imperiali, tuniche jedi e mantelli mandaloriani iniziano a riempire lo spazio con una cura maniacale per i dettagli che non è semplice entusiasmo, è qualcosa di più vicino alla devozione, quella che porta gruppi ufficialmente riconosciuti da Lucasfilm a costruire costumi seguendo linee guida rigidissime, le famose Costume Reference Lines, trasformando ogni partecipante in una presenza credibile, quasi uscita direttamente dallo schermo.

Milano, per qualche ora, smette di essere solo Milano. Le linee della metropolitana che convergono su Piazza Duomo diventano corridoi di accesso a un evento che ha il sapore di un rituale nerd condiviso, uno di quelli che non si spiegano a chi non li ha mai vissuti davvero. Tra le fila del corteo si riconoscono i membri della 501st Italica Garrison, sempre impeccabili nella loro estetica imperiale, accanto alla Rebel Legion Italian Base che porta in strada il lato ribelle della Forza, e poi ancora Ori’Cetar Clan, The Dark Empire e i combattenti coreografici della Saber Guild Trento, che danno movimento e ritmo a un corteo che non è mai statico, mai prevedibile.

Il percorso si sviluppa come una scena cinematografica costruita in tempo reale: dalla maestosità di Piazza Duomo si scivola lungo Corso Vittorio Emanuele, uno di quei luoghi che normalmente raccontano lo shopping e il turismo ma che per un pomeriggio si trasformano in una passerella galattica, fino a raggiungere Piazza San Babila, punto di snodo dove la parata respira, si espande, si lascia osservare da chi magari non sapeva nulla e si ritrova improvvisamente immerso in una dimensione parallela, prima di fare ritorno verso il Duomo per un finale che ha sempre qualcosa di teatrale, quasi catartico.

Dentro questo flusso si infilano anche le eccezioni, quelle che rendono tutto più umano, meno rigido: i Nomads, con costumi ispirati alle razze della saga ma non vincolati alla riproduzione perfetta, e la Galactic Academy che introduce i più piccoli a questo mondo con una naturalezza disarmante, perché alla fine il senso di tutto questo passa anche da lì, dal vedere nuove generazioni che si avvicinano a un immaginario che continua a reinventarsi.

E mentre la città vive il suo pomeriggio tra spade laser e fotografie improvvisate, la sera cambia completamente registro e si sposta dentro le pareti eleganti del Teatro Lirico Giorgio Gaber, dove alle 21:00 del 2 maggio e poi ancora domenica 3 maggio alle 15:00 e alle 19:30 prende vita uno degli appuntamenti più intensi per chi ha davvero interiorizzato questa saga: la proiezione di Star Wars: Episode VI – Return of the Jedi accompagnata dal vivo dall’Orchestra Italiana del Cinema.

Ottanta musicisti guidati dal Maestro Benjamin Pope sincronizzano ogni nota con le immagini, e chiunque abbia già visto il film decine di volte si accorge immediatamente che qualcosa cambia, perché la colonna sonora di John Williams eseguita dal vivo non è solo accompagnamento, diventa struttura narrativa, respiro, tensione fisica che attraversa la sala e ridefinisce completamente il rapporto con le scene più iconiche, da Endor allo scontro finale tra Luke e Vader.

Il foyer del teatro si trasforma in un piccolo hub tematico dove i figuranti degli stessi gruppi presenti in parata accolgono il pubblico, creando una continuità narrativa tra strada e palcoscenico che raramente si vede con questa coerenza, mentre gli spazi dedicati a brand come Lego e Hasbro aggiungono un ulteriore livello di immersione, quello più tangibile, fatto di oggetti, collezionismo e desiderio.

Riflettendoci a mente fredda, il motivo per cui lo Star Wars Day continua a funzionare così bene anche dopo decenni non ha molto a che fare con la nostalgia fine a se stessa, ma con la capacità di questa saga di adattarsi, di attraversare epoche e linguaggi senza perdere la propria identità, arrivando oggi a dialogare con nuove produzioni come The Mandalorian and Grogu, atteso nelle sale il 20 maggio con Pedro Pascal, e creando un ponte continuo tra passato e futuro.

Milano diventa così una specie di nodo temporaneo della cultura nerd italiana, un punto in cui chi è cresciuto con VHS consumate si ritrova accanto a chi ha scoperto tutto attraverso lo streaming e i videogiochi, e questa sovrapposizione di esperienze genera qualcosa di difficile da replicare altrove, una conversazione spontanea fatta di sguardi, riferimenti, battute condivise.

Chi passa per caso magari scatta una foto e tira dritto, chi resta invece capisce che sotto la superficie dell’evento c’è un meccanismo più profondo, una comunità che si riconosce, si ritrova e per qualche ora abita lo stesso spazio con un linguaggio comune, fatto di simboli che non hanno bisogno di spiegazioni.

Alla fine, quello che resta non è solo la parata o il concerto, ma quella sensazione difficile da descrivere che arriva quando le luci si abbassano o quando il corteo si disperde lentamente tra le vie del centro, come se qualcosa fosse appena successo e allo stesso tempo stesse ancora succedendo.

Milano si prepara, la Forza scorre tra pietra e asfalto, e la domanda rimane sospesa da qualche parte tra una nota orchestrale e il riflesso di una spada laser: da che parte ti troverai, davvero, mentre tutto questo prende forma davanti ai tuoi occhi?

501st Italica Garrison (501st Legion): 25 anni di passione Star Wars tra costumi, eventi e beneficenza

Venticinque anni non sono solo una cifra tonda buona per una torta celebrativa o per qualche post nostalgico sui social, ma un tempo abbastanza lungo da cambiare completamente il modo in cui una passione si trasforma in identità collettiva, e chi ha incrociato anche solo una volta un plotone di stormtrooper perfettamente allineati in una fiera del fumetto lo sa bene: quella sensazione non è semplice cosplay, è qualcosa di molto più vicino a un rituale condiviso, a una specie di mito contemporaneo che prende forma tra plastica, sudore e dedizione assoluta.

Il venticinquesimo anniversario della 501st Italica Garrison arriva con questo peso sulle spalle e con quella consapevolezza sottile che solo le community longeve riescono a maturare, perché dietro ogni corazza bianca non c’è soltanto un fan di Star Wars, ma una storia personale intrecciata a quella di un’organizzazione globale che, nel tempo, è diventata una vera istituzione culturale del fandom. Parlare della 501st Legion significa inevitabilmente parlare di Star Wars, ma anche di come un universo narrativo riesca a uscire dallo schermo e a infiltrarsi nella realtà quotidiana delle persone, ridefinendo il concetto stesso di partecipazione.

L’Italica Garrison, nata ufficialmente nel 2001 tra i corridoi di Romics, ha seguito un percorso che somiglia più a una campagna galattica che a una semplice crescita associativa. All’inizio erano pochi, si erano conosciuti tra una fiera e l’altra, probabilmente senza immaginare che quelle prime armature avrebbero rappresentato l’inizio di qualcosa destinato a espandersi su scala nazionale, e poi oltre. Il primo riconoscimento ufficiale, qualche mese dopo, ha dato una forma concreta a un’idea che già covava sotto la superficie: portare l’Impero fuori dallo schermo, renderlo tangibile, attraversabile, quasi respirabile.

Il fascino della 501st Legion, conosciuta anche come Vader’s Fist, non sta solo nei numeri impressionanti che oggi la definiscono, con migliaia di membri sparsi in decine di nazioni, ma nel modo in cui è riuscita a costruire una grammatica comune tra persone che spesso non si erano mai incontrate prima. Indossare un’armatura imperiale diventa una lingua condivisa, una dichiarazione visiva che elimina le distanze e crea connessioni immediate, quasi primitive, come se sotto il casco ci fosse un codice riconoscibile solo da chi ne fa parte.

Questa dimensione globale ha radici sorprendentemente intime, perché tutto parte da Albin Johnson, un appassionato della Carolina del Sud che negli anni Novanta aveva un obiettivo apparentemente semplice: trovare altre persone con cui condividere quella passione. Il suo sito, Detention Block 2551, era poco più di un punto di incontro digitale in un’epoca in cui internet stava ancora cercando di capire cosa sarebbe diventato, eppure dentro quella piattaforma si nascondeva già il seme di qualcosa di enorme.

Johnson stesso, ripensandoci, non aveva mai davvero pianificato un’espansione così vasta, e forse è proprio questo il dettaglio più affascinante: la 501st non nasce come progetto strategico, ma come desiderio genuino di appartenenza. Quel tipo di desiderio che, se trova terreno fertile, può trasformarsi in qualcosa di imprevedibile.

La svolta arriva nei primi anni Duemila, durante eventi come la Star Wars Celebration, dove l’incontro con figure interne a Lucasfilm segna un punto di non ritorno. Da quel momento in poi, la Legion smette di essere percepita come semplice fan club e diventa un partner credibile, affidabile, quasi istituzionale. Il riconoscimento ufficiale da parte di Lucasfilm cambia le regole del gioco, trasformando la passione in qualcosa di legittimato, visibile anche agli occhi dell’industria.

Non è solo una questione di presenza scenica, anche se vedere decine di stormtrooper perfettamente coordinati durante una première o un evento promozionale resta un colpo d’occhio che lascia il segno. È la qualità maniacale dei costumi, la fedeltà quasi ossessiva ai modelli cinematografici, quella ricerca continua del dettaglio che separa il cosplay dalla ricostruzione filologica. Ogni armatura racconta ore di lavoro, studio, confronto, errori e miglioramenti, come se ogni membro fosse allo stesso tempo artigiano e custode di un immaginario condiviso.

L’Italica Garrison, in questo senso, ha costruito una reputazione solida anche fuori dai confini italiani, partecipando a eventi che vanno ben oltre le fiere di settore. Dai concerti orchestrali dedicati alle colonne sonore di Star Wars fino alle collaborazioni con enti benefici e istituzioni culturali, il gruppo ha dimostrato che il fandom può essere uno strumento attivo, capace di incidere nella realtà.

E poi c’è quella dimensione che spesso sfugge a chi osserva da fuori, quella legata alla solidarietà. La 501st Legion ha sempre portato avanti iniziative benefiche, visite negli ospedali, raccolte fondi che nel tempo hanno raggiunto cifre impressionanti, dimostrando che anche un’armatura da stormtrooper può diventare un veicolo di speranza. Una delle storie più toccanti, in questo senso, resta quella legata al droide R2-KT, nata dal desiderio di una bambina malata e diventato simbolo universale di resilienza e affetto. Il fatto che questo droide sia entrato ufficialmente nell’universo di Star Wars: Episode VII – The Force Awakens racconta meglio di qualsiasi spiegazione quanto il confine tra fandom e canon possa diventare sottile, quasi invisibile.

Nel corso degli anni, la 501st è riuscita anche a ritagliarsi uno spazio all’interno della narrativa ufficiale, grazie a scrittori come Timothy Zahn che hanno deciso di inserire la Legion nelle loro storie, trasformando un gruppo di fan in un elemento riconosciuto dell’universo espanso. Un passaggio simbolico potentissimo, che culmina con la celebre scena di Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith, dove il numero 501 viene consacrato definitivamente nel canone cinematografico.

Intanto, in Italia, la Garrison cresce, si struttura, si organizza in squadre locali che riescono a coprire eventi su tutto il territorio, mantenendo una presenza costante e riconoscibile. Da Lucca Comics & Games a Cartoomics, passando per manifestazioni più piccole ma non meno significative, il gruppo diventa una presenza familiare, quasi attesa, come se ogni evento nerd senza uno stormtrooper fosse improvvisamente incompleto.

Eppure, dietro questa crescita, resta sempre quella dimensione umana che aveva in mente Johnson all’inizio: creare legami. Non semplici contatti, ma relazioni che resistono nel tempo, che si costruiscono tra prove costume, trasferte, notti passate a sistemare dettagli che nessuno noterà davvero ma che fanno la differenza per chi indossa quell’armatura.

Entrare nella 501st Italica Garrisonn non è solo una questione di possedere un costume accurato, ma di abbracciare un modo di vivere il fandom che richiede impegno, precisione e una certa dose di follia creativa. Perché sì, serve anche quella, quella voglia di mettersi in gioco fino in fondo, di sudare dentro un’armatura sotto il sole di una fiera pur di regalare a qualcuno l’illusione, anche solo per un attimo, di trovarsi davvero dentro Star Wars.

Venticinque anni dopo, guardando indietro, è difficile non percepire quanto questo percorso abbia inciso non solo sulla community nerd italiana, ma anche sul modo in cui il pubblico vive eventi, cosplay e partecipazione. La 501st Italica Garrison non è semplicemente cresciuta, ha contribuito a ridefinire uno standard, a dimostrare che la passione può diventare qualcosa di strutturato senza perdere autenticità.

E forse è proprio questo il punto che continua a risuonare più forte di tutti, mentre si celebrano questi venticinque anni: la sensazione che, sotto ogni casco, ci sia ancora quella scintilla iniziale, quella voglia di condividere qualcosa di grande con perfetti sconosciuti che, nel giro di pochi minuti, smettono di esserlo.

Da fuori sembra solo una parata imperiale, ma chi ci è passato anche solo una volta sa che è molto di più… e la vera domanda, a questo punto, resta sospesa da qualche parte tra una corazza e l’altra: quanti altri anni serviranno prima che questa storia smetta di sorprendere anche chi la vive ogni giorno?

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Star Wars: Il Ritorno dello Jedi in Concerto a Roma – le date evento all’Auditorium Conciliazione che ogni fan deve segnare in agenda

Ci sono eventi che, per un appassionato di cultura nerd e fantascienza, non sono semplicemente appuntamenti sul calendario. Sono momenti che assumono quasi il valore di un rito collettivo, esperienze capaci di unire generazioni di fan sotto lo stesso cielo stellato di una galassia lontana lontana. Ed è esattamente ciò che accadrà a Roma nel weekend del 21 e 22 marzo 2026, quando uno dei capitoli più amati della saga creata da George Lucas tornerà a vivere in una forma spettacolare e profondamente emozionante.

Il capolavoro cinematografico Il ritorno dello Jedi, terzo capitolo della trilogia originale di Star Wars, arriverà infatti nella Capitale con un evento che promette di trasformare l’Auditorium Conciliazione in un vero tempio della Forza. “Star Wars: Il Ritorno dello Jedi in Concerto” non è soltanto una proiezione cinematografica, né semplicemente un concerto sinfonico. È qualcosa di più grande: un’esperienza immersiva che fonde cinema, musica e passione fandom in un unico grande spettacolo.

A rendere tutto ancora più epico sarà la presenza di un’orchestra di ben ottanta elementi che eseguirà dal vivo l’intera colonna sonora del film, accompagnando la proiezione integrale sul grande schermo. Si tratta della partitura originale composta dal leggendario John Williams, probabilmente uno dei compositori più influenti nella storia del cinema moderno, la cui musica è diventata parte integrante dell’identità stessa della saga. Le sue note non sono solo un accompagnamento musicale: sono il battito emotivo dell’universo di Star Wars, il suono della speranza dei Ribelli, il peso oscuro del lato oscuro e l’eco della redenzione di Darth Vader.

Ma il weekend romano non sarà soltanto un viaggio musicale dentro la trilogia originale. A rendere l’atmosfera ancora più spettacolare ci penseranno alcune delle realtà più amate della community internazionale di costuming legata alla saga. Durante le due giornate dell’evento saranno infatti presenti le legioni ufficiali riconosciute da Lucasfilm, veri e propri ambasciatori della galassia di Star Wars nel mondo reale.

Tra i protagonisti dell’evento ci saranno la Rebel Legion Italian Base, la 501st Italica Garrison e l’Ori’Cetar Clan, tre gruppi di costuming che da anni rappresentano il punto di riferimento italiano per chi vive la passione per Star Wars non solo come spettatore ma come esperienza creativa e comunitaria. Per chi frequenta fiere, eventi nerd e convention, si tratta di nomi ormai leggendari.

La 501st Legion, a cui appartiene la Italica Garrison, è famosa in tutto il mondo per i suoi straordinari costumi dedicati all’Impero Galattico. Stormtrooper, Darth Vader, ufficiali imperiali e altre iconiche figure del lato oscuro prendono letteralmente vita grazie a una cura maniacale per i dettagli e a standard qualitativi altissimi.

La Rebel Legion rappresenta invece il lato luminoso della galassia, con membri che indossano le uniformi e i costumi dei protagonisti della Ribellione: Jedi, piloti della flotta stellare, ufficiali della Resistenza e molti altri personaggi iconici della saga.

Infine c’è l’Ori’Cetar Clan, gruppo appartenente alla grande famiglia della Mandalorian Mercs Costume Club, che porta negli eventi tutto il fascino della cultura mandaloriana. Armature personalizzate, colori unici e un’estetica che affonda le radici nella mitologia guerriera di Mandalore rendono questi cosplayer tra i più scenografici dell’intero universo fandom.

La presenza di questi gruppi non è solo decorativa. Significa entrare fisicamente dentro l’universo di Star Wars, poter incontrare Stormtrooper a grandezza naturale nei corridoi dell’Auditorium, scattare foto con Jedi e Mandaloriani e respirare quell’atmosfera che rende gli eventi legati alla saga qualcosa di profondamente diverso da una semplice proiezione cinematografica.

Il cuore pulsante dell’evento resta comunque la proiezione del film accompagnata dall’orchestra dal vivo. Per chi è cresciuto con la trilogia originale, Il ritorno dello Jedi rappresenta molto più di un finale narrativo. È il momento in cui le linee narrative costruite nei capitoli precedenti trovano la loro conclusione epica. È il confronto definitivo tra Luke Skywalker e Darth Vader, è la battaglia spaziale sopra Endor, è la caduta dell’Impero e la redenzione di Anakin Skywalker.

Rivivere queste scene sul grande schermo è già di per sé un’esperienza emozionante. Ma ascoltare dal vivo l’orchestra che attacca le prime note del tema principale mentre la sala si oscura lentamente è qualcosa che difficilmente si dimentica. È uno di quei momenti in cui il pubblico trattiene quasi il respiro prima che compaia la scritta iconica: “A long time ago in a galaxy far, far away…”.

Le date da segnare sul calendario sono tre, tutte concentrate nello stesso weekend che promette di trasformare Roma in una piccola capitale galattica. Il primo appuntamento è previsto per sabato 21 marzo 2026 alle ore 21:00, una serata che avrà inevitabilmente l’atmosfera elettrica della première. È la replica perfetta per chi vuole vivere l’evento con tutta l’energia della prima serata, tra fan entusiasti, cosplay improvvisati sotto le giacche eleganti e quell’adrenalina collettiva che solo le grandi occasioni riescono a generare.

La domenica successiva, 22 marzo 2026, offrirà invece due repliche che trasformeranno l’intera giornata in una celebrazione della saga. Il primo spettacolo inizierà alle ore 15:00, un orario perfetto per famiglie e gruppi di amici che vogliono condividere la magia del film anche con chi magari non ha mai avuto la fortuna di vederlo sul grande schermo.

La seconda replica della domenica, fissata alle ore 19:30, avrà invece un’atmosfera più raccolta e cinematografica. Sarà il momento ideale per chi vuole chiudere il weekend con una vera immersione epica nella saga, lasciandosi trascinare dalla potenza orchestrale della musica di John Williams mentre la storia raggiunge il suo climax emotivo.

La scelta dell’Auditorium Conciliazione come location aggiunge ulteriore fascino all’evento. Situato in via della Conciliazione, a pochi passi da Piazza San Pietro, questo spazio è noto per la sua acustica eccellente e per la capacità di ospitare grandi eventi culturali e musicali. La sua architettura elegante e la qualità sonora della sala lo rendono il luogo perfetto per valorizzare ogni dettaglio della partitura orchestrale.

Roma, del resto, ha sempre avuto un rapporto speciale con il cinema. Dalla tradizione degli studi di Cinecittà fino agli eventi internazionali dedicati alla settima arte, la città eterna rappresenta uno dei crocevia culturali più importanti d’Europa. Portare qui un evento come “Star Wars: Il Ritorno dello Jedi in Concerto” significa creare un ponte ideale tra Hollywood e la cultura nerd globale.

Per molti fan italiani questo appuntamento ha anche un valore storico. Non capita spesso di poter assistere alla proiezione di un film della trilogia originale con orchestra dal vivo nel nostro Paese. E per chi è cresciuto con VHS consumate, maratone televisive e discussioni infinite su quale fosse il miglior duello della saga, poter vivere questa esperienza in una sala piena di altri appassionati rappresenta qualcosa di speciale.

In fondo, la magia di Star Wars non è mai stata soltanto nel cinema. È sempre stata nella comunità di fan che negli anni ha trasformato la saga in una vera cultura condivisa. Convention, cosplay, discussioni infinite su Jedi e Sith, collezioni di action figure e citazioni recitate a memoria: tutto questo fa parte dell’eredità della saga.

Ecco perché il weekend del 21 e 22 marzo 2026 non sarà soltanto uno spettacolo musicale. Sarà un momento di incontro tra generazioni di fan, un’occasione per celebrare insieme uno dei capitoli più importanti della storia della fantascienza.

La galassia di Star Wars, per qualche giorno, non sarà più così lontana. Atterrerà nel cuore di Roma accompagnata dalle note di un’orchestra sinfonica e dalla presenza di Stormtrooper, Jedi e Mandaloriani pronti a trasformare l’Auditorium Conciliazione in una piccola capitale della Forza.

E a quel punto la domanda, inevitabile per ogni fan, sarà una sola.

Quale replica scegliere per vivere questa esperienza? Perché una cosa è certa: quando le prime note del tema di John Williams risuoneranno nella sala, la Forza scorrerà potente tra le poltrone dell’Auditorium. E per qualche ora, Roma non sarà più soltanto la Città Eterna. Sarà una porta aperta su una galassia lontana lontana. ✨

Milano, la Forza entra in corsia: gli eroi di Star Wars portano magia all’Ospedale San Carlo

Un corridoio d’ospedale può trasformarsi in un’astronave. Una sala d’attesa può diventare la plancia di comando di un incrociatore stellare. Basta il rumore immaginario di un respiratore che si confonde con quello di un TIE Fighter e, all’improvviso, la quotidianità si incrina lasciando spazio alla meraviglia.

È quello che è accaduto all’Ospedale San Carlo di Milano, dove i pazienti hanno vissuto una giornata davvero “spaziale”: Stormtrooper in armatura lucente, Jedi con la spada laser pronta a illuminare il Lato Chiaro e persino Mandaloriani dal passo deciso hanno attraversato le corsie regalando sorrisi, fotografie e momenti di pura evasione. Non una trovata pubblicitaria, ma un’iniziativa solidale organizzata da alcune delle realtà più importanti del costuming italiano legato a Star Wars.

La Forza entra in corsia

L’evento, realizzato in collaborazione con la 501st Italica Garrison, la Rebel Legion Italian Base e l’Ori’Cetar Clan – Italy MMCC, ha portato il mondo creato da George Lucas dentro uno dei luoghi dove il sorriso conta più di qualsiasi CGI. Per qualche ora, l’ospedale vicino allo stadio di San Siro ha cambiato atmosfera: i pazienti, grandi e piccoli, hanno potuto scattare foto con Darth Vader, stringere la mano a un pilota ribelle o osservare da vicino un’armatura mandaloriana che sembrava uscita direttamente da una serie Disney+.

E chi conosce il mondo del cosplay sa bene che non si tratta di semplici costumi indossati per gioco. Dietro ogni armatura, ogni cucitura, ogni dettaglio, c’è una dedizione quasi maniacale alla fedeltà scenica, un rispetto rigoroso degli standard ufficiali e, soprattutto, una comunità che ha fatto della passione un veicolo di solidarietà.

501st Italica Garrison: l’Impero che fa del bene

Fondata nel 2001 in occasione del Romics, la 501st Italica Garrison rappresenta il distaccamento italiano della celebre 501st Legion, il più grande gruppo mondiale dedicato al costuming imperiale di Star Wars. Parliamo di Stormtrooper, ufficiali imperiali, Sith, inquisitori e cacciatori di taglie riprodotti con una precisione che rasenta l’ossessione positiva. Ogni costume viene approvato secondo gli standard della Costume Reference Library di Lucasfilm, un processo che garantisce autenticità e qualità altissime.

Ma il punto non è soltanto l’estetica. Sotto le armature si nascondono volontari che collaborano da anni con realtà come Telethon, MediCinema e Croce Rossa Italiana, partecipando a eventi benefici in tutta la Penisola. L’Impero, almeno in Italia, non conquista galassie: conquista sorrisi.

Vedere un bambino ricoverato che allunga la mano verso uno Stormtrooper, magari senza più timore ma con occhi pieni di stupore, è la dimostrazione concreta di quanto la cultura pop possa diventare strumento di conforto. Il cosplay, in questi momenti, smette di essere hobby e diventa ponte emotivo.

Rebel Legion Italian Base: il Lato Chiaro che illumina Milano

Se la 501st incarna il fascino magnetico del Lato Oscuro, la Rebel Legion Italian Base rappresenta la luce, la speranza, l’eroismo. Nata nel 2005 come sezione italiana della Rebel Legion internazionale, riunisce costumers che danno vita a Jedi, principesse ribelli, piloti dell’Alleanza e combattenti per la libertà.

Anche qui la cura del dettaglio è maniacale, con costumi approvati secondo standard ufficiali Lucasfilm. Tuttavia, l’identità del gruppo va oltre la fedeltà visiva: il volontariato è parte integrante della loro missione. Collaborazioni con organizzazioni come Make-A-Wish, Unicef e Croce Rossa Italiana trasformano ogni evento in un’occasione per raccogliere fondi e diffondere speranza.

Nel 2025 la Rebel Legion celebrerà i 25 anni dalla fondazione mondiale, un traguardo che sarà festeggiato anche a Lucca Comics & Games con iniziative speciali dedicate alla community italiana. Un anniversario che racconta quanto questa realtà sia radicata e quanto il fandom di Star Wars continui a evolversi, generazione dopo generazione.

Ori’Cetar Clan: l’onore dei Mandaloriani

Accanto a Impero e Ribellione, non potevano mancare i guerrieri di Mandalore. L’Ori’Cetar Clan rappresenta la sezione italiana dei Mandalorian Mercs Costume Club, gruppo internazionale riconosciuto da Lucasfilm che riunisce appassionati della cultura mandaloriana.

Ogni armatura è personalizzata, frutto di artigianato, studio e creatività. Non esistono due Mandaloriani identici: ciascun membro costruisce la propria identità attraverso il beskar, trasformando il cosplay in un percorso artistico e personale. Anche loro partecipano a numerose iniziative benefiche, dimostrando che l’onore mandaloriano si misura anche nella capacità di esserci per chi ha bisogno.

Star Wars, cosplay e solidarietà: molto più di un fandom

L’episodio dell’Ospedale San Carlo di Milano racconta qualcosa di profondo sulla cultura nerd contemporanea. Star Wars non è soltanto una saga cinematografica, non è solo merchandise o streaming. È un linguaggio condiviso, un immaginario collettivo che riesce a parlare a chiunque, anche in un letto d’ospedale.

Il cosplay solidale rappresenta una delle evoluzioni più belle del fandom: la passione che si mette al servizio degli altri. E in un’epoca in cui spesso la cultura pop viene liquidata come evasione superficiale, iniziative come questa dimostrano il contrario. Dietro un’armatura lucida o una tunica Jedi si nasconde empatia, organizzazione, senso di comunità.

Milano, per un giorno, ha visto l’Impero e la Ribellione camminare fianco a fianco non per combattersi, ma per regalare qualche ora di leggerezza. Forse è questa la vera Forza che tiene insieme la galassia nerd.

E voi cosa ne pensate del cosplay come strumento di solidarietà? Avete mai partecipato o assistito a iniziative simili con Star Wars o altri universi pop? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti e condividete questo articolo sui vostri social: la community cresce anche così, parola dopo parola, sorriso dopo sorriso.

Phobos Tiziano Crocicchia APS: Star Wars, cosplay e beneficenza a Capranica il 22 febbraio 2026

“Ce l’abbiamo fatta anche stavolta.”
Frase semplice, quasi da chat di gruppo dopo una maratona notturna a montare stand, e invece pesa come un finale di stagione scritto bene. Pesa perché dietro non c’è solo entusiasmo, ma continuità. Non è un fuoco di paglia, non è un post celebrativo da social destinato a scivolare via nel feed. È la conferma che la cultura nerd, quella vera, sa costruire ponti tra immaginazione e realtà.

La quarta edizione del Phobos Comics & Games ha centrato di nuovo il bersaglio. E il 22 febbraio 2026, al Teatro Francigena di Capranica, in provincia di Viterbo, quell’obiettivo prende forma concreta con la cerimonia di consegna di una sonda con tre iPad e di un microscopio con telecamera destinati al reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Santa Rosa di Viterbo. Valore complessivo? 13.040 euro. Ma ridurre tutto a una cifra sarebbe limitante.

Qui si parla di comunità.

Una promessa mantenuta, anno dopo anno

Frequentare fiere, eventi cosplay, raduni fantasy e manifestazioni dedicate a fumetti e giochi di ruolo significa entrare in un ecosistema fatto di passione, ma anche di responsabilità. Chi conosce realtà nate dal basso sa riconoscere quella sensazione precisa: persone prima dei loghi, impegno prima delle passerelle.

L’Associazione Phobos Tiziano Crocchia APS porta avanti da anni un percorso che ha un sapore diverso rispetto al classico evento “charity”. Non si tratta di raccogliere fondi in modo astratto. Si tratta di trasformare la cultura pop in uno strumento di cura. Cosplay, gioco di ruolo, fantascienza, fantasy e fumetti diventano motore di solidarietà concreta.

Domenica 22 febbraio 2026, dalle 17:00, quel motore si accende di nuovo. Accoglienza dal pomeriggio, atmosfera pensata anche per i più piccoli, palco pronto a raccontare una storia che non è fatta solo di numeri, ma di memoria e di futuro.

Star Wars, magia e meraviglia: la galassia arriva a Capranica

Chiunque abbia visto sfilare un Darth Vader perfetto o uno Stormtrooper in armatura lucida sa che non si tratta solo di costumi. È worldbuilding dal vivo. È immersione totale.

A Capranica arriveranno la 501st Italica Garrison e la Rebel Legion Italian Base, gruppi ufficialmente riconosciuti da Lucasfilm. Non semplici cosplayer, ma ambasciatori di un immaginario che ha formato intere generazioni. Jedi, Sith, ribelli e soldati imperiali pronti a trasformare un teatro di provincia in un frammento di galassia lontana lontana.

E accanto a loro tornerà anche l’Associazione Giratempo, realtà cosplay ispirata all’universo di Harry Potter, attiva dal 2017 con eventi ludici e culturali dedicati a cinema, serie TV, cartoon e fumetti. Mantelli, bacchette, case di Hogwarts e quella magia che, diciamolo, continua a unire generazioni anche a distanza di anni dall’ultima pagina.

Vedere bambini – e adulti – fotografarsi con un cavaliere Jedi o con una strega di Hogwarts non è solo spettacolo. È un passaggio di testimone. È la dimostrazione che l’immaginazione non è evasione, ma linguaggio comune.

Dal palco alla corsia: tecnologia che salva vite

La donazione 2026 è frutto dei fondi raccolti durante l’edizione di settembre 2025 del Phobos Comics & Games. Dietro quella sonda con tre iPad e quel microscopio con telecamera ci sono ore di volontariato, chilometri macinati, stand montati sotto la pioggia, sorrisi scambiati, foto fatte, biglietti venduti.

Strumenti che entreranno davvero nella quotidianità del reparto di Nefrologia e Dialisi dell’Ospedale Santa Rosa di Viterbo. Strumenti che miglioreranno diagnosi, monitoraggi, assistenza.

E qui la narrazione cambia tono. Perché non si parla più solo di cosplay o cultura pop, ma di cura. Di reparti ospedalieri che ricevono attrezzature utili grazie a una community che ha scelto di non limitarsi a condividere meme o trailer, ma di agire.

Dal 2019 a oggi, l’associazione ha consegnato monitor multiparametrici, strumenti diagnostici per rianimazione pediatrica e neonatale, attrezzature per neurochirurgia, dispositivi salvavita per reparti di terapia intensiva. Non un episodio isolato, ma un filo rosso che continua a intrecciarsi.

Phobos: memoria, passione, futuro

Dietro tutto questo c’è una storia che tocca corde profonde. Phobos nasce nel 2019 per ricordare Tiziano, scomparso a causa di un incidente stradale. Due genitori, un gruppo di amici, una perdita impossibile da raccontare. E una scelta radicale: trasformare il dolore in energia.

Le passioni di Tiziano – gioco di ruolo, cosplay, fantasy, fumetti – non vengono archiviate come ricordi malinconici. Diventano strumenti di unione. Mille mondi immaginari che aiutano a migliorare quello reale.

Chiunque frequenti la scena nerd italiana sa quanto sia facile essere fraintesi. Ancora oggi c’è chi riduce fumetti e cosplay a infantilismo. Eventi come Phobos dimostrano il contrario con una forza disarmante: dietro ogni armatura c’è responsabilità, dietro ogni mantello c’è impegno, dietro ogni dado lanciato c’è una comunità che sa stringersi.

Cultura nerd e solidarietà: un modello che funziona

Parlare di Phobos Comics & Games significa parlare di un modello replicabile. Cultura geek e solidarietà non sono mondi separati. Anzi, si potenziano a vicenda. L’immaginazione attira, la partecipazione consolida, l’impatto concreto legittima.

Il 22 febbraio 2026 non sarà solo una cerimonia. Sarà un nuovo capitolo di una storia collettiva che coinvolge associazioni, istituzioni locali, sponsor, volontari e famiglie. Provincia di Viterbo, Comune di Capranica, realtà del territorio e media locali si ritroveranno attorno a un palco che, per qualche ora, racconterà cosa può fare una community unita.

E forse la domanda più interessante è un’altra: quante altre realtà potrebbero fare lo stesso, se solo decidessero di crederci davvero?

Un invito che va oltre l’evento

Capranica, 22 febbraio 2026. Un pomeriggio che mescola galassie lontane, scuole di magia e tecnologia medica. Un teatro che diventa crocevia di sogni e responsabilità.

Se amate Star Wars, se siete cresciuti con Harry Potter, se frequentate fiere cosplay o semplicemente siete curiosi di capire cosa succede quando la passione incontra l’impegno, questo è un appuntamento che vale la pena vivere dal vivo.

Portate i vostri figli, i vostri amici, la vostra voglia di stupirvi. Scattate foto con i Jedi, chiacchierate con i volontari, ascoltate le storie dietro quei dispositivi consegnati al reparto. E poi tornate a casa con una consapevolezza diversa: la cultura nerd non è solo intrattenimento. È possibilità.

E adesso tocca a voi.
Avete mai partecipato a un evento geek con finalità solidali? Pensate che il mondo del cosplay e dei fumetti possa fare ancora di più per il territorio? Raccontatecelo nei commenti. Perché le storie più belle, come insegna ogni saga degna di questo nome, non si scrivono mai da soli.

EmPisa Star Wars Fan Club compie 10 anni: una galassia di passione nerd nata davanti a Il Risveglio della Forza

Dieci anni non sono soltanto una cifra tonda da celebrare con una torta e qualche foto ricordo. Dieci anni, nel mondo della cultura nerd e del fandom organizzato, sono un’era geologica fatta di sogni coltivati, di amicizie nate davanti a uno schermo, di costumi cuciti notte dopo notte e di bambini che, con gli occhi spalancati, hanno scoperto per la prima volta che la Forza può essere qualcosa di molto reale. Il 16 dicembre 2025 EmPisa Star Wars Fan Club spegne dieci candeline, e guardando indietro sembra quasi impossibile pensare che tutto sia iniziato in modo così semplice, quasi cinematografico.

Torniamo indietro nel tempo, a quel 16 dicembre 2015. Siamo al The Space Cinema di Livorno, la notte del debutto italiano de Il Risveglio della Forza. In sala ci sono quarantadue appassionati di Guerre Stellari, un numero che oggi fa sorridere se confrontato con le dimensioni raggiunte dal club, ma che allora rappresentava un piccolo esercito ribelle carico di aspettative. Non era solo la voglia di rivedere Star Wars sul grande schermo dopo anni di attesa. C’era qualcosa di più, una sensazione condivisa, quasi palpabile: la speranza di costruire insieme qualcosa che andasse oltre quella singola proiezione. Quella sera, senza proclami solenni né strategie a lungo termine, nasceva ufficialmente EmPisa.

Da quel momento, la storia del club è diventata una di quelle narrazioni che scaldano il cuore di ogni fan. Non una semplice associazione, ma una vera e propria community capace di crescere, evolversi e lasciare un segno concreto. In dieci anni EmPisa ha accompagnato oltre tremila bambini nel percorso delle scuole Padawan, trasformando l’immaginario di Star Wars in uno strumento educativo e inclusivo. Ha riunito più di duecento iscritti attivi, anime diverse legate dalla stessa passione, e ha dato vita a oltre centocinquanta eventi tra fiere, manifestazioni e incontri pubblici. Numeri che raccontano impegno, costanza e amore per la saga, ma che da soli non riescono a spiegare l’impatto emotivo di tutto questo.

Perché EmPisa non è solo quantità, è soprattutto presenza. È il luccichio delle armature degli stormtrooper che tornano a brillare sotto le luci di un evento, è il ronzio inconfondibile delle spade laser che si accendono una dopo l’altra, è l’atmosfera da cantina di Mos Eisley ricreata tra stand e corridoi. Grazie anche alla collaborazione con realtà fondamentali come Rebel Legion Italian Base e 501st Italica Garrison, e al supporto di appuntamenti iconici come Lucca Comics & Games, il fandom italiano ha potuto vivere Star Wars non come semplice spettatore, ma come protagonista.

Il club, oggi primo per numero di figuranti in Toscana e secondo in tutta Italia, ha saputo trasformare la passione in esperienza condivisa. Il costuming, in particolare, è diventato uno dei pilastri di EmPisa. Non si tratta solo di indossare un’armatura o una tunica Jedi, ma di studiare, confrontarsi, migliorare continuamente. Dietro ogni costume c’è ricerca, artigianato, attenzione maniacale ai dettagli. L’accesso a stoffe originali dei film, il supporto di sarti e calzolai specializzati, il dialogo costante tra fan rendono questa sezione un vero laboratorio creativo, aperto a chiunque senta il richiamo della Forza e voglia viverlo sulla propria pelle.

Ma EmPisa è anche collezionismo, modellismo statico, action figures, fumetti, videogiochi, universo LEGO Star Wars. È uno sguardo curioso che non si ferma ai personaggi più celebri, ma esplora le sfaccettature meno conosciute della galassia lontana lontana. È la dimostrazione che Star Wars non è solo una saga cinematografica, ma un linguaggio comune, un mito moderno capace di unire generazioni diverse sotto lo stesso simbolo.

In questo decimo anniversario, le parole di ringraziamento di Giampaolo e Riccardo risuonano sincere e cariche di emozione. Il traguardo raggiunto è merito di chi ha creduto nel progetto fin dall’inizio e di chi si è unito lungo il cammino. È il risultato di un lavoro collettivo, di una community che ha scelto di crescere insieme, senza mai perdere lo spirito ludico e l’entusiasmo delle origini.

Guardando al futuro, la sensazione è la stessa di quella notte del 2015: aspettativa, emozione, voglia di continuare. I prossimi dieci anni di EmPisa promettono nuove avventure, nuovi Padawan da guidare, nuovi eventi da vivere fianco a fianco. Perché, come recita una delle frasi più iconiche della saga, la Forza sarà con noi. Sempre.

Se anche voi avete incrociato EmPisa a una fiera, a un evento o magari avete mosso i primi passi nel fandom grazie a loro, raccontatecelo nei commenti. Condividete questo articolo sui vostri social, fate girare la storia di questa realtà tutta italiana che dimostra come la passione nerd, quando è vissuta insieme, possa diventare qualcosa di straordinario. Che la discussione abbia inizio… e che la Forza sia con voi.

Vi invitiamo a seguire il gruppo sui canali social ma anche di contattarli direttamente tramite la email per ulteriori informazioni: empisa2016@gmail.com

Cartoon Heroes a Roma: il concerto-evento che fa vibrare l’infanzia nerd di tre generazioni

Esistono serate che vanno oltre la definizione di concerto. Eventi che assomigliano più a un rituale collettivo, a una sorta di evocazione condivisa in cui le note musicali diventano chiavi dimensionali capaci di aprire portali verso l’infanzia, l’adolescenza, le prime passioni nerd nate davanti a uno schermo catodico. Il 23 dicembre, alla Auditorium Parco della Musica, e più precisamente nella Sala Petrassi, questo rito si rinnova con il ritorno dei Cartoon Heroes, pronti a trasformare una notte pre-natalizia in un viaggio emotivo che attraversa decenni di cultura pop.

Chi ama davvero l’animazione lo sa: le sigle non sono mai state semplici canzoncine di apertura. Sono state manifesti emotivi, bussole identitarie, piccoli inni generazionali che hanno insegnato il valore del coraggio, dell’amicizia, del sacrificio e della speranza. Ritrovarle oggi, dal vivo, significa riconnettersi con una parte profonda di sé, quella che ha imparato a sognare grazie a robot giganteschi, eroine romantiche e guerrieri pronti a combattere per un ideale.

Il progetto Cartoon Heroes nasce proprio da questa consapevolezza. Non si limita a proporre un’operazione nostalgia, ma costruisce un’esperienza corale, in cui il passato dialoga con il presente e continua a parlare anche alle nuove generazioni. Il pubblico che riempie la Sala Petrassi non è composto solo da chi quelle sigle le cantava da bambino davanti alla TV: accanto ci sono figli, nipoti, ragazzi che hanno scoperto quelle melodie su YouTube o attraverso le repliche, dimostrando come certe canzoni siano semplicemente senza tempo.

Sul palco prende forma una vera e propria super-band della memoria collettiva. Ritrovare insieme Vince Tempera, Riccardo Zara, Douglas Meakin, Raggi Fotonici, Patrizia Tapparelli, Mauro Goldsand, Maura Cenciarelli, Manuela Cenciarelli, Claudio Maioli, Roberta Petteruti, Mauro Munzi e Mauro Balestra equivale a osservare riuniti gli artefici di un immaginario che ha segnato la storia della televisione italiana. Le loro musiche hanno accompagnato l’arrivo di Goldrake, le avventure di Capitan Harlock, le lacrime versate con Candy Candy e l’epica muscolare di Ken il Guerriero, diventando parte integrante della narrazione stessa.

A rendere l’esperienza ancora più potente intervengono le voci che hanno dato anima ai personaggi. Il doppiaggio italiano, vero orgoglio nazionale, trova qui una celebrazione dal vivo grazie a interpreti come Cinzia De Carolis, Fabrizio Mazzotta, Mino Caprio, Edoardo Nevola, Stefano Onofri e Fabrizio Vidale. Sentirli parlare dal vivo equivale a incontrare di persona figure che, fino a quel momento, erano esistite solo nella nostra immaginazione. È un corto circuito emotivo potentissimo, capace di trasformare una voce in un ricordo tangibile.

Lo show, però, non si ferma all’aspetto musicale. La regia di Francesca Migneco orchestra un’esperienza multisensoriale che coinvolge immagini, performance e arti visive. Le illustrazioni dal vivo di Dominga Tammone prendono forma sul maxi schermo come tavole animate, mentre il coro di voci bianche diretto dal Maestro Manuele Orati aggiunge una dimensione quasi sacrale. A completare il quadro interviene il body painting coordinato da Sonia Ricci, che trasforma i performer in incarnazioni viventi degli eroi animati.

Il 2025 segna anche un anniversario speciale. Quindici anni fa i Cartoon Heroes debuttavano proprio su questo palco, dando vita a un progetto che nel tempo è diventato una tradizione attesa, una sorta di appuntamento fisso per chi vive la cultura pop come qualcosa di profondo e condiviso. Tornare nello stesso luogo, a distanza di anni, non ha il sapore di una celebrazione autoreferenziale, ma quello di una promessa mantenuta alla community.

A rendere la serata ancora più significativa c’è la sua dimensione solidale. La quindicesima edizione sostiene la campagna “Un riciclo da Oscar” dell’Associazione Pet Carpet, dedicata al recupero e alla redistribuzione di accessori per animali destinati ai rifugi. Anche la presenza della 501st Italica Garrison, il gruppo di costuming ufficialmente ricosciuto da Lucasfilm e Disney, sottolinea come l’immaginario nerd possa tradursi in azioni concrete di aiuto e supporto.

Il risultato finale è uno spettacolo che riesce a unire intrattenimento, memoria e responsabilità sociale, dimostrando come la nostalgia, quando è gestita con intelligenza e passione, possa diventare un motore positivo. Il 23 dicembre non sarà solo una data sul calendario, ma un momento di riconnessione collettiva, una vigilia alternativa in cui tre generazioni si ritroveranno a cantare le stesse parole con lo stesso trasporto.

E allora la domanda è semplice, quasi inevitabile: tu dove eri quando quelle sigle ti hanno insegnato a sognare? Forse la risposta la troverai proprio lì, seduta in platea, mentre le luci si abbassano e la prima nota riaccende tutto. E se è la tua prima volta, preparati: alcune emozioni, una volta vissute dal vivo, non se ne vanno più.

Regali in Corsia – La Forza del Natale: quando Star Wars porta luce nelle stanze d’ospedale

L’aria natalizia ha sempre quel qualcosa di magico che noi nerd percepiamo in modo particolare. Forse perché siamo cresciuti inseguendo eroi in galassie lontane, forse perché sappiamo quanto conti l’immaginazione nei momenti più bui. E quando il mondo reale incontra la fantasia con la naturalezza di un salto nell’iperspazio, accadono iniziative capaci di toccare davvero le persone. È il caso di “Regali in Corsia – La Forza del Natale”, il nuovo progetto che vede fianco a fianco la 501st Italica Garrison e la Rebel Legion Italian Base, le due realtà ufficiali del costuming Star Wars più iconiche del nostro Paese.

A dicembre, dal 9 al 22, armature, mantelli e spade laser non brillano nei corridoi di una convention, ma nei reparti pediatrici di alcuni ospedali lombardi. Un contesto inaspettato, dove il lato ludico della saga incontra il bisogno profondissimo di normalità e respiro dei piccoli ricoverati e delle loro famiglie.


Quando una visita “fuori scena” diventa un dono gigantesco

L’iniziativa parte come un esperimento, quasi come un primo episodio pilota di una serie che speriamo possa diventare annuale. L’obiettivo è semplice e allo stesso tempo titanico: regalare qualche ora di meraviglia ai bambini ricoverati, portare distrazione, conforto e un pizzico di magia nerd in un luogo dove i giorni scorrono diversamente da fuori.

Le tappe del progetto disegnano un itinerario emotivo che ha già il sapore della space-opera. Si parte dal Buzzi di Milano e dal Policlinico di Pavia il 9 dicembre, si prosegue l’11 con l’Ospedale Niguarda, insieme agli amici di MediCinema, fino ad arrivare alla Clinica De Marchi il 22 dicembre. In ogni visita, i personaggi più amati di Star Wars entrano in reparto in costume, offrendo un momento di evasione unico. Non importa che tu abbia cinque, trenta o cinquanta anni: quando un Mandaloriano o un ufficiale imperiale ti passa accanto, il bambino dentro di te si risveglia all’istante.

Le famiglie non guardano soltanto, partecipano. Gli operatori sanitari sorridono. E a rendere tutto ancora più speciale, la collaborazione con LEGO permette di lasciare piccoli doni, una traccia tangibile del passaggio della Forza nelle corsie.


Imperiali e Ribelli: quando il fandom diventa comunità

Da sempre noi fan di Star Wars abbiamo imparato che la saga parla di resistenza, speranza, solidarietà. Ed è commovente vedere come queste storie prendano forma nel mondo reale attraverso gruppi come la 501st Italica Garrison e la Rebel Legion Italian Base.

Due fazioni “nemiche” nell’universo narrativo, ma unite nella realtà da una missione comune: trasformare la passione in un gesto concreto. Entrambe le legioni hanno costruito nel corso degli anni una presenza imponente nella cultura pop italiana, partecipando alle fiere più grandi, collaborando con realtà colossali come Lucasfilm, Disney, Warner e Microsoft, e diventando presenze familiari negli eventi charity.

Le radici della 501st Italica Garrison affondano nel Romics del 2001, con più di vent’anni di attività tra costumi impeccabili, parate epiche e iniziative benefiche. Ha sfilato al Colosseo, in Piazza di Spagna, all’Arena Civica, alla Reggia di Caserta, fino al cine-concerto milanese de L’Impero Colpisce Ancora, portando letteralmente la Forza per le vie d’Italia.

La Rebel Legion Italian Base, nata nel 2005, rappresenta l’ala luminosa della community: Jedi, piloti Ribelli, Wookiee e figure iconiche che hanno fatto della speranza la loro estetica. Riconosciuta ufficialmente da Lucasfilm, la Legione è la più grande organizzazione internazionale dedicata ai costumi “ribelli”. Anche loro sono protagonisti fissi delle principali fiere, delle giornate ufficiali Star Wars, degli eventi di beneficenza.

Due lati della stessa Forza che, insieme, sanno quanto un mezzo sorriso sia più potente di un intero Star Destroyer.


La missione dietro le armature: portare luce dove serve

Al di là del fascino dei costumi – realizzati con una cura quasi maniacale, frutto di studio, artigianato e passione – ciò che colpisce dei membri delle Legioni è la consapevolezza con cui vivono questi momenti. Il loro impegno non è semplice animazione: è un modo di essere presenti dove la realtà pesa, usando l’immaginazione come ponte per alleggerire.

Negli anni, la 501st Italica Garrison ha collaborato con la Croce Rossa Italiana, con Telethon, con Oncobeauty, con strutture pediatriche da Milano a Firenze, da Roma a Padova. La Rebel Legion ha preso parte a iniziative simili, lavorando con ospedali, fondazioni e programmi educativi. La loro presenza ha sempre un obiettivo: trasformare un giorno qualunque in un ricordo capace di restare.

I bambini non incontrano “cosplayer”, ma gli eroi della loro saga preferita che entrano nella loro realtà e la riscrivono per un momento. Gli adulti rivedono la propria infanzia. Il personale medico respira un attimo di sollievo. La Forza, in queste situazioni, sembra davvero qualcosa di tangibile.


Un progetto che vuole crescere come una nuova trilogia

Questa prima edizione lombarda di “Regali in Corsia” è solo l’inizio. L’ambizione è espanderla in tutta Italia, coinvolgendo sempre più strutture che desiderano accogliere una visita speciale. La disponibilità delle Legioni è totale: chiunque voglia aprire le porte può farlo. E la speranza è che la Forza possa raggiungere ogni regione, proprio come un raggio di luce che attraversa una galassia ancora tutta da esplorare.

Perché il fandom ha una caratteristica meravigliosa: cresce sempre. Si alimenta di storie, incontri, rituali condivisi. E questo progetto è un esempio perfetto di quanto la community possa diventare un’alleata concreta nella vita vera.


Il potere della Forza? Creare connessioni

Seguire l’avventura di “Regali in Corsia” significa osservare il fandom mentre si trasforma in qualcosa di vivo, pulsante, umano. Nei corridoi degli ospedali, tra addobbi di Natale e suoni di macchinari, l’arrivo di un gruppo di personaggi in costume apre una parentesi nuova. Non è evasione, è ricarica emotiva. Quella che spesso cerchiamo noi nerd nei film, nei fumetti, nei giochi… e che a volte ritorna nel modo più inaspettato.

Forse è questa la vera magia del Natale: scoprire che, anche nelle giornate più difficili, può arrivare un Cavaliere Jedi a ricordarti che la speranza non si spegne.

E ora tocca a noi: quale scena vi ha emozionato di più nelle precedenti iniziative delle Legioni? Avete mai incontrato questi gruppi dal vivo? Raccontatelo nei commenti: la community ama ascoltare le vostre storie tanto quanto ama raccontarle.

La Forza, questa volta, non unisce solo Ribelli e Imperiali. Unisce tutti noi.

Lucca Comics & Games 2025: quando la Forza incontra la fantasia

Ogni anno, Lucca Comics & Games si trasforma in qualcosa di più di una semplice fiera: diventa un portale aperto verso mondi lontani, un luogo in cui la cultura pop prende vita e la passione dei fan si fonde con l’arte, la narrativa e la creatività. Nel 2025, la Forza tornerà a scorrere potente nelle vie lastricate della città toscana, grazie alla presenza dei gruppi ufficiali di costuming Star Wars riconosciuti da Lucasfilm Ltd.: la 501st Italica Garrison, la Rebel Legion Italian Base, la Saber Guild, la Galactic Academy Varykino Campus, e l’Ori’Cetar Clan del Mandalorian Mercs Costume Club, affiancati dalla sezione italiana di The Dark Empire – Darkghast Spire e dal progetto benefico R2-KT Italia.

Dal 29 ottobre al 2 novembre 2025, sotto le antiche mura della Casa del Boia, prenderà forma un’area interamente dedicata alla saga che ha ridefinito la fantascienza moderna. Tra spade laser, parate, set fotografici e momenti di beneficenza, lo spazio “galattico” di Lucca promette di unire spettacolo, artigianato e solidarietà in un’esperienza unica, in cui la passione dei fan diventa un linguaggio universale.


French Kiss: un tema che unisce arte, fantasia e cultura

L’edizione 2025 di Lucca Comics & Games avrà come filo conduttore French Kiss, un omaggio alla tradizione artistica e fumettistica francese. Un tema che si propone come un ponte tra Italia e Francia, due Paesi che hanno fatto della bande dessinée e del fumetto d’autore un patrimonio culturale condiviso.

Sarà un’edizione densa di ospiti e incontri imperdibili. Dalla mostra monografica dedicata al leggendario Tetsuo Hara, creatore di Ken il Guerriero, ai grandi nomi della letteratura fantasy come Rick Riordan, Holly Black e Cassandra Clare, passando per Mike Richardson (fondatore di Dark Horse Media) e gli autori del manga Gachiakuta, Kei Urana e Hideyoshi Andou.

E naturalmente, al centro dell’attenzione ci sarà ancora Star Wars: due grandi parate, eventi speciali, incontri e un’atmosfera che saprà fondere il mito galattico con la magia della città.


La galassia prende vita a Lucca

Il primo grande appuntamento è fissato per sabato 1° novembre, con la Parata delle Legioni: un fiume di Jedi, Sith, Stormtrooper, piloti ribelli e cacciatori di taglie attraverserà il centro storico trasformandolo in un autentico set cinematografico. Ogni costume è una piccola opera d’arte, ogni passo una dichiarazione d’amore verso la saga creata da George Lucas.

La festa continuerà domenica 2 novembre alle 14:30, quando il Cinema Astra ospiterà una proiezione speciale di Star Wars: Episodio III – La Vendetta dei Sith per celebrare i vent’anni del film. L’evento sarà accompagnato dalla presenza dei costumers ufficiali, che accoglieranno il pubblico in una cornice di pura magia galattica.

E come ogni anno, non mancherà la tradizionale parata di spade laser della Rebel Legion Italian Base, in programma venerdì 31 ottobre, quando le mura di Lucca si illumineranno al ritmo di duelli coreografati e luci al plasma. Un momento ormai iconico, dove il confine tra fan art e arte scenica si dissolve completamente.


La 501st Italica Garrison: l’Impero dal cuore grande

Fondata nel 2001 in occasione del Romics, la 501st Italica Garrison è la sezione italiana della leggendaria 501st Legion, il più grande gruppo mondiale dedicato al costuming “imperiale”. I suoi membri portano in vita Stormtrooper, ufficiali, inquisitori e bounty hunter con una fedeltà maniacale ai canoni della Lucasfilm.

Ma dietro le armature scintillanti, c’è un impegno reale per la solidarietà. La Garrison collabora da anni con Telethon, MediCinema e Croce Rossa Italiana, portando sorrisi nei reparti pediatrici e partecipando a raccolte fondi. È la prova che anche l’Impero, a volte, può avere un cuore grande.


Rebel Legion Italian Base: i guardiani della speranza

Fondata nel 2005, la Rebel Legion Italian Base rappresenta il volto luminoso della Forza. I suoi membri danno vita ai Jedi, ai piloti dell’Alleanza Ribelle, alle principesse e ai combattenti che incarnano il lato chiaro della saga.

Il gruppo non si limita alla perfezione sartoriale: ogni apparizione è un gesto di altruismo, una missione di solidarietà. In collaborazione con organizzazioni come Make-A-Wish, Unicef e Croce Rossa Italiana, la Rebel Legion trasforma la passione in speranza concreta.

Nel 2025 l’organizzazione festeggerà il 25° anniversario dalla fondazione mondiale, un traguardo che verrà celebrato anche a Lucca con eventi commemorativi e momenti di incontro dedicati ai fan.


Ori’Cetar Clan: l’onore dei Mandaloriani

Quando il clangore delle armature beskar risuona tra le vie di Lucca, significa che il Clan Ori’Cetar è di pattuglia. Sezione italiana dei Mandalorian Mercs Costume Club, riunisce artigiani e costumers che costruiscono a mano ogni singolo pezzo delle proprie armature. Ognuna racconta una storia, un’identità, un credo.

Ma i Mandaloriani italiani non si limitano a esibire la loro maestria tecnica: portano avanti un codice d’onore fatto di fratellanza, arte e beneficenza, spesso al fianco delle altre Legioni in progetti comuni. This is the Way, anche nel volontariato.


The Dark Empire – Darkghast Spire: l’Oscurità che affascina

La Darkghast Spire, nata nel 2023, è la sezione italiana di The Dark Empire, dedicata a chi sceglie di esplorare il lato più misterioso e creativo della saga. Sith canonici, guerrieri oscuri e personaggi originali convivono in un immaginario affascinante e potente. Il nome stesso, “Darkghast”, si ispira a una leggendaria creatura di Mustafar, a ricordare che anche nell’oscurità può brillare la passione.


Saber Guild e Galactic Academy: la Forza in azione

La Saber Guild porta in scena la Forza in forma artistica: vere e proprie performance coreografiche di lightsaber combat, dove la spada laser diventa un’estensione del corpo e dello spirito.
Accanto a loro, la Galactic Academy Varykino Campus rappresenta la nuova generazione: giovani Padawan sotto i 18 anni che imparano i valori di rispetto, amicizia e collaborazione. Perché il futuro della galassia, come quello del fandom, è già in buone mani.


R2-KT Italia: il droide del cuore

Tra i mille colori della fiera, spicca sempre una piccola luce rosa: R2-KT, il droide creato per portare conforto ai bambini malati. La sezione italiana continua la missione del suo ideatore Albin Johnson, fondatore della 501st, raccogliendo fondi per i reparti pediatrici e diffondendo un messaggio semplice ma potente: la Forza più grande è quella dell’amore.


Un appuntamento imperdibile per fan e famiglie

Cinque giorni per vivere, condividere e respirare la Forza. Lucca Comics & Games 2025 sarà non solo una celebrazione della saga di Star Wars, ma anche una festa della passione, del talento e della solidarietà.

Sotto la Casa del Boia, i gruppi ufficiali italiani trasformeranno ancora una volta Lucca nel centro della galassia. La Rebel Legion Italian Base, insieme ai suoi alleati imperiali, mandaloriani e jedi, invita fan e famiglie a unirsi a questa avventura dal 29 ottobre al 2 novembre 2025.

Perché anche nella realtà, come ci ha insegnato la saga, la speranza è l’unica cosa più forte della paura.

Una giornata da Jedi (e da famiglia): Bassano del Grappa si prepara a un Festival… stellare!

Bassano del Grappa si prepara a un evento che promette di unire la forza della famiglia con quella della… Forza stessa. Domenica 5 ottobre 2025, dalle 10 alle 17.30, il Parco Ragazzi del ’99 si trasformerà in un crocevia di mondi, emozioni e personaggi: da un lato gli eroi in camice bianco della Pediatria dell’Ospedale di Bassano, dall’altro i leggendari legionari della galassia di Star Wars, pronti a schierarsi per una buona causa. 501st Italica Garrison, The Dark Empire – Darkghast Spire e Rebel Legion Italian Base risponderanno alla chiamata dell’Assessorato alla Famiglia per animare il Festival delle Famiglie 2025, un appuntamento che vuole ricordarci che non serve viaggiare fino a Tatooine per vivere l’avventura più bella: quella che nasce dalla solidarietà, dal gioco e dal desiderio di stare insieme.


Famiglia, Forza e Fantasia: il cuore del Festival

Il Festival delle Famiglie non è una semplice festa di piazza, ma un viaggio nel valore delle relazioni umane. Come ha spiegato l’assessora Francesca Busa, si tratta di “un evento unico pensato per accogliere e valorizzare tutte le famiglie, un momento di incontro, riflessione e festa in cui grandi e piccoli potranno condividere esperienze, attività e momenti di crescita”.
La manifestazione celebra l’amore, il rispetto, la solidarietà e l’inclusione come veri poteri “Jedi” della nostra società: la capacità di unirsi, comprendersi e sostenersi, anche nelle piccole azioni quotidiane.

Quest’anno il festival allargherà i propri confini ospitando realtà provenienti da tutto l’ambito VEN 03 Bassano-Asiago, con un programma che sembra uscito direttamente da un holo-libro galattico: laboratori creativi per bambini, incontri per genitori e nonni, spazi di confronto, momenti musicali e attività all’aria aperta.


Quando la galassia incontra la pediatria

Presso lo stand del Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Bassano, i visitatori potranno scoprire i servizi dedicati ai più piccoli e al “Percorso Nascita”, ricevere materiali informativi sulle problematiche pediatriche più comuni e – soprattutto – assistere a dimostrazioni pratiche di manovre di disostruzione delle vie aeree su manichini neonato e bambino.
Un’iniziativa che unisce divulgazione scientifica e impegno sociale, dimostrando che la prevenzione può essere insegnata anche con un sorriso… o una spada laser in mano.

E naturalmente, tra una manovra e un selfie, ci sarà spazio per tante foto insieme ai personaggi della 501st e della Rebel Legion, che da anni portano in tutta Italia la loro passione per Star Wars trasformandola in una vera e propria missione di beneficenza e sensibilizzazione.


Un network di eroi (reali e immaginari)

Il Festival delle Famiglie nasce come parte del progetto “Alleanze per le Famiglie” dell’ATS VEN 03 Bassano–Asiago, che coinvolge 23 comuni del territorio. L’obiettivo è quello di creare reti solidali e inclusive, capaci di sostenere la crescita e il benessere di ogni persona, indipendentemente dall’età o dalla condizione sociale.

Alla realizzazione dell’evento contribuiscono una galassia di associazioni e realtà locali: Consultori familiari, Pediatria ULSS 7 Pedemontana, Croce Rossa Italiana, SpazioMamma APS, Associazione Fenice Ludica, LaAV Letture ad Alta Voce, Associazione Nazionale Famiglie Numerose, e molte altre.
Il risultato è un mosaico di competenze e passioni che trasforma Bassano del Grappa in un piccolo universo di creatività, empatia e condivisione.


Da Naboo a Bassano: la Forza è nella comunità

Tra laboratori di falegnameria e pittura, bolle di sapone giganti, letture animate e giochi intergenerazionali come il Gioco della Pissotta, il Festival promette di essere un’occasione per riscoprire la bellezza dello stare insieme. E se a tutto questo aggiungiamo la possibilità di incontrare stormtrooper, jedi e ribelli in carne e ossa, l’esperienza si trasforma in una vera festa della fantasia. Come in ogni buona storia di Star Wars, anche qui il messaggio finale è chiaro: la Forza scorre in ciascuno di noi, ma diventa davvero potente solo quando la condividiamo. Per il programma completo e l’iscrizione ai laboratori:  lafamigliaalcentro.it/festival

Phobos Comics & Games 2025 a Capranica: fumetti, giochi, cosplay e ospiti d’eccezione (13–14 settembre)

A due passi da Roma, tra le pietre antiche del centro storico e i vicoli che sanno di avventura, sta per aprirsi di nuovo il portale verso il pianeta più nerd del Lazio. Phobos Comics & Games torna a Capranica (VT) il 13 e 14 settembre con la sua quarta edizione: due giornate fitte di fumetti, giochi di ruolo e da tavolo, cosplay, performance, musica e dimostrazioni che trasformano la cittadina in un grande parco a tema della cultura pop. Non è solo una fiera: è un rito, un appuntamento con la community e, soprattutto, un tributo a Tiziano Crocicchia, il giocatore e sognatore a cui l’evento è dedicato. “Phobos” era il suo personaggio di ruolo, l’eroe che ha vissuto decine di avventure in tornei e campagne; oggi quel nome è una stella polare che guida un festival con un obiettivo nobile: fare bene, facendo del bene.

Un ecosistema di storie: tra rapaci, fuoco e burattini

L’atmosfera è quella che amiamo: famiglie, cosplayer, lettori, gamer, curiosi. E poi gli incontri che non ti aspetti. Nel weekend tornerà Le Ali della Terra, con i loro rapaci protagonisti di dimostrazioni di volo che sanno incantare grandi e piccoli e che aprono finestre su un’arte antichissima come la falconeria. Dalle altezze ai brividi del fuoco: La Compagnia De Lo Grifone porta nel cuore della fiera giocoleria, mangiafuoco e spettacoli itineranti che fanno vibrare l’aria di energia medieval-fantasy. A custodire la tradizione, con la dolcezza di un ricordo che non scolorisce, torna l’Antico Teatro dei Burattini di Firenze: storie senza tempo che parlano tutte le lingue, soprattutto quella dei bambini che ridono e degli adulti che tornano tali per un istante.

La colonna sonora la mette il gruppo che, anno dopo anno, è diventato casa: gli Errabundi Musici. Costumi suggestivi, melodie che profumano di taverne e castelli, la sensazione di entrare in un gioco di ruolo dal vivo solo mettendo un piede nella piazza. E quando scende la sera, arriva quella scossa di elettricità pop che trasforma il festival in un concerto a cielo aperto: i Cavalli a Dondolo Cartooncoverband tornano per far cantare tutti, dai più piccoli ai boomer fieri, con un set travolgente di sigle e hit da cantare a squarciagola.

Spettacoli interattivi: scegliere il sentiero come in un librogame

Se i librogame vi hanno cresciuto, segnatevi questo: al Phobos 2025 arriva Il Paggio dei Clerici Vagantes. Il Paggio Giullare e il suo inseparabile Paggetto, dal lontano 1214, vi trascineranno in “Le Vie del Tesoro”, uno spettacolo interattivo dove sarà il pubblico a scegliere la strada: monti o foresta, fiume o città, porta rossa o porta azzurra. Ogni bivio cambia la trama, fino al finale che non ti aspetti. E quando crederete di averle viste tutte, “Paggio e Paggetto” miscelerà ghironda, canti, giocoleria, trampoli, alchimie e fuoco per un piccolo, scintillante miracolo medievale.

Nuovi mondi da sfogliare: collettivi, autori e visioni

Phobos è anche tavole e chine, inchiostri e storie. Tra i protagonisti di quest’anno c’è “Le Storie dello Stagno”, collettivo nato quasi per caso e rimasto insieme per scelta, dopo l’autoproduzione del fumetto “Arcana”. Le loro voci sono diverse come ninfee nello stesso specchio d’acqua: @milkcioccolato, cuore rosa tra videogiochi, libri e Star Wars; @kara_naja_, diavoletta dal caschetto e dalla penna senza filtri; @_celery_ya, verdurina sognatrice che fa della “vida loca” un’arte contemplativa; @quella.fortunata_, Lucky, quadrifoglio che crea piccoli momenti magici; @kiazugigi, artista di OC con incursioni in fanart scintillanti. Incontrarli significa farsi contaminare dalla loro voglia di raccontare.

Fra gli ospiti spiccano nomi che hanno segnato generazioni di lettori. Mauro Laurenti, matita leggendaria della scuderia Bonelli, volto amatissimo di Zagor e dal 2003 anche tra le ombre affascinanti di Dampyr, torna per incontrare fan, firmare albi e raccontare il mestiere di chi fa parlare il segno. Dalla factory del colore e della tenerezza arriva Laura Natali, alias Lolly: autrice, character e toy designer, illustratrice ufficiale Warner Bros su icone come Tom & Jerry, Flintstones e Looney Tunes, oggi al timone del brand “Il mondo di Lolly” tra pupazzi, minifigures e storie illustrate che profumano di infanzia senza tempo.

A Capranica troveremo poi Moreno Chiacchiera, cartoonist e art director che nel 1982 firmava la prima “Storia del Rock” a fumetti per Rockstar e da allora non ha mai smesso di coniugare immaginazione e mestiere, e l’amatissimo di casa Andrea Canolintas: scuola romana del fumetto, autore completo della serie “Phobos” per Arteofficine Edizioni, graphic novel d’esordio “Al cuore di Beckett”, e una recente vena divulgativa su Red Hot Cyber. Con lui si chiacchiera volentieri di processi creativi, di sketch e di come nascono i personaggi che poi ci portiamo addosso per anni.

Dal versante indie, Marco Garaffo porta la sua comicità surreale e l’arte dell’autoproduzione: ci saranno Clapton Cat, parodia irriverente di Dylan Dog, il western demenziale Todd Fix, la spassosa rivisitazione L’Uomo Bagno e i suoi diari di viaggio “a modo suo”. Roberto Savarese, formatosi all’Internazionale Comics e cresciuto tra i consigli di Laurenti e Andreucci, oggi noto per Dago su LancioStory e Dago Nuovi Fumetti, passa dall’Italia alla Francia con Petit à Petit e nel frattempo insegna anatomia artistica al NID. Cristina Tamantini Clementi torna con il suo mondo illustrato, fatto di tavole per ragazzi e immaginari che profumano di fiaba; Giancarlo Caracuzzo, firma internazionale tra Bonelli, Mondadori, Marvel, DC, Dupuis, Delcourt e Soleil, porterà bozzetti, live sketching e quella generosità da docente della Scuola Romana dei Fumetti; Valeria Troncarelli, autrice e illustratrice formata all’Accademia di Belle Arti di Viterbo, racconterà la poesia luminosa di Selvabbacche e dei suoi progetti tra laboratori e incontri; Fernando Proietti ci farà viaggiare da “20.000 Leghe sotto i Mari” (con Mauro Uzzeo per “I Maestri dell’Avventura”) a Orfani, fino al graphic novel su Stalin per Glénat e alle copertine di Samuel Stern – I Racconti dal Derrylleng per Bugs Comics; Alessandro Piccioni (Piccyonee), infine, firmerà dediche e disegni con uno stile dinamico che non si dimentica.

Dal training montante alla spada luminosa: quando lo sport diventa saga

La storia marziale europea non è un NPC sullo sfondo, qui è protagonista. Con Ars Historica SSD si entra direttamente in pedana: workshop e dimostrazioni gratuite di scherma storica e artistica con focus sulla tradizione italiana del XVI secolo, spade vere e sicure impugnate sotto la guida di istruttori esperti. È l’occasione giusta per scoprire quanto cuore, tecnica e disciplina ci siano dietro un duello che sembra uscito da un romanzo cavalleresco.

Sul versante sci-fi, la Forza scorre potente. LudoSport Roma – Sporting Light Saber Combat Academy riporta a Capranica la scherma con spada luminosa: un sistema didattico nato a Milano nel 2006 e oggi diffuso in tutto il mondo, che unisce spettacolarità, etica sportiva e community. Le dimostrazioni dal vivo sono un magnete; le sessioni guidate per provare in prima persona sono il punto in cui il fan diventa praticante, e il praticante, parte della storia.

Dalla Galassia lontana lontana a Hogwarts: fandom in alta definizione

Phobos è un crocevia di universi. La 501st Italica Garrison, rappresentanza italiana della leggendaria 501st Legion, torna con armature lucide e costumi screen-accurate: Darth Vader, Stormtrooper, piloti ribelli, eroi e villain per foto e performance che meriterebbero una scena post-credit. Al loro fianco rientra anche la Rebel Legion Italian Base, associazione internazionale di costuming ufficialmente riconosciuta da Lucasfilm, per riportare a Capranica la magia della Ribellione e quel brivido da theme park che solo Star Wars sa dare.

Il lato magico non è da meno: Giratempo Bracciano è, da anni, una presenza fissa e amatissima del Phobos Comics & Games. Personaggi iconici, attività interattive, pose da album dei ricordi e una valanga di incantesimi fotografici per chiunque abbia sognato di ricevere una lettera gufo-posta.

E già che parliamo di mira e di coraggio, si torna all’aria aperta con Green Adventures – Camping Natura: workshop di tiro con l’arco aperti a tutti, consigli personalizzati, sessioni di gioco e quell’atmosfera sospesa tra natura e fantasy che profuma di prime quest. Dicono che ci saranno anche sorprese esclusive, ma per quelle bisogna essere lì.

Cosplay Contest: quando il palco diventa canon

Nel cuore di Phobos, dove realtà e fantasia si intrecciano senza cuciture visibili, il Cosplay Contest organizzato da Incantales è il momento in cui i personaggi escono dalle pagine e dagli schermi per prendersi il loro spazio scenico. L’appuntamento è sabato 13 settembre 2025 alle 17:30 in Corso Francesco Petrarca, Capranica (VT). Sul tavolo ci sono premi che spingono a puntare alto: Miglior Costume Maschile e Miglior Costume Femminile da trecento euro ciascuno, Miglior Gruppo altri trecento, Miglior Esibizione centocinquanta, Premio Original e Premio Creatività da centocinquanta. Regolamento, criteri di assegnazione e iscrizioni sono disponibili su incantales.com/phobos; per informazioni, domande tecniche e plot twist dell’ultimo minuto c’è la mail cosplay@incantales.com. In giuria, tra i nomi più attesi, Daisy Cosplay: attiva dal 2012, formazione in sartoria teatrale al Teatro Massimo di Palermo, esperienze con Costumi d’Arte a Roma e oltre duecento cosplay all’attivo. Dalla vittoria a Romics per il World Cosplay Summit 2016 al successo su TikTok, Daisy porta su quel tavolo di valutazione un mix raro di tecnica, spettacolo e cultura del costume.

Perché Phobos è diverso: community, memoria, beneficenza

La differenza, a Phobos, si sente. Nasce dal ricordo di Tiziano Crocicchia, che da giocatore aveva chiamato “Phobos” il suo personaggio e che oggi continua a parlare a tutti noi attraverso un festival che mette al centro la community e la beneficenza. È quell’energia buona che si avverte quando uno stand di autoproduzioni e un workshop di spada storica stanno a pochi metri, e in mezzo c’è un bambino con il mantello che guarda un rapace prendere il vento. È la stessa energia che, ogni anno, cresce grazie alla partecipazione di realtà amiche e di volontari che fanno sì che l’evento non sia solo un programma da consumare, ma un’esperienza da vivere insieme.

Informazioni pratiche e ultime dritte da segnare in agenda

Le date sono quelle che contano: sabato 13 e domenica 14 settembre 2025, location Capranica (VT). L’area eventi abbraccia le vie e le piazze del centro: il cosplay contest ha come punto di riferimento Corso Francesco Petrarca. Il consiglio, da veterani di convention, è semplice: arrivate con un po’ di anticipo, portatevi acqua, power bank, penna per le dediche, una cartellina rigida per proteggere stampe e sketch, e scarpe comode per saltare da un panel a un workshop senza perdere colpi. Se venite in cosplay, prevedete un mini-kit di emergenza per riparazioni rapide; se venite in famiglia, fatevi guidare dai percorsi più adatti ai piccoli, tra burattini, rapaci e musica.

E poi, soprattutto, lasciatevi lo spazio per l’imprevisto: un autore scoperto per caso, un duello che vi rapisce, una melodia che vi fa ballare, una foto che diventa memory card della giornata.

Finale con teaser: ci vediamo dall’altra parte del portale

Phobos Comics & Games 2025 è un invito a varcare la soglia e restare dall’altra parte finché il cuore ve lo chiede. Due giorni per respirare storie, allenare la fantasia, allargare il party con nuovi compagni di avventura. E quando il sipario calerà, resterà quella sensazione rara di aver partecipato a qualcosa che non si limita a intrattenere, ma che connette.

Se passate da Capranica, fatecelo sapere: raccontateci nei commenti quale ospite aspettate di più, quale costume porterete sul palco, quale volume metterete nello zaino. La community di CorriereNerd vive di questo: di voci che si intrecciano, di consigli che viaggiano, di hype che si accende e non si spegne. Ci vediamo lì, davanti al portale di Phobos. Portate la voglia di giocare: al resto pensiamo insieme.

Hazard Comics & Games 2025: il festival nerd della Riviera del Brenta torna a Pianiga

C’è un angolo di Veneto in cui, ogni anno, il mondo dei fumetti, dei giochi e della cultura pop prende vita con un’energia esplosiva, e quell’angolo si chiama Pianiga. Più precisamente, il cuore pulsante dell’evento è il Parco di Villa Querini Calzavara Pinton, che dal 23 al 25 maggio 2025 ospiterà la quarta, attesissima edizione di Hazard Comics & Games, il festival della Riviera del Brenta che ormai è diventato un punto fermo per nerd, geek, famiglie e curiosi di ogni età. E fidatevi, non è il solito evento: è un’esperienza.

Il festival dove la cultura pop incontra la passione

Nato da una visione collettiva e cresciuto grazie all’impegno dell’associazione HAZARD APS, Hazard Comics è molto più di una semplice fiera. È una festa a cielo aperto, con ingresso gratuito, che negli anni ha saputo unire creatività, intrattenimento e inclusività, costruendo un appuntamento annuale che è ormai una certezza per migliaia di appassionati. Il festival si svolge con il patrocinio della Regione Veneto, della Camera di Commercio di Venezia e Rovigo e del Comune di Pianiga: un supporto che garantisce qualità e varietà.

Le giornate si snoderanno in un susseguirsi di emozioni: venerdì 23 maggio si aprono i cancelli dalle 18:00 alle 24:00, sabato 24 dalle 14:00 a mezzanotte, e domenica 25 dalle 10:00 alle 22:00. Tre giorni di pura meraviglia nerd, in cui ogni angolo del parco sarà un piccolo universo a sé.

Fumetti, artisti e storie da portare a casa

Il cuore di Hazard Comics & Games sono ovviamente loro: i fumetti. Autori, disegnatori e sceneggiatori si daranno appuntamento per incontrare i fan, firmare copie, raccontare aneddoti e condividere la passione per la Nona Arte. Tra gli ospiti più attesi c’è Nicolò Targhetta, scrittore e storyteller dei social, che presenterà “Imbrecanati nello spazio-tempo”, un’opera a fumetti realizzata insieme ai Rumatera, band punk veneta che trasforma la quotidianità in ironia pura.

Accanto a lui ci saranno Andrea Artusi, colonna storica della Sergio Bonelli Editore e mente creativa di Fabrica, e Sandro Zemolin, la penna dietro alcune delle storie più amate di “Topolino” e “Zio Paperone”. Autori che non hanno bisogno di presentazioni e che trasformano ogni incontro in un’occasione speciale.

Una mappa del divertimento nerd

Passeggiando tra gli oltre 30 stand allestiti nel parco, sarà impossibile non lasciarsi catturare dal richiamo di gadget esclusivi, fumetterie indipendenti, autoproduzioni e hobbisti. L’Area Mercato sarà una vera e propria caccia al tesoro per chi colleziona, ama l’artigianato creativo o cerca l’oggetto nerd perfetto da sfoggiare con orgoglio.

Ma Hazard Comics & Games non si ferma ai fumetti: il festival è pensato per essere un’esperienza immersiva a 360 gradi. Dalla zona retrogaming, con console vintage e cabinati da provare, all’area boardgames & GDR, dove sarà possibile partecipare a demo, tornei e partite libere di giochi di ruolo e da tavolo, ogni appassionato troverà la sua dimensione ideale. E se amate l’azione dal vivo, non potete perdervi l’Area Medievale, dove si svolgeranno rievocazioni storiche, softair, tiro con l’arco, scherma e molto altro. I leggendari costumi ufficiali di Star Wars, i personaggi più iconici della saga e l’inconfondibile atmosfera galattica: la 501st Italica Garrison sarà presente con un fantastico stand per riportare la magia di star wars!

Cosplay, concerti e community

Impossibile parlare di un vero festival nerd senza nominare i cosplayer: sabato e domenica il palco principale ospiterà l’attesissima Gara Cosplay e il K-pop Dance Contest, eventi che ogni anno attirano performer da tutta Italia pronti a dare il massimo in performance spettacolari.

Il sabato sera, il festival si accenderà con il concerto de La Mente di Tetsuya, la band che ha conquistato il cuore della community otaku con le sue cover e brani originali ispirati ad anime e videogiochi. Non è solo musica: è un rituale collettivo che unisce la passione di tutti noi per il Giappone pop.

E per i più piccoli (ma non solo), saranno attivi workshop creativi di disegno, uncinetto e persino trashware. Imparare, creare, condividere: è questo lo spirito di Hazard Comics.

Un festival che fa rete (anche sociale)

Hazard Comics & Games non è solo intrattenimento, ma anche progetto sociale e culturale. Con la partecipazione attiva di scuole, biblioteche, associazioni come AVIS e Il Portico APS e la collaborazione dell’RSA Tintoretto, il festival diventa uno strumento di inclusione e aggregazione. Un luogo dove ogni passione è accolta e ogni voce può trovare spazio.

Durante l’edizione 2025, verrà anche inaugurata la mostra personale del pittore Stefano Furlanetto, artista locale che con le sue opere racconta l’anima della Riviera del Brenta. Un’occasione preziosa per dare visibilità al talento del territorio e per ricordare che la creatività non ha confini.

Resta aggiornato: entra nel mondo di Hazard

Per non perdere nemmeno un aggiornamento, un cambio di orario o l’annuncio di un nuovo ospite, seguite i canali ufficiali di Hazard Comics su Facebook, Instagram e YouTube. Oppure visitate il sito ufficiale  comics.associazionehazard.it, dove troverete tutte le info su programma, ospiti, archivio edizioni passate e anche la possibilità di entrare nello staff.

Insomma, segnatevi le date: dal 23 al 25 maggio 2025, Hazard Comics & Games vi aspetta a Pianiga per un viaggio straordinario nel cuore della cultura nerd. E non dimenticate di condividere l’evento con i vostri amici geek su Instagram e Facebook: più siamo, più ci divertiamo! Chi ci sarà? Scrivetecelo nei commenti o taggateci nei vostri post!