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Bologna Nerd Show 2026: il grande raduno geek torna a Bologna il 24 e 25 gennaio

Bologna è pronta a riscrivere ancora una volta le coordinate dell’immaginario pop italiano. Sabato 24 e domenica 25 gennaio 2026 i padiglioni di BolognaFiere si trasformeranno in un gigantesco multiverso fisico grazie al ritorno del Bologna Nerd Show, una delle manifestazioni più amate e partecipate della scena geek nazionale. Oltre trentacinquemila metri quadrati di fumetti, videogiochi, cosplay, musica, spettacoli e incontri che promettono due giorni di immersione totale, di quelli che ti fanno uscire stanco, felice e con la borsa piena di gadget che “dovevo assolutamente prendere”.

Entrare al Nerd Show significa attraversare una soglia invisibile. I rumori della città restano fuori, sostituiti dal ronzio dei cabinati arcade, dal clic delle fotocamere puntate sui cosplayer e dalle note delle sigle che hanno segnato intere generazioni. È un’esperienza che unisce chi ha iniziato con le VHS di Goldrake e chi è cresciuto a colpi di anime in streaming e open world digitali. Qui il tempo si piega, le età si confondono e la passione diventa linguaggio comune.

L’edizione 2026 punta ancora più in alto, ampliando spazi e contenuti senza perdere quella dimensione umana che ha reso il Bologna Nerd Show un appuntamento fisso per migliaia di fan. I corridoi dedicati a fumetti e merchandise diventano una caccia al tesoro continua, tra edizioni limitate, action figure introvabili e tavole originali che raccontano storie prima ancora di essere appese al muro. Al centro di tutto torna l’artist alley, ormai considerata la più grande d’Italia, dove disegnatori e illustratori lavorano dal vivo, chiacchierano con il pubblico, firmano sketch e dimostrano che il fumetto è prima di tutto relazione, contatto, scambio di idee.

Il videogioco ha un ruolo da protagonista assoluto. Le aree gaming diventano ponti tra epoche diverse, con le console che hanno fatto la storia accanto alle ultime produzioni competitive. Dai tornei di Tekken, Super Smash Bros., Mario Kart e EA Sports FC fino alle esperienze di ballo, musica e realtà interattiva, ogni angolo invita a prendere un controller in mano e a mettersi in gioco. È il posto ideale per riscoprire il brivido della sala giochi e allo stesso tempo misurarsi con l’evoluzione dell’eSport e del game design moderno.

Impossibile parlare di Nerd Show senza evocare l’esercito colorato dei cosplayer. Tra i padiglioni prendono vita eroi shōnen, villain iconici, personaggi Disney, icone dei videogiochi e nuove ossessioni seriali. Ogni costume racconta ore di lavoro, notti insonni, tutorial seguiti con devozione e un amore smisurato per il personaggio scelto. Le gare cosplay, le sfilate e le contaminazioni con il wrestling trasformano il pubblico in una platea partecipe, pronta ad applaudire, fotografare e lasciarsi sorprendere.

La dimensione dell’incontro resta uno dei punti di forza dell’evento. Influencer, creator, streamer e doppiatori diventano persone reali, con cui scambiare due parole o un selfie, abbattendo quella distanza che il web spesso crea. Tra i nomi più attesi spicca James Marsters, pronto a raccontare il Buffyverse e a incontrare i fan in una serie di appuntamenti che promettono emozioni forti, soprattutto per chi è cresciuto con Spike come icona dark degli anni Duemila.

Il programma dei palchi è una vera maratona di spettacoli e contenuti. Sul palco Alpha la nostalgia si trasforma in festa collettiva con i concerti di Cristina D’Avena e Giorgio Vanni, voci che non hanno mai smesso di accompagnarci e che continuano a unire generazioni diverse sotto lo stesso ritornello urlato a squarciagola. Accanto alla musica trovano spazio incontri con creator come Slim Dogs e 151eg, DJ set, show tematici e momenti di pura celebrazione del doppiaggio italiano, con una sfilata di voci che hanno dato anima a eroi, villain e personaggi indimenticabili.

Il palco Omega alterna cultura pop, approfondimenti e intrattenimento puro. Dai talk sul restauro delle console alla distribuzione degli anime in Italia, passando per serate musicali e interviste che promettono risate e riflessioni, l’offerta è pensata per chi ama andare oltre la superficie. La domenica si arricchisce di appuntamenti imperdibili come l’incontro con Maccio Capatonda, capace di trasformare ogni chiacchierata in un’esperienza surreale, e con Carlo Lucarelli, che porta il mistero e il racconto a un livello completamente diverso.

Grande attenzione anche alla formazione e alla creatività grazie ai workshop dedicati al fumetto, al concept art, al character design, allo sviluppo videoludico e alla scrittura creativa. Le accademie e le scuole coinvolte aprono finestre concrete su mestieri che spesso nascono proprio da queste passioni coltivate tra una fiera e l’altra. Qui il sogno smette di essere astratto e diventa percorso possibile.

Uno spazio speciale è riservato alla cultura K-pop, con showcase, contest nazionali, random play dance, karaoke e momenti di condivisione che raccontano quanto l’onda coreana sia ormai parte integrante del panorama nerd italiano. Tra musica, danza e giochi ispirati a Squid Game, l’area KST diventa un piccolo festival nel festival.

Il Bologna Nerd Show 2026 si svolgerà nel Quartiere Fieristico di Bologna, con apertura dalle 10 alle 19 in entrambe le giornate. È un evento in continuo movimento, con un programma pensato per cambiare ritmo di ora in ora e offrire sempre qualcosa di nuovo, che tu voglia assistere a un concerto, partecipare a un torneo, seguire un talk o semplicemente perderti tra gli stand.

Per chi vive di fumetti, videogiochi, cosplay, anime e cultura pop, questo appuntamento non è solo una fiera. È un rituale collettivo, un luogo di ritrovo, una dichiarazione d’amore condivisa. Noi di CorriereNerd.it saremo lì a raccontarlo, viverlo e respirarlo insieme a voi. E adesso la domanda è inevitabile: ci vediamo sotto il palco o tra gli stand? Segnate le date, preparate lo zaino e lasciate spazio alla meraviglia. Il conto alla rovescia è ufficialmente partito.

Gigacon Caserta 2026: due giorni tra fumetti, videogiochi, cosplay e leggende della cultura pop

Febbraio si prepara a diventare il mese preferito di chi vive di pixel, balloon, sigle animate e controller consumati. Sabato 7 e domenica 8 febbraio, Gigacon atterra a Caserta e trasforma l’area fieristica di A1 Expò in una galassia pop dove ogni passione nerd trova il suo spazio vitale. Due giorni pensati come un viaggio totale, una full immersion che mette insieme fumetto, gioco, musica, cosplay e cultura geek senza mai tirare il fiato. Chi varca i cancelli si ritrova subito dentro una fiera che ha il respiro dei grandi eventi e l’anima delle convention fatte da fan per i fan. Gli spazi sono ampi, l’atmosfera è quella che riconosci subito: zaini pieni di manga, magliette iconiche, risate che si mescolano al suono inconfondibile degli arcade. Il comparto videoludico è una macchina del tempo programmata benissimo, con oltre cento cabinati arcade originali degli anni Ottanta pronti al free play, affiancati da più di cento console che raccontano l’evoluzione del gaming, fino alle generazioni attuali tra PlayStation e Nintendo Switch. Qui non si guarda soltanto: si gioca, si compete, si ricorda, si scopre.

Gigacon però non vive solo di pixel. Il cuore dello spettacolo batte forte sui palchi, dove le due giornate scorrono tra live, talk, incontri e momenti da cantare a squarciagola. Sabato 7 febbraio arriva il Capitano delle sigle, Giorgio Vanni, pronto a scatenare una tempesta emotiva fatta di Pokémon, Dragon Ball, Detective Conan, My Hero Academia e tutte quelle canzoni che hanno accompagnato pomeriggi interi davanti alla TV. Non è solo un concerto, è un rito collettivo che unisce generazioni diverse sotto lo stesso ritornello.

Domenica 8 febbraio tocca a una vera regina della memoria pop: Cristina D’Avena. La sua voce è un portale istantaneo verso Doraemon, Sailor Moon, Rossana, Holly e Benji, Pollon, Kiss Me Licia e i Puffi. Ogni brano diventa un frammento di infanzia condivisa, cantata senza filtri, con il sorriso di chi sa che certe melodie non invecchiano mai.

Il sabato non è solo musica. Sul palco sale anche Yotobi, uno dei pionieri assoluti di YouTube in Italia. Il suo intervento è un viaggio tra ironia, cultura pop e web che cambia, seguito da un meet & greet pensato per chi lo segue da anni e vuole finalmente stringergli la mano, scattare una foto o portarsi a casa un autografo.

La domenica invece è il giorno della creatività manuale e dei ricordi televisivi, grazie a Giovanni Muciaccia. Il laboratorio creativo dal vivo è un ritorno all’epoca in cui bastavano carta, colla e fantasia per sentirsi artisti. Un’esperienza da vivere senza età anagrafica, con la voglia di sporcarsi le mani e liberare l’immaginazione.

A rendere il programma ancora più speciale arriva Anna Mazzamauro, indimenticabile signorina Silvani della saga di Fantozzi. Il suo incontro sul palco è un racconto intimo e divertente, fatto di aneddoti, teatro, cinema e memoria collettiva. Un tuffo nella storia dello spettacolo italiano visto da chi l’ha vissuta in prima linea.

Il sabato riserva anche un momento di puro Giappone grazie a Chef Hiro, che porta sul palco uno show cooking capace di unire cucina, cultura e storytelling. Tra ingredienti tradizionali e curiosità gastronomiche, il pubblico assiste alla creazione di un piatto iconico amato da chi cresce tra anime e manga, con la sensazione di viaggiare senza passaporto.

Domenica è invece la giornata delle voci che abitano l’immaginario. Renato Novara sale sul palco per raccontare una carriera che attraversa mondi e universi, da Sonic a Rufy, da Tanjiro Kamado a Ted Mosby. Dopo l’incontro, spazio al meet & greet per foto e autografi, perché certe voci meritano di avere finalmente un volto da ricordare.

Il sabato sera si accende anche la dimensione idol con Shizen, accompagnata dalla Xception Crew. J-Pop, Anisong, K-Pop e colonne sonore di film, serie e videogiochi diventano un concerto che non si guarda soltanto, ma si vive, tra coreografie esplosive ed energia contagiosa.

Intorno ai palchi, Gigacon è anche esplorazione pura. Gli stand tematici sono un labirinto irresistibile dove cercare carte Pokémon rare, manga intramontabili, gadget da collezione e pezzi unici da sfoggiare o custodire gelosamente. Il cosplay trova spazio tra attività, competizioni e workshop, trasformando ogni corridoio in una passerella spontanea di creatività, passione e dedizione.

Gigacon Caserta non è solo un evento da segnare in agenda, ma un’esperienza da raccontare dopo, con la voce ancora roca per le sigle cantate e la borsa più piena di quanto previsto. Due giorni pensati per chi ama perdersi tra mondi diversi e ritrovarsi sempre a casa, tra persone che parlano la stessa lingua fatta di fandom, nostalgia e futuro. La domanda, a questo punto, è una sola: quale universo esplorerai per primo quando le porte dell’A1 Expò si apriranno?  Tutti i dettagli li trovi https://www.gigacon.it/

Ultracon 2026: la grande celebrazione della cultura pop ritorna a Cremona

C’è un momento dell’anno in cui le passioni nerd smettono di essere un semplice passatempo e diventano una vera e propria festa collettiva. Quel momento si chiama Ultracon, e nel 2026 tornerà a illuminare CremonaFiere nelle giornate del 17 e 18 gennaio, trasformando i suoi padiglioni in un immenso multiverso fatto di fumetti, videogiochi, cosplay, musica e cultura pop. Due giorni di pura meraviglia per chi vive di storie, joystick, matite, schermi e sogni. L’evento si conferma come una delle kermesse più importanti del panorama italiano dedicato all’intrattenimento geek. Un crocevia dove si incontrano le grandi firme del fumetto, gli eroi del doppiaggio, i cosplayer che portano in vita i personaggi dell’immaginario collettivo e centinaia di gamer pronti a misurarsi con console di ogni generazione. Ultracon non è solo una fiera: è una dichiarazione d’amore alla cultura pop.

Un universo di divertimento e creatività

All’interno dei padiglioni di CremonaFiere, i visitatori saranno accolti da centinaia di postazioni videoludiche: dai titoli più amati del momento alle leggendarie macchine arcade che hanno segnato la storia del gaming. Ogni area sarà un viaggio nel tempo e nello spazio videoludico, tra tornei, speedrun, postazioni VR e spazi dedicati al retro gaming.

Accanto al mondo dei videogiochi, Ultracon continua a dare grande spazio al fumetto d’autore. Gli stand saranno animati da decine di artisti e sceneggiatori, pronti a incontrare il pubblico, disegnare dal vivo, firmare tavole e condividere i segreti del mestiere. Tra i protagonisti più amati dell’edizione 2025 spiccavano nomi come Don Alemanno, Alyssa Sermidi, Becky Blonde, Miitsu, Ikuko, Srimalie Bassani ed Emanuele Manfredi, in collaborazione con realtà come il Centro Fumetto Andrea Pazienza, Artigiani delle Nuvole e la Scuola Internazionale di Comics di Brescia. Tutto lascia presagire che il 2026 non sarà da meno, con ospiti internazionali e nuovi talenti emergenti pronti a lasciare il segno.

E poi c’è il cosplay, cuore pulsante di ogni evento nerd che si rispetti. Le passerelle di Ultracon si trasformeranno ancora una volta in un coloratissimo teatro di armature, mantelli e trasformazioni epiche. Un’occasione unica per incontrare i propri eroi… o per diventarlo, anche solo per un giorno.

Spettacoli, musica e cultura nerd a 360 gradi

Ultracon è anche spettacolo puro. Sei palchi saranno costantemente animati da concerti, talk, interviste e gare cosplay, in un ritmo che non lascia spazio alla noia. La scorsa edizione ha visto alternarsi sul palco Cristina D’Avena, regina indiscussa delle sigle animate, Giorgio Vanni e i Figli di Goku, e persino ospiti internazionali come Jack Gleeson, l’indimenticabile Joffrey Baratheon de Il Trono di Spade, accompagnato dal suo doppiatore italiano Manuel Meli. Non sono mancati i grandi nomi del doppiaggio: Alex Polidori, voce ufficiale di Tom Holland; Benedetta Degli Innocenti, interprete di Lady Gaga; e David Chevalier, storico doppiatore di Tom Hiddleston e Ashton Kutcher. A completare il quadro, volti amatissimi della rete e della divulgazione come Korviskiddo, streamer e storyteller appassionata di GDR, e Adhras, divulgatore della scherma storica e cultore dell’arma bianca.

La musica continua a essere una delle anime più vibranti di Ultracon. Dai concerti live alle performance a tema anime e K-Pop, fino ai contest di ballo e canto ispirati alla cultura asiatica: l’area dedicata alla musica coreana si è rivelata una delle più frequentate, e nel 2026 promette di crescere ulteriormente con eventi interattivi, incontri con influencer e workshop dedicati al mondo dell’entertainment asiatico.

L’area mercato: il paradiso dei collezionisti

Non può esserci fiera senza la sua parte più magica: l’area mercato. A Ultracon, gli stand traboccano di fumetti rari, gadget esclusivi, statuette da collezione e ogni sorta di oggetto legato al mondo geek. È un vero paradiso per collezionisti e curiosi, dove è possibile trovare sia pezzi vintage che le ultime novità del merchandising. Ogni corridoio nasconde una sorpresa, un ricordo d’infanzia o un nuovo feticcio da portare a casa.

Una manifestazione che cresce e guarda al futuro

La precedente edizione di Ultracon, tenutasi l’11 e 12 gennaio 2025, ha confermato la crescita costante della manifestazione, attirando un pubblico sempre più vario e trasversale. Non solo appassionati di lunga data, ma anche famiglie, curiosi e nuovi adepti della cultura nerd hanno affollato CremonaFiere per respirare quell’atmosfera di libertà, creatività e inclusione che è la vera essenza dell’evento.

Il successo di Ultracon dimostra come la cultura pop sia ormai un linguaggio universale, capace di unire generazioni e passioni diverse. Ogni edizione è un mosaico di emozioni condivise, di sguardi entusiasti, di cosplay improvvisati nei corridoi e partite infinite davanti a uno schermo. È il simbolo di un’Italia geek viva, consapevole e orgogliosa delle proprie passioni.

E mentre si alza il sipario sull’edizione 2026, una cosa è certa: Ultracon non è solo un evento, è un’esperienza. Un luogo dove la nostalgia incontra l’innovazione, dove i sogni prendono forma e dove ogni fan può sentirsi parte di qualcosa di più grande.

Che tu sia un veterano del joystick, un collezionista di action figure, un amante delle storie disegnate o semplicemente un curioso in cerca di magia, CremonaFiere il 17 e 18 gennaio 2026 sarà il posto giusto per iniziare l’anno nel migliore dei modi: tra luci, risate, avventure e la voglia irrefrenabile di condividere ciò che amiamo.

Memole dolce Memole compie 40 anni: l’anime che ha insegnato a un’intera generazione il valore dell’amicizia

Quarant’anni fa, un esserino minuscolo arrivato da un altro pianeta faceva il suo ingresso nelle nostre case e, senza chiedere permesso, si prendeva un posto speciale nei pomeriggi di un’intera generazione. Memole dolce Memole festeggia oggi quarant’anni di messa in onda italiana, e sembra quasi impossibile pensare a quanta strada abbia fatto questo anime apparentemente delicato, capace di attraversare decenni di televisione, mode e pubblici diversi senza perdere la sua forza emotiva.

L’8 gennaio 1986, sugli schermi di Italia 1, Memole faceva capolino nelle nostre vite come una presenza gentile, diversa da tutto ciò che eravamo abituati a vedere. In un’epoca dominata da robot giganti, eroi muscolari e battaglie spettacolari, quell’alieno alto pochi centimetri portava con sé una narrazione più intima, fatta di silenzi, sorrisi timidi e piccoli gesti di coraggio quotidiano. Per chi è cresciuto a pane e cartoni animati, quell’incontro non è stato solo intrattenimento, ma una lezione emotiva che ancora oggi continua a risuonare.

La serie, nata in Giappone nel 1984, racconta l’amicizia tra Memole, folletto proveniente dal pianeta Filo Filo, e Mariel, una bambina umana costretta spesso a convivere con la fragilità della malattia e con una solitudine che pesa più di qualsiasi avversario da sconfiggere. In cinquanta episodi divisi in due stagioni, l’anime costruisce un rapporto fatto di complicità autentica, di protezione reciproca e di crescita condivisa. Non esistono antagonisti da sconfiggere a colpi di pugni o raggi energetici, ma ostacoli emotivi, paure, incomprensioni e difficoltà che parlano direttamente allo spettatore, indipendentemente dall’età.


Un racconto che va oltre la dolcezza

Rivedere oggi Memole dolce Memole significa accorgersi di quanto fosse avanti nel modo di affrontare temi complessi senza mai risultare pesante. La malattia di Mariel non viene trasformata in un espediente melodrammatico, ma diventa parte integrante della sua identità, un elemento che la rende vulnerabile e allo stesso tempo straordinariamente forte. Memole, con la sua curiosità instancabile e la sua allegria contagiosa, agisce come catalizzatore emotivo, spingendo chi gli sta intorno a guardare oltre le difficoltà e a trovare bellezza anche nelle giornate più complicate. È un racconto che insegna, senza mai salire in cattedra, che l’amicizia può essere una forma di salvezza reciproca.

Dal punto di vista visivo, la serie conserva ancora oggi un fascino tutto suo. I colori morbidi, le ambientazioni che alternano il mondo umano a quello dei folletti, la delicatezza dei movimenti e delle espressioni costruiscono un immaginario che resta immediatamente riconoscibile. È un’estetica che dialoga con la malinconia e la speranza, creando un contrasto che rende ogni episodio emotivamente memorabile. Anche la colonna sonora ha giocato un ruolo fondamentale nel fissare Memole nella memoria collettiva, grazie a musiche capaci di accompagnare ogni momento con la giusta intensità.

Impossibile poi non citare le sigle italiane, diventate parte integrante del mito grazie alla voce di Cristina D’Avena. Quelle canzoni non erano semplici introduzioni agli episodi, ma veri rituali quotidiani, capaci di evocare immediatamente un senso di casa, di sicurezza, di pomeriggi trascorsi davanti alla televisione con lo zaino ancora sul divano. Ancora oggi bastano poche note per riattivare un’intera costellazione di ricordi, dimostrando quanto forte sia stato l’impatto culturale della serie.

Il successo di Memole dolce Memole non si è fermato alla serie televisiva. Film e OAV hanno ampliato l’universo narrativo, offrendo ai fan nuove occasioni per ritrovare quei personaggi che, nel frattempo, erano diventati compagni di viaggio. E proprio qui sta la vera forza di Memole: non essere rimasto confinato a un’epoca precisa, ma continuare a parlare anche a chi lo scopre oggi, magari per la prima volta, in un contesto televisivo e culturale completamente diverso.

A quarant’anni dalla sua prima apparizione in Italia, Memole non è solo un ricordo nostalgico, ma una piccola bussola emotiva che ci ricorda l’importanza della gentilezza, dell’ascolto e della capacità di prendersi cura degli altri. In un panorama mediatico sempre più veloce e rumoroso, tornare a quella storia significa rallentare, respirare e riscoprire il valore delle emozioni semplici, raccontate con rispetto e sincerità.

E adesso la parola passa a voi, community nerd: qual è il momento di Memole dolce Memole che vi è rimasto più impresso? Una scena, una frase, una sensazione che ancora oggi vi fa sorridere o commuovere? Raccontiamocelo nei commenti, perché certi ricordi diventano ancora più belli quando vengono condivisi.

Xmas Comics & Games 2025: Torino tra Angeli, Demoni e Cultura Pop

Torino accoglie gli eventi come fossero creature vive, trasformandoli in esperienze che restano addosso. Le sue strade custodiscono un immaginario dove l’ombra si intreccia con la luce, dove l’alchimia urbana convive con l’ingranaggio industriale, dove il mito dialoga con la modernità. In questo scenario unico torna l’appuntamento più atteso dell’inverno nerd italiano: Xmas Comics & Games 2025, che il 13 e 14 dicembre riporterà all’Oval–Lingotto due giornate di pura, sfavillante cultura pop.

L’undicesima edizione nasce con l’ambizione di alzare ulteriormente l’asticella, raccogliendo l’eredità di un 2024 che aveva raggiunto il record di 28.000 visitatori e confermato quanto questo evento sia ormai un rito, un momento di ritorno annuale in cui fan, creator, famiglie, cosplayer, lettori e gamer si ritrovano per celebrare ciò che li unisce: il desiderio di appartenere a un mondo più immaginifico, più libero, più colorato.

Un tema che diventa identità: “Angeli e Demoni”

Ogni edizione propone una chiave di lettura, ma nel 2025 la formula compie un salto concettuale. “Angeli e Demoni” non è soltanto un tema estetico, bensì un prisma narrativo attraverso cui osservare l’intera cultura pop. Le storie che amiamo sono costruite su questa tensione morale: dai conflitti interiori di un anti–eroe alla caduta epica di un villain, dall’eterna lotta tra luce e oscurità nei JRPG al fascino ambiguo degli esseri celesti nei manga, nei cinecomic e nelle serie urban fantasy.

I visitatori saranno invitati a interpretare questo dualismo in modo personale. Ogni costume diventerà manifestazione di un equilibrio unico tra bene e male, disciplina e caos, rigore e tentazione. Personaggi come Sephiroth, Lucifer Morningstar, Castiel o gli angeli guerrieri dell’animazione giapponese mostrano da anni quanto il confine tra i due poli sia fluido. Xmas Comics 2025 riprende questa eredità per trasformarla in un gioco identitario collettivo: chiunque attraverserà i padiglioni potrà decidere da che parte stare, o persino fondere le due dimensioni.

Il manifesto di Antonio Lapone: un’opera che racconta Torino

A imprimere volto all’edizione è l’illustratore torinese Antonio Lapone, maestro della ligne claire franco–belga, da sempre innamorato dell’eleganza rétro degli anni Cinquanta. Il manifesto ufficiale non è un semplice poster: è una piccola narrazione visiva carica di simboli, un ponte fra la città magica e la sua comunità nerd.

La protagonista dell’illustrazione, avvolta nei colori giallo e blu, sfoggia una borsetta–controller che omaggia il mondo videoludico. Le sue ali scure e la stella a cinque punte sulla fronte rimandano direttamente al Genio Alato di Piazza Statuto, una delle icone più enigmatiche e discusse dell’immaginario esoterico torinese. La figura non sceglie da che lato stare, ma incarna la dualità stessa del tema dell’anno.

Dal fumetto che tiene tra le mani si sprigiona un raggio di luce che materializza alcuni archetipi del fumetto europeo: Tintin, Blake e Mortimer, Spirou, i Marsupilami, Asterix, persino un Puffo. È come se Lapone avesse distillato un’intera mitologia collettiva per proiettarla in scena, fondendo l’alchimia artistica al patrimonio generazionale dei lettori.

Il fondale rosso, tempestato di balloon tono su tono, amplifica l’atmosfera natalizia e insieme richiama la grammatica visiva dei comics. Il processo creativo, come raccontato dall’artista, diventa una trasmutazione in tre colori – blu, rosso, nero – un rituale che rispecchia perfettamente lo spirito di Torino, città del confine e della metamorfosi.

Cosplay: l’arte che unisce talento e narrazione

Xmas Comics 2025 conferma la propria vocazione di capitale italiana del cosplay invernale, grazie alla collaborazione con Cospa Family e alla presenza dei grandi contest che ogni anno attirano centinaia di partecipanti.

La gara più attesa è naturalmente la tappa italiana del Nordic Cosplay Championship (NCC), una delle competizioni internazionali più prestigiose e selettive. Domenica 14 dicembre, a partire dalle 14.30, il vincitore italiano – giudicato in base all’artigianato del costume, alla performance e alla fedeltà al personaggio – conquisterà il diritto di rappresentare l’Italia nelle finali di luglio 2026 in Svezia. La giuria di quest’anno riunisce figure di rilievo della scena cosplay europea: Artemis, Gale, Nynshalee, Kat von Rouge e Woken, ognuno con un percorso che unisce talento tecnico, presenza scenica e una passione costruita negli anni.

Oltre al NCC, tornano i tradizionali contest dedicati ai costumi maschili e femminili, ai gruppi, agli accessori e alle interpretazioni, confermando il ruolo centrale del cosplay come forma d’arte e narrazione collettiva. Per molti partecipanti, la passerella dell’Oval è un momento di celebrazione ma anche un rito iniziatico che segna la loro crescita creativa.

Karaoke, Karacosplay e la musica che fa volare l’immaginazione

La dimensione musicale è sempre stata una delle anime più amate di Xmas Comics, capace di trasformare l’Oval in una piccola arena pop. Nel 2025 la tradizione continua con energia rinnovata.

Il Karacosplay, previsto sabato alle 16, unisce performance vocale e interpretazione in costume: un format divertente e sorprendentemente emozionante, che rende omaggio alla connessione tra musica e character design. La giuria include la cantautrice Neja, il musicista Riccardo Da Ronco e la vocalist Melody Castellari, tre figure capaci di valutare sia tecnica sia interpretazione.

La domenica sarà invece il momento delle qualificazioni e delle finali del Karaoke tradizionale, giudicato da Roberto “Robb” Morello, Da Ronco e Kat von Rouge. Un’occasione per liberare la voce e vivere l’evento attraverso la lente della propria canzone preferita.

La Casa del Grinch: un Villaggio di Natale tutto da esplorare

Per il 2025 il Magico Villaggio di Natale viene completamente ripensato e trasformato nella Casa del Grinch, un percorso scenografico che riproduce stanze, oggetti e atmosfere della creatura verde più iconica del periodo festivo.

Tra l’albero addobbato, il salotto, la camera da letto e perfino il bagno del Grinch, bambini e famiglie potranno muoversi in un’esperienza immersiva corredata da attività creative, truccabimbi, Lego giganti e incontri con Babbo Natale, Mamma Natale, gli Elfi e la renna Rudolf. Una celebrazione giocosa dello spirito natalizio che fa da contrappunto perfetto al tema “Angeli e Demoni”, ricordando che anche il cuore più ruvido può addolcirsi davanti alla magia delle feste.

Giorgio Vanni e Cristina D’Avena: due generazioni, lo stesso amore

La musica delle sigle animate ha costruito ponti generazionali incredibilmente resistenti e Xmas Comics continua a onorarla. Sabato 13 dicembre salirà sul palco Giorgio Vanni, la voce che ha definito un’epoca con Dragon Ball, Pokémon, One Piece, Detective Conan e decine di altri brani entrati nel DNA di milioni di fan. Il giorno seguente toccherà alla regina assoluta delle sigle, Cristina D’Avena, capace di unire famiglie intere in un’unica, inconfondibile armonia. Da Mila e Shiro ai Puffi, ogni esibizione sarà un viaggio nella memoria emotiva del pubblico.

Battle of the Bands: dove nascono le leggende future

La sesta edizione della Battle of the Bands conferma l’impegno dell’evento verso l’emergente panorama underground. Le band selezionate online si sfideranno dal vivo domenica 14 dicembre, dando vita a una gara di creatività e sound originale. In palio la possibilità di esibirsi in locali e festival piemontesi, oltre a premi tecnici dedicati ai musicisti più meritevoli.

Un format che dimostra come Xmas Comics non si limiti a celebrare il passato della cultura pop, ma continui a generare nuove voci, nuove storie, nuove identità artistiche.

K–pop e cultura coreana: l’energia che conquista tutti

La collaborazione con Turin Korea Connection porta nuovamente all’interno dell’evento un’intera area dedicata al K–pop, dove performance, random dance, workshop di coreografia e momenti di Noraebang permettono a chiunque di salire metaforicamente sul palco. Le fanlight colorate, la musica pulsante, l’estetica curatissima delle idol culture coreane aggiungono una dimensione internazionale che ormai è parte integrante del DNA di Xmas Comics.

Un Natale nerd che appartiene a tutta la community

Xmas Comics & Games 2025 non è soltanto un luogo di intrattenimento. È un crocevia emotivo, un laboratorio identitario, una celebrazione collettiva di ciò che rende la cultura nerd un linguaggio universale: la capacità di trasformare passioni in legami, immaginazione in comunità.

Torino, con la sua anima doppia – razionale e misteriosa, moderna e magica – offre un palcoscenico perfetto a questa festa che mescola angeli, demoni e tutto ciò che sta nel mezzo. Ogni fumetto sfogliato, ogni costume indossato, ogni nota cantata riscalda l’inverno con la promessa di un mondo più fantastico, più inclusivo, più nostro.

E mentre l’Oval si prepara a risplendere, resta una sola domanda:
quale versione di te attraverserà il portale di Xmas Comics 2025?

Como Fun 2025: fumetti, videogiochi e cultura pop invadono Lariofiere

L’autunno lombardo si tinge di colori geek: il 18 e 19 ottobre 2025 torna Como Fun, la grande fiera del fumetto, del gioco e della cultura pop che trasformerà i padiglioni di Lariofiere, a Erba, in un vero multiverso di divertimento e immaginazione. Organizzata da Hidden Door Srl, con la direzione artistica di Lucio Campani e la sezione comics affidata a Christian Borghi, la manifestazione è ormai una tappa fissa per gli appassionati di tutta la Lombardia — e non solo. In pochi anni, Como Fun si è imposta come uno degli eventi di riferimento per la cultura pop del Nord Italia, capace di attirare migliaia di visitatori pronti a vivere due giornate di pura evasione.

Un weekend nel cuore del fandom

Sabato 18 e domenica 19 ottobre, dalle 10 alle 19 (con chiusura casse alle 18:30), Lariofiere si trasformerà in un gigantesco parco tematico dedicato a tutto ciò che amiamo: fumetti, manga, videogiochi, cosplay, fantasy, fantascienza e cultura giapponese. Gli stand offriranno un viaggio tra fumetti, action figure, gadget, libri illustrati, tavole originali e oggetti da collezione, mentre l’area retrogaming — una delle più amate — metterà a disposizione oltre 50 console vintage e 70 cabinati originali da sala giochi, per un tuffo nostalgico nelle epoche d’oro del gaming.

A rendere ancora più magica l’atmosfera ci saranno le “città di mattoncini” per gli appassionati di LEGO, gli show dal vivo con le sigle dei cartoni animati, gare cosplay, workshop, conferenze, e una artist alley che riunirà più di 30 fumettisti di fama internazionale. Una festa totale per chi vive di passione, creatività e sogni a fumetti.

Cameron Monaghan, la star che illuminerà Como

La grande attrazione di quest’anno sarà Cameron Monaghan, volto amatissimo della serie Shameless (dove interpreta Ian Gallagher) e protagonista della saga videoludica Star Wars Jedi, in cui presta voce e fattezze al giovane Cal Kestis. L’attore sarà presente in fiera per entrambe le giornate, con sessioni di foto e autografi e un aperitivo esclusivo sabato 18 ottobre. Domenica sarà invece il protagonista di un incontro speciale sul palco principale, accompagnato da Manuel Meli, doppiatore di Cal Kestis nella versione italiana del gioco. Per i fan di Star Wars e degli universi digitali, si preannuncia un evento semplicemente imperdibile.

Tra palco e padiglioni: gli appuntamenti da non perdere

Como Fun è un mosaico di esperienze e linguaggi che si intrecciano. Ogni area offrirà un palinsesto ricchissimo, capace di soddisfare ogni tipo di pubblico.

Sul palco centrale, sabato, si alterneranno i tre grandi maestri del doppiaggio italiano — Patrizio Prata, Marco Balzarotti e Renato Novara — seguiti dal live di Martina Attili, dal DJ set di Yuriko Tiger e dal concerto esplosivo di Giorgio Vanni, che porterà sul palco le sigle che hanno fatto cantare un’intera generazione.

Domenica, invece, spazio alle grandi emozioni con il K-Pop Dance Contest, il concerto “Disneiamo” dedicato alle colonne sonore Disney, l’atteso incontro con Cameron Monaghan, l’intervista a Massimo Lopez e il gran finale con Cristina D’Avena, icona senza tempo della cultura pop italiana.

Nell’area Crossover Plaza, il pubblico potrà assistere a show di wrestling, karaoke, sfide nerd e performance con spade laser. In contemporanea, il Palco Pop offrirà talk e incontri che spazieranno da Godzilla a Evangelion, da Superman di James Gunn alla storia dei videogiochi arcade, passando per il tour “Role and Play” curato da Zeth Castle e Officina Meningi.

Non mancheranno neppure i laboratori creativi, come quelli di disegno, calligrafia elfica e scrittura, pensati per chi vuole imparare e sperimentare. E per gli amanti della Corea, l’area KST K-Pop Showtime sarà un piccolo universo a parte, tra musica, showcase e DJ set a tema.

Fumetti, mattoncini e cultura nerd

L’anima di Como Fun è però la fusione tra linguaggi, un crocevia dove la carta incontra il digitale, dove gli artisti dialogano con i fan e dove ogni stand diventa una piccola storia da vivere. Qui il collezionista incallito può scovare l’albo raro che mancava alla sua libreria, il gamer riscopre i suoni dei cabinati, il cosplayer trova il suo palcoscenico, e l’appassionato di cultura pop respira la stessa aria di chi condivide i suoi sogni.

La manifestazione non è solo un mercato o una fiera: è un rituale di appartenenza, un’occasione per tornare bambini senza smettere di essere adulti curiosi. In un mondo dove la cultura geek è ormai parte integrante della vita quotidiana, Como Fun rappresenta la celebrazione più autentica di questa identità collettiva.

Biglietti, info e contatti

I biglietti sono già disponibili online e in cassa durante i giorni dell’evento.
Il giornaliero in prevendita costa 14 euro (più diritti), mentre l’abbonamento per entrambi i giorni è 24 euro. In cassa i prezzi saranno di 15 e 25 euro rispettivamente.
Ingresso gratuito per i bambini fino a 6 anni, le forze dell’ordine e i disabili non autosufficienti con accompagnatore. Previsto anche un biglietto ridotto per gli invalidi.

Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’organizzazione via mail all’indirizzo info@comofun.it o telefonicamente al numero +39 348 540 8441 (nei giorni feriali, dalle 9 alle 18).

Como Fun non è semplicemente una fiera: è un universo in espansione dove ogni appassionato trova la propria galassia di riferimento. È la prova tangibile che la cultura pop italiana è viva, creativa e in continua evoluzione.

E tu? Sei pronto a varcare la soglia del divertimento e unirti alla grande community geek del Nord Italia?
L’appuntamento è fissato per sabato 18 e domenica 19 ottobre 2025: due giorni per celebrare, giocare, creare e — soprattutto — condividere la meraviglia.

“Cri Cri”: 35 anni di musica, sorrisi e magia con Cristina D’Avena

Il 1° ottobre 1990. Una data che, per chi è cresciuto davanti a Italia 1, non è solo un ricordo televisivo: è un piccolo pezzo di cuore. Trenta­cinque anni fa faceva il suo debutto “Cri Cri”, la serie che segnava il ritorno della nostra amatissima Cristina D’Avena, icona assoluta dell’immaginario pop anni ’80 e ’90. Era un lunedì pieno di colori, canzoni e sorrisi: e quel mix di spensieratezza e allegria avrebbe accompagnato intere generazioni, trasformando l’appuntamento delle 20:00 in un rito collettivo. “Cri Cri” era più di una serie TV: era l’evoluzione naturale di un universo narrativo che i fan seguivano già da anni. Dopo “Arriva Cristina” e “Cristina”, questo nuovo capitolo portava avanti le avventure della cantante più amata d’Italia, confermando un format in grado di unire musica, amicizia e quotidianità, con quella leggerezza che solo le storie di Cristina sapevano raccontare. La serie, diretta da Francesco Vicario e trasmessa tra l’ottobre del 1990 e il febbraio del 1991, era un telefilm corale pensato per un pubblico di tutte le età. Tra i protagonisti ritrovavamo anche Marco Bellavia, insieme a giovani talenti come Massimo Varini, Eros Cristiani e Michele Monestiroli — nomi che avrebbero poi lasciato il segno nel mondo della musica italiana.

La struttura di “Cri Cri” era perfettamente calibrata tra narrativa e musica. La prima stagione seguiva Cristina e i suoi amici — Steve, Michele e Andrea (che prendeva il posto di Marco) — nel loro tirocinio in ambulatorio, mentre la seconda si spostava in ospedale, tra situazioni buffe, equivoci e nuove conoscenze. Sullo sfondo, le loro avventure economiche, con sogni imprenditoriali spesso destinati a esiti disastrosi ma sempre raccontati con ironia e dolcezza. Come in ogni fiaba firmata D’Avena, alla fine tutto si aggiustava: la musica tornava a unire i cuori, e l’amicizia trionfava su tutto.

Con ben 72 episodi, “Cri Cri” rappresentò il progetto più ambizioso del ciclo televisivo di Cristina. Ogni puntata era accompagnata da una sigla-capolavoro — “Cri Cri”, scritta da Ninni Carucci e Alessandra Valeri Manera — che apriva le danze a un mondo dove i buoni sentimenti si mescolavano con gag irresistibili e canzoni intramontabili. Cantata dalla stessa Cristina e arricchita dai cori dei Piccoli Cantori di Milano, la sigla entrò subito nella memoria collettiva, diventando una di quelle melodie che, ancora oggi, basta un accenno per far riaffiorare ricordi d’infanzia.

Ma non era solo la sigla a rendere “Cri Cri” indimenticabile. Ogni episodio chiudeva con brevi sketch e rubriche educative come “Le mille e una fiaba”, “English Junior” ed “Esplorando il corpo umano”, un tocco di curiosità e conoscenza che arricchiva l’esperienza dei piccoli spettatori. Una televisione pensata per educare divertendo, un’idea semplice ma rivoluzionaria che definì l’identità di quell’epoca.

Il successo della serie fu tale che “Cri Cri” venne replicata più volte, non solo su Italia 1 ma anche su Canale 5 e sul canale tematico Hiro, confermando il suo status di cult televisivo. Nel 2010, per celebrare il mito, la colonna sonora venne ristampata nel cofanetto “Arriva Cristina Story”, un box da quattro dischi che raccoglieva tutte le sigle e le canzoni dei telefilm della saga.

Tra le curiosità più amate dai fan, spicca la partecipazione di alcuni doppiatori milanesi poi diventati voci iconiche dell’animazione italiana: Claudio Moneta (futuro Goku di “Dragon Ball Super”), Luca Bottale, Simone D’Andrea, Irene Scalzo, Luigi Rosa e Giorgio Bonino. Un cast che oggi possiamo considerare una piccola “accademia del doppiaggio” ante litteram. E in alcuni episodi apparivano persino Mago Forest e Giorgio Ginex, in un perfetto mix di comicità e follia.

E poi c’è la canzone “Buon Natale”, nata proprio in “Cri Cri”, che ebbe una seconda vita su Canale 5 come sigla della trasmissione omonima condotta da Al Bano e Romina Power la sera del 24 dicembre 1990: un segno di quanto il fenomeno D’Avena avesse ormai contagiato tutto il palinsesto Mediaset.

Riguardare oggi “Cri Cri” significa ritrovare un frammento prezioso della nostra infanzia, un tempo in cui bastavano una chitarra, un sorriso e una sigla per farci credere che tutto fosse possibile. Non era solo intrattenimento, ma una scuola di ottimismo e gentilezza, quella stessa energia che Cristina D’Avena continua a trasmettere ogni volta che sale su un palco o intona una delle sue canzoni.

A trentacinque anni di distanza, “Cri Cri” resta un simbolo luminoso di una televisione che sapeva parlare ai bambini senza trattarli da tali, che costruiva mondi semplici ma pieni di meraviglia. E forse è proprio per questo che, ancora oggi, ci basta sentire “Cri Cri!” per tornare un po’ bambini, davanti a quella vecchia TV con il logo arcobaleno di Italia 1.


📺 Ti ricordi anche tu le canzoni di Cri Cri? Qual era la tua puntata preferita? Raccontacelo nei commenti e aiutaci a celebrare insieme i 35 anni di una serie che è ormai leggenda.

Romics 35: Roma diventa la capitale dell’immaginario tra fumetti, cinema e cultura pop

Dal 2 al 5 ottobre 2025, i padiglioni della Fiera di Roma si trasformeranno in un universo parallelo fatto di fumetti, cinema, animazione, videogiochi e creatività senza confini. Torna Romics, il Festival Internazionale del Fumetto, Animazione, Cinema e Games, giunto alla sua 35ª edizione. Quattro giorni di celebrazione del fantastico, in cui Roma si veste da capitale mondiale dell’immaginario nerd e pop, accogliendo oltre 350 espositori in 70.000 mq di spazi espositivi, mostre, incontri, anteprime e ospiti che hanno scritto la storia della cultura visiva.

Un evento che parla al cuore dei fan e al futuro dell’industria creativa

Romics non è solo un appuntamento fieristico: è una piattaforma certificata a livello internazionale da ISFCERT e un crocevia di linguaggi che mette in dialogo creativi, aziende e pubblico. Con il supporto di Regione Lazio, Lazio Innova e Camera di Commercio di Roma, anche quest’anno sarà presente un’area dedicata alle imprese del territorio, un laboratorio vivo di networking e nuove collaborazioni. Accanto alle esposizioni e ai grandi ospiti, prosegue il lavoro con istituzioni culturali come il Centro per il libro e la lettura e le Biblioteche di Roma, che portano al festival un messaggio importante: la lettura, in tutte le sue forme, resta un ponte fondamentale verso la fantasia.

Manifesti iconici: dai Peanuts a Corto Maltese

Per la sua 35ª edizione, Romics celebra due icone immortali: i Peanuts e Corto Maltese. I personaggi di Charles M. Schulz, che festeggiano 75 anni di storia, saranno protagonisti di una grande mostra con tavole originali e memorabilia direttamente dal Charles M. Schulz Museum. Hugo Pratt, invece, sarà ricordato a trent’anni dalla sua scomparsa con un premio speciale agli autori francesi Martin Quenehen e Bastien Vivès, che hanno saputo reinventare l’universo di Corto Maltese con opere visionarie come Oceano Nero e La regina di Babilonia.

I Romics d’Oro 2025: leggende e maestri del fantastico

Quest’anno il prestigioso Romics d’Oro andrà a quattro figure leggendarie. Fabio Civitelli, da quarant’anni voce grafica di Tex, sarà celebrato con mostre e incontri dedicati al suo segno elegante e intramontabile. Ron Clements, regista Disney di capolavori come La Sirenetta e Aladdin, riceverà il premio per una carriera che ha ridefinito l’animazione moderna. Oscar Martín, storico disegnatore di Tom & Jerry e autore della saga post-apocalittica Solo, presenterà in anteprima Solo – Integrale 3. Infine, Kevin Pike, il mago degli effetti speciali dietro la DeLorean di Ritorno al Futuro, porterà il pubblico in un viaggio tra cinema e memoria geek.

Nuovi premi e nuove frontiere creative

Novità assoluta di quest’edizione è il Premio Romics Special, dedicato a chi esplora linguaggi e mondi inediti. Tra i premiati spicca Jason Shiga, maestro di narrazioni a incastro e fumetti interattivi, che porterà in fiera i suoi AdventureGame Comics. Insieme a lui, i già citati Quenehen e Vivès, che presenteranno in live performance la nuova opera L’isola di ieri, confermando Romics come palcoscenico privilegiato per le avanguardie del fumetto.

Ospiti internazionali e mostre da sogno

Accanto ai premiati, arrivano a Roma grandi nomi della scena mondiale: Francesca Baerald, con le sue mappe immaginifiche tra gioco di ruolo e arte; Carmine Di Giandomenico, fresco di avventure con Superman; Meredith McClaren, autrice di Black Cloak; e Valerio Schiti, oggi fra i più innovativi designer della Marvel. Tutti saranno protagonisti di incontri e showcase che porteranno i fan dentro i segreti del mestiere.

Le mostre di quest’anno ampliano ancora di più lo spazio dell’immaginario. Dai Peanuts a Fabio Civitelli, dalle opere materiche di Paolo Mottura alle mappe illustrate di Baerald, fino agli universi post-apocalittici di Oscar Martín e ai classici di Quentin Blake: veri e propri percorsi immersivi che faranno della Fiera di Roma un museo temporaneo della cultura pop.

Tra musica, cinema e cosplay: una festa senza confini

Romics non dimentica la forza della musica e del cinema. La quarta edizione del Premio Musicomics premierà compositori come Dario Marianelli, mentre anteprime come Black Phone 2 e The Toxic Avenger accenderanno le sale. E per i nostalgici, impossibile perdere il concerto di Cristina D’Avena insieme ai Gem Boy, un evento che promette di far cantare intere generazioni.

Spazio anche ai grandi anniversari: dai trent’anni di Toy Story ai novant’anni di Braccio di Ferro, passando per l’immancabile tributo ad Harry Potter. Non mancherà, naturalmente, l’Artist Alley con decine di autori italiani e internazionali e la Self Area per le autoproduzioni. E come sempre, il cosplay sarà protagonista con il Romics Cosplay Award, trampolino per il World Cosplay Summit di Nagoya 2026.

Romics come bussola del futuro nerd

Tra videogiochi in anteprima, aree kids, laboratori creativi e meet&greet con i creator più amati di YouTube e Twitch, Romics 35 si conferma non solo come un evento fieristico, ma come un ecosistema dove si incontrano generazioni, linguaggi e passioni. Un luogo in cui il fumetto dialoga con il cinema, l’arte con la tecnologia, e dove la fantasia diventa esperienza collettiva.

Dal 2 al 5 ottobre, Roma non sarà solo la città eterna: sarà la capitale di tutti i mondi che amiamo esplorare.


👉 E tu, ci sarai alla 35ª edizione di Romics? Quale mostra, ospite o evento aspetti di più? Raccontacelo nei commenti e preparati a vivere quattro giorni che promettono di essere leggenda.

 

Occhi di Gatto live action: il ritorno delle sorelle ladre più iconiche tra nostalgia e modernità

Per chi è cresciuto con le anime giapponesi degli anni ’80, pronunciare le parole Occhi di Gatto significa evocare un brivido di pura nostalgia. Quelle sigle cantate a squarciagola, i pomeriggi passati davanti alla TV, le avventure di tre sorelle capaci di rubare con eleganza e stile: tutto questo appartiene a un immaginario che continua a vivere nel cuore dei fan. E oggi, a distanza di decenni, le gatte ladre sono tornate a graffiare, questa volta in carne e ossa, con una nuova e sorprendente veste live action.Dal 17 settembre, Rai 2 ha deciso di giocare un vero colpo da maestri proponendo in prima serata il live action francese ispirato al celebre manga Cat’s Eye di Tsukasa Hōjō. Per quattro settimane, ogni mercoledì, il pubblico potrà gustarsi tre episodi, fino al gran finale dell’8 ottobre. Una scelta che trasforma il palinsesto autunnale in un piccolo evento pop, pronto a riunire davanti allo schermo nostalgici e nuove generazioni.

La serie francese non si limita a riproporre pedissequamente la trama dell’anime. Sposta infatti l’azione dal Giappone a una Parigi del 2024 elegante e pericolosa, dove l’arte e il crimine si intrecciano in un gioco di specchi intrigante. Tutto ha inizio quando Tamara Chamade, durante una grande esposizione, riconosce un quadro che apparteneva al padre, misteriosamente scomparso dieci anni prima. È la scintilla che dà vita al nuovo trio criminale: Tamara, Sylia e Alexia non rubano per denaro, ma per indagare sul passato, decise a scoprire la verità dietro quella tragedia familiare. Il risultato è una narrazione che funziona come un prequel: le sorelle non sono ancora le ladre consumate che conosciamo, ma giovani donne che si muovono in bilico tra la quotidianità del loro caffè diurno e le notti passate a sfidare la polizia francese. Un equilibrio perfetto tra noir, dramma familiare e azione dal ritmo serrato.

Un cast che ruba la scena

Le protagoniste Camille Lou, Constance Labbé e Claire Romain incarnano con energia e carisma le sorelle Chamade. La loro forza non è solo recitativa: le attrici hanno scelto di affrontare personalmente gran parte delle scene d’azione, senza affidarsi a controfigure. Il risultato sono inseguimenti sui tetti, salti nel vuoto e combattimenti corpo a corpo che restituiscono un senso di autenticità e adrenalina raro nelle produzioni televisive. A completare il cast, la presenza magnetica di Carole Bouquet nel ruolo della madre, che dona ulteriore fascino e profondità al racconto.

Dietro la macchina da presa troviamo Alexandre Laurent, già noto per Bellefond, mentre la produzione è firmata Big Band Story. L’accoglienza in Francia è stata trionfale: oltre cinque milioni di spettatori a puntata e uno share del 24%, tanto che la seconda stagione è già stata confermata.

Nostalgia, ma con uno sguardo al futuro

Quello che colpisce di più in questo revival è la sua doppia anima. Da un lato, l’omaggio rispettoso al manga di Tsukasa Hōjō e all’anime che ha segnato un’epoca, con i suoi temi intramontabili di famiglia, identità, amore e mistero. Dall’altro, un aggiornamento narrativo e stilistico che parla al pubblico contemporaneo, capace di conquistare sia chi conosce ogni dettaglio della saga originale sia chi si affaccia per la prima volta al mito delle sorelle ladre.

La Parigi che fa da sfondo diventa protagonista essa stessa: un mix di monumenti iconici e quartieri nascosti, di luci scintillanti e atmosfere oscure. Uno scenario che trasforma ogni colpo in uno spettacolo visivo, degno delle migliori produzioni internazionali.

L’eredità di Tsukasa Hōjō

Non dimentichiamolo: Occhi di Gatto non è un titolo qualsiasi. È una delle opere che hanno reso Tsukasa Hōjō un maestro assoluto del manga, insieme a City Hunter. Pubblicato su Shōnen Jump tra il 1981 e il 1985, Cat’s Eye è riuscito a fondere noir, azione, ironia e romanticismo in un modo ancora oggi irresistibile. In Italia, poi, il successo è stato clamoroso, grazie alle repliche televisive e a una sigla che è diventata leggenda. Riproporre oggi quella storia significa toccare corde emotive fortissime per intere generazioni di spettatori.

Certo, ogni live action porta con sé rischi enormi: i fan hardcore sono sempre pronti a giudicare, mentre il pubblico generalista potrebbe non cogliere il valore dell’opera originale. Ma i dati francesi parlano chiaro: il mix di mistero, eleganza e azione ha funzionato, trasformando questa trasposizione in un prodotto cross-generazionale.

Il “colpo” perfetto per il pubblico italiano?

Ora la sfida si gioca sul nostro terreno. Gli italiani hanno un rapporto speciale con Occhi di Gatto, e non è difficile immaginare che la serie possa replicare qui lo stesso successo. La formula c’è tutta: regia dinamica, cast affiatato, estetica raffinata e una trama che sa alternare tensione, emozione e momenti di puro glamour. È la serie perfetta per chi ama i noir eleganti, i polizieschi con un tocco di stile e le storie familiari dense di segreti e legami indissolubili.

In un panorama televisivo che sempre più spesso si nutre di reboot e rivisitazioni nostalgiche, questo live action rappresenta non solo un omaggio al passato, ma un ponte verso il futuro. Occhi di Gatto dimostra che certe storie non invecchiano mai: cambiano volto, cambiano lingua, ma continuano a catturare l’immaginazione.


✨ E ora tocca a voi, lettori nerd: cosa ne pensate di questo ritorno? Le sorelle ladre hanno colpito ancora il vostro cuore o preferite restare fedeli alla magia dell’anime originale? Scrivetelo nei commenti e condividete l’articolo sui social: la community di CorriereNerd vive grazie alle vostre voci!

Addio a Enrico Valenti, papà di Uan e mago del Gruppo 80: il genio dietro Bim Bum Bam

La notizia della scomparsa di Enrico Valenti, fondatore del mitico Gruppo 80 e creatore di Uan, Five, Four e tanti altri indimenticabili pupazzi della tv anni ’80 e ’90, è un colpo al cuore per tutti noi cresciuti a pane e Bim Bum Bam. È come se un pezzo della nostra infanzia si fosse spento, lasciandoci però un’eredità incalcolabile di sogni, risate e pomeriggi trascorsi davanti alla televisione, rapiti da quel mondo di gommapiuma, stoffa e magia. Enrico Valenti nasce a Milano nel 1954 e si forma nel teatro di figura, il mondo dell’animazione di pupazzi, ben lontano da quello dei cartoni animati. Il teatro Buratto, con spettacoli come Cipì, L’arca di Braccio di Ferro, Il Granbuffone, fu il suo primo palcoscenico. Ma Valenti non si fermò alle scene teatrali: il suo talento visionario lo portò presto a esplorare le potenzialità della televisione, un medium allora in piena espansione.

Nel 1980 fonda il Gruppo 80 insieme a Kitty Perria. Quella compagnia di animazione diventò un laboratorio magico, un luogo in cui la gommapiuma prendeva forma, gli occhi finti brillavano di vera vita e le voci si trasformavano in anime capaci di entrare nel cuore di milioni di bambini. Da quel laboratorio, fra l’odore della colla e il fruscio delle stoffe, nacquero personaggi iconici: Five, la mascotte di Canale 5; Four per Rete 4; Vitamina per Caffelatte; Frittella e MicMac per Italia 7; e ovviamente lui, l’intramontabile Uan, il cane rosa mascotte di Italia 1, protagonista assoluto di Bim Bum Bam.

La storia della creazione di Uan sembra uscita da un film: durante una cena fra amici, un consiglio buttato lì – “perché non fate un cane?” – e in laboratorio, per caso, un rotolo di peluche rosa avanzato. Nessuno avrebbe immaginato che quel colore “provvisorio” sarebbe diventato definitivo, e che proprio quell’esperimento avrebbe conquistato i bambini di tutta Italia, superando ogni aspettativa.

Uan non era solo un pupazzo. Era uno di noi. Un amico che faceva battute, sbuffava, si arrabbiava, giocava e a volte si commuoveva. E dietro quella vitalità c’erano le mani, la voce e l’intelligenza artistica di Enrico Valenti e del suo team. Valenti amava lavorare dietro le quinte, senza protagonismi, ma il suo genio traspariva da ogni movimento, da ogni sorriso strappato a chi lo guardava. Il successo travolgente di Bim Bum Bam non fu solo il risultato di un fortunato incastro televisivo, ma di una totale libertà creativa: Valenti e i suoi collaboratori avevano carta bianca, potevano sperimentare, inventare, creare un linguaggio nuovo per la tv dei ragazzi.

Nonostante gli anni d’oro, Valenti era un uomo lucido, consapevole della natura effimera del successo televisivo. Non si faceva illusioni sul mondo dello spettacolo, sapeva che la riconoscenza era merce rara e che i riflettori prima o poi si spengono. Ma non ha mai smesso di amare il suo lavoro. Anche quando il Gruppo 80 si è sciolto e Bim Bum Bam ha chiuso i battenti, lui ha continuato a creare, a costruire pupazzi per collezionisti, a fare consulenze, a trasmettere il mestiere.

Negli ultimi anni, Valenti aveva assistito con sorpresa e commozione al revival nostalgico degli anni ’80 e ’90. I bambini cresciuti, ormai adulti, tornavano a parlare di Uan, di Five, di quei pomeriggi passati a ridere con Bonolis, Licia Colò, Manuela Blanchard, Carlo Sacchetti, Debora Magnaghi, e naturalmente Cristina D’Avena. Valenti, abituato a stare dietro le quinte, si era ritrovato suo malgrado di nuovo al centro dell’attenzione, ma sempre con quella modestia e quell’orgoglio un po’ schivo che lo contraddistingueva.

Quello che rende immortale l’eredità di Enrico Valenti non è solo la fattura tecnica dei suoi pupazzi, ma il cuore che ci ha messo. Non c’era solo il divertimento, ma anche una visione: l’idea che i bambini meritassero uno spazio fatto di leggerezza, ironia, complicità. Un luogo dove rifugiarsi per mezz’ora al giorno e dimenticare i compiti, le piccole ansie quotidiane, le regole dei grandi.

Sapere che oggi, nelle teche del Castello dei Burattini di Parma, sopravvivono alcuni di quei pupazzi – non gli originali primissimi, certo, ma fratelli di gommapiuma di quelli visti in tv – ci ricorda quanto il lavoro di Valenti sia diventato parte della nostra memoria collettiva. Non è solo nostalgia. È riconoscenza.

Enrico Valenti ci lascia a 71 anni, ma ci lascia circondati da amici colorati che hanno reso più bello crescere. E adesso, mentre immaginiamo Uan che lassù fa battute al suo creatore, un po’ ci viene da sorridere, anche se con le lacrime agli occhi.

Ciao Enrico, e grazie. Grazie per averci insegnato che la magia esiste, e a volte ha le orecchie flosce, il pelo rosa e un sorriso birichino.

Se anche voi avete amato Uan e i personaggi del Gruppo 80, raccontateci i vostri ricordi nei commenti qui sotto o condividete questo tributo sui vostri social. Facciamo in modo che l’eredità di Enrico Valenti continui a vivere, anche solo con una risata, un “ciao Uan!” o un abbraccio nostalgico ai pomeriggi passati davanti alla tv.

Rascal, il mio amico orsetto: il dolce trauma generazionale che ha cresciuto i millennial italiani

Rivedere oggi Rascal, il mio amico orsetto significa riaprire una cassa di memorie che profuma di merende del pomeriggio, sigle di Cristina D’Avena e quel misto di meraviglia e malinconia che solo gli anime degli anni Ottanta sapevano evocare. Ma significa anche andare oltre la nostalgia: significa ripercorrere una piccola rivoluzione emotiva che, quasi quarant’anni fa, entrò nelle case italiane passando per un canale che all’epoca sperimentava come un laboratorio geek ante-litteram: Italia 1.

Era il 2 luglio 1985 quando il pubblico italiano fece conoscenza con Sterling North e con quel batuffolo di pelo dagli occhi neri che avrebbe finito per segnare un’intera generazione. In realtà Rascal aveva già otto anni sulle spalle: la serie, prodotta dalla Nippon Animation nel 1977 per il progetto World Masterpiece Theater, arrivava finalmente nel nostro paese completando il grande mosaico animato che includeva Heidi, Marco, Anna dai Capelli Rossi e tutti quei racconti capaci di trasformare classici della letteratura in educazione sentimentale a puntate.

Ma Rascal era diverso. Rascal era un anime gentile che, sotto la superficie dolce e bucolica, nascondeva un viaggio di crescita di rara delicatezza.
E soprattutto un finale che ha lasciato solchi emotivi profondi in chi, da bambino, non era affatto preparato a dirsi addio.


Un Wisconsin da fiaba e un trauma annunciato

Il mondo di Rascal non era quello dei castelli, della magia o dei combattimenti galattici. Era un piccolo angolo del Wisconsin del 1914, una cittadina tranquilla, Breisford, fatta di laghi, foreste e quella luce estiva che sembrava filtrare direttamente dalla memoria dell’autore originale, Sterling North, che nel 1963 aveva raccontato la sua infanzia nel romanzo autobiografico Rascal – A Memoir of a Better Era.

La serie parte da un’immagine potentissima: un bambino, una foresta, una madre procione uccisa da un cacciatore e un cucciolo rimasto solo. Sterling decide di salvarlo, portarlo a casa e dargli un nome che sembra una carezza: Rascal.

Da quel momento si costruisce una delle amicizie più iconiche dell’animazione giapponese. Un legame purissimo, fatto di quotidianità, piccole avventure e goffi disastri che ogni bambino degli anni ’80 ricordava con un sorriso. Ma anche un percorso disseminato di perdite, responsabilità e cambiamenti inevitabili.

Rascal è adorabile, intelligente, capace di infilarsi in ogni guaio possibile (le aiuole dei vicini tremano ancora al pensiero). E Sterling è quel tipo di protagonista che oggi definiremmo un nerd naturalista ante-litteram: ama gli animali, li osserva, li capisce, ed è pronto a sfidarli e difenderli con un’empatia che parla ancora a chi è cresciuto con Pokémon, Hamtaro e tutte le creature teneramente indisciplinate del mondo pop.

Ma la vita, come l’animazione giapponese ha sempre insegnato meglio di chiunque altro, non è fatta soltanto di stagioni luminose.
E la serie non fa sconti.


Infanzia, perdita e responsabilità: Rascal come educazione emotiva

Tra risate e birbonate, la storia inserisce due colpi narrativi che, per un bambino dell’85, erano una bomba emotiva: la morte della madre di Sterling e il tracollo finanziario del padre, Willard North, travolto dai debiti dopo il nubifragio che devasta le sue fattorie.

A quel punto la serie smette di essere soltanto la cronaca di un’estate bucolica.
Diventa un racconto di formazione. Un romanzo di crescita.
Un piccolo rito di passaggio in 52 episodi.

Sterling deve fare i conti con un dolore enorme, con un padre che fatica a tenersi saldo, con responsabilità che arrivano troppo presto. E soprattutto con la consapevolezza che Rascal, ormai adulto, non appartiene più al mondo domestico.

È il tema della separazione, forse il più duro da affrontare in assoluto, quello che gli anime giapponesi portavano in TV senza filtri, con la naturalezza disarmante di chi parla ai bambini sapendo che capiranno, anche se soffriranno.

Il saluto finale tra Sterling e Rascal rimane ancora oggi una delle scene più commoventi mai trasmesse sulla TV generalista italiana. E chiunque sia cresciuto in quegli anni conserva quel nodo alla gola come un tatuaggio invisibile.


Un cast di personaggi che profuma di romanzo

Uno dei punti di forza della serie è la cura con cui ogni personaggio – umano o animale – viene delineato. Oltre a Sterling e Rascal, la città di Breisford è un microcosmo narrativo che sembra vivo ancora oggi.

La famiglia North porta sulle spalle il peso della crisi e della fragilità umana: Elisabeth è una madre dolce e malata, Willard è un uomo concreto che tenta di non perdere la dignità nonostante la rovina economica. Jessica e Theodora offrono due modi differenti di crescere e andare oltre il trauma.

La famiglia Stevenson introduce l’amicizia, quella che nasce spontanea quando si hanno undici anni e si cercano complici di meraviglia: Alice è una figura luminosa, sempre pronta a condividere avventure, Flora è l’ideale romantico della comunità, Clarissa la saggezza involontaria di una vecchina tanto dolce quanto incosciente.

Poi ci sono i bambini della città, dal bullo Slammy all’amico Oscar, e gli adulti che oscillano tra severità e compassione. Ma soprattutto ci sono gli animali, veri co-protagonisti: il fedele Wowser, il corvo Poe con la sua passione per gli oggetti luccicanti, le puzzole che creano caos come comparse comiche in un western ecologico.

Questa coralità è ciò che rende la serie ancora oggi attuale: Rascal è allo stesso tempo un racconto di famiglia, un diario di amicizia, un manuale di natura e un piccolo trattato sulla responsabilità.


L’eredità di Miyazaki e l’impatto culturale in Giappone e in Italia

Pochi sanno – ma i veri nerd sì – che alla realizzazione della serie partecipò anche Hayao Miyazaki, in veste di animatore. Prima di Totoro, prima di Ponyo, prima di quel suo mondo morbido fatto di foreste animate e animali-spirito, c’era Rascal. E l’impronta è visibile: la cura per i paesaggi, l’attenzione ai dettagli naturalistici, la capacità di trasformare ogni movimento animale in poesia.

In Giappone la popolarità di Rascal ha avuto un effetto inatteso: ha generato un boom di adozioni di procioni che ha finito per causare una vera emergenza ecologica. Oggi il procione è considerato una specie invasiva e, paradossalmente, una parte di responsabilità è attribuita proprio all’anime.

In Italia l’impatto fu diverso: Rascal diventò un simbolo di un certo tipo di animazione formativa, quella che non sottovalutava l’intelligenza dei bambini. La sigla cantata da Cristina D’Avena contribuì a scolpire la serie nell’immaginario, rendendola un cult al pari di Lady Oscar, L’incantevole Creamy o Remì.


Dalla carta allo schermo: la fedeltà al romanzo originale

Il romanzo autobiografico di Sterling North è più amaro, più realistico, più spietato. Racconta un’America rurale che sta cambiando, un’infanzia segnata dalla morte materna quando Sterling aveva solo sette anni e un rapporto con la natura molto più selvaggio.

L’anime ne addolcisce alcune sfumature, soprattutto nelle dinamiche familiari, ma rimane sorprendentemente fedele allo spirito dell’opera. L’unica assenza macroscopica è il fratello maggiore di Sterling, sostituito dalla sorella Theodora per esigenze narrative.
Ma il tema della crescita, della perdita e della maturazione rimane intatto.

E forse è proprio per questo che Rascal è diventato un’icona intergenerazionale: è uno specchio limpido in cui ciascuno può rivedere una parte di sé.


La magia delle sigle, la voce dei ricordi

Le sigle giapponesi – Rock River e Oide Rascal – hanno quella dolcezza anni ’70 che profuma di vinile e malinconia. Ma in Italia la serie esplode davvero quando Cristina D’Avena intona Rascal, il mio amico orsetto. La sua voce diventa un ponte emotivo immediato, capace di riportare alla memoria l’odore di estate, di casa, di infanzia.

La musica non accompagna solo la serie; la racconta, la sintetizza, la rende eterna.


Un’eredità che parla ancora a chi è cresciuto con lui

Guardare Rascal oggi significa accettare che l’animazione può essere insieme tenera e crudele, che crescere implica lasciare andare, che amare significa comprendere quando è tempo di aprire la gabbia e restituire alla natura ciò che non ci appartiene.

Forse i bambini dell’85 non lo sapevano, ma stavano assistendo a una delle più struggenti lezioni di maturità della tv italiana.
E quei millennial, oggi adulti, portano ancora nel cuore un piccolo procione che li ha educati alla vita, alla perdita e alla bellezza delle cose che finiscono.

Rascal non è stato solo un personaggio.
È stato un rito.
Un pezzo di formazione collettiva.
Un compagno che, nel bene e nel male, ha insegnato che anche l’amore più grande deve imparare a lasciar andare.

E forse è proprio per questo che ricordarlo oggi fa così bene.
E così male.

Ludicomix 2025: Vent’anni di meraviglia nerd nel cuore di Empoli

C’è qualcosa di straordinario nell’aria a Empoli, e non è solo il profumo dell’estate che si avvicina. Dal 31 maggio al 2 giugno 2025, il centro storico della città toscana si trasformerà in un’epica mappa del tesoro per tutti gli appassionati di fumetti, giochi, cosplay, cultura nerd e pop. Stiamo parlando di Ludicomix, la manifestazione che quest’anno celebra con orgoglio il suo ventesimo anniversario, segnando due decenni di passione, creatività e condivisione in un universo che abbraccia il fantastico e lo straordinario.

Vent’anni di storia nerd: una timeline di emozioni

Ludicomix nasce nel 2005 come evento locale, ma fin da subito rivela un DNA speciale: non è solo una fiera del fumetto, ma un vero e proprio spazio di aggregazione per menti curiose e spiriti geek. Anno dopo anno, la manifestazione si è evoluta, proprio come un personaggio di un GdR ben costruito, espandendosi in termini di contenuti, location e pubblico. Il 2025 è un punto di arrivo importante, ma anche un nuovo inizio: per la prima volta si estende su tre giorni completi, dal sabato al lunedì, per offrire un’esperienza ancora più ricca e coinvolgente.

Empoli si trasforma: dal Palaexpo al Fantasy Park

Durante Ludicomix, Empoli non è più soltanto una città: diventa una dimensione parallela. Ogni angolo del centro storico viene investito da un’energia unica. Il Palaexpo, cuore storico dell’evento, accoglierà ancora una volta gli espositori, la grande area commerciale, gli incontri con gli autori e le postazioni di gioco libero. Ma c’è di più: il Parco Mariambini sarà teatro di laboratori, tornei e attività per ogni fascia d’età, mentre Piazza della Vittoria ospiterà i momenti clou sul palco, dai concerti ai cosplay contest.

Tra le novità più succose c’è la nuova Taverna del Ciuchino Volante, zona interamente dedicata al gioco di ruolo (GdR), che quest’anno trasloca al Fantasy Park, regalando ancora più spazio a sessioni narrative e tavoli tematici per giocatori esperti e neofiti. Una vera locanda fantasy, con atmosfere da Forgotten Realms, dove le storie prendono vita tra dadi, mappe e interpretazioni appassionate.

Arte, illustrazione e grandi ospiti

Ogni edizione di Ludicomix ha il suo “volto” illustrato, e per il 2025 il compito di disegnare la locandina è toccato a Katerina Ladon, celebre illustratrice della nuova edizione di Dungeons & Dragons. Oltre ad aver realizzato il manifesto ufficiale, Ladon sarà presente con una mostra personale e incontrerà il pubblico per raccontare il suo lavoro tra draghi, dungeon e visioni epiche.

Accanto a lei, una vera e propria Artist Alley costellata di talenti: da Marco Turini a Nicola Savioli, da Daniele Kong a Gigi Baldassini, con firme note nel panorama internazionale del fumetto e dell’illustrazione. Non mancheranno editori, collezionisti e appassionati pronti a celebrare il fumetto in tutte le sue declinazioni, dall’indie al mainstream.

Cosplay, tornei e contenuti social: l’anima pop del festival

Il Cosplay Contest è ormai uno degli appuntamenti più attesi: domenica 1 giugno, i cosplayer calcheranno il palco in Piazza della Vittoria per contendersi i premi più ambiti, tra cui l’abbonamento completo per il Lucca Comics & Games 2025. Spazio alla creatività sartoriale, all’interpretazione e alla magia di chi riesce a incarnare un personaggio con passione e precisione.

Non meno importante sarà la componente ludica: tornei di Magic: The Gathering, Disney Lorcana, Altered, Giochi di Ruolo, boardgames, videogiochi retro e titoli di nuova generazione. Il pubblico potrà sfidarsi, scambiarsi carte, chiacchierare di build, combo e lore in un contesto stimolante e accessibile.

E per gli amanti dei contenuti digitali, anche i content creator saranno protagonisti: tra loro spicca Silvia “Escilgioco” Fossati, volto amatissimo della scena ludica online, affiancata da altri nomi noti del panorama social. Video, dirette, meet&greet: il confine tra online e offline sarà più sottile che mai.

Scienza, divulgazione e didattica nerd

Uno degli aspetti più affascinanti di Ludicomix 2025 è l’attenzione per l’edutainment, la fusione tra intrattenimento e apprendimento. L’iniziativa Edutainment & Social torna con due giornate di studi (31 maggio e 1° giugno) al Palazzo delle Esposizioni, dove si parlerà di ADHD, spettro autistico, fisica, AI, vulcanologia e fumetto, con l’intervento di accademici e divulgatori. Una divulgazione moderna, interattiva, che abbraccia linguaggi vicini alle nuove generazioni, ispirata all’immediatezza comunicativa dei social.

Il gran finale: musica, emozioni e Cristina D’Avena

Non sarebbe Ludicomix senza un grande show finale. Quest’anno, sul palco principale salirà Cristina D’Avena, regina indiscussa delle sigle animate, con un concerto gratuito che promette di far cantare a squarciagola tutte le generazioni. Ad affiancarla, Rossa Caputo, doppiatrice di punta e ospite amatissima, che presenterà il suo nuovo progetto GdR in anteprima.

Ludicomix 2025: un evento per tutti

Che tu sia un fan di lunga data, un giovane esploratore nerd o semplicemente un curioso, Ludicomix è il tuo posto. L’atmosfera è quella di una grande festa inclusiva, dove ogni passione trova il suo spazio. Dai laboratori per bambini ai talk per professionisti, dai workshop agli stand di artisti indipendenti, ogni angolo di Empoli parlerà il linguaggio della fantasia.

Preparate mantelli, dadi e biglietti: Empoli vi aspetta dal 31 maggio al 2 giugno 2025 per celebrare insieme 20 anni di Ludicomix, un festival che non è solo un evento, ma un’emozione condivisa.

Buon compleanno Gianluca Del Carlo: il cuore pulsante degli eventi nerd italiani

Se c’è un nome che, tra le quinte del mondo nerd e pop italiano, risuona con la stessa intensità di un tema epico da anime anni ‘80, è quello di Gianluca Del Carlo. Lo dico con stima autentica, con l’affetto e la riconoscenza di chi, da fan e professionista, ha avuto il privilegio di vedere crescere l’immaginario collettivo delle fiere italiane anche grazie alla sua visione. Gianluca non è solo un organizzatore, non è soltanto un direttore artistico, è un artista della produzione, un vero architetto di emozioni, un alchimista che trasforma sogni nerd in realtà tangibili.

Nato e cresciuto a Lucca, la sua carriera è profondamente legata al cuore pulsante dell’entertainment italiano: Lucca Comics & Games. Ed è proprio lì, nel 2003, che Del Carlo pianta il suo vessillo creativo, prendendo in mano la direzione dell’area Music & Cosplay e trasformandola nel tempio della cultura pop che conosciamo oggi. Quel palco, che oggi ospita concerti attesissimi, cosplay show e spettacoli iconici, esiste perché Gianluca ha saputo vedere oltre, quando ancora nessuno osava immaginare che musica e fumetti potessero ballare insieme alla stessa festa.

Gianluca, PM di Lucca Comics and Games, Direttore di Produzione di LEG (Live Emotion Group) Direttore Artistico di Falcomics, è uno di quei professionisti che si sono laureati nella scuola della strada, sul campo, tra cavi, palchi, prove tecniche e infinite telefonate notturne per gestire ogni imprevisto. Eppure, ciò che lo distingue è l’umanità, il calore, la sensibilità con cui ascolta le persone e il pubblico, trasformando ogni progetto in qualcosa di autentico, unico, personale. “La creatività al servizio della concretezza”, è il suo mantra. E funziona. Perché ogni sua produzione è un atto d’amore, un’ode alla passione condivisa da migliaia di appassionati come noi.

Non è un caso che dietro le quinte di spettacoli memorabili come Semplicemente Cristina (che nel 2015 ha portato 15.000 persone a celebrare Cristina D’Avena) o l’installazione di Stranger Things per Netflix, ci sia proprio lui. E ancora: la direzione artistica del Primo Maggio a Capannori, il lavoro con PFM, Niccolò Fabi, Daniele Silvestri, Paul McCartney (!), e la regia istituzionale di eventi come Viva il 25 Aprile per RAI. Gianluca ha saputo spaziare tra generi e generazioni, senza mai perdere l’anima.

Chi ha vissuto il FalComics sa bene quanto la sua impronta sia riconoscibile. Un festival gratuito, sì, ma che brilla come una cometa per quantità e qualità di eventi: Cristina D’Avena in concerto, incontri con doppiatori leggendari, attività con le Cartoon Cover Band, e tanto, tanto altro. Tutto coordinato con un’attenzione maniacale per i dettagli, una logistica impeccabile e quella rara capacità di far sentire ogni ospite, ogni fan, parte integrante di qualcosa di grande.

Ma parliamo anche dell’aspetto umano, quello che spesso resta invisibile. Gianluca è un professionista che lavora fino a 20 ore al giorno nei momenti caldi, ma è anche il primo ad arrivare e l’ultimo ad andare via. Non per dovere, ma per passione. Perché, come dice lui stesso, “quando vedi lo sguardo di una persona che si emoziona sotto al palco, capisci che ogni fatica è valsa la pena”. E non lo fa per i riflettori – anzi, li rifugge – ma per amore di un pubblico che merita il meglio. Mentre altri si adagiano, lui continua a studiare, osservare, innovare. Ha un occhio attento per le nuove tendenze, ma sa anche quando è il momento di andare controcorrente. “Creare tendenze, non seguirle”, è un altro dei suoi mantra. Per questo è coinvolto nei progetti futuri di Lucca Comics & Games, pronto a spingersi oltre i confini della città, a includere nuove aree e nuovi linguaggi, mescolando musica, manga, gaming, doppiaggio, fantasy e tecnologia in una miscela che sa sempre stupire.

È bello sapere che esistono figure come lui nel nostro mondo. Che qualcuno abbia il coraggio e la visione per credere in un’idea anche quando sembra folle. Che ci sia ancora chi lavora non solo per i numeri, ma per l’esperienza umana che solo l’intrattenimento di qualità sa offrire. E allora, se oggi possiamo vivere fiere così ricche di contenuti, dove ogni generazione trova il suo spazio e ogni passione trova casa, dobbiamo anche dire grazie a Gianluca Del Carlo.

Caro Gianluca, buon Compleanno, oggi celebriamo un eroe che costruisce sogni. E tu, con instancabile dedizione, da annie più, sei uno dei nostri migliori sognatori… e il mio maestro.

E ora tocca a voi! Avete mai vissuto un evento diretto da Gianluca? Siete stati al Lucca Comics o al FalComics? Qual è il vostro ricordo più bello legato a uno dei suoi spettacoli? Raccontatecelo nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social: rendiamo omaggio insieme a un protagonista silenzioso del nostro immaginario geek!

Savix-Comics & Bricks 2025: Il Festival Nerd di Savigliano con Ospiti Speciali e Novità Esclusive

Il Savix-Comics & Bricks 2025 è pronto a tornare con una terza edizione che promette di far vibrare l’anima di tutti gli appassionati di fumetti, anime, videogiochi, cosplay e LEGO. Questo evento unico, che ha già conquistato il cuore di migliaia di fan nelle edizioni precedenti, trasformerà Savigliano in un epicentro del divertimento nerd, il 10 e 11 maggio, con una serie di appuntamenti imperdibili che inizieranno già il 9 maggio.

La kermesse sarà inaugurata venerdì sera al Teatro Milanollo con uno spettacolo molto speciale: Mauro Repetto, ex membro degli 883, porterà sul palco il suo show “Alla ricerca dell’Uomo Ragno”. Un viaggio nostalgico che unirà musica e racconti della sua carriera, un evento che, tra l’altro, ha già registrato il sold-out. Chi meglio di lui per aprire le danze di un festival che mescola il meglio del passato e del presente della cultura pop?

Il sabato pomeriggio vedrà uno degli ospiti più amati dal pubblico: Danilo Bertazzi, l’indimenticato “Tonio Cartonio” della Melevisione. Con il suo sorriso e il carisma che lo hanno reso un’icona della televisione per bambini, Bertazzi regalerà ai fan momenti di puro divertimento e nostalgia, rivelando aneddoti e curiosità sulla sua carriera e sul mondo di Melevisione.

E come ogni grande evento che si rispetti, il Savix 2025 si chiuderà con un finale esplosivo domenica 11 maggio. Cristina D’Avena, insieme ai Gem Boy, farà cantare e ballare il pubblico con le sigle più iconiche che hanno segnato l’infanzia di intere generazioni. Un concerto che promette di essere un tuffo nel passato, con un’energia che non smette mai di emozionare.

Ma Savix non è solo una serie di ospiti illustri e concerti indimenticabili. Quest’edizione si arricchisce di numerose novità, a cominciare dalle aree tematiche che quest’anno sono ancora più vaste e coinvolgenti. Il Main Stage, che accoglierà il pubblico sotto i cieli di piazza Cavour, sarà il cuore pulsante del festival. L’Ala polifunzionale di piazza del Popolo ospiterà invece l’Area Japan, un angolo dedicato a tutto ciò che riguarda la cultura nipponica, dove sarà possibile immergersi in un’atmosfera che va dal manga al cibo tradizionale. Per chi cerca esperienze più interattive, l’Area Media Stage in piazza Turletti ospiterà talk, workshop e meet & greet con ospiti speciali del settore, un’opportunità imperdibile per approfondire temi legati al mondo dei fumetti, dei videogiochi e del cinema.

L’Area Bricks, uno degli spazi più amati, si espande quest’anno, trovando casa nei suggestivi palazzi Muratori-Cravetta e Taffini. Qui, gli appassionati di LEGO potranno ammirare opere spettacolari che combinano arte, storia e creatività. Per gli amanti delle atmosfere più fantasy e medievali, l’Area Fantasy nel Parco Graneris sarà il luogo ideale dove vivere battaglie, spettacoli e attività a tema storico.

Per tutti gli appassionati di giochi da tavolo e videogiochi, l’Area Games sarà il regno delle sfide, con una selezione di giochi in scatola, di carte e retrogames, e l’Area Expo in Piazza Santarosa che ospiterà espositori e stand tematici, per soddisfare le curiosità più nerd. E una novità assoluta per Savix 2025 sarà l’Artist Alley, in collaborazione con le associazioni Papersera e Linea Cinetica, che offrirà agli appassionati del fumetto e dell’illustrazione la possibilità di incontrare artisti di fama internazionale, scoprire nuove opere e, perché no, portarsi a casa un pezzo di arte originale.

Un altro punto forte della manifestazione sarà la gara cosplay, che ogni anno regala momenti di pura magia grazie a costumi spettacolari e performance straordinarie. Quest’anno, in collaborazione con Cosplay e Contest, la sfilata dei cosplayer avrà una visibilità ancora maggiore, portando il centro storico di Savigliano a essere il palcoscenico perfetto per un’esibizione che farà sognare tutti.

Il tema di quest’edizione, come mostrato nell’illustrazione ufficiale del festival, celebra la forza e il carisma dei personaggi femminili nel mondo del fumetto e dei cartoni animati. Un tributo visivo che non solo omaggia i personaggi iconici, ma che sottolinea anche lo spirito inclusivo che Savix ha sempre voluto promuovere.

Savix Comics & Bricks 2025 è un’occasione unica per vivere in prima persona l’emozione di una città che si trasforma, per due giorni, in un mondo parallelo dove ogni angolo racconta una storia di passione, creatività e nostalgia. Un appuntamento che, dopo il successo delle prime due edizioni, si conferma come uno degli eventi più attesi per tutti gli appassionati della cultura pop e nerd in Italia. Savigliano vi aspetta dal 9 all’11 maggio 2025 per un viaggio che promette di essere, ancora una volta, indimenticabile.

Tutti i dettagli, gli ospiti e il programma completo sono disponibili su www.savixcomicsandbricks.it. Non mancate!

Torino Comics 2025 chiude l’edizione più grande di sempre: 70.000 appassionati nel weekend a Lingotto Fiere

Si è chiusa oggi la XXIX edizione di Torino Comics, organizzata da GL events Italia in joint venture con Just for Fun, che per tre giorni ha trasformato Lingotto Fiere in un mondo creativo aperto ad appassionati di fumetti, manga, cosplay, giochi, videogiochi e doppiaggio. Sono stati 70.000 i visitatori per il Torino Comics più grande di sempre: oltre 50 mila metri quadri di superficie espositiva, una programmazione ricchissima e tanti spazi dedicati a musica, sport, cosplay, arte e cultura pop.

«Questa edizione ha confermato il grande potenziale di Torino Comics, in termini di numeri e di contenuti – commenta Gábor Ganczer, amministratore delegato di GL events Italia. – La manifestazione è cresciuta ancora, diventando sempre più punto di riferimento per chi ama la cultura pop in tutte le sue forme. Siamo orgogliosi di aver costruito un evento capace di parlare a generazioni diverse, valorizzando la partecipazione, l’inclusione e la creatività».

Torino Comics ha ospitato oltre 70 autori italiani e internazionali, tra cui Giorgio Cavazzano, Silvia Ziche, Marco Gervasio e Luca Enoch, solo per fare qualche nome. Questa edizione ha visto il ritorno di Panini Comics con le pubblicazioni Disney, che sabato ha presentato la variant di Topolino con la copertina speciale dedicata alla città di Torino, a firma di Paolo Mottura.

Onda sonora: premiati i migliori doppiatori dei videogiochi

Il main stage ha ospitato la seconda edizione di Onda sonora, il premio di doppiaggio dedicato al mondo dei videogiochi, promosso in collaborazione con Voci Animate e Videogiochitalia.it.

I premi sono andati a: Alessandro Maria D’Errico, miglior doppiaggio maschile; Stefania Rusconi, miglior doppiaggio femminile; Carlo Alberto Cravino, miglior direzione del doppiaggio; Marco Balzarotti, premio speciale Torino Comics.


Gli eventi sold out

Tutto esaurito per lo spettacolo Vegeta è morto (e l’ho ucciso io), che ha visto protagonista Gianluca Iacono, storica voce italiana del celebre personaggio di Dragon Ball, e per il concerto di Giorgio Vanni, con migliaia di fan in delirio che hanno cantato le canzoni dei cartoni animati anni ’90 e 2000. Lunghe code di fan per salutare i creator più amati dai giovani e dai giovanissimi, come Lollo Lacustre, Poldo e XMurry. Tra gli incontri più affollati in sala The Hive, la presentazione di Terravento, la nuova saga fantasy di Topolino; il dibattito sulla rappresentazione del mondo LGBTQIA+ nel mondo dei videogiochi e dei fumetti con il Coordinamento Torino Pride e la Scuola Internazionale di Comics, l’intervento dell’attivista e illustratrice marocchina Zainab Fasiki sul potere dell’arte come strumento di cambiamento sociale e l’incontro a cura di Tunuè su come il fumetto racconta l’attualità, il fenomeno dell’immigrazione e delle seconde/nuove generazioni, in occasione della presentazione di C’era una volta l’est di Boban Pesov.

Competizioni cosplay: i vincitori volano a Madrid e Tolosa

Il pubblico ha assistito con entusiasmo alle due competizioni cosplay internazionali, con oltre 300 partecipanti in gara: nella tappa italiana dell’International Cosplay League Diego Capuozzo con il personaggio di Dragonzord dei Power Rangers ha trionfato nella categoria singoli, mentre Letizia Furlini e Walter Rocca, con i personaggi Yuna e Tidus Auron da Final Fantasy X sono saliti sul gradino più alto del podio per la categoria coppie. I vincitori voleranno a settembre a Madrid per la finale, in occasione del Japan Weekend. Domenica si è svolta invece la selezione italiana dell’Europa Cosplay Cup, le cui finali si svolgeranno a novembre a Tolosa, in Francia, in occasione dell’evento Toulouse Game Show. Grande partecipazione anche per la prima edizione della K-Pop League Italia: i vincitori della tappa torinese gareggeranno alla finale nazionale in programma a Milano in occasione della Games week.

 

Sport, videogames e attività per i più piccoli

Tra le novità del 2025, l’area sport all’esterno del Padiglione 3 ha proposto attività gratuite, tornei ed esibizioni che hanno coinvolto visitatrici e visitatori di ogni età.

La Città dell’Agenda della Disabilità – in collaborazione con CPD e Fondazione CRT – ha proposto esperienze immersive, giochi e attività per sensibilizzare sul tema dell’accessibilità.

Inclusione e benessere le parole chiave anche dell’area kids, con attività di truccabimbi e laboratori creativi per bambini, in collaborazione con Carioca, e della formazione per addetti ai lavori dal titolo Creare per crescere, per esplorare il valore del segno grafico e del colore in età evolutiva, organizzato in collaborazione con APPIA – Associazione di Psicoterapia Psicoanalitica dell’Infanzia e dell’Adolescenza e Linea d’acqua APS.

Sempre più spazio per l’area videogames, realizzata in collaborazione con Lega Esport, con oltre 100 postazioni per il freeplay, tornei, simulazioni e un’area indie dedicata all’innovazione e alla creatività nel mondo videoludico, dove le case editrici indipendenti e i game developer emergenti hanno presentato i loro progetti originali e inediti.