Roma vista dall’alto ha sempre qualcosa di cinematografico. Tetti color terracotta, cupole che spuntano come boss fight finali, tramonti che sembrano usciti da un anime slice of life. E adesso immaginate di vivere quella scena con un nigiri tra le dita, il profumo del riso appena condito e un calice di sakè che riflette le luci della città.
Hiromi La Terrazza non è solo una nuova apertura nel rione Monti. È una dichiarazione d’amore alla cultura giapponese, sospesa sopra uno dei quartieri più iconici di Roma, sul rooftop del 77 Hotel. E se frequentate CorriereNerd da un po’, sapete che ogni volta che parliamo di Giappone non stiamo raccontando solo cucina, ma un universo fatto di rituali, estetica, rispetto e dettagli che parlano a chi ama anime, manga, cosplay e tutto ciò che profuma di Sol Levante.
Un rooftop che sembra un set tra Kyoto e Monti
Salire in terrazza è un po’ come entrare in una dimensione parallela. Sotto restano i sampietrini, le voci dei turisti, il traffico romano. Sopra si apre un ambiente che gioca con il design contemporaneo e richiami tradizionali, senza scadere nell’effetto cartolina.
Settanta coperti distribuiti tra sala principale, bancone sushi a vista e zona tatami. E qui mi fermo un attimo. Tatami. A Roma. Su un rooftop. Se siete cresciuti guardando le scene domestiche di qualsiasi anime ambientato a Kyoto o Osaka, sapete cosa significa sedersi a terra, togliersi le scarpe, cambiare ritmo. Non è solo postura. È mindset.
Bonsai che spezzano la linearità dello spazio, carta da parati floreale che sembra uscita da un artbook illustrato, grandi vetrate che incorniciano i tetti di Monti e la Basilica di Santa Maria Maggiore come se fossero un fondale dipinto. Fuori, un tavolo completamente open air promette serate più intime durante la bella stagione, quasi da episodio speciale estivo.
All’ingresso, un bancone dedicato al sakè accoglie gli ospiti come un portale. Dietro le quinte della sala, la supervisione è affidata a Fiammetta Oliverio, che orchestra il servizio con quell’eleganza silenziosa che fa la differenza tra un ristorante qualsiasi e un’esperienza che ti resta addosso.
Sushi, wagyu e sakè: un party di sapori degno di un food anime
Parliamo di cose serie. Sushi a Roma se ne trova ovunque. Ma qui il focus non è l’effetto “all you can eat”, bensì una proposta che cambia ogni giorno, seguendo stagionalità e materia prima. Carpacci che sembrano dipinti minimalisti, gyoza che profumano di comfort food, sashimi tagliato con precisione chirurgica, tartare, nigiri, uramaki, temaki.
E poi lui. Il roll di wagyu. Se siete fan dei cooking show giapponesi o avete passato notti a guardare video di street food di Kobe, sapete che il wagyu non è solo carne. È culto. È marmorizzazione perfetta. È scioglievolezza che ti fa chiudere gli occhi per qualche secondo.
La carta dei vini conta una quarantina di etichette, con una predilezione per bianchi e bollicine che dialogano bene con il pesce crudo. Ma la vera chicca è la selezione di sakè, curata dal sakè sommelier Roger Acosta. Tre categorie, pensate per armonizzarsi con i piatti: Umami, Aroma, Harmony. Nomi che sembrano skill tree di un RPG gastronomico, ma che in realtà raccontano percorsi sensoriali diversi.
E se siete curiosi di sperimentare, i cocktail a base di sakè e distillati giapponesi aggiungono quel twist contemporaneo che rende la serata ancora più interessante. Un po’ tradizione, un po’ mixology da metropoli globale.
La cerimonia del tè su tatami: cultura, non solo cucina
Hiromi La Terrazza non si limita all’aperitivo e alla cena. Nel pomeriggio entra in scena la cerimonia del tè, servita su tatami e indossando il kimono. Qui non si parla di semplice degustazione, ma di ritualità. Movimenti misurati, silenzi pieni di significato, attenzione maniacale ai dettagli.
Chi ama il Giappone attraverso gli anime storici o le serie ambientate in epoca Edo sa quanto il tè sia un gesto culturale prima ancora che gastronomico. Portare questa esperienza a Roma, in un rooftop affacciato su Monti, significa creare un ponte tra mondi. Non folklore. Dialogo.
Hiromi: da pasticceria cult a percorso completo
Per capire davvero La Terrazza bisogna fare un passo indietro. Hiromi nasce nel 2018 con Hiromi Cake, prima pasticceria giapponese della Capitale. Un luogo che per molti nerd romani è diventato tappa fissa tra un evento cosplay e una maratona anime. Mochi, dorayaki, cheesecake giapponesi che hanno conquistato non solo Roma, ma anche Milano e Firenze.
Poi arriva Hiromi La Maison, inaugurata nel settembre 2023 come casa madre del progetto. Non solo ristorante, ma laboratorio di ricerca, spazio culturale, punto di incontro per chi vuole approfondire la cucina del Kansai e il mondo del sakè. Corsi, degustazioni, incontri. Una vera esperienza a 360 gradi.
Con La Terrazza, il progetto si completa. Alta pasticceria, cucina contemporanea, cultura giapponese e adesso anche rooftop experience con vista su Roma. Un percorso coerente, riconoscibile, unico nel panorama italiano.
Mangiare sushi guardando Santa Maria Maggiore: perché funziona così tanto
Forse la vera magia sta nel contrasto. Da una parte la stratificazione millenaria di Roma, dall’altra l’estetica essenziale giapponese. Due culture fortissime che si osservano senza sovrastarsi.
Chi vive di immaginari ibridi lo capisce al volo. Lo stesso fascino che proviamo davanti a un anime cyberpunk ambientato in una Tokyo futuristica con richiami tradizionali, qui si materializza in un’esperienza reale. Riso e cupole. Sakè e campanili. Tatami e skyline romano.
Hiromi La Terrazza parla a chi ama il Giappone non come moda, ma come universo culturale. A chi si emoziona davanti a una cerimonia del tè, ma anche a chi vuole semplicemente godersi un tramonto con un buon sushi a Roma.
E adesso tocca a voi. Avete già provato Hiromi Cake o La Maison? Vi incuriosisce l’idea di una cena su tatami con vista sui tetti di Monti? Raccontatemelo nei commenti, perché certe esperienze vanno condivise come si fa dopo l’episodio finale di una serie che ci ha fatto perdere il sonno.
Roma dall’alto ha trovato un nuovo modo di parlare giapponese. E la conversazione, fidatevi, è appena iniziata.
