Star Wars: Zero Company – Il sogno tattico che il fandom aspettava da una vita (e forse non lo sapeva ancora)

Lo ammetto senza alcuna dignità professionale, con quella sincerità che solo chi ha passato troppe notti a ragionare su turni e percentuali di colpo può permettersi: basta accostare le parole Star Wars e strategico a turni e dentro di me succede qualcosa di fisico, quasi primordiale, come se una parte del cervello si attivasse ricordandomi che la galassia lontana lontana non è fatta solo di duelli coreografici e esplosioni spettacolari, ma anche di decisioni, sacrifici, errori irreversibili e pianificazioni che ti restano addosso per giorni.

Ed è esattamente lì che Star Wars: Zero Company decide di colpire, senza chiedere il permesso e senza giocare sul sicuro, portandoci dentro un territorio che per anni è rimasto una specie di sogno collettivo sussurrato nei forum e nelle chat tra fan: un’esperienza alla XCOM immersa fino al collo nella mitologia creata da George Lucas.

La cosa che continua a girarmi in testa, più del trailer, più delle prime immagini, più persino dell’idea di comandare una squadra completamente personalizzabile, è il coraggio di questo progetto. In un’industria che spesso preferisce ripetere formule vincenti piuttosto che rischiare, vedere Respawn Entertainment, Lucasfilm Games e una realtà emergente come Bit Reactor credere davvero in un titolo tattico ambientato durante le Guerre dei Cloni ha qualcosa di quasi romantico, nel senso più nerd del termine, quello che ti fa pensare che sì, ogni tanto anche i giganti si ricordano cosa significa sognare.

Greg Foertsch lo ha detto chiaramente parlando del progetto: oggi il rischio è diventato una valuta rara, e proprio per questo il fatto che qualcuno abbia deciso di investire su qualcosa di diverso pesa molto più di qualsiasi slogan di marketing. Parole che suonano quasi come una dichiarazione d’intenti, ma anche come una promessa implicita fatta a chi, come noi, cerca esperienze che non siano solo spettacolari ma anche coinvolgenti sul piano mentale.

Star Wars Celebration LIVE! 2025 - DAY 2

La sensazione, guardando tutto quello che è stato mostrato finora, è che Zero Company non voglia semplicemente raccontare una storia dentro Star Wars, ma cambiare il modo in cui la viviamo. Non più spettatori o eroi predestinati, ma comandanti. Il protagonista, il comandante Hawks, non è un volto imposto ma una tela bianca, e questa scelta cambia completamente la percezione del viaggio: non stai interpretando qualcuno, stai costruendo qualcuno, con tutto il peso delle decisioni che ne deriva.

E poi c’è la squadra, che per chi ama questo genere rappresenta sempre il vero cuore emotivo dell’esperienza, anche se non dovrei usare quella parola… diciamo il punto di rottura, il momento in cui il gioco smette di essere numeri e diventa memoria. La possibilità di creare un team fatto di specie diverse, caratteri incompatibili, abilità complementari o totalmente sbilanciate apre a una narrazione emergente che ha il sapore delle campagne da tavolo, quelle in cui ogni missione diventa una storia a sé, ogni perdita pesa, ogni successo lascia una cicatrice.

L’hub centrale, The Den, sembra voler essere più di un semplice menu evoluto: un luogo vivo, un rifugio sospeso tra le stelle dove le relazioni si costruiscono, si incrinano, si trasformano. Ed è qui che si percepisce l’ambizione più grande del progetto, quella di fondere strategia e storytelling in modo organico, senza trattare la narrativa come un contorno ma come una conseguenza diretta delle nostre azioni.

Ambientare tutto tra Episodio II e Episodio III non è una scelta casuale, perché le Guerre dei Cloni rappresentano forse il periodo più stratificato e moralmente ambiguo dell’intero universo di Star Wars, un momento in cui le linee tra bene e male iniziano a sfumare e ogni decisione sembra avere un costo nascosto. Muoversi tra pianeti già visti in serie come The Bad Batch o Obi-Wan Kenobi aggiunge un livello di familiarità che per i fan è puro piacere, ma senza mai dare l’impressione di essere un semplice esercizio di nostalgia.

Tecnicamente parlando, l’utilizzo di Unreal Engine 5 è evidente in ogni dettaglio mostrato: luci, superfici, animazioni, tutto contribuisce a creare un’estetica cinematografica che rende ogni missione qualcosa di più di uno schema tattico, quasi una scena rubata a un film mai girato. Immaginare un’operazione sotto la pioggia, con riflessi metallici e tensione crescente turno dopo turno, è già sufficiente a farmi venire voglia di perdermi per ore nella mappa galattica.

E poi, diciamolo, la presenza di archetipi come il Mandaloriano, il droide da combattimento o mercenari dalle abilità improbabili aggiunge quel mix perfetto tra strategia e fantasia che rende Star Wars così irresistibile. Non è solo una questione di gameplay, ma di immaginario, di possibilità, di quella libertà creativa che ti fa chiedere “e se provassi una squadra completamente fuori dagli schemi?”.

Quello che più mi colpisce, però, è il ritmo che questo gioco promette di imporre. Dopo anni dominati da esperienze frenetiche, Zero Company sembra voler rallentare tutto, costringendoci a pensare, a valutare, a prendere decisioni che non possono essere annullate con un quick save. È un ritorno alla responsabilità del giocatore, alla tensione vera, quella che non nasce dalla velocità ma dal peso delle scelte.

In un certo senso, è anche un ritorno a quella profondità che molti di noi avevano trovato in Star Wars: Knights of the Old Republic, dove ogni dialogo, ogni azione, ogni deviazione aveva conseguenze tangibili. Qui quella filosofia sembra evolversi, contaminandosi con la strategia pura e creando qualcosa che, se mantenesse tutte le promesse, potrebbe davvero ridefinire il modo in cui pensiamo i giochi ambientati nella galassia di Star Wars.

L’uscita su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S entro la fine dell’anno rende l’attesa ancora più concreta, quasi palpabile, e il pensiero che possa arrivare anche su una futura console Nintendo aggiunge quel pizzico di speranza in più che non guasta mai.

Resto con una sensazione addosso difficile da ignorare, una di quelle che arrivano raramente, quando capisci che non stai semplicemente aspettando un gioco, ma un’esperienza capace di restare. Forse è presto per dirlo, forse è solo hype, forse è quella parte di me che non ha mai smesso di credere che Star Wars possa ancora sorprendere davvero…

E quindi lo chiedo a voi, senza filtri, come in una chiacchierata tra appassionati: la vostra Zero Company come sarebbe? Squadra disciplinata o caos totale? Strategia chirurgica o improvvisazione pura?

Perché qualcosa mi dice che, stavolta, la Forza non basterà. Servirà la mente.

Star Wars: Visions Volume 3 – Il ritorno dell’anime che riscrive la Forza

Il 29 ottobre 2025 segna una di quelle date che finiscono dritte nella memoria collettiva del fandom. Star Wars: Visions Volume 3 è finalmente disponibile su Disney+, e no, non stiamo parlando di un semplice “contenuto extra” per riempire il catalogo. Qui siamo davanti a un laboratorio creativo che ha deciso, ancora una volta, di prendere la galassia lontana lontana e farla esplodere in nove interpretazioni anime radicali, poetiche, furiose, intime.

L’idea alla base di Visions resta una delle più affascinanti mai partorite in ambito Star Wars: concedere libertà totale agli studi di animazione, ignorare i vincoli del canone ufficiale e lasciare che la Forza venga reinterpretata attraverso sensibilità culturali differenti. Dopo il debutto del 2021, interamente giapponese, e l’apertura internazionale del secondo volume nel 2023, questa terza incarnazione torna in Giappone con un’energia quasi rituale. È un ritorno alle origini che suona come una dichiarazione d’intenti: l’anime non è un semplice filtro stilistico, è una lingua naturale per raccontare Jedi e Sith.

Nove studi, nove visioni, un’unica galassia

I nomi coinvolti fanno tremare i polsi anche al fan più navigato. David Production, Production I.G., TRIGGER, Kinema Citrus, Kamikaze Douga, ANIMA, WIT Studio, Polygon Pictures e Project Studio Q. Dietro questi loghi si nascondono opere che hanno segnato un’epoca dell’animazione, e vederli confrontarsi con spade laser e codici Jedi è un sogno nerd che si materializza episodio dopo episodio.

Ogni corto è un microcosmo autosufficiente. Si passa da duelli stilizzati che sembrano usciti da una pellicola di samurai trasportata nello spazio a racconti più intimisti, quasi slice of life interstellari, dove la Forza diventa metafora di crescita personale. Il filo conduttore esiste, ma è più emotivo che narrativo: la lotta tra luce e oscurità non è mai un semplice scontro cromatico. Diventa conflitto interiore, scelta morale, identità.

Star Wars: Visions Volume 3 | Official Trailer | October 29 on Disney+

Il Ronin ritorna: onore e ombre

Tra i titoli più attesi spicca The Duel: Payback, firmato da Kamikaze Douga e ANIMA, che riporta in scena il Ronin già diventato iconico nel primo volume. L’estetica resta affilata, quasi calligrafica. Le inquadrature sono secche, i silenzi carichi di tensione. Il richiamo al cinema di Akira Kurosawa è evidente, ma non si tratta di citazionismo sterile. È un dialogo culturale che affonda le radici nella stessa ispirazione che, a suo tempo, influenzò George Lucas nella creazione della saga originale.

Il Ronin è una figura tragica, sospesa tra codice d’onore e dannazione. Ogni colpo di spada laser sembra un giudizio. Ogni scontro è una resa dei conti con il proprio passato. Questo episodio incarna perfettamente l’anima più arcaica di Star Wars, quella fatta di guerrieri solitari e sentieri di redenzione.

The Ninth Jedi: il destino di Lah Kara continua

Uno dei ritorni più emozionanti riguarda Lah Kara. Dopo l’episodio della prima stagione, The Ninth Jedi aveva lasciato una traccia potentissima, soprattutto grazie all’idea delle spade laser che cambiano colore in base all’animo di chi le impugna. Con The Ninth Jedi: Child of Hope, quel concetto viene ampliato, approfondito, caricato di tensione.

Ritrovare Lah Kara significa assistere alla crescita di una protagonista che non combatte solo contro un nemico esterno, ma contro il peso dell’eredità e la paura di non essere all’altezza. La sua storia funge anche da ponte verso la serie spin-off annunciata, Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi prevista per il 2026. Un segnale chiaro: alcune visioni nate fuori dal canone stanno diventando troppo forti per restare isolate.

Da fan, questo passaggio mi emoziona. Dimostra che la libertà creativa non è un gioco sterile, ma un terreno fertile capace di generare nuovi rami narrativi.

BLACK: la vertigine psichedelica

Se un episodio ha già diviso il pubblico, quello è BLACK. Dietro questa esperienza visiva c’è Shinya Ohira, animatore di culto che ha lavorato a opere come Akira e La città incantata, oltre a sequenze iconiche di Kill Bill: Volume 1. Il corto racconta gli ultimi istanti di uno stormtrooper prima dell’esplosione della Morte Nera, ma lo fa come un incubo animato, frammentato, quasi lisergico.

Non esistono spiegazioni rassicuranti. Solo immagini che si dissolvono, armature che si spezzano, musica che avvolge e destabilizza. BLACK non cerca consenso. Cerca domande. E in un franchise spesso accusato di giocare sul sicuro, questo tipo di rischio creativo è ossigeno puro.

Un linguaggio che si espande

Volume 3 conferma una verità che molti di noi hanno sempre percepito: Star Wars non è solo una saga, è un linguaggio. Può essere western, tragedia, fantasy avventuroso, dramma psicologico. Può essere animazione bidimensionale dal tratto grezzo o CGI sofisticata. Può essere minimalista o ipercinetico.

La scelta di tornare a una produzione interamente giapponese non è nostalgica, è strategica. Significa riconoscere che l’anime ha una capacità unica di fondere mito, introspezione e spettacolarità. Significa accettare che la Forza può essere raccontata con sensibilità diverse senza perdere la propria identità.

Personalmente ho percepito questa stagione come più coesa rispetto alla precedente. Meno frammentata, più consapevole di sé. Non tutti i corti raggiungono la stessa intensità, ma l’insieme costruisce un mosaico potente, che amplia ulteriormente l’orizzonte di ciò che Star Wars può diventare.

Il 29 ottobre 2025 non è soltanto una data di uscita su Disney+. È un promemoria. La galassia lontana lontana è grande abbastanza da contenere mille interpretazioni. E finché le verrà concessa libertà, continuerà a reinventarsi.

Adesso passo la parola a voi. Quale dei nove corti vi ha colpito di più? Siete rimasti ipnotizzati da BLACK o avete esultato per il ritorno di Lah Kara? Parliamone nei commenti e continuiamo a esplorare insieme ogni angolo di questa galassia che, dopo quasi cinquant’anni, riesce ancora a sorprenderci.

Una giornata da Jedi (e da famiglia): Bassano del Grappa si prepara a un Festival… stellare!

Bassano del Grappa si prepara a un evento che promette di unire la forza della famiglia con quella della… Forza stessa. Domenica 5 ottobre 2025, dalle 10 alle 17.30, il Parco Ragazzi del ’99 si trasformerà in un crocevia di mondi, emozioni e personaggi: da un lato gli eroi in camice bianco della Pediatria dell’Ospedale di Bassano, dall’altro i leggendari legionari della galassia di Star Wars, pronti a schierarsi per una buona causa. 501st Italica Garrison, The Dark Empire – Darkghast Spire e Rebel Legion Italian Base risponderanno alla chiamata dell’Assessorato alla Famiglia per animare il Festival delle Famiglie 2025, un appuntamento che vuole ricordarci che non serve viaggiare fino a Tatooine per vivere l’avventura più bella: quella che nasce dalla solidarietà, dal gioco e dal desiderio di stare insieme.


Famiglia, Forza e Fantasia: il cuore del Festival

Il Festival delle Famiglie non è una semplice festa di piazza, ma un viaggio nel valore delle relazioni umane. Come ha spiegato l’assessora Francesca Busa, si tratta di “un evento unico pensato per accogliere e valorizzare tutte le famiglie, un momento di incontro, riflessione e festa in cui grandi e piccoli potranno condividere esperienze, attività e momenti di crescita”.
La manifestazione celebra l’amore, il rispetto, la solidarietà e l’inclusione come veri poteri “Jedi” della nostra società: la capacità di unirsi, comprendersi e sostenersi, anche nelle piccole azioni quotidiane.

Quest’anno il festival allargherà i propri confini ospitando realtà provenienti da tutto l’ambito VEN 03 Bassano-Asiago, con un programma che sembra uscito direttamente da un holo-libro galattico: laboratori creativi per bambini, incontri per genitori e nonni, spazi di confronto, momenti musicali e attività all’aria aperta.


Quando la galassia incontra la pediatria

Presso lo stand del Reparto di Pediatria dell’Ospedale di Bassano, i visitatori potranno scoprire i servizi dedicati ai più piccoli e al “Percorso Nascita”, ricevere materiali informativi sulle problematiche pediatriche più comuni e – soprattutto – assistere a dimostrazioni pratiche di manovre di disostruzione delle vie aeree su manichini neonato e bambino.
Un’iniziativa che unisce divulgazione scientifica e impegno sociale, dimostrando che la prevenzione può essere insegnata anche con un sorriso… o una spada laser in mano.

E naturalmente, tra una manovra e un selfie, ci sarà spazio per tante foto insieme ai personaggi della 501st e della Rebel Legion, che da anni portano in tutta Italia la loro passione per Star Wars trasformandola in una vera e propria missione di beneficenza e sensibilizzazione.


Un network di eroi (reali e immaginari)

Il Festival delle Famiglie nasce come parte del progetto “Alleanze per le Famiglie” dell’ATS VEN 03 Bassano–Asiago, che coinvolge 23 comuni del territorio. L’obiettivo è quello di creare reti solidali e inclusive, capaci di sostenere la crescita e il benessere di ogni persona, indipendentemente dall’età o dalla condizione sociale.

Alla realizzazione dell’evento contribuiscono una galassia di associazioni e realtà locali: Consultori familiari, Pediatria ULSS 7 Pedemontana, Croce Rossa Italiana, SpazioMamma APS, Associazione Fenice Ludica, LaAV Letture ad Alta Voce, Associazione Nazionale Famiglie Numerose, e molte altre.
Il risultato è un mosaico di competenze e passioni che trasforma Bassano del Grappa in un piccolo universo di creatività, empatia e condivisione.


Da Naboo a Bassano: la Forza è nella comunità

Tra laboratori di falegnameria e pittura, bolle di sapone giganti, letture animate e giochi intergenerazionali come il Gioco della Pissotta, il Festival promette di essere un’occasione per riscoprire la bellezza dello stare insieme. E se a tutto questo aggiungiamo la possibilità di incontrare stormtrooper, jedi e ribelli in carne e ossa, l’esperienza si trasforma in una vera festa della fantasia. Come in ogni buona storia di Star Wars, anche qui il messaggio finale è chiaro: la Forza scorre in ciascuno di noi, ma diventa davvero potente solo quando la condividiamo. Per il programma completo e l’iscrizione ai laboratori:  lafamigliaalcentro.it/festival

Ferragosto tra le stelle: quando John Williams fa vibrare le emozioni a Prato Nevoso

Prato Nevoso, Alpi Marittime – Poche ore fa, a quasi 2.000 metri di quota, il silenzio maestoso dell’Alpet Balma è stato squarciato non dal rombo di astronavi o dallo scoppio di blaster… ma dall’impatto travolgente delle note di John Williams. Un Ferragosto 2025 che resterà inciso nella memoria di chi c’era – e di chi l’ha seguito in diretta su Rai 3 – come il giorno in cui la musica sinfonica ha incontrato la galassia lontana lontana.

Sotto un cielo così limpido da sembrare dipinto in CGI, 15.000 spettatori hanno trasformato il prato del Mondolè in un gigantesco anfiteatro naturale. Sul palco, l’Orchestra Bartolomeo Bruni di Cuneo, diretta dal maestro Andrea Oddone, ha intrecciato i fili sonori di saghe che sono leggenda: da “Star Wars” a “Superman”, da “Indiana Jones” a “Harry Potter”, fino alla struggente poesia di “Schindler’s List”. Ogni brano era un portale: “Main Title” e “The Imperial March” ci hanno catapultati nel cuore dell’Impero, “Yoda’s Theme” ha riportato la saggezza di Dagobah tra i pini delle Alpi, mentre il trionfale “Throne Room and Finale” ha chiuso come un fuoco d’artificio sinfonico.Non sono mancate le “easter egg” per veri cultori di Williams: l’epicità di “Jurassic Park”, la grazia malinconica di “Princess Leia’s Theme” e la frenetica marcia del film 1941. Una scaletta che non era solo musica, ma pura archeologia emotiva, capace di risvegliare ricordi sopiti e far vibrare ogni cuore nerd presente.

E come in ogni raduno che si rispetti, lo spettacolo non era solo sul palco: tra il pubblico, 22 cosplayer divisi perfettamente tra Lato Chiaro e Lato Oscuro – 11 Ribelli e 11 Imperiali – hanno dato vita a un set a cielo aperto. Jedi, Sith, Stormtrooper, Mandaloriani e persino un Darth Vader dalla presenza magnetica hanno camminato fianco a fianco con famiglie, escursionisti e appassionati, dimostrando che la passione per Star Wars non conosce età né confini geografici.

Come da tradizione, l’evento – giunto alla sua 45ª edizione – è stato trasmesso in diretta su Rai 3 e, in differita, su Rai Italia, raggiungendo 174 Paesi. Quest’anno, a pochi mesi dalle Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, il concerto ha avuto anche un momento simbolico: Stefania Belmondo, leggenda dello sci e ultima tedofora di Torino 2006, ha passato idealmente il testimone alle montagne che accoglieranno i Giochi.

Per chi ha assistito dal vivo, il viaggio verso l’Alpet Balma è stato esso stesso parte della magia: telecabina panoramica o sentieri immersi nel verde, con l’attesa di un pomeriggio in cui la musica non era solo intrattenimento, ma rito collettivo.Oggi, le Alpi hanno risuonato come la Sala del Trono di Yavin. E tra una foto con un Trooper e un brivido sulla “Imperial March”, si è capita una cosa: quando la passione per il cinema e la musica si fondono, il risultato è un’esperienza che non si dimentica.

Come direbbe Yoda, “Molto da ascoltare, ancora hai”. E dopo il Ferragosto 2025, la Forza musicale scorre più potente che mai tra le montagne di Cuneo.

Happy 501st Legion Day: celebriamo Vader’s Fist, il manipolo militare più iconico dell’universo Star Wars

C’è una data che ogni fan di Star Wars dovrebbe cerchiare in rosso nel proprio calendario: il 1° maggio, scritto nella forma anglosassone 5-01, è il giorno dedicato alla leggendaria 501st Legion. Non una semplice ricorrenza per appassionati in costume, ma una vera e propria celebrazione del club di costuming imperiale più grande del pianeta. Sì, perché la 501st è molto più di un gruppo di cosplayer: è un simbolo, un movimento globale, un pezzo vivo e pulsante della mitologia di Star Wars. E oggi, il mondo nerd si inchina con rispetto davanti a questa legione di sogno e impegno, che nel 2022 ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario.

Fondata nel 1997 da Albin Johnson, un giovane della Carolina del Sud con un sogno grande quanto la Morte Nera, la 501st Legion è nata con l’obiettivo semplice – ma potentissimo – di unire i fan dei costumi dell’Impero sotto un’unica bandiera. Non bastava essere appassionati: bisognava incarnare, con rigore e passione, lo spirito dell’Impero Galattico, armature comprese. E da quell’idea, sbocciata online sul sito Detention Block 2551, si è generato un impero del fandom che conta oggi oltre 10.000 membri attivi in tutto il mondo, divisi in “guarnigioni” (o garrison) locali, presenti in più di 50 paesi.

Dietro le maschere, un cuore grande così

Non bisogna farsi ingannare dalle armature bianche scintillanti e dall’incedere marziale: la 501st non è solo spettacolo, è anche missione sociale. I membri della Legione non si limitano a sfilare ai Comic-Con o a presidiare eventi ufficiali Disney – anche se fanno pure quello, con la benedizione di Lucasfilm stessa. Il cuore dell’organizzazione batte forte per la beneficenza. Dagli ospedali pediatrici alle raccolte fondi, passando per visite speciali a bambini malati o eventi dedicati a cause umanitarie, la 501st utilizza la magia di Star Wars per portare luce dove c’è buio, proprio come farebbe un Jedi… ma con l’elmo di uno stormtrooper.

Nel solo 2013, le attività della 501st hanno raccolto oltre 16 milioni di dollari. E tutto questo nasce da una dedizione assoluta: i costumi non sono semplici travestimenti, ma repliche fedelissime, spesso costruite artigianalmente, secondo standard rigorosissimi. È questo livello di accuratezza e passione che ha permesso alla Legione di ottenere lo status ufficiale di gruppo approvato da Lucasfilm, l’unico del suo genere.

Quando la finzione diventa canon

Il riconoscimento più epico? Quello entrato nella timeline ufficiale. Già nel 2004, Timothy Zahn, autore culto dell’Universo Espanso, ha omaggiato la Legione nel suo romanzo Survivor’s Quest, inserendo una unità chiamata proprio 501st Legion. Ma è nel 2005, con La Vendetta dei Sith, che la realtà e la finzione si fondono definitivamente: la legione di cloni che segue Darth Vader nel massacro del Tempio Jedi è la 501. E non finisce qui: anche in The Force Awakens si può scorgere il logo della Legione nel castello di Maz Kanata, e il droide rosa R2-KT, dedicato alla figlia scomparsa di Johnson, ha fatto il suo debutto ufficiale nella saga.

La storia di Katie e il cuore dietro l’armatura

Sì, perché dietro l’epopea della 501st c’è una storia commovente. Nel 2004, alla figlia di Albin, la piccola Katie, venne diagnosticato un tumore cerebrale terminale. Il suo ultimo desiderio? Avere accanto un droide come R2-D2. E così nacque R2-KT, il droide rosa che è diventato ambasciatore di speranza e mascotte della Legione. Dopo la morte di Katie, R2-KT è diventato simbolo di amore e resistenza, viaggiando in lungo e in largo per missioni benefiche. E infine, come in una favola galattica, è entrato nel cast di The Force Awakens e in diversi episodi delle serie animate.

Una fratellanza galattica

Secondo Johnson, la 501st non è solo un club: è una famiglia, un esercito di anime gemelle che condividono un’identità, una visione, una missione. “Volevamo creare qualcosa con un senso di cameratismo”, racconta. “Indossare un’armatura è un’emozione, ma farlo con altre trenta persone è un’esperienza unica”. Ecco perché la struttura della Legione richiama quella imperiale: con gradi, gerarchie, e Garrison locali che operano autonomamente ma unite sotto un’unica visione globale.

In Italia, a portare avanti la missione di Vader’s Fist è la 501st Italica Garrison, che coordina eventi, raduni e missioni benefiche nel nostro Paese con la stessa dedizione imperiale. Ogni evento è una celebrazione della saga di George Lucas, una dichiarazione d’amore verso un universo narrativo che ha segnato generazioni.

Una leggenda che non si ferma

Oggi, a distanza di quasi trent’anni dalla sua nascita, la 501st Legion è più attiva che mai. Johnson non si è mai fermato. Ancora oggi, risponde alle mail dei fan, coordina attività, fornisce supporto tecnico a chi vuole costruire il proprio costume. Possiede tre armature da stormtrooper e un set completo da Boba Fett, e non ha alcuna intenzione di “andare in pensione”.

Durante la celebrazione del 20° anniversario a Orlando, circondato da centinaia di membri in uniforme, Johnson ha espresso la sua gioia con queste parole: “Festeggiare è una delle espressioni più pure dell’obiettivo originale che avevo in mente, circondato da persone speciali che condividono questa energia positiva”.

Lunga vita alla Fist

In un’epoca in cui i fandom spesso si dividono, la 501st Legion è un esempio luminoso di come l’amore per un franchise possa unire, ispirare e fare del bene. Non importa da dove vieni, quanti crediti hai nel portafoglio o che lingua parli: se porti nel cuore la passione per Star Wars, e sei pronto a incarnarla con disciplina e dedizione, c’è un posto per te tra le fila della Legione.

E oggi, 1 maggio, è il giorno giusto per alzare il blaster al cielo e dire con orgoglio: lunga vita alla 501st! Lunga vita a Vader’s Fist!

San Diego Comic-Con Sbarca in Europa: La Prima Edizione Internazionale a Málaga

La magia della San Diego Comic-Con, uno degli eventi più attesi e amati del mondo del fumetto, della cultura pop e della fantascienza, non è più confinata agli Stati Uniti. Nel settembre 2025, Málaga, una delle città più vibranti della Spagna, accoglierà la prima edizione internazionale ufficiale della SDCC, segnando una tappa storica nell’espansione globale di questo evento iconico. La notizia è stata annunciata il 10 marzo 2025 durante un evento speciale al Gran Hotel Miramar, a Málaga, alla presenza di importanti personalità locali e internazionali. Dal 25 al 28 settembre 2025, la città andalusa sarà la sede di un evento che promette di portare l’entusiasmo della SDCC a un pubblico europeo entusiasta, dando vita a un’esperienza che mescolerà fumetti, film, televisione e cosplay in un’unica, immensa celebrazione della cultura popolare. Questo evento non è solo una novità per i fan europei, ma rappresenta anche un traguardo fondamentale nella storia della SDCC, che per la prima volta esce dai confini degli Stati Uniti.

Il progetto di portare la San Diego Comic-Con a Málaga è frutto di un accordo strategico gestito da IMG Licensing, che ha lavorato a stretto contatto con le istituzioni locali per garantire il successo dell’iniziativa. La Junta de Andalucía e il Comune di Málaga hanno dato un forte supporto istituzionale, facendo di Málaga una delle capitali europee delle arti popolari. Il sindaco di Málaga, Francisco de la Torre Prados, e il presidente della Junta de Andalucía, Juan Manuel Moreno Bonilla, hanno ribadito il loro impegno a rendere la città un punto di riferimento per la cultura digitale e popolare, attirando talenti e creativi da tutto il mondo.

L’organizzazione della San Diego Comic-Con, rappresentata da David Glanzer, Chief Communications & Strategy Officer, ha sottolineato l’entusiasmo per la nuova avventura europea: “Siamo molto eccitati di poter portare la Comic-Con e il suo spirito unico a un pubblico europeo. Non avremmo potuto scegliere una città più vibrante, accogliente e creativa per iniziare questo capitolo emozionante per fan e creatori”. La scelta di Málaga non è casuale: la città è conosciuta per la sua atmosfera calorosa, la sua ricca tradizione culturale e il suo spirito innovativo, che la rendono il luogo ideale per ospitare una manifestazione così importante.

Comic-Con di Málaga si preannuncia come un evento straordinario, con oltre 200 ospiti esclusivi provenienti dal mondo del cinema, della televisione, dei fumetti e dell’illustrazione. Tra i partecipanti ci saranno grandi nomi come Álex de la Iglesia, Carolina Bang, Paco Plaza e tanti altri, pronti a incontrare i fan e condividere il loro amore per il mondo della cultura pop. I visitatori potranno partecipare a panel, mostre e attività dedicate ai loro universi preferiti, immergendosi completamente in un mondo che celebra le arti visive e narrative in tutte le loro forme.

Un altro punto saliente dell’evento sarà l’esposizione di oggetti da collezione, come l’Infinity Gauntlet, ispirato all’iconico artefatto di Thanos in Avengers: Infinity War. Questo oggetto è stato progettato dalla Gentle Giant Ltd, rinomato produttore di memorabilia, e rappresenta un omaggio perfetto alla saga che ha segnato la cultura pop del nuovo millennio. Ma non è tutto: la serata di lancio dell’evento è stata animata dalla presenza di membri della 501st Legion, una delle organizzazioni di costuming più famose al mondo, che hanno dato vita a una performance spettacolare vestiti da Stormtrooper e Darth Vader. Non poteva mancare il saluto di R2-D2, il celebre droide di Star Wars, che ha percorso la sala per salutare i partecipanti in un’atmosfera davvero speciale.

L’importanza di questo evento non si limita alla sua portata culturale e artistica, ma segna anche un passo significativo per l’espansione internazionale della SDCC. Sebbene ci siano altri eventi Comic-Con Experience in giro per il mondo, come in Brasile, Germania e Messico, Comic-Con di Málaga è la prima edizione ufficiale al di fuori degli Stati Uniti, un traguardo che testimonia l’universalità e la forza di un brand che ha saputo attrarre milioni di fan in tutto il mondo. La San Diego Comic-Con ha una storia lunga e ricca, iniziata nel 1970 a San Diego, e oggi, a distanza di oltre 50 anni, la sua influenza è tale da poter conquistare anche il cuore dei fan europei.

Questa edizione internazionale è solo l’inizio di una nuova era per la San Diego Comic-Con, che si prepara ad abbracciare la diversità e l’entusiasmo dei fan di tutto il mondo. Con una città come Málaga come prima tappa, il futuro della Comic-Con in Europa appare più luminoso che mai, portando con sé l’opportunità di creare nuove connessioni, celebrare la cultura popolare e, soprattutto, divertirsi insieme.

La Forza del Carnevale di Monte: Star Wars e solidarietà per un evento imperdibile!

La galassia lontana lontana arriva a Monte con il primo Carnevale “Di Monte”: preparatevi a un evento epico che unisce divertimento, costumi straordinari e solidarietà! Domenica 2 febbraio, il Circolo Il Risorgimento di Via del Ghinghero 2 ospiterà la prima edizione del Carnevale “Di Monte”, un’occasione imperdibile per grandi e piccini. Dalle 14:30 alle 17:30, il pubblico potrà immergersi in un pomeriggio di festa tra musica, giochi e momenti di pura magia.

L’evento nasce dalla collaborazione tra diverse realtà locali, tra cui : Circolo Il RisorgimentoAsd Polisportiva Quattro Strade 1969Orizzonti di StudioPro Loco BientinaCarnevale di BientinaTARTA BLU APS e NOI della Madonna del Bosco. Questa sinergia ha dato vita a una manifestazione che promette di diventare un appuntamento fisso nel calendario della comunità.

Tra i protagonisti più attesi ci saranno la 501st Italica Garrison e la Rebel Legion Italian Base, i due celebri gruppi di costuming ufficialmente riconosciuti da Lucasfilm. Jedi, Sith, Stormtroopers e altri iconici personaggi della saga di Star Wars prenderanno vita per trasportare i visitatori in un’avventura galattica indimenticabile. Ma non si tratta solo di spettacolo: la loro presenza ha un obiettivo nobile, quello di supportare T.A.R.T.A. Blu, un’associazione nata per offrire sostegno a famiglie con bambini, ragazzi e adulti con disturbo dello spettro autistico (DSA). Dal 2019, l’associazione si impegna in attività educative, ricreative e di sensibilizzazione per migliorare la qualità della vita di tante persone.

La festa non si fermerà alla fantascienza! Ad arricchire il programma ci saranno animazioni coinvolgenti, con i clown Prezzemolina e Grisù pronti a regalare risate e sorprese. Non mancheranno poi dolci tipici come i bomboloni, musica travolgente e giochi per tutte le età. Un trenino speciale accompagnerà i più piccoli in un viaggio festoso attraverso la magia del Carnevale.

Anche le istituzioni locali sostengono con entusiasmo l’iniziativa. Il Sindaco di Bientina, Dario Carmassi, ha sottolineato l’importanza di eventi come questo, capaci di unire la comunità e offrire un momento di condivisione autentica. “Sarà una festa speciale che spera di lasciare sorrisi e bei ricordi”, ha dichiarato, invitando tutti a partecipare.

Se siete pronti a entrare in un mondo di colori, allegria e solidarietà, non vi resta che indossare il vostro costume preferito e unirvi al Carnevale “Di Monte”. Che la festa sia con voi!

Gli Stormtrooper di Star Wars: tra mito, equipaggiamento e misteri dell’armatura

Gli Stormtrooper, iconici soldati dell’universo di Star Wars, hanno fatto la loro comparsa per la prima volta nel 1977, introducendo un simbolo visivo immediatamente riconoscibile dell’Impero Galattico. Questi soldati d’élite sono noti non solo per la loro fedeltà cieca all’Imperatore Palpatine, ma anche per il loro ruolo chiave nella soppressione degli ultimi Jedi dopo l’ordine 66 e nella Guerra Civile Galattica. Sotto il comando di Darth Vader, gli Stormtrooper hanno partecipato a eventi cruciali, tra cui l’assalto alla corvetta Tantive IV, inaugurando una lunga serie di battaglie contro la Ribellione. Tuttavia, al di là delle loro azioni sul campo di battaglia, è l’armatura degli Stormtrooper a celare alcuni dei segreti più affascinanti dell’universo narrativo di Star Wars.

L’armatura degli Stormtrooper: tecnologia e sopravvivenza

Uno degli elementi più intriganti dell’armatura degli Stormtrooper è rappresentato dalle misteriose estrusioni sulla schiena, che formano una sorta di iscrizione stilizzata “0II”. Molti fan si sono chiesti quale fosse la loro funzione, ed è stato il libro Star Wars: The Visual Dictionary a svelarne il mistero. Questi elementi ospitano una batteria e un sistema di gas pressurizzati che consentono ai soldati di sopravvivere per brevi periodi nel vuoto dello spazio.

La batteria serve anche ad alimentare i fucili blaster E-11, l’arma standard degli Stormtrooper, mentre il serbatoio d’aria supporta il sistema di filtraggio presente nel casco. Secondo il sito ufficiale StarWars.Fandom.com, l’armatura è completamente sigillata per proteggere il portatore da agenti chimici, biologici e persino dal vuoto spaziale per circa 20 minuti. Per missioni prolungate, uno zaino aggiuntivo estende il supporto vitale.

Un arsenale integrato per ogni situazione

L’armatura degli Stormtrooper non si limita a offrire protezione. È un vero e proprio sistema integrato, progettato per fornire una vasta gamma di strumenti e capacità. Ad esempio, i guanti possono essere energizzati per emettere scosse stordenti durante il combattimento ravvicinato. La cintura utilitaria contiene strumenti essenziali come cavi ad alta tensione, ganci per arrampicata, razioni energetiche, medpacs e persino un detonatore termico.

Gli Stormtrooper possono inoltre contare su tecnologie avanzate come il sistema IFF (Identification Friend or Foe), che consente di distinguere alleati e nemici. A ciò si aggiungono microfoni e ricevitori per le comunicazioni, un risonatore per l’apertura di porte sicure, e sistemi di telemetria criptata integrati nello zaino.

Specializzazioni e unità avanzate

Oltre ai soldati standard, l’Impero Galattico ha sviluppato varianti di Stormtrooper per missioni specifiche. Gli Snowtrooper sono progettati per operazioni in ambienti ghiacciati, con armature termiche speciali. I Flametrooper sono dotati di lanciafiamme, mentre gli Scout Trooper eccellono in missioni di ricognizione grazie alla loro armatura leggera e agilità. Una menzione speciale va ai temibili Death Troopers, soldati geneticamente modificati per una maggiore forza e resistenza, utilizzati in missioni di alto profilo per proteggere figure chiave dell’Impero.

Una mira imprecisa o una scelta narrativa?

Gli Stormtrooper sono spesso oggetto di scherno tra i fan per la loro proverbiale mira scarsa, un tratto che ha alimentato innumerevoli meme e gag nel corso degli anni. Tuttavia, alcune teorie suggeriscono che questa “imprecisione” potrebbe essere una scelta narrativa per favorire la sopravvivenza degli eroi. Un’altra interpretazione sostiene che l’armatura stessa, apparentemente inefficace contro i laser, sia progettata più per creare un’immagine intimidatoria e monolitica che per fornire una reale protezione sul campo.

L’eredità degli Stormtrooper

Al di là delle loro prestazioni sul campo, gli Stormtrooper sono diventati un simbolo culturale, incarnando il volto spersonalizzato dell’oppressione imperiale. La loro estetica unica, combinata con un’equipaggiamento ricco di dettagli tecnologici, ha affascinato generazioni di fan e ispirato infinite discussioni.

Che si tratti delle loro misteriose armature o del loro ruolo nell’epopea di Star Wars, gli Stormtrooper rappresentano un elemento intramontabile dell’universo creato da George Lucas. Per i fan più curiosi, scavare nei dettagli della loro tecnologia e del loro addestramento è un modo per esplorare le profondità di una galassia lontana, lontana.

Le origini del First Order Stormtrooper

Nella galassia lontana lontana di Star Wars, pochi simboli sono riconoscibili quanto la figura minacciosa dello stormtrooper. Caschi bianchi, armature lucide, marce inarrestabili. Ma se pensiamo ai soldati del Primo Ordine, quelli che si affacciano sulla galassia nei film della trilogia sequel, ci rendiamo subito conto che dietro quelle visiere opache non si nasconde soltanto l’eco dell’Impero… ma una nuova generazione di soldati plasmata nel cuore delle Tenebre.

Il Primo Ordine ha saputo riprendere quel simbolo leggendario del potere imperiale e trasfigurarlo in qualcosa di ancora più freddo, più disciplinato, più inquietante. Niente più coscritti adolescenti o reclute scelte in fretta e furia come nell’Impero. No, questi nuovi stormtrooper sono stati programmati sin dalla nascita. Addestrati, condizionati, scolpiti per essere perfetti strumenti di guerra. E non hanno nemmeno un nome: solo sigle alfanumeriche. Perché nell’Ordine non c’è spazio per l’individualità. Solo per l’obbedienza assoluta.

Il ritorno dell’incubo: dalla fine dell’Impero all’ascesa del Primo Ordine

Con la sconfitta dell’Impero Galattico a Endor e la battaglia finale su Jakku, la galassia sembrava finalmente libera. La Nuova Repubblica aveva siglato la Concordanza Galattica, proibendo la creazione di nuovi eserciti imperiali e mettendo fuorilegge i famigerati stormtrooper. Ma come ogni buona storia di Star Wars ci insegna, il male trova sempre un modo per sopravvivere.

Tra le ombre delle Regioni Ignote, un manipolo di ufficiali imperiali sopravvissuti, tecnocrati e fanatici ha riorganizzato le sue forze. In segreto. Lontano da occhi indiscreti. Nasce così il Primo Ordine. E con esso, una nuova era di terrore.

A guidare la rinascita dello Stormtrooper Corps ci sono figure chiave come Brendol Hux e suo figlio Armitage, entrambi ossessionati dall’idea di creare un esercito di super-soldati. Non semplici combattenti, ma strumenti perfetti di un ordine assoluto, modellati con la freddezza dei Jedi e l’efficienza dei cloni. In questa visione distorta, i bambini vengono strappati alle famiglie e addestrati sin dall’infanzia per diventare macchine da guerra. La mente, il corpo, persino i sogni: tutto programmato. Un esercito nato per conquistare la galassia, senza rimorsi, senza pietà.

Il mito del salvatore: propaganda e manipolazione

Agli occhi della galassia, però, i stormtrooper del Primo Ordine non si mostrano subito come forza d’invasione. Durante il periodo noto come Guerra Fredda galattica, la loro presenza viene giustificata come “forza di protezione territoriale”. Appaiono in sistemi remoti, a bordo di stazioni spaziali come il Colosso, portando un’apparenza di sicurezza. Ma dietro le armature bianche e la propaganda rassicurante, si nasconde un progetto ben più oscuro.

Solo la Resistenza guidata da Leia Organa riesce a percepire il pericolo. La verità è che questi stormtrooper sono il braccio armato di un regime che non ha mai davvero rinunciato al sogno di dominio imperiale.

L’addestramento: distruggere l’individuo, creare il soldato perfetto

Il programma di formazione dei nuovi stormtrooper è una delle pratiche più spietate e disumanizzanti della galassia. I bambini vengono separati in “batch”, gruppi numerati, e sottoposti a un intenso lavaggio del cervello attraverso messaggi subliminali, esercitazioni brutali e una rigida disciplina. Non possono rimuovere il casco. Non possono rivolgersi a un superiore senza autorizzazione. Devono pensare, respirare e combattere come un’unica entità.

Il comandante della legione, la glaciale e letale Captain Phasma, veglia su di loro con una freddezza quasi meccanica. I deboli vengono eliminati. Chi mostra emozioni viene “riprogrammato”. E chi osa disobbedire, come FN-2187 — il futuro Finn — diventa un’anomalia da cancellare.

FN-2187: l’eccezione che spezza la regola

È proprio la figura di Finn a mettere in crisi l’intero sistema. Testimone diretto della strage di Tuanul su Jakku, FN-2187 si rifiuta di eseguire ordini disumani. Quello che sarebbe dovuto essere un perfetto ingranaggio dell’Ordine fugge, si ribella e si unisce alla Resistenza. È la prova vivente che l’addestramento del Primo Ordine non è infallibile. E, cosa ancor più importante, che persino in mezzo all’oscurità più profonda può nascere un barlume di coscienza.

La defezione di Finn segna una svolta simbolica nella saga. È la scintilla che ci ricorda che l’identità, l’empatia e la libertà possono sopravvivere anche nel cuore di un sistema totalitario.

Dalla guerra alla caduta: l’epopea degli stormtrooper nella trilogia sequel

Durante gli eventi de Il Risveglio della Forza, Gli Ultimi Jedi e L’Ascesa di Skywalker, vediamo i stormtrooper del Primo Ordine combattere in prima linea nelle battaglie più epiche della trilogia sequel. Li vediamo marciare davanti a Hux mentre annuncia la distruzione della Repubblica, assaltare la base di Takodana, invadere Crait con i loro colleghi snowtrooper. E infine, li ritroviamo su Exegol, al fianco dei temibili Sith Trooper, durante l’ultima, disperata resistenza dell’Impero rinato.

Ma nonostante il loro potere e il terrore che incutono, alla fine la ribellione trionfa. E con essa, la possibilità che i bambini strappati al loro destino possano un giorno scegliere la propria strada. Come Finn. Come Jannah. Come tanti altri che decidono di combattere non perché obbligati, ma perché hanno scelto di essere liberi.

Un’icona rivisitata: design e dietro le quinte

Anche dal punto di vista estetico, i stormtrooper del Primo Ordine rappresentano un’evoluzione. Il design dell’armatura, semplificato e reso più elegante, nasce da una domanda molto semplice: “Cosa farebbe Apple?”. È questo, secondo il costume designer Michael Kaplan, il pensiero guida nella creazione della nuova armatura. Il risultato? Un’estetica liscia, futuristica, quasi “high-tech”, che rimanda a una modernità sterile e fredda. Perfetta per incarnare un potere che si ammanta di ordine, ma nasconde solo controllo.

Tra guerra, obbedienza e umanità: il dilemma morale dei nuovi stormtrooper

Alla fine, ciò che rende gli stormtrooper del Primo Ordine così affascinanti per noi fan non è solo il design o l’addestramento disumano. È il conflitto interno che alcuni di loro vivono. È il fatto che, dietro ogni casco bianco, potrebbe esserci una storia. Un dubbio. Una ribellione. La loro esistenza ci spinge a chiederci: cosa succede quando si annulla l’identità per creare l’efficienza assoluta? Dove finisce il soldato e inizia l’uomo?

Ed è proprio in questo intreccio tra narrazione, etica e immaginario visivo che la figura dello stormtrooper del Primo Ordine si conferma come una delle rappresentazioni più potenti e tragiche della nuova trilogia.

JTK Props & Events: il laboratorio italiano degli Stormtrooper

Il laboratorio di JTK Props & Events é un luogo dove condividere in un gruppo l’esperienza, le competenze e il lavoro per costruire e assemblare insieme le armature tratte dalla Saga di Star Wars. Chi entra attivamente al JTK Lab si pone la domanda:  Cosa posso fare io per il gruppo? non cosa può fare il gruppo per me.  Inoltre, il JTK Lab non é solo lavoro e armature, bensì é un piccolo luogo comune, dove ritrovarsi per trascorrere di divertenti serate in compagnia.

Nel laboratorio JTK Props si possono assemblare le armature TK di qualunque produttore. I tecnici sono a disposizione per dare una mano a chi è inesperto, principalmente a chi non è ancora nella 501st legione. Ognuno è e resta proprietario del proprio costume e libero di associarsi o meno alle legioni.  Il principale obiettivo è il gruppo stesso, le armature sono un mezzo. Questo è indicato nel nome stesso JTK, dove J sta per Join e TK è l’identificativo per gli ID degli Stormtrooper.  JTK come punto d’incontro per stare insieme, divertirsi, far divertire, con la finalità educativa del gioco quale veicolo di socializzazione. Il JTK Props non fa né commercio, né utili, le spese sono la copertura dei costi, come le materie prime, la colla, gli elastici, ecc.. Inoltre, al JTK Props le armature si costruiscono insieme, direttamente con i singoli individui, personalizzando la vestizione, come in una sartoria.

L’obiettivo del JTL Lab è il gruppo e quanto prodotto è ad uso esclusivo del gruppo JTK o del singolo auto costruttore. Obiettivo del gruppo è riunire gli appassionati, costruire, assemblare armature e divertirci insieme in eventi Star Wars. JTK Lab non è un negozio, ci sono già i venditori ufficiali con licenza Disney, come ad esempio Anovos. Il valore dei costumi del JTK Lab sono la loro fedeltà agli originali e la loro unicità, in quanto prodotti artigianalmente e non acquistabili da esterni e in un negozio. Il JTK Lab é costituito da membri della 501st e della RL tutto quanto produce rispetta le specifiche per l’approvazione delle legioni.
I props nascono come progetto condiviso, per mantenere sempre alla base uno spirito di gruppo. Ad esempio, per i backpack, alcuni fanno i disegni, altri la struttura tubolare, altri stampano le scatole, altri la radio e infine altri ancora aiutano ad assemblare e a fare le pulizie. Ognuno partecipa con le sue capacità e come nei templi zen, le mansioni più umili sono svolte dai membri più anziani. Il costi sono la copertura delle spese, delle materie prime alle forniture esterne. Non ci sono ricarichi o utili personali, l’acquisto è diretto senza intermediari.

Per info:  facebook.com/JTK-PROPS-189889874793614/

Star Wars: Ambulaclaun a Ferrara

Il 3 Dicembre, la 501st Italica Garrison, il gruppo di costuming Imperiale di Star Wars,  e i Pagliacci del Cuore (associazione “Un naso Rosso per…”) nel paese di Babbo Natale, Piazza del Municipio, Ferrara vi aspettano per farvi entrare in una “galassia lontana lontana” e perchè no, far del bene prima di Natale a chi ne ha bisogno con il progetto Ambulaclaun!

L’associazione “Un naso Rosso per…” Onlus nasce per concretizzare un sogno…un sogno che Clown Margherito, clown di professione da sempre, tiene nel cassetto del quale non ha mai gettato la chiave. Clown Margherito, da sempre attivo gratuitamente nelle corsie degli ospedali, ha in se’ il desiderio incontenibile di tendere una mano a coloro che necessitano di un aiuto. Aiuto che si rivolge alle persone che sono in difficoltà economica o alle quali manca la voglia di sorridere. Dopo aver cullato per molto tempo l’idea di creare “qualcosa” che possa essere utile realmente alla gente , nel 2004 decide che è giunto il momento di concretizzare il suo sogno. Nasce così l’Associazione “Un Naso Rosso Per…” Onlus, e l’Ambulaclaun, un mezzo di trasporto completamente attrezzato, in grado di trasportare persone giovani e meno giovani, senza età, ovunque ci sia la necessità. L’Associazione è composta da pochi membri che ne definiscono il direttivo e da molti claun volontari, chiamati non a caso Pagliacci del cuore, provenienti da varie realtà italiane di clownterapia.  Per info: http://unnasorossoper.altervista.org/

La 501st Italica Garrison il distaccamento Italiano della 501st Legion, un’organizzazione mondiale di appassionati di Star Wars che possiedono ed indossano i loro costumi di natura “imperiale”. La mission del gruppo, che ad oggi conta oltre 7000 membri attivi in più di 100 Garrison suddivise in tutto il mondo, si riassume in 3 punti fondamentali: promuovere Star Wars, celebrare la sua mitologia e promuovere il marchio, dando ai fan una comunità nella quale farlo; portare nella realtà il fascino dei costumi della saga, studiando, realizzando ed indossando questi costumi, per soddisfazione personale (hobby) e per l’intrattenimento del pubblico che può finalmente interagire dal vivo con gli spettacolari personaggi della saga; – contribuire alla comunità utilizzando questi costumi e le nostre risorse collaborando con associazioni benefiche, visite negli ospedali e contribuendo con raccolte fondi destinate ad aiutare chi è meno fortunato di noi. Nel 2013 le attività della 501st hanno raccolto ben 16 milioni di dollari in tutto il mondo! http://www.501italica.com/

AirPods Stormtrooper

Le famose cuffie Apple – AirPods – hanno un design ispirato a quello degli Stormtrooper di Star Wars. John Ive, parlando di Apple, rivela da dove nacquero gli auricolari iconici della Mela: “Gli auricolari nacquero con gli Stormtrooper in mente. La nostra idea era quella di omaggiare i combattenti dell’Impero visti in Una Nuova Speranza“. Nel corso degli anni gli auricolari sono migliorati sia nella qualità del suono che nella comodità, con gli EarPods lanciati nel 2012 con iPhone 5 e poi ancora gli AirPods, evoluzione senza fili, ma una cosa è rimasta sempre la stessa: la plastica bianco lucida con cui Apple li costruisce. Star Wars ricambia il favore: Con l’uscita nelle sale di Il Risveglio della Forza è risaltato anche un altro particolare. Michael Kaplan – customista del film – ha infatti dichiarato che le nuove armature degli Stormtrooper sono ispirate da Apple.

Cosa farebbe Apple? Questa è stata la domanda che si è posto Kaplan per modernizzare la divisa dell’Impero. In base a quanto racconta, avrebbe anche una leggera influenza nazista per via del look scolpito e severo. Favori ricambiati, dunque, tra Apple e l’universo di Star WarsVoi cosa ne pensate? Avete già notato queste analogie tra cuffie e Stormtrooper? Fateci sapere la vostra opinione lasciando un commento. Continuate a seguirci su Telegram e Facebook per restare sempre aggiornati su tutto ciò che riguarda il mondo di Star Wars.

 

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Lo Star Wars Force Link

Star Wars Force Link è il bracciale per interagire con le action figure di The Last Jedi.  L’account Instagram Star Wars Rogue 507 mostra nuove foto delle action figure di The Last Jedi in arrivo nei prossimi mesi. Focalizziamo la nostra attenzione sulla dicitura Force Link, cercando di capire di cosa si tratta. Dalle foto diffuse notiamo che ogni action figure presenta la stessa dicitura. In particolare, una delle foto ritrae la parte posteriore della confezione di Kylo Ren. Dalla foto possiamo leggere “Wear Force Link to activate sounds“. Si tratta dunque di un bracciale che – probabilmente tramite tecnologia NFC – permetterà agli acquirenti di interagire con le action figure. Avvicinando i due prodotti, infatti, potremo sentire suoni e frasi tratte dal film Star Wars VIII – The Last Jedi. Il vero dilemma sarà: aprirete o no le confezioni per sfruttare il Force Link?

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Blaster Rifle E11 diventa reale!

La RedRay è una giovane azienda produttrice di sistemi di simulazione di guerra tramite sistema LaserTag. Volevamo presentarvi una delle loro prime armi da combattimento ad infrarossi dedicate al mondo di Star Wars. Il mitico blaster E11 (link) supporta il cambio caricatore reale, ha selettore di fuoco e leva di armamento funzionanti. Oltre alla classica vibrazione allo sparo, ha un flash di sparo laser, effetti audio e display per il controllo dei punti vita e dei proiettili ancora a disposizione. Ha sensori Wireless, Dot per il puntamento ed è compatibile con tutti gli altri sistemi lasertag. L’emettitore infrarosso consente gittate di ingaggio di oltre i 150 metri.

Per chi non lo sapesse, il Blaster Rifle E11 è l’arma blaster più utilizzata nella galassia creata da George Lucas. Questo fucile è l’arma d’ordinanza degli Stormtrooper imperiali e appare per la prima volta nell’episodio “Una nuova Speranza”. Nella grande trama stellare, questo blaster venne prodotto dalla Blastech Industries  subito dopo le Guerre dei Cloni come versione migliorata del DC15s. Sparando raffiche controllate con una cadenza di tiro regolata tramite l’apposita leva, si dimostrò letale a distanza ravvicinata (ricordiamo gli zii di Luke) anche se, come tutti i fan sanno, era praticamente inutile a distanza. In Episodio V, “L’Impero Colpisce ancora”, questo blaster venne usato anche dall’alleanza Ribelle che preferiva comunque il blaster standard l’ A280c.

La sua linea, come quella di molte armi e armature presenti nella saga originale di Guerre Stellari, è ricavata, con minime modifiche estetiche, dal mitra Sterling, arma progettata durante la Seconda guerra mondiale.

I ragazzi della RedRay hanno creato questa replica funzionante per gli amanti del combattimento corpo a corpo, light saber lasertag. Per maggiori info date un’occhiata a questi video:https://www.facebook.com/RedRaySrl/videos

Star Event 2016

Nel contesto del “Giugno Pisano”, Sabato 11 e Domenica 12 Giugno 2016,Piazza XX Settembre e le Logge di Banchi a Pisa faranno da scenario a STAR EVENT: la manifestazione per tutti gli appassionati di STAR WARS, che racchiuderà esibizioni dal vivo di musica, danza, combattimenti coreografici, costuming, pittura, videogames, modellismo, LEGO® Star Wars, Scuola Padawan e lo spettacolo sulle note di John Williams quando decine di spade laser illumineranno il ponte di mezzo in uno scontro leggendario. Gli organizzatori vi aspettano con il vostro costume, la vostra lightsaber o semplicemente la vostra passione e assisterete ad un evento senza precedenti.

L’evento è organizzato da EmPisa Star Wars Fan Club, un gruppo di appassionati interessato a tutto quello che riguarda la saga di Star Wars, dal costuming al collezionismo, dai giocattoli ai comics, dalla LEGO® al modellismo statico, ma anche da tante altre sfaccettature meno conosciute.

Per gli appassionati dei colorati mattoncini Lego, da una galassia lontana, lontana, saranno presenti tutti i paesaggi e le navi più famose che hanno popolato l’intera saga di Star Wars. Dal Millennum Falcon, al X Wing, dalla Morte Nera a Tie Fighter, dallo Shuttle Imperiale allo Speeder di Rey, oltre a centinaia di personaggi schierati tra le foreste di Endor e le superfici ghiacciate di Hoth.

Anche per i più piccoli è pronta una “missione stellare”, infatti per difendere la galassia servono anche le loro capacità e i Maestri Jedi sono pronti per iniziare i piccoli ospiti all’uso della Forza. Dopo la vestizione e la consegna della spada laser i Maestri vi mostreranno le tecniche di combattimento e di difesa, prima di cimentarvi nel percorso da superare che vi trasformerà in veri e propri Cavalieri.

Con l’obiettivo di rendere ancor più noto l’evento sui social, sullo scenario dei lungarni di Pisa tutti gli appassionati accenderanno insieme le loro nostre spade laser per dar vita sul “Ponte di Mezzo” ad uno scontro leggendario. Il Flashmob sarà ripreso dalle telecamere e verrà realizzato un videoclip per celebrare questo evento unico!!

Gli Stormtrooper, Darth Maul, Darth Revan, Kylo Ren, Qui Gon Jinn,lla Principessa Padme Amidala, sono solo alcuni dei personaggi che popolano l’universo Star Wars. Durante Star Event potrete incontrare e scattarvi foto con i vostri eroi, assistere a performance live e duelli coreografici sulle note che hanno reso leggendari gli scontri più avvincenti dell’intera saga.

http://www.empisa.it/eventi/star-event-2016

https://www.facebook.com/events/1549805275315769/

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