R2-KT: la storia del droide rosa di Star Wars nato da un gesto d’amore e diventato simbolo di speranza

Diciannove Paesi. Quarantacinque unità operative sparse tra ospedali, fiere, eventi, corridoi pieni di passi piccoli e battiti trattenuti. Un solo grande cuore, rosa. R2-KT non è soltanto un droide astromeccanico con una livrea che rompe ogni schema cromatico della galassia: è una storia che cammina, che si muove su ruote e speranza, che parla di fandom quando smette di guardarsi allo specchio e decide di fare qualcosa di concreto.

Nell’universo narrativo, R2-KT appartiene alla serie R2, unità C1, programmazione femminile. Ha visto sorgere e cadere potenze, ha servito la Repubblica nelle Guerre dei Cloni e, decenni dopo, la Resistenza di Leia Organa. Ha lavorato accanto alla Legione 501 dell’Armata dei Cloni, spesso a bordo della Resolute di Anakin Skywalker, ha attraversato battaglie che i fan conoscono bene e altre che restano sospese tra una comparsata e un dettaglio di background. Più avanti nel tempo, la ritroviamo a D’Qar, a prendersi cura dei caccia stellari mentre la Resistenza prepara l’assalto alla Base Starkiller, poi presente nel momento in cui Rey e Chewbacca partono alla ricerca di Luke Skywalker. Tutto questo è canone, tutto questo è scritto.

Ma la galassia davvero importante, quella che conta, è più vicina. E comincia nel 2004.

Qui entra in scena Katie Johnson, sette anni, una diagnosi che nessun genitore dovrebbe mai sentire. E accanto a lei suo padre, Albin Johnson, uno dei fondatori della 501st Legion, il primo grande gruppo di costuming di Star Wars riconosciuto ufficialmente da Lucasfilm. Katie aveva un desiderio semplice e gigantesco allo stesso tempo: avere un R2 tutto per sé, qualcuno che la proteggesse come R2-D2 faceva con Padmé in Star Wars: Attack of the Clones.

Da quel desiderio nasce una chiamata alla community, una di quelle che sembrano piccole e invece smuovono montagne. Gli R2 Builders rispondono, Jerri Green rilancia, i pezzi iniziano a prendere forma. Allie, la sorella di Katie, suggerisce i colori. Bianco e rosa. Un’idea che in un’altra galassia sarebbe stata vista come un’eresia estetica, qui diventa un manifesto. Il nome arriva quasi da solo: R2-KT. KT come Katie. Un tributo che non ha bisogno di spiegazioni.

Il tempo, però, non aspetta. Le condizioni di Katie peggiorano, e per accelerare tutto Andy Schwartz prende una decisione che racconta più di mille comunicati stampa: dipinge di rosa il suo R2-D2 e lo spedisce subito. Katie può incontrare il suo droide, passare con lui i suoi ultimi giorni. Nell’agosto del 2005 la battaglia si ferma lì. Ma la storia, quella vera, comincia proprio allora.

Albin Johnson sceglie di non lasciare che quel droide resti un ricordo chiuso in una stanza. Decide che R2-KT deve diventare qualcosa di più grande, un simbolo capace di attraversare ospedali, convention, confini. Nasce un progetto benefico che unisce fandom e azione, cosplay e solidarietà, passione e responsabilità. Nel luglio 2006 l’unità definitiva viene completata e da quel momento R2-KT inizia a viaggiare. Pediatrie, reparti oncologici, eventi di beneficenza. Sempre con lo stesso obiettivo: strappare un sorriso, raccogliere fondi, ricordare che anche nei giorni più difficili esiste un altrove possibile.

George Lucas rimane colpito da questa storia al punto da volerla proteggere. R2-KT entra sotto il copyright Lucasfilm e diventa parte integrante dello storytelling ufficiale. Non come trovata di marketing, ma come riconoscimento di qualcosa che nasce dal basso e risale fino al canone. Da allora, il droide rosa compare, anche solo per un attimo, in quasi ogni produzione starwarsiana. Un cameo che, una volta conosciuta la storia, pesa più di qualsiasi battaglia spaziale.

Oggi R2-KT è molto più di una singola unità. Esistono gli AmbassaDroids, custodi e volontari che portano avanti la missione in tutto il mondo. Negli Stati Uniti le campagne legate al droide rosa hanno raccolto centinaia di migliaia di dollari per fondazioni come Make-A-Wish. In Europa il progetto ha messo radici forti, con iniziative come The Pink Force anche in Spagna. E in Italia, da qualche anno, il cuore rosa batte con accento nostro.

R2-KT Italia è la casa degli AmbassaDroids italiani, un punto di riferimento per eventi, visite ospedaliere, raccolte fondi. Il “Pink Force Day”  ha dato il via a una nuova presenza digitale e fisica, culminata con momenti simbolici come la partecipazione di Albin Johnson in persona a Milano, durante Games Week & Cartoomics, accanto alle legioni di costuming e ai volontari del movimento internazionale Pink Force. Non passerelle, ma incontri. Non vetrine, ma strette di mano. E soprattutto, occhi che brillano.

Guardare R2-KT significa ricordarsi perché ci siamo innamorati di Star Wars in primo luogo. Non per le esplosioni o i duelli, ma per l’idea che anche il più piccolo, il più silenzioso, il più improbabile degli eroi possa fare la differenza. Un droide rosa che entra in una stanza d’ospedale e per qualche minuto cambia l’aria. Un fandom che smette di essere solo racconto e diventa gesto.

La memoria di Katie Johnson vive lì, in ogni visita, in ogni foto scattata accanto a un letto, in ogni bambino che per un attimo si sente su una nave diretta verso l’iperspazio. La Forza, a volte, non ha bisogno di spade laser. Le bastano due cupole, un corpo cilindrico e un colore che nessuno si aspettava. E a voi, community di CorriereNerd, viene naturale chiedere: quante storie così stanno aspettando solo che qualcuno decida di accenderle?

Milan Games Week & Cartoomics 2025: tre giorni in cui Milano si è trasformata nella capitale europea del multiverso nerd

Milano ha cambiato pelle per tre giorni, lasciandosi alle spalle il suo ritmo frenetico per trasformarsi in un gigantesco crocevia geek dove ogni padiglione sembrava un portale verso un altro universo. L’edizione 2025 di Milan Games Week & Cartoomics ha superato ogni aspettativa, sfondando il muro dei 130.000 visitatori e consolidando il proprio ruolo di festival europeo della cultura pop. Un risultato che non stupisce chi frequenta da anni la manifestazione, ma che entusiasma ogni volta come la prima, perché questa fiera non si limita a ospitare contenuti… li amplifica, li fa vivere e soprattutto li fa incontrare.

“OnLife”, il tema dell’anno, ha funzionato come una dichiarazione d’intenti: raccontare un’umanità che non distingue più tra online e offline, ma si muove fluidamente tra mondi fisici e digitali con la stessa naturalezza con cui si switcha da un controller all’altro. La fiera non si è limitata a tematizzare questo concetto, lo ha incarnato in ogni spazio, dai padiglioni dedicati al gaming alle aree creative, fino al cuore più emotivo della manifestazione: la community.


Una Milano reinventata tra padiglioni, storie e pixel

Chi ha attraversato i padiglioni 9 e 11 ha percepito immediatamente l’atmosfera elettrica delle oltre 150 postazioni free-to-play, delle arene esport, degli indie corner pieni di sviluppatori emozionati e dei simulatori ufficiali MotoGP 25 che hanno trasformato centinaia di visitatori in piloti per un giorno. Ogni metro quadrato sembrava pulsare di quell’energia condivisa che solo le fiere sanno generare, quell’ibrido tra adrenalina e curiosità che ti spinge a esplorare ancora un po’, anche quando le gambe non ne possono più.

Il padiglione 14, con tavoli imbanditi di giochi da tavolo e l’Artist Alley, ha offerto momenti di pace narrativa, quei frammenti di quiete dove ci si perde nella linea di un illustratore o nell’espansione appena scovata per un gioco che non sapevi neanche di desiderare. Poi si arriva al padiglione 18, ribattezzato epicentro creativo grazie alle aree ImagiNation ed Electric Town, un trionfo di ospiti internazionali come Sakimoto, Cebulski, Peach Momoko, Brian Michael Bendis e gli autori di Pokémon. Un parterre di nomi che per i fan equivale più o meno a un allineamento astrale raro, di quelli che si aspettano per anni.


Star Wars: la galassia lontana lontana conquista ancora una volta Milano

Una delle anime più incredibili di MGWCMX 2025 è stata, come da tradizione, quella dedicata a Star Wars. Ogni anno i gruppi ufficialmente riconosciuti da Lucasfilm danno prova di come la cultura fan-made possa raggiungere livelli di cura e spettacolarità sorprendenti. Grazie alla collaborazione con l’Associazione Galaxy, il pubblico si è ritrovato catapultato tra sabbie di Tatooine ricostruite con una fedeltà maniacale, corridoi della Morte Nera percorsi con lo stesso timore riverenziale dei personaggi nella trilogia classica e un palazzo di Jabba così dettagliato da far quasi temere di finire prigionieri del vero Hutt.

Quest’anno, però, un’area in particolare ha catturato l’immaginazione collettiva: la Sala del Consiglio Jedi, magistralmente ricreata dalla Rebel Legion Italian Base. Non una semplice scenografia, ma un ambiente narrativo dove ogni visitatore poteva vivere un pezzo di lore, tra prove, duelli coreografati in collaborazione con Saber Guild e un Jedi Trial che ha trasformato adulti e bambini in apprendisti pronti a dimostrare il proprio valore alla Forza. È stato uno di quei momenti in cui la linea tra gioco e rito iniziatico si assottiglia, dando vita a un ricordo che resta vivo ben oltre la fiera.

A completare il quadro ci ha pensato il raduno europeo dei MandoMercs, che ha portato in fiera oltre quaranta Mandaloriani perfettamente equipaggiati. Una sfilata che ha attraversato gli stand come una vera parata militare, regalando ai presenti quella scarica di epicità che solo l’armatura di Beskar sa evocare.


Gli ospiti che hanno fatto la storia dell’edizione 2025

Chi ama il gaming ha vissuto un sogno a occhi aperti. Troy Baker, voce iconica dell’industria videoludica, ha catalizzato l’attenzione dei fan con incontri, aneddoti e momenti di pura connessione emotiva. Con lui, il cast di Clair Obscur: Expedition 33 — Kirsty Rider, Maxence Cazorla e Rich Keeble — ha raccontato la genesi di un titolo che, con le sue 12 nomination ai Game Awards, è già entrato nella leggenda prima ancora dell’uscita.

E poi i protagonisti di Red Dead Redemption 2, Roger Clark e Rob Wiethoff, che hanno portato sul palco l’umanità schietta di Arthur Morgan e John Marston, mostrando ancora una volta come i videogiochi moderni siano capaci di creare legami emotivi profondi. A completare il quadro musicale e narrativo, l’inconfondibile presenza di Hitoshi Sakimoto, autore di alcune delle colonne sonore più iconiche del mondo Square Enix.

Sul fronte fumetti e manga, la fiera ha ospitato figure immense come Hidenori Kusaka e Satoshi Yamamoto, voci e matite dietro al manga Pokémon. Accanto a loro, C.B. Cebulski, Peach Momoko, Brian Michael Bendis, Trevor Hairsine, Rafa Sandoval, Paul Azaceta e molti altri nomi che hanno scritto interi capitoli della cultura nerd globale. Una lista che sembra uscita da un dream roster irrealizzabile… e invece era lì, concreta, accessibile, firmacopie dopo firmacopie.


Una fiera che cresce, evolve e racconta la community

L’elemento più potente di questa edizione risiede nella sua capacità di parlare a pubblici diversi, unendo generazioni di fan attraverso linguaggi comuni. L’area cosplay, con il Cosplay Ground e gli Studios, ha continuato a essere una delle colonne portanti dell’evento, offrendo set, luci, scenografie e momenti di racconto attraverso performance e shooting che hanno valorizzato la creatività dei partecipanti. Le finali italiane della K-Pop League hanno portato un’energia nuova, fresca, transgenerazionale, confermando l’espansione continua dei confini culturali dell’evento.

L’annuncio delle date per il 2026 — dal 27 al 29 novembre — è arrivato come un teaser post-credit, di quelli che accendono già la voglia di tornare. La sensazione che si porta a casa chi è stato alla Milan Games Week & Cartoomics 2025 è quella di aver partecipato a qualcosa di collettivo, autentico, profondamente umano, nonostante sia immerso in mondi digitali. È una celebrazione in cui la cultura fan non è solo esibita, ma condivisa, costruita e tramandata. Una di quelle esperienze che ti lasciano addosso la memoria di un luogo che ha respirato un po’ come te, che ha sentito la stessa passione e che ti invita già a tornare.

E mentre si esce dalla fiera con lo zaino più pesante di gadget e il cuore più leggero di emozioni, resta una certezza: quando migliaia di nerd si riuniscono, il futuro non è solo luminoso… è decisamente spettacolare.

Universal Monsters: La Mummia – saldaPress riporta in vita l’orrore eterno in un nuovo graphic novel che profuma di sabbia, miti e cinema

Quando si parla di mostri classici, la Mummia non è solo un’icona: è un archetipo. Un incubo avvolto nelle bende che attraversa quasi un secolo di immaginario, capace di influenzare cinema, fumetti, videogiochi e cultura pop. E oggi quella figura millenaria ritorna, più magnetica che mai, grazie alla collana Universal Monsters di Skybound e Universal, portata in Italia da saldaPress con un nuovo volume firmato da Faith Erin Hicks, autrice pluripremiata con un Eisner e maestra nel cesellare emozioni, tensione e avventura come solo le grandi narratrici sanno fare.

Il risultato? Un’opera che non si limita a recuperare il mito cinematografico del 1932 – quello in cui Boris Karloff scolpiva nel marmo la figura dell’Imhotep cinematografico – ma lo rilegge con uno sguardo contemporaneo, profondo e sorprendentemente poetico. Un tributo che non tradisce il passato, ma lo potenzia.


Helen Grosvenor: una protagonista in bilico tra destino e maledizione

La storia ruota attorno a Helen Grosvenor, personaggio già presente nel film originale ma qui completamente reimmaginato. Faith Erin Hicks le dona una profondità nuova, trasformandola da semplice pedina del fato a donna sospesa tra identità, memoria e un richiamo ancestrale che non smette di pulsare nelle sue vene.

Fin dall’infanzia, Helen è tormentata da un incontro inspiegabile, quasi un’eco proveniente da un tempo che precede qualsiasi civiltà. E quando, ormai adulta, quelle voci tornano a chiamarla verso un sito archeologico nel cuore dell’Egitto, la giovane non può ignorarle. Non sa ancora che quel richiamo è il preludio a una riscrittura della sua stessa esistenza.

Fra geroglifici, dune mutevoli e un silenzio che sembra osservare ogni passo, qualcosa si prepara a tornare. Una presenza che ha sfidato la morte. Una figura che non ha mai smesso di cercare ciò che crede suo. E quando la Mummia riapre gli occhi, il confine tra vita, mito e destino viene inghiottito in un turbine di ombre e desideri rimasti sospesi per millenni.


Un racconto che unisce gotico, cinema e sensibilità moderna

Faith Erin Hicks non opta per il jumpscare facile e non cerca la brutalità estetica: costruisce invece un horror elegante, atmosferico, quasi ipnotico. Le sue tavole oscillano tra l’orrore classico e la malinconia delle storie d’amore impossibili. A tratti sembra di respirare la polvere del deserto, altre volte di ascoltare il crepitio della pellicola di un vecchio cinema anni ’30.

Il ritmo è quello di una discesa nelle ossessioni di un mostro che non è solo antagonista, ma simbolo di un amore deformato dal tempo e dal dolore. Eppure il graphic novel non si limita a riverenziare: reinterpreta. La Mummia diventa figura tragica, complessa, quasi shakespeariana nel suo rapporto con il desiderio e la solitudine eterna.

Questa operazione – fedele allo spirito di Universal ma fresca e moderna – è anche ciò che rende la collana Universal Monsters una delle più interessanti uscite degli ultimi anni nel panorama internazionale e italiano.

Un’uscita che profuma di evento: variant speciale e anteprima esclusiva

Universal Monsters: La Mummia è disponibile in fumetteria e libreria dal 28 novembre, ma i fan più impazienti hanno avuto la possibilità di sfogliarlo in anteprima alla Milan Games Week & Cartoomics, dal 28 al 30 novembre 2025. Per l’occasione saldaPress ha anche presentato una splendida variant cover realizzata da Paolo Barbieri, uno degli illustratori fantasy più apprezzati della scena internazionale, capace di fondere estetica classica e modernità in un’unica immagine potente quanto un’incisione sacra.

Se c’è una cosa che questa collana sta dimostrando, è che i mostri della Universal non sono soltanto “vecchie glorie” ma icone ancora vive, pronte a parlare a una nuova generazione di lettori con linguaggi reinventati e sensibilità moderne.


Perché questo volume è imperdibile per la community nerd

Chi ama la cultura horror troverà in questo volume un ponte perfetto tra tradizione e innovazione. Chi segue la collana Universal Monsters vedrà ulteriormente consolidato un progetto che sta ridefinendo il modo di raccontare i mostri classici. E chi è cresciuto con l’immaginario cinematografico della Universal potrà finalmente rivivere quel brivido originario, rivestito di un’emozione nuova.

La Mummia di saldaPress non è solo un fumetto: è un rito di resurrezione, un richiamo dal passato che sa come far tremare il presente.

Topps conquista Milan Games Week & Cartoomics 2025: il collezionismo sportivo esplode al Padiglione 18

Milano sta per accogliere di nuovo la sua celebrazione più esplosiva della cultura pop, quell’ibrido meraviglioso di gaming, fumetti, cosplay e creatività che ogni anno trasforma i padiglioni della fiera in un ecosistema brulicante di storie, passioni e incontrI. Milan Games Week & Cartoomics torna per animare la fine di novembre con l’energia contagiosa di una community che vive di emozioni condivise, collezioni, universi narrativi e rituali da fan.
In questo vortice di stimoli, Topps® si prepara a firmare uno degli spazi più vivi e coinvolgenti dell’intera kermesse, portando il collezionismo sportivo sotto una nuova luce, fatta di sorprese, rarità e momenti che restano impressi come la prima figurina trovata in un pacchetto da bambini.

Topps, leader del settore e marchio iconico per generazioni di collezionisti, torna al Padiglione 18 – Stand F12, pronto a trasformare ogni visita in un’esperienza da raccontare. La sua presenza non è solo espositiva: è una dichiarazione d’amore a chi vive il calcio non soltanto in campo, ma anche attraverso la carta stampata, le texture foil, le serie limitate e quella frenesia palpabile che nasce ogni volta che le dita sfiorano una bustina ancora chiusa.

Questo approccio, centrato sulla community e sull’interazione diretta con il pubblico, rispecchia pienamente lo spirito editoriale di realtà come CorriereNerd e Satyrnet, dove la missione è trasformare la cultura pop in territorio d’incontro e dialogo tra appassionati .


Un universo di carte da scoprire: Match Attax 25/26 e l’evoluzione del collezionismo calcistico

L’arrivo della nuova stagione delle competizioni UEFA 2025/2026 porta con sé anche il debutto della linea Match Attax 25/26, protagonista assoluta dello stand Topps durante la fiera.
Questa collezione rappresenta un vero compendio del calcio europeo contemporaneo: storie, promesse, icone, statistiche e rarità che si intrecciano in un percorso visivo dedicato alle grandi competizioni UEFA — Champions League, Europa League e Conference League — tutte racchiuse in un’esperienza colorata, dinamica, immediatamente riconoscibile dagli appassionati di ogni età.

Ogni card diventa un microcosmo narrativo:

  • Le Star Boy catturano il momento in cui gli astri nascenti si affacciano sul grande palcoscenico.

  • Le Gladiator raccontano il coraggio e l’impatto dei giocatori più temerari.

  • Le Worldies celebrano quei talenti che hanno infranto record e ridefinito il concetto stesso di classe mondiale.

Ma le vere gemme, quelle che fanno tremare le mani al momento della sbustata, sono le Genuine Autograph: firme autentiche, reali, tangibili, un contatto diretto con i campioni.

E poi arriva il territorio delle leggende: le Red Hot e Cold Card, dedicati a due nomi destinati a segnare un’epoca — Cole Palmer e Lamine Yamal, quest’ultimo fresco di un titolo europeo conquistato alla giovanissima età di 17 anni.
La loro presenza nella collezione è pura adrenalina: carta dopo carta, sembrano quasi brillare come un drop raro in un videogame ultralevel.

E come ogni saga ha la sua reliquia sacra, la linea Match Attax presenta anche la maestosa Chrome Lethal Combo – Ronaldinho & Neymar Jr: una card che mette fianco a fianco due alfieri del calcio spettacolare, una coppia che incarna l’essenza del Barça migliore.
La variante autografata doppia, limitata a soli cinque esemplari al mondo, è di fatto un tesoro mitologico, il genere di oggetto che alimenta racconti da collezionisti per anni.


Showtime 25/26: l’esclusiva che chiude un’era (e ne apre un’altra)

Nell’area Topps Hobby, pensata per chi vive il collezionismo come una disciplina agonistica e un’arte di conservazione, la collezione protagonista sarà Showtime 25/26.
Prodotta in quantità limitatissime e riservata ai grandi eventi, sarà acquistabile per l’ultima volta durante la fiera milanese.
Una vera e propria “last call” che promette file, sguardi emozionati e quel sottile brivido da occasione irripetibile che solo i collezionisti conoscono bene.


Sticker UEFA Champions League 2025/26: l’altra metà della magia

Non solo card: lo stand Topps darà spazio anche alla nuova e imponente collezione di figurine UEFA Champions League 2025/26, un set mastodontico da 574 figurine che include tutte le 36 squadre partecipanti più gli sticker dedicati alla UEFA Women’s Champions League.

Il pezzo di innovazione assoluta è l’introduzione degli sticker paralleli “1 of 1”, una sfida pressoché irresistibile per i completisti.
Tornano poi le ricercatissime Jersey-Relic sticker-card — 2.000 copie totali disponibili solo negli starter pack — veri frammenti di storia sportiva incastonati nel cartoncino.

A completare la raccolta arrivano gli Historic Hat-Trick Heroes, le figurine più nostalgiche e celebrative, e i “1st Sticker”, la prima uscita ufficiale di ogni atleta all’interno della collezione, anche in variante chrome numerata.


Esperienze, rituali e community: lo stand Topps come spazio da vivere

In un contesto come Milan Games Week & Cartoomics, Topps non si limita a esporre collezioni: costruisce un vero ambiente esperienziale.
Lo stand del Padiglione 18 si trasforma in un piccolo villaggio del collezionismo, un luogo dove la passione non passa solo dalle mani ma soprattutto dalle persone.

Il photobooth personalizzato permette di immortalare l’attimo con mise nerd, pose creative e souvenir stampati al momento — perfetti per essere condivisi sui social in quell’orizzonte digitale che, come ricorda la nostra guida interna alla scrittura web, è fondamentale per attivare interazione e hype .

Poi c’è lui, il rito più amato da chi vive lo scambio come forma d’arte collezionistica:
il famigerato “Take a Card – Leave a Card”, il muro Topps che ha fatto innamorare migliaia di visitatori negli anni passati.
Una carta lasciata, una carta ricevuta: un gesto semplice che diventa occasione di incontro, sorpresa e scoperta, in perfetta armonia con la missione di Satyrnet di promuovere cultura e socialità attraverso la passione comune .


L’evento speciale: MikeShowSha incontra i fan

Venerdì 28 novembre, dalle 16:00 alle 18:00, Topps ospiterà allo stand un meet&greet esclusivo con MikeShowSha, una delle voci più amate del content creation italiano.
La sua presenza è un invito aperto ai fan, una calamita perfetta per chi vuole condividere la propria passione, scoprire contenuti inediti, scattare foto e vivere un momento unico all’interno della fiera.

È l’occasione ideale per unire nostalgici delle prime collezioni a bambini e nuovi appassionati, dimostrando ancora una volta quanto il collezionismo sia un linguaggio intergenerazionale capace di evolversi, connettere e sorprendere.


Milan Games Week & Cartoomics: un crocevia per nerd, fan e collezionisti

Milan Games Week & Cartoomics non è solo un evento: è un portale. Un punto dove fandom diversi si incontrano e contaminano, dove le storie si intrecciano e ogni brand trova il proprio modo di dialogare con la community.
Topps, con la sua capacità di trasformare il collezionismo in un racconto fatto di mani che tremano e occhi che brillano, dimostra ancora una volta quanto lo sport, il gioco e la memoria condivisa possano fondersi in un’unica esperienza.

Dal 28 al 30 novembre, il Padiglione 18 non sarà una semplice sezione della fiera: diventerà un habitat per collezionisti, un’arena dove la passione si materializza carta dopo carta.
E come ogni anno, il bello non sarà soltanto portare a casa una card rara, ma il ricordo di quel preciso istante in cui l’hai trovata.

Happy 501st Legion Day: celebriamo Vader’s Fist, il manipolo militare più iconico dell’universo Star Wars

C’è una data che ogni fan di Star Wars dovrebbe cerchiare in rosso nel proprio calendario: il 1° maggio, scritto nella forma anglosassone 5-01, è il giorno dedicato alla leggendaria 501st Legion. Non una semplice ricorrenza per appassionati in costume, ma una vera e propria celebrazione del club di costuming imperiale più grande del pianeta. Sì, perché la 501st è molto più di un gruppo di cosplayer: è un simbolo, un movimento globale, un pezzo vivo e pulsante della mitologia di Star Wars. E oggi, il mondo nerd si inchina con rispetto davanti a questa legione di sogno e impegno, che nel 2022 ha celebrato il suo venticinquesimo anniversario.

Fondata nel 1997 da Albin Johnson, un giovane della Carolina del Sud con un sogno grande quanto la Morte Nera, la 501st Legion è nata con l’obiettivo semplice – ma potentissimo – di unire i fan dei costumi dell’Impero sotto un’unica bandiera. Non bastava essere appassionati: bisognava incarnare, con rigore e passione, lo spirito dell’Impero Galattico, armature comprese. E da quell’idea, sbocciata online sul sito Detention Block 2551, si è generato un impero del fandom che conta oggi oltre 10.000 membri attivi in tutto il mondo, divisi in “guarnigioni” (o garrison) locali, presenti in più di 50 paesi.

Dietro le maschere, un cuore grande così

Non bisogna farsi ingannare dalle armature bianche scintillanti e dall’incedere marziale: la 501st non è solo spettacolo, è anche missione sociale. I membri della Legione non si limitano a sfilare ai Comic-Con o a presidiare eventi ufficiali Disney – anche se fanno pure quello, con la benedizione di Lucasfilm stessa. Il cuore dell’organizzazione batte forte per la beneficenza. Dagli ospedali pediatrici alle raccolte fondi, passando per visite speciali a bambini malati o eventi dedicati a cause umanitarie, la 501st utilizza la magia di Star Wars per portare luce dove c’è buio, proprio come farebbe un Jedi… ma con l’elmo di uno stormtrooper.

Nel solo 2013, le attività della 501st hanno raccolto oltre 16 milioni di dollari. E tutto questo nasce da una dedizione assoluta: i costumi non sono semplici travestimenti, ma repliche fedelissime, spesso costruite artigianalmente, secondo standard rigorosissimi. È questo livello di accuratezza e passione che ha permesso alla Legione di ottenere lo status ufficiale di gruppo approvato da Lucasfilm, l’unico del suo genere.

Quando la finzione diventa canon

Il riconoscimento più epico? Quello entrato nella timeline ufficiale. Già nel 2004, Timothy Zahn, autore culto dell’Universo Espanso, ha omaggiato la Legione nel suo romanzo Survivor’s Quest, inserendo una unità chiamata proprio 501st Legion. Ma è nel 2005, con La Vendetta dei Sith, che la realtà e la finzione si fondono definitivamente: la legione di cloni che segue Darth Vader nel massacro del Tempio Jedi è la 501. E non finisce qui: anche in The Force Awakens si può scorgere il logo della Legione nel castello di Maz Kanata, e il droide rosa R2-KT, dedicato alla figlia scomparsa di Johnson, ha fatto il suo debutto ufficiale nella saga.

La storia di Katie e il cuore dietro l’armatura

Sì, perché dietro l’epopea della 501st c’è una storia commovente. Nel 2004, alla figlia di Albin, la piccola Katie, venne diagnosticato un tumore cerebrale terminale. Il suo ultimo desiderio? Avere accanto un droide come R2-D2. E così nacque R2-KT, il droide rosa che è diventato ambasciatore di speranza e mascotte della Legione. Dopo la morte di Katie, R2-KT è diventato simbolo di amore e resistenza, viaggiando in lungo e in largo per missioni benefiche. E infine, come in una favola galattica, è entrato nel cast di The Force Awakens e in diversi episodi delle serie animate.

Una fratellanza galattica

Secondo Johnson, la 501st non è solo un club: è una famiglia, un esercito di anime gemelle che condividono un’identità, una visione, una missione. “Volevamo creare qualcosa con un senso di cameratismo”, racconta. “Indossare un’armatura è un’emozione, ma farlo con altre trenta persone è un’esperienza unica”. Ecco perché la struttura della Legione richiama quella imperiale: con gradi, gerarchie, e Garrison locali che operano autonomamente ma unite sotto un’unica visione globale.

In Italia, a portare avanti la missione di Vader’s Fist è la 501st Italica Garrison, che coordina eventi, raduni e missioni benefiche nel nostro Paese con la stessa dedizione imperiale. Ogni evento è una celebrazione della saga di George Lucas, una dichiarazione d’amore verso un universo narrativo che ha segnato generazioni.

Una leggenda che non si ferma

Oggi, a distanza di quasi trent’anni dalla sua nascita, la 501st Legion è più attiva che mai. Johnson non si è mai fermato. Ancora oggi, risponde alle mail dei fan, coordina attività, fornisce supporto tecnico a chi vuole costruire il proprio costume. Possiede tre armature da stormtrooper e un set completo da Boba Fett, e non ha alcuna intenzione di “andare in pensione”.

Durante la celebrazione del 20° anniversario a Orlando, circondato da centinaia di membri in uniforme, Johnson ha espresso la sua gioia con queste parole: “Festeggiare è una delle espressioni più pure dell’obiettivo originale che avevo in mente, circondato da persone speciali che condividono questa energia positiva”.

Lunga vita alla Fist

In un’epoca in cui i fandom spesso si dividono, la 501st Legion è un esempio luminoso di come l’amore per un franchise possa unire, ispirare e fare del bene. Non importa da dove vieni, quanti crediti hai nel portafoglio o che lingua parli: se porti nel cuore la passione per Star Wars, e sei pronto a incarnarla con disciplina e dedizione, c’è un posto per te tra le fila della Legione.

E oggi, 1 maggio, è il giorno giusto per alzare il blaster al cielo e dire con orgoglio: lunga vita alla 501st! Lunga vita a Vader’s Fist!

Saint Cloth Series – I modellini de I Cavalieri dello Zodiaco

Nel panorama delle produzioni legate all’universo di Saint Seiya, un importante evento attende i fan italiani: il 11 maggio 2025, Saint Seiya Vintage Italia darà alle luce il volume “Saint Cloth Series – I modellini de ‘I Cavalieri dello Zodiaco”, un’opera monumentale di ben 324 pagine che si promette di svelare in dettaglio la storia e l’evoluzione della serie di action figure Saint Cloth Series, una delle linee più iconiche create da Bandai. Questo volume approfondisce la genesi e la fortuna di queste statuette che hanno segnato un’epoca, esaminando la creazione dei “Cloth” (armature) che hanno fatto la storia del merchandising legato al celebre anime.

La saga I Cavalieri dello Zodiaco, creata da Masami Kurumada, debutta nel 1986 come manga e successivamente diventa una serie animata di 114 episodi, producendo numerosi film, musical, videogiochi e merchandising. Uno degli aspetti più amati del franchise sono le action figure vintage, prodotte principalmente negli anni ’80 e ’90 da Bandai, che hanno conquistato i collezionisti per la loro qualità e la fedeltà ai personaggi dell’anime. Realizzate in metallo e plastica, queste figure, dotate di articolazioni per pose dinamiche, sono diventate oggetti di culto, con alcuni modelli che hanno acquisito un notevole valore collezionistico grazie alla loro rarità e alla passione di una vivace comunità di appassionati.

Il concetto iniziale della Saint Cloth Series era quello di produrre delle bambole, ma il tocco distintivo stava nell’idea di vestire i personaggi di armature metalliche, realizzate in lega di zinco. L’operazione venne battezzata con il nome di Super Alloy Saint Seiya, un omaggio alla fusione tra il materiale die-cast e l’universo di Saint Seiya, e la collezione divenne ben presto un successo. Il primo set di giocattoli, lanciato nel 1986, includeva i “Bronze Cloths”, ovvero le armature dei protagonisti principali: Seiya (Pegasus), Shiryu (Dragon), Hyoga (Cygnus), Shun (Andromeda) e Ikki (Phoenix). Tuttavia, nonostante l’entusiasmo iniziale, le vendite stentavano a decollare. Per i primi tre mesi, la linea non registrava i numeri sperati, ma quando l’anime iniziò a guadagnare popolarità durante il Silver Chapter, le vendite dei giocattoli aumentarono in modo esponenziale. Un’importante campagna promozionale, iniziata nel gennaio del 1987, lanciò la Gold Cloth, un prodotto destinato a diventare leggendario tra i collezionisti.

Nel corso degli anni, Bandai rilasciò numerosi set ed edizioni limitate, espandendo la linea con nuove armature, come quelle dei Cavalieri d’Oro (Aries Mu, Taurus Aldebaran, Gemini Saga, solo per citarne alcuni), e l’introduzione delle armature nere. Queste edizioni, inizialmente pensate come prodotti esclusivi per i “cattivi”, si rivelarono un successo tale che Bandai dovette fare i conti con un’impennata della domanda, spingendo il marchio a rivedere la sua strategia di vendita. Altri momenti salienti di questa saga includono il lancio delle “God Robes” e delle “Scale”, armature di nuova concezione ispirate ai più potenti guerrieri dell’universo di Saint Seiya. Tra queste, spiccano i personaggi legati alle saghe più recenti, come i Cavalieri di Poseidone e quelli dell’Olimpo. Ogni nuovo prodotto, frutto della collaborazione tra Bandai, Toei e il disegnatore Masami Kurumada, diveniva un pezzo da collezione ambito, grazie anche alla qualità della realizzazione e alla fedeltà al design originale dell’anime e del manga.

Il volume “Saint Cloth Series – I modelli de ‘I Cavalieri dello Zodiaco”, che verrà pubblicato il prossimo maggio, rappresenta quindi una vera e propria enciclopedia della linea di giocattoli Saint Cloth Series, esplorando la loro evoluzione nel tempo, dalla prima generazione di Bronze Cloths fino alle versioni più recenti. Il libro racconta anche gli aspetti meno noti della produzione, come l’influenza di Mobile Suit Gundam sul design degli elmi delle armature e il costante dialogo tra Bandai e i designer giapponesi, che hanno contribuito a definire l’aspetto di ogni singolo personaggio. Un altro aspetto affascinante è il legame tra la serie di giocattoli e la popolarità del franchise: mentre in Giappone Saint Seiya esplodeva come fenomeno culturale, i giocattoli ottennero sempre più rilevanza, tanto che, nel corso degli anni, Bandai produsse edizioni speciali per celebrare traguardi storici, come il raggiungimento dei 5 milioni di giocattoli venduti.

Saint Seiya Vintage Italia è un’associazione culturale nata nel 2016 e formalmente costituita nel 2020, con l’obiettivo di raccogliere, studiare e preservare tutto ciò che riguarda Saint Seiya, noto in Italia come “I Cavalieri dello Zodiaco”. Fondata da appassionati del franchise, l’associazione mira a conservare e promuovere la magia di questo leggendario anime giapponese, attraverso l’amore di collezionisti e fan.La storia delle Saint Cloth Series si intreccia con quella dell’anime e del manga, contribuendo a far conoscere l’opera di Kurumada a livello globale. La serie di giocattoli non è solo un ricordo per i fan dell’epoca, ma è diventata nel tempo un vero e proprio simbolo di un’epoca d’oro del merchandising legato agli anime. Per gli appassionati, questo volume sarà un’occasione imperdibile per scoprire la storia dietro la creazione di questi modelli e per approfondire il legame tra la serie animata e il collezionismo. Saint Seiya Vintage Italia si impegna attivamente nella conservazione di questo materiale, raccogliendo e catalogando i modellini die-cast lanciati in Giappone nel 1987 e in Europa nei primi anni ’90. L’associazione ha creato un sito web dedicato per costruire un vasto “dizionario” delle action figure, con notizie, foto e curiosità. Inoltre, è molto attiva in fiere e mostre come Lucca Comics & Games, Cartoomics e Bologna Nerd, e conta tra i suoi soci onorari nomi illustri come Danja Cericola e Ivo De Palma.

Who is Milo Manara? L’artista che ha trasformato l’erotismo in un linguaggio pop e rivoluzionario

Parlare di Milo Manara significa addentrarsi in una sorta di labirinto estetico, culturale, sensoriale. Ogni tavola sembra schiudere una porta segreta del fumetto europeo, e ogni personaggio femminile racconta una storia che sfugge alle definizioni semplicistiche. È difficile immaginare la cultura pop contemporanea senza il suo tratto sinuoso, pulito e inconfondibile, senza quelle figure che sembrano sospese tra sogno, desiderio, ironia e poesia. Non serve essere esperti di graphic novel per riconoscere una sua illustrazione: basta un colpo d’occhio.

La carriera di Manara è un viaggio lungo decenni, un percorso che si intreccia con cinema, letteratura, arte classica, controculture, rivoluzioni estetiche e collaborazioni con giganti che hanno ridefinito l’immaginario collettivo. È un autore che non si limita a raccontare: scolpisce. Dipinge. Interpreta. Reinventa.

E per capire davvero perché sia diventato un’icona internazionale, bisogna ripercorrere le sue tappe come se si sfogliasse un atlante nerd delle meraviglie.


Le origini ribelli di un maestro in formazione

L’avventura di Maurilio “Milo” Manara comincia a Luson, in provincia di Bolzano, dove nasce nel 1945. La sua traiettoria artistica non è lineare, ma somiglia a quelle storie in cui il protagonista inciampa più volte nel proprio destino senza riconoscerlo subito. Dopo il diploma al liceo artistico privato, parte per Verona e infila le mani nella scultura lavorando accanto all’artista spagnolo Miguel Berrocal. Parallelamente, studia Architettura a Venezia, ma quel mondo gli sta stretto.

Sono gli anni del fermento culturale, del Sessantotto, delle contestazioni che incendiano anche la Biennale di Venezia, contro cui Manara e altri artisti si sollevano con la stessa determinazione che ritroveremo più avanti nelle sue scelte stilistiche. Non segue gli schemi: li ridisegna.

A fine anni Sessanta debutta nella collana “Genius”, con storie erotico–poliziesche che già rivelano la sua attenzione al corpo e alla sensualità, ma anche al ritmo narrativo. Subito dopo arriva Jolanda de Almaviva, serie sexy che esplode in popolarità e porta Manara nell’arena dei fumettisti più promettenti. Gli studi universitari? Abbandonati. Il fumetto, ormai, lo reclama a gran voce.

Gli anni Settanta: tra sperimentazione, politica e nascita del mito

Nei Settanta la voce di Manara si irrobustisce e si moltiplica. Collabora con il Corriere dei Ragazzi, lavorando su sceneggiature di Mino Milani che gli permettono di interpretare grandi figure storiche attraverso il filtro del fumetto. Parallelamente, insieme ad Alfredo Castelli e Mario Gomboli, realizza Un fascio di bombe, una riflessione feroce sugli anni di piombo e la strategia della tensione: un’opera che molti lettori stanno riscoprendo oggi, alla luce del suo valore storico e narrativo.

È in questo decennio che Manara incontra anche Silverio Pisu, con cui dà vita a opere come Lo Scimmiotto e Alessio, il borghese rivoluzionario, segnando l’ingresso ufficiale dell’autore nel fumetto d’autore.

Le sue collaborazioni con la casa editrice francese Larousse lo portano a raccontare la storia della Francia, la scoperta del mondo e la Cina, con la precisione di un illustratore che non vuole solo sedurre: vuole insegnare, esplorare, documentare.

Poi, nel 1978, arriva una svolta epocale: la nascita di HP e Giuseppe Bergman, pubblicato su “(A SUIVRE)”. Il riferimento a Hugo Pratt non è un vezzo, è un omaggio a un maestro che Manara ammira profondamente. Giuseppe Bergman, con le sue fattezze che ricordano sia l’autore sia Alain Delon, diventa la metafora dell’avventura moderna, un eroe anti–eroico sospeso tra il desiderio di fuga e la disillusione.


L’esplosione dell’erotismo: Miele, Il Gioco e la rivoluzione del desiderio disegnato

A cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, Manara innesca una rivoluzione estetica che ancora oggi divide, accende, appassiona. Nasce Il Gioco, commissionato dalla rivista “Playmen”, una storia erotica che diventa un successo mondiale inatteso. L’erotismo di Manara, tuttavia, non è mai pornografia: è un linguaggio. Un codice estetico che unisce ironia, eleganza, provocazione e libertà.

Le sue figure femminili – e tra tutte Miele, protagonista de Il profumo dell’invisibile e delle storie di Candid Camera – diventano simboli della sensualità disegnata. Non oggetti, ma muse. Non comparse, ma protagoniste assolute della scena.

In quegli anni Manara lavora anche su due capolavori scritti da Hugo Pratt: Tutto ricominciò con un’estate indiana ed El Gaucho, opere intense, profondamente umane, in cui l’avventura prattiana incontra la delicatezza visiva del tratto manariano.

 

L’incontro con Federico Fellini: quando cinema e fumetto si stringono la mano

L’arrivo di Federico Fellini nella vita di Manara è uno di quei momenti che sembrano scritti dal destino. A presentarli è Vincenzo Mollica nel 1983, e da quell’incontro nasce un sodalizio artistico e umano di rara intensità. Prima arriva Viaggio a Tulum, che trasforma una sceneggiatura felliniana incompiuta in un fumetto visionario. Poi arriva Il viaggio di G. Mastorna detto Fernet, opera misteriosa e quasi maledetta, che Fellini interrompe dopo aver interpretato come segno la comparsa della parola “fine” nell’ultima tavola.

Manara realizza anche i manifesti dei film Intervista e La voce della luna. Nessun fumettista, prima di lui, aveva dialogato così intimamente con il cinema d’autore.


Gli anni Novanta: tra biografie, denuncia sociale e nuove esplorazioni

Gli anni Novanta non sono una fase di quiete, ma di espansione. Manara collabora con Enzo Biagi su Cristoforo Colombo, illustra racconti di Pedro Almodóvar in El fuego y las entrañas, sperimenta la fantascienza erotica con Fantasex e si misura con tre classici della letteratura: Gulliveriana, Kamasutra, L’asino d’oro.

Non manca una vena sociale: Ballata in si bemolle parla di usura, Rivoluzione indaga l’imbarbarimento televisivo, Tre ragazze nella rete anticipa i temi dell’identità digitale, prima ancora che internet diventasse ciò che conosciamo oggi.

Il decennio si chiude con un ritorno magistrale: A riveder le stelle, nuova avventura di Giuseppe Bergman che diventa omaggio a tre amici scomparsi, Pratt, Fellini e Andrea Pazienza.

 

l nuovo millennio: Marvel, DC, Jodorowsky e il ritorno alla pittura

Con l’arrivo degli anni Duemila, Manara varca anche l’oceano. Per la DC Comics disegna Desiderio nel volume Sandman – Notti Eterne, entrando nell’universo di Neil Gaiman con una naturalezza sorprendente. Per la Marvel, insieme a Chris Claremont, realizza X-Men: Ragazze in fuga, dove la sensualità del suo tratto dialoga con il dinamismo dei supereroi.

Con Alejandro Jodorowsky crea l’affresco storico I Borgia, quattro volumi che sembrano dipinti su carta più che disegnati.

Parallelamente, lavora a Il pittore e la modella, progetto personale dedicato al rapporto tra arte e corporeità. E nel 2015 pubblica una delle sue opere più ambiziose: Caravaggio – La tavolozza e la spada, una biografia illustrata che reinventa il linguaggio del fumetto storico.


Tra statue, Palii, pandemie e nuove generazioni

Negli anni successivi, Manara continua a stupire. Disegna la statua dedicata a Brigitte Bardot a Saint-Tropez, realizza il drappellone del Palio di Siena 2019, crea tavole per onorare medici e infermieri durante la pandemia, devolvendo il ricavato agli ospedali di Milano, Napoli e Padova.

Nel 2024 firma un’opera dedicata ai 237 anni della Scuola Militare Nunziatella, ritratti che celebrano giovani allievi sospesi nel tempo.

Ogni decade aggiunge un tassello, mai un epilogo.

Manara oggi: identità, cultura pop e difesa del fumetto

Il segreto del suo successo non è solo nel tratto elegante, ma nella capacità di trattare il fumetto come un linguaggio adulto, colto, degno di riflessione. Manara ha sempre difeso la nona arte non come intrattenimento minore, ma come forma culturale complessa e stratificata, degna di dialogare con musei, cinema, letteratura e arti visive.

Ha attraversato rivoluzioni estetiche, discussioni sul corpo femminile, censure, polemiche, cambiamenti epocali. È rimasto comunque sé stesso: un autore che disegna perché ama il disegno, un intellettuale che riflette sulla natura dell’immaginazione, un artigiano che affina ogni linea come se stesse incidendo il marmo.

E forse è proprio questa autenticità a renderlo un riferimento eterno.

 

Ripercorrere la storia di Milo Manara è come sfogliare un diario segreto della cultura pop italiana ed europea. Non soltanto un artista che ha rappresentato l’erotismo: un narratore che ha imposto nuovi codici, un innovatore che ha esteso i confini del fumetto, un autore capace di lavorare con Pratt, Fellini, Jodorowsky, Gaiman e Claremont senza perdere la propria identità.

E mentre il suo tratto continua ispirare illustratori, registi, character designer, cosplayer e narratori visivi, la sua opera ricorda a ogni fan una verità semplice: il fumetto non ha limiti, se chi lo disegna decide di esplorare senza paura.

Tu quale opera di Manara hai scoperto per prima?
Quale delle sue fasi artistiche ti ha segnato di più?
Parliamone insieme: la conversazione su un maestro così non può che continuare.

Le collaborazioni tra Disney e Marvel con “Zio Paperone e il Decino Dell’Infinito” e “What If…?”

Panini Comics presenta una serie di avventure assolutamente speciali e fuori dall’ordinario, frutto dell’eccezionale collaborazione tra Disney e Marvel, una partnership attesissima dagli appassionati che ha destato scalpore nel mondo del fumetto. Disponibili in fumetteria e su Panini.it, anche un volume e una serie di albi assolutamente da collezionare, data la loro eccezionalità e particolarità: Zio Paperone e il decino dell’infinito (Uncle Scrooge and the Infinity Dime) e la serie What if…?, con i primi imperdibili titoli in versione albetto.

Zio Paperone e il decino dell’infinito è una storia evento che segna un incontro tra l’universo Disney e quello Marvel. Scritto da Jason Aaron, autore noto per il suo lavoro su Wolverine, Thor e gli Avengers, e disegnato da cinque artisti italiani – Paolo Mottura, Francesco D’Ippolito, Alessandro Pastrovicchio, Vitale Mangiatordi e Giada Perissinotto – questo fumetto esplora tematiche supereroistiche come il multiverso, universi paralleli e missioni cosmiche, pur mantenendo la tradizione di Zio Paperone e la Banda dei Paperi. La storia, presentata in anteprima in Italia sul numero 3579 di Topolino, è ora disponibile in un’edizione cartonata con contenuti extra, tra cui interviste agli autori e illustrazioni delle 12 copertine variant, realizzate da autori di fama. La cover, inedita in Italia, è opera di Gabriele Dell’Otto.

Jason Aaron, grande appassionato dei fumetti Disney, ha voluto infondere nel suo lavoro il dinamismo dei classici di Carl Barks e Don Rosa, aggiungendo però il tocco unico dell’universo Marvel. In Zio Paperone e il decino dell’infinito, il famoso personaggio dei Paperi affronta un’avventura epica con un nemico inaspettato e un finale ricco di colpi di scena. Aaron ha dichiarato che, se il suo lavoro è stato fatto correttamente, questa è una storia che può divertire chiunque, anche chi non ha mai letto un fumetto di Paperone.

La storia è accompagnata anche da una spettacolare cover di Alex Ross, che ha usato tecniche tradizionali come l’acquerello gouache per creare un effetto simile a quello di Barks, aggiungendo aerografo per rifinire la figura e il cielo. Questa pubblicazione celebra l’incontro tra due universi iconici, offrendo ai lettori una nuova e affascinante visione delle avventure di Zio Paperone.

Per la prima volta in Italia, inoltre, le 12 copertine variant di Zio Paperone e il decino dell’infinito sono disponibili nel loro formato originale comic book. In fumetteria e su Panini.it sono già disponibili sei imperdibili versioni (quelle di Frank Miller, Lorenzo Pastrovicchio, Peach Momoko, Ron Lim, Skottie Young e Walt Simonson). I successivi 6 albi con le ulteriori cover (firmate da Esad Ribic, Elizabeth Torque, Pepe Larraz, John Romita Jr., Steve McNiven, J. Scott Campbell) saranno disponibili a partire da giovedì 21 novembre in fumetteria e su Panini.it e dal venerdì alla Milan Games Week & Cartoomics.

Dalla collaborazione tra Disney e Marvel si sviluppa il progetto What if…?, frutto di un team creativo che coinvolge diversi autori italiani. Già presentata nelle scorse settimane su Topolino, per la prima volta in Italia le prime due storie nel loro formato originale.

In What if…? Paperino diventa Wolverine!, una storia scritta da Luca Barbieri e disegnata da Giada Perissinotto, Paperino si trasforma nel famoso mutante Wolverine, dando vita a un’avventura che mescola i mondi Disney e Marvel. Il progetto celebra i novantesimi e cinquantesimi anniversari di Paperino e Wolverine, rispettivamente, e presenta una premessa originale in cui il papero scavezzacollo e irascibile, noto per la sua impazienza, assume i tratti del feroce X-Men. La trasformazione avviene quando Paperino, vestito da marinaio, riceve i poteri di Wolverine, diventando il “mutante artigliato” che appare per la prima volta come avversario di Hulk nel 1974, per poi diventare un’icona del fumetto e del cinema. La storia è il frutto di una collaborazione tra Disney e Marvel, con un team creativo italiano. La copertina rovesciata del fumetto è realizzata da Ron Lim, veterano del fumetto americano noto per il suo lavoro su Silver Surfer, mentre i disegni interni sono di Giada Perissinotto, che, pur rimanendo fedele alla tradizione Disney, ha saputo infondere un’atmosfera marvelliana nella sua arte. L’autrice ha dichiarato che la fusione di Wolverine con Paperino non è stata difficile, poiché nella sua immaginazione i due personaggi sono già molto simili. Entrambi hanno un carattere irascibile, una vita segnata da sfortune e un’incredibile resilienza. La difficoltà principale è stata studiare le pose iconiche di Wolverine e i suoi vari costumi nel corso degli anni.

Luca Barbieri, lo sceneggiatore, ha spiegato che l’abbinamento tra Paperino e Wolverine è stato naturale, dato che entrambi sono caratterizzati da scoppi di ira e una vita piena di tragedie. Ha sottolineato come Paperino, con la sua personalità sfortunata e collerica, fosse perfetto per incarnare un personaggio come Logan, che condivide la stessa determinazione e tenacia. Per Barbieri, Paperino e Wolverine sono “due gemelli separati alla nascita”, il che ha reso facile sovrapporre i loro tratti caratteriali e trasporli nella trama.

What If…? Paperino diventa Thor! è una storia che esplora l’idea fantastica di Paperino che ottiene i poteri di Thor. Il papero, in un viaggio archeologico con i suoi nipoti Qui, Quo e Qua, scopre un misterioso bastone vichingo che lo trasforma nel Dio del Tuono, donandogli il potere di brandire Mjolnir. In un’epica battaglia contro invasori alieni, Paperino affronta le sue nuove capacità divinità, dimostrando che, nonostante la sua goffaggine, è capace di sorprendere. La storia, scritta da Steve Behling e Riccardo Secchi, con i disegni di Lorenzo Pastrovicchio, mescola l’umorismo disneyano con l’epicità dell’universo Marvel, creando un racconto tanto assurdo quanto affascinante.

Il racconto si ispira al debutto di Thor nel Journey Into Mystery #83, ma offre una rivisitazione leggera e ironica, tipica di Paperino. La trama, sebbene sembri stravagante, esplora la trasformazione di Paperino da un papero goffo e insicuro a un eroe divino, mentre deve salvare Paperopoli dall’invasione aliena. La fusione tra il mondo Disney e Marvel rappresenta una frontiera affascinante per i fan di entrambi gli universi, ed è un tributo all’eredità di Paperino, che quest’anno celebra il suo novantesimo anniversario.

Dietro questa avventura c’è un team creativo di talento, con una narrazione che bilancia azione e umorismo. Lorenzo Pastrovicchio, con il suo stile distintivo, ha creato un Paperino che indossa l’armatura di Thor, portando sulla scena il meglio della comicità disneyana e della spettacolarità dei supereroi Marvel. Questo progetto fa parte di una crescente collaborazione tra Disney e Marvel, con storie precedenti come “Zio Paperone e il Decino dell’Infinito” e “What If…? Paperino diventa Wolverine” che hanno mescolato i due mondi.

Be Comics! 2024. Un’indimenticabile edizione all’insegna del Fantastico

Oltre 20.000 persone hanno popolato i padiglioni della Fiera di Padova. Due giorni di full immersion con grandi ospiti e appuntamenti che hanno trasformato la città nell’epicentro della cultura pop. Un grande successo che conferma i record degli anni passati. 
Si è appena conclusa l’edizione 2024 di Be Comics!, il tradizionale festival dedicato alla cultura pop e geek del nord-est. Nel weekend, la città si è riempita di appassionati desiderosi di condividere e scoprire tutte le ultime novità dal mondo del fumetto, dei manga, degli anime, del videogioco e del cosplay. Oltre 20.000 visitatori hanno reso Be Comics! una vera e propria festa, confermando gli ottimi risultati degli anni precedenti e il grande interesse manifestato dal territorio verso l’evento. Visto il grande successo, Fandango Club Creators, l’organizzatore in partnership con Padova Hall, società che gestisce la fiera di Padova, ha già fissato l’appuntamento per il prossimo anno: l’edizione 2025 si svolgerà il 15 e il 16 marzo.
Be Comics! 2024 ha accolto nei due giorni oltre 160 espositori provenienti da tutta Europa. È stato possibile scoprire il meglio dell’editoria, con case editrici e comic store; giochi da tavolo con numerose postazioni demo, oltre ai tanti rivenditori di gadget e oggetti da collezione. Ma quest’anno anche il gaming è stato protagonista grazie all’area di 300 mq in collaborazione con NintendoPokémon Millennium e il team eSport QLASH e alle quasi 90 postazioni di gioco presenti in manifestazione, tra videogame cult, new release e titoli indipendenti. Tutti gli appassionati hanno potuto provare le ultime novità e mettersi in gioco con i numerosi tornei organizzati.
Il padiglione 7 e la galleria 78 della fiera di Padova sono stati animati da fan di tutte le età per celebrare insieme le passioni comuni, confermando come la cultura pop sia un fenomeno completo e transgenerazionale. Il Be Stage!, palco centrale della manifestazione, è stato il fulcro dell’evento. Nei due giorni si sono susseguiti numerosi panel e incontri che hanno abbracciato tutte le sfaccettature del mondo geek grazie a numerosi ospiti nazionali e internazionali, il tutto sapientemente condotto dall’host ufficiale Beatrice Lorenzi insieme a Giovanni “Zeth Castle” Zaccaria. Tra gli ospiti impossibile non citare Marco Checchetto, vera e propria leggenda dell’universo Marvel che ha presentato il suo nuovo Ultimate Spider-Man e Nobuyoshi Habara, artista giapponese, esponente di spicco del genere anime mecha. Sono stati imperdibili i meet & greet con due vere e proprie star del web, CiccioGamer89, che ha presentato la prima tappa del CiccioBurger Battle Truck; e Dario Moccia che con il suo quiz dedicato ai Giochi di Carte Collezionabili ha messo a dura prova i suoi amici e il pubblico.
Immancabile il mondo del cosplay. Con il Community Partner Epicos, tutti i cosplayer hanno potuto mostrare al pubblico i propri personaggi sul palco centrale durante la Cosplay Parade e l’Epic Cosplay Contest per un vero e proprio viaggio all’interno di questa affascinante arte. La nuova Fantasy Area ha trasportato grandi e piccoli nel mondo del fantastico, grazie alle rinomate community che con le loro scenografie e photo opportunity, hanno regalato dei ricordi indelebili. La 501st Italica Garrison, la Rebel Legion Italian BaseThe Dark Empire – Darkghast Spire e Ori’Cetar Clan – MMCC hanno portato a Padova un pezzetto della galassia lontana lontana, mentre La Fortezza ha ricreato un piccolo villaggio in pieno stile Medieval Fantasy. Infine, l’ormai celebre e consolidata Artist Alley che ha ospitato quasi 40 artisti di caratura nazionale ed internazionale.
Per continuare la tradizione delle precedenti edizioni, grande spazio è stato dato all’affascinante mondo orientale. Panel e dimostrazioni hanno fatto conoscere a tutti i visitatori il Giappone e la Corea del Sud, due paesi che negli anni hanno attratto sempre più le nuove generazioni. K-ble Jungle ha coinvolto il pubblico con i travolgenti ritmi del K-pop, fenomeno musicale coreano da milioni di ascolti mensili. Si sono potute ammirare le spettacolari coreografie di numerose crew e solisti in gara alla selezione per il campionato europeo K-pop Dance Fight Fest.
Diversi i brand che hanno deciso di partecipare a Be Comics! sposando la filosofia del branded content, che ha arricchito l’evento con dei contenuti attrattivi per il pubblico di riferimento: da Naked, brand di noodles e riso dall’autentico gusto asiatico, rivolto in particolare ad un pubblico giovane, che ha sponsorizzato il Be Stage!, a Enjoy, il car sharing di Enilive, che al suo stand ha permesso al pubblico di scoprire gli Enjoy Point attivi a Padova; da Italpizza, sponsor della Cosplay Area, a got2b, che ha presentato l’esclusiva linea di prodotti per lo styling dei capelli… perfetto per acconciature cosplay e non!
Nicola RossiPresidente di Padova Hall conferma che
“il grande successo di questa edizione mostra il profondo interesse del territorio per un evento dedicato all’intrattenimento. L’attivo coinvolgimento del pubblico più giovane è segno del potere che la manifestazione ha nel riunire le persone al di fuori del mondo virtuale, diventando un punto di ritrovo per socializzare e condividere le proprie passioni. Padova Hall è quindi pronta, grazie alla collaborazione con Fandango Club Creators, a ospitare la prossima edizione, lavorando ad un’ulteriore crescita, anche dimensionale”. 
Marco MorettiAmministratore Delegato di Fandango Club Creators, continua affermando che
“Be Comics! è ormai una realtà consolidata e un punto di riferimento per il nord-est. Grazie all’ampliamento dell’offerta degli ultimi anni, da quando abbiamo iniziato ad occuparcene, insieme a Padova Hall, Be Comics! – capace di rappresentare tutte le anime della cultura pop, attrarre brand di alto livello grazie alle opportunità offerte dal branded content e rivolgersi al sempre più appetibile e ricercato pubblico dei kidult  – è cresciuto in maniera esponenziale, acquisendo un’autorevolezza anche culturale che quest’anno abbiamo rafforzato ulteriormente, investendo per la prima volta sulla partecipazione di grandi star internazionali. L’obiettivo per la prossima edizione è di migliorare ancora, per offrire un’esperienza sempre più completa nel mondo del fumetto, del gioco e del videogioco, tanto che si potrebbe seriamente iniziare a parlare di Be Comics… and Games!”.
Il weekend del tutto dedicato alla cultura pop ha potuto contare su partner editoriali degni di nota come Corriere dello Sport – StadioTuttosport e sulla superstation Radio Piterpan, in qualità di Radio Ufficiale. Non resta che segnare le date della nuova edizione sul calendario!

Una spada laser rosa per beneficenza

Durante i giorni del Milano Gamesweek & Cartoomics ci sarà il Pink Force Day 2023, un’evento benefico internazionale organizzato dalla The Pink Force Fundación. Durante l’evento si raccoglieranno fondi per supportare la fondazione e le associazioni che si occupano di portare gioia e speranza ai bambini malati.

Il laboratorio “Spade della Forza” ha deciso di contribuire realizzando una spada laser unica: una ERIS completa di effetti sonori con una particolare verniciatura di color rosa e grip bianco (il onore delle cromie della The Pink Force Fundación), un modello unico, limited edition non replicabile.

La Spada laser da combattimento è stata realizzata in alluminio e policarbonato, adatta per combattimenti e scontri reali. L’impugnatura è realizzata in alluminio leggero e protetto da una verniciatura rosa antigraffio, al suo interno viene costudita l’elettronica ad potenza che ne garantisce un suono forte e una alta luminosità.La lama è realizzata in policarbonato bianco da combattimento, resistentissimo a urti e sollecitazioni anche da combattimento reale. Effetti sonori di accensione e spegnimento, movimento dell’impugnatura e scontro. Effetti di luce sull’impatto e diversi effetti attivabili come la deviazione blaster e lo scontro tra lame.

Il ricavato della vendita verrà devoluto in beneficienza alla The Pink Force Fundación l’ente di beneficenza stellare il cui obiettivo è portare gioia e speranza ai bambini malati. Il nostro obiettivo è sollevare il loro morale, incoraggiarli e aiutarli durante la degenza ospedaliera, creando momenti magici nei loro incontri con il leggendario  droide R2-KT.

La The Pink Force Fundación sostiene le organizzazioni che promuovono iniziative che rafforzano le famiglie e i pazienti di diverse patologie, soprattutto i più vulnerabili. Di conseguenza, migliorano il loro ambiente, la loro autostima e il loro coraggio nell’affrontare le terapie prescritte, promuovendo la solidarietà e la diffusione sociale di queste associazioni e della beneficenza che le guida. La Fondazione Pink Force non solo dà visibilità alle attività di altre associazioni, ma raccoglie anche fondi per aiutarle a raggiungere i propri obiettivi.

La spada sarà esposta in fiera tutti i giorni del Cartoomics presso lo stand di Spade della Forza. L’asta di beneficenza terminerà Domenica 26 Novembre alle 15:00. Per partecipare all’asta: ebay.it/itm/375069906033

Spade della Forza è un’azienda con sede a Rimini che da 2015 realizza spade laser per il combattimento sportivo e per l’intrattenimento. Oltre alla vendita tramite il proprio shop online partecipa alle più grandi e importanti fiere del settore italiane.

Milan Games Week & Cartoomics 2023

Come l’era digitale permette di accedere in pochi istanti a qualsiasi forma di intrattenimento, così Milan Games Week & Cartoomics in collaborazione con Fiera Milano e Fandango Club Creators, si prepara a raccogliere le passioni e le storie di giocatori, lettori e sognatori da tutto il mondo, dando vita a uno spazio che mira a diventare un incubatore universale dell’espressione pop. Con queste premesse, torna anche quest’anno l’attesissimo appuntamento che unisce il tangibile e il virtuale in una 3 giorni con tutte le carte in regola per garantire esperienze indimenticabili grazie alle tantissime novità in programma. Prima fra tutte una nuova configurazione degli spazi che estendono la propria superficie in 4 Padiglioni, ricoprendo ben 8000 mq in più rispetto all’ultima edizione e lasciando ampio campo ai tanti ospiti provenienti dal mondo dei videogiochi, dei fumetti, del gioco da tavolo e anche del cinema.

L’innovazione origina dalla tradizione e Milan Games Week & Cartoomics è anche questo. A testimoniarlo, l’area Planet Comics & Books, lo spazio unico dedicato a autori, disegnatori e illustratori, che grazie alla presenza di editori di spicco, ospiterà figure nazionali e internazionali durante tutte le giornate. Dopo i già annunciati Shinichi Ishizuka, Chris Claremont, Esad Ribic e Masaru Kitao, altri nomi arricchiscono il cast degli ospiti internazionali. Le novità iniziano con Saldapress che torna anche quest’anno con un ospite d’eccezione: per la prima volta in Italia, sarà presente il mangaka Sergei, autore di Kuma Kuma Kuma Bear, uno dei manga più popolari del momento che in Giappone ha già sfiorato le tre milioni di copie vendute. Mondadori ospiterà la scrittrice inglese Samantha Shannon, autrice di novel distopiche e fantasy che presenterà a Milan Games Week & Cartoomics l’attesissimo Un Giorno di Notte Cadente, edito da Oscar Mondadori, il nuovo romanzo ambientato nello stesso mondo de Il Priorato dell’albero delle Arance. Salani Editore celebrerà il 25° anniversario del fenomeno letterario Harry Potter, ospitando Arch Apolar, l’illustratore thailandese che ha realizzato le splendide copertine dell’edizione esclusiva del venticinquennale, presente tutti e tre i giorni per autografare l’imperdibile raccolta.

Con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico sempre più ampio e di estendere la proposta culturale di MGWCMX 2023, la manifestazione ospiterà un entusiasmante evento nell’evento: nasce infatti Fantasticon Film Fest (FFF), il nuovo festival dedicato al mondo del cinema che si svolgerà all’interno dell’auditorium di Fiera Milano Rho, proiettando pellicole di genere anime, fantasy e horror in una sala da 900 posti allestita con strumenti di ultima generazione. Organizzato da Echo e Fiera Milano e con la direzione artistica di Manlio Gomarasca, il FFF intende offrire un’esperienza cinematografica unica sia agli appassionati di tutte le età, sia ai nuovi spettatori curiosi, condividendo fino a sera inoltrata panel e masterclass per tutte e tre le giornate. All’interno del palinsesto del festival, sono già state confermate imperdibili anteprime nazionali come gli anime Blue Giant, tratto dal manga di Shinichi Ishizuka e City Hunter The Movie: Angel Dust, il nuovo film del cult degli anni ‘80. Per gli appassionati di horror, invece, il programma prevede la proiezione di Slotherhouse e The Well, l’ultima produzione di Federico Zampaglione, anche lui nella lista delle special guest. Tra i primi ospiti confermati, infine, Lamberto Bava, il celebre cineasta Dario Argento, al quale verrà consegnato il Legend Award e i Manetti bros., con uno speciale evento dedicato a Diabolik. Maggiori informazioni per tutti i cinefili che non vogliono perdersi questo evento, sono disponibili al seguente fantasticonfilmfest.it.

Anche i giochi da tavolo, esperienza ludica senza tempo in fervente espansione negli ultimi anni, saranno protagonisti indiscussi di MGWCMX 2023. La nuovissima area Unplugged accoglierà le maggiori case editrici di boardgame con tantissime esclusive. Prima fra tutte, offerta da Ravensburger, l’espansione del gioco di carte collezionabili Disney, Lorcana – Rise of the Floodborn, acquistabile direttamente in fiera in anteprima assoluta. Per gli appassionati di card game una sorpresa dallo youtuber Lyon: il content creator presenterà “Orda”, il recente gioco di carte collezionabili da lui realizzato e prodotto. Nell’intera area, inoltre, sarà possibile perdersi tra gli spettacolari stand che attendono tutti i visitatori per partite e momenti indimenticabili da vivere in compagnia.

Non solo una semplice manifestazione, ma un vero e proprio spettacolo. La line up della rinnovata MGWCMX 2023 non smette di ampliarsi in un climax ascendente di emozioni. La star di questa edizione sarà senza dubbio il Central Stage, il palco centrale che non smetterà di animare i 3 giorni di fiera, intrattenendo i visitatori senza sosta. Musica, gaming, panel e anteprime sono pronti a sinergizzare per creare un vero e proprio show unico e imperdibile. Si parte con Radio 105, partner ufficiale della manifestazione, presente in Fiera con tanti suoi talent: Bryan Ronzani condurrà tutte le attività in programma sul Central Stage, mentre Diletta Leotta e Daniele Battaglia, Dario Spada e Fabiola, Lodovica Comello, Edoardo Mecca e Dario Micolani, Moko, trasmetteranno i loro programmi in diretta in radiovisione per raccontare l’atmosfera inimitabile di Milan Games Week & Cartoomics. Non mancheranno inoltre gli ospiti musicali di 105: i noti rapper Rhove e Boro Boro, infatti, si esibiranno live rispettivamente sabato e domenica per portare il meglio della loro musica on stage. La lista di artisti si espande ulteriormente grazie al DSYRE Urban Show, che contribuirà a trasformare i padiglioni di Fieramilano nel luogo dove si concentreranno i più amati artisti della scena rap, trap e urban: a Diss Gacha, Slings, Bello Figo, Vegas Jones, Emis Killa, Mattak, Chakra, Ensi & Nerone, Shari e Rossella Essence, sarà affidato il compito di comporre la colonna sonora di questo evento indimenticabile.

La musica si unisce al gaming sul Central Stage! Al fianco delle tante esibizioni, ampio spazio verrà concesso alle novità dal mondo dei videogiochi. Per i fan dei picchiaduro, un’anteprima del gameplay di Tekken 8 verrà mostrata nel corso della manifestazione da esperti del settore, che sullo stesso palco intervisteranno figure di riferimento del mondo dello sviluppo italiano e internazionale. Ai già menzionati ospiti Sebastian Kalemba e Patrice Desilets, si aggiunge Davide Soliani​, entrato in Ubisoft Milan nel 1998 e divenuto Creative Director dello studio nel 2008. Davide guida il team che ha realizzato Mario + Rabbids Kingdom Battle e Mario + Rabbids Sparks of Hope, i due titoli realizzati in partnership con Nintendo che uniscono il mondo di Mario con quello dei Rabbids. A rafforzare la presenza degli studi di sviluppo italiani, il Central Stage ospiterà 3 importanti realtà: Memorable Games, Milestone e Storm in a Teacup che presenteranno i loro lavori più recenti e sveleranno i retroscena sullo sviluppo di videogiochi per tutti gli appassionati e gli aspiranti developer. Infine, per i fan del competitivo e degli eSport, il palco centrale offrirà a tutti gli spettatori entusiasmanti sfide su Call of Duty Warzone che si svolgeranno sabato all’interno del God Wager All Stars, il progetto del pro-player Dario “Moonryde” Ferracci, coinvolgendo i player italiani della God Wager League e domenica i più forti giocatori dello Stivale e Liam “Jukeyz” James, uno dei migliori al mondo in Call of Duty Warzone, player di Red Bull e streamer di West Derby, Liverpool. Lo stesso Moonryde, inoltre, sarà presente nei pressi della manifestazione in occasione della quarta tappa di Red Bull Street Streamer, il progetto su ruote trasportato da un van attrezzato per lo streaming itinerante di ultima generazione, che mira a esplorare i retroscena del mondo del gaming, offrendo una retrospettiva del tutto inedita sul panorama competitivo.

Tutti i visitatori potranno celebrare la propria passione videoludica grazie alla rinnovata sezione gaming. Euronics sarà presente a Milan Games Week & Cartoomics in veste di sponsor della più grande area gaming della manifestazione, la Freeplay Area. 120 console e postazioni PC saranno a disposizione del pubblico per provare le ultime novità e i titoli della stagione. Un’esperienza di gioco senza limiti e capace di soddisfare tutti i gusti aspetta i visitatori con le console Xbox Series X|S e il servizio Xbox Game Pass, PlayStation®5, HP, Intel e Bandai Namco, presente nell’area Freeplay con NARUTO X BORUTO Ultimate Ninja STORM CONNECTIONS, il nuovo capitolo della celebre saga, appena tornato su console con il roster più grande di sempre. Due altri grandi stand arricchiranno il programma videoludico di MGWCMX 2023: Nintendo e Plaion mostreranno, nelle loro rispettive aree, tutte le loro ultime esclusive grazie a numerose postazioni di gioco dedicate. Pensata per i videogiocatori “di nicchia” è invece l’area Indie Dungeon, dove saranno presenti gli studi di sviluppo italiani indipendenti DreamBits Studio, Figadei, Hexagony, Horns Level Up Games, La Fucina del Granducato, Nonstudio, Santa Ragione, Studio Kodama, Void Pointer e Volcanite Games, pronti a condividere con il pubblico i dettagli delle loro ultime produzioni. Al loro fianco, a confermare la fervente crescita del settore dello sviluppo di videogiochi in Italia, saranno inoltre presenti i 5 finalisti dell’iniziativa Red Bull Indie Forge, il progetto di Red Bull dedicato alla scoperta e al supporto dei developer del Bel Paese, che punterà i riflettori su Glasshouse di FLAT28, Monster Chef di Studio Pizza, TEOM: The Enemy Of Mine di Voxel Studio, Umbral Core di A Few Round Games e While We Wait Here di Bad Vices Games.

Le novità per gli amanti dei videogiochi continuano. Infatti, PG Esports porterà l’eSport ai massimi livelli con la nuova Arena di Gillette dove prenderanno vita tre giornate di emozioni e adrenalina realizzate in collaborazione con Dentsu Gaming. L’arena ospiterà nella giornata di venerdì la prima edizione della Kit Kat Breakers An Aram Challenge, il torneo aperto alla community di League of Legends. Influencer e player noti nel panorama di LoL saranno presenti per raccontare il meglio del primo giorno. Sabato, sarà invece dedicato alla Gillette Bomber Cup, il torneo su Fortnite targato Gillette giunto alla sua sesta edizione, che torna sul palco con un nuovo format mai visto prima, due talent d’eccezione e tante novità da scoprire. Domenica, infine, sarà il momento dei playoff dell’Italian Rocket Championship powered by Air Action Vigorsol, il campionato italiano di Rocket League che assegnerà il titolo di campioni della Season 11. A celebrare il presente e il futuro del gaming, sarà presente anche QLASH che occuperà uno spazio di oltre 1200mq. L’area BYOC sarà il palcoscenico delle emozionanti eliminatorie del Circuito Tormenta, mentre il Palco principale esalterà gli animi con finali eSport dal mondo di League of Legends, Valorant e Minecraft. L’Open Zone rappresenta invece un universo di connessione e divertimento, dove esplorare streaming, VR e Meet & Greet con gli influencer più importanti del mondo Riot Games e molto altro ancora.

Milan Games Week & Cartoomics è l’evento disegnato sulla generazione Z, capace di affiancare il più importante appuntamento italiano dell’ultimo decennio dedicato al gaming, agli eSport, al digital entertainment e alla geek culture alla storica manifestazione che da oltre 30 anni celebra il mondo dei comics, dei manga e dell’editoria. MGWCMX 2023 è ecosistema dedicato all’intrattenimento a 360° che prenderà vita da venerdì 24 novembre a domenica 26 novembre nei padiglioni 9, 11, 13 e 15 e presso l’Auditorium di Fieramilano (Rho). I biglietti per assistere a questa esperienza imperdibile sono già disponibili sul sito milangamesweek.it. Il futuro è a portata di sguardo!

Pink Force Day 2023 a Milano!

Dopo la prima edizione svoltasi nel 2021 a San Sebastian in Spagna, con sommo gaudio, apprendiamo che il Pink Force Day  si celebrerà in Italia dal 24 al 26 novembre 2023 durante il festival “Games Week & Cartoomics” a Milano presso FieraMilanoRho.

Il Pink Force Day è un’importante iniziativa benefica internazionale che ha come testimonial il simpatico droide R2-KT creato da Albin Johnson, storico fondatore della 501st Legion e della Galactic Academy, in memoria della figlia Katie. Anche in questa occasione “5 Legioni ed 1 solo cuore” saranno unite in questo importante appuntamento. La grande area Star Wars nel padiglione 11 di FieraMilanoRho, creata dall’associazione Galaxy e animata dalla presenza dei gruppi di costuming 501st Italica Garrison, Rebel Legion Italian Base, Ori’Cetar Clan – Mando Mercs, Saber Guild e Galactic Academy, ospiterà il simpatico droide che attiverà un’importante raccolta fondi a favore dei charity partners Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori – LILT e Onco Beauty.

Il progetto “The Pink Force” nasce nel 2004 quando fu diagnosticato un cancro al cervello a Katie Johnson, bambina di 7 anni, figlia di Albin Johnson, uno dei fondatori del club di costuming internazionale 501st Legion. Uno dei sui desideri era quello di avere un R2 che si prendesse cura di lei come R2–D2 si prendeva cura di Padme Amidala in Star Wars: Attack of the Clones. Attraverso il club di appassionati costruttori di droidi R2 Builders, Jerry Greene fece eco alla storia che aveva colpitola famiglia Johnson, e grazie alla mobilitazione dei mebri del club si riuscì a costruire un droide perfettamente funzionante che venne verniciato di rosa e battezzato: R2–KT. L’acronimo KT è letto in inglese come Katie, in onore alla piccola… Senza farsi abbattere dalla perdita della figlia, che comunque lo aveva duramente colpito, Albin Johnson decise che quel droide creato in onore di lei avrebbe potuto essere molto di pù, e che l’eredità che avrebbe lasciato avrebbe onorato sua figlia… Questa storia triste e meravigliosa ha così commosso i fan che è entrata di diritto nello storytelling ufficiale di Star Wars: R2-KT: il droide astromeccanico rosa è comparsa sia nella serie Star Wars: The Clone Wars che, soprattutto, sul grande schermo, in   Star Wars – Il Risveglio della Forza.

R2 – KT è divenuto il simbolo della sensibilizzazione sulle malattie infantili, in particolare il cancro, viaggiando per gli ospedali di tutto il mondo aiutando i piccoli malati a “fuggire”, in modo figurato, da quelle strutture donando loro speranza grazie alla passione per Star Wars. Negli Stati Uniti le campagne di solidarietà alle quali ha partecipato R2 – KT hanno raccolto centinaia di migliaia di dollari di fondi per fondazioni come Make a Wish. Seguendo questa iniziativa di Albin Johnson, The Pink Force è nata anche in Spagna con la missione di portare gioia e speranza alle famiglie dei bambini malati grazie alla quarta unità R2–KT autorizzata da Lucasfilm nel mondo.

Il Leggendario Albin Johnson sarà presente di persona a Milano al fianco delle Legioni ed agli “ambassadroid” del movimento internazionale Pink Force. Pink Force Foundation è una fondazione internazionale di beneficenza, legata al droide rosa R2-KT, l’obbiettivo è portare gioia e sollevare il morale, incoraggiare i giovani malati durante la loro degenza. Pink Force sostiene le organizzazioni che promuovono iniziative a sostegno delle famiglie di pazienti, non solo dando visibilità ma raccogliendo fondi per i loro progetti.

Milan Games Week & Cartoomics 2022

Nuovi spazi, grandi storie, ospiti d’eccezione: è con queste premesse che torna anche nel 2022 Milan Games Week & Cartoomics, il grande evento prodotto e organizzato da Fiera Milano in collaborazione con Fandango Club Creators in grado di unire il più importante appuntamento italiano dedicato al gaming, agli esport, al digital entertainment e alla geek culture, con la storica manifestazione che da circa trent’anni celebra il mondo dei comics, dei manga, dell’editoria e dell’intrattenimento nelle sue forme più affini al mondo nerd. Le date sono già fissate, da venerdì 25 a domenica 27 novembre, e la location sarà come sempre il tradizionale quartiere espositivo di Fiera Milano a Rho: quest’anno però lo spazio dedicato all’evento sarà ancora più ampio e gli special guest attesi – gli Heroes, veri e propri creatori di mondi di fantasia – attireranno tantissimi appassionati da ogni dove.

A cominciare dall’autore del visual che incarna in tutto e per tutto il nuovo mood di Milan Games Week & Cartoomics: Emiliano Mammucari, infatti, ha tutte le carte in regola per essere uno degli Heroes dell’evento. Disegnatore, scrittore e illustratore, si afferma con John Doe nel 2003 per Eura Editoriale. Inizia quindi la collaborazione con la Sergio Bonelli Editore per la quale, nell’ottobre del 2013, crea insieme a Roberto Recchioni, Orfani, la prima serie mensile a colori firmata Bonelli e pubblicata in tutto il mondo. Oggi, sempre per la Bonelli, è al lavoro sulla serie storico-avventurosa “Nero”.

Videogiochi, fumetti, cinema, animazione non sono più media separati, ma si incontrano e si fondono per creare un’esperienza immersiva del tutto inedita, una nuova realtà fatta di opportunità e condivisione.

È così che immagino il nuovo Mondo che si sta presentando ai nostri occhi: i due protagonisti esplorano, insieme, un’alba digitale, fatta di colori mai visti e possibilità da cogliere. Ci sono infiniti scenari da scoprire, e loro hanno imparato come orientarsi: mano per la mano, tenendo al centro del viaggio l’esperienza umana”.

È con questo spirito che il fumettista, illustratore e scrittore Emiliano Mammucari presenta il manifesto ufficiale di Milan Games Week & Cartoomics, incarnandone del tutto l’essenza. È animazione e intrattenimento, che si presentano sempre più cangianti e in continua evoluzione e che ritrovano un luogo fisico per manifestarsi in tutto il loro splendore.

Rivelata anche la presenza di Troy Baker, uno dei più grandi attori del mondo dei videogame: voce e movenze di Joel in The Last of Us, si è recentemente unito al cast dell’omonima serie tv prodotta da HBO. Interpretazioni come Booker DeWitt in Bioshock Infinite o ancora Higgs in Death Stranding di Hideo Kojima lo hanno consacrato a icona del panorama videoludico odierno, grazie anche a riconoscimenti internazionali come i Video Game Awards, i DICE Awards e ben cinque nomination con il premio per la migliore interpretazione ai BAFTA. Tra le conferme degne di nota, anche quella dell’italiano trapiantato in California Andrea Pessino, co-founder e responsabile ricerca dello Studio Ready At Dawn, studio acquisito da Meta nel 2020 per sviluppare nuovi giochi per Oculus VR. Con un passato da Senior Software Engineer in Blizzard Entertainment® dove ha creato le tecnologie di base per diversi blockbuster del franchise WarCraft®, Andrea è laureato in composizione, armonia e teoria musicale, ed è un abile compositore e un pianista esperto, tanto da essere coinvolto in prima persona nella colonna sonora di Diablo II e ottenere il premio IGDA Game Developers Choice Award nel 2001 per “Excellence in Audio”. Insomma, ha tutte le carte in regola per entrare a far parte degli Heroes, gli ospiti d’eccezione protagonisti dell’edizione 2022 di Milan Games Weel & Cartoomics. Tra loro ci sarà anche il maestro Austin Wintory, che ha recentemente festeggiato il 10° anniversario di Journey riorchestrando i brani della colonna sonora da lui composta per l’iconica avventura lanciata nell’ormai lontano 2012 su PlayStation 3. Compositore poliedrico, è stato nominato ai Grammy e ha vinto due BAFTA, lavorando a produzioni di ogni tipo, dalla trilogia The Banner Saga ad Assassin’s Creed Syndicate.

La musica di stampo nerd è in mano a DJ Shiru, che con i K-ble Jungle ha in programma due solide ore di spettacoli di ballo K-Pop, nelle giornate di sabato e domenica. Le crew e solisti ospiti che vi faranno danzare e divertire sono Chiara Franchina, Meant to Be e Ntense Crew.

E non finisce qui, anzi: dai videogame passiamo ai boardgame con un altro Hero degno di nota. È Andrea Chiarvesio, autore e game designer noto ai più per il successo globale ottenuto con il gioco da tavolo Kingsburg. Attualmente in forze da CMON – una delle aziende leader nel settore – Andrea vanta collaborazioni di spicco con Wizards of the Coast per Magic: the Gathering e con Upper Deck per Yu-Gi-Oh!, due tra i card game più giocati al mondo.

Rebel Legion Italian Base , 501st Italica Garrison, Ori’ Cetar Clan – Italy MMCC, Saber Guild Trento ed i giovani cadetti della Galactic Academy vi aspettano a Milano Cartoomics 2022 dal 25 al 27 novembre, in unica grande area interamente tematizzata Star Wars.
Il padiglione 8 della fieraMilanoRho permetterà alla galassia lontana lontana, di essere vicina a tutti. Sarà un esperienza veramente immersiva per ogni partecipante, che potrà entrare nelle varie ambientazioni, camminare per Tatooine, entrare nella nuova sala del trono di Jabba, attraversare un corridoio dell’imperiale morte nera. Grazie alla massiccia presenza di legionari in costume ed alle numerose props esposte, come il grande camminatore At-St, il landspeeder di Luke Skywalker, l’intera area sarà animata con numerose iniziative e tante diverse photo opportunities. Sarà presente una nuova splendida escape room a tema che potrà mettere alla prova i presenti, un arena dedicata a lezioni ed esibizioni di combattimento con spade laser, un infopoint dove poter conoscere meglio i 5 gruppi presenti. Come sempre anche la beneficenza è un aspetto prioritario nella vita delle legioni, saranno infatti presenti due charity partner: Oncobeauty ed il Centro allevamento ed addestramento a Limbiate di cani guida per non vedenti. L’associazione culturale Galaxy coordinerà il grande spazio gestito dai cinque gruppi ufficialmente riconosciuti da LucasFilm e membri provenienti da diverse nazioni.

Sabato 26 novembre 2022 si svolgerà l’ “Epic Cosplay Contest”, il contest ufficiale della fiera aperto a tutte le categorie di cosplayer. I partecipanti (previa iscrizione in loco) che gareggeranno saranno valutati dalla giuria composta da membri di spicco appartenenti al mondo del Cosplay, Associazioni e Professionisti del settore. I giurati valuteranno ogni concorrente in base alle seguenti caratteristiche: somiglianza globale al personaggio, fattura e difficoltà del costume, interpretazione dei tratti caratteristici del personaggio stesso e originalità e valore artistico della performance. Sarà loro cura assegnare i seguenti premi: 1° Classificato, 2° Classificato premio, Miglior Gruppo, Miglior Interpretazione e Premio Kids. Il 1° Classificato entrerà di diritto all’interno della rosa di finalisti della Cosplay Italian Cup, il primo torneo nazionale creato da Epicos! (tutte le info qui!). Per partecipare al contest, prima di tutto è necessario compilare la liberatoria (se avete già compilato la liberatoria per precedenti gare NON è necessario ricompilarla). Le iscrizioni si svolgeranno dalle ore 10.00 fino ad un’ora prima del contest, direttamente all’evento presso il desk Epicos nei pressi del Palco. Epicos si raccomanda la lettura approfondita del regolamento!

Non resta che segnare sul calendario le date e prepararsi a vivere la prima alba digitale, un’esperienza tutta nuova per le migliaia di appassionati: l’imperdibile appuntamento è fissato dal 25 al 27 novembre 2022 a Fiera Milano Rho. I biglietti sono già disponibili su milangamesweek.it e cartoomics.it.

Alessia “Inu Akane” Colombo: giovane talento esplosivo

Vi presentiamo lo straordinario talento di Alessia Colombo, in arte “Inu Akane”, una ventiduenne cosplayer milanese, che ha fatto del cosplay una sua grande passione. Il suo avvicinamento a questo mondo h avvenuto nel 2014, ma scopriamo come…

Da sempre amante degli anime e manga giapponesi, Alessia ha iniziato il suo percorso come cosplayer dopo aver partecipato al Festival Del Fumetto Winter Edition di Novegro: da quel momento, dopo aver visto tutti i meravigliosi cosplayer presenti in fiera, ha deciso di intraprendere attivamente questa passione e proporre il suo primo cosplay al Cartoomics 2014 interpretando Ib (dell’omonimo videogioco).

Il cambiamento da Alessia ad “Inu” è avvenuto nel 2015. La scelta del nick è avvenuta un po’ per gioco seguendo la moda di crearsi un nick/avatar in stile nipponico da parte di numerosi cosplayer. A scuola, fece conoscenza con un gruppo di amici con cui condividere la passione degli anime e del cosplay: proprio grazie a loro è nato il soprannome “Inu Akane”. In quel periodo, molte giovanissime cosplayer hanno utilizzato il suffisso “Neko“, ovvero “gatto” in giapponese, come parte del loro nome da cosplayer. Alessia fece esattamente il contrario, utilizzando il termine “Inu” (che significa “cane” in giapponese) dato il suo amore per questi animali e come omaggio al suo anime preferito Inuyasha. Il nome “Akane” invece è legato al colore rosso (ovvero “Aka” in giapponese) il colore preferito di Alessia… oltre ad essere quello il colore dei suoi capelli in precedenza.

Dal 2014 ad oggi, Alessia ha realizzato più di trenta cosplay e partecipa attivamente alle fiere del fumetto, soprattutto nel nord Italia. Tra quelli realizzati, i suoi cosplay preferiti  sono: Triss Merigold da “The Witcher 3 Wild Hunt” e Megara dal film Disney “Hercules”.  Inu Akane ha deciso di specializzarsi in personaggi tratti dai videogiochi, sua grande passione “tramandata” dal padre, che ha passato il controller della Playstation 1 a sua figlia per la prima volta a 6 anni: da allora Alessia ha mantenuto ben stretta la presa su di esso fino ad oggi. 

I personaggi di cui fa cosplay sono spesso molto variopinti e di caratteri eterogenei: le piace molto giocare e recitare in cosplay, anche e soprattutto cercando di confrontarsi con personaggi che hanno un carattere totalmente opposto al suo.

Dopo tanti anni di cosplay e di ogni genere, Inu Akane non smette mai di stupirci ed anche quest’anno, siamo sicura, che è gia pronta a metterci tutta se stessa con nuovi progetti molto importanti e tanto, tanto talento.

Per approfondire la creatività di Alessia “Inu Akane” Colombo vi invitiamo a visitare il suo profilo Instagram, FacebookKo-fi.

Kya: la passione infinita!

Con l’obiettivo di ripercorre insieme la “nascita del cosplay in Italia”, vi presentiamo Kya, una talentuosa cosplayer attiva dal 2000.  Appassionata di anime/manga (in particolar modo Trigun, Sailor Moon, One Piece, Slayers e Lupin III) Kya è un amante dei gatti edel gelato, appassionata di fotografia, letteratura, cucina e, ovviamente di cuito e, in generale, di  tutto quello che è creativo.

Quando è stata esattamente la prima volta che hai deciso di creare un Cosplay?

Nel 1999. Un paio di anni prima avevo cominciato a frequentare le fiere del fumetto e avevo notato ragazzi vestiti dai personaggi di anime/manga. La cosa mi piacque e complice l’uscita di Trigun, serie che amo, decisi di farlo anche io. Cartoomics 2000 è stata la mia  fiera in cosplay. All’inizio non sapevo che questa cosa avesse un nome. Scoprii molti anni dopo che si chiamava cosplay

Come hai vissuto, in prima persona, la “nascita del cosplay” in Italia?

Quando ho cominciato eravamo davvero molto pochi e non proprio ben visti soprattutto dagli espositori che non capivano molto bene la nostra presenza. Ricordo le difficoltà di reperire i materiali, immagini e soprattutto le parrucche! Alle fiere non c’erano i camerini e ci si cambiava o nei bagni, oppure in angolini appartati. Anche il palco a volte non c’era, oppure lo spazio per le gare era rilegato in ambienti davvero piccoli (chi ricorda la gara di una Cartoomics nel vano sottoscala?  XD), magari con solo un pezzo di panno colorato a terra per limitare l’area “palco” o con un microfono da passare a 50 persone. Nonostante questo l’atmosfera era sempre positiva, chiacchieravi con gente mai vista prima come faresti con amici di lunga data. Questa cosa confesso che mi manca molto.

Facevi parte delle community / associazioni storiche del cosplay? se si quale?

Bazzicavo saltuariamente nel forum di Anaco, ma non sono mai stata molto social, quindi non partecipavo molto attivamente

A quali eventi “hai dato vita” nella tua carriera storica nel Cosplay italiano?

Principalmente fiere in Lombardia, quindi Fumettoli, Cartoomics,  Comiconvention, Novegro. Al di fuori Lucca.

Oggi, prendi parte a tanti eventi? Se “si”, quale di questi preferisci?

Sì anche se molto pochi rispetto al passato. Tappa fissa sono Novegro, Cartoomics e Lucca. A volte provo ad andare ad altri eventi anche se è molto raro (questo non perchè non mi interessano ma perchè son troppo distanti).

Quali cosplay hai realizzato fino ad ora?

In ordine causeale: Trigun (Mery e Milly), Master Mosquiton (Yuki sia adulta che bambina), Ranma (ranama sia lui che lei, Anake, Shampoo), Chobits  (Kotoko e Chii), Megamen NT Warriosr (Meulu), KOF (Yuki e Athena), Disgaea (Samurai/Ronin), Le chavalier D’Eon (Lia e D’eon),Monochrome factor (Lulu), Fullmetal alchemist (due versioni di Winry e Envy), One Piece (diverse versioni di Nami), Saiyuki (Sanzo, Lirin, Gyokumen, Kanzeon, Houran), Princess tutu (due verisoni di Ahiru e Rue), Hunter x Hunter (Kurapika varie versioni ), Principessa dai capelli blu (Lucilla),Robin hood (Robin e Marian), Evangelion (due versioni di Asuka), Naruto (Tenten), Sailor moon (Minako), Denny phantom (Denny), Ben 10 (Lucky girl), Matantei Loki ragnarok (Loki e Verdandi e Mayura), Yu-gi-oh! (Kirasa, Joey, Bakura), Yami no matsuei (Kisoka e Suzaku), Cardcaptor sakura (Sakura), Sakura taisen (Sakura), Chtulu chronicle Erz),  Fairy tail (Lucy), K-on (Mio), Lupin III (Fujiko),Gentlemen bastards (Sabetha), Pandora hearts (Alice e Lotti ), Ragnarok oneline (Alicel), Tsubasa chronicle (Fai), Vocaloid (Len), Digimon (Sora), Slayers (Xellos), Dragon Ball (Bulma e Chichi),  vari original

A quale cosplay che hai realizzato sei più legata/a?

Sicuramente Meryl, mio primo cosplay, poi Lia e Kurapika anche se ognuno di loro è comunque legato a ricordi

Per quanto riguarda i vestiti e gli accessori che servono per creare o quanto meno rendere più credibile il personaggio in cui ci si vuole immedesimare, preferisci crearli o acquistarli?

Preferisco farli, uno perchè è una parte del cosplay che mi piace molto, due perchè tendo a scegliere personaggi di serie poco famosi, quindi impossibile reperire online il costume già fatto. Inoltre sono molto pignola, quindi tutto deve essere fatto come dico io. Per accessori particolarmente complicati mi affido a terzi.

Secondo te come si diventa dei bravi Cosplayer? Ci sono persone nel settore o anche modelli a cui ti sei ispirata?

Non mi sono ispirata a nessuno anche perchè quando ho cominciato non c’erano molti siti o riviste che parlassero di questo hobby. Quindi ho fatto da me. Bravi cosplayer … penso che il bravo cosplayer sia quello che riesce a rendere “reale” il personaggio che interpreta. Non importa se indossa un’armatura super elaborata o maglietta e calzoncini. Quando lo guardi e pensi “cavolo è proprio lui!”, ecco per me quello è un bravo coslayer.

Ultimamente si parla molto degli original, qual è la tua esperienza?

Io ho cominciato a fare original quando nell’ambiente venivano considerati “non cosplay” in quanto non legati a qualcosa di esistente. Trovo che sia bello poter dare libero sfogo alla propria fantasia creandosi un personaggio tutto tuo. Concordo però sul fatto che un original deve essere qualcosa con un senso, una storia,  un minimo di background. Mettersi addosso due cose prese a caso, ecco quello per me non è un original.

Secondo il tuo giudizio “storico” come si è evoluto il cosplay negli ultimi anni?

In bene e in male. Se da una parte ha portato una maggiore facilità nel reperire i materiali, ha introdotto nuove tecniche e sono aumentati esponenzialmente gli eventi, dall’altro ha attirato molte persone nella speranza di diventare “famose” come era successo ad alcuni cosplayer e questo a mio avviso ha contribuito in parte a rendere tossico l’ambiente.

Basandoti sulle tue esperienze, si può parlare oggi di “Industria” legata ai Cosplay?

Bè sì, con l’aumentare della richiesta sono nate moltissime attività commerciali legate al cosplay, trucco, parrucco e abiti. Senza contare che molti cosplayer ne hanno fatto un vero e proprio lavoro, creando abiti e accessori su commissione.

Come si “connette” la tua creatività Cosplay nella tua vita sociale, privata e professionale?

Tralasciando le amicizie, professionalmente non ho nessuno tipo di “aggancio” con questo mondo

Non trovi stressante a volte di imbatterti in persone che ti criticano per il modo in cui fai Cosplay?

Si è capitato, ma non ci bado molto. È un hobby che mi piace e mi ha dato soddisfazioni. Se agli altri non piace o lo ritengono una perdita di tempo, affari loro

Secondo te che impatto hanno avuto i social network e dello streaming nella diffusione del cosplay?

Enorme. Se prima eravamo quattro gatti, al giorno d’oggi la community è cresciuta esponenzialmente anche e soprattutto grazie al poter condividere i propri lavori, incuriosendo magari chi non ne era a conoscenza e aiutando con tutorial e affini chi è alle prime armi.

Come esprimi oggi la tua creatività? Sei ancora una cosplayer o ti sei dedicata ad altre espressioni artistiche?

Ancora cosplayer anche se come dicevo a causa di mancanza di tempo ho dovuto ridurre drasticamente.  Per il resto mi piace creare. Realizzo abiti da indossare tutti i giorni e a tempo perso mi piace la fotografia e cucinare/decorare dolci

Hai qualche aneddoto particolare che ti è successo in ambito cosplay che vuoi raccontarci?

Ce ne sarebbero troppi, sia super divertenti che traumatici. Tralasciando la innumerevoli volte in cui il mio personaggio è stato scambiato per un altro, ho dei bellissimi ricordi legati ad alcuni gruppi che ho fatto, in particolare quello di Fullmetal Alchemist con i Cosplayers Within , Saiyuki col mio gruppo cosplay e Ragnarok Online fatto con due miei cari amici e portato al Japan Expo di Parigi. Oltre ovviamente a tutte le avventure vissute col mio gruppettino cosplay

Ci sono dei consigli che vuoi dare a coloro che vogliono provare a diventare Cosplayer?

Divertitevi! Il cosplay deve essere prima di tutto divertimento. Se siete alle prime armi scegliete qualcosa di semplice e non scoraggiatevi se le prima volta il risultato non è quello che vi aspettavate. E soprattutto scegliete personaggio che vi piacciono o che vi hanno colpito. Avere un feeling col personaggio che stai portando vi darà una spinta in più

Per approfondire la creatività di Kya, vi invitiamo a visitare il suo Profilo Instagram o di esplorare il suo Portfolio su Deviantart.

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