Colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema, maestri della musica per immagini, orchestra sinfonica e fandom cinematografico riuniti sotto lo stesso cielo. Roma si prepara a vivere una settimana in cui le note diventano memoria collettiva, spettacolo e cultura pop allo stesso tempo. Dal 16 al 22 marzo 2026 torna infatti il Roma Film Music Festival, arrivato alla sua quinta edizione e ormai riconosciuto come uno degli appuntamenti più affascinanti per chi ama il cinema anche attraverso la sua dimensione sonora. Durante la conferenza stampa di presentazione è stato svelato il programma completo di questa nuova edizione, guidata ancora una volta da Marco Patrignani, ideatore del festival e presidente dell’Orchestra Italiana del Cinema. L’evento ha riunito istituzioni, musicisti e protagonisti del mondo culturale e musicale, tra cui l’On. Federico Mollicone, l’assessore di Roma Capitale Alessandro Onorato, le figlie del grande compositore Piero Umiliani, oltre a figure di primo piano della scena musicale internazionale come Tommaso Colliva, il direttore d’orchestra Ernst Van Tiel e il leggendario pianista hollywoodiano Randy Kerber.
Chi vive la cultura nerd lo sa bene: la musica è una parte fondamentale della magia cinematografica. Alcune melodie riescono a farci tornare indietro nel tempo con una potenza emotiva incredibile. Basta una sequenza di note per far riaffiorare una scena iconica, un personaggio amato o l’atmosfera di un film che ha segnato la nostra vita. Ed è proprio questo il cuore dell’esperienza proposta dal Roma Film Music Festival: celebrare la colonna sonora come linguaggio universale capace di unire cinema, cultura pop e memoria collettiva.
Roma diventa per una settimana una sorta di capitale mondiale della musica per immagini. Gli eventi prendono vita tra l’Auditorium Conciliazione e i mitici Forum Studios, gli storici studi fondati da giganti della musica per il cinema come Ennio Morricone, Piero Piccioni, Armando Trovajoli e Luis Bacalov. Camminare in quei luoghi significa letteralmente attraversare la storia della musica cinematografica italiana.
Una delle anime più emozionanti dell’edizione 2026 è dedicata al centenario di Piero Umiliani, figura fondamentale nella storia del jazz italiano e della musica da film. Oltre centocinquanta colonne sonore, una produzione artistica vastissima e un talento capace di attraversare epoche e generazioni. Il suo nome resta per sempre legato anche a un piccolo fenomeno pop globale: Mah Nà Mah Nà, diventato negli anni una sorta di tormentone internazionale grazie alla televisione e alla cultura pop.
Le prime giornate del festival sono costruite proprio come un viaggio dentro la sua eredità artistica. Concerti, incontri e una mostra immersiva permetteranno al pubblico di esplorare archivi sonori, immagini storiche e atmosfere che raccontano l’universo creativo di Umiliani. Un percorso multisensoriale pensato per appassionati, musicisti e curiosi che vogliono capire come nasce una colonna sonora e come la musica possa trasformare un film.
Il primo grande momento live porta sul palco Gegè Munari, storico collaboratore di Umiliani e Morricone. Novantadue anni di energia artistica che raccontano una vita intera trascorsa tra jazz, cinema e registrazioni leggendarie. Il concerto “Gegè Munari & Friends” promette di trasformarsi in una vera festa musicale fatta di improvvisazione, memoria e incontri inattesi.
Il dialogo tra passato e presente continua con l’arrivo dei Calibro 35, tra le formazioni più amate dagli appassionati di colonne sonore e cinema di genere. La loro musica è una dichiarazione d’amore verso il sound delle pellicole italiane anni Sessanta e Settanta, e il concerto dedicato a Umiliani promette di essere un’esperienza sonora immersiva capace di fondere jazz, funk, groove cinematografico ed energia contemporanea.
Una delle sorprese più emozionanti del festival riguarda invece l’arrivo in Italia di una vera leggenda di Hollywood. Randy Kerber, pianista e compositore che ha contribuito a creare alcune delle colonne sonore più celebri della storia del cinema, salirà per la prima volta sul palco del festival con il concerto immersivo “The Piano in Hollywood – A Night with Randy Kerber”. Chi mastica cinema da anni conosce bene il suo nome, anche se spesso resta dietro le quinte. Kerber ha collaborato con giganti della musica per film come John Williams e ha lasciato la sua impronta sonora in pellicole che appartengono all’immaginario collettivo globale. Il suo pianoforte accompagna momenti iconici di film come Harry Potter and the Philosopher’s Stone, Forrest Gump, Titanic e La La Land. Un curriculum che, per chi ama il cinema, equivale a una vera enciclopedia emotiva.
Il gran finale del festival parla invece direttamente alla nostra anima geek. Una delle saghe più amate della storia del cinema torna sul grande schermo in una forma spettacolare: cine-concerto con orchestra sinfonica dal vivo. Il pubblico potrà assistere alla proiezione integrale di Star Wars: Episode VI – Return of the Jedi mentre l’Orchestra Italiana del Cinema esegue dal vivo la leggendaria colonna sonora composta da John Williams.
Chiunque sia cresciuto con la saga di Star Wars sa quanto la musica sia parte integrante dell’esperienza narrativa. I temi orchestrali che accompagnano Luke Skywalker, Darth Vader e la ribellione contro l’Impero sono diventati simboli culturali riconosciuti in tutto il mondo. Ascoltarli dal vivo, sincronizzati perfettamente con le immagini del film, significa vivere il cinema in una dimensione completamente diversa.
A dirigere l’orchestra sarà Ernst Van Tiel, uno dei direttori più apprezzati nel panorama internazionale dei cine-concerti. Ottanta musicisti sul palco, grande schermo in alta definizione e quasi tre ore di spettacolo trasformano la proiezione del film in un evento epico. La battaglia finale tra Alleanza Ribelle e Impero Galattico torna così a vivere con una potenza sonora che nessuna televisione domestica potrà mai replicare.
Il festival non si limita però ai concerti. Una parte fondamentale della manifestazione è dedicata alla divulgazione e al dialogo tra artisti, studiosi e pubblico. Gli incontri chiamati Film Music Talks rappresentano uno spazio di confronto aperto sul mestiere della musica per cinema, con panel e conversazioni che coinvolgono compositori, registi, montatori e produttori.
Tra i momenti più interessanti spicca l’incontro dedicato al rapporto tra regia, montaggio e musica nel processo creativo di un film, con protagonisti il compositore Fabio Massimo Capogrosso, la montatrice Francesca Calvelli e il regista Gianluca Jodice. Una conversazione che promette di svelare molti segreti del dietro le quinte del cinema.
Altro momento emozionante riguarda la presentazione del libro dedicato a Ennio Morricone, scritto dal figlio Marco Morricone insieme al giornalista Valerio Cappelli. L’incontro vede la partecipazione speciale dell’attore e regista Sergio Rubini, mentre Andrea Morricone accompagnerà il racconto con interventi musicali.
L’identità del Roma Film Music Festival si fonda proprio su questo equilibrio tra spettacolo e memoria culturale. L’idea di fondo, spiegata da Marco Patrignani, è costruire un ponte tra le radici della musica cinematografica italiana e la dimensione internazionale del cinema contemporaneo. Da un lato il tributo a Piero Umiliani, dall’altro l’epica sinfonica di Star Wars, passando per Hollywood e le nuove generazioni di musicisti.
Roma accoglie tutto questo con entusiasmo. L’assessore Alessandro Onorato ha sottolineato quanto eventi come questo contribuiscano a rafforzare l’identità culturale della città e la sua capacità di attrarre artisti, pubblico e produzioni internazionali.
Chi ama il cinema sa bene che le immagini raccontano una storia, ma la musica le rende immortali. Il Roma Film Music Festival continua a ricordarcelo ogni anno con un mix irresistibile di concerti, incontri e celebrazioni dedicate alle colonne sonore che hanno segnato la nostra immaginazione.
E allora la domanda da nerd cinefili viene spontanea: quale melodia vi ha fatto innamorare del cinema per la prima volta? Per qualcuno sarà il tema della Forza di Star Wars, per altri il pianoforte malinconico di Forrest Gump, per altri ancora una colonna sonora italiana ascoltata magari proprio in una vecchia sala cinematografica.
Roma, per una settimana, diventa il posto perfetto per ritrovare quelle emozioni.
