Il Carnevale di Viareggio: Tradizione, Arte e Satira in una Festa Senza Tempo

Febbraio 2026 si prepara a tingersi di cartapesta, ironia e immaginazione sfrenata, perché il Carnevale di Viareggio torna a occupare la scena con quella potenza visiva e narrativa che, da oltre un secolo, lo rende una vera leggenda popolare. L’edizione 2026 promette di essere una di quelle che restano impresse nella memoria, con sei Corsi Mascherati distribuiti tra domeniche e giornate simboliche: il 1° febbraio per l’inaugurazione ufficiale, poi il 7, il 12 febbraio in occasione del Giovedì Grasso, il 15, il 17 per il Martedì Grasso e infine il 21 febbraio, quando la festa si concluderà con il gran finale accompagnato dai fuochi d’artificio che illuminano il cielo toscano come un ultimo, gigantesco applauso collettivo.

Viareggio, durante il Carnevale, non è soltanto una città che ospita un evento: diventa un universo narrativo a cielo aperto. I carri allegorici, enormi e visionari, sfilano come boss finali di un videogioco fantasy, caricature titaniche che raccontano l’attualità, la politica, i sogni e le paure di un’epoca attraverso il linguaggio universale della satira. Ogni carro è una storia che cammina, una graphic novel tridimensionale fatta di colore, movimento e ingegno artigianale. Ed è proprio questa fusione tra arte popolare e spirito critico a rendere il Carnevale di Viareggio così vicino alla sensibilità nerd: qui la creatività non conosce limiti e la fantasia diventa uno strumento per leggere il mondo.

Il viaggio di questa manifestazione inizia nel lontano 1873, quando l’élite cittadina dava vita a eleganti veglioni mascherati nei salotti più raffinati. Ma il vero plot twist arriva quando la festa scende in strada e incontra il popolo, trasformandosi in qualcosa di molto più grande e condiviso. Nel 1883 fanno la loro comparsa i primi carri allegorici, segnando una svolta epocale: non più semplici decorazioni floreali, ma strutture pensate per stupire, provocare e raccontare. È il momento in cui il Carnevale smette di essere esclusivo e diventa una celebrazione collettiva, un rito laico capace di unire classi sociali e generazioni diverse.

L’evoluzione accelera nel Novecento, quando nel 1925 entra in scena la cartapesta, materiale destinato a diventare sinonimo stesso di Viareggio. Leggera, resistente e incredibilmente versatile, permette agli artigiani di dare forma a visioni sempre più ambiziose. Sei anni dopo, nel 1931, nasce Burlamacco, la maschera ufficiale disegnata da Uberto Bonetti. Burlamacco è un’icona pop ante litteram, un personaggio che sembra uscito da un fumetto d’autore, capace di incarnare allo stesso tempo ironia, ribellione e spirito festoso. Da quel momento, il Carnevale ha finalmente un volto riconoscibile, una mascotte che parla a grandi e piccoli con lo stesso linguaggio universale del sorriso.

Come ogni grande saga, anche quella viareggina conosce momenti di crisi e rinascita. Il tragico incendio del 1960, che distrusse gli hangar, avrebbe potuto rappresentare un punto di non ritorno. Invece diventa una lezione di resilienza: la città si rimbocca le maniche e ricostruisce, dimostrando che il Carnevale non è solo un evento, ma parte integrante dell’identità collettiva. Nel 1967 arriva un’altra innovazione destinata a entrare nel mito, la sfilata notturna, che aggiunge un’atmosfera quasi cinematografica alle parate, con luci, musica e fuochi d’artificio a trasformare il lungomare in un set da kolossal.

Il Carnevale di Viareggio non vive però solo di carri e maschere. Attorno a esso ruota un intero ecosistema di eventi che ne amplificano il respiro internazionale. Tra questi spicca il Torneo di Viareggio, noto anche come Coppa Carnevale, una competizione calcistica giovanile che ogni anno porta in Toscana i talenti del futuro. È un crossover perfetto tra sport e cultura popolare, un esempio di come la festa sappia dialogare con linguaggi diversi senza perdere la propria anima.

Visitare Viareggio in questi giorni significa assistere a un Carnevale che continua a reinventarsi senza tradire le sue radici. Le date scandiscono un vero e proprio calendario dell’hype, con ogni Corso Mascherato che diventa un appuntamento imperdibile per chi ama lasciarsi sorprendere. La cartapesta prende vita, le maschere raccontano storie, la musica accompagna passi e risate, mentre la satira colpisce con precisione chirurgica, ricordandoci che ridere è anche un atto di intelligenza collettiva.

Per noi appassionati di cultura nerd, il Carnevale di Viareggio è un laboratorio creativo che funziona da oltre centocinquant’anni. È la prova che l’immaginazione può essere una forza sociale, capace di unire, criticare e far sognare allo stesso tempo. L’edizione 2026 si annuncia come un nuovo capitolo di questa saga infinita, pronta a regalarci immagini, emozioni e storie da raccontare ancora a lungo. E ora la parola passa a voi: quale carro vi ha fatto innamorare nelle edizioni passate e cosa vi aspettate di vedere sfilare quest’anno lungo il viale a mare? La discussione è aperta, come sempre, sotto le luci colorate del Carnevale.

21 gennaio – Giornata Mondiale degli Abbracci: il potere di un gesto semplice che unisce corpi, menti e cuori nerd

Il 21 gennaio non è una data qualunque sul calendario emotivo dell’umanità. Da oltre trentacinque anni, quella giornata porta con sé una celebrazione tanto semplice quanto potentissima: la Giornata Mondiale degli Abbracci. Una ricorrenza che, a uno sguardo superficiale, potrebbe sembrare quasi naïf, e che invece nasconde una forza narrativa degna dei migliori universi geek, dove i gesti minimi cambiano il destino dei personaggi e un singolo contatto può riscrivere l’equilibrio di un mondo intero.

L’idea nasce nel 1986 negli Stati Uniti, più precisamente in Michigan, grazie al reverendo Kevin Zaborney. L’intuizione era tanto semplice quanto geniale: contrastare la malinconia invernale, quel senso di isolamento che arriva puntuale quando le giornate si accorciano, il freddo si insinua nelle ossa e l’umore sembra andare in letargo. Invece di una nuova festività commerciale o di un rituale complesso, Zaborney scelse il gesto più antico del mondo. Un abbraccio come risposta al grigiore. Da lì, l’onda si è propagata come una buona storia raccontata attorno a un falò, attraversando confini, culture e generazioni, fino a diventare un appuntamento globale.

Guardato con occhi nerd, l’abbraccio è quasi un superpotere sottovalutato. Non serve un mantello, non richiede un addestramento segreto, eppure attiva meccanismi profondissimi nel nostro corpo. Quando stringiamo qualcuno, il cervello rilascia endorfine, quegli stessi neurotrasmettitori che ci fanno sentire invincibili dopo una vittoria epica o una maratona della nostra serie preferita. Lo stress cala, la pressione sanguigna si abbassa, il sistema immunitario riceve una spinta che ha qualcosa di sorprendentemente concreto. È come se il corpo riconoscesse l’abbraccio come un segnale primordiale di sicurezza, una sorta di checkpoint emotivo.

A rendere il tutto ancora più affascinante entra in scena l’ossitocina, spesso chiamata “ormone dell’amore”, ma che in realtà è molto più simile a una colla invisibile tra esseri umani. È lei che rafforza i legami, che costruisce fiducia, che trasforma il contatto fisico in un linguaggio silenzioso ma potentissimo. In un’epoca in cui comunichiamo attraverso schermi, emoji e reaction, l’abbraccio resta una forma di comunicazione diretta, senza filtri, senza latenza. Un vero linguaggio analogico in un mondo digitale.

Dal punto di vista psicologico, poi, l’abbraccio è una vera ancora emotiva. Nei momenti di ansia, solitudine o sovraccarico mentale, quel contatto diventa un rifugio, un “va tutto bene” che non ha bisogno di parole. È il gesto che nei film arriva sempre prima del dialogo importante, quello che precede la confessione, la rinascita, la decisione cruciale. Non a caso, nelle narrazioni più potenti, l’abbraccio segna spesso un passaggio: la fine di un conflitto, il ritorno a casa, la ricostruzione di un legame spezzato.

Esiste però anche una dimensione meno raccontata, ma altrettanto importante: l’abbraccio rivolto a sé stessi. Può sembrare strano, quasi controintuitivo, eppure è una pratica di autocompassione che insegna ad accogliere il proprio corpo e le proprie emozioni senza giudizio. In termini nerd, è come imparare a essere il proprio mentore, il proprio alleato nella quest più difficile: quella della crescita personale. Abbracciarsi significa riconoscere i propri limiti, ma anche la propria resilienza, e costruire una base emotiva più solida per affrontare le sfide quotidiane.

Questo messaggio di connessione universale ha trovato una forma ancora più esplicita nel 2004, quando Juan Mann diede vita alla celebre Free Hugs Campaign. Un cartello, due parole, e una rivoluzione gentile. Abbracci gratuiti offerti a sconosciuti, senza condizioni, senza secondi fini. Un gesto che ha fatto il giro del mondo e che ogni anno viene celebrato anche con una giornata dedicata agli abbracci gratis, trasformando piazze e strade in piccoli crossover umani, dove per un attimo le differenze si azzerano.

La Giornata Mondiale degli Abbracci, quindi, non è solo una ricorrenza curiosa da social network o una scusa per postare una foto tenera. È un promemoria potente, quasi politico nella sua semplicità. Ricorda che, anche in una società iperconnessa e tecnologica, il contatto umano resta insostituibile. Che dietro ogni avatar, nickname o profilo c’è una persona che, come tutti, ha bisogno di sentirsi vista, accolta, riconosciuta.

E allora il 21 gennaio diventa una sorta di side quest collettiva, facile da completare ma capace di cambiare l’atmosfera di una giornata. Un invito a rallentare, a spegnere per un attimo il rumore di fondo, e a concedersi quel gesto antico che non ha mai smesso di funzionare. Perché a volte, per rendere il mondo un posto un po’ migliore, non servono grandi discorsi o tecnologie futuristiche. Basta un abbraccio fatto bene.

E tu, a chi regalerai il prossimo? 💙

Scemo & più scemo: il film che ha fatto ridere generazioni compie trent’anni!

Il 16 Dicembre 1994, due registi esordienti, i fratelli Peter e Bobby Farrelly, lanciarono sul grande schermo una commedia che avrebbe fatto la storia del cinema: Scemo & più scemo. Il film, interpretato da Jim Carrey e Jeff Daniels nei panni di due amici imbranati e sfortunati, racconta le loro rocambolesche avventure per restituire una valigia piena di soldi a una bella donna di cui si sono innamorati. Tra gag esilaranti, situazioni assurde e battute memorabili, Scemo e più scemo è diventato un cult per milioni di spettatori in tutto il mondo, che ancora oggi, dopo trent’anni lo rivedono con piacere e nostalgia.

Il successo del film fu inaspettato e travolgente, sia per il pubblico che per la critica. Scemo e più scemo incassò oltre 247 milioni di dollari a fronte di un budget di 17 milioni, diventando il quinto film più visto del 1994 negli Stati Uniti. Il film fu anche candidato a quattro MTV Movie Awards, vincendone uno per la miglior performance comica di Jim Carrey. La critica apprezzò soprattutto la bravura degli attori protagonisti, capaci di rendere credibili e simpatici due personaggi così stupidi e ingenui. Jim Carrey, che all’epoca era già una star grazie a Ace Ventura – L’acchiappanimali e The Mask, confermò il suo talento comico e la sua versatilità, mentre Jeff Daniels, noto per ruoli drammatici, sorprese tutti con la sua vena umoristica.

Scemo e più scemo è considerato uno dei capolavori della commedia americana, e ha influenzato molti altri film del genere. Il film ha dato il via alla carriera dei fratelli Farrelly, che hanno poi diretto altre pellicole di successo come Tutti pazzi per Mary, Io, me & Irene e Amore a prima svista. Il film ha anche generato un prequel, Scemo & più scemo – Iniziò così, uscito nel 2003, e un sequel, Scemo & più scemo 2, uscito nel 2014, entrambi con scarso riscontro di pubblico e critica. Tuttavia, nessuno di questi film è riuscito a eguagliare il fascino e la freschezza dell’originale, che resta ancora oggi un modello insuperato di comicità.

Scemo e più scemo compie trent’anni, ma non li dimostra.

Il film è ancora capace di divertire e commuovere, grazie alla sua trama semplice ma efficace, ai suoi dialoghi brillanti e ai suoi protagonisti irresistibili. Scemo e più scemo è un film che non passa mai di moda, perché parla di amicizia, amore e sogni, con uno spirito leggero e spensierato. Scemo e più scemo è un film che fa bene al cuore, perché ci fa ridere di noi stessi e delle nostre follie. Scemo e più scemo è un film che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita, perché è una lezione di vita: non importa quanto si sia scemi, l’importante è essere felici.

Teenage Dream Party: un tuffo nella nostalgia che fa impazzire i giovani

Chi avrebbe mai pensato che cantare a squarciagola le canzoni di High School Musical o Il mondo di Patty potesse diventare un fenomeno di massa? Eppure, i Teenage Dream Party stanno conquistando l’Italia, radunando migliaia di persone pronte a rivivere le emozioni di un’adolescenza che sembra appartenere a un’altra era. Una vera e propria macchina del tempo musicale, in grado di riaccendere la scintilla di quella giovinezza spensierata, quando ogni nota sembrava un inno alla vita. Dietro a questi eventi, però, si nasconde qualcosa di più profondo: un desiderio collettivo di tornare a sentirsi giovani, di ritrovare se stessi, e, soprattutto, di celebrare un’epoca che, per alcuni, non è mai passata.

Per chi è cresciuto negli anni ’80 e ’90, la festa delle medie è un ricordo che rimane inciso nella memoria. Niente vasche di palle di plastica colorate o gonfiabili sparsi per il centro commerciale, come quelli che oggi occupano il tempo dei bambini in luoghi come Ikea o Spizzico. La festa delle medie era un rituale che univa la promiscuità dei cibi di plastica, il profumo di panini e patatine, a un’incredibile miscela di ormoni e attese cariche di speranza. Non si dimentica la sensazione di tornare a casa con le “pive nel sacco”, magari accompagnata dal menù del giorno che ti attendeva sulla tavola, come un souvenir. Ma ora, grazie ai Teenage Dream Party, quella magia sembra essere tornata in auge, in una versione 2.0 che esplode di energia. E il bello è che l’entusiasmo non è mai davvero svanito: è rimasto lì, pronto a esplodere ogni volta che si sentono le prime note di Hannah Montana o Camp Rock.

Questi party sono molto più di semplici eventi. Sono un tuffo nel passato, un vero e proprio viaggio musicale tra i pezzi iconici che hanno segnato le generazioni più giovani. Immaginate di ballare sulle note di High School Musical, Hannah Montana, Il re leone o Camp Rock—ogni brano è come una macchina del tempo che ti riporta a quei giorni in cui le preoccupazioni erano poche e la vita sembrava un film. Non mancano nemmeno i tormentoni pop che hanno segnato gli anni Duemila, con le hit di Pitbull, Don Omar e Michel Teló che rendono l’atmosfera ancora più frizzante. Ogni canzone è un’occasione per ritrovare quella parte di sé che, forse, avevamo messo da parte.

E l’atmosfera ai Teenage Dream Party?

Un’esplosione di energia, di gioia e di nostalgia che si respira in ogni angolo della sala. I partecipanti, principalmente ventenni e trentenni, si lasciano andare, cantando a squarciagola e ballando senza pensieri. Quello che colpisce di più è l’autenticità di questi eventi: non ci sono professionisti sul palco, ma semplici appassionati che si scatenano al ritmo della musica. Questo crea un’atmosfera di condivisione che rende l’esperienza ancora più speciale. L’assenza di una vera e propria performance rende tutto più vero, più coinvolgente, come se fossimo di nuovo tutti ragazzi a una festa di compleanno.

L’idea alla base di questi eventi nasce da un’intuizione di Valentina Savi, una giovane grafica livornese che, dopo aver organizzato una festa di compleanno a tema Frozen, ha capito il potenziale di un party che non fosse solo una semplice festa, ma un vero e proprio tuffo nel passato. Il suo progetto ha preso piede rapidamente, conquistando in poco tempo un successo travolgente che ha fatto il giro d’Italia. Chissà che presto non possa fare il salto all’estero, conquistando anche nuovi fan fuori dai confini nazionali.

Perché i Teenage Dream Party piacciono così tanto? La risposta è semplice: sono la perfetta fusione di nostalgia, condivisione e spensieratezza. La possibilità di rivivere un periodo della vita ricco di emozioni forti è un desiderio universale, un bisogno che tutti, almeno una volta, abbiamo avuto. Inoltre, condividere questi momenti con altri che provano le stesse emozioni crea un legame profondo, una connessione che va oltre la musica. La spensieratezza, che troppo spesso si perde nella routine quotidiana, rende queste feste irresistibili. E, infine, c’è quel senso di autenticità che le rende speciali. Non sono eventi artificiali o costruiti, ma piuttosto celebrazioni spontanee di una giovinezza che non smette mai di brillare.

Con sempre più eventi in tutta Italia, il fenomeno sembra destinato a crescere, e chi lo sa, forse presto vedremo questi party girare il mondo, con tour nazionali e internazionali che potrebbero trasformare ogni serata in una festa globale.

In conclusione, i Teenage Dream Party non sono solo delle feste. Sono un fenomeno culturale che risponde a un bisogno profondo di connessione, nostalgia e divertimento. Un’occasione per ritrovare se stessi, per celebrare la bellezza di essere giovani e per ricordare che, in fondo, la giovinezza non è solo una questione di età, ma di spirito. Un viaggio nel tempo che, a quanto pare, non è destinato a finire presto.

StraGULP vi aspetta il 21 Luglio 2024 a Collegno (TO)

In vista della celebrazione della Festa patronale di San Lorenzo, che avrà luogo il 21 luglio 2924 nella città di Collegno, si sta profilando un evento di straordinaria vivacità culturale. Il straGULP, un festival dedicato al mondo del fumetto e del gioco, promette di essere un’occasione unica per gli appassionati di ogni età. La cornice scelta per l’evento è quella storica e suggestiva del Chiostro dell’ex ospedale psichiatrico, situato in via Martiri XXV Aprile, 30, che si trasformerà in un punto di incontro e di scambio culturale.

L’evento si configura come un viaggio attraverso l’universo della narrazione grafica e ludica, con espositori, collezionisti, fumetterie, illustratori, case editrici e professionisti del settore pronti a condividere le loro conoscenze e passioni. Si tratta di una giornata dedicata non solo all’intrattenimento, ma anche alla valorizzazione del tessuto sociale e culturale, con un occhio di riguardo verso le nuove tendenze e il retaggio vintage che caratterizzano un settore in costante espansione.

La Città di Collegno si fa promotrice di questa iniziativa, offrendo una gamma di servizi pensati per facilitare un contributo simbolico di partecipazione, simbolo di un impegno collettivo verso la cultura. È un invito aperto a tutti coloro che desiderano immergersi nel TOP della Cultura POP, in un evento che si preannuncia ricco di stimoli e opportunità di apprendimento.

Con l’ingresso gratuito, straGULP si pone come un appuntamento imperdibile per la comunità. Vi aspettiamo numerosi per condividere insieme questa esperienza culturale. Per ulteriori informazioni e prenotazioni, è possibile contattare il numero 3332282260 o scrivere a info@straMERCATINO.it. Non mancate, sarà un’occasione per celebrare insieme la creatività e la passione che animano il mondo dei fumetti e dei giochi.

I Fiver Parties, una nuova tendenza per feste di compleanno più sostenibili e educative

In Italia, le feste di compleanno dei bambini sono spesso sinonimo di montagne di regali, spesso inutili e inutilizzati. Negli Stati Uniti, invece, sta prendendo piede una nuova tendenza, quella dei Fiver Parties, feste di compleanno in cui gli invitati sono invitati a portare 5 dollari invece di un regalo.

I vantaggi dei Fiver Parties

I Fiver Parties presentano diversi vantaggi, sia per i bambini che per i genitori:

  • Meno giocattoli, più qualità del gioco. I bambini con troppi giocattoli tendono a giocare di meno e in modo più superficiale. Invece, con meno giocattoli, sono costretti a essere più creativi e a utilizzare la loro immaginazione.
  • Meno rifiuti. I giocattoli sono spesso prodotti con materiali non riciclabili e di scarsa qualità. I Fiver Parties aiutano a ridurre la produzione di rifiuti.
  • I bambini imparano a gestire il denaro. I bambini che ricevono soldi come regalo hanno l’opportunità di imparare a gestire il denaro e a risparmiare per qualcosa che desiderano davvero.
  • I bambini imparano il valore della carità. I Fiver Parties possono essere un’occasione per insegnare ai bambini il valore della carità e della solidarietà.

Come organizzare un Fiver Party

Per organizzare un Fiver Party, basta inserire un messaggio nel biglietto di invito che invita gli ospiti a portare 5 dollari invece di un regalo. È importante spiegare a tuo figlio che questa è una scelta che hai fatto per motivi educativi e che lo aiuterà a crescere come persona.

E se tuo figlio non è d’accordo?

Se tuo figlio è abituato a ricevere montagne di regali, potrebbe non essere d’accordo con l’idea di un Fiver Party. In questo caso, puoi cercare un compromesso, ad esempio permettendogli di scegliere tra un regalo o 5 dollari.

Conclusione

I Fiver Parties sono una nuova tendenza che sta riscuotendo sempre più successo. Sono un’idea sostenibile ed educativa che può aiutare i bambini a crescere in modo sano e responsabile.

Festa del Drago, la Fiera Valsusina del Gioco e della Cultura Fantastica, domenica 9 luglio 2023

L’Associazione Ludico Culturale La Pentola del Drago, dopo la sosta forzata Covid 19 e il successo della IV edizione a Chiusa San Michele (TO), organizza, con il patrocinio della Città di Avigliana, la quinta edizione della Festa del Drago, la Fiera valsusina del Gioco e della Cultura Fantastica, domenica 9 luglio 2023, dalle ore 10.00 alle ore 21.30, nella cornice bucolica del Parco Alveare Verde, C.so Laghi 100 ad Avigliana (TO).

Le tematiche attorno alle quali ruota la manifestazione sono come sempre quelle fondanti il nostro Statuto: il gioco associativo in tutte le sue varianti e la cultura del genere fantastico (principalmente fantasy e fantascienza), con le sue caratteristiche e i suoi stilemi, dal cinema alla narrativa, dal cosplay ai gadget e, ovviamente, al gioco. In particolare, quest’anno la fiera esplorerà in tutte le sue sfaccettature il vincolo strettissimo che esiste tra la Storia del nostro mondo primario e il genere fantastico, con la prima sempre pronta ad ispirare il secondo. Il tema infatti sarà “Storia maestra di…storie”.

Durante l’intera giornata sarà possibile accedere gratuitamente ad attrazioni per appassionati, ma anche per tutta la famiglia. La prima colonna portante della manifestazione è tradizionalmente l’AREA GAMES, dove ci si potrà divertire con Giochi da Tavolo, Giochi di Ruolo e Giochi di Miniature, dai grandi classici ai più recenti titoli a tema fantastico, il tutto con la guida e l’assistenza degli associati de La Pentola del Drago e dei ragazzi delle Associazioni ludiche della provincia di Torino: un’area mai vasta come quest’anno (400 mq) e animata da addirittura nove tra associazioni, editori e realtà del settore ludico.

Insieme ai master e dimostratori de La Pentola del Drago saranno con noi le Associazioni torinesi Il FortunaDado (animatori del TO Play alla Tesoriera di Torino) e La Compagnia della Fenice, entrambe con master e dimostratori di Giochi da Tavolo. Più che benvenute le new entry di quest’anno: L’Associazione Ludica Perludo di Piossasco, con i suoi giochi da tavolo, e l’Associazione Ludica Dragonlans di Venaria, che porterà due tavoli demo di giochi di miniature. Grande spazio anche per i più piccini: dai 5 anni ai 13 anni avremo due realtà note a livello nazionale che si occupano di svelare il fantastico mondo dei giochi di ruolo ai più piccoli: Genitori di Ruolo e la fiorentina Gamer Mamma. Ciliegina sulla torta l’autore e game designer Errico Borro che mastererà in prima persona il nuovissimo GdR della Acheron Books: Il Tempo della Spada permette di giocare il medioevo storico con differenti livelli di realismo, uno strumento ludico, ma anche di supporto didattico potentissimo. E ci sarà anche modo di acquistare i giochi appena provati grazie ai due rivenditori presenti in Area Games.

L’accesso ai giochi da tavolo e di miniature e alle demo di gioco di ruolo, sarà diretto in fiera senza bisogno di prenotazione, tramite la segreteria dell’Area Games, che saprà anche indirizzare il giocatore abituale o occasionale in base ai propri gusti. L’unico accesso con prenotazione sarà riservato alle sessioni speciali di Gioco di Ruolo, tramite un apposito link ad Eventbrite.

Ricchissimo anche il lato culturale della manifestazione con conferenze, scrittori, autori e game designer, presentazione di giochi e libri a tema “Fantastico+Storia” e divulgazione sul valore didattico di tali opere. Alle ore 15:00 Panel fantasmagorico “Hinc sunt Dracones” con Errico Borro, Livio Gambarini, Beppe Roncari, Sara Simoni, Davide del Popolo Riolo, sul legame tra Storia e genere fantastico. Sarà anche presente un punto vendita curato dalle librerie Panassi per poter acquistare le opere degli ospiti con relativo firmacopie.

A seguire, verso le ore 16:15, un momento istituzionale molto sentito: il valore del gioco aggregativo nel contrasto alla dipendenza da gioco d’azzardo. Intervengono le educatrici e psicologhe di Terra Mia Giorgia Gastaldi e Cristina Piazzo e gli amministratori della Città di Avigliana.

Pane anche per cosplayer e otaku con raduno e concorso cosplay a premi sul main stage a partire dalle ore 17:30, organizzato dalla nostra Associazione bissando il grande successo del 2022, con l’aiuto insostituibile di Otaku Paradise e il premio speciale “Marcello e Anna Oliveri” con i valsusini The World Avengers! Prima e dopo, animazione con il menestrello rap, looper e beatboxer Matteo “Alp King” Zulian, che interagirà con i presenti con i suoi freestyle rap a base nerd! Inoltre, i fotografi ufficiali della manifestazione saranno a disposizione per i photoshoot con tutti i cosplayer durante tutto il pomeriggio!

Non poteva mancare un’Area di rievocazione medievale con dimostrazioni d’arme, mestieri e attività al pubblico con il noto gruppo valsusino La Lancia di San Michele.

Inoltre hobbysti, modellisti, Associazioni culturali pronti ad animare la Fiera con i meravigliosi mondi secondari della cultura pop e del genere fantastico! Phoenix Saber Asd ci delizierà con dimostrazioni di arte marziale coreografata con spade laser ispirata al mondo di Star Wars con la possibilità per il pubblico di provare alcune posizioni! Giagun, il gruppo italiano Gundam, presenterà il nuovo gioco ispirato al famosissimo Anime, mentre William Saba sarà come sempre in fiera coi suoi modellini sci-fi e per le riparazioni a costumi e props dei cosplayer dell’ultimo momento! Un classico che in un’ambientazione medievale non può mancare: la Falconeria. Rapaci&Natura ci darà occasione di interagire con gli amici pennuti e nel frattempo riflettere sull’ambiente che ci ospita e sull’educazione e la didattica ambientale.

Nutrita “Artisan Alley” con artigiani, intagliatori del legno, stampatori 3d, stand commerciali di giochi da tavolo e di ruolo, editoria, gadget, memorabilia, fumetti, e merchandising in tema.

Sarà possibile rifocillarsi con un servizio ristorazione a base di street food (anche vegano) e trovare refrigerio con il gelato artigianale!

Il Parco Alveare Verde è dotato di servizi igienici che saranno a disposizione del pubblico per l’intera durata della fiera.

OSPITI

Nutrita anche quest’anno la schiera di ospiti, in particolare dal mondo della scrittura, del gioco, del cosplay e della musica:

  • ERRICO BORRO: ligure, archeologo di professione ma soprattutto autore, insieme a Ian Hathaway, del GdR Il Tempo della Spada, che permette di giocare il Pieno Medioevo storico a differenti livelli di realismo.
  • ARIANNA CONCA: Cosplayer molto nota nella community, anima del canale di informazione otaku, idol, j- e k-pop Otaku Paradise e speaker di Radio Enjoy. Organizza da due anni l’atteso Retorbido in cosplay, e quest’anno torna di nuovo come madrina, coorganizzatrice e presentatrice del Concorso Cosplay della Festa del Drago.
  • LIVIO GAMBARINI: Classe 1986, Livio Gambarini è scrittore e divulgatore di storia medievale sia online che dal vivo, specializzato nelle vicende norditaliane del XIII e XIV secolo, nonché uno degli scrittori fantasy più celebri d’Italia e nel mondo, tra gli iniziatori a livello nazionale del connubio fantasy+storia, con la saga Eternal War.
  • DAVIDE DEL POPOLO RIOLO: Astigiano di nascita e cuneese di adozione, scrittore di fantascienza sopraffino, doppio vincitore del prestigioso Premio Urania con Il Pugno dell’Uomo e Per le ceneri dei padri.
  • BEPPE RONCARI: Beppe Roncari, nato a Milano nel 1978, è scrittore, traduttore, editor. Attualmente lavora per Cambridge come redattore di corsi di lingua inglese, tiene una rubrica fissa dedicata al fantastico su Urania e il canale YouTube @FantasyStorico. Presenta il suo nuovo romanzo fantasy-storico: ENGAGED, editore Sperling & Kupfer.
  • SARA SIMONI: nata in Trentino-Alto Adige nel 1992, vive da sempre in Lombardia, dove lavora come editor e social media manager per scrittori. A partire dal 2019 ha pubblicato con Acheron Books la saga best-seller di YS, il fantasy storico “Dolomites – Cuore di Rovi” (finalista al Premio Italia 2022) e “La Mesmerista”, primo volume di una trilogia fantasy storica che esplora l’Italia degli anni ’20
  • MATTEO “ALP KING” ZULIAN: Matteo Zulian, in arte Alp King è un performer e busker torinese. Dopo una lunga gavetta nella scena hip hop come breaker, rapper e beatboxer trova la sua strada definitiva nel busking. Unisce il rap e il beatbox usando la loop station con effetti elettronici per basso e chitarra. Canta in stile hip hop e reggae. La spina dorsale delle sue esibizioni è il pubblico, che coinvolge nelle sue rime. Alp King interagirà sul palco con pubblico e cosplayers prima e dopo il concorso cosplay.

Per informazioni e iscrizioni a concorsi e sessioni speciali GdR (ci si potrà iscrivere anche in loco): info.lapentoladeldrago@gmail.com

La Pentola del Drago è presente su Facebook, Instagram e YouTube.

Halloween Summer Camp 2015

Halloween Summer Camp 2015, la prima “Notte di Halloween” estiva di Roma.

Bloody Lady, la contessa Elizabeth Bathory, vi aspetta per questo 31 Ottobre…, pardon, 31 LUGLIO a Roma per il primo party di Halloween estivo della Capitale. Una serata a tema Horror presso la manifestazione TeverEstate (lungotevere Farnesina, discesa Ponte Mazzini) in compagnia di Vampiri, non morti e bambole assassine.

L’evento creato da Satyrnet & Cosmoviex in collaborazione con il locale 35mm ha già tantissimi contenuti a tema! Una festa con cocktail a tema, animatori in costume, djset e Bloody Lady, la prima Casa degli orrori a tema Vampiri di Roma.

Le ragazze Bloody Ladies (clicca qui per vedere la Gallery su Facebook! saranno le protagoniste delle serata: non solo avranno l’accesso gratuito nella casa degli orrorri Bloddy Lady ma potranno “firmare” le foto che ci hanno mandato in un grande panello.

Avete mai desiderato di “entrare in un film Horror”? durante l’evento sarà allestito un set fotografico professionale con green screen che vi farà letteralmente “essere protagonsisti” delle scene dei film horror preferiti. Le nostre make up artist saranno a disposizione per trasformarvi in Mostri per una notte di Halloween estiva più divertente della Capitale!

Per tutti coloro che si presenteranno con un “costume horror” uno shoot bloody omaggio offerto da 35mm Cockail Bar.

Tante altre sorprese vi attendono all’ “Halloween Summer Camp 2015”, Satyrnet & Cosmoviex, in collaborazione con 35mm. vi aspettano il 31 Luglio 2015, dalle ore 21.30 a tarda notte, presso la manifestazione TeverEstate (Roma, lungotevere Farnesina, discesa Ponte Mazzini).

Evento su Facebook: https://www.facebook.com/events/1648302125384778/

Intervista @ kATZONI aNIMATI

Quante volte abbiamo canticchiato le sigle dei cartoni, da soli o in compagnia, quante volte abbiamo voluto ritornare bambini dopo l’ascolto di una sigla? Per tutti voi che volete rivivere i mitici cartoni degli anni 70-80 completamente rivisitati in chiave ballabile, dal pop al metal, dallo ska al rock, dal liscio al reggae. I kATZONI aNIMATI ovvero la Rock Cartoon Band della quale non farete più a meno dopo un loro live! Questa una loro intervista in esclusiva:

– Ciao Spugna per gli amici che non ti conosco presentati brevemente

Ciao a tutti voi e grazie innanzitutto per l’intervista che ci avete concesso, appena pubblicata prometto che ritroverete la vostra auto e cesserà l’occupazione di casa vostra da parte dei miei soci.I K.A. sono una band che tra poco festeggerà 8 anni di attività e durante questi anni abbiamo sempre cercato di regalare un po’ di allegria e risate a tutti i fans che ci seguono.Il progetto è nato con l’idea di far tornare tutti bambini per un padio di ore durante lo show e direi che ci siamo riusciti!Nella nostra piccola ma intensa carriera abbiamo avuto modo di rivisitare le canzoni che ci tenevano compagnia quando non avevamo la pleistecion, l’aifon, e feibuc in chiave più rock e ska e ora, con la nuova formazione, anche in chiave più metal perchè alla fine.. siamo tamarri dentro!

– Ci  puoi parlare delle grandi novità che riguardano i katzoni animati ed in particolare del   nuovo show

Dopo vari cambi di formazione a luglio scorso è entrato nella band Nazareno “U Curtu” Maiolo che ha portato un tiro rock/punk più accentuato, abbiamo sostituito il nostro batteriolo storico Paolo perchè si è trasferito al caldo (beato lui) e abbiamo preso Andrea “Bellicapelli” Covertino, un ragazzino piccolo e brutto di 22 anni che ha il click nel sangue e pochi neuroni nel cervello: il batterista giusto per noi! Si è poi aggiunto Fabio “Capitan Pera” Viola al basso da qualche mese e un mese fa abbiamo deciso di inserire anche un chitarrista/cantante/pulitore di vetri ai semafori Daniele “Penelope” Presta. Arrivati a questo punto ho deciso di appendere al chiodo per qualche tempo indefinito la chitarra per passare solamente alla voce: uno show a due voci è una svolta per la band. Riprendo in mano la chitarra in qualche brano e in qualche brano suono la batteria, se volete poi posso anche farvi la spesa a fine concerto non ci sono problemi!! Con il nuovo show l’impatto sonoro, le gag, le interazioni con il pubblico (grazie anche ad Antonella Lamù che segue il merchandise e balla con noi sul palco) e le risate sul palco, che per noi son fondamentali, ad un livello che onestamente, per quanto pignolo io sia, non pensavo si potesse. Dopo oltre 250 live riusciamo ancora a ridere fino a rimanere senza fiato e questo è molto importante perchè vuol dire che siamo katzoni dentro!

Ci puoi anticipare alcune date della vostra lunga  tournée 2015

Stiamo cercando di chiudere un po’ di date estive, l’anno scorso nel mese di luglio ne abbiamo fatte parecchie e ci sono i presupposti per quest’anno . Saremo fermi un mesetto circa forse anche qualche giorno in più per sistemare al meglio lo show ma.. se su facebook e sito ufficiale troverete tutti gli aggiornamenti. Ci sposteremo in giro per il nord Italia se tutto andrà come deve! Intanto il 29 maggio festeggeremo al Gambrinus di Avigliana (to) il nostro compleanno: un doppio live con l’altra nostra band “Spugna e gli improbabili” dove alla batteria abbiamo i due loschi individui K.A. al basso l’ex bassaio dei Katzoni Johnny Bros e alla voce il sottoscritto. Ci saranno ospiti sul palco e tante sorprese.

– Dimmi dove possiamo guardare qualcosa in anteprima sul web 

Abbiamo il sito ufficiale www.katzonianimati.it e poi ovviamente www.facebook.it/katzonianimati

Vi consiglio di visitare anche il sito dell’altra band www.spugnaegliimprobabili.it

Per concludere ti saluto e ti chiedo dei tuoi progetti futuri e di quelli dei katzoni animati

Con la band degli Improbabili stiamo registrando il primo cd e sono immerso nel mixaggio spesso e volentieri  visto che lo facciamo nel mio studiolo. Con i K.A. credo che registreremo un po’ di live qua e la e faremo un bel katz-cd con la nuova versione Katzoni live e in studio con un po’ di chicche per intenditori: i katz-fans sono molto esigenti e vogliamo sorprenderli!

Grazie ancora a tutti voi e grazie ancora per averci prestato l’auto e l’appartamento prima di questa intervista!

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