Victoria Micheletti: la giovane artista che ha portato Creamy Mami dal palco italiano al cuore del Giappone

Ci sono storie che sembrano uscite da un anime degli anni Ottanta, con quella luce speciale che mescola nostalgia e meraviglia. Quella di Victoria Micheletti, giovane artista bresciana di appena sedici anni, è una di queste: un racconto di passione, talento e dedizione che ha valicato confini e palchi, trasformandosi in un ponte vivo tra Italia e Giappone, tra il sogno e la sua realizzazione.

Una magia che nasce dal cuore

Victoria scopre il cosplay come una forma di espressione totale: costume, canto e interpretazione si intrecciano fino a diventare linguaggio, emozione, narrazione. Ma è con L’incantevole Creamy – l’indimenticabile serie anime del 1983 che ha fatto sognare intere generazioni – che trova la chiave del suo mondo creativo. In Yu Morisawa, la bambina che diventa idol grazie a un potere magico, Victoria vede riflessa la propria essenza: la capacità di credere nella luce dei sogni anche quando sembrano troppo grandi per essere raggiunti.

Con lo spettacolo “Sulle Ali di Creamy: Il Viaggio Magico di Victoria”, la giovane artista porta sul palco un’esperienza che è più di un tributo. È un viaggio dentro l’immaginario collettivo, dove la musica, la voce e il costume si fondono per raccontare emozioni autentiche, canzone dopo canzone, scena dopo scena. Ogni interpretazione diventa un piccolo atto d’amore verso un personaggio che, dopo quarant’anni, continua a parlare di speranza, amicizia e libertà.

Il viaggio in Giappone: quando il sogno incontra la realtà

Nel 2023, in occasione del quarantesimo anniversario di Creamy Mami, Victoria compie il passo che ogni fan dell’animazione giapponese ha sognato almeno una volta: un viaggio in Giappone, alla ricerca dei luoghi dell’anime. Tokyo la accoglie come una promessa mantenuta, e il destino le regala un incontro da brividi: quello con Takako Ohta, la voce originale di Creamy e Yu.

Le due artiste, divise da una generazione ma unite dallo stesso spirito, si incontrano quasi per caso, ma quel momento diventa un simbolo. È il passaggio di un testimone invisibile tra due voci che hanno scelto di raccontare la stessa magia, ognuna nella propria lingua, con il proprio cuore.

In quei giorni Victoria visita i luoghi iconici della serie, incontra autori e animatori che hanno scritto la storia dell’anime, e porta per la prima volta il cosplay di Yu Morisawa e Creamy nei luoghi originali della sua ambientazione. È la prima artista italiana a farlo, e lo fa con grazia e rispetto, trasformando ogni scatto in un atto di devozione verso un’opera che ha segnato l’immaginario pop di più generazioni.

Il 1° luglio 2023, data simbolo per ogni fan di Creamy, Victoria appare sulla prima pagina del Giornale di Brescia, consacrando pubblicamente quella che fino a poco prima sembrava solo una fiaba personale.

Un riconoscimento che attraversa il tempo

L’anno seguente, nel 2024, Victoria torna in Giappone per la chiusura delle celebrazioni. Durante il concerto di Takako Ohta a Osaka, accade l’impensabile: la cantante la invita sul palco. È un gesto carico di significato, quasi un abbraccio tra mondi e generazioni, che suggella con commozione un percorso autentico e condiviso.

Nel 2025, Victoria prosegue la sua “ricerca dei luoghi del cuore” e riceve un riconoscimento ufficiale alla stazione di Kunitachi, una location ricorrente nell’anime. È il 1° luglio ancora una volta, come se il destino volesse scandire i suoi passi a ritmo di Creamy. Alla cerimonia sono presenti le autorità locali, la mascotte della stazione e l’attrice Megumi Ishi, grande fan della serie, che decide di unirsi alla celebrazione di quella giovane italiana capace di portare la magia oltre ogni confine.

Una stella tra i palchi italiani

Ma il talento di Victoria non si ferma ai viaggi e ai riconoscimenti. In Italia, il suo nome è ormai sinonimo di arte performativa nel cosplay, grazie alle sue partecipazioni nei principali eventi del settore: Lucca Comics & Games, Brescia Coscom, Moviland, Firenze Comics, Malpaga Comics, Grazzano Viscomics, Florentia Comics e molti altri.

Le sue esibizioni sono veri spettacoli narrativi, in cui il cosplay si fonde con la musica e la performance diventa teatro dell’anima. Nei suoi show, Victoria non si limita a interpretare: racconta. Parla di famiglia, viaggi, crescita, identità e anche bullismo, affrontando temi delicati con la leggerezza poetica di chi crede nella forza del sogno. Ogni apparizione è un invito a non smettere di credere nella meraviglia.

L’altra anima: il tributo a Michael Jackson

Accanto al mondo anime, Victoria coltiva un’altra grande passione: la musica di Michael Jackson. Con le sue interpretazioni di “Thriller”, “Smooth Criminal” e “Billie Jean”, porta in scena l’energia, la precisione e il rispetto per l’eredità del Re del Pop.

Nel quarantesimo anniversario di “Thriller” è stata invitata a chiudere l’evento celebrativo all’Hard Rock Café di Milano, un riconoscimento importante per una performer così giovane. E non è tutto: durante il Lucca Comics & Games 2024, Victoria ha emozionato il pubblico con “Thriller Night”, una performance di Halloween che ha unito le atmosfere gotiche del videoclip originale con la teatralità del cosplay, conquistando la folla.

Un messaggio che va oltre la scena

Dietro il luccichio dei riflettori, c’è una ragazza che studia, sogna e lavora ogni giorno per migliorarsi. I premi conquistati in Italia e all’estero sono la conferma di un percorso che parla al cuore prima che agli occhi. Victoria non recita semplicemente un personaggio: lo vive, lo racconta e lo trasforma in un messaggio universale.

Con il suo modo gentile e determinato di stare sul palco, ci ricorda che la magia non appartiene solo ai cartoni animati o ai palchi giapponesi: è dentro chi crede davvero nei propri sogni. E, come direbbe Creamy, basta un po’ di luce — e tanta passione — per farli brillare.


💬 E voi, amici di CorriereNerd.it, quale personaggio dell’animazione vi ha insegnato a credere nella vostra magia? Raccontatecelo nei commenti! E ricordate, per approfondire il talento di Victoria vi invitiamo a visitare il suo profilo Instagram e il suo canale Youtube.

La Saber Academy: quando la galassia lontana lontana prende vita nelle palestre italiane

Dieci anni fa era soltanto un sogno condiviso da un gruppo di fan di Star Wars, oggi è una realtà consolidata che trasforma palestre comuni in autentici templi Jedi e roccaforti Sith. Stiamo parlando della Saber Academy, la prima associazione sportiva italiana interamente dedicata al Lightsaber Combat, l’arte della scherma con spada laser. Non un passatempo per cosplay occasionali, ma una vera e propria disciplina strutturata, con tecniche codificate, regole di sicurezza e un obiettivo ambizioso: portare le iconiche armi di luce di George Lucas nel mondo dello sport riconosciuto.

La storia inizia nel 2017, con un gruppo di appassionati che si incontravano per duellare ispirandosi ai loro eroi galattici. Col tempo, la consapevolezza è cresciuta: dietro quei movimenti non c’era solo gioco, ma la possibilità di creare una vera forma sportiva. L’ispirazione è arrivata dalla scherma olimpica, dal kendo e dal judo, ma sempre filtrata attraverso l’immaginario unico di Star Wars. Il risultato? Un percorso che unisce rigore tecnico e potenza evocativa, trasformando il fan service in esperienza concreta. Oggi l’Accademia è diffusa in diverse città italiane, da Rimini a Venezia, fino a Santa Maria di Sala, e vanta una comunità sempre più ampia, fatta sia di nerd irriducibili che di sportivi curiosi alla ricerca di un’attività originale e coinvolgente.

Partecipare a una lezione della Saber Academy significa immergersi in un’atmosfera che sa di avventura, ma anche di disciplina. Si parte da riscaldamenti e movimenti di base, per poi passare a combinazioni di attacco e difesa e, infine, a duelli regolamentati. Ogni gesto è calibrato, ogni colpo è allenamento al controllo e al rispetto dell’avversario. La spada laser è il mezzo, ma la vera destinazione è la crescita personale. E non serve aver visto tutti i film di Star Wars per apprezzare la pratica: molti allievi arrivano senza conoscere la saga e finiscono ugualmente conquistati dal fascino della disciplina. Il momento più emozionante arriva quando l’impugnatura vibra, la lama si illumina e il familiare ronzio di una spada laser riempie la sala. È l’istante in cui la realtà si confonde con la fantasia, e l’allievo non è più solo un praticante sportivo, ma un viaggiatore in una galassia lontana, lontana. Dentro quelle mura non si combatte con bastoni di plastica, ma con sogni tangibili, alimentati da disciplina, passione e dalla certezza che, come ricordano i maestri, «la Forza scorre in chiunque sappia crederci».

Uno degli aspetti più rivoluzionari è l’accessibilità. L’Accademia ha sviluppato spade laser resistenti, pensate per il combattimento sportivo, disponibili anche a noleggio a prezzi sostenibili. Questo apre le porte a chiunque: adolescenti, adulti nostalgici, genitori che vogliono condividere un’attività con i figli. Ma la palestra è solo l’inizio. Gli allievi della Saber Academy partecipano a eventi, dimostrazioni, fiere del fumetto e raduni nerd. Vedere dal vivo due combattenti che incrociano le lame luminose con la precisione di schermidori è uno spettacolo ipnotico, capace di stregare anche chi non distingue un Jedi da un Sith.

Verso il riconoscimento ufficiale

Il sogno della Saber Academy è chiaro: ottenere il riconoscimento del CONI e trasformare il lightsaber combat in disciplina nazionale. Non è un traguardo impossibile: in Francia la Federazione di Scherma ha già accolto ufficialmente la pratica, e in altri Paesi europei stanno nascendo regolamenti e federazioni. Per l’Italia, patria della scherma olimpica, potrebbe essere solo questione di tempo.

Intervista con Matteo Bortolozzo,  responsabile della sede veneziana di Saber Academy

Parlaci delle “Spade laser” che usate.

Gli strumenti che utilizziamo sono fedeli riproduzioni personalizzabili delle celebri spade laser cinematografiche: si tratta di impugnature in alluminio (dette emettitori) di diverse forme e colori, dotate di un’elettronica semplice che consente di configurare luci e suoni, abbinate a lame in policarbonato trasparente, flessibili ma resistenti.

Durante gli allenamenti ogni allievo può scegliere se utilizzare la propria spada, purché adatta al combattimento e quindi resistente agli urti, oppure servirsi delle spade messe a disposizione dall’associazione, così da non creare alcun peso aggiuntivo sulle spese personali.

Alla sede di Venezia abbiamo stretto un accordo con SkyForge Saber, un produttore locale di spade laser, che offre sconti agli allievi di Saber Academy che vogliono acquistare i suoi prodotti.

Raccontaci degli allenamenti, cosa fate di preciso ?

In palestra proponiamo sessioni di allenamento per il riscaldamento muscolare e il potenziamento, oltre ovviamente allo studio delle tecniche schermistiche suddivise per stile e livello di esperienza (base o avanzato).

Abbiamo inoltre ideato “Saber Wars”, un gioco interno esclusivo pensato non solo per divertire, ma anche per allenare fisicamente i partecipanti e portarli a sperimentare il duello in modo dinamico, divertente e coinvolgente.

Ci parlavi prima della Francia. Che esperienze hai avuto con loro?

A livello internazionale collaboriamo con la federazione francese “Saber League”, con la quale abbiamo organizzato il primo “Open Azzurro”, competizione che ha riunito per la prima volta in Italia diverse scuole di Lightsaber Combat insieme a una delegazione francese, dando vita a un evento di confronto e di sport dal respiro internazionale.

Oltre che in palestra, dove possiamo incontrarvi?

Siamo costantemente presenti ai principali eventi fieristici e comics nelle aree in cui abbiamo le nostre sedi, con l’obiettivo di far conoscere e diffondere questa disciplina, offrendo sempre al pubblico la possibilità di cimentarsi in mini-lezioni di prova perché sappiamo bene che tutti sognano, almeno una volta, di impugnare una spada laser, e noi desideriamo offrire questa esperienza in prima persona. Tra queste citiamo il Venezia Comics e l’Hazard Comics che ci accolgono sempre a braccia aperte.

Che progetti avete per il futuro?

Saber Academy è in continua espansione grazie a una solida struttura organizzativa che ha sviluppato un percorso formativo per istruttori efficace e completo, capace di permettere a chi dimostra impegno e dedizione, l’apertura di nuove sedi in tempi relativamente brevi.

Inoltre, per il futuro, tra i nostri obiettivi vi è anche la partecipazione ad eventi benefici, consapevoli che una delle cose più belle del nostro impegno è regalare un sorriso, soprattutto a chi attraversa momenti difficili, perché crediamo che lo sport abbia anche questa nobile funzione.

Dove sono le vostre sedi ?

Attualmente il nostro Headquarter si trova a Pesaro, abbiamo una sede distaccata in provincia di Venezia e presto inaugureremo le nuove sedi di Treviso e Padova.

Se chi ha letto quest’intervista volesse contattarvi, come può fare ?

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Powako: la nuova stella del cosplay italiano che unisce design, passione e creatività artigianale

C’è una generazione di cosplayer che sta scrivendo una nuova pagina della cultura pop italiana, e tra questi nomi che brillano come nuove costellazioni nel cielo del fandom spicca quello di Gaya, in arte “Powako”. Nata nel 2003 a San Benedetto del Tronto e studentessa di Industrial Design all’Università di Camerino, Gaya ha trovato nel cosplay un linguaggio per esprimere non solo la sua creatività, ma anche il suo modo di vivere e reinterpretare l’immaginario nerd.

Il soprannome “Powako” non è stato scelto a caso: è un dono del suo migliore amico, con cui condivide un legame speciale ispirato ai personaggi di Chainsaw Man, Denji e Power. Una scelta che racconta bene la sua filosofia: il cosplay come amicizia, condivisione, identità collettiva e personale allo stesso tempo.

Dalle prime fiere all’artigianato creativo

Il debutto di Gaya nel mondo del cosplay è relativamente recente, datato Romics aprile 2022. Una fiera che non è stata solo la sua prima esperienza in costume, ma anche l’occasione per incontrare finalmente dal vivo il migliore amico con cui avrebbe portato in scena la coppia Denji/Power. Da quel momento il percorso è stato rapidissimo: in poco più di due anni ha realizzato tra i 15 e i 20 cosplay, affrontando sfide sempre più complesse e appassionanti.

Tra le sue interpretazioni più amate c’è Jinx di Arcane, un costume interamente realizzato a mano, dalla parrucca alle scarpe, con un dettaglio che la rende speciale: l’aiuto della nonna, compagna preziosa in questo viaggio creativo. Non è un caso che Gaya prediliga personaggi provenienti da League of Legends, che definisce “stimolanti per complessità e varietà”.

La sua impronta stilistica è chiara: prediligere la costruzione artigianale, reinventando materiali di recupero e sperimentando soluzioni alternative per dare vita a props e accessori. E anche quando acquista qualche parte già pronta, la modifica e la personalizza per renderla unica. Il cosplay, per lei, non è mai solo tecnica: è passione, divertimento, e la capacità di vedere un personaggio prendere forma tra le mani.

Una community che ispira e sostiene

Nella sua crescita, Gaya non ha mai nascosto di trarre ispirazione da cosplayer di livello internazionale come Xenon_ne, 1d3lla e Kamui, ma anche da figure italiane di spicco come Mochichuu, Redlily, Ellieamber e Misskuruta. La community, per Powako, è un elemento vitale: uno spazio di condivisione e confronto, dove chiedere consigli, crescere e incoraggiare chi muove i primi passi.

Per questo, quando parla dei cosiddetti “original”, i cosplay non tratti da opere esistenti ma frutto di pura invenzione, si dichiara favorevole, purché realizzati con rispetto verso gli altri.

Verso Lucca Comics & Games 2025

Il 2025 sarà per Gaya un anno di svolta: parteciperà per la prima volta al Lucca Comics & Games, l’evento nerd più importante d’Europa. Un palcoscenico che ha deciso di affrontare con progetti pensati appositamente “all’altezza della manifestazione”. E non solo: tra i suoi obiettivi futuri c’è anche la partecipazione a fiere internazionali, per portare la sua visione del cosplay oltre i confini nazionali.

Design, riciclo e social media: le armi di Powako

La formazione universitaria in Industrial Design plasma profondamente il suo approccio: Gaya lavora spesso con materiali riciclati, minimizzando le spese senza sacrificare qualità ed estetica. Un esempio eclatante è la spada di A2 di NieR: Automata, costruita interamente con scarti trovati in casa.

Non meno importante è la dimensione digitale: social e streaming diventano per Powako strumenti fondamentali per condividere progressi, trovare tutorial, reinterpretare tecniche e, soprattutto, entrare in contatto con una community sempre più vasta. Il cosplay non vive solo sul palco delle fiere, ma anche nello spazio fluido e globale di  Instagram, Twitch e TikTok, dove Gaya porta avanti la sua identità di artista e performer.

Un consiglio ai nuovi cosplayer

Con l’entusiasmo di chi ha già imparato tanto in poco tempo, Powako ama rivolgersi ai nuovi arrivati con un messaggio semplice ma potente: “Non abbiate paura di iniziare. Non paragonatevi agli altri. Vivete ogni esperienza con entusiasmo.”. Chiedere aiuto, aprirsi al confronto, imparare dagli errori: è questo, secondo lei, il cuore del cosplay.

Oltre il costume, una passione che diventa arte

Quando non lavora a un nuovo costume, Gaya coltiva il disegno e la pittura, arti che confluiscono naturalmente nella realizzazione di props e scenografie. La sua è una creatività totale, che non conosce confini e che dimostra come il cosplay possa essere un laboratorio di sperimentazione continua, tra artigianato, design, performance e comunità.


Powako rappresenta perfettamente la nuova ondata di cosplayer italiani: appassionati, formati, connessi e capaci di fondere la manualità con le potenzialità digitali. Un esempio che dimostra come il cosplay in Italia stia vivendo una stagione entusiasmante, fatta di contaminazioni, creatività e nuove voci pronte a conquistare palchi e cuori.

E voi, cosa ne pensate di questa nuova generazione di cosplayer che unisce passione e innovazione? Raccontatemelo nei commenti: la community nerd cresce proprio grazie al vostro contributo.

Bleach Italian Cosplay: la community italiana che riporta Bleach al centro della scena nerd

Immaginate una scena che sembra uscita direttamente da un anime di Tite Kubo: due amici, Claudio (Kuuhaku_Cosplay) e Federico (Metalord), seduti a discutere dopo aver appena finito di guardare Burn The Witch. È il 4 ottobre 2020, e lì, tra entusiasmo e nostalgia per l’universo narrativo di Kubo, nasce una promessa: riportare Bleach al centro della scena cosplay italiana. Non un “magari un giorno” vago, ma un vero patto tra shinigami del fandom. Passano pochi mesi e il mondo è ancora avvolto dalle restrizioni del Covid. È settembre 2021 quando al duo si uniscono Elena (Iamelliemoonstone) e Valentina (Zeressa_scream). I quattro condividono un’energia contagiosa e un obiettivo chiaro: dare nuova vita al nome di Bleach in Italia. Il 26 dicembre dello stesso anno accendono ufficialmente la miccia: nasce la pagina Instagram di Bleach Italian Cosplay. È l’inizio di una storia che in poco tempo avrebbe conquistato cuori e like, trasformando un’idea in una community vibrante.

La crescita è rapida, spinta da raduni organizzati in tutta la penisola, tra scambi di battute, fotografie spettacolari e il profumo di condivisione che solo il cosplay sa dare. In quel fermento arriva l’incoraggiamento di Gianluca Falletta di Satyrnet, che sprona il gruppo a fare il grande salto: un evento a Lucca Comics & Games 2022. Il risultato? Un successo enorme, di quelli che lasciano il segno e ti fanno capire che la strada intrapresa è quella giusta.

Con il tempo, il gruppo non solo cresce in numeri, ma si evolve. Nuovi admin entrano in squadra, portando competenze e supporto per gli eventi da Nord a Sud. L’hype per la nuova stagione dell’anime, con i suoi cour attesissimi, agisce da carburante, attirando fan di ogni età e provenienza. L’energia della community si traduce in idee: format originali, attività divertenti sia in fiera che online, quiz settimanali per mettere alla prova la conoscenza della serie, e giochi ispirati a celebri programmi TV che trasformano ogni raduno in una festa competitiva… con premi a tema, ovviamente.

Non mancano le esperienze da raccontare: tra queste, gli incontri con i doppiatori italiani di Bleach, momenti che si trasformano in interviste pubblicate su Instagram e che regalano ai fan uno sguardo privilegiato sul dietro le quinte del doppiaggio, tra ricordi, emozioni e percorsi professionali. È il tipo di contenuto che non solo arricchisce la pagina, ma rafforza il senso di appartenenza a una “famiglia”.

Oggi, Bleach Italian Cosplay conta dieci admin distribuiti in tutta Italia, con un obiettivo preciso: espandere ancora di più la presenza del gruppo alle fiere e portare il calore di questa community ovunque ci sia un appassionato pronto a indossare un haori. Più che un semplice gruppo di cosplay, è diventata una casa aperta a tutti, dove la passione per Bleach si intreccia con l’amicizia, la creatività e il desiderio di crescere insieme.

E mentre il Bankai della pop culture italiana continua a risuonare nelle fiere e online, una cosa è certa: chi entra in questa famiglia non trova solo un fandom, ma un posto in cui essere se stesso, tra compagni di viaggio che condividono la stessa scintilla.

Intervista a Victor Von Cosplay – Miglior cosplay maschile al San Beach Comix 2025

Intervista a Victor Von Cosplay – Miglior cosplay maschile al San Beach Comix 2025

Un articol,o del redattore Indie in collaborazione con Fumettindelebili.com

L’associazione culturale Fumettindelebili rilascia la sua intervista ad Andrea Serpente, in arte Victor Von Cosplay. Victor Von Cosplay è un cosplayer Italiano, vincitore del premio Miglior Cosplay Maschile al San Beach Comix 2025. Ecco quindi tutto quello che sappiamo su questo talentuoso cosplayer.

Victor Von Cosplay, chi sei?

Mi fa piacere questa domanda. Anche perché credo sia un riferimento al celebre albo di Diabolik dove finalmente si narrano le sue origini. Diabolik, chi sei? Tra l’ altro Diabolik è anche uno dei miei cosplay a cui tengo di più. Chi sono? Sono un diversamente giovane di 48 anni. Amante del mondo nerd in tutte le sue sfaccettature. Mondo che mi permette di abbandonare per qualche ora la realtà e al mondo d’oggi non è cosa da poco.

Come nasce il tuo nickname?

Essendo un appassionato del mondo dei super eroi sin da bambino, Victor Von Doom, Dr. Doom. È sempre stato un personaggio che mi ha colpito per il suo carisma e la sua etica. Estrema, certo, ma a suo dire agisce per un fine ultimo. Negli ultimi 4 anni ho creato 2 versioni di Doom, e per colpa di Downey Junior credo che ne dovrò create altre.

Victor Von Cosplay, come nasce la tua passione per il cosplay?

Fin da bambino ho sempre amato il carnevale, la festa che preferivo in assoluto durante l’anno. Ricordo bene il mio primo Arlecchino, con il vestitino cucito da mia madre. Spoiler: è in programma tra i miei Next, proprio Arlecchino, ma in versione Steampunk. Stay tuned…

Che percorso di studi hai preso?

Sono diplomato Ragioniere, poi mi sono specializzato come esperto sistema qualità. Per quanto concerne le abilità nel cosplay, ho imparato da autodidatta. Dal saldare piccoli circuiti, programmare semplici script con Arduino, lavorare il foam, creare semplici protesi in lattice…

Quando hai debuttato nel mondo del cosplay? E con che personaggio?

Ho fatto il mio debutto nel cosplay al Romics primaverile del 2017, con la versione di Logan/Wolverine del film uscito pochi mesi prima. Anche se l’anno prima avevo provato a creare l’armatura del cavaliere d’oro del leone, Ioria (Aiolia). Ma non l’ho mai mostrato a nessuno e credo mai lo mostrerò, a meno che qualcuno non mi paghi profumatamente…

Victor Von Cosplay, come ti sei sentito quando stavi per esibirti per la prima volta in una gara?

Mi sentivo molto emozionato pur avendo 40 anni, ho dovuto farmi una birra enorme prima…

Esibirti nei comix ti fa sentire più nervoso o più soddisfatto di te stesso?

Dopo più di 60 gare alle spalle, stare sul palco non mi innervosisce più. Ma mi emoziona ancora, anche perché per me l’esibizione è parte fondamentale del cosplay. La parola PLAY, oggigiorno, è troppo spesso sottovalutata…

 

Che altri cosplay hai portato? E quali punti a portare in futuro?

Ne ho portati tanti. Zovaa Il Carceriere , Ornstein e WaLuigi tra quelli presi da videogiochi. Dr. Doom, Diabolik, Black Noir, Nietowl, Rorschach, Ratman dai fumetti. E poi cosplay “miei”, un poco atipici, come Il Re di Bastoni, Don Chisciotte e Il Guerriero di Capestrano. Poi dai cartoni vintage ho portato Dick Dastardly, Popeye e Asterix.

Victor Von Cosplay, cosa significa per te aver vinto il premio di Miglior Cosplay Maschile al San Beach Comix 2025?

Per me gareggiare e vincere al San Beach, che ritengo la migliore fiera estiva tra Abruzzo e Marche, è sempre un piacere. Visto che li, nel 2019, vinsi uno dei miei primi premi, appunto con Popeye.

Vorresti lasciare un messaggio per chi volesse seguire la tua strada?

Fate cosplay, perché ci si diverte tanto. Si fanno tantissime conoscenze e molte di quelle diventeranno Amici. L’ambiente delle fiere e del cosplay è un ambiente sano. Per quanto riguarda il cosplay, fatelo come vi pare e piace. Ma se volete fare gare cominciate con cosplay semplici, che si adattino alla vostra fisicità, prendendo anche vestiti dall’armadio o comprandoli a poco prezzo. Poi, con il tempo, guardate tutorial, cercate consigli da chi ne sa più di voi. Sperimentate cercando anche vostre strade e soprattutto cercate di fare “vivere” il personaggio con il PLAY, l’interpretazione. Perché è quello che fa la differenza, o almeno dovrebbe farla.

Manda un saluto a Fumetti Indelebili!

E questo è quanto! Ringraziamo Victor Von Cosplay per averci dedicato questa intervista e ci complimentiamo di nuovo per il premio. E per altri cosplay di Victor Von Cosplay, eccovi il suo profilo Facebook, il suo profilo Instagram e il suo canale YouTube!

 

Alessia Bergamo: l’Amazzone del Cosplay italiano che ha conquistato tv, palchi e cuori

Nel vasto universo del cosplay italiano, dove ogni costume racconta una storia, ogni interpretazione incarna un sogno e ogni fiera è un piccolo mondo parallelo, c’è un volto che da anni brilla con luce propria. È quello di Alessia Bergamo, performer poliedrica, cosplayer appassionata, fotomodella, personaggio televisivo e spirito creativo senza confini. Una donna che ha trasformato la sua passione in una vera e propria forma d’arte, diventando una delle figure più iconiche e riconoscibili della scena nerd italiana. Originaria della calorosa Sicilia, ma adottata con affetto dalla bergamasca, Alessia è tutto fuorché ordinaria. Il suo percorso è un caleidoscopio di talenti e sfumature che si intrecciano con naturalezza: spettacolo, televisione, creatività, sensualità e – soprattutto – una sfrenata passione per tutto ciò che è cultura pop, geek e nerd.

Il Cosplay come filosofia di vita

Per Alessia, il cosplay non è solo un hobby, né tanto meno una moda passeggera: è un linguaggio. È l’espressione più autentica del suo essere, un modo per dare forma e colore ai sogni alimentati da videogiochi, anime, manga, film fantasy e supereroi. La scintilla, ci racconta, si è accesa tra una partita alla vecchia PlayStation e i pomeriggi passati davanti ai classici Disney. Da lì, il desiderio di diventare – almeno per un giorno – quella guerriera, quella maga, quell’eroina che tanto l’aveva affascinata sullo schermo, è diventato sempre più ardente. Ma non basta “indossare un costume” per fare cosplay. Alessia lo sa bene. Dietro ogni suo abito c’è ore di lavoro manuale, progettazione, cura nei dettagli, una visione personale e una libertà creativa assoluta. Le sue creazioni spaziano dal gotico allo steampunk, dai mondi apocalittici ai personaggi pucciosi, passando per interpretazioni sensuali che non temono il giudizio e che anzi, celebrano il corpo e la femminilità come parte integrante del personaggio.

L’arte della trasformazione

Uno degli aspetti che più colpisce di Alessia è la sua versatilità interpretativa. È capace di passare con disinvoltura da un personaggio aggressivo come Triss Merigold da The Witcher, a uno più dolce e magico come Sailor Jupiter in versione armor, dimostrando non solo talento tecnico nella realizzazione dei costumi, ma anche una profondissima empatia verso i personaggi che sceglie di incarnare. Il cosplay non è solo tessuto, trucco e parrucca. È emozione, presenza scenica, immedesimazione. È teatro allo stato puro. Un esempio perfetto? Il cosplay di Wonder Woman. Non solo Alessia somiglia incredibilmente all’Amazzone DC Comics per tratti fisici, chioma fluente e corporatura statuaria, ma ne incarna anche lo spirito. Determinata, forte, risoluta e coraggiosa, Alessia affronta la vita proprio come una guerriera moderna. E non è un caso che molti dei suoi follower la vedano come una sorta di Diana Prince del cosplay italiano.

Dal palco delle fiere ai riflettori della TV

La notorietà di Alessia non si limita al mondo cosplay. Il suo carisma e la sua presenza scenica l’hanno portata più volte sotto i riflettori della televisione nazionale, partecipando a trasmissioni come Ciao Darwin con Paolo Bonolis, I Fatti Vostri con Giancarlo Magalli, Forum con Barbara Palombelli, Fuori dal Coro di Mario Giordano, Caduta Libera con Jerry Scotti, Guess My Age con Enrico Papi e tante altre. In ogni occasione, Alessia non ha mai mancato di portare con sé un pizzico di quel mondo colorato e meraviglioso che è il cosplay, cercando – spesso tra l’incredulità e l’ignoranza dei media generalisti – di spiegare che cosa realmente significhi questa parola tanto sconosciuta quanto fraintesa. Ma non si tratta solo di comparsate. Alessia ha portato il cosplay anche nei locali e nei teatri dove si esibisce in spettacoli burlesque unici nel loro genere, sostituendo i classici costumi sensuali con cosplay tematici accompagnati da musiche coerenti. È stata la prima – e ancora oggi l’unica – ad aver unito il burlesque al cosplay in Italia, creando un connubio perfetto tra gioco, sensualità e spettacolo. Un format esplosivo, originale e amatissimo dal pubblico.

Creatività senza regole

Uno dei tratti più distintivi di Alessia è il suo rifiuto degli schemi. Nel suo mondo non esistono vincoli rigidi, solo ispirazioni. I suoi cosplay sono spesso personalizzati, reinterpretati, contaminati. Cambia parrucche, modifica modelli, aggiunge accessori di propria invenzione. E se qualcuno storce il naso? Beh, poco importa. “La parola cosplay vuol dire proprio giocare con i costumi”, dice sorridendo, “e in un gioco non ci sono regole se non quella del divertimento”.

Questo spirito libero l’ha portata a confrontarsi spesso con le critiche – a volte feroci – di chi vive il cosplay in modo troppo competitivo. Ma Alessia non si è mai lasciata fermare. Non ha mai cercato la perfezione stilistica fine a se stessa. Per lei il cosplay è libertà, non performance. È condivisione, non sfida. E forse è proprio per questo che tanti la amano e la seguono con affetto: perché è vera, autentica, senza filtri.

Una comunità in crescita (ma non senza ombre)

Se da una parte i social media hanno aiutato enormemente a diffondere la cultura del cosplay in Italia, contribuendo a renderlo un fenomeno conosciuto e sempre più mainstream, dall’altra hanno esacerbato alcune dinamiche tossiche. Competizione spietata, critiche gratuite, invidie, bodyshaming. Alessia ne ha viste tante e non ha paura di parlarne. Denuncia apertamente l’atteggiamento di chi, dietro una tastiera, si permette di giudicare la qualità di un costume, l’aderenza al personaggio, perfino la fisicità della cosplayer. “A volte sembra di stare all’asilo”, dice con amarezza, “ma io continuo a fare quello che amo, per me stessa e per chi mi sostiene”.

La sua filosofia è chiara: vivi e lascia vivere. Ognuno ha il diritto di esprimersi come vuole, di divertirsi, di essere creativo a modo proprio. Il cosplay può anche essere provocazione, sensualità, trasgressione, e non c’è nulla di male in questo. Il problema non sono i costumi sexy, ma semmai la mancanza di rispetto e di educazione da parte di alcuni. Chi indossa un cosplay audace sa bene a cosa va incontro, ma questo non giustifica mai atteggiamenti invasivi o scorretti.

Il futuro? Sempre in costume, con il sorriso

Oggi Alessia è un punto di riferimento per la community cosplay italiana. La sua fanbase cresce ogni giorno, la sua influenza si fa sentire sia online che dal vivo. La sua forza, però, non sta solo nell’estetica. Alessia ha una storia personale fatta di sfide superate, di identità affermata, di lotte interiori e traguardi raggiunti. È una donna che ha imparato a volersi bene, a non avere paura di essere se stessa, a guardare il mondo con fierezza e determinazione.

Ecco perché Alessia Bergamo non è solo una cosplayer: è un simbolo. Di coraggio, di autoaffermazione, di libertà creativa. E anche se il mondo del cosplay cambierà ancora, lei continuerà a sfilare con i suoi costumi spettacolari, a esibirsi con la sua grinta inconfondibile, a ispirare chi, come lei, crede che nella fantasia ci sia spazio per essere finalmente sé stessi.

Se vi ha incuriosito il viaggio nel mondo di Alessia, vi invito a seguirla sui suoi canali social per scoprire i suoi prossimi progetti, i suoi cosplay inediti e – perché no – lasciarvi ispirare da questa straordinaria artista del sogno: Pagina Facebook, Gruppo FacebookInstagram e YouTube.

E ora tocca a voi: che ne pensate del percorso di Alessia? Vi ritrovate nelle sue parole? Avete vissuto esperienze simili nel mondo del cosplay? Raccontatecele nei commenti e condividete l’articolo sui vostri social per far conoscere questa meravigliosa realtà a più persone possibili. Perché il cosplay, alla fine, è una magia che si vive insieme.

IncanTales: la magia del cosplay italiano nell’arte di Jasmine Pera

Ho visto nascere il cosplay in Italia. L’ho visto crescere, tra timidi primi costumi cuciti in casa e i palchi delle prime fiere, dove l’emozione era più forte della tecnica. Ho visto generazioni di ragazzi e ragazze dare forma alla propria passione, costruendo non solo armature o abiti da sogno, ma anche una cultura, una comunità, un’identità. Ed è per questo che oggi, con orgoglio e commozione, vi parlo di IncanTales e della donna straordinaria che ne è l’anima, Jasmine Pera. Quella di IncanTales non è solo una storia. È un viaggio. È un’epopea moderna fatta di stoffe colorate, microfoni, sorrisi, sacrifici e magia. È la storia di come il cosplay sia diventato, in Italia, qualcosa di molto più di un semplice hobby: un linguaggio, una forma d’arte, una casa per chi si sente parte di un mondo più grande.

Jasmine Pera: l’arte di trasformare la passione in missione

Ci sono persone che fanno cosplay. E poi ci sono quelle che il cosplay lo vivono, lo respirano, lo creano ogni giorno come fosse linfa vitale. Jasmine Pera è una di queste. Ma ridurre tutto a una semplice frase non le rende giustizia. Jasmine è un’artista, una sognatrice, ma anche una manager, una comunicatrice, una leader. È una visionaria con i piedi ben piantati nella realtà.

Conosciuta nella community con il nome di @_p_e_r_a, Jasmine comincia la sua avventura nel 2007. Un’epoca in cui il cosplay era ancora una nicchia, lontana anni luce dalla visibilità di oggi. Ma lei aveva già capito tutto. Aveva compreso che quel mondo non era solo travestimento, ma un modo per raccontare se stessi, per creare legami, per emozionare e farsi emozionare.Dopo gli studi in arti visive e comunicazione, si lancia nel circuito delle fiere nerd collaborando con Luca Panzieri e con me. Insieme non si limitano a partecipare agli eventi: li reinventano. Prima con il laboratorio cosplay, poi con l’organizzazione dei contest, portando un’attenzione maniacale ai dettagli e un’energia contagiosa. Nel 2016 nasce Epicos, una delle realtà più solide e amate del panorama cosplay nazionale. Jasmine diventa così una figura di riferimento per la comunità italiana: coordina gli artisti, cura la comunicazione, segue i cosplayer nelle fiere e nei parchi divertimento. Ma soprattutto, continua a credere nei sogni di chi ha il coraggio di salire su un palco con il cuore in mano.

IncanTales: dove ogni storia trova casa

E come ogni narratore che si rispetti, Jasmine ha voluto cambiare pagina creando un luogo dove ogni racconto potesse prendere vita. Così nasce IncanTales, un’associazione culturale che è una vera e propria estensione del suo spirito: inclusiva, colorata, creativa, accogliente. IncanTales non è un semplice collettivo. È una fucina di idee, un laboratorio emotivo, un rifugio per chi sente che la cultura nerd è molto più di una passione. È una community che organizza eventi tematici, workshop, spettacoli, contest e contenuti digitali che raccontano le vite e le emozioni di chi ne fa parte. Ogni progetto è un tassello in più in un mosaico fatto di anime affini e storie incrociate. Il motto dell’associazione — “Every Tale, Everyone” — è la sua promessa: ogni persona, ogni storia, ogni voce ha il diritto di brillare. Ed è proprio questo che rende IncanTales diversa da qualsiasi altra realtà. Qui, il cosplay non è una competizione, ma una narrazione collettiva. Non si vince per l’armatura più grande, ma per il cuore più sincero.

Palchi, canzoni e sogni condivisi

Il fermento creativo che anima  è qualcosa di straordinario. Gli eventi in arrivo, come Japan Days a Roma o PGComix a Perugia, promettono esperienze immersive dove il confine tra realtà e fantasia si fa sempre più sottile. Non mancano neanche i progetti artistici, come la splendida canzone “Ti racconto di me”, prodotta da Daniek Tek, che diventa l’inno emotivo di ogni cosplayer che ha conosciuto la bellezza e la fragilità di un’esibizione vissuta col cuore in gola.

E se c’è una cosa che Jasmine e il suo team sanno fare bene, è costruire ponti. Tra generazioni, tra passioni, tra competenze diverse. Che tu sia un videomaker, un cantante, un ballerino, una sarta, un social media manager o semplicemente una persona con un sogno…  è il posto dove quel sogno può trovare un palco.

Una storia che continua, scritta da tutti noi

Da “papà del cosplay” — come mi chiamano con affetto molti ragazzi e ragazze che ho visto crescere in questo mondo — vi dico che realtà come questa sono un dono raro. Non solo perché promuovono la cultura pop, ma perché lo fanno con etica, rispetto, dedizione e — lasciatemelo dire — una dose di coraggio che oggi è merce preziosa. Jasmine Pera non ha solo cucito costumi. Ha cucito legami. Ha costruito una famiglia che oggi si chiama IncanTales , e che cresce ogni giorno, alimentata dai sogni di chi non ha mai smesso di credere nella bellezza del gioco, dell’arte e della condivisione.

Se vi riconoscete in tutto questo, se avete voglia di far parte di un racconto collettivo che parla di nerd, di emozioni, di storie e di magia… allora unitevi. Partecipate, commentate, condividete. Perché questa favola non è finita. Anzi, è appena iniziata. E potrebbe essere proprio la vostra la prossima storia da raccontare. 🧡 Condividete questo articolo, raccontateci il vostro primo cosplay o il vostro evento nerd indimenticabile nei commenti, e unitevi alla grande famiglia di IncanTales . Perché ogni storia conta. E oggi, più che mai, è tempo di scriverne una insieme.

Isabeau Cosplay: quando la passione per il cucito, la fantascienza e la cornamusa si incontrano in un’eroina nerd tutta italiana

Ci sono storie che sembrano uscite direttamente da un fumetto, dove ogni elemento del passato si incastra perfettamente per forgiare l’identità di un’eroina moderna. La storia di Isabella Ferrini, in arte Isab_Hel ma nota a tutti come Isabeau Cosplay, è proprio una di queste. Un percorso iniziato nel 2013, che oggi la vede tra le cosplayer italiane più apprezzate, con un curriculum ricco di eventi, premi, collaborazioni e un’incredibile dedizione all’universo pop e fantasy.

Isabeau è il risultato perfetto di un’eredità culturale unica: da un lato un padre appassionato di film di fantascienza, armi e fumetti, e dall’altro una madre esperta di cucito. Il destino era già tracciato, anche se all’inizio Isabella non ne era del tutto consapevole. Cresciuta tra pellicole spaziali e aghi da sartoria, ha trasformato queste passioni in un’arte complessa e spettacolare: la creazione di costumi, armature e accessori cosplay di altissimo livello.

 Quando ha iniziato a partecipare alle fiere, racconta, non conosceva nessuno. Si presentava con l’entusiasmo ingenuo di chi vuole solo impersonare il proprio personaggio preferito e girare tra gli stand. Ma qualcosa è cambiato nel tempo. Ha capito che il cosplay non era solo travestimento, era un modo per condividere passioni, conoscere persone, scoprire nuovi universi e, soprattutto, creare. E creare era ciò che amava di più. Questa consapevolezza l’ha portata a investire tempo ed energie nella costruzione di armature sempre più complesse, tanto che oggi può vantare un vero e proprio laboratorio personale dove si rifugia per dare vita a progetti ambiziosi, tra colla di contatto, schiuma EVA, aerografi e dettagli degni delle produzioni cinematografiche.

Il talento non è passato inosservato. Isabeau ha vinto numerose gare cosplay, tra cui la prima edizione del Falcomics 2022, e ha rappresentato l’Italia alla Blizzcon Online 2021, uno degli eventi più prestigiosi a livello mondiale dedicato all’universo Blizzard Entertainment. In quell’occasione, è stata l’unica cosplayer italiana in gara, portando con sé non solo un costume straordinario, ma anche tutta la creatività e la passione della community nerd nostrana. Un traguardo che non è solo personale, ma che ha fatto sentire orgogliosi tanti appassionati che da anni vedono il cosplay come qualcosa di più di un semplice hobby.

Ma il percorso di Isabeau non si limita alle passerelle cosplay. In Abruzzo ha collaborato con tre delle principali fiere regionali, diventando per anni responsabile dell’area cosplay, un ruolo fondamentale che richiede non solo capacità organizzative, ma anche empatia, leadership e una buona dose di problem solving. Organizzare una gara cosplay, lo sappiamo, è un’impresa epica degna di una campagna di Dungeons & Dragons.

E se pensate che la sua creatività si esaurisca qui, vi sbagliate di grosso. Isabeau è anche musicista! Suona infatti la cornamusa medievale nel gruppo Fus Roh Dah, un nome che i fan di Skyrim riconosceranno al volo. Questo duo unisce l’amore per il cosplay con la musica nerd, riarrangiando le colonne sonore più iconiche di film, serie TV e videogiochi. L’incontro tra le note epiche della cornamusa e i riff della chitarra elettrica dà vita a un’esperienza unica: un ponte musicale tra passato e presente, tra il fantasy delle saghe epiche e la modernità delle colonne sonore pop.

Dietro a tutto questo, c’è anche la vita di tutti i giorni: Isabella è una Hair Stylist professionista. E qui possiamo davvero dire che il talento nelle mani non le manca: che si tratti di creare una pettinatura perfetta o un casco da battaglia, Isabeau riesce a portare eleganza, tecnica e passione in ogni dettaglio.

Nel corso degli anni, quello che era nato come un passatempo si è trasformato in una vera e propria carriera artistica. Oggi Isabeau collabora con numerose persone e associazioni, organizza eventi, partecipa a fiere, gare, e continua a ispirare con il suo lavoro tantissimi giovani cosplayer. Ma la cosa più importante, come ci tiene sempre a ricordare, è non dimenticare mai il divertimento. Perché è proprio da lì che parte tutto: dalla gioia di creare, di sognare e di condividere.

Il messaggio che lancia a chi si avvicina al mondo del cosplay è chiaro e potente: “Divertitevi, lasciatevi ispirare e non abbiate paura di esprimere voi stessi. Anche se venite da un paesino piccolo e pensate di non conoscere nessuno, il cosplay può aprirvi porte inimmaginabili, farvi incontrare amici, alleati e compagni di viaggio che condivideranno con voi questa meravigliosa avventura”.

E voi, avete mai pensato di buttare il cuore oltre l’ostacolo e costruire la vostra armatura da paladino, il vostro costume da maga o la vostra tuta da space marine? Raccontateci la vostra esperienza o taggateci con il vostro cosplay preferito! E se vi è piaciuta la storia di Isabeau Cosplay, condividetela sui vostri social: l’universo nerd cresce con la condivisione delle nostre passioni

FedeMorgana: quando la sartoria artistica diventa magia. Il sogno su misura di Federica Carone

Nel vasto universo della sartoria artistica italiana, fatto di stoffe pregiate, dettagli millimetrici e passione ardente, c’è un nome che risuona con un’eco fiabesca e potente: FedeMorgana. Dietro questo marchio evocativo si cela Federica Carone, una vera alchimista del tessuto, una costumista e stilista che ha trasformato la sua visione in un progetto ambizioso, multidimensionale e profondamente umano.

Chiunque abbia anche solo sfiorato il mondo del cosplay, del costume teatrale, del design d’abito per cerimonie o della moda sartoriale storica, sa che FedeMorgana non è solo un brand: è un regno creativo, una fucina dove sogni e stoffe si fondono, cuciti insieme da ago, filo e una quantità impressionante di competenza.

Federica non è una semplice sarta. È un’artista, una visionaria, ma anche una pedagoga e una divulgatrice. E nel 2024, ha ricevuto un riconoscimento che pochi nel suo settore possono vantare: il prestigioso Manichino d’Oro, conferito dall’Accademia Nazionale dei Sartori di Roma. Un premio che è al contempo consacrazione e trampolino per un’evoluzione ancora più ampia del suo lavoro.

Un percorso tra arte, passione e tecnica

Federica Carone nasce nel 1990 a Conversano, in Puglia, ma la sua storia sartoriale inizia molto prima della laurea. È una passione precoce, quella per il cucito, che si trasforma negli anni in uno stile di vita. Dopo essersi trasferita a Roma, si laurea in Costume per lo Spettacolo presso l’Accademia di Belle Arti, specializzandosi nella creazione di costumi per teatro, cinema e videoclip musicali.

Non si tratta di semplici abiti: ogni creazione firmata FedeMorgana è una narrazione visiva, un pezzo di universo cucito addosso al cliente. Dai costumi barocchi per gli spettacoli su Stradella, in collaborazione con il Conservatorio dell’Aquila, fino alla partecipazione a eventi di caratura internazionale come il Carnevale di Venezia o le produzioni per la Sartoria Tirelli, il nome di Federica è sinonimo di competenza, bellezza e autenticità.

L’Atelier FedeMorgana: dove nascono gli abiti dei sogni

Nel 2021 nasce ufficialmente l’Atelier FedeMorgana a Marotta Mondolfo, in provincia di Pesaro-Urbino. Questo spazio non è solo un laboratorio sartoriale: è un luogo d’incontro tra arte e formazione, dove ogni abito racconta una storia e ogni corso accende una nuova scintilla creativa.

Qui si realizzano abiti da sposa e cerimonia su misura, costumi storici e fantasy, e si offre anche un servizio di noleggio per eventi e performance artistiche. Ma l’anima dell’atelier non si ferma alla creazione materiale: l’Academy firmata FedeMorgana è uno dei cuori pulsanti del progetto.

Attraverso corsi di sartoria online e in presenza, rivolti a ogni livello, Federica trasmette la sua esperienza ventennale in modo accessibile e coinvolgente. I percorsi spaziano dalla modellistica storica alla confezione contemporanea, con una particolare attenzione all’inclusività e alla sostenibilità. Non a caso, nel 2023 ha depositato un brevetto per una tavola di Modellistica Sartoriale Semplificata, utile anche a chi si affaccia per la prima volta al mondo del cucito.

FedeMorgana su YouTube e online: un’accademia digitale per creativi

Per chi non può raggiungere fisicamente l’Atelier, c’è una porta sempre aperta sul web: il sito ufficiale  fedemorgana.com e il canale YouTube “FedeMorgana Moda e Costume”, dove Federica condivide tutorial gratuiti, consigli pratici e riflessioni creative.

Questi contenuti non sono meri video dimostrativi, ma veri e propri strumenti di formazione, fruibili gratuitamente, che rendono tangibile la missione educativa del brand. Un’ulteriore prova che FedeMorgana non si limita a vendere abiti, ma costruisce cultura sartoriale.

Una missione che unisce bellezza, territorio e identità

Dal 2010, Federica è anche presidente dell’associazione L’Arte della Bellezza, realtà culturale che promuove mostre, sfilate e progetti sociali. Tra le sue iniziative più note si annoverano eventi come Moda a Corte, L’AltraModa, Il Salotto della Badessa e Arte a Corte, tutti pensati per valorizzare la sartoria come linguaggio artistico, legato al territorio, alle tradizioni e alla memoria collettiva.

L’approccio di Federica è profondamente olistico: ogni abito è anche una forma di narrazione storica, una ricostruzione iconografica, una dichiarazione identitaria. E in questo senso, l’abito diventa un manifesto, un’armatura, un’opera.

Quando il talento si cuce addosso al mondo

In un’epoca dominata dal fast fashion e dalla standardizzazione dell’estetica, progetti come FedeMorgana rappresentano una boccata d’aria creativa. La dedizione di Federica Carone alla sartoria artistica, al dettaglio fatto a mano, alla formazione diffusa e accessibile, è un faro per chi cerca autenticità, artigianalità e bellezza.

Che tu stia cercando un abito da sposa che parli di te, un costume per una rievocazione storica, o semplicemente desideri imparare a creare con ago e filo, FedeMorgana Atelier & Academy è la porta d’accesso a un mondo dove ogni punto è amore, ogni tessuto è una scelta, ogni abito è una storia.

Visita il sito fedemorgana.com e lasciati ispirare da un universo sartoriale in cui la realtà viene trasformata in sogno.

Foto di copertina di Fabius Go

CLIC – La fiamma del cosplay italiano dedicato a League of Legends e all’universo Riot Games

Nel cuore della cultura nerd italiana, tra un fumetto di One Piece, una puntata di Arcane divorata in binge-watching e l’ultima skin di Ahri appena sbloccata, c’è un luogo digitale e fisico dove la passione prende forma, ago e filo alla mano, trasformandosi in pura magia: è CLIC – Community of League of Legends Italian Cosplayers. Un nome che, per chi frequenta il mondo del cosplay e adora l’universo Riot Games, suona familiare come il “Pentakill” urlato dal sistema di gioco in una partita perfetta a League of Legends.

CLIC non è solo una community, è un vero e proprio movimento. Un punto di incontro per tutti quei fan italiani che vivono e respirano le atmosfere create da Riot Games, dalle lande di League of Legends ai combattimenti frenetici di Valorant, passando per le emozioni intense della serie Arcane e l’adrenalina strategica di Teamfight Tactics. Se ti sei mai emozionato davanti a una cinematica di Riot, se hai mai sognato di indossare l’armatura di Leona o il vestito elegante di Jhin, CLIC è la tua casa.

Nata inizialmente come un semplice gruppo Facebook, la Community of League of Legends Italian Cosplayers ha saputo trasformarsi in una delle realtà più solide, attive e riconosciute del panorama cosplay in Italia – e ormai anche in Europa. Oggi, CLIC è sinonimo di qualità, condivisione, inclusività e, soprattutto, tanta, tantissima passione. Ogni membro della community porta con sé un frammento dell’universo Riot, che diventa reale in ogni cucitura, in ogni props stampato in 3D, in ogni scatto fotografico che immortala la trasformazione da fan a campione.

Un viaggio tra eventi e leggende

CLIC non si limita a vivere online. È protagonista assoluta nel mondo reale, in carne, ossa e cosplay. Negli ultimi anni, ha avuto un ruolo centrale nel Cosplay Grand Tour by Riot Games, un evento itinerante che ha attraversato i principali festival italiani dedicati alla cultura pop e geek. Napoli COMICON, Falcomics, Etna Comics, Riminicomix… ogni tappa è diventata un’occasione per celebrare il talento dei cosplayer, per stringere amicizie e per rafforzare quel legame viscerale tra i fan e l’universo narrativo di Riot Games. E come dimenticare la tappa finale, la regina incontrastata degli eventi nerd in Italia: Lucca Comics & Games. Qui, la community si ritrova, sfila, si mostra al mondo in tutto il suo splendore e dà il meglio di sé sotto i riflettori di una delle vetrine più importanti a livello internazionale. Coordinati da CLIC, i cosplayer diventano ambasciatori di un fandom devoto e appassionato, valorizzando il proprio talento e dimostrando che il cosplay è molto più di un hobby: è arte, è identità, è cultura.

Un luogo sicuro per creatività e condivisione

CLIC ha costruito un ecosistema curato, rispettoso e vibrante. Il gruppo Facebook – che resta il cuore pulsante della community – è moderato con attenzione e apertura, garantendo un ambiente accogliente per tutti, dove poter postare con orgoglio le proprie creazioni, ricevere feedback costruttivi, chiedere consigli o anche solo condividere l’entusiasmo per il proprio personaggio preferito. L’accesso non è lasciato al caso: chi desidera entrare deve rispondere ad alcune domande, segno della cura e della selezione volta a mantenere un’atmosfera positiva e rispettosa.

Dietro le quinte c’è un lavoro enorme, fatto da persone che mettono tempo, cuore e competenze per rendere tutto questo possibile. Una su tutte: IconStitch, cosplayer professionista e mente creativa che ha dato un contributo fondamentale alla crescita del progetto, affiancando Riot Games e portando avanti l’ideale di un cosplay accessibile, condiviso e celebrato.

Il battito costante della passione nerd

CLIC rappresenta una delle testimonianze più luminose di quanto il mondo nerd e geek possa essere inclusivo, creativo e potente. Non si tratta solo di vestirsi come un personaggio, ma di incarnarne i valori, di entrare in una dimensione narrativa viva, respirando lo stesso spirito di squadra, lo stesso senso di appartenenza che caratterizza i grandi universi videoludici.

In un’epoca in cui la community online spesso è sinonimo di anonimato e conflitto, CLIC dimostra che si può costruire qualcosa di autentico, fatto di empatia, collaborazione e sogni cuciti con ago e pazienza. Una comunità in cui la passione diventa collante e il cosplay un linguaggio universale, capace di unire, ispirare e fare innamorare.

Se anche tu senti il richiamo delle lame gemelle di Irelia, se nel tuo cuore arde il fuoco di Brand o ti rivedi nell’intelligenza enigmatica di Viktor, allora non puoi restare fuori da CLIC. Visita la loro pagina Facebook e il profilo Instagram, lasciati travolgere da questo universo parallelo in cui fantasia e realtà si abbracciano con entusiasmo contagioso.

E ora, tocca a te: hai mai fatto cosplay ispirati ai giochi Riot Games? Raccontaci la tua esperienza nei commenti o tagga un amico che non può assolutamente perdersi questa community! Condividi l’articolo sui tuoi social, porta anche altri evocatori in questo meraviglioso viaggio tra armature, magie e pixel!

Quando la passione prende forma: Chiky.cos, l’anima teatrale del cosplay italiano

Nel vasto universo colorato e travolgente del cosplay italiano, ogni tanto spiccano delle stelle che non si limitano a brillare: incendiano l’immaginazione, accendono cuori e danno vita a personaggi con una passione che va ben oltre la stoffa, il make-up o un semplice scatto fotografico. Tra queste stelle, una in particolare ha iniziato a farsi notare con forza e poesia a partire dal 2021. Il suo nome è Chiara, ma per chi vive le fiere, gli eventi e il mondo delle saghe fantasy, lei è semplicemente Chiky.cos.

L’inizio di un sogno tra fiere e magie

Chiky.cos ha scoperto il cosplay in uno di quei momenti magici che segnano una vita intera. Era il 2021, un anno in cui il mondo cominciava a rimettere insieme i suoi pezzi e la voglia di sognare tornava più forte che mai. È stato allora che Chiara ha incrociato il cammino con l’universo delle fiere del fumetto e, come per incanto, si è accesa una scintilla. Da quel momento, la sua storia è diventata un inno all’interpretazione artistica, un abbraccio teatrale a ogni personaggio scelto, un viaggio che unisce fantasia, artigianato e anima.

Ma questa passione non nasce dal nulla. Dentro Chiara c’è sempre stato un amore viscerale per le grandi storie. Cresciuta tra le magie dell’universo Disney e gli incantesimi di Harry Potter, ha poi lasciato che il vento del Giappone le portasse tra le mani gli anime, scoprendo un mondo vibrante di energia e stile che oggi rappresenta il cuore pulsante delle sue creazioni.

Creatività senza limiti: quando il cosplay diventa arte concettuale

Ciò che distingue davvero Chiky.cos da tante altre interpreti è la sua capacità di trasformare ogni personaggio in una visione personale e originale. Non si limita a replicare un costume o a posare per una foto. No. Chiara crea dei veri concept, immaginando storie alternative, pose teatrali, scenografie mentali che prendono forma attraverso la fotografia e i dettagli minuziosi di ogni abito o accessorio. Ogni shooting diventa un piccolo cortometraggio dell’anima, un’ode visiva alla creatività.

La sua dedizione la porta a curare ogni elemento con passione quasi maniacale: dalla realizzazione di parrucche personalizzate alla costruzione dei prop, tutto viene plasmato con le mani e con il cuore. Ed è proprio in questo equilibrio tra artigianato e interpretazione che nasce la magia di Chiky.cos.

Tra eventi e palcoscenici: l’anima teatrale di una cosplayer

Non poteva mancare nel curriculum di Chiky.cos la partecipazione a uno degli eventi più amati dalla community: La Fortezza del Cosplay, una tappa imperdibile per chi vive di costume, interpretazione e passione condivisa. Ma questo è solo l’inizio. Il suo percorso è una strada in continua evoluzione, costellata di nuovi progetti, collaborazioni con gruppi cosplay e sfide sempre più ambiziose.

Dietro ogni sorriso di Chiky.cos c’è una vera artista del palco. Con un’anima profondamente teatrale, Chiara vive ogni personaggio con intensità, empatia e un entusiasmo che conquista chiunque la guardi. Non si limita a vestire i panni di un’eroina o di una strega: lei diventa quel personaggio, gli dà voce, emozione e presenza scenica. Ed è proprio questa sua capacità di entrare nel cuore dei ruoli che la rende speciale agli occhi della community.

Il futuro? È già tra le sue mani

Il bello di Chiky.cos è che non si ferma mai. Spinta da una curiosità senza fine e da una voglia costante di migliorarsi, continua a sperimentare, imparare e perfezionare il proprio stile. Dalle saghe fantasy agli anime più iconici, il suo repertorio cresce di giorno in giorno, alimentato da una passione autentica e da una voglia matta di condividere emozioni.

Se vi state chiedendo dove poter ammirare le sue creazioni e seguire da vicino questo percorso meraviglioso, non vi resta che tuffarvi nei suoi canali social. Il suo profilo Instagram è un diario visivo ricco di colori, personaggi e storie che parlano di dedizione, arte e tanta, tantissima passione.

👉 Segui Chiky.cos su Instagram

Tsudana: l’arte del cosplay secondo Elora Dana D’Ignazio, tra crafting, fantasy e passione nerd

C’è chi entra nel mondo del cosplay per gioco, chi per passione, e poi c’è chi ci entra con l’anima, con il cuore, con la stoffa dell’artista. Elora Dana D’Ignazio – o come la conoscono tutti nella scena cosplay italiana, Tsudana – è una di quelle figure che non si possono ignorare. È una di quelle che, appena la vedi in costume, ti chiedi se sei finito davvero in un altro mondo. Non solo per l’accuratezza delle sue creazioni, ma per l’intensità e l’amore che riesce a trasmettere attraverso ogni singolo dettaglio dei suoi cosplay. È quella scintilla che fa la differenza tra un costume ben fatto e un personaggio che prende vita davanti ai tuoi occhi.

Tsudana è ufficialmente approdata nel mondo del cosplay nel 2017, debuttando nei panni dell’intensa e graffiante X-23, la “figlia” di Wolverine, ma la sua storia parte molto prima. Come succede con tutti i veri nerd, la sua passione per il mondo dell’immaginazione è radicata nella sua infanzia: manga, anime e videogiochi sono stati i suoi primi amici, ma anche maestri di vita, compagni di viaggio, ispiratori silenziosi che le hanno insegnato a sognare. Una formazione geek che non poteva che sfociare in qualcosa di straordinario.

Il nome “Tsudana” non è solo un alias, ma una dichiarazione d’amore verso uno dei personaggi più potenti e iconici di Naruto, quella Tsunade che ha fatto della forza e della bellezza un’arma, un modello e un simbolo. Un gioco di parole raffinato e personale, che racchiude tutto l’universo interiore di Elora Dana. Una scelta che racconta già molto: non è solo cosplay, è storytelling, è identità, è tributo.

Ma Tsudana non si è limitata a interpretare personaggi. No, lei ha scelto una strada più complessa e affascinante: quella del crafting artigianale. Da autodidatta, ha imparato a dominare materiali complessi come foam, plastazote, worbla e foam clay, trasformandoli in armature, accessori, armi fantasy, bastoni magici e tutto quello che serve per dare vita a una nuova realtà. I suoi costumi non sono solo “costumi”, sono opere d’arte indossabili, pezzi unici creati con mani sapienti, occhi attenti e un cuore gigante.

Con il tempo, questa passione si è trasformata in una vera e propria vocazione. Non solo realizza i propri outfit, ma ha iniziato a creare props anche per amici e colleghi cosplayer, diventando un punto di riferimento nella scena italiana per chi cerca qualità, originalità e quel tocco in più che solo chi ama davvero questo mondo può offrire.

Ma Tsudana non si ferma qui. È anche amministratrice della pagina “Cosplay – Italian Community”, una delle realtà online più attive nel panorama nostrano, dove condivide esperienze, consigli e momenti di pura nerdaggine con una community affezionata e vibrante. Fa parte di associazioni LARP, dove il cosplay incontra il gioco di ruolo dal vivo, ed è un membro ufficiale della leggendaria Metal Slug Italian Army, che raccoglie i fan più appassionati del celebre videogame arcade.

Dal 2020, Elora Dana veste i panni di Amion, un’elfa maga protagonista al Fiastra Fantasy, uno degli eventi fantasy più suggestivi del centro Italia. Qui, in mezzo ai boschi, ai castelli e alle atmosfere da sogno, Tsudana incanta il pubblico con la sua interpretazione ricca di grazia e mistero, come se davvero venisse da un altro regno.

Per Tsudana, il cosplay è molto più che un hobby: è un modo per spingersi oltre i limiti, per sperimentare, per imparare continuamente e per esprimere la propria creatività senza freni. Ogni costume è una sfida personale, ogni evento una nuova avventura, ogni like una piccola conferma che la bellezza dell’immaginazione merita di essere condivisa.

Tsudana incarna l’essenza più autentica del cosplay italiano: talento, passione, dedizione e voglia di sognare in grande. Ed è anche grazie a figure come lei che il nostro paese continua a essere una fucina di meraviglia nerd, dove ogni giorno nascono nuovi personaggi, nuove storie, nuovi mondi.

Se ancora non la seguite, vi state perdendo qualcosa di magico. Correte a scoprire il suo mondo su Instagram:
Profilo cosplay di Tsudana
Pagina dedicata ai suoi lavori artigianali – Dana Mission Creation

E voi? Avete mai provato a creare un costume con le vostre mani o a impersonare un personaggio che amate alla follia? Raccontatecelo nei commenti o condividete l’articolo sui vostri social: il talento merita di essere celebrato e diffuso, soprattutto quando nasce da una passione così potente.

Stephan Leonheart: il sogno animato di un eroe del cosplay italiano

C’è chi guarda gli anime con nostalgia. C’è chi li ama silenziosamente, stringendo una statuetta sullo scaffale della propria camera. E poi c’è chi, come Stephan Leonheart, ha scelto di indossarli. Di viverli. Di trasformarli in arte. Nato a San Benedetto del Tronto, Stefano – in arte Stephan Leonheart – non è solo un cosplayer. È un sognatore incallito, un artista dei dettagli, un wig-maker appassionato e un instancabile costruttore di emozioni travestite da armature e katane. Un interprete del nostro tempo che ha fatto del cosplay molto più di un semplice hobby: lo ha reso una missione.

Fin da bambino, Stephan mostrava un amore incondizionato per i cartoni animati, con una predilezione viscerale per l’universo degli anime giapponesi. Il Giappone, con i suoi eroi ipercolorati e le sue storie epiche, gli parlava direttamente al cuore. E quando il cosplay ha cominciato a muovere i primi passi come arte vera e propria in Italia, lui non ha esitato un secondo: ha indossato le sue passioni e ha dato vita ai suoi idoli, cucendo ogni costume con dedizione e un pizzico di magia.

Il suo primo cosplay realizzato a mano? Un tributo a Allen Walker, il protagonista dell’anime D.Gray-Man, un personaggio tormentato e affascinante, esattamente come il fuoco creativo che ardeva nel cuore di Stephan. Ma ciò che colpisce davvero nella sua storia non è solo la qualità dei costumi o l’accuratezza delle interpretazioni, bensì la filosofia con cui affronta ogni performance: per Stephan, fare cosplay non significa solo travestirsi, ma vivere davvero un giorno nei panni del proprio personaggio preferito, emozionarsi ed emozionare, condividere un frammento di sé con chi sa coglierne la bellezza.

Con il tempo, la sua passione si è affinata e ha trovato nuove forme di espressione. Stephan ha cominciato a costruire da solo props, armi e armature, dando vita a oggetti memorabili come la spada di Kyoukai no Kanata e la Battle Suit di Bardock, padre di Goku. Ma il vero colpo di fulmine è arrivato con le parrucche: il mestiere del wig-maker è diventato il suo pane quotidiano, un’arte minuziosa che richiede pazienza, tecnica e una profonda conoscenza del personaggio da interpretare.

Nel 2017 arriva la consacrazione: viene scelto come giudice per la Gara Cosplay del San Beach Comix. Un ruolo di prestigio che segna l’inizio di un nuovo capitolo. L’anno successivo è ospite speciale alla Monte Urano Cartoon Night, mentre nel 2019 conquista i palchi di mezza Italia vincendo ben tre importanti riconoscimenti: Miglior Gruppo Cosplay al Pescara Comix, Miglior Gruppo Cosplay al Teramo Comix e Miglior Coppia Cosplay all’Ancona Comix and Games. Premi meritati che confermano il suo talento poliedrico e il suo carisma scenico.

Ma Stephan non si è fermato qui. È uno dei membri fondatori dell’Associazione Culturale Fumetti Indelebili, di cui è vicepresidente e responsabile della sezione cosplay. Un vero motore culturale nel cuore delle Marche, grazie al quale organizza eventi, collabora con centri commerciali e partecipa a feste private, sempre con l’obiettivo di avvicinare il pubblico alla magia del cosplay.

Le sue collaborazioni non si contano più: ha lavorato con The Space Cinema come figurante per l’anteprima del film Dragon Ball Super: Broly, e oggi è uno dei volti più attivi della community di Dragon Ball S.H. Figuarts Italia, la più seguita pagina italiana dedicata alle action figure Bandai. Un riconoscimento importante per chi, come lui, ha sempre sognato Goku non solo come un eroe d’infanzia, ma come un alter ego da incarnare.

Oggi Stephan è anche il presentatore ufficiale del Cosplay Awards del San Beach Comix e ha condotto le gare cosplay della prima e seconda edizione dell’evento Appignavalon. E nei panni di Son Goku e Spider-Man, i personaggi che più di tutti hanno accompagnato la sua crescita, continua a regalare sorrisi, emozioni e un pizzico di meraviglia a grandi e piccoli, sempre con lo stesso entusiasmo di quel bambino che sognava davanti alla TV.

Dietro al nome Stephan Leonheart c’è molto più di un semplice cosplay. C’è un cuore che batte forte per la cultura nerd, un’artista che ha scelto di vivere le sue passioni con autenticità e dedizione. E c’è un messaggio che arriva forte e chiaro: essere nerd non è una moda, è un’identità, una missione, un modo di colorare il mondo con la fantasia.

Se volete entrare anche voi nel mondo di Stephan, seguitelo su Instagram @stephan_leonheart o date uno sguardo al suo universo tramite il suo linktree. E magari, chissà, troverete anche voi il coraggio di indossare i vostri sogni.

    Bianca alias White Lycoris: quando il cosplay è vocazione, arte e poesia

    Nel mondo del cosplay, ogni tanto nasce una stella. Non parlo di quelle che brillano solo per un momento sui social, ma di quelle che, con costanza, talento e passione autentica, costruiscono passo dopo passo un percorso che lascia il segno. Una di queste stelle si chiama Bianca, ma molti la conoscono come White Lycoris o semplicemente Maomao. Una ragazza del 2009 – sì, avete capito bene – che in pochi anni è riuscita a conquistare il cuore della community cosplay italiana, e non solo, con una grazia, una maturità artistica e una coerenza stilistica davvero rare.

    Ho avuto il piacere di incontrare tanti talenti nel corso della mia lunga avventura nel mondo del cosplay, ma la storia di Bianca ha qualcosa di speciale. Non è solo la giovane età a stupire, ma la chiarezza con cui vive la sua passione come una vera e propria missione espressiva. Bianca non si traveste. Bianca interpreta, vive, racconta. E lo fa con una delicatezza e una profondità che lasciano spiazzati.

    Il suo viaggio inizia in piena pandemia, quando, chiusa in casa come tutti, ha trovato nel cosplay un modo per non smettere di sognare. E forse proprio da quel bisogno autentico di evadere e creare nasce il suo stile così sincero. Il debutto ufficiale avviene nel 2022 al Comofun, ma già l’anno prima, nel 2021, aveva mosso i primi passi nei piccoli eventi locali, portando il personaggio che l’avrebbe resa riconoscibile: Maomao, protagonista de I diari della speziale. Un’icona che non ha mai abbandonato del tutto, e che porta ancora nel cuore.

    Il nome “White Lycoris” non è un’etichetta qualunque, ma una dichiarazione d’intenti. Un fiore giapponese, il Lycoris radiata, simbolo di mistero e rinascita, unito alla purezza del bianco e a quel richiamo poetico al suo nome di battesimo: Bianca. Già solo questo dovrebbe farci capire quanto ci sia dietro ogni scelta che fa. Nulla è lasciato al caso. Ogni dettaglio, ogni gesto, ogni costume nasce da una riflessione profonda, da uno studio accurato, da un desiderio sincero di restituire rispetto ai personaggi che interpreta.

    Parliamo di una ragazza che si è messa in gioco su più fronti. Dal make-up ai props, fino al cucito – che studia con dedizione – tutto è frutto del suo impegno personale. Non si accontenta di indossare, vuole creare. E lo fa affiancandosi a figure straordinarie come Benedetta di @indieteque, oppure Cristina (@call_me_eva_enchanted) e Lara di Bernardo per affinare posa, portamento e presenza scenica. Non sorprende, quindi, che tra le sue creazioni troviamo anche opere originali come la sua intensa Banshee o la misteriosa Qallupilluit, ispirata alla mitologia Inuit, portata in scena insieme all’inseparabile Yari (@yarimoregola), altra voce potente della nuova generazione cosplay.

    Il legame tra Bianca e Yari non è solo una collaborazione artistica, ma una vera e propria alleanza creativa. Insieme hanno portato a casa ben 11 premi nel 2024, tra cui il primo assoluto che li ha condotti alla selezione per Over 9000, l’ambitissima competizione firmata @mjcosplayeventi. Non male per chi, tecnicamente, dovrebbe ancora pensare alla scuola media.

    C’è un cosplay però che resta particolarmente vicino al cuore di Bianca: Kasane, protagonista di un manga denso e doloroso, portato in occasione della Giornata contro la violenza sulle donne. Un gesto che dimostra quanto il cosplay, per lei, sia anche strumento di riflessione e consapevolezza sociale. Perché sì, si può parlare di temi profondi anche indossando una parrucca e un costume. E Bianca lo fa con una sensibilità rara.

    Molti potrebbero pensare che alla sua età sia tutto gioco. E invece no. C’è impegno, studio, costanza. C’è quella capacità, che solo i veri artisti hanno, di mettersi in ascolto dei personaggi e di portarli in scena con rispetto e verità. Non è un caso che, quando le si chiede un consiglio per chi vuole iniziare, la sua risposta sia limpida: non servono grandi budget, basta avere voglia di capire davvero il personaggio e farlo proprio, fino in fondo. Lo studio prima di tutto. L’immersione. Il rispetto.

    Bianca è anche molto chiara sul ruolo dei social. Ne riconosce la potenza, certo, ma non si lascia abbagliare dalle metriche. Per lei la priorità resta sempre la qualità e la serietà del progetto. Non cerca scorciatoie. Non rincorre i like. Preferisce che a parlare siano le sue creazioni, le sue performance, i suoi silenzi carichi di significato.

    E poi ci sono gli aneddoti, i momenti che restano. I viaggi in Giappone, ad esempio, che hanno lasciato in lei un segno profondo. Non solo come turista, ma come appassionata vera, desiderosa di comprendere la cultura del cosplay nel suo luogo d’origine, con rispetto e umiltà. E ancora, le prime sfilate come modella nello stile EGL – Elegant Gothic Lolita – o la formazione in teatro e danza, che l’ha dotata di una presenza scenica fuori dal comune. Insomma, non è difficile intuire perché oggi sia considerata una delle promesse più luminose del cosplay italiano.

    In un mondo che spesso premia la superficialità, Bianca – alias White Lycoris – rappresenta una risposta forte e chiara: il talento esiste, ma va coltivato. Va rispettato. E, soprattutto, va vissuto con amore.

    Scommetto che sentiremo parlare molto di lei nei prossimi anni. Anzi, io ci metto la firma. E voi, avete già avuto modo di ammirare una performance di White Lycoris? Raccontateci la vostra esperienza nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social per far conoscere anche ad altri questo giovane e straordinario talento del cosplay italiano!

    ItsVikynga: l’anima artigiana e creativa del cosplay italiano

    Nel mondo del cosplay italiano, tra glitter, armature scintillanti e performance mozzafiato, esistono figure che si distinguono non solo per l’estetica impeccabile, ma per la dedizione autentica che mettono nella loro arte. Una di queste è senza dubbio Victoria Porrini, conosciuta nel circuito nerd come ItsVikynga. Cosplayer dal 2015, Victoria ha saputo trasformare una passione in una forma d’arte, e un talento in una professione, pur mantenendo intatta la spontaneità degli inizi. La sua storia, come spesso accade per i veri artisti, nasce quasi per gioco e si trasforma, con il tempo, in un percorso di vita.

    Il nome ItsVikynga ha un’origine tanto curiosa quanto affettuosa: è stato suo padre, in un momento scherzoso, a suggerirle quel “Vicky Vichinga” che poi si è evoluto nel nickname attuale, creando un connubio perfetto tra il suo nome e una vena ironica che ancora oggi la caratterizza.

    Victoria ha scoperto il cosplay al liceo, grazie a una compagna che la trascinò in fiera per la prima volta. Da lì, non si è più fermata. La sua “prima volta” fu a Novegro, dove indossò un cosplay original in stile steampunk. E da allora, quella fiera è rimasta nel suo cuore come la più significativa. Oggi, guardando il suo portfolio artistico, è difficile contare quanti personaggi abbia interpretato. Ma se le si chiede quali le abbiano dato più soddisfazione, la risposta è chiara: Jibaro da Love Death & Robots, D’Vorah da Mortal Kombat X, Bayonetta e Jinx da Arcane.

    In particolare, Jibaro ha rappresentato una vera e propria sfida artistica e fisica. La cura maniacale dei dettagli, la complessità della costruzione e persino la performance di danza durante la gara l’hanno messa a dura prova. Ma proprio grazie a quel cosplay ha potuto calcare il palco della Cosplay Italian Cup 2023, uno dei concorsi più importanti del panorama italiano, raccogliendo applausi e consensi che ancora oggi porta nel cuore.

    Ma Victoria non è solo una cosplayer: è anche una cosmaker a tutto tondo. Laureata in Fashion Design, ha mosso i primi passi nel mondo della moda per poi decidere di seguire il richiamo irresistibile del cosplay. E oggi, ogni costume che indossa è frutto delle sue mani. Dalla sartoria all’accessoristica, tutto viene realizzato con materiali semplici, con un’etica del riuso che merita rispetto: foam, legno, colla, cartone, vecchie tende o lenzuola dimenticate in soffitta diventano parti integranti di abiti sorprendenti. No, Victoria non usa la stampa 3D. E non per snobismo tecnologico, ma per amore del “fatto a mano”, dell’autenticità. Un approccio che profuma di bottega d’arte rinascimentale, in un’epoca dominata da soluzioni rapide e industriali.

    Anche per questo motivo è spesso invitata come giurata in eventi cosplay: chi meglio di lei può valutare la cura artigianale, l’impegno e l’originalità dietro a un costume? E a sua volta ha vinto moltissimi premi, partecipando a eventi di prestigio come i 10 Magnifici Eroi 2022, e portando il suo lavoro anche in contesti rivolti ai più piccoli, collaborando con fiere e parchi tematici come figurante cosplay.

    Non è un caso che tra le sue muse vi sia Yaya Han, icona mondiale del cosplay, che Victoria ammira per la maestria sartoriale e l’attenzione maniacale ai dettagli. Ma se c’è una cosa che ItsVikynga ha capito bene è che il cosplay è – e deve restare – un atto creativo e liberatorio. Ama realizzare cosplay originali proprio per mettere alla prova il suo estro stilistico, perché per lei il cosplay non è solo imitazione, ma anche espressione personale. E se fatto con passione, non c’è nulla di male nel creare personaggi inventati: è una forma d’arte a tutti gli effetti.

    Certo, non manca un pizzico di malinconia nel suo sguardo sul panorama attuale. Victoria osserva con un po’ di dispiacere come, negli ultimi anni, il cosplay sia diventato anche una moda da seguire più che una passione da vivere. Molti si avvicinano a questo mondo inseguendo trend e follower, perdendo quella genuinità che animava le prime fiere, dove il vero obiettivo era divertirsi, incontrare amici e condividere una passione comune.

    Sui social, denuncia anche lei la presenza crescente di bullismo e atteggiamenti tossici, che nulla hanno a che vedere con lo spirito del cosplay. Fortunatamente, però, ci sono ancora tantissimi cosplayer che vivono questa passione con leggerezza, cuore e rispetto per gli altri.

    E Victoria è tra questi. Ha scelto consapevolmente di fare della sua passione un lavoro, senza per questo snaturarla. Collabora con eventi, vende fotografie cosplay – sì, anche su OnlyFans – ma tiene ben distinti i contenuti più artistici da quelli più leggeri o orientati alla fotografia. È una professionista che ha trovato l’equilibrio tra vita privata e pubblica, supportata da una famiglia che la comprende e da un compagno che condivide la sua stessa passione.

    A chi la segue e magari dubita del fatto che sia lei a realizzare i suoi costumi, risponde con eleganza: basta guardare i suoi video tutorial e le storie su Instagram e TikTok, dove mostra ogni fase del suo lavoro. Dall’ideazione al taglio dei tessuti, dalla pittura degli accessori all’assemblaggio finale. Non ci sono segreti, solo tanta dedizione, pazienza e amore per ciò che fa.

    Tra i tanti aneddoti buffi che racconta con il sorriso, ci sono perle imperdibili. Come quel giorno in cui, alla vigilia della Cosplay Italian Cup, si beccò una contrattura al collo su una giostra a Movieland e dovette gareggiare imbottita di antidolorifici. O la volta in cui una collana le si ruppe durante una performance, spargendo perle sulla giuria (nessun giudice fu ferito, per fortuna!). E chi può dimenticare quando, vestita da Cherry Bomb di Hazbin Hotel, al Milano Comics, regalò un leccalecca a forma di cuore a Rocco Siffredi, tra le risate generali del pubblico.

    Il suo messaggio finale, però, è ciò che meglio rappresenta la sua filosofia: divertitevi. Il cosplay non dev’essere una fonte di ansia o frustrazione, ma un’esperienza gioiosa e gratificante, un modo per scoprire sé stessi, superare i propri limiti e creare qualcosa di unico. Non bisogna temere il fallimento: ogni costume imperfetto è solo un passo verso la perfezione, ogni sconfitta è un’occasione per imparare. L’importante è non perdere mai la passione.

    Victoria – alias ItsVikynga – è la prova vivente che il cosplay è un’arte multidisciplinare, che unisce sartoria, pittura, make-up, danza e recitazione. E che può essere vissuto con profondità, consapevolezza e tanto cuore. In un mondo che troppo spesso corre dietro all’apparenza, lei ci ricorda che l’autenticità ha ancora un posto d’onore tra i padiglioni delle fiere.

    Seguitela e lasciatevi ispirare nei suoi canali ufficiali: InstagramYouTubeTikTokOnlyFans.

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