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Sottomarina Comix 2026: la notte in cui il lungomare diventa il regno di cosplay, fumetti e cultura nerd

L’estate italiana ha imparato da tempo a convivere con festival musicali, sagre e grandi eventi all’aperto, ma esistono appuntamenti che riescono a trasformare completamente il volto di una città e a trasportare visitatori e curiosi in una dimensione parallela fatta di eroi, creature fantastiche, videogiochi, manga e immaginazione. Sabato 25 luglio 2026, dalle ore 20 fino a mezzanotte, Sottomarina si prepara ancora una volta a vivere una di quelle metamorfosi che ogni appassionato di cultura pop sogna di vedere almeno una volta.

Sottomarina Comix 2026 torna infatti ad animare il centro cittadino con una grande festa dedicata all’universo nerd e geek, completamente gratuita e aperta a tutti. Piazzale Italia, Viale Veneto, Viale Padova e Viale Venezia si trasformeranno in un gigantesco percorso tematico a cielo aperto, una sorta di convention diffusa affacciata sul mare dove fumetti, videogiochi, cosplay e spettacolo si incontrano sotto il cielo estivo della costa veneziana.

Chi frequenta il mondo delle fiere del fumetto sa bene quanto sia raro trovare una manifestazione capace di unire l’atmosfera rilassata di una località balneare con l’energia contagiosa di una convention dedicata alla cultura pop. Proprio questa miscela rappresenta uno degli elementi più affascinanti di Sottomarina Comix. Da una parte il profumo del mare, il tramonto sulla spiaggia e le passeggiate sul lungomare; dall’altra una comunità di appassionati pronta a condividere passioni, collezioni, fotografie, giochi e racconti.

Passeggiando tra le vie coinvolte dall’evento si avrà la sensazione di attraversare mondi diversi. Ogni angolo della manifestazione racconterà una sfumatura differente della cultura nerd contemporanea. Gli amanti del fumetto potranno incontrare illustratori, disegnatori e autori indipendenti, osservare dal vivo il lavoro creativo di artisti provenienti da varie realtà italiane e lasciarsi conquistare da tavole originali, sketch e opere artigianali che raccontano l’enorme vitalità della scena artistica nazionale.

Per molti visitatori sarà anche l’occasione perfetta per scoprire nuovi talenti. Chi frequenta gli eventi dedicati ai fumetti conosce bene quella sensazione speciale che si prova trovando un autore emergente prima che diventi famoso, acquistando una stampa o un disegno destinato magari a diventare un ricordo prezioso negli anni successivi. È proprio questo tipo di magia che spesso caratterizza eventi come Sottomarina Comix.

Naturalmente il cosplay rappresenterà uno degli elementi più spettacolari della manifestazione. Ogni estate, in Italia, migliaia di cosplayer dedicano mesi alla realizzazione di armature, costumi, accessori e scenografie. Manifestazioni come questa diventano il momento ideale per mostrare il proprio lavoro, incontrare altri appassionati e vivere per qualche ora nei panni dei propri personaggi preferiti.

Le strade di Sottomarina si popoleranno così di eroi degli anime, protagonisti dei videogiochi, cavalieri fantasy, personaggi Disney, supereroi Marvel e DC, guerrieri giapponesi, maghi e creature provenienti da universi narrativi lontanissimi tra loro. Il Cosplay Contest promette di diventare uno dei momenti più attesi della serata, grazie a sfilate, interpretazioni sceniche e performance che permetteranno al pubblico di assistere a uno spettacolo sempre imprevedibile.

La cornice marittima aggiunge poi un elemento unico all’esperienza. Non capita spesso di vedere cosplayer fotografati tra il lungomare, le luci serali e il paesaggio costiero. Per fotografi e creator digitali si tratta di un contesto particolarmente suggestivo, capace di regalare scatti che difficilmente potrebbero essere realizzati all’interno dei tradizionali padiglioni fieristici.

Grande attenzione sarà dedicata anche al mondo del gaming. Una parte significativa della manifestazione sarà infatti riservata ai videogiochi, con un’area pensata per soddisfare sia i nostalgici sia le nuove generazioni. I cabinati vintage rappresenteranno una vera macchina del tempo per chi è cresciuto nelle sale giochi degli anni Ottanta e Novanta. Basta il suono di alcuni effetti sonori elettronici per riaccendere ricordi che sembravano dimenticati: sfide infinite, gettoni consumati e pomeriggi trascorsi davanti agli schermi pixelati che hanno contribuito a costruire la storia del videogioco.

Accanto al retrogaming troveranno spazio giochi da tavolo, giochi di ruolo e attività dedicate alla socializzazione, dimostrando ancora una volta come il mondo nerd non sia soltanto intrattenimento individuale ma soprattutto condivisione. Sedersi a un tavolo con sconosciuti per iniziare una partita rappresenta spesso uno dei modi più immediati per fare amicizia durante una convention.

Particolarmente interessante appare anche la presenza di aree dedicate a fenomeni che continuano a conquistare nuove generazioni di appassionati, come Bayblade e il collezionismo di carte. Pokémon, Magic: The Gathering e Yu-Gi-Oh! continueranno a rappresentare punti di riferimento per migliaia di fan che vedono negli eventi dal vivo l’occasione perfetta per incontrarsi, confrontarsi e ampliare le proprie collezioni.

La mostra mercato promette infatti di essere uno dei poli di attrazione principali della serata. Espositori provenienti da tutta Italia porteranno fumetti, manga, action figure, miniature, gadget, statue da collezione, accessori fantasy e immancabili Funko Pop. Chi ama il collezionismo conosce perfettamente quella sensazione difficile da spiegare: arrivare a una fiera senza sapere cosa si troverà e tornare a casa con un tesoro inatteso scoperto quasi per caso.

Tra le proposte più curiose figura anche una zona dalle atmosfere gotiche, pensata per chi ama il lato più oscuro dell’immaginario fantasy e horror. Un’area caratterizzata da suggestioni misteriose, con un labirinto gonfiabile e uno spazio dedicato alla divinazione, contribuirà ad ampliare ulteriormente la varietà dell’offerta, rendendo l’esperienza ancora più immersiva.

Anche le famiglie avranno numerose occasioni per divertirsi. Lo spazio dedicato ai più piccoli offrirà attività ispirate ai giochi tradizionali, creando un interessante ponte tra passato e presente. In un’epoca dominata da smartphone e schermi digitali, recuperare forme di gioco più semplici assume quasi il valore di una piccola avventura culturale.

Sul fronte dell’intrattenimento dal vivo, il programma si annuncia particolarmente ricco. I Castalia porteranno sul palco tutta l’energia delle sigle dei cartoni animati che hanno accompagnato generazioni di spettatori. Chi frequenta convention e festival nerd sa bene che basta ascoltare le prime note di una sigla storica per trasformare una piazza intera in un gigantesco coro collettivo.

Non mancherà nemmeno uno spettacolo musicale ispirato a Hazbin Hotel, fenomeno che negli ultimi anni ha conquistato milioni di fan in tutto il mondo grazie al suo stile visivo inconfondibile, ai personaggi sopra le righe e a un comparto musicale capace di diventare immediatamente virale sui social.

Particolarmente suggestiva sarà la presenza di set fotografici dedicati a icone della cultura pop. Gli appassionati potranno incontrare i celebri Ghostbusters, ammirare le creazioni mecha di MCA Cosplay e lasciarsi sorprendere dalle atmosfere più oscure proposte dalla Compagnia del Boia. Elementi differenti che convivono armoniosamente all’interno di una manifestazione capace di celebrare tutte le anime della cultura nerd contemporanea.

La forza di Sottomarina Comix risiede proprio in questa capacità di mettere insieme mondi apparentemente lontani. Anime e fantasy, fumetti occidentali e manga giapponesi, giochi di ruolo e videogiochi, musica e cosplay convivono all’interno di un unico grande evento che trasforma il centro cittadino in un’esperienza collettiva.

Per una sera, le vie principali di Sottomarina smetteranno di essere semplicemente strade di una località turistica e diventeranno un enorme set dedicato all’immaginazione. Una celebrazione della creatività che dimostra quanto la cultura nerd sia ormai parte integrante del panorama culturale contemporaneo, capace di coinvolgere persone di ogni età e provenienza.

L’appuntamento è fissato per sabato 25 luglio 2026, dalle 20:00 alle 24:00, con ingresso libero. Chiunque ami fumetti, cosplay, videogiochi, musica da cartoni animati, collezionismo e cultura pop troverà sicuramente qualcosa in grado di accendere la propria curiosità. E chissà, magari proprio passeggiando tra le luci del lungomare e i costumi dei cosplayer, qualcuno scoprirà una nuova passione da portare con sé ben oltre la fine della serata.

La domanda, a questo punto, è una sola: quale personaggio scegliereste di portare a Sottomarina Comix 2026?

TreComics 2026: Trecate si trasforma in un regno nerd tra cosplay, spade laser, Lego e una Lamborghini da corsa

Giugno è sempre un mese speciale per chi vive di fumetti, cosplay, giochi da tavolo e cultura pop. Le scuole chiudono, le giornate si allungano e l’aria sembra caricarsi di quella stessa energia che accompagna le convention più amate dagli appassionati. Proprio in questo clima arriva TreComics 2026, manifestazione a ingresso libero che il 27 e 28 giugno porterà nel Parco Comunale di Villa Cicogna, a Trecate, due giornate dedicate all’immaginario geek in tutte le sue forme.

La suggestiva cornice di Villa Cicogna, con il suo storico Cortile delle Magnolie, diventerà per un intero weekend un punto d’incontro per cosplayer, gamer, collezionisti, appassionati di fantasy, fantascienza e cultura nerd, offrendo un programma capace di mescolare tradizione fieristica e spettacolo dal vivo con attività sempre più amate dalle nuove generazioni.

Chi frequenta gli eventi cosplay italiani sa bene quanto sia importante trovare manifestazioni capaci di mantenere un’atmosfera familiare senza rinunciare a contenuti di qualità. TreComics sembra voler percorrere proprio questa strada, costruendo un’esperienza che mette insieme fumettisti, hobbisti, artisti, espositori e associazioni in un contesto accessibile a tutti, senza alcun costo d’ingresso.

L’apertura ufficiale del weekend è prevista per sabato 27 giugno, una giornata che fungerà quasi da grande anteprima dell’evento principale. Dalle ore 18 alle 22 il pubblico potrà partecipare a un’apericena immersa nell’atmosfera del festival e assistere successivamente a uno spettacolo dedicato alle spade laser. Per ogni appassionato cresciuto con la saga di Star Wars, vedere combattimenti coreografati dal vivo conserva ancora oggi un fascino particolare. Non importa quante serie televisive, videogiochi o film siano arrivati negli ultimi anni: il richiamo di una lama luminosa che attraversa la notte continua a evocare lo stesso stupore provato davanti ai duelli tra Jedi e Sith.

A rendere possibile questa esperienza saranno gli esperti di Ludosport Porta dei Laghi e della Light Saber Combat Academy, realtà che negli anni hanno contribuito a trasformare il combattimento con spade laser in una disciplina spettacolare e coinvolgente, capace di unire sport, coreografia e passione per la fantascienza.

La vera esplosione di attività arriverà però domenica 28 giugno. Dalle 10 del mattino fino alle 19 il parco ospiterà un concentrato di tutto ciò che rende irresistibile una convention nerd. Passeggiando tra gli stand sarà possibile incontrare fumettisti e creativi, scoprire opere artigianali realizzate da hobbisti, partecipare a sessioni di giochi di ruolo e giochi da tavolo e immergersi in quel mix di fantasia e socialità che rappresenta da sempre uno degli aspetti più belli delle fiere di settore.

Grande attenzione sarà naturalmente dedicata al cosplay, elemento ormai imprescindibile di qualsiasi evento geek contemporaneo. La gara cosplay promette di diventare uno dei momenti più attesi della giornata, richiamando partecipanti pronti a interpretare eroi dei manga, protagonisti di anime, personaggi dei videogiochi e icone del cinema fantasy e fantascientifico. Ogni costume racconta una storia diversa, ogni performance rappresenta mesi di lavoro e dedizione, e proprio questa passione condivisa continua a rendere il cosplay una delle forme espressive più affascinanti della cultura pop moderna.

Accanto ai cosplayer troveranno spazio anche artisti del body painting, esposizioni tematiche, conferenze e mostre dedicate a differenti aspetti dell’immaginario creativo. Tra queste spicca la mostra “Pinocchio. Il burattino senza età”, un percorso che celebra una delle figure più iconiche della narrativa italiana. Parlare di Pinocchio in un contesto nerd può sembrare insolito soltanto a una prima lettura. In realtà il personaggio creato da Carlo Collodi rappresenta uno dei primi grandi miti della trasformazione e dell’avventura, una figura che continua a influenzare cinema, fumetti, animazione e storytelling contemporaneo.

Un’altra presenza destinata ad attirare famiglie e collezionisti sarà l’esposizione Lego. I celebri mattoncini danesi hanno ormai conquistato uno spazio centrale nella cultura geek mondiale, passando da semplice gioco creativo a vero linguaggio artistico utilizzato per riprodurre castelli fantasy, astronavi spaziali, città futuristiche e monumenti iconici.

Tra le attrazioni più curiose dell’intera manifestazione emerge senza dubbio il simulatore professionale RPS Racing dedicato alla Lamborghini Huracán Super Trofeo. Non si parla di un semplice videogioco, ma di un’esperienza progettata per replicare le sensazioni della guida in pista di una delle supercar più iconiche prodotte dalla casa di Sant’Agata Bolognese. Gli appassionati di motorsport virtuale potranno sfidarsi in vere e proprie gare, sperimentando un livello di immersione che negli ultimi anni ha trasformato il sim racing in un fenomeno globale seguito anche da piloti professionisti.

La presenza di ospiti come Feelyah e Vikynga aggiunge ulteriore interesse a una manifestazione che punta chiaramente a coinvolgere differenti anime della community nerd, dai gamer ai cosplayer, passando per collezionisti e semplici curiosi.

A completare il tutto saranno il servizio bar e ristoro disponibile per l’intera giornata e una copertura in diretta streaming su YouTube e Facebook curata da Arte e Cinema, permettendo anche a chi non potrà raggiungere Trecate di seguire alcuni dei momenti più significativi della manifestazione.

Manifestazioni come TreComics dimostrano ancora una volta quanto il mondo nerd italiano continui a crescere e a reinventarsi. Non servono necessariamente giganteschi padiglioni fieristici o produzioni milionarie per creare un evento memorabile. A volte bastano una comunità appassionata, una location affascinante, qualche spada laser, una gara cosplay e la voglia di condividere passioni comuni per trasformare un fine settimana in qualcosa di speciale.

Se siete appassionati di fumetti, cosplay, Lego, giochi da tavolo, Star Wars o motorsport virtuale, il weekend del 27 e 28 giugno potrebbe riservare più di una sorpresa. E chissà quali altre novità verranno annunciate nelle settimane precedenti all’apertura della manifestazione. Perché, come spesso accade negli eventi dedicati alla cultura pop, una parte del divertimento nasce proprio dalla scoperta dell’ultimo momento, quella che spinge ogni nerd a tornare ancora una volta sotto il palco, davanti a uno stand o dietro la visiera di un casco virtuale pronto a lanciarsi in pista.

Irno Comix & Games 2026: due giorni di fumetti, cosplay e fantasia trasformano Baronissi nella capitale nerd della Valle dell’Irno

Giugno porta con sé uno di quegli appuntamenti che, anno dopo anno, riescono a costruire una vera identità all’interno della scena geek del Sud Italia. Irno Comix & Games 2026 si prepara infatti a tornare per la sua nona edizione, portando con sé tutto l’entusiasmo di una community che continua a crescere e a ritrovarsi attorno alle passioni condivise per fumetti, manga, videogiochi, cosplay, giochi da tavolo e cultura pop.

Le date da segnare sul calendario sono quelle del 20 e 21 giugno 2026. Per due giornate intere, dalle 10 del mattino fino a mezzanotte, il Parco della Rinascita di Baronissi, in provincia di Salerno, diventerà una sorta di portale aperto tra mondi immaginari, universi fantasy e saghe che hanno accompagnato generazioni di appassionati.

Chi frequenta gli eventi nerd sa bene che alcune manifestazioni riescono a distinguersi non tanto per le dimensioni, quanto per l’atmosfera. Irno Comix & Games appartiene proprio a questa categoria. Fin dalle prime edizioni ha saputo trasformarsi in un punto di riferimento per la Valle dell’Irno, costruendo uno spazio in cui il fandom non viene semplicemente celebrato ma vissuto in maniera autentica, tra incontri spontanei, nuove amicizie e quella sensazione familiare che si prova quando ci si ritrova circondati da persone che parlano la stessa lingua fatta di citazioni, passioni e riferimenti pop.

La IX edizione si presenta sotto il segno della fantasia, tema che sembra attraversare ogni angolo della manifestazione. A dare il primo assaggio dell’atmosfera che accompagnerà l’evento è la locandina realizzata da Annamaria Galasso, scelta dagli organizzatori per rappresentare una manifestazione che punta ancora una volta sull’immaginazione come collante tra generazioni diverse.

Passeggiando tra gli spazi del festival sarà possibile immergersi in un percorso che attraversa praticamente ogni sfumatura della cultura nerd contemporanea. Gli appassionati di fumetto troveranno artisti, illustratori e autori pronti a condividere il proprio lavoro, mentre gli amanti del collezionismo potranno curiosare tra stand dedicati a gadget, action figure, manga, graphic novel e oggetti che spesso finiscono per occupare con orgoglio le nostre librerie già pericolosamente sovraffollate.

Parte del fascino di eventi come Irno Comix & Games nasce proprio da questo continuo alternarsi tra scoperta e nostalgia. Bastano pochi passi per passare da un banchetto dedicato ai grandi classici del fumetto italiano a uno spazio in cui dominano anime contemporanei, videogiochi di ultima generazione e produzioni indipendenti. È una fotografia perfetta della cultura geek moderna, capace di mettere insieme epoche e linguaggi apparentemente lontani.

Grande attenzione sarà dedicata anche al cosplay, una delle espressioni più amate e rappresentative dell’universo nerd. Baronissi vedrà sfilare eroi dei manga, protagonisti di videogiochi, personaggi Disney, guerrieri fantasy, Jedi, supereroi e creature provenienti dagli immaginari più diversi. Le gare cosplay promettono di essere uno dei momenti più spettacolari dell’intera manifestazione, con costumi realizzati con mesi di lavoro, interpretazioni sceniche e performance capaci di trasformare il palco in uno show continuo.

Per molti partecipanti il cosplay non rappresenta soltanto un hobby. È una forma di espressione artistica che unisce sartoria, recitazione, fotografia, make-up e artigianato creativo. Manifestazioni come Irno Comix & Games diventano quindi occasioni preziose per mostrare il proprio talento e confrontarsi con una comunità che comprende perfettamente il valore di ogni dettaglio cucito a mano o di ogni armatura costruita pezzo dopo pezzo.

Lo spazio dedicato ai videogiochi sarà un altro dei punti di maggiore richiamo. I tornei competitivi porteranno adrenalina e sfide continue, mentre le aree gaming consentiranno ai visitatori di alternare sessioni di gioco moderne a momenti dedicati al retrogaming, una dimensione che continua ad affascinare chi è cresciuto tra sale giochi, console a 16 bit e cartucce consumate dall’uso.

Accanto ai videogiochi troverà spazio anche il mondo dei giochi da tavolo, realtà che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita straordinaria. Tra partite improvvisate, dimostrazioni e tavoli sempre animati da gruppi di giocatori, sarà possibile scoprire nuovi titoli o riscoprire grandi classici che continuano a conquistare generazioni di appassionati.

Particolarmente interessante appare anche la presenza dell’Area Smile dedicata alle attività sociali e inclusive, un segnale importante che conferma come la cultura pop possa diventare uno strumento di aggregazione e partecipazione aperto a tutti. Accanto a questa troverà posto un’area kids pensata per coinvolgere i visitatori più giovani, permettendo anche alle famiglie di vivere l’evento in modo completo.

Uno degli aspetti che rende sempre affascinanti queste manifestazioni è la capacità di mescolare intrattenimento e creatività. Workshop, esposizioni artistiche e momenti di approfondimento offriranno infatti l’opportunità di osservare da vicino il lavoro di illustratori, creativi e professionisti del settore, dimostrando come dietro ogni tavola disegnata, ogni costume e ogni progetto creativo esistano studio, passione e competenze spesso sottovalutate.

Particolare curiosità ruota inoltre attorno alle novità dedicate ai fan di Harry Potter. Gli organizzatori hanno anticipato la presenza di contenuti speciali legati al Wizarding World, dettaglio che sta già alimentando discussioni e aspettative tra gli appassionati della saga creata da J. K. Rowling. Per una community che continua a mantenere vivo il fascino di Hogwarts attraverso cosplay, raduni e fan experience, queste anticipazioni rappresentano sicuramente uno dei motivi per seguire con attenzione gli annunci delle prossime settimane.

Ad accompagnare il pubblico non mancherà la musica, grazie alla presenza di una cartoon cover band pronta a riportare sul palco sigle che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di intere generazioni. Chi frequenta eventi del genere conosce bene quella sensazione particolare che nasce quando centinaia di persone iniziano a cantare insieme le sigle di anime e cartoni animati che hanno accompagnato gli anni più belli della propria crescita. In quei momenti la distanza tra sconosciuti scompare e tutto si trasforma in una gigantesca festa collettiva.

Irno Comix & Games 2026 non si presenta quindi soltanto come una fiera dedicata alla cultura pop, ma come un luogo di incontro in cui fandom differenti riescono a convivere e contaminarsi a vicenda. Manga, fantasy, videogiochi, cinema, serie TV, giochi da tavolo e cosplay diventano tasselli di un mosaico più grande che racconta l’evoluzione della passione nerd contemporanea.

Il 20 e 21 giugno il Parco della Rinascita di Baronissi si trasformerà ancora una volta in una destinazione obbligata per chi ama immergersi in mondi fantastici senza bisogno di passaporti dimensionali o portali interstellari. Serviranno soltanto curiosità, voglia di divertirsi e magari quel cosplay rimasto nell’armadio in attesa dell’occasione giusta.

E voi? State già preparando il vostro costume, una nuova build per il contest cosplay o semplicemente la lista degli stand da visitare? La nona edizione di Irno Comix & Games sembra avere tutte le carte in regola per regalare un weekend memorabile agli appassionati della Campania e non solo, e la sensazione è che le sorprese annunciate finora siano soltanto l’inizio della magia.

Montegames & Co.Mix 2026: Montebelluna si prepara a una giornata epica tra giochi da tavolo, cosplay e cultura nerd

Domenica 14 giugno 2026 il Parco Manin di Montebelluna, in provincia di Treviso, tornerà a trasformarsi in uno dei punti di riferimento più interessanti per gli appassionati di gioco intelligente, cultura pop e aggregazione ludica grazie alla diciannovesima edizione di Montegames & Co.Mix, l’evento organizzato dall’APS Ludica CarriDisarmati che da anni rappresenta una vera istituzione per chi ama condividere la propria passione tra tavoli da gioco, sfide strategiche, fantasia e divertimento all’aria aperta.

Chi frequenta il panorama delle manifestazioni ludiche italiane conosce bene il valore di appuntamenti come questo. Montegames non nasce infatti come una semplice fiera dedicata ai giochi, ma come un progetto culturale che mette al centro le persone e il piacere di stare insieme. In un’epoca dominata dagli schermi e dalle interazioni virtuali, iniziative del genere ricordano quanto possa essere coinvolgente sedersi attorno a un tavolo, tirare dadi, studiare una strategia, interpretare un personaggio o semplicemente condividere una partita con perfetti sconosciuti destinati a diventare amici nel giro di poche ore.

L’atmosfera del Parco Manin rappresenta uno degli elementi che rendono speciale Montegames & Co.Mix. Gli spazi verdi, gli alberi e le ampie aree aperte offrono lo scenario ideale per accogliere famiglie, gruppi di amici, giocatori esperti e curiosi di ogni età. Non si tratta solamente di visitare degli stand o osservare attività organizzate da altri: il vero spirito della manifestazione consiste nel partecipare in prima persona, provare giochi nuovi, confrontarsi con altri appassionati e lasciarsi trascinare dalla curiosità.

L’Associazione Ludica CarriDisarmati continua da quasi vent’anni a portare avanti una missione che molti nerd e gamer condividono profondamente: dimostrare come il gioco sia uno strumento straordinario di socializzazione, apprendimento e crescita personale. Per questo motivo durante la giornata sarà possibile avvicinarsi a una grande varietà di esperienze ludiche, dai classici giochi in scatola alle sfide di logica più impegnative, passando per i giochi di ruolo e le attività dinamiche all’aperto che uniscono movimento e divertimento.

Uno degli aspetti più affascinanti dell’evento è la collaborazione con numerose realtà associative provenienti dal Veneto e dalle regioni limitrofe. Associazioni ludiche, gruppi di gioco organizzato e comunità di appassionati porteranno la loro esperienza e la loro competenza, mettendosi a disposizione dei visitatori per spiegare regolamenti, insegnare meccaniche e accompagnare i partecipanti alla scoperta di nuovi mondi da esplorare attraverso il gioco.

Chiunque abbia provato almeno una volta un moderno gioco da tavolo sa bene quanto il settore sia cambiato negli ultimi anni. Lontani dagli stereotipi che per decenni hanno accompagnato il mondo nerd, i board game contemporanei rappresentano oggi uno dei fenomeni culturali più interessanti e in crescita. Strategie complesse, ambientazioni fantasy, fantascientifiche o storiche, meccaniche cooperative e competitive sempre più raffinate hanno trasformato il gioco da tavolo in una forma di intrattenimento capace di coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo. Montegames & Co.Mix intercetta perfettamente questa evoluzione, offrendo la possibilità di scoprire titoli nuovi e condividere la passione con una community sempre più ampia.

Accanto alle attività ludiche non mancheranno occasioni dedicate alle famiglie e ai più giovani. La presenza della Biblioteca Comunale di Montebelluna, del MEVE – Memoriale Veneto della Grande Guerra e del Museo di Storia Naturale e Archeologia di Montebelluna contribuirà a creare un dialogo interessante tra gioco, cultura e divulgazione. Laboratori creativi e attività educative accompagneranno il pubblico durante tutta la manifestazione, dimostrando ancora una volta come il divertimento possa convivere perfettamente con la scoperta e l’apprendimento.

Il programma della giornata promette inoltre momenti particolarmente attesi dagli appassionati della cultura pop. Nel pomeriggio spazio all’animazione per i più piccoli con truccabimbi e spettacoli di magia, elementi che contribuiscono a rendere Montegames una festa inclusiva capace di coinvolgere diverse generazioni contemporaneamente. Ancora più interessante per il pubblico geek sarà la gara cosplay organizzata da CosTrive, appuntamento che ogni anno richiama costumer, performer e fotografi desiderosi di celebrare i propri personaggi preferiti provenienti da anime, manga, videogiochi, fumetti e cinema.

Il cosplay continua a essere uno degli aspetti più rappresentativi della cultura nerd contemporanea. Dietro ogni costume si nascondono ore di lavoro, creatività, artigianato e passione. Manifestazioni come Montegames & Co.Mix offrono il contesto ideale per valorizzare questo universo fatto di talento e dedizione, permettendo agli appassionati di esibirsi davanti a un pubblico che condivide lo stesso entusiasmo.

La giornata proseguirà poi tra musica, intrattenimento e momenti di aggregazione fino alla tradizionale estrazione della lotteria dedicata ai giochi, una delle attività più amate dai partecipanti. A seguire sarà la musica del DJ Sorbara ad accompagnare il pubblico verso la conclusione dell’evento, regalando ulteriore energia a una manifestazione che da anni riesce a coniugare gioco, spettacolo e socialità.

Particolarmente interessante anche la mostra mercato, che offrirà un vero paradiso per collezionisti e appassionati. Tra stand dedicati ai giochi da tavolo, giochi di ruolo, fumetti, action figure, gadget, libri e oggetti da collezione, sarà difficile resistere alla tentazione di portare a casa qualche tesoro geek. Per molti visitatori questi spazi rappresentano anche un’occasione preziosa per incontrare altri collezionisti, scoprire rarità e confrontarsi sulle ultime novità del settore.

Un altro elemento che distingue Montegames & Co.Mix da molte altre manifestazioni è l’attenzione verso la sostenibilità e il riuso creativo. Lo Swap Party organizzato con la Cooperativa Kirikù offrirà infatti uno spazio dedicato allo scambio di abiti, promuovendo una filosofia basata sulla condivisione e sul consumo consapevole. Un’iniziativa che si integra perfettamente con lo spirito collaborativo che caratterizza l’intero evento.

La notizia che renderà felici moltissimi appassionati riguarda naturalmente l’ingresso completamente gratuito. Una scelta che conferma la volontà degli organizzatori di mantenere l’evento aperto e accessibile a tutti, permettendo a famiglie, studenti e curiosi di avvicinarsi al mondo del gioco senza alcuna barriera economica.

Montegames & Co.Mix 2026 si svolgerà dalle ore 10:00 alle ore 19:00 presso il Parco Manin di Montebelluna, facilmente raggiungibile dagli accessi di Via Ludovico Manin, Corso Giuseppe Mazzini, Piazza Aldo Moro e Via Galileo Galilei. Una cornice perfetta per una giornata che promette di unire giochi da tavolo, giochi di ruolo, cosplay, laboratori creativi e cultura nerd in una formula capace di parlare tanto ai veterani del settore quanto a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questo universo.

Manifestazioni come Montegames ricordano che la cultura geek non è soltanto consumo di prodotti pop, ma soprattutto condivisione, incontro e partecipazione. Ed è forse proprio questo il motivo per cui, dopo diciannove edizioni, l’evento continua a crescere e a richiamare appassionati da tutto il Veneto e oltre. Se siete tra coloro che amano lanciare dadi, esplorare mondi fantastici, collezionare fumetti o semplicemente trascorrere una domenica diversa dal solito immersi in una comunità accogliente e appassionata, Montebelluna potrebbe diventare una tappa obbligata del vostro giugno nerd. E chissà quali sorprese riserverà ancora questa nuova edizione agli avventurieri pronti a varcare i cancelli del Parco Manin.

Belgioioso Comics and Games 2026: il castello lombardo che si trasforma in un regno per nerd, cosplayer, gamer e appassionati di cultura pop

Poche location riescono a evocare la stessa sensazione di meraviglia che si prova attraversando i cancelli del Castello di Belgioioso. Da una parte la storia, con le sue sale affrescate, i cortili monumentali e l’eleganza settecentesca che racconta secoli di cultura; dall’altra l’immaginario contemporaneo fatto di fumetti, manga, videogiochi, cosplay, fantasy, giochi da tavolo e universi narrativi che hanno plasmato generazioni di appassionati. Proprio da questo incontro nasce Belgioioso Comics and Games 2026, uno degli eventi nerd più affascinanti del panorama italiano, in programma il 13 e 14 giugno all’interno della storica dimora pavese.

L’idea alla base della manifestazione è semplice ma estremamente coinvolgente: trasformare un castello reale in un gigantesco mondo da esplorare, dove ogni visitatore può vivere la propria avventura personale. Non si tratta soltanto di una fiera dedicata alla cultura pop, ma di un’esperienza costruita come un grande gioco di ruolo diffuso, capace di intrecciare atmosfere fantasy, attività interattive e momenti dedicati alle passioni che da sempre animano la community geek.

Una delle caratteristiche più originali di Belgioioso Comics and Games è il sistema delle casate. I partecipanti vengono infatti suddivisi in cinque differenti fazioni, ciascuna dotata di una propria identità, di missioni dedicate e di speciali side quest disseminate tra le varie aree dell’evento. La cerimonia di ammissione rappresenta il primo passo di questo percorso e contribuisce a creare quel senso di appartenenza che richiama immediatamente alla mente le grandi saghe fantasy amate dai fan, da Harry Potter ai più celebri giochi di ruolo.

Passeggiando tra i saloni e i cortili del castello si percepisce immediatamente la volontà degli organizzatori di costruire un festival in cui ogni ambiente possiede una personalità distinta. Ogni stanza sembra raccontare una storia diversa. Un corridoio conduce verso il mondo del fumetto e dell’illustrazione, un altro porta tra console, joystick e competizioni videoludiche, mentre pochi metri più avanti ci si ritrova immersi in atmosfere medievali degne di una campagna fantasy.

Gli appassionati di fumetti e manga troveranno un contesto particolarmente ricco grazie alla presenza di artisti, illustratori, autori indipendenti e collezionisti. Il fumetto indipendente italiano avrà uno spazio importante grazie al progetto Mecenate Povero, realtà che negli ultimi anni ha saputo valorizzare nuovi talenti e produzioni alternative, offrendo visibilità a opere spesso lontane dai circuiti editoriali tradizionali.

Grande attenzione viene riservata anche alla formazione artistica. La collaborazione con la Scuola del Fumetto di Milano permette infatti di proporre workshop e attività dedicate al disegno, alla narrazione visiva e alla creatività. Per molti giovani appassionati rappresenta un’occasione preziosa per confrontarsi con professionisti del settore e scoprire più da vicino il lavoro che si nasconde dietro la realizzazione di tavole, personaggi e storie.

L’universo cosplay occupa naturalmente una posizione centrale all’interno della manifestazione. Belgioioso Comics and Games non considera il cosplay soltanto una gara o una semplice esibizione, ma una vera forma di espressione artistica e comunitaria. Le aree dedicate permettono ai partecipanti di vivere appieno la propria passione attraverso incontri, shooting fotografici, performance e contest che animano il palco principale del cortile interno.

Particolarmente atteso risulta il K-Pop Cosplay Show delle Huntrix Cosplay Crew, una realtà capace di unire la passione per la cultura coreana con l’energia delle performance cosplay contemporanee. Musica, coreografie e interpretazione si fondono in uno spettacolo che testimonia quanto il fenomeno K-Pop sia ormai diventato parte integrante della cultura geek globale.

Chi ama immortalare il proprio costume potrà inoltre approfittare degli spazi dedicati agli shooting professionali. La presenza di fotografi specializzati come Chiara Santaterra permette ai cosplayer di ottenere immagini capaci di valorizzare mesi di lavoro, dettagli sartoriali e interpretazioni sceniche spesso realizzate con una cura straordinaria.

L’area videogiochi promette di essere uno dei punti più frequentati dell’intera manifestazione. Le sale storiche del castello accoglieranno console moderne, tornei competitivi e postazioni dedicate alla realtà virtuale, ma il vero fascino nasce dal dialogo continuo tra passato e presente. Giocare a un titolo di ultima generazione circondati da decorazioni storiche crea infatti un contrasto affascinante che rende l’esperienza unica.

Ancora più suggestivo appare il percorso dedicato al retrogaming. Uno degli ambienti più eleganti della struttura ospiterà infatti macchine che hanno fatto la storia dell’intrattenimento digitale. Per molti visitatori sarà un viaggio nostalgico attraverso decenni di evoluzione tecnologica, un ritorno agli anni in cui Commodore 64, cabinati arcade e computer domestici accendevano l’immaginazione di intere generazioni.

Tra gli ospiti più attesi spicca Angelo Porazzi, autore e game designer conosciuto in tutta Italia grazie all’universo di WarAngel. La sua presenza rappresenta un richiamo importante per gli appassionati di giochi da tavolo e game design, che avranno l’opportunità di incontrare una delle figure più amate della scena ludica nazionale.

La componente dedicata al gioco analogico occupa infatti uno spazio significativo. Giochi da tavolo, giochi di ruolo, miniature e wargame convivono in un ambiente dove l’interazione umana torna protagonista. In un’epoca dominata dalle connessioni digitali, vedere tavoli affollati di giocatori intenti a condividere avventure, strategie e racconti conserva ancora qualcosa di profondamente speciale.

Un fascino particolare appartiene poi all’area medievale e fantasy. Il Castello di Belgioioso sembra nato per ospitare rievocazioni storiche, combattimenti scenici e attività ispirate ai mondi fantastici. Le architetture storiche diventano scenografie naturali perfette per cavalieri, guerrieri, maghi e creature provenienti da universi immaginari che sembrano prendere vita tra cortili e giardini.

Anche gli appassionati della cultura giapponese troveranno numerosi punti di interesse grazie alle attività dedicate all’Oriente e alla collaborazione con realtà impegnate nella diffusione delle tradizioni del Sol Levante. Manga, anime, cultura pop asiatica e suggestioni provenienti dal Giappone contemporaneo contribuiscono ad ampliare ulteriormente l’offerta della manifestazione.

Il mercato espositivo completa un quadro già estremamente ricco. Tra stand e bancarelle sarà possibile scoprire fumetti, action figure, statue da collezione, gadget, libri fantasy, accessori steampunk, modellini, videogiochi e prodotti dedicati ai più celebri franchise della cultura nerd. Per molti visitatori la ricerca dell’oggetto raro o del pezzo mancante alla propria collezione rappresenta una vera e propria avventura parallela.

Belgioioso Comics and Games riesce così a distinguersi da molte altre fiere italiane grazie a una formula che punta sull’esperienza prima ancora che sull’esposizione commerciale. L’evento trasforma infatti un monumento storico in un enorme parco tematico dedicato all’immaginazione, dove il visitatore può scegliere liberamente il proprio percorso oppure lasciarsi guidare dalla casata di appartenenza e dalle missioni distribuite lungo il cammino.

Per due giorni il Castello di Belgioioso diventa un luogo sospeso tra epoche e mondi differenti, uno spazio in cui il fantasy incontra la storia, il cosplay dialoga con l’arte, il videogioco convive con il fumetto e la passione condivisa diventa il vero elemento che unisce migliaia di persone. Chi frequenta abitualmente festival nerd sa bene quanto sia raro trovare una manifestazione capace di fondere così efficacemente atmosfera, contenuti e coinvolgimento.

E voi, se poteste scegliere una delle cinque casate di Belgioioso Comics and Games, quale rappresenterebbe meglio il vostro lato nerd? La discussione tra appassionati è già iniziata e, come accade nelle migliori avventure fantasy, la risposta potrebbe raccontare molto più di quanto immaginiamo.

Vernio Comics 2026: due giorni tra fumetti, cosplay, videogiochi e grandi ospiti nel cuore della Toscana

Giugno porta con sé uno di quegli appuntamenti che gli appassionati di cultura pop segnano in agenda con largo anticipo. Vernio Comics si prepara infatti a tornare il 13 e 14 giugno 2026, trasformando ancora una volta Vernio in una grande festa dedicata al fumetto, all’animazione, ai videogiochi, al cosplay e a tutte quelle passioni che da anni alimentano l’immaginario geek di migliaia di persone.

Dopo il successo dell’edizione precedente, capace di attirare quasi quattromila visitatori, la manifestazione punta a confermarsi come uno degli eventi più interessanti del panorama nerd toscano. L’iniziativa, organizzata dal Centro Commerciale Naturale Vivere Vernio in collaborazione con Azione Cosplay Prato e con il patrocinio del Comune di Vernio, promette un fine settimana ricco di incontri, attività e occasioni per condividere passioni che spesso nascono davanti alle pagine di un manga, a una console accesa fino a tardi o davanti allo schermo mentre scorrono i titoli di coda di un anime diventato cult.

L’atmosfera che caratterizza Vernio Comics è sempre stata particolare. Non si tratta soltanto di una fiera dove acquistare gadget o incontrare artisti. Il fascino dell’evento nasce soprattutto dalla sua capacità di coinvolgere pubblici differenti, mettendo insieme famiglie, collezionisti, cosplayer, giocatori e semplici curiosi che magari si avvicinano per la prima volta a questo universo. Le location principali, l’ex Meucci e il suggestivo Parco dell’Albereta, diventeranno ancora una volta il palcoscenico di una manifestazione diffusa, costruita per offrire esperienze diverse durante entrambe le giornate.

Uno dei nomi più attesi dell’edizione 2026 è senza dubbio quello di Flavio Aquilone, presenza che farà battere il cuore agli appassionati di cinema, serie animate e anime. Parlare della sua carriera significa attraversare alcune delle opere più amate degli ultimi vent’anni. La sua voce ha accompagnato generazioni di spettatori nei panni di Draco Malfoy nella saga cinematografica di Harry Potter and the Philosopher’s Stone e dei successivi capitoli della celebre saga, ma anche attraverso personaggi iconici come Light Yagami di Death Note o il giovane Hiccup della saga animata How to Train Your Dragon. Per molti fan sarà un’occasione rara per incontrare dal vivo una delle voci più riconoscibili del doppiaggio italiano contemporaneo.

Grande attenzione sarà riservata anche agli autori e agli artisti del fumetto. Chi frequenta le convention sa bene quanto sia speciale poter osservare da vicino il lavoro di chi trasforma idee e immaginazione in tavole illustrate. Vernio Comics ospiterà infatti figure di assoluto rilievo del panorama artistico italiano. Tra queste spicca Niccolò Storai, autore che nel corso della sua carriera ha collaborato con numerose realtà editoriali italiane e internazionali, costruendo un percorso professionale capace di attraversare mondi molto diversi tra loro, dall’illustrazione all’animazione fino all’attività educativa.

Accanto a lui sarà presente Alberto Pagliaro, docente presso la TheSign Comics & Arts Academy di Firenze e professionista che da oltre vent’anni collabora con importanti realtà editoriali internazionali. Il suo lavoro sul mercato francese rappresenta uno degli esempi più interessanti di come il fumetto italiano continui a esportare talento e creatività oltre i confini nazionali.

Il programma dedicato alla nona arte si arricchirà ulteriormente grazie alla partecipazione di Paolo Massagli, conosciuto per opere come Alice nel Paese degli Orrori, OZ e Toxic Psycho Killer. La domenica sarà protagonista di un incontro dal titolo evocativo, “Da Lenin a Dylan Dog”, capace già dal nome di accendere la curiosità di chi ama esplorare le connessioni tra storia, cultura e fumetto.

Sempre nella giornata conclusiva sarà presente anche Giuseppe Di Bernardo, autore legato da anni al mito di Diabolik e considerato uno dei principali interpreti grafici del Re del Terrore. Insieme a Niccolò Storai porterà sul palco una riflessione intitolata “Il Nuovo Classico”, tema che promette di stimolare discussioni interessanti tra lettori e addetti ai lavori.

Passeggiando tra gli spazi dell’Albereta, i visitatori troveranno molto più di una semplice area espositiva. Stand tematici, produzioni artigianali, gadget, opere originali e artist alley contribuiranno a creare quell’atmosfera da festival pop che ogni appassionato cerca durante una convention. L’impressione sarà quella di attraversare un piccolo universo parallelo costruito attorno alla creatività e alla passione condivisa.

Una parte importante della manifestazione sarà dedicata al gioco. Gli appassionati del mondo Pokémon potranno incontrarsi e sfidarsi nell’area dedicata alle carte collezionabili, mentre chi ama interpretare personaggi e vivere avventure collaborative avrà la possibilità di immergersi nelle attività organizzate dai gruppi di gioco di ruolo presenti. Per molti visitatori rappresenterà l’occasione perfetta per scoprire nuovi mondi narrativi e fare conoscenza con altre persone accomunate dagli stessi interessi.

Anche il settore dei giochi da tavolo avrà un ruolo di primo piano grazie alla partecipazione dell’associazione Ludissea 42, pronta a coinvolgere veterani e neofiti in partite capaci di trasformare un pomeriggio qualsiasi in un’avventura memorabile. Chi frequenta questo ambiente sa bene quanto bastino una scatola piena di pedine, qualche dado e il tavolo giusto per dare vita a storie che restano impresse per anni.

Naturalmente non potrebbe esistere una manifestazione dedicata alla cultura nerd senza il cosplay. Costumi, interpretazioni, fotografie e performance rappresentano da sempre una delle anime più amate di eventi come Vernio Comics. La giornata di domenica culminerà infatti con la tradizionale gara cosplay organizzata da Azione Cosplay Prato, appuntamento che promette di portare sul palco eroi degli anime, protagonisti dei videogiochi, personaggi cinematografici e creature fantasy provenienti da ogni angolo dell’immaginario pop.

Particolarmente apprezzata dagli appassionati sarà la conferma dell’ingresso gratuito per i cosplayer, che avranno inoltre a disposizione spazi dedicati per prepararsi e cambiarsi durante la manifestazione. Una scelta che testimonia quanto questa comunità continui a essere considerata una componente fondamentale dell’identità stessa dell’evento.

Anche la proposta gastronomica contribuirà a rendere piacevole l’esperienza. Sapori locali, specialità orientali e birre artigianali accompagneranno il pubblico durante l’intero weekend, permettendo di alternare incontri e attività a momenti di relax e convivialità. Dopotutto ogni convention che si rispetti vive anche attraverso quelle chiacchiere improvvisate davanti a uno stand gastronomico, tra una foto cosplay e una scoperta nell’artist alley.

Le serate offriranno ulteriori occasioni di spettacolo. Il sabato sarà animato dall’energia della cartoon band Slump, gruppo amatissimo dagli appassionati di sigle e cultura pop, mentre la domenica vedrà una delle grandi novità dell’edizione 2026: il led show realizzato da Lumen Invoco, una performance che promette di fondere luci, effetti scenici e suggestioni fantasy in uno spettacolo capace di lasciare il segno.

Merita attenzione anche la scelta organizzativa relativa all’ingresso. Il contributo richiesto ai visitatori consentirà infatti di sostenere la crescita della manifestazione e di mantenere elevata la qualità delle attività proposte. Una parte degli incassi sarà inoltre destinata alle associazioni di volontariato del territorio, aggiungendo un importante valore sociale a un evento che già rappresenta un momento di aggregazione per l’intera comunità.

Vernio Comics 2026 si presenta dunque come una celebrazione della cultura nerd in tutte le sue forme: fumetto, doppiaggio, giochi, cosplay, animazione, creatività indipendente e intrattenimento convivono in un’unica esperienza pensata per accogliere veterani delle convention e nuovi curiosi. Due giornate che sembrano avere tutte le carte in regola per trasformarsi in un punto di incontro tra generazioni diverse accomunate dalla stessa passione per le storie, i personaggi e i mondi immaginari che continuano a farci sognare. E voi, quale ospite o attività aspettate di più da questa edizione di Vernio Comics?

Pergine Comics 2026: tre giorni in cui una città diventa un gigantesco gioco di ruolo a cielo aperto

Pergine Valsugana si prepara a vivere uno di quegli appuntamenti che ogni appassionato di fumetti, videogiochi, cosplay e cultura pop dovrebbe segnare in rosso sul calendario. Dal 12 al 14 giugno 2026 il borgo trentino non ospiterà semplicemente una fiera nerd, ma si trasformerà in qualcosa di molto più ambizioso: un enorme scenario interattivo dove il confine tra visitatore e protagonista scompare completamente.

Chi frequenta convention e festival dedicati all’universo geek conosce bene quella sensazione. Si arriva con l’idea di assistere a spettacoli, incontrare artisti, curiosare tra gli stand e magari partecipare a qualche attività. Pergine Comics 2026 sembra voler ribaltare proprio questo schema, costruendo un’esperienza capace di coinvolgere l’intero centro storico come se fosse la mappa di un gigantesco videogioco dal vivo.

Strade, piazze, vicoli e palazzi storici diventano parte integrante dell’avventura. Ogni angolo racconta una storia diversa, ogni percorso apre nuove possibilità e ogni partecipante è chiamato a scegliere come vivere il proprio viaggio attraverso uno degli eventi dedicati al fumetto e al gioco più interessanti del Nord Italia.

L’atmosfera promette di essere quella che ogni nerd sogna almeno una volta: passeggiare tra antichi edifici trasformati in portali verso mondi fantasy, imbattersi in cosplayer provenienti da galassie lontane, ascoltare concerti e spettacoli ispirati alla cultura pop contemporanea e ritrovarsi, pochi minuti dopo, a lanciare dadi durante una campagna di gioco di ruolo oppure a sfidare altri giocatori davanti a un maxischermo.

L’edizione 2026 introduce una novità che sembra uscita direttamente da un MMO o da un gioco di avventura open world. Il progetto denominato “Pergine Comics Let’s Play” trasforma infatti l’intera manifestazione in una grande esperienza gamificata. I partecipanti potranno scegliere percorsi differenti, affrontare missioni disseminate nel centro storico e accumulare i celebri Perzin Dollar, la valuta ufficiale del festival. Un’idea che richiama immediatamente alla mente i sistemi di progressione dei videogiochi moderni, ma trasportata nel mondo reale con una formula capace di coinvolgere famiglie, giovani appassionati e veterani delle convention.

Ogni sfida completata permette di conquistare ricompense, gadget esclusivi, mystery bag e oggetti collezionabili realizzati appositamente per l’evento. Un meccanismo semplice ma efficace che rende ogni spostamento parte integrante della narrazione del festival e spinge il pubblico a esplorare ogni zona della città.

Piazza Municipio e Piazza Fruet rappresenteranno uno dei punti più spettacolari della manifestazione. Qui prenderà vita il grande villaggio cosplay e l’area palco, destinata ad accogliere ospiti molto amati dalla community italiana. Tra i nomi più attesi spicca sicuramente quello di Maurizio Merluzzo, figura ormai diventata un vero punto di riferimento per il pubblico nerd grazie alla sua attività nel mondo del doppiaggio, del web e dell’intrattenimento.

Accanto a lui arriveranno anche i mitici Gem Boy, una presenza che per molti appassionati rappresenta quasi una tradizione del panorama geek italiano. La loro miscela di comicità irriverente, citazioni nerd e reinterpretazioni musicali promette di trasformare la piazza in una gigantesca festa collettiva.

Spazio anche a spettacoli di illusionismo, performance dedicate all’universo Disney, esibizioni K-Pop e soprattutto alla grande gara cosplay ufficiale organizzata da Cosplay and Nerd, appuntamento che ogni anno richiama partecipanti provenienti da ogni parte d’Italia e che continua a rappresentare uno dei momenti più emozionanti di qualsiasi manifestazione dedicata alla cultura pop.

Gli appassionati di videogiochi troveranno invece una vera e propria cittadella digitale all’interno di Palazzo a Prato. Il Palazzo del Videogioco promette postazioni di ultima generazione, schermi giganti e tornei competitivi dedicati ad alcuni dei titoli più amati della scena Nintendo, trasformando il festival in una tappa obbligata anche per chi segue il mondo esport e competitivo.

Pochi passi più avanti sarà possibile entrare nella Glitch VR Arena, uno spazio che sembra progettato per materializzare uno dei sogni più ricorrenti della fantascienza contemporanea: vivere il videogioco dall’interno. Le esperienze in realtà virtuale permetteranno infatti di superare il ruolo dello spettatore per diventare parte attiva dell’azione, esplorando ambienti digitali immersivi che ampliano ulteriormente il carattere interattivo dell’intera manifestazione.

Palazzo Hippoliti assumerà invece le sembianze di un autentico regno fantasy dedicato al gioco di ruolo. Tra draghi, astronavi, mondi immaginari e campagne epiche, i master delle associazioni coinvolte guideranno sia i veterani sia chi non ha mai lanciato un dado in vita propria. È uno degli aspetti più affascinanti del Pergine Comics: la capacità di accogliere pubblici diversi senza creare barriere d’ingresso.

La stessa filosofia si ritrova nell’ampia area dedicata ai giochi da tavolo. In un periodo storico in cui il board gaming continua a crescere in maniera impressionante anche in Italia, poter provare titoli nuovi, partecipare a tornei o semplicemente condividere una partita con sconosciuti accomunati dalla stessa passione rappresenta uno degli elementi che rende speciali eventi come questo.

Chi ama il fumetto troverà il proprio paradiso nel suggestivo Vicolo delle Garberie. L’Artist Alley si prepara infatti a diventare uno dei poli creativi più interessanti dell’intera manifestazione grazie alla presenza di illustratori, autori, live drawing e workshop dedicati all’arte sequenziale.

Particolarmente significativo l’arrivo di due protagonisti assoluti dell’universo Disney italiano. Gli appassionati di Topolino potranno infatti incontrare Francesco D’Ippolito e Andrea Castellan, due nomi che hanno contribuito in modo decisivo all’evoluzione moderna delle storie ambientate tra Topolinia e Paperopoli.

Per molti lettori cresciuti sfogliando le pagine di Topolino si tratta di un’opportunità davvero speciale. Incontrare dal vivo gli artisti che hanno dato forma a personaggi, avventure e immaginari che accompagnano intere generazioni significa entrare in contatto con una parte importante della storia del fumetto italiano.

Accanto all’Artist Alley nascerà anche uno spazio di dialogo e confronto dedicato alla cultura pop contemporanea e alle nuove generazioni. Una scelta che dimostra come Pergine Comics non voglia limitarsi all’intrattenimento puro, ma desideri diventare anche luogo di incontro e riflessione per una comunità sempre più ampia.

Grande attenzione viene riservata alle famiglie. L’area dedicata ai piccoli visitatori è pensata come un gigantesco campo d’addestramento per giovani eroi, con attività creative, laboratori, percorsi a tema fantasy e missioni capaci di trasformare i bambini nei protagonisti assoluti della manifestazione. L’Accademia delle Leggende rappresenta probabilmente l’esempio più evidente di questa filosofia, offrendo un’avventura costruita su prove, sfide e immaginazione.

Anche la cultura coreana trova spazio all’interno della manifestazione grazie a una cooking class dedicata alla preparazione del kimbap. Una presenza che riflette perfettamente l’evoluzione della cultura nerd contemporanea, sempre più influenzata dall’espansione globale di anime, manga, K-drama e fenomeni provenienti dall’Asia orientale.

Tra mostre, esposizioni, action figure rare, fumetti da collezione e installazioni artistiche diffuse nelle vetrine del centro storico, Pergine Comics conferma inoltre una forte attenzione per l’aspetto culturale e creativo del mondo geek, valorizzando tanto gli artisti professionisti quanto il contributo delle scuole e delle realtà formative locali.

Nemmeno il cibo resta escluso dall’esperienza. Menù ispirati all’universo dei fumetti, dei manga e dei videogiochi si affiancheranno alle proposte street food disseminate nelle piazze cittadine, creando un percorso gastronomico che aggiunge un ulteriore livello di immersione all’evento.

Particolarmente intrigante l’anteprima prevista per venerdì 12 giugno. Palazzo Hippoliti ospiterà infatti una cena con delitto intitolata “Urla dal tempo: I sussurri di Palazzo Hippoliti”, un’esperienza teatrale immersiva che mescola mistero, interpretazione e investigazione, richiamando atmosfere degne di un’avventura investigativa tra romanzo gotico e gioco di ruolo dal vivo.

Tra raduni di auto giapponesi, merchandising esclusivo, mystery box, carte collezionabili e attività collaborative con scuole, associazioni e realtà del territorio, Pergine Comics 2026 appare come uno di quegli eventi capaci di superare il concetto tradizionale di fiera per trasformarsi in una vera esperienza narrativa condivisa.

L’aspetto più interessante, però, rimane forse proprio la scelta di utilizzare un’intera città come scenario. In un’epoca in cui videogiochi open world, realtà virtuale e storytelling interattivo influenzano profondamente l’immaginario collettivo, vedere un centro storico trasformarsi in una gigantesca avventura dal vivo rappresenta qualcosa che va oltre il semplice intrattenimento. Significa prendere le regole del gioco, della fantasia e della cultura pop e portarle fuori dagli schermi, facendole camminare tra le persone.

Dal 12 al 14 giugno 2026 Pergine Valsugana promette dunque di diventare una delle capitali italiane della cultura nerd, un luogo dove fumetto, cosplay, videogiochi, gioco di ruolo, musica e creatività si fondono in un’unica grande esperienza partecipativa. E a giudicare da tutto ciò che è stato annunciato, la vera domanda non è se valga la pena partecipare, ma quale missione scegliere per prima una volta entrati in questa enorme avventura a cielo aperto.

E voi? Quale area del Pergine Comics 2026 non vedete l’ora di esplorare: la VR Arena, il villaggio cosplay, l’Artist Alley dedicata ai grandi maestri Disney o il gigantesco gioco urbano dei Perzin Dollar? La discussione è aperta e la community nerd ha già iniziato a preparare i dadi, i costumi e la voglia di partire.

Civitonix 2026: il Festival del Gioco e del Fumetto torna a Civita Castellana tra cosplay, giochi e cultura nerd

Tra gli eventi nerd del Lazio che negli anni sono riusciti a costruirsi un’identità tutta loro, lontana dai grandi padiglioni fieristici e dalle atmosfere spesso frenetiche delle convention metropolitane, il Civitonix Festival del Gioco e del Fumetto occupa senza dubbio un posto speciale. Civita Castellana si prepara infatti ad accogliere una nuova edizione di una manifestazione che ha saputo trasformare un semplice appuntamento dedicato alla cultura ludica in una vera e propria esperienza immersiva per appassionati di fumetti, giochi da tavolo, cosplay, giochi di ruolo e cultura pop.

L’appuntamento torna nello scenario del Parco Primo Maggio, conosciuto dai cittadini anche come il Boschetto, una cornice che contribuisce in modo determinante al fascino dell’evento. Chi frequenta il mondo delle fiere nerd sa bene quanto sia raro poter vivere una convention all’ombra degli alberi, circondati dal verde e con la sensazione di trovarsi più a una grande festa tra amici che a una manifestazione tradizionale. Ed è proprio questa atmosfera a rendere il Civitonix qualcosa di diverso rispetto a molte altre realtà italiane.

Passeggiando tra i sentieri del parco sarà possibile imbattersi in tavoli da gioco disseminati praticamente ovunque. Gruppi di giocatori intenti a pianificare strategie impossibili, master alle prese con avventure epiche, appassionati che spiegano regolamenti e curiosi pronti a lasciarsi coinvolgere in una partita improvvisata. Il mondo dei board game sarà uno dei protagonisti assoluti della manifestazione, affiancato dai giochi di ruolo, dai tornei competitivi e dalla possibilità di conoscere autori e creatori che stanno contribuendo a rinnovare continuamente il panorama ludico italiano.

Per chi vive il gioco come una forma di narrazione condivisa, Civitonix rappresenta una piccola oasi. Non si tratta semplicemente di sedersi davanti a una plancia e lanciare dadi. Qui il gioco diventa incontro, confronto, scoperta. Tra una partita e l’altra si passa facilmente a discutere di fantasy, fantascienza, videogiochi, cinema e fumetti, dando vita a quella miscela di passioni che da sempre caratterizza il mondo geek.

Naturalmente il fumetto occupa un ruolo centrale all’interno della manifestazione. L’Area Comics offrirà l’occasione di incontrare fumettisti, osservare sessioni di disegno dal vivo, richiedere sketch personalizzati e assistere a momenti di confronto con autori e illustratori. Per molti visitatori rappresenta un’opportunità preziosa per vedere da vicino il processo creativo che porta alla nascita di una tavola illustrata, mentre per altri sarà semplicemente l’occasione perfetta per aggiungere una dedica speciale alla propria collezione.

L’aspetto più affascinante di eventi come questo resta però la straordinaria varietà umana che riescono a radunare. Basta alzare lo sguardo dai tavoli per accorgersi che il bosco si trasforma progressivamente in una sorta di crossover vivente. Tra gli alberi iniziano a comparire cavalieri fantasy, supereroi, protagonisti di anime giapponesi, personaggi dei videogiochi e icone della cultura pop. Il cosplay torna infatti a essere uno degli elementi più spettacolari del festival, con ospiti in costume e una Gara Cosplay destinata ad attirare fotografi, appassionati e semplici curiosi.

Uno degli aspetti più divertenti consiste proprio nel tentare di riconoscere tutti i personaggi che popolano il parco. Da un lato si possono incontrare eroi provenienti dai manga più famosi del momento, dall’altro figure leggendarie della storia dei videogiochi o personaggi che appartengono a nicchie conosciute soltanto dagli appassionati più esperti. Ogni costume racconta una storia, ogni interpretazione diventa una dichiarazione d’amore verso un universo narrativo.

Accanto agli spazi dedicati al gioco e al cosplay, il programma prevede anche momenti di approfondimento attraverso incontri, conferenze e talk con gli ospiti. Una formula che permette di alternare il divertimento alla riflessione, offrendo occasioni di dialogo su fumetti, game design, storytelling, cultura nerd e nuove tendenze dell’intrattenimento contemporaneo.

Non mancheranno naturalmente le occasioni per fare acquisti. L’Area Shop ospiterà fumetti, giochi, gadget, articoli da collezione e tante curiosità dedicate agli appassionati. Per molti visitatori sarà impossibile resistere alla tentazione di tornare a casa con qualche nuovo volume, una miniatura da dipingere, un gioco appena scoperto o magari quel pezzo da collezione inseguito da tempo.

Tra le peculiarità che hanno contribuito alla fama del Civitonix spicca anche l’attenzione verso le attività più dinamiche. Alcune aree permetteranno infatti di vivere esperienze dal sapore decisamente più adrenalinico, con attività ispirate al softair e ad altre discipline che richiedono prontezza, strategia e spirito di squadra. Esperienze che aggiungono un ulteriore livello di coinvolgimento e che ricordano quanto il gioco possa assumere forme molto diverse, passando dalla concentrazione di una partita a scacchi fantasy all’energia fisica di una simulazione tattica.

A questo si aggiungono dimostrazioni e attività dedicate alle arti marziali, capaci di attirare l’attenzione di chi ama il combattimento scenico, le discipline orientali e le arti performative. Una presenza che amplia ulteriormente l’offerta della manifestazione e contribuisce a creare quell’ecosistema culturale che da sempre caratterizza il festival.

Particolarmente attesa sarà anche la presenza di autori e game designer, molti dei quali arriveranno accompagnati da prototipi, novità editoriali e progetti in fase di sviluppo. Per gli appassionati di game design rappresenta un’occasione preziosa per scoprire idee ancora in evoluzione, confrontarsi direttamente con i creatori e osservare da vicino il percorso che porta un’idea a diventare un gioco completo.

La vera forza del Civitonix Festival del Gioco e del Fumetto risiede però nella sua capacità di mettere insieme mondi diversi senza perdere spontaneità. Giochi da tavolo, fumetti, cosplay, giochi di ruolo, collezionismo, arti marziali e cultura pop convivono sotto le stesse fronde, creando un ambiente che riesce a risultare familiare tanto al veterano delle convention quanto a chi si avvicina per la prima volta a questo universo.

Sabato 13 giugno e domenica 14 giugno il Boschetto di Civita Castellana tornerà dunque a trasformarsi in un piccolo regno dedicato all’immaginazione, alla creatività e alla condivisione delle passioni nerd. Un luogo dove una partita può trasformarsi in un’amicizia, dove un cosplay può dare vita a una fotografia memorabile e dove una semplice passeggiata tra gli alberi può regalare incontri inaspettati con autori, artisti e personaggi provenienti dai mondi più disparati.

Per chi ama il fumetto, il gioco intelligente, il fantasy, la fantascienza e l’atmosfera unica delle manifestazioni costruite dalla passione degli appassionati, Civitonix continua a rappresentare uno degli appuntamenti più interessanti del panorama geek del Lazio. E chissà quali sorprese, nuovi giochi e nuovi personaggi si aggireranno quest’anno tra i sentieri del Boschetto: la risposta, come sempre, arriverà soltanto vivendo il festival in prima persona e condividendo l’esperienza con il resto della community.

Game Night: perché i giochi da tavolo stanno conquistando le nostre serate più di cinema e discoteche

Qualcosa di molto interessante sta accadendo nel modo in cui trascorriamo il nostro tempo libero. Per anni l’idea di una serata perfetta è stata associata a locali affollati, cinema multisala, aperitivi infiniti o notti passate tra musica ad alto volume e smartphone sempre accesi. Oggi, invece, sempre più persone stanno scegliendo una strada diversa. Una strada fatta di dadi che rotolano sul tavolo, carte da pescare, strategie da costruire e soprattutto conversazioni vere. La Game Night, la classica serata dedicata ai giochi da tavolo, si sta trasformando da semplice passatempo per appassionati a fenomeno culturale capace di ridefinire il concetto stesso di socialità.

Per chi frequenta il mondo nerd questa tendenza non rappresenta certo una sorpresa. I giochi da tavolo hanno sempre occupato un posto speciale nell’immaginario geek, accanto ai videogiochi, ai giochi di ruolo, ai fumetti e alla fantascienza. Eppure qualcosa è cambiato. Quello che fino a pochi anni fa era considerato un hobby di nicchia oggi è diventato una delle attività sociali più diffuse e apprezzate da persone di ogni età.

A confermare questa trasformazione arriva il primo Tabletop Game Barometer realizzato da Kantar per Asmodee, uno dei più importanti protagonisti mondiali dell’industria dei giochi da tavolo. Lo studio, presentato in occasione dell’International Tabletop Day, fotografa una realtà che molti appassionati avevano già intuito: il desiderio di stare insieme in modo autentico sta riportando milioni di persone attorno a un tavolo.

Viviamo immersi in notifiche, video brevi, messaggi vocali, riunioni online e flussi continui di informazioni. Restare connessi non è mai stato così semplice, eppure la sensazione di sentirsi realmente vicini agli altri sembra diventare ogni giorno più rara. Proprio da questa apparente contraddizione emerge il successo dei giochi da tavolo.

Secondo la ricerca, quasi una persona su quattro nel mondo dichiara di sentirsi sola. Allo stesso tempo, due persone su tre affermano di desiderare una presenza più autentica durante i momenti condivisi con amici e familiari. Ancora più significativo è il dato relativo al rapporto con la tecnologia: oltre la metà degli intervistati vorrebbe ridurre il peso dei dispositivi digitali nella propria quotidianità.

Non è difficile capire perché una partita a CATAN, Ticket to Ride, 7 Wonders, Dobble o Exploding Kittens possa apparire sempre più attraente. Attorno a un tavolo non si scorre un feed infinito. Si osservano i volti degli altri giocatori. Si ride per una mossa inaspettata. Si scherza. Si discute. Si crea una storia condivisa che esiste soltanto in quel momento.

Da appassionati di cultura nerd sappiamo bene quanto una partita possa diventare memorabile. Basta pensare a quelle sessioni infinite che iniziano con l’idea di giocare un’oretta e finiscono invece a notte fonda, tra alleanze tradite, strategie geniali e racconti che continueranno a essere ricordati per mesi. È una forma di narrazione collettiva che nessun algoritmo può replicare.

L’indagine rivela che il 57% delle persone preferirebbe trascorrere un sabato sera giocando a casa piuttosto che uscire. Un dato che, fino a pochi anni fa, sarebbe sembrato quasi impensabile. Oggi racconta invece una trasformazione profonda delle abitudini sociali.

La questione economica ha certamente un peso. Una scatola acquistata una volta può garantire decine, centinaia o persino migliaia di ore di divertimento. Ma ridurre il fenomeno esclusivamente a una questione di costi sarebbe un errore. Dietro il successo della Game Night si nasconde qualcosa di molto più significativo.

I giochi da tavolo offrono un tipo di esperienza che sembra diventare sempre più rara. Permettono di condividere tempo di qualità senza distrazioni costanti. Creano uno spazio protetto dove la conversazione nasce spontaneamente e dove persino le persone più timide riescono a sentirsi coinvolte.

I dati raccolti da Kantar mostrano infatti che oltre la metà degli intervistati considera il gioco uno strumento capace di rendere più semplice la socializzazione. Molti dichiarano di sentirsi più a proprio agio nell’incontrare nuove persone durante una partita e di riuscire ad affrontare con maggiore naturalezza anche conversazioni delicate o potenzialmente imbarazzanti.

In fondo il meccanismo è semplice. Un regolamento condiviso elimina gran parte delle tensioni sociali iniziali. Non serve trovare subito gli argomenti giusti. Non serve impressionare nessuno. Si gioca, e attraverso il gioco le relazioni si costruiscono quasi da sole.

L’universo tabletop contemporaneo, inoltre, è diventato incredibilmente ricco. Chi immagina ancora i giochi da tavolo come una versione moderna del Monopoli rischia di perdersi un panorama creativo straordinario. Oggi esistono esperienze narrative degne delle migliori serie televisive, titoli strategici complessi come sofisticati videogiochi gestionali, giochi cooperativi che trasformano il gruppo in una squadra impegnata a salvare il mondo e avventure che sembrano uscite direttamente da un anime fantasy o da una campagna di Dungeons & Dragons.

Non stupisce quindi che il gioco da tavolo sia entrato stabilmente nella cultura mainstream. Film, serie TV, streamer, content creator e influencer parlano sempre più spesso delle loro passioni ludiche. Le convention dedicate registrano numeri impressionanti e le nuove generazioni crescono considerando perfettamente normale alternare una sessione su console a una partita con amici attorno a un tavolo.

Parallelamente continua a crescere il fenomeno dei ludopub e dei board game café. In molte città europee e americane questi spazi sono diventati veri e propri punti di ritrovo per una comunità sempre più ampia. Luoghi dove il concetto di locale serale viene reinterpretato attraverso migliaia di scatole colorate, librerie piene di giochi e tavoli occupati da gruppi di persone che preferiscono lanciare dadi piuttosto che controllare notifiche.

Forse l’aspetto più sorprendente emerso dalla ricerca riguarda il benessere psicologico. In un’epoca caratterizzata da ritmi sempre più frenetici, il gioco sembra offrire una risposta concreta al bisogno di rallentare. Oltre il 70% degli intervistati ritiene che il gioco da tavolo abbia un impatto positivo sulla salute mentale. Più del 60% sostiene che aiuti a sentirsi maggiormente presenti e a trovare una pausa dallo stress quotidiano.

Chiunque abbia passato una serata immerso in una partita particolarmente coinvolgente comprende perfettamente questa sensazione. Per qualche ora il lavoro, le scadenze e le preoccupazioni rimangono fuori dalla stanza. Restano soltanto le regole del gioco, gli amici attorno al tavolo e quella speciale forma di concentrazione rilassata che riesce a trasformare una semplice serata in un ricordo prezioso.

Le parole di Thomas Koegler, CEO di Asmodee, sintetizzano perfettamente il significato di questa evoluzione. Non si tratta semplicemente dell’amore per i giochi. La vera questione riguarda il bisogno umano di condividere momenti autentici. Più la nostra vita si sposta verso dimensioni digitali, più cresce il desiderio di esperienze capaci di riportarci a una presenza reale e tangibile.

Guardando questa tendenza da una prospettiva nerd, viene quasi da sorridere. Per decenni i giochi da tavolo sono stati considerati un passatempo per appassionati irriducibili, spesso confinati in fumetterie, associazioni ludiche e convention specializzate. Oggi quella stessa passione sta insegnando qualcosa al resto del mondo: la tecnologia può connetterci, ma una scatola piena di carte, miniature e dadi riesce ancora a fare qualcosa che nessuna app è in grado di sostituire.

Forse il vero successo della Game Night non dipende dai regolamenti, dalle meccaniche o dalle mode del momento. Forse deriva dal fatto che, per qualche ora, ci permette di essere semplicemente presenti. E in un’epoca che corre sempre più veloce, questa potrebbe essere la forma di intrattenimento più rivoluzionaria di tutte.

La domanda, a questo punto, viene spontanea: qual è stato il gioco da tavolo che vi ha regalato la vostra serata più memorabile? La community nerd ha sempre mille storie da raccontare, e probabilmente qualcuna è nata proprio attorno a un tavolo pieno di dadi e carte.

Giornata Internazionale del Gioco 2026: Milano celebra il potere del gioco

Chiunque sia cresciuto tra scatole di costruzioni sparse sul pavimento, pomeriggi passati a sfidare amici a giochi da tavolo interminabili o interminabili partite di biliardino sa bene che il gioco non rappresenta soltanto un passatempo. È un linguaggio universale, una forma di espressione che attraversa generazioni, culture e persino epoche storiche. In un momento in cui gran parte delle nostre interazioni passa attraverso schermi, notifiche e piattaforme digitali, ritrovarsi insieme per giocare assume quasi il valore di un piccolo atto rivoluzionario.

Proprio da questa consapevolezza nasce la celebrazione della Giornata Internazionale del Gioco, una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 2024 e ormai diventata un appuntamento di riferimento per famiglie, educatori e appassionati di tutto il mondo. L’edizione 2026 porterà questa festa direttamente nel cuore di Milano grazie a un’iniziativa che promette di trasformare uno degli spazi urbani più iconici della città in un immenso parco ludico dedicato alla fantasia e alla condivisione.

L’11 giugno, Piazza Città di Lombardia accoglierà infatti una grande manifestazione organizzata da Assogiocattoli in collaborazione con Regione Lombardia, offrendo ai visitatori un’intera giornata all’insegna del divertimento, della scoperta e della socializzazione. Dalle prime ore della mattinata fino alla sera, bambini, genitori, nonni e semplici curiosi potranno immergersi in un universo fatto di sfide, laboratori creativi, attività educative e momenti di intrattenimento pensati per coinvolgere ogni fascia d’età.

Il tema scelto per quest’anno, “Proteggi il gioco, proteggi l’infanzia”, racchiude una riflessione particolarmente importante. Negli ultimi anni psicologi, pedagogisti ed esperti dello sviluppo infantile hanno ribadito con forza quanto il gioco rappresenti uno strumento fondamentale per la crescita emotiva, cognitiva e relazionale dei bambini. Attraverso il gioco si impara a collaborare, a immaginare, a sperimentare il fallimento e il successo, a comprendere le regole della convivenza e perfino a costruire la propria identità.

Per chi vive immerso nella cultura nerd, questo concetto assume sfumature ancora più interessanti. Molti degli universi che oggi popolano cinema, videogiochi, anime e fumetti affondano le proprie radici proprio nella dimensione ludica. Dungeons & Dragons ha plasmato intere generazioni di creativi. I giochi di ruolo hanno influenzato autori, registi e game designer. Le costruzioni modulari hanno insegnato a milioni di persone a trasformare l’immaginazione in qualcosa di tangibile. Persino le più moderne esperienze digitali nascono spesso da dinamiche di gioco sviluppate decenni fa attorno a un tavolo o dentro una cameretta.

La manifestazione milanese sembra voler celebrare esattamente questo patrimonio culturale. Durante la giornata, i partecipanti potranno cimentarsi in partite di giochi da tavolo, sfide al biliardino, gare su autopiste, attività creative e laboratori dedicati all’invenzione e alla costruzione. Lo spazio ospiterà anche esperienze pensate per stimolare la fantasia, percorsi dedicati alla scoperta del mondo rurale e aree nelle quali i più piccoli potranno guidare veicoli progettati appositamente per loro.

Particolarmente affascinante appare l’attenzione dedicata al gioco fisico e condiviso, una dimensione che negli ultimi anni sta vivendo una vera rinascita. Basta osservare il successo delle Game Night, la crescita costante dei giochi da tavolo moderni e l’esplosione delle community dedicate al gioco analogico per capire come il desiderio di incontrarsi e vivere esperienze collettive sia più forte che mai.

Uno degli aspetti più interessanti della manifestazione sarà la presenza di numerose attività interattive che permetteranno a genitori e figli di giocare fianco a fianco, superando quella separazione generazionale che spesso caratterizza il consumo dell’intrattenimento contemporaneo. Non si tratterà semplicemente di osservare i bambini mentre si divertono, ma di condividere con loro momenti autentici, creando ricordi che probabilmente resteranno impressi molto più a lungo di qualsiasi contenuto consumato online.

Lo spirito dell’iniziativa si inserisce perfettamente nel progetto “Gioco per Sempre”, la storica campagna promossa da Assogiocattoli che da anni lavora per valorizzare il gioco come strumento educativo, sociale e culturale. Una visione che guarda oltre il semplice concetto di svago e riconosce il valore profondo dell’esperienza ludica come elemento essenziale della crescita umana.

Ad arricchire ulteriormente la giornata contribuiranno alcuni tra i marchi più importanti dell’universo del gioco e dell’intrattenimento per famiglie. Dalle costruzioni ai giochi creativi, passando per i party game, le attività sportive e le esperienze educative, ogni area sarà pensata per stimolare curiosità, fantasia e partecipazione.

E come in ogni avventura degna di questo nome, non mancherà nemmeno una meritata pausa per rifocillarsi. Ad attendere i visitatori sarà infatti il celebre PizzAutobus di PizzAut, progetto ormai simbolo di inclusione sociale e innovazione, capace di trasformare un semplice momento conviviale in un’occasione di incontro e sensibilizzazione. La presenza del food truck aggiunge un significato ulteriore alla manifestazione, ricordando che il gioco, proprio come il cibo condiviso, possiede una straordinaria capacità di unire le persone.

Guardando il programma complessivo emerge un messaggio estremamente attuale: il gioco non appartiene soltanto ai bambini. Appartiene a tutti. Ai genitori che riscoprono emozioni dimenticate, ai nonni che tramandano esperienze e racconti, agli adolescenti che costruiscono amicizie, agli adulti che trovano un momento per rallentare e riconnettersi con la propria creatività.

In fondo, chi frequenta il mondo nerd lo sa bene. Dietro ogni partita, ogni costruzione, ogni dado lanciato e ogni sfida condivisa si nasconde qualcosa di più profondo. Una storia da vivere insieme. Ed è probabilmente proprio questo il motivo per cui una giornata dedicata al gioco riesce ancora oggi a parlare a persone di tutte le età, ricordandoci che crescere non significa necessariamente smettere di giocare.

Forse significa semplicemente trovare nuovi modi per continuare a farlo.

Livorno Play & Comics 2026: il festival nerd dell’estate torna con cosplay, K-pop, LEGO e grandi spettacoli

Giugno si prepara ad accendere la costa toscana con uno degli appuntamenti più attesi dagli appassionati di fumetti, cosplay, videogiochi e cultura pop. Livorno Play & Comics 2026 è pronto a riportare nella città labronica quell’energia contagiosa che solo le grandi manifestazioni nerd sanno generare, trasformando per due giorni gli spazi dell’evento in un gigantesco punto d’incontro per fan di ogni età, tra anime, K-pop, mattoncini LEGO, artisti, retrogaming e spettacoli dal vivo.

Per chi frequenta fiere e convention da anni, la sensazione è sempre la stessa. Arriva quel periodo dell’anno in cui il calendario si riempie di date cerchiate in rosso, i gruppi Telegram iniziano a organizzare trasferte, i cosplayer tirano fuori armature e parrucche dagli armadi e gli appassionati di cultura pop si preparano a vivere un fine settimana lontano dalla routine quotidiana. Livorno Play & Comics rientra perfettamente in questa categoria di eventi, quelli che riescono a mescolare anime, fumetti, musica, giochi e spettacolo creando un’esperienza capace di parlare a pubblici molto diversi tra loro.

L’edizione 2026 promette infatti un programma ricco e trasversale, costruito per soddisfare sia chi vive il cosplay come una vera forma d’arte sia chi preferisce trascorrere ore davanti a un cabinato arcade degli anni Ottanta, senza dimenticare gli amanti dei giochi da tavolo, delle costruzioni LEGO e dell’illustrazione indipendente.

L’atmosfera prenderà vita già sabato 20 giugno, giornata che si annuncia particolarmente intensa grazie a uno spettacolare show dedicato al fenomeno K-pop. Ormai da anni la musica pop coreana rappresenta una delle espressioni più influenti della cultura giovanile globale e la sua presenza all’interno delle convention italiane continua a crescere. Tra coreografie perfette, costumi scenografici e fan appassionatissimi, il palco di Livorno Play & Comics si trasformerà in un piccolo angolo di Seoul.

Sempre nella giornata inaugurale spazio anche alla magia di Winx Club, una delle produzioni animate italiane più amate di sempre. Il Winx Cosplay Show promette di riportare il pubblico indietro nel tempo, verso quei pomeriggi trascorsi davanti alla televisione a seguire le avventure di Bloom, Stella, Flora, Musa, Tecna e Aisha. Per un’intera generazione cresciuta tra cartoni animati e merchandising coloratissimo, sarà impossibile non lasciarsi travolgere da una piacevole ondata di nostalgia.

La domenica, invece, vedrà salire ulteriormente il livello dell’intrattenimento grazie a uno degli appuntamenti più amati in assoluto dal pubblico delle fiere italiane: la gara cosplay. Chi frequenta il circuito degli eventi pop sa bene quanto queste competizioni siano diventate qualcosa di molto più complesso rispetto a una semplice sfilata in costume. Dietro ogni personaggio portato sul palco si nascondono settimane, a volte mesi, di progettazione, cucito, modellazione, trucco e interpretazione. Ogni esibizione racconta una storia e ogni costume rappresenta una dichiarazione d’amore verso un universo narrativo.

La stessa domenica ospiterà anche un momento particolarmente emozionante per chi è cresciuto con le sigle dei cartoni animati. Il tributo ufficiale a Cristina D’Avena, interpretato da Sonia Sox, offrirà l’occasione di rivivere alcune delle canzoni che hanno accompagnato l’infanzia di milioni di italiani. Basta ascoltare poche note per ritrovarsi improvvisamente davanti alla TV con merendine e album di figurine sparsi sul tavolo.

Ad aggiungere ulteriore adrenalina alla giornata arriverà poi il concerto dei Cartonika Cartoon Band, formazione che da anni porta sui palchi italiani le sigle più amate dell’animazione giapponese e occidentale, trasformando ogni esibizione in una gigantesca festa collettiva dove generazioni diverse cantano insieme gli stessi ritornelli.

Uno degli aspetti più interessanti di Livorno Play & Comics resta però la sua capacità di offrire attività continue durante entrambe le giornate. Passeggiando tra gli stand sarà possibile incontrare artisti, illustratori e creativi provenienti da tutta Italia, scoprire opere originali nell’Artist Alley, curiosare tra gadget, fumetti, action figure e collezionabili che fanno brillare gli occhi di qualsiasi appassionato.

Grande attenzione sarà dedicata anche all’universo LEGO, ormai diventato una componente imprescindibile della cultura geek contemporanea. Difficile resistere al fascino di diorami monumentali, costruzioni personalizzate e opere realizzate con migliaia di mattoncini capaci di trasformare la fantasia in qualcosa di tangibile.

Gli amanti del gaming troveranno pane per i loro denti grazie alle aree dedicate al retrogaming e ai tornei competitivi. Da una parte le glorie del passato, con console storiche e videogiochi che hanno scritto pagine fondamentali della cultura videoludica; dall’altra le sfide moderne, pensate per mettere alla prova abilità, riflessi e spirito competitivo.

Non mancheranno naturalmente i giochi da tavolo, elemento che negli ultimi anni ha vissuto una vera età dell’oro. Sedersi attorno a un tavolo, lanciare dadi, elaborare strategie e condividere risate con amici vecchi e nuovi continua a rappresentare una delle esperienze più autentiche che il mondo nerd possa offrire.

Particolarmente interessante anche la politica dei prezzi adottata dagli organizzatori. In un periodo storico in cui molti eventi vedono crescere costantemente il costo dei biglietti, Livorno Play & Comics sceglie una formula estremamente accessibile, con ingresso intero a soli 8 euro e una tariffa speciale da 5 euro dedicata ai cosplayer. Una scelta che dimostra la volontà di mantenere la manifestazione aperta e inclusiva, incentivando la partecipazione della community che rappresenta da sempre l’anima autentica di queste manifestazioni.

Le prevendite sono già disponibili e l’interesse attorno all’evento sembra crescere rapidamente. Per molti appassionati potrebbe diventare una delle tappe imprescindibili dell’estate nerd italiana, un luogo dove incontrare vecchi amici, scoprire nuove passioni e vivere per due giorni immersi tra fumetti, videogiochi, musica e fantasia.

E voi? State già preparando il vostro cosplay per Livorno Play & Comics 2026 oppure avete in mente di esplorare stand, concerti e aree gaming come semplici visitatori? La community geek italiana, ancora una volta, sta per ritrovarsi sotto lo stesso tetto. E come accade sempre in queste occasioni, le sorprese più belle spesso arrivano proprio dagli incontri che non avevamo programmato.

Lucca Comics & Games compie 60 anni: storia, evoluzione e mito del festival che ha cambiato la cultura nerd in Italia

Settembre del 1966. Lucca non era ancora il gigantesco portale pop che oggi conosciamo tutti, non aveva ancora le armature che attraversano le mura, i mantelli al vento tra le piazze, le code chilometriche davanti ai padiglioni, le vetrine invase da manga, tavole originali, miniature, dadi, collector, sogni. Aveva però una scintilla. E chi mastica fumetto da una vita lo sa bene: le rivoluzioni culturali, quelle vere, non fanno quasi mai rumore all’inizio. Si presentano in silenzio, con pochi sguardi complici, una stanza piena di curiosità e la sensazione netta che stia accadendo qualcosa destinato a restare.

Il 24 settembre 1966, nel ridotto del Teatro del Giglio, andò in scena la prima edizione lucchese del Salone Internazionale dei Comics. Una data che, detta così, potrebbe sembrare soltanto un tassello d’archivio, una voce da cronologia per appassionati di storia del fumetto. In realtà, dentro quella giornata, si annidava un’intera visione del futuro. Non il futuro nel senso sterile delle previsioni, ma quello delle intuizioni che si avverano decenni più tardi. Alfredo Castelli, che di immaginari e anticipazioni se ne intendeva eccome, la ricordava con ironia e tenerezza: “Eravamo pochi intimi”. Ed è una frase che adoro perché contiene tutto. L’affetto, la consapevolezza di aver vissuto un inizio, il sorriso di chi ha visto nascere una leggenda quando ancora leggenda non era.

Fa quasi girare la testa pensarci adesso. Oggi pronunciare il nome Lucca Comics & Games significa evocare una liturgia collettiva. Significa folle che si muovono come maree tra le strade del centro storico, publisher internazionali, eventi che sconfinano tra fumetto, videogioco, cinema, serie tv, gioco di ruolo, fantasy, cultura giapponese, cosplay, musica, community, identità. Significa una città che per alcuni giorni smette di essere soltanto una città e diventa un organismo narrativo, un ecosistema dell’immaginario. Eppure tutto parte da lì, da quella dimensione raccolta, quasi domestica, dove la passione non aveva ancora imparato a farsi massa, ma era già capace di farsi destino.

Sessant’anni sono un’enormità. E allo stesso tempo, per chi ha davvero amato Lucca, sembrano passati in un lampo. Perché Lucca Comics & Games non è soltanto una manifestazione cresciuta bene. Non è soltanto un caso di successo. Non è soltanto una fiera diventata enorme. È qualcosa di molto più raro. È il posto in cui, in Italia, l’immaginario ha smesso di chiedere scusa per la propria esistenza. È il luogo dove il fumetto, il gioco, l’animazione, il fantasy, la fantascienza e poi il cosplay, i videogiochi, l’universo manga, la cultura pop in tutte le sue mutazioni hanno trovato una casa simbolica. E una casa simbolica, si sa, non è fatta solo di mura. È fatta di memoria condivisa.

Chi ha vissuto Lucca in epoche diverse sa benissimo che raccontarne i primi sessant’anni non significa soltanto allineare fatti, edizioni, nomi, cambi di gestione o spostamenti logistici. Significa parlare di un Paese che nel frattempo cambiava pelle. Significa osservare come la cultura considerata “minore” abbia finito per diventare uno degli specchi più precisi del nostro tempo. Significa rendersi conto che mentre l’Italia cresceva, inciampava, si trasformava, litigava con il proprio presente e inseguiva il proprio futuro, tra le mura di Lucca si stava formando una lingua nuova, capace di far dialogare generazioni diversissime tra loro.

All’inizio il Salone aveva la nobiltà un po’ visionaria delle cose pionieristiche. Non era ancora il grande spettacolo, era soprattutto un luogo di studio, approfondimento, confronto. E questo dettaglio conta tantissimo, perché aiuta a capire un aspetto che spesso viene dimenticato: Lucca nasce culturale prima ancora che commerciale. Nasce con la volontà di prendere il fumetto sul serio. Sul serio davvero. Non come passatempo da tollerare, non come stramberia per adolescenti, non come fenomeno marginale da guardare con sufficienza, ma come linguaggio, come forma d’arte, come sistema di segni, come strumento capace di leggere il presente. Già solo questo, nel 1966, aveva qualcosa di quasi rivoluzionario.

Poi il tempo ha cominciato a fare il suo lavoro, e Lucca con lui. La città toscana diventa il palcoscenico di una continuità preziosa. Si consolidano strutture, si formano visioni, si muovono figure fondamentali, crescono istituzioni e organizzazioni che provano a dare stabilità a un progetto tanto fragile quanto necessario. Non sempre in modo lineare, va detto. La storia di Lucca Comics & Games non è una favola liscia, perfetta, senza attriti. Anzi. È piena di transizioni, di tensioni, di crisi, di ripartenze, di nodi identitari. E forse è proprio per questo che appare così vera. Le storie che durano sessant’anni non restano in piedi perché evitano i conflitti. Restano in piedi perché imparano ad attraversarli.

Negli anni Settanta e Ottanta il Salone continua a essere un riferimento, ma la sua natura si misura anche con limiti strutturali, economici, organizzativi. Ogni manifestazione che cresce porta con una domanda scomodissima: come si resta fedeli a un’anima senza smettere di cambiare? È una questione che Lucca si è portata addosso per decenni. E in fondo continua ad averla addosso ancora oggi. Perché più un evento diventa grande, più rischia di diventare una macchina. E più rischia di diventare una macchina, più ha bisogno di ricordarsi da dove arriva.

Per questo trovo bellissimo che, nel celebrare le proprie radici, si senta il bisogno di tornare al Teatro del Giglio Giacomo Puccini. Tornare fisicamente nel luogo in cui tutto è iniziato non è un gesto di pura nostalgia, e chi legge il percorso di Lucca soltanto come gigantismo da numeri record rischia di perdere il punto. Quel ritorno è una dichiarazione. Quasi una presa di posizione. È come dire: prima delle folle, prima dei record, prima delle major, prima dei palchi, prima del branding globale, siamo stati un’idea. E senza quella idea, tutto il resto non esisterebbe.

Intanto il festival evolve. Cambia nome, cambia forma, cambia pelle. Dal Salone Internazionale dei Comics si passa a una nuova stagione che prende il nome di Lucca Comics, e poco dopo Lucca Comics & Games. E qui succede una cosa straordinaria, che oggi ci sembra ovvia ma allora tanto ovvia non era affatto: il gioco smette di essere satellite e diventa galassia. Non più semplice appendice del fumetto, non più settore collaterale da ospitare con garbo. Lucca Games cresce, si struttura, si afferma, si prende spazio e dignità. E in questo passaggio, per chi ha amato davvero il gioco analogico, il gioco di ruolo, la miniatura, la progettazione ludica, i tornei, le comunità di tavolo, si compie una legittimazione enorme.

Parlare dei sessant’anni di Lucca significa anche ricordare questo passaggio fondamentale: il momento in cui l’immaginario smette di essere raccontato come compartimento stagno. Il fumetto dialoga con il gioco. Il gioco dialoga con l’illustrazione. L’illustrazione dialoga con il fantasy. Il fantasy dialoga con il cinema. Il cinema dialoga con l’animazione. L’animazione dialoga con il Giappone, con le community, con la musica, con il costume, con l’identità performativa. In pratica, Lucca anticipa il nostro presente prima che il nostro presente capisca stesso. Oggi chiamiamo tutto questo cultura pop, nerd culture, fandom, entertainment, crossmedialità. Ma Lucca aveva già intuito il cortocircuito ben prima che diventasse una parola buona per i panel o una formula da marketing.

Negli anni Novanta, infatti, qualcosa accelera. Il fumetto resta centrale, ma accanto si irrobustisce il mondo dei Games, e non come semplice esposizione commerciale. Tornei, concorsi, premi, prototipi, spazi indipendenti, momenti di incontro, formazione. Non è un dettaglio. Vuol dire che l’evento non si limita a vendere o esporre, ma produce cultura dal basso, alimenta comunità, incoraggia nuovi autori, crea un ponte tra passione e professione. Quanti percorsi, quante vocazioni, quante amicizie e quante carriere sono passate da lì? Quante persone hanno capito a Lucca che il proprio amore per i mondi fantastici non era una stranezza privata, ma una possibilità concreta di vita, lavoro, espressione?

E poi arriva il cosplay. E qui, perdonatemi, per me il discorso smette di essere soltanto storico e diventa anche intimo, quasi epidermico. Perché il cosplay in Italia non si può raccontare senza Lucca. Non davvero. Certo, le radici sono più diffuse, più stratificate, attraversano il fandom di Star Trek, gli anni delle convention, gli appassionati che sperimentavano costumi e interpretazioni prima ancora che il termine entrasse nel lessico comune. Però il momento in cui il cosplay in Italia acquisisce visibilità, riconoscibilità e una forma quasi ufficiale passa inevitabilmente da Lucca Comics & Games. La gara del 1997 non è soltanto un evento. È uno spartiacque simbolico. È il momento in cui vestirsi da personaggio smette di essere un gesto percepito come bizzarro e diventa un linguaggio comunitario.

Questa è una delle magie più profonde di Lucca. Non ti obbliga a restare spettatore. Ti permette di entrare nel racconto. Ti invita a camminare dentro ciò che ami. E il fatto che tutto questo avvenga in una città vera, tra piazze rinascimentali, vicoli, mura, chiese, palazzi, scorci improvvisi, rende l’esperienza completamente diversa da qualsiasi altro grande evento chiuso in padiglioni anonimi. A Lucca il cosplay non vive in un contenitore neutro. Respira nello spazio urbano. Si mescola al paesaggio. Diventa apparizione, teatro spontaneo, collisione meravigliosa tra epoche. Vedere Actarus, un witcher, un marine di Warhammer, una magical girl, un cavaliere Jedi o un demone giapponese camminare tra pietra, storia e autunno toscano ha sempre avuto qualcosa di irripetibile.

Per questo, nel raccontare i sessant’anni di Lucca Comics & Games, il cosplay non va trattato come folklore accessorio. Fa parte della sua identità contemporanea nel modo più profondo. Non solo perché ha contribuito alla crescita mediatica dell’evento, ma perché ha reso visibile la trasformazione del pubblico. Il visitatore non era più soltanto qualcuno che compra, osserva, ascolta. Diventava interprete. Corpo narrativo. Presenza attiva. E a dirla tutta, molto di ciò che oggi chiamiamo partecipazione dal vivo, experience, immersione, community engagement, a Lucca si vedeva già da anni, ben prima che l’industria imparasse a farne slogan.

Intanto il festival continua a reinventarsi. Arrivano Lucca Junior, gli spazi per le autoproduzioni, le aree dedicate agli artisti, i percorsi giapponesi che nel tempo cambiano forma e posizione ma restano centrali nella costruzione di un immaginario condiviso. Arrivano le grandi mostre, le anteprime, i concerti, gli incontri con autori italiani e internazionali, le sessioni di autografi vissute come piccoli pellegrinaggi laici. Arriva l’idea di una città disseminata di mondi. E chi ha frequentato Lucca in anni diversi conosce quella sensazione stranissima e bellissima: ogni edizione cambia qualcosa, sposta confini, ridefinisce mappe, eppure appena ci metti piede la riconosci subito. Come certe case dell’infanzia che hanno mobili diversi ma custodiscono ancora lo stesso odore emotivo.

Uno dei passaggi più potenti, almeno simbolicamente, resta il ritorno nel centro storico nel 2006. Da in avanti Lucca non è più soltanto la sede del festival. Diventa il festival. E questa fusione tra manifestazione e città segna un salto d’identità decisivo. Perché da quel momento l’evento smette di limitarsi a occupare spazi e comincia ad abitare un immaginario urbano completo. Le mura, le piazze, i bastioni, i loggiati, i percorsi tra una location e l’altra diventano parte integrante dell’esperienza. Non si visita semplicemente una fiera: si attraversa una dimensione. E per chi, come me, ha sempre pensato che il fantasy e il fumetto dovessero invadere il reale anziché restarne segregati, quel passaggio ha avuto quasi il sapore di una consacrazione.

Naturalmente la crescita porta con anche ambiguità, discussioni, nostalgie contraddittorie. Ogni vecchio frequentatore di Lucca ha una propria versione della frase “era meglio prima”, e ogni nuovo frequentatore ha il diritto sacrosanto di dire “voi non avete idea di quanto sia incredibile adesso”. La verità, probabilmente, sta nel fatto che Lucca non è mai stata una cosa sola. È stata salotto colto e assalto di massa. È stata luogo di studio e tempesta popolare. È stata rito per specialisti e carnevale globale dell’immaginario. È stata spazio di nicchia e specchio del mainstream. E tutte queste anime, spesso in tensione tra loro, hanno contribuito a costruire la sua unicità.

Non dimentichiamoci poi della funzione quasi iniziatica che Lucca ha avuto per intere generazioni. Per molti è stato il primo incontro con l’autore amato, la prima firma su un albo custodito come reliquia, il primo acquisto importante fatto mettendo da parte soldi per mesi, la prima notte passata a pianificare itinerari impossibili tra eventi sovrapposti, la prima volta in costume in mezzo a migliaia di persone senza sentirsi fuori posto. E questa è una cosa enorme. In un Paese che troppo spesso ha guardato la passione nerd come una fase da superare o un vezzo infantile, Lucca ha detto per decenni esattamente l’opposto: no, questa passione merita spazio, scena, dignità, celebrazione.

Tra le cose che più mi colpiscono, riguardando la sua storia lunga sessant’anni, c’è la capacità di tenere insieme livelli diversissimi di esperienza. Da una parte il grande evento internazionale, capace di attirare ospiti leggendari, editori di peso, operazioni mastodontiche, anteprime, brand, numeri da capogiro. Dall’altra la dimensione minuscola, quasi personale, fatta di dettagli che non finiscono sulle locandine: una chiacchierata improvvisa in fila, un incontro fortuito con amici visti solo una volta l’anno eppure sentiti come fratelli d’armi, una tavola sfogliata sotto un tendone mentre fuori piove, il profumo di carta e castagne, la stanchezza bellissima della sera, il trucco cosplay da sistemare al volo, i trolley che diventano zaini emotivi di un pellegrinaggio laico.

E poi, diciamolo, Lucca è stata anche capace di raccontare l’evoluzione del concetto stesso di nerd in Italia. Una volta il termine era usato quasi come etichetta limitante. Oggi è diventato appartenenza, orgoglio, linguaggio comune, mercato, estetica, comunità, politica culturale. In questo percorso, Lucca ha funzionato da acceleratore e da specchio. Ha visto passare il fumetto d’autore e il manga di massa, il GdR da seminterrato e l’e-sport, il collezionismo old school e il consumo istantaneo dei social, il fanclub analogico e la content economy, le cassette, i VHS, le fanzine ciclostilate, i forum, i blog, i reel, lo streaming, i creator. E ogni volta, nel bene e nel male, ha assorbito quella mutazione senza perdere del tutto la propria aura.

Anche i momenti difficili, a pensarci bene, fanno parte della sua leggenda. Le crisi, gli attriti organizzativi, le questioni identitarie, perfino le discussioni su cosa fosse davvero il “vero” erede del Salone, parlano di quanto forte sia sempre stata la posta in gioco simbolica. Nessuno litiga con tale intensità su qualcosa che non conta. Dietro quelle frizioni si nascondeva un dato inequivocabile: il nome Lucca, nel mondo del fumetto e dell’immaginario, non era un’etichetta qualsiasi. Era diventato patrimonio culturale. E il patrimonio culturale, per definizione, non smette mai di essere contendibile, interpretato, rivendicato, difeso.

L’edizione del cinquantenario, celebrata con un francobollo illustrato da Zerocalcare, ha avuto un sapore quasi solenne. Non soltanto per il numero tondo, ma perché rendeva evidente un fatto che molti fan avevano già interiorizzato da tempo: Lucca non apparteneva più soltanto al settore. Apparteneva alla memoria collettiva italiana. In quel momento il fumetto, il gioco, il cosplay, l’illustrazione, l’animazione, tutto quel grande universo che per decenni era stato guardato da molti con sufficienza, riceveva una consacrazione pubblica e istituzionale difficilmente immaginabile negli anni Sessanta.

Poi è arrivato anche il tempo sospeso della pandemia. E si è visto, ancora una volta, quanto Lucca non coincidesse semplicemente con i suoi padiglioni. L’edizione alternativa, con il suo formato trasformato e disseminato, ha mostrato una verità che forse davamo per scontata: Lucca è anche una rete di relazioni, un patto affettivo, una comunità distribuita. Certo, mancavano la densità, il contatto, il caos, la fisicità. Mancava quella sensazione quasi vertiginosa di essere immersi in un organismo più grande di noi. Però restava la volontà di non spegnere la fiamma. E per chi conosce il valore simbolico delle community nerd, già quello significava moltissimo.

Uno degli aspetti che più amo della sua storia, e che forse racconta meglio di tanti discorsi l’anima vera del festival, è la convivenza costante tra solennità culturale e goliardia purissima. Da un lato mostre, premi, approfondimenti, seminari, ospiti leggendari, riflessioni sul fumetto come linguaggio. Dall’altro tradizioni interne folli, riti da staff, canzoni, meme, leggende tramandate di edizione in edizione, piccole mitologie da backstage che diventano parte del folklore della manifestazione. Anche questo è Lucca. Un posto dove l’alta cultura dell’immaginario e il gioco collettivo non si escludono. Si rincorrono. Si completano. Si prendono in giro a vicenda.

Forse è proprio qui il segreto dei suoi primi sessant’anni. Lucca non ha mai vinto perché era perfetta. Ha vinto perché era viva. Perché ha saputo cambiare senza smettere di essere riconoscibile. Perché ha accolto il fumetto come studio e come festa. Perché ha dato casa al gioco senza trattarlo come un parente minore. Perché ha aperto le porte al cosplay prima che il mondo capisse davvero quanto quel linguaggio sarebbe diventato centrale. Perché ha trasformato una città d’arte in un paesaggio mentale condiviso. Perché ha insegnato a più generazioni che la passione non è mai una cosa piccola, se incontra il luogo giusto dove moltiplicarsi.

E allora sì, pensare a quel “eravamo pochi intimi” fa tenerezza. Ma non una tenerezza malinconica, da album dei ricordi chiuso in un cassetto. Piuttosto una tenerezza fertile, quasi commovente, perché dimostra che tutte le grandi epopee del fandom iniziano così: con pochi intimi che ancora non sanno di stare fondando una tradizione. Da quel ridotto del Teatro del Giglio a una delle manifestazioni più importanti del mondo il passo, guardato da lontano, sembra impossibile. Eppure è successo. È successo davvero. E chiunque abbia camminato almeno una volta per Lucca durante quei giorni lo sente addosso con una chiarezza speciale.

Sessant’anni dopo, la domanda forse non riguarda solo quello che Lucca è stata. Riguarda quello che continua a rappresentare per tutti noi. Un archivio vivente dell’immaginario italiano, certo. Una cattedrale laica del fumetto e del gioco, anche. Un gigantesco rito collettivo, senza dubbio. Ma anche qualcosa di più intimo e difficile da spiegare: la prova che le passioni condivise possono cambiare il modo in cui una comunità si riconosce, si racconta e sogna.

Ed è forse per questo che, ogni volta che si torna a parlarne, non si ha mai davvero l’impressione di guardare indietro. Sembra piuttosto di restare in ascolto. Come se tra le pietre di Lucca, tra il ricordo di quel settembre del 1966 e le visioni di tutto ciò che ancora verrà, qualcuno stesse ancora pronunciando la stessa domanda di allora. E noi, in fondo, fossimo ancora lì, pochi intimi soltanto in apparenza, pronti a rispondere.

Novi Games Con 2026: a Novi Ligure torna il festival che celebra il gioco in tutte le sue forme

Dadi che rotolano sui tavoli, miniature dipinte con una pazienza quasi monastica, carte collezionabili custodite come reliquie moderne, strategie elaborate davanti a una plancia e videogiochi capaci di evocare ricordi lontani: tutto questo e molto altro sta per tornare a invadere Novi Ligure con la quarta edizione di Novi Games Con, l’evento che il 6 e 7 giugno 2026 trasformerà il Centro Fieristico Le Dolci Terre in una gigantesca casa per appassionati di cultura ludica, nerd e pop.

Chi frequenta il mondo delle fiere dedicate al gioco conosce bene quella sensazione difficile da spiegare a chi non l’ha mai vissuta. Basta attraversare l’ingresso di una manifestazione del genere per sentirsi immediatamente circondati da persone che parlano la stessa lingua, anche senza conoscersi. Una lingua fatta di regolamenti imparati a memoria, campagne fantasy durate mesi, collezioni costruite pezzo dopo pezzo e infinite discussioni su quale sia il miglior sistema di gioco, il videogioco più sottovalutato di sempre o la strategia perfetta per vincere una partita apparentemente impossibile.

Novi Games Con sembra aver compreso perfettamente questa magia. Dopo il successo delle passate edizioni, la manifestazione torna con ambizioni ancora più grandi, confermandosi come uno degli appuntamenti più interessanti del panorama ludico del Nord Italia. Non si tratta soltanto di una fiera dedicata al divertimento. Dietro l’evento emerge una visione precisa del gioco come strumento culturale, sociale e aggregativo, capace di unire generazioni differenti attorno a passioni condivise.

Per due giorni il Centro Fieristico Le Dolci Terre smetterà di essere un semplice spazio espositivo per trasformarsi in un universo parallelo dove convivono mondi molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa scintilla creativa. Da una parte gli amanti dei giochi da tavolo contemporanei, dall’altra i nostalgici dei grandi classici; poco più in là i giocatori di ruolo immersi in avventure fantasy e cyberpunk, mentre nei tavoli dedicati alle carte collezionabili si consumano sfide che mescolano tattica, esperienza e una buona dose di sangue freddo.

La crescita del settore ludico negli ultimi anni è stata impressionante. Chi ha vissuto gli anni Novanta e i primi Duemila ricorda bene un periodo in cui molte passioni nerd venivano considerate marginali o addirittura eccentriche. Oggi il panorama è completamente diverso. Il successo globale di fenomeni come Dungeons & Dragons, il ritorno prepotente dei giochi da tavolo moderni e la diffusione di community online sempre più numerose hanno trasformato il gioco in una componente centrale della cultura pop contemporanea.

Manifestazioni come Novi Games Con rappresentano una fotografia perfetta di questa evoluzione. Passeggiando tra gli stand sarà possibile scoprire novità editoriali, provare giochi appena arrivati sul mercato e confrontarsi con altri appassionati. Ma il valore più grande di eventi simili resta probabilmente l’incontro umano. Perché dietro ogni scatola di cartone illustrata, dietro ogni mazzo di carte o regolamento di gioco, si nasconde sempre una storia condivisa.

Uno degli aspetti più affascinanti dell’edizione 2026 sarà proprio la varietà delle esperienze proposte. I giochi da tavolo continueranno a occupare un ruolo centrale, offrendo occasioni sia ai veterani sia a chi desidera avvicinarsi per la prima volta a questo mondo. In un’epoca dominata dagli schermi, il semplice gesto di sedersi attorno a un tavolo mantiene una forza sorprendente. Guardarsi negli occhi, discutere una strategia, bluffare, collaborare o competere genera una forma di socialità che nessuna piattaforma digitale riesce davvero a replicare.

Accanto ai board game troveranno spazio i giochi di ruolo, protagonisti di una rinascita che pochi avrebbero immaginato fino a qualche anno fa. Streaming, podcast e actual play hanno contribuito a rendere il GDR più accessibile che mai, attirando una nuova generazione di giocatori curiosi di costruire mondi e raccontare storie insieme. A Novi Games Con sarà possibile vivere avventure che spaziano dalle classiche ambientazioni fantasy alle distopie futuristiche, attraversando universi popolati da draghi, corporazioni tecnologiche, antichi misteri e viaggi interstellari.

Ogni tavolo di gioco di ruolo rappresenta un piccolo laboratorio narrativo. Non esistono due campagne identiche, proprio come non esistono due gruppi di giocatori uguali. È una forma di intrattenimento che continua a sorprendere per la sua capacità di mescolare immaginazione, improvvisazione e collaborazione, trasformando ogni sessione in qualcosa di irripetibile.

Grande attenzione sarà dedicata anche alle carte collezionabili, settore che continua a vivere una stagione straordinaria. Le community dedicate ai Trading Card Game sono oggi più attive che mai e rappresentano una delle realtà più dinamiche dell’intera cultura geek. Tra partite, dimostrazioni e momenti di confronto, gli appassionati avranno l’occasione di condividere esperienze e strategie con altri giocatori provenienti da diverse realtà.

Non mancheranno naturalmente i wargame e il modellismo, universi che da sempre affascinano per la loro combinazione di creatività e precisione tecnica. Osservare una battaglia in miniatura significa assistere a un incontro tra arte e strategia. Ogni elemento racconta ore di lavoro, studio e passione. Le miniature non sono semplici pezzi da gioco: diventano personaggi, eserciti, frammenti di mondi immaginari costruiti con dedizione quasi artigianale.

Particolarmente interessante appare anche la presenza di competizioni che promettono di attirare appassionati da tutta Italia. I tornei nazionali di Azul e Dominion rappresentano un richiamo importante per la comunità dei giochi da tavolo, mentre il torneo di Beyblade riporta immediatamente alla mente uno dei fenomeni più iconici dell’infanzia di molti appassionati cresciuti tra anime, manga e merchandising giapponese. Allo stesso modo la gara di Mini4WD richiama un immaginario che per tanti nerd italiani significa pomeriggi trascorsi a modificare assetti, motori e componenti nel tentativo di costruire il bolide perfetto.

Anche il mondo delle costruzioni avrà uno spazio significativo. Chi pensa che i mattoncini siano soltanto un passatempo per bambini probabilmente non ha mai visto all’opera gli appassionati adulti che dedicano mesi alla realizzazione di creazioni monumentali. Da anni la comunità degli AFOL, gli Adult Fans of LEGO, rappresenta una delle realtà più vivaci dell’universo geek internazionale, capace di fondere design, architettura, tecnica e immaginazione.

Dietro la crescita di Novi Games Con emerge anche una visione precisa espressa dalla direttrice artistica Alessandra De Stefani, che guarda a questa quarta edizione come a una tappa importante nel percorso di consolidamento della manifestazione. Particolarmente significativo appare il coinvolgimento dell’Amministrazione Comunale di Novi Ligure, che da quest’anno entra ufficialmente come co-organizzatrice dell’evento, confermando la volontà di trasformare il festival in un appuntamento sempre più rilevante per il territorio.

Ed è forse proprio questo uno degli aspetti più interessanti dell’intero progetto. Per anni il mondo nerd è stato associato esclusivamente alle grandi città e ai grandi eventi nazionali. Oggi invece assistiamo a una diffusione capillare della cultura geek che coinvolge centri di ogni dimensione. Novi Ligure diventa così l’esempio concreto di come il gioco possa trasformarsi in un motore culturale capace di attrarre visitatori, creare comunità e generare occasioni di incontro autentiche.

Fra il profumo delle scatole appena aperte, il rumore delle carte mescolate, le discussioni infinite sulle migliori build di personaggi fantasy e l’emozione di scoprire nuovi universi ludici, Novi Games Con 2026 promette di offrire molto più di una semplice manifestazione. Promette un’esperienza condivisa fatta di storie, immaginazione e passioni che attraversano generazioni diverse senza perdere la loro capacità di meravigliare.

Perché alla fine il gioco, in qualsiasi forma si presenti, continua a fare qualcosa che poche altre attività riescono ancora a fare davvero: mettere le persone attorno a un tavolo, davanti a una plancia, a un mazzo di carte o a una miniatura, e ricordare a tutti che l’immaginazione è ancora uno dei luoghi più belli in cui incontrarsi.

E voi, se sarete a Novi Ligure il 6 e 7 giugno, verso quale universo vi dirigerete per primo? Quello dei giochi da tavolo, dei giochi di ruolo, delle carte collezionabili, del modellismo o delle sfide competitive? La conversazione tra appassionati, come ogni grande partita, è appena cominciata.

Party Like a Deejay 2026 trasforma Milano in un gigantesco playground

Milano si prepara ancora una volta a diventare il punto di incontro di migliaia di appassionati di musica, intrattenimento e cultura pop grazie al ritorno di Party Like a Deejay, la grande festa organizzata da Radio Deejay che dal 5 al 7 giugno 2026 invaderà gli spazi iconici di Parco Sempione, dell’Arco della Pace e del Castello Sforzesco. Dopo aver richiamato circa 250 mila persone nell’edizione precedente, la manifestazione torna con un programma ancora più ricco, capace di unire concerti, incontri dal vivo, sport, spettacolo e una dimensione sempre più partecipativa che ricorda da vicino quei grandi festival internazionali dove la community è parte integrante dell’esperienza.

Per chi vive quotidianamente la cultura nerd, Party Like a Deejay rappresenta qualcosa di particolare. Non soltanto una serie di eventi musicali, ma una vera e propria celebrazione della passione condivisa. L’atmosfera che si respira tra i viali del parco ricorda quella delle grandi convention dedicate ai fumetti, ai videogiochi e alla cultura geek: persone provenienti da realtà diverse che si ritrovano per vivere insieme un’esperienza collettiva fatta di emozioni, incontri e momenti destinati a trasformarsi in ricordi.

L’edizione 2026 punta ancora una volta su una formula che ha già dimostrato di funzionare alla perfezione. Da una parte gli spettacoli musicali che porteranno sul palco alcuni dei nomi più popolari della scena italiana contemporanea, dall’altra una serie di appuntamenti che permetteranno al pubblico di incontrare dal vivo le voci e i volti che accompagnano quotidianamente milioni di ascoltatori.

L’Arco della Pace diventerà il grande epicentro musicale del weekend. Sabato 6 giugno saliranno sul palco artisti amatissimi dal pubblico italiano come Annalisa, Carl Brave, Ditonellapiaga, Frah Quintale, Fulminacci, Gaia, Giorgia, J-Ax, Levante, Noemi, Paola Iezzi, Pinguini Tattici Nucleari, Sayf, The Kolors e Tommaso Paradiso. Un mosaico sonoro che attraversa generazioni e stili differenti, capace di raccontare l’evoluzione del pop italiano degli ultimi anni.

La serata successiva cambierà completamente atmosfera. Domenica 7 giugno sarà infatti dedicata alla celebrazione della cultura rap e urban con un appuntamento che farà battere il cuore a chi è cresciuto tra cassette registrate dalla radio, programmi notturni e prime esplorazioni dell’hip hop italiano. Sul palco arriveranno Ele A, Emis Killa, Ernia, Fabri Fibra, Frankie hi-nrg mc, Madame, Nayt, Neffa, Sottotono e TY1 per una speciale edizione di “One Two One Two Celebration”, evento che riporta sotto i riflettori uno dei programmi radiofonici più iconici della storia musicale italiana.

Chi appartiene alla generazione cresciuta negli anni Novanta sa perfettamente cosa abbia rappresentato One Two One Two. Prima che Spotify, YouTube e TikTok cambiassero radicalmente il modo di scoprire nuova musica, programmi come questo costituivano una vera finestra su mondi lontani. Molti artisti oggi considerati leggende del rap italiano hanno trovato lì uno spazio fondamentale per esprimersi e costruire il proprio percorso.

Ad aprire ufficialmente il weekend sarà però un evento dal forte valore simbolico. Venerdì 5 giugno il Cortile delle Armi del Castello Sforzesco ospiterà “50 Linetti”, una serata speciale dedicata a Linus e ai suoi cinquant’anni di radio. Parlare di Linus significa inevitabilmente raccontare una parte della storia dell’intrattenimento italiano. Intere generazioni sono cresciute ascoltando la sua voce durante il tragitto verso scuola, all’università o nel traffico del mattino. Lo spettacolo promette un viaggio personale attraverso musica, ricordi, aneddoti e frammenti di vita che hanno accompagnato decenni di broadcasting nazionale.

Lo stesso Castello Sforzesco farà da sfondo anche agli Speakers’ Corner, appuntamenti ormai diventati una tradizione per chi desidera conoscere da vicino i protagonisti della radio italiana. Dalle conversazioni di Linus e Nicola Savino fino agli incontri con Trio Medusa, Alessandro Cattelan, Fabio Volo e il team di Pinocchio composto da La Pina, Diego Passoni e La Vale, il pubblico potrà vivere un contatto diretto con alcune delle personalità più riconoscibili dell’etere nazionale.

Eppure, per molti appassionati della cultura geek, una delle attrazioni più interessanti dell’intera manifestazione potrebbe trovarsi lontano dai grandi palchi.

Tra le aree che stanno attirando maggiore attenzione figura infatti il ritorno di “Giochi Senza Wi-Fi”, lo spazio realizzato da Asmodee Italia che torna a Party Like a Deejay per il quarto anno consecutivo. In un’epoca dominata da smartphone, social network e connessioni permanenti, il semplice concetto di ritrovarsi attorno a un tavolo per giocare assume quasi il valore di una piccola rivoluzione culturale.

Chi frequenta il mondo dei giochi da tavolo moderni sa bene quanto il settore sia cambiato negli ultimi quindici anni. Dimenticate l’idea che il board gaming significhi soltanto Monopoly o Risiko. Oggi i giochi da tavolo rappresentano una delle forme di intrattenimento più creative e dinamiche dell’intero panorama nerd, capace di competere con videogiochi, serie televisive e piattaforme digitali grazie a un elemento che nessuna tecnologia può replicare davvero: la presenza fisica delle persone.

L’area Asmodee sarà costruita proprio attorno a questa filosofia. Famiglie, gruppi di amici, curiosi e veterani potranno sedersi, provare nuovi giochi e lasciarsi coinvolgere da esperienze che nascono dall’interazione diretta.

A guidare gran parte delle attività sarà Francesco Lancia, volto di Radio Deejay e autore di ON AIR – Play Like a Deejay, che accompagnerà il pubblico attraverso sessioni di gioco ispirate ad alcuni dei titoli più celebri pubblicati da Asmodee.

Chi frequenta ludoteche e convention riconoscerà immediatamente nomi come Skull, Exploding Kittens, Telesketch, Gossip Goose, Kazoo That Tune e Lupi Mannari di Roccascura. Giochi che negli anni hanno conquistato migliaia di appassionati grazie alla loro capacità di generare situazioni imprevedibili, risate spontanee e momenti di socialità autentica.

Particolarmente affascinante sarà la presenza delle versioni giganti di alcuni titoli. Una scelta che trasforma il gioco da semplice attività da tavolo a vero spettacolo dal vivo. Vedere decine di persone sfidarsi in una gigantesca partita di Dobble o Jungle Speed produce infatti un effetto sorprendente, quasi simile a quello di un game show televisivo improvvisato.

Attorno all’area centrale saranno presenti numerosi tavoli dimostrativi gestiti dagli esperti Asmodee, pronti a guidare anche i neofiti alla scoperta di alcuni dei giochi più apprezzati del mercato contemporaneo. Dixit, con il suo immaginario poetico e surreale, rappresenta ancora oggi uno dei migliori esempi di come il gioco possa diventare uno strumento creativo capace di stimolare immaginazione e narrazione collettiva.

Dietro questa iniziativa emerge una tendenza sempre più evidente. Dopo anni dominati esclusivamente dall’intrattenimento digitale, il pubblico sembra riscoprire il piacere delle esperienze condivise dal vivo. Festival, convention, eventi tematici e giochi da tavolo stanno vivendo una nuova stagione di popolarità proprio perché offrono qualcosa che uno schermo non può restituire completamente: la possibilità di guardarsi negli occhi, ridere insieme e creare ricordi comuni.

Asmodee, oggi considerata una delle realtà più importanti al mondo nel settore dei board game, ha costruito il proprio successo proprio attorno a questo concetto. Con titoli come CATAN, Ticket to Ride, Dobble, 7 Wonders ed Exploding Kittens, l’azienda ha contribuito in modo decisivo alla diffusione della moderna cultura del gioco da tavolo, trasformandola da nicchia per appassionati a fenomeno globale capace di coinvolgere milioni di persone.

Party Like a Deejay 2026 sembra quindi destinato a confermarsi molto più di un semplice festival musicale. Tra concerti, storytelling radiofonico, incontri con gli speaker, attività sportive e giochi analogici, Milano si prepara ad accogliere una manifestazione che riesce a intercettare passioni differenti senza mai perdere la propria identità.

Forse è proprio questo il segreto del successo dell’evento. In un panorama sempre più frammentato, dove ogni community tende a vivere all’interno della propria bolla digitale, Party Like a Deejay riesce ancora a creare uno spazio comune in cui musica, intrattenimento, cultura pop e gioco si incontrano naturalmente.

E osservando la crescita costante dell’area “Giochi Senza Wi-Fi”, viene spontaneo chiedersi se il vero protagonista del futuro non sarà proprio quel desiderio di connessione umana che nessun algoritmo, per quanto sofisticato, riuscirà mai a sostituire del tutto.

Play 2026 fa il bis a BolognaFiere: si è chiusa un’edizione da record e in costante crescita

Play – Festival del Gioco continua a crescere e ormai è impossibile liquidarlo come “la fiera dei giochi da tavolo”. BolognaFiere, per tre giorni, si è trasformata in qualcosa di molto più interessante: un gigantesco ecosistema nerd dove generazioni diverse si sono ritrovate a condividere dadi, miniature, investigazioni, campagne fantasy, deck strategici e discussioni infinite su regolamenti, lore e meccaniche come accadeva anni fa nei negozi specializzati o nelle ludoteche di quartiere, solo moltiplicato per migliaia di persone. E forse è proprio questa la vera magia di Play 2026: aver dimostrato che il gioco analogico non rappresenta una nostalgia di nicchia ma una risposta concreta a un’epoca sempre più dominata da feed automatici, scrolling compulsivo e relazioni filtrate dagli schermi.

La diciassettesima edizione del festival si è chiusa con oltre 35mila visitatori unici e con un incremento ulteriore rispetto al già impressionante risultato del 2025. Numeri che fanno capire chiaramente quanto il settore del board game, dei giochi di ruolo e del tabletop stia vivendo una fase quasi irripetibile in Italia. Basta guardare cosa succede ogni anno online: Kickstarter impazziti per nuovi dungeon crawler, campagne D&D seguite come serie TV, community dedicate ai giochi investigativi che analizzano casi immaginari come fossero detective reali, senza dimenticare il ritorno potentissimo dei trading card game tra adolescenti e adulti cresciuti a pane e Pokémon o Magic. Play intercetta tutto questo e lo porta in uno spazio fisico gigantesco, pieno di tavoli occupati dal mattino alla sera, code davanti agli stand degli editori e gruppi di sconosciuti che dopo cinque minuti stanno già litigando amichevolmente per una mossa sbagliata o un tradimento perfetto in qualche party game sociale.

BolognaFiere, ormai, sembra davvero diventata la casa definitiva della manifestazione. I quattro padiglioni e i 43mila metri quadrati coperti hanno permesso alla fiera di respirare meglio rispetto al passato, soprattutto considerando la quantità impressionante di attività presenti. Oltre tremila tavoli gratuiti hanno ospitato sessioni continue praticamente senza pause, creando quella sensazione stranissima che solo Play riesce a dare: cammini per pochi metri e passi da una battaglia fantasy con miniature dipinte a mano a un laboratorio scientifico per ragazzi, poi ti ritrovi accanto a un gruppo che interpreta investigatori lovecraftiani mentre più avanti qualcuno urla per una carta pescata al momento giusto. Una specie di multiverso nerd analogico dove tutto convive senza stonare.

Quello che però ha dato un’identità precisa a questa edizione è stata la scelta culturale dietro l’hashtag #LaPLAY. Il festival ha deciso di celebrare gli ottant’anni del diritto di voto alle donne in Italia trasformando l’intera manifestazione in un grande spazio di riflessione sul ruolo femminile nell’industria del gioco. E qui bisogna essere sinceri: il mondo nerd, per anni, ha avuto enormi problemi di inclusività. Chiunque abbia frequentato fumetterie, tornei o community online nei primi anni Duemila sa bene quanto certi ambienti fossero chiusi, tossici o semplicemente incapaci di accettare un pubblico diverso dal solito stereotipo del gamer maschio ultra-specializzato. Oggi la situazione sta cambiando e Play 2026 ha voluto renderlo evidente mettendo al centro autrici, game designer e innovatrici che stanno ridefinendo il linguaggio del gioco contemporaneo.

Non si tratta solo di rappresentazione simbolica. Il game design moderno sta vivendo una trasformazione enorme proprio grazie all’arrivo di sensibilità differenti, nuove forme narrative e approcci meno rigidi rispetto al passato. Alcuni dei giochi più interessanti degli ultimi anni hanno abbandonato l’idea della competizione esasperata per esplorare empatia, cooperazione, relazioni sociali, memoria, identità. Temi che fino a qualche tempo fa sembravano lontanissimi dal mondo tabletop e che invece oggi stanno conquistando premi internazionali e community sempre più grandi. Passeggiando tra gli stand di Play si percepiva chiaramente questa evoluzione: meno gatekeeping, più curiosità, più persone disposte a sedersi insieme anche senza conoscersi.

E poi c’è il dato che forse racconta meglio di tutti dove sta andando la manifestazione: la presenza delle scuole. Oltre 1.700 studenti e più di 200 insegnanti arrivati da tutta Italia non sono un dettaglio folkloristico, sono il segnale di un cambiamento culturale enorme. Per anni il gioco è stato trattato come perdita di tempo, qualcosa da “superare” crescendo. Oggi invece docenti, educatori e università stanno riscoprendo il valore educativo del gioco analogico come strumento di socializzazione, problem solving, narrazione condivisa e apprendimento. Vedere classi intere partire da città come Benevento, Campobasso o Fermo per vivere Play come una vera esperienza formativa racconta molto più di qualsiasi slogan pubblicitario.

Andrea Ligabue, direttore artistico della manifestazione, ha parlato apertamente di socialità autentica. Un’espressione che potrebbe sembrare retorica se non fosse che basta entrare in una sala di gioco per capire immediatamente cosa significhi. In un’epoca dominata dalle notifiche e dalle interazioni rapidissime, il gioco da tavolo costringe ancora le persone a guardarsi negli occhi, a parlare, a negoziare, a bluffare, a collaborare. Sembra quasi una tecnologia ribelle contro l’isolamento digitale contemporaneo. E forse il boom di Play nasce anche da questo bisogno collettivo di ritrovare esperienze condivise più lente, più umane, più fisiche.

Curioso pensare che proprio mentre l’intelligenza artificiale invade ogni settore creativo, una delle aree culturali più vive del momento sia quella dei giochi analogici fatti di cartone, dadi, mappe e manuali stampati. Non è una contraddizione, anzi. Probabilmente è una reazione naturale. Più il mondo diventa virtuale, più cresce il desiderio di toccare qualcosa di reale. Sedersi attorno a un tavolo per quattro ore a costruire una storia fantasy o a gestire un impero galattico diventa quasi un atto di resistenza culturale.

Play 2026 ha dimostrato che la cultura nerd italiana non è più relegata ai margini come accadeva vent’anni fa. Oggi muove turismo, formazione, editoria, eventi internazionali e soprattutto community enormi. Bologna, durante il festival, sembrava attraversata da una gigantesca energia collettiva fatta di cosplay improvvisati, shopper piene di manuali, discussioni infinite sulle nuove uscite e tavoli occupati fino all’ultimo minuto disponibile. Un’atmosfera che ricorda certe convention americane viste nei documentari o negli anime slice of life dedicati ai club scolastici e alle passioni condivise, solo con quella spontaneità tipicamente italiana che rende tutto più caotico e forse anche più genuino.

E la sensazione, parlando con editori e associazioni, è che questo sia soltanto l’inizio. Il pubblico continua ad aumentare, le nuove generazioni stanno entrando nel mondo tabletop senza pregiudizi e persino chi arriva dal gaming digitale comincia a riscoprire il fascino del gioco analogico come esperienza sociale totale. Difficile prevedere dove arriverà Play tra qualche anno, ma una cosa appare evidente: il tavolo da gioco è tornato a essere uno dei luoghi più interessanti della cultura pop contemporanea. E a questo punto viene quasi spontaneo chiedersi quale sarà il prossimo passo di questa gigantesca rinascita nerd tutta italiana.