Parma ha vissuto due giornate in cui la cultura pop non si è limitata a riempire gli spazi delle Fiere: li ha trasformati in un ecosistema pulsante dove fumetti, gaming, cosplay, musica e linguaggi digitali si sono intrecciati fino a creare una nuova identità collettiva. Il 6 e 7 dicembre 2025 il Padiglione 8 – il Palaverdi – si è risvegliato come un luogo capace di riscrivere le regole degli eventi italiani dedicati al fandom, inaugurando la prima edizione di Parma Comics & Games con un entusiasmo che ha superato ogni previsione. Una di quelle partenze che non somigliano mai a un “tentativo”, ma a un segnale chiaro: sta nascendo qualcosa di destinato a durare.
L’atmosfera ha ricordato quella dei grandi esordi, quando una città scopre di avere un potenziale inespresso e decide di trasformarlo in un baricentro culturale. Illustratori, doppiatori, musicisti, creativi digitali, comici e cosplayer hanno dato vita a un ecosistema condiviso in cui ogni linguaggio ha trovato spazio, dialogo e risonanza. Parma si è lasciata attraversare da community giovani e meno giovani, tutte animate dalla stessa urgenza: celebrare insieme ciò che amiamo.
La sensazione, camminando tra gli stand, era quella di assistere a un rito collettivo che univa ricordi e futuro. Le file ai firmacopie hanno ricreato quell’emozione tutta geek di stringere tra le mani una tavola originale o il volume autografato dell’autore che ti ha accompagnato in anni di letture. Le realtà editoriali, le autoproduzioni e le scuole di disegno hanno costruito un piccolo osservatorio del presente fumettistico italiano, offrendo un caleidoscopio di voci, stili e visioni. Quel tipo di ricchezza che soltanto una fiera ben radicata nella propria community riesce a generare.
Anche l’Area Gaming ha fatto parlare di sé, accogliendo un pubblico intergenerazionale che ha spaziato dai nostalgici dei cabinati arcade alle nuove leve degli eSport. La commistione tra retro-gaming, tornei competitivi, spazi VR e nuovi progetti indipendenti ha ricreato una sorta di “sala giochi 4.0” dove coesistevano epoche differenti della cultura videoludica. Per molti è stato un viaggio temporale, per altri l’occasione di scoprire quanto il videogioco sia oggi un linguaggio poliedrico, capace di unire memoria e sperimentazione.
La mostra-mercato, d’altra parte, sembrava progettata per risvegliare il collezionista che dorme in ognuno di noi. Action figure rare, memorabilia, giochi di carte, gashapon impossibili da trovare altrove: ogni corridoio prometteva una caccia al tesoro diversa. Non stupisce che molti espositori abbiano parlato di un pubblico attento, curioso e perfettamente consapevole di ciò che cercava. È il segno di una community matura, esigente, innamorata del proprio immaginario.
Il cosplay, come prevedibile, ha dominato la scena con una presenza colorata e scenografica che ha trasformato il Palaverdi in un continuo cambio di universo narrativo. Tra personaggi fantasy, supereroi, idol, maghi, demoni, androidi e protagonisti di JRPG, la sensazione era quella di muoversi in un gigantesco crossover vivente. Non sono mancate performance, meet & greet e momenti spontanei che hanno illuminato la giornata come solo il cosplay sa fare: un atto d’amore che ricorda quanto la creatività dei fan riesca a superare qualsiasi palinsesto.
A dare ulteriore contemporaneità all’evento è stata la presenza del K-pop, la cui onda culturale non accenna a rallentare. Raduni, cover dance, flash mob e incontri a tema hanno confermato come il fenomeno sudcoreano sia ormai una componente stabile dell’immaginario pop globale. Parma ha colto il segnale e lo ha accolto con naturalezza, quasi a ribadire che un festival moderno non può più ignorare la cross-culturalità che definisce le nuove generazioni.
Sul Main Stage si è alternata una serie di ospiti capaci di attraversare decenni di cultura pop. Il più atteso in assoluto è stato CODA, alla sua prima apparizione italiana. La sola presenza del cantante giapponese ha richiamato fan da tutta la penisola, trasformando il suo intervento in un momento destinato a rimanere nella memoria dell’intera community. Seoul Mafia, icona dei social e voce capace di creare ponti culturali tra Italia e Corea del Sud, ha dimostrato ancora una volta una straordinaria capacità di coinvolgimento, confermando un magnetismo che dialoga perfettamente con il pubblico giovane.
Accanto a loro, il calore del fandom si è riversato anche su volti amatissimi della comicità italiana come Andrea Roncato e Marcello Cesena, accolti con l’affetto che si riserva ai classici che non perdono mai smalto. È stato un modo per ricordare che la cultura pop non è un recinto, ma una trama di generazioni che continuano a parlarsi.

Il manifesto ufficiale realizzato da Leo Ortolani, con i colori di Larry Ortolani, ha rappresentato forse la dichiarazione d’intenti più forte del festival. Avere una delle firme più amate del fumetto italiano come volto dell’edizione inaugurale significa costruire un’identità riconoscibile sin dal primo istante. Ed è un gesto che ha trovato conferma nella partecipazione di autori, illustratori e professionisti del settore che hanno reso viva l’Artist Alley, sold out già all’apertura.
L’impressione generale è stata quella di assistere alla nascita di un evento capace di colmare un vuoto culturale. Parma aveva bisogno di un crocevia pop, di un luogo in cui le community potessero incontrarsi senza filtri e riconoscersi nelle proprie passioni. Il pubblico lo ha percepito immediatamente, trasformando questa prima edizione in un successo che supera i numeri e diventa un vero e proprio segnale: il territorio vuole questo festival, e vuole vederlo crescere.
Il futuro di Parma Comics & Games sembra già proiettato verso un’espansione naturale. Gli organizzatori hanno parlato di un risultato superiore a ogni aspettativa e di un desiderio di ampliare ancora di più l’offerta nelle prossime edizioni. La sensazione, tra chi ha partecipato, è che questo sia solo il primo capitolo di una saga destinata a dare forma a un nuovo punto di riferimento nella scena fieristica italiana.
E per chi vuole rimanere aggiornato sulle date e sulle prossime novità, la piattaforma ufficiale fieristica resta il luogo da tenere d’occhio. Ma soprattutto resta una promessa: Parma Comics & Games tornerà. E farà ancora più rumore.





