Chi è il Leader supremo Snoke? la verità oscura dietro il burattino di Palpatine

Quando nel dicembre 2015 “Il risveglio della Forza illuminò gli schermi del mondo, l’intera comunità di fan si trovò davanti a una figura misteriosa: alta, deformata, con una voce roca e un’aura di potere capace di far tremare generali e cavalieri. Lo chiamavano Leader Supremo Snoke, e il suo sguardo penetrante, amplificato dalla magnificenza della CGI, prometteva una storia carica di segreti. Era lui il nuovo volto del Lato Oscuro, il capo del Primo Ordine, l’erede spirituale di quell’Impero Galattico che credevamo definitivamente sconfitto su Endor.

Dietro le quinte, Snoke era il frutto della collaborazione creativa di J. J. Abrams, Lawrence Kasdan e Michael Arndt. Sul set, prendeva vita grazie alla straordinaria performance in motion capture di Andy Serkis, che prestava movenze e voce a questa creatura enigmatica. Ma per noi fan, l’essenziale non stava nella tecnologia o nella regia: la domanda che ribolliva era una sola.

Chi era davvero Snoke?

Il mistero che ha infiammato la galassia

Le teorie fiorirono con la velocità di un iperguasto: per alcuni era Darth Plagueis, l’oscuro maestro di Palpatine citato ne La Vendetta dei Sith; per altri un antico Signore dei Sith riemerso dalle pieghe della Storia; per i più arditi, persino una versione corrotta e alternativa di Luke Skywalker.
Ogni nuovo episodio della trilogia sequel aggiungeva indizi ma nessuna conferma, alimentando discussioni infinite in forum, chat e convention.

La verità, tuttavia, non si è manifestata prima del 2019 sul grande schermo, e anche allora, ne L’Ascesa di Skywalker, arrivò sotto forma di indizi visivi più che di spiegazioni dirette. La conferma definitiva si è avuta solo grazie ai testi ufficiali Lucasfilm, in particolare Star Wars: Skywalker – Una Famiglia al Crepuscolo di Kristin Baver e Star Wars: Secrets of the Sith di Marc Sumerak.

E la rivelazione, per quanto scioccante, ha dato un nuovo senso a tutto: Snoke non era un individuo autonomo. Era un costrutto, un clone imperfetto, una marionetta creata da Palpatine su Exegol.


Dalle ceneri di Endor al buio di Exegol

Dopo la disfatta dell’Impero ne Il Ritorno dello Jedi, Palpatine — mai davvero sconfitto nello spirito — aveva previsto la propria resurrezione. Nei laboratori segreti di Exegol, un pianeta inospitale nascosto nelle Regioni Ignote, gli accoliti Sith iniziarono esperimenti di clonazione, sfruttando tecnologie ispirate a quelle dei Kaminoani. L’obiettivo era creare corpi capaci di ospitare l’essenza oscura di Darth Sidious.

La sfida non era solo genetica: occorreva un essere con un’alta concentrazione di midichlorian, abbastanza potente da reggere la trasmigrazione di uno spirito tanto devastante. Ed è qui che entra in scena Snoke.


Il clone imperfetto e la missione segreta

Secondo le parole dello stesso Palpatine in Secrets of the Sith:

“Anche dopo anni di esperimenti, le tecniche di clonazione dei miei accoliti erano inadeguate. Non riuscivano a creare un recipiente capace di contenere il mio potere sconfinato. Snoke era il più vicino al successo, ma il suo corpo non era degno di ospitare la mia essenza oscura.”

In altre parole, Snoke era il prototipo più riuscito di una lunga serie di cloni falliti, ma restava inadatto a diventare il nuovo corpo dell’Imperatore. Il suo scopo era diverso: agire come volto e voce del Primo Ordine, manipolare l’opinione pubblica e — soprattutto — corrompere Ben Solo, trasformandolo nel temuto Kylo Ren.

La sua autorità, per quanto reale agli occhi della galassia, era una finzione: ogni decisione, ogni strategia, era un’estensione della volontà di Sidious.


Ascesa e caduta di un burattino

In Il Risveglio della Forza, Snoke appare come antagonista terziario, mentre ne Gli Ultimi Jedi diventa il principale ostacolo di Rey e Kylo. La sua morte improvvisa per mano dello stesso apprendista, a metà della trilogia, colse molti di sorpresa e lasciò un vuoto narrativo: chi era, da dove veniva, cosa rappresentava davvero?

Ne L’Ascesa di Skywalker, la scena dei cilindri di clonazione ricolmi di corpi identici a Snoke — immersi in un fluido inquietante — fornì la risposta visiva: era sostituibile, replicabile, sacrificabile. Palpatine aveva più di una copia pronta all’uso, e Snoke non era altro che un tassello temporaneo di un puzzle più grande.


Un potere reale, ma preso in prestito

Nonostante fosse una creazione artificiale, Snoke possedeva un vero legame con la Forza. Era in grado di proiettare visioni, manipolare menti e condurre a distanza intere conversazioni telepatiche. Questo lo rese credibile come leader, tanto da convincere persino Luke Skywalker a tentare — invano — di comprendere le sue intenzioni tramite la Forza. Tuttavia, la sua fedeltà era incrollabile solo verso colui che lo aveva creato. Persino la formazione di Kylo Ren e la guerra contro la Nuova Repubblica non erano fini a sé stessi, ma passi calcolati per preparare il ritorno di Palpatine.

Oggi, conoscendo la verità, possiamo rileggere il suo ruolo con occhi diversi. Snoke non era un Signore dei Sith dimenticato, né un’entità millenaria: era il prodotto di un piano di resurrezione progettato con pazienza millimetrica. La sua esistenza era destinata a terminare non appena Palpatine avesse trovato un corpo adatto.Il suo destino, in fondo, era scritto sin dall’inizio: nascere per servire, vivere per ingannare, morire quando non più utile. Eppure, proprio per questo, Snoke resta una figura affascinante nel panorama di Star Wars: un antagonista che, pur privo di un passato autonomo, ha saputo imprimere un’impronta indelebile nella memoria dei fan.


E ora tocca a voi, giovani padawan e veterani della Ribellione.
Questa rivelazione su Snoke vi soddisfa o avreste voluto un destino più complesso per lui? Apriamo il dibattito nella nostra cantina virtuale… e sì, il primo giro di blue milk lo offriamo noi.

Star Wars Episodio VII: Il Risveglio della Forza… in 8 punti

 – Maz Kanata : “ Quella spada laser era di Luke e di suo padre prima di lui. E adesso sta chiamando te! “
– Rey : ” Io devo ritornare su Jakku. “
– Maz Kanata : “ Han me l’ha detto. Bambina cara, vedo nei tuoi occhi che già conosci la verità. Chiunque tu stia aspettando su Jakku, non ritornerà mai. Ma c’è chi ancora può fare ritorno. “
– Rey : “ Luke. “
– Maz Kanata : “ L’appartenenza che cerchi non è dietro di te, è davanti a te! Non sono un Jedi, ma conosco la Forza : attraversa e circonda tutte le cose viventi.
Chiudi gli occhi.
Percepiscila.
La luce è sempre stata lì, ti guiderà.“


1) Settimo film della Saga di Guerre Stellari, il primo dopo l’acquisizione da parte di Disney di Lucasfilm del 2012. Diciamolo subito, aldilà delle idee e dei gusti personali, a mio avviso non è un brutto film. Personalmente avrei voluto vedere tutta un altra storia post Trilogia Originale, ma tolto questo mio punto di vista, non posso dire che sia un brutto film, anzi, ha diverse cose che mi piacciono. Partiamo prima dalle cose che al tempo mi fecero storcere il naso : ovviamente al tempo l’hype per l’uscita di una nuova trilogia che narrava gli accadimenti dei nostri eroi preferiti Luke, Leia e Han, era altissima e dire che il titolo ( non a caso ) “ Il Risveglio della Forza “ fu azzeccatissimo, poiché l’uscita di questo nuovo capitolo fu un risveglio vero e proprio del fandom, è un eufemismo. Inoltre la scelta del regista J.J. Abrams, molto affezionato al brand di Star Wars, ammiratore del lavoro di George Lucas e discepolo diretto di Steven Spielberg faceva sperare più che bene. Ed è proprio qui che secondo me emerge un difetto del film, Abrams, regista che adoro e che ha fatto bei film, toccando anche altri brand importanti come Star Trek e Mission Impossibile, in questo film a mio avviso ha fatto “ il compitino da casa “, ha tenuto un basso profilo e seppur fedele per molti aspetti alla Trilogia Originale, ha aggiunto veramente ben poco. È stato talmente fedele alla Trilogia Originale, che ha seguito paro paro la struttura di Episodio IV … anche troppo direi. Un po’ come uno degli alunni più talentosi della classe che per la Maturità fa un compito da sei, proprio per la paura di non sbagliare. Ricordo come se fosse ieri, che quando vidi il film al cinema la prima volta, arrivato sul finale alla scena di Rey che porge la spada a Luke, buttai un occhio sull’orologio nella speranza che il film durasse di più, perché quello che avevo visto fino a quel momento era stato come una sorta di “ ripasso in chiave moderna “ di ciò che dal punto di vista dei concetti avevo già visto in passato, e per me la storia iniziava con quel gesto e invece … titoli di coda. Questa è la mia personale critica principale al film i restanti errori sono poco più che piccole sbavature di inchiostro. Venendo invece alle cose che mi sono piaciute: senza dubbio le ambientazioni, le scenografie, il rispetto per il materiale originale che si vede nelle inquadrature, nell’utilizzo dei pupazzi, del make up prostetico, l’introduzione del personaggio di Rey che avviene lenta, fatta di immagini, senza dialoghi, un intro che si prende i suoi tempi. E poi Rey e Kylo Ren. Adoro i personaggi, l’estetica che hanno scelto per loro e gli interpreti Daisy Riley e Adam Driver. Avere scelto un eroina al femminile e un come villain un ragazzo insicuro con una maschera, emulo del mito del suo predecessore, ma in cerca del suo vero io, sono scelte che ho adorato. Tutto questo nel contesto del nuovo look medievale di Kylo e Luke, dei Cavalieri di Ren, del misterioso Snoke, e delle origini di Rey. Tanta carne al fuoco, tanta roba degna di approfondimenti … Ma questa, è un altra storia.


2) Per la rubrica “ Non tutti sanno che “ :
– I Nuovi X- Wind sono i vecchi X-Wing : Per la Trilogia Sequel, il design degli X-Wing è cambiato rispetto a quelli della Trilogia Originale, ma in realtà è stato un omaggio al passato, riportando dei modelli fedeli ai disegni originali di Ralph McQuarrie del 1975. Come spesso accade i disegni servono da riferimento, gli X-Wing di Episodio IV del 1977 furono leggermente modificati, mentre per quelli di questa Trilogia si è cercato di renderli il più possibile simili alle tavole d questo grande artista.
– 007 in missione segreta, in incognito nei panni di uno Stormtrooper : nella scena dove Rey prigioniera di Kylo Ren utilizza la Forza per farsi liberare dallo Stormtrooper che la sorveglia, lo Storm in questione è niente popò di meno che Daniel Craig, che trovandosi insegnato per altre riprese in un set vicino a quello del film, ci ha regalato questo cameo, seppur mascherato.
– La mano di Luke vaga nello spazio : in una delle sceneggiature, la scena di apertura del film doveva mostrare la mano di Luke Skywalker tagliata da Vader che fluttuava ancorata alla spada, scena poi tagliata nella sceneggiatura definitiva.
– Phasma non è un personaggio, ma un disegno figo : Il personaggio di Panama deriva da un bozzetto per l’aspetto di Kylo Ren che era stato scartato, ma la produttrice Kathleen Kennedy lo trovò però talmente convincente da persuadere Abrams a riciclare il design per un nuovo personaggio: Phasma.
La speranza era quella di ottenere un “personaggio tosto alla Boba Fett”, anche senza un vero background, ma evidentemente qualcuno ha sbagliato i calcoli.


3) Per tutti coloro che ( nonostante lo abbiano infamato per la Trilogia Prequel ) sostengono che se Disney avesse utilizzato le idee originali di Lucas per la Trilogia Sequel, a quest’ora avremmo tutti urlato al capolavoro, beh, è il caso di precisare che si sarebbe basata sul concetto dei Whills, creature che controllano l’universo e si “nutrono della Forza”. Ovviamente nel pacchetto era previsto un approfondimento del mondo microbiotico e dei tanto amati Midi-chlorian. Bello vero ?! Scherzi a parte, non potremmo mai sapere come dpsarbbe andata una Trilogia diretta da Lucas, ma considerate le premesse sono abbastanza certo che le critiche sarebbero piovute anche lì e non poche …

4) – Han e Leia, sempre fantastici. Rimangono bellissimi a distanza di anni❤️


5) I Droidi rimangono un punto di forza della saga :
BB-8 amore a prima vista.
C3-PO ad R-2 : “ Oh mio caro amico, quanto mi sei mancato “ ❤️


6) Anche il prologo all’inizio lo trovo al 100% Star Wars :

Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…
Luke Skywalker è sparito. In sua assenza, il sinistro Primo Ordine è sorto dalle ceneri dell’Impero e non avrà pace finché Skywalker, l’ultimo Jedi, non verrà eliminato. Con il sostegno della Repubblica il generale Leia Organa guida una coraggiosa Resistenza. Ha un bisogno disperato di trovare suo fratello Luke e ottenere il suo aiuto nel ristabilire pace e giustizia nella galassia. Leia ha inviato il suo più audace pilota in missione segreta su Jakku, dove un vecchio alleato ha scoperto un indizio sul luogo in cui si trova Luke…

7) PRO E CONTRO DI QUESTO EPISODIO:
PRO EPISODIO :
– Rey è un paladino
– Personaggio di Rey
– Personaggio Kylo Ren
– Personaggio di BB-8
– Il look di Rey
– Il look di Kylo Ren
– Il look medievale di Kylo Ren e dei Cavalieri di Ren
– Il look mediavale da Cavaliere Templare di Luke Skywalker
– Lo spender di Rey che sembra quello di Luke di Ep IV sviluppato in verticale anziché in orizzontale.
– Il design dei nuovi X-Wing
– Il design dei nuovi Tie Fighter
– Il design dei nuovi Stormtrooper
– Il design dei nuovi Tie Pilot
– Il porco alla vasca con Finn
– L’utilizzo dei pupazzi e degli animatronic
– Le scenografie e le ambientazioni
– La “ casa di Rey “
– La Bettola di Maz
– La prospettiva nella scena di apertura
– La scena iniziale del Millenium Falcon inseguito dai Tie ( manovra di Rey in caduta libera bellissima … la hanno riutilizzata in The Mandalorian )
– La scena di apertura di Rey
– Il pane di Rey
– La regia di J.J. Abrams ( scena di apertura di Poe Demeron con inquadrature alla Indiana Jones )
– Tema musicale Rey di John Williams
– Tema musicale Kylo Ren di John Williams
– Ironia in linea con i capitoli precedenti
– Film di avventura godibilissimo
– È Star Wars
CONTRO EPISODIO
– Dialoghi spesso imbarazzanti ( ma questo apparteneva anche a Lucas )
– La mancanza di un certo coraggio nel raccontare una storia che si distaccasse maggiormente dal passato.
– Per quale cacchio di ragione deve nascere una Resistenza se il Primo Ordine non comanda ancora e al comando “ ci sarebbe “ La Nuova Repubblica.
– Finn innamoratissimo e legatissimo a Rey dopo un minuto che la conosce
– Hux spesso è un personaggio interessante, ma spesso ha un atteggiamento troppo forzato e esasperato
– Il “ saluto romano “ speculare dell’esercito del Primo ordine e relativo discorso dall’impostazione volutamente hiltleriana di Hux.
L’Impero in Star Wars si è sore ispirato nel look a quei regimi, ma era una cosa velata, che manteneva una sua identità distante da altri riferimenti storici, qui invece la cosa è “ gridata “ è decisamente poco elegante …un po’ come se Gal Gadot sul Red Capet urlasse “ Sono fighissimaaa !! “ … direi che non ce ne sarebbe nessun bisogno.
Il saluto poi … superato in bruttezza solo da quello al grido di “Hail Hydra !!” In Capitan America con le due braccia al cielo in stile Power Rangers .

8 ) Questo per me rimane il miglior capitolo della Trilogia Sequel.
PS Eleonora nel rivedere Episodio VII : “ Ma io questo me lo ricordo !!! È quello vecchio !!! “ Meravigliosa la mente di bambino è ! ❤️

Star Wars: Aftermath – La trilogia che ha cucito il vuoto tra Endor e il Risveglio della Forza

In una galassia lontana lontana, il tempo non scorre solo tra un film e l’altro. Ci sono battaglie, intrighi e piccoli grandi eroi che vivono le pieghe di un universo che il grande schermo non ha il tempo di raccontarci. È qui che entra in gioco la trilogia Star Wars: Aftermath di Chuck Wendig, una saga letteraria che ha il compito di colmare un vuoto narrativo enorme: quello tra Il Ritorno dello Jedi e Il Risveglio della Forza.

Un’impresa titanica, se ci pensate: prendere in mano l’eredità della Vecchia Trilogia, cancellare i tracciati ormai “Legends” del vecchio Universo Espanso e costruire un nuovo canone capace di far convivere nostalgia e freschezza. Pubblicata all’interno dell’iniziativa Journey to Star Wars: The Force Awakens, la trilogia non si limita a “preparare il terreno” per l’Episodio VII: lo semina con cura, pianta indizi, e ci fa vivere eventi e personaggi che troveranno eco fino agli ultimi film della saga Skywalker.


Un canone nuovo, volti familiari e nuovi eroi

La scelta di Wendig è chiara sin dalle prime pagine di Aftermath (2015): non si resta ancorati soltanto ai volti leggendari della Ribellione. Certo, troviamo un pilastro come Wedge Antilles, veterano X-wing, e una figura imperiale di peso come Rae Sloane (già introdotta in A New Dawn), ma il cuore pulsante della storia batte altrove.

Tra i protagonisti troviamo Norra Wexley, ex pilota dell’Alleanza Ribelle, e suo figlio adolescente Temmin “Snap” Wexley – destinato a diventare pilota negli eventi de Il Risveglio della Forza. Con loro, una squadra improbabile: il droide B1 ricostruito Mister Bones (un incrocio tra un’arma letale e un comico involontario), la cacciatrice di taglie zabrak Jas Emari e l’ex ufficiale imperiale Sinjir Rath Velus, uno dei primi personaggi apertamente gay del canone.

Wendig infila anche cameo e chicche per i fan più attenti: da Cobb Vanth, il misterioso portatore dell’armatura di Boba Fett che rivedremo in The Mandalorian, fino a interludi che riportano in scena Lando Calrissian, Chewbacca, e persino un Jar Jar Binks relegato a fare il clown per bambini rifugiati, in un malinconico riflesso della percezione del personaggio nel nostro mondo.


Tre atti, un’unica guerra

Ogni romanzo della trilogia ha un’identità precisa.

  • Aftermath (2015) è il capitolo delle presentazioni. Il ritmo è frammentato, la narrazione al presente può spiazzare, e il focus è sulla costruzione della squadra. Nel frattempo, Wedge viene catturato da Sloane, mentre Norra e compagni si ritrovano a fronteggiare una cellula imperiale sul pianeta Akiva.

  • Life Debt (2016) è il volume in cui la storia decolla davvero. La squadra diventa una task force al servizio della Nuova Repubblica, incaricata di catturare criminali di guerra imperiali. Ma quando Han Solo scompare durante una missione per liberare Kashyyyk, la trama prende una piega epica. Il libro ci regala un Han e un Chewbacca di nuovo insieme, una Kashyyyk liberata… e un colpo di scena: i prigionieri liberati sono stati condizionati per assassinare leader della Repubblica. Dietro tutto, l’ombra di Gallius Rax, l’uomo che porta avanti la “Contingency” di Palpatine.

  • Empire’s End (2017) è la resa dei conti. La battaglia di Jakku diventa il canto del cigno dell’Impero. Sloane e Norra convergono per fermare Rax, che progetta di distruggere il pianeta per cancellare entrambe le fazioni e rinascere altrove come Primo Ordine. La vittoria della Nuova Repubblica coincide con la nascita di Ben Solo e la semina di concetti, personaggi e conflitti che sbocceranno negli Episodi VII-IX.


Un laboratorio narrativo per il futuro di Star Wars

La trilogia Aftermath non è solo un ponte narrativo: è un laboratorio per il nuovo canone. Qui vediamo nascere il termine Primo Ordine, conosciamo il giovane Armitage Hux e il programma che trasformerà bambini rapiti in stormtrooper, scopriamo collegamenti con il Grand’Ammiraglio Thrawn e ci viene presentata la criminale Niima la Hutt, ispiratrice dell’Outpost di Rey su Jakku.

Gli interludi, spesso criticati nel primo volume, diventano un vero e proprio mosaico di storie che espandono la percezione della galassia: scorci di vite comuni, faide criminali, e segnali del fatto che, anche senza Palpatine, il lato oscuro ha mille volti pronti a emergere.


Ricezione, controversie e eredità

Al debutto, Aftermath ha conquistato il quarto posto nella classifica del New York Times e di USA Today, ma ha anche diviso il fandom. Alcuni hanno criticato la prosa, altri l’eccessivo spazio dedicato a personaggi “nuovi” a discapito dei grandi nomi. La presenza di un eroe gay, Sinjir Rath Velus, ha generato discussioni accese online, alle quali Wendig ha risposto con fermezza, ribadendo che l’inclusione è parte integrante dello spirito di Star Wars.

Con il passare dei volumi, la trilogia ha guadagnato più consenso, soprattutto grazie a Life Debt ed Empire’s End, dove la trama si fa più serrata e i legami con la mitologia cinematografica più evidenti. Oggi, Aftermath resta un tassello imprescindibile per chi vuole capire le radici del Primo Ordine e il destino della galassia tra Endor e Jakku.


Il futuro che non c’è (ancora) in Italia

Per i fan italiani, c’è una nota amara: la trilogia non è mai arrivata nelle nostre librerie in traduzione ufficiale. Un’assenza che pesa, soprattutto considerando quanto questi romanzi siano centrali per il canone Disney. Una lacuna che, chissà, un giorno potrebbe essere colmata, permettendo anche al pubblico nostrano di vivere – senza dover passare dall’inglese – il viaggio di Norra, Snap e compagni.


Perché leggere Aftermath oggi

Se siete di quelli che vogliono sapere “cosa è successo dopo Endor” con più dettagli di quanti i film possano offrirne, Aftermath è una miniera. È il racconto di un’epoca in cui la vittoria ribelle non ha portato una pace immediata, ma un vuoto di potere in cui ogni fazione – dalla Nuova Repubblica agli imperiali in fuga, fino ai clan criminali – lotta per sopravvivere.

È Star Wars in versione “mondo reale”: politica, guerriglia, spionaggio e resistenza, mescolati a fughe rocambolesche e momenti di pura epica spaziale. È anche un manifesto di ciò che il nuovo canone voleva essere: inclusivo, corale e capace di osare strade diverse.

E, in pieno spirito CorriereNerd.it, è una lettura che vi farà venire voglia di rivedere Il Risveglio della Forza con occhi nuovi, cercando i fili sottili che Wendig ha teso tra il passato e il presente di una delle saghe più amate di sempre.

Il Risveglio della Forza colpisce ancora! Anche a fumetti

Il Risveglio della Forza ci da una nuova immagine del “sogno di Rey”. No, non stiamo cercando un fotogramma segreto, anche se in un certo senso si, ma parliamo del nuovo fumetto “The Force Awakens” in cui, nella visione scaturita nella mente della giovane Rey, quando per la prima volta solleva la lightsaber che fu di Anakin e di Luke Skywalker, compare un personaggio che il buon Pablo Hildalgo, del Lucasfilm Story Group, definisce “Clan Leader”.

Nel sogno della Forza del film era presente, come vedete in questa immagine, il personaggio ma, nel fumetto, ora sappiamo essere un Jedi, probabilmente uno degli studenti della nuova accademia fondata da Luke, abbattuto dal potere del Lato Oscuro dei Cavalieri di Ren.

Lo stesso Hidalgo però, come ha dichiarato su twitter, non era a conoscenza di questa immagine che è stata probabilmente un raptus creativo del fumettista … scopriremo il tutto a metà dicembre con la visione dell’ottavo episodio di Star Wars, The Last Jedi!

 

Intervista stellare @ Emilio Cozzi

Emilio Cozzi, classe ’74, è vicedirettore per Edizioni Zero, Contributor per il Sole 24ore e Columinst presso Redbull.com Games e Multiplayer, ma è soprattutto un grande fan della saga di Star Wars e oggi l’abbiamo intervistato per i lettori di Satyrnet.

Tu sei un appassionato di Cinema, anzi è persino riduttivo definirti così, visto che scrivere di Cinema e Videogame è a tutti gli effetti il tuo lavoro.Quando ti sei innamorato di Guerre Stellari?

Il primo film di Guerre Stellari che ho visto al cinema, per questioni anagrafiche è stato “Il Ritorno dello Jedi”, ma mi ero già innamorato della saga vedendo le action figure di Darth Vader e Luke Skywalker. Nella mia immaginazione Darth Vader era l’eroe, poi vedendo il film scoprii che era l’esatto contrario. La saga intera riuscii a vederla poi da bambino grazie alla prima messa in onda di Italia 1, perché al tempo era molto difficile recuperare le VHS.

Cosa ti ha colpito profondamente di quei film?

Il fatto che ti trasportino davvero, come nessun altro film visto prima e già da piccolo andavo al cinema tutte le settimane più e più volte. Credevo davvero che ci fosse un altro Universo, quello dei miei sogni fatto di astronavi ed eroi del west ambientati nello spazio; ma soprattutto i film classici di Star Wars sono come una finestra che ti permette di affacciarti su uno scorcio di un Universo che percepisci esser davvero molto più vasto di come lo vedi.

In quanto esperto di Cinema, puoi affermare che la tua opinione a livello tecnico non è minimamente influenzata dai sentimenti che ti legano ad essi?

Non posso proprio dirlo. I film non sono perfetti e, se analizzati nella coerenza della loro sceneggiatura, hanno delle falle mostruose. Ma è secondario. Lucas non sarà un regista eccellente, ma è un perfetto narratore e ha comunque generato un universo credibile, cosa che non era mai riuscita nel Cinema prima di allora.

Quale pensi sia la magia di Star Wars rispetto agli altri film sui generis?

Lucas rese tutto credibile, non sembrava di vedere solo dei “pupazzoni” come gli altri film di Fantascienza. Che poi va ricordato che quella di Guerre Stellari resta una narrazione di tipo fantastica: ci sono gli eroi, la magia e il senso di un Destino scritto, che è fondamentale anche per la narrativa classica. E’ la riproposizione della mitologia greca e classica.

Qual è la tua opinione rispetto ai prequel realizzati dal ’98 al 2003?

L’unica cosa che reputo molto interessante è il discorso politico che c’è dietro. Le modalità in cui si crea un Impero, un golpe militare e che diventa un totalitarismo. Lucas e il suo enturage hanno fatto sicuramente studi di politica e di filosofia politica: il modo in cui nasce l’Impero è davvero molto credibile. Purtroppo tutto il resto fa acqua, specie dal punto di vista visivo. I film risultano fasulli, specie agli occhi di chi, come me, si occupa di videogiochi. Il fatto che sia tutto finto si percepisce e non funziona. Ed evitiamo di parlare dei personaggi creati ad hoc per i bambini come Jar Jar Binks, che non è minimamente paragonabile a C3P0 né tanto meno a C1P8/R2D2.

So che l’ultimo film non ti è piaciuto, puoi dirci brevemente perché?

Non è del tutto vero che non mi sia piaciuto; dal punto di vista cinematografico è fin troppo contemporaneo: frettolosità narrativa, semplicismo nelle dinamiche, passaggi ingiustificati, faciloneria del susseguirsi degli eventi…ma è anche un’operazione di marketing che rasenta la genialità. E’ un remake, perché ha la stessa struttura narrativa; è un reboot perché ha rilanciato davvero la saga anche tra i ragazzini di oggi, ma è anche sequel perché riprende la tradizione di Star Wars ed è evidente l’intento di riprendere i personaggi vecchi e di spazzarli via piano piano.  Non è un caso che il primo personaggio della saga vecchia che vediamo morire sia quello a cui il pubblico della mia generazione sia più affezionato in assoluto. E’ come se avesse voluto dirci: ripartiamo da lì, da quegli eroi, ma ora ne creiamo di nuovi. Non è scontato esser riuscito ad appassionare il nuovo pubblico, nemmeno Lucas nel  ’98  riuscì a farlo con la stessa forza.

Rapporto Star Wars e videogiochi: cosa pensi ne pensi? Qual è il tuo preferito?

I primi due Battlefront erano ottimi. L’ultimo è clamoroso visivamente, ma non è un gran gioco. I videogame di Star Wars sono tantissimi, ma purtroppo nella maggior parte dei casi non sono stati in gradi di approfittare e di ricreare la suggestività e il carisma della Saga stessa.

Se potessi essere un personaggio della saga, trilogia classica, prequel e anche l’ultimo film, chi sceglieresti?

Han Solo senza dubbio. Lui era il mio idolo insieme a Michael Jordan. Han Solo era un pirata, che solo verso la fine della vecchia trilogia vediamo venire addomesticato e, anzi, JJ Abrams ci ha detto che non era nemmeno addomesticato davvero. Un pirata spaziale che va in giro con questo enorme “cane” con cui ha un rapporto profondissimo di cui non si conosce nulla. Peccato che abbiano dato poco spazio al dolore di Chewbecca ne “Il risveglio della Forza”, una grossa lacuna a mio avviso.

Cosa pensi dell’attore che hanno scelto per interpretare il giovane Han Solo, argomento che ha già scatenato qualche polemica tra i fan sul web…?

Non ho seguito bene la faccenda, ma ricordo ai fan che anche Harrison Ford ai tempi non era la prima scelta e non era la superstar che è oggi. Era un falegname e attore semi -sconosciuto (era comparso per appena 40 secondi in America Graffiti) e solo dopo è diventato Rick, l’eroe di Blade Runner o Indiana Jones. Quindi non ho pregiudizi, ma forse il consiglio è quello di dimenticarci che sia un film della saga di Star Wars. Un film, del resto, dovrebbe funzionare da solo in quanto opera d’arte; dev’essere stand alone e non solo considerato all’interno di una saga. Ma è una nuova epoca e ormai il Cinema funziona in modo seriale. A me personalmente da una parte rende contento che vogliano fare un film su Han Solo, dall’altra parte si sa che del mito non si raccontano mai le origini: fai perdere fascino al personaggio.  Ogni grande poema classico inizia in media res, non è un caso che Star Wars inizi dal 4 film.

Qual è il tuo auspicio in merito ai prossimi film che devono uscire?

Non saprei rispondere. Il bambino Emilio Cozzi temo già che rimarrà deluso, ma andrò comunque al Cinema a vederli tutti. Spero che non mi deludano troppo o che riescano a sorprendermi, come i primi due film di Batman realizzati da Nolan, che non solo ricreava il personaggio di Batman partendo dalle sue origini, ma ha tirato fuori risvolti completamente nuovi rispetto ai film precedenti anche rispetto a quelli di Burton.

Potete seguire Emilio Cozzi su Facebook: https://www.facebook.com/emilio.cozzi e su Twitter: @Addioegrazieper

di Sara Ashira Vivian

Star Wars: Episodio VII – Il Risveglio della Forza

Iniziamo a chiarire che è difficile analizzare “Star Wars – Episodio VII: Il Risveglio della Forza” senza entrare nel merito di alcune cose molto importanti. Cominciamo col chiarire bene che per me è impensabile battere ep IV, V, VI. Non ci riuscirebbero nemmeno Lucas, Spielberg e Salcacchiochi messi assieme. Detto questo… “Il Risveglio della Forza” è un gran bel film che ogni appassionato imparerà ad amare, io per primo. L’ho visto tre volte e ogni volta mi è piaciuto sempre di più, anche se non nascondo che sulle prime mi aveva un po’ deluso. La storia è una sorta di remake di Episodio IV, inutile nascondersi dietro un pelo di Wookie. Ma ha davvero ragione il mio amico Filippo quando dice che non poteva essere altrimenti per azzerare il conto (salato) con un pubblico transgenerazionale. Non può che andar bene una trama parla di un gruppo di ribelli che, grazie alle informazioni contenute in un robottino borbottante, fa saltare in aria il pianeta/base di un impero nazistoide guidato da un leader misterioso che opera attraverso un braccio destro mascherato di nero col vocione da basso profondo: sarebbe lievemente ipocrita dire che è debole e non regge. Ripetitivo? Forse. Geniale? Anche.

Su dove scivola il film, a parere mio, sono i personaggi. Han Solo, Chewbacca, C3PO e Leia son quel che sono e che sempre saranno: rispettati appieno e quindi di grande impatto (non affatto scontato). Nessun cambio insensato, nessuna rilettura non richiesta. Hanno cambiato solo il nome ma è un bene (almeno per me). Un plauso particolare a Harrison Ford che sembra aver smesso il gilet “Solo ieri” per ricalzarlo oggi: il suo personaggio è assolutamente fantastico, esattamente come lo era un tempo. Si cade però sul cattivone… una sorta di Vadermanonposso che davvero annaspa, non convince, scivola e non si rialza… Questo, a parere mio, è il punto veramente debole del film… E mi insegnate che se con Star Wars si cade sul cattivo lo scivolone rischia di essere doloroso. E’ un pennellone nero col casco che smargiassa e rantola sentenze facendo il vocione grosso, che alza la mano emettendo ronzii che manco il mio cellullare riesce a rigettare quando mi avvicino al microonde… poi… si leva la maschera e… E sotto chi c’è? Una sorta di sosia di Paolo Jannacci (ma meno simpatico) fresco di permanente e tinta blu corvina che fa le faccine.

No questo davvero non mi è piaciuto… Terrei tutto, non toccherei una virgola, ma non il Vaderino spadacrociato. Qui sì che ci voleva coraggio e rinunciare a copiare il “dogma”, un qualcosa che nella storia del cinema non si potrà riavere mai più. E non basta l’spediente drammatico di fargli ammettere palesemente di non riuscire ad essere bravo come chi l’ha preceduto per scusarsi del fallimento. Ci si riscatta però con BB8 che, diciamola tutta, è davvero simpatico: sì, dai, lo abbiamo capito tutti che è la reincarnazione pallifera di RD2, ma cacchio se è simpatico. I due nuovi protagonisti, Finn e Rey, sono ancora un po’ acerbi ma promettono molto bene. Il copione di Finn è stato scritto mischiando le pagine scartare nel 1977 da quelli di Luke e Solo e quel che è avanzato è stato usato per mettere insieme la parte di Poe, ma Rey si svela un gran bel personaggio da cui possiamo aspettarci davvero tanto. Prova provata, questa offerta da Rey, che il coraggio paga. Paga meno l’idea della “Yodessa” arancione (Maz Kanata). Paga ancor meno Phasma (bho).

Grandiose, mai telefonate, le battute di richiamo ai vecchi film. I duelli con le spade laser sono scadentini, ma i Jedi non ci sono più e i giovanotti han tanto da imparare. Ma finalmente abbiamo capito che la spada si accende con un pulsante. Gli Storm fanno quel che devono fare: si fanno prendere in giro, sparano a caso e saltano in aria sempre allo stesso modo. E questo è un bene! La trilogia prequel (I, II, III), per me, si allontana sempre di più. Lo ammetto: riferimenti a Obi Wan e Yoda mi son mancati un po’. Il casco bruciato di Vader è da pelle d’oca. Voto? 8 1/2. Se però anche Episodio 8 parla di una base imperiale che viene distrutta dai caccia ribelli, mi arrabbio sul serio. Come? Era anche la trama de “Il Ritorno dello Jedi”? O cacchio, è vero. La polenta è buona tre volte: fresca, fritta e poi fredda con lo zucchero. Slurp.

Di Enrico Ercole

Star Wars: Il Risveglio della Forza ha visto l’atteso ritorno delle star degli Star Wars originali, Harrison Ford, Carrie Fisher e Mark Hamill, insieme a Anthony Daniels, l’unico attore ad aver recitato in tutti e sette i film di Star Wars, e Peter Mayhew. Il cast è arricchito dall’esordiente Daisy Ridley, che ha ottenuto il ruolo della protagonista Rey trionfando su una spietata concorrenza; John Boyega (Attack the Block – Invasione Aliena, Imperial Dreams), vincitore del BAFTA Rising Star Award, nel ruolo del riluttante assaltatore Finn; il candidato all’Emmy® Adam Driver (Lincoln, Girls) nei panni del malvagio Kylo Ren, e il vincitore del Golden Globe® Oscar Isaac (A Proposito di Davis, The Bourne Legacy) in quelli di Poe Dameron, pilota della Resistenza.
Star Wars: Il Risveglio della Forza è diretto J.J. Abrams e scritto da Lawrence Kasdan & J.J. Abrams e da Michael Arndt. Kathleen Kennedy, presidentessa della Lucasfilm candidata a otto Oscar®, e J.J. Abrams sono i produttori esecutivi insieme a Bryan Burk, collaboratore abituale del regista.
Dopo essere entrato nella leggenda con le iconiche colonne sonore dei sei capitoli precedenti della saga di Star Wars, l’acclamato compositore John Williams è tornato per comporre le musiche di Star Wars:Il Risveglio della Forza, ottenendo la sua cinquantesima nomination all’Oscar.

Il Risveglio della Forza: Le legioni a Milano, Bologna, Prato, Roma e Messina

In occasione dell’uscita nelle sale italiane dell’attesissimo film “Il Risveglio della Forza”, la Rebel Legion Italian Base e la 501st Italica Garrison, i due maggiori gruppi italiani di costuming Star Wars, saranno presenti in molti cinema italiani con i loro fantastici costumi, tutti accuratissime riproduzioni degli abiti di scena utilizzati sui set dei film. I figuranti saranno a disposizione del pubblico per selfie e scatti esclusivi da conservare e postare come ricordo di una giornata stellare! Ecco dove trovarci!

MILANO – Cinema Arcadia (Melzo, Milano) – Da mercoledì 16 a domenica 20 dicembre 2015
Da mercoledì 16 a domenica 20, dalle 10.00 alle 22.00, presso gli spazi del Cinema Arcadia Multiplex di Melzo (Via Martiri della Libertà, 5 – Melzo) si terrà una cinque giorni davvero unica dedicata a tutti gli appassionati di Star Wars che vogliono festeggiare alla grande l’uscita de “Il Risveglio della Forza”. Saranno infatti allestiti stand tematizzati e perfino una piccola mostra che espone gadget e memorabilia raccolti da appassionati  fans dal 1977 ad oggi. Presso gli stand della Rebel Legion Italian Base e della 501st Italica Garrison si potranno avere tutte le informazioni sulle attività dei due gruppi ufficiali e assistere anche a di duelli con spade laser con brevi corsi-dimostrazione aperti a tutti.

BOLOGNA – Uci Cinemas Meridiana (Casalecchio di Reno, Bologna) – Domenica 20 dicembre 2015
Domenica 20 dicembre, presso l’Uci Cinemas di Casalecchio di Reno (Via Aldo Moro, 14), a partire dalle 16.30, i figuranti della Rebel Legion Italian Base e della 501st Italica Garrison aspettano tutti fans di Star Wars per una giornata indimenticabile da passare in compagnia dei propri eroi preferiti.

PRATO – Multisala Omnia Center – Sabato 19 e domenica 20 dicembre 2015
Presso il Multisala Omnia Center di Prato (Via di Reggiana, angolo Viale Salvador Allende), a partire dalle 15.30, la Forza si Risveglia in compagnia dei membri della Rebel Legion Italian Base e della 501st Italica Garrison! Un’occasione unica per vedere l’attesissimo film in compagnia dei propri eroi!

ROMA – Cinema Adriano  – Mercoledì 16 dicembre 2015
Nel pomeriggio di mercoledì 16 dicembre i figuranti della Rebel Legion Italian Base e della 501st Italica Garrison saranno presenti al Cinema Adriano di Roma (Piazza Cavour 22) per festeggiare l’uscita dell’attesissimo settimo capitolo della saga di Star Wars! Prima del film (e dopo) tutti gli spettatori potranno scattarsi foto con i loro ribelli preferiti!

ROMA – UCI cinema di Parco Leonardo – Sabato 19 dicembre 2015
Un week end stellare presso l’UCI cinema di Parco Leonardo di Roma (Via Bernini 20-22): nel pomeriggio del 19 dicembre, il primo week end di proiezione del settimo capitolo della saga di Star Wars, i figuranti ufficiali della Rebel Legion Italian Base attendono tutti i fans per scattare foto ricordo memorabili e festeggiare tutti insieme il Risveglio della Forza!

MESSINA – UCI Cinemas Centro Commerciale Tremestieri – Sabato 19 e domenica 20 dicembre 2015
Sabato 19 e domenica 20 dicembre, dalle 15.30 alle 22.30, presso l’UCI Cinemas Centro Commerciale Tremestieri di Messina (Bivio Larderia Tremestieri Tremestieri),  tutti i fans di Star Wars potranno scattarsi foto con i figuranti della Rebel Legion Italian Base prima e dopo la proiezione dell’attesissimo film “Il Risveglio della Forza”.

501st Italica Garrison il distaccamento Italiano della 501st Legion, un’organizzazione mondiale di appassionati di Star Wars che possiedono ed indossano i loro costumi di natura “imperiale”. La mission del gruppo, che ad oggi conta oltre 7000 membri attivi in più di 100 Garrison suddivise in tutto il mondo, si riassume in 3 punti fondamentali: promuovere Star Wars, celebrare la sua mitologia e promuovere il marchio, dando ai fan una comunità nella quale farlo; portare nella realtà il fascino dei costumi della saga, studiando, realizzando ed indossando questi costumi, per soddisfazione personale (hobby) e per l’intrattenimento del pubblico che può finalmente interagire dal vivo con gli spettacolari personaggi della saga; – contribuire alla comunità utilizzando questi costumi e le nostre risorse collaborando con associazioni benefiche, visite negli ospedali e contribuendo con raccolte fondi destinate ad aiutare chi è meno fortunato di noi. Nel 2013 le attività della 501st hanno raccolto ben 16 milioni di dollari in tutto il mondo! http://www.501italica.com/

La Rebel Legion è una organizzazione internazionale di costuming di Star Wars, creata da e per chi è interessato nel replicare costumi relativi al mondo di Star Wars: Jedi, piloti e truppe ribelli, principesse e anche Wookiee…non manca nessuno! Grazie alla serietà dimostrata ed all’accuratezza dei costumi, la Rebel Legion è stata riconosciuta ufficialmente dalla LucasFilm come principale associazione mondiale di costuming per i “ribelli” di Star Wars. La Rebel Legion è cresciuta fino a diventare l’organizzazione internazionale che è oggi: più di 2000 membri in oltre 28 paesi in tutto il mondo, con 57 basi di diversi stati, diventando il primo gruppo di costumi ribelli nella comunità starwarsiana. Rebel Legion Italian Base, nata del 2005, è la sezione italiana del gruppo internazionale di costuming ribelle Star Wars. http://www.rebellegion.it/

La galassia femminile di J.J. Abrams

Mancano ormai pochissimi giorni all’arrivo del film evento dell’anno: il 16 dicembre sarà nelle sale italiane Star Wars: Il Risveglio della Forza. Diretto da J.J. Abrams, il nuovo episodio della saga galattica vanta un grande cast, in cui spicca una straordinaria presenza femminile. Al fianco della principessa Leia, la celebre eroina interpretata da Carrie Fisher, ci saranno Gwendoline Christie (Il Trono di Spade), il premio Oscar® Lupita Nyong’o (12 Anni Schiavo) e Daisy Ridley che interpreta la giovane Rey, protagonista del nuovo trailer del film.

Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia, ha dichiarato “In questo nuovo episodio ritroveremo i personaggi chiave della saga, al fianco di nuovi carismatici protagonisti. Sono convinto che la straordinaria presenza femminile che popola il nuovo universo di Star Wars darà maggiore forza a questa avventura galattica, tanto attesa da un pubblico di tutte le età. Star Wars: Il Risveglio della Forza non richiede assolutamente di aver visto e conosciuto le sei produzioni precedenti per essere apprezzato”. Nel cast del film Harrison Ford, Mark Hamill, Carrie Fisher, Adam Driver, Daisy Ridley, John Boyega, Oscar Isaac, Lupita Nyong’o, Andy Serkis, Domhnall Gleeson, Anthony Daniels, Peter Mayhew e Max Von Sydow. Kathleen Kennedy, J.J. Abrams e Bryan Burk sono i produttori mentre Tommy Harper e Jason McGatlin sono i produttori esecutivi. La sceneggiatura è di J.J. Abrams & Lawrence Kasdan e Michael Arndt.
Star Wars: Il Risveglio della Forza ha venduto in una sola settimana oltre 50.000 biglietti in tutta Italia. Le prevendite sono ancora aperte sul sito http://www.ilrisvegliodellaforza.it.

Star Wars: L’Impero a Pezzi – Il Ponte che collega le trilogie

L’attesa è quasi finita, amici miei. L’hype è reale, tangibile, e cresce giorno dopo giorno. Le lancette corrono veloci verso il 16 dicembre, quando finalmente le sale cinematografiche di tutto il mondo saranno invase da un’onda di Forza: Star Wars: Il Risveglio della Forza. Ma sebbene l’attenzione sia tutta sul nuovo film di J.J. Abrams, c’è un altro pezzo di narrativa, un ponte cruciale, che sta preparando il terreno per questo epocale ritorno. Stiamo parlando di una delle iniziative più significative di questo periodo di avvicinamento: la miniserie a fumetti Star Wars: L’Impero a Pezzi.

Quando George Lucas ha venduto il suo impero, Lucasfilm, alla Disney, si è aperto un nuovo universo di possibilità. La casa di Topolino, che aveva già messo le mani sulla Marvel Comics, ha orchestrato un’alleanza galattica che ha del geniale. In un lampo, la licenza per i fumetti di Star Wars, detenuta per due decenni dalla gloriosa Dark Horse, è passata ai nuovi padroni di casa. E la Marvel non ha perso tempo. In poco tempo, il mercato è stato inondato di nuove storie: serie ammiraglie come Star Wars e Darth Vader, e poi miniserie dedicate a personaggi che amiamo, come la Principessa Leia, Lando Calrissian e persino Chewbacca. Ma la vera gemma, il pezzo mancante del puzzle che tutti aspettavamo, è proprio L’Impero a Pezzi. Il suo compito è immenso: colmare il vuoto tra l’epilogo de Il Ritorno dello Jedi e l’inizio de Il Risveglio della Forza.


La fine di una guerra, l’inizio di una nuova era

Il fumetto ci catapulta direttamente nel caos e nel trionfo della Battaglia di Endor. Mentre sulla luna della foresta Han, Leia e Chewie combattono a fianco degli Ewok per distruggere il generatore di scudi della Morte Nera II, il cuore della saga pulsa in un duello che ha segnato la storia del cinema. Sulla stazione da battaglia, Luke Skywalker affronta per l’ultima volta l’Imperatore Palpatine e suo padre, Darth Vader. La scena è scolpita nella nostra memoria: il sacrificio finale di Anakin Skywalker, che si redime dal Lato Oscuro per salvare il figlio, uccidendo l’Imperatore. Nello stesso istante, le forze ribelli, guidate da una determinata Leia, sbaragliano le truppe imperiali sulla luna.

La lunga guerra è finita, e l’esaurita Alleanza Ribelle può finalmente tirare un sospiro di sollievo. Tra i festeggiamenti, facciamo la conoscenza di due figure che diventeranno il nostro punto di riferimento: Shara Bey, un’audace pilota di X-Wing, e suo marito, Kes Dameron, un soldato d’assalto che ha combattuto con Han Solo. Il loro sogno è semplice: una vita di pace con il figlio Poe, al momento affidato ai nonni. Questo, miei cari, non è un dettaglio da poco. È il primo, cruciale collegamento al nuovo film, l’introduzione dei genitori di uno dei nuovi protagonisti, interpretato sul grande schermo da Oscar Isaac. Ma la pace, come sempre in questa galassia, è una promessa fragile. Quando Han scopre che l’Impero ha ancora delle sacche di resistenza, Kes torna in missione, mentre a Shara viene affidato un incarico diplomatico: scortare la Principessa Leia su Naboo. Quello che non sanno è che il pianeta natale di Leia è destinato a essere l’obiettivo di una vendetta postuma, un attacco orchestrato dall’ormai defunto Imperatore.


Menti geniali dietro l’epopea

Per dare vita a questa storia, la Marvel ha scelto un team di talenti fuori dal comune. Alla sceneggiatura troviamo il veterano Greg Rucka, un nome che i fan di fumetti conoscono bene per il suo lavoro su serie come Gotham Central e Punisher. Nonostante Rucka sia noto per le sue atmosfere noir e i toni duri, qui dimostra una versatilità incredibile. Non si limita a un semplice lavoro di “servizio”, ma costruisce una trama ricca di ritmo e pathos, creando un ponte solido e avvincente tra le due trilogie. E il suo tocco, così abile nel ritrarre figure femminili complesse e forti, è evidente nella caratterizzazione di Shara Bey. Divisa tra dovere, famiglia e il desiderio di pace, la sergente Bey è destinata a conquistare il cuore dei fan.

A dare corpo e anima alle parole di Rucka, c’è un altro nome che fa battere forte i nostri cuori nerd: il disegnatore italiano Marco Checchetto. Lo conoscevamo già per la sua collaborazione con Rucka su Punisher, ma qui dimostra di essere a suo agio con spade laser e caccia stellari quanto lo era con le avventure urbane di Frank Castle. La sua abilità è sbalorditiva, capace di coreografare maestose battaglie spaziali e, un attimo dopo, di catturare momenti intimi e toccanti come le scene tra Kes e Shara sulla luna di Endor. Le sue tavole, sempre più ricche di dettagli, sono una vera e propria festa per gli occhi. L’Impero a Pezzi rappresenta un ulteriore, decisivo passo nella maturazione di questo artista, e probabilmente la sua definitiva consacrazione nell’olimpo dei fumettisti statunitensi. Anche se il secondo capitolo vede l’aiuto di altri talenti come Angel Unzueta ed Emilio Laiso, la qualità complessiva rimane altissima, mantenendo un’omogeneità visiva che rende l’esperienza di lettura fluida e appagante.


Un’edizione degna della Forza

In Italia, Panini Comics ha scelto di presentare Star Wars: L’Impero a Pezzi in due albi brossurati in formato “prestige”, una scelta che la casa editrice modenese riserva alle sue produzioni di punta. Un segnale chiaro che ci troviamo di fronte a un’opera di alta qualità, un pezzo da collezione che ogni appassionato dovrebbe avere. E l’ultimo capitolo è previsto per il prossimo mese, giusto in tempo per farci arrivare preparati e con la mente fresca di dettagli, pronti a immergerci totalmente in Il Risveglio della Forza. Che la Forza sia con noi, sempre. E adesso, se volete scusarmi, devo rileggere questo fumetto per la decima volta.

Star Wars VII World Premiere

I fan di Star Wars sono in trepidazione per l’attesissimo settimo capitolo creato da George Lucas, ma solo pochi di essi potranno assistere alla World Premiere che LucasFilm e Disney stanno preparando. Il magazine Hollywood Reporter, Star Wars – Il Risveglio della Forza, scritto da J.J. Abrams e Lawrence Kasdan, diretto da J.J. Abramssarà proiettato ufficialmente il 14 Dicembre 2015 a Los Angeles. Poche ore dopo sbarcherà nel vecchio continente, a Londra e poi in tutta Europa. Ovviamente gli eventi di lancio, come ormai consuetudine di questa produzione stellare, saranno tenuti in massima segretezza alle proiezioni, per tale motivo, avranno accesso solo alcuni fortunati giornalisti precedentemente selezionati. Appena Disney e LucasFilm comunicheranno ufficialmente l’evento Italiano saremo tra i primi a condividerlo con voi! Intanto vi ricordiamo che il film sarà proiettato “per tutti” il 18 Dicembre negli USA, il 16 in Italia.

#ForceFriday @ Mondadori Milano

Mondadori, via Marghera a Milano, da qui inizia il viaggio italiano di Star Wars The Force Awakens, il nuovo capitolo della saga creata da George Lucas che uscirà in Italia il prossimo 16 Dicembre 2015. La Rebel Legion Italian base e la Legione 501st Italica Garrison vi invitano a partecipare al “Force Friday”: da venerdì 4 settembre 2015 in tutto il mondo i vari licenziatari Lucasfilm/Disney potranno rendere pubblici ed iniziare a vendere i nuovi prodotti Star Wars legati a Episodio VII. Lo shop Mondadori milanese, insieme ai ragazzi delle due Legioni ufficiali, organizza una lunga notte bianca che partirà dalle ore 16 fino alla fatidica mezzanotte con iniziative speciali, animazione e la presenza degli splendidi costumi ufficiali della Rebel Legion e della 501st Garrison.

Per info:
facebook.com/StarWars.it/…/914548661945224/?type=1

inlibreria.mondadoristore.it/…/star-wars-forcefriday-…/

Il Force Friday sta arrivando, Star Wars The Force Awakens si rivelerà finalmente agli appasionati di tutto il mondo. 501st Italica Garrison e Rebel Legion Italian Base vi aspettano per festeggiare insieme questo evento. Per avere informazioni sulle iniziative online e live dei Disney Store, clicca qui!

La 501st Italica Garrison il distaccamento Italiano della 501st Legion, un’organizzazione mondiale di appassionati di Star Wars che possiedono ed indossano i loro costumi di natura “imperiale”. La mission del gruppo, che ad oggi conta oltre 7000 membri attivi in più di 100 Garrison suddivise in tutto il mondo, si riassume in 3 punti fondamentali: promuovere Star Wars, celebrare la sua mitologia e promuovere il marchio, dando ai fan una comunità nella quale farlo; portare nella realtà il fascino dei costumi della saga, studiando, realizzando ed indossando questi costumi, per soddisfazione personale (hobby) e per l’intrattenimento del pubblico che può finalmente interagire dal vivo con gli spettacolari personaggi della saga; – contribuire alla comunità utilizzando questi costumi e le nostre risorse collaborando con associazioni benefiche, visite negli ospedali e contribuendo con raccolte fondi destinate ad aiutare chi è meno fortunato di noi. Nel 2013 le attività della 501st hanno raccolto ben 16 milioni di dollari in tutto il mondo! http://www.501italica.com/

La Rebel Legion è una organizzazione internazionale di costuming di Star Wars, creata da e per chi è interessato nel replicare costumi relativi al mondo di Star Wars: Jedi, piloti e truppe ribelli, principesse e anche Wookiee…non manca nessuno! Grazie alla serietà dimostrata ed all’accuratezza dei costumi, la Rebel Legion è stata riconosciuta ufficialmente dalla LucasFilm come principale associazione mondiale di costuming per i “ribelli” di Star Wars. La Rebel Legion è cresciuta fino a diventare l’organizzazione internazionale che è oggi: più di 2000 membri in oltre 28 paesi in tutto il mondo, con 57 basi di diversi stati, diventando il primo gruppo di costumi ribelli nella comunità starwarsiana. Rebel Legion Italian Base, nata del 2005, è la sezione italiana del gruppo internazionale di costuming ribelle Star Wars. http://www.rebellegion.it/

Il Colosseo di Roma si trasforma in una galassia lontana lontana per lo Star Wars Day

Roma, 4 maggio 2014: una data che rimarrà impressa nella memoria di tutti i fan italiani di Star Wars. Per la prima volta, lo Star Wars Day, la celebrazione internazionale dedicata al franchise creato da George Lucas, ha trovato casa in Italia, trasformando il Colosseo in un’epica cornice per Jedi, Sith, ribelli e imperiali. L’evento ha visto la partecipazione di più di cento comparse appartenenti alla 501st Italica Garrison e alla Rebel Legion Italian Base, i due più importanti gruppi italiani di costuming ufficialmente riconosciuti da Lucasfilm.

Migliaia di appassionati hanno affollato l’area attorno all’iconico monumento, immergendosi nell’universo di Guerre Stellari. A rendere ancora più speciale la giornata è stata la presenza di una riproduzione in scala del caccia Advanced TIE Fighter X-1 di Darth Vader, un dettaglio che ha scatenato l’entusiasmo dei fan e regalato un tocco di autentica magia alla manifestazione.

L’origine dello Star Wars Day e il legame con il 4 maggio

Lo Star Wars Day è una celebrazione non ufficiale nata dalla creatività dei fan e successivamente abbracciata dalla Lucasfilm e dalla Disney. Il motivo per cui si festeggia il 4 maggio è legato a un gioco di parole in inglese: la celebre frase “May the Force be with you” (“Che la Forza sia con te”) si trasforma in “May the Fourth be with you” (“Il quattro maggio sia con te”), grazie all’assonanza tra “Force” (Forza) e “Fourth” (quarto). Pochi sanno, però, che la prima apparizione della frase risale al 1979, quando il partito conservatore britannico la utilizzò per celebrare la vittoria elettorale di Margaret Thatcher.

Un evento senza precedenti nel cuore della Capitale

L’evento romano è stato organizzato con il supporto della Walt Disney Company Italia e di Armosia, e la presentazione ufficiale si è tenuta in Campidoglio con la partecipazione del presidente della Disney Italia, Daniel Frigo, e del dottor Francesco Romeres di Armosia. Non poteva mancare una presenza iconica: Darth Vader, accompagnato da tre Guardie Imperiali, ha reso l’occasione ancora più memorabile.

Il presidente dell’Assemblea Capitolina, Mirko Coratti, ha espresso il suo entusiasmo per l’evento, sottolineando come “attraversare una piazza del Campidoglio gremita di turisti insieme ai personaggi dell’importante saga di Star Wars sia stata un’emozione forte”. Inoltre, ha annunciato che l’evento potrebbe ripetersi in futuro, magari in occasione della premiere di Star Wars: Episodio VII – Il Risveglio della Forza, attesa per il 2015.

Il fascino senza tempo di Star Wars

Dal 1977, Star Wars ha saputo conquistare generazioni di spettatori con il suo mix unico di avventura, mitologia e fantascienza. La saga continua a essere un fenomeno culturale globale, capace di unire fan di tutte le età e di trasformare celebrazioni come lo Star Wars Day in veri e propri raduni epici.

Roma ha reso omaggio a questo universo straordinario con un evento che ha saputo fondere la magia di Guerre Stellari con la grandezza della storia millenaria della Capitale. Con migliaia di persone accorse per celebrare i loro eroi, il primo Star Wars Day italiano ha dimostrato che la Forza è più viva che mai anche nel cuore della Città Eterna.

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