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WOW Spazio Fumetto: il game over di Milano e la battaglia nerd per salvare una leggenda

Per quattordici anni Milano ha avuto un luogo dove la fantasia non era evasione, ma materia viva. Un posto dove le tavole originali non restavano chiuse nei cassetti dei collezionisti, dove i balloon non erano solo nostalgia ma linguaggio, storia, identità. Quel luogo era il WOW Spazio Fumetto, il Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine Animata. Oggi, però, quella che sembrava una serie longeva rischia di trasformarsi in una graphic novel interrotta sul più bello, con una splash page finale che nessuno avrebbe voluto leggere.

La sensazione, per chiunque abbia varcato almeno una volta l’ingresso di viale Campania 12, è quella di assistere a un vero game over. Niente continue, nessun respawn nello stesso livello. Il museo non tornerà lì. Il nuovo bando del Comune di Milano, atteso come l’ultimo DLC salvifico, ha invece sancito la fine di una run che sembrava ormai parte integrante della mappa culturale cittadina.

L’edificio affacciato sul Giardino Oreste Del Buono, ex palazzina ATM e prima ancora fabbrica Motta, è pronto per essere riassegnato. Uno spazio ampio, oltre millequattrocento metri quadrati, pensato per accogliere un nuovo progetto culturale e sociale, con mostre, attività educative, aggregazione e perfino una componente commerciale concessa come side quest, purché non superi una certa soglia. Tutto perfetto sulla carta, se non fosse per una regola che sembra scritta apposta per cancellare la continuity narrativa: niente contenziosi aperti, niente morosità, nessuna pendenza con il Comune.

Ed è qui che il protagonista storico resta fuori scena. Alla scadenza della concessione, nella primavera del 2025, la Fondazione Franco Fossati, che dal 2011 gestiva il museo, si è trovata con un debito di circa 180 mila euro. Una cifra che racconta anni difficili, aggravati dalla pandemia, dai costi di gestione di uno stabile complesso, da inverni passati senza riscaldamento e da interventi strutturali affrontati spesso in emergenza. La normativa è implacabile come un boss finale senza checkpoint: chi è moroso non può ottenere il rinnovo diretto. Fine del livello, ritorno al menu principale.

Il 15 giugno 2025 è diventato così una data simbolica. Non una semplice chiusura stagionale, ma il giorno in cui le luci del WOW si sono spente davvero. Per studenti, famiglie, appassionati, artisti e curiosi è stato come perdere un punto di riferimento, uno di quei luoghi che non servono solo a esporre oggetti ma a creare comunità. In quattordici anni il museo aveva costruito qualcosa di raro in Italia: oltre duecento mostre, più di mille eventi, mezzo milione di visitatori, collaborazioni con festival e istituzioni culturali, un dialogo continuo con le scuole e con il pubblico più giovane. Non un tempio elitario, ma una casa aperta.

A rendere la ferita ancora più profonda è la sensazione di isolamento. Le dodicimila firme raccolte, gli appelli pubblici, le lettere, il sostegno di una community ampia e trasversale non sono bastati a cambiare il finale. Luigi Bona, direttore e volto storico del museo, ha salutato tutti con una frase che sembra uscita da una vignetta malinconica: una battaglia contro i mulini a vento, persa non per mancanza di passione, ma per logiche più grandi.

Eppure, come in ogni buona saga nerd, quando sembra tutto finito spunta sempre una carta segreta. In questo caso sono centotrentacinque tavole originali Marvel, autentici pezzi di storia del fumetto mondiale. La Fondazione ha proposto di cederle al Comune per estinguere il debito e rientrare così nei requisiti del bando. Tecnicamente si chiama “prestazione in luogo dell’adempimento”, ma a guardarla con occhi nerd è un sacrificio epico: offrire una parte del proprio tesoro per salvare il regno. La risposta, però, è stata un no. Valutazioni, perizie, verifiche hanno portato a ritenere l’offerta non congrua. Nessun power-up, nessuna scorciatoia.

Nel frattempo si combatte un’altra battaglia, più silenziosa ma altrettanto cruciale: mettere in salvo un archivio mastodontico. Oltre cinquecentomila pezzi tra tavole originali, sceneggiature, prime edizioni introvabili, un rarissimo primo numero di Topolino, una collezione completa del Corrierino dei Piccoli. Non semplice materiale da magazzino, ma un patrimonio che racconta l’evoluzione dell’immaginario italiano e internazionale. Perderlo, disperderlo o relegarlo in spazi inaccessibili significherebbe cancellare memoria collettiva.

Questa storia va ben oltre un contratto scaduto o un bilancio in rosso. È lo specchio di un problema più grande: il riconoscimento, ancora fragile, della cultura pop come valore culturale pieno. Il fumetto non è un passatempo infantile, ma un linguaggio complesso, capace di parlare di politica, identità, sogni e paure. Milano, che ama definirsi capitale culturale europea, rischia di perdere uno dei luoghi che meglio incarnavano questa visione contemporanea.

Il paradosso è che l’interesse non manca. Altre città hanno già manifestato la volontà di accogliere il museo, pronte a offrirgli una nuova base operativa. Un reboot forzato, certo, ma anche la dimostrazione che WOW non è solo un indirizzo, bensì un’idea forte. Resta però l’amarezza di pensare a quel giardino, diventato più vivo e sicuro proprio grazie alla presenza del museo, e a una storia che avrebbe meritato un finale diverso.

Ora il countdown è partito. Gli spazi devono essere liberati, le chiavi riconsegnate. Poi arriverà l’attesa del bando, e forse di un nuovo inizio. Ma questa non è una storia da guardare passivamente. È una chiamata all’azione degna di ogni crossover nerd che si rispetti. Che tu sia cresciuto a pane e supereroi, che abbia pianto leggendo Dylan Dog, che viva di manga, anime o space opera, questa battaglia parla anche di te.

Perché i luoghi come il WOW Spazio Fumetto non sono solo edifici. Sono simboli. E i simboli, come ci insegnano fumetti e videogiochi, non scompaiono finché qualcuno è disposto a difenderli. Raccontaci cosa ha rappresentato per te, condividi questa storia, fai rumore. Le storie non finiscono davvero finché qualcuno continua a crederci.

Magico Vento – Pista Senza Ritorno: il ritorno epico dell’arte di Ivo Milazzo tra western, horror e frontiere dell’anima

L’ultimo scorcio dell’autunno 2025 porta con sé un vento antico, un richiamo che arriva dalle praterie dimenticate, tra i tamburi dei Sioux e il sussurro delle leggende che camminano al crepuscolo. Dal 28 novembre, dopo la prestigiosa anteprima a Lucca Comics & Games 2025, torna in libreria e fumetteria “L’Arte di Ivo Milazzo 2 – Magico Vento. Pista Senza Ritorno”, un volume che celebra alcune delle storie più emblematiche del personaggio creato da Gianfranco Manfredi.

Chi conosce Magico Vento sa bene cosa lo rende unico: non è solo un eroe, non è solo un antieroe. È un ponte tra mondi. Un uomo senza pace, lacerato tra ciò che è stato e ciò che potrebbe diventare. E soprattutto è una delle incarnazioni più affascinanti del fumetto italiano moderno.

In questo volume, l’arte di Ivo Milazzo, già maestro evocativo di Ken Parker, torna a vibrare con una potenza espressiva rara, riportando in vita un West sporco, lirico, brutale e spirituale. Un West che non si limita ai duelli e alle corse sfrenate a cavallo, ma che spalanca le porte di un soprannaturale inquieto, mai consolatorio, in cui ogni ombra può raccontare una storia.


Ned Ellis: un uomo tra fuoco e spirito

Seguire Magico Vento significa abbandonare ogni certezza da film western hollywoodiano. Ned Ellis è un uomo in fuga, un soldato tradito dal suo destino, segnato da un passato che gli brucia sotto pelle come un tatuaggio invisibile.

Per i bianchi è un rinnegato, un disertore, uno spettro scomodo di cui diffidare.
Per i Sioux è Magico Vento, uno sciamano inquieto che parla con gli spiriti, un guerriero che ascolta ciò che i vivi non colgono e i morti non dimenticano.

Questa doppia identità rende Ned una figura magnetica, quasi ancestrale: un protagonista che non interpreta la Frontiera, la divora. La vive nella carne e nella visione, camminando lungo il filo sottilissimo che separa la realtà dalla leggenda.


Pista Senza Ritorno: quando il West diventa un rituale

Il volume raccoglie gli episodi “Cento fucili” e “Pista senza ritorno”, due tasselli fondamentali dell’intera mitologia di Magico Vento. E sono storie che dimostrano quanto Manfredi fosse avanti rispetto ai canoni del fumetto italiano dell’epoca.

“Cento fucili” è un concentrato di tensione, intrighi e polvere che intreccia politica, avidità e inganni in una spirale di violenza che ricorda quanto la civiltà sia solo una pellicola sottilissima sopra l’abisso.

“Pista senza ritorno” è invece una discesa nella follia, in un territorio dove il West si trasforma in un labirinto mentale. Qui Milazzo si supera: ogni tratto sembra vibrare di presagi, di presenze invisibili, di metafore che non ti lasciano scampo. Le tavole diventano rituali grafici, incubi totemici, radure di luce e ombra che sembrano respirare.

Sono storie che non si limitano a intrattenere: trascinano. Ti catturano come un’antica maledizione, ti fanno sentire il rumore dei passi nella neve, l’odore del sangue sulla terra, il canto gelido del vento che annuncia che nulla sarà più come prima.


L’eredità di Milazzo e Manfredi: un West che parla al presente

Questa nuova edizione è più di una ristampa. È un atto d’amore verso due autori che hanno ridisegnato la geografia del fumetto d’avventura italiano.
Magico Vento non è solo azione, non è solo western, non è solo horror.
È un’opera che riflette sulle identità spezzate, sul rapporto tra uomo e natura, tra cultura dominante e popoli che resistono, tra razionalità e misticismo.

E in un’epoca in cui la narrazione supereroistica invade ogni media, tornare a un eroe fragile, inquieto e profondamente umano come Ned Ellis significa riscoprire la forza di un racconto che non cerca effetti speciali, ma li genera pagina dopo pagina.


Un volume per chi ama il fumetto come portale

Questa raccolta è perfetta per chi vuole scoprire o riscoprire le radici più mature e affascinanti della narrativa disegnata italiana.
Milazzo non illustra: evoca.
Manfredi non scrive: scolpisce.

Chi sfoglia queste pagine percepisce la loro alchimia artistica, quella sinergia rara che permette a un fumetto di diventare letteratura visiva, mito contemporaneo, memoria collettiva.

E come spesso accade nel West di Magico Vento, la pista che imbocchiamo non è mai quella che immaginiamo.


E ora tocca a voi, viandanti della Frontiera

Avete vissuto le avventure di Magico Vento negli anni d’oro delle edicole?
Avete scoperto Ned Ellis più tardi, magari grazie alle ristampe?
O questo volume sarà il vostro ingresso nel suo mondo?

Raccontatelo nei commenti: la community di CorriereNerd.it, come sempre, è pronta a condividere storie, ricordi e teorie.

Il West oscuro di Milazzo e Manfredi vi aspetta.
E forse, una volta messo piede sulla Pista senza ritorno, non vorrete più tornare indietro.

Ken Parker – Il respiro e il sogno: il silenzio che parla al cuore del West

Ci sono fumetti che non si leggono soltanto: si respirano. Che non hanno bisogno di parole per raccontare, perché bastano i silenzi, i cieli larghi e i volti segnati dal vento per dire tutto. Ken Parker – Il respiro e il sogno, il nuovo volume targato Sergio Bonelli Editore in uscita il 5 dicembre in libreria e fumetteria, è uno di quei rari casi in cui il disegno diventa linguaggio puro, un atto di poesia visiva capace di catturare l’essenza di un personaggio leggendario.

Ken Parker, “Lungo Fucile” per gli amici e per i lettori che lo seguono da quasi cinquant’anni, è nato nel 1974 dalla penna di Giancarlo Berardi e dal pennello di Ivo Milazzo. In un periodo in cui il western a fumetti sembrava appartenere a un’epoca finita, i due autori italiani hanno avuto il coraggio di reinventarlo, trasformandolo in un mezzo per parlare di umanità, di scelte, di ideali e fragilità. Parker non è mai stato il cowboy classico, ma un uomo in cammino: un antieroe che attraversa l’America tra il 1868 e il 1908, osservando la nascita e la decadenza di un mondo in mutamento, sempre guidato da una bussola morale che lo distingue più delle sue armi.

Dal debutto nel giugno 1977 sulle pagine della Cepim (l’antenata della Bonelli), la serie ha saputo conquistare una nicchia di lettori appassionati e fedeli. Anno dopo anno, tra interruzioni, ristampe e nuovi formati, Ken Parker è diventato un culto, amato per la sua capacità di raccontare il West non come un luogo di avventura fine a sé stessa, ma come metafora della condizione umana. Non a caso, l’ultimo episodio inedito – Fin dove arriva il mattino, del 2015 – ha segnato il ritorno di un personaggio che, nonostante il tempo, non ha mai smesso di incarnare la ricerca di libertà e giustizia.

Con Il respiro e il sogno, Ivo Milazzo torna a dare voce – o meglio, silenzio – al suo eroe. Il volume raccoglie quattro storie brevi, completamente mute, che raccontano le quattro stagioni della vita e della natura attraverso lo sguardo disincantato di Ken. Un racconto circolare che si apre e si chiude con la stessa delicatezza con cui soffia il vento sulle praterie, unendo la dolcezza e la crudeltà del tempo che passa.

Senza dialoghi, senza didascalie, la narrazione si affida interamente alla potenza visiva degli acquerelli di Milazzo, capaci di restituire emozioni, ritmo e profondità solo con la luce e il colore. Ogni tavola è un respiro sospeso tra pittura e cinema: un’inquadratura che lascia parlare le nuvole, le ombre, i gesti minimi. È un esercizio di essenzialità, ma anche una sfida alla percezione del lettore, chiamato a “sentire” il fumetto più che a leggerlo.

Le quattro storie, apparentemente semplici, diventano così un viaggio interiore: il sogno di un uomo che osserva la vita scorrere come il vento tra i canyon, che si misura con la natura e con se stesso, senza bisogno di parole per comprendere la grandezza e la fragilità del mondo. C’è malinconia, certo, ma anche una dolcezza che solo l’arte di Milazzo sa restituire: quella di un autore che da sempre dipinge il silenzio come il luogo più autentico dell’anima.

Ad accompagnare il volume, l’introduzione firmata da Graziano Frediani, significativamente intitolata “Fino a dove, fino a quando”: un invito a riflettere sulla lunga corsa di Ken Parker, su ciò che rappresenta per la storia del fumetto italiano e per una generazione di lettori cresciuti con la sua etica ruvida ma limpida.

Il respiro e il sogno è molto più di una raccolta di storie: è un omaggio all’arte del non detto, un ponte tra la tradizione del fumetto d’autore e la poesia visiva di un linguaggio universale. È la conferma che il silenzio, se guidato dal talento, può essere più eloquente di mille parole.

Quando chiuderete il volume, vi resterà dentro una sensazione precisa: quella di aver camminato di nuovo accanto a Ken, ascoltando soltanto il rumore del vento e il battito del cuore del West.

GEN Festival 2025: la rivoluzione pop ai Giardini Luzzati tra fumetti, creatività e un cuore nerd che batte fortissimo

Se sei un amante del fumetto, della cultura pop, dei personaggi straordinari e delle storie che lasciano il segno, segnati queste date: sabato 28 e domenica 29 giugno. Perché Genova sta per trasformarsi in una vera e propria mecca per i nerd, i geek e per chiunque ami lasciarsi trasportare dalla forza travolgente dell’immaginazione. Stiamo parlando di GEN Festival 2025 – dalla parte del Fumetto, la seconda edizione di un evento che promette (e mantiene) di essere il punto di incontro perfetto tra arte sequenziale, musica, creatività e una celebrazione collettiva del talento.

Dopo il successo della scorsa edizione, GEN torna a infiammare i Giardini Luzzati, nel cuore del centro storico di Genova, con un programma ricchissimo e completamente gratuito. Sì, hai capito bene: tutto gratis, ma il valore delle esperienze che ti porterai a casa sarà impagabile. L’iniziativa è prodotta da CDM Lab con la direzione artistica dell’ARF! Festival – uno dei nomi più autorevoli nel panorama del fumetto italiano – in collaborazione con i Giardini Luzzati – Spazio Comune, e con il patrocinio della Regione Liguria. Il risultato? Un mix esplosivo di qualità, accessibilità e pura passione.

GEN 2025 è molto più di una fiera del fumetto: è un’esperienza culturale immersiva, un viaggio nel mondo delle nuvole parlanti, delle illustrazioni che raccontano, delle graphic novel che pungono il cuore. È un’occasione per vedere da vicino come nascono i personaggi che popolano le nostre librerie, gli albi che ci accompagnano da decenni e le nuove storie che si fanno largo tra le pagine con forza e freschezza. Per due giorni Genova si fa portavoce della contemporaneità, tra linguaggi visivi, riflessioni, contaminazioni artistiche e, soprattutto, incontri con chi il fumetto lo vive e lo crea ogni giorno.

Quest’anno il parterre degli ospiti è da applausi a scena aperta. Tra i nomi che fanno già battere i cuori dei fan spiccano Giada Belviso, disegnatrice per la Marvel e artefice del rilancio di Laura Kinney: Wolverine, e Luca Enoch, co-creatore del mitico Dragonero per Sergio Bonelli Editore, una delle penne fantasy più autorevoli in Italia. Con loro anche Stefano Zanchi, noto per i suoi lavori in casa Disney e Panini Comics, che con il suo tratto raffinato ha dato vita a storie indimenticabili.

Ma non è tutto. A impreziosire l’edizione 2025 c’è Manuele Fior, vero artista del graphic novel europeo, autore di capolavori come Cinquemila chilometri al secondo e Celestia, e vincitore del prestigioso Fauve d’Or ad Angoulême. Sarà lui a firmare il manifesto ufficiale del festival, ma soprattutto porterà con sé la sua visione intensa e poetica in un incontro imperdibile. E poi arriva Ivo Milazzo, leggenda vivente, creatore di Ken Parker, maestro assoluto del western a fumetti e una colonna portante della scuola italiana: cinquant’anni di carriera condensati in un weekend ricco di racconti, aneddoti e ispirazione.

Tra le presenze che vale la pena scoprire, spicca SantaMatita, nome d’arte della talentuosa Serena Ferrero, vincitrice del Premio Bartoli 2024. Una giovane promessa che è già una certezza, con collaborazioni con Bao Publishing e un’attività intensa come colorista. Le sue opere sono emozionanti, personali, profondamente contemporanee: un vero faro per le nuove generazioni di autori.

E a proposito di nuove generazioni, GEN pensa anche ai più piccoli e alle famiglie. Torna infatti l’Area Kids, uno spazio magico dedicato ai bambini dai 4 anni in su, dove si terranno laboratori creativi curati da illustratori e autori del mondo dell’editoria per l’infanzia. Qui i più giovani potranno creare, disegnare, inventare personaggi e storie, e persino imparare l’inglese disegnando fumetti. Per i più grandi, invece, ci saranno workshop e portfolio review con esperti del settore, perfetti per chi sogna di trasformare la propria passione in un mestiere o semplicemente desidera crescere come autore.

Un altro fiore all’occhiello di GEN Festival 2025 è l’Area Self, raddoppiata rispetto alla scorsa edizione. Ospiterà più di 25 realtà dell’autoproduzione italiana e della microeditoria indipendente. Tra queste ci saranno Mammaiuto, BlekBord, Inuit Editions, Lök Zine, Ragdoll e Subseri: nomi che ogni lettore curioso dovrebbe conoscere. Qui sarà possibile sfogliare e acquistare volumi unici, difficili da trovare nei circuiti mainstream, e scambiare due chiacchiere direttamente con chi li ha creati. Un piccolo paradiso per collezionisti e appassionati.

Ma non si vive di soli fumetti: la sera di sabato 28 giugno salirà sul palco dei Giardini Luzzati Piotta, con un concerto gratuito che promette di accendere l’entusiasmo di tutte le generazioni presenti. L’artista romano porterà la sua carica ironica, i suoi testi pungenti e il suo sound inconfondibile, chiudendo in musica una giornata già di per sé esplosiva.

Il programma del festival è una vera mappa del tesoro per ogni nerd che si rispetti. Si va dai talk tematici con protagonisti d’eccezione, come l’incontro Eroine di ieri, oggi e domani con Belviso ed Enoch, fino a eventi poetici e culturali come S’innamorava di tutto, dedicato a Fabrizio De André, con la partecipazione di Ivo Milazzo. E poi ancora: discussioni sul graphic novel con Manuele Fior, omaggi all’universo Disney con Stefano Zanchi, e dibattiti sulle nuove frontiere dell’espressione artistica nel fumetto indipendente.

Ogni attività è gratuita, ma per i laboratori (soprattutto quelli per bambini) è necessaria la prenotazione sul sito ufficiale genfestival.it. Un consiglio da insider? Prenota in fretta, perché i posti volano.

GEN Festival 2025 è il tipo di evento che non si limita a intrattenere: ispira, connette, semina bellezza. È un invito aperto a tutti – fan hardcore, lettori occasionali, famiglie curiose, artisti in erba – a immergersi in un mondo dove l’immaginazione è regina e le storie prendono vita tra le mani di chi le ama davvero. Se sei a Genova o nei dintorni, non puoi mancare. E se sei lontano, potrebbe essere l’occasione perfetta per una gita nerd con vista mare.

Ci vediamo ai Giardini Luzzati! E se parteciperai, raccontaci la tua esperienza, condividila sui social con l’hashtag #GENFestival2025 o taggaci: noi del CorriereNerd.it saremo lì con i taccuini (e i cuori) aperti!

Ken Parker – “Fin dove arriva il mattino”: il ritorno dell’ultima alba di un eroe senza tempo

C’è un eroe nel pantheon del fumetto italiano che, più di ogni altro, ha saputo cavalcare la Storia e le storie con la delicatezza di un poeta e il cuore di un ribelle. Il suo nome è Ken Parker. E per tutti gli amanti della Nona Arte, il 23 maggio 2025 è una data da segnare a fuoco nel calendario: Sergio Bonelli Editore riporta in libreria e in fumetteria KEN PARKER. FIN DOVE ARRIVA IL MATTINO, la nuova edizione dell’epilogo più struggente, umano e lirico che il fumetto western italiano abbia mai conosciuto.

In un’epoca in cui il mito del cowboy si è spesso ridotto a una sfilza di cliché, Ken Parker ha sempre fatto eccezione. Nato nel 1977 dalla mente di Giancarlo Berardi e dalla matita ispirata di Ivo Milazzo, il personaggio ha rappresentato un punto di rottura, un’evoluzione del genere che ha sfidato i confini tra narrativa popolare e letteratura. E adesso, quella storia che sembrava persa nei meandri dell’introvabilità editoriale, torna finalmente in una nuova veste cartonata, elegante e definitiva, arricchita da un’introduzione di Graziano Frediani che ne contestualizza la portata emotiva e artistica.

Fin dove arriva il mattino non è semplicemente l’ultima avventura di Ken Parker. È un addio. Ma non uno di quelli urlati o retorici. È un saluto lieve, sussurrato tra le pagine, nella luce fioca di un’alba che si ostina a sorgere, come se anche il sole facesse fatica a lasciar andare un uomo così. Il “Lungo Fucile”, come veniva chiamato, si guarda indietro, fa i conti con le sue cicatrici – fisiche e dell’anima – e poi si allontana, lasciandoci con quella sensazione agrodolce che solo i grandi finali sanno dare.

Questo volume è molto più di un oggetto da collezione. È un’opera che chiude il cerchio su una delle saghe più significative e profonde mai scritte nel fumetto italiano. Un viaggio che ha attraversato temi sociali, storici e morali con una delicatezza narrativa che ha saputo parlare di femminismo, razzismo, giustizia e libertà senza mai cedere al didascalico. Ken Parker non ha mai avuto le risposte, ma ha sempre avuto il coraggio di farsi le domande giuste.

Con la riedizione cronologica della serie già in corso nelle edicole e fumetterie, Sergio Bonelli Editore compie un gesto d’amore verso i lettori vecchi e nuovi, offrendo loro l’occasione di riscoprire o conoscere per la prima volta un personaggio che ha saputo rendere umano il mito del West. Perché Ken Parker non era un pistolero infallibile, né un eroe invincibile. Era un uomo. E questo lo ha reso eterno.

In un mondo dominato da supereroi ipertrofici e narrazioni granitiche, ritrovare Ken Parker è come riascoltare una vecchia ballata folk: malinconica, intensa, vera. Un’esperienza che tocca corde profonde, e che oggi più che mai abbiamo bisogno di riscoprire.

E voi, siete pronti a tornare a cavalcare accanto a Ken Parker, un’ultima volta? Condividete questo articolo e fateci sapere quali ricordi avete legati a questo personaggio indimenticabile. Raccontatecelo sui social, e magari, come Ken, lasciatevi trasportare laggiù… fin dove arriva il mattino.

L’arte di Ivo Milazzo. Nick Raider. Il debutto della collana dedicata al grande autore

Sergio Bonelli Editore apre un nuovo capitolo nella celebrazione del maestro del fumetto Ivo Milazzo, con il debutto della sua collana “L’arte di Ivo Milazzo”, un viaggio nell’universo visivo di uno degli artisti più raffinati del panorama fumettistico contemporaneo. Il primo volume, che arriverà in libreria il 4 aprile, è un tributo a una delle sue creazioni più celebri: Nick Raider, il poliziotto ideato da Claudio Nizzi nel 1988. Questo numero raccoglie due storie iconiche che incarnano perfettamente il realismo crudo e la tensione emotiva che hanno reso questo personaggio un punto di riferimento per gli appassionati del genere noir.

L’arte di Milazzo è un perfetto equilibrio tra grazia e potenza. Il suo tratto, delicato e preciso, è capace di immergere il lettore in un’atmosfera che unisce la leggerezza della pittura all’intensità delle emozioni. In questo primo volume, l’artista esplora i meandri più oscuri della città di New York in “Omicidio al Central Park” e ci porta nel vortice di una passione distruttiva con “Jimmy e Juanita”, racconti che non solo sono esperti esempi di narrazione grafica, ma anche profonde meditazioni sul lato oscuro dell’animo umano. La sua visione di Nick Raider è senza compromessi, e Milazzo riesce a restituire la crudezza della vita urbana senza mai scadere nel sensazionalismo, ma mantenendo sempre un senso di realismo palpabile.

Ciò che colpisce maggiormente nel lavoro di Milazzo è la sua cura meticolosa nel trattamento del segno. Ogni tratto sembra essere guidato da una riflessione profonda sulla materia, sul supporto su cui il disegno è realizzato. Non si tratta di un semplice disegno: ogni linea sembra rispettare la carta, quasi fosse una carezza. La leggerezza del tratto, la sottigliezza con cui le immagini prendono forma, rivelano una sensibilità rara, che fa di Milazzo non solo un narratore, ma anche un poeta visivo. In questo senso, la sua scelta dell’acquarello come tecnica di colorazione non è casuale. L’acquarello, infatti, non sovrasta mai il disegno, ma si fonde con esso, rimanendo sempre trasparente, come un’ombra delicata che lascia respirare l’immagine. Il risultato è un’armonia che, pur mantenendo il peso drammatico delle storie, non rinuncia mai a una qualità visiva che sa essere lieve e al contempo potente.

Ivo Milazzo è riuscito a conquistare il cuore dei lettori non solo per la sua abilità nel disegnare l’azione e la suspense, ma anche per il suo approccio alla narrazione emotiva. La sua capacità di raccontare la tragedia senza esagerare, di evidenziare la forza dei sentimenti senza mai cadere nella retorica, è uno dei tratti distintivi che rendono il suo lavoro così speciale. E se si parla di eleganza, un esempio perfetto lo troviamo nella copertina che Milazzo realizzò per “Casa dolce casa”, un episodio della serie Ken Parker. Lì, più che una scena di azione, vediamo il protagonista in un momento di serenità, un’immagine che trasmette calma e riflessione. Un cavallo stanco, ma tranquillo, che si fa trasportatore di una vita più semplice, quasi rurale, in contrasto con il tumulto di emozioni che altrimenti avvolgerebbero la scena. Questo è il vero talento di Milazzo: riesce a raccontare l’avventura e il dramma partendo da una visione che privilegia la serenità, la quiete, l’armonia come le emozioni più potenti e vere.

Milazzo ci insegna che, per dipingere la tragedia e la sofferenza, è necessario partire dalla comprensione e dall’armonia. Le sue storie, seppur immerse nel crimine e nell’oscurità, non sono mai gratuite, non sono mai esagerate. Il suo segno è il veicolo di una poetica che riesce a toccare le corde più profonde dell’animo umano, parlando di dolore, di passione e di morte, ma sempre con un’incredibile leggerezza, come se ogni pagina fosse il respiro di un paesaggio che non smette mai di incantare. E forse, in quest’armonia delicata, sta il vero segreto del suo successo: Milazzo riesce a farci vedere l’avventura sotto una luce che non è mai stata così pura, mai così autentica.

Con il debutto di questa collana, Sergio Bonelli Editore rende omaggio a un maestro che non smette di sorprendere, e questo volume dedicato a Nick Raider è solo l’inizio di un viaggio visivo che promette di esplorare le meraviglie e i misteri del tratto e della narrazione di Ivo Milazzo. Un’occasione imperdibile per gli amanti del fumetto, ma anche per chi cerca un’esperienza artistica capace di travolgere senza mai rinunciare alla delicatezza.

Sergio Bonelli Editore presenta “Tex: sangue sul Colorado”

Il 2024 segna un altro importante capitolo nella storia di Tex, il leggendario personaggio creato da Giovanni Luigi Bonelli e Aurelio Galleppini. Sergio Bonelli Editore annuncia con entusiasmo l’uscita di “Tex: Sangue sul Colorado”, un’opera che riporta in auge una delle avventure più iconiche del famoso ranger, prevista per l’8 novembre. Questo volume non solo celebra un classico del fumetto italiano, ma lo fa in grande stile, presentando una versione rinnovata e ricca di contenuti esclusivi.

“Tex: Sangue sul Colorado” è stato originariamente pubblicato nel 1999 e, per questa nuova edizione, la sceneggiatura è firmata da Claudio Nizzi, uno degli autori più apprezzati dell’universo di Tex. Nizzi ha saputo dare vita a storie avvincenti e ricche di tensione, e in questo caso non fa eccezione. I disegni, magistralmente realizzati da Ivo Milazzo, uno dei più celebri illustratori del fumetto, conferiscono al volume un’atmosfera intensa e coinvolgente. La combinazione di testo e immagini rende ogni pagina un’esperienza visiva straordinaria, capace di attrarre tanto i neofiti quanto i fan di lunga data.

Il racconto si sviluppa in un contesto turbolento: Kit Willer, il giovane ranger, si trova intrappolato a Silver Creek dopo aver ucciso un uomo in legittima difesa. La cittadina, una volta tranquilla, è caduta sotto il controllo di Guy Mac Lean, un personaggio sinistro e corrotto, che ha messo le mani su gran parte delle attività commerciali e ha persino infiltrato il suo potere nel sistema giudiziario. È in questo scenario di degrado e corruzione che Tex, il protagonista indiscusso della serie, entra in scena per ristabilire la giustizia. La narrazione si dipana in un’atmosfera di crescente tensione, in cui i rangers, simboli di giustizia e onore, cercano di fare luce sulle malefatte del potere.

La nuova edizione di “Tex: Sangue sul Colorado” si presenta in un formato grande, rendendo giustizia alle splendide illustrazioni di Milazzo, che riescono a catturare perfettamente l’essenza del Far West e dei suoi personaggi. A rendere l’opera ancora più speciale, Sergio Bonelli Editore offre una edizione limitata e numerata di sole 999 copie, ciascuna con una stampa esclusiva realizzata appositamente per l’occasione dall’artista. Questo fa di “Tex: Sangue sul Colorado” un vero e proprio oggetto da collezione, destinato a diventare un tesoro per gli appassionati e i collezionisti.

Oltre alla storia avvincente, il volume è arricchito da contributi speciali. La sezione “L’anima e il respiro”, scritta dallo stesso Sergio Bonelli, offre uno sguardo profondo sull’universo di Tex, mettendo in evidenza il legame speciale tra il personaggio e il suo creatore. Inoltre, “Ivo Milazzo: l’essenza del sentimento”, redatto da Luca Crovi e Graziano Frediani, esplora la carriera e l’approccio artistico di Milazzo, rendendo omaggio alla sua straordinaria capacità di evocare emozioni attraverso il disegno. Con il suo mix di avventura, giustizia e riflessione, questo albo promette di conquistare i lettori e di rinvigorire l’amore per uno dei personaggi più amati del panorama fumettistico. L’uscita dell’8 novembre rappresenta, dunque, un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di Tex e del fumetto in generale.

ARF! presenta il nuovo festival GEN che celebra l’arte e la creatività del fumetto

A Genova, il 13, 14 e 15 settembre 2024 arriva GEN, il nuovo evento interamente dedicato al Fumetto, una full immersion di 3 giorni di mostre esclusive, grandi ospiti dall’Italia e dall’estero, live performance e laboratori KIDS, una SELF Area dedicata all’autoproduzione e alla microeditoria indipendente, un bookshop con i firmacopie non-stop di tutte le autrici e gli autori presenti al Festival, tutto interamente a ingresso gratuito! La prima edizione di GEN, con la direzione artistica di ARF Festival! è prodotta da CDM Lab insieme a Giardini Luzzati (il Ce.Sto) e si terrà durante lo svolgimento dell’ottava edizione di M.U.R.A. (Movimento Urbano Reti Artisti) che quest’anno prende il sottotitolo “Comics Edition”.

Camminando per i caruggi del Sestiere del Molo, da Porta Soprana alla Chiesa medievale di San Donato, nello spazio multifunzionale e archeologico dei Giardini Luzzati, straordinario punto di riferimento della partecipazione pubblica e della creatività della città, troveremo autrici e autori, protagonisti assoluti della kermesse, insieme alle loro storie, ai personaggi, ai libri e soprattutto a lettori e appassionati che – sin da questa prima edizione – potranno vivere un’esperienza immersiva di incontro e confronto «dalla parte del Fumetto» in ogni suo genere, formato, in ogni sua possibile declinazione.

L’apertura è affidata alla spettacolare performance dell’artista croato Danijel Žeželj – illustratore, fumettista e graphic designer pubblicato in tutto il mondo da editori come DC Comics, Marvel, Image, Dark Horse, DSTLRY, Dargaud e Mosquito e da testate internazionali come il The New York Times, il San Francsico Guardian o il The Washington Chronicle – che salirà sul palco esterno dei Giardini Luzzati per realizzare un gigantesco live painting, accompagnato dalle musiche dal vivo del trombettista Ramon Moro (a cui Žeželj realizzò la copertina dell’album Offering nel 2020), per una serata di suggestioni sonore e visive di rara intensità.

Il manifesto della prima edizione, così come la prima delle due mostre che verranno allestite all’interno dell’area archeologicica dei Giardini Luzzati, è firmato dalla fumettista e illustratrice Agnese Innocente, già vincitrice del prestigioso Premio Andersen 2021 come “Miglior libro a fumetti dell’anno” con Girotondo, scritto da Sergio Rossi. La giovane autrice toscana (classe 1994), amatissima da pubblico e critica, vanta già numerose pubblicazioni con Piemme, Mondadori, Einaudi Ragazzi, Erickson, Rizzoli, Disney, Papercutz, Space Between Entertainment, Il Castoro, Il Battello a Vapore, De Agostini, Giunti e Glénat Editions. Dell’autrice nel corso del 2024 sono usciti due nuovi graphic novel: Heartbreak Hotel (il Castoro) sui testi di Micol Arianna Beltramini e, per il mercato francese, Audrey Hepburn – Un ange aux yeux de faon (Glénat) sui testi di Jean-Luc Cornette, le cui tavole ancora inedite stanno esposte, grazie a GEN, per la prima volta.

A giungere da Oltralpe saranno anche lo sceneggiatore Martin Quenehen e il disegnatore Bastien Vivès, che hanno reinterpretato un’icona mondiale come Corto Maltese grazie a una loro versione “aggiornata e ringiovanita” del celebre marinaio, traghettandolo nel XXI Secolo con i due libri Oceano Nero e La Regina di Babilonia (pubblicati in Italia da Cong Edizioni) senza tradirne la sua natura romantica, scanzonata e disincantata, anarchicamente leale. I due autori saranno ospiti di GEN e la mostra Il Corto di Martin e Bastien, a Genova in anteprima assoluta, – realizzata in collaborazione con la Cong stessa – esporrà sia alcune tra le migliori tavole digitali tratte dai due libri che alcuni bellissimi disegni originali realizzati in china e acquerello da Vivès in occasione di due esposizioni alla Galleria Manjari & Partners di Parigi.

La terza esposizione in programma, la mostra “diffusa” The Genoeser Unleashed, è un’antologica che ha l’obiettivo di accendere un riflettore sull’illustrazione e le arti visive attraverso le copertine di una rivista immaginaria, per raccontare bellezze e contraddizioni di Genova. The Genoeser – omaggio alla storica rivista The New Yorker a alle sue celebri copertine – è «un progetto artistico collettivo, una finestra sulle storie di chi vive il capoluogo ligure ogni giorno, di chi l’ha lasciata e mai dimenticata, di chi – seppur di passaggio – ha potuto viverla in tutte le sue sfaccettature».

Ricchissimo il programma della Sala Talk, luogo di incontro e confronto tra autrici, autori e pubblico, che, nell’arco del weekend, vedrà la presenza di tantissimi protagonisti del fumetto e dell’illustrazione ma anche della cultura e dello sport, come l’attuale Vicepresidente vicario del CONI Silvia Salis e il giornalista e scrittore Federico Traversa.

All’interno della Sala Talk di avvicenderà un roster da grandi occasioni: da Ivo Milazzo – con un’attesissima Lectio Magistralis moderata da Lu Vieira – a Paolo Bacilieri, che condividerà il palco con Danijel Zezelj sul tema delle “geometrie cittadine”; da Claudio Calia e il suo graphic novel dedicato alla vita di Don Andrea Gallo agli autori Disney (ma non solo) Davide Aicardi, Sergio Badino, Francesco DIppolito, Andrea Ferraris e Giorgio Salati; dalla scrittrice Micol Arianna Beltramini con Agnese Innocente a Simona Binni (dove si parlerà anche di Resistenza e antifascismo); dal bestseller Davide Costa a Manfredi Toraldo (attuale Direttore della Scuola Internazionale di Comics di Genova), a Matteo Penna, Andrea Tridico, Alessandro Ripane, Enrico Macchiavello, Giulia Masia, Ste Tirasso, Francesca Sperti e Corinna Trucco di The Genoeser, fino ai super ospiti francesi Quenehen e Vivés che verranno moderati dal giornalista, critico e storico dell’immagine, Ferruccio Giromini.

Importante: l’accesso alla Sala Talk è gratuito e prevede un numero massimo di persone (circa 70). Per parteciparvi farà fede la formula «fino ad esaurimento posti» con una precedenza ai possessori della tessera dei Giardini Luzzati – il cui costo è di 10 euro e che, pur non essendo obbligatoria, garantisce suddetta priorità (https://www.spazio-comune.org/tessere-giardini-luzzati/)

Ogni autrice e autore che si avvicenderà nella Sala Talk di GEN, non appena terminato il proprio panel, si sposterà al bookshop del Festival – gestito dalla Libreria Sulla Strada di Genova – per session di dediche e firmacopie.

In questa prima edizione di GEN non poteva mancare la coloratissima Area KIDS, lo spazio con i laboratori creativi (a iscrizione gratuita tramite Eventbrite) che conterà sulle docenze di alcune tra le migliori firme italiane dell’editoria per bambini e ragazzi che verranno condotti lungo i percorsi della creatività e dell’immaginazione, tra pastelli, pennarelli, personaggi e storie da inventare. Laboratori per tutti i gusti e per tutte le fasce di età, con Ste Tirasso, Enrico Macchiavello, Giorgio Salati e Christian Cornia, Simona Binni, Chiaretta della Lucca Manga School, Sergio Olivotti, Sualzo, Vinci Cardona e Gud.

Ultima ma non ultima, l’esuberante e «festosamente chiassosa» SELF Area di GEN – un vero e proprio Festival nel Festival – che proporrà una ricca selezione tra le migliori realtà italiane dell’autoproduzione e della microeditoria indipendente, rappresentate nel 2024 da Amianto Comics, Attaccapanni Press, Bangarang Comics!, BMR Production, Bonny Zed, Frankenstein Magazine, Emanuele Giacopetti, Inuit, Lök Zine, MalEdizioni, Mammaiuto, Nalsco, Renape, Tofu & Teppismo. La SELF Area sarà inoltre arricchita da «uno stravagante percorso visivo», tre grandi illustrazioni inedite – Ponente, Centro e Levante – dedicate alla città di Genova realizzate dall’artista Alessandro Ripane.

LE MOSTRE

 

Agnese Innocente • CHAPEAU! 

Toscana, classe ’94, Agnese Innocente è un talento eclettico e genuino che oltrepassa le definizioni di genere young adult, tanto nella caratterizzazione del tratto quanto nella padronanza del colore.

Premio Andersen nel 2021 con “Girotondo” (Il Castoro, 2020), su testi di Sergio Rossi, insieme alla scrittrice Micol Beltramini realizza “Anna dai capelli verdi” (Piemme, 2022; Premio Boscarato al TCBF) e “Heartbreak Hotel” (Il Castoro, 2024). Contemporaneamente in Francia irrompe nel mercato della bande dessinée con “Audrey Hepburn – Un ange aux yeux de faon” (Glénat, 2024) su sceneggiatura di Jean-Luc Cornette.

Nella personale “Chapeau!” saranno esposte tavole, schizzi e layout, inclusi gli inediti dalla graphic novel sulla Hepburn, per raccontare un percorso artistico a tutto tondo come fumettista, storyteller, consapevole autrice digitale e multimediale.

«(…) Agnese è un’artista straordinaria ed estremamente versatile, velocissima e incredibilmente sveglia, che dà il quattrocento per cento in qualsiasi impresa si metta – e se ne contano parecchie, ormai, di queste imprese. Se ti capiterà la fortuna di lavorare con lei sarà meglio che ti baci i gomiti, caro collega scribacchino, perché prenderà la tua storia e la farà risplendere come un diamante.»  Micol Beltramini, dall’introduzione alla mostra

Vivès & Quenehen ospiti del Festival e in mostra con “Il Corto di Bastien e Martin!” 

Coraggioso, se non addirittura rischioso, maneggiare un’icona mondiale come il #CortoMaltese di Hugo Pratt e riproporla traghettando il personaggio nel XXI Secolo, senza tradirne la sua natura romantica, disincantata, anarchicamente leale. Senza tradire l’Avventura con la A maiuscola!

Eppure è questa la riuscitissima impresa compiuta dallo sceneggiatore Martin Quenehen e dal disegnatore Bastien Vivès, straordinari autori che incontreremo nei giorni di GEN!

L’agile scrittura di Quenehen e l’eleganza del segno di Vivès restituiscono alle tavole una fluidità “cinematografica”, da autentici maestri nell’uso del linguaggio-Fumetto.

Ne “Il Corto di Bastien e Martin” saranno esposte tavole da “Oceano Nero” e “La Regina di Babilonia” (Casterman/Cong) e una serie di splendidi originali – ancora inediti in Italia – realizzati da Vivès in occasione di due mostre presso la Galleria Manjari & Partners di Parigi.

«Riconosci la velocità, il dinamismo e la poesia più che la poetica. Ed è questa, forse, la cosa più bella di tutte. L’armonia che è stata raggiunta, l’equilibrio totale tra sceneggiatura e illustrazioni e la costruzione della tavola che si è piegata, talvolta letteralmente, ai bisogni del racconto.»  Gianmaria Tammaro, dall’intro alla mostra

Prodotta in collaborazione con @cong_pratt

THE GENOESER UNLEASHED 

In mostra le copertine illustrate di una rivista immaginaria, per raccontare bellezze e contraddizioni di Genova

The Genoeser è un progetto artistico collettivo, una finestra sulle storie di chi vive Genova ogni giorno, di chi l’ha lasciata e mai dimenticata, di chi seppur di passaggio ha potuto viverla in tutte le sue sfaccettature.

Omaggio alla storica rivista “The New Yorker” e alle sue celebri copertine, The Genoeser si inserisce nel network internazionale iniziato con il progetto pilota “The Parisianer”, con l’obiettivo di accendere un riflettore sull’illustrazione e le arti visive nel capoluogo ligure.

PROGRAMMA COMPLETO

Venerdì 13 settembre

💥 Ore 21.30, Palco esterno

LIVE: Danijel Žeželj & Ramon Moro – Live painting & music

Il celebre fumettista, illustratore e graphic designer croato pubblicato in tutto il mondo Danijel Žeželj realizzerà dal vivo un’opera che toccherà i cinque metri di larghezza.

Ad accompagnarlo, il trombettista Ramon Moro condividerà per la prima volta il palco con Žeželj (l’artista croato firmò nel 2020 la copertina dell’album di Moro Offering). «Denso, oscuro e intensamente visionario» come il suono avvolgente dei suoi strumenti a fiato – la tromba, il flicorno – miscelati agli effetti ritmici ed elettronici delle sue pedaliere. Uno spettacolo di suggestioni sonore e visive di rara intensità.

Sabato 14 settembre

💥 11:00/12.00

Sport e fumetto. Un matrimonio possibile?

In Giappone, quella dei manga sportivi è una realtà solida e così seguita da sfociare anche in anime di grande successo. Nel resto del mondo, invece, sport e fumetti difficilmente trovano terreno comune. Ne parliamo coi talenti del fumetto italiano che col loro lavoro stanno provando a invertire la rotta, con Matteo Penna CEO di Web Athletics e con Silvia Salis, vicepresidente vicario del CONI, da sempre attenta a trasformare lo sport in uno strumento di dialogo coi più giovani.

Intervengono: Matteo Penna, Silvia Salis, Manfredi Toraldo, Andrea Tridico. Conduce: Mauro Uzzeo.

💥 12:30/13.30

Il fumetto come linguaggio per rendere il mondo un posto migliore.

Dai tempi di Aristotele, le Storie rappresentano la prima grande fonte d’ispirazione per comprendere come vivere al meglio la propria vita e come contribuire a migliorare quella degli altri. Le Storie possono mostrare una società migliore di quella che ci circonda e aiutarci a renderla reale. Per farlo, però, devono dare voce a chi troppo spesso quella voce non ce l’ha, perché il cambiamento avviene solo se tutti possono farne parte.

Ne parliamo con due artisti il cui percorso artistico mette insieme impegno e leggerezza, resistenza, antifascismo, liberazione e condivisione delle opportunità.

Intervengono: Simona Binni, Davide Costa. Conduce: Mauro Uzzeo

💥 15:00/16.00

Lectio magistralis di Ivo Milazzo

l format di ARF! delle 𝘓𝘦𝘤𝘵𝘪𝘰 𝘔𝘢𝘨𝘪𝘴𝘵𝘳𝘢𝘭𝘪𝘴 – uno dei momenti più alti del Festival romano – arriva a Genova: i Maestri del Fumetto si raccontano durante una performance di disegno dal vivo senza precedenti. Tra aneddoti, storie e segreti.

Con Ivo Milazzo. Conduce: Lu Vieira

💥 16.30/17.30

Hai rubato anche tu questo disegno?

Nel 2013, l’esordiente Alessandro Ripane realizza un’illustrazione per la rivista Lök Zine. Rappresenta due bambini che, ascoltando musica da un vecchio grammofono, vengono travolti dalla sua potenza al punto da ritrovarsi coi volti scarnificati. Un’immagine potente e allo stesso tempo iconica che porta al giovane autore un consenso social che cresce, cresce, e come spesso accade tra le lande dell’internet, deflagra sfuggendo completamente al suo controllo. L’illustrazione viene utilizzata come copertina per dischi, poster, t-shirt serigrafate, tatuaggi, fino ad arrivare a artisti internazionali come i Prodigy e Tom Morello che la rilanciano dai loro canali chiedendosi chi sia il misterioso autore.

E proprio dall’autore – che misterioso non è – ci facciamo raccontare una fotografia che è riflesso dei nostri tempi ma forse anche di ciò che è sempre stata l’arte nel corso della storia dell’uomo.

Con Alessandro Ripane. Conduce: Mauro Uzzeo

💥 18.00/19.00

Walt Disney parla italiano

Nati in America, diventati grandi nel Belpaese: i paperi e i topi della Disney continuano a essere i personaggi più amati dai bambini di tutto il mondo grazie agli autori italiani che, settimana dopo settimana, raccontano le loro avventure adattandole ai nostri tempi. Ne parliamo con alcuni di loro indagando sulla complessità del fare fumetto rivolto ai più giovani e di come, questo tipo di narrazione, possa trovare un punto d’incontro con le loro stesse personalità autoriali.

Intervengono: Davide Aicardi, Sergio Badino, Francesco D’Ippolito, Andrea Ferraris, Giorgio Salati. Conduce: Mauro Uzzeo

Domenica 15 settembre

💥 11.00/12.00

Il romanticismo è un luogo

Viviamo le nostre vite spostandoci da un posto all’altro. Siamo le case in cui cresciamo, quelle che ci costruiamo e quelle da cui fuggiamo. Siamo i letti che abitiamo, gli hotel che lasciamo in disordine, i paesaggi che fotografiamo per tenerli con noi ancora un po’. Siamo i luoghi che plasmano le nostre vite condotte da fragili desideri, a volte indispensabili a volte no.

Ne parliamo con due autrici il cui straordinario percorso artistico è inscindibilmente legato ai posti in cui prendono corpo le loro storie, i loro disegni, i loro colori.

Intervengono: Micol Arianna Beltramini, Agnese Innocente. Conduce: Mauro Uzzeo

💥 12:30/13.30

Le nuove rotte di Corto Maltese

Con Oceano Nero (del 2021) e il recente La regina di Babilonia, lo sceneggiatore Martin Quenehen e il disegnatore Bastian Vivés hanno regalato al mondo la loro personale interpretazione di Corto Maltese, il marinaio nato dal genio artistico e letterario di Hugo Pratt. Due indimenticabili graphic novel che dimostrano la modernità di un personaggio con cui hanno sognato e viaggiato almeno tre generazioni di lettori.

Intervengono: Martin Quenehen, Bastian Vivés. Conduce: Ferruccio Giromini

💥 15:00/16.00

The Genoeser: tutte le facce della stessa città

Un progetto artistico collettivo che vuole raccontare Genova attraverso le copertine di una rivista immaginaria. Omaggio alla storica The New Yorker e alle sue celebri copertine, The Genoeser si inserisce nel network internazionale iniziato con il progetto pilota The Parisianer, con l’obiettivo di accendere un riflettore sulle arti visive nel capoluogo ligure e sul panorama nazionale dell’illustrazione.

Intervengono: Enrico Macchiavello, Giulia Masia, Francesca Sperti, Ste Tirasso, Corinna Trucco. Conduce: Francesca Protopapa

💥 16.30/17.30

Uomini, animali, geometrie cittadine: i mondi di Paolo Bacilieri e Danijel Zezelj

Due straordinari Maestri del Fumetto condividono per la prima volta lo stesso palco per confrontarsi sui luoghi ricorrenti della loro arte. Che sia racconto di genere o autobiografia, dissacrante commedia o distopica tragedia, la riconoscibilissima cifra stilistica dei due autori – fatta da un lato di bianchi e neri sporchi, viscerali e spezzati, dall’altro di tavole piene di vignette ironiche e sensuali in cui realismo e grottesco si fondono insieme – ha contribuito in maniera significativa a infrangere ogni barriera tra il fumetto popolare e quello d’autore.

Intervengono: Paolo Bacilieri e Danijel Zezelj. Conduce: Mauro Uzzeo

💥 18:00/19.00

Il valore della diversità, i diritti per tutti: l’importanza inarrestabile di Don Gallo e del suo retaggio

L’uomo di Chiesa che predicava l’antifascismo, infondeva fiducia ai più fragili, si infiammava di fronte alle ingiustizie e, come cantava l’amico De André, andava in direzione ostinata e contraria. Il prete dei vinti e degli ultimi. Una figura che, partendo dalla sua Genova ha trascorso la sua intera vita a lottare per i diritti di tutti, puntando alla diversità come valore. Ne parliamo con Claudio Calia, uno dei più grandi esponenti italiani del giornalismo a fumetti, e attraverso le parole e la testimonianza di Domenico “Megu” Chionetti, per tanti anni uno dei più stretti collaboratori di Don Andrea Gallo a Genova.

Intervengono: Claudio Calia e Megu. Conduce: Federico Traversa.

Per non perdere nessun aggiornamento e scoprire il programma completo, è possibile seguire le pagine ufficiali di ARF! Il Festival del Fumetto di Roma, CDM Lab e Giardini Luzzati. GEN si preannuncia come una manifestazione imperdibile per tutti gli appassionati del fumetto e per chiunque desideri scoprire la ricchezza e la varietà di questo straordinario medium. Con una programmazione così ricca e diversificata, il festival promette di essere un punto di riferimento fondamentale per il fumetto, non solo a Genova, ma in tutta Italia.

Il Museo del Fumetto di Cosenza

Il Museo del Fumetto di Cosenza ha sede in una location di grande pregio storico-artistico all’interno dell’antico monastero di Santa Chiara, nel cuore della città vecchia di Cosenza. La cospicua collezione permanente vanta firme prestigiose del fumetto italiano ed internazionale tra cui Milo Manara, Gilbert Shelton, Coco di Charlie Hebdo, Enrique Breccia, Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Davide Toffolo, Angelo Stano e Max Frezzato.

Il percorso di visita segue un ordine tematico e si snoda su quattro livelli principali: al piano superiore, la grande sala espositiva che ospita la cupola di copertura dell’antica chiesa di Santa Chiara, a dimostrazione del forte legame tra la contemporaneità delle esposizioni e l’antichità del luogo che le ospita. Ai livelli intermedi le sale espositive vengono introdotte dalle originali scale del complesso monastico e si alternano agli spazi dedicati a laboratori creativi e didattici. Al piano inferiore la sala dedicata alla moto del noto artista Andrea Pazienza, concessa da Marina Comandini, madrina del Museo.

Tanti gli artisti di primo piano che in questi anni sono stati ospiti del Museo: Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Angelo Stano, Marina Comandini, Bruno Brindisi, Davide Toffolo, solo per citarne qualcuno. Ognuno di loro, si è misurato con Cosenza, con le sue verità e le sue leggende. Chi si è cimentato in questa operazione, lo ha fatto attraverso i linguaggi della modernità, rendendo attuale tutto ciò che nella percezione popolare ormai è solo un lontano ricordo chiuso tra i libri di scuola.

In questo modo il Museo è riuscito ad incrementare il turismo culturale, dando una nuova immagine del territorio. Grazie infatti, alla popolarità di personaggi cult del fumetto, come Martin Mystère e Dylan Dog, le tradizioni e la cultura di un territorio hanno viaggiato e continuano a camminare lontano, arrivando sotto gli occhi di tanti, nuovi lettori.

Altra caratteristica dello spazio è la formazione di talenti. Tanti laboratori, workshop, seminari con disegnatori del calibro di Ivo Milazzo, Max Frezzato, la redazione di Charlie Hebdo, hanno indicato nuove strade da percorrere a decine di giovani che hanno deciso di specializzarsi nel mondo dell’arte e del fumetto. Da questa esperienza positiva nasce la Scuola di Fumetto, una moderna industria creativa attiva all’interno del Museo. Laboratori, incontri, racconto del territorio e decine di mostre, come quella dedicata al genio di Andrea Pazienza hanno lasciato una traccia profonda. Tutto con un’unica pretesa, quella di voler raccontare il fumetto per quello che è, solo ed esclusivamente una forma d’arte che riesce a raccontare mille storie sempre diverse tra loro, senza annoiarci mai.

La collezione permanente

La collezione permanente del Museo del Fumetto vanta firme prestigiose tra cui vanno annoverate quelle di Milo Manara, Gilbert Shelton, Coco di Charlie Hebdo, Enrique Breccia, Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Davide Toffolo, Angelo Stano e Max Frezzato. Tra gli obiettivi delMuseo, la creazione di un forte legame tra il mondo dell’arte sequenziale, e il racconto del territorio di appartenenza. Il pubblico, grazie alla padronanza della settima arte di artisti come Marina Comandini Pazienza, Alfredo Castelli, Gianluca Cestaro, che nel corso del tempo hanno interagito con leggende e storie della cultura calabrese rielaborandole in chiave fantastica, può ammirare da vicino opere dove gli artisti hanno reinventato miti e leggende di personaggi storici quali Alarico, Alessandro il Molosso e Annibale, a volte affiancandoli a protagonisti del fumetto seriale italiano come Tex, Martin Mystere e Zagor.

Della collezione permanente fanno parte inoltre, le tavole originali dell’albo speciale “Dylan Dog. Un amore mostruoso a Cosenza” pubblicato nel 2014. Il numero fuoriserie, diventato oggetto di culto per i collezionisti, è nato dalla collaborazione tra il Festival del Fumetto “Le strade del Paesaggio” e la storica e longeva casa editrice “Sergio Bonelli Editore”. Il susseguirsi delle tavole, esposte tra le mura dell’antico monastero, oggi sede del Museo del Fumetto, trascina lo spettatore in un viaggio inaspettato nelle strade della città bruzia, un tour insolito e surreale guidato dall’indagatore dell’incubo e dal suo assistente Groucho Marx.

Nel percorso espositivo anche la moto appartenuta ad Andrea Pazienza, con il baule, dove lo straordinario Paz aveva tracciato un disegno del leggendario Zanardi.

Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo di nuovo insieme, per Edizioni NPE

Era il 1974 quando uscì la prima storia di Ken Parker: l’atipico personaggio western, protagonista dell’omonima serie ideata da Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo. Per il suo linguaggio innovatore e le tematiche progressiste, l’intuizione dei due autori liguri segnò una svolta nel fumetto di genere e resta ad oggi una delle opere più amate del fumetto italiano. 
Una lunga e proficua collaborazione quella tra Berardi e Milazzo, che ha dato alla luce numerose storie e appassionato migliaia di lettori.
A distanza di anni dall’ultimo lavoro assieme, l’amata coppia di autori si ritrova per firmare una gigantografia di Ken Parker stampata su iniziativa di Edizioni NPE. Un’edizione limitata e numerata (100 esemplari) autografata in originale dallo sceneggiatore Giancarlo Berardi e dal disegnatore Ivo Milazzo.
Un pezzo da collezione presentato in anteprima dalla casa editrice in occasione dell’ultima edizione di Lucca Comics, appena conclusa.

Rapalloonia: XLVIIª Mostra Internazionale dei Cartoonists

La Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, ritorna dopo uno stop forzato dovuto ad una concatenazione di eventi, con un’entusiasmante 47ma edizione. La Mostra, organizzata dal Comune di Rapallo in collaborazione con l’Associazione Culturale Rapalloonia, si terrà nei giorni 1-9 ottobre 2022 presso la nuova location di Villa Queirolo. 

Il weekend di apertura vedrà la presenza di molti autori di fumetto che si riverseranno per le strade della città:Davide Aicardi, Mirka Andolfo, Sergio Badino, Paola Barbato, Egle Bartolini, Federico Bertolucci, Enrico Bertozzi, Frédéric Brrémaud, Ivan Bigarella, Sergio Cabella, David Goy, Barbara Canepa, Giampiero Casertano, Andrea Cuneo, Matteo De Longis, Paolo De Lorenzi, Loris De Marco, Marta De Vincenzi, Pasquale Del Vecchio, Francesco D’Ippolito, Elisa 2B, Tito Faraci, Andrea Ferraris, Piero Fissore, Andrea Freccero, Junopika, Lorenzo La Neve, Roberto Lauciello, Enrico Macchiavello, Vitale Mangiatordi, Enzo Marciante, Alessia Martusciello, Corrado Mastantuono, Gianluca Mattossovich, Fabrizio Mazzotta, Anna Merli, Ivo Milazzo, Luca Laca Montagliani, Jackmourz, Nova, Leo Ortolani, Gabriele Parma, Dottor Pira, Alberto Aurelio Pizzetti, Teresa Radice, Stefano Rolli, Giorgio Salati, Alberto Savini, Claudio Sciarrone, Matilde Simoni, Donald Soffritti, Marco Sonseri, Mattia Surroz, Giovanni Talami, Stefano Turconi, Greta Xella, Stefano Zanchi, Pietro B. Zemelo, Silvia Ziche.

Per festeggiare al meglio il ritorno di Rapalloonia, nel 50° anniversario della fondazione, è stata allestita a una mostra celebrativa dei due numi tutelari e fondatori: Luciano Bottaro e Carlo Chendi. Alla fine degli anni ‘60 i due artisti costituiscono insieme al grande Giorgio Rebuffi uno studio editoriale per tutelare i propri diritti d’autore e produrre storie e servizi fumettistici: lo Studio BiErreCi. È l’inizio di un’avventura che durerà più di 15 anni, fino alla prima metà degli anni ‘80, e che produrrà centinaia di storie, ma terrà anche a battesimo molti autori attivi negli anni successivi, dando reale corpo alla scuola di Rapallo. La mostra avrà spazi dedicati ai tre artisti principali, con tavole originali (dagli archivi degli eredi e da collezionisti italiani) e documenti esposti per la prima volta, ma anche una sezione con le testimonianze e i lavori dei collaboratori più significativi dello Studio.

Le Strade del Paesaggio: Festival del Fumetto di Cosenza

Dal 30 giugno al 17 luglio 2021 torno il Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio: questa XIV edizione  si  svolge nel cuore di Cosenza, toccando e ridisegnando vari luoghi in uno scenario incantato: il Museo del Fumetto, un antico convento splendidamente restaurato, il MAM, il Teatro cittadino “A.Rendano”, il Palazzo della Provincia e la villa comunale.  Tanti gli artisti che in dieci anni hanno fatto parte della storia del Festival e hanno attraversato questi luoghi: Milo Manara, Gilbert Shelton, Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Riccardo Mannelli, Charlie Hebdo, Angelo Stano, Bruno Brindisi, Davide Toffolo, Enrique Breccia, Alessandro Rak.

Attraverso la maestria del disegno e della parola, gli ospiti hanno raccontato storie antiche e vecchie leggende, popolando le strade e i vicoli della città con supereroi, cowboy e mostri venuti da mondi lontani, grazie alla popolarità di personaggi cult, come Martin Mystère e Dylan Dog, ai quali abbiamo dedicato due albi speciali ormai introvabili. Con questa pratica le tradizioni e la cultura del territorio sono arrivate agli occhi di tanti, nuovi, lettori, permettendo l’incremento del turismo culturale e la creazione di una nuova immagine del territorio.

Il claim di questa XIV edizione è “Al di là dell’amore” e il fil rouge di questa annualità sarà il rapporto fra musica e fumetto, illustrazione, arte disegnata.

Tra gli obiettivi del festival Le Strade del Paesaggio anche la formazione di talenti mediante la promozione di workshop con professionisti del settore, videomaker, sceneggiatori, artisti, nel rispetto di un dialogo continuo tra le arti e riscoprendo la buona pratica della “bottega d’arte” come luogo di scambio e di acquisizione di competenze specifiche. Un percorso che, con il passare degli anni, ha portato alla creazione di una Scuola di Fumetto stabile che oggi include nella sua programmazione corsi di disegno, sceneggiatura, colorazione digitale e animazione.

Le Strade del Paesaggio, per chi lo ha vissuto e continua a seguirlo, è più di ogni altra cosa un festival che vuole innovarsi seguendo le tendenze vicine al mondo dei comics e dell’arte contemporanea, dove si aggiungono sempre nuove sezioni e nuovi mondi che, di anno in anno, incrementano un’offerta culturale sempre più ampia, con #mostre dedicate a grandi icone del fumetto internazionale, incontri, un’area dedicata agli editori, spazi per Cosplay , Youtubers e appassionati di videogames e giochi di ruolo tradizionali e dal vivo.

Il Festival Le Strade del Paesaggio è a cura di Cluster Società Cooperativa. Per info lestradedelpaesaggio.it oppure facebook.com/lestrade.delpaesaggio.

Impeesa: 80 anni senza Baden-Powell

In occasione dell’anniversario della morte di Sir Robert Baden-Powell, Edizioni NPE pubblica una nuova edizione di «Impeesa», il graphic novel che gli è stato dedicato dal giornalista Paolo Fizzarotti e dal maestro del fumetto Ivo Milazzo (creatore di Ken Parker). “Impeesa” è il soprannome con cui i matabele africani chiamavano lord Robert Baden-Powell di Gilwell, il fondatore del movimento degli scout. La vita di Baden-Powell viene raccontata in questo volume come una grande avventura, dagli inizi nella guerra coloniale con l’esercito di sua Maestà Britannica, fino agli episodi cruciali che lo porteranno ad abbandonare la carriera militare per dedicarsi alla fondazione del più grande movimento educativo e pacifista del mondo.

«Originale, rispetto alla vasta letteratura esistente sul fondatore dello scautismo, avere privilegiato la prima parte della sua vita, quella relativa al servizio militare, con una motivazione che traspare fra le righe, ma ancora di più nei diversi flashback: lo scautismo, sia nei suoi aspetti educativi che tecnici, è il filo conduttore che lega la prima e la seconda vita, con un processo di continuità indissolubile. Forse è la prima volta che si vuole mettere in evidenza come la personalità dell’uomo Baden-Powell, militare o educatore, fosse improntata allo stesso comportamento, prima e dopo, naturalmente in contesti molto differenti: tutto ciò è molto evidente se consideriamo lo scouting e alcuni aspetti simbolici che dall’esperienza militare della guerra diventano strumenti educativi per l’educazione alla pace e alla fratellanza fra i popoli. […] Un bellissimo racconto scout illustrato da un maestro indiscusso come Ivo Milazzo, uno dei più celebri disegnatori italiani di fumetti, che ha splendidamente trasposto in immagini il vivace racconto, quasi giornalistico, di Paolo Fizzarotti: a questi due autori dobbiamo essere particolarmente grati per questo loro impegno a favore della diffusione dello scautismo, con una modalità veramente originale ma soprattutto fedele alla storia.»

(dalla prefazione al volume)

La storia di questo incredibile avventuriero prende forma grazie ai suggestivi acquerelli del maestro Milazzo e alla penna del giornalista Paolo Fizzarotti. Il volume – un grande cartonato a colori – è disponibile in una edizione standard ed i una limitata di sole 100 copie numerate, ciascuna delle quali è stata acquerellata a mano dal Maestro Ivo Milazzo

 

Il Boia Rosso di Ivo Milazzo e Francesco Artibani

Dopo oltre dodici anni di attesa, uno dei fumetti più iconici e affascinanti del panorama italiano ritorna sugli scaffali, con una nuova edizione che promette di conquistare i lettori più appassionati. Il Boia Rosso, l’opera che ha saputo unire la durezza della giustizia medievale alla delicatezza di un’indagine morale, torna finalmente in grande stile, con un unico volume cartonato a colori, per la prima volta arricchito da una copertina inedita. Questa nuova edizione, curata nei minimi dettagli, segna il ritorno di un capolavoro scritto da Francesco Artibani e disegnato da Ivo Milazzo, che da oltre dieci anni ha conquistato il cuore degli appassionati di fumetti e delle storie d’epoca.

Ambientato nella Roma del XIX secolo, Il Boia Rosso introduce i lettori in una città immersa nelle contraddizioni e nelle ingiustizie di un’epoca dove il potere ecclesiastico esercita un controllo assoluto sulla vita e sulla morte. Il protagonista, Giovan Battista Mori, è un boia particolare, lontano dalla figura tradizionale del semplice esecutore della pena capitale. Il suo mantello rosso, simbolo di morte e sangue, è anche il vessillo di un uomo che non si limita a eseguire gli ordini, ma che compie un’indagine profonda sulle vite dei condannati. Mori non è solo un boia, ma una sorta di eroe poliziesco ante litteram, un detective della giustizia che cerca di distinguere i colpevoli dai giusti, punendo solo chi merita la morte e cercando di salvare gli innocenti. Il suo viaggio attraverso i meandri oscuri della società romana lo porta a scoprire i segreti più sordidi del potere, nonché le miserie umane che si nascondono dietro i volti delle persone che condanna.

La sceneggiatura di Artibani è raffinata e sottile, esplorando temi come la giustizia, il potere e la moralità in un contesto storico teso e complesso. Sebbene la trama risulti in alcuni punti poco marcata e, talvolta, quasi scontata, Il Boia Rosso è un’opera che riesce comunque a tenere alta l’attenzione del lettore. La storia si sviluppa in maniera lineare, senza eccessivi colpi di scena, ma con una trama che scivola via come una brezza leggera, lasciando una piacevole sensazione di nostalgia. Nonostante la solidità della scrittura, il personaggio di Giovan Battista Mori non è stato completamente sviluppato, rimanendo parzialmente evanescente. Tuttavia, è proprio questa sua aura di mistero e di solitudine a renderlo un personaggio affascinante, che lascia il segno nel cuore del lettore.

Un aspetto che si fa notare in questa nuova edizione è l’introduzione del colore. Ivo Milazzo, con il suo tratto inconfondibile, dà nuova vita a Il Boia Rosso, conferendo maggiore profondità alle scene e arricchendo il mondo descritto con tonalità tenui e delicate che si mescolano perfettamente con l’atmosfera noir della trama. La decisione di utilizzare colori più morbidi anziché tonalità più forti e contrastanti conferisce al fumetto un tono più pacato, ma allo stesso tempo intriso di una certa malinconia, che si adatta perfettamente alla riflessione sul potere e sulla giustizia.

In un’epoca in cui il fumetto è sempre più apprezzato come forma d’arte a tutto tondo, Il Boia Rosso si presenta come una pietra miliare che non perde il suo fascino, anche a distanza di più di un decennio dalla sua prima pubblicazione. La nuova edizione in formato cartonato a colori non solo celebra il ritorno di una storia avvincente, ma anche l’evoluzione artistica dei suoi autori, che hanno saputo raccontare un’epoca con uno sguardo che non è mai banale. Il ritorno di Il Boia Rosso è, insomma, una vera e propria festa per i fan di lunga data e per chiunque sia alla ricerca di una storia intrigante, ricca di sfumature morali e storiche, che sappia far riflettere senza mai perdere di vista l’arte del raccontare.

Ivo Milazzo ci racconta il mondo della Nona Arte

Ivo Milazzo, classe 1947, è uno di quegli autori che hanno fatto la storia del fumetto italiano. Co-creatore dell’immortale Ken Parker (un personaggio umano ed imperfetto che rivoluzionerà per sempre i canoni del fumetto western), insieme con Giancarlo Berardi, Milazzo ha attraversato tutto il mondo della Nona Arte, dalla prima umile gavetta ai successi plenari. I suoi acquerelli restano, ad oggi, l’irripetibile punto d’incontro tra una estrema sintesi grafica ed il meravi­glioso incantamento di un pennello che va libero sul fo­glio e ne sfrutta la magia e la porosità.

Con il suo tipico stile affabulatorio, che non ha nulla da invidiare agli aneddoti di un Pratt, Ivo Milazzo ci conduce per mano, in questo saggio cartonato e interamente a colori, attraverso la propria storia ed attraverso tutto quello che c’è da sapere sul settore delle graphic novel. Nessun aspetto viene trascurato, in modo che un lettore appassionato di fumetti, che voglia sapere più a fondo come funziona questo mondo, ha la possibilità di documentarsi: di sapere come funziona la prospettiva, di capire come si scrive una sceneggiatura, di rendersi conto che diverse impostazioni di colore possono dare diverse sensazioni al lettore finale.Vengono analizzati passo dopo passo tutti gli aspetti fondamentali, persino quello legale e fiscale.

Non manca il contributo sulle basi dell’anatomia da parte dell’autore di fama internazionale Simone Bianchi (disegnatore per Marvel Comics), allievo di Ivo, che ci guiderà attraverso la costruzione di un corpo umano in maniera schematica. Numerosi i bellissimi aneddoti sui grandi autori del fumetto italiano degli anni ’60 e ’70, quando ancora loro non sapevano “che lavoro facevano” e non avevano idea di come inquadrarsi fiscalmente!
Prefazione di Giulio Giorello, con i contributi di Raffaella Vernazza ed Elisabetta Parente.

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