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Le avventure a striscia di Martin Mystère tornano in libreria: un viaggio tra quotidiani, misteri e nostalgia geek

Dal 30 gennaio si riapre una finestra temporale che profuma di edicole, carta stampata e strisce lette di nascosto tra una pagina di cronaca e una di sport. Il ritorno in libreria e fumetteria di Le avventure a striscia di Martin Mystère non è soltanto una ristampa, ma un vero e proprio viaggio nella memoria collettiva di chi è cresciuto quando i fumetti abitavano ancora le pagine dei quotidiani e il Detective dell’Impossibile faceva capolino tra un titolo e l’altro, conquistando lettori di ogni età.

Il volume, proposto nel classico formato americano a mezza pagina orizzontale, raccoglie sei racconti pubblicati tra il 1988 e il 1994 su alcune delle principali testate italiane, in un’epoca in cui la serialità a strisce rappresentava un ponte perfetto tra informazione e immaginazione. Quelle storie non nacquero per caso: furono scritte o rielaborate appositamente per una scansione giornaliera o settimanale, con un ritmo narrativo studiato per catturare il lettore in pochi pannelli, lasciandolo ogni volta con la voglia irresistibile di scoprire cosa sarebbe accaduto nella striscia successiva.

A firmare quei racconti troviamo la mente che ha dato vita a uno dei personaggi più affascinanti del fumetto italiano, Alfredo Castelli, autore capace di mescolare mistero, archeologia proibita, scienza di confine e avventura pura con una naturalezza che ancora oggi suona modernissima. Rileggere oggi quelle strisce significa riscoprire una scrittura agile, ironica e colta, pensata per dialogare con il lettore quotidiano senza mai rinunciare alla complessità che ha sempre reso Martin Mystère qualcosa di più di un semplice eroe seriale.

Questa nuova edizione arriva dopo il successo clamoroso della precedente, andata esaurita in tempi record, e lo fa con un valore aggiunto che da solo basterebbe a giustificare l’acquisto. Tra le pagine del volume trova spazio un bonus a colori che è pura storia del fumetto: l’avventura in cui, nel 1978, prese forma il prototipo di Martin Mystère, allora conosciuto come Allan Quatermain. Si tratta di “Destinazione Messico”, una storia illustrata da Fabio Busticchi che viene finalmente riproposta in una versione definitiva, arricchita da nuovi colori e da un lettering rinnovato, capace di valorizzare al massimo il fascino rétro dell’opera senza tradirne lo spirito originario.

Sfogliare queste pagine oggi significa anche rendersi conto di quanto fosse coraggiosa l’idea di portare un personaggio così stratificato all’interno della fruizione quotidiana dei giornali. Tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta, quando i quotidiani dedicavano ancora spazio al fumetto, Martin Mystère riuscì a parlare a un pubblico trasversale, incuriosendo chi magari non aveva mai comprato un albo in edicola ma si lasciava affascinare da enigmi archeologici, civiltà perdute e complotti impossibili durante la pausa caffè.

A impreziosire ulteriormente il volume ci pensa una copertina che è una dichiarazione d’amore al personaggio e alla sua storia editoriale. Firmata da Castelli insieme a Fabio Salvitto su disegni di Giancarlo Alessandrini, la cover racchiude tutta l’essenza del Detective dell’Impossibile, restituendo quell’equilibrio perfetto tra avventura classica e suggestioni mistery che ha reso Martin Mystère un’icona del fumetto italiano.

Questa raccolta non è pensata solo per i lettori di lunga data che ricordano con affetto le strisce sui giornali, ma anche per chi ha scoperto il personaggio più tardi e vuole comprenderne fino in fondo l’evoluzione. Le avventure a striscia mostrano un Martin Mystère essenziale, immediato, ma mai banale, capace di adattarsi a un formato breve senza perdere profondità narrativa.

Dal 30 gennaio, dunque, torna disponibile un volume che non è soltanto una lettura consigliata, ma un tassello fondamentale per chi ama il fumetto italiano e la sua storia. Un ritorno che profuma di nostalgia geek, ma che parla con forza anche al presente, ricordandoci quanto fosse e quanto resti potente il linguaggio del fumetto quando riesce a dialogare con il suo tempo e con i suoi lettori. Per chi ama il Detective dell’Impossibile, questa nuova edizione rappresenta molto più di una ristampa: è un invito a riscoprire da dove tutto è passato, una striscia alla volta.

WOW Spazio Fumetto: il game over di Milano e la battaglia nerd per salvare una leggenda

Per quattordici anni Milano ha avuto un luogo dove la fantasia non era evasione, ma materia viva. Un posto dove le tavole originali non restavano chiuse nei cassetti dei collezionisti, dove i balloon non erano solo nostalgia ma linguaggio, storia, identità. Quel luogo era il WOW Spazio Fumetto, il Museo del Fumetto, dell’Illustrazione e dell’Immagine Animata. Oggi, però, quella che sembrava una serie longeva rischia di trasformarsi in una graphic novel interrotta sul più bello, con una splash page finale che nessuno avrebbe voluto leggere.

La sensazione, per chiunque abbia varcato almeno una volta l’ingresso di viale Campania 12, è quella di assistere a un vero game over. Niente continue, nessun respawn nello stesso livello. Il museo non tornerà lì. Il nuovo bando del Comune di Milano, atteso come l’ultimo DLC salvifico, ha invece sancito la fine di una run che sembrava ormai parte integrante della mappa culturale cittadina.

L’edificio affacciato sul Giardino Oreste Del Buono, ex palazzina ATM e prima ancora fabbrica Motta, è pronto per essere riassegnato. Uno spazio ampio, oltre millequattrocento metri quadrati, pensato per accogliere un nuovo progetto culturale e sociale, con mostre, attività educative, aggregazione e perfino una componente commerciale concessa come side quest, purché non superi una certa soglia. Tutto perfetto sulla carta, se non fosse per una regola che sembra scritta apposta per cancellare la continuity narrativa: niente contenziosi aperti, niente morosità, nessuna pendenza con il Comune.

Ed è qui che il protagonista storico resta fuori scena. Alla scadenza della concessione, nella primavera del 2025, la Fondazione Franco Fossati, che dal 2011 gestiva il museo, si è trovata con un debito di circa 180 mila euro. Una cifra che racconta anni difficili, aggravati dalla pandemia, dai costi di gestione di uno stabile complesso, da inverni passati senza riscaldamento e da interventi strutturali affrontati spesso in emergenza. La normativa è implacabile come un boss finale senza checkpoint: chi è moroso non può ottenere il rinnovo diretto. Fine del livello, ritorno al menu principale.

Il 15 giugno 2025 è diventato così una data simbolica. Non una semplice chiusura stagionale, ma il giorno in cui le luci del WOW si sono spente davvero. Per studenti, famiglie, appassionati, artisti e curiosi è stato come perdere un punto di riferimento, uno di quei luoghi che non servono solo a esporre oggetti ma a creare comunità. In quattordici anni il museo aveva costruito qualcosa di raro in Italia: oltre duecento mostre, più di mille eventi, mezzo milione di visitatori, collaborazioni con festival e istituzioni culturali, un dialogo continuo con le scuole e con il pubblico più giovane. Non un tempio elitario, ma una casa aperta.

A rendere la ferita ancora più profonda è la sensazione di isolamento. Le dodicimila firme raccolte, gli appelli pubblici, le lettere, il sostegno di una community ampia e trasversale non sono bastati a cambiare il finale. Luigi Bona, direttore e volto storico del museo, ha salutato tutti con una frase che sembra uscita da una vignetta malinconica: una battaglia contro i mulini a vento, persa non per mancanza di passione, ma per logiche più grandi.

Eppure, come in ogni buona saga nerd, quando sembra tutto finito spunta sempre una carta segreta. In questo caso sono centotrentacinque tavole originali Marvel, autentici pezzi di storia del fumetto mondiale. La Fondazione ha proposto di cederle al Comune per estinguere il debito e rientrare così nei requisiti del bando. Tecnicamente si chiama “prestazione in luogo dell’adempimento”, ma a guardarla con occhi nerd è un sacrificio epico: offrire una parte del proprio tesoro per salvare il regno. La risposta, però, è stata un no. Valutazioni, perizie, verifiche hanno portato a ritenere l’offerta non congrua. Nessun power-up, nessuna scorciatoia.

Nel frattempo si combatte un’altra battaglia, più silenziosa ma altrettanto cruciale: mettere in salvo un archivio mastodontico. Oltre cinquecentomila pezzi tra tavole originali, sceneggiature, prime edizioni introvabili, un rarissimo primo numero di Topolino, una collezione completa del Corrierino dei Piccoli. Non semplice materiale da magazzino, ma un patrimonio che racconta l’evoluzione dell’immaginario italiano e internazionale. Perderlo, disperderlo o relegarlo in spazi inaccessibili significherebbe cancellare memoria collettiva.

Questa storia va ben oltre un contratto scaduto o un bilancio in rosso. È lo specchio di un problema più grande: il riconoscimento, ancora fragile, della cultura pop come valore culturale pieno. Il fumetto non è un passatempo infantile, ma un linguaggio complesso, capace di parlare di politica, identità, sogni e paure. Milano, che ama definirsi capitale culturale europea, rischia di perdere uno dei luoghi che meglio incarnavano questa visione contemporanea.

Il paradosso è che l’interesse non manca. Altre città hanno già manifestato la volontà di accogliere il museo, pronte a offrirgli una nuova base operativa. Un reboot forzato, certo, ma anche la dimostrazione che WOW non è solo un indirizzo, bensì un’idea forte. Resta però l’amarezza di pensare a quel giardino, diventato più vivo e sicuro proprio grazie alla presenza del museo, e a una storia che avrebbe meritato un finale diverso.

Ora il countdown è partito. Gli spazi devono essere liberati, le chiavi riconsegnate. Poi arriverà l’attesa del bando, e forse di un nuovo inizio. Ma questa non è una storia da guardare passivamente. È una chiamata all’azione degna di ogni crossover nerd che si rispetti. Che tu sia cresciuto a pane e supereroi, che abbia pianto leggendo Dylan Dog, che viva di manga, anime o space opera, questa battaglia parla anche di te.

Perché i luoghi come il WOW Spazio Fumetto non sono solo edifici. Sono simboli. E i simboli, come ci insegnano fumetti e videogiochi, non scompaiono finché qualcuno è disposto a difenderli. Raccontaci cosa ha rappresentato per te, condividi questa storia, fai rumore. Le storie non finiscono davvero finché qualcuno continua a crederci.

I Misteri di Mystère: il ritorno del Detective dell’Impossibile tra mito, storia e leggenda

C’è un brivido familiare che torna a percorrere le frequenze del mistero. Dopo il successo della prima stagione, I Misteri di Mystère riapre il suo archivio segreto con una nuova serie di indagini che promette di intrecciare ancora una volta realtà e leggenda, scienza e immaginazione. Otto episodi, in uscita con cadenza settimanale, ci accompagneranno in un viaggio sonoro che scava nel cuore degli enigmi più affascinanti della storia contemporanea, riportando in scena l’inconfondibile carisma di Martin Mystère, il celebre “Detective dell’Impossibile” nato dalla mente geniale di Alfredo Castelli. Questa seconda stagione, prodotta da Sergio Bonelli Editore in collaborazione con OnePodcast, si presenta con una formula rinnovata e una narrazione ancora più immersiva. Scritto e interpretato da Diego Cajelli, I Misteri di Mystère – La Nuova Stagione si muove come una bussola impazzita tra i grandi misteri del nostro tempo: dalla tragica fine di Marilyn Monroe al naufragio del Titanic, dagli inquietanti esperimenti segreti di Montauk alle leggende che si nascondono nelle pieghe della cultura pop. Ogni episodio è un piccolo portale dimensionale che risucchia l’ascoltatore nel confine sfumato tra verità e suggestione, là dove il dubbio diventa meraviglia.

A spiegare la filosofia di questa nuova avventura è Vincenzo Sarno, Responsabile Ufficio Sviluppo di Sergio Bonelli Editore, che sottolinea come la seconda stagione rappresenti un passo ulteriore nella sperimentazione narrativa del marchio: “Con la seconda stagione de I Misteri di Mystère continuiamo a esplorare nuovi confini del racconto del mistero, portando Martin Mystère oltre le pagine del fumetto, fino all’esperienza immersiva del podcast. Grazie alla scrittura e alla voce di Diego Cajelli, il Detective dell’Impossibile guida il pubblico attraverso enigmi storici e leggende contemporanee, confermando l’impegno di Bonelli Entertainment nel rinnovare la narrazione dei propri personaggi iconici e la capacità di Martin di esplorare tutti i mondi che, già al tempo, il suo creatore aveva immaginato”.

Accanto a Bonelli, OnePodcast continua a rafforzare la propria vocazione multimediale. Come spiega Antonio Visca, Direttore di OnePodcast, questa seconda stagione è “il coronamento di un percorso bello e di successo, di una partnership con Sergio Bonelli Editore che ci ha dato e continua a darci grandi soddisfazioni. I podcast sono oggi linguaggi trasversali e in continua evoluzione: si intrecciano con la radio, la televisione, le piattaforme video e persino con i fumetti. Non esiste espressione della cultura pop che non possa trovare una nuova vita in formato audio. E presentare le nuove puntate a Lucca Comics & Games è la ciliegina perfetta sulla torta di questo progetto”.

Non poteva infatti esserci cornice migliore di Lucca Comics & Games 2025 per il ritorno del Detective dell’Impossibile. Alla vigilia della manifestazione, il 28 ottobre, il primo episodio sarà disponibile in anteprima sull’app di OnePodcast e su tutte le principali piattaforme audio. Poi, dall’11 novembre, le nuove puntate arriveranno con cadenza settimanale, mantenendo vivo l’hype e la suspense tra un mistero e l’altro.

All’interno del PalaBonelli, i visitatori potranno trovare una grafica dedicata con QR code interattivo: basterà inquadrarlo per essere catapultati direttamente su Spotify e iniziare l’ascolto della serie. E per chi vorrà vivere l’esperienza dal vivo, sabato 1° novembre, alle ore 14 presso l’Auditorium San Romano, si terrà un incontro speciale con Michele Masiero, Antonio Visca e Diego Cajelli, un’occasione imperdibile per scoprire i retroscena della produzione e i segreti della nuova stagione.

Nel mondo di I Misteri di Mystère, ogni episodio è un invito a dubitare e a lasciarsi affascinare. Cajelli, con la sua voce calda e avvolgente, ci accompagna attraverso indizi e teorie, tracciando un percorso che oscilla tra il rigore dell’investigazione e la poesia dell’ignoto. Perché, come ricorda lo stesso Martin Mystère, «ogni mistero, prima o poi, rivela il suo vero volto».

In un’epoca in cui la verità sembra sempre più liquida e la conoscenza è frammentata in mille fonti, I Misteri di Mystère ci restituisce il piacere antico della curiosità. È un tributo a quel bisogno umano di esplorare l’invisibile, di cercare risposte tra le ombre della storia e tra le pieghe della fantasia. È anche una celebrazione del fumetto italiano e del suo potere di evolversi, di trasformarsi da carta a suono, da vignetta a esperienza sensoriale.

Con questa nuova stagione, Sergio Bonelli Editore e OnePodcast dimostrano ancora una volta che il mistero non muore mai — cambia solo forma, voce e medium. E finché ci saranno ascoltatori pronti a farsi guidare dal Detective dell’Impossibile, il viaggio non avrà mai fine.

Martin Mystère in edizione speciale: “Questioni di famiglia” disegnato da Sergio Toppi

Martin Mystère, il detective dell’impossibile, torna in libreria con un’edizione speciale che celebra l’arte di uno dei più grandi maestri del fumetto italiano: Sergio Toppi. “Questioni di famiglia” è infatti l’unica storia della longeva serie disegnata dal leggendario artista milanese, e grazie a Edizioni NPE, questa perla rara torna a splendere in un volume cartonato di grande formato, perfetto per esaltare la potenza visiva delle sue tavole.

Creato nel 1982 da Alfredo Castelli e pubblicato da Sergio Bonelli Editore, Martin Mystère ha conquistato generazioni di lettori con il suo mix unico di mistero, avventura e scienza di confine. Il personaggio, un investigatore erudito e appassionato di enigmi irrisolti, ha vissuto oltre quattrocento pubblicazioni, rendendolo una delle icone più longeve del fumetto italiano. Ma se c’è un episodio che si distingue nel panorama della serie, quello è proprio “Questioni di famiglia”, apparso originariamente nel 1995 e impreziosito dalla firma inconfondibile di Toppi.

L’arte di Sergio Toppi è un’esperienza visiva unica. Il suo tratto cesellato, le composizioni dinamiche e l’uso magistrale del bianco e nero trasformano ogni tavola in un capolavoro. La sua capacità di giocare con la struttura della pagina, spezzando la rigidità della gabbia bonelliana tradizionale, porta “Questioni di famiglia” su un altro livello, rendendola una storia indimenticabile tanto per i fan del detective dell’impossibile quanto per gli estimatori del fumetto d’autore.

La trama si muove tra passato e presente, in un intreccio che coinvolge un oscuro documentario, un brutale omicidio e un’invasione di formiche giganti, elementi che conducono Martin Mystère in un’indagine che sfida la razionalità. Castelli, con la sua consueta maestria nella scrittura, costruisce una storia che si fonde perfettamente con lo stile evocativo di Toppi, dando vita a un racconto ricco di tensione e suggestione.

Edizioni NPE ha voluto rendere omaggio a questa opera irripetibile con un’edizione limitata a 2.000 copie, numerate a mano, disponibile in libreria dal 28 febbraio. Un tributo perfetto a un gigante del fumetto, che ancora oggi continua a ispirare artisti e appassionati.

“Il sempre stupefacente Sergio Toppi ha la straordinaria capacità di passare da un genere all’altro con la disinvoltura di un grande artista” – così lo definiva Alfredo Castelli, e mai parole furono più vere. “Questioni di famiglia” non è solo una storia di Martin Mystère, ma un pezzo di storia del fumetto italiano, finalmente restituito al pubblico nella sua forma più pura e affascinante.

Van Helsing – Il detective del soprannaturale: la rivisitazione italiana di un classico dell’horror

Nel 1970, un gruppo di autori italiani, Alfredo Castelli e Marco Baratelli, ha dato una nuova vita al Dottor Abraham Van Helsing, un personaggio che fino a quel momento era stato principalmente associato alla celebre figura di Jonathan Harker e alla sua lotta contro il Conte Dracula, come descritto nel celebre romanzo di Bram Stoker. Tuttavia, non furono autori anglosassoni a riprendere il personaggio, ma proprio due giovani sceneggiatori italiani che, con una serie di fumetti, cambiarono per sempre il destino di Van Helsing, trasformandolo in un detective del soprannaturale. Questo fumetto, pubblicato da Cut-Up Publishing, viene oggi riproposto in un’edizione elegante e di pregio, un volume che celebra non solo il valore storico di quelle storie ma anche l’originalità con cui vennero concepite.

La serie di fumetti di Van Helsing, il detective del soprannaturale, si distingue per un approccio grafico insolito e particolarmente innovativo, grazie ai disegni di Carlo Peroni, un veterano del fumetto che contribuisce a rendere unica questa reinterpretazione. La storia, pur rimanendo fedele alle origini del personaggio, esplora temi misteriosi e oscuri, adattando il Dottor Van Helsing a un contesto italiano con un tocco di umorismo e originalità che contrasta con l’immagine più austera e gotica del personaggio nelle opere anglosassoni.

Questa rivisitazione non è solo un omaggio al Van Helsing di Stoker, ma rappresenta anche un contributo significativo alla tradizione del fumetto italiano, che ha portato innovazioni importanti nel genere horror e gotico. La scelta di un contesto italiano e di un trattamento stilistico fresco e ironico ha dato vita a un nuovo filone che, sebbene nato quasi per caso, ha finito per influenzare altre produzioni in vari media, tra cui film, serie TV e ulteriori adattamenti a fumetti.

La copertina, curata da Giuseppe Palumbo, aggiunge un ulteriore livello di valore estetico all’edizione, con un’illustrazione che richiama l’atmosfera gotica ma allo stesso tempo rivisitata in chiave moderna. Ogni pagina di questo volume è un tuffo in un’epoca in cui il fumetto italiano iniziava a consolidarsi come forza innovativa nel panorama internazionale, portando con sé un’eredità che oggi è ancora visibile nelle opere di molti artisti contemporanei.

In sintesi, Van Helsing – Il detective del soprannaturale è molto più di una semplice raccolta di storie a fumetti. È una testimonianza del talento e della creatività italiana, un’opera che ha segnato la storia del fumetto horror e che continua a influenzare nuovi lettori e appassionati. Con una narrazione intrigante, personaggi ben sviluppati e un’atmosfera che gioca con l’elemento soprannaturale senza rinunciare a un pizzico di umorismo, questa edizione speciale è un vero e proprio pezzo da collezione per gli amanti del genere e per chi vuole scoprire un aspetto inedito e affascinante del Dottor Van Helsing.

Martin Mystère presenta Cronache dall’Impossibile

Nel vasto universo dei fumetti, poche serie possono vantare un legame così stretto con il mistero e l’impossibile come Martin Mystère. Con il suo approccio unico alla risoluzione degli enigmi, il detective dell’impossibile si è sempre contraddistinto per il suo impegno nel tentare di svelare i segreti più oscuri e affascinanti della nostra realtà. Con l’uscita di Martin Mystère presenta Cronache dall’Impossibile, il lettore è invitato ad un viaggio tra i più celebri e inspiegabili fenomeni della storia, unendo la passione per il mistero a una narrazione che mescola fatti storici, leggende e teorie scientifiche in un mix che non mancherà di catturare anche i fan più esigenti.

Il fumetto si apre con una serie di enigmi e misteri che hanno alimentato per anni la curiosità e l’immaginazione collettiva. Tra i più affascinanti, il Philadelphia Experiment, un esperimento che avrebbe visto una nave da guerra statunitense, la USS Eldridge, subire una dislocazione spazio-temporale. Un fenomeno che ha alimentato teorie su viaggi nel tempo e contatti con altre dimensioni, ma che, come spesso accade con gli eventi raccontati da Martin Mystère, è difficile da verificare con certezza. Alfredo Castelli, soggettista e sceneggiatore della serie, è un maestro nell’intrecciare fatti e supposizioni, aprendo la porta alla possibilità che, in alcuni casi, la verità possa essere ben più sfuggente di quanto ci piacerebbe credere.

Altri misteri trattati in Cronache dall’Impossibile includono una serie di eventi altrettanto inquietanti. Una bambina che, dopo un incidente mortale, si risveglia con il ricordo della sua vita precedente nell’antico Egitto; tre uomini che scompaiono misteriosamente dal faro delle Isole Flannan, un luogo intriso di leggende e oscuri segreti; e ancora, le bare che si spostano da sole in una cripta delle Barbados, in un’ambientazione che evoca una sensazione di orrore indescrivibile. Questi episodi sono solo alcuni dei molti che compongono il volume, ognuno trattato con l’abilità narrativa di Castelli e con l’arte visiva di Claudio Villa, che si impegna a rendere tangibili queste storie in modo da immergere il lettore nell’atmosfera di mistero che avvolge ogni racconto.

In particolare, l’episodio “Il libro degli arcani“. è un’ulteriore esplorazione della simbologia e dei segreti celati nei misteri del passato, un tema che è sempre stato caro alla serie di Martin Mystère. Questo episodio non solo aggiunge una dimensione di meraviglia e curiosità, ma ci invita a riflettere anche sulle linee sottili che separano il noto dall’ignoto. Le risposte che Martin fornisce sono sempre fondate sull’analisi e sulla ricerca meticolosa dei dati, ma non sempre il detective riesce a portare alla luce verità definitive. In alcuni casi, come accade in questa nuova raccolta, le risposte sono solo probabili, lasciando il lettore con il sapore dell’incertezza e del mistero irrisolto.

A curare l’edizione di Martin Mystère presenta Cronache dall’Impossibile troviamo Alex Dante, il quale si occupa anche dei colori insieme a GFB Comics, contribuendo a creare un’atmosfera visivamente coinvolgente. Le tavole, disegnate da Claudio Villa, sono ricche di dettagli e riescono a catturare la tensione e l’oscurità che caratterizzano ogni episodio. La copertina, sempre ad opera di Alex Dante, gioca con l’immaginario visivo del lettore, suggerendo che, all’interno di queste pagine, nulla è come sembra e ogni angolo può nascondere un segreto pronto a essere rivelato.

Il fascino di Martin Mystère risiede proprio nel suo approccio alla realtà, che non sempre offre spiegazioni chiare, ma anzi lascia aperte numerose porte. Il detective dell’impossibile è un ponte tra la ragione e il mistero, e con Cronache dall’Impossibile gli autori ci ricordano che, nonostante il nostro desiderio di avere risposte certe, a volte è l’incertezza a rendere il mondo davvero affascinante.

Se siete appassionati di enigmi, misteri storici e quella sensazione di inquietante meraviglia che solo il mistero può suscitare, Martin Mystère presenta Cronache dall’Impossibile è il fumetto che non può mancare nella vostra collezione. Tra storie leggendarie, eventi inspiegabili e il tentativo, mai banale, di cercare una verità che sfida la ragione, questa nuova uscita della serie si inserisce perfettamente nella lunga tradizione di Martin Mystère, offrendo ai lettori una riflessione sulla natura stessa del mistero e della conoscenza.

“Letteratura di mare”: la raccolta di opere di Franco Caprioli con protagonista il mare

Nella vasta produzione artistica di Franco Caprioli, il mare è sempre stato un protagonista indiscusso, un elemento che non solo arricchiva le sue storie, ma che riusciva a incapsulare la sua passione e la sua profonda conoscenza di questo mondo. Caprioli, definito a più riprese come “il poeta del mare”, è riuscito a raccontare, con maestria, l’infinita bellezza e la potenza di questo elemento naturale attraverso il linguaggio del fumetto. La sua capacità di fondere la poesia dell’acqua con la forza visiva del disegno lo ha reso un vero e proprio pioniere in questo campo.

Le sue storie marine sono da sempre affascinanti per il loro realismo, la loro poetica e la capacità di immergere il lettore in atmosfere sospese tra l’avventura e il mito. Ed è proprio questa sua abilità che viene celebrata nella raccolta “Letteratura di mare”, pubblicata da Edizioni NPE. Il volume, con le sue oltre 200 pagine, raccoglie dieci storie a fumetti che rappresentano il culmine della carriera del maestro. Le prime nove storie, originariamente pubblicate su Il Giornalino tra il 1970 e il 1973, sono arricchite da un’ulteriore perla: la decima storia, che fu realizzata da Caprioli nel 2016 per la Passenger Press.

Il mare, ovviamente, è il filo conduttore che lega le diverse storie di questa raccolta. Caprioli naviga tra ambientazioni moderne e storiche, esplorando anche adattamenti di opere letterarie celebri come quelle di Mark Twain ed Edgar Allan Poe. Con il suo stile inconfondibile, riesce a restituire il senso di vastità e mistero che accompagna l’elemento marino, arricchendo il tutto con il suo inimitabile tratto grafico.

Ma ciò che rende questa pubblicazione ancora più affascinante è la cura con cui è stata realizzata. Le tavole, infatti, sono riprodotte nelle loro versioni originali, con i colori stesi dallo stesso Caprioli, il che conferisce a ogni pagina un’incredibile intensità visiva. Non solo: i testi sono quelli scritti a mano dal maestro, un dettaglio che aggiunge ulteriore fascino e autenticità all’opera, creando un legame intimo tra il lettore e l’autore.

Questa raccolta, inoltre, si distingue per la qualità dei testi, scritti da tre grandi firme del fumetto italiano: Alfredo Castelli, Mario Basari e Renata Gelardini. Ognuno di loro ha saputo arricchire le tavole di Caprioli con parole che si intrecciano perfettamente con i disegni, dando vita a un’esperienza narrativa unica.

“Letteratura di mare” non è solo una semplice raccolta di fumetti, ma una vera e propria perla del fumetto classico italiano, un’opera che celebra l’unione tra l’arte grafica e quella letteraria, dove il mare non è solo uno sfondo, ma un personaggio protagonista, capace di raccontare storie di vita, di avventura, e di riflessione. Per chi ama il fumetto classico e la magia del mare, questo volume è un tesoro imperdibile.

I vincitori del Trieste Science+Fiction Festival 2024

Il Trieste Science+Fiction Festival 2024, la kermesse italiana dedicata al cinema di fantascienza, si è concluso domenica 3 novembre con una cerimonia di premiazione al Politeama Rossetti. Questa 24ª edizione, tenutasi anche al Teatro Miela e nella suggestiva cornice del Sci-Fi Dome in Piazza della Borsa, ha offerto una vasta gamma di proiezioni e incontri, affermandosi come un evento di punta per gli appassionati di cinema di genere. Tra le opere premiate, il film ucraino U Are The Universe di Pavlo Ostrikov ha trionfato con tre riconoscimenti prestigiosi, confermandosi come la sorpresa dell’anno.

Il Premio Asteroide, assegnato al miglior film di fantascienza, horror e fantasy diretto da registi emergenti, è stato vinto proprio da U Are The Universe. La giuria internazionale, composta da Allison Gardner, Justin Lockey e João Monteiro, ha motivato la scelta lodando l’opera come “divertente e toccante, ricca di profondità e sfumature emotive”. Il film di Ostrikov ha inoltre conquistato il Premio del pubblico The Begin Hotels e il Premio Event Horizon, conferito dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), per il suo modo innovativo di esplorare i temi dell’universo e dell’umanità.

Un altro grande riconoscimento, il Premio Méliès d’argent, è stato assegnato ad After Us, The Flood di Arto Halonen, regista finlandese che con il suo film ha saputo catturare il fascino del fantastico europeo. Nella categoria cortometraggi, il francese Où va le monde di Mickaël Dupré ha ricevuto lo stesso premio, dimostrando la vitalità e la creatività del cinema breve nel raccontare il mondo e le sue complessità attraverso la lente del fantastico.

Anche l’Italia ha avuto la sua parte di gloria. Il Premio Wonderland, conferito da RAI4, è stato assegnato a The Complex Form di Fabio D’Orta, un film che ha colpito per il suo approccio sperimentale e la capacità di riflettere su temi attuali e visionari. La Critica Italiana, rappresentata da una giuria del Sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani composta da Sara D’Ascenzo, Chiara Nicoletti ed Emanuele Rauco, ha invece premiato Things Will Be Different di Michael Felker, film statunitense che esplora con intelligenza la realtà contemporanea e i suoi mutamenti.

Nella sezione Spazio Corto, dedicata ai migliori cortometraggi italiani, il Premio CineLab è andato a Golden Shopping Arcade di Francesco “Skino” Ricci Lotteringi, realizzato nel 2023. Quest’opera è stata particolarmente apprezzata per la sua capacità di fondere una narrazione vivace con un immaginario distopico, coinvolgendo il pubblico con una prospettiva futuristica sull’Italia.

Questa edizione del Trieste Science+Fiction Festival, organizzata dal centro La Cappella Underground, ha visto la partecipazione di oltre 20.000 spettatori, con più di 50 anteprime tra mondiali, internazionali e nazionali. La selezione ha abbracciato una varietà di temi e generi, attirando l’attenzione di registi, attori e autori da tutto il mondo, rendendo l’evento un palcoscenico globale per il cinema di genere.

“Siamo entusiasti dell’enorme successo di questa edizione,” ha dichiarato Alan Jones, direttore del festival. “Abbiamo presentato una selezione di film straordinari da tutto il mondo, offrendo al pubblico idee innovative e spunti di riflessione che potrebbero influenzare il nostro futuro. Il Politeama Rossetti e il Teatro Miela hanno registrato un’affluenza record, e il Sci-Fi Dome in Piazza della Borsa è diventato un punto di riferimento per i fan della fantascienza, offrendo un’esperienza immersiva con conferenze e installazioni che spaziavano dall’Intelligenza Artificiale alle nuove tecnologie. Stiamo già lavorando all’edizione del 2025, per celebrare il 25º anniversario del festival e consolidare il successo di quest’anno.”

Con il suo mix di proiezioni, conferenze e incontri, il Trieste Science+Fiction Festival continua a confermarsi una delle rassegne più interessanti del panorama europeo, capace di unire il meglio del cinema fantastico contemporaneo a una riflessione appassionata sui temi più urgenti e affascinanti della nostra epoca.

Nathan Never & Martin Mystère: L’energia del Cosmo. Tra Scienza e Fantascienza con l’Agenzia Spaziale Italiana

Il mondo del fumetto italiano si arricchisce di una nuova, straordinaria avventura che mescola scienza, fantascienza e tecnologia. Con il volume “Nathan Never & Martin Mystère. L’energia del Cosmo”, pubblicato da Sergio Bonelli Editore, i due iconici protagonisti, Nathan Never e Martin Mystère, si uniscono per esplorare uno dei temi più affascinanti e futuristici della nostra epoca: l’energia solare e le sue potenzialità per il futuro dell’umanità. Il tutto, con una sorprendente collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI), che contribuisce a rendere il racconto ancora più realistico e scientificamente dettagliato.

La storia prende vita grazie ai testi di Bepi Vigna, che da anni arricchisce l’universo narrativo di Nathan Never, e ai disegni di Sergio Giardo, che non solo illustra le vicende con il suo tratto dinamico e ricco di dettagli, ma firma anche la copertina del volume. Il risultato è un’avventura emozionante che si intreccia con la realtà dei progetti spaziali e delle ricerche scientifiche, portando il lettore in un futuro che non sembra poi così lontano.

Nel cuore di questa nuova saga troviamo Nathan Never, l’Agente Alfa del futuro, e Martin Mystère, il celebre Detective dell’Impossibile, impegnati in una missione che li porta a viaggiare nel tempo. L’ambientazione è quella di una Terra sconvolta dalla “Grande Catastrofe”, un evento cataclismico che ha cambiato il volto del XXI secolo. In un’epoca dove la ricerca di nuove fonti energetiche è fondamentale per il futuro, i due eroi sono chiamati a recuperare un progetto fondamentale: un innovativo sistema di trasmissione energetica senza fili, chiamato Wireless Power Transmission, che potrebbe rivoluzionare la produzione e la distribuzione dell’energia, rendendola finalmente sostenibile per il nostro pianeta e per le future colonie sulla Luna e oltre.

Nathan Never e la giovane scienziata Sue Keaton, compagna di avventure e alleata del nostro eroe, vengono inviati indietro nel tempo, all’anno 2029, con l’obiettivo di fermare una cospirazione che minaccia di distruggere i lavori dell’ingegnere spaziale Milo Danesi, ricercatore di punta presso l’Agenzia Spaziale Italiana. Danesi, infatti, sta lavorando per sviluppare soluzioni energetiche che potrebbero porre fine alla nostra dipendenza da risorse fossili e nucleari. Ma le forze oscure non sono disposte a permettere che queste ricerche abbiano successo, e saranno proprio Nathan e Martin a impedire il sabotaggio del progetto, rischiando le loro vite per proteggere il futuro dell’umanità.

La trama, che mescola scienza e fantasia, non si limita però a essere un semplice racconto di avventura. Con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana, infatti, il volume riesce a offrire uno spunto di riflessione sui veri progetti scientifici in corso, che puntano a utilizzare l’energia solare per alimentare non solo il nostro pianeta ma anche le future esplorazioni spaziali. Le tecnologie di trasmissione dell’energia attraverso il cosmo, concetto ancora in fase di sviluppo, sono rese in modo sorprendentemente credibile, dando al lettore un’anticipazione di ciò che potrebbe essere il futuro energetico dell’umanità.

Questa fusione di realtà scientifica e fantasia è resa ancora più autentica dalla presenza di Francesco Rea, dell’Agenzia Spaziale Italiana, che firma l’introduzione del volume, e da Davide Bonelli, che contribuisce a contestualizzare l’opera nel panorama delle pubblicazioni Bonelli. La narrazione di Vigna, sempre attenta al dettaglio e al contesto, offre un’esperienza coinvolgente che mescola il fascino del mistero con la curiosità scientifica, mentre i disegni di Giardo si fanno portavoce di un futuro visivamente affascinante, dove l’avventura non è mai lontana dalla possibilità di un progresso reale.

“Nathan Never & Martin Mystère. L’energia del Cosmo” non è solo un fumetto, ma un vero e proprio ponte tra immaginazione e scienza, capace di intrattenere e informare, spingendo il lettore a riflettere sulle sfide energetiche del futuro e sulle soluzioni che potrebbero nascere dalla collaborazione tra la scienza e la tecnologia spaziale. Con una narrazione avvincente e un supporto tecnico di altissimo livello, questo volume è destinato a diventare un punto di riferimento per tutti gli appassionati del genere, e un’ode alla speranza che l’energia del futuro possa davvero venire dalle stelle.

Grazie alla collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, il volume si distingue per la sua capacità di mescolare la realtà con la fantasia, offrendo ai lettori una visione affascinante e ottimista del futuro. Un’opera imperdibile per i fan dei due protagonisti e per tutti coloro che credono nel potere della scienza di cambiare il mondo.

Sergio Bonelli Editore presenta “Veritiere memorie del Docteur Mystère”

Il 8 novembre ha segnato l’arrivo sugli scaffali di un volume imperdibile per tutti gli appassionati di fumetto e letteratura avventurosa: “Veritiere Memorie del Docteur Mystère”, un libro evento che celebra un personaggio straordinario, figlio di una tradizione narrativa ricca di storie e di mistero. Questo volume da collezione, che raccoglie le strisce dedicate al Docteur Mystère, è l’ennesima perla firmata da Alfredo Castelli, con i disegni di Lucio Filippucci, due maestri del fumetto italiano.

Chi è il Docteur Mystère, ci si potrebbe chiedere? Nato dalla mente di Paul D’Ivoi, il personaggio ha avuto origini come un eroe oscuro e drammatico, un archeologo avventuriero dalle tinte quasi gotiche. Tuttavia, nel volume curato da Castelli e Filippucci, il Docteur Mystère assume una veste ben diversa. Come si legge nell’introduzione di Alfredo Castelli, “Il Docteur Mystère che incontrerete nei nostri fumetti ha ben poco a che fare con l’eroe cupo e drammatico del romanzo di Paul D’Ivoi”. Pur conservando alcuni tratti distintivi come lo spirito indomito, la cultura enciclopedica e il senso dell’onore, la versione di Castelli e Filippucci del Docteur Mystère è decisamente più brillante e avventurosa, capace di affascinare un pubblico variegato e di trasportarlo in avventure che spaziano tra western, fantascienza e romanzi esotici. Un vero e proprio omaggio all’epoca d’oro della letteratura popolare, quella che ha ispirato decine di generazioni di lettori.

Un aspetto interessante di questo volume è la sua struttura, che unisce fumetto e narrazione con uno spirito di ironia e riflessione. Le storie contenute nel libro, infatti, non solo riscoprono i temi amati dai lettori di un tempo, ma li rielaborano in chiave moderna, mantenendo sempre un rispetto profondo per la tradizione narrativa. Castelli e Filippucci, attraverso la loro collaborazione, riescono a dare vita a un Docteur Mystère che si fa eroe per tutti, con una serie di avventure che non mancano mai di divertire e sorprendere.

Il libro è anche un progetto ricco di contenuti extra, che arricchiscono ulteriormente il valore di questa edizione. Le introduzioni di Castelli e Carlo Recagno, rispettivamente intitolate “Eccentrici & straordinari” e “Affari di famiglia”, offrono uno spunto interessante per entrare nel cuore della creazione di questo personaggio, mettendo in luce non solo gli aspetti tecnici e stilistici, ma anche le radici culturali che hanno ispirato la sua nascita. La copertina, firmata dallo stesso Lucio Filippucci, riflette perfettamente lo spirito di avventura e mistero che permea le pagine del volume, con un’illustrazione che cattura immediatamente l’attenzione del lettore.

Presentato in anteprima durante la Lucca Comics & Games 2024, uno degli eventi più attesi dell’anno per gli appassionati di fumetti, “Veritiere Memorie del Docteur Mystère” si presenta come un volume di grande valore non solo per gli appassionati della saga, ma anche per i collezionisti e i curiosi di storie che uniscono mistero, avventura e un pizzico di ironia. Questo libro rappresenta un omaggio al passato, ma anche una nuova vita per un personaggio che, attraverso le sue avventure, è capace di rivivere con freschezza e originalità.

In un mondo del fumetto che sembra spesso guardare solo al futuro, è affascinante vedere come una figura classica come il Docteur Mystère possa essere reimmaginata con un tocco moderno, senza mai tradire le sue radici. L’opera, dunque, diventa un’occasione unica per riscoprire il fascino di un’epoca lontana e per apprezzare la maestria di Castelli e Filippucci, che, con questa nuova proposta, offrono una lettura che sa intrattenere, ma anche far riflettere.

Non c’è dubbio che “Veritiere Memorie del Docteur Mystère” sia destinato a diventare un punto di riferimento per tutti coloro che amano il fumetto di qualità e le storie ricche di sfumature, ma anche per chi vuole immergersi in un viaggio nel tempo, alla scoperta di un personaggio che è diventato, a pieno titolo, una leggenda del fumetto e della letteratura popolare.

“Annuario del Fumetto 2024” in edicola e fumetteria

Il mondo del fumetto italiano si prepara a un appuntamento imperdibile con l’uscita dell’“Annuario del Fumetto 2024” di Fumo di China, disponibile in edicola e fumetteria a partire dal 6 luglio 2024. Questo volume annuale, un autentico punto di riferimento per appassionati e professionisti del settore, si propone di fare il punto sullo stato dell’arte del fumetto a livello nazionale e internazionale. Ricco di approfondimenti, interviste esclusive e tributi commoventi, l’Annuario 2024 si distingue per il suo tono appassionato e la sua capacità di unire tradizione e innovazione in un unico, affascinante mosaico.

Un Omaggio Sentito ad Alfredo Castelli

Il cuore dell’Annuario è senza dubbio il lungo speciale dedicato ad Alfredo Castelli, una delle figure più importanti del fumetto italiano, scomparso di recente. Con affettuoso rispetto e ammirazione, Fumo di China ripercorre la carriera e l’eredità del “Buon Vecchio Zio Alfy”, come veniva affettuosamente chiamato dai fan. La copertina, un’inedita creazione di Giancarlo Alessandrini, rende omaggio a Castelli, ricordando il suo contributo fondamentale a opere come Martin Mystère.

L’editoriale, intitolato “Castelli in aria (e sulla Terra)”, rievoca la figura di Castelli con un affetto che trapela da ogni parola. Il testo narra di come Castelli sia riuscito a lasciare un’impronta indelebile non solo attraverso i suoi lavori, ma anche grazie alla sua personalità vulcanica e generosa. Una carriera straordinaria, la sua, che ha segnato profondamente il panorama del fumetto italiano, come viene sottolineato nell’approfondimento “C’è un tempo a.C. e uno d.C.: Come Castelli ha cambiato la Bonelli”. Questo articolo ripercorre le tappe cruciali in cui Castelli ha innovato e plasmato l’identità della celebre casa editrice italiana.

Un altro articolo di grande interesse è “60 anni di mysteriose apparizioni a fumetti”, che esplora i numerosi cameo di Castelli nelle più diverse opere, dimostrando la sua versatilità e l’influenza duratura che ha esercitato su generazioni di lettori e autori. La sezione si chiude con “Ciao, Alfredo”, una tavola commovente firmata da Sergio Badino e Giancarlo Alessandrini per l’albo numero 410 di Martin Mystère, un addio toccante a uno dei più grandi maestri del fumetto.

Interviste Esclusive e Approfondimenti Inediti

Oltre all’omaggio a Castelli, l’Annuario 2024 offre una serie di interviste esclusive con alcuni dei più noti autori del panorama fumettistico contemporaneo. Donald Soffritti, conosciuto per le sue reinvenzioni di personaggi Disney e per le sue storie fantasy, si racconta in “Alla riscoperta dei personaggi”, condividendo il suo approccio professionale e la sua passione per il medium.

In “Tante storie, tante emozioni”, Paolo Massagli parla delle sue esperienze come sceneggiatore e disegnatore, svelando i segreti del suo stile personale e delle scelte indipendenti che caratterizzano il suo lavoro. Aimée de Jongh, autrice del romanzo a fumetti Giorni di sabbia, offre invece una panoramica dietro le quinte della creazione di quest’opera, in “Viaggio a fumetti”, un’intervista che esplora l’equilibrio tra informazione e narrazione in un contesto di grande attualità come quello ambientale.

L’Annuario non si limita però al presente, ma volge anche uno sguardo attento al passato del fumetto, con articoli come “Quando le creature diventano Creatori” e “Una storia americana”. Questi approfondimenti ripercorrono le origini della mitologia supereroica di Marvel e DC, e la carriera di Jim Shooter, figura cruciale per lo sviluppo del fumetto di supereroi.

Focus su Morgan Lost, Samuel Stern e Il Morto

Il fumetto italiano è ricco di personaggi che hanno saputo conquistare il pubblico con storie avvincenti e atmosfere uniche. In questo numero dell’Annuario, particolare attenzione è dedicata a Morgan Lost, Samuel Stern e Il Morto. “Il simbolismo egiziano in Morgan Lost” offre un’analisi approfondita delle radici mitologiche e storiche che hanno influenzato la creazione del cacciatore di serial killer della Bonelli, mentre “Samuel Stern, l’esorcista delle edicole” celebra i cinque anni di successo del personaggio con un’analisi delle atmosfere horror che hanno fatto la fortuna del “rosso” libraio di Edimburgo. Infine, “Il Morto e le società segrete” esplora le complesse tematiche affrontate da questo personaggio, diventato un cult nell’ambito dei pocket neri.

Il Mercato del Fumetto nel 2023: Un’Analisi Critica

Non mancano, naturalmente, le analisi del mercato, una delle sezioni più attese dell’Annuario. Il 2023 ha visto un panorama fumettistico in continua evoluzione, con tendenze diverse a seconda dei mercati nazionali. “Ogni genere, quasi da ogni Paese” offre uno spaccato dello stato dell’arte del fumetto in Italia, con un’attenzione particolare alle influenze internazionali. “Al franco-belga non bastano i big” analizza la situazione del fumetto francese, mentre “Giappone, the power of love” esplora il mercato manga, in continua crescita sia nel Sol Levante che in Italia. Chiude questa sezione “Stati Uniti in affanno”, un’analisi delle difficoltà e dei cambiamenti nel mercato dei comics americani.

La Top 5 di Fumo di China

Come da tradizione, l’Annuario si conclude con la top 5 dell’anno, stilata dai redattori e collaboratori di Fumo di China. Una selezione delle opere più rappresentative del 2023, che riflette il gusto e la competenza di una redazione sempre attenta alle novità e ai cambiamenti del settore. Tra le categorie premiate, le migliori ristampe e le migliori mostre, per offrire ai lettori un quadro completo di ciò che ha segnato l’anno appena trascorso.

Conclusione

L’“Annuario del Fumetto 2024” di Fumo di China è molto più di una semplice raccolta di articoli: è un vero e proprio viaggio attraverso le mille sfaccettature del fumetto, un omaggio ai grandi maestri e una riflessione sul futuro del medium. Con i suoi 64 pagine tutte a colori, in formato 24×33 cm, questo volume rappresenta un must per chiunque voglia restare aggiornato sulle ultime tendenze e sulle storie che stanno definendo il panorama fumettistico contemporaneo. Disponibile a soli 8 euro, è un investimento prezioso per ogni appassionato del genere.

La 68a Mostra Mercato del Fumetto Anafi: 25 maggio 2024

La Mostra mercato del Fumetto Anafi è pronta a tornare con la sua 68a edizione, dopo il grande successo dello scorso anno. Questo evento, che rappresenta la più grande e longeva mostra d’Italia di fumetto antiquario e da collezione, è diventato un appuntamento imperdibile per gli appassionati e i collezionisti provenienti da tutta la penisola.

La Mostra si terrà il 25 maggio 2024 presso la Fiera di Bologna, una collocazione strategica e facilmente raggiungibile con ogni mezzo di trasporto. Questa location centralissima permetterà a tutti gli appassionati di immergersi completamente nell’universo del fumetto e di vivere un’esperienza indimenticabile.

L’evento conta su decine di espositori provenienti da ogni angolo d’Italia. Saranno presenti anche editori, associazioni di settore, negozi specializzati e collezionisti di figurine e tavole originali. Sarà un’occasione unica per entrare in contatto con gli esperti di settore, scambiare consigli e informazioni e, perché no, ampliare la propria collezione personale.

Ma le sorprese non finiscono qui. Gli organizzatori hanno annunciato la presenza di ospiti speciali, che i visitatori potranno incontrare durante la mostra. Saranno sparsi tra gli stand degli espositori o si esibiranno nella Sala Incontri, all’interno del padiglione. Questa sarà un’opportunità unica per entrare in contatto con grandi nomi dell’industria del fumetto e avere la possibilità di fare foto e autografi.

La Mostra mercato del Fumetto Anafi rappresenta davvero un evento da non perdere per tutti gli appassionati di fumetto, sia per chi desidera ampliare la propria collezione, sia per chi vuole immergersi nell’atmosfera unica di questa manifestazione. L’appuntamento è fissato per il 25 maggio 2024, presso la Fiera di Bologna. Per tutte le info tecniche: amicidelfumetto.it/mostra-di-bolognamostradelfumetto.it (a quest’ultimo indirizzo si scarica il coupon per lo sconto sul biglietto d’ingresso e si può anche acquistare online il biglietto Saltacoda).

Addio ad Alfredo Castelli

Il maestro del fumetto italiano, Alfredo Castelli, ci ha lasciato nella mattinata del 7 febbraio 2024. Nato a Milano nel 1947 durante gli anni della ricostruzione post guerra, Castelli ha vissuto un’infanzia caratterizzata dalla scarsità di risorse ma anche da un grande ottimismo e dalla volontà di utilizzare la fantasia al massimo. Ai tempi, i film potevano essere visti solo al cinema, ma i fumetti erano numerosi, anche se Castelli ne leggeva poco a causa delle convinzioni dei suoi genitori che ritenevano che questi potessero essere dannosi per la sua educazione. Gli era permesso soltanto di leggere il “Corriere dei Piccoli”, ma almeno poteva sfogliare numerosi libri.

Affascinato dall’arte dell’animazione, inizialmente sognava di diventare il Disney italiano, ma ben presto capì che questa strada non faceva per lui. Fu il libro “I fumetti” di Carlo Della Corte a stimolarlo a intraprendere la carriera di cartoonist. Castelli presentò i suoi primi lavori come autore e disegnatore a diverse case editrici, tentando prima con il disegno realistico e poi con quello umoristico. Dopo alcuni tentativi falliti, Angela e Luciana Giussani acquistarono alcune puntate di una serie interpretata da un gruppo di mostri, intitolata Cattiverius Junior, ma che non venne mai pubblicata. Le geniali sorelle, autrici ed editrici di Diabolik, scelsero di introdurre in quest’ultimo un personaggio tra i comprimari di Cattiverius, uno scheletro vivente ribattezzato Scheletrino, che iniziò a comparire in appendice a Diabolik nel gennaio 1965. Rivedendo le sue semplici storie, Castelli decise che sarebbe stato meglio dedicarsi alle sceneggiature per il bene dei lettori.

Nel 1967, insieme all’amico Paolo Sala, Castelli fondò la prima fanzine italiana, Comics Club 104, e lavorò come soggettista per Cucciolo, Kolosso, Pedrito El Drito e altri personaggi umoristici. L’anno successivo, insieme a Mario Gomboli e Marco Baratelli, con i disegni di Carlo Peroni, creò TILT, una rivista che durò solo due numeri, ispirata alla celebre MAD statunitense, famosa per le sue geniali parodie di fumetti, film e programmi televisivi.

Castelli collaborò anche con la rivista Psyco, scrivendo insieme a Marco Baratelli “Van Helsing”, un fumetto con l’antagonista storico di Dracula disegnato ancora da Carlo Peroni. Insieme a Pier Carpi, Castelli diede vita a Horror, una rivista interamente dedicata all’orrore e al soprannaturale, pubblicata dal vulcanico editore Gino Sansoni, dove alcuni dei più importanti autori italiani ebbero finalmente uno spazio. Qui comparve anche Zio Boris, una striscia comica di ambientazione horror. Dopo Horror, Zio Boris ricomparve nel 1972 sul Corriere dei Ragazzi, una rivista che ha segnato una delle proposte più ricche e interessanti di giornalismo a fumetti per ragazzi. Castelli fu uno dei principali sceneggiatori, insieme al giornalista e autore Mino Milani. Su quelle pagine, Castelli trasformò TILT in una rubrica demenziale, con la collaborazione di Bonvi e Daniele Fagarazzi, creando anche l’indimenticabile Omino Bufo, una striscia disegnata in modo approssimativo e piena di umorismo demenziale, che rimase nel cuore di generazioni di lettori.

Ancora, con i disegni di Sergio Zaniboni, Castelli inventò Gli Aristocratici, un gruppo di impeccabili ladri gentiluomini inglesi. Negli stessi anni, Castelli scrisse molte storie per un’altra importante testata per ragazzi, Il Giornalino. Nel 1975, Castelli scrisse insieme a Mario Gomboli e con i disegni di Milo Manara la storia “Un fascio di bombe”, un importante esempio di fumetto giornalistico originariamente pubblicato dal PSI, che narra la strage di Piazza Fontana a Milano e l’inizio della “strategia della tensione” che ha insanguinato il Paese.

Nel 1983, Castelli e Silver (Guido Silvestri, creatore di Lupo Alberto) presero in mano la rivista Eureka, ideata nel 1967 da Luciano Secchi, noto come Max Bunker. Rinnovarono la rivista con una serie di numeri monografici e allegarono al primo numero della loro gestione “Come si diventa autore di fumetti”, un utile prontuario per chi voleva avvicinarsi alla professione o curiosare dietro le quinte della Nona Arte. Sempre attento alle novità del fumetto internazionale, Castelli curò nel 1966, per l’agenzia Opera Mundi, il famoso Blue Book, un catalogo dei personaggi del King Features Syndicate statunitense, in lingua italiana.

A distanza di tempo è anche tra i primi in Italia a parlare dei manga e delle serie animate giapponesi, curando un catalogo in lingua inglese per l’importante casa editrice giapponese Kodansha.

La creatura più importante e famosa di Alfredo Castelli, Martin Mystère, disegnato soprattutto da Giancarlo Alessandrini e pubblicato a partire dal 1982 dall’editore Sergio Bonelli (e oggi dalla Sergio Bonelli Editore). La lunga gestazione di Martin Mystère ha avuto inizio con un personaggio ispirato ad Allan Quatermain, protagonista dei romanzi di H. Rider Haggard. Nonostante non sia stato pubblicato sul Giornalino, il personaggio ha fatto la sua breve apparizione nel 1978 in due numeri di Supergulp!, un settimanale a fumetti creato in seguito all’omonima trasmissione televisiva. In una mostra recentemente organizzata, sono state presentate per la prima volta le tavole inedite disegnate da Fabrizio Busticchi per quella storia incompiuta.

Successivamente, Castelli ha ripreso il personaggio di Quatermain insieme a Sergio Zaniboni, con l’intenzione di pubblicarlo sul settimanale tedesco Zack. Tuttavia, il progetto non ha avuto successo. Dopo ulteriori modifiche, Quatermain è diventato Martin Mystère e finalmente è stato accettato da Sergio Bonelli. Il personaggio è stato presentato alla Fiera del libro di Bologna con il nome di Doc Robinson, ma alla fine ha ripreso il suo nome definitivo.

Prima di Martin Mystère, Castelli ha scritto per altre serie di successo come Zagor e Mister No per la Bonelli Editore. Ha sceneggiato oltre sessanta numeri di Mister No, tra cui storie come “Destinazione Haiti”, “Eldorado”, “Accusa di omicidio”, “Intrigo internazionale”, “Cinema crudele”, “La città del crimine”, “Le montagne della luna”, e “La diga del deserto”.

Nel 1991, Castelli ha ideato il mazzo di tarocchi “Martin Mystère: Tarocchi di Atlantide”, disegnato da Giancarlo Alessandrini e pubblicato da Lo Scarabeo di Torino con la supervisione di Pietro Alligo e Giordano Berti. Non contento delle sue numerose attività, nel 1997 Castelli ha anche contribuito alla realizzazione delle sceneggiature per la docufiction di Italia 1 “AleX, indagini su mondi segreti”, una serie di sei puntate che si occupavano di misteri.

Negli ultimi anni, Castelli ha esteso il suo campo di interesse al fumetto storico. Ha condotto approfondite ricerche sulle origini del fumetto, pubblicando un volume illustrato intitolato “Eccoci ancora qui” nel 2006. Questo lavoro ricopre un periodo che va dalla fine del XIX secolo ai primi del XX secolo, focalizzandosi sul fumetto americano.

La carriera di Castelli non è passata inosservata, infatti ci sono state diverse pubblicazioni biografiche su di lui da parte di associazioni e enti legati al mondo del fumetto. Tra queste ricordiamo “Castelli 25” dell’Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione, pubblicata in occasione dei suoi 25 anni di carriera. Inoltre, il Napoli Comicon ha dedicato un libro a Castelli intitolato “Alfredo Castelli – Storie e Mysteri di un grande narratore” e l’Associazione Culturale Nipoti di Martin Mystère ha celebrato il suo quarantennale con il libro “Castelli di Carta”.

La morte di Alfredo Castelli lascia un vuoto incolmabile nel panorama del fumetto italiano, ma il suo ricordo e la sua opera resteranno vivi nei cuori e nelle menti dei suoi numerosi fan e ammiratori. A loro e ai suoi familiari va il nostro più sentito cordoglio.

Martin Mystère: Un Viaggio Misterioso nel Tempo e nello Spazio

Martin Mystère, il celebre personaggio creato da Alfredo Castelli e pubblicato da Sergio Bonelli Editore, è un detective dell’ignoto che da oltre 40 anni appassiona lettori di tutte le età.
Le sue avventure:

Mystère viaggia per il mondo e affronta enigmi, misteri e creature soprannaturali. Affiancato da Java, un ragazzino orfano di origine indù, e da Diana Lombard, una giornalista e archeologa, indaga su fenomeni paranormali, leggende metropolitane e segreti della storia.

Evoluzione del personaggio:

Nato come un clone del personaggio di Dylan Dog, Mystère si è presto distaccato, assumendo una propria identità. Le sue storie si sono evolute, diventando più complesse e realistiche. Il personaggio ha affrontato tematiche sociali e filosofiche, oltre a misteri e leggende.

Maggiori sceneggiatori:

  • Alfredo Castelli, creatore del personaggio, ha sceneggiato la maggior parte delle storie.
  • Altri sceneggiatori importanti sono:
    • Carlo Recagno
    • Giancarlo Berardi
    • Alfredo Castelli
    • Tiziano Sclavi
    • Paola Barbato

Perché leggere Martin Mystère:

Un mix di avventura, mistero e suspense. Storie che stimolano la riflessione e la curiosità. Un cast di personaggi memorabili.

L’Apocalisse illustrata da Paolo Barbieri

Sergio Bonelli Editore vi presenta una grande sorpresa: torna infatti in libreria L’Apocalisse illustrata da Paolo Barbieri, in un nuova edizione con testi tradotti da Alfredo Castelli e illustrazioni e contenuti inediti. Quello che è giunto ai giorni nostri è un testo pregno di immaginifiche visioni che nel corso degli anni e dei secoli molti artisti hanno reinterpretato.  In questo volume illustrato, Paolo Barbieri trasforma l’Apocalisse in una visione spettrale e allo stesso tempo multicolore, in una sorta di “festosa” distruzione in cui la fantasia travalica le visioni e attraversa la devastazione sino alla quiete finale.

Dalla notte dei tempi fino ai giorni nostri.

Sulla scia del clamoroso successo di L’Inferno di DanteFavole degli Dei e Fiabe immortaliPaolo Barbieri torna a meravigliare i lettori con L’Apocalisse illustrata da Paolo Barbieri, le cui incredibili illustrazioni sembrano prendere vita dalle pagine del volume dedicato all’universo immaginifico dell’Apocalisse.

Le sconvolgenti visioni dell’apostolo Giovanni narrate nel più emblematico dei libri biblici emergono dal regno dell’immaginazione e approdano su quello della carta, nelle splendide illustrazioni di Paolo Barbieri, che con la consueta padronanza di stile dà corpo e respiro a cavalieri della morte, draghi mostruosi, abominii infernali, grandini di fuoco, flagelli inenarrabili, spiriti ultraterreni e creature immonde che imperversano negli ultimi, furiosi giorni dell’umanità. Un capolavoro illustrato in cui ogni tavola è ulteriormente arricchita dall’inserimento dei versetti a cui è ispirata, creando un indissolubile legame tra testo e disegno.

Questa nuova edizione vede la traduzione dei testi a opera di Alfredo Castelli e l’aggiunta di nuove illustrazioni e contenuti, portando il numero totale di pagine a 128. Del libro sarà pubblicata anche una versione con copertina variant, disponibile esclusivamente nei negozi Games Academy, al Bonelli Store e sito ufficiale Bonelli.