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Dylan Dog, l’Apocalisse che ha spaccato la continuity: il ritorno di un albo che ha osato uccidere il suo mito

Alcune storie non si limitano a essere lette. Si subiscono, si discutono, si metabolizzano per anni. “Dylan Dog. E ora, l’Apocalisse!” è una di quelle. E il fatto che torni in una nuova edizione dal 27 febbraio per Sergio Bonelli Editore non è semplice operazione nostalgia: è la riapertura di una ferita narrativa che non ha mai smesso di bruciare.

Chi ha attraversato le pagine dell’Indagatore dell’Incubo fin dagli anni delle copertine ingiallite sa di cosa parlo. Ogni tanto arriva un albo che non vuole piacerti per forza. Vuole metterti in crisi. Vuole farti chiedere se il personaggio che ami può sopravvivere al peso della propria mitologia. E qui quella domanda esplode senza anestesia.

Un galeone, un oceano senza nome e una resa dei conti editoriale

La superficie della trama è già di per sé un trip lisergico degno delle migliori suggestioni gotiche. Dylan e Groucho salpano su un galeone alla deriva, intrappolati in un oceano che sembra esistere fuori dalle mappe e fuori dal tempo. Tempeste, creature mostruose, approdi impossibili. Un’odissea marinaresca che mescola Melville, horror cosmico e malinconia londinese.

Ma sotto quella deriva visionaria si agita qualcosa di molto più radicale.

Roberto Recchioni prende Dylan Dog e lo trascina davanti a uno specchio deformante. Non si limita a raccontare un’apocalisse esterna. Costruisce una frattura interna, quasi meta-narrativa. Il nemico gigantesco che incombe sull’orizzonte non è soltanto una minaccia per il mondo. È il simbolo di un’eredità ingombrante, di un passato che rischia di diventare gabbia.

L’idea di “uccidere il padre”, in senso creativo, attraversa tutta la storia come una corrente sotterranea. Evolvere significa tradire? Oppure restare immobili è la vera forma di tradimento?

Per chi è cresciuto con Dylan Dog come compagno di notti insonni e colonna sonora rock in sottofondo, la domanda non è teorica. È personale.

Angelo Stano e Corrado Roi: icone che si confrontano con il cambiamento

Sul piano visivo, l’albo è un dialogo tra epoche. Angelo Stano torna a confrontarsi con il suo Dylan, aggiornando il tratto, contaminandolo con strumenti contemporanei, ma senza cancellare l’identità che ha reso l’Indagatore dell’Incubo un’icona grafica riconoscibile a colpo d’occhio.

Le tavole hanno qualcosa di familiare e allo stesso tempo disturbante. Linee che sembrano appartenere al passato, ma immerse in un’atmosfera che parla al presente. È come rivedere un volto amato dopo anni: lo riconosci, ma non è più lo stesso.

E poi arriva l’ombra liquida di Corrado Roi. Poche pagine, eppure capaci di evocare quell’estetica onirica che ha segnato l’anima più gotica della serie. Un passaggio simbolico, quasi una staffetta tra sensibilità diverse, come se l’albo stesso fosse consapevole di stare camminando su un crinale.

Apocalisse o reboot? La differenza è sottile

Il titolo promette la fine del mondo. E in parte la mantiene. Il destino dell’umanità dipende dalla caduta di un’entità titanica, in una scena che ha il respiro di un boss finale da videogame epico. Ma ridurre tutto a un semplice “evento cataclismatico” sarebbe un errore grossolano.

Qui non si tratta di distruggere per ricominciare da zero. Non è un reset pulito. È una scelta di percorso. Come cambiare motore grafico a una saga che va avanti da decenni, sapendo che una parte della community ti accuserà di sacrilegio.

La forza di questa storia sta proprio nell’aver diviso. C’è chi l’ha vissuta come un tradimento dello spirito originario. Chi, invece, ha applaudito il coraggio di non restare prigionieri dell’autocitazione infinita. In entrambi i casi, una cosa è certa: si parlava di Dylan Dog come non accadeva da tempo.

E questo, in un panorama fumettistico spesso dominato dalla comfort zone, è già un risultato.

Rileggere oggi “E ora, l’Apocalisse!”

La nuova edizione riporta in primo piano anche la postfazione e le interviste che accompagnavano l’uscita originale. Materiale prezioso per capire il contesto creativo, le intenzioni, le tensioni. Perché questo albo non è stato soltanto una storia. È stato un manifesto editoriale.

Rileggerlo oggi significa misurare la distanza tra il Dylan che eravamo e quello che siamo diventati. Significa interrogarsi su cosa chiediamo a un personaggio seriale dopo quarant’anni di pubblicazioni: stabilità rassicurante o evoluzione rischiosa?

Dylan Dog resta uno specchio delle nostre paure, certo. Ma anche delle nostre resistenze al cambiamento. L’Apocalisse, forse, non è la fine del mondo. È la fine di un’illusione di immobilità.

Personalmente ho preferito un albo che osa e inciampa piuttosto che uno che si limita a replicare formule collaudate. L’errore creativo è più affascinante della perfezione sterile. E questa storia, con tutte le sue fratture, è viva.

Adesso voglio sentire la vostra voce. Avete vissuto quell’Apocalisse come un tradimento o come una rinascita? Pensate che Dylan Dog debba reinventarsi per restare rilevante oppure la sua forza sta proprio nella fedeltà alle ombre degli esordi?

Parliamone nei commenti e sui social di CorriereNerd.it. Perché alcune storie non finiscono con l’ultima vignetta. Restano lì, sospese, come un galeone perso in un oceano senza nome. E forse il vero viaggio inizia proprio adesso.

Sergio Bonelli Editore presenta “Dylan Dog: Orrore Nero”, il lato più oscuro dell’Indagatore dell’Incubo

Esistono fumetti che si leggono e fumetti che ti restano addosso. DYLAN DOG. ORRORE NERO appartiene senza esitazioni alla seconda categoria: non una semplice raccolta, ma una vera e propria discesa negli abissi dell’orrore bonelliano, quello che non si limita a spaventare ma ti costringe a guardare storto la realtà per qualche giorno. Di quelli che, quando chiudi l’albo, ti fanno venire voglia di accendere una luce anche se è pieno giorno.

Il ritorno in libreria di questa raccolta è un piccolo evento per chi è cresciuto con l’Indagatore dell’Incubo sul comodino e per chi, magari più tardi, ha scoperto che Dylan Dog non è mai stato solo zombie, mostri e pistole con i proiettili d’argento. Dylan Dog è sempre stato un viaggio nella paura che nasce dalle persone, dalle ossessioni, dai rimorsi e dalle crepe invisibili della quotidianità. Orrore Nero prende tutto questo e lo porta all’estremo, scegliendo storie che non cercano il consenso facile, ma scavano dove fa male.

Il filo rosso che unisce i racconti inclusi nel volume è una forma di terrore che non ha bisogno di jump scare o spiegazioni rassicuranti. Qui l’orrore è sottile, insinuante, spesso elegante nella sua crudeltà. Si parte da luoghi che sembrano quasi rassicuranti, familiari, persino affascinanti, per poi scoprire che dietro la facciata si nasconde qualcosa di profondamente sbagliato. È una lezione che Dylan Dog impartisce da decenni, ma che in questa raccolta assume un peso particolare.

Uno degli aspetti più affascinanti di Orrore Nero è la sua capacità di muoversi tra diversi livelli di paura senza mai perdere coerenza. C’è l’orrore rituale, colto, quasi aristocratico, che si mescola a quello più sporco e provinciale, fatto di superstizione, follia e cicli di morte che si ripetono come una maledizione. E poi c’è l’orrore metafisico, quello che scivola nei tunnel della mente, dove non è più chiaro se il nemico sia un demone, un’idea o il senso di colpa che non vuole restare sepolto.

Dylan, come sempre, si muove in equilibrio precario tra empatia e disillusione. È chiamato ad affrontare mostri che a volte hanno zanne e artigli, altre volte indossano un volto umano, e in certi casi provano perfino ad amare. Ed è proprio lì che il fumetto colpisce più duro, perché suggerisce una verità scomoda: la linea che separa il mostro dalla vittima è spesso più sottile di quanto ci piaccia ammettere.

Dietro questa discesa nell’oscurità c’è la mano inconfondibile di Tiziano Sclavi, autore che ha saputo trasformare l’horror in uno strumento per raccontare fragilità umane, solitudini e paure collettive. Le storie raccolte in Orrore Nero portano tutte la sua impronta, a volte diretta, a volte condivisa, ma sempre riconoscibile. Il suo modo di scrivere l’orrore non è mai compiaciuto: è inquietante perché sembra possibile, vicino, quasi plausibile.

Al suo fianco, in una delle storie, compare Luigi Mignacco, che contribuisce a rafforzare l’atmosfera cupa e soffocante, mentre il comparto visivo è affidato a due nomi che, per i fan di Dylan Dog, sono sinonimo di incubo illustrato. Corrado Roi porta in tavola il suo bianco e nero nervoso, graffiato, fatto di ombre che sembrano vive, capace di trasformare anche un volto umano in qualcosa di disturbante. Giovanni Freghieri aggiunge un segno più classico ma non meno inquietante, costruendo tavole che accompagnano il lettore verso un senso di disagio costante, mai urlato ma sempre presente.

La copertina, firmata da Angelo Stano, è una dichiarazione d’intenti: non promette conforto, non strizza l’occhio, non ammicca. È lì per dirti che stai per entrare in un territorio oscuro, e che una volta varcata la soglia non sarà facile uscirne indenni. È il tipo di immagine che riconosci subito, anche a distanza di anni, come parte integrante dell’identità di Dylan Dog.

Questa nuova edizione di Orrore Nero funziona anche come promemoria culturale. Ricorda quanto la collana degli Speciali abbia spesso rappresentato uno spazio di sperimentazione, un laboratorio dove spingere più in là i confini del personaggio e del suo mondo. Qui Dylan non è solo l’eroe malinconico che risolve il caso e torna a casa: è un testimone impotente di verità scomode, uno spettatore coinvolto suo malgrado in drammi che non sempre hanno una soluzione consolatoria.

Rileggere oggi queste storie significa anche confrontarsi con un’idea di horror che non passa di moda, perché parla di paure universali. Il timore di perdere il controllo, l’angoscia di essere intrappolati in un ciclo che si ripete, la consapevolezza che il male non arriva sempre dall’esterno. In un’epoca che sembra ossessionata dal mostro spettacolare e iperrealistico, Orrore Nero ricorda che il vero terrore spesso nasce in silenzio, cresce lentamente e si annida dove meno te lo aspetti.

Questo volume non è solo una lettura consigliata, è quasi un rito di passaggio per chi ama Dylan Dog e per chi vuole capire perché, dopo decenni, continui a essere uno dei personaggi più profondi e disturbanti del fumetto italiano. È una raccolta che non cerca di piacere a tutti, e proprio per questo funziona così bene. Ti prende per mano, ti accompagna nell’oscurità e, quando finalmente richiudi il libro, ti lascia con una sensazione precisa: il mostro peggiore non è sempre quello che ringhia nel buio, ma quello che ti somiglia più di quanto vorresti.

E ora la palla passa a voi. Qual è la storia di Dylan Dog che vi ha fatto dormire con un occhio aperto? Orrore Nero vi ha colpito al primo giro o è uno di quei volumi che si apprezzano davvero solo rileggendoli? Parliamone, perché certi incubi meritano di essere condivisi.

Sergio Bonelli Editore presenta “Dylan Dog. Killers”

Dal 7 marzo, le librerie e le fumetterie italiane accolgono con entusiasmo l’arrivo di Dylan Dog. Killers, un volume che promette di far immergere i lettori in un’atmosfera inquietante e perturbante, esplorando le menti malate di alcuni tra i più efferati serial killer mai narrati nelle pagine di Dylan Dog. Questo nuovo capitolo della celebre saga dell’Indagatore dell’Incubo, pubblicato con la copertina evocativa di Davide Furnò, raccoglie quattro episodi iconici e angoscianti, dove la morte e la follia si intrecciano in un gioco macabro e psicologico. Il volume include le storie “Diabolo il grande”, “Lo specchio dell’anima”, “Istinto omicida” e “L’assassino è tra noi”, con l’introduzione “Gli specchi” di Franco Busatta, che aggiunge un ulteriore strato di riflessione sul tema centrale della serie.

Con il suo stile inconfondibile e il tono che da sempre lo caratterizza, Dylan Dog si trova ancora una volta a fronteggiare l’oscurità che serpeggia nelle pieghe della realtà e dell’inconscio. In Dylan Dog. Killers, il protagonista si troverà a indagare su un serial killer che sembra agire al di là delle leggi naturali, muovendosi tra le ombre della magia. Un killer che non si limita a uccidere, ma gioca con la mente delle sue vittime, spingendo l’Indagatore dell’Incubo a fare i conti con un mondo di inganni, illusioni e giochi di prestigio tutt’altro che divertenti.

Tra i personaggi che popolano questo nuovo viaggio psicologico, spicca Brighton Whitaker, un misterioso scrittore che potrebbe essere stato, in realtà, solo il cronista delle atrocità compiute da un serial killer. Il suo ruolo ambiguo nell’intreccio lascia il lettore sospeso tra il dubbio e la certezza, come spesso accade nelle storie di Dylan Dog, dove nulla è mai come sembra. Al fianco di Whitaker, il lettore incontra Joe Storm, il conduttore televisivo più amato d’Inghilterra. Ma dietro la sua facciata pubblica, Storm nasconde un oscuro hobby che, se rivelato, potrebbe sconvolgere i suoi affezionati spettatori.

Il volume ci porta anche in un’ambientazione cupa e claustrofobica: una notte di tempesta costringe Dylan a rifugiarsi nel temuto Bates Motel. Questo luogo, simbolo di oscurità e follia, diventa teatro di un nuovo incontro con l’assassino, che sembra essere sempre un passo avanti rispetto all’indagine del nostro eroe. Le atmosfere che si respirano in queste storie, tra l’ombra di un motel sinistro e le mani insanguinate di killer invisibili, sono quelle che da sempre rendono Dylan Dog un’icona del fumetto italiano, capace di miscelare horror, psicologia e riflessioni esistenziali.

I disegni di Luca Dell’Uomo, Nicola Mari, Giampiero Casertano e Angelo Stano, con la copertina evocativa di Davide Furnò, contribuiscono a rendere ogni episodio un’esperienza visiva e narrativa coinvolgente, dove il nero della notte e le ombre dei protagonisti sono tratteggiati con maestria. Le illustrazioni non solo raccontano le storie, ma amplificano l’atmosfera di angoscia e suspense, diventando una parte fondamentale dell’esperienza immersiva che Dylan Dog. Killers offre ai suoi lettori.

Questa nuova antologia non è solo un tuffo nelle storie più oscure e inquietanti di Dylan Dog, ma anche un viaggio attraverso la psiche dei suoi killer, con un’analisi profonda delle motivazioni e delle follie che li spingono a uccidere. L’introduzione di Franco Busatta, “Gli specchi”, arricchisce ulteriormente il volume, offrendo una chiave di lettura critica che aiuta a comprendere il significato simbolico e psicologico delle storie, dove il male non è solo un’entità esterna, ma un riflesso delle paure e delle angosce più profonde dell’animo umano.

In conclusione, Dylan Dog. Killers rappresenta una nuova pietra miliare nella lunga e affascinante saga dell’Indagatore dell’Incubo. Un volume che, grazie alla sua narrazione avvincente e ai suoi personaggi inquietanti, saprà soddisfare non solo i fan storici della serie, ma anche i lettori più giovani alla ricerca di un’esperienza narrativa intensa e psicologicamente complessa. Un altro capitolo imperdibile per tutti gli appassionati di Dylan Dog e per chi ama esplorare le tenebre dell’animo umano, dove ogni ombra potrebbe celare il volto di un killer.

Dylan Dog. Altri Mondi: Un Viaggio nei Miti e nei Misteri dell’Indagatore dell’Incubo

A partire dal 13 dicembre, nelle librerie e fumetterie arriverà un volume imperdibile per tutti gli amanti dell’Indagatore dell’Incubo: Dylan Dog. Altri Mondi. Questa raccolta unisce alcune delle storie più amate del celebre protagonista creato da Tiziano Sclavi, un viaggio inquietante e affascinante nei mondi che solo Dylan Dog sa esplorare.

Le vicende si svolgono in luoghi sospesi tra realtà e finzione: dietro la polverosa vetrina di un negozio di cianfrusaglie in un’anonima via di Londra, tra le mura di un condominio di periferia, o all’interno di una villa con un giardino perfettamente curato, dove il tempo sembra scorrere all’indietro, rivelando dimensioni sconosciute. In questi mondi (im)possibili, Dylan Dog affronta i misteri celati da desideri e paure umane, dove perdersi è un rischio costante.

Il volume raccoglie storie scritte da Tiziano Sclavi, Michele Masiero e Paola Barbato, con disegni realizzati dai grandi del fumetto come Gianluigi Coppola, Corrado Roi, Bruno Brindisi, Giovanni Freghieri, Marco Soldi ed Enea Riboldi. Arricchito da un’introduzione di Franco Busatta, il libro presenta anche una copertina firmata da Angelo Stano, uno degli artisti più legati a Dylan Dog.

Dylan Dog. Altri Mondi è un’ode al mito di Dylan Dog, un viaggio che attraversa l’ignoto, offrendo ai lettori una nuova occasione per immergersi nei mondi strani e affascinanti che solo l’Indagatore dell’Incubo sa esplorare. Disponibile a 19,00 euro, il volume è già un must per i collezionisti e per tutti coloro che vogliono rivivere le atmosfere inquietanti e affascinanti che hanno reso Dylan Dog un simbolo del fumetto italiano.

Nuova edizione di Dylan Dog. Angeli e Demoni

Dal 2 agosto, nelle librerie e fumetterie italiane, è disponibile una nuova edizione di un volume che rappresenta un capitolo significativo nella saga di Dylan Dog, l’Indagatore dell’Incubo creato da Tiziano Sclavi. Questa edizione riedita di Dylan Dog: Angeli e Demoni raccoglie per la prima volta in un unico volume sei storie che esplorano i temi eterni della vita e della morte attraverso l’inconfondibile lente dell’horror e del soprannaturale.

Dylan Dog, icona del fumetto horror italiano, torna dunque a confrontarsi con le forze celestiali e infernali in queste avvincenti narrazioni che mettono in risalto la dualità tra il bene e il male. Ogni storia di questa raccolta è un viaggio nell’oscurità e nella luce, dove l’Indagatore dell’Incubo affronta situazioni che vanno ben oltre i suoi soliti incubi. Tra angeli caduti e demoni vendicativi, Dylan Dog si trova a fare i conti con il soprannaturale in modi che mettono alla prova la sua stessa umanità.

Il volume comprende cinque episodi che trascendono i confini del reale: una trama narra di uno spietato killer innamorato di una donna enigmaticamente collegata agli inferi, mentre un’altra storia esplora la vicenda di creature celesti dimenticate sulla Terra. Altre trame includono un angelo sterminatore con l’intento di distruggere Venezia e un altro angelo a cui sono state mozzate le ali e che trova salvezza solo grazie all’intervento di Dylan Dog. Un ulteriore racconto vede un diavolo esiliato dall’inferno che trasforma degli sventurati londinesi in feroci assassini. Le storie, scritte da Tiziano Sclavi, Pasquale Ruju, Michele Masiero e Paola Barbato, si avvalgono dei disegni di maestri come Nicola Mari, Angelo Stano, Corrado Roi, Fabio Celoni, Gustavo Trigo e Attilio Micheluzzi, ognuno dei quali porta il proprio unico stile visivo al volume. Questa edizione speciale è arricchita da due introduzioni significative: “Angel’s Eye” di Franco Busatta e “Tra zolfo e incenso” di Maurizio Colombo, che offrono una prospettiva approfondita e contestualizzata su questi racconti di angeli e demoni. La copertina, disegnata da Angelo Stano, contribuisce con il suo inconfondibile tocco artistico a conferire ulteriore prestigio a questa edizione.

Con questa nuova edizione, Dylan Dog: Angeli e Demoni si presenta come un’opera imperdibile per tutti gli appassionati del fumetto horror e per i fan di lunga data dell’Indagatore dell’Incubo, offrendo una collezione di storie che continuano a esplorare i confini tra il reale e l’irreale con il caratteristico brivido e la profondità emotiva che solo Dylan Dog può offrire.

 

Dylan Dog. Sogni

È finalmente in arrivo in libreria e fumetteria un volume imperdibile per tutti i fan di Dylan Dog. Si tratta di “Sogni“, che raccoglie tre storie scritte dal leggendario Tiziano Sclavi e disegnate da tre artisti amati da tutti: Giampiero Casertano, Corrado Roi e Giovanni Freghieri.

Questo volume è un viaggio tra la realtà e il sogno, dove la linea tra i due si confonde per trasformarsi in un vero e proprio incubo. Le tre storie chiave della saga dylaniata presenti in “Sogni” sono “La casa degli spiriti perduti”, “Sette anime dannate” e “Sogni”.

Le vicende narrate da Sclavi e illustrate magistralmente da Casertano, Roi e Freghieri ci portano attraverso luoghi claustrofobici come Casa Velasco, dove presenze sinistre portano i suoi abitanti alla pazzia, fino al misterioso castello di Xanador, dove vita e morte si intrecciano in un gioco di delitto e castigo. Infine, ci immergiamo nel regno dell’inconscio, dove cinque coraggiosi sognatori dovranno affrontare le proprie paure più profonde per scoprire il loro destino.

Il volume è completato dalle introduzioni di Franco Busatta e Guglielmo Maggioni, che ci introducono alle atmosfere cupe e avvincenti di queste storie. E non possiamo dimenticare la bellissima copertina disegnata da Angelo Stano.

Insomma, per tutti i fan di Dylan Dog e dell’orrore in generale, “Sogni” è un must-have assoluto. Non vediamo l’ora di tuffarci in queste pagine piene di mistero e suspense! A partire dall’8 marzo, non perdetelo!

Fantastica, Fiera del Gioco e del Fumetto dal 16 al 18 giugno 2023

Torna Fantastica, Fiera del Gioco e del Fumetto, dal 16 al 18 giugno 2023, in collaborazione con Accademia di Belle Arti Reggio Calabria, negli spazi esterni del circolo del tennis Rocco Polimeni. Un edizione La più interessante manifestazione fumettistica reggina. La manifestazione, promossa da Nessundove Aps con la collaborazione dell’ASD Circolo Tennis “Rocco Polimeni” e il Circolo Culturale Guglielmo Calarco – Coop. Vittorio Veneto, amplia la sua proposta culturale dedicando questa edizione  interamente dedicata ai fumetti, proponendo insieme un articolato e variegato programma.
Sarà un festival vecchio stile, incentrato completamente sulla promozione e divulgazione della Nona arte. Sin dalla sua prima edizione, infatti, vanta tra i suoi ospiti le grandi firme del fumetto nazionale e internazionale. Quest’anno sarà una manifestazione estremamente interessante , soprattutto grazie alla collaborazione e partecipazione attiva dell’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria che, peraltro, sarà presente con gli studenti del corso di Fumetto e Illustrazione e i docenti Vincenzo Filosa, Emila Telios, Marco Lucisano, Pasquale Ferrara e Massimo Monorchio. Gli alunni porteranno in fiera le loro fanzine , i progetti realizzati durante l’anno accademico ed i loro lavori personali.

Ci accompagneranno due importanti ospiti Angelo Stano e Carlo Ambrosini, storiche e prestigiose colonne portanti della Sergio Bonelli Editore, che, con la loro bravura, hanno contribuito alla diffusione del fumetto popolare in Italia. Angelo Stano è il disegnatore che ha caratterizzato Dylan Dog, infatti assieme a Tiziano Sclavi firma il primo numero di questa nota serie e, successivamente, ne diviene anche il copertinista. Mentre Carlo Ambrosini, anche lui disegnatore di Dylan Dog, è conosciuto soprattutto per essere il creatore di un’altra grande serie della casa editrice di Milano, ovvero Napoleone. Sarà presente lo sceneggiatore Lucio Perrimezzi in quanto editor della Green Moon comics, una delle poche realtà editoriali di fumetti in Calabria. Assieme scopriremo il valore di creare una casa editrice nella nostra regione e parleremo delle loro ultime pubblicazioni.

Fantastica è sempre aperta alle nuove generazioni di autori, difatti quest’anno sarà dei nostri Luana Belsito, in arte Wally Pain, che presenterà Corpi (Feltrinelli comics), successo editoriale che con esplicita e delicata crudezza ci farà riflettere su temi importanti e attuali. Tra gli altri appuntamenti segnaliamo un evento dedicato completamente ai più piccoli “Disegna le parole”, organizzato dallo sceneggiatore Paul Izzo e l’illustratrice Angela Sancono incentrato sul come “fare fumetti”. I partecipanti potranno fare domande ed esprimere tutte le loro curiosità .

Ospite d’eccezione, per la serata di sabato 17, il regista Marco Manetti dei Manetti Bros. registi di film di grande successo al botteghino come Diabolik e Diabolik – Ginko all’attacco!. Attraverso un incontro dedicato esploreremo il rapporto che intercorre tra Cinema e Fumetti, una relazione che negli ultimi anni sta avendo un grande successo di pubblico. Diversi illustratori e fumettisti  riempiranno la nostra Artist Valley : Federico Pugliese, Roberto “Il Rogna” Megna, Fiorella Cogliandro, Mr. Holy Shit, Skredjun, Tonnart e il collettivo Ambrose.

Fantastica è anche divertimento, infatti saranno nostri partner  diverse associazioni nell’Area Games che intratterranno il pubblico come:

  • JOKA Calabria con i loro giochi, che uniscono tradizione calabrese e modernità, faranno divertire grandi e piccini e porteranno anche una scacchiera gigante.
  • El niño, attivi da diversi anni sul nostro territorio, porteranno giochi artigianali costruiti interamente in legno.
  • Takemusu Aiki Hikaru Dojo  e Kobukan Dojo esibizione di Aikido tradizionale.
  • The Virtual un immersione totale nel mondo dei videogiochi virtuali.
  • Game night, nuova realtà reggina, dedita ai giochi da tavolo.
  • Due diverse associazioni, Comites Normannorum e Militia Fretensis, faranno fare un tuffo nel passato facendo scoprire il medioevo attraverso rievocazioni storiche, tiro con l’arco ed esibizione di scherma medievale.
  • Saranno presenti le associazioni Arcigay , Pattacathouse e Oipa .

Fumetti, presentazioni, fanzine, espositori, mostre, giochi da tavolo, GDR, realtà virtuale, videogiochi, tornei di Yu-Gi-Oh e molto altro. Per finire gli immancabili divertenti e simpatici  Cosplay con il loro coloratissimo contest . Seguite tutti gli aggiornamenti e il programma completo su facebook.com/FantasticaReggio.

Il Museo del Fumetto di Cosenza

Il Museo del Fumetto di Cosenza ha sede in una location di grande pregio storico-artistico all’interno dell’antico monastero di Santa Chiara, nel cuore della città vecchia di Cosenza. La cospicua collezione permanente vanta firme prestigiose del fumetto italiano ed internazionale tra cui Milo Manara, Gilbert Shelton, Coco di Charlie Hebdo, Enrique Breccia, Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Davide Toffolo, Angelo Stano e Max Frezzato.

Il percorso di visita segue un ordine tematico e si snoda su quattro livelli principali: al piano superiore, la grande sala espositiva che ospita la cupola di copertura dell’antica chiesa di Santa Chiara, a dimostrazione del forte legame tra la contemporaneità delle esposizioni e l’antichità del luogo che le ospita. Ai livelli intermedi le sale espositive vengono introdotte dalle originali scale del complesso monastico e si alternano agli spazi dedicati a laboratori creativi e didattici. Al piano inferiore la sala dedicata alla moto del noto artista Andrea Pazienza, concessa da Marina Comandini, madrina del Museo.

Tanti gli artisti di primo piano che in questi anni sono stati ospiti del Museo: Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Angelo Stano, Marina Comandini, Bruno Brindisi, Davide Toffolo, solo per citarne qualcuno. Ognuno di loro, si è misurato con Cosenza, con le sue verità e le sue leggende. Chi si è cimentato in questa operazione, lo ha fatto attraverso i linguaggi della modernità, rendendo attuale tutto ciò che nella percezione popolare ormai è solo un lontano ricordo chiuso tra i libri di scuola.

In questo modo il Museo è riuscito ad incrementare il turismo culturale, dando una nuova immagine del territorio. Grazie infatti, alla popolarità di personaggi cult del fumetto, come Martin Mystère e Dylan Dog, le tradizioni e la cultura di un territorio hanno viaggiato e continuano a camminare lontano, arrivando sotto gli occhi di tanti, nuovi lettori.

Altra caratteristica dello spazio è la formazione di talenti. Tanti laboratori, workshop, seminari con disegnatori del calibro di Ivo Milazzo, Max Frezzato, la redazione di Charlie Hebdo, hanno indicato nuove strade da percorrere a decine di giovani che hanno deciso di specializzarsi nel mondo dell’arte e del fumetto. Da questa esperienza positiva nasce la Scuola di Fumetto, una moderna industria creativa attiva all’interno del Museo. Laboratori, incontri, racconto del territorio e decine di mostre, come quella dedicata al genio di Andrea Pazienza hanno lasciato una traccia profonda. Tutto con un’unica pretesa, quella di voler raccontare il fumetto per quello che è, solo ed esclusivamente una forma d’arte che riesce a raccontare mille storie sempre diverse tra loro, senza annoiarci mai.

La collezione permanente

La collezione permanente del Museo del Fumetto vanta firme prestigiose tra cui vanno annoverate quelle di Milo Manara, Gilbert Shelton, Coco di Charlie Hebdo, Enrique Breccia, Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Davide Toffolo, Angelo Stano e Max Frezzato. Tra gli obiettivi delMuseo, la creazione di un forte legame tra il mondo dell’arte sequenziale, e il racconto del territorio di appartenenza. Il pubblico, grazie alla padronanza della settima arte di artisti come Marina Comandini Pazienza, Alfredo Castelli, Gianluca Cestaro, che nel corso del tempo hanno interagito con leggende e storie della cultura calabrese rielaborandole in chiave fantastica, può ammirare da vicino opere dove gli artisti hanno reinventato miti e leggende di personaggi storici quali Alarico, Alessandro il Molosso e Annibale, a volte affiancandoli a protagonisti del fumetto seriale italiano come Tex, Martin Mystere e Zagor.

Della collezione permanente fanno parte inoltre, le tavole originali dell’albo speciale “Dylan Dog. Un amore mostruoso a Cosenza” pubblicato nel 2014. Il numero fuoriserie, diventato oggetto di culto per i collezionisti, è nato dalla collaborazione tra il Festival del Fumetto “Le strade del Paesaggio” e la storica e longeva casa editrice “Sergio Bonelli Editore”. Il susseguirsi delle tavole, esposte tra le mura dell’antico monastero, oggi sede del Museo del Fumetto, trascina lo spettatore in un viaggio inaspettato nelle strade della città bruzia, un tour insolito e surreale guidato dall’indagatore dell’incubo e dal suo assistente Groucho Marx.

Nel percorso espositivo anche la moto appartenuta ad Andrea Pazienza, con il baule, dove lo straordinario Paz aveva tracciato un disegno del leggendario Zanardi.

Il Bilancio di Lucca Comics & Games 2021

Abbiamo rivisto le stelle 90.000 visitatori, 300 espositori e centinaia di appuntamenti hanno illuminato le quattro giornate di Lucca Comics & Games.

Si è conclusa… a riveder le stelle: light, la quattro giorni che ha segnato il ritorno in presenza di Lucca Comics & Games e soprattutto del suo pubblico. Una community che ha accolto questa edizione con un entusiasmo senza precedenti, facendo raggiungere il sold out dopo una settimana dall’apertura delle biglietterie online con 90.000 biglietti venduti. L’edizione dei 55 anni ha riportato in città 300 espositori dislocati in 15 aree espositive, andando a (ri)scoprire anche luoghi che storicamente avevano ospitato il Festival, conquistando alcuni dei palazzi storici più suggestivi e riportando al centro della scena tutti gli universi che ne costruiscono il cuore e l’anima: fumetto, gioco da tavolo, autoproduzioni, narrativa e fantasy, videogiochi ed eSports, prodotti editoriali per bambini e ragazzi, cinema e serie tv, con la novità di un’area dedicata esclusivamente al mondo cosplay.

Francesca Fazzi, presidente di Lucca Crea, sottolinea:

“Colgo l’ occasione di chiusura di un’edizione del festival sicuramente complessa …di fronte ad una sfida vinta e ai risultati rilevanti, anche in termini culturali, che abbiamo misurato in questi giorni, per esprimere un grande grazie. Alla Prefettura, alla Questura, al Comune, a tutte le forze dell’ordine e anche alla protezione civile e ai volontari, che ci hanno sostenuto e affiancato nei lunghi mesi di incertezza della progettazione del festival, aiutandoci a gestire la complessità di questa formula inedita da organizzare in uno scenario in continua evoluzione. Ma come presidente di Lucca Crea il mio grazie va soprattutto al direttore Emanuele Vietina, al suo grande impegno e alla sua capacità di coordinare uno straordinario gruppo di professionisti, che non si sono risparmiati e che hanno finalizzato energie e competenze, affinché la manifestazione potesse esprimersi nella forza di un grande progetto”.

Il direttore di Lucca Comics & Games Emanuele Vietina ha dichiarato:

“Vogliamo ringraziare tutti gli autori, editori e partecipanti – i nostri visitAutori, il cuore del Festival – che ci hanno aiutati a far funzionare questa incredibile manifestazione. L’edizione più sentita, quella più necessaria, che testimonia come il cantiere ChanGes avviato lo scorso anno sia ancora aperto, attivo, vivace e pronto a sviluppare nuovi progetti. Questo periodo di sperimentazione ha portato alla maturazione di una grammatica festivaliera totalmente rinnovata, che ha accolto le novità del 2020 integrandole con le esperienze magistrali del passato recente, per creare un legame nuovo e profondo con il pubblico: quello presente nella città, quello che ha goduto degli eventi ed esperienze anche da casa o nei campfire, i luoghi dove nasce e cresce la community”.

Un evento unico per la proposta editoriale e culturale, ma soprattutto per l’intensità dei valori condivisi che il community event, il DNA di Lucca Comics & Games, ha saputo sprigionare. Decine di migliaia di visitatori hanno illuminato il festival ed hanno potuto godere di: oltre 300 incontri programmati in 16 diverse location; 59 dedicati delle diverse coniugazioni dei comics oltre a centinaia di momenti dedicati ai firmacopie; 66 quelli legati al mondo games a cui si aggiungono gli eventi di gioco organizzato, 29 le attività connesse all’universo fantasy, 55 quelli vissuti nella villa dedicata al mondo cosplay e alle sue declinazioni; 24 gli eventi dell’area movie tra cui anteprime come gli Eternals, proiezioni e appuntamenti speciali tra cui l’incontro con gli attori e la showrunner della seconda stagione di The Witcher. Protagonista anche la saga fantasy Wheel of Time con un’esperienza immersiva tra costumi e contenuti video tratti dalla serie di prossima uscita su Prime Video.

Celebrata tramite una mostra con alcune anteprime, anche la Serie TV ARCANE, prossimamente su Netflix, ispirata al videogioco League of Legends, mentre il videogioco competitivo è stato tra i protagonisti anche quest’anno alla eSports Cathedral, in una 4 giorni di gioco professionistico e eventi speciali cura di ESL. Le mostre hanno abbracciato il mondo del fumetto, dell’illustrazione, del gioco, del cinema e del videogioco, tra queste ricordiamo l’esclusiva esposizione dedicata a Will Eisner composta da ben 100 opere. Tre aree sono state dedicate al firmacopie, per rendere più partecipata l’esperienza dei visitatori e eliminare le lunghe code nei padiglioni, rendendo gli spazi espositivi più fruibili.

Tra i principali ospiti Frank Miller, Roberto Saviano, Ryan Ottley, Paul Azaceta,Bastien Vivès, Martin Quenehen, Zerocalcare, Leo Ortolani, Sio, Andrea Paris, Angelo Stano, Pera Toons, e gli autori legati alle mostre Teresa Radice e Stefano Turconi, Giacomo Bevilacqua, Walter Leoni. E ancora la connessione tra mondi del progetto Rock ‘n’ Comics con la partecipazione di Caparezza insieme al disegnatore Simone Bianchi, Mahmood, Shade, il frontman dei Negrita Pau e i Lacuna Coil moderati da Andrea Rock. Dall’incontro che ha visto sul palco lo streamer Pow3r accanto al direttore di Unicef Italia Paolo Rozera, alla partecipazione di Maccio Capatonda e del comico, conduttore e autore Valerio Lundini. Non sono mancati approfondimenti culturali come le due produzioni inedite di Graphic Novel Theatre (Corpicino a teatro – Pagine nere per nere cronache e L’Oreste – Quando i morti uccidono i vivi) e il Tuono Day dedicato ad Andrea Paggiaro in arte Tuono Pettinato.

Lucca Comics & Games non si è esaurita tra le mura cittadine ma anche quest’anno si è arricchita dell’esperienza di evento diffuso in tutto il territorio nazionale grazie ai 122 Campfire presenti in 18 regioni, con oltre 500 eventi in programma. Il canale Twitch del Festival ha ospitato per quattro giorni un’intensa programmazione – “guidata” da Claudio Di Biagio e dalle streamer Ckibe (Roberta Sorge) e Kurolily (Sara Stefanizzi) – che ha incluso 63 attività con 50 ospiti per oltre 43 ore di diretta. Una bella squadra di streaming partner si sono occupati di approfondire la programmazione delle varie aree attraverso i propri canali Twitch, portando dietro le quinte del Festival gli spettatori: Lo Spazio Bianco, AnimeClick, Multiplayer.it, CulturaPOP, Nerdcore, IoGioco, The Game Machine, BadTaste, Crossover Universo Nerd.

Amazon si è confermato l’e-commerce ufficiale di Lucca Comics & Games aprendo lo Store dedicato al Festival per avvicinare Lucca Comics & Games ai fan di tutta Italia. Rinnovata anche la Main Media Partnership con Rai, a tutti gli effetti uno dei luoghi di fruizione del festival: approfondimenti, documentari, dibattiti che fino a fine febbraio 2022 saranno godibili comodamente da casa e on demand tramite la sezione riservata al Festival su RaiPlay.

L’animazione del poster di Paolo Barbieri, diventato lo spot per RAI, ha ottenuto oltre 40 milioni di visualizzazioni. Tra gli eventi top, l’anteprima della seconda stagione della serie Stalk e la puntata speciale di Wonderland su Rai4, in cui sono stati annunciati i Lucca Comics & Games Awards, gli “oscar” italiani del fumetto e del gioco assegnati ogni anno dal Festival agli autori e ai creativi più rappresentativi delle due aree. Una serata in cui Lorenzo Mattotti è stato insignito del titolo di Maestro del Fumetto, che non è solo un riconoscimento della sua straordinaria carriera: grazie alla collaborazione tra Ministero della Cultura, Galleria degli Uffizi e Lucca Comics & Games, il suo autoritratto andrà ad arricchire la mostra “Fumetti nei musei | Gli autoritratti degli Uffizi” a cura di Mattia Morandi e Chiara Palmieri, esposta in anteprima durante l’edizione 2021 del Festival, che andrà poi ad ampliare la collezione delle Gallerie degli Uffizi.

L’evoluzione e la crescita del dialogo con le maggiori istituzioni hanno trovato dimostrazione anche nella scelta del Ministero per le Politiche Giovanili di valorizzare le commemorazioni per il centenario del Milite Ignoto adottando un taglio narrativo, linguaggi espressivi e canali di divulgazione che potessero toccare la sensibilità di giovani e giovanissimi, anche attraverso le modalità e i momenti di condivisione che contraddistinguono il festival lucchese.

Un progetto a cura di Anna Villari e Paolo Vicchiarello, che nasce da una collaborazione tra la Struttura di Missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il Comune di Lucca, su impulso proprio del Ministro per le Politiche Giovanili e con il supporto di Lucca Comics & Games. A ulteriore dimostrazione di quanto il community event e i suoi mondi di riferimento siano diventati centrali non solo a livello internazionale ma anche per la politica culturale del Paese e per l’agenda del Governo.

Le Strade del Paesaggio: Festival del Fumetto di Cosenza

Dal 30 giugno al 17 luglio 2021 torno il Festival del Fumetto Le Strade del Paesaggio: questa XIV edizione  si  svolge nel cuore di Cosenza, toccando e ridisegnando vari luoghi in uno scenario incantato: il Museo del Fumetto, un antico convento splendidamente restaurato, il MAM, il Teatro cittadino “A.Rendano”, il Palazzo della Provincia e la villa comunale.  Tanti gli artisti che in dieci anni hanno fatto parte della storia del Festival e hanno attraversato questi luoghi: Milo Manara, Gilbert Shelton, Tanino Liberatore, Ivo Milazzo, Riccardo Mannelli, Charlie Hebdo, Angelo Stano, Bruno Brindisi, Davide Toffolo, Enrique Breccia, Alessandro Rak.

Attraverso la maestria del disegno e della parola, gli ospiti hanno raccontato storie antiche e vecchie leggende, popolando le strade e i vicoli della città con supereroi, cowboy e mostri venuti da mondi lontani, grazie alla popolarità di personaggi cult, come Martin Mystère e Dylan Dog, ai quali abbiamo dedicato due albi speciali ormai introvabili. Con questa pratica le tradizioni e la cultura del territorio sono arrivate agli occhi di tanti, nuovi, lettori, permettendo l’incremento del turismo culturale e la creazione di una nuova immagine del territorio.

Il claim di questa XIV edizione è “Al di là dell’amore” e il fil rouge di questa annualità sarà il rapporto fra musica e fumetto, illustrazione, arte disegnata.

Tra gli obiettivi del festival Le Strade del Paesaggio anche la formazione di talenti mediante la promozione di workshop con professionisti del settore, videomaker, sceneggiatori, artisti, nel rispetto di un dialogo continuo tra le arti e riscoprendo la buona pratica della “bottega d’arte” come luogo di scambio e di acquisizione di competenze specifiche. Un percorso che, con il passare degli anni, ha portato alla creazione di una Scuola di Fumetto stabile che oggi include nella sua programmazione corsi di disegno, sceneggiatura, colorazione digitale e animazione.

Le Strade del Paesaggio, per chi lo ha vissuto e continua a seguirlo, è più di ogni altra cosa un festival che vuole innovarsi seguendo le tendenze vicine al mondo dei comics e dell’arte contemporanea, dove si aggiungono sempre nuove sezioni e nuovi mondi che, di anno in anno, incrementano un’offerta culturale sempre più ampia, con #mostre dedicate a grandi icone del fumetto internazionale, incontri, un’area dedicata agli editori, spazi per Cosplay , Youtubers e appassionati di videogames e giochi di ruolo tradizionali e dal vivo.

Il Festival Le Strade del Paesaggio è a cura di Cluster Società Cooperativa. Per info lestradedelpaesaggio.it oppure facebook.com/lestrade.delpaesaggio.

Daryl Zed: Il Cacciatore di Mostri Torna con la Sua Miniserie – Un Viaggio nel Mondo del Mistero e dell’Oscurità

Daryl Zed, il cacciatore di mostri creato dalla mente di Tiziano Sclavi, è un personaggio che ha lentamente guadagnato spazio nell’universo narrativo di Dylan Dog, fino a diventare protagonista di una miniserie tutta sua, pubblicata da Sergio Bonelli Editore. Questa miniserie, che ha debuttato con il numero 0 durante il Free Comic Book Day, segna un ulteriore passo nell’evoluzione di un personaggio che, pur avendo radici profonde nel mondo di Dylan Dog, ha acquisito un’identità propria nel corso degli anni. La serie, composta da sei numeri, si presenta in un formato 16×21 cm, con 32 pagine a colori, un mix perfetto tra il classico e il moderno, che lascia spazio alla visione artistica e al dinamismo narrativo.

La sceneggiatura di Tito Faraci, uno degli autori più talentuosi nel panorama fumettistico italiano, contribuisce a dare spessore a Daryl Zed, rendendolo non più una semplice appendice di Dylan Dog, ma un vero e proprio protagonista in grado di reggersi sulle proprie gambe. La sua caratterizzazione, già accennata in precedenti apparizioni, si fa più definita, e l’autore riesce a conferirgli un’incredibile profondità, mescolando elementi horror, thriller e mistero con tocchi di ironia e critica sociale. La cura del dettaglio nella trama lascia al lettore più di uno spunto di riflessione, mantenendo sempre viva la tensione e l’emotività.

La parte visiva della miniserie non è da meno, con disegni di autori italiani di spicco: Angelo Stano, Nicola Mari, Werther Dell’Edera. Ognuno di questi artisti riesce a dare un tocco unico alla narrazione, portando una freschezza e un’energia che, pur rimanendo fedeli allo spirito originale di Sclavi, si distaccano dalle consuete atmosfere cupe e claustrofobiche di Dylan Dog. Il tratto, deciso e incisivo, si abbina perfettamente alla tonalità della storia, mentre le colorazioni “pop” di Sergio Algozzino danno vita a un universo visivo che si allontana dalle solite convenzioni, aggiungendo una nuova dimensione al racconto.

La storia di Daryl Zed non è una novità assoluta. Il personaggio fece la sua prima apparizione nel 1992 in un albo della serie di Dylan Dog, “Caccia alle streghe”. In quella storia, Zed era solo un’idea, un personaggio immaginario creato da un amico di Dylan che, per i temi trattati nelle sue avventure a fumetti, si ritrova coinvolto in una crociata contro i fumetti e nella morsa dell’inquisizione. Un finale aperto lasciava spazio all’immaginazione dei lettori, dando un tocco misterioso alla vicenda. Ma non si fermò qui: nel 2017, Zed riapparve in una nuova storia dal titolo “Caccia agli Inquisitori”, questa volta in un contesto ribaltato, dove Daryl Zed non è più solo un personaggio di carta, ma diventa reale, e si ritrova a leggere i fumetti di Dylan Dog.

Questa nuova miniserie sembra non solo rendere omaggio a un personaggio ormai cult, ma anche arricchirlo, portandolo in nuove direzioni narrative. Zed, pur mantenendo la sua essenza di cacciatore di mostri e simbolo di lotta contro le forze oscure, diventa simbolo di qualcosa di più grande: la lotta contro le convenzioni, la censura e l’oscurità che si annida anche nella società moderna.

Con questa miniserie, Daryl Zed diventa finalmente protagonista, e lo fa con stile, mischiando l’eredità di Dylan Dog con un linguaggio nuovo, moderno e profondamente coinvolgente. Un passo importante per un personaggio che, pur avendo un’origine marginale, si afferma ora come una delle punte di diamante del fumetto italiano contemporaneo.