WOW Spazio Fumetto: il game over di Milano e la battaglia nerd per salvare una leggenda

Per quattordici anni Milano ha avuto un checkpoint segreto, uno di quelli che scopri quasi per caso e poi non smetti più di frequentare. Un luogo dove il fumetto non veniva trattato come un souvenir da teca polverosa, ma come una forma di vita intelligente. Tavole originali appese come portali dimensionali, balloon capaci di parlare di storia, politica, identità, sogni. Quel luogo aveva un nome preciso, familiare a chiunque abbia amato davvero la cultura pop disegnata: WOW Spazio Fumetto.

Oggi, però, quella storia rischia di restare sospesa come una serie cancellata senza finale. Una graphic novel interrotta proprio mentre stavi girando pagina, convinta che il meglio dovesse ancora arrivare. Per chiunque abbia messo piede almeno una volta in viale Campania 12, la sensazione è brutale e chiarissima: schermata nera, scritta “Game Over”, nessuna opzione per continuare dallo stesso punto.

Il museo non tornerà lì. Il nuovo bando del Comune di Milano, atteso con la stessa ansia con cui si aspetta l’update che sistema tutto, ha invece certificato la fine di una run durata più di un decennio. Quella palazzina affacciata sul Giardino Oreste Del Buono, ex edificio ATM e ancora prima fabbrica Motta, si prepara a cambiare protagonista. Oltre millequattrocento metri quadrati pronti a ospitare un nuovo progetto culturale e sociale, con mostre, attività educative, momenti di aggregazione e anche una componente commerciale, concessa come missione secondaria purché resti entro certi limiti.

Sulla carta sembra una trama pulita. Peccato per quella regola che spezza la continuity come una retcon mal riuscita: niente contenziosi aperti, niente morosità, nessuna pendenza con il Comune. Regola che, di fatto, esclude chi quel posto lo ha fatto vivere davvero.

Alla scadenza della concessione, nella primavera del 2025, la Fondazione Franco Fossati, che dal 2011 gestiva il museo, si è trovata con un debito di circa centottantamila euro. Una cifra che racconta molto più di un semplice numero. Racconta anni complicati, il peso della pandemia, i costi di uno stabile difficile, gli inverni senza riscaldamento, gli interventi strutturali affrontati spesso in modalità sopravvivenza. La burocrazia, qui, si è comportata come quel boss finale che non perdona errori e non concede checkpoint. Morosità uguale stop. Livello terminato.

Il 15 giugno 2025 non è stato un giorno qualunque. Non una chiusura estiva, non una pausa tecnica. È stato il momento in cui le luci del WOW si sono spente davvero. Per studenti, famiglie, appassionati, artisti, curiosi, è stato come perdere una base sicura. Uno di quei luoghi che non servono solo a esporre opere, ma a far nascere relazioni. In quattordici anni il museo aveva costruito qualcosa di rarissimo nel panorama italiano: centinaia di mostre, migliaia di eventi, mezzo milione di visitatori, collaborazioni continue con scuole, festival e istituzioni culturali. Non un santuario elitario, ma una casa aperta. Una vera guild.

A rendere tutto più amaro è la sensazione di essere rimasti soli davanti allo schermo. Le dodicimila firme raccolte, gli appelli pubblici, il sostegno trasversale di una community enorme non sono bastati a cambiare il finale. Luigi Bona, direttore e volto storico del museo, ha salutato con parole che sembrano uscite da una vignetta amara: una battaglia contro i mulini a vento, persa non per mancanza di passione, ma per meccaniche più grandi dei singoli.

Eppure, chiunque sia cresciuto a pane, fumetti e joystick lo sa: quando sembra tutto finito, spesso spunta una carta segreta.

Il 27 febbraio, alle 16.00, Urania e Finarte hanno deciso di giocarsi una mossa importante organizzando un’asta speciale dedicata interamente al mondo del fumetto. L’obiettivo è chiarissimo e potente: sostenere WOW, evitare la dispersione dell’immenso archivio della Fondazione Franco Fossati e accompagnare il museo verso una nuova collocazione. Non si tratta di svendere i “gioielli di famiglia”. Il fondo Fossati, insieme ai fondi acquisiti, alle donazioni e alle opere chiave della storia del fumetto, resta intoccabile. Sarebbe un tradimento della vocazione conservativa che ha sempre guidato il progetto.La scelta è stata un’altra, più coerente e anche più bella: chiedere aiuto agli autori del fumetto italiano. La risposta è stata travolgente. Decine di maestri hanno donato opere originali per rendere possibile questa raccolta fondi, trasformando l’asta in un atto collettivo d’amore verso il fumetto e verso un luogo che lo ha sempre rispettato.

Urania e Finarte presentano così un evento unico, pensato per ridare vita al Museo del Fumetto dopo anni di presenza a Milano. Partecipare significa portarsi a casa un pezzo irripetibile e, allo stesso tempo, contribuire a salvare un patrimonio che non appartiene a pochi, ma a tutti.

Perché qui la posta in gioco è enorme. In parallelo si combatte un’altra battaglia, più silenziosa ma fondamentale: mettere in salvo un archivio mastodontico. Oltre cinquecentomila pezzi tra tavole originali, sceneggiature, prime edizioni introvabili, un rarissimo primo numero di Topolino, una collezione completa del Corrierino dei Piccoli. Non scatoloni anonimi, ma memoria viva dell’immaginario italiano e internazionale. Perderla significherebbe cancellare pezzi di storia condivisa.

Questa vicenda va ben oltre un contratto scaduto o un bilancio in difficoltà. È il riflesso di un problema più grande, che in Italia torna ciclicamente: il riconoscimento della cultura pop come valore culturale pieno. Il fumetto non è un gioco per bambini cresciuti male. È un linguaggio complesso, capace di raccontare il presente, di interrogare il passato, di immaginare futuri alternativi. Milano, che ama definirsi capitale culturale europea, rischia di perdere uno dei luoghi che incarnava meglio questa visione contemporanea.

Il paradosso? L’interesse non manca affatto. Altre città hanno già manifestato la volontà di accogliere il museo, pronte a offrirgli una nuova base. Un reboot forzato, sì, ma anche la prova che WOW non è solo un indirizzo su Google Maps. È un’idea forte, riconoscibile, necessaria. Resta l’amarezza per quel giardino che era diventato più vivo e più sicuro proprio grazie alla presenza del museo, e per una storia che meritava una gestione diversa.

Perché luoghi come il WOW Spazio Fumetto non sono semplici edifici. Sono simboli. E i simboli, come ci insegnano fumetti e videogiochi, non scompaiono finché qualcuno è disposto a difenderli.

Se quel museo ha significato qualcosa per te, se ti ha fatto scoprire un autore, se ti ha fatto sentire meno solo nella tua passione, questo è il momento di fare rumore. Raccontalo, condividi, partecipa. Le storie non finiscono davvero finché qualcuno continua a crederci. E questa, davvero, merita un sequel.

La Fine del Mondo: la nuova rivista a fumetti de il manifesto tra apocalisse pop e rinascita nerd

È successo davvero: tra una notizia di politica estera e una vignetta corrosiva, in edicola è comparso il numero zero di La Fine del Mondo, la nuova rivista a fumetti pubblicata dal quotidiano il manifesto. E no, non è l’ennesima boutade catastrofista buona per attirare click o spaventare lettori distratti. Qui la fine è una promessa, una provocazione, quasi un sorriso storto disegnato con l’inchiostro nero più ironico possibile. Parliamo di un progetto che, per chi ama il fumetto come linguaggio culturale, come atto politico e come rifugio emotivo, ha il sapore di quelle grandi scommesse che non capitano spesso nel panorama editoriale italiano. Il 18 dicembre 2025, in edicola è arrivato finalmentte il numero zero di una rivista interamente dedicata alla Nona Arte, ideata e curata da Michael Rocchetti, alias Maicol & Mirco, mente affilata, sarcastica e profondamente filosofica dietro Gli Scarabocchi. Il titolo, La Fine del Mondo, è esattamente quello che ti aspetteresti da lui: apocalittico solo in superficie, in realtà intimo, dissacrante e terribilmente umano. Dietro non c’è l’annuncio di un collasso definitivo, ma l’idea che dalle macerie, culturali e creative, possa ancora nascere qualcosa di nuovo, di necessario, di vivo.

La prima cosa che colpisce, aprendo fisicamente questo numero zero, è l’oggetto in sé. Non aspettatevi carta patinata da rivista di lusso o rilegature da collezionisti ossessivi. Qui si parla di un inserto di quotidiano, semplice, leggero, quasi fragile. Le pagine sono sottili, a tratti quasi trasparenti, eppure la stampa regge sorprendentemente bene. I colori sono rispettati, le tavole respirano, il segno degli autori non viene tradito. Onestamente, mi aspettavo meno, e questa è stata la prima, piacevole sorpresa.La seconda sorpresa, quella più importante, arriva leggendo. Non tutte le storie funzionano allo stesso modo, ed è giusto dirlo subito senza filtri da ufficio stampa. Ma alcune colpiscono davvero, lasciano addosso quella sensazione strana che solo il buon fumetto sa dare: un misto di disagio, empatia e voglia di rileggere. Il nome drammatico della rivista nasconde una poetica precisa: la fine come strumento di resistenza culturale, come occasione per interrogarsi su ciò che resta quando tutto sembra crollare. È una visione che Maicol & Mirco non impone dall’alto, ma mette in dialogo con un cast impressionante di autrici e autori.

E qui viene il bello, perché La Fine del Mondo mette insieme, per la prima volta nello stesso contenitore, nomi che da soli basterebbero a giustificare l’acquisto. Ci sono Zerocalcare e Gipi, due colonne portanti del fumetto italiano contemporaneo, capaci di raccontare generazioni, fragilità e politica con linguaggi diversissimi ma ugualmente riconoscibili. C’è Bruno Bozzetto, leggenda dell’animazione italiana, che porta con sé decenni di satira e intelligenza visiva. Accanto a loro troviamo voci più underground e sperimentali come Dr. Pira e Zuzu, fino ad arrivare a una presenza internazionale che ha fatto sobbalzare molti lettori: Shintaro Kago, maestro dell’ero guro giapponese, qui a ricordarci che il fumetto può ancora disturbare, sorprendere e spingere oltre i confini della comfort zone.

Completano il mosaico Blu, Eliana Albertini, Martina Sarritzu, Kalina Muhova, Lise, Talami e Alice Socal. Un insieme eterogeneo, a tratti spiazzante, che rende la rivista più simile a un laboratorio aperto che a un prodotto confezionato. Ogni storia è un frammento, un pezzo di un discorso più grande che non pretende di essere uniforme. Ed è proprio questa natura irregolare a renderla interessante, anche quando non convince del tutto.

Il progetto ha una cadenza mensile e un’ambizione chiarissima: portare il fumetto d’autore fuori dalle sue nicchie storiche. Il prezzo è quasi un manifesto politico: quattro euro. Una cifra accessibile, pensata per finire davvero ovunque, nelle mani di un ragazzino curioso, su un tavolo universitario ingombro di libri, in una libreria elegante ma anche nella sala d’attesa di un dentista o infilata nel sedile di un treno. L’idea è quella di una diffusione democratica, popolare, che affianca le storie disegnate alle notizie del giorno, come se il fumetto fosse finalmente riconosciuto per quello che è: uno strumento potente di lettura del presente.

Da fan cresciuta a pane, riviste e spillati, lo ammetto: mi aspettavo qualche editoriale, qualche testo di raccordo tra una storia e l’altra. Un po’ di quella voce redazionale che un tempo aiutava il lettore occasionale a orientarsi. Qui invece si va dritti alle storie, senza spiegoni, senza prediche, senza tromboni che annunciano l’apocalisse con aria saputa. Capisco la scelta e capisco anche i limiti produttivi: settantadue pagine non sono infinite e questo è pur sempre un numero zero, una prova generale. Però resta una sensazione di “spazio che poteva essere”, che magari verrà colmata nei prossimi numeri.

Le reazioni, come prevedibile, sono state contrastanti. C’è chi ha amato l’esperimento e chi ha storto il naso davanti a stili considerati troppo simili, troppo intimisti, troppo autobiografici. Il dibattito è acceso e, paradossalmente, è un ottimo segnale. Significa che la rivista non è passata inosservata, che ha toccato nervi scoperti, che ha acceso discussioni vere sullo stato del fumetto italiano. Qualcuno invoca più fumetto di genere, qualcun altro critica il tratto volutamente sporco o infantile, altri ancora salvano solo alcuni nomi e bocciano il resto. Tutto legittimo, tutto interessante.

Personalmente, trovo che La Fine del Mondo funzioni proprio come spazio di confronto. Non è perfetta, non vuole esserlo, e forse non potrebbe esserlo nemmeno se lo volesse. È un numero zero che dichiara apertamente le sue intenzioni e i suoi limiti. Il numero uno arriverà il 28 gennaio, con una copertina firmata da Zerocalcare, e poi si proseguirà ogni ultimo mercoledì del mese. La sensazione è quella di essere davanti a un esperimento che ha bisogno di tempo, di fiducia e di lettori disposti ad accettare anche ciò che non li convince al cento per cento.

Alla fine, quello che resta è una certezza: iniziative così servono. Servono riviste che rischiano, che mettono insieme voci diverse, che non inseguono solo il mercato ma provano a creare un discorso. Come sembra suggerire Maicol & Mirco, il fumetto è davvero una delle forme più pure di filosofia pop, capace di affrontare apocalissi quotidiane, politiche ed esistenziali con una matita, una tavola e un senso dell’umorismo disperato ma lucidissimo. Se questa è la fine del mondo, allora vale decisamente la pena leggerla.

28 ottobre: la magia della “Giornata Internazionale del Cinema di Animazione”, dalle origini all’intelligenza artificiale

C’è una data, nel calendario di ogni vero nerd che si rispetti, che va segnata in rosso, cerchiata due volte e ricordata con un sorriso sognante: il 28 ottobre. Non è solo un giorno come un altro, ma un vero e proprio portale temporale che ci catapulta alle origini di un’arte che ha segnato intere generazioni, forgiando sogni, paure e risate. È la Giornata Internazionale del Cinema di Animazione, una celebrazione che non si limita a commemorare un evento storico, ma che riconosce e onora il potere narrativo, l’ingegno tecnico e la pura magia di un medium in continua evoluzione. Tutto ha avuto inizio a Parigi, in un giorno d’autunno del lontano 1892, quando un visionario di nome Émile Reynaud proiettò i suoi primi film d’animazione. Il suo Théâtre Optique non era solo un’invenzione, ma la concretizzazione di un desiderio antico: dare vita ai disegni, far danzare le immagini, raccontare storie che superassero la staticità della carta. Fu un momento pionieristico, un brivido che corse lungo la schiena di chi, per la prima volta, vide i personaggi muoversi e interagire, in un’illusione così perfetta da sembrare un incantesimo. Era l’alba di un’arte che avrebbe conquistato il mondo.


Dalla Lanterna Magica al Trionfo del Sonoro

Ma il cammino dell’animazione, prima di arrivare a quel trionfo parigino, era stato lungo e tortuoso, costellato di esperimenti e intuizioni geniali. Si partì da semplici giocattoli ottici come il taumatropio, un disco che, ruotando, fondeva due immagini separate in una sola, e si arrivò al prassinoscopio di Reynaud, un dispositivo più complesso che sfruttava specchi e luci per proiettare le prime forme di proto-film. Il disegno animato si faceva strada in un mondo dominato dal realismo, quello che di lì a poco i fratelli Lumière avrebbero consacrato con l’invenzione della macchina da presa, dando il via al cinema dal vivo.

Ma l’animazione, lungi dal restare in secondo piano, iniziò a esplorare i suoi confini, spingendosi oltre la realtà e sbarcando nel regno della fantasia e dell’onirico. Mentre il giornalismo americano dava i natali al fumetto moderno con le strisce di “Yellow Kid”, in Francia un altro genio, Georges Méliès, utilizzava l’animazione per creare mondi surreali e onirici. E come dimenticare l’italiano Leopoldo Fregoli? L’attore e trasformista inventò le sue Fregoligraph, anticipando l’arrivo del sonoro e regalando alle sue creazioni animate una voce e una personalità, ben prima che il cinema ne fosse capace.


L’era d’oro: Da Topolino a Hanna & Barbera

Il vero salto di qualità, però, arrivò con l’avvento del sonoro. Se il gatto Felix the Cat aveva già conquistato il pubblico con le sue marachelle silenziose, fu il 1928 a cambiare tutto. Un giovane, promettente animatore di nome Walt Disney presentò al mondo intero Steamboat Willie, un cortometraggio che non solo aveva per protagonista un certo Topolino, ma che era il primo a sincronizzare perfettamente musica e immagini. Da quel momento, la colonna sonora divenne un elemento narrativo fondamentale, un veicolo di emozioni che arricchiva ogni singola inquadratura.

Il successo di Disney fu travolgente. Con Biancaneve e i sette nani, il primo lungometraggio animato a colori, Disney dimostrò che il disegno animato non era solo intrattenimento per bambini, ma una forma d’arte matura, capace di commuovere e incantare il pubblico adulto. E con capolavori come Fantasia, l’animazione si elevò a pura arte sinestetica, dove le immagini danzavano sulle note della musica classica, creando un’esperienza totalizzante e sublime.

Ma l’impero Disney non era l’unico a fiorire. La Warner Bros., con i suoi iconici Looney Tunes, regalò al mondo un’animazione irriverente e satirica, con personaggi indimenticabili come Bugs Bunny e Daffy Duck. E chi non ha mai sognato con le avventure dei Flintstones o si è perso nelle eterne battaglie tra Tom e Jerry, creature della mente dei maestri Hanna & Barbera? L’animazione era ormai un fenomeno globale, un linguaggio universale che parlava a tutti, senza distinzione di lingua o cultura.


L’Animazione Italiana: L’arte di Bozzetto e il futuro

Anche l’Italia ha saputo dire la sua, con artisti e pionieri come Bruno Bozzetto, padre del geniale Signor Rossi, e Osvaldo Cavandoli, creatore de La Linea, che con pochi tratti e un’idea semplice ha saputo catturare il cuore di tutti. Nonostante l’animazione italiana sia stata spesso messa in ombra dalle produzioni estere, ha saputo ritagliarsi un suo spazio, grazie anche all’impegno di associazioni come As.IFA Italia e Cartoon Italia, che da anni lavorano per valorizzare e promuovere il talento nostrano.

Oggi, l’animazione è ovunque: non solo sul grande schermo, ma nei videogiochi, nelle serie TV, nella pubblicità e persino sui social media. La Giornata Internazionale del Cinema di Animazione è l’occasione perfetta per celebrare questa incredibile diversità e la sua capacità di adattarsi a ogni nuovo mezzo, dalla stop-motion alla computer grafica, dall’animazione 2D a quella 3D. L’animazione continua a esplorare nuove frontiere, a sperimentare con stili e tecniche, a raccontare storie che non smettono mai di sorprenderci.

In un mondo sempre più interconnesso, l’animazione è un ponte culturale che unisce le persone, un linguaggio universale che abbatte barriere linguistiche e geografiche. È la fantasia che prende vita, il sogno che diventa realtà, l’infinita creatività di artisti che continuano a credere nella magia del disegno animato. E noi, come nerd e geek incalliti, non possiamo fare a meno di festeggiare questo straordinario medium che, in fondo, è il cuore pulsante di tutto ciò che amiamo.

E tu, quale film o serie animata ti ha lasciato un segno indelebile nel cuore? Condividi i tuoi ricordi nei commenti e non dimenticare di condividere questo articolo sui tuoi social network preferiti! La community di CorriereNerd.it aspetta di sentire le tue storie.

Best Movie Comics and Games 2025: Milano si prepara a diventare la Mecca della cultura nerd

C’è un momento dell’anno in cui Milano smette di essere soltanto la capitale della moda e del design per trasformarsi nella città più nerd d’Italia. Succede a inizio giugno, quando le porte del Superstudio Più di via Tortona 27 si spalancano per accogliere il popolo più colorato, appassionato e scatenato che si possa immaginare: quello del Best Movie Comics and Games. L’edizione 2025 – la quarta per l’esattezza – si terrà sabato 7 e domenica 8 giugno e si preannuncia già come una vera e propria esplosione di cultura pop, fumetti, cinema, videogiochi, cosplay e incontri da sogno.

Organizzato da Duesse Media Network, con la direzione artistica di Giorgio Viaro (direttore editoriale di Best Movie) e Paolo Sinopoli, il BMCG è ormai diventato un appuntamento fisso per tutti gli appassionati del mondo nerd e geek. Ma non lasciatevi ingannare: non è “solo” una fiera. È una dichiarazione d’amore collettiva a tutto ciò che rende speciale l’immaginario pop contemporaneo.

Due giorni di emozioni tra anteprime, premi e ospiti da urlo

Quest’anno, più che mai, il programma è da far tremare i polsi a chiunque abbia mai passato un pomeriggio leggendo manga, facendo binge watching di serie TV o sognando di combattere alieni con un joystick in mano. Uno dei momenti più attesi è la consegna dei Best Movie Awards 2025, premi assegnati a personalità dello spettacolo che hanno lasciato il segno nell’ultimo anno. E che nomi! Giovanni Vernia sarà premiato come Personaggio dell’Anno, mentre Elia Nuzzolo e Celeste Dalla Porta si aggiudicheranno i riconoscimenti come Miglior Attore e Miglior Attrice. Occhi puntati anche su Bruno Bozzetto, che riceverà l’ambitissimo ICON Award, e su Carlo Valli, voce italiana di Robin Williams, che sarà presente per celebrare una carriera leggendaria nel mondo del doppiaggio.

Ma non è tutto. Sul palco saliranno anche i Lacuna Coil, la metal band simbolo della scena alternativa italiana, che riceverà il Nerd Award per il loro impatto nella cultura pop. E poi ancora Federico Buffa, Fedez e Mr. Marra con il loro “Pulp Podcast”, Gianluca Iacono (la voce di Vegeta!), Emanuela Pacotto, Fefè “il barbiere del blocco”, Gabriele Mainetti, Eduardo Scarpetta, Cristiana Dell’Anna, Samuele Carrino, Zerocalcare, Leo Ortolani, Sara Pichelli… l’elenco è infinito e ogni nome è una garanzia di contenuti di qualità e momenti memorabili.

Natalia Tena, Dragon Trainer e il ritorno di Cristina D’Avena

Tra le grandi attrazioni internazionali, spicca senza dubbio Natalia Tena, attrice vista in Harry Potter, Il Trono di Spade, The Mandalorian e molto altro, pronta a incontrare i fan in un panel dedicato e in esclusivi Meet&Greet. E per chi ama il grande schermo, l’anteprima del live action di Dragon Trainer, diretto da Dean DeBlois, sarà un evento da segnare in rosso sul calendario.

La chiusura? Epica, come sempre: Cristina D’Avena tornerà sul palco per far cantare a squarciagola generazioni cresciute tra le sigle dei cartoni animati e i pomeriggi davanti alla TV. Una vera e propria icona pop che non smette mai di farci emozionare.

Fumetti protagonisti all’Arena Comics

Non sarebbe il Best Movie Comics and Games senza una sezione interamente dedicata alla nona arte. L’Arena Comics ospiterà incontri con mostri sacri come Bruno Bozzetto, Maicol & Mirco, Mauro Boselli, Claudio Sciarrone, Gabriele Mainetti e Leo Ortolani. Ma anche talk imperdibili su Dampyr, Diabolik, Mister No e addirittura uno spazio dedicato a Buster Keaton, raccontato a fumetti da Ilaria Palleschi.

E non possiamo dimenticare la Scuola del Fumetto di Milano, che porterà sul posto workshop, portfolio review e live sketching. Una vera e propria celebrazione dell’immaginazione e del talento nostrano.

Cosplay, giochi, retrogaming e realtà virtuale: il paradiso geek

Cosa sarebbe un evento del genere senza cosplay? Dopo il successo degli scorsi anni, tornano i due contest ufficiali presentati da Himorta e Mogu Cosplay, con in palio premi da far brillare gli occhi: PlayStation 5, Nintendo Switch, abbonamenti e magliette disegnate da Zerocalcare. La creatività prenderà vita nei costumi di centinaia di fan, pronti a sfidarsi a colpi di interpretazioni, trucco e pose iconiche.

Per gli amanti del gioco, il Multiverso Ludico accoglierà boardgame, giochi di ruolo, carte collezionabili e tornei in collaborazione con la Casa dei Giochi di Milano. L’area retrogaming invece sarà una vera macchina del tempo: cabinati originali di Pac-Man, Mortal Kombat, Donkey Kong, Street Fighter e altri classici faranno rivivere le glorie delle sale giochi anni ’80 e ’90.

Se vi piace la tecnologia, preparatevi a vivere esperienze immersive tra realtà virtuale e laser game, con escape room, labirinti gonfiabili a tema zombie e survival fantasy e sessioni VR in collaborazione con Rai Cinema e il progetto Re-Imagine Cabiria, una vera chicca per gli appassionati di cinema d’autore e innovazione.

Un festival che cresce ogni anno

Il Best Movie Comics and Games 2025 non è solo un evento, è una festa. È l’occasione per sentirsi parte di una community viva, calorosa e creativa. Un luogo in cui ogni appassionato – dal più timido collezionista di figurine al più sfegatato cosplayer – può sentirsi a casa. Anche quest’anno, il manifesto dell’evento è un’opera d’arte firmata da Giacomo Bevilacqua: un omaggio a Il Quarto Stato, ma con una folla di cosplayer che marcia fiera sullo sfondo del Duomo di Milano. Un’immagine potente, che racchiude in sé l’essenza del festival: orgoglio, inclusività e pura passione nerd.

Insomma, segnatevi le date sul calendario, comprate i biglietti (li trovate sul sito ufficiale dell’evento) e preparatevi a vivere due giorni intensi, spettacolari, pieni di emozioni, incontri e contenuti esclusivi.

Il 7 e 8 giugno 2025, Milano diventa la capitale della cultura pop. Al Superstudio Più ci sarà spazio per tutto: fumetti, cinema, serie TV, giochi, cosplay, musica, VR e chi più ne ha più ne metta. Il mondo nerd si dà appuntamento lì, e voi non potete mancare.

Allora, ci vediamo sotto il Duomo con il badge al collo e il cuore pronto a battere forte per ogni nuovo panel, firmacopie, sfida o anteprima. Best Movie Comics and Games 2025 sta arrivando… e promette di essere indimenticabile.

E tu? Hai già deciso il cosplay? Scrivilo nei commenti e condividi questo articolo con la tua crew nerd: che la festa abbia inizio!

WOW WEEK…end? Quando la Nona Arte chiama, Milano risponde! Due giorni per salvare il Museo del Fumetto tra matite, cosplay e passione

Milano, capitale della moda, del design… e del fumetto? Sì, perché sabato 10 e domenica 11 maggio 2025, il cuore pulsante della cultura pop meneghina batterà forte al ritmo della Nona Arte. Il WOW Spazio Fumetto – Museo del fumetto, dell’illustrazione e dell’immagine animata – apre le sue porte per due giornate-evento straordinarie a ingresso libero, un vero e proprio grido di resistenza creativa per difendere il proprio futuro. Un week-end che ha il sapore della festa ma il cuore della battaglia: quella per la sopravvivenza di un luogo unico nel panorama culturale italiano.

La chiamata alle armi è chiara e arriva direttamente da viale Campania 12, l’indirizzo storico del museo: fumettisti, illustratori, cosplayer, fan, giornalisti e semplici curiosi sono tutti invitati a prendere parte a questa mobilitazione artistica per sostenere il museo in un momento di grande incertezza. L’obiettivo? Raccogliere fondi, accendere i riflettori su una situazione ingiustamente trascurata e ribadire quanto il fumetto sia cultura viva, partecipata e necessaria.

Due giorni, un solo messaggio: il fumetto non si sfratta

La manifestazione, battezzata ironicamente “WOW WEEK…end?”, propone un programma intenso e appassionato. Sabato 10 maggio, dalle 14:00 alle 20:00, il museo si trasformerà in un crocevia di artisti e personaggi iconici. Tra i nomi di punta spiccano leggende viventi della Nona Arte come Bruno Bozzetto, il geniale papà di “West and Soda”, e Silver, ovvero Guido Silvestri, creatore del mitico Lupo Alberto. Con loro anche Claudio Sciarrone, firma di punta dei fumetti Disney, Pat Carra, Lola Airaghi, Gianfranco Florio, Pasquale Frisenda e Luca Usai, oltre a molti altri autori pronti a incontrare il pubblico e mettere la propria arte al servizio della causa.

La giornata di sabato sarà impreziosita anche dalla presentazione del progetto “Fumetti Uniti Contro lo Sfratto”, un’iniziativa corale promossa da Erbacce, AFA (Autoproduzioni Fichissime Anderground), BUM (Brigata Umorismo Milano) e l’intramontabile Piero Tonin, con la partecipazione di artisti come Hurricane Ivan e la stessa Pat Carra. Un movimento artistico nato per difendere con le matite ciò che non si riesce più a difendere con le leggi: il diritto alla cultura e alla memoria condivisa.

Ma non sarebbe un evento nerd senza l’irruzione scenica delle galassie lontane: i gruppi ufficiali di costuming di Star Wars sfileranno con Darth Vader, Stormtrooper e Jedi al seguito, affiancati dal vivace team di Multiverso Cosplay Italia e dai cavalieri medievali della Compagnia de’ Cavalieri in Arme. Un’autentica parata del fandom, perfettamente integrata nella missione dell’evento: celebrare il fantastico, proteggendone i templi.

La domenica non è da meno: sketch, libri e Saint Seiya

Domenica 11 maggio il WOW Spazio Fumetto rilancia, dalle 14:00 alle 20:00, con un altro pomeriggio di dediche, incontri e iniziative. I fan potranno ottenere sketch personalizzati e autografi dai grandi nomi del fumetto italiano, come Lola Airaghi, Gianfranco Florio, Pasquale Frisenda, Claudio Sciarrone e Luca Usai, tutti riuniti per sostenere il museo con la loro arte e la loro presenza.

Da non perdere l’Aperisketch firmato Autori di Immagini, con la partecipazione di Giulia Masia e Graziella Antonini: un momento conviviale dove disegni e chiacchiere si mescolano in perfetto stile nerd.

Per gli appassionati di anime e cultura giapponese, ci sarà la presentazione del volume “I Cavalieri dello Zodiaco. Saint Cloth Series”, curato dall’associazione Saint Seiya Vintage Italia: un viaggio tra armature, costellazioni e mitologia che promette di emozionare i fan della celebre saga di Kurumada.

In entrambe le giornate sarà attivo lo Special Bookshop Corner, dove si potranno acquistare stampe firmate a tiratura limitata e sketch esclusivi: un’occasione unica per portarsi a casa un pezzo di arte e contribuire concretamente alla sopravvivenza del museo. Ogni acquisto è un piccolo gesto di resistenza culturale.

Il fumetto resiste, Milano risponde

Dietro il tono festoso dell’evento si cela una realtà più complessa. Il direttore Luigi Bona racconta di una battaglia che dura da mesi. “Grazie alla campagna mediatica avviata un mese fa, giornali e tv nazionali parlano di noi e mantengono vivo l’interesse sulla nostra situazione”, spiega. “La raccolta fondi ci ha consentito di coprire alcune spese fondamentali per mantenere in vita uno spazio che, purtroppo, non è più in nostra concessione ma continua a generare costi. Il sostegno è stato importante: ce la stiamo facendo”.

La petizione lanciata al Comune di Milano ha superato le 10.000 firme – oltre 1.000 cartacee e più di 9.000 online – e ha attirato l’attenzione anche all’estero. Messaggi di solidarietà arrivano da ogni angolo del mondo: Spagna, Brasile, Francia, Argentina, Polonia. La Nona Arte, evidentemente, non conosce confini.

Sul fronte istituzionale, qualcosa sembra finalmente muoversi. Il dialogo con il Comune e la sua avvocatura si è fatto più aperto, con la prospettiva di una soluzione concreta per una situazione “singolare” che si trascina da anni. Intanto, però, l’incertezza costringe a modificare la programmazione e gli accordi con partner e espositori, con ricadute anche economiche.

WOW Spazio Fumetto: 14 anni di cultura pop da non archiviare

Il WOW Spazio Fumetto non è solo un museo: è un presidio culturale, un luogo d’incontro tra generazioni, una fucina di immaginari condivisi. Da quattordici anni racconta, celebra e preserva la storia del fumetto, dell’illustrazione e dell’animazione. Che tutto questo venga messo in discussione per questioni burocratiche appare una beffa. Ma c’è ancora tempo per cambiare le cose.

E allora, segnate le date: sabato 10 e domenica 11 maggio, dalle 14:00 alle 20:00, il futuro del museo si disegna insieme. Con le matite, con le firme, con il cuore.

Per aggiornamenti sul programma e sulle modalità di sostegno: www.museowow.it

Sei pronto a fare la tua parte per salvare il tempio milanese della cultura nerd?

La Pop Art animata di Bruno Bozzetto: la mostra interattiva al MIC di Cineteca Milano

Il 2025 si apre con un evento imperdibile per tutti gli appassionati di animazione e cultura pop: dal 15 marzo al 30 novembre, il Museo Interattivo del Cinema (MIC) di Cineteca Milano ospiterà una straordinaria retrospettiva dedicata a Bruno Bozzetto, un vero maestro dell’animazione italiana e internazionale.

Bruno Bozzetto, nato a Milano nel 1938, è una figura iconica nel panorama dell’animazione mondiale. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato da un minimalismo che privilegia il contenuto rispetto all’estetica, si accompagna a un’ironia tagliente e a una straordinaria capacità di affrontare temi universali. Dai suoi cortometraggi fino ai lungometraggi, Bozzetto ha saputo raccontare la società italiana e globale con uno sguardo acuto e satirico. Il suo personaggio più celebre, il Signor Rossi, è diventato il simbolo dell’italiano medio, alle prese con le contraddizioni della modernità. La sua carriera vanta anche riconoscimenti internazionali, tra cui una candidatura all’Oscar nel 1991.

La mostra, curata da Matteo Pavesi insieme ad Anita e Irene Bozzetto, promette di essere un’esperienza immersiva e interattiva. I visitatori potranno ammirare oltre 70 rodovetri, i fogli trasparenti in acetato dipinti a mano, alcuni dei quali arricchiti da esperienze di realtà aumentata che permetteranno di scoprire nel dettaglio il processo creativo dell’artista. Inoltre, saranno esposti numerosi manifesti, spezzoni di lungometraggi, fotografie rare e una selezione di sessanta cortometraggi proiettati in mini cinema allestiti lungo il percorso espositivo. Non mancheranno installazioni scenografiche, tra cui una riproduzione della fattoria di Bozzetto, popolata da animali disegnati e stampati su supporti tridimensionali. Particolare attenzione verrà dedicata a Doggy, il dolce cagnolino ispirato alla sua fedele compagna a quattro zampe, protagonista dell’ultima incursione dell’autore nel mondo del fumetto.

La mostra non si limita alla produzione audiovisiva, ma esplora anche la quotidianità dell’artista attraverso una sezione dedicata ai gadget ispirati ai suoi lavori: pupazzi, grembiuli da cucina, lenzuola e federe con il volto del Signor Rossi. Questa parte dell’esposizione dimostra come l’arte di Bozzetto sia entrata a far parte della cultura pop italiana, diventando un’icona per diverse generazioni.

Matteo Pavesi, direttore della Cineteca Milano e curatore della mostra, sottolinea il valore culturale dell’opera di Bozzetto: “Bruno Bozzetto è un artista pop che racconta il nostro contemporaneo con ironia, scardinando i luoghi comuni fin dagli anni Sessanta. Con il Signor Rossi ha reinterpretato in chiave satirica i totem della società moderna: auto, elettrodomestici, smog, traffico, vacanze, sesso, televisione. Ha rivoluzionato i generi cinematografici anticipando il postmoderno, come dimostra il western parodico ‘West and Soda’ (1965). La sua arte attraversa tutti i media e continua a essere attuale grazie alla sua sensibilità verso temi ambientali e sociali. Non è un attivista dogmatico, ma un artista che promuove il rispetto della natura attraverso la bellezza e l’armonia, dando voce a piante, animali e persino a una cagnolina, la dolce Doggy”.

Il MIC di Cineteca Milano, con i suoi 1.250 metri quadrati di spazio espositivo e una sala cinema da 85 posti, rappresenta il luogo ideale per un viaggio immersivo nell’universo di Bozzetto. Grazie all’utilizzo di dispositivi come tablet, tavoli interattivi, realtà virtuale e aumentata, i visitatori potranno esplorare i suoi lavori più celebri e i dietro le quinte della sua produzione artistica. Oltre ai disegni preparatori e ai rodovetri, la mostra offrirà contenuti multimediali che arricchiranno l’esperienza: proiezioni speciali permetteranno di seguire l’evoluzione artistica del maestro, dai suoi primi cortometraggi ai lungometraggi più rappresentativi, come “Allegro non troppo”. Con quattro lungometraggi e oltre cinquanta cortometraggi, accompagnati da materiali preparatori e prove grafiche, la mostra offrirà un quadro completo dell’evoluzione stilistica e creativa di Bozzetto.

Questa retrospettiva non si limita a celebrare Bozzetto come maestro dell’animazione, ma esplora anche il suo impatto sulla cultura pop. Il suo mix di critica sociale, ironia e innovazione ha reso il suo lavoro un punto di riferimento non solo per il cinema d’animazione, ma per l’intero panorama culturale italiano e internazionale.

Durante il periodo della mostra, il MIC ospiterà anche eventi di approfondimento, tra cui proiezioni e incontri dedicati all’opera di Bozzetto. Sarà un’occasione unica per chi desidera conoscere o riscoprire il genio di un artista che ha segnato in modo indelebile la storia del cinema d’animazione.

Se siete appassionati di animazione, cultura pop o semplicemente curiosi di vivere un’esperienza che unisce arte, storia e tecnologia, questa mostra è un appuntamento da non perdere. Il MIC di Cineteca Milano vi invita a immergervi nell’universo di Bruno Bozzetto, dove il passato dell’animazione incontra il futuro del cinema.

La Lucina di Antonio Moresco e Grégory Panaccione

Antonio Moresco e Grégory Panaccione presentano “La Lucina”, una graphic novel poetica e coinvolgente, tratta dal famoso romanzo di Moresco. Quest’opera, che tocca temi universali, è adatta a lettori di tutte le età, sia appassionati di fumetti che non. I disegni di Grégory Panaccione, noto fumettista che lavora tra Francia e Italia e ha collaborato anche con Bruno Bozzetto, completano l’opera in modo magistrale.

La storia si apre con un uomo che vive come un eremita in un borgo abbandonato e deserto, immerso nella foresta e lontano dalle preoccupazioni del mondo. Ogni notte, però, a una determinata ora, vede accendersi una piccola luce nella boscaglia. Non ci sono insediamenti umani in quella zona, quindi da dove può venire quella luce? Sarà una persona ad accenderla o forse un extraterrestre? Nonostante l’iniziale timore, l’uomo decide di indagare sull’origine di questo strano fenomeno. Con sorpresa e tenerezza scopre che è un bambino a accendere quella luce, proprio come lui è l’unico abitante del borgo abbandonato. Intraprendendo un’avventura per entrare nella vita di questa piccola creatura, l’uomo si avvicinerà a un grande mistero.

Le parole di Antonio Moresco e i disegni incantevoli di Grégory Panaccione ci accompagnano in una fiaba dolce e inquietante. Questa storia dipinge una natura di cieli stellati e montagne difficili da scalare, dove creature indifferenti ai nostri destini si nascondono, eppure sono così simili a noi. Una natura che ci sovrasta con la sua bellezza indicibile, pervasa da una solitudine universale.

Antonio Moresco è uno scrittore e saggista nato a Mantova nel 1947. Ha esordito nel 1993 con la raccolta di racconti “Clandestinità” e da allora ha pubblicato più di trenta libri, passando attraverso diversi editori. Tra le sue opere più famose ci sono “Giochi dell’eternità”, una trilogia scritta nell’arco di 35 anni, e i romanzi “La lucina”, “Gli incendiati”, “I randagi”, “L’adorazione e la lotta”. Ha vinto il Premio Andersen nel 2008 con il libro “Le fiabe della Maria”.

Grégory Panaccione è nato ad Antony, in Francia, nel 1968, ma vive a Milano. Ha iniziato la sua carriera nel mondo della pubblicità e dell’animazione prima di dedicarsi al fumetto. Il suo primo libro è “Toby mon ami”, un fumetto muto pubblicato in Italia da ReNoir Comics. Insieme a Giorgio Albertini, ha ripreso i personaggi creati da Bruno Bozzetto nella serie “Chronosquad”, pubblicata da Panini Comics. “Un oceano d’amore”, sceneggiato da Wilfrid Lupano, ha vinto il premio come miglior fumetto assegnato da Fnac nel 2015 ed è stato candidato a tre Eisner Awards nel 2019.

Bruno Bozzetto, un maestro dell’animazione italiana

Bruno Bozzetto è uno dei più importanti animatori e registi italiani. Nato a Milano nel 1938, ha iniziato la sua carriera nel 1958, all’età di 20 anni, realizzando il suo primo cortometraggio, “Tapum! la storia delle armi”.Bozzetto è noto per il suo stile ironico e satirico, che ha utilizzato per criticare la società e le sue contraddizioni. I suoi personaggi più famosi sono il Signor Rossi, un uomo medio italiano, e la famiglia Spaghetti, una parodia della famiglia italiana tradizionale.

Bozzetto ha realizzato numerosi cortometraggi, tra cui “West and Soda” (1965), “Vip – Mio fratello superuomo” (1968), “Mr. Rossi cerca la felicità” (1976), “Allegro non troppo” (1976), “I sogni del Signor Rossi” (1977) e “Le vacanze del Signor Rossi” (1978). Ha anche diretto tre lungometraggi di animazione: “Allegro non troppo” (1976), “Sotto il ristorante cinese” (1987) e “I tulipani di Haarlem” (1990).

Il suo lavoro è stato premiato con numerosi riconoscimenti, tra cui un David di Donatello, un Annie Award e un Orso d’oro. Nel 2015 è stato insignito del titolo di Cavaliere del Lavoro.

Bozzetto continua a lavorare attivamente nel mondo dell’animazione. Nel 2023 ha realizzato il suo ultimo cortometraggio, “SAPIENS?”, che ha ricevuto il plauso della critica.

Il Signor Rossi, il simbolo dell’Italia medio borghese

Il Signor Rossi è uno dei personaggi più iconici di Bruno Bozzetto. È un uomo medio italiano, timido e insicuro, che cerca di affrontare le difficoltà della vita quotidiana con un pizzico di ironia.

Il Signor Rossi è nato nel 1964, nel cortometraggio “Il Signor Rossi cerca la felicità”. Da allora è apparso in numerosi altri cortometraggi e lungometraggi, diventando uno dei simboli dell’Italia medio borghese.

Bozzetto ha creato il Signor Rossi per rappresentare la figura dell’uomo comune, alle prese con i problemi della vita quotidiana. Il personaggio è caratterizzato da una serie di tratti tipici dell’italiano medio: è timido, insicuro, poco loquace e spesso vittima di imprevisti.

Il Signor Rossi è un personaggio comico, ma anche malinconico. È un uomo che cerca la felicità, ma che spesso si ritrova a scontrarsi con la realtà.

La famiglia Spaghetti, una parodia della famiglia italiana tradizionale

La famiglia Spaghetti è un’altra creazione di Bruno Bozzetto, che ha debuttato nel cortometraggio “La famiglia Spaghetti” (1977).

La famiglia Spaghetti è una parodia della famiglia italiana tradizionale. È composta da padre, madre, due figli e un cane. I membri della famiglia sono tutti caratterizzati da tratti tipici dell’italiano medio: sono pettegoli, tradizionalisti e spesso in disaccordo tra loro.

La famiglia Spaghetti è un personaggio comico, ma anche satirico. Bozzetto utilizza la famiglia per criticare i modi di fare della società italiana.

Bruno Bozzetto, un maestro dell’animazione italiana

Bruno Bozzetto è uno dei più importanti animatori e registi italiani. Il suo lavoro è caratterizzato da un’ironia pungente e da una satira sociale che ha fatto scuola.

Bozzetto è un maestro dell’animazione tradizionale, ma ha anche sperimentato nuove tecniche, come l’animazione in flash. Il suo lavoro ha avuto un impatto significativo sulla cultura italiana e internazionale.

“Gulp! Supergulp!” di Giulio D’Antona

Per celebrare i cinquant’anni di “Gulp! Fumetti in Tv” e i novanta del suo inventore Guido De Maria, il Dondolo, la casa editrice digitale del Comune di Modena diretta da Beppe Cottafavi, pubblica “Gulp! Supergulp!” di Giulio D’Antona, scrittore, sceneggiatore di fumetti e studioso di comicità. L’e-book si può scaricare gratuitamente da MediaLibraryOnLine.
 

L’assessore alla Cultura del Comune di Modena Andrea Bortolamasi commenta:

“De Maria è un grande modenese e meritava questo omaggio molto speciale che celebra la sua trasmissione, la storia del fumetto e le sue radici nella nostra città. Una storia che continua e che trova nel digitale nuove strade e nuove possibilità di sviluppo”.

“Gulp! Fumetti in Tv” è stata un’idea epica di Guido De Maria, Giancarlo Governi e Bonvi, un’invenzione linguistica geniale e coraggiosa per un grande successo televisivo, in onda tra il 1972 e il 1981, che segnò più generazioni. I “fumetti in TV” non erano cartoni animati ma immagini statiche di fumetti riprese e trasmesse in successione, come se si stesse leggendo un fumetto, mantenendo le nuvolette con le battute dei personaggi che venivano lette da doppiatori. Al programma collaborarono star del fumetto come Bonvi, Bruno Bozzetto, Hugo Pratt, Silver e Sergio Bonelli, con le musiche di Franco Godi; dal 1977 vennero inclusi nella trasmissione anche i cartoni animati dei supereroi della Marvel Comics.

Guido De Maria, nato a Lama Mocogno il 20 dicembre 1932, matematico di formazione e umorista di professione, è stato protagonista della grande animazione italiana, insieme all’altro genio modenese Paul Campani. Non solo con i programmi cult “Gulp!” e “Supergulp!” ma come creatore di pubblicità memorabili della stagione di Carosello come Salomone pirata pacioccone per Amarena Fabbri e gli spot comici e formidabili con i Brutos e poi con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia. Talent scout straordinario intuì e fece fiorire il talento di Bonvi e di Francesco Guccini, amici e sodali di una vita. Negli anni Novanta è stato protagonista della stagione di Comix, il giornale dei fumetti dei comici che ideò e condiresse assieme a Beppe Cottafavi per Franco Cosimo Panini.

Super: XV Mostra internazionale di illustratori contemporanei

Dal 30 novembre 2019 al 26 gennaio 2020 la città di Cremona si prepara ad accogliere Super, la XV edizione della Mostra internazionale di illustratori contemporanei, all’interno del Centro culturale Santa Maria della Pietà. Il percorso espositivo, realizzato e curato dall’Associazione Tapirulan, con la collaborazione del Comune di Cremona, prenderà forma in due sezioni distinte, una dedicata agli illustratori che hanno partecipato all’annuale concorso di illustrazione, dove sono esposte le opere, a tema Super, dei 48 artisti selezionati dalla giuria presieduta dall’ospite d’onore Bruno Bozzetto. L’altra sezione ospiterà invece una mostra interamente dedicata proprio al grande Bruno Bozzetto, regista e disegnatore che ha segnato la storia dell’animazione italiana e internazionale. Un lungo percorso espositivo con filmati, rodovetri, cimeli, fotografie di scena, manifesti, studi di personaggi, storyboard e scenografie originali che racconta la genesi dei capolavori della Bruno Bozzetto Film, dai primi cortometraggi, all’arrivo dell’iconico Signor Rossi, passando per i lavori pubblicitari per Carosello e di divulgazione scientifica (soprattutto per Quark di Piero Angela), per arrivare poi ai lungometraggi come West & Soda, Vip: mio fratello superuomo e Allegro non troppo. Sono oltre 250 le opere esposte – provenienti sia dall’archivio dell’autore che da collezionisti privati – tratte da tutti i lungumetraggi e cortometraggi, tra cui le tavole di Cavallette, candidato all’Oscar, e quelle di Mister Tao, che gli è valso l’Orso d’oro di Berlino; un’ampia sezione è dedicata anche alle vignette e al fumetto, con tavole pubblicate negli anni ’60 sul Giornale dei Ragazzi e sul Corriere dei Piccoli, fino ad arrivare all’ultimo volume, Il mistero del via vai (Bao Publishing), realizzato con Grégory Panaccione; infine sarà possibile ripercorrere i punti salienti della carriera di Bruno Bozzetto all’interno di un’esclusiva saletta cinematografica nel cuore della mostra con delle speciali “sedie sonore”. A gennaio 2020 verrà inoltre proposta una rassegna cinematografica presso tutti i cinema di Cremona (cinema Filo, cinema Chaplin e Spazio cinema Cremona Po): tre serate, giovedì 9, 16 e 23 gennaio, interamente dedicate ai meravigliosi lungometraggi animati di Bozzetto, in versione restaurata, preceduti da un cortometraggio.

Il concorso internazionale è da anni un momento importante che vede artisti sia affermati che emergenti alle prese con il tema proposto da Tapirulan, dando vita a opere innovative che arricchiscono in modo nuovo il mondo dell’illustrazione e generando curiosità nel pubblico e tra gli addetti ai lavori, che accorrono numerosi ogni anno con entusiasmo, interesse e partecipazione. Anche quest’anno il concorso non ha deluso le aspettative, con oltre 800 candidature da tutto il mondo. Ogni artista ha interpretato il tema “Super”, e il risultato è una straordinaria dose di fantasia e creatività. In mostra saranno esposte le opere di 48 autori selezionati dalla giuria composta da Bruno Bozzetto, Francesco Ceccarelli, Maria Flora Giubilei, Joey Guidone, Grégory Panaccione, Agathe Sorlet, Elisa Talentino e il presidente dell’Associazione, Fabio Toninelli. Il momento inaugurale di Super, Mostra internazionale di illustratori contemporanei, sarà il palcoscenico che proclamerà il vincitore dell’edizione 2019. A rendere l’esperienza ancora più Super sarà proprio l’esposizione delle storiche opere di Bruno Bozzetto, che con i suoi personaggi divertenti e sopra le righe ha saputo emozionare intere generazioni di spettatori, con un occhio sempre rivolto al mondo della divulgazione scientifica e della sensibilizzazione riguardo tematiche ambientali e civili.

Nato a Milano nel 1938, Bruno Bozzetto realizza i primi cortometraggi durante l’adolescenza. Il suo primo lavoro maturo, Tapum! Storia delle armi, viene proiettato nel 1958 al Festival di Cannes, permettendogli di farsi conoscere a livello internazionale a soli vent’anni. Ma sarà con la Bruno Bozzetto Film, fondata a Milano nel 1960, che realizzerà i suoi capolavori: dallo spaghetti western animato West & Soda ai cortometraggi del buffo Signor Rossi, perfetta rappresentazione dell’italiano medio – e mediocre – dell’epoca, passando per Allegro non troppo, splendida risposta italiana all’animazione disneyana, il lavoro di Bozzetto e dei suoi collaboratori rappresenta un caso unico nel panorama cinematografico. Rimanendo sempre al passo con i tempi, Bozzetto continua tuttura a lavorare anche sfruttando le nuove tecnologie, come testimonia il grande successo ottenuto dal suo cortometraggio “Europa e Italia” realizzato in Flash negli anni ’90 e gli ultimi cortometraggi in 3D. Numerosi sono i riconoscimenti ottenuti a livello nazionale e internazionale, a conferma dell’incredibile carriera di un artista che non smette mai di stupire e di rinnovarsi.

La mostra continua anche presso la sede di Spazio Tapirulan in corso XX Settembre a Cremona, dove avrà luogo l’esposizione di Joey Guidone, illustratore di origine piemontese che vanta numerose collaborazioni con riviste internazionali, e che lo scorso anno vinse il concorso di Tapirulan sul tema “Caos”. Ancora una volta l’Associazione Tapirulan riveste Cremona di creatività innovativa, dando spazio a una forma d’arte di sicuro impatto quale l’illustrazione e che sarà il fil rouge verso la seconda tappa di Super, Mostra internazionale di illustratori contemporanei che avrà luogo a marzo presso le Raccolte Frugone dei Musei di Nervi (Genova Nervi). In occasione dell’evento verrà pubblicato un catalogo dedicato alla mostra monografica di Bruno Bozzetto, pubblicato da edizioni Tapirulan. Disponibile anche il catalogo delle opere dei quarantotto illustratori selezionati, il calendario 2020 con le immagini realizzate dai primi 12 classificati e il catalogo della mostra di Joey Guidone. In occasione della mostra verrà presentata una inedita video-intervista a Bruno Bozzetto realizzata a ottobre 2019.

Minivip & Supervip – Il Mistero Del Via Vai

Dalla fantasia di Bruno Bozzetto, con i disegni di Grégory Panaccione, il 7 giugno 2018 esce in tutta Italia Minivip & Supervip – Il mistero del Via Vai, un romanzo grafico di 280 pagine senza precedenti!  Una storia inedita di Minivip e Supervip scritta da Bruno Bozzetto diventa, con i meravigliosi disegni di Grégory Panaccione, un fumetto di duecentottanta pagine. Creato per la prestigiosa collezione francese Métamorphose, esce in Italia appena un giorno dopo la pubblicazione originale francese.

Una razza aliena determinata a invadere la terra per sfuggire all’umidità del proprio pianeta, e solo l’eroica stirpe dei Vip può opporsi al malefico piano! Umorismo, azione, satira sociale, meta narrazione, inquinamento! Questo libro ha tutto!

Un’edizione cartonata con il taglio delle pagine dipinto di rosso, la vernice UV spessorata e una finitura in oro a caldo strepitosa. La forma sarà all’altezza del contenuto e della leggenda di Bruno Bozzetto!

Cartoomics 2018: tutte le info!

Dal 9 all’11 marzo torna a Milano Cartoomics, la manifestazione fieristica ludico-culturale più importante del nord Italia, che ogni anno coinvolge visitatori da tutto il Paese e dall’estero (oltre 85.000 persone nel 2017). Organizzata da UpMarket – azienda promotrice di eventi prestigiosi sia per il grande pubblico sia in ambito business – Cartoomics riceve il sostegno e la presenza di brand prestigiosi che espongono le proprie novità e di ospiti di fama internazionale che il pubblico ama incontrare. Arricchita da un intero padiglione in più per un totale di oltre 45.000 mq, Cartoomics celebra il venticinquesimo anniversario con un’edizione ancora più ricca di appuntamenti dedicati a ogni settore dell’intrattenimento, della cultura e dello spettacolo disegnato.

Sotto la direzione artistica di Filippo Mazzarella, la convention spazia dal fumetto (con tutti i maggiori editori italiani impegnati a presentare le loro nuove lineup con autori e ospiti speciali) al cinema (area Movies & TV con contenuti e attività esclusive dei maggiori distributori cinema e una nuova area dedicata all’Home Video e agli UniVision Days), dalla fantascienza (con un omaggio ai 50 anni di 2001: Odissea nello Spazio e le abituali sezioni dedicate) al cosplay (con i sempre attesissimi contest) e amplia il suo parco di spazi tematici: infatti, alle aree fantasy (con il Fantasy Village ispirato quest’anno al mondo di Harry Potter), games e videogamecollezionismo di pregioaction (con Umbrella Italian Division e la saga di Resident Evil e con il ring della ICW Italian Championship Wrestling) si aggiungono quelle westernhorror e kids. Nello spazio esterno di congiunzione tra i padiglioni 16 e 12 si apre la nuova area di oltre 10.000 mq, Open Air, animata da un palinsesto ricco di eventi e incontri. La nuova sezione Cartoomics University ospita lezioni, talk e incontri di fumetto, cinema, musica, sceneggiatura, marketing e regia tenute da protagonisti di assoluto prestigio (come AltanBruno BozzettoSilverMaurizio NichettiGiulio GiorelloVince TemperaAndrea MuttiEmilio CozziRoberto RecchioniEmiliano MammucariEmanuel SimeoniSimone MorandiMarcello GarofaloDavide BarziAlex CrippaGiorgio ViaroGiulio SangiorgioLuca BarnabèRoberto Rossi GandolfiCarlo CavazzoniSergio Stivaletti, e molti altri). Per l’editoria (pad. 16) sono presenti tutti i maggiori nomi del settore come Sergio Bonelli Editore, Panini Comics/Disney, Astorina, Bao, Saldapress, Shockdom, Inkiostro, RW, It Comics, Renoir, Hazard, TunuéMagic Press, Cronaca di Topolinia. Questi si possono trovare con i loro autori di punta sia agli stand sia negli spazi Agorà dedicati agli incontri con il pubblico. A conferma di quanto la manifestazione si sia imposta all’attenzione del panorama fumettistico italiano, Astorina, storica casa editrice di Diabolik, ha scelto proprio Cartoomics per allestire una mostra-omaggio davvero unica dedicata a Sergio Zaniboni, grande disegnatore del “Re del Terrore”, scomparso lo scorso agosto. Intitolata “Diabolik visto da Sergio Zaniboni”, la mostra espone per la prima volta decine di tavole originali delle sue avventure più amate oltre a testimonianze, gadget e memorabilia, in un percorso che svela come il personaggio sia maturato ed evoluto nel suo tratto. La mostra mutua il titolo da un prezioso volume che sarà presentato a Cartoomics, edito da Mondadori/Astorina per la collana Oscar INK: Diabolik. Visto da Sergio Zaniboni, che raccoglie il primo e l’ultimo albo da lui disegnato, intramezzato dalle matite di un episodio che venne poi inchiostrato da Giorgio Montorio.

L’area cinema Movie Time Machine si arricchisce di un importante appuntamento: UniVision Days – memorie del cinema, visioni del futuro arriva a Milano in occasione della venticinquesima edizione di Cartoomics. La manifestazione, promossa dall’associazione UNIVIDEO – Unione Italiana Editoria Audiovisiva Media Digitali e Online, nasce dall’idea di offrire agli spettatori momenti di incontro culturale sul mondo dell’Home Entertainment attraverso un ricco calendario di appuntamenti fatto di incontri, dibattiti, confronti, proiezioni di anteprime per tutte le fasce di età e di spettatori, alla presenza di editori audiovisivi, registi e attori. Il programma delle giornate, presto disponibile sul sito www.univisiondays.it e sulla pagina Facebook UniVision Days, sarà realizzato con il contributo degli Associati Univideo e del giornalista e critico. Marco Spagnoli – responsabile editoriale della manifestazione – grazie ai fondi derivanti dal diritto di prestito effettuato presso le biblioteche pubbliche.

L’area fantascienza si ingrandisce e trasloca nel nuovo padiglione 12. Protagonista è Star Wars, con la partecipazione della 501st Legion Italica Garrison, della Rebel Legion Italian Base, dell’ITALY Stronghold – Mandalorian Mercs Costume Club e di Saber Guild, gruppi di costumers riconosciuti ufficialmente da LucasFilm. Nel grande stand della 501st e della Rebel Legion, oltre a decine di figuranti con accuratissime riproduzioni degli abiti di scena usati sul set dei nove film che compongono la saga stellare più amata di sempre, campeggia una statua a grandezza naturale di Jabba The Hutt contornata dalla sua corte. Qui trovano spazio due arene per i combattimenti con spada laser gestite dagli atleti di Saber Guild, Ludosport e Jedi Generation: oltre a poter assistere alle loro performance acrobatiche, il pubblico potrà partecipare direttamente prendendo lezioni da veri maestri Jedi. Da non perdere la mostra che espone magnifici diorama in Lego costruiti con migliaia di mattoncini e riproducenti le scene più avvincenti dei vari capitoli cinematografici di Star Wars. Qui si collocano anche i numerosi stand di diverse associazioni nazionali come Star Wars Ordine 66, Stargate Fanclub Italia, Star Trek Italian Club, Star Fleet 39 e IKS.

Sempre al padiglione 12 si trova Cosplaycity, ideata da Patrizia Lia, con gli immancabili contest per i cosplayer e le performance delle community tra cui X-Men Mutant Force, Tomb Raider Italia, The Elder Scrolls Cosplayers Italiani, Once Upon Italia Cosplay Italia. La loro experience è ricca di attività: venerdì 9 marzo il Light Contest per cosplayer giovani e inesperti invitati da Luca Panzieri e Gianluca Falletta e dal team Epicos a mettersi alla prova guidati da tutor speciali ed esperti che svelano i trucchi del “mestiere”; sabato 10 il Cinecosplay Award, il contest dedicato ai cosplayer appassionati di cinema, che vede sfilare il personaggio di Lara Croft e il fan club di Tomb Raider; domenica 11 il Gran Cosplay Contest rivolto ai cosplayer ispirati ad anime, card game, cartoons, comics, fantasy, film, fumetti, giochi di ruolo, gothic, jrock, manga, pubblicità, quiz, telefilm, videogame e original. Come da tradizione venerdì è la giornata gratuita per i cosplayer che, presentandosi agli ingressi dei padiglioni di Fiera Milano a Rho già in costume, possono entrare gratis dopo essersi registrati sul sito.

Il Fantasy Village (pad. 20), animato dall’Associazione La Fortezza e da tante altre realtà del mondo fantasy, si ispira alla saga di Harry Potter e al magico mondo di Hogwarts fatto di incantesimi, lezioni di alchimia e arti oscure. È presente un photo set in cui i visitatori possono immortalarsi e lo spazio Dungeon dove vivere avventure mozzafiato. Cuore del villaggio è la Piazza Magica con spettacoli, tornei, giochi, scherma e interviste.

L’area games (pad. 16) offre oltre 1.000 mq dedicati ai giochi da tavolo, di ruolo e di carte collezionabili con 120 tavoli dimostrativi per scoprire le novità del mondo ludico; lo spazio Out of the Box! propone incontri con autori indipendenti per capire come ideare e realizzare un gioco da tavolo.

Non mancano i mondi del wargame e del modellismo statico e ancora più grande e interattiva di sempre è l’area LEGO che, in oltre 300 mq, ospita la mostra di Afdl.it, la più importante community al mondo dedicata a LEGO, e lo spazio gioco “Pick-a-Brick” a cura di Brickoni.

L’area action (pad. 20) ospita l’Umbrella Italian Division, dedicata come ogni anno a Resident Evil, in cui l’associazione che riunisce tutti i fan della saga stupirà i visitatori con live show, spettacoli interattivi ancora più coinvolgenti e nuove attrazioni tra cui il percorso zombie “Zombie survival”, il trucco zombie e una serie di elementi scenici ispirati alle ambientazioni del film Resident Evil. Per tutta la durata della manifestazione, in diversi momenti della giornata, si terranno spettacoli a tema Zombie, alcuni dei quali realizzati in collaborazione con associazioni di altre aree come la 501st Italica Garrison.

Nell’area western, i visitatori entrano in ambientazioni nel vero stile old wild west dove, accompagnati dal gruppo di spettacolo Bullets and Beans, possono incontrare personaggi di film e serie TV come Westworld. Sono inoltre proposte attività di ogni genere, dal classico duello alla Mezzogiorno di fuoco al lancio del ferro di cavallo, fino ad alcune avventure prese dal nuovo format Claim of the West in cui il giocatore è il protagonista di una storia western.

La nuova area horror (pad. 12) debutta con The Clown-Horror House e il cast di Epicos, team di cosplay show, nei panni di un gruppo di pagliacci spaventosi in uno spettacolo interattivo realizzato con scenografie, effetti speciali e animatronic come in una vera “casa degli orrori”.

Nei prossimi giorni, il sito e le pagine social di Cartoomics pubblicheranno nuove informazioni sui numerosi eventi e appuntamenti che si terranno nel contesto della fiera. Qui alcune anticipazioni. Ospite speciale per la sezione fumetto e vincitore del Cartoomics Artists Award 2018 è Francesco Tullio Altanche sarà premiato nell’area Cartoomics University sabato 10 marzo alle 17.00. Per la sezione cinema l’ospite d’onore è il regista Bruno Bozzetto che l’11 marzo alle 15.15, nell’area Cartoomics University, incontra il pubblico e ritira il Cartoomics Directors Award 2018 per la straordinaria influenza che il suo lavoro ha esercitato sui maggiori realizzatori mondiali di disegni animati. Una selezione di suoi cortometraggi e il film Vip, mio fratello superuomo, che celebra 50 anni, sono proiettati al Cartoomics Theatre rispettivamente nelle giornate di venerdì e domenica.

La sezione “Passioni” (dedicata a incontri con protagonisti dello spettacolo e del fumetto chiamati a confessare pubblicamente il loro amore per lo spettacolo disegnato), curata dall’ ”ambasciatore della passione” Nicola Nocella (attore Nastro d’Argento e Globo d’Oro 2010 per Il figlio più piccolo di Pupi Avati e premio nel 2017 come miglior attore al festival di Locarno per Easy – Un viaggio facile facile di Andrea Magnani), vedrà protagonisti, tra gli altri, Herbert BallerinaFranco TrentalanceTito Faraci e il mitico Uan di Bim Bum Bam (con il suo partner storico “BatRoberto” Ceriotti e il doppiatore Pietro Ubaldi).

Il Cartoomics Theatre, curato da Andrea Milan, ospiterà oltre alla consueta selezione di fan film internazionali e alle anteprime di anime in collaborazione con Dynit, la serie Herbert West Reanimator di Ivan Zuccon, le anteprime di film indipendenti come Shonda’s River di Marco Rosson (presenti cast e regista) o Sine Requie di Simone Formicola (presenti cast e regista) e il trailer in anteprima assoluta del nuovo film di Roberto D’Antona Fino all’inferno – Road to Hell alla presenza del regista e dell’attrice protagonista Giada Robin.

L’ospite internazionale del 2018 della sezione fumetto, in collaborazione con Panini Comics, è il disegnatore Marvel spagnolo che i lettori italiani di fumetti Marvel hanno conosciuto sulle pagine di Ciclope, e di cui hanno seguito l’evoluzione artistica su titoli come Secret Wars: InfernoInumani vs. X-Men e Star-Lord. Il disegnatore ha da poco completato il suo lavoro per Secret Warriors (che ha recentemente debuttato nelle fumetterie italiane), serie targata ResurreXione scritta dal lanciatissimo sceneggiatore Matthew Rosenberg. Recentemente inserito dalla Casa delle Idee nel ristretto novero delle Young Guns, Garron è già all’opera sul suo prossimo progetto, ancora da annunciare.

Sotto il ristorante cinese

Il cinema è un mondo affascinante e multiforme, capace di evocare emozioni diverse, di portare lo spettatore a riflettere, sorridere, piangere o sognare. Tra i generi più particolari e suggestivi troviamo i cosiddetti film onirici, un tipo di cinema che non si limita a raccontare una storia, ma che immerge lo spettatore in mondi sospesi tra realtà e immaginazione, come se si trattasse di un sogno a occhi aperti. Questi film, grazie a una sapiente combinazione di trama, fotografia, scenografia e colonna sonora, riescono a trascendere il quotidiano, trasportandoci in realtà lontane, surreali, dove le leggi della fisica sembrano non esistere e tutto è possibile.

Quando si pensa ai film onirici, vengono immediatamente in mente alcune opere che hanno segnato la storia del cinema. Uno degli esempi più iconici è senza dubbio Jurassic Park di Steven Spielberg. La meraviglia di vedere i dinosauri marciare attraverso le praterie dell’Isola Nublar, accompagnati dalla maestosa colonna sonora di John Williams, è un’esperienza che ha toccato profondamente il cuore di molti spettatori, quasi come se fossero stati trasportati in un mondo parallelo. Un altro esempio è Avatar di James Cameron, un film che con le sue straordinarie ambientazioni ci catapulta in un pianeta alieno così ricco di dettagli e bellezza da sembrare più reale della nostra realtà.

Ma il cinema onirico non è esclusiva delle grandi produzioni hollywoodiane. Esistono gemme meno conosciute, provenienti da altre latitudini e epoche, che meritano attenzione. Un caso particolare è quello del cinema italiano, e in particolare del maestro Bruno Bozzetto, noto principalmente per le sue opere di animazione come West & Soda, Allegro non troppo e Vip mio fratello superuomo. Bozzetto ha sempre avuto un talento unico nel rappresentare i sogni e l’assurdo, ma c’è un film, forse meno noto al grande pubblico, che spicca nella sua filmografia: Sotto il Ristorante Cinese.

Questo film del 1987 è l’unica opera di Bozzetto girata con attori in carne e ossa, un’eccezione nella sua carriera, eppure riesce a conservare intatto quello stile inconfondibile, fatto di humor surreale, leggerezza e profondità. La trama è tanto semplice quanto straordinaria: Ivan, un giovane studente universitario, vive una vita ordinaria, divisa tra lo studio, il lavoro e i preparativi per il suo matrimonio con Ursula, la sua fidanzata e datrice di lavoro. La sua esistenza è scandita dalla routine fino a quando, per una serie di circostanze fortuite, si trova coinvolto in una rapina in banca. Da quel momento, la sua vita cambia radicalmente.

In fuga dai rapinatori, Ivan si rifugia in un ristorante cinese, ma la vera svolta avviene quando scende nei sotterranei del locale e si imbatte in un varco misterioso. Varcata la soglia, Ivan si ritrova in un mondo da sogno, una spiaggia tropicale di una bellezza mozzafiato, popolata da creature fantastiche. Qui incontra Eva, una giovane donna che ha vissuto tutta la sua vita in quel mondo incantato insieme a suo padre, un geniale scienziato che ha inventato un dispositivo capace di creare il varco tra i due mondi.

Il film, a questo punto, si trasforma in una vera e propria avventura onirica. Ivan ed Eva tornano nel mondo reale, e qui la narrazione prende una piega tragicomica: la bellezza e l’ingenuità di Eva creano una serie di situazioni imbarazzanti, mentre Ivan si rende conto di essersi innamorato di lei. Ma i problemi non tardano ad arrivare: Ursula, sentendosi tradita, decide di vendicarsi, e i rapinatori continuano a dare la caccia a Ivan. La tensione cresce fino al climax finale, quando i due protagonisti si trovano nuovamente di fronte al varco sotto il ristorante cinese, dove Ivan dovrà prendere una decisione che cambierà per sempre la sua vita.

Il film, pur essendo poco conosciuto, è un piccolo capolavoro del cinema fantastico italiano. Gli effetti speciali, seppur limitati dalla tecnologia dell’epoca, sono curati e ben realizzati, contribuendo a creare quell’atmosfera surreale che caratterizza l’opera. Ma ciò che rende Sotto il Ristorante Cinese davvero unico è la capacità di Bozzetto di mescolare realtà e fantasia, di trasformare una semplice storia d’amore e fuga in una riflessione più ampia sul significato della vita, sull’importanza dei sogni e sulla possibilità di sfuggire alla monotonia del quotidiano.

Chi conosce l’animazione di Bruno Bozzetto riconoscerà in questo film molti degli elementi tipici del suo stile: l’ironia sottile, le situazioni paradossali, i personaggi buffi e stravaganti, ma anche una profondità di fondo che emerge tra le righe, come in una favola moderna. Sotto il Ristorante Cinese è, a tutti gli effetti, la versione live-action de I sogni del signor Rossi, uno dei personaggi più amati del regista.

In conclusione, questo film rappresenta una tappa fondamentale per chi ama il cinema onirico, un genere che ha il potere di portarci altrove, di farci riflettere e, soprattutto, di farci sognare. Sotto il Ristorante Cinese è un’opera che, nonostante il passare degli anni, mantiene intatta la sua freschezza e la sua capacità di affascinare lo spettatore, invitandolo a varcare, insieme a Ivan, quel magico varco verso un mondo dove tutto è possibile.

BergamoTOONS 22-24 giugno

Dal 22 al 24 Giugno 2017 Bergamo diventerà per 3 giorni la capitale mondiale del cartoon grazie al Festival BergamoTOONS: la prima edizione di una rassegna costellata di eventi, conferenze, proiezioni e mostre dedicati al cinema di animazione. Tutto rigorosamente a ingresso libero.

Il fil rouge della manifestazione sarà l’humour, con proiezioni di film all’insegna del buonumore: un taglio che contraddistingue tante delle opere animate di Bruno Bozzetto, il regista e cartoonist bergamasco vero “peso massimo” del settore e Presidente Onorario dell’Associazione BergamoTOONS organizzatrice della tre giorni orobica. A fargli visita da Hollywood l’amico e collega David Silverman, il regista che 30 anni fa (il 19 aprile 1987) portò in TV i primi episodi de I Simpson animando i disegni del cartoonist Matt Groening fin dalla prima puntata del serial. Il sessantenne SIlverman è uno dei giganti della scena internazionale: fra i film che portano la sua firma, il capolavoro Pixar Monster & Co. (2001, co-regista con Pete Docter) e I Simpson – il film (2007), che Silverman presenterà a Bergamo sabato 24 in una spettacolare proiezione pubblica all’aperto sugli spalti delle cinquecentesche mura venete.

Non potevamo augurarci ospite migliore per il battesimo di BergamoTOONS” sottolinea Federico Fiecconi, direttore artistico della rassegna: “David Silverman incarna in se’ come pochi altri autori alcuni degli aspetti peculiari dell’animazione che intendiamo celebrare a BergamoTOONS: autorialità spiccata, unita a una sfrenata carica di irriverente e trasgressiva spettacolarità. Un autore solare e divertente nelle opere filmiche come nella musica che ama suonare con la sua tuba, da cui è inseparabile”.

In attesa che il taglio “festaiolo” originale e inedito nel panorama delle manifestazioni di settore, porti a Bergamo le animazioni e la musica di Silverman, BergamoTOONS si ripropone anche una missione di tutta serietà: fornire ai giovani strumenti utili a poter intraprendere una carriera nel mondo dell’animazione, attraverso incontri introduttivi, conferenze, workshop e master class. Al centro dell’attenzione la scrittura, i linguaggi, i temi, le tecniche e le tecnologie produttive del cinema animato e come questi elementi si sintetizzano nei prodotti di intrattenimento puro, nell’animazione divulgativa, nella comunicazione, negli spot pubblicitari.

L’obiettivo è incuriosire e informare su un mondo ad alto tasso di creatività e di imprenditorialità, punto di incontro di una varietà di arti e mestieri, con l’obiettivo di stimolare nuove professionalità orientandole verso una specializzazione nel settore, favorendo momenti di incontro tra le aspirazioni dei giovani e i protagonisti affermati del mondo dell’animazione. Una missione che troverà il suo epicentro nel complesso di Sant’Agostino dell’Università degli Studi di Bergamo, in Città Alta, sede degli incontri e delle conferenze di BergamoTOONS e che culminerà nella lectio magistralis di David Silverman, appuntamento clou di sabato 24 Giugno ospitato nella prestigiosa cornice dell’Aula Magna.

A Bergamo c’è già grande attesa per i momenti che in esclusiva mondiale tingeranno ancor più di “giallo Simpson” il gonfalone giallo e rosso della città. La seconda giornata di BergamoTOONS, venerdì 23 giugno, sarà infatti un vero e proprio “Simpson day”: al mattino, l’Università ospiterà il dibattito Fenomeno Simpson con esperti e addetti ai lavori, impreziosita dalle testimonianze “dal set” di Silverman e dell’animatrice bolognese Silvia Pompei, in arrivo appositamente da Hollywood; a seguire, a fine mattinata, vernissage della spettacolare esposizione inedita L’Arte dietro le quinte de I Simpsons, che rivelerà al mondo decine di artwork originali utilizzati per produrre il serial della Fox.

La mostra, allestita nell’ex chiesa di Santa Maria Maddalena in via Sant’Alessandro, in centro città, segnerà un affascinante e ironico incontro fra “(ex) sacro e profano”: santi e cherubini degli affreschi veglieranno fino al 15 luglio sulle dissacranti animazioni del serial Tv che in Italia prese il via il 1° ottobre 1991 in seconda serata su Canale 5 proprio per iniziativa dell’allora neodirettore di rete Giorgio Gori, oggi Sindaco di Bergamo, che all’epoca si fece assistere nel compito di presentare a stampa e pubblico l’allora controversa serie americana proprio da Federico Fiecconi, oggi direttore artistico di BergamoTOONS. In programma anche una Maratona Simpson che riproporrà i migliori episodi della serie, scelti personalmente proprio dal regista David Silverman.

Festa grande dunque per i “trentenni” Simpson: ma a Bergamo sarà festa grande anche per opere di nuovi autori, classici di grandi Maestri e per scintillanti anniversari di alcuni eroi dell’allegria animata. Quest’anno ricorrono compleanni eccellenti, a Cartoonia: e così faranno passerella i cartoni classici con il meglio dei 70 anni del papero Warner Bros. Daffy Duck e un programma dedicato ai 50 anni di una vecchia gloria della Tv, il garbato eroe di cartone croato Professor Balthazar.

BergamoTOONS sarà ricco di eventi anche in Città Bassa, dove si creerà il magico connubio fra cultura, arte e cinema animato nei più prestigiosi spazi cittadini. Al Teatro Donizetti si celebreranno le nozze fra l’opera rossiniana, la musica classica immortale e il cinema di animazione “grandi firme”. Nel tardo pomeriggio il teatro ospiterà i geniali divertissement del cartoonist italo-bavarese Joshua Held, alle prese con Il barbiere di Siviglia e Il viaggio a Reims. A seguire, una serata gran galà: i riflettori non potevano che accendersi sul concittadino Bruno Bozzetto, ospitando la proiezione del lungometraggio Allegro non troppo (1976) nella versione restaurata di fresco. Dopo 41 anni, lo splendido incontro fra brani di musica classica e animazione che fece gridare al miracolo l’America ritornerà a casa, in quel Teatro Donizetti tempio cittadino della musica “alta” dove vennero girate le sequenze con attori. Ne era protagonista un giovane Maurizio Nichetti, che sarà presente in sala insieme al regista Bozzetto.

Anche il distretto dell’arte bergamasco aprirà le sue porte all’animazione: giovedì 22 pomeriggio alla GAMeC doppio appuntamento Bozzetto con l’inaugurazione della mostra di disegni originali L’Arte di Allegro non troppo, seguita dalla proiezione del lungometraggio Bozzetto non troppo (2016) di Marco Bonfanti alla presenza del cineasta bergamasco a cui è dedicato; mentre nella serata di venerdì 23 il cortile dell’Accademia Carrara ospiterà la proiezione di un programma di raffinati film animati d’autore.

Una proiezione sotto le stelle come quelle, dal programma più “popolare”, che accenderanno le serate negli spazi all’aperto sul prato dei bastioni di Sant’Agostino: in programma Maratone Simpson e lungometraggi. Gran finale sabato sera con il citato film di culto I Simpson – il film (2007) presentato dal regista Silverman; fra gli altri appuntamenti pensati per il pubblico giovane, venerdì sera Aperitoon al MAITE e tutti i giorni punto di ristoro con cartoonist all’opera e movida serale al TOON Pub presso gli spalti della cannoniera di San Michele sulle Mura venete. Gran finale fissato per sabato sera 24 Giugno con il Cartoon Party nel chiostro della Chiesa di Santa Maria del Carmine nel cuore di Città Alta: una serata aperta al pubblico – previa riservazione obbligatoria e fino a capienza – con proiezioni e assegnazioni di riconoscimenti, accompagnata da momenti di spettacolo, sorprese e musica live, dove ci si potrà attendere anche una performance al bombardino di Silverman, musicista provetto.

BergamoTOONS, che gode del patrocinio del Comune di Bergamo e dell’Università degli Studi, intende regalare al pubblico appuntamenti di grande attrattiva e aperti alla più ampia fruizione: incontri, proiezioni e mostre saranno a ingresso libero e solo in alcuni casi previa registrazione fino a capienza della struttura. L’Infopoint (oltre al desk centrale presso l’Università in Sant’Agostino) sarà presso lo Science Center fronteggiante la Stazione ferroviaria. Per il programma dettagliato di eventi e proiezioni il riferimento è la pagina Facebook BergamoTOONS e il sito www.bergamotoons.it prossimamente on line. Per informazioni:  info@bergamotoons.it

BERGAMOTOONS è organizzato dall’omonima Associazione nata nel giugno 2016 per promuovere il cinema di animazione sul territorio. Ne sono soci fondatori  Valentina Mazzola (Presidente); Andrea Bozzetto (VicePresidente); Federico Fiecconi (Direttore Artistico); Gigi Tufano (Segretario); Oscar Mazzola (Tesoriere), con Presidente Onorario: Bruno Bozzetto

BERGAMOTOONS  gode del patrocinio del Comune, dell’Università degli Studi di Bergamo e delle associazioni di settore Animation Italia, ASIFA Italia e Cartoon Italia. Alcuni appuntamenti del programma sono realizzati in collaborazione con Bergamoscienza, GAMeC e Accademia Carrara.

Studio Bozzetto & Co.: innovazione e creatività nell’animazione

Studio Bozzetto & Co., casa di produzione e studio d’animazione fondata da Bruno Bozzetto insieme a Pietro Pinetti ed Andrea Bozzetto, si pone l’obiettivo di introdurre l’innovazione tecnologica in una tradizione consolidata di animazione classica. L’obiettivo primario dello studio è la produzione di cortometraggi, lungometraggi, serie e spot televisivi in animazione, utilizzando una vasta gamma di tecniche che spaziano dall’animazione 2D, sia classica che vettoriale, al cut-out, fino al 3D in ogni fase del processo di realizzazione.

Bruno Bozzetto, famoso regista, ha realizzato tre lungometraggi in animazione durante la sua carriera: “West and Soda”, “Vip mio fratello superuomo” e “Allegro non troppo”. Ha inoltre creato numerosi cortometraggi, vincendo numerosi premi prestigiosi, tra cui l’Orso d’Oro al Festival di Berlino nel 1990 per “Mister Tao” e una Nomination all’Oscar nel 1991 per “Cavallette”. Il suo personaggio più famoso è il Signor Rossi.

I figli Andrea e Pietro Pinetti, dopo anni di esperienza nel campo dell’animazione 3D, fondano la loro propria azienda, la “Blinky Animation. Successivamente, decidono di unire le forze con Bruno, dando vita allo Studio Bozzetto & Co. srl.

Con sede a Bergamo e Milano, lo studio è organizzato come una grande rete di professionisti che collaborano insieme per sviluppare innovazione e creatività originale per ogni progetto. Gli strumenti di lavoro utilizzati includono Maya per il 3D e il pacchetto Adobe per la post-produzione video, mentre viene utilizzato Toon Boom per la pre-produzione.

Nel recente passato, Studio Bozzetto & Co. ha realizzato la pre-produzione della serie “Psico-Vip”, co-prodotta da RAI e Maga Animation, le pillole video per la trasmissione RAI “Superquark”, spot televisivi ed eventi come Eco-Store, SKY e Birra Moretti. Lo studio ha inoltre prodotto una serie di documentari per un canale SKY, sigle per Mediaset (Paperissima, Stranamore) e numerosi video istituzionali.

Collaborando con importanti reti televisive italiane ed internazionali, Studio Bozzetto & Co. si impegna attualmente nella creatività per tre nuove serie televisive, un cortometraggio e la pre-produzione di un lungometraggio in 3D.

Per ulteriori informazioni sullo Studio Bozzetto & Co. e le sue produzioni, visita il sito studiobozzetto.com.

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