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Addio ad Anna Merli: la mano fiabesca dietro le W.I.T.C.H. ci lascia a soli 51 anni

Ci sono notizie che arrivano come un pugno nello stomaco, e per  noi che abbiamo sempre vissuto tra mondi disegnati e storie di carta, è una botta che fa male, malissimo. Perdere un’artista come Anna Merli, a soli 51 anni, è una di quelle ferite che non si rimarginano facilmente. Non si è spenta solo un’illustratrice e una fumettista di rara maestria, ma si è interrotto un filo di magia che ha tessuto l’immaginario di intere generazioni, non solo in Italia ma su scala globale. Il suo tratto, così etereo e inconfondibile, è stato un compagno di viaggio durante l’adolescenza di milioni di lettori, trasformando semplici tavole di carta in portali verso universi fatti di incantesimi, malinconia e una bellezza struggente.

Il nome di Anna Merli è un incantesimo a sé stante, indissolubilmente legato all’epica saga delle W.I.T.C.H.. Se siete cresciuti nei primi anni Duemila, sapete bene di cosa stiamo parlando. Le avventure di Will, Irma, Taranee, Cornelia e Hay Lin non avrebbero mai avuto lo stesso impatto, la stessa anima, senza il suo tocco sublime che fondeva atmosfere gotiche con il sapore delle fiabe. I suoi disegni non erano semplici illustrazioni. Erano sortilegi visivi, puro incanto: abiti che sembravano respirare, cieli notturni che custodivano segreti antichi, sguardi così carichi di emozioni da raccontare più di mille parole. Anna Merli non disegnava solo personaggi, scolpiva sogni.

Il suo percorso, un vero e proprio viaggio da brividi, inizia alla leggendaria Accademia Disney di Milano, una rampa di lancio che le ha spalancato le porte di Walt Disney Italia. Erano anni di fermento creativo, in cui la casa editrice osava, sperimentava linguaggi nuovi, e Anna, con uno stile già sorprendentemente maturo e personale, riuscì a ritagliarsi uno spazio unico e immediatamente riconoscibile. Ma non è certo l’unica gemma del suo tesoro artistico. Parallelamente, la nostra maga della matita ha collaborato con il mitico Centro Fumetto Andrea Pazienza, regalando opere come La strega e l’indimenticabile trilogia Rose, dove il suo tratto ha assunto una morbidezza acquerellata e sfumature pastello, diventando un marchio di fabbrica poetico che ti entrava nel cuore.

Il successivo capitolo della sua epopea artistica è un vero e proprio colpo di fulmine: l’incontro con il progetto visionario End, ideato da un’altra colonna portante del fumetto, Barbara Canepa. Ed è qui che Anna Merli si è consacrata sulla scena internazionale. Pubblicato prima in Francia e poi qui in Italia da BAO Publishing, End è il culmine della sua maturità artistica, un fumetto complesso, intriso di una malinconia che ti avvolge e una bellezza visiva che ti spezza il cuore. È stata la prova definitiva della sua versatilità e del coraggio di affrontare temi profondi con una sensibilità e una raffinatezza uniche.

Cercare di descrivere lo stile di Anna Merli è come cercare di catturare un’ombra. Le sue figure femminili, eleganti e intense, erano le protagoniste assolute di universi fragili, sospesi nel tempo e nello spazio. Eppure, dietro la leggerezza eterea delle linee, si nascondeva una conoscenza anatomica da manuale, il segno di uno studio meticoloso e di una passione sconfinata per il suo mestiere. Non c’è da stupirsi che tra le sue influenze ci fossero giganti diversissimi tra loro, come il genio erotico di Guido Crepax e la malinconica semplicità di Charles Schulz. Maestri assorbiti e rielaborati in un linguaggio personale che univa la grazia più pura con una profondità emotiva disarmante.

La notizia della sua scomparsa ha scosso il mondo del fumetto come un terremoto. Il Centro Fumetto Andrea Pazienza l’ha ricordata non solo come una collaboratrice straordinaria, ma come un’amica preziosa, una di quelle anime rare. BAO Publishing ha espresso il dolore per la perdita di un’artista capace di tramutare ogni pagina in un atto di grazia. E le parole di Teresa Radice, che affidò proprio a lei la sua prima storia per le W.I.T.C.H., risuonano ancora oggi, piene di commozione: “Creavi mondi bellissimi con sensibilità e delicatezza. Ne ero rimasta incantata.”

E incantati restiamo anche noi, di fronte all’immenso patrimonio che ci ha lasciato in eredità. Perché Anna Merli non ci ha donato solo tavole illustrate, ma frammenti di vita, in cui ognuno di noi può ritrovare un pezzo della propria giovinezza, un angolo della propria immaginazione. Le sue storie non sono finite. Sono un patrimonio che continuerà a parlarci, a ricordarci la forza inarrestabile dell’arte e la bellezza di un talento capace di trasformare un semplice disegno in pura poesia.

Che tu sia cresciuto con le W.I.T.C.H., che tu abbia scoperto la sua arte con Rose o che ti sia perso tra le pagine di End, il dolore è lo stesso, una stretta al cuore. Ma resta una certezza granitica: Anna continuerà a vivere, in ogni suo tratto, in ogni singolo personaggio che ha saputo donare al mondo. Un incantesimo fragile e bellissimo, che non si spezzerà mai.

E voi, quale ricordo custodite delle opere di Anna Merli? C’è una sua tavola che vi ha accompagnato in qualche fase della vostra vita da nerd? Raccontateci le vostre storie, condividete la sua magia nei commenti e diffondete questo articolo come un incantesimo: insieme possiamo mantenere viva la memoria di un’artista che ha trasformato la carta in pura magia.

Rapalloonia: XLVIIª Mostra Internazionale dei Cartoonists

La Mostra Internazionale dei Cartoonists di Rapallo, ritorna dopo uno stop forzato dovuto ad una concatenazione di eventi, con un’entusiasmante 47ma edizione. La Mostra, organizzata dal Comune di Rapallo in collaborazione con l’Associazione Culturale Rapalloonia, si terrà nei giorni 1-9 ottobre 2022 presso la nuova location di Villa Queirolo. 

Il weekend di apertura vedrà la presenza di molti autori di fumetto che si riverseranno per le strade della città:Davide Aicardi, Mirka Andolfo, Sergio Badino, Paola Barbato, Egle Bartolini, Federico Bertolucci, Enrico Bertozzi, Frédéric Brrémaud, Ivan Bigarella, Sergio Cabella, David Goy, Barbara Canepa, Giampiero Casertano, Andrea Cuneo, Matteo De Longis, Paolo De Lorenzi, Loris De Marco, Marta De Vincenzi, Pasquale Del Vecchio, Francesco D’Ippolito, Elisa 2B, Tito Faraci, Andrea Ferraris, Piero Fissore, Andrea Freccero, Junopika, Lorenzo La Neve, Roberto Lauciello, Enrico Macchiavello, Vitale Mangiatordi, Enzo Marciante, Alessia Martusciello, Corrado Mastantuono, Gianluca Mattossovich, Fabrizio Mazzotta, Anna Merli, Ivo Milazzo, Luca Laca Montagliani, Jackmourz, Nova, Leo Ortolani, Gabriele Parma, Dottor Pira, Alberto Aurelio Pizzetti, Teresa Radice, Stefano Rolli, Giorgio Salati, Alberto Savini, Claudio Sciarrone, Matilde Simoni, Donald Soffritti, Marco Sonseri, Mattia Surroz, Giovanni Talami, Stefano Turconi, Greta Xella, Stefano Zanchi, Pietro B. Zemelo, Silvia Ziche.

Per festeggiare al meglio il ritorno di Rapalloonia, nel 50° anniversario della fondazione, è stata allestita a una mostra celebrativa dei due numi tutelari e fondatori: Luciano Bottaro e Carlo Chendi. Alla fine degli anni ‘60 i due artisti costituiscono insieme al grande Giorgio Rebuffi uno studio editoriale per tutelare i propri diritti d’autore e produrre storie e servizi fumettistici: lo Studio BiErreCi. È l’inizio di un’avventura che durerà più di 15 anni, fino alla prima metà degli anni ‘80, e che produrrà centinaia di storie, ma terrà anche a battesimo molti autori attivi negli anni successivi, dando reale corpo alla scuola di Rapallo. La mostra avrà spazi dedicati ai tre artisti principali, con tavole originali (dagli archivi degli eredi e da collezionisti italiani) e documenti esposti per la prima volta, ma anche una sezione con le testimonianze e i lavori dei collaboratori più significativi dello Studio.