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Tekken 3 ritorna su PlayStation: il capolavoro degli anni ’90 che ha cambiato per sempre i picchiaduro

C’è un’epoca in cui il suono dei colpi digitali e delle combo perfettamente eseguite era una lingua universale. Gli anni ’90, quando la prima PlayStation dominava i salotti e le sale giochi erano ancora cattedrali del divertimento. Tekken 3 non fu solo un videogioco: fu una rivoluzione estetica, tecnica e culturale. Ora, dopo decenni di gloria e ricordi, Bandai Namco riporta in auge il suo gioiello più amato, rendendolo disponibile su PS5 e PS4 all’interno della lineup PlayStation Plus di ottobre. Per chi c’era, è un viaggio nel tempo; per chi non l’ha mai provato, una lezione di storia del gaming.

Il ritorno del Re dei tornei

Quando Tekken 3 debuttò nel 1998, il mondo dei picchiaduro non fu più lo stesso. Grafica tridimensionale fluida come non si era mai vista, personaggi carismatici, una colonna sonora che pulsava di adrenalina e uno stile di combattimento unico per ciascun lottatore. Oggi, riscoprirlo su console moderne è come ritrovare una vecchia fotografia perfettamente restaurata: l’impatto è ancora lì, potente, e la giocabilità rimane sorprendentemente intatta. Il titolo include oltre venti combattenti, ognuno con il proprio bagaglio tecnico e narrativo. Da Jin Kazama, erede tormentato della famiglia Mishima, all’eleganza letale di Hwoarang e Xiaoyu, fino al carisma brutale di Eddy Gordo e al mistero di Yoshimitsu. Ogni personaggio è una piccola storia di rivalità e redenzione, raccontata a suon di pugni e calci, in un mosaico narrativo che univa dramma e spettacolo come pochi altri giochi sapevano fare.

Gameplay immortale e modalità leggendarie

Il sistema di controllo di Tekken 3 resta uno dei più bilanciati e intuitivi mai concepiti. Bastano pochi minuti per padroneggiare i colpi base, ma servono ore — se non giorni — per imparare a dominare le combo e anticipare le mosse dell’avversario. È quel perfetto equilibrio tra accessibilità e profondità che ha reso il gioco un cult intramontabile.

E poi ci sono le modalità, tante e varie: Arcade, Versus, Team Battle, Time Attack, Survival, Practice, Tekken Force (una curiosa avventura in stile beat ’em up) e perfino Tekken Ball, un mix geniale tra pallavolo e arti marziali che ancora oggi strappa un sorriso nostalgico. Ogni sezione è un frammento di una filosofia di game design che puntava sempre al divertimento puro, senza compromessi.

Nostalgia sì, ma senza trofei

C’è però una piccola ombra nel ritorno di Tekken 3: anche questa versione, come già accaduto con Tekken 2 e Ridge Racer, non include i Trofei PlayStation. Una scelta che farà storcere il naso ai completisti e ai collezionisti digitali, ma che in fondo non scalfisce la bellezza del titolo. Tekken 3 non ha mai avuto bisogno di badge o punteggi: la vera ricompensa era (ed è) la soddisfazione di chiudere un match perfetto, di leggere l’avversario e rispondere con un contrattacco millimetrico.

Sony e Bandai Namco potrebbero comunque decidere di colmare questa mancanza in futuro, magari con un aggiornamento dedicato. Ma per ora, l’esperienza rimane fedele all’originale: pura, diretta, senza filtri.

Gon, il dinosauro che (per fortuna) è sopravvissuto

Tra le curiosità più amate dai fan, c’era il dubbio sul ritorno di Gon, il minuscolo dinosauro arancione nato dal manga di Masashi Tanaka e diventato un’icona del gioco. Le voci di corridoio parlavano di problemi di licenza, ma la notizia è ufficiale: Gon è presente! Rimane un personaggio sbloccabile, e il metodo è lo stesso di un tempo — ottenere un punteggio alto nella modalità Survival e inserire le iniziali “GON” nella classifica. Solo allora il piccolo rettile farà la sua comparsa nel menu principale, pronto a incendiare il ring con il suo alito di fuoco e la sua irresistibile ironia.

Una lezione di game design, ancora oggi

Giocare oggi Tekken 3 su una PS5 è come tornare a una scuola che non invecchia mai. Ogni frame, ogni animazione, ogni mossa racconta l’artigianalità di un’epoca in cui la potenza grafica era limitata, ma il talento creativo non aveva confini. È una testimonianza viva di come il videogioco possa diventare arte attraverso il ritmo, il suono e la fisicità dei movimenti.

E mentre il DualSense vibra al ritmo dei colpi di Jin, sembra quasi di sentire l’eco delle sale giochi di fine millennio, il tintinnio dei gettoni, il brusio degli spettatori che si stringevano intorno allo schermo per vedere chi avrebbe vinto il prossimo round.

Tekken 3: più che un gioco, un mito

Rivederlo oggi nella lineup del PlayStation Plus è più di un semplice gesto di nostalgia: è un atto di riconoscimento verso un titolo che ha formato generazioni di giocatori, influenzato decine di sviluppatori e definito gli standard dei picchiaduro moderni.

Per i nuovi fan è un’occasione per scoprire cosa significhi un combattimento ben costruito. Per chi c’era allora, è un tuffo al cuore.

E chissà, magari questo ritorno servirà da preludio a qualcosa di più grande: un segnale, un tributo, un ponte tra passato e futuro del torneo King of Iron Fist.

Star Wars: il canone inverso. La Nuova Continuity e l’Eredità dell’Universo Espanso

Il canone di Star Wars, ovvero la continuity ufficiale che include tutti i prodotti riconosciuti dalla Lucasfilm, rappresenta il cuore pulsante dell’universo narrativo creato da George Lucas. Questo insieme di opere è l’unico a essere considerato ufficiale e all’interno di esso si trovano tutti i film della saga principale — la trilogia classica, la trilogia prequel e quella sequel — i film spin-off come quelli della serie Star Wars Anthology, e le numerose serie animate, tra cui Star Wars: The Clone Wars, Star Wars Rebels, Star Wars Resistance, e Star Wars: The Bad Batch. A partire dal 25 aprile 2014, data in cui la Disney acquisì Lucasfilm, sono stati inclusi nel canone anche i romanzi, i fumetti e i videogiochi usciti da quella data in poi, mettendo fine a una lunga era in cui l’Universo Espanso, ora noto come Star Wars Legends, faceva parte della continuity.

Questa trasformazione non è stata una semplice mossa editoriale: è il risultato di un processo che ha visto l’evoluzione di Star Wars da fenomeno cinematografico a vero e proprio multiverso narrativo, con prodotti derivati che nel corso degli anni hanno arricchito l’universo creato da Lucas. Negli anni precedenti, infatti, non esisteva un sistema definito per la gestione del canone. I film, i romanzi, i fumetti e perfino i drammi radiofonici venivano creati senza un controllo rigoroso da parte della Lucasfilm. Fu solo con l’arrivo di L’erede dell’Impero di Timothy Zahn nel 1991, un romanzo che segnò la nascita di una nuova era per Star Wars, che la situazione cambiò. Il reparto editoriale della Lucas Licensing decise di stabilire una connessione tra i vari romanzi, creando una trama unificata. Quella che era conosciuta come l’Universo Espanso si fece sempre più vasta, includendo opere di decine di autori sparsi in tutto il mondo.

Lo stesso Lucas ha dichiarato:

«Dopo l’uscita di Guerre stellari divenne apparente che la mia storia — indipendentemente dal numero di film che avrebbe richiesto per essere narrata — era solo una delle migliaia che si sarebbero potute raccontare sui personaggi che popolano la sua galassia. Ma queste erano storie che non ero destinato a narrare. Sarebbero nate invece dalla fantasia di altri scrittori, ispirati dalla visione della galassia che Guerre Stellari offriva. Oggi è un’eredità al tempo stesso sorprendente e inattesa di Guerre stellari, il fatto che così tanti scrittori di talento contribuiscano ad aggiungere nuove storie alla saga.»

Come sottolineato dallo stesso George Lucas, le storie che popolano la galassia di Star Wars sono infinite e non tutte sarebbero state narrate dal creatore originale. Lucas ha dichiarato che dopo l’uscita del primo Star Wars, divenne evidente che la sua storia era solo una delle migliaia possibili, nate dalla fantasia di altri scrittori. Questo ha dato vita a un filone narrativo che ha affascinato milioni di fan in tutto il mondo, e che, purtroppo, è stato in parte annullato dalla Disney a partire dal 2014.

Sue Rostoni, direttore editoriale della Lucas Licensing, ha dichiarato

«Per canone intendiamo una lista autorevole di libri ufficialmente riconosciuti dalla Lucas Licensing Editor e che consideriamo parte della storia di Guerre stellari. Il nostro obiettivo è quello di presentare una storia continua e unificata della galassia di Guerre stellari, non entrando mai in conflitto con le idee del signor Lucas sulla saga.»

Con l’acquisizione di Lucasfilm da parte della Disney, la nuova direzione per Star Wars ha portato alla creazione di una nuova saga cinematografica, iniziata con il settimo episodio (Il risveglio della Forza), ma soprattutto, ha sancito la separazione tra il canone ufficiale e l’Universo Espanso. Questo passaggio è stato annunciato pubblicamente in un post su StarWars.com, in cui si spiegava come gli episodi VII-IX avrebbero preso una strada diversa, non più legata ai racconti dell’Universo Espanso. In questo modo, i creatori dei nuovi contenuti avrebbero potuto godere di maggiore libertà creativa, pur mantenendo un legame con gli elementi più iconici della saga.

Il cambiamento non ha però comportato una cancellazione totale dei prodotti precedenti: sebbene l’Universo Espanso post Ritorno dello Jedi non fosse più considerato parte del canone, molti elementi di queste storie sono stati comunque riutilizzati in nuove opere. Un esempio significativo è l’inclusione dell’Inquisitore e dell’Imperial Security Bureau in Star Wars Rebels, una serie animata che ha pescato a piene mani dal vecchio materiale, dando nuova vita a concetti già esplorati negli anni ’80 nel gioco di ruolo di Star Wars.

Tuttavia, la creazione di un sistema ben definito per il canone non è stata una strada facile. Negli anni ’90, l’introduzione di nuovi media e la crescita dell’Universo Espanso portarono alla necessità di una gestione più precisa della continuità narrativa. Nel 2000, la Lucas Licensing istituì un sistema di classificazione dei prodotti tramite un database chiamato Holocron. Questo database comprendeva cinque livelli di canone, con il G-canon, relativo ai progetti di Lucas stesso (come i film originali e la trilogia prequel), al vertice. Seguivano il T-canon (per le serie TV), il C-canon (per la maggior parte dell’Universo Espanso) e il S-canon, che riguardava storie secondarie e meno coerenti con l’universo di Star Wars. Infine, il N-canon includeva storie alternative o quelle non conformi al resto della continuity, come il famoso The Star Wars Holiday Special.

Con il cambiamento radicale del 2014, la Disney ha messo fine a questa gerarchia, separando ufficialmente i contenuti pre-2014 sotto il marchio Star Wars Legends, ma dando comunque la possibilità ai creatori di accedere a tutto il materiale per trarre ispirazione. La linea di confine tra canone e non canone è quindi diventata più netta, ma non priva di spazio per la nostalgia e l’omaggio ai fan storici della saga.

Canone essnziale

La saga di Star Wars ha generato una delle più vaste e affascinanti collezioni di opere mai create nell’universo della cultura pop. Dai leggendari film alle serie TV, dai fumetti ai libri, l’universo di Star Wars si espande costantemente, creando mondi e storie che continuano a conquistare milioni di fan in tutto il mondo.Il canone cinematografico di Star Wars inizia nel lontano 1977 con il film che ha dato inizio a tutto: Star Wars: Episodio IV – Una nuova speranza. Questa pellicola ha cambiato per sempre il corso del cinema, introducendo personaggi iconici come Luke Skywalker, Leia Organa, Han Solo e Darth Vader. Da lì, sono seguiti i film della trilogia originale, tra cui L’Impero colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983), che hanno consolidato l’eredità di Star Wars come una delle saghe più amate.

Gli anni ’90 e 2000 hanno visto il ritorno di Star Wars sul grande schermo con la trilogia prequel, iniziata con Star Wars: Episodio I – La minaccia fantasma (1999) e seguita da L’attacco dei cloni (2002) e La vendetta dei Sith (2005). Questi film, purtroppo divisi tra lodi e critiche, hanno dato una nuova dimensione alla mitologia di Star Wars, esplorando le origini di Darth Vader e l’ascesa dell’Impero.

Con il passare degli anni, la saga ha preso una nuova direzione, in particolare con la trilogia sequel, iniziata con Star Wars: Il risveglio della Forza (2015), che ha introdotto nuovi personaggi come Rey, Finn e Kylo Ren. Seguono Gli ultimi Jedi (2017) e L’ascesa di Skywalker (2019), che portano a conclusione la saga principale.

Accanto ai film principali, Star Wars ha visto una serie di spin-off, tra cui Rogue One: A Star Wars Story (2016) e Solo: A Star Wars Story (2018), che esplorano storie parallele e personaggi amati come Han Solo e il sacrificio di chi lotta contro l’Impero.

Oltre ai film, le serie TV hanno avuto un ruolo fondamentale nell’espandere ulteriormente l’universo di Star Wars. The Mandalorian (2019 – in corso) è uno dei successi più recenti, ambientato cinque anni dopo gli eventi di Il ritorno dello Jedi. La serie ha avuto un impatto enorme, soprattutto grazie al personaggio di Baby Yoda (Grogu). A seguire, serie come The Book of Boba Fett (2021), che esplora il ritorno di uno dei personaggi più amati della saga, e Obi-Wan Kenobi (2022), che riporta in scena il leggendario Jedi, hanno affascinato i fan con storie inedite e nuovi sviluppi. Anche serie come Andor (2022 – in corso), che esplora le origini di Cassian Andor, uno dei protagonisti di Rogue One, e Ahsoka (2023 – in corso), che segue la storica Jedi Ahsoka Tano, hanno contribuito ad arricchire l’universo narrativo di Star Wars.

Sul fronte delle serie d’animazione, Star Wars: The Clone Wars (2008-2020) è un altro pilastro fondamentale, raccontando gli eventi tra La minaccia fantasma e La vendetta dei Sith, mentre Star Wars Rebels (2014-2018) ha esplorato la nascita della Ribellione tra Episodio III e Episodio IV. Star Wars Resistance (2018-2020) ha invece introdotto nuovi personaggi poco prima degli eventi di Il risveglio della Forza.

Non meno importanti sono le numerose serie di fumetti e romanzi che arricchiscono l’universo di Star Wars, con titoli come Star Wars: Darth Vader – Dark Lord of the Sith di Charles Soule e Doctor Aphra di Kieron Gillen, che esplorano i retroscena di personaggi come il Signore Oscuro e la curiosa dott.ssa Aphra. I fumetti non solo raccontano storie parallele, ma approfondiscono anche alcuni aspetti poco esplorati nei film, dando ai fan l’opportunità di scoprire nuove avventure e nuovi dettagli sulle galassie lontane.I libri, da Una nuova alba di John Jackson Miller a Star Wars: Aftermath di Chuck Wendig, continuano a narrare le storie dei personaggi che hanno fatto la storia della saga, offrendo nuove prospettive su eventi e personaggi che vanno oltre le pellicole.

Il canone di Guerre stellari rappresenta oggi una delle più grandi narrazioni transmediali mai concepite. Non solo una serie di film, ma un universo che si estende attraverso libri, fumetti, videogiochi e serie TV, che ha saputo unire e coinvolgere diverse generazioni di appassionati. La decisione di Disney di riorganizzare il canone è stata una mossa coraggiosa, ma necessaria per garantire un futuro creativo alla saga. Allo stesso tempo, la divisione tra il nuovo canone e Star Wars Legends permette di preservare l’eredità del passato, offrendo una ricca biblioteca di storie che continueranno a vivere nel cuore dei fan.

Spade Laser: Tutto Quello che un Vero Fan di Star Wars Deve Sapere

Quando si parla di spade laser, gli occhi di ogni fan di Star Wars iniziano a brillare come quelli di un giovane Padawan alla sua prima lezione. Queste armi leggendarie non sono solo un simbolo di potere e nobiltà, ma rappresentano il cuore pulsante dell’intero universo creato da George Lucas. Impossibile non restarne affascinati: le spade laser non sono semplici armi, sono estensioni della volontà, della mente e, soprattutto, della Forza.

La loro fama nasce soprattutto dall’essere le armi iconiche dei Cavalieri Jedi, quei mistici guardiani della pace galattica, ma anche dei loro oscuri contrapposti, i Sith, maestri del Lato Oscuro. Parliamo di lame di pura energia capaci di tagliare quasi ogni materiale conosciuto, un concentrato di tecnologia e spiritualità. È interessante notare che, a differenza delle armi tradizionali, una spada laser non ha praticamente peso nella lama: solo l’elsa ha massa tangibile, il che significa che brandirla richiede una concentrazione e una padronanza sovrumana. Senza addestramento adeguato, è facile trasformarsi in un pericolo ambulante, pronto a ferire sé stesso o chiunque si trovi nel raggio di un maldestro fendente. Non è un caso, quindi, che queste armi siano appannaggio quasi esclusivo dei Jedi o dei Sith, per i quali rappresentano molto più di un semplice strumento di guerra.

Ma entriamo nel vivo di ciò che rende una spada laser così irresistibile agli occhi dei fan. I colori, per cominciare. Nei film della saga, vediamo spade verdi come quella di Qui-Gon Jinn e Yoda, blu come quella di Obi-Wan Kenobi, Anakin Skywalker e il giovane Luke, e la famosissima lama viola di Mace Windu, unica nel suo genere, scelta per sottolineare la sua posizione particolare all’interno dell’Ordine. I Sith, invece, prediligono lame rosse, alimentate da cristalli sintetici carichi di odio e corruzione. E poi c’è la mitica Darksaber, la spada laser nera brandita da Pre Vizsla in The Clone Wars, che si distingue non solo per il colore, ma anche per la forma, più simile a una katana che a una classica lama Jedi. Ogni spada racconta una storia, riflette la personalità e il percorso del suo possessore, un po’ come una bacchetta magica per un mago di Harry Potter, ma con molto più stile.

Dietro la magia delle lame colorate ci sono i cristalli kyber, preziosi minerali che i giovani Jedi andavano a cercare sul pianeta Ilum, un vero rito di passaggio. Questi cristalli, in sintonia con la Forza, determinano non solo il colore della lama, ma anche l’efficacia della spada. I Sith, non potendo contare su tali legami puri, ricorrevano a cristalli sintetici, caricati di energia negativa, da cui il rosso acceso e minaccioso delle loro armi. Durante le Guerre dei Cloni, apparvero anche varianti interessanti: le short lightsaber, ideali per chi combatte a due armi o per Jedi di piccola taglia come Yoda, e le famigerate spade a doppia lama, rese celebri da Darth Maul, che trasformavano un combattimento in un incredibile spettacolo coreografico, sebbene sacrificassero precisione in favore di potenza e velocità.

Non meno affascinanti sono le varianti più rare e sofisticate, come le linksaber di Asajj Ventress, due lame collegate da un cavo resistente che permettevano mosse imprevedibili, o le spade a doppia fase, capaci di regolare la lunghezza della lama, come quella di Darth Vader. È un dettaglio che spesso sfugge agli spettatori occasionali, ma per noi nerd è oro puro: immaginate avere una spada che si adatta al combattimento in corso, un’arma in continua trasformazione, pronta a stupire avversari e alleati.

Oltre all’uso tradizionale, le spade laser hanno mille altre applicazioni. Sono armi corpo a corpo micidiali, ma possono essere lanciate grazie alla Forza, richiamate con un semplice gesto della mano, usate per deviare colpi di blaster o perfino i micidiali fulmini Sith. Non è tutto: possono aprire varchi, fondere porte blindate, aiutare in riparazioni elettroniche di emergenza, e — come ci ha insegnato Han Solo in una delle scene più iconiche di L’Impero colpisce ancora — salvarti la vita infilzando un tauntaun per usarlo come sacco a pelo termico. C’è persino una versione vista in Star Wars Rebels che permette brevi planate grazie a delle eliche incorporate: assurdo? Forse, ma decisamente spettacolare.

Il combattimento con la spada laser non è improvvisazione, ma arte raffinata. Esistono sette stili principali, ciascuno con i suoi punti di forza e debolezza, e molti Jedi e Sith finiscono per sviluppare uno stile personale, spesso impugnando la spada in modi non ortodossi, come Ahsoka Tano con le sue lame rovesciate. E non dimentichiamo i duelli con due spade, sfoggiati da Anakin o Ahsoka stessa: una danza letale fatta di fendenti accecanti e rapide schivate, che premia l’agilità più che la forza bruta. Ogni combattente, ci raccontano i film e le serie, è spinto a trovare la sua forma, il proprio equilibrio tra mente, corpo e Forza, rendendo ogni scontro un intreccio unico di tecnica e carattere.

E poi ci sono le eccezioni, quelle chicche che mandano in visibilio noi fan più accaniti. Come la corazza dello Zillo Beast, resistente persino alle spade laser, o il cortosis, minerale raro capace di spegnerne temporaneamente la lama. Sono dettagli come questi che arricchiscono l’universo di Star Wars, dandogli spessore e coerenza, facendoci sentire parte di un mondo vivo, complesso, e profondamente nerd.

Insomma, le spade laser non sono solo armi: sono leggenda, tradizione, tecnica, ma anche simboli universali di lotta interiore, di equilibrio tra luce e oscurità. Sono la materializzazione fisica del conflitto eterno tra bene e male, ma anche del percorso personale di chi le brandisce. E, diciamocelo, chi non ha mai sognato, almeno una volta, di impugnarne una, sentire il suo ronzio inconfondibile, e affrontare il proprio destino come un vero Jedi o un temibile Signore dei Sith?

E voi? Qual è la vostra spada laser preferita? Verde come quella di Luke, rossa come quella di Darth Vader o magari l’elegantissima lama viola di Mace Windu? Scriveteci nei commenti o condividete questo articolo sui vostri social per far sapere al mondo da che lato della Forza state! Che la Forza sia con voi, sempre!

Il Codice Jedi

Una delle prime cose che un Jedi deve imparare è il Codice Jedi; questa filosofia è alla base della padronanza dell’uso della Forza.Il Jedi deve seguire attentamente i precetti del Lato Chiaro della Forza al fine di mantenersi in armonia con se stesso e con l’universo che lo circonda. Il Lato Chiaro è creato e mantenuto dalla vita. Il Jedi agisce per salvaguardare la vita. Uccidere è sbagliato. Talvolta è necessario uccidere. Il Jedi potrebbe farlo per difendere se stesso o gli altri, specialmente i deboli e i buoni. Se il suo atto è finalizzato alla salvaguardia della vita. il Jedi può uccidere. Comunque sia, il Jedi non deve mai dimenticare che uccidere è sempre intrinsecamente sbagliato. Malgrado un Jedi possa compiere un male a fine di ottenere un bene più grande, uccidere rimane sempre un atto malvagio. La morte è una macchia che rimarrà nel suo animo.

Il Jedi non agisce per ottenere potere o ricchezza personale; egli cerca saggezza e illuminazione, pace ed armonia. Vuole sconfiggere coloro che vorrebbero cancellare questi valori, come anche coloro che vorrebbero infliggere morte, tirannia, ignoranza agli altri. Un Jedi non deve mai agire guidato dall’odio, dalla rabbia, dalla paura, o dalla violenza ; deve agire quando è calmo e in pace con la Forza. Agire accecati dalla rabbia significa rischiare la tentazione del Lato Oscuro. Nella vita, i Jedi cercano sempre soluzioni non violente ai problemi, ma non sempre le trovano. Talvolta uccidere è addirittura la risposta migliore; anche se non significa che un Jedi non possa cercare un’alternativa.

Non c’è emozione; c’è pace.

 Non c’è ignoranza; c’è saggezza.

 Non c’è inquietudine; c’è serenità.

 Non c’è morte; c’è la Forza.

La natura della Forza

Malgrado sia difficile definire la Forza da non esserci molta concordanza di idee su cosa essa sia in verità, la Forza è una parte essenziale della natura, come lo è energia o la materia. Non è dato sapere se la Forza sia sempre esistita, se sia stata una conseguenza dell’evoluzione della vita intelligente o se non ne sia stata invece la causa. Per i Jedi, comunque, non fa alcuna differenza, perchè la Forza esiste, e questo e tutto ciò che conta.

La natura della forza è per molti un mistero, non essendo possibile comprenderla secondo le normali leggi fisiche dell’universo. I principi applicati alla tecnologia sono prevedibili e controllabili, la Forza, invece, non controlla nè è controllabile: è una parte della vita stessa; domandare se possa controllare o essere controllata è come chiedere se sia una persona a controllare le cellule che lo costituiscono o se siano queste ultime a controllare lui. Come tutte le forze della natura, anche la Forza ha un aspetto positivo ed uno negativo: il Lato Chiaro e il Lato oscuro.

  • Il Lato chiaro insegna pace ed armonia. é il lato costruttivo della Forza, che dà origine all’amore, alla comprensione e alla conoscenza. Coloro che sono in pace con se stessi possono imparare ad utilizzare i sorprendenti poteri della Forza.

  • Il Lato Oscuro è il contrario di quello Chiaro. Molti giovani apprendisti credono erroneamente, che il Lato Oscuro sia più forte di quello Chiaro, mentre, in effetti, è solo più rapido, più facile, più seducente. Il Lato Oscuro scaturisce dagli impulsi negativi e distruttivi di tutti gli esseri viventi, come rabbia, paura e odio. La morte e la guerra sono le conseguenze a cui porta il lato oscuro, che seduce in modo pericolo tutti quelli che non riescono a tenere sotto controllo i propri sentimenti e le proprie emozioni. Coloro che passano al lato Oscuro delle Forza vedono aumentare in modo vertiginoso le proprie facoltà … all’inizio. Con il passare del tempo, scoprono che il Lato Oscuro non viene più in loro aiuto così prontamente, anzi pretende da loro sempre di più.

Chi è sensibile alla Forza, impara presto che non c’è una via di mezzo fra i due aspetti di questo potere. Per quasi tutti quelli che ignorano la Forza, la lotta tra bene e male non è altrettanto grave ed impellente. Per quelli che sono in sintonia con essa, la lotte del bene contro il male e della vita contro la morte è di estrema importanza: è una lotta dinanzi alla quale non si può rimanere neutrali.

Manipolando la Forza si possono avere diversi effetti, visibili o no, che interessano generalmente tutta la materia. I poteri in genere vengono divisi in diverse categorie, in base alla loro appartenenza al Lato Chiaro o al Lato Oscuro. I poteri Neutrali vengono anche chiamati Poteri del Nucleo nel Nuovo Ordine Jedi di Luke Skywalker. Inoltre, si crede che molti Utilizzatori della Forza abbiano sviluppato la capacità di far uso della Forza a proprio piacimento e, dunque, di adoperare potere consoni solo a loro. Tali, sono ad esempio quelli dei Jedi Grigi o dei Jedi Oscuri.

Generalmente la maggior parte dei poteri provengono dall’universo espanso, comprendendo i romanzi e i videogiochi Star Wars: Knights of the Old Republic, Star Wars: Knights of the Old Republic II: The Sith Lords, Star Wars: Il Potere della Forza, Star Wars: Il potere della Forza II poiché nei film se ne vedono pochi.


 La Forza ha molti nomi

Anche coloro che non credono nella forza possono inconsciamente manipolarla o essere manipolati da essa. Sebbene non siano veramente sensibili al flusso della Forza, possono tuttavia appellarsi ad essa senza rendersene conto. Queste persone sembrano avere un’abilità straordinaria nel conseguire i propri obbiettivi, sia che le loro intenzioni siano buone o cattive. Gli scettici la chiamano fortuna; i non credenti possono chiamarla destino o fato. Ma questa è la Forza. Per quelli che imparano a controllare la Forza, il cammino più comune da seguire è quello del Jedi. I discepoli della Forza possono imparare molte abilità sorprendenti, come rallentare o addirittura fermare le loro funzioni vitali, comunicare con altre persone distanti milioni di chilometri, percepire un pericolo, o perfino muovere oggetti soltanto con la forza del pensiero! Oltre ai Cavalieri Jedi, altri hanno imparato il modo di appellarsi alla forza, chiamandolo spesso con nomi diversi: magia, sciamanismo, religione, contemplazione, culto degli avi e in un milione di altri modi; ma qualunque sia il metodo, resta il fatto che riescono ad evocare questa energia mistica e a cambiare in qualche modo la realtà che li circonda.

La Forza e la Tyia

La Tyia è un nome alternativo per conoscere la Forza. La Tyia insegna che l’introspezione individuale è il modo per imparare la vera via dell’Universo. Agli studenti vieni insegnato a controllare la propria Tyia mediante la meditazione e i rituali.

Il Potentium

Il Potentium è una visione della Forza considerata come eretica dai Jedi della Vecchia Repubblica, sostenente che la Forza ha un piano superiore, generalmente per il bene, e che non ha né Lato Chiaro né Lato Oscuro. Luke Skywalker afferma che “La Forza non scorre da noi, ma attraverso di noi”, che suggerisce il fatto che è la Forza a creare vita e non il contrario. Il Padawan Jolee Bindo vedeva “Tutto grigio” e lasciò l’Ordine, rifiutando di diventare uno Jedi e lasciandosi guidare dalle emozioni. Questa visione guadagna grande approvazione sotto la Nuova Repubblica, grazie anche alla influenza di Vergere, una Jedi sopravvissuta alla Grande Purga Jedi.

Rakata

I Rakata una volta elevati dai Kwa furono i primi ad usare estensivamente il lato Oscuro data la loro natura crudele e bellicosa,immergendosi nel suo potere diventarono potenti guerrieri senza pietà lasciando in tutti i posti in cui erano stati un luogo forte nel Lato Oscuro dove il lato chiaro venne “spurgato” ,come le rovine di Dantooine che durarono anche ben oltre la loro scomparsa che vennero visitato dai sith molti anni dopo prendendone forza la loro tecnologia era proprio basata sul lato oscuro, e armi come la spada della Forza.ossia un prototipo più potente della spada laser alimentato dal potere oscuro del portatore. Nel 25.000 BBY i primi Jedi facevano un uso che non differenziava in due lati la Forza, uno chiaro e uno scuro, ora tali capacità non esistono più.

Jedismo, la religione della Forza

Quando la passione diventa religione! Vi presentiamo il Jedismo è una forma di nonteismo nata tra i fan di Star Wars che riprende le regole, la mitologia e i riti dei cavalieri Jedi creati da George Lucas. Proprio per questo il Jedismo si basa sostanzialmente sullo studio e l’uso della Forza, l’energia mistica “.. che dà al Jedi la possanza. È un campo energetico creato da tutte le cose viventi. Ci circonda, ci penetra, mantiene unita tutta la galassia…“. Il leader di questo movimento pare essere Silmerion Skywalker, sedicente maestro Jedi e fondatore di questa nuova religione.

Lucas stesso si è dichiarato più volte estraneo a queste “rivisitazioni” della sua creatività e, dal’altra parte (fortunatamente per lui) non è considerato dai praticanti del Jedismo una specie di profeta. Alcuni maestri di questo movimento non escludono la possibilità che il buon George si sia ispirato grazie all’intervento di esseri superiori, forse alieni. Molto più praticamente questa religione parte dall’idea della Forza Starwarsiana considerandola trasversale a tutte le culture esistenti rappresentando una moralità innata all’essere umano e base per una filosofia applicabile alla vita di tutti i giorni. Il Jedismo si propone dunque come una sorta di “linea di confine” che lega le diverse religioni esistenti portando con se un linguaggio universale che travalica il concetto di “essere/i divini”.

Non c’è emozione; c’è pace.

Non c’è ignoranza; c’è conoscenza.

Non c’è inquietudine; c’è serenità.

Non c’è morte; c’è la Forza.

Questi Jedi hanno un’organizzazione piuttosto complicata e si basa, sostanzialmente, in gruppi “divisi” dalle diverse “religioni di provenienza” dei vari adepti (tanto da formare veri e propri “Ordini”) come ad esempio l’Ordine Cristiano di Cavalieri Jedi. I diversi Ordini sono organizzati in maniera piuttosto differente ma tutti hanno una sorta di iniziazione e una classificazione in “livelli di conoscenza”: iniziati, studenti, Padawan, Cavalieri e Master. Ciò che li accomuna sono la meditazione e le arti marziali.Per il “passaggio di livello”, ogni Ordine si comporta in modo un po’ diverso. Alcuni svolgono veri e propri esami fatti di questionari, temi o tesine, altri utilizzano pratiche più “new-age” di resistenza agli elementi e alle condizioni fisiche (un ottimo modo per dimagrire!).

Una volta diventati Cavalieri Jedi, l’obiettivo è quello di mettere costantemente alla prova spirito e corpo, con l’obiettivo di essere i promotori di un’evoluzione dell’umanità verso il pieno utilizzo del proprio potenziale (la classica storia, non vera, dell’utilizzo del 20% delle potenzialità celebrari).

Il maestri dei vari ordini sono davvero attivi in conferenze e workshop in giro per il Regno Unito in cui promuovono momenti di meditazione collettiva e scambi di “trucchi” marziali: meditazione che ogni master riesce a svolgere anche a distanza tramite la telepatia creando un legame costante con ogni padawan.

“Rabbia, paura, violenza: sono loro il Lato Oscuro! Veloci ti raggiungono quando combatti! Se anche una sola volta la strada buia tu prendi, per sempre essa dominerà il tuo destino!” infatti esistono anche ordini che hanno “Abbracciato il lato oscuro della Forza”, pur distanziandosi da essere nominati Sith. Essi esplorano soprattutto l’energia distruttiva, della violenza e della rabbia, al fine di controllarla.

Citando il Maestro Yoda:La grandezza non conta; guarda me: giudichi forse me dalla grandezza? Non dovresti farlo infatti, perché mio alleato è la Forza, ed un potente alleato essa è!” parliamo ora di quanto sono “grandi” e diffusi questi ordini Jedi su questo pianeta!

In Inghilterra e Galles 390.127 persone definirono la loro religione “Jedi” in un censimento del 2001, superando il Sikhismo, l’Ebraismo e il Buddhismo, e arrivando a portare questo credo al quarto posto in tutto il paese. In quello stesso censimento il 2,6% della popolazione di Brighton si definì Jedi. Nel giugno 2005, Jamie Reed, neo eletto membro laburista del Parlamento per Copeland in Cumbria, dichiarò di essere il primo membro Jedi del Parlamento durante il suo primo discorso. La dichiarazione, arrivata nell’ambito di un dibattito in corso in merito alla legge sull’istigazione dell’odio religioso, è stata confermata dall’ufficio di Reed come uno scherzo, e non una seria dichiarazione di fede. Nell’aprile 2006, Edward Leigh, il membro del Parlamento conservatore per Gainsborough, ha chiesto se gli sarebbe stato permesso di istituire una scuola di fede per cavalieri Jedi durante un dibattito nella Commmissione per Istruzione e Ispezioni. Nel 2011 il numero di Jedi scese a 176.632, collocandosi al settimo posto, superato da Ebraismo e il Buddhismo, ma ancora superiore ad altre religioni alternative o finte.

In Australia più di 70.000 persone (lo 0,37% della popolazione) si sono dichiarate Jedi. L’Australian Bureau of Statistic (ABS) è stato addirittura costretto a emettere un comunicato stampa ufficiale per rispondere alla pressione e alle domande dei media, annunciando che tutte le risposte in cui si parlava di religione Jedi sarebbero state definite come nulle e denunciando l’impatto incontrollabile conseguente a dichiarazioni fuorvianti, arrivando a alterare documenti ufficiali Tale fenomeno attrasse l’attenzione del sociologo della religione Adam Possamai che nel suo libro Religion and Popular Culture: A Hyper-Real Testament. Gli studi di Possamai collocano la Religione Jedi in una specifica categoria metodologica (le “religioni iperreali”, per l’appunto) e dimostrano come esista comunque in Australia una certa ostilità verso queste nuove religioni.

E in Italia? non ci sono dati ufficiali, ma se anche voi avete abbracciato questa religione, fatecelo sapere nei commenti!

Quello che è certo è che il Jedismo ha sicuramente ottenuto quello molto più interessato e lungimirante degli esperti di marketing, come dimostrano il fiorire di iniziative e centri dedicati ai futuri Cavalieri della Forza.

Alcuni file interessanti per approfondire la strada verso la Forza:

Star Wars Day 2015 a Milano

Domenica 3 maggio, con un giorno d’anticipo, avranno inizio i grandi festeggiamenti dedicati alla saga stellare più amata di tutti i tempi. In tutto il mondo, i fan di Star Wars™ sanno che ogni anno il 4 maggio è una giornata speciale, dedicata alla celebrazione della saga stellare più amata di sempre. Dopo la suggestiva presenza lo scorso anno a Roma di una riproduzione del caccia imperiale Advanced TIE Fighter X1 davanti al Colosseo, l’appuntamento per i fan italiani si rinnova e domenica 3 maggio sarà Milano, la capitale mondiale dell’Expo 2015, a ospitare i festeggiamenti per lo Star Wars Day.
A pochi giorni dalla conclusione dell’evento mondiale Star Wars Celebration, che si è tenuta ad Anaheim dal 16 al 19 aprile, lo Star Wars Day 2015 segna un altro importante momento per celebrare insieme le novità in arrivo. Mancano infatti pochi mesi all’uscita nelle sale dell’attesissimo nuovo capitolo della saga cinematografica Star Wars: Il Risveglio della Forza diretto da J.J. Abrams, scritto da Lawrence Kasdan e dallo stesso Abrams, e prodotto da Kathleen Kennedy, J.J. Abrams e Bryan Burk.
L’evento, che sarà costellato di sorprese a tema, avrà luogo con un giorno d’anticipo rispetto alla data ufficiale per consentire ai numerosissimi fan di celebrare il mito senza tempo della “Galassia lontana lontana…”.
Programma
L’appuntamento per tutti i fan è a Milano, a partire dalle ore 11 presso l’Arena Civica Gianni Brera, trasformata per l’occasione nello Star Wars Village, vero centro nevralgico della giornata, con spazi espositivi ispirati ai vari mondi della saga, stand e tante sorprese.

Dalla storica Arena milanese, i gruppi italiani di costuming Star Wars, la 501st Italica Garrison e la Rebel Legion Italian Base, daranno il via alle celebrazioni con la tradizionale parata: un magnifico spettacolo, che li vedrà quest’anno marciare alla volta del Castello Sforzesco, luogo simbolo della storia della città, per poi culminare nell’ampia e suggestiva cornice di Piazza Duomo, dove i fan potranno incontrare i propri beniamini e scattare foto con loro. Una vera e propria irruzione nel cuore della città che coinvolgerà tutti i fan, i turisti e i semplici curiosi presenti sul posto, che non potranno fare a meno di celebrare la grandezza della saga galattica più amata di tutti i tempi.
Nel pomeriggio, l’Arena Civica Gianni Brera tornerà a essere il centro nevralgico della manifestazione, un’ambientazione straordinaria suddivisa in tre aree tematiche: il Tempio Jedi, Tatooine, pianeta nativo della famiglia Skywalker, e la celebre locanda del primo film della saga. Fiore all’occhiello le riproduzioni fedeli del caccia dei Ribelli X Wing, il Landspeeder di Luke Skywalker e un imponente AT-ST. All’interno dello Star Wars Village i fan potranno muoversi liberamente, cimentarsi nei combattimenti con le spade laser messe a disposizione da Hasbro™ e interagire con Jedi, Sith, giovani padawan, stormtroopers, cloni, piloti ribelli, guardie imperiali, ambasciatori di tutte le galassie, per testimoniare la propria grande passione.Anche LEGO™ parteciperà allo Star Wars Day con un suo spazio interamente dedicato al mito di Star Wars™ e ai suoi leggendari personaggi. Per celebrare in grande stile l’arrivo del nuovo capitolo della saga cinematografica, tutti i visitatori, sono invitati a partecipare presso lo spazio LEGO al building happening del super cattivo della saga: un Darth Vader alto oltre due metri, da costruire utilizzando migliaia di mattoncini, che renderà i visitatori protagonisti di un’esperienza LEGO a tutto tondo.Inoltre, saranno disponibili tanti tavoli per il gioco libero, dove ognuno potrà esprimere tutta la propria creatività e abilità nel costruire sculture di mattoncini che rappresentano i personaggi più celebri del film, come Yoda e R2D2, e farsi fotografare come ricordo di una giornata indimenticabile.

Una giornata memorabile che si chiuderà in grande stile con un un ospite stellare. A partire dalle ore 20, il DJ Alex Neri, del leggendario gruppo dei Planet Funk, regalerà a tutti i presenti 2 ore di musica no-stop, con un DJ set esclusivo.

Tante le sorprese, dunque, che attendono i fan di Star Wars già da domenica 3 maggio, per celebrare la Forza e quella “Galassia Lontana Lontana” che da oltre 35 anni affascina milioni di fan in tutto il mondo.

Star Wars Day – Celebra il potere della Forza! http://youtu.be/XhHLS0tOTFw

Star Wars – Battaglia nell’Arena https://youtu.be/SBM6wYvbaLA

Star Wars http://eventi.disney.it/star-wars-day-2015

Perché il 4 Maggio è lo Star Wars Day?

Sebbene sia immediata l’assonanza tra “May the 4th Be With You” e la frase utilizzata dai cavalieri Jedi “May the Force Be With You”, ovvero “Che la forza sia con te”, pochi sanno che la vera storia alla base di questo gioco di parole risale al 1979, quando Margaret Thatcher vinse le elezioni diventando la prima donna premier della Gran Bretagna: per celebrare la sua vittoria, il suo partito le dedicò un’intera pagina del quotidiano London Evening News con il messaggio “May the Fourth Be With You, Maggie. Congratulations”.
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Cos’è il Consiglio dei Jedi?

Il Consiglio Jedi è un organismo costituito dai protagonisti della saga Star Wars e rappresenta un’istituzione fondamentale all’interno della mitologia del franchise. Questo consiglio viene presentato nei primi episodi della serie come un gruppo composto dai più saggi e talentuosi rappresentanti della Forza, impegnati a proteggere la pace e la giustizia nella galassia. Il Consiglio Jedi è principalmente composto da cavalleri Jedi – i rappresentanti della forza che hanno scelto di aderire alla vita monastica – e da altri esperti della Forza. Il Consiglio si riunisce regolarmente presso il tempio Jedi e contempla le questioni inerenti la sicurezza della popolazione del sistema galattico, adottando decisioni collettive riguardanti le attività dei Jedi e la scelta di nuovi adepti.

Il Consiglio agisce come organismo di controllo, ma anche come scuola di formazione per i giovani Jedi in cerca di saggezza e di insegnamenti sulle forze della natura e sull’essenza della forza. Così, il Consiglio Jedi è l’autorità suprema in materia di formazione Jedi e di difesa della galassia.

Nonostante la sua nobiltà, il Consiglio Jedi ha dimostrato nel corso degli episodi di essere alquanto insensibile alle preoccupazioni delle persone comuni, che spesso si trovano ad essere ostaggio degli interessi degli Jedi, troppo persi a combattere contro le incombenti minacce del Male Nero.

Inoltre, ci sono stati numerosi tentativi falliti di infiltrare il Consiglio Jedi da parte dei nemici, preparati a sabotare le attività degli Jedi, ma anche a corromperne i principi, spingendoli a commettere azioni illegali e meschine.

Il Consiglio Jedi è stato anche il fulcro della tragica storia dello Jedi Anakin Skywalker. Film dopo film, la continua pressione esercitata su Skywalker da parte del Consiglio Jedi, lo ha spinto a cercare il potere per diventare il più grande Jedi di tutti i tempi, e quindi a diventare il temibile Darth Vader. Questa tragica vicenda ha portato alla scomparsa della maggior parte dei Jedi puri, per mano dell’ex-apprendista di Obi Wan Kenobi.

Nella trilogia sequel di Star Wars, il Consiglio Jedi è stato riformato, con l’integrazione di nuovi personaggi, compresi coloro che sono identificati come Sensore della forza. Un’importante innovazione che rappresenta l’intenzione di valorizzare la diversità e la multiculturalità all’interno dell’organismo.

In conclusione, il Consiglio Jedi rappresenta una delle istituzioni più iconiche e rappresentative della saga di Star Wars. Nonostante alcuni suoi errori, la nobiltà dei principi Jedi rappresentati dal Consiglio ha ispirato molti fan del franchise. Proprio per questo motivo, il Consiglio Jedi rimane recente al cuore dei fan della serie e rimane uno dei temi più importanti dell’intera serie cinematografica.

Il messaggio etico e formativo della narrazione di Star Wars

Star Wars è una delle saghe cinematografiche più famose e amate di tutti i tempi, che ha appassionato generazioni di spettatori in tutto il mondo. Oltre ad essere un’opera di fantascienza avvincente e spettacolare, Star Wars è anche una narrazione che trasmette un messaggio etico e formativo, basato su valori universali e su una visione della realtà che integra elementi di diverse filosofie e religioni.

La Forza come principio metafisico e morale

Uno degli elementi chiave della narrazione di Star Wars è la Forza, una misteriosa energia che pervade l’universo e che lega tutte le cose viventi. La Forza è la fonte del potere dei Jedi e dei Sith, i due ordini opposti che si contendono il destino della galassia. I Jedi sono i custodi della pace e della giustizia, che usano la Forza per il bene e per proteggere gli innocenti. I Sith sono i signori del male e dell’odio, che usano la Forza per il dominio e per distruggere i loro nemici.

La Forza ha due aspetti: il lato chiaro e il lato oscuro. Il lato chiaro è armonia, equilibrio, compassione, saggezza, serenità. Il lato oscuro è caos, conflitto, rabbia, paura, odio. I Jedi cercano di seguire il lato chiaro, mentre i Sith si lasciano sedurre dal lato oscuro. La scelta tra i due lati della Forza è una scelta etica, che implica una responsabilità personale e collettiva. Chi sceglie il lato chiaro deve essere disposto a sacrificare i propri interessi egoistici per il bene comune, mentre chi sceglie il lato oscuro deve essere consapevole delle conseguenze nefaste delle proprie azioni.

La Forza è anche un principio formativo, che richiede un percorso di apprendimento e di crescita interiore. Per diventare un Jedi o un Sith, non basta avere il dono della Forza, ma bisogna anche saperla usare con abilità e discernimento. Questo richiede una guida, un maestro, che insegni al discepolo i segreti della Forza e lo aiuti a sviluppare le proprie potenzialità. Il rapporto tra maestro e discepolo è fondamentale nella narrazione di Star Wars, e spesso è fonte di conflitti e di svolte drammatiche. Il discepolo deve imparare a fidarsi del maestro, ma anche a sfidarlo e a superarlo. Il maestro deve imparare a trasmettere il suo sapere, ma anche a lasciar andare il discepolo e a rispettare la sua libertà.

La lotta tra bene e male come conflitto epico e personale

Un altro elemento chiave della narrazione di Star Wars è la lotta tra bene e male, che si manifesta come un conflitto epico tra le forze della Repubblica e quelle dell’Impero, e come un conflitto personale tra i personaggi principali. La lotta tra bene e male è una lotta senza fine, che si ripete in ogni epoca e in ogni luogo, e che coinvolge tutti gli esseri viventi. La lotta tra bene e male è anche una lotta interiore, che si svolge nel cuore di ogni individuo, e che richiede una costante vigilanza e una continua scelta.

La narrazione di Star Wars mostra che il bene e il male non sono categorie assolute e statiche, ma relative e dinamiche. Il bene e il male possono cambiare, a seconda delle circostanze e delle motivazioni. Il bene e il male possono coesistere, a volte in modo armonico, a volte in modo conflittuale. Il bene e il male possono trasformarsi, l’uno nell’altro, a seconda delle decisioni e delle azioni.

La narrazione di Star Wars mostra anche che il bene e il male non sono determinati dal destino, ma dalla volontà. Ogni individuo ha la possibilità di scegliere tra il bene e il male, e di cambiare il proprio destino. Ogni individuo ha la possibilità di redimersi, di pentirsi dei propri errori e di riconciliarsi con gli altri. Ogni individuo ha la possibilità di perdonare, di accettare le differenze e di cooperare per il bene comune.

La diversità come ricchezza e come sfida

Un terzo elemento chiave della narrazione di Star Wars è la diversità, che si manifesta nella varietà di specie, culture, pianeti, stili di vita, che popolano la galassia. La diversità è una ricchezza, che arricchisce la narrazione e stimola la fantasia. La diversità è anche una sfida, che richiede tolleranza, dialogo, rispetto, solidarietà.

La narrazione di Star Wars mostra che la diversità non è un ostacolo, ma un’opportunità. La diversità non impedisce la comunicazione, ma la favorisce. La diversità non genera conflitti, ma li risolve. La diversità non divide, ma unisce.

La narrazione di Star Wars mostra anche che la diversità non è una minaccia, ma una forza. La diversità non indebolisce, ma rafforza. La diversità non isola, ma integra. La diversità non esclude, ma include.

Conclusione

La narrazione di Star Wars è una narrazione che ha un messaggio etico e formativo, che si basa su tre principi fondamentali: la Forza, la lotta tra bene e male, la diversità. Questi principi sono universali e attuali, e possono ispirare e orientare chiunque li voglia seguire. La narrazione di Star Wars è una narrazione che invita a riflettere, a scegliere, a cambiare, a crescere. La narrazione di Star Wars è una narrazione che educa e che emoziona