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La mia senpai è un ragazzo: il manga LGBTQIA+ che ha conquistato il cuore dei lettori

J-POP Manga porta in Italia una delle opere più apprezzate degli ultimi anni, che ha conquistato lettori di tutto il mondo con la sua trama coinvolgente e la capacità di trattare temi profondi con leggerezza e sincerità. “La mia senpai è un ragazzo”, scritto da Pom, non è solo un manga originale, ma anche un’opera che esplora delicatamente le tematiche LGBTQIA+, toccando il cuore di chi ama le storie di crescita personale, accettazione di sé e amore senza pregiudizi.

Vincitore del Next Manga Award nel 2021, “La mia senpai è un ragazzo” non è semplicemente un manga romantico, ma un’opera che si inserisce perfettamente nel filone delle storie che riflettono sulla fluidità di genere e sull’importanza di essere se stessi, sfidando le aspettative sociali. Non solo il manga, ma anche la serie anime “Senpai is an Otokonoko”, disponibile in streaming su Crunchyroll, ha contribuito a far conoscere questa storia a un pubblico ancora più ampio.

Al centro della trama c’è Saki Aoi, una giovane ragazza che si ritrova a fare i conti con un sentimento difficile da spiegare. Saki è affascinata da Makoto Hanaoka, un membro del consiglio studentesco noto per la sua bellezza travolgente. Ma la ragazza teme che i suoi sentimenti non siano ricambiati. Quando finalmente trova il coraggio di dichiararsi, la sua risposta è ben lontana da quella che si aspettava: Makoto è, infatti, un “otokonoko”, un ragazzo travestito da ragazza. Ma anziché allontanarsi, Saki si avvicina ancora di più a lui, accogliendo con cuore aperto la sua identità senza giudicare.

Questa scoperta non fa che rafforzare il legame tra i due, che intraprendono un viaggio emotivo di scoperta e accettazione. La storia esplora temi come l’amore che supera i pregiudizi e il coraggio di affrontare la propria identità, anche quando la società non è pronta ad accoglierla.

Ma il manga non parla solo dell’amore tra Saki e Makoto. La vicenda di Makoto, infatti, è quella di tanti giovani che faticano ad accettarsi in un mondo che ha difficoltà a comprendere le differenze. Makoto ha sempre amato l’abbigliamento femminile, ma ha dovuto nascondere questa sua passione per paura del giudizio altrui, in particolare di sua madre. A scuola, però, riesce finalmente ad indossare ciò che gli piace e a sentirsi libero. Tuttavia, fuori dall’ambiente scolastico, si scontra con le difficoltà del mondo reale e con le aspettative di chi lo circonda.

L’incontro con Aoi rappresenta un punto di svolta per Makoto, che capisce che l’amore non ha pregiudizi e che essere sé stessi è un atto di coraggio. Aoi, infatti, non è sconvolta dalla sua identità di genere, ma al contrario, è ancora più attratta da lui. La sua sincerità e la sua mancanza di pregiudizi aiutano Makoto a superare le barriere che si era costruito, rendendogli possibile un percorso di accettazione.

In questa storia non manca un altro elemento che aggiunge profondità alla trama: il triangolo amoroso che si sviluppa con l’ingresso di Ryuji, il migliore amico di Makoto. Ryuji è da sempre innamorato di lui, e il suo sentimento nei confronti di Aoi è quello della gelosia e della paura di perdere il suo amico. Tuttavia, piuttosto che essere un ostacolo, Ryuji diventa un alleato, imparando ad accettare la relazione di Makoto con Aoi e riconoscendo l’effetto positivo che lei ha sulla vita del suo amico.

Il tratto di Pom è semplice, ma estremamente evocativo. La narrazione si concentra soprattutto sui personaggi e sui loro stati emotivi, mentre gli sfondi sono essenziali, lasciando che la luce giochi un ruolo importante nel sottolineare i momenti chiave della storia. La luce fredda accompagna i momenti di scoperta e riflessione di Makoto, mentre la luce calda evidenzia i momenti di felicità tra i protagonisti, creando un contrasto che amplifica l’intensità emotiva della storia.

“La mia senpai è un ragazzo” non è solo un manga d’amore, ma una riflessione sull’identità, sull’accettazione e sul coraggio di essere vulnerabili. L’edizione italiana, prevista per il 19 febbraio in una splendida versione a colori, è destinata a conquistare anche il pubblico italiano, pronto ad immergersi in una storia che celebra la diversità, l’inclusività e la bellezza di essere se stessi. Una lettura che, senza dubbio, lascerà il segno nel cuore di chi la intraprende.

Roblox bloccato in Russia: il caso che riaccende il dibattito sulla rappresentazione LGBTQ+ nei videogiochi

L’atmosfera che si respira oggi nel mondo del gaming sembra uscita direttamente da una cutscene dal sapore distopico, di quelle dove un governo autoritario parla di “contaminazione morale” mentre sullo sfondo una piattaforma creativa usata da milioni di ragazzi viene spenta con un click. Quando la Russia ha deciso di sferrare il colpo decisivo contro Roblox all’interno dei propri confini, accusando il celebre sandbox di diffondere contenuti estremisti e propaganda LGBT, qualcosa nella discussione globale si è incrinato profondamente. Non siamo di fronte all’ennesima schermaglia nel campo minato della censura digitale, ma a un promemoria brutale di quanto il videogioco, oggi più che mai, sia un terreno identitario, politico e profondamente umano che spaventa chi vorrebbe controllare il pensiero.

Il Roskomnadzor, l’autorità federale russa che vigila con metodi a dir poco discutibili su comunicazioni e contenuti, ha etichettato Roblox come un ambiente pericoloso per lo sviluppo spirituale e morale dei minori. Si tratta di una frase che sembra il titolo di un JRPG ambientato in un futuro repressivo, eppure è una dichiarazione ufficiale che colpisce al cuore la libertà espressiva. Dall’altra parte, la piattaforma ha risposto con la calma chirurgica di chi è abituato a gestire universi infiniti, ribadendo l’impegno sulla sicurezza ma senza rinunciare alla propria visione di luogo dedicato alla creatività. In mezzo a questo scontro tra titani restano loro: i giocatori, quei milioni di ragazzi e ragazze che su Roblox costruiscono città immaginarie e identità che nella vita reale spesso faticano a respirare.

Questa mossa del governo russo è soltanto l’ultimo capitolo di una saga che attraversa decenni di rappresentazione queer nel gaming, un settore dove pixel e politica si intrecciano da molto prima che le grandi major decidessero di prendersi le proprie responsabilità. Se guardiamo i numeri con occhio analitico, ci accorgiamo che il videogioco è diventato paradossalmente un porto più sicuro rispetto ad altri media. Recenti analisi di mercato effettuate su franchise cinematografici leggendari come Harry Potter o il Marvel Cinematic Universe rivelano percentuali di personaggi appartenenti alle minoranze LGBTQ+ davvero esigue, che si attestano mediamente intorno allo 0,1% per il grande schermo. Anche la serialità televisiva, nonostante successi come The Boys o Stranger Things, fatica a superare lo 0,8% di rappresentazione complessiva, mentre i romanzi mainstream si fermano a un timido 1%.

Il gaming invece corre più veloce, con una media dell’1,9% che lo posiziona come il medium più audace e inclusivo del panorama pop moderno. Ogni nerd che si rispetti conserva negli archivi della memoria un’immagine anni Ottanta fatta di sprite e manuali fotocopiati dove compariva Birdo, nota in Italia come Strutzi, descritta come un ragazzo che crede di essere una ragazza. Era il 1988 e Nintendo permetteva che un personaggio transgender entrasse nella storia dei platform, seppur con tutte le ingenuità dell’epoca. Non era una rappresentazione perfetta, ma era un seme destinato a germogliare lentamente, influenzando generazioni di sviluppatori. Lo stesso vale per Ombretta in Paper Mario o per la discussa Poison di Final Fight, figure che hanno alimentato dibattiti infiniti nel fandom e che oggi consideriamo pietre miliari di un percorso di consapevolezza.

Se facciamo un salto temporale verso il decennio 2010-2020, ci accorgiamo che la narrazione queer è passata da semplice easter egg a vero motore narrativo. Pensiamo alla rivoluzione emotiva di Life is Strange, dove il legame tra Max e Chloe invitava il giocatore a vivere un affetto senza giudicarlo, portandoci a quel bivio finale che ancora oggi spacca la community come una katana. Oppure riflettiamo sulla potenza di The Last of Us Part II, dove Ellie e Dina mostrano cosa significa amare in un mondo spezzato, mentre Lev ci racconta la sopravvivenza di chi viene rifiutato dalla propria società. Naughty Dog non ha usato l’identità queer come decorazione, ma come un ingranaggio necessario per far girare una storia di vendetta e umanità.

Oggi il panorama è ricchissimo e non serve una lista per capire quanto siamo andati lontani grazie all’asessualità romantica di Parvati in The Outer Worlds, alla nobiltà ferita di Dorian in Dragon Age o alla libertà esplosiva di Fuse in Apex Legends. Sono volti e battiti che esistono e basta, anche se l’industria resta ancora influenzata da un punto di vista tradizionale e spesso ostile. Il termine “gaymer” è nato proprio per rivendicare uno spazio in cui non dover chiedere scusa, una necessità ancora attuale se consideriamo che molte giocatrici preferiscono nascondere la propria identità per evitare molestie online.

Il paradosso Roblox risiede proprio qui: il blocco imposto non riguarda solo i contenuti, ma la paura della pluralità e della creatività libera. Roblox è una fucina dove l’identità prende forma senza i confini del mondo fisico, un rifugio digitale che per molti rappresenta l’unica vera zona franca. Bloccare l’accesso in nome del benessere spirituale significa ignorare che si cresce meglio quando si ha la possibilità di essere se stessi, specialmente in un’epoca dove i videogiochi sono diventati un linguaggio universale. La rappresentazione LGBTQ+ nel gaming ha fatto passi enormi e nessuna battaglia legislativa potrà fermare un’evoluzione che rende l’esperienza videoludica più profonda per chiunque impugni un controller.

Questo mondo non ha checkpoint finali e la nostra missione come community è continuare a giocare, creare e raccontare storie che non lascino indietro nessuno. La sfida ora si sposta sui server della resistenza creativa, dove ogni pixel aggiunto è una vittoria contro l’oscurantismo. Mi piacerebbe molto sapere da voi quale personaggio o quale specifica avventura ha cambiato il vostro modo di vedere l’inclusività o se c’è un momento di gioco che vi ha fatto sentire finalmente rappresentati.

Vi andrebbe di raccontarmi qual è stata la vostra esperienza più significativa con la rappresentazione della diversità nel mondo del gaming?

Il Toscana Pride presenta il Cosplay Contest del 28 agosto 2024

Il Toscana Pride 2024 si terrà il 7 settembre a Lucca, con il motto “Indomitə e Fierə”, riflettendo la determinazione e l’orgoglio della comunità LGBTQIA+ toscana. La manifestazione di quest’anno, organizzata in una città con una forte tradizione antifascista e pacifista, si concentra sulla denuncia delle politiche del Governo Meloni, accusato di usare i diritti delle donne e delle persone LGBTQIA+ come strumento di scontro ideologico. La scelta di Lucca non è casuale: il simbolo della pantera lucchese, storicamente indomabile, è stato adattato per rappresentare la comunità queer, che resiste alle norme imposte e non accetta compromessi. Il Pride sarà intersezionale, includendo le voci di tutte le persone emarginate, e prenderà una posizione chiara contro l’odio religioso e il conflitto in Gaza.

In preparazione alla parata, il 28 agosto ci sarà una gara cosplay presso l’Antico Caffè Delle Mura di Lucca, un evento che celebra la libertà e la creatività, valori fondamentali del Pride. La comunità è invitata a unirsi e sostenere le rivendicazioni di uguaglianza e diritti, in un momento in cui l’unità è più importante che mai. . La serata inizierà con un apericena alle 19:30 e continuerà con la competizione alle 21:00, aperta a chiunque voglia partecipare iscrivendosi tramite WhatsApp  al 3470393695! Per info: facebook.com/events/531565485887569.

“Queer”: un termine fluido per una generazione fluida

Oggi parliamo di un termine che sentiamo sempre più spesso: “queer”. Ma cosa significa davvero? Qual è la sua storia? E perché è così importante per la comunità LGBTQIA+?

Le origini di “queer”

La parola “queer” ha una lunga storia, che risale al XVI secolo. In origine, era usata come termine offensivo per indicare qualcuno di “strano” o “bizzarro”. Nel corso del XX secolo, però, il termine è stato rivendicato dalla comunità LGBTQIA+ come un modo per autoidentificarsi e celebrare la propria diversità.

Un significato in continua evoluzione

Oggi, “queer” è un termine fluido e inclusivo che può assumere diverse sfumature. Può essere usato per:

  • Riferirsi a qualsiasi persona che non si identifica come eterosessuale o cisgender.
  • Descrivere una persona che non si conforma alle norme di genere o sessualità tradizionali.
  • Indicare un’identità di genere o sessuale che non è ancora definita o che è in continua evoluzione.

Perché “queer” è importante?

Il termine “queer” è importante per diverse ragioni:

  • È un termine inclusivo che abbraccia la diversità all’interno della comunità LGBTQIA+.
  • Sfida le etichette e le categorie fisse di genere e sessualità.
  • Promuove l’accettazione di sé e la libertà di essere chi si è.

Un termine per una generazione fluida

In un mondo sempre più fluido e aperto, “queer” è un termine che rappresenta perfettamente la generazione di oggi. Una generazione che non ha paura di essere sé stessa e che sfida le convenzioni.

Quindi, la prossima volta che sentite la parola “queer”, non pensate a un insulto. Pensate a un termine di orgoglio, di inclusione e di libertà.

Saint Seiya: una saga che sfida i confini del genere

Saint Seiya, conosciuto in Italia come I Cavalieri dello Zodiaco, è una saga di anime e manga creata nel 1986 da Masami Kurumada, esordita con il manga Saint Seiya – I Cavalieri dello zodiaco di 28 volumi, a cui sono seguiti un primo adattamento animato per la TV, I Cavalieri dello zodiaco, di 114 episodi, prodotto da Toei Animation fra il 1986 e il 1989, quattro film d’animazione per il cinema, una serie di OAV, diversi sequel manga e numerose serie spin-off. La storia narra le avventure di un gruppo di guerrieri chiamati Cavalieri (o Saint), che indossano armature ispirate alle costellazioni dello zodiaco e combattono per proteggere la dea Atena dalle forze del male. La saga si divide in varie saghe, ambientate in diversi luoghi e tempi, che vedono i Cavalieri affrontare nemici sempre più potenti e pericolosi, come i Cavalieri di Asgard, i Generali di Nettuno, gli Specter di Ade e i divini Thanatos e Hypnos.

Tra i numerosi personaggi che popolano la saga, alcuni si distinguono per la loro ambiguità o fluidità di genere, sfidando gli stereotipi e le aspettative della società. Se fossero stati creati negli ultimi anni, questi personaggi potrebbero essere considerati LGBTQIA+, ovvero persone che non si identificano esclusivamente come eterosessuali o cisgender, ma che esprimono il loro orientamento sessuale e il loro genere in modi diversi e personali. Ecco alcuni esempi che, ripetiamo, possono essere descritti in questa luce grazie alla consapevolezza odierna su queste tematiche ma che sono stati pensati da Kurumada in un periodo ben diverso, quasi sfidando gli stereotipi classici dell’animazione nipponica anni ’80.

Shun di Andromeda

Shun di Andromeda è uno dei personaggi principali e più amati di Saint Seiya. È il Cavaliere di Bronzo di Andromeda, il fratello minore di Ikki, il Cavaliere di Fenice, ed è dotato di una grande sensibilità e gentilezza. Il suo aspetto fisico è delicato e androgino, con lunghi capelli verdi e occhi chiari. La sua armatura è di colore rosa e la sua arma principale sono le catene di Andromeda, che usa sia per attaccare che per difendersi. Shun è spesso oggetto di scherno e discriminazione da parte degli altri Cavalieri, che lo ritengono debole e femminile. Tuttavia, Shun dimostra di avere una grande forza d’animo e di essere capace di combattere con coraggio e determinazione quando necessario. Shun rappresenta un modello di mascolinità alternativa, che non si basa sulla violenza e sull’aggressività, ma sulla compassione e sull’empatia.

Shun è anche il personaggio che ha la relazione più profonda e intensa con il suo fratello Ikki, che lo ha cresciuto e protetto da bambino, e che lo ama più di ogni altra cosa. Il loro legame fraterno è talmente forte che sfiora l’incesto, come suggeriscono alcune scene iconiche e dialoghi tra i due.

Shun è anche il personaggio che ha la relazione più ambigua e misteriosa con il suo nemico Hades, il dio degli inferi. Infatti, Shun è il prescelto per ospitare lo spirito di Hades, che si reincarna nel suo corpo ogni duecento anni per scatenare la guerra santa contro Atena. Shun e Hades hanno una connessione speciale, che va oltre il semplice possesso. Hades sembra provare una sorta di affascinamento o attrazione per Shun, che lo porta a risparmiarlo più volte e a cercare di convincerlo a unirsi a lui. Shun, dal canto suo, prova una profonda angoscia e sofferenza per essere il veicolo di Hades, ma anche una certa curiosità e compassione per il dio solitario e triste. La loro relazione è una delle più complesse e drammatiche della saga, e può essere vista come una metafora di una lotta interiore tra il bene e il male, ma anche come una possibile storia d’amore tra due esseri opposti e complementari.

Aphrodite dei Pesci

Aphrodite dei Pesci è il Cavaliere d’Oro dei Pesci, il più bello tra i Cavalieri d’Oro, con un viso angelico e una chioma turchina. La sua armatura è decorata con fiori e pesci, e le sue tecniche di combattimento si basano sull’uso di rose velenose o esplosive. Aphrodite è un personaggio ambiguo e controverso, che si schiera con il Grande Sacerdote e i suoi piani malvagi, ma che nutre anche un profondo rispetto per Atena e i suoi ideali. Aphrodite sfida i canoni di bellezza e di genere, mostrando che l’aspetto esteriore non è sempre indice della personalità o dell’orientamento di una persona.

Hilda di Polaris

Hilda di Polaris è la sacerdotessa di Odino e la protettrice di Asgard, il regno dei guerrieri nordici. Hilda è una donna forte e carismatica, che governa Asgard con saggezza e giustizia. La sua armatura è composta da una corazza dorata e da un elmo con due iconiche ali, che le conferiscono un aspetto imponente e maestoso. Hilda è una guerriera valorosa, che combatte con una spada e con il potere del cosmo. Hilda è anche una vittima, in quanto viene posseduta da un anello malefico che le altera la mente e la spinge a dichiarare guerra ad Atena e ai suoi Cavalieri. Hilda è un personaggio che unisce i tratti tipici del genere femminile, come la bellezza e la dolcezza, a quelli tipici del genere maschile, come la forza e il coraggio.

Perché questi personaggi erano così inediti per quel periodo storico

Questi personaggi erano così inediti per quel periodo storico perché sfidavano i cliché e gli stereotipi del manga e dell’anime degli anni ’80, che spesso erano dominati dal machismo e dal sessismo. Il machismo è un’ideologia che esalta la virilità e la superiorità dell’uomo sulla donna, e che si manifesta in atteggiamenti di violenza, aggressività, dominio e controllo. Il sessismo è una forma di discriminazione basata sul genere, che si esprime in pregiudizi, stereotipi e disparità di trattamento tra uomini e donne.

Nel manga e nell’anime degli anni ’80, il machismo e il sessismo erano spesso presenti in vari modi, come ad esempio:

  • La rappresentazione dei protagonisti maschili come eroi forti, coraggiosi, combattivi e spesso violenti, che usavano la forza fisica o le armi per risolvere i conflitti e proteggere le donne.
  • La rappresentazione delle protagoniste femminili come eroine belle, dolci, passive e spesso in pericolo, che avevano bisogno dell’aiuto o della salvezza degli uomini, e che si occupavano principalmente dell’amore o della famiglia.
  • La presenza di scene di fanservice, ovvero di immagini o situazioni che mostravano le donne in modo sessualizzato, con abiti succinti, pose provocanti o sottoposte a molestie o violenze.
  • La scarsa presenza o la marginalizzazione di personaggi che non si conformavano ai ruoli di genere tradizionali, che venivano ridicolizzate e caricaturizzate divenendo spesso i cattivi delle serie.

I personaggi che oggi potremo definire “liquidi” di Saint Seiya, invece, erano inediti perché proponevano una rappresentazione diversa e originale del genere, che andava oltre le categorie binarie e fisse, e che invitava a riflettere sulla complessità e sulla diversità dell’essere umano. Questi personaggi esprimevano il loro genere in modi diversi e personali, combinando tratti tipicamente maschili e femminili, o sfuggendo a una definizione univoca. Questi personaggi mostravano anche che l’aspetto esteriore non era sempre indice della personalità o dell’orientamento di una persona, e che la forza o la debolezza non dipendevano dal genere, ma dal carattere e dalle circostanze. Questi personaggi, infine, offrivano un modello di identificazione e di empatia per le persone che si sentivano diverse o escluse dalla società, e che cercavano di affermare la loro individualità e la loro libertà.

L’importanza e l’impatto di questi personaggi

Questi personaggi hanno avuto un’importanza e un impatto notevoli sia nella storia di Saint Seiya che nel panorama del manga e dell’anime in generale. Nella storia di Saint Seiya, questi personaggi hanno contribuito a rendere la trama più ricca e variegata, introducendo temi e conflitti profondi e drammatici, come il rapporto tra fratelli, la lotta tra il bene e il male, il destino e la libertà, l’amore e il sacrificio. Questi personaggi hanno anche influenzato lo sviluppo e la crescita degli altri personaggi, sia come alleati che come nemici, creando delle relazioni dinamiche e significative. Questi personaggi hanno anche dimostrato il loro valore e il loro coraggio, combattendo per le loro cause e per le loro convinzioni, e sacrificandosi per salvare il mondo o le persone che amavano.

Nel panorama del manga e dell’anime, questi personaggi hanno rappresentato una novità e una sfida, rompendo gli schemi e le convenzioni del genere shōnen, che era il genere predominante e più popolare in quel periodo. Questi personaggi hanno aperto la strada a una maggiore diversità e inclusione nel mondo dell’animazione giapponese, offrendo una visibilità e una voce alle persone LGBTQIA+, che spesso erano ignorate o discriminate dalla società. Questi personaggi hanno anche ispirato e influenzato altri autori e opere, che hanno ripreso e approfondito i temi e le caratteristiche dei personaggi di Saint Seiya, creando delle storie originali e innovative.

In conclusione, possiamo affermare che i personaggi di Saint Seiya sono stati dei personaggi rivoluzionari e importanti, che hanno arricchito e innovato la saga di Saint Seiya e il mondo del manga e dell’anime. Questi personaggi hanno offerto una rappresentazione diversa e originale del genere, che va oltre le categorie binarie e fisse, e che invita a riflettere sulla complessità e sulla diversità dell’essere umano. Questi personaggi hanno anche mostrato il loro valore e il loro coraggio, combattendo per le loro cause e per le loro convinzioni, e sacrificandosi per salvare il mondo o le persone che amavano. Questi personaggi, infine, hanno offerto un modello di identificazione e di empatia per le persone che si sentivano diverse o escluse dalla società, e che cercavano di affermare la loro individualità e la loro libertà. Questi personaggi sono dei veri e propri eroi, che meritano il nostro rispetto e la nostra ammirazione.

Il Launch Party di Gamer Girl di Valerie Notari: 23 ottobre 2023

Il prossimo 23 ottobre 2023, nella cornice di Industrie Fluviali a Roma, si terrà un evento imperdibile per tutti gli appassionati di e-sports, cosplay e gaming professionistico: il “Launch Party” di “Gamer Girl“, il nuovissimo romanzo di Valerie Notari, edito da Mondadori. Valerie Notari, in arte Imriel, è una scrittrice transgender e una veterana del cosplay italiano. Nel 2014 ha rappresentato il nostro paese all’EuroCosplay e due anni dopo ha fatto parte del team italiano al World Cosplay Summit di Nagoya. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, Cosplay Girl (Mondadori). Oltre alla scrittura, è appassionata di giochi di ruolo e videogame, soprattutto di League of Legends, che ha ispirato, tra l’altro, la storia raccontata in questo suo secondo romanzo. È molto presente sui social per sensibilizzare su temi a lei cari, in particolare i diritti LGBTQIA+.

Nel suo secondo romanzo, “Gamer Girl“, l’autrice si è ispirata alla sua grande passione per i giochi di ruolo e i videogiochi per raccontare la storia di Giulia, una diciassettenne che all’apparenza sembra timida e fragile, ma viene considerata da molti come la “ragazza strana”. Con il suo aspetto nascosto dietro a felpe oversize, Giulia desidera talvolta solo scomparire e non dover più fare i conti con litigi infiniti tra i suoi genitori, la perdita di complicità con sua sorella o sopportare il bullismo e l’indifferenza dei suoi compagni di scuola. La giovane trova però la sua dimensione in un gaming bar chiamato il “Challenger”, dove può dedicarsi alla sua grande passione: League of Legends. In questo nascondiglio segreto, Giulia scopre di essere un talento incredibile, nonostante sia solo una giocatrice amatoriale. Grazie a questa capacità, un giorno le si presenta l’opportunità di partecipare a un torneo importante, dove attira l’attenzione dello staff di un’importante accademia di gaming. Le viene fatta una proposta a cui nessuno potrebbe dire di no. Questa opportunità potrebbe essere una grande sfida per Giulia, ma forse è giunto il momento di raccogliere il coraggio e affrontare le proprie paure.

Durante il “Launch Party” del 23 ottobre, Valerie Notari avrà l’occasione di intrattenersi in una conversazione con Vladimir Luxuria e Gianluca Falletta, considerato il papà del Cosplay italiano. Insieme, presenteranno questa straordinaria nuova opera che sicuramente farà parlare di sé.

GamerGirl di Valerie Notari

GamerGirl è un romanzo incentrato sulla vicenda personale di Giulia, una ragazza trans di diciassette anni con una passione forsennata per i videogame online. Quando inaspettatamente viene reclutata da un team professionistico di League of Legends, l’impatto col mondo tradizionalmente maschile degli e-sports la costringerà a uscire dal letargo emotivo e sociale in cui era precipitata a causa del bullismo e delle dinamiche tossiche della sua famiglia, ad affrontare i suoi demoni e trovare il proprio posto nel mondo.

“Quando ho iniziato a scrivere la storia di Giulia, non sapevo ancora di essere io stessa una ragazza trans. Anzi, presi la cosa come una sfida, quella di riuscire a raccontare dall’interno il punto di vista di una persona con un’esperienza così diversa dalla mia” – racconta l’autrice Valerie Notari – “Invece, più mi addentravo nella sua mente e nelle sue emozioni, più facevo ricerca per poterle esprimere al meglio, più mi ritrovavo in ciò che leggevo e scrivevo. Tramite lei e grazie alla mia passione per il cosplay e i videogiochi, ho unito i puntini e risolto un enigma lungo una vita intera: quello di chi fossi davvero”.

La stesura stessa del romanzo è stato un percorso difficile e molto doloroso per Valerie Notari: le paure della sua protagonista e le sue si sono fuse a più riprese e solo ritirandosi per un periodo fra le Alpi francesi l’autrice è riuscita a sbrogliare la matassa.

In quelle settimane ho scritto tutta la seconda parte di GamerGirl e preso la decisione di iniziare la transizione medica. League of Legends stesso ha giocato un ruolo fondamentale nel mio percorso, in particolare il personaggio di Caitlyn, che è stato il mio comfort cosplay e mi ha fatto da scudo nei giorni peggiori. Nel romanzo, per Giulia, quel personaggio è diventato Jinx”.

Naturalmente poi libro è cambiato rispetto alla prima bozza scritta di getto tra le lacrime e ansie di un periodo emotivamente molto duro. Sono subentrate la consapevolezza e le esperienze dei primi mesi di transizione di Valerie, che le hanno permesso di raccontare infine la storia che voleva, una storia di speranza e rivincita, di autoaffermazione e forza di reagire.

“Una storia che spero potrà risuonare nel cuore di tutte le persone che, almeno una volta nella vita, si sono sentite sbagliate”.

Valerie Notari, in arte Imriel, è una scrittrice transgender e una veterana del cosplay italiano. Nel 2014 ha rappresentato il nostro paese all’EuroCosplay e due anni dopo ha fatto parte del team italiano al World Cosplay Summit di Nagoya. Nel 2021 ha pubblicato il suo primo romanzo, Cosplay Girl (Mondadori). Oltre alla scrittura, è appassionata di giochi di ruolo e videogame, soprattutto di League of Legends, che ha ispirato, tra l’altro, la storia raccontata in questo suo secondo romanzo. È molto presente sui social per sensibilizzare su temi a lei cari, in particolare i diritti LGBTQIA+. 

Princ3ls. Danza, passione e Cosplay

Princ3ls, conosciuta anche come “Princess Elsie”, è una talentuosa cosplayer la cui passione inizia nel 2016. Il suo nome “princ3ls” deriva dall’insieme di princess (dovuto al suo sentirsi una principessa, nello stile ed atteggiamento, venendo spesso chiamata in tal modo anche da amici e familiari) ed Els, diminutivo del suo nome. Fin da piccola ha sempre amato esprimersi attraverso la danza, difatti è anche una ballerina di danza classica e moderna. Elsie ha unito la sua passione per la danza e per il cosplay iniziando a registrare svariate dance cover interpretando i suoi personaggi preferiti. Ha sempre avuto la passione per quei vestiti e trucchi considerati da chiunque stravaganti, e quando, per puro caso, scoprì l’esistenza del cosplay fu amore a prima vista.

Decise di partecipare alla sua prima fiera, il Fantaexpo di Salerno, arrangiando il suo primissimo cosplay, che fu Kotori Minami da Love Live, semplicemente utilizzando i propri capelli e vestiti trovati nel suo armadio. L’esperienza la travolse e la fece innamorare di quel magico mondo, così inizio a prendere parte ad altre fiere, tra cui il Romics di Roma, ingegnando un secondo cosplay, Shinx da Pokemon, per poi girare tutta l’Italia partecipando al Comicon di Napoli, al Lucca comics & games, al Rimini Comix, alla Festa dell’Unicorno a Vinci, al Torino Comix e così via.

Con gli anni Elsie ha iniziato a migliorare sempre di più i propri cosplay, crescendo anche sui vari social media, in particolare su Instagram e Tiktok dove oggi conta un totale di oltre 80k followers. Viene riconosciuta soprattutto per alcuni personaggi iconici, per chi la segue, come Misa Amane da Death Note o Seraphine da League of Legends. La scelta che la porta ad interpretare determinati personaggi non è casuale anzi, di solito preferisce personaggi nei quali si rivede nei tratti estetici o caratteriali, ad esempio si rivede nello stile gotico di Misa ma allo stesso tempo nel carattere solare da idol di Seraphine, un dualismo che però la identifica anche nella realtà.

Attraverso i social Princ3ls, oltre ad esprimere se stessa, cerca di battersi per i suoi ideali facendo divulgazione di vario tipo, dalle questioni LGBTQIA+ (facendone parte), parlando poi del body positivity, ma anche sull’importanza della prevenzione e promozione della salute e benessere mentale.

L’importante per Elsie è divertirsi nel fare ciò che l’appassiona e la fa star bene, ignorando le critiche e i giudizi che si possono ricevere, spesso dettati dall’ignoranza o dalla paura del ‘’diverso’’, senza mai lasciarsi affliggere. È ciò che consiglia anche a chi vuole iniziare a fare cosplay: non bisogna avere paura del giudizio altrui, quel giudizio che arriverebbe in qualunque caso, qualsiasi cosa si faccia, tanto vale quindi permettere a noi stessi di realizzarci e provare qualsiasi esperienza che possa metterci a nostro agio, e magari anche renderci orgogliosi!

Se volete approfondire il talento di questa bravissima cosplayer vi invitiamo a visitare i suoi profili ufficiali Instagram, Tiktok e Twitch.

Nimona – Un film che sfida le convenzioni tra mostri e cavalieri

Nimona è un film animato che, pur avvalendosi di un’estetica visiva vivace e contemporanea, si distingue per la sua capacità di affrontare tematiche universali attraverso una narrazione ricca di sfumature e contrasti. Diretto da Nick Bruno e Troy Quane, e ispirato al romanzo grafico di ND Stevenson, il film prodotto da Netflix riesce a fondere un mondo medievale con elementi futuristici, creando un’ambientazione visivamente affascinante e narrativamente complessa. Ma ciò che rende Nimona davvero speciale non è tanto la sua fusione di epoche, ma piuttosto il modo in cui esplora i temi di diversità, pregiudizio, e la definizione di “mostro” e “eroe”.

La storia prende vita in un regno che sembra sospeso nel tempo, tra l’antico e il moderno, dove il Institute for Elite Knights è l’istituzione che forma i cavalieri, scelti dalla nobiltà e dalla discendenza leggendaria di Gloreth. Ballister Blackheart, il protagonista, è un cittadino comune, scelto per diventare il primo cavaliere non nobile. Il film si apre su una cerimonia che, invece di celebrare il trionfo, si trasforma in un dramma: Ballister è accusato dell’omicidio della regina Valerin dopo che un raggio laser, emesso dalla sua spada, la uccide inaspettatamente. Questo atto lo costringe a fuggire e a rifugiarsi in un bosco, dove si allea con Nimona, una giovane mutaforma che, seppur inizialmente vista come un “mostro”, diventa la sua alleata più improbabile.

Il loro rapporto si evolve durante un viaggio che li porta a svelare un complotto ordito dalla Direttrice dell’Istituto, che teme l’uguaglianza tra nobili e non nobili e vuole mantenere il potere assoluto su un sistema che discrimina chiunque non sia “di sangue blu”. La dinamica tra i due protagonisti – Ballister, l’uomo accusato ingiustamente, e Nimona, che lotta per trovare un posto nel mondo nonostante la sua natura “mostruosa” – è il cuore pulsante della narrazione. Un legame che si fa strada tra ribellioni, verità nascoste e sacrifici eroici.

L’evoluzione dei personaggi: tra mostri e cavalieri

Nimona è un personaggio complesso e affascinante, il cui viaggio interiore è accompagnato dalla sua lotta contro l’intolleranza e il pregiudizio della società. La sua natura mutaforma la rende una figura in continua evoluzione, costantemente vista come una minaccia. Eppure, dietro la sua maschera di “cattiva”, si nasconde una giovane che cerca disperatamente di essere accettata, ma che è anche profondamente segnato dalla paura e dall’odio che la società ripone su di lei. Il parallelismo con altri personaggi iconici, come Shrek, è immediato: entrambi sono giudicati come mostri, ma mentre Shrek è caratterizzato da un cuore d’oro, Nimona è una creatura tormentata, a metà strada tra la redenzione e la ribellione. La sua lotta interiore è ciò che rende il suo personaggio tanto coinvolgente e tridimensionale.

Ballister, dal canto suo, non è il classico eroe senza macchia e senza paura. Nonostante sia un cavaliere, si trova ad affrontare un’accusa ingiusta che lo mette contro l’intero sistema, rivelando le sue fragilità e incertezze. La sua storia si intreccia con quella di Ambrosius Goldenloin, un altro cavaliere, discendente di Gloreth e compagno di addestramento di Ballister. La tensione tra i due – alimentata da un passato condiviso e un’alleanza che si è trasformata in rivalità – aggiunge ulteriore spessore alla trama, esplorando l’amore, il tradimento e la ricerca della verità.

Tematiche e parallelismi: un mondo di contraddizioni

Nimona non è solo una storia di avventura; è un profondo racconto su identità, accettazione e il significato di essere diversi. La paura del “mostro” e il conflitto tra ciò che è considerato “giusto” e “sbagliato” sono temi universali che il film esplora senza paura. La figura della Direttrice, una figura autoritaria che teme l’inclusione dei non nobili, rappresenta l’intolleranza verso l’altro, un tema che riecheggia con altri antagonisti di film come Lord Farquaad in Shrek, che cerca di purificare il regno dalle “creature indesiderate”. Il sacrificio finale di Nimona per il bene comune ricorda altre storie di eroismo in cui il protagonista sacrifica sé stesso per una causa più grande, come nel caso di Oceania, dove la protagonista si sacrifica per redimere l’antagonista.

Tuttavia, il film non si limita a toccare queste tematiche universali, ma le arricchisce con uno stile visivo che, sebbene audace, può risultare divisivo. L’animazione, con tratti simili a quelli di un videogioco moderno, potrebbe non piacere a tutti. Questo contrasto tra il design medievale di Ballister e l’aspetto più contemporaneo degli altri personaggi, come Ambrosius, crea una sorta di dissonanza stilistica che, pur contribuendo alla fusione di epoche, potrebbe far storcere il naso a chi si aspetta un’animazione più tradizionale.

Nimona è un film che sfida le convenzioni, mescolando l’eroismo medievale con un mondo futuristico, ma soprattutto con una visione moderna e audace della diversità e dell’identità. La sua capacità di trattare temi così rilevanti in un contesto fantastico lo rende un’esperienza unica nel panorama dei film d’animazione. Nonostante qualche difetto stilistico, la trama coinvolgente, i personaggi memorabili e il messaggio potente lo rendono un’opera che merita attenzione. La riflessione sulla natura del “mostro” e dell’eroe, la lotta per la libertà e l’accettazione sono temi che non solo arricchiscono la storia, ma che lasciano il pubblico con un messaggio di speranza e di cambiamento. In definitiva, Nimona è un film che, pur nel suo caos e nella sua ribellione, ci invita a riflettere su ciò che siamo e su chi vogliamo diventare.

Hiraeth. L’ultimo viaggio di Yuhki Kamatani

Hiraeth. L’ultimo viaggio (Hiraeth wa Tabiji no Hate) è la nuova opera di Yuhki Kamatani in cui torna a leggerezza e il realismo magico di Oltre le Onde: l’ultimo viaggio per affrontare un tema delicato come l’accettazione della perdita e la necessità di imparare a convivere con il vuoto di chi non c’è più.

Mika, una giovane studentessa, sta affrontando con enorme difficoltà il lutto per la perdita della sua migliore amica. Disperata e sola, in preda a quel sentimento di nostalgia e rimpianto che i gallesi chiamano hiraeth, è determinata a ricongiungersi con lei… nell’aldilà. Tuttavia, prima che possa accadere l’irreparabile, la ragazza viene salvata da due viaggiatori: un misterioso dio senza nome e un immortale, Hibino, che segue il dio nella speranza di scoprire da lui come porre fine alla propria esistenza. Insieme ai due nuovi compagni, Mika inizia così un viaggio verso Yomi, la terra dei morti, luogo mitico in cui speranza e disperazione si intrecciano. Ma anche di fronte alle meraviglie e alla magia che le si sono ora schiuse davanti, riuscirà la giovane a trovare una via d’uscita dal suo dolore?

Yuki Kamatani, dopo Oltre le Onde, ci porta in un toccante racconto di viaggio e scoperta di sé stessi, dove i ricordi passati e quelli futuri si intrecciano per dare un senso alla volontà di vivere.

Intervista a Valentino Notari, autore di “Cosplay Girl”

Ultimamente, su queste pagine abbiamo pubblicizzato l’uscita di Cosplay Girl, il primo romanzo che racconta il mondo dei cosplayer – edito da Mondadori – dellə nostrə amicə Valentino Notari. A un anno dalla sua uscita, abbiamo voluto approfondire un po’ la conoscenza del libro e di chi lo ha scritto con questa intervista. Speriamo di aver fatto cosa gradita, anche perché Valentino si merita tutto il meglio che possa accadere dal suo libro e dalla vita, in generale.

Valentino Notari, in arte Imriel, è un veteranə del cosplay italiano. Adora viaggiare e scoprire culture nuove e questo lə ha spintə da sempre a visitare parecchi eventi all’estero e a partecipare alle gare internazionali. Ha rappresentato il nostro paese all’Eurocosplay nel 2014 e, assieme alla sua compagna Daisy, al World Cosplay Summit nel 2016. Da allora, vengono regolarmente invitati come ospiti da convention in tutto il mondo. Spesso utilizzano il cosplay e i social per fare attivismo su questioni importanti, come i diritti LGBTQIA+ e il tema ambientale.

Presentati e parla un po’ di te

Sono unə cosplayer con la passione per la scrittura, che sogna di fare di quest’ultima il suo lavoro principale. Amo viaggiare e conoscere nuove persone e culture, ovviamente sono super-nerd e adoro in particolare anime, cinema e videogiochi, specialmente online. Neanche a dirlo, leggo molto, anche se ultimamente non quanto vorrei.

Come nasce la tua passione per il cosplay?

Ho cominciato nel 2002 grazie a un’altra mia grande passione, quella per Star Wars. Mia madre mi portò alla prima dell’Attacco dei Cloni al Cinema Adriano e quando vidi decine di persone vestite dai personaggi della saga la mia reazione fu: “Ehi, voglio farlo anch’io!”
Così mi iscrissi a uno dei vari fan club dell’epoca e, pochi mesi dopo, visitai la mia prima fiera del fumetto. Lì scoprii l’esistenza del cosplay vero e proprio e da allora non ho mai più smesso.

Qual è stato il tuo primo cosplay?

Obi-Wan Kenobi nella versione della Minaccia Fantasma, anche se parlando di cosplay in senso stretto, forse è meglio considerare Tidus di Final Fantasy X come il primo.

Quali sono stati i tuoi cosplay usciti meglio?

Oddio, è una domanda difficile. Quelli di cui sono più soddisfattə sono senz’altro Nobunaga di Pokèmon Conquest, che ho portato sul palco del World Cosplay Summit in Giappone, e V da Cybperpunk 2077, un personaggio che ha avuto un ruolo chiave nel mio percorso di affermazione di genere. Ma ce ne sono tanti altri, come Junkrat di Overwatch, Sanji di One Piece, il mio anime preferito, e recentemente Caitlyn di Arcane.

Hai un ricordo particolare legato a uno dei tuoi cosplay? Che magari lo rende il tuo preferito?

Senz’altro i dieci giorni trascorsi al WCS a Nagoya assieme alla mia compagna, Daisy. Rappresentare l’Italia al campionato del mondo è stato senz’altro un onore immenso, ma la cosa che ricordo con più piacere di quell’esperienza sono i legami di amicizia che abbiamo stretto con persone di tutto il mondo, che condividono la nostra passione. Con alcuni team ci sentiamo praticamente tutte le settimane, ci vediamo alle fiere all’estero quando possibile e condividiamo un rapporto che oserei definire fraterno.

Partecipi a tutte le fiere?

Credo sarebbe fisicamente impossibile, ma ne frequento parecchie, anche tre o quattro ogni mese. Amo particolarmente recarmi ad alcune fiere europee, come l’MCM London Comicon, dove ogni anno riesco a rivedere gente che altrimenti sento solo sui social.

Hai vinto qualche premio o riconoscimento per i tuoi cosplay?

Fino a qualche anno fa gareggiavo molto, spesso con buoni risultati. Ultimamente preferisco concentrarmi più sulla creazione di contenuti, come foto e video, da condividere online, ma i due highights della mia carriera competitiva sono senz’altro la qualificazione all’Eurocosplay nel 2014 e al World Cosplay Summit nel 2016, due esperienze che mi hanno cambiato come persona e come cosplayer.

Questa passione ti ha portato a scrivere un romanzo: Cosplay Girl. Come è nata l’idea?

Come ho raccontato all’inizio, scrivere è da sempre il mio sogno. Qualche anno fa ho iniziato a lavorare con il mio agente, Francesco Gungui, che mi ha aiutato a presentare un’idea in Mondadori. Nel file che gli abbiamo inviato c’era anche qualcosina su di me, sulla mia passione per il cosplay, e uno degli editor mi lanciò quest’imbeccata sulla possibilità di scriverci una storia. Dopo due settimane, avevo in mente l’intera trama. E’ stato come se fosse sempre stata lì, in attesa di essere scoperta.

Ti va di parlarci un po’ della trama (senza spoiler)?

Il romanzo parla di Alice, una ragazza di vent’anni con una grande passione per il cosplay, che sogna di partecipare al World Cosplay Summit. E’ una persona fragile, con un passato di bullismo che la perseguita dagli anni del liceo, e durante la storia si trova ad affrontarne lo spettro quando anche nella community cosplay inizia a subire attacchi pesanti. La sua è una vicenda di crescita e scoperta di sé, di autoaffermazione, che avviene anche grazie all’incontro con Federica, una cosplayer di fama mondiale con cui intreccia una relazione che la porterà a capire di essere attratta anche dalle donne, e con cui tenterà la selezione mondiale per realizzare il suo sogno.

Dove possiamo acquistare il libro? Esiste una versione digitale?

Il libro è disponibile in tutte le librerie e ovviamente sui principali store online. Si può acquistare la versione Kindle a questo link: amazon.it/Cosplaygirl-Valentino-Notari-ebook/dp/B08YFL4VHH.

Stai avendo un buon riscontro con il libro?

Oh sì, non potrei esserne più felice. In un anno e mezzo dalla sua uscita ho ricevuto una quantità immensa di messaggi e apprezzamenti di lettori, e anche qualche utile critica costruttiva in vista dei miei progetti futuri. La cosa più bella è quando qualche cosplayer mi scrive di essersi rivistə in Alice e nella sua storia, in quelle dinamiche a volte splendide e altre meno che caratterizzano questo mondo meraviglioso. Ma ancora di più, ho apprezzato messaggi di persone che mi hanno confessato di aver trovato la forza di fare coming out grazie al mio romanzo. Queste sono le cose che mi ricordano sempre perché amo scrivere.

Pensi di scrivere altro in futuro?

Sono già al lavoro su un nuovo libro. Non posso svelare granché, se non che si tratterà di un altro teen drama, sarà molto nerd e avrà di nuovo tematiche LGBTQIA+.

Purtroppo, il belpaese non sempre si mostra attento alle nuove tendenze giovanili. E il cosplay, anche se ormai c’è da più di 20 anni, ancora tarda a crescere a livello professionale, ma possiamo vedere coi nostri occhi che l’attenzione verso di esso però sta crescendo. Voglio dire, siamo passati dall’avere 2/3 fiere l’anno, all’avere anche più fiere nella stessa città, con edizioni invernali e estive etc. In più aggiungi la grande vetrina rappresentata dai Social Network, in particolare Instagram e TikTok. Pensi che tutto questo gioverà anche al “mercato” cosplay e quindi i cosplayer potranno campare della loro passione, come qualsiasi modello o modella “tradizionali”?
Molta gente già ci riesce. Io non concordo con chi ritiene questo allargamento della community un male, anzi. Ritengo che il mondo del cosplay sia cresciuto in tutti i sensi negli ultimi anni, diventando un luogo sempre più inclusivo e piacevole per chi ne fa parte. Le dinamiche tossiche che esistono oggi esistevano anche quando eravamo quattro gatti, oggi siamo semplicemente di più e quindi tutto è più complesso, ma anche le possibilità di fare amicizia e trovare il proprio posto all’interno di questo universo si sono moltiplicate. TikTok in particolare sta dando un apporto incredibile, ha creato un nuovo modello di cosplayer e un nuovo modo di essere creativi con questa passione, che personalmente trovo splendido. E il fatto che sia così in voga fra le nuove generazioni è la dimostrazione che il cosplay come mondo non può che continuare a crescere.

Cosa vuoi dire ai lettori di Satyrnet che vogliono approcciarsi al mondo del cosplay?

Di divertirsi, trovare il proprio modo di fare cosplay e non farsi scoraggiare dalle difficoltà o dal gatekeeping che, nonostante tutto, purtroppo è presente anche fra noi.

Per approfondire il talento di Valentino, vi invitiamo a visitare i suoi profili ufficiali: instagram.com/imrielcosplaydeviantart.com/imriel87

Fatti (ancora più) forza, Nakamura!

Fatti (ancora più) forza, Nakamura! di Syundei, l’atteso s equel di “Fatti forza, Nakamura!”, la dolce commedia scolastica con protagonista l’impacciato Nakamura.

Il timidissimo sedicenne Nakamura ha finalmente trovato il coraggio di rivolgere la parola al suo amato compagno di classe, Hirose. I due ora sono diventati amici ma, quando vede Hirose scambiare tocchi e gesti confidenziali con altri, il povero Nakamura rischia che la testa gli esploda! Perché non può esserci lui in quel quadretto? Povero ragazzo, essere così vicino alla persona che ti piace può essere una tortura tanto quanto osservarlo da lontano, se lui non ricambia i tuoi sentimenti… Su, Nakamura, fatti (ancora più) forza! Dopo il successo dell’esilarante primo volume, proseguono con un nuovo one shot le irresistibili avventure del goffo protagonista di Syundei, ancora una volta in bilico tra Boy’s love e commedia.

 

The A-Z of Awesome: l’alfabeto Lego per il  Pride Month:

Lego ha annunciato di “A-Z of Awesome”, una campagna in corso fino al 2023 che utilizza le costruzioni Lego per celebrare l’inclusività e abbracciare l’espressione di sé nella comunità LGBTQIA+. La A-Z sarà sviluppata in creazioni Lego per aiutare le famiglie LGBTQIA+ a utilizzare il gioco per avere conversazioni aperte sulle loro identità. Affinché l’alfabeto sia creato nel modo più autentico e significativo possibile, i disegni di ogni lettera saranno realizzati da membri della comunità LGBTQIA+, tra cui fan Lego , giovani e meno giovani, membri della comunità e dipendenti Lego.

Lanciato durante il Pride Month, l’alfabeto mira a creare comprensione e accettazione della comunità LGBTQIA+ e delle diverse abbreviazioni utilizzate. “The A-Z of Awesome” mira a presentare il vocabolario della comunità in modo più ampio attraverso un mezzo divertente e giocoso. Il Gruppo Lego invita a presentare le opere, compresa una spiegazione del significato che la costruzione ha per il suo creatore, che sarà pubblicata su un sito web dedicato lego.com/AtoZ.

 Alero Akuya, VP of Brand Development, the Lego Group, ha dichiarato:

“La cosa meravigliosa dei mattoncini Lego è che possono essere una potente forma di espressione personale, in quanto si può costruire qualsiasi cosa si possa immaginare. Sappiamo anche che le persone amano parlare di ciò che costruiscono, quindi abbiamo pensato che sarebbe stato un ottimo mezzo per stimolare conversazioni importanti e talvolta difficili sull’identità…”Non vediamo l’ora di vedere cosa ci invieranno i fan con costruzioni straordinarie e storie bellissime. Speriamo che la loro creatività e la nostra campagna A-Z of Awesome ispirino persone di tutte le età e contribuiscano a creare una maggiore consapevolezza e accettazione. Vogliamo mostrare alla gente che con più amore e comprensione le persone possono essere se stesse”.

L’ispirazione creativa per questa campagna è nata dalla constatazione di GLAAD che quasi la metà (45%) delle persone non LGBTQIA+ trova confuse le conversazioni sull’identità di genere. La direttrice esecutiva di GLSEN Melanie Willingham-Jaggers, ha dichiarato:

“Con l’inizio del Pride Month, è il momento ideale per le famiglie per iniziare nuove conversazioni sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e l’espressione di genere… A volte può sembrare opprimente o confusionario iniziare una conversazione sulle identità LGBTQ+, ma non è necessario essere esperti per fornire ai bambini il vocabolario accurato di cui hanno bisogno per parlare di questi temi con compassione e rispetto. Tutti i bambini traggono beneficio dall’apprendimento della diversità del mondo che li circonda e una rappresentazione positiva delle identità LGBTQ+, sia nei programmi scolastici che nel gioco, aiuta i giovani a sentirsi pronti a impegnarsi in modo significativo nelle loro comunità. Siamo orgogliosi di sostenere la campagna “The A-Z of Awesome” del Gruppo Lego come potente strumento per costruire un ambiente più tollerante e inclusivo per le famiglie e i giovani LGBTQ+”.

L’attivista intersessuale e collaboratrice di “A-Z of Awesome”, Pidgeon Pagonis, ha commentato la campagna: 

“Crescendo ricordo di aver provato questo senso di vergogna, come se ci fosse qualcosa di sbagliato in me, o nelle cose che desidero o voglio. Questo progetto è importante perché potrebbe esserci una persona intersessuale che ama costruire con i mattoncini Lego e questo può aiutarla a vedersi rappresentata. Per me sarebbe stata una svolta vedermi riflessa nelle storie dei media e della cultura popolare”.

Con una recente ricerca di GLAAD che mostra come il 59% dei giovani LGBTQ sia stato discriminato in base all’orientamento sessuale e/o all’identità di genere, in aumento rispetto al 46% del 2020, mentre GLSEN riporta che l’81% dei giovani LGBT è stato molestato verbalmente solo nell’ultimo anno e quasi il 69% riferisce di essersi sentito insicuro a causa del proprio orientamento sessuale, il Gruppo Lego continua a impegnarsi a lungo termine per sensibilizzare l’opinione pubblica attraverso campagne a sostegno della comunità.

La campagna 2022 per il Pride Month riunisce i seguenti elementi:

  • La campagna A-Z viene lanciata per invitare la comunità LGBTQIA+ a esprimere la propria identità attraverso la costruzione creativa coi mattoncini. La campagna servirà da invito all’azione affinché altri inviino le loro costruzioni e le loro storie per completare l’alfabeto. Le costruzioni selezionate saranno aggiunte alla A-Z durante il resto dell’anno, per poi presentare l’alfabeto completo entro la fine del 2022.
  • Il Gruppo Lego donerà 1 milione di dollari a organizzazioni partner esistenti e nuove a sostegno della comunità LGBTQIA. Tenete d’occhio la rivelazione di questi nuovi partner su https://www.lego.com/sustainability/people/diversity-and-inclusion/.
  • Parteciperemo agli eventi Pride, ad esempio a Londra e Monaco, organizzando attività di costruzione divertenti ed educative.
  • I nostri gruppi di difesa dei dipendenti LBGTQIA+ stanno organizzando attività per i dipendenti Lego, come il Drag Queen Story Time presso il nostro stabilimento in Messico e presso la nostra sede di Enfield negli Stati Uniti, oltre a sessioni interne con consulenti esterni della comunità.

Questa campagna si basa sul sostegno che il Gruppo Lego ha dato alla comunità LGBTQIA+ negli ultimi anni. Questo ha incluso il sostegno alla comunità LGBTQIA+ con la costruzione di una parata dell’orgoglio in miniatura all’interno della zona di attività per famiglie al Pride di Londra nel 2019. Nel 2020 ha stretto una partnership con l’organizzazione benefica britannica Diversity Role Model, che lavora per promuovere l’inclusione e l’empatia attraverso laboratori educativi nelle scuole, e con l’organizzazione statunitense GLSEN, che lavora per creare ambienti di apprendimento più sicuri e affermativi per gli studenti e i giovani LGBTQ+. Nel 2021, Lego  è diventato sponsor ufficiale del World Pride di Copenaghen, dove ha allestito un’area dedicata alle attività per le famiglie e ha presentato il suo set per l’inclusività Everyone is Awesome, oltre a presentare in anteprima il suo iconico set Queer Eye, che è stato rilasciato più tardi nel corso dell’anno.

Collaboriamo anche con Workplace Pride e Stonewall su base continuativa per utilizzare i loro strumenti, le loro intuizioni e i loro consigli per formare i nostri processi interni per la rappresentanza e l’inclusione LGBTQIA+; e con Open for Business per sostenere l’inclusione LGBTQIA+ a livello globale.L’obiettivo globale del Lego Group è quello di aumentare la rappresentanza in tutto il suo portafoglio. Ciò riguarda i prodotti, i programmi e il marketing in tutte le dimensioni, per riflettere il mercato diversificato e globale in cui opera.

Per ulteriori informazioni lego.com/en-it/rebuild-the-world/a-to-z-of-awesome.

Cyberpunk Larp con Valentino Notari

Hai sempre sognato un’esperienza dal vivo nel mondo Cyberpunk? “Cyberpunk Larp” è l’evento di Proxima e Associazione Alteraego, che ti porterà nello Sprawl, fra il degrado di una società frammentata e le luci patinate della Inner City. L’evento di gioco di ruolo dal vivo si svolgerà in due repliche distinte: la prima, dal 5 al 7 Novembre 2021, e la seconda, dal 12 al 14 Novembre 2021, presso il Forte Ardietti (MN). Cyberpunk Larp è un evento basato sulla libera improvvisazione dei partecipanti che, attraverso le loro scelte, contribuiscono alla creazione di una storia condivisa. L’evento è animato dallo Staff che, da dietro le quinte o interpretando personaggi specifici, segue i giocatori e controlla l’andamento della trama.

L’evento è ambientato nello Sprawl, una megalopoli cyber divisa fra il degrado di una società frammentata e le luci patinate della Inner City, ricca e sfarzosa. Grazie ad un team di scenografi e SFX artists, l’evento riprodurrà nei minimi particolari l’atmosfera distopica che caratterizza il genere cyberpunk, fra neon psichedelici e bassifondi labirintici. I game designers, d’altra parte, daranno vita a trame dettagliate e avvincenti, attraverso le quali esplorare l’area di gioco e interagire con gli altri partecipanti – proprio come se ci si trovasse all’interno di un videogioco. Nel gioco di ruolo dal vivo (o larp), di fatto, ognuno è il protagonista. Il biglietto dell’evento dà accesso alla scelta del personaggio e al download completo dei materiali ad esso riservati, comprensivi di obiettivi, legami, idee e tratti caratteriali. I giocatori potranno caratterizzare come preferiscono il loro personaggio, curandone il costume, la gestualità e il modo di esprimersi. Ti troverai in un mondo di innovazione tecnologica e povertà devastante, menti brillanti e anime marce, luci al neon e cibo spazzatura. Affronta missioni avvincenti, lotta con la tua gang, imponi il dominio della tua megacorp. Scegli l’impianto più cool.

Vivi 3 giorni in un’avventura al neon. Una storia travolgente, scenografie curate ed effetti speciali porteranno il partecipante a vivere un’esperienza unica, fortemente ispirata al Futuro visto con gli occhi degli anni ‘80 (come nel celebre boardgame Cyberpunk 2020) e al contempo tinta di high tech, sulla scia del recente fenomeno videoludico Cyberpunk 2077. Fra gli altri, numerosi capolavori che hanno ispirato l’evento e la sua estetica si segnalano Neuromante, Blade Runner, Akira, Johnny Mnemonic e Ghost in the Shell. Spietati corporativi, celebs divine, inarrestabili runner e boss disposti a tutto: potrai scegliere il personaggio che desideri ed interpretarlo come vuoi, vivendo 3 giorni di pura adrenalina nella sinistra Chiba Station – un luogo di contatto fra Gangs e Corporativi, Inner City e Sprawl, controllo e caos. Ma l’equilibrio non durerà a lungo

Testimonial e partner dell’iniziativa è il noto cosplay Valentino Notari, in arte Imriel Cosplay, il secondo content creator che collaborerà con Proxima per la promozione di Cyberpunk Larp! Veterano del cosplay italiano e autore di Cosplay Girl, il primo romanzo che racconta il mondo dei cosplayer (uscito con Mondadori lo scorso Marzo), Valentino adora viaggiare e scoprire culture nuove. Questo lo ha sempre spinto a visitare parecchi eventi all’estero e a gareggiare a livello internazionale: ha rappresentato l’Italia all’EuroCosplay e, assieme alla sua compagna Daisy, al World Cosplay Summit 世界コスプレサミット di Nagoya. Valentino utilizza il cosplay e i social per fare attivismo su questioni importanti, come i diritti LGBTQIA+ e il tema ambientale.

Dunque la differenza tra Cosplay e Larp si fa sempre più sottile, scopri questi due approfondimenti su questo tema:

Proxima è un’associazione (APS) di designers e autori indipendenti. Il tram progetto e realizza eventi, trasformando le idee in esperienze indimenticabili. Il loro obiettivo è creare giochi di ruolo dal vivo in tutta Italia, facendoti vivere esperienze straordinarie in location uniche, come castelli o ville d’epoca. Partecipare ad un Larp, infatti, vuol dire vivere un’avventura a 360°, avvincente ed immersiva. Per qualche giorno sarai il protagonista di una storia irripetibile che si modifica in base alle tue scelte, in un mondo ricreato nei minimi particolari tramite scenografie curate e storie coinvolgenti.

Per info: cyberpunk-larp.it   | facebook.com/events/373372417046545

Twitch: in arrivo più di 350 nuovi tag

Dalla settimana prossima gli utenti potranno utilizzare più di 350 nuovi tag sul genere, l’orientamento sessuale, l’etnia, la nazionalità, la salute mentale e altro ancora. Tra i numerosi nuovi tag, sono presenti: transgender, nero, disabile, veterano e Vtuber. Twitch rimuoverà anche i riferimenti agli “alleati” dai tags LGBTQIA+, cercando di creare un tag autonomo. Queste integrazioni non modificheranno le funzionalità dei tag e sono completamente facoltative, danno semplicemente agli utenti più opzioni di scelta. Twitch ringrazia la sua community transgender per avere avanzato inizialmente la richiesta di tag “transgender” e per la sua pazienza e perseveranza nel farlo. È stata una delle richieste più accolte che il servizio di live streaming abbia mai ricevuto. Inoltre, Twitch si scusa per non averlo fatto prima.

Twitch ha lanciato i tag nel 2018 per dare visibilità e aiutare i creator a descrivere i loro contenuti e permettere agli utenti di cercare quelli a cui erano interessati. Il sistema è stato progettato per permettere ai creator di descrivere cosa stavano mostrando e non chi erano e per cosa lottavano. Questo ha portato il servizio di live streaming ad ammettere il proprio errore. Quando gli spettatori raccontano la loro passione per Twitch, non lo fanno esclusivamente riguardo ai contenuti. Loro parlano dei creator, di quello che gli sta a cuore e le community che hanno costruito. Espandendo i tag, Twitch offre ai creator nuove opportunità per essere scoperti e agli utenti di scovare nuove community in cui identificarsi. L’eccezione al design iniziale consisteva nei tag LGBTQIA+, introdotti come prova qualche anno fa e che sono stati accolti con feedback estremamente positivi dalla community. Infatti, Twitch ha apprezzato i feedback ricevuti dai creator e ha voluto aiutarli per permettere loro di far crescere la propria community e scoprire altre persone come loro. Il servizio ammette che ci è voluto troppo tempo per comprendere che questi tag avrebbero dovuto essere presenti in piattaforma e offrire ai creator centinaia di possibilità per poter dire chi sono e per cosa si schierano. La community di Twitch è estremamente varia e i tag disponibili avrebbero dovuto riflettere e accogliere tale varietà.

Quando Twitch ha deciso di integrare i nuovi tag, si è assicurata di essere quanto più inclusiva possibile, siglando delle partnership con organizzazioni terze come GLAAD, The Trevor Project, AbleGamers, Special Effect e altri esperti che si battono per il progresso di gruppi etnici, LGBTQIA+, disabili e comunità marginalizzate e non rappresentate. In questo modo Twitch si è messa in contatto con i membri della community per ascoltare i loro punti di vista. Ad ogni modo, Twitch è consapevole che, per quanto possa essere stata inclusiva, inevitabilmente ha mancato dei tag che potessero rappresentare al meglio la community. A tal proposito, il servizio incoraggia gli utenti a presentare e condividere suggerimenti e preoccupazioni attraverso UserVoice. Inizialmente Twitch esaminerà i feedback settimanalmente e dopo un’analisi interna per valutare il rispetto alle linee quida per la community, farà delle integrazioni alla lista dei tag.

La speranza di Twitch è quella di aiutare tutte le community a crescere e prosperare, specialmente quelle non rappresentate. Tuttavia, come accade con tutte le innovazioni, ci saranno malintenzionati che potrebbero utilizzare le nuove features per scopi dannosi. Gli utenti che utilizzeranno questi tag come strumenti di intimidazione saranno soggetti a una revisione da parte della Hateful Conduct and Harrassment Policy. Per poter essere tutelati da questo tipo di pratiche, Twitch raccomanda ai creator di familiarizzare con gli strumenti di moderazione, utilizzarli sui propri canali e denunciare chiunque violi le linee guida per la community.

Per maggiori informazioni, Twitch sarà live il 26 Maggio alle ore 18:30 sul suo canale per parlare e approfondire l’argomento e rispondere alle domande. Twitch sa che l’integrazione di nuovi tag ha impiegato più tempo del previsto e ringrazia la community per la sua perseveranza, per i suoi feedback e la sua pazienza.