Taylor Swift – The End of an Era: la docuserie che chiude un capitolo epico e ne apre un altro

Ci sono momenti, nella storia della cultura pop, in cui smettiamo di assistere a un semplice spettacolo e iniziamo a percepire qualcosa di più grande, quasi mitologico. Accade quando un’artista riesce a superare i confini del proprio genere, del proprio pubblico, perfino della propria epoca. E negli ultimi anni nessuna figura ha incarnato questo fenomeno come Taylor Swift, demiurga di emozioni collettive, architetta di universi narrativi e vera e propria game changer dell’industria musicale.

Mentre il fragore di The Eras Tour – lo spettacolo più redditizio della storia della musica – continua a riecheggiare negli stadi del pianeta, Disney+ decide di fermare l’attimo, di imprimerlo nella memoria pop come un artefatto da conservare nei futuri archivi del fandom. Dal 12 dicembre, sulla piattaforma arriveranno due nuovi tasselli del “mito Swift”: la docuserie Taylor Swift | The Eras Tour | The End of an Era e il film concerto The Final Show, destinati a diventare materiale di culto per gli Swifties, per gli appassionati di musica e per chiunque voglia capire come nasce – e come si vivifica – un fenomeno globale.

Una data, due titoli, un’unica promessa: mostrarci ciò che nessun biglietto VIP ha mai potuto comprare.


L’ultima grande magia: capire perché Taylor Swift è un mito del nostro tempo

Prima di parlare della docuserie, però, bisogna fare un passo indietro. Non perché servano premesse, ma perché Taylor Swift non è un semplice “soggetto” da raccontare: è un caso di studio sociologico, economico e perfino narrativo.

Nata il 13 dicembre 1989 a West Reading, Pennsylvania, Swift ha letteralmente riscritto le regole del successo nel XXI secolo. 14 Grammy Awards, più di 200 milioni di copie vendute, 86 settimane al numero uno della Billboard 200 (più di Whitney Houston, più di Elvis), oltre 2 miliardi di dollari di incassi con The Eras Tour. Una cifra fantascientifica, degna di un blockbuster Marvel.

È stata la prima artista della storia nominata Persona dell’Anno da TIME come figura individuale. Ed è anche la musicista più ascoltata al mondo tra 2023 e 2024: 55 miliardi di stream in due anni. Numeri che sembrano usciti da un universo parallelo – e forse, in effetti, Taylor Swift un universo parallelo lo è diventata davvero.

È questo scenario titanico che fa da sfondo alla docuserie The End of an Era. Un titolo che suona come una dichiarazione, una presa di coscienza, un passaggio di consegne tra ciò che è stato e ciò che sarà.


“The End of an Era”: non una docuserie, ma un viaggio dietro il sipario del mito

Diretta da Don Argott con la co-regia di Sheena M. Joyce, prodotta da Object & Animal, la serie in sei episodi promette qualcosa che perfino The Eras Tour non ha potuto mostrare: lo scheletro interno del colosso.

Perché ogni show può apparire perfetto visto dal parterre, ma ciò che accade dietro – fra costumi, camere silenziose, discussioni creative, prove infinite, crolli emotivi e rinascite improvvise – è ciò che trasforma un concerto in una liturgia contemporanea.

La docuserie ci accompagna lì dove nessun fan ha accesso:
nei corridoi, nei backstage, nelle sale di controllo, nei camerini in cui la performer diventa persona, nelle scelte artistiche che decidono il destino di un tour. È uno sguardo ravvicinato, umano, sorprendentemente vulnerabile.

Accanto a Taylor, compaiono artisti che hanno attraversato il suo stesso percorso: Gracie Abrams, Sabrina Carpenter, Ed Sheeran, Florence Welch e persino Travis Kelce, presenza che fa brillare gli occhi della parte più romantica del fandom. E naturalmente la crew, i ballerini, la band, la famiglia: il “microcosmo Swift”, la macchina perfettamente oliata che ha permesso all’era di diventare leggenda.

Dal 12 dicembre saranno disponibili i primi due episodi; i successivi arriveranno settimanalmente, come un rituale di appuntamenti che prolunga la vita stessa del tour.


“The Final Show”: quando un addio diventa un nuovo inizio

Il 12 dicembre non porta solo la docuserie, ma anche The Eras Tour | The Final Show, film concerto diretto da Glenn Weiss e prodotto da Taylor Swift Productions insieme a Silent House.

Girato a Vancouver, British Columbia, durante l’ultima tappa dello spettacolo, il film è la versione definitiva dello show, quella che nessuno aveva ancora visto integrale: include infatti l’intero set di The Tortured Poets Department, aggiunto solo dopo l’uscita dell’album nel 2024.

È una sorta di “Eras Tour 2.0”, un montaggio definitivo, curato al millimetro per restituire la potenza scenica dello spettacolo più complesso e visivamente straordinario mai portato su un palco pop.

Non è un semplice “film concerto”: è un tributo al rapporto sacro tra Taylor e i suoi fan, un gesto che chiude un ciclo ma apre – inevitabilmente – la domanda più attesa: cosa verrà dopo?

Perché in casa Swift ogni fine è una crisalide.


Disney+ e Taylor Swift: un sodalizio destinato a segnare la storia dello streaming

Chi conosce il percorso recente dell’artista sa che Disney+ non è un ospite improvvisato nella sua carriera. Dopo Folklore: The Long Pond Studio Sessions, la piattaforma torna a intrecciare il proprio destino con quello della musicista più influente a livello globale.

E lo fa con un tempismo perfetto: alla fine del tour, nel momento in cui l’hype raggiunge il suo picco naturale, quando milioni di fan vogliono rivivere l’esperienza e milioni di curiosi vogliono finalmente capire “come funziona davvero un fenomeno”.

Disney+, dal canto suo, conferma la sua missione: non solo entertainment, ma racconti che definiscono il nostro tempo. E l’era Swift è, senza dubbio, uno degli eventi culturali più rilevanti di questi anni.

https://youtu.be/t-tK9Sr3Fh8


Perché “The End of an Era” non è un addio (e gli Swifties lo sanno)

Nonostante il titolo, questa docuserie non è un epilogo. È un capitolo, forse il più introspettivo, di un libro in continua riscrittura. È il momento in cui il sipario si chiude solo per permettere al pubblico di guardare cosa accade, finalmente, senza il filtro delle luci.

Ed è anche un modo per Taylor di onorare ciò che ha costruito: un esercito globale di persone che hanno trovato nelle sue canzoni non solo intrattenimento, ma appartenenza.

Perché l’era Swift – a differenza di quelle storiche – non finisce mai davvero. Trasforma se stessa, muta pelle, evolve. E ogni nuova era nasce da un rituale condiviso, da un hype collettivo, da un misterioso “to be continued” che vibra nell’aria.


E tu? Sei pronto a vivere la fine di un’era?

Dal 12 dicembre il mondo potrà tornare nel cuore pulsante di The Eras Tour. Potrà rivedere, riscoprire, rivivere. Potrà, soprattutto, prepararsi.

Perché se c’è una cosa che la cultura nerd ci ha insegnato – dai multiversi ai grandi reboot, dalle saghe cinematografiche alle epopee fantasy – è che ogni fine porta con sé un nuovo inizio.

E con Taylor Swift, l’inizio è sempre dietro l’angolo.

Swifties, vi aspettiamo nei commenti: qual è la vostra era preferita? Cosa vi aspettate dalla docuserie? E soprattutto… quale sarà la prossima trasformazione della nostra protagonista?

Il multiverso Swift è appena ripartito. E su CorriereNerd.it siamo pronti a raccontarlo.

Tokyo Godfathers: il capolavoro natalizio di Satoshi Kon torna al cinema

Ci sono film che non invecchiano, opere che attraversano i decenni come piccoli miracoli narrativi. Tokyo Godfathers è uno di questi. E ora, grazie a Nexo Digital, il capolavoro del compianto Satoshi Kon torna sul grande schermo per tre giorni evento — il 24, 25 e 26 novembre — a vent’anni dalla sua prima uscita, pronto a emozionare una nuova generazione di spettatori. È più di una semplice proiezione: è un ritorno alle origini dell’animazione giapponese capace di raccontare l’animo umano con una delicatezza che ancora oggi lascia senza fiato.


 Un Natale diverso, nel cuore di Tokyo

Dimenticate la magia zuccherosa dei film natalizi hollywoodiani. Tokyo Godfathers è un Natale sporco, reale, vissuto tra le strade bagnate e le luci al neon della metropoli giapponese. In questa Tokyo viva e contraddittoria, tre senzatetto trovano il senso della famiglia proprio quando il mondo sembra averli dimenticati.

C’è Gin, ex ciclista e alcolizzato; Hana, una donna transgender dal cuore immenso; e Miyuki, una ragazza in fuga da casa. Uniti solo dalla sopravvivenza e da un pizzico di ironia disperata, trovano una neonata abbandonata tra i rifiuti. La chiamano Kiyoko, che in giapponese significa “bambina pura”.
Da quel momento, la loro notte di Natale diventa una folle corsa contro il destino — e verso sé stessi.

Se con Perfect Blue, Millennium Actress e Paprika Satoshi Kon aveva giocato con la percezione, i sogni e la mente, con Tokyo Godfathers il regista svela la sua anima più empatica.
Qui non c’è il labirinto della psiche, ma quello della vita quotidiana: l’umanità ai margini, la vergogna e la redenzione.
Eppure, anche in questa storia “realistica”, Kon intreccia coincidenze e casualità come fossero fili di un destino invisibile. Ogni incontro, ogni errore, ogni gesto gentile diventa un frammento di un puzzle più grande — un disegno misterioso che, come in un miracolo laico, conduce i protagonisti a ritrovare sé stessi.

La sceneggiatura porta la firma di Keiko Nobumoto, mente brillante dietro a Cowboy Bebop e Wolf’s Rain: due opere che, proprio come Tokyo Godfathers, mettono al centro i dimenticati e i disillusi.


Tra John Ford e la Tokyo moderna

Non tutti sanno che Tokyo Godfathers è liberamente ispirato al romanzo The Three Godfathers di Peter B. Kyne, già adattato da John Ford nel 1948.
Kon ne rilegge il mito in chiave urbana: non più tre cowboy nel deserto, ma tre “santi laici” tra le strade di Shinjuku.
Il risultato è una parabola contemporanea sulla genitorialità, sul perdono e sulla possibilità di costruire una famiglia non per sangue, ma per scelta.


La potenza di un’umanità imperfetta

Il vero miracolo del film non è la neve che scende su Tokyo, ma il modo in cui Kon riesce a raccontare la dignità degli ultimi.
Tokyo Godfathers ride, piange e perdona. È un’opera che mescola la comicità slapstick e la tragedia urbana, dove ogni battuta di Hana nasconde un dolore profondo e ogni colpo di scena è una carezza travestita da caso.

Non c’è spazio per la retorica: solo per l’amore, quello disordinato e autentico che nasce nelle pieghe della povertà e della colpa.


Un classico che continua a brillare

Negli anni, Tokyo Godfathers è diventato un cult assoluto, un appuntamento natalizio alternativo per chi cerca emozioni vere e non solo scintille di decorazione.
La sua forza sta nell’equilibrio perfetto tra risata e lacrima, nel modo in cui trasforma la disperazione in poesia visiva.
Rivederlo oggi sul grande schermo è come aprire una vecchia lettera di Natale e scoprire che, nonostante tutto, c’è ancora speranza.

Le prevendite sono già disponibili sul sito nexostudios.it, dove si potrà consultare anche l’elenco completo delle sale aderenti.


🎬 Un invito alla community nerd

Che siate fan storici dell’animazione giapponese, estimatori del genio di Kon o semplicemente alla ricerca di un film natalizio che vi tocchi l’anima, questo è l’appuntamento da non perdere.
Tokyo Godfathers non è solo un film: è un promemoria universale che ricorda come anche tra i rifiuti di una città frenetica può nascere una scintilla di umanità.

E voi, nerd di CorriereNerd.it, lo andrete a vedere al cinema?
Raccontateci nei commenti quale opera di Satoshi Kon vi ha lasciato il segno — Perfect Blue, Paprika o proprio Tokyo Godfathers?
La nostra redazione vi aspetta per scaldarci insieme sotto la neve di Tokyo.

Le Blackpink portano al cinema “Born Pink”, il tour da record

Il tour “Born Pink” delle Blackpink, che ha entusiasmato fan di tutto il mondo, arriva quest’estate in 110 paesi per celebrare l’ottavo anniversario del debutto della band. Questo tour si distingue come il più grande evento cinematografico globale mai organizzato da un gruppo femminile.

Con un pubblico di 1,8 milioni di spettatori, le Blackpink hanno stabilito un nuovo record mondiale per un tour live di un gruppo femminile, oltre a diventare la band asiatica con il maggior numero di spettatori. Ora, l’energia elettrizzante delle loro performance dal vivo è pronta a invadere i cinema di tutto il mondo dal 31 luglio al 4 agosto.

Il film del tour è caratterizzato dall’iconico set “Hanok”, che ha affascinato fan e critica a livello globale. Questa produzione senza precedenti include arrangiamenti inediti dei più grandi successi delle Blackpink, con esibizioni dal Gocheok Dome di Seoul e filmati da altre città visitate durante il tour globale. Il tour BORN PINK supporta l’album omonimo, il primo di un gruppo femminile K-Pop a raggiungere la posizione numero 1 della Billboard 200.

L’invito ai fan è di ritrovarsi al cinema per vivere in anteprima tutti i momenti più emozionanti e segnare una nuova prima assoluta per un gruppo femminile di K-POP. In cinema selezionati, il film evento sarà disponibile anche nei formati speciali ScreenX, 4DX e ULTRA 4DX.

L’evento è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital. Per maggiori informazioni e dettagli, visitate nexostudios.it.

Transformers: 40th Anniversary Event

Hasbro ha recentemente annunciato un evento cinematografico speciale per celebrare il 40° anniversario del franchise Transformers con “Transformers: 40th Anniversary Event”. Per celebrare i 40 anni del franchise dei robot-veicolo più famosi di sempre, Hasbro con Nexo Digital invitano tutti al cinema per vedere in esclusiva i primi quattro episodi della prima serie animata. Per l’occasione, tutti gli appassionati potranno vincere i biglietti per la proiezione speciale e tantissimi altri premi, basta iscriversi gratuitamente alla Hasbro Community e partecipare all’iniziativa speciale dedicata ai Transformers!

Nati nel 1984 durante il boom dei mecha giapponesi, i Transformers sono riusciti ad appassionare grandi e piccini grazie alle loro storie epiche e ai loro personaggi carismatici. Grazie alla mente di Shōji Kawamori, creatore della serie animata basata sui giocattoli della Takara Tomy, Optimus Prime, rappresentante del bene e degli Autobot, e Megatron, simbolo del male e dei Decepticon, sono diventati delle vere e proprie icone, riconoscibili in tutto il mondo e amati per la loro complessità. A quarant’anni dalla nascita del franchise, Hasbro, azienda leader nel settore dei giocattoli, insieme a Nexo Digital, celebra l’anniversario dei robot più famosi al mondo con l’evento dedicato ai 40 anni dei Transformers, mostrando per la prima volta al cinema i quattro episodi della serie animata del 1984 “THE TRANSFORMERS”.

Un anniversario ricco di sorprese che riporterà i fan alle origini grazie allo speciale dietro le quinte di Peter Cullen e Frank Welker, rispettivamente voci originali di Optimus Prime e Megatron, che dopo decenni si riuniranno per parlare della loro esperienza di doppiaggio dell’episodio pilota More Than Meets the Eye, Part 1.

In Italia, il film sarà distribuito al cinema in tutta Italia da Nexo Digital il 15, 18 e 19 maggio i biglietti sono già acquistabili al seguente link: nexodigital.it.

Ma i festeggiamenti non finiscono qui! Per l’occasione, infatti, Hasbro lancia una linea di prodotto tutta nuova: la Transformers Generation Legacy United, una vera chicca che esplora tutti gli universi transmediali dei Transformers, riunendo ogni generazione in una collezione davvero imperdibile. Infernac Universe Nucleus è una feroce macchina da guerra che riesce a unirsi agli altri Transformers per creare armi e armature formate di roccia e minerali, mentre Side Burn dell’universo di Transformers: Robots in Disguise 2001 farà a pezzi i nemici grazie al suo esclusivo blaster incluso. E poi ben due robot ispirati alla serie animata Transformers: Cybertron, ovvero Hot Shot e Vector Prime, entrambi snodabili e perfetti per essere assemblati in tantissime pose diverse.

Optimus Prime, una leggenda che non ha bisogno di presentazioni, è stato scelto come l’eroe che aprirà le celebrazioni del 40° anniversario dei Transformers. Nel 2001, Transformers: Robots in Disguise ha riportato in auge il nostro coraggioso leader, con una modalità alternativa come camion dei pompieri. Questa nuova versione di Optimus Prime riporta in vita quella modalità unica, con dettagli ispirati alla serie e le caratteristiche classiche dei giocattoli originali.

Ultra Magnus, nonostante la sua vena di gelosia, è indubbiamente uno dei più grandi soldati Autobot della serie. Quando è in coppia con Bluebolts, la sua potenza di fuoco diventa imbattibile. Hasbro Pulse ha mantenuto tutti i classici schemi di gioco che i fan amano in questo giocattolo originale, apportando alcuni miglioramenti alla struttura per garantire maggiore stabilità.

Ultra Magnus, affamato di potere e avido, ha costretto Optimus Prime a una fusione: Omega Prime è così nato. La combinazione classica è caratteristica principale di questo giocattolo, con un supporto strutturale migliorato e un design elegante che gli permette di resistere alle impressionanti pose d’azione di un pesante combattente.

Infine, i fan più fedeli ed entusiasti, pronti a festeggiare il 40° compleanno dei loro beniamini, non possono farsi scappare un’imperdibile opportunità su Hasbro Community. Fino al 12 maggio, infatti, tutti gli iscritti alla community, avranno la possibilità di vincere premi straordinari, a cominciare dai biglietti del cinema in una selezione di sale fino ad arrivare ai bellissimi giocattoli ispirati ai robot-veicolo per eccellenza.

Le novità non sono ancora terminate: a partire da settembre i lettori italiani potranno finalmente tuffarsi anche nelle avventure a fumetti dei Transformers! La casa editrice SaldaPress infatti ha acquisito i diritti esclusivi di pubblicazione per l’Italia di Energon Universe, l’universo condiviso creato negli USA da Skybound Entertainment su licenza Hasbro, di cui Transformers è uno dei franchise più amati.

Perfect Blue di Yoshikazu Takeuchi

Perfect Blue è un romanzo che illustra in modo crudo e pungente la dura realtà dietro le quinte del mondo delle pop star giapponesi. Scritto da Yoshikazu Takeuchi, l’autore ci porta nel mondo affascinante ma anche disturbante di Mima Kirigoe, una giovane cantante pop che cerca di sfondare nel mondo dello spettacolo.  Mima si presenta al pubblico come un’artista innocente e pura, ma la sua casa discografica decide che è arrivato il momento per lei di abbandonare quell’immagine per abbracciare una più sexy e provocante. Il cambiamento radicale proposto mette in discussione la sua integrità e la sua identità, mettendola di fronte alla dura realtà del business della musica pop. Ma tra i suoi fan c’è qualcuno che rifiuta categoricamente questo cambiamento, un individuo ossessionato dalla purezza e dall’innocenza della vecchia immagine di Mima. Questo fan decide di agire in maniera radicale per proteggere ciò che per lui è sacro, portando la storia verso una svolta inquietante e inaspettata.

Yoshikazu Takeuchi, con la sua vasta esperienza nel mondo della cultura pop giapponese, ci regala un’opera sorprendente e coinvolgente. Attraverso le pagine di Perfect Blue, ci addentriamo in un mondo oscuro e complesso, dove l’apparenza e la realtà si intrecciano in modo intricato e coinvolgente.

Questo romanzo è un vero e proprio capolavoro che ci spinge a riflettere sulla natura della fama, dell’identità e della devozione dei fan. Magistralmente adattato dal maestro dell’animazione Satoshi Kon, Perfect Blue è un racconto che ci lascia senza fiato e ci spinge a interrogarci sulle fragilità e sulle contraddizioni del mondo dello spettacolo.

Buon Compleanno Katsuhiro Ôtomo

Katsuhiro Otomo, affermato fumettista, regista e artista giapponese, compie oggi 70 anni. Nato e cresciuto a Tome, nella prefettura di Miyagi, Otomo ha coltivato fin da giovane una passione per il cinema che lo ha influenzato profondamente nel corso della sua carriera. Dopo essersi trasferito a Tokyo per seguire il suo sogno di diventare fumettista, Otomo ha fatto il suo debutto nel mondo del manga con alcune storie brevi che hanno subito attirato l’attenzione del pubblico per il suo stile innovativo.

Il suo primo successo è stata la serie Fireball, un’opera di genere fantascientifico ispirata alla musica dei Deep Purple, che ha segnato il primo passo di Otomo verso le storie d’azione e i superpoteri, temi che avrebbero caratterizzato opere successive come “Domu” e il celebre “Akira. Quest’ultimo ha visto la luce nel 1982 e ha definito la carriera di Otomo, diventando un capolavoro del genere e ispirando un famoso adattamento cinematografico diretto dallo stesso autore. Oltre ad Akira, Otomo ha realizzato numerose altre opere di successo, tra cui l’acclamato cortometraggio animato “Steamboy”. Nel corso degli anni, ha continuato a produrre manga, illustrazioni e film che gli hanno valso riconoscimenti e premi, tra cui il prestigioso Grand Prix de la ville d’Angoulême nel 2015.

Attualmente, Otomo si sta dedicando a progetti come la raccolta “Otomo: The Complete Works”, che raccoglie non solo i suoi manga ma anche i suoi storyboard più noti. Pur essendo stati annunciati nuovi progetti animati nel 2019, come “Orbital Era” e un nuovo adattamento di Akira, al momento sembrano essere in stand by senza ulteriori sviluppi.

Katsuhiro Otomo si conferma come un artista poliedrico e geniale, capace di sovrastare i confini tra fumetto, animazione e cinema, e il suo contributo al mondo dell’arte e dell’intrattenimento è destinato a essere ricordato per generazioni a venire.

Debutta il canale gratuito “Duri a Morire”

Debutta su Samsung TV Plus “Duri a Morire”, il canale powered by Eagle Pictures dedicato a tutti gli amanti del cinema d’azione ad alto tasso di adrenalina. Una collezione di film pensati per un’esperienza visiva mozzafiato: inseguimenti in auto, combattimenti corpo a corpo, esplosioni, sparatorie. Un luogo dove spaziare, 24 ore su 24, dalla serie True Justice con protagonista Steven Segal che interpreta Elijah Kane, capo delle forze speciali statunitensi, a Universal Soldier con Dolph Lundgren e Jean-Claude Van Damme; e ancora da The Bombing – La battaglia di Chongquing con Bruce Willis e Adrian Brody fino a Coriolanus con Gerald Butler Ralph Fiennes per un’intera programmazione costruita attorno ai migliori film e serie d’azione.

Nato dalla collaborazione tra Nexo Digital e Eagle Pictures, DURI A MORIRE offre un’esperienza cinematografica unica, costruita attraverso un palinsesto diviso in tre sezioni: Adrenalina 100%, dedicata ai film d’azione tra combattimenti e inseguimenti al cardiopalma, War Movies, una collezione di film che raccontano le conquiste e gli scontri più epici che hanno fatto la storia, e Martial Art, un’immersione nel mondo delle arti marziali, tra karatekung fu e tutte quelle discipline che hanno reso star del cinema atleti come Bruce Lee, Steven Seagal e Van Damme.

 

Nexo TV è il progetto di Nexo Digital dedicato alla distribuzione di contenuti in streaming. Accanto a Nexo+, la prima piattaforma italiana SVOD interamente dedicata al mondo culturale nata nel 2021, nel corso del 2023 sono nati i canali free HOUSE OF DOCSCINEMA EXCELSIOR, LE VITE DEGLI ALTRIEAST IS EAST cui si affianca oggi anche il quinto canale DURI A MORIRE.

 

Tutte le informazioni sui canali Nexo TV sono disponibili su https://www.nexotv.it

 

Godzilla Minus One trionfa agli Oscar: il Giappone conquista la statuetta per i migliori effetti visivi!

Il trentasettesimo film della longeva saga della casa di produzione nipponica Toho, “Godzilla Minus One”, ha vinto l’Oscar per i migliori effetti visivi, segnando la prima vittoria del Giappone in questa categoria. Un team di 35 artisti visivi, guidato dal regista Takashi Yamazaki, ha realizzato gli effetti speciali del film senza l’aiuto dell’intelligenza artificiale, battendo la concorrenza di film come Guardiani della Galassia Vol. 3, Mission: Impossible – Dead Reckoning – Parte 1, Napoleon e The Creator. Guillermo del Toro e John Carpenter hanno omaggiato il lavoro eccezionale del team giapponese, esprimendo la loro gioia per il trionfo di Godzilla Minus One.

Spendiamo prima due parole per quanto riguarda la storia di Godzilla/Gojira. la sua prima apparizione avvenne nel 1954 e da subito divenne un fenomeno di culto, tanto che vennero fatti dei riadattamenti per il mercato occidentale e anche molti tentativi di imitazione. Il successo di tale titolo fu così grande che Gojira ebbe tutta una serie di lungometraggi che vennero suddivisi in vari periodi in base alle ambientazioni e alle trame di Gojira, infatti vi fu il periodo Showa che prende l’inizio dalla prima proiezione fino all’ultimo film della serie del 1975, il periodo Heisei dove Gojira riprende il suo suo ruolo principale come mostro distruttore invece che difensore del periodo precedente che inizia col film del 1984 che si può definire il vero sequel del film del 1954 fino al 1995 con l’ultimo film di questa serie dove affronta la sua nemesi Destroyer, ma poi il franchise si rinnovò con il periodo Millenium con una nuova serie di film che inizia dal 1999 fino al 2004, continuando col periodo Reiwa iniziato con Shin Gojira che perdura tutt’ora, come ben sappiamo tale saga è stata anche riproposta dalla Warner Bros crando il suo Monstervers con Gojira protagonista insieme al mito americano King Kong, più varie versioni animate.

Il film “Godzilla Minus One” è ambientato sul finire della Seconda Guerra Mondiale, dove vi troviamo un Giappone totalmente devastato dalla sconfitta morale, in quanto allo scoppio della guerra il Giappone con le prime vittorie nel sud-est asiatico e l’attacco a sorpresa avvenuto con successo il 7 dicembre 1941 nella base navale americana di Pearl Harbor, pensavano di essere invincibili e inarrestabile, invece come ben sappiamo le sorti della guerra sono andati completamente a sfavore dell’Impero Nipponico. e anche totalmente devastato a lvello economico e anche umano, in quanto oltre ad essere l’unico paese ad aver subito un bombardamento con armi nucleari, le sue città principali Tokyo in primis, vennero devastate dai bombardamenti da parte degli alleati, fatto che aalla fine mise in ginocchio il Giappone, molte famiglie avevano perso i loro cari in battaglia e i sopravvissuti al fronte scoprirono di aver perso le loro famiglie, in pratica stavano vivendo un periodo nero post-bellico. la trama è incentrata su vari personaggi Koichi Shikishima, veterano di guerra con i suoi demoni personali da affrontare, Noriko e la piccola Akiko che cercano di sopravvivere in un mondo dove hanno perso tutto e non sembra vi sia speranza per il futuro, la storia si sonda andando avanti pian piano con gli anni e fa vedere che dopo essersi leccate le ferite, i giapponesi iniziarono a riprendersi da tale periodo oscuro e ricostruire ciò che è andato perso e distrutto, tanto che il nostro veterano Shikishima nonostante i suoi demoni interiori trova lavoro per la bonifica dei mari per via delle mine marine sparse per l’oceano, unendosi ad un dragamine con altri variopinti personaggi, il capitnao del vascello veterano anche lui e con un atteggiamento polemico, Kid un ragazzo che si sente in colpa di non aver fatto la sua parte e il professor Kenji Noda soprannominato Doc da tutto l’equipaggio, in quanto era un ingegnere che lavorava per il dipartimento di ricerca navale e che ora come tutti i suoi concittadini si è reinventato per poter sbarcare il lunario. la ricostruzione, anche se lentamente stava procedendo bene, tanto che anche la vita dei nostri protagonisti comincia a migliorare, ma è in questo frangente che Gojira spunta all’orizzonte, minacciando un Giappone che non ha possibilità di difesa, in quanto per via degli accordi con gli Stati Uniti, non hanno più un esercito che possa contrapporgli e le forze americane non possono dare nessun tipo di aiuto, così che alla fine la minaccia di una nuova catastrofe potrebbe abbattersi sull’arcipelago Giapponese, mi stoppo qui in quanto forse ho già detto troppo e rischio di fare spoiler non voluto.

Cosa dire in definitiva? “Godzilla Minus One” oltre che essere ben fatto sia a livello di ambientazioni, le città devastate sembrano reali come anche i mezzi che utilizzano e gli abbigliamenti, insomma è stato riprodotto ogni più piccolo dettaglio dell’epoca, anche l’animazione del Kaiju è fatta non bene, ma benissimo, la fuidità dei movimenti di Gojira, sia sulla terra ferma che in acqua,  sono così ben definiti così reali, che all’inizio o alla fine del film pensavo di leggere un’avvertenza con scritto “i Gojirasaurus che sono stati utilizzati durante le riprese non hanno subito ferite o torture” come avveniva in alcuni film dove venivano utilizzati animali veri, per quanto mi riguarda l’effetto e le inquadrature da varie angolazioni mi sono sembrati così veritieri da pensare che invece di un film di fantascienza fosse un docufilm con riprese reali di Gojira. la colonna sonora, anche se in certi momenti si sentiva che i brani erano stati riadattati e modernizzati, nei momenti più salienti, avevano mantenuto i temi originali e sentire quelle musiche abbinate alle scene sono da pelle d’oca, per non parlare poi del suo soffio atomico, qui tradotto soffio termico, ancora più spettacolare, tanto che il trailer ufficiale non rende giustizia.

La trama presenta vari colpi di scena, anche se sono ovvi, sono resi così al meglio da tenerti incollato sulla poltrona, i minuti sono trascorsi come niente fosse, nessun tempo morto, nessuna scena da tagliare, tutto fluido che il tempo è passato senza che me ne accorgessi, e quando il film è finito, tutti in sala abbiamo applaudito, perchè il film merita davvero un applauso, molti potranno definirlo un buon remake, io di invece che è un film ex novo, una nuova era di Gojira che inizia da questo film e spero davvero che faranno dei seguiti, in quanto i presupposti ci sono tutti.

Hopper – Una Storia d’Amore Americana

Un nuovo imperdibile appuntamento de La Grande Arte al Cinema arriverà nelle sale solo il 9 e 10 aprile con “Hopper – Una Storia d’Amore Americana”, il film evento che celebra uno dei più grandi simboli dell’arte statunitense.

Edward Hopper è stato un artista capace di catturare l’essenza dell’America popolare, silenziosa e misteriosa, influenzando generazioni di artisti, registi, fotografi e musicisti. Ma chi era veramente questo maestro della narrazione e come ha saputo trasmettere il tema del silenzio, dell’attesa e della solitudine attraverso i suoi capolavori? Il documentario diretto da Phil Grabsky ci porta alla scoperta della vita di Hopper, dalle sue origini fino al suo rapporto con la moglie Jo, che ha sacrificato la propria carriera artistica per sostenerlo.

Attraverso interviste, letture di diari e uno sguardo intimo sulla sua vita quotidiana, il film ci permette di conoscere meglio l’artista che ha saputo esplorare la solitudine moderna come nessun altro prima di lui. La sua personalità enigmatica e la sua capacità di far dialogare con il pubblico anche in periodi di isolamento come quello che stiamo vivendo ora rendono Hopper un maestro senza tempo.

Il regista Phil Grabsky afferma che per comprendere appieno Edward Hopper bisogna conoscere anche la sua compagna di vita, Jo. È per questo motivo che il titolo del film è stato cambiato in “Hopper – Una Storia d’Amore Americana”, poiché riflette sia il legame dell’artista con l’arte e i paesaggi americani sia il suo amore per Jo. Prodotto da Phil Grabsky con Exhibition on Screen e con la colonna sonora di Simon Farmer, “Hopper – Una Storia d’Amore Americana” è un viaggio emozionante alla scoperta di uno degli artisti più influenti della storia statunitense. Non perdete l’occasione di immergervi in questa storia d’amore tutta americana, che ha ispirato generazioni di creativi in tutto il mondo.

I Led Zeppelin arrivano al cinema con ‘The Song Remains the Same’

Cari fan dei Led Zeppelin, è finalmente arrivato il momento che stavate aspettando con trepidazione: il leggendario film-concerto Led Zeppelin: The Song Remains the Same approda sul grande schermo per un evento speciale che si terrà solo il 25, 26 e 27 marzo. Questo straordinario film raccoglie le eccezionali esibizioni della band al Madison Square Garden di New York nel lontano 1973, offrendovi l’opportunità di rivivere quei momenti magici con una qualità rimasterizzata senza precedenti.

Ma Led Zeppelin: The Song Remains the Same non è solo un concerto filmato: è anche uno sguardo dietro le quinte della vita personale dei membri della band, con filmati di backstage e sequenze animate che raccontano le loro “allucinazioni private”. Con la colonna sonora rimasterizzata supervisionata direttamente dai Led Zeppelin, questo film celebra l’essenza stessa della leggendaria rock band, offrendo un’esperienza visiva e musicale senza pari.

La distribuzione di Led Zeppelin: The Song Remains the Same in Italia è curata da Nexo Digital in collaborazione con Warner Music Italy, con il sostegno dei media partner Radio Capital e MYmovies.it. E per rendere ancora più coinvolgente questo evento, al nuovo trailer del film hanno prestato le loro voci due iconici conduttori radiofonici italiani, Luca De Gennaro e Mixo di Capital Records.

Non lasciatevi sfuggire questa straordinaria occasione di immergervi nell’universo epico dei Led Zeppelin sul grande schermo. Consultate presto l’elenco delle sale che ospiteranno l’evento e assicuratevi di acquistare i biglietti in prevendita a partire dal 27 febbraio. Led Zeppelin: The Song Remains the Same vi attende per un’esperienza cinematografica indimenticabile!

“Genoa comunque e ovunque” arriva al cinema il 29 gennaio

In occasione dei 130 anni della squadra, arriva nelle sale da lunedì 29 gennaio a domenica 4 febbraio Genoa comunque e ovunque. Il film evento, nato da un’idea di Mattia Mor di Emotion Network e prodotto da Emotion Network e DUDE Originals, che ne ha curato anche lo sviluppo creativo ed editoriale, in collaborazione con Genoa Cricket and Football Club, con la regia di Francesco G. Raganato e come capo autore Alessandro d’Ottavi, racconta, attraverso le testimonianze di un gruppo di tifosi, leggende e personalità del club e dirigenti, l’essenza e la storia del club rossoblù (elenco cinema a breve su nexodigital.it).

Il film non indugia sugli aspetti strettamente sportivi ma vuole andare ad approfondire il senso profondo dell’essere genoani, la passione che avvicina persone con storie e provenienze diverse, la gioia del tifare come atto di fede a prescindere dai risultati, cosa vera per tante squadre ma ancor di più per una squadra antica e nobile, con una delle tifoserie più calde d’Italia, come il Grifone.

https://youtu.be/VirH4KCYe70

La simbiosi tra la città di Genova e la sua squadra di calcio rappresenta il cuore stesso del documentario, per celebrare una delle tifoserie più appassionate e fedeli del nostro Paese e ripercorrere la storia del club più longevo di Italia, analizzando il profondo significato dell’essere Genoani. Emerge così il senso di appartenenza, il desiderio di sostenere la propria comunità, di condividerne le gioie e dolori, “comunque e ovunque”. In totale controtendenza con le logiche del marketing e delle multinazionali dell’intrattenimento, questo è soprattutto il racconto di un sentimento irrazionale ed extra calcistico, definito da molti nel film “una malattia”,  che accomuna, di una passione che si rinnova di generazione in generazione, come dimostrano le testimonianze dei vari intervistati del film: Barbara Barrani, Dario Bianchi, Andrès Blàzquez, Mario Bortolazzi, Andrea Brasi in arte Bresh, Domenico Criscito, Stefano Eranio, Gustavo Grigò, Mario Kaiser, Diego Milito, Claudio Onofri, Rodrigo Palacio, Goran Pandev, Bambi Roncallo, Jacò Rosset, Marco Rossi, Gennaro Ruotolo, Giuseppe Sculli, Benedetta Signorini, Josh Wander, Alberto Zangrillo.

Il vero protagonista di Genoa comunque e ovunque è proprio il legame del Genoa con la sua città: un sentimento intriso di amore e nostalgia che sembra contagiare chiunque abbia avuto la fortuna di diventare l’idolo della tifoseria, come nel caso di Milito e Palacio che, pur avendo giocato in alcuni degli stadi più importanti del mondo, continuano a sentire Genoa e Genova come casa loro. Lo stesso vale per il cantante e tifoso Bresh, nuovo “cantore della genoanità” con la sua “Guasto d’amore”, emblema della musicalità di tutto il tifo genoano (non è un caso che Milito sia stato salutato dallo stadio Luigi Ferraris proprio con la frase di una canzone di Fabrizio De Andrè: “Meglio lasciarci che non esserci mai incontrati”).

 

Il film è inoltre arricchito da una partitella tra le leggende del Genoa, capaci di far esplodere di emozione qualsiasi tifoso. Come nella più attesa delle partite, i grandi campioni della storia del Genoa si sfidano, come in una partitella tra amici, in una sfida serale dal sapore epico e romantico nel contesto, incredibile e surreale, dello Stadio Luigi Ferraris vuoto. Dopo un primo incontro negli spogliatoi, i calciatori attraversano il tunnel ed entrano in campo: un ingresso spettacolare che avrà la forza di scaturire in loro ricordi e sensazioni uniche. La partita sarà così l’occasione per evocare i grandi successi, i gol, le gioie e i dolori del passato, ma anche i momenti più alti della vita professionale di ognuno di loro, con un footage di repertorio che racchiude le azioni più belle e più coinvolgenti della storia rossoblù. E poi c’è il tema della genoanità: ogni giocatore la incarna e la vive in maniera diversa, ma comunque sempre accesa e palpitante. Questa scena è probabilmente il regalo più bello che, a 130 anni dalla fondazione della sua squadra, il pubblico genoano potesse sognare di vivere sul grande schermo.

Andrès BlàzquezAD di Genoa Cricket And Football Club, ha commentato: “Il docufilm racconta fedelmente e con coerenza ciò che intendiamo quando diciamo che il Genoa è unico. Fin dal primo giorno trascorso nella meravigliosa città di Genova, ho colto personalmente la bellezza di una comunità che non smette mai di stupire. Sono soliti chiamarla malattia, una malattia d’amore, che ha una forza contagiosa tale che oggi i miei figli non si perdono una partita in Gradinata Nord al Ferraris. Comunque e ovunque, consapevoli di un passato storico e glorioso ma con lo sguardo sempre rivolto al futuro. Un futuro luminoso.”

Sin dalla sua nascita Emotion Network porta alla luce storie che possano sbloccare il potenziale dell’Italia ed essere di ispirazione per le persone”, ha dichiarato Mattia Mor, fondatore e AD di Emotion Network. Sfogliando le pagine della storia e della cultura popolare italiana, la nostra mente è andata subito al Genoa, la squadra con una delle tifoserie più appassionate e calde nonostante i risultati. Tifare Genoa – prosegue Mor – vuol dire soffrire tanto e gioire poco, essere parte di un vissuto, avere una fede, essere appassionati a prescindere dalle vittorie, nell’amore per una maglia che accompagna decine di migliaia di tifosi dall’infanzia alla vita intera. Con ‘Genoa comunque e ovunque’ vogliamo portare sullo schermo questo incredibile magma di passione ed emozioni, raccontare all’Italia e al mondo il senso del tifare una squadra comunque e ovunque, qualsiasi sia il risultato, mossi soltanto dalla passione, sapendo bene che la bellezza della passione calcistica sta nel tifare e non nei risultati. Sarà bello portarlo nelle case di tutti gli italiani, tifosi e non tifosi, genoani e non, perché il nostro obiettivo come produttori è quello di raccontare storie che possono ispirare, emozionare e far riflettere allo stesso tempo.”

Aggiunge Livio Basoli, Chief Creative Officer e CEO di DUDE Originals:

Siamo ormai abituati a vedere storie e documentari di calcio giocato che riguardano squadre grandi o piccole, di oggi o di ieri. Ma quando ci si allontana dal campo, e si lasciano sullo sfondo i grandi campioni o le imprese più famose, si trova qualcosa di molto più interessante e universale da raccontare: le storie di quelle persone che hanno fatto di questo sport la loro religione e dell’amore per la propria squadra la loro ragione di vita. “Genoa comunque e ovunque” racconta proprio queste storie, ricordandoci l’incredibile potere di questo sport attraverso una delle squadre simbolo della sua storia.”

Chi è EMOTION NETWORK

Emotion Network è una media company italiana con la visione di rimettere l’essere umano e le sue emozioni al centro dello sviluppo, credendo nel potere dello storytelling per rafforzare il potenziale umano, producendo “Grandi storie per ispirare, educare, intrattenere”.

Persegue i suoi obiettivi attraverso:

  1. Produzione audiovisiva (film e serie, docu-film e docu-serie, podcast focalizzati solo su contenuti ispirazionali)
  2. L’organizzazione del Tech.Emotion Summit, in cui innovazione, tecnologia e business si coniugano con emozioni, cultura ed umanesimo;
  3. TechEmotion.com: piattaforma streaming di contenuti ispirazionali (masterclass, talk, film, docu-film, podcast) con l’obiettivo di guidare nello sviluppo personale , in modalità ispirazionale privati e dipendenti delle imprese.

Chi è DUDE ORIGINALS

DUDE: Originals è lo “spin-off” dell’agenzia di advertising DUDE, dedicato allo sviluppo e alla produzione di contenuti originali di entertainment. La creatività negli anni è stata al cuore del successo di DUDE, fondata nel 2008 da un gruppo di outsider che ha saputo reinventare il modello classico dell’advertising e che vuole ora ridefinire il modello di selezione, cura e sviluppo di storie originali per il cinema e la televisione, attraverso uno scouting attento delle voci più talentuose tra scrittori, sceneggiatori e registi.

Fondata nel 2021, DUDE Originals si concentra sullo sviluppo e la produzione di contenuti che possano rappresentare una novità nel panorama dell’intrattenimento italiano, innovativi, con una linea editoriale che predilige narrative, generi, voci e tematiche con forti connotati italiani ma con un ampio respiro internazionale.

Tra i progetti in sviluppo la serie-tv ispirata al romanzo “Spatriati” di Mario Desiati (libro vincitore Premio Strega 2022), le serie “Anima della frontiera” (ispirata alla trilogia della frontiera di Matteo Righetto), il film lungometraggio “Il Mestiere” scritto da Massimo De Angelis e Beppe Tufarulo, il docu- film “Olhão or Nothing” con la regia di Gabriele Micalizzi.

Raffa, la docuserie su Raffaella Carrà su Disney+

Disney+ ha annunciato che Raffa, la prima docuserie originale dedicata a Raffaella Carrà, sarà disponibile dal 27 dicembre sulla piattaforma streaming. La docuserie, prodotta da Fremantle, è diretta da Daniele Luchetti e scritta da Cristiana Farina con Barbara Boncompagni e ripercorre la straordinaria vita di una delle icone della cultura pop in tutto il mondo.

Chi è Raffaella Carrà? Chi si nasconde dietro l’immagine della star italiana più famosa e amata all’estero, dietro i 60 milioni di dischi venduti, i successi televisivi, i film e le tournée internazionali? Simbolo di libertà, regina della TV e icona LGBTQ+: Raffaella Carrà è un mito che supera ogni barriera, un’artista amata incondizionatamente dal pubblico internazionale per oltre 50 anni. Eppure Raffaella è un mistero di cui nessuno possiede la chiave. Gelosissima del suo privato, era una donna che lottava per affermarsi in un mondo di uomini, che ha amato e sofferto come tutte e nella quale convivevano due anime, quella della diva Carrà e quella più vulnerabile di Raffaella Pelloni. La docuserie ripercorre la sua vita pubblica e privata, a partire dall’infanzia in Romagna segnata dall’abbandono del padre, il flirt “da copertina” con Frank Sinatra, i grandi amori, il rimpianto per una maternità mancata, crisi e rinascite. Tutto raccontato attraverso le sue immagini più iconiche e quelle del suo archivio privato in esclusiva insieme a testimonianze inedite di chi l’ha conosciuta davvero.

Raffa – docuserie in 3 episodi da 1 ora – è prodotta da Gabriele Immirzi e Alessandro De Rita per Fremantle Italia. Regia di Daniele Luchetti. Scritta da Cristiana Farina con Carlo Altinier, Barbara Boncompagni, Salvatore Coppolino e Salvo Guercio.

“Picasso. Un ribelle a Parigi” al cinema dal 27 al 29 novembre

Dipingere non è un’operazione estetica:

è una forma di magia intesa a compiere un’opera di mediazione

fra questo mondo estraneo e ostile e noi”.

Pablo Picasso

All’alba di una mattina del 1901 Picasso arriva a Parigi.

Il suo futuro inizia proprio quel giorno, in quella città. Nato in Spagna il 25 ottobre del 1881, Picasso trascorrerà quasi tutta la sua vita a Parigi eppure, nella capitale francese, si sentirà spesso uno straniero, un esule, un ‘vigilato speciale’ della polizia.

È questo il punto di partenza di PICASSO. UN RIBELLE A PARIGI. Storia di una vita e di un museoprodotto da 3D Produzioni e da Nexo Digital col sostegno del Musée National Picasso di Parigi e in arrivo al cinema solo il 27, 28 e 29 novembre (elenco sale a breve su nexodigital.it) per raccontare Pablo Picasso attraverso uno sguardo inedito e del tutto diverso da quello cui siamo abituati. Realizzato in occasione dei 50 anni dalla morte di Picasso (Malaga, 25 ottobre 1881 – Mougins, 8 aprile 1973), il docufilm – diretto da Simona Risi su soggetto di Didi Gnocchi e Sabina Fedeli che firmano anche la sceneggiatura con Arianna Marelli – mette al centro del suo racconto il percorso di un giovane emigrato, povero ma destinato a diventare una delle più importanti icone del 900. In un continuo movimento di entrata e uscita dal Museo Picasso di Parigi, la più grande collezione esistente dedicata al pittore con 6000 capolavori e 200.000 pezzi di materiali d’archivio, il film segue Picasso nei quartieri parigini in cui ha abitato, dagli atelier senza riscaldamento degli esordi ai grandi appartamenti borghesi, quelli in cui inizia il successo: un viaggio materiale e intellettuale per comprenderne in maniera più approfondita l’opera e lo spirito.

A guidarci in questo percorso è Mina Kavani, attrice iraniana protagonista di No Bears di Jafar Panahi, regista dissidente vincitore del Premio Speciale della Giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2022. A Parigi Kavani è approdata qualche anno fa, spinta dal bisogno di recitare senza le censure imposte dal regime degli ayatollah. Una scelta difficile nel segno della libertà, che oggi le impedisce di tornare nel suo paese. Come Picasso, che durante il franchismo non ha potuto né voluto rientrare in Spagna, anche lei oggi vive la dolorosa condizione dell’espatriata.

PICASSO. UN RIBELLE A PARIGI. Storia di una vita e di un museo sviluppa così un ritratto originale dell’artista, tratteggiandone il carattere contradditorio – assieme generoso e dispotico, fatto di sole e ombra, spesso occultato dietro una maschera – e la duplicità dei comportamenti, anche con le sue molte compagne. Una duplicità che oggi ha acceso un dibattito spinoso: si può separare l’artista dall’uomo? Sullo sfondo emerge sempre la Parigi al tempo di Picasso, una città anch’essa contraddittoria che all’inizio del secolo, proprio quando si sta trasformando in metropoli aperta e moderna, mostra la sua intolleranza e la sua xenofobia verso l’immigrato. E Picasso è un immigrato, anarchico fra gli anarchici di Montmartre, un tipo sospetto da tenere sott’occhio. Emergeranno così aspetti ancora poco conosciuti del pittore, che solo oggi gli storici e gli storici dell’arte iniziano a indagare, come appunto il suo essere stato “uno straniero” a Parigi. Non mancheranno le analisi delle opere come Les Demoiselles d’Avignon e si scoprirà persino perché è possibile, senza forzature, gettare uno sguardo ‘queer’ sull’opera dell’artista.

Mina Kavani ci accompagnerà con letture di brani tratti da lettere conservate al Museo Picasso e da volumi come “Picasso e i suoi amici” di Fernande Olivier, “Picasso” di Gertude Stein e “La mia vita con Picasso” di Françoise Gilot. A completare il film le interviste a critici dell’arte, curatori, intellettuali e artisti che aiuteranno a entrare nella mente di Picasso e a capire perché è considerato uno dei più grandi geni del Novecento. Tra loro la Presidente Musée national Picasso Paris Cécile Debray, la storica e autrice del volume “Picasso. Una Vita da Straniero” Annie Cohen-Solal, gli storici dell’arte Marie-Laure Bernadac e Eugenio Carmona Mato, lo stilista e designer Paul Smith, la Responsabile Centro Studi Picasso Cécile Godefroy, lo storico francese François Hartog, gli artisti Obiageli Okigbo Guillermo Kuitca.

Le musiche originali del film sono firmate da Emanuele Matte.

La Grande Arte al Cinema è un progetto originale ed esclusivo di Nexo Digital. Per il 2023 la Grande Arte al Cinema è distribuita in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital con i media partner Radio Capital, Sky Arte, MYmovies.it e in collaborazione con Abbonamento Musei.

“Carlos: Il Viaggio di Santana”: anteprima mondiale al cinema

Arriverà nelle sale cinematografiche di tutto il mondo con un evento esclusivo Carlos, il documentario diretto dal regista Rudy Valdez dedicato al leggendario chitarrista e icona mondiale Carlos Santana. L’appuntamento celebra la vita e la storia di una delle più grandi icone della musica, vincitore di 10 Grammy, e arriverà nelle sale solo il 25, 26 e 27 settembre con “Carlos: Il Viaggio di Santana: anteprima mondiale”. Le proiezioni saranno arricchite da uno speciale contenuto introduttivo che vedrà la partecipazione dello stesso Santana e del regista Valdez, già vincitore di due Emmy (The Sentence, We Are: The Brooklyn Saints).

Presentato in anteprima all’ultimo Tribeca Festival, CARLOS raccoglie nuove interviste a Santana e alla sua famiglia, filmati d’archivio mai visti prima, tra cui video casalinghi registrati dallo stesso artista, filmati di concerti, scene di backstage, interviste con luminari dell’industria musicale e collaboratori, tra cui Clive Davis e Rob Thomas.

L’evento è presentato in tutto il mondo da Trafalgar Releasing e Sony Pictures Classics e distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Digital (elenco sale a breve su carlosfilm.com e nexodigital.it).

Leggenda musicale da 50 anni e vincitore di 10 Grammy, Santana continua a essere uno degli artisti più importanti del mondo, capace di fondere jazz, blues e musica Mariachi con la spiritualità del rock n’ roll, mostrando il senso di connessione e il legame primordiale tra la musica e le nostre emozioni più profonde.

Finanziato congiuntamente da Sony Music Entertainment e Imagine Documentaries, CARLOS è prodotto da Sara Bernstein e Justin Wilkes insieme a Lizz Morhaim e prodotto esecutivamente dai produttori Premio Oscar Brian Grazer e Ron Howard per Imagine Documentaries. Tra i produttori anche Leopoldo Gout, Ashley Kahn e Sam Pollard.  Meredith Kaulfers è co-produttore esecutivo per Imagine Documentaries e Michael Vrionis produttore esecutivo. Tom Mackay e Richard Story sono produttori esecutivi per Sony Music Entertainment.CARLOS è distribuito in Italia in esclusiva da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Virgin Radio, MYmovies.it e con Sony Music e Live Nation.

Carlos Santana

Per oltre cinque decenni – dagli esordi col suo gruppo afro-latino-blues-rock fusion di San Francisco che si chiamava appunto “Santana”, Carlos è stato la forza visionaria dietro un’arte che trascende i generi musicali e i confini generazionali, culturali e geografici. Tra i tanti riconoscimenti, è stato citato da Rolling Stone al 15° posto nella lista dei “100 più grandi chitarristi di tutti i tempi”; la sua band assieme ai ai Rolling Stones è la sola ad avere un album che ha raggiunto la Top 10 in ogni decennio dagli anni Sessanta. Per informazioni e dettagli: santana.com

Abba: The Movie – Fan Event

Arriva nelle sale solo il 18, 19 e 20 settembre il più grande evento cinematografico per i fan di tutta Europa degli Abba: Abba: The Movie – Fan Event. Un appuntamento che propone una straordinaria esperienza immersiva ‘sing-along’ pensata per i cinema: il party definitivo per i fan di tutto il mondo per cantare e ballare assieme alla band esattamente come 46 anni fa nel loro periodo di massimo splendore e per partecipare assieme a Agnetha Fältskog, Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Anni-Frid “Frida” Lyngstad al concerto che si è sempre desiderato vivere, tornando indietro nel tempo e riscoprendo tutta la potenza e l’emozione di allora.

Gli ABBA, il cui nome è composto dalle iniziali dei nomi dei quattro membri della band – Agnetha Fältskog, Björn Ulvaeus, Benny Andersson e Anni-Frid “Frida” Lyngstad – sono stati uno dei più grandi gruppi pop degli anni Settanta. Formatosi nel 1972, gli ABBA irruppero sulla scena mondiale due anni dopo con la hit “Waterloo”. Con Björn e Benny come scrittori/produttori ambiziosi e geniali – con il loro energico manager Stig Anderson che talvolta li aiutava con i testi – e Agnetha e Frida con le loro voci avvincenti ed emotivamente potentissime, il gruppo è stato una presenza possente sulla scena pop, capace di conquistare il mondo con successi come “SOS”, “Mamma Mia”, “Fernando”, “Dancing Queen”, “Take A Chance On Me”, “Chiquitita”, “The Winner Takes It All” e “Super Trouper”.

L’evento al cinema, che invita il pubblico a recarsi nelle sale con dress code a tema ABBA, includerà la versione rimasterizzata del film del 1977 diretto dal candidato all’Oscar Lasse Hallström, ma anche molti contenuti extra aggiuntivi, tra cui uno speciale dietro le quinte del fenomenale e innovativo spettacolo londinese ABBA Voyage (che è stato visto da oltre 1 milione di fan in tutto il mondo), un breve anteprima video di ABBA The Museum a Stoccolma, video sottotitolati delle canzoni più famose, filmati estremamente rari del tour del 1977, rendendo questo evento un’imperdibile celebrazione dell’intramontabile eredità degli ABBA. 

ABBA: The Movie – Fan Event

 racconta la storia di un DJ radiofonico che insegue la band in giro per l’Australia con l’obiettivo di ottenere un’intervista, mentre la solerte guardia del corpo degli ABBA fa di tutto per impedirlo. Con filmati di backstage e performance integrali di alcuni dei più grandi successi degli ABBA, come “Dancing Queen”, “Tiger”, “Name Of The Game” e “Eagle”, l’evento testimonia tutta la magia e il carisma che hanno reso gli ABBA uno dei gruppi più celebri della storia della musica offrendo uno sguardo attento e affascinante sulla band all’apice della sua popolarità. Ripreso dal regista Lasse Hallström durante la tournée sold out in Australia, il film nella sua versione restaurata condurrà così gli spettatori in un viaggio a ritroso negli anni ’70, quando la disco imperava e gli ABBA ne erano i sovrani.

ABBA: The Movie – Fan Event includerà anche un momento di canto dopo lo spettacolo con i video ufficiali di “Chiquitita”, “Waterloo” e “Voulez-Vous”.

Spiega Mia Segolsson, Direttore Generale di Polar Music International:

Sono entusiasta di poter finalmente riproporre l’iconico ABBA The Movie in tutto il mondo, a quasi 50 anni dal suo debutto. Quale posto migliore per rivivere gli ABBA nel loro periodo di massimo splendore se non sul grande schermo insieme ai fan vecchi e nuovi? ABBA The Movie è una testimonianza della magia che faceva e fa parte ancora oggi degli ABBA“.

Gli ABBA possono essere definiti una pietra miliare della storia della musica. Ancora oggi vantano un posto d’onore nelle classifiche musicali di tutto il mondo, nonostante siano passati quasi 50 anni dall’inizio della loro carriera. Universal Music Group detiene la titolarità esclusiva dell’intero repertorio discografico della band. In Italia la commercializzazione del catalogo degli ABBA è veicolata anche dallo Shop Online.

ABBA: The Movie – Fan Event è distribuito nei cinema italiani in esclusiva da Nexo Digital in collaborazione con i media partner Radio Capital, Radio Deejay, MYMovies.it e in collaborazione con Universal Music Italia. 

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