Dylan Dog, l’Apocalisse che ha spaccato la continuity: il ritorno di un albo che ha osato uccidere il suo mito

Alcune storie non si limitano a essere lette. Si subiscono, si discutono, si metabolizzano per anni. “Dylan Dog. E ora, l’Apocalisse!” è una di quelle. E il fatto che torni in una nuova edizione dal 27 febbraio per Sergio Bonelli Editore non è semplice operazione nostalgia: è la riapertura di una ferita narrativa che non ha mai smesso di bruciare.

Chi ha attraversato le pagine dell’Indagatore dell’Incubo fin dagli anni delle copertine ingiallite sa di cosa parlo. Ogni tanto arriva un albo che non vuole piacerti per forza. Vuole metterti in crisi. Vuole farti chiedere se il personaggio che ami può sopravvivere al peso della propria mitologia. E qui quella domanda esplode senza anestesia.

Un galeone, un oceano senza nome e una resa dei conti editoriale

La superficie della trama è già di per sé un trip lisergico degno delle migliori suggestioni gotiche. Dylan e Groucho salpano su un galeone alla deriva, intrappolati in un oceano che sembra esistere fuori dalle mappe e fuori dal tempo. Tempeste, creature mostruose, approdi impossibili. Un’odissea marinaresca che mescola Melville, horror cosmico e malinconia londinese.

Ma sotto quella deriva visionaria si agita qualcosa di molto più radicale.

Roberto Recchioni prende Dylan Dog e lo trascina davanti a uno specchio deformante. Non si limita a raccontare un’apocalisse esterna. Costruisce una frattura interna, quasi meta-narrativa. Il nemico gigantesco che incombe sull’orizzonte non è soltanto una minaccia per il mondo. È il simbolo di un’eredità ingombrante, di un passato che rischia di diventare gabbia.

L’idea di “uccidere il padre”, in senso creativo, attraversa tutta la storia come una corrente sotterranea. Evolvere significa tradire? Oppure restare immobili è la vera forma di tradimento?

Per chi è cresciuto con Dylan Dog come compagno di notti insonni e colonna sonora rock in sottofondo, la domanda non è teorica. È personale.

Angelo Stano e Corrado Roi: icone che si confrontano con il cambiamento

Sul piano visivo, l’albo è un dialogo tra epoche. Angelo Stano torna a confrontarsi con il suo Dylan, aggiornando il tratto, contaminandolo con strumenti contemporanei, ma senza cancellare l’identità che ha reso l’Indagatore dell’Incubo un’icona grafica riconoscibile a colpo d’occhio.

Le tavole hanno qualcosa di familiare e allo stesso tempo disturbante. Linee che sembrano appartenere al passato, ma immerse in un’atmosfera che parla al presente. È come rivedere un volto amato dopo anni: lo riconosci, ma non è più lo stesso.

E poi arriva l’ombra liquida di Corrado Roi. Poche pagine, eppure capaci di evocare quell’estetica onirica che ha segnato l’anima più gotica della serie. Un passaggio simbolico, quasi una staffetta tra sensibilità diverse, come se l’albo stesso fosse consapevole di stare camminando su un crinale.

Apocalisse o reboot? La differenza è sottile

Il titolo promette la fine del mondo. E in parte la mantiene. Il destino dell’umanità dipende dalla caduta di un’entità titanica, in una scena che ha il respiro di un boss finale da videogame epico. Ma ridurre tutto a un semplice “evento cataclismatico” sarebbe un errore grossolano.

Qui non si tratta di distruggere per ricominciare da zero. Non è un reset pulito. È una scelta di percorso. Come cambiare motore grafico a una saga che va avanti da decenni, sapendo che una parte della community ti accuserà di sacrilegio.

La forza di questa storia sta proprio nell’aver diviso. C’è chi l’ha vissuta come un tradimento dello spirito originario. Chi, invece, ha applaudito il coraggio di non restare prigionieri dell’autocitazione infinita. In entrambi i casi, una cosa è certa: si parlava di Dylan Dog come non accadeva da tempo.

E questo, in un panorama fumettistico spesso dominato dalla comfort zone, è già un risultato.

Rileggere oggi “E ora, l’Apocalisse!”

La nuova edizione riporta in primo piano anche la postfazione e le interviste che accompagnavano l’uscita originale. Materiale prezioso per capire il contesto creativo, le intenzioni, le tensioni. Perché questo albo non è stato soltanto una storia. È stato un manifesto editoriale.

Rileggerlo oggi significa misurare la distanza tra il Dylan che eravamo e quello che siamo diventati. Significa interrogarsi su cosa chiediamo a un personaggio seriale dopo quarant’anni di pubblicazioni: stabilità rassicurante o evoluzione rischiosa?

Dylan Dog resta uno specchio delle nostre paure, certo. Ma anche delle nostre resistenze al cambiamento. L’Apocalisse, forse, non è la fine del mondo. È la fine di un’illusione di immobilità.

Personalmente ho preferito un albo che osa e inciampa piuttosto che uno che si limita a replicare formule collaudate. L’errore creativo è più affascinante della perfezione sterile. E questa storia, con tutte le sue fratture, è viva.

Adesso voglio sentire la vostra voce. Avete vissuto quell’Apocalisse come un tradimento o come una rinascita? Pensate che Dylan Dog debba reinventarsi per restare rilevante oppure la sua forza sta proprio nella fedeltà alle ombre degli esordi?

Parliamone nei commenti e sui social di CorriereNerd.it. Perché alcune storie non finiscono con l’ultima vignetta. Restano lì, sospese, come un galeone perso in un oceano senza nome. E forse il vero viaggio inizia proprio adesso.

Sergio Bonelli Editore presenta “Dylan Dog: Orrore Nero”, il lato più oscuro dell’Indagatore dell’Incubo

Esistono fumetti che si leggono e fumetti che ti restano addosso. DYLAN DOG. ORRORE NERO appartiene senza esitazioni alla seconda categoria: non una semplice raccolta, ma una vera e propria discesa negli abissi dell’orrore bonelliano, quello che non si limita a spaventare ma ti costringe a guardare storto la realtà per qualche giorno. Di quelli che, quando chiudi l’albo, ti fanno venire voglia di accendere una luce anche se è pieno giorno.

Il ritorno in libreria di questa raccolta è un piccolo evento per chi è cresciuto con l’Indagatore dell’Incubo sul comodino e per chi, magari più tardi, ha scoperto che Dylan Dog non è mai stato solo zombie, mostri e pistole con i proiettili d’argento. Dylan Dog è sempre stato un viaggio nella paura che nasce dalle persone, dalle ossessioni, dai rimorsi e dalle crepe invisibili della quotidianità. Orrore Nero prende tutto questo e lo porta all’estremo, scegliendo storie che non cercano il consenso facile, ma scavano dove fa male.

Il filo rosso che unisce i racconti inclusi nel volume è una forma di terrore che non ha bisogno di jump scare o spiegazioni rassicuranti. Qui l’orrore è sottile, insinuante, spesso elegante nella sua crudeltà. Si parte da luoghi che sembrano quasi rassicuranti, familiari, persino affascinanti, per poi scoprire che dietro la facciata si nasconde qualcosa di profondamente sbagliato. È una lezione che Dylan Dog impartisce da decenni, ma che in questa raccolta assume un peso particolare.

Uno degli aspetti più affascinanti di Orrore Nero è la sua capacità di muoversi tra diversi livelli di paura senza mai perdere coerenza. C’è l’orrore rituale, colto, quasi aristocratico, che si mescola a quello più sporco e provinciale, fatto di superstizione, follia e cicli di morte che si ripetono come una maledizione. E poi c’è l’orrore metafisico, quello che scivola nei tunnel della mente, dove non è più chiaro se il nemico sia un demone, un’idea o il senso di colpa che non vuole restare sepolto.

Dylan, come sempre, si muove in equilibrio precario tra empatia e disillusione. È chiamato ad affrontare mostri che a volte hanno zanne e artigli, altre volte indossano un volto umano, e in certi casi provano perfino ad amare. Ed è proprio lì che il fumetto colpisce più duro, perché suggerisce una verità scomoda: la linea che separa il mostro dalla vittima è spesso più sottile di quanto ci piaccia ammettere.

Dietro questa discesa nell’oscurità c’è la mano inconfondibile di Tiziano Sclavi, autore che ha saputo trasformare l’horror in uno strumento per raccontare fragilità umane, solitudini e paure collettive. Le storie raccolte in Orrore Nero portano tutte la sua impronta, a volte diretta, a volte condivisa, ma sempre riconoscibile. Il suo modo di scrivere l’orrore non è mai compiaciuto: è inquietante perché sembra possibile, vicino, quasi plausibile.

Al suo fianco, in una delle storie, compare Luigi Mignacco, che contribuisce a rafforzare l’atmosfera cupa e soffocante, mentre il comparto visivo è affidato a due nomi che, per i fan di Dylan Dog, sono sinonimo di incubo illustrato. Corrado Roi porta in tavola il suo bianco e nero nervoso, graffiato, fatto di ombre che sembrano vive, capace di trasformare anche un volto umano in qualcosa di disturbante. Giovanni Freghieri aggiunge un segno più classico ma non meno inquietante, costruendo tavole che accompagnano il lettore verso un senso di disagio costante, mai urlato ma sempre presente.

La copertina, firmata da Angelo Stano, è una dichiarazione d’intenti: non promette conforto, non strizza l’occhio, non ammicca. È lì per dirti che stai per entrare in un territorio oscuro, e che una volta varcata la soglia non sarà facile uscirne indenni. È il tipo di immagine che riconosci subito, anche a distanza di anni, come parte integrante dell’identità di Dylan Dog.

Questa nuova edizione di Orrore Nero funziona anche come promemoria culturale. Ricorda quanto la collana degli Speciali abbia spesso rappresentato uno spazio di sperimentazione, un laboratorio dove spingere più in là i confini del personaggio e del suo mondo. Qui Dylan non è solo l’eroe malinconico che risolve il caso e torna a casa: è un testimone impotente di verità scomode, uno spettatore coinvolto suo malgrado in drammi che non sempre hanno una soluzione consolatoria.

Rileggere oggi queste storie significa anche confrontarsi con un’idea di horror che non passa di moda, perché parla di paure universali. Il timore di perdere il controllo, l’angoscia di essere intrappolati in un ciclo che si ripete, la consapevolezza che il male non arriva sempre dall’esterno. In un’epoca che sembra ossessionata dal mostro spettacolare e iperrealistico, Orrore Nero ricorda che il vero terrore spesso nasce in silenzio, cresce lentamente e si annida dove meno te lo aspetti.

Questo volume non è solo una lettura consigliata, è quasi un rito di passaggio per chi ama Dylan Dog e per chi vuole capire perché, dopo decenni, continui a essere uno dei personaggi più profondi e disturbanti del fumetto italiano. È una raccolta che non cerca di piacere a tutti, e proprio per questo funziona così bene. Ti prende per mano, ti accompagna nell’oscurità e, quando finalmente richiudi il libro, ti lascia con una sensazione precisa: il mostro peggiore non è sempre quello che ringhia nel buio, ma quello che ti somiglia più di quanto vorresti.

E ora la palla passa a voi. Qual è la storia di Dylan Dog che vi ha fatto dormire con un occhio aperto? Orrore Nero vi ha colpito al primo giro o è uno di quei volumi che si apprezzano davvero solo rileggendoli? Parliamone, perché certi incubi meritano di essere condivisi.

L’Ispettore Coke di Dino Battaglia torna in libreria: il fascino gotico del mistero tra luce e ombra

Dal 19 dicembre le librerie e le fumetterie italiane accolgono un ritorno che sa di evento e di memoria ritrovata: L’Ispettore Coke di Dino Battaglia, un volume che raccoglie le avventure del celebre detective inglese nate dalla mano di uno dei più grandi maestri del fumetto europeo. Non è solo una ristampa, né un’operazione nostalgica fine a sé stessa. È piuttosto l’occasione per riaprire una porta su un modo di raccontare il mistero che oggi appare quasi sovversivo per eleganza, silenzio e densità emotiva.

Dino Battaglia non ha mai disegnato semplicemente storie. Ha costruito atmosfere, evocato sensazioni, trasformato la pagina in un luogo mentale prima ancora che narrativo. L’Ispettore Coke nasce proprio da questa esigenza: raccontare l’indagine non come un meccanismo logico da risolvere, ma come un viaggio attraverso l’ignoto, l’ombra, l’ambiguità morale. La Londra in cui si muove Coke non è una cartolina vittoriana da turismo letterario, ma un labirinto di vicoli umidi, nebbie persistenti e presenze che sembrano emergere più dall’inconscio che dalla cronaca nera.

Il protagonista, con la sua figura asciutta e il suo sguardo sempre un passo più in là rispetto a ciò che appare, è un detective anomalo. Non cerca solo colpevoli, ma verità che spesso fanno paura. Battaglia lo tratteggia come un uomo attraversato dal dubbio, inquieto, consapevole che ogni risposta porta con sé nuove domande. È un personaggio che sembra ascoltare il silenzio tanto quanto gli indizi, e in questo risiede gran parte del suo fascino.

Il segno di Battaglia, sospeso tra luce e ombra, è il vero motore narrativo dell’opera. Le sue tavole non gridano mai, non affollano lo spazio. Al contrario, suggeriscono. Le campiture nere non servono solo a definire l’ambiente, ma diventano materia narrativa, luoghi in cui lo sguardo del lettore si perde e immagina. È un fumetto che chiede tempo, attenzione, disponibilità a rallentare. Una lettura che oggi appare quasi radicale, in un panorama dominato dalla velocità e dall’eccesso visivo.

Uno degli elementi più toccanti di questo volume è la presenza dell’ultima storia, rimasta incompiuta da Battaglia e portata a termine da Corrado Roi. Un passaggio di testimone delicatissimo, che avrebbe potuto tradursi in una forzatura, e che invece si rivela un atto di profondo rispetto. Roi non imita Battaglia, non lo copia, ma ne raccoglie l’eredità emotiva e stilistica, proseguendo il racconto con un uso del nero potente, controllato, capace di dialogare con il maestro senza sovrastarlo. La continuità atmosferica è sorprendente, e il lettore ha la sensazione di assistere a un dialogo tra due anime affini, separate dal tempo ma unite dalla stessa visione gotica del fumetto.

A impreziosire ulteriormente il volume interviene la postfazione di Gianmaria Contro, che offre una chiave di lettura preziosa senza mai risultare didascalica. È un accompagnamento che aiuta a contestualizzare l’opera, a comprenderne il peso storico e artistico, ma anche a riscoprirne l’attualità. Perché L’Ispettore Coke non è un reperto museale: è un fumetto che parla ancora al presente, proprio grazie alla sua capacità di affrontare l’ignoto, la paura e il mistero senza semplificarli.

Ritrovare oggi Dino Battaglia sugli scaffali significa ricordare che il fumetto italiano ha saputo, e sa ancora, dialogare con la grande letteratura, con il cinema espressionista, con l’immaginario gotico europeo. Significa riscoprire un autore che ha trattato il fumetto come una forma d’arte totale, dove ogni vignetta è una scelta etica prima ancora che estetica.

Questo volume dedicato a L’Ispettore Coke è quindi molto più di una raccolta di storie. È un invito a perdersi, a leggere tra le ombre, a lasciarsi avvolgere da una Londra che non rassicura ma seduce. È un appuntamento imperdibile per chi ama il fumetto d’autore, per chi cerca nel giallo qualcosa di più della soluzione finale, e per chi crede che la vera indagine, in fondo, sia sempre quella dentro di noi.

Ora la parola passa a voi. Avete mai incontrato l’Ispettore Coke tra le pagine del fumetto? E quale storia di Dino Battaglia vi ha lasciato il segno più profondo? Raccontiamocelo, come si fa tra appassionati che sanno riconoscere quando un’opera non invecchia, ma aspetta solo il momento giusto per tornare a parlarci.

Edgar Allan Poe. Cinque passi nell’incubo – quando l’orrore diventa arte: il ritorno del maestro attraverso le tavole de Lo Scarabeo

Ci sono nomi che non smettono mai di inquietare, di affascinare, di scavare sotto la pelle della realtà per rivelare ciò che pulsa nel buio. Edgar Allan Poe è uno di quei nomi. Il suo universo di incubi, ossessioni e desideri sepolti è tornato a respirare in una nuova forma, quella del fumetto. Non una semplice trasposizione, ma una vera e propria resurrezione grafica e narrativa: cinque grandi artisti italiani hanno reinterpretato i racconti più celebri del maestro del gotico, trasformandoli in visioni d’inchiostro e terrore.

Il progetto nasce da un’idea di Marco Cannavò, curatore e sceneggiatore che ha saputo raccogliere l’eredità letteraria di Poe e tradurla in linguaggio visivo, rispettando la sua poetica di morte e follia ma contaminandola con sensibilità contemporanee. A dare corpo e anima a queste storie ci sono cinque firme d’eccellenza del panorama fumettistico italiano: Corrado Roi, Francesca Ciregia, Giulia Francesca Massaglia, Francesco Biagini e Michele Penco. Cinque stili, cinque prospettive, cinque viaggi nell’abisso di un autore che, a quasi due secoli di distanza, continua a parlarci come se scrivesse dai corridoi del nostro inconscio.

L’antologia raccoglie cinque capolavori assoluti: La sepoltura prematura, La caduta della casa degli Usher, Berenice, Una discesa nel Maelström e Il gatto nero. Ognuno di questi racconti è un microcosmo di follia e simbolismo, e in questa nuova incarnazione grafica ciascun artista lo rilegge con la propria impronta estetica e narrativa. Così Corrado Roi — maestro delle ombre e delle sfumature che hanno fatto la storia di Dylan Dog — dona a un’atmosfera rarefatta e disturbante, dove la colpa prende forma in silhouette di china che sembrano dissolversi nel rimorso. Francesca Ciregia, con il suo tratto vibrante e visionario, trasforma Berenice in una danza claustrofobica tra eros e thanatos, vita e decomposizione. Giulia Francesca Massaglia rilegge Gatto nero denso di ombre e rimorsi, un delirio grafico che sembra uscito da un incubo espresso a china e disperazione  Francesco Biagini, abituato a muoversi tra i generi e le dimensioni, affronta Una discesa nel Maelström come una vertigine grafica, un turbine di linee che inghiotte lettore e protagonista insieme. Infine, Michele Penco — autore che da sempre dialoga con il perturbante — firma La sepoltura prematura con un’interpretazione sospesa tra architettura e follia, dove le pareti della dimora sembrano respirare con i personaggi.

Il risultato è un volume che non si limita a celebrare Poe, ma lo rilegge alla luce della sensibilità del XXI secolo: un tempo in cui la paura non viene più solo dalle tenebre esteriori, ma dalle ombre digitali e interiori che ci accompagnano ogni giorno. Le sue parole, riscritte e ridisegnate, assumono un nuovo ritmo visivo, una nuova voce che parla tanto agli amanti del classico quanto ai lettori della nona arte contemporanea.

Pubblicata all’interno della collana Classici Horror de Lo Scarabeo, l’antologia rappresenta un nuovo tassello di un percorso editoriale che sta costruendo un vero ponte tra la letteratura gotica e il fumetto d’autore. Ogni pagina è pensata come un’esperienza sensoriale, dove la parola di Poe diventa immagine, e l’immagine, a sua volta, torna parola. È un gioco di specchi e riflessi che sembra evocare la stessa poetica del suo autore: quella tensione costante tra bellezza e terrore, attrazione e repulsione, vita e sepoltura.

In un’epoca in cui la paura è spesso ridotta a effetto speciale, questo volume ci ricorda che il vero orrore è quello che nasce dentro di noi, e che Poe — con le sue parole intrise di febbre e poesia — aveva già visto tutto. Le sue visioni, rinate tra le mani di questi artisti italiani, non sono soltanto un omaggio: sono un rituale di evocazione, un modo per far sì che il maestro dell’incubo continui a parlarci dal suo eterno crepuscolo. Forse, alla fine, ciò che rende immortale Edgar Allan Poe è proprio questo: la sua capacità di sopravvivere a ogni medium, a ogni epoca, e di tornare, ogni volta, un po’ più vivo — o un po’ più morto — di prima.

Dylan Dog: Se la notte chiama – il ritorno oscuro firmato Barbara Baraldi e Corrado Roi

Nel fitto intreccio di brume, ombre e leggende che solo Dylan Dog sa evocare, il 24 ottobre si apre un nuovo capitolo dell’orrore poetico firmato Sergio Bonelli Editore: “Dylan Dog. Se la notte chiama”, scritto da Barbara Baraldi e illustrato dal maestro Corrado Roi. Un ritorno alle atmosfere più oscure e suggestive dell’Indagatore dell’Incubo, dove l’incubo non è solo un evento sovrannaturale, ma una condizione dell’anima, un varco spalancato su ciò che non dovrebbe mai essere risvegliato.

Il richiamo del bosco

Il cuore della vicenda batte nel folto del bosco di Wildsborough, un luogo che sembra respirare, pulsare, quasi custodire in sé un’antica volontà. È lì che ciò che è sepolto torna a farsi sentire, là dove la notte si infittisce e le fronde intrecciano un sussurro che confonde il confine tra realtà e incubo. In questo scenario da fiaba gotica si muove Wilderman, un’entità ancestrale che incarna la paura primordiale, il “re delle ombre” delle leggende nordiche, ma anche la proiezione dei tormenti interiori della giovane Siobahn, vittima e tramite di un mistero che Dylan dovrà affrontare con la consueta miscela di razionalità, compassione e follia.

La Baraldi costruisce un racconto in cui il folklore magico si fonde con la psicanalisi dell’anima, unendo il mito del “fauno oscuro” alle simbologie della memoria repressa e della colpa. Non è un semplice caso per l’Indagatore dell’Incubo, ma un viaggio dentro il buio che ogni essere umano porta con sé. Il bosco, con la sua topografia onirica e i suoi segreti taciuti, diventa una metafora della mente: labirintica, ipnotica, popolata da presenze che sono insieme mostri e ricordi.

Baraldi e Roi: quando la notte prende forma

Barbara Baraldi, una delle penne più intense e visionarie della narrativa dark italiana, torna a intrecciare il suo universo poetico con quello di Dylan Dog. La sua scrittura, densa e lirica, si sposa perfettamente con il segno inconfondibile di Corrado Roi, illustratore che da sempre dipinge l’oscurità come se fosse una sostanza viva, liquida, capace di colare dalle pagine fino agli occhi del lettore.

Roi, con le sue tavole di chiaroscuri estremi e dissolvenze gotiche, non illustra la paura: la suggerisce, la lascia insinuare. Ogni tratto è un battito d’ombra, ogni vignetta un frammento di sogno. Insieme, Baraldi e Roi danno vita a un Dylan che torna ad essere non solo un personaggio, ma un archetipo: l’uomo che si confronta con l’ignoto, con la colpa, con l’amore perduto, e che continua a camminare, anche quando ogni passo conduce più a fondo nell’abisso.

Tra leggenda e memoria

“Se la notte chiama” non è soltanto un titolo evocativo: è una dichiarazione d’intenti. La notte non è più solo il regno dell’incubo, ma anche la voce del passato che ritorna, della verità sepolta che pretende ascolto. Le “mistiche presenze” di Wildsborough non sono solo spiriti vendicativi o creature magiche: sono incarnazioni di traumi, bugie e rimorsi. Dylan dovrà, ancora una volta, decifrare il mistero non solo con la logica del detective, ma con la sensibilità di chi conosce il linguaggio del dolore.

L’opera diventa così un ponte tra l’horror classico e la narrativa psicologica contemporanea, mescolando mito e introspezione, folklore e filosofia. Un racconto che affonda le sue radici nella tradizione del gotico europeo, ma parla con voce modernissima di perdita, memoria e identità.

Un’edizione speciale per collezionisti dell’incubo

Ad arricchire il volume, la postfazione di Franco Busatta, che accompagna il lettore dietro le quinte della creazione dell’albo, e un dialogo esclusivo tra gli autori, “Di sogni, storie e inchiostro…”, in cui Baraldi e Roi riflettono sul potere della narrazione e dell’immaginazione come strumenti per dare forma all’invisibile.

Per i collezionisti, “Dylan Dog. Se la notte chiama” sarà disponibile anche in edizione Variant Cover, distribuita esclusivamente nei negozi Manicomix, nel Bonelli Store e sullo Shop online ufficiale. Una copertina speciale che promette di essere già un oggetto di culto per gli appassionati.

Quando Dylan chiama, la notte risponde

Con questo nuovo capitolo, Dylan Dog riafferma il suo ruolo di figura totemica della cultura pop italiana: non solo un eroe, ma un viaggiatore dell’inconscio, un paladino dell’empatia nel regno delle ombre. “Se la notte chiama” è un canto oscuro e magnetico, un invito ad ascoltare ciò che si nasconde nel silenzio tra due battiti di paura.

Perché, come insegna Dylan, non sempre l’incubo è qualcosa da cui fuggire. A volte è proprio lì, nel buio che chiama il nostro nome, che possiamo ritrovare ciò che abbiamo perduto.

UT. IRANON IN ATEM: l’epico finale della saga post-umana di Barbato e Roi arriva in una nuova veste Director’s Cut

Ammettiamolo: da tempo aspettavamo la conclusione di UT, la visionaria creatura narrativa nata dalle menti affilate e complementari di Paola Barbato e Corrado Roi. E finalmente ci siamo. Il 20 giugno segna l’arrivo in libreria e in fumetteria di UT. IRANON IN ATEM, quarto e ultimo volume della saga, rilasciato da Sergio Bonelli Editore in una versione riveduta e corretta, una vera e propria Director’s Cut che promette di riscrivere — o forse sarebbe meglio dire risvegliare — l’immaginario distorto e poetico che ha reso questo fumetto un oggetto di culto.

Se avete già viaggiato nei meandri mentali e narrativi di UT, sapete che non ci troviamo davanti a una semplice serie a fumetti. Qui siamo oltre: in un territorio in cui il fumetto sfocia nella filosofia esistenziale, nella mitologia distopica, nel mistero psicologico più profondo. Barbato e Roi hanno costruito un universo tanto affascinante quanto spiazzante, un futuro remoto dove l’umanità è solo un ricordo sfumato, dissolto nei fumi della decadenza. Quello che resta del mondo è popolato da esseri che somigliano all’uomo, ma ne sono solo una parodia primitiva, mossi da impulsi basilari, istintivi, brutali.

E in mezzo a questo teatro post-apocalittico si aggira UT, protagonista enigmatico, una creatura ferina ma allo stesso tempo infantile, spinta da un bisogno incomprensibile di capire, cercare, forse anche amare. UT è l’eco di un’umanità perduta, un grido tra le rovine, un’anima incerta tra l’animalità e la consapevolezza. Una figura che solo Corrado Roi poteva rendere con il suo tratto inconfondibile, fatto di chiaroscuri che sembrano sussurrare segreti nascosti nelle pieghe della carta.

Con IRANON IN ATEM, la saga raggiunge la sua resa dei conti definitiva. Le Case, luoghi al tempo stesso fisici e simbolici che hanno scandito l’intera narrazione, si preparano alla collisione finale con Iranon, personaggio centrale e misterioso che finalmente riuscirà a recuperare la memoria perduta e a comprendere la verità sulle proprie origini. Il passato non sarà più un’ombra, ma un fuoco che brucia e trasforma. Intorno a lui si muovono gli altri attori di questo dramma a tinte oniriche: Decio e Gau tenteranno di fermare questa rivelazione, come se la verità fosse troppo pericolosa per essere lasciata emergere. Al contrario, Caligari e Iv lavorano attivamente per distruggere non solo Iranon, ma anche il luogo stesso da cui è nato, come se la sua esistenza minacciasse un ordine troppo fragile per sopravvivere alla conoscenza.

E poi c’è UT, il nostro tragico eroe, che insegue ostinatamente Leopoldo. Sarà lui, e solo lui, a penetrare i livelli più profondi delle Case, a spingersi là dove nessuno ha osato, là dove la Fiaba — che in questo universo è qualcosa di più di un semplice racconto — rivela la sua essenza ultima. La fiaba è codice genetico, è mito fondativo, è il nocciolo del mondo stesso. E UT, con la sua natura spoglia di sovrastrutture, potrebbe essere l’unico davvero in grado di comprenderla.

A rendere ancora più imperdibile questa uscita è la veste editoriale. La versione Director’s Cut rappresenta una nuova lettura della storia, rielaborata dagli autori stessi. Non si tratta di semplici ritocchi: è un vero e proprio atto di riscrittura consapevole, una forma di maturazione dell’opera che prende per mano il lettore e lo accompagna attraverso una narrazione più intensa, più fluida, più completa. Un’esperienza nuova, anche per chi ha già letto la versione originale.

L’introduzione al volume è firmata da Paola Barbato, che come sempre sa scavare con lucidità e passione nelle pieghe del proprio universo creativo. La postfazione è invece affidata a Gianmaria Contro, che aggiunge un ulteriore strato di riflessione critica all’opera. E, come da tradizione, la copertina è una meraviglia firmata da Corrado Roi, capace di evocare in un solo sguardo tutto il mistero, la malinconia e l’oscurità del mondo di UT.

Per i collezionisti più esigenti, è disponibile anche una variant cover esclusiva realizzata per il distributore Star Shop, acquistabile sia tramite il Bonelli Store fisico che direttamente online dallo shop ufficiale di Sergio Bonelli Editore. Un’occasione ghiotta per chi ama non solo leggere, ma anche collezionare e custodire piccoli gioielli del fumetto italiano.

Con UT. IRANON IN ATEM si chiude un ciclo narrativo che ha saputo distinguersi nel panorama del fumetto italiano per originalità, profondità e coraggio espressivo. Un’opera che invita a essere letta — e riletta — con occhi diversi, sempre nuovi, perché ogni dettaglio, ogni dialogo, ogni silenzio ha qualcosa da raccontare. Se amate il fumetto che osa, che sperimenta, che mette in discussione, questo volume non può mancare nella vostra libreria.

E voi, siete pronti a scoprire il segreto della Fiaba? Se avete già letto i primi volumi, cosa vi aspettate da questo finale? Avete una teoria sul vero significato di UT? Parliamone! Condividete l’articolo sui vostri social, commentate, e fateci sapere come state vivendo questo emozionante epilogo. La Fiaba continua, anche grazie a voi.

Dylan Dog. Altri Mondi: Un Viaggio nei Miti e nei Misteri dell’Indagatore dell’Incubo

A partire dal 13 dicembre, nelle librerie e fumetterie arriverà un volume imperdibile per tutti gli amanti dell’Indagatore dell’Incubo: Dylan Dog. Altri Mondi. Questa raccolta unisce alcune delle storie più amate del celebre protagonista creato da Tiziano Sclavi, un viaggio inquietante e affascinante nei mondi che solo Dylan Dog sa esplorare.

Le vicende si svolgono in luoghi sospesi tra realtà e finzione: dietro la polverosa vetrina di un negozio di cianfrusaglie in un’anonima via di Londra, tra le mura di un condominio di periferia, o all’interno di una villa con un giardino perfettamente curato, dove il tempo sembra scorrere all’indietro, rivelando dimensioni sconosciute. In questi mondi (im)possibili, Dylan Dog affronta i misteri celati da desideri e paure umane, dove perdersi è un rischio costante.

Il volume raccoglie storie scritte da Tiziano Sclavi, Michele Masiero e Paola Barbato, con disegni realizzati dai grandi del fumetto come Gianluigi Coppola, Corrado Roi, Bruno Brindisi, Giovanni Freghieri, Marco Soldi ed Enea Riboldi. Arricchito da un’introduzione di Franco Busatta, il libro presenta anche una copertina firmata da Angelo Stano, uno degli artisti più legati a Dylan Dog.

Dylan Dog. Altri Mondi è un’ode al mito di Dylan Dog, un viaggio che attraversa l’ignoto, offrendo ai lettori una nuova occasione per immergersi nei mondi strani e affascinanti che solo l’Indagatore dell’Incubo sa esplorare. Disponibile a 19,00 euro, il volume è già un must per i collezionisti e per tutti coloro che vogliono rivivere le atmosfere inquietanti e affascinanti che hanno reso Dylan Dog un simbolo del fumetto italiano.

Ut. Histeria di Paola Barbato e Corrado Roi

L’attesa per i fan di Ut è finalmente finita con l’uscita del terzo capitolo della serie, intitolato “Histeria”, che arriva in una versione Director’s Cut esclusiva, rivisitata dagli stessi autori Paola Barbato e Corrado Roi. Questa nuova edizione non è solo un semplice aggiornamento della precedente, ma un’opportunità per i lettori di scoprire nuove sfumature di un’opera che ha già conquistato molti per la sua originalità e il suo approccio spiazzante alla distopia e all’introspezione psicologica.

In questo capitolo, il lettore viene catapultato in un mondo futuro in cui l’umanità è stata estinta, lasciando dietro di sé solo rovine e nuove forme di vita. Queste creature, che una volta erano simili agli esseri umani, ora sono governate solo dai bisogni più primordiali. In questo scenario desolato, si muove Ut, un essere elementare, feroce e al contempo infantile. La figura di Ut, che mescola la brutalità dell’istinto con una sorta di innocenza primitiva, è uno degli aspetti più affascinanti dell’opera di Barbato e Roi, che riescono a rendere il personaggio tanto umano quanto alieno, in un equilibrio che scuote e affascina.

Il terzo episodio, infatti, segna una tappa cruciale nel viaggio di Ut. Il protagonista si imbarca in una ricerca disperata del suo compagno più fedele, il gatto Leopoldo. Questa missione lo porta ad affrontare un viaggio solitario e allucinante all’interno delle misteriose Case, un luogo in cui ogni passo può avere conseguenze catastrofiche. La tensione cresce mentre Ut naviga in un mondo fatto di pericoli invisibili e minacce costanti, con il rischio che il minimo errore possa significare la fine. La solitudine di Ut, la sua determinazione e la sua fragilità sono messe alla prova in ogni pagina, mentre la storia prende pieghe sempre più surreali e inquietanti.

In questa nuova versione Director’s Cut, Paola Barbato e Corrado Roi rivedono e arricchiscono l’opera, offrendo ai lettori una visione più completa e intima della storia. Le modifiche apportate non sono solo estetiche o narrative, ma arricchiscono la profondità psicologica dei personaggi e del mondo che hanno creato. Il lettore si trova così a esplorare un universo più denso e complesso, dove le emozioni di Ut e gli eventi che lo circondano acquistano una nuova intensità.

L’introduzione al volume, scritta dalla stessa Paola Barbato, offre uno sguardo privilegiato sul processo creativo che ha portato alla realizzazione di Histeria. In essa, Barbato riflette sul percorso della serie, sulle sue influenze e sugli sviluppi dei personaggi, mentre la postfazione di Gianmaria Contro analizza l’opera sotto un’ottica più critica, illuminando le tematiche più profonde e le scelte artistiche degli autori. La copertina, firmata da Corrado Roi, è un altro elemento che aggiunge valore a questo volume, con il suo stile unico che riflette perfettamente l’atmosfera dell’intera serie.

Inoltre, per i collezionisti e gli appassionati, Histeria è disponibile anche in un’edizione speciale con copertina variant, realizzata appositamente per il distributore Star Shop. Questa edizione esclusiva è disponibile anche presso il Bonelli Store e sullo shop online di Sergio Bonelli Editore, rappresentando un’occasione imperdibile per chi desidera aggiungere un pezzo da collezione alla propria libreria.

Il terzo capitolo di Ut è un’opera che continua a sfidare le convenzioni del fumetto, proponendo una visione unica e disturbante del futuro. Le parole di Paola Barbato e i disegni di Corrado Roi sono un’accoppiata vincente che regala al lettore una narrazione viscerale, fatta di emozioni contrastanti e colpi di scena. Con “Histeria”, la serie si prepara a condurre i lettori verso una conclusione ancora più epica e coinvolgente, mantenendo alta la tensione e la curiosità per ciò che accadrà nel capitolo finale. Un’opera da non perdere per chi è alla ricerca di un fumetto che non si limiti a intrattenere, ma che sfidi anche le proprie emozioni e la propria visione del mondo.

Jekyll & Hyde – Il bianco e il nero: Il capolavoro gotico rivisitato in fumetto da Cannavò e Roi

La casa editrice Lo Scarabeo continua a esplorare il mondo delle grandi opere della letteratura gotica con la sua collana “I Classici Horror”, un progetto che rivisita i capolavori del passato attraverso l’innovativo linguaggio del fumetto. Dopo il successo di Dracula – L’ordine del drago e Frankenstein – Nel nome del padre, arriva finalmente il turno di Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde, il celebre racconto di Robert Louis Stevenson che, in questa versione a fumetti, prende vita sotto le abili mani di Marco Cannavò e Corrado Roi.

Questo nuovo capitolo, intitolato Jekyll & Hyde – Il bianco e il nero, si distingue per una narrazione che non solo rielabora la storia dell’uomo dalla doppia personalità, ma la arricchisce con nuove sfumature e inquietanti retroscena. Il fumetto esplora la dualità che caratterizza il protagonista, amplificando il contrasto tra il bene e il male, tra l’ordine e il caos, temi che sono al cuore della trama originale di Stevenson.

A dare corpo e atmosfera a questa storia è il maestro Corrado Roi, noto per la sua capacità di infondere nelle sue opere un’energia visiva unica. Le sue chine, con il loro gioco di chiaroscuri, conferiscono al fumetto un’atmosfera oscura e minacciosa, che ben si adatta alla tensione psicologica e alla continua lotta interiore di Jekyll e Hyde. Il forte contrasto tra il bianco e il nero non è solo una scelta stilistica, ma un vero e proprio elemento narrativo che enfatizza il tema centrale del racconto: la lotta tra le due facce della stessa persona.

Pubblicato in un elegante formato cartonato di 112 pagine in bianco e nero, Jekyll & Hyde – Il bianco e il nero sarà disponibile in fumetteria e libreria a partire dal 31 ottobre, ma è già possibile acquistarlo online. Questo fumetto segna un’importante tappa per Lo Scarabeo, che continua a dare nuova vita ai classici della letteratura horror con una visione moderna e coinvolgente.

In anteprima, l’editore ha diffuso anche le prime dieci pagine del fumetto, che ci offrono un assaggio del talento di Corrado Roi e della profondità della storia, con un’introduzione visiva che promette di catturare l’attenzione di appassionati di fumetti e lettori della letteratura gotica. Un’opera che non solo celebra la storia di Jekyll e Hyde, ma la reinventa, aggiungendo nuovi strati e sfumature a un mito che continua a rimanere attuale e affascinante.

Nuova edizione di Dylan Dog. Angeli e Demoni

Dal 2 agosto, nelle librerie e fumetterie italiane, è disponibile una nuova edizione di un volume che rappresenta un capitolo significativo nella saga di Dylan Dog, l’Indagatore dell’Incubo creato da Tiziano Sclavi. Questa edizione riedita di Dylan Dog: Angeli e Demoni raccoglie per la prima volta in un unico volume sei storie che esplorano i temi eterni della vita e della morte attraverso l’inconfondibile lente dell’horror e del soprannaturale.

Dylan Dog, icona del fumetto horror italiano, torna dunque a confrontarsi con le forze celestiali e infernali in queste avvincenti narrazioni che mettono in risalto la dualità tra il bene e il male. Ogni storia di questa raccolta è un viaggio nell’oscurità e nella luce, dove l’Indagatore dell’Incubo affronta situazioni che vanno ben oltre i suoi soliti incubi. Tra angeli caduti e demoni vendicativi, Dylan Dog si trova a fare i conti con il soprannaturale in modi che mettono alla prova la sua stessa umanità.

Il volume comprende cinque episodi che trascendono i confini del reale: una trama narra di uno spietato killer innamorato di una donna enigmaticamente collegata agli inferi, mentre un’altra storia esplora la vicenda di creature celesti dimenticate sulla Terra. Altre trame includono un angelo sterminatore con l’intento di distruggere Venezia e un altro angelo a cui sono state mozzate le ali e che trova salvezza solo grazie all’intervento di Dylan Dog. Un ulteriore racconto vede un diavolo esiliato dall’inferno che trasforma degli sventurati londinesi in feroci assassini. Le storie, scritte da Tiziano Sclavi, Pasquale Ruju, Michele Masiero e Paola Barbato, si avvalgono dei disegni di maestri come Nicola Mari, Angelo Stano, Corrado Roi, Fabio Celoni, Gustavo Trigo e Attilio Micheluzzi, ognuno dei quali porta il proprio unico stile visivo al volume. Questa edizione speciale è arricchita da due introduzioni significative: “Angel’s Eye” di Franco Busatta e “Tra zolfo e incenso” di Maurizio Colombo, che offrono una prospettiva approfondita e contestualizzata su questi racconti di angeli e demoni. La copertina, disegnata da Angelo Stano, contribuisce con il suo inconfondibile tocco artistico a conferire ulteriore prestigio a questa edizione.

Con questa nuova edizione, Dylan Dog: Angeli e Demoni si presenta come un’opera imperdibile per tutti gli appassionati del fumetto horror e per i fan di lunga data dell’Indagatore dell’Incubo, offrendo una collezione di storie che continuano a esplorare i confini tra il reale e l’irreale con il caratteristico brivido e la profondità emotiva che solo Dylan Dog può offrire.

 

Ut. Le vie dei mestieri “Director’s Cut” di Paola Barbato e Corrado Roi

Il 26 aprile sarà una data da segnare in rosso sul calendario per tutti gli appassionati di fumetti e avventura. Arriverà nelle librerie e fumetterie il secondo volume dell’opera “UT. Le Vie dei Mestieri”, firmata dalla talentuosa coppia di autori Paola Barbato e Corrado Roi, in una versione speciale denominata Director’s Cut.

Le parole di Barbato e i disegni di Roi ci trasportano in un mondo enigmatico e misterioso, ricco di simboli, spettri e allusioni sfuggenti che aprono le porte a un sogno inquietante. In questa nuova avventura, il protagonista Iranon incontra Labieno, uno scultore genetico capace di creare opere d’arte parzialmente vive. Labieno chiede aiuto a Iranon e Ut, offrendo informazioni su argomenti misteriosi come Hog e le Case, e li coinvolge nella caccia a un enigmatico vandalo che danneggia le sue preziose creazioni.

L’ introduzione è curata da Paola Barbato, mentre la postfazione è scritta da Gianmaria Contro. La copertina è un’opera d’arte creata da Corrado Roi. Inoltre, è disponibile un’edizione con copertina variante realizzata per il distributore Star Shop, che sarà disponibile anche presso il Bonelli Store e sullo shop online di Sergio Bonelli Editore.

“UT. Le Vie dei Mestieri” è un’avvincente opera creata da Paola Barbato e Corrado Roi, che promette di appassionare i lettori con la loro geniale combinazione di narrazione e disegno. Non perdete l’occasione di immergervi in questo intrigante universo e seguire le avventure di Iranon e Ut in una storia che vi lascerà senza fiato.

Dylan Dog. Sogni

È finalmente in arrivo in libreria e fumetteria un volume imperdibile per tutti i fan di Dylan Dog. Si tratta di “Sogni“, che raccoglie tre storie scritte dal leggendario Tiziano Sclavi e disegnate da tre artisti amati da tutti: Giampiero Casertano, Corrado Roi e Giovanni Freghieri.

Questo volume è un viaggio tra la realtà e il sogno, dove la linea tra i due si confonde per trasformarsi in un vero e proprio incubo. Le tre storie chiave della saga dylaniata presenti in “Sogni” sono “La casa degli spiriti perduti”, “Sette anime dannate” e “Sogni”.

Le vicende narrate da Sclavi e illustrate magistralmente da Casertano, Roi e Freghieri ci portano attraverso luoghi claustrofobici come Casa Velasco, dove presenze sinistre portano i suoi abitanti alla pazzia, fino al misterioso castello di Xanador, dove vita e morte si intrecciano in un gioco di delitto e castigo. Infine, ci immergiamo nel regno dell’inconscio, dove cinque coraggiosi sognatori dovranno affrontare le proprie paure più profonde per scoprire il loro destino.

Il volume è completato dalle introduzioni di Franco Busatta e Guglielmo Maggioni, che ci introducono alle atmosfere cupe e avvincenti di queste storie. E non possiamo dimenticare la bellissima copertina disegnata da Angelo Stano.

Insomma, per tutti i fan di Dylan Dog e dell’orrore in generale, “Sogni” è un must-have assoluto. Non vediamo l’ora di tuffarci in queste pagine piene di mistero e suspense! A partire dall’8 marzo, non perdetelo!

Ut. Le vie della Fame

Arriva in libreria e fumetteria “Ut. Le vie della Fame”, il primo volume dell’opera travolgente, di una travolgente coppia di autori,  Paola Barbato e Corrado Roi, torna in versione rinnovata.

Un mondo post-apocalittico e un eroe-antieroe che, così narra la leggenda, sono nati da “interminabili conversazioni notturne”, prendono forma grazie alle pennellate di un Corrado Roi più che mai ispirato. Cosa è accaduto all’umanità? Chi è Ut e qual è la sua missione? Le parole di Paola Barbato ci immergono in un’avventura enigmatica, tutta da scoprire e riscoprire, fatta di simboli, spettri e sfuggenti allusioni che ci spalancano le porte di un sogno inquieto…

“Quando io e Corrado abbiamo cominciato a parlare di UT è stato due case, tre figlie e innumerevoli gatti fa. Ci conoscevamo ma non avevamo ancora mai collaborato. Lavoravamo entrambi a orari antelucani e ci chiamavamo quasi quotidianamente per fare quattro chiacchiere tra nottambuli (…) Ed è venuto il giorno in cui abbiamo deciso di affrontare tanta materia imbizzarrita, di domarla, dipanarla e poi tesserla, creando UT – La serie. È stato bellissimo, ma, non paghi di esser stati Ulisse, ci siamo poi trasformati in Penelope, abbiamo disfatto e ritessuto la trama così da darle una nuova forma, approdata in questa versione “definitiva”. È sempre quella storia? Naturalmente. Eppure, credeteci: UT non è mai uguale a se stesso”.

Paola Barbato

L’introduzione è di Paola Barbato, la postfazione di Gianmaria Contro. La copertina è opera di Corrado Roi. Del volume è disponibile anche un’edizione con copertina variant realizzata per il distributore Star Shop.

Frankenstein – Nel Nome Del Padre

Frankenstein, il capolavoro ottocentesco di Mary Shelley, viene rivisitato in una meravigliosa versione a fumetti dall’artista Corrado Roi e dallo scrittore Marco Cannavò. In questo secondo tappa del loro percorso alla riscoperta dei grandi classici della letteratura, i due talentuosi artisti si cimentano nell’interpretazione grafica del celebre romanzo gotico.

Le atmosfere cupe e misteriose che permeano le pagine di Frankenstein si sposano alla perfezione con lo stile cupo e affascinante di Roi. Le sue illustrazioni, ricche di dettagli e di un’eccellente resa visiva, sono in grado di catturare l’essenza del romanzo, rendendo tangibile la tensione e l’orrore che permeano la storia.

L’edizione cartonata, che ospita l’opera di Cannavò e Roi, conta ben 120 pagine e si presenta nel formato di 300×300 mm. Un vero e proprio scrigno che custodisce questa straordinaria interpretazione a fumetti di Frankenstein.

L’opera, disponibile esclusivamente in lingua italiana, rappresenta un omaggio senza tempo a uno dei più importanti romanzi della letteratura mondiale. La figura del mostro, creata dal giovane scienziato Victor Frankenstein con pezzi di corpi umani riuniti in un unico essere, ha da sempre affascinato e spaventato il lettore. La profonda indagine sull’ambiguità della scienza, sui limiti dell’ambizione umana e sulle conseguenze delle proprie azioni, che caratterizzano il romanzo, vengono abilmente esplorate nei disegni di Roi e nelle parole di Cannavò.

Frankenstein – Nel Nome del Padre è dunque un imperdibile viaggio nel mondo dell’horror letterario, un’opera che porterà il lettore a riflettere sulle tematiche più scottanti dell’umanità. Grazie all’incredibile talento di Cannavò e Roi, il capolavoro di Mary Shelley viene riletto e interpretato in modo magistrale, offrendo una nuova prospettiva sulle emozioni e i conflitti che permeano la storia. Frankenstein – Nel Nome del Padre si candida a diventare un must-have nella collezione di tutti gli amanti del fumetto e della letteratura classica. Un’opera di grande valore artistico e culturale, che eleva il genere e regala al lettore una esperienza di lettura unica ed emozionante.

Diabolik Chi Sei? il remake di Corrado Roi

Il fumetto che rivelava le origini di Diabolik, uno degli episodi più famosi – iconici – della saga del Re del Terrore. Dalla sceneggiatura originale di Angela e Luciana Giussani, il remake moderno dell’opera viene affidato al maestro indiscusso del “noir” italiano: Corrado Roi. Le grandi pennellate nere, in stile quasi impressionista, rivelano le origini di Diabolik in tutta la loro misteriosa e affascinante inquietudine.

L’Edizione Limitata contiene un’immagine di Diabolik & Eva con i bordi merlettati numerata, disegnata da Patrizio Evangelisti. Disponibili solo 180 copie. €48,00; invece, l’Edizione Limitata Deluxe contiene un’immagine di Diabolik & Eva con i bordi merlettati, in più un portfolio di 5 immagini disegnate da 5 grandi artisti italiani: Paolo Eleuteri Serpieri, Davide Furnò, Michele D’Aloisio, Marco Nizzoli e Giuliano Costa. Tutto racchiuso in un pregiato astuccio di tela. Disponibili solo 120 copie.  €150,00

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