Grazie a Lady Oscar tutti noi festeggiamo il 14 luglio!

Lady Oscar è uno degli anime più amati di sempre nel nostro bel Paese, se non il più amato, senz’altro come repliche.  Cosa si può dire ancora che non si sappia già di quella che è forse la protagonista più famosa degli anime di sempre, amata anche dai non otaku, tanto che ogni anno dal 12 al 14 luglio sui social ci si scatena con hastags per ricordare il suo grande amore per André finalmente realizzato e la tragica morte di entrambi?

Le rose di Versailles, il manga che ha ispirato l’anime, realizzato da Riyoko Ikeda a partire dal 1972, è considerato ancora oggi un classico del genere, da leggere e rileggere, capace davvero di forgiare l’immaginario e di essere coraggioso, proponendo un personaggio di eroina fuori dagli schemi, che ha fatto scuola, al centro di una storia d’amore veramente struggente, che fece scalpore nel Paese del Sol levante perché per la prima volta in un shojo si vedevano i due protagonisti fare l’amore, consumazione commovente di un sentimento purtroppo destinato a finire troppo presto.

Lady Oscar anime, diretto prima da Tadao Nagahama e Osamu Dezaki, nonostante la cura estrema con cui fu realizzato e che lo rende ancora oggi memorabile, non fu assolutamente un successo in Giappone, tanto che gli iniziali 52 episodi previsti furono ridotti a 40. Solo nel 1986, sette anni dopo la prima, sfortunata messa in onda, la serie fu riproposta sull’onda del successo ottenuto dal disegnatore Shingo Araki per I cavalieri dello zodiaco, trovando allora un suo posto nel fandom nipponico, a cui sono seguite pubblicazioni di art book e della splendida colonna sonora fino ad oggi, in attesa di un più volte annunciato remake animato per ora fermo.

In Italia è ancora oggi uno dei grandi successi degli anime di sempre, ancora celebrata da cosplayer, autori di fanfiction, fanart, gruppi sui social e eventi, e il manga è uscito in più edizioni a partire dagli anni Ottanta. Il tutto senza contare il rock drama realizzato da Andrea Palotto e lo spettacolo teatrale e il fan film de I Giocolieri delle Stelle, altri tributi davvero ad una storia che non smette mai di stancare.

Una storia comunque coraggiosa, politicamente scorretta in un momento in cui si vuole censurare tutto quello che fa emozionare in nome di non voler offendere nessuno, capace di parlare di morte, amore, libertà, giustizia, passioni totalizzanti (come dimenticare la famosa e conturbante dichiarazione d’amore di André ad Oscar?) rinunciando al lieto fine, anzi lasciando nella disperazione gli appassionati con uno dei più tragici anche se catartici finali di sempre, ma lasciando dentro non poco, anche a chi oggi a distanza di decenni lo ricorda come uno dei punti fermi della sua infanzia e adolescenza, un classico da rivedere e rileggere sempre.

Una Rosa a Torino 2026: la mostra dedicata a Lady Oscar conquista il Museo MIIT tra arte, cosplay e fan film

Ogni generazione nerd custodisce una storia capace di attraversare il tempo senza perdere un grammo della propria forza emotiva. Per tantissimi appassionati di anime e manga, quel nome è Lady Oscar, un’opera che continua a emozionare anche a decenni dalla sua nascita grazie alla straordinaria capacità di intrecciare dramma storico, identità, amore impossibile e desiderio di libertà. Non sorprende quindi che anche nel 2026 una delle manifestazioni italiane più amate dedicate al capolavoro di Riyoko Ikeda sia pronta ad accogliere fan, artisti, cosplayer e curiosi in una nuova edizione destinata a trasformare Torino in una piccola Versailles popolata da rose, uniformi della Guardia Reale e ricordi indelebili.

Dal 12 al 31 luglio 2026 il Museo MIIT – Museo Internazionale Italia Arte ospiterà infatti la quarta edizione di “Una Rosa a Torino. Omaggio a Lady Oscar”, appuntamento ormai diventato una tradizione per la community italiana dedicata all’iconica eroina. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di unire arti visive, letteratura, cosplay, performance e cultura pop attorno a una delle opere giapponesi che più hanno segnato l’immaginario collettivo europeo.

La scelta delle date non è affatto casuale. Gli organizzatori hanno voluto costruire un percorso simbolico che accompagna il pubblico attraverso alcune delle ricorrenze più importanti della storia raccontata nell’anime e nel manga. Il 12 luglio ricorda infatti la scomparsa di André Grandier, mentre il 13 luglio è la data legata alla morte di Oscar François de Jarjayes. A completare questo intenso itinerario emotivo arriva il 14 luglio, anniversario della Presa della Bastiglia del 1789, episodio storico che rappresenta uno dei momenti più memorabili dell’intera narrazione e che ha contribuito a trasformare Lady Oscar in un’opera molto diversa da un semplice racconto romantico ambientato nella Francia settecentesca.

L’esposizione prenderà vita negli spazi del Museo MIIT di corso Cairoli a Torino grazie alla collaborazione con il progetto artistico Virtual Art Workshop Social Group, affiancato dalla scrittrice Elena Romanello, da anni punto di riferimento italiano per gli studi e le pubblicazioni dedicate a Lady Oscar, e dall’associazione di volontariato Le Tenere Piume ETS-ODV, realtà molto attiva nella promozione di eventi culturali e cosplay dedicati al celebre personaggio creato da Riyoko Ikeda.

Passeggiare tra le sale della mostra significherà immergersi in un viaggio fatto di interpretazioni artistiche provenienti da differenti sensibilità culturali. Il tema centrale sarà naturalmente “Il mondo di Lady Oscar”, sviluppato attraverso dipinti, illustrazioni, opere contemporanee e sperimentazioni creative firmate da artisti italiani e internazionali. La partecipazione di autori provenienti anche da Messico, Cile e Serbia testimonia quanto l’eredità della serie continui ancora oggi a parlare linguaggi differenti, dimostrando come Oscar, André, Maria Antonietta e gli altri protagonisti abbiano ormai superato qualsiasi confine geografico.

Tra gli artisti annunciati figurano Silvia Belleri, Chiuto, Susanna Dore, Nikolett Juhas, Lady Rotsuko, Francesco Larghi, Alice Martin, Mkajitsuno, Gabriele Montagnani, Vania Perale, Angela Rossetti, Thabita Sakamaki, Sota, Christian Tarricone, Thesavior, Patrizia Venanzi e numerosi altri creativi che offriranno interpretazioni personali dell’universo narrativo costruito dalla maestra Ikeda, dimostrando ancora una volta quanto un manga possa diventare fonte inesauribile di ispirazione artistica.

Grande attenzione sarà dedicata anche alla divulgazione culturale. Il 14 luglio, dalle ore 15.30, Elena Romanello terrà una conferenza durante la quale presenterà le sue più recenti pubblicazioni dedicate a Lady Oscar e approfondirà diversi aspetti della saga, raccontando curiosità, studi e nuove prospettive di lettura che negli ultimi anni hanno contribuito ad ampliare il patrimonio critico italiano dedicato all’opera.

L’inaugurazione ufficiale della manifestazione è fissata invece per mercoledì 15 luglio, a partire dalle 17.30, occasione durante la quale saranno presenti la stessa Elena Romanello, gli artisti coinvolti, i partner dell’iniziativa e alcuni membri della commissione artistica. L’appuntamento rappresenterà anche il punto di partenza di una serie di incontri che proseguiranno durante tutta la durata dell’esposizione grazie alla partecipazione di scrittori provenienti da diverse regioni italiane, pronti a raccontare i propri lavori e confrontarsi con il pubblico attraverso conferenze dal vivo.

Uno degli eventi che probabilmente attirerà il maggior numero di appassionati arriverà il 18 luglio, giornata che promette di trasformarsi in una vera festa dedicata ai fan di Lady Oscar. A partire dalle 15.30 sarà infatti proiettato il fan film “Due destini travolti dalla Rivoluzione”, realizzato dalla compagnia teatrale I Giocolieri delle Stelle di Viareggio e diretto dal regista Yatta. I fan movie rappresentano da sempre una delle espressioni più sincere della passione dei fandom e quello dedicato a Lady Oscar conferma quanto la community italiana continui a produrre contenuti originali capaci di rendere omaggio alla serie con entusiasmo e rispetto.

La stessa giornata sarà animata anche da una grande presenza cosplay grazie ai volontari e ai membri del direttivo dell’associazione Le Tenere Piume ETS-ODV, che accompagneranno i visitatori durante il percorso espositivo contribuendo a ricreare l’atmosfera dell’opera attraverso costumi e interpretazioni dei personaggi più amati. Gli organizzatori ricordano inoltre che sarà possibile iscriversi all’associazione direttamente durante l’evento, sostenendone le attività future e ricevendo informazioni sulle prossime iniziative.

A rendere ancora più speciale questa edizione arriverà la partecipazione di Clara Serina, storica interprete della celebre sigla italiana di Lady Oscar, una voce che continua ancora oggi a evocare emozioni immediate in chiunque sia cresciuto davanti alla televisione tra gli anni Ottanta e Novanta. Bastano poche note di quella canzone per riportare alla memoria intere generazioni di spettatori che hanno imparato ad amare Oscar, André e la Rivoluzione Francese attraverso uno degli anime più importanti mai trasmessi in Italia.

Durante tutto il periodo della manifestazione il pubblico potrà assistere anche a performance artistiche gratuite realizzate dagli espositori, rendendo ogni visita diversa dalla precedente. Parallelamente saranno inaugurate, negli altri ambienti del Museo MIIT, alcune esposizioni personali dedicate ad artisti internazionali, ampliando ulteriormente l’offerta culturale disponibile per chi visiterà la struttura.

L’aspetto artistico della manifestazione sarà valorizzato anche dall’assegnazione di premi conferiti dal Museo MIIT e dal Comitato Scientifico Internazionale, mentre tutti gli espositori riceveranno un Attestato di Merito Artistico patrocinato dai partner dell’iniziativa insieme a Italia Arte Editore.

La mostra sarà visitabile fino al 31 luglio 2026, dal martedì al sabato, con orario 15.30-19.30 e ingresso completamente gratuito. Un dettaglio che farà sorridere molti appassionati riguarda l’invito a presentarsi in cosplay: non rappresenta un obbligo, naturalmente, ma viene accolto con entusiasmo dagli organizzatori, trasformando ogni giornata in un’occasione perfetta per incontrare altri fan e condividere la propria passione.

Lady Oscar continua così a dimostrare una capacità davvero rara: mettere in comunicazione mondi apparentemente lontani come arte contemporanea, letteratura, storia europea, cultura giapponese, cosplay e creatività dei fandom. Molti anime vengono ricordati con nostalgia, pochi riescono invece a generare ancora mostre internazionali, produzioni artistiche originali, fan film, conferenze e occasioni di incontro capaci di coinvolgere pubblici di età completamente diverse. Oscar François de Jarjayes appartiene senza dubbio a questa ristretta élite di personaggi immortali che continuano a ispirare nuove interpretazioni e nuovi racconti senza perdere il fascino originario.

Se anche voi siete cresciuti seguendo le avventure della Guardia Reale di Versailles, oppure avete scoperto solo recentemente questo straordinario classico dell’animazione giapponese, “Una Rosa a Torino. Omaggio a Lady Oscar” rappresenta un’occasione davvero preziosa per vivere dal vivo una celebrazione che unisce arte, passione e cultura nerd. La domanda, a questo punto, è quasi inevitabile: quale momento della storia di Lady Oscar continua ancora oggi a emozionarvi di più?

Japan Days for Christmas 2025: il Matsuri romano che accende l’inverno

L’aria di dicembre, a Roma, ha sempre un fascino tutto suo: luci, profumo di castagne, traffico che diventa un minigioco survival degno di Crazy Taxi. In mezzo a questo caos meraviglioso, l’Ippodromo Capannelle si trasforma per un weekend in un portale diretto verso il Giappone, quello autentico, quello che ti scalda l’anima come un ramen bollente mangiato alle tre del mattino dopo una maratona anime. Il 13 e 14 dicembre tornano i Japan Days for Christmas, l’edizione invernale del festival che ha conquistato migliaia di appassionati e che, nel 2025, saluta per l’ultima volta la sua storica “casa” alle Capannelle. Un evento che mescola tradizione nipponica, cultura pop e spirito natalizio con la stessa naturalezza con cui un mangaka passa da una vignetta comica a una splash page epica.

Un Matsuri romano che parla al cuore dei fan

La magia dei Japan Days nasce dall’idea di creare un ponte culturale tra Italia e Giappone, un legame che negli anni è diventato sempre più forte. Gli organizzatori lo ripetono con passione: portare un pezzo di Giappone a Roma non significa fare folklore, ma dare spazio a chi vive, studia, respira e reinterpreta la cultura nipponica ogni giorno.

Chi partecipa non è un semplice spettatore: è un viaggiatore che attraversa mondi diversi, dalle arti tradizionali alla pop culture contemporanea, dagli odori del matsuri allo spirito dei dojo. È un evento inclusivo, gratuito e pensato per chiunque senta quel richiamo inconfondibile fatto di tatami immaginari, melodie J-pop e nostalgia da anime delle 18:30.

Dentro la grande Area Market: un labirinto nerd-kawaii da esplorare

La prima cosa che colpisce quando varchi i cancelli è il mercato. Un’area enorme, eclettica, con oltre cento espositori provenienti da tutta Italia. Qui puoi perderti tra kimono e bonsai, illustrazioni ispirate ai manga, artigianato tradizionale, gadget kawaii, stand nerd pieni di oggetti che non sapevi di desiderare fino a cinque secondi prima.

È un po’ come camminare dentro un episodio di Tokyo Revengers, Cardcaptor Sakura e La città incantata messi insieme: caos armonioso, colori che conquistano lo sguardo, idee regalo perfette per ogni otaku disperso che ancora non ha concluso la lista dei doni natalizi.

L’anima educativa del festival: workshop, laboratori e arti della tradizione

Tra una bancarella e l’altra, il festival diventa improvvisamente una scuola di magia orientale. I workshop sono tanti e pensati per tutte le età: origami, shodō (calligrafia), ikebana, pittura zen, kintsugi, bonsai e mille altre pratiche che raccontano la filosofia giapponese meglio di un manuale universitario.

Ogni laboratorio è un’occasione per imparare, sperimentare e scoprire gesti antichi che resistono al tempo. Mettersi alla prova con l’arte del kintsugi, per esempio, significa toccare con mano quella poetica giapponese che trasforma le ferite in bellezza. E lo si fa senza filtri, guidati da esperti che custodiscono con cura queste tradizioni.

Spettacoli, performance e arti marziali: quando il palco diventa un dojo

Le giornate del festival si muovono al ritmo dei Taiko, i tamburi giapponesi che fanno vibrare l’asfalto. Ci sono dimostrazioni di arti marziali, performance tradizionali, la cerimonia del tè, la vestizione del kimono, showcooking, presentazioni, talk e momenti di divulgazione.

Ogni esibizione è un frammento di cultura che ti trascina in un viaggio sensoriale. Guardare un maestro del tè mentre prepara il matcha è come osservare un frame di Your Name, dove il tempo rallenta e tutto diventa improvvisamente più nitido.

E poi le arti marziali, con quell’energia che trasforma lo spazio in un dojo ideale: movimenti calibrati, tecnica, disciplina… e quel brivido da fan che immagina di essere in un episodio di Ken il Guerriero o Haikyu!! (ok, meno violenza, ma la stessa intensità).

Percorsi tematici: un viaggio tra riti, sapori e simboli

Il festival offre anche veri e propri percorsi dedicati a chi vuole approfondire. La Kimono Room, la Cerimonia del Tè con degustazione, la Calligrafia, la Via del Sake e altre esperienze immersive costruiscono un itinerario affascinante tra antico e moderno.

È un tuffo in quella doppia anima del Giappone: futuristica e allo stesso tempo radicata in rituali millenari, pronta a sorprendere chiunque si lasci guidare dalla curiosità.

Food Area Made in Japan: dove il Natale incontra il gusto dei Matsuri

Uno dei luoghi più affollati del festival è la Food Area, un piccolo paradiso per gli stomaci nerd.

Street food tipico da matsuri, ramen fumanti, onigiri, karaage, yakisoba, dolci tradizionali, birre giapponesi, sake e perfino un Konbini mini-market per chi vuole portar via un pezzo di Giappone da sgranocchiare sul divano.

La cucina nipponica diventa così parte integrante dell’esperienza: un modo per gustare non solo cibo, ma storie, ricordi, viaggi immaginati e quelli da fare.

Spazio Bimbi, Game Corner e Cosplay: l’energia pop che unisce generazioni

Il festival pensa anche ai più piccoli, con attività creative, trucca bimbi, giochi e il fascino intramontabile della pesca giapponese.

Nel Game Corner si alternano console vintage e momenti di puro entusiasmo da retrogamer: tra un Super Nintendo, un GameCube e una PlayStation old-school, sembra di entrare nel salotto di un amico degli anni ’90.

E poi il cosplay, anima colorata dei Japan Days: contest, photo set, animazione J-Pop e K-Pop. Una celebrazione collettiva dell’immaginario, una passerella di personaggi che prendono vita, un luogo dove la fantasia è libera di esprimersi.

Un evento che costruisce comunità

In un mondo che corre veloce, i Japan Days for Christmas hanno qualcosa di profondamente speciale: riportano le persone nello stesso luogo, nello stesso tempo, attorno a una passione condivisa.

È un festival che crea connessioni, che regala sorrisi, che permette ai fan di riconoscersi e ritrovarsi. Chi ama il Giappone sa quanto questi momenti siano preziosi: non servono voli intercontinentali per vivere la magia del Sol Levante. A volte basta un Matsuri romano, un Taiko che risuona, un kimono che si muove nella luce invernale.

E, come ogni grande evento geek, lascia una promessa non detta: ritrovarsi più grandi, più appassionati, più uniti.

Enciclopedia degli Anime – Volume 1 (1963–1979): il viaggio definitivo dentro le origini dell’animazione giapponese

L’animazione giapponese non è soltanto un fenomeno culturale: è un flusso continuo di immaginazione, un laboratorio infinito di miti, simboli, archetipi e rivoluzioni estetiche. Ogni serie, ogni film, ogni personaggio ha inciso una traccia nella memoria collettiva degli spettatori, generazioni dopo generazioni. Eppure, nonostante la ricchezza di questo patrimonio, mancava ancora un’opera capace di raccontarlo con la cura, la completezza e la profondità che merita. Ora questa lacuna trova finalmente risposta.
Kappalab pubblica Enciclopedia degli Anime – Volume 1: 1963–1979, un tomo imponente e coloratissimo da 112 pagine, formato 19×27, prezzo 18 €, completamente illustrato e pensato per diventare un riferimento imprescindibile per studiosi, appassionati e nuovi esploratori degli universi animati del Giappone.

Il progetto si annuncia fin dalla prima sfogliata come qualcosa di raro: un archivio vivido, emozionante, capace di ricostruire la storia dell’animazione nipponica dagli anni pionieristici fino alle soglie del boom degli anni ’80. È il primo tassello di un’opera monumentale destinata a catalogare in modo esaustivo tutta l’animazione giapponese: una missione titanica che nessuno, prima d’ora, aveva tentato con questo livello di rigore e completezza.


Dove nascono i miti: dal bianco e nero di Osamu Tezuka al trionfo del mecha

Il periodo raccontato in questo primo volume non è un semplice intervallo temporale, ma un’epoca fondativa. Tra il 1963 e il 1979 prendono forma le radici profonde di tutto ciò che oggi chiamiamo anime. Dalla creatività di pionieri come Osamu Tezuka, che con Astro Boy rivoluzionò il concetto stesso di animazione televisiva, fino alla nascita dei colossi del genere mecha con Mazinger Z e Gundam, ogni anno segna un passo avanti, un’evoluzione del linguaggio, una mutazione dell’immaginario.

L’enciclopedia illumina questo processo con una precisione quasi filologica, ma senza cadere in un tono accademico: ogni scheda respira, racconta, invita, rivela. Oltre 370 produzioni scorrono come il diario segreto del Giappone in movimento, una nazione che stringe alleanze con il futuro mentre riscrive il proprio presente attraverso robot, orfani coraggiosi, viaggi spaziali, principesse ribelli e leggende modernissime.

Cartoni come Heidi, Candy Candy, Lupin III, Capitan Harlock, Star Blazers, Galaxy Express 999, Lady Oscar o L’Uomo Tigre non vengono trattati semplicemente come titoli, ma come cardini di un ecosistema narrativo che ha conquistato il mondo. Le icone grafiche presenti nelle schede permettono di identificare immediatamente quali serie abbiano segnato la storia, quali siano state rivoluzionarie, quali ancora oggi rappresentino un passaggio obbligato per chiunque si voglia definire appassionato.


Un atlante visivo per esplorare mondi lontani

Le pagine dell’enciclopedia sono un’esplosione di colore. Ogni serie è accompagnata da immagini curate e restaurate, capaci di evocare non solo lo stile estetico dei rispettivi autori, ma anche l’epoca in cui vennero concepite. È come attraversare una dimensione parallela: da un lato la dolcezza classica degli anime letterari, dall’altro la potenza dei super robot e delle saghe spaziali che hanno fatto vibrare intere generazioni.

Questo volume non si limita a catalogare: ricostruisce il contesto, accende ricordi, offre spunti critici. Chi è cresciuto con Goldrake ritroverà il clima elettrico dei pomeriggi degli anni ’70; chi ha scoperto gli anime più tardi potrà finalmente vedere come tutto è iniziato, quando il Giappone stava imparando a raccontare se stesso attraverso storie animate che avrebbero fatto il giro del mondo.


Un’opera pensata per appassionati, studiosi e nuovi fan

La forza dell’enciclopedia sta nella sua capacità di coniugare accuratezza e accessibilità. Il lettore che si avvicina per la prima volta al mondo degli anime troverà una mappa chiara e affascinante; il fan esperto potrà esplorare dettagli, aneddoti e produzioni dimenticate, mentre gli studiosi avranno tra le mani un’opera di consultazione ricca e strutturata.

L’approccio cronologico è una scelta che funziona alla perfezione: permette di osservare come le tematiche evolvano, come i generi si trasformino, come la tecnologia influenzi lo stile e le produzioni. Anime dopo anime, pagina dopo pagina, si intuisce il percorso che porterà alla rivoluzione degli anni ’80 e poi all’esplosione dei ’90.


Un progetto che guarda lontano: i volumi futuri

Il volume dedicato al periodo 1963–1979 è soltanto l’alba di un’impresa editoriale molto più ampia.

I prossimi capitoli sono già annunciati:

  • Volume 2 (1980–1988) – in uscita all’inizio del 2026

  • Volume 3 (1989–1993) – atteso per la primavera del 2026

È un calendario che promette emozioni forti, perché si addentrerà negli anni d’oro della fantascienza animata, del cyberpunk, dei grandi OAV e delle serie che hanno cambiato per sempre l’immaginario globale.

Chi vuole seguire l’evoluzione di questo progetto non può che restare sintonizzato: se il primo volume è un assaggio, i prossimi promettono di ampliare ulteriormente l’ambizione di una vera “Storia universale degli Anime”.


Un portale per ricordare da dove veniamo

Leggere questo libro significa intraprendere un viaggio nel tempo, un ritorno alle origini di un linguaggio che ha plasmato la cultura pop contemporanea. È un’opera che fa sentire il lettore parte di una storia collettiva, una sorta di diario globale condiviso dagli appassionati di tutto il mondo.

Per chi ama gli anime, per chi vive di nostalgia, per chi studia questa forma d’arte e per chi la scopre solo ora, l’Enciclopedia degli Anime è più di un libro: è un portale, un archivio della memoria, un atto d’amore verso tutto ciò che l’animazione giapponese rappresenta.

E ora tocca a voi, lettori di CorriereNerd: quale anime degli anni ’60 e ’70 ha segnato la vostra vita? Quale titolo non vedete l’ora di riscoprire tra queste pagine? Parliamone insieme, la conversazione continua nella nostra community.

Anime anni ’80: da Dragon Ball a Lady Oscar, la nostalgia che fa battere il cuore nerd

C’è qualcosa di irripetibile negli anni ’80. Un’epoca che oggi sembra lontana come una galassia remota, ma che per chi è cresciuto davanti al televisore resta viva in ogni ricordo, in ogni sigla cantata a squarciagola, in ogni pomeriggio passato a sognare mondi impossibili. Per molti, e soprattutto per tante donne che hanno amato e continuano ad amare gli anime giapponesi, quegli anni non sono solo una stagione della vita: sono il fondamento di una passione che non ha mai smesso di crescere. Il cuore nerd italiano batte ancora al ritmo di quelle sigle, vere e proprie colonne sonore di un’infanzia fatta di avventure, colpi segreti e trasformazioni epiche. Non erano semplici canzoni: erano inni che annunciavano l’inizio di un viaggio, appuntamenti fissi che scandivano la giornata subito dopo i compiti, quando ci si prometteva di guardare “solo un episodio” — promessa che, naturalmente, non reggeva mai.

In quell’era pre–streaming, l’attesa era parte integrante del rito. Ogni episodio visto lasciava spazio a 24 ore di congetture e immaginazione: ce l’avrebbe fatta l’eroe a vincere? Il colpo segreto avrebbe funzionato? L’avversario di turno sarebbe caduto? Quell’attesa, oggi scomparsa nell’era del binge-watching, era la miccia che alimentava la fantasia.

Dragon Ball: la leggenda di una generazione

Tra i primi titoli a marchiare a fuoco l’immaginario collettivo c’è Dragon Ball. Per i ragazzi italiani degli anni ’80 e ’90, Goku non è stato solo un protagonista: è diventato una figura mitologica, un compagno di giochi, un alter ego in cui specchiarsi. Chi non ha mai provato a urlare “Kamehameha!” nel cortile della scuola, o a discutere per ore se fosse più forte lui o Vegeta?

Dragon Ball ha insegnato che l’eroismo non è solo questione di muscoli e poteri sovrumani, ma anche di amicizia, sacrificio e desiderio di superare sempre i propri limiti. Ogni trasformazione era un evento atteso come un rito collettivo, ogni battaglia una scarica di adrenalina, ogni “morte” (quasi sempre temporanea) una fitta al cuore che ci insegnava il valore della perdita e della speranza.

Ken il Guerriero: il pugno della giustizia

Accanto al colorato universo di Dragon Ball, arrivava un titolo diametralmente opposto: Ken il Guerriero. Atmosfere cupe, un mondo post-apocalittico dove la violenza era la regola e la legge un miraggio. Eppure, tra esplosioni spettacolari e nemici destinati a soccombere al leggendario Hokuto Shinken, si nascondeva un messaggio di speranza.

Ken incarnava la giustizia solitaria, l’onore, la forza che nasce dal dolore. Le sue cicatrici non erano solo segni di battaglia, ma simboli di resilienza. La sua figura ha scolpito nell’immaginario nerd un archetipo: l’eroe solitario, pronto a sacrificarsi pur di difendere chi non può farlo.

I Cavalieri dello Zodiaco: epica e mitologia

Se Dragon Ball ci faceva sognare pianeti lontani e Ken ci immergeva in un futuro devastato, I Cavalieri dello Zodiaco ci hanno portato tra costellazioni e miti greci. Pegasus, Andromeda, Sirio, Crystal e Phoenix non erano semplici guerrieri: erano fratelli legati da un destino, eroi disposti a sacrificarsi pur di proteggere Atena.

Le armature scintillanti, i colpi segreti dai nomi evocativi, la costante tensione tra vita e morte: tutto contribuiva a trasformare la serie in un’epopea senza tempo. I Cavalieri ci hanno insegnato che l’amicizia può essere più forte del destino, che la lealtà è un valore incrollabile, che anche il sacrificio può diventare poesia.

I pomeriggi delle sigle: Pollon, Spank, Georgie, Lady Oscar e Holly & Benji

Ma non si viveva solo di battaglie cosmiche. Bastano pochi nomi per evocare un’ondata di ricordi: Pollon, Hello! Spank, Georgie, Lady Oscar, Holly e Benji. Pollon, con la sua ironia e i suoi pasticci olimpici, ci ha insegnato a guardare la mitologia con leggerezza e affetto. Hello! Spank ha mostrato il legame profondo che può unire un animale e il suo umano, tra risate e lacrime. Georgie ha spezzato i nostri cuori, mentre Lady Oscar ha insegnato che la forza non ha genere, anticipando temi di identità e libertà che oggi sentiamo più vivi che mai. E poi Holly & Benji, la serie che ha trasformato il calcio in un’epopea sportiva fatta di campi infiniti, tiri impossibili e sogni di gloria.

Una passione che non invecchia

Riguardare oggi quelle serie non è solo un tuffo nostalgico, ma un modo per riconnettersi con ciò che siamo. Per chi scrive — come per tante altre donne che hanno vissuto quell’epoca — non è solo memoria, è identità. Ogni anime di quegli anni ha lasciato un’eredità: la fantasia di Pollon, la dolcezza di Spank, il coraggio di Georgie, la forza di Lady Oscar, la determinazione di Holly e Benji.Sono stati maestri silenziosi che ci hanno insegnato l’amicizia, la lealtà, la giustizia, l’amore e la libertà. E continuano a vivere in noi, ogni volta che scegliamo una maglietta con il volto di Goku, un gadget dei Cavalieri, o semplicemente canticchiamo una sigla che ci riporta indietro nel tempo.

Perché si cresce, certo. Si cambia, ci si reinventa. Ma certi amori non finiscono: restano, si trasformano, ci accompagnano. Come le sigle che ancora oggi, a distanza di decenni, riescono a farci battere il cuore.

Generazione Goldrake 2 – Telefilm, sceneggiati e cartoni animati degli anni ’70 e ’80

C’è un suono che molti di noi portano nel cuore: quello di una sigla che bastava a fermare i pomeriggi di un’intera generazione. Bastava la voce di Cristina D’Avena o il ruggito metallico di Goldrake che decollava nello spazio, e il mondo reale svaniva per lasciare posto a universi di carta, pellicola e celluloide. Quella magia torna oggi rinnovata e racchiusa in un libro che promette di farci viaggiare indietro nel tempo: Generazione Goldrake 2 – Telefilm, sceneggiati e cartoni animati degli anni ’70 e ’80, scritto da Raffaele Cammarota e disponibile su Amazon.

Un viaggio nella televisione che ci ha fatto crescere

La TV italiana di quegli anni non era soltanto un elettrodomestico in salotto: era un portale verso mondi immaginari e personaggi che sarebbero diventati parte della nostra vita quotidiana. Cammarota ci guida tra i miti di quell’epoca, costruendo non un semplice elenco nostalgico, ma un racconto ricco di aneddoti, curiosità e dettagli storici.

Così, tra le pagine del volume, ci ritroviamo accanto a Heidi che correva tra i pascoli svizzeri, a Remi che affrontava la durezza della vita con una malinconia senza tempo, a Lady Oscar che intrecciava storia e sentimento. Ma anche tra gli sceneggiati italiani, come l’epico Sandokan di Sergio Sollima o il poetico Pinocchio firmato da Luigi Comencini, che seppero unire le famiglie davanti allo stesso schermo.

E non mancano i telefilm americani che hanno travolto l’immaginario collettivo con il loro carico di ironia e avventura: Happy Days con il sorriso immortale di Fonzie, Starsky & Hutch con inseguimenti mozzafiato e giubbotti di pelle, fino agli show che insegnavano a ridere e a sognare in un’Italia in trasformazione.

Una generazione costruita su sigle e rituali

Quello che emerge da Generazione Goldrake 2 è soprattutto la forza di un rituale collettivo. La televisione degli anni ’70 e ’80 era il collante di un Paese intero, capace di unire bambini, adolescenti e genitori davanti allo stesso programma. Le sigle non erano solo canzoni: erano inni generazionali, capaci di far scattare un brivido di appartenenza.

Leggere questo libro significa ritrovare il profumo di una merenda consumata in fretta, la cartella abbandonata in un angolo per non perdere neppure un minuto dell’episodio, l’attesa trepidante del “continua…” che arrivava prima della sigla di chiusura.

Non solo nostalgia, ma patrimonio culturale

Cammarota non si limita a solleticare i ricordi: il suo sguardo è quello di chi sa che la TV di quell’epoca ha contribuito a formare una vera e propria identità culturale italiana. I cartoni giapponesi hanno insegnato il valore del sacrificio e della lotta, gli sceneggiati hanno portato letteratura e storia dentro le case, i telefilm stranieri hanno aperto una finestra sull’America dei sogni e delle contraddizioni.

Questo libro è quindi anche uno strumento per le nuove generazioni: un modo per capire perché i genitori e i fratelli maggiori parlano con occhi lucidi di Goldrake, Jeeg Robot d’Acciaio, Orzowey o Fonzie.

Un album di emozioni da custodire

Generazione Goldrake 2 non è solo un saggio, ma un vero e proprio album delle emozioni televisive, una collezione di ricordi che ci riporta a un’epoca in cui la TV non era frammentata tra mille piattaforme e contenuti on demand, ma un appuntamento imprescindibile, capace di scandire i pomeriggi e unire milioni di spettatori. È un libro che parla a chi c’era, a chi ha cantato le sigle a squarciagola e discusso a scuola dell’ultima puntata, ma anche a chi non c’era e vuole comprendere perché quegli anni restano ancora oggi un mito. Se anche voi siete parte della Generazione Goldrake, questo è un viaggio che non potete perdervi. Leggetelo, regalatevelo, condividetelo. Perché la magia di quella TV continua a vivere ogni volta che la ricordiamo. E ora la parola passa a voi: quali sono i vostri ricordi più vividi della televisione degli anni ’70 e ’80? Avete un telefilm, uno sceneggiato o un cartone che vi è rimasto nel cuore? Raccontatecelo nei commenti e condividete l’articolo sui vostri social: la nostalgia, quando è condivisa, diventa ancora più bella.

Cassino Fantastica 2025 “Multiversum”:un weekend tra Ritorno al Futuro e Profondo Rosso, Cultura Pop e Anime Iconici

Anche quest’anno, Cassino si trasformerà per due giorni nel crocevia delle meraviglie pop. Il 31 maggio e il 1° giugno 2025, gli spazi dell’Istituto Paritario San Benedetto (Via Marconi, fronte civico 48) ospiteranno la quinta edizione di Cassino Fantastica, evento diventato ormai punto di riferimento per appassionati di fumetti, manga, anime, cultura pop e nerd in tutte le sue forme. Il tema di quest’anno? Il MULTIVERSUM, declinato in un caleidoscopio di incontri, mostre, performance live, omaggi al cinema e incursioni nel mondo del cosplay e del gaming.

La manifestazione, inizialmente prevista per aprile, è stata posticipata a causa del Lutto Nazionale proclamato per la scomparsa del Santo Padre. Ma l’attesa non ha fatto che aumentare la curiosità per un programma ricchissimo, denso di eventi unici che celebrano pietre miliari della cultura nerd.

Omaggi a due miti: Ritorno al Futuro e Profondo Rosso

Quest’edizione celebra due anniversari che parlano direttamente al cuore di ogni appassionato: i 40 anni del primo film di Ritorno al Futuro e i 50 di Profondo Rosso, capolavoro horror firmato Dario Argento. Due opere diversissime, eppure ugualmente rivoluzionarie nel loro linguaggio, nella loro estetica, nel loro impatto culturale. E proprio su questi due pilastri si innestano talk, laboratori e performance che faranno vibrare le corde della nostalgia e della scoperta.

Sabato 31 maggio, ad esempio, nella Sala Conferenze, si parte con un omaggio ai 50 anni di Goldrake, raccontato da Il Vecchio Nerd, con un tributo speciale a Nicoletta Artom, la storica adattatrice italiana delle serie giapponesi. A seguire, un’immersione nel mondo di Ritorno al Futuro con Max Gobbo e ancora Il Vecchio Nerd: non solo analisi critica della trilogia, ma anche un laboratorio di scrittura creativa per esplorare fanfiction e viaggi temporali con la penna in mano.

Spazio poi a Godzilla e ai B-movie nipponici, tra approfondimenti e ironia, in compagnia di Marco Fulgione e Henna Onna, che proporranno anche due pillole di lingua giapponese – un assaggio culturale da non perdere per chi sogna il Sol Levante.

Domenica 1° giugno, sarà il turno del ladro gentiluomo più iconico dell’animazione: Lupin III, seguito da Lady Oscar, protagonista di una riflessione che unisce la nuova pellicola nipponica alla storica serie televisiva. Il film live-action del 1979 firmato Jacques Demy verrà proiettato nel primo pomeriggio, seguito dalla cerimonia di consegna del Premio Lorenzo Bartoli 2025, che onora il talento nel mondo del fumetto e della narrazione.

A chiudere, un incontro imperdibile dal titolo Nippon Bizarre, che esplora il lato più folle e affascinante della produzione culturale giapponese, da Robot Geisha a Chainsaw Man.

Il Palco tra musica, cosplay e tributi

Non solo conferenze: l’Area Palco sarà viva e pulsante, a partire dal live di Alessandra Tzinis (Ale The Voice), passando per le performance di Nanako Chan e i karaoke delle sigle TV che hanno accompagnato l’infanzia di intere generazioni. Il cosplay sarà, come sempre, protagonista: sabato la gara Junior, domenica quella Open, entrambe precedute da esibizioni musicali e tributi spettacolari.

Tra i momenti clou, sabato pomeriggio, l’omaggio musicale a Profondo Rosso, con Bruno Previtali – chitarrista dei Goblin e collaboratore storico del Maestro Simonetti – che racconterà il making of delle celebri colonne sonore che hanno fatto scuola nell’horror.

Domenica, spazio a un tributo musicale indimenticabile: Incanto sotto il mare, il live dedicato a Ritorno al Futuro, con i Raiders of the Lost 80, per rivivere le atmosfere anni ’50 in chiave nerd.

Artist Alley, mostre e giochi: la fiera delle meraviglie

Per tutta la durata del festival sarà attiva l’Artist Alley, con illustratori, fumettisti e creativi indipendenti pronti a incontrare il pubblico. Tra i presenti: Henna Onna, Marco Fulgione, Chiara Romagnoli, Alessia Bottai, Annarita De Iorio, il collettivo Trauma Center Comics e William Giuliani.

Le mostre, vere chicche per i curiosi e gli appassionati, offriranno un viaggio trasversale tra arte e cultura pop: dalle reinterpretazioni pittoriche in chiave fumettistica di PopArtbyDom alle rarissime locandine originali degli anime, fino al reportage fotografico Tokyo Multiverse, scatti d’autore che catturano l’essenza cangiante della capitale giapponese.

Nell’Area Games, invece, si potrà sfidare amici e sconosciuti tra sessioni di Dungeons & Dragons, Othello, giochi da tavolo moderni e classici come gli scacchi. Spazio anche per le community più attive, come Star Realms Roma, e i laboratori ludici di Materia Creativa.

Biglietti e info

L’ingresso per entrambe le giornate prevede un contributo simbolico di 5 euro. Un piccolo prezzo per accedere a un universo parallelo fatto di storie, eroi, creatività e condivisione.

Per ogni informazione utile, compresi regolamenti, contatti della segreteria e dell’ufficio stampa, o indicazioni su come raggiungere la sede, è possibile consultare il sito ufficiale del festival o scrivere a:
festival@cassinofantastica.it | ufficiostampa@cassinofantastica.it

Cassino Fantastica non è solo una fiera, ma un’esperienza condivisa, un atto d’amore verso la cultura nerd e una dichiarazione d’identità per chi sogna con l’immaginazione accesa. Il multiverso ci attende: non mancate.

Claudine! di Riyoko Ikeda: un grido struggente d’identità nel cuore della Belle Époque

Ci sono storie che non si dimenticano. Ci sono storie che, seppur scritte decenni fa, sembrano ancora oggi pulsare con la stessa intensità, con la stessa urgenza emotiva di quando sono nate. Claudine! di Riyoko Ikeda è una di queste. Un volume unico, un gioiello della narrativa a fumetti che J-POP Manga riporta in libreria e fumetteria dal 2 maggio, in una nuova edizione che rende giustizia a un’opera tanto breve quanto potente. Come appassionata di anime e manga giapponesi – e in particolare delle opere shōjo che coniugano eleganza grafica, profondità emotiva e coraggio tematico – non posso che sentirmi travolta da questo manga, che va oltre la narrativa di genere per sfiorare l’anima di chi legge.

Riyoko Ikeda, già autrice del leggendario Lady Oscar (Le Rose di Versailles), ha il dono raro di scrivere personaggi che sembrano usciti dal cuore stesso della tragedia greca, immersi in scenari raffinati ma carichi di tensione. In Claudine!, ambientato in una Francia di fine Ottocento, in bilico tra i fasti dell’aristocrazia e le inquietudini di un secolo nuovo, ci racconta la vita di un giovane che si percepisce uomo, nonostante il corpo assegnatogli alla nascita sia quello di una donna. Claude – o Claudine, come lo chiamano tutti – è un personaggio che spacca il cuore. Forte, intelligente, affascinante, eppure condannato a un dolore sordo e continuo, fatto di incomprensione, di desideri soffocati, di amori impossibili.

La sua storia è narrata con lo sguardo partecipe di un medico che lo conosce fin da bambino, chiamato dalla madre preoccupata a “curare” quella che lei considera una stranezza. Ma il dottore, al contrario, si affeziona profondamente a Claudine, comprendendone la complessità e intuendo in lui una straordinaria intensità umana. Attraverso le sue parole, Ikeda tesse una trama che ha il respiro del destino, dove ogni amore, ogni incontro, ogni frattura emotiva sembra ineluttabile.

Claudine ama, disperatamente. Ama Maura, la domestica della sua infanzia, e poi Cecilia, la raffinata bibliotecaria che, come in un dramma shakespeariano, è legata al passato oscuro del padre di Claudine. Ama infine Sirene, la donna che per un breve tempo sembra accettarlo davvero, ma che finirà col tradirlo, scegliendo uno dei suoi fratelli. Ogni amore è una fiammata, un sogno che si infrange contro il muro dell’invisibilità, contro i pregiudizi di un mondo che non ha spazio per un’identità fuori dagli schemi.

La penna di Ikeda è implacabile. Non concede facili redenzioni, non addolcisce la realtà. Eppure, nel dolore, c’è sempre una tensione poetica, un’estetica struggente che rende tutto incredibilmente bello. Anche la morte, che arriva con la sua brutalità, è dipinta come un ultimo atto di liberazione. Claudine si toglie la vita perché il suo corpo è una prigione troppo stretta, e lo fa con la dignità tragica di un eroe classico, consapevole che il mondo non è pronto a vederlo per ciò che è davvero.

A colpire, in questa lettura, non è solo la forza tematica, pionieristica e ancora oggi attuale, ma anche la delicatezza del tratto grafico, la composizione delle tavole, l’uso espressivo degli sguardi e dei silenzi. Ikeda è una maestra nel suggerire l’indicibile. Gli occhi ramati di Claudine, che bruciano di rabbia e dolcezza, sono il filo conduttore di tutto il manga. In quegli occhi c’è un’umanità che trascende il genere, la biologia, la morale sociale.

Intorno a lui, ruotano figure che lo amano, lo temono o lo fraintendono. Il padre, Auguste, è un uomo contraddittorio: lo educa come un maschio, lo porta a caccia, gli parla del mondo… ma è anche portatore di una morale ambigua e di segreti torbidi che avvelenano il cuore della famiglia. I fratelli lo amano e lo accettano per quello che è, ma ne restano comunque a distanza. Rosemarie, forse l’unico personaggio che riesce davvero a intuire la sua identità, lo definisce “un uomo imprigionato nel corpo di una donna”. È una frase che risuona come un’eco potente in tutto il manga, condensando in poche parole il dramma esistenziale del protagonista.

Claudine! è anche una riflessione su quanto possa essere fragile l’amore, quando non trova un terreno fertile dove attecchire. E su come la società – ieri come oggi – sia ancora impreparata a comprendere la complessità dell’identità di genere. Claudine non cerca di “diventare” uomo. Lui è uomo. Ma il mondo non lo riconosce, lo respinge, lo condanna. E questo lo rende un personaggio profondamente moderno, che anticipa di decenni i dibattiti attuali sulla disforia di genere, sulla visibilità delle persone transgender, sul diritto di esistere per ciò che si è.

Questa nuova edizione di Claudine! arriva come un dono per chi, come me, ama il manga come forma d’arte e strumento di esplorazione dell’animo umano. E rappresenta un’occasione per riscoprire una delle voci più audaci e poetiche del fumetto giapponese, capace di raccontare l’invisibile con una grazia devastante. Claudine, con la sua bellezza enigmatica, con la sua malinconia ardente, non è un semplice personaggio: è una ferita aperta, un simbolo di libertà negata, una voce che chiede ancora oggi di essere ascoltata. Sono convinta che Claudine! sia più di un manga: è una lettera d’amore scritta col sangue, un’opera che ci obbliga a guardare negli occhi la complessità dell’essere umano. Un invito a comprendere, ad abbracciare, a non giudicare. Un grido silenzioso che – ancora oggi – riesce a rompere il cuore e a illuminarlo allo stesso tempo.

Lady Oscar, Le Rose di Versailles, arriva su Netflix

Dopo oltre cinquant’anni dalla pubblicazione del capolavoro di Riyoko Ikeda, “Le Rose di Versailles” si prepara a tornare con una nuova ed emozionante trasposizione cinematografica animata. Il film, prodotto dallo studio MAPPA e diretto da Ai Yoshimura, debutterà in esclusiva su Netflix il 30 aprile 2025, portando nuovamente alla ribalta la straordinaria storia di Oscar François de Jarjayes e degli altri personaggi che si muovono nel turbolento scenario della Rivoluzione Francese.

Sin dalla sua prima serializzazione su Weekly Margaret nel 1972, il manga di Ikeda ha venduto oltre 20 milioni di copie, diventando un fenomeno sociale in Giappone e un punto di riferimento per il genere shōjo. La storia, ricca di dramma, intrighi di corte e conflitti interiori, ha trovato nuova vita nelle celebri rappresentazioni teatrali della Takarazuka Revue e nella serie anime del 1979, che ha segnato intere generazioni di spettatori.

La protagonista Oscar François de Jarjayes è una donna cresciuta come un uomo per volontà del padre, un generale dell’esercito francese. Divenuta comandante delle guardie della regina Maria Antonietta, Oscar si trova a dover affrontare non solo i giochi di potere di Versailles, ma anche il proprio senso di giustizia e le emozioni che prova nei confronti del fedele amico d’infanzia, André Grandier. Nel frattempo, la figura affascinante del conte Hans Axel von Fersen getta un’ombra romantica sul destino della giovane regina.

Ai Yoshimura, già nota per titoli come “Ao Haru Ride” e “Cheer Boys!!”, ha scelto di affrontare questa nuova trasposizione con una sensibilità capace di equilibrare fedeltà al materiale originale e innovazione stilistica. La sceneggiatura di Tomoko Komparu, che ha lavorato su “Uta no Prince-sama” e “Kimi ni Todoke”, promette di approfondire ulteriormente il conflitto interiore di Oscar, enfatizzando il dualismo tra il suo ruolo pubblico e la sua vera natura.

Dal punto di vista visivo, l’animazione firmata MAPPA offre un’esperienza straordinaria. Lo studio, celebre per successi come “Jujutsu Kaisen” e “Chainsaw Man”, ricrea la Francia del XVIII secolo con dettagli sorprendenti, dai fastosi interni di Versailles ai sontuosi costumi d’epoca. L’uso del digitale e della CGI, sebbene accolto con opinioni contrastanti dai fan più nostalgici, conferisce un dinamismo inedito alle scene più intense e drammatiche. Il character design, curato da Mariko Oka, si distacca lievemente dall’estetica classica dell’anime del 1979, presentando linee più morbide e una palette cromatica più ricca.

Un elemento di grande rilievo è la colonna sonora, affidata a Hiroyuki Sawano, compositore di “Attack on Titan” e “Solo Leveling”, che ha collaborato con KOHTA YAMAMOTO per dare vita a un accompagnamento musicale epico ed emozionante. In una scelta audace, il film include anche quindici brani cantati, trasformandosi in una sorta di semi-musical. Se da un lato questa decisione ha aggiunto pathos alla narrazione, dall’altro ha diviso il pubblico, soprattutto per l’influenza delle sonorità j-pop, che alcuni critici considerano poco adatte al contesto storico della storia.

Il cast vocale include talenti del calibro di Miyuki Sawashiro nel ruolo di Oscar, Aya Hirano nei panni di Maria Antonietta e Toshiyuki Toyonaga come André Grandier. Un tocco nostalgico è dato dalla voce narrante di Hitomi Kuroki, attrice che in passato ha fatto parte della celebre compagnia teatrale Takarazuka Revue, consolidando ulteriormente il legame tra il film e la sua eredità culturale.

Nonostante alcune scelte artistiche che potrebbero non soddisfare tutti, “Le Rose di Versailles” in versione 2025 riesce a restituire con fascino e passione l’intensità emotiva della storia originale. Con una narrazione avvincente, una messa in scena spettacolare e un cast di grande livello, il film si pone come un tributo a uno dei capolavori più amati dell’animazione giapponese. Se sei un fan di Lady Oscar o semplicemente ami le storie epiche e struggenti, questo è un appuntamento imperdibile su Netflix a partire dal 30 aprile 2025.

Lady Oscar al GAMM Anime Sunday: celebrazione, cosplay e magia videoludica a Roma!

In attesa della nuova edizione di Cassino Fantastica, l’universo nerd si prepara a un evento imperdibile che unisce passione per gli anime, nostalgia e celebrazione dell’animazione giapponese. Domenica 2 marzo alle 16:00, il GAMM Game Museum di Roma apre le porte ai fan di “Lady Oscar” per il primo appuntamento di GAMM Anime Sunday, una rassegna dedicata ai capolavori dell’animazione giapponese che hanno lasciato un segno indelebile nella cultura pop.

L’evento si pone come un’occasione unica per esplorare la storia di “Lady Oscar”, l’iconico anime tratto dal manga “Le rose di Versailles” di Riyoko Ikeda, proprio in concomitanza con l’uscita del nuovo film in Giappone. Questa nuova produzione cinematografica ha già acceso il dibattito tra i fan nipponici, divisi tra entusiasmo e preoccupazione per le scelte narrative e stilistiche adottate nella trasposizione moderna. Il GAMM Game Museum offrirà ai visitatori un viaggio approfondito tra passato e presente, analizzando le differenze tra la serie storica e la nuova opera, con proiezioni esclusive e momenti di discussione tra appassionati.

Ma non è tutto! L’evento sarà anche un’occasione per vivere l’atmosfera magica del Carnevale con tornei epici e un tocco di magia videoludica. I partecipanti potranno immergersi in una giornata all’insegna del divertimento, sfidandosi in competizioni ispirate ai migliori videogiochi e partecipando a un contest di cosplay che renderà l’evento ancora più spettacolare. E per rendere l’esperienza ancora più speciale, chiunque si presenti in maschera o cosplay potrà usufruire di uno sconto sul biglietto d’ingresso.

GAMM Anime Sunday promette di essere un’occasione imperdibile per tutti gli appassionati di “Lady Oscar” e del mondo nerd in generale, unendo approfondimenti culturali, proiezioni e tanto divertimento in una cornice che celebra la passione per l’animazione giapponese. Un appuntamento da segnare in agenda per tutti coloro che vogliono rivivere le emozioni di un classico senza tempo e scoprire come il mito di Oscar François de Jarjayes continua a evolversi nell’immaginario collettivo. L’appuntamento è fissato: domenica 2 marzo alle 16:00 al GAMM Game Museum di Roma. Non resta che preparare il proprio cosplay e lasciarsi trasportare nella magia di “Lady Oscar” e del mondo anime!

Roma celebra Hayao Miyazaki: un evento imperdibile tra libri, cosplay e cultura pop giapponese

Roma si prepara a ospitare un evento imperdibile per tutti gli amanti dell’animazione giapponese, della cultura nerd e del cosplay. Il 31 gennaio 2025, il Centro Commerciale Euroma2 diventerà il punto d’incontro per i fan di Hayao Miyazaki e dello Studio Ghibli, celebrando i 40 anni dello studio con una serata all’insegna della magia dell’animazione.

A partire dalle 16:30, l’area talk al secondo piano del centro commerciale, davanti alla libreria La Feltrinelli, si trasformerà in un vero e proprio santuario per gli appassionati di anime e manga. Il programma dell’evento prevede talk, incontri con esperti del settore, cosplay e la presentazione del libro “La ragazza che amava Miyazaki” di Silvia Casini, Raffaella Fenoglio e Francesco Pasqua, edito da Einaudi Ragazzi. La storia di Sofia, la protagonista del romanzo, è un inno alla creatività e alla crescita personale, un viaggio interiore che prende ispirazione dalle opere di Miyazaki. Un’opera perfetta per chi ha sempre trovato nei film dello Studio Ghibli un rifugio di sogni e speranza.

L’incontro sarà moderato da Francesco Chiatante, regista del documentario “Animeland – Racconti tra manga, anime e cosplay” e docente di Storia dell’Animazione Giapponese presso la Nemo Academy di Firenze. Tra gli ospiti speciali, spicca la presenza di Eleonora Paola Tani, storica cosplayer di Lady Oscar, celebre per la sua incredibile fedeltà al personaggio creato da Riyoko Ikeda. Eleonora, nota nell’ambiente con il soprannome di Oscarimpressionante, racconterà il suo percorso nel mondo del cosplay e la sua esperienza di riconoscimento internazionale.

Durante l’evento, i partecipanti avranno l’opportunità di ricevere gadget esclusivi a tema manga e di immergersi in un’atmosfera unica, fatta di passione e celebrazione dell’arte giapponese. Oltre agli autori del libro, saranno presenti esperti come Silvia Casini, specialista in marketing cinematografico e curatrice di eventi dedicati alla cultura pop giapponese, e Raffaella Fenoglio, blogger e scrittrice specializzata in narrativa per ragazzi.

Per gli appassionati di anime e manga, l’evento rappresenta un’occasione straordinaria per approfondire il mondo di Miyazaki, scoprire nuovi libri e incontrare figure di spicco del settore. Un appuntamento imperdibile per celebrare la magia dello Studio Ghibli e lasciarsi trasportare in un viaggio tra storie, personaggi e sogni.

Segna la data sul calendario: venerdì 31 gennaio 2025, al Caffè Letterario di Euroma2. Che tu sia un veterano del mondo nerd o un nuovo appassionato dell’animazione giapponese, questo evento è pensato per te. Non perdertelo!

“Se Fossi Lady Oscar” di Elena Romanello: il fascino eterno di un’Eroina dei Manga

Nel variegato e affascinante universo di manga e anime, pochi personaggi riescono a brillare come Lady Oscar, la protagonista de La Rosa di Versailles. Creata dalla talentuosa Riyoko Ikeda, Lady Oscar è molto più di un semplice personaggio di un fumetto: è una donna guerriera che vive sullo sfondo di una Francia prerivoluzionaria, simbolo di coraggio e lealtà. Da oltre quarant’anni, Oscar Francois de Jarjayes, cresciuta come un uomo per seguire le orme del padre generale, è diventata un’icona di determinazione e femminismo, conquistando il cuore di generazioni di fan con la sua indimenticabile storia d’amore con André.

Ma cosa significa realmente essere Lady Oscar nella vita di tutti i giorni?

Forse non è neanche un obiettivo auspicabile, considerata l’eccezionalità della sua esistenza e il dramma che la circonda. Tuttavia, le sue caratteristiche e la sua forza possono ispirarci in molti aspetti della vita moderna. Lady Oscar ha reso la corte di Versailles e la Rivoluzione francese accessibili e affascinanti, e la sua figura continua a rappresentare un modello di riferimento, nonostante le differenze temporali e contestuali.

Elena Romanello, autrice di Se Fossi Lady Oscar, pubblicato per Odoya, è un’appassionata esperta di cultura nerd. Laureata in lettere moderne con una tesi su Emilio Salgari, ha dedicato anni alla scrittura e alla divulgazione su manga, anime e fantasy. Con un portfolio di opere che spazia dall’Enciclopedia del fantasy all’analisi di personaggi iconici come Sailor Moon e Capitan Harlock, Romanello è una vera e propria pioniera nel suo campo.

In Se Fossi Lady Oscar, l’autrice non solo esplora la storia di Oscar, ma invita i lettori a riflettere su come le sue esperienze possano risuonare con le aspirazioni moderne. Lady Oscar è un’amica che accompagna i sogni e le ambizioni di chi la ama, un’eroina che fa piangere e ridere, immergendosi in un mondo immaginario che spesso supera la realtà. Con questo libro, Romanello si unisce al catalogo di Odoya Edizioni, portando con sé la sua passione e la sua vasta esperienza nel mondo nerd. La sua scrittura è una celebrazione non solo della storia di Lady Oscar, ma anche di tutte le donne forti che, come lei, hanno lasciato un segno indelebile nella cultura pop.

Se sei un fan di manga, anime, o semplicemente ami le storie di eroine straordinarie, Se Fossi Lady Oscar è sicuramente una lettura da non perdere. Preparati a lasciarti trasportare in un’avventura che ti farà sognare e riflettere, ricordandoti che, a volte, le vere eroine vivono tra le pagine dei nostri fumetti preferiti.

10 ottobre 1979: 45 anni dell’anime di Lady Oscar

Il 10 ottobre 1979 è una data che gli appassionati di anime e manga ricorderanno con affetto e nostalgia. In quel giorno, andò in onda per la prima volta Lady Oscar, conosciuto in Italia anche come Le rose di Versailles. Questa serie non è solo un semplice anime; è un capolavoro che ha saputo fondere sapientemente storia, dramma e passione, lasciando un’impronta indelebile nel panorama dell’animazione giapponese.

Le Origini di Lady Oscar

Lady Oscar nasce dall’ingegno della talentuosa Riyoko Ikeda, la quale ha saputo trasformare la sua visione artistica in una storia coinvolgente, serializzata per la prima volta sulla rivista Margaret di Shūeisha nel 1972. L’opera è stata successivamente raccolta in nove volumi tankōbon, riscuotendo un enorme successo tra i lettori giapponesi. L’ispirazione per la trama proviene dalla biografia di Maria Antonietta scritta da Stefan Zweig, che esplora la vita della regina austriaca dalla sua drammatica venuta in Francia fino alla sua tragica fine, avvenuta durante la tumultuosa Rivoluzione francese.

Al centro della narrazione c’è Oscar François de Jarjayes, un personaggio immaginario che incarna la lotta tra le tradizioni aristocratiche e i ferventi desideri di cambiamento della società. Cresciuta come un soldato, Oscar è un’amica intima di Maria Antonietta e si trova in un conflitto interiore quando deve scegliere da che parte schierarsi durante gli eventi che precedono la Rivoluzione. La sua decisione di unirsi al popolo, nonostante la sua posizione sociale, rappresenta un tema fondamentale della serie: il sacrificio e l’impegno per il bene comune.

Un’Anime Iconica

Il 10 ottobre 1979, l’anime debuttò in televisione sotto la direzione di Osamu Dezaki, con un character design realizzato da Shingō Araki. La serie è composta da 40 episodi, ciascuno della durata di circa 23 minuti, che catturano la bellezza e la complessità della storia. Nonostante il suo successo in Italia, dove è diventato un cult tra gli appassionati di anime, il suo esordio in Giappone non fu altrettanto fortunato: la serie venne interrotta prematuramente in alcune zone del Paese, colpita da un iniziale insuccesso.

Lady Oscar è spesso considerato un capolavoro dell’animazione giapponese, e merita di essere riscoperto nella sua forma originale, senza censure o adattamenti. È interessante notare che ci sono notevoli differenze tra il manga e l’anime: il primo si concentra maggiormente sulle passioni amorose e il dramma storico di Maria Antonietta, mentre l’anime pone un maggiore accento su Oscar come protagonista indiscussa. Queste differenze non solo arricchiscono la narrazione, ma offrono anche due prospettive distinte su una storia già di per sé complessa.

Tematiche e Messaggi

Lady Oscar non è solo una storia d’amore e di intrighi politici; è un’opera che mette in luce il ruolo delle donne nella società del XVIII secolo, paragonandole a rose nel titolo stesso. Le rose simboleggiano la bellezza e la fragilità, ma anche le spine delle difficoltà che le donne hanno affrontato. La serie si sofferma su personaggi femminili forti e determinati, che non si limitano a essere semplici figure di sfondo, ma diventano protagoniste attive della loro storia.

I temi della libertà, della giustizia e dell’autodeterminazione risuonano con forza attraverso le avventure di Oscar. La sua lotta non è solo per la sua identità personale, ma anche per il futuro di una Francia in cambiamento, un conflitto che continua a trovare risonanza nelle lotte odierne per i diritti e l’uguaglianza.

Un Eredità Duratura

Nonostante le critiche ricevute in fase di lancio, Lady Oscar è oggi celebrato come un punto di riferimento nel mondo dell’animazione. La sua trama avvincente, i personaggi indimenticabili e l’estetica curata la rendono un’opera di grande valore. Con il passare degli anni, il suo fascino non è diminuito, e il suo messaggio continua a ispirare generazioni di spettatori e lettori.

Quarantacinque anni dopo il suo debutto, Lady Oscar rimane una testimonianza di come l’arte possa influenzare la cultura e il pensiero. Per gli appassionati di anime, è fondamentale riscoprire questa pietra miliare, celebrando non solo la bellezza della sua animazione, ma anche la profondità della sua narrazione. In un’epoca in cui le storie di personaggi femminili forti stanno finalmente ricevendo il riconoscimento che meritano, Lady Oscar si erge come un simbolo di resilienza e cambiamento, pronta a ispirare nuove generazioni di sognatori e ribelli.

Lady Oscar 3D Collection un viaggio nella Francia dell’Ancien Régime

Dal 24 agosto 2024, le edicole italiane si preparano ad accogliere un evento che promette di incantare gli appassionati di anime e manga di tutte le generazioni: la “Lady Oscar 3D Collection”, un’iniziativa esclusiva di Centauria Editore, in collaborazione con Boing SpA, una joint-venture tra RTI Mediaset e Warner Bros. Discovery. Questa nuova collezione non è solo un tributo a uno dei capolavori dell’animazione giapponese, ma un viaggio sensoriale e storico attraverso il dramma e la bellezza della Francia del XVIII secolo.

Al centro di questa collezione si trova un omaggio prezioso a “Le rose di Versailles”, l’opera della sensei Riyoko Ikeda che ha catturato l’immaginazione di lettori e spettatori sin dagli anni ’80. Ambientata durante gli ultimi anni dell’Ancien Régime e immersa nei tumultuosi eventi della Rivoluzione Francese, la serie narra la straordinaria storia di Maria Antonietta e dell’iconica Lady Oscar, una donna cresciuta come soldato che, nel mezzo della tempesta rivoluzionaria, decide di combattere per il popolo. La “Lady Oscar 3D Collection” non è soltanto una celebrazione dei personaggi storici e fittizi che hanno plasmato la trama avvincente della serie, ma è anche un viaggio attraverso una delle epoche più affascinanti della storia francese, reso tangibile tramite riproduzioni 3D di alta qualità.

Ogni figura della collezione è una riproduzione meticolosamente dettagliata, che riesce a catturare l’eleganza e il dramma di un’epoca cruciale. Dalla protagonista Lady Oscar, a André, fino a Maria Antonietta e Luigi XVI, ogni pezzo è rappresentato con una precisione che fa rivivere i costumi e le atmosfere di una Francia ormai lontana. Questa collezione è un tributo a “Le rose di Versailles”, che dopo quarant’anni dalla sua prima apparizione, viene riportata in vita attraverso una serie di riproduzioni 3D uniche e preziose, vendute con periodicità quindicinale.

Il percorso della collezione inizierà ovviamente con la figura di Oscar François de Jarjayes, la protagonista che ha conquistato i cuori di molti.

Nei mesi successivi, gli appassionati potranno collezionare riproduzioni di personaggi storici e amati come André Garnier, Maria Antonietta e Luigi XVI, che offriranno una visione completa della corte di Versailles e dei suoi intrighi. Ogni uscita è un’opportunità per immergersi in un passato che, sebbene distante nel tempo, continua a esercitare un fascino senza pari.

In aggiunta, Centauria Editore offre l’opportunità di abbonarsi alla collezione, con vantaggi significativi per i collezionisti. Tra i benefici dell’abbonamento ci sono le spese di spedizione gratuite per chi paga con carta di credito o PayPal, la garanzia di ricevere ogni numero della collezione e una politica di sostituzione gratuita per eventuali prodotti danneggiati. Inoltre, gli abbonati possono approfittare di oggetti esclusivi a soli 1 euro in più per ogni uscita a partire dalla quinta, tra cui figurine di Maria Antonietta, Luigi XVI e Lady Oscar a cavallo, che arricchiranno ulteriormente la collezione.

La “Lady Oscar 3D Collection” rappresenta molto più di una semplice serie di riproduzioni 3D: è un ritorno alle origini di una narrazione che ha saputo unire storia e fantasia, creando un legame duraturo tra i lettori e i personaggi che hanno fatto la storia dell’animazione giapponese. Per ogni appassionato di “Le rose di Versailles” e per chiunque desideri esplorare la magnificenza della Francia pre-rivoluzionaria attraverso una lente artistica e raffinata, questa collezione è un’occasione imperdibile. Non perdere l’opportunità di aggiungere un pezzo di storia e magia alla tua collezione e di celebrare il fascino immortale di uno dei capolavori dell’animazione giapponese.

Piano completo dell’opera:

  • Oscar François de Jarjayes (Lady Oscar) – 24/08/2024
  • André Garnier – 07/09/2024
  • Maria Antonietta – 21/09/2024
  • Rosalie Lamorlière – 05/10/2024
  • Jeanne de Valois – 19/10/2024
  • Luigi XVI – 02/11/2024
  • Alain de Soissons – 16/11/2024
  • Hans Axel von Fersen – 30/11/2024
  • Contessa di Polignac – 14/12/2024
  • Victor Clément de Girodelle – 28/12/2024
  • André Grandier (Daily clothes) – 11/01/2025
  • Lady Oscar (French Guard) – 25/01/2025
  • Maximilien Robespierre – 08/02/2025
  • Bernard Chatelet – 22/02/2025
  • Generale Bouillé – 08/03/2025
  • Nonna Grandier – 22/03/2025
  • Nicolas de la Motte – 05/04/2025
  • Duca di Orléans – 19/04/2025
  • Contessina Charlotte de Polignac – 03/05/2025
  • Oscar François de Jarjayes (Ballgown) – 17/05/2025
  • Louis Antoine de Saint-Juste – 31/05/2025
  • Cavaliere Nero (Bernard Chatelet) – 14/06/2025
  • Diane de Soissons – 28/06/2025
  • Luigi XV – 12/07/2025
  • Cardinale de Rohan – 26/07/2025

La seconda edizione di “Una Rosa a Torino”: il ritorno di Lady Oscar nella capitale Sabauda

La seconda edizione della mostra evento “Una Rosa a Torino” dedicata a Lady Oscar, il manga molto amato e famosa, è stata finalmente annunciata grazie ad un comunicato ufficiale dell’organizzazione di Bm Srl event. L’evento si terrà presso l’Adalesia Hotel in Via XX Settembre 7/a a Torino, e sarà curato da Antonella Bovino e Fabiana Macaluso insieme alla scrittrice di libri fantasy Elena Romanello, esperta in opere riguardanti Lady Oscar.

L’inaugurazione della mostra collettiva avrà luogo il 13 luglio alle 16:00, in presenza della scrittrice Elena Romanello che presenterà le sue ultime pubblicazioni e accompagnerà gli ospiti con conferenze e raduni dei fan. L’evento sarà aperto e visitabile tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00 fino al 28 luglio.

Il 13 e 14 luglio, il disegnatore e illustratore Carlo Monopoli terrà un workshop aperto a tutti, con posti limitati. La mostra sarà aperta e visitabile tutti i giorni dalle 11:00 alle 19:00 fino al 28 luglio.

La mostra è stata concepita come un vero e proprio evento d’arte dedicato al mondo del manga, in coincidenza con la ricorrenza della Presa della Bastiglia il 14 luglio, data inclusa nell’evento. Tra gli ospiti speciali vi sarà la compagnia teatrale de I Giocolieri delle Stelle, proveniente da Viareggio, che presenterà il fan film “Due destini travolti dalla rivoluzione” diretto da Yatta. Durante la giornata dedicata ai cosplayers dei manga, sarà possibile partecipare a proiezioni, workshop e performance dal vivo. Sono previsti premi artistici per le opere più significative e originali, assegnati dai partner dell’organizzazione, tra cui anche un premio speciale per la visita virtuale all’installazione su Lady Oscar nella Reggia di Versailles con l’ospite Mister Rubin da Second Life.

Il weekend del 20-21 luglio sarà dedicato al Giappone, con workshop di fumettisti e artisti tra cui Samuele Siragusa, Jomay Tam con la scrittura orientale, Manuela Tassone con gli origami e Fulvia Latini nelle vesti di Geisha.

Durante tutto l’evento, saranno organizzate conferenze web con scrittori da tutta Italia, tra cui Cristina Argenio il 19 luglio alle ore 16:00 ed Elena Romanello. La partecipazione alle conferenze richiede prenotazione.

A fine esposizione, saranno assegnati diversi premi artistici:

  • Premio Una Rosa a Torino per l’opera più significativa ed originale;
  • Premio Adalesia con una mini personale all’interno del locale;
  • Premio Giuria Popolare per le opere più gradite dal pubblico;
  • Premio Sisnet Informatica con inserimento nel calendario annuale;
  • Premio Virtual Art Workshop Social Group con inserimento nella galleria digitale 2024;
  • Premio New Life Media International con intervista su Radio Dream On Fly;
  • Premio Romanello con inserimento dell’opera e biografia in una pubblicazione successiva della scrittrice.

I partecipanti riceveranno un attestato di Merito Artistico, patrocinato da vari partners dell’evento tra cui Italia Arte Editore e il Museo MIIT. Le iscrizioni per partecipare alla mostra sono aperte fino al 30 maggio 2024, e possono essere effettuate contattando BM SRL tramite antonella.bm.events@gmail.com / 0039- 392 2610002.

Non perdetevi l’opportunità di partecipare a questo eccezionale evento d’arte dedicato al mondo di Lady Oscar a Torino, con una vasta gamma di opere esposte, performance dal vivo e premi artistici in palio. Un’occasione da non perdere per gli amanti del manga e dell’arte in generale.

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