Giappone nerd e anime pilgrimage: viaggiare nei luoghi che ci hanno cresciuti

Una volta mi è capitato di riconoscere una scalinata prima ancora di leggere il cartello stradale. Non perché fossi già stata lì, ma perché quella scalinata l’avevo attraversata decine di volte seduta sul divano, con gli occhi incollati allo schermo e un nodo alla gola che arrivava sempre nello stesso punto della storia. È successo in Giappone, ovvio. E in quell’istante ho capito che il viaggio che stavo facendo non aveva niente a che vedere con l’idea classica di turismo, con la lista delle cose da vedere o con la foto da portare a casa come prova di passaggio. Era qualcos’altro. Un riconoscimento silenzioso. Una specie di déjà-vu emotivo.

Negli ultimi anni il Giappone è diventato una meta che si sceglie prima con l’immaginazione e solo dopo con il portafoglio. Anime, manga e videogiochi hanno smesso di essere semplici contenuti da consumare e hanno iniziato a funzionare come mappe. Mappe affettive, storte, personalissime. Quartieri interi di Tokyo non vengono più cercati per quello che “rappresentano”, ma per quello che hanno fatto provare. Akihabara non è soltanto elettronica e luci al neon, è il luogo dove per molti di noi l’ossessione ha preso forma fisica. Shibuya non è solo un incrocio famoso, è quel momento preciso in cui un personaggio ha capito di essere solo al mondo, circondato da milioni di persone.

Questa forma di viaggio ha un nome che suona antico e contemporaneo allo stesso tempo, seichi junrei. Pellegrinaggio. Parola grossa, lo so. Eppure funziona. Funziona perché non si tratta di scappare dalla realtà, ma di entrarci più a fondo. Camminare in un luogo già abitato dalla narrazione significa accettare che quella storia ti abbia cambiato abbastanza da spingerti fin lì. Non è fandom performativo, non è cosplay fuori contesto. È una conversazione silenziosa tra quello che eri quando guardavi quell’anime alle due di notte e quello che sei diventato ora, con lo zaino in spalla e Google Maps aperto.

A rendere tutto ancora più interessante è il cortocircuito continuo tra immaginario iperpop e tradizione. Il treno proiettile ti spara fuori da Tokyo e all’improvviso Kyoto sembra un salto temporale, come se qualcuno avesse cambiato genere alla storia senza avvisare. Eppure anche lì, tra i torii rossi di Fushimi Inari o il silenzio controllato di un tempio, capita di sentire quell’eco familiare. Non perché ogni cosa sia stata animata o disegnata, ma perché l’estetica giapponese che ci ha cresciuti nasce proprio da questa continuità. Dal fatto che il passato non viene mai davvero archiviato, ma rimescolato, remixato, reso di nuovo desiderabile.

Mi fa sempre sorridere quando qualcuno parla di “pop invasion” come se fosse una moda recente. Il Giappone dialoga con l’Occidente da più di un secolo, solo che oggi lo fa con armi narrative potentissime. Un tempo erano le stampe ukiyo-e a sconvolgere Monet e Van Gogh, oggi sono le sigle che ti rimangono in testa mentre attraversi una stazione affollata. Cambiano i linguaggi, non la dinamica. E Tokyo, in tutto questo, è diventata un luogo mentale prima ancora che geografico. Una capitale emotiva per intere generazioni cresciute a pane, VHS e cartucce.

Dentro questo scenario stanno iniziando a muoversi anche realtà che hanno capito che non basta più portarti da un punto A a un punto B. Serve un’idea di viaggio che tenga conto delle storie che ti hanno formato. Alcune proposte recenti vanno in questa direzione con una delicatezza che sorprende. Penso, ad esempio, a come WeRoad abbia scelto di leggere il Giappone non come un parco tematico a cielo aperto, ma come un territorio attraversato da immaginari condivisi. Non un tour travestito da fandom, piuttosto un percorso che riconosce quanto anime, manga e videogiochi abbiano riscritto il nostro modo di desiderare certi luoghi. Una scelta che dice molto più di mille slogan, perché ammette apertamente che oggi si parte anche per ritrovare pezzi di sé lasciati tra una puntata e l’altra.

Osaka, con il suo caos goloso e rumoroso, sembra quasi fatta apposta per ricordarti che questo paese sa prendersi sul serio solo fino a un certo punto. Da un lato street food che ti riconcilia con l’umanità, dall’altro parchi a tema dove l’infanzia prende il volante e non lo molla più. Super Nintendo World non è solo un posto dove scattare foto, è la materializzazione di un immaginario che ha insegnato a intere generazioni come funzionano le regole del gioco. E quando torni a Tokyo e ti ritrovi a guidare un kart per strada, vestito in modo discutibile e con un sorriso incontrollabile, capisci che il confine tra realtà e finzione non è mai stato poi così importante.

La cosa che mi colpisce di più, ogni volta, è vedere persone diversissime vivere lo stesso spazio in modo completamente differente. C’è chi cerca Godzilla tra i grattacieli di Shinjuku come fosse una caccia al tesoro privata. C’è chi entra in un Pokémon Center con la stessa solennità di un santuario. C’è chi si commuove davanti a una statua di Gundam senza riuscire a spiegare bene perché. Tutti stanno facendo lo stesso viaggio, ma ognuno con una storia diversa in testa.

Forse è questo il punto. Il Giappone nerd non è una destinazione, è una conversazione aperta. Tra passato e presente, tra chi racconta e chi ascolta, tra chi disegna mondi e chi decide di attraversarli davvero. E la domanda che rimane sospesa, alla fine, non è tanto se valga la pena partire. È quale storia ti ha già messo in cammino senza che tu te ne accorgessi.

Love & Pop: il debutto live-action di Hideaki Anno

Il 21 febbraio 2025, i fan di Hideaki Anno, uno dei registi giapponesi più iconici e innovativi, avranno finalmente l’opportunità di vedere Love & Pop, il suo primo film live-action, nei cinema nordamericani. Un evento tanto atteso, che segna un’importante pietra miliare nella carriera del creatore di Neon Genesis Evangelion. Fino ad oggi, il film del 1998 non aveva avuto una distribuzione ufficiale al di fuori del Giappone, ma grazie a GKIDS, che ha annunciato il debutto della pellicola nei cinema statunitensi, i fan avranno finalmente accesso a un’opera che, sebbene meno conosciuta rispetto ai suoi lavori animati, merita senza dubbio una visione.

Love & Pop (1998) - Trailer Preview

Love & Pop, basato sul romanzo Topaz II di Ryū Murakami, il seguito di Tokyo Decadence, racconta una storia di giovinezza, desiderio e alienazione, immergendo lo spettatore in un mondo oscuro e controverso, quello dell’enjo-kosai, il fenomeno giapponese dei “dating a pagamento”. Il film, girato con fotocamere digitali e microcamere, è stato restaurato in 2K per offrire una qualità visiva migliore, considerando che l’originale fu realizzato utilizzando una tecnologia poco convenzionale per l’epoca. Questa scelta stilistica, che includerà angolazioni di ripresa strane e inusuali, è parte del tratto distintivo di Anno, il quale ha continuato a sperimentare anche nelle sue opere più recenti, come Shin Kamen Rider.

Il film segue la protagonista Hiromi (interpretata da Asumi Miwa), una sedicenne che si trova a vivere la propria adolescenza in un periodo storico segnato da una crescente disillusione. La sua ricerca di identità la porta a intraprendere un viaggio in un mondo pericoloso e oscuro, che la porta a confrontarsi con il lato più sordido e perverso della società giapponese. Il suo obiettivo iniziale è acquistare un anello costoso, ma per farlo si affida all’enjo-kosai, un mondo in cui le ragazze giovani sono “compensate” per appuntamenti con uomini più anziani, senza consapevolezza delle conseguenze che queste esperienze possono avere su di loro. Ciò che inizia come una semplice ricerca di un oggetto materiale si trasforma rapidamente in un’esperienza devastante, che mette a nudo le contraddizioni e le fragilità della gioventù giapponese negli anni ’90.

La pellicola non si limita a raccontare una semplice storia di adolescenza, ma offre una riflessione più profonda sulla solitudine e sull’alienazione. Lo stile tecnico di Anno, con il suo montaggio rapido e frammentato e le scelte di inquadratura che rendono la pellicola visivamente disturbante, amplifica questa sensazione di smarrimento. La città di Shibuya, uno dei cuori pulsanti di Tokyo, funge da palcoscenico perfetto per esplorare l’inquietante viaggio interiore della protagonista, in un continuo contrasto tra la vivacità della metropoli e la solitudine che Hiromi prova nel suo cammino.

La narrazione di Love & Pop si sviluppa come un flusso di coscienza, il che consente di entrare nella mente di Hiromi e osservare come la sua vita e le sue scelte siano influenzate da un vuoto emotivo e da una totale mancanza di supporto da parte della famiglia e della società. Il film ci offre uno spaccato di una società che sembra non avere risposte per la protagonista, e in cui l’indifferenza è più comune della compassione. La critica sociale di Anno è tangibile: Love & Pop non è solo un racconto di una ragazza che si perde, ma anche una riflessione sulla cultura consumistica giapponese, dove le persone, anche quelle più giovani, sono trattate come beni di consumo, che possono essere acquistati e sfruttati.

La fotografia di Takahide Shibanushi è un altro punto di forza del film, capace di restituire un’atmosfera surreale e inquietante grazie all’uso di obiettivi grandangolari, inquadrature stranianti e una sensazione di instabilità visiva che accompagna lo spettatore per tutta la durata della pellicola. Alcuni espedienti stilistici, come l’uso ripetuto di un treno giocattolo come dolly, possono sembrare esagerati o addirittura gimmick, ma contribuiscono comunque a rendere l’esperienza cinematografica più originale e fresca.

La musica di Shinkichi Mitsumune, pur essendo essenziale e sobria, accentua la tristezza e la solitudine del film, con toni malinconici che accompagnano la protagonista nel suo percorso. Tuttavia, l’editing di Hiroshi Okuda potrebbe essere migliorato, poiché in alcune scene il ritmo diventa troppo lento, e il film perde di intensità in momenti che avrebbero potuto essere più tesi e concisi.

Love & Pop è un film che non cerca di giustificare o risolvere i temi che solleva, ma li affronta senza compromessi, lasciando che lo spettatore si faccia le proprie domande. La sua miscela di dramma, sperimentazione e critica sociale rende l’opera particolarmente interessante e significativa, non solo come prodotto di una carriera che ha definito il panorama dell’animazione, ma anche come punto di partenza di una riflessione sulla società giapponese. Anno, con il suo stile unico e il suo approccio visionario, porta sullo schermo un racconto di disillusione, desiderio e solitudine che, nonostante il passare degli anni, rimane straordinariamente attuale.

Per i fan di Hideaki Anno, Love & Pop rappresenta una rara opportunità di scoprire un aspetto meno conosciuto della sua carriera. Sebbene il film non abbia mai raggiunto il grande pubblico internazionale, la sua distribuzione nelle sale nordamericane è un’occasione imperdibile per chiunque sia interessato alla cinematografia giapponese e alla visione di un regista che, come pochi altri, è stato capace di unire sperimentazione stilistica e critica sociale. Un film da non perdere per chi vuole esplorare la carriera di Anno al di fuori dei confini di Evangelion e apprezzare un lato più oscuro e complesso della sua arte.

Ya Boy Kongming!: Il Live Action Che Mescola Musica e Strategia Arriva al Cinema

Il live action di Ya Boy Kongming! è ormai alle porte, pronto a fare il suo debutto sul grande schermo e a conquistare i cuori di fan di ogni età. Questo adattamento cinematografico si inserisce in un contesto già molto popolare, dato che la serie originale, un manga scritto da Yuto Yotsuba e illustrato da Ryō Ogawa, ha ottenuto grande successo sin dalla sua prima pubblicazione nel 2019 su Comic Days. Dopo aver continuato la serializzazione su Weekly Young Magazine, il manga si è rapidamente guadagnato un vasto seguito grazie alla sua trama intrigante e originale: Zhuge Kongming, il celebre stratega cinese del periodo dei Tre Regni, si ritrova reincarnato nella frenetica Tokyo moderna. Qui, il suo genio strategico, un tempo applicato alle battaglie militari, viene canalizzato nel mondo della musica per aiutare la giovane Eiko Tsukimi a raggiungere la fama. Un’idea brillante che mescola storia, strategia e musica, creando un mix che ha appassionato lettori di tutto il mondo.

映画『パリピ孔明 THE MOVIE』特報②【2025年4月25日(金)公開】

Il film, annunciato nel maggio del 2023 e in uscita il 25 aprile 2025, segna un nuovo capitolo per la saga di Ya Boy Kongming!, già celebrata con un anime che ha debuttato nel 2022. Diretto da Shūhei Shibue e scritto da Nonji Nemoto, il live action riprende gran parte del cast principale della serie televisiva trasmessa nel 2023, con Osamu Mukai nel ruolo di Shokatsu Kōmei (Zhuge Kongming), Moka Kamishiraishi nei panni di Eiko e Dean Fujioka come Liu Bei. Accanto a loro, ci saranno nuove aggiunte al cast, tra cui Fūju Kamio nel ruolo di Sima Jun e Utaha nel ruolo di Shin, che porteranno freschezza alla trama ormai consolidata.

Un elemento davvero interessante del film è il coinvolgimento della boy band &TEAM, che interpreterà sé stessa. Già noti per le loro apparizioni in Honey Lemon Soda e Trillion Game, i membri di &TEAM avranno un ruolo centrale nel film, ma non solo: saranno anche protagonisti di un evento speciale, il “Kickoff Party”, che si terrà il 22 febbraio presso il Pia Arena MM, nella prefettura di Kanagawa. Durante questo evento, i ragazzi della band si esibiranno in performance musicali e parteciperanno a un talk show con il cast e la troupe, regalando ai fan un’esperienza unica e coinvolgente.

La trama del film si sviluppa durante il “Music Battle Awards 2025”, un festival musicale in cui tre delle principali etichette discografiche giapponesi si sfidano per il primato. Questo sarà il palcoscenico ideale per Zhuge Kongming e la sua allieva Eiko, che, come due generali in battaglia, dovranno affrontare le insidie del mondo musicale, dove la strategia non si misura più in termini di vittorie sul campo di battaglia, ma in termini di fama e successo. Kongming, con la sua intelligenza fuori dal comune, si troverà a mettere in campo nuove tattiche, ma stavolta le sue battaglie saranno condotte attraverso la musica e lo spettacolo.

L’adattamento cinematografico si inserisce perfettamente nel filone del manga originale, che ha conquistato anche il mercato internazionale grazie alla pubblicazione digitale di Kodansha USA Publishing. Il successo del manga è stato amplificato dall’anime, che ha esordito nel 2022, anche se, purtroppo, non è ancora disponibile in streaming in Italia. Tuttavia, il live action è pronto a portare la storia sul grande schermo in modo ancora più emozionante, con l’aggiunta di performance musicali dal vivo e l’inclusione della boy band &TEAM, che attirerà sicuramente anche i fan della musica K-pop.

Ya Boy Kongming! rappresenta un perfetto tributo alla cultura giapponese, e in particolare alla sua vivace industria musicale. Con la sua fusione di storia, strategia e suoni, il film promette di essere una vera e propria evoluzione della serie, che già in passato aveva visto la realizzazione di un film compilation, Paripi Kōmei Road to Summer Sonia, proiettato nei cinema giapponesi a marzo 2024. Con la sua data di uscita fissata per il 25 aprile 2025, questo live action è destinato a diventare un punto di riferimento per tutti i fan del manga, dell’anime e della cultura pop giapponese in generale.

Chi ancora non conosce la serie si troverà di fronte a una trama che mescola in modo brillante elementi storici e moderni, dando vita a una storia che non solo intrattiene, ma fa anche riflettere. Zhuge Kongming, l’intramontabile stratega cinese, deve adattare la sua mente brillante a un nuovo campo di battaglia: quello della musica. Con la sua determinazione e il suo talento nel tracciare piani, Kongming guida Eiko, una giovane cantante che sogna di diventare una stella della musica. Il mix di momenti emozionanti, risate e adrenalina è ciò che rende Ya Boy Kongming! un titolo tanto amato.

Concludendo, Ya Boy Kongming! si appresta a portare la sua storia affascinante nella dimensione del grande schermo, unendo la strategia e la musica in una combinazione unica. Con un cast stellare e una trama che promette di mantenere intatta l’anima del manga, il film è destinato a essere un successo, capace di conquistare anche i fan più esigenti. Non ci resta che aspettare con impazienza l’arrivo di questa nuova e attesissima versione cinematografica.

Reynatis: L’Action RPG che Trasforma Shibuya in un Mondo Magico

Sei stanco dei soliti cliché degli anime? Ti piace l’idea di un gioco che mescoli azione frenetica, magia e un’atmosfera urbana unica? Allora Reynatis è ciò che fa per te! Questo action RPG, sviluppato da Natsume Atari e FuRyu e pubblicato da FuRyu e NIS America, ti trasporterà nella vibrante e caotica Shibuya, un quartiere di Tokyo che nasconde più di quanto sembri a prima vista. Se pensi che il mix tra magia e vita quotidiana possa sembrare banale, preparati a ricrederti, perché questo titolo ha molto più da offrire di quanto appaia inizialmente.

Ambientato in una versione alternativa della città giapponese, Reynatis offre una Shibuya ricca di dettagli e sorprese. Il famoso quartiere, conosciuto in tutto il mondo per la sua cultura pop, i negozi alla moda e le sue insegne luminose, diventa il palcoscenico di un’avventura che mescola magia e realtà. I maghi, una parte integrante di questa storia, sono nascosti tra la folla, utilizzando i loro poteri per proteggere o distruggere. La mappa di Shibuya è ricostruita con una cura maniacale, permettendo ai giocatori di esplorare ogni angolo della città, scoprendo segreti e vivendo una trama che non deluderà gli appassionati di anime e urban fantasy.

Una storia coinvolgente: Marin e la sua ricerca di potere

Al centro di Reynatis troviamo Marin Kirizumi, un giovane mago con un sogno ambizioso: diventare il mago più potente del mondo. Tuttavia, la sua determinazione lo spingerà a una scelta difficile, una lotta interiore tra la luce e le tenebre. Marin dovrà fare i conti con la realtà di un mondo in cui la magia è illegale, e i maghi sono perseguitati dal governo. La storia ruota intorno a lui e a Sari Nishijima, un’ufficiale del governo, con cui condividerà una complicata relazione. Chi avrà la meglio: il desiderio di potere o la lotta per la giustizia? La trama promette di mantenere i giocatori sulle spine, con colpi di scena che non mancheranno di sorprendervi.

Un gameplay dinamico e innovativo

Ciò che rende Reynatis particolarmente interessante è il suo sistema di combattimento, che unisce azione e strategia in modo sorprendente. Il gioco si sviluppa su due modalità principali: Suppressed Mode e Liberated Mode. Nel Suppressed Mode, il personaggio del giocatore non può attaccare, ma ha la possibilità di schivare gli attacchi nemici con un singolo tasto, mentre nel Liberated Mode il mago può scatenare tutta la sua magia offensiva, ma non può più difendersi attivamente. Queste modalità possono essere alternate in tempo reale, creando un’esperienza di gioco fluida e coinvolgente, che premia la prontezza e la gestione delle risorse magiche.

Grafica e animazioni: Un mondo anime da vivere

Dal punto di vista visivo, Reynatis si presenta con una grafica in linea con lo stile anime, dove i personaggi, le ambientazioni e gli effetti magici sono resi con cura. Sebbene ci siano alcuni limiti tecnici che non permettono di raggiungere la perfezione, la qualità generale della grafica riesce comunque a immergere i giocatori nell’atmosfera del gioco. Le animazioni, soprattutto durante le sequenze di combattimento, sono fluide e spettacolari, con magie che esplodono in un tripudio di colori.

La colonna sonora di Yoko Shimomura: Un’ulteriore magia

Un altro punto di forza di Reynatis è senza dubbio la sua colonna sonora, curata dalla leggendaria compositrice Yoko Shimomura. Le sue melodie riescono a catturare perfettamente l’essenza del gioco, alternando brani energici durante i combattimenti a composizioni più malinconiche nei momenti di riflessione. La musica contribuisce a rendere l’esperienza ancora più immersiva, dando una marcia in più all’intero gioco.

Perché giocare a Reynatis?

Se sei un fan degli RPG con un tocco di magia, Reynatis ha molto da offrire. La possibilità di esplorare una Shibuya ricca di segreti, unita a un sistema di combattimento dinamico che premia la strategia e l’abilità, lo rendono un titolo particolarmente apprezzato da chi cerca qualcosa di diverso dal solito. La storia avvincente, i personaggi ben costruiti e l’atmosfera che fonde magia e vita urbana creano un’esperienza coinvolgente che potrebbe conquistarti fin dal primo istante.  Reynatis è un gioco che, pur non essendo privo di difetti, riesce a conquistare il cuore dei giocatori grazie alla sua trama intrigante, il gameplay divertente e la sua ambientazione unica. Se sei alla ricerca di un’avventura urban fantasy che ti faccia immergere nel caos e nella magia di Tokyo, Reynatis è senza dubbio un titolo da non perdere. Nonostante qualche incertezza in fase di sviluppo, il gioco offre abbastanza motivi di interesse da far venire voglia di proseguire fino all’ultima scena. La magia di Shibuya ti aspetta, pronto a intraprendere questa avventura indimenticabile.

Ganguro, Yamanba, Manba: la rivoluzione gyaru che ha incendiato Shibuya e riscritto la bellezza giapponese

Ganguro. Yamanba. Manba.
Tre parole che suonano come evocazioni arcane in un JRPG di fine anni Novanta, tipo quelle tecniche segrete che sblocchi solo dopo aver grindato per ore. E invece raccontano una delle trasformazioni più radicali e discusse della cultura pop giapponese.

La prima volta che ho incrociato una ganguro ero poco più che una ragazzina con la testa piena di anime e il cassetto stracolmo di parrucche sintetiche. Cercavo reference per un cosplay kogal e mi sono trovata davanti queste ragazze dalla pelle scurissima, capelli decolorati fino al biondo quasi bianco, make-up così acceso da sembrare digitale. Non ho pensato “che strano”. Ho pensato: questa è ribellione pura.

Ganguro: l’abbronzatura come atto politico

Metà anni Novanta. Tokyo esplode di contraddizioni. Da una parte l’immagine di un Paese disciplinato, fatto di uniformi impeccabili e silenzi composti. Dall’altra, quartieri come Shibuya e Ikebukuro che diventano laboratori sociali a cielo aperto.

In Giappone, per secoli, la pelle chiara è stata sinonimo di eleganza e nobiltà. Le ganguro prendono quell’ideale e lo ribaltano con la stessa energia con cui si lancia il controller dopo un blue shell su Mario Kart. Abbronzatura intensissima, quasi teatrale. Spray tanning ovunque. Capelli tinti di biondo platino, arancio, grigio argento. Eyeliner nero marcato. Ombretto e rossetto bianchi a contrasto. Ciglia finte esagerate, glitter, lenti a contatto coloratissime.

Mini gonne, sarong tie-dye, zeppe altissime, bracciali e collane a cascata. Colori fluo. Zero discrezione. L’obiettivo non è piacere secondo uno standard. L’obiettivo è esistere fuori da quello standard.

Ganguro viene spesso tradotto come “faccia nera”, ma l’etimologia è dibattuta. Alcune parlano di “gangankuro”, cioè “estremamente scuro”. Al di là delle parole, il messaggio è chiarissimo: non voglio essere invisibile. Non voglio adattarmi.

In una società che valorizza l’armonia del gruppo e il non spiccare, queste ragazze scelgono di diventare impossibili da ignorare. Un glitch nel sistema. Una patch non autorizzata alla cultura dominante.

Kogal, icone californiane e la febbre dello spray tanning

Dentro questo universo nasce e cresce la figura delle kogal, adolescenti fortemente influenzate dall’estetica americana, soprattutto californiana. Biondissime, abbronzatissime, make-up sgargiante. Lo spray tanning diventa una mania vera e propria. Piccoli locali nei distretti commerciali di Tokyo si trasformano in cabine per l’abbronzatura istantanea, affollate durante la pausa pranzo.

Non è solo un trend importato dagli States. È appropriazione selettiva, remix culturale. Le kogal non copiano. Rielaborano. Trasformano. E diventano testimonial di un tanned look che scuote l’industria.

Perché sì, la rivoluzione ganguro non resta confinata alla strada. Impatta il mercato. Il celebre 109 di Shibuya, centro commerciale simbolo della moda giovanile, diventa il quartier generale di un movimento che ribalta anche le regole produttive: i cosiddetti real clothes.

Boutique su otto piani, fatturati stellari, strategie di marketing fuori dagli schemi. Molti capi sono disegnati dalle stesse commesse, ragazze che conoscono perfettamente gusti e desideri delle coetanee. Non più stilisti distanti che impongono tendenze, ma fruitrici che diventano creatrici. Il rapporto tra chi produce e chi compra si capovolge.

Ogni anno centinaia di nuovi modelli, adattati al microcosmo di Shibuya. Le vendite crescono vertiginosamente. La sottocultura non è solo estetica: è economia, potere d’acquisto, influenza reale.

Stigma, pregiudizio e il prezzo di essere visibili

La reazione mainstream non è tenera. Le ganguro vengono dipinte come ragazze fuori controllo, sporche, promiscue. Sui mezzi pubblici c’è chi evita di sedersi accanto a loro. I tabloid alimentano la narrativa della “bad girl”.

Eppure riviste come Egg trasformano quel look in un fenomeno mediatico. Copertine, shooting, modelle idolatrate. Figure come Buriteri diventano icone prima di ritirarsi, schiacciate dalla pressione sociale.

Da cosplayer so bene cosa significa essere osservata come se fossi un’anomalia solo per una parrucca troppo evidente. Immaginate vivere ogni giorno così, non per un evento, ma per scelta identitaria. Serve coraggio. Serve una convinzione che va oltre la moda.

Yamanba e Manba: l’estremo che diventa mito

Se ganguro è già un livello avanzato, Yamanba è il true ending segreto.

Il termine deriva da Yama-uba, la strega di montagna del folklore giapponese. Prendere una figura mitologica inquietante e trasformarla in bandiera è un gesto potentissimo. L’abbronzatura diventa ancora più scura. Il bianco del rossetto e dell’ombretto quasi fluorescente. Adesivi metallici e brillantini sotto gli occhi. Stampe hawaiane, capi dayglo, accessori fuori scala.

Le Manba evolvono ulteriormente lo stile. Il bianco viene applicato sopra e sotto l’occhio, creando un contrasto quasi irreale. Capelli decolorati e spesso tinti con ciocche fluo. È eccesso consapevole. È teatralità voluta.

Sembra l’editor di un videogioco spinto al massimo su ogni parametro. Solo che qui non si tratta di un avatar. È pelle vera. È identità incarnata.

Ganguro tra manga, anime e polemiche globali

La cultura ganguro non resta confinata a Shibuya. Filtra nei manga, negli anime, nei videogiochi. In Nana di Ai Yazawa l’estetica ganguro compare come parte del panorama giovanile urbano. In Peach Girl di Miwa Ueda la protagonista viene etichettata come ganguro solo per via della pelle scura, mostrando quanto il pregiudizio possa essere superficiale e doloroso.

Perfino il mondo Pokémon ha incrociato questa sottocultura. Jynx è finito al centro di polemiche in Occidente per il suo aspetto, ritenuto da alcuni offensivo. Il personaggio è stato modificato, segno di quanto sia complesso il dialogo tra contesti culturali diversi.

E poi il caso legato a Project Sekai: Colorful Stage! feat. Hatsune Miku, dove un episodio animato ispirato all’estetica ganguro è stato temporaneamente ritirato dopo accuse di blackface. Il fandom si è diviso. Discussioni infinite sui social. Difesa della specificità culturale contro sensibilità globale.

Da fan immersa tra idol culture, anime e cosplay, queste tensioni mi fanno riflettere. Internet amplifica tutto ma spesso appiattisce le sfumature. Una sottocultura nata come ribellione interna viene giudicata con parametri esterni.

Para Para, eurobeat e notti al neon

La scena ganguro aveva anche una colonna sonora. Eurobeat sparato nei club. Para Para danzato in gruppo, movimenti delle braccia sincronizzati sotto luci stroboscopiche. Una coreografia collettiva che crea appartenenza.

Immaginate un raduno cosplay con tutti che eseguono la stessa sequenza al drop della stessa traccia. Energia condivisa. Identità costruita insieme.

Non era solo look. Era comunità.

Dall’old school ai revival digitali

Con i Duemila lo stile ganguro più estremo perde centralità. Si parla di old school. Le nuove gyaru adottano abbronzature più leggere, make-up meno marcati, capelli castani. L’estremo si attenua ma l’eredità resta.

Oggi basta un scroll su TikTok o Instagram per trovare revival, tutorial, reinterpretazioni nostalgiche. La cultura gyaru continua a mutare, contaminarsi, reinventarsi.

Forse perché non si è mai trattato solo di trucco e vestiti. Si trattava di riscrivere le regole. Di dire che la bellezza non è un dogma immutabile ma un territorio negoziabile.

Ogni volta che scelgo un cosplay fuori dagli schemi, una wig improbabile o un make-up che non passa inosservato, penso a quelle ragazze di Shibuya negli anni Novanta. Alle loro zeppe vertiginose. Alla loro ostinazione luminosa.

La moda cambia. Le sottoculture evolvono. Ma il desiderio di affermarsi attraverso il proprio corpo resta una costante.

E voi? Avete mai sentito il bisogno di indossare qualcosa che sfidasse le aspettative? Le ganguro vi affascinano o vi spiazzano? Continuiamo la conversazione nei commenti. Perché queste storie non sono reperti da museo pop. Sono scintille che ancora oggi accendono immaginari.

Passion, Strength, Power. Star Wars Exhibition in Giappone

La mostra “Passion, Strength, Power” dedicata alla galassia Star Wars è un evento straordinario che celebra la visione artistica e creativa di 13 artisti provenienti da tutto il mondo. Ogni opera esposta è un’interpretazione unica e personale dei personaggi iconici della saga, realizzata attraverso una varietà di tecniche e media. Tra gli artisti presenti alla mostra ci sono nomi di rilievo come Hajime Sorayama, noto per le sue collaborazioni con marchi di fama internazionale come BVLGARI e DIOR. Ogni artista ha un forte legame con i personaggi di Star Wars, e questo si riflette nelle loro opere che vengono esposte con orgoglio e passione.

La mostra si terrà prima a Shibuya a Tokyo, per poi trasferirsi a Shinsaibashi ad Osaka, offrendo al pubblico due occasioni per immergersi completamente nell’universo di Star Wars attraverso gli occhi di artisti eccezionali. Non si tratta solo di una mostra d’arte, ma di un’esperienza che unisce culture e visioni diverse in un unico progetto che celebra la potenza dell’immaginazione e della creatività.

Prendete un aereo e nonn perdete l’opportunità di visitare questa straordinaria mostra che promette di emozionare e ispirare tutti gli appassionati di Star Wars e di arte contemporanea. Un viaggio attraverso le stelle e le menti dei talentuosi artisti che hanno dato vita a opere straordinarie e indimenticabili.

Shibuya Crossing: l’incrocio più famoso di Tokyo

C’è un momento preciso, una manciata di secondi, in cui il caos diventa armonia. Le luci al neon danzano sopra la testa, i megaschermi gridano pubblicità colorate, e una marea umana si muove all’unisono come spinta da una forza invisibile. È il semaforo verde a Shibuya Crossing, l’incrocio pedonale più trafficato del mondo. Un luogo che, per chi ama il Giappone, i manga, gli anime e tutto ciò che è cultura pop nipponica, non è solo un crocevia urbano: è un simbolo, un mito vivente, un pellegrinaggio da compiere almeno una volta nella vita.

Situato nel cuore del quartiere di Shibuya, a Tokyo, questo incrocio è molto più di una semplice intersezione a quattro vie. Con oltre 2.500 persone che lo attraversano contemporaneamente ogni volta che il semaforo dà il via, Shibuya Crossing è una coreografia urbana che non dorme mai. È la sinfonia visiva e caotica che rappresenta perfettamente l’anima moderna della capitale giapponese: frenetica, colorata, sovrappopolata e allo stesso tempo sorprendentemente ordinata. Per noi appassionati di cultura giapponese, è un luogo mitico che ha saputo oltrepassare la funzione di spazio pubblico per diventare un’icona, un archetipo di quella “Tokyo” che sogniamo fin da quando abbiamo visto il nostro primo anime in TV.

Ma per capire davvero perché questo luogo abbia conquistato l’immaginario collettivo globale, dobbiamo fare un salto indietro nel tempo. La storia di Shibuya Crossing inizia nel 1945, nel difficile dopoguerra giapponese, con la costruzione del primo incrocio pedonale a quattro vie della città. Da lì, con l’esplosione economica e l’inarrestabile evoluzione urbanistica di Tokyo, questo spazio è diventato sempre più trafficato, affollato, iconico. Fino a raggiungere la fama planetaria.

Il grande salto nella cultura pop occidentale avviene nel 1995, quando Sofia Coppola lo immortala nel suo capolavoro Lost in Translation. Chi non ricorda Bill Murray, seduto nella sua stanza d’albergo, che osserva la folla passare sotto la pioggia, in quel mix poetico di solitudine e meraviglia? Quella scena ha segnato un’intera generazione di viaggiatori e appassionati del Giappone, trasformando l’incrocio in uno dei simboli cinematografici più potenti della Tokyo moderna. Ma non è l’unico film a rendergli omaggio: da The Fast and the Furious: Tokyo Drift a The Wolverine, Hollywood ha saputo cogliere l’energia pulsante di questo luogo, facendone uno sfondo perfetto per storie di velocità, trasformazione e identità.

Eppure, è nella narrativa giapponese che Shibuya Crossing esplode di significati più profondi. Nei manga, negli anime, nei romanzi e nelle poesie visive che il Giappone sa regalare come nessun altro, questo incrocio diventa simbolo, metafora, portale.

In Ghost in the Shell, il cult cyberpunk del 1995, vediamo Motoko Kusanagi perdersi nella folla di Shibuya. La scena è una dichiarazione d’intenti: l’identità fluida, la fusione tra l’umano e il digitale, il corpo e la rete. “Shibuya Crossing è un luogo dove le persone di tutte le età, background e culture si incontrano. È un simbolo della società moderna, con tutte le sue complessità e contraddizioni”, dice la protagonista. E noi non possiamo che essere d’accordo. È una mappa vivente della frammentazione del mondo contemporaneo.

In Death Note, il geniale Light Yagami osserva Shibuya dalla sua finestra. L’incrocio diventa allora qualcosa di diverso: uno spazio liminale tra la vita e la morte, tra giustizia e vendetta. “Lo Shibuya Crossing è un posto dove la vita e la morte si incontrano. Dove il bene e il male si scontrano.” In un’opera così densa di riflessioni etiche e filosofiche, il paesaggio urbano diventa teatro e specchio dell’anima del protagonista.

E poi c’è l’emozione pura e struggente di Your Name, capolavoro di Makoto Shinkai del 2016. Mitsuha e Taki si incontrano proprio lì, nel cuore di Shibuya, dove il destino intreccia le vite come fili invisibili. “Lo Shibuya Crossing è un posto così caotico e rumoroso. Ma anche così vivo e pieno di energia. È un posto dove mi sento come se potessi essere chiunque io voglia essere.” Qui l’incrocio è un nodo spazio-temporale, una porta verso l’altro, l’altrove, l’amore che trascende il tempo.

Non mancano nemmeno i riferimenti in The Promised Neverland, dove Shibuya rappresenta la speranza, la fuga, la libertà. “Lo Shibuya Crossing è un posto così grande e vasto. È un posto dove posso finalmente essere libero”, dice Ray. In questo contesto, l’incrocio diventa un simbolo di emancipazione e di rottura delle catene, un ideale da raggiungere.

Anche la letteratura giapponese ne è stata stregata. Haruki Murakami lo menziona in Tokyo Vertigo, mentre Banana Yoshimoto lo utilizza come fulcro visivo nel racconto Il giro del mondo in 80 secondi. Perché in fondo, attraversare Shibuya Crossing è un po’ come viaggiare in un’altra dimensione: quella della Tokyo delle meraviglie, dell’estetica pulsante, del futuro che è già presente.

E per noi fan di manga, anime e cultura giapponese, Shibuya Crossing è molto più di un luogo da vedere: è un’esperienza da vivere, una pagina di manga in movimento, un episodio da girare in prima persona. È un’icona pop, una realtà aumentata dove ogni passante potrebbe essere un personaggio, ogni passo un’inquadratura, ogni secondo un fotogramma di un sogno condiviso.

Shibuya Crossing è il Giappone che amiamo. È la folla che si muove all’unisono come in una opening anime, è la colonna sonora della città che non dorme mai. È il simbolo della modernità, della speranza, del caos ordinato che tanto ci affascina.

Se amate Tokyo, gli anime, i manga o semplicemente il ritmo frenetico della vita metropolitana giapponese, dovete passarci almeno una volta. Perché Shibuya Crossing non si guarda soltanto: si attraversa. Ed è proprio in quel momento, tra un semaforo e l’altro, che ci si sente parte di qualcosa di più grande. Un piccolo miracolo urbano, con il cuore a forma di croce e l’anima piena di luci.

Il destino delle rose. Lady Oscar e la rivoluzione al femminile

Il destino delle rose. Lady Oscar e la rivoluzione al femminile è un saggio di Valeria Arnaldi edito da Ultra Edizioni Roma nella collana Shibuya.

È il 21 maggio 1972. Lady Oscar “debutta” nel mondo dei manga ed è subito successo. Più ancora: una vera rivoluzione. A livello internazionale. Sono passati cinquant’anni dall’ideazione dell’eroina, primo grande personaggio femminile dell’epica manga, e ne sono trascorsi quaranta dalla prima messa in onda italiana della serie animata. La figura della protagonista, cresciuta dal padre come un uomo, ha fatto discutere al momento del suo esordio su carta, ma ha anche alimentato l’immaginario femminile, alla ricerca di nuove prospettive, “spazi”, occasioni di confronto. E di un modo alternativo di raccontare e percepire l’immagine della donna.

Al personaggio, tra storia e obiettivi, l’autrice ha dedicato il volume “Lady Oscar. L’eroina rivoluzionaria di Riyoko Ikeda di cui questo libro è un aggiornamento. I cinquant’anni dall’uscita del manga si fanno occasione per rileggere storia e filosofia di un’icona dell’animazione. Lady Oscar, di decennio in decennio, è stata eletta a modello da più generazioni di donne, per la forza del personaggio, la sua capacità di imporsi in un ambito maschile, seppure in abiti da uomo, e soprattutto di offrire nuove prospettive alle più giovani. Non è un caso che il manga di cui è protagonista e la successiva serie animata siano considerati un importante contributo all’affermazione di una nuova condizione della donna. Il messaggio è rimasto attuale nei decenni. Così anche il suo fascino. Tra racconto, aneddoti e indagine critica, un viaggio alla scoperta di Lady Oscar, del suo mondo e delle sue “battaglie”, alcune vinte, altre ancora da combattere.

Valerina Arnaldi,laureata in Scienze Politiche, è giornalista professionista e scrittrice. Cura mostre di arte contemporanea in Italia e all’estero: ha collaborato con Commissione Europea, Unar-Presidenza del Consiglio, Regione Lazio, Provincia di Roma, Roma Capitale. Ha ideato e curato C’era una volta…, primo festival di Family Artentainment di Roma Capitale.  Ha scritto e diretto spettacoli teatrali e cortometraggi. Ha diretto più collane editoriali. Cura la collana di volumi Shibuya, dedicata all’animazione giapponese. Tra i suoi libri più recenti, Corpi e anime – Nudo ed erotismo nell’animazione giapponese, Manga Art – Viaggio nell’iper-pop contemporaneo, Lady Oscar – L’eroina rivoluzionaria di RiyokoIkeda, In grazia e bellezza – L’evoluzione della donna secondo Disney, Mickey Mouse – Mito e icona del personaggio cult di Walt Disney. All’universo di HayaoMiyazaki, ha dedicato i saggi HayaoMiyazaki – Un mondo incantato, Il Castello errante di Howl – Magia, mistero e bellezza nel film cult di HayaoMiyazaki, Il mio vicino Totoro – Il film icona di HayaoMiyazaki.

Ghostwire Tokyo finalmente disponibile su PS5 e PC

Tango Gameworks e Bethesda Softworks sono liete di annunciare il lancio globale di Ghostwire: Tokyo, disponibile da ora su PlayStation®5 (PS5) e PC. In Ghostwire: Tokyo, la metropoli si ritrova funestata da forze letali non appartenenti a questo mondo e da una nebbia tossica che fa sparire in un istante la sua popolazione. Queste entità soprannaturali popolano l’incredibile mondo di Ghostwire, creando un’atmosfera brillante che è una dichiarazione d’amore a Tokyo, alle sue curiosità e ai suoi segreti

I giocatori hanno potuto dare un primo sguardo approfondito alle meccaniche di gioco ricche di azione, all’atmosfera mozzafiato e a una visione unica nel suo genere. Ghostwire: Tokyo è un affascinante viaggio fantastico attraverso la geniale rivisitazione di una delle città più straordinarie del mondo.

Ghostwire: Tokyo è un’avventura dinamica che mette alla prova i giocatori sfidandoli a padroneggiare le arti mistiche della Tessitura eterea e a sconfiggere il pericoloso Hannya e i suoi seguaci che hanno invaso Tokyo, i Visitatori. Queste entità soprannaturali popolano l’incredibile mondo di Ghostwire, creando un’atmosfera brillante che è una dichiarazione d’amore a Tokyo, alle sue curiosità e ai suoi segreti. Ghostwire: Tokyo trasporterà i giocatori in un mondo intrigante e colmo di personaggi appartenenti alle leggende, al folklore e ai racconti del Giappone. Queste storie sono state d’ispirazione per molte delle inusuali creature presenti nel gioco, dando a Ghostwire un’impronta della Tokyo emblematica. Realizzato dalle menti creative di Tango Gameworks, i giocatori attraverseranno il paesaggio urbano di una Tokyo ultramoderna, scopriranno punti di interesse iconici e riveleranno segreti nascosti.

I giocatori che si allontaneranno dal cammino principale incontreranno adorabili personaggi in cerca d’aiuto, innumerevoli spiriti da salvare e inaspettati amici miagolanti che scambieranno oggetti rari con generosi premi. Le storie opzionali di Ghostwire non sono il solito contenuto secondario, ma degli incantevoli racconti che arricchiscono ulteriormente il mondo e la visione del gioco.

E se si desidera esplorare più a fondo il mondo di Ghostwire, è possibile giocare a Ghostwire: Tokyo – Preludio, disponibile gratis su PS5, PS4 e PC. In questa avvincente visual novel, ti unirai all’imperscrutabile KK e alla sua squadra di detective del soprannaturale, mentre sono alle prese con un’insolita sparizione. Tuttavia, nel corso delle indagini, il mistero assumerà tinte sempre più sinistre. Potrai scegliere come interagire con i colleghi di KK per ricostruire le loro storie, in questo speciale prequel di Ghostwire

Ghostwire: Tokyo è disponibile in tutto il mondo su PS5 e PC il 25 marzo 2022. Per ulteriori notizie e informazioni, visita il nostro sito ufficiale e seguici su Twitter, Facebook, Instagram, e YouTube.

Neo: The World Ends with You anche per PC

Square Enix Ltd. ha annunciato che “Neo: The World Ends with You” è ora disponibile su PC tramite Epic Games Store. I giocatori che acquistano l’acclamato gioco di ruolo su PC riceveranno vari bonus che li aiuteranno durante le battaglie che dovranno affrontare nel Piano surreale di Shibuya.

Neo: The World Ends with You è il seguito dell’amato GdR d’azione The World Ends with You, che trasporta i giocatori tra le strade frenetiche di Tokyo. Mettiti nei panni del protagonista Rindo e cerca di sopravvivere a delle ardue prove chiamate “Gioco dei Demoni”. Rindo dovrà collaborare con una serie di personaggi unici e pieni di stile per esplorare la trafficata Tokyo e risolvere i misteri dietro questo infausto gioco che sembra non avere via d’uscita.

Neo: The World Ends with You è uscito quest’anno su PlayStation4 e Nintendo Switch ed è ora disponibile su PC tramite Epic Games Store. Chi acquisterà la versione per PC otterrà il “Set vestiti leggendari” e il “Set di sopravvivenza del Gioco dei Demoni” come bonus d’acquisto.

Il Set vestiti leggendari è composto da cinque articoli equipaggiabili dotati di vari bonus:

  • Cuffie leggendarie: aumentano notevolmente il tasso di ritrovamento degli oggetti.
  • Canotta leggendaria: aumenta notevolmente l’Attacco.
  • Pantaloncini leggendari: riducono la durata dell’atterramento di chi l’indossa.
  • Sneaker leggendarie: aumentano la velocità di movimento durante il combattimento.
  • Lettore di musica leggendario: aumenta enormemente i PF.

Il Set di sopravvivenza del Gioco dei Demoni include vari oggetti aggiuntivi:

  • Spilla: Salvataggio UFO: tieni premuto il pulsante per ripristinare lentamente i PF della tua squadra.
  • Vestiti: Felpa con cappuccio Virupaksa: aumenta notevolmente i PF.
  • CD: Twister (NEO Mix): aggiunge questa canzone come musica alternativa per il menu principale.

Square Enix ha anche svelato il Trailer finale di Neo: The World Ends with You,che permette ai giocatori di dare uno sguardo ravvicinato a questa Shibuya fumettistica piena di negozi e ristoranti, al coloratissimo cast di personaggi e ai pericoli che Rindo e i Wicked Twisters incontreranno nel corso del Gioco dei Demoni.

Ulteriori informazioni sugli acquisti sono disponibili al seguente link: theworldendswithyou.com

Perché un cosplayer italiano dovrebbe andare in Giappone?

Il Giappone è la patria del cosplay, ovvero l’arte di travestirsi da personaggi di manga, anime, videogiochi e altri media. Il cosplay è una forma di espressione creativa e di divertimento che coinvolge milioni di appassionati in tutto il mondo. Ma perché un cosplayer italiano dovrebbe andare in Giappone? Quali sono i vantaggi e le opportunità che offre questo paese?

La cultura del cosplay

Il Giappone è il luogo dove il cosplay è nato e si è sviluppato, influenzando anche le altre culture. Il cosplay in Giappone non è solo un hobby, ma una vera e propria cultura, che ha le sue regole, le sue tradizioni e i suoi eventi. Andare in Giappone significa entrare in contatto con la fonte di ispirazione di molti cosplayer, scoprire le origini e le evoluzioni di questo fenomeno e confrontarsi con altri appassionati che condividono la stessa passione. In Giappone, il cosplay è molto diffuso e accettato, e si può trovare facilmente il materiale e gli accessori necessari per realizzare i propri costumi, sia nei negozi specializzati che online. Inoltre, il Giappone offre molte occasioni per indossare i propri cosplay e mostrare la propria bravura, sia in contest che in eventi dedicati.

Gli eventi cosplay

Il Giappone ospita alcuni dei più grandi e famosi eventi di cosplay del mondo, che attirano ogni anno migliaia di visitatori e partecipanti. Tra questi, i più noti sono il Comiket, il World Cosplay Summit e il Tokyo Game Show. Il Comiket è la più grande fiera del fumetto e del cosplay del Giappone, che si tiene due volte l’anno a Tokyo e che vede la partecipazione di oltre 500.000 persone. Il World Cosplay Summit è il più prestigioso concorso internazionale di cosplay, che si svolge ogni anno a Nagoya e che vede la partecipazione di rappresentanti di oltre 40 paesi. Il Tokyo Game Show è la più importante fiera dei videogiochi del Giappone, che si tiene ogni anno a Chiba e che ospita anche una sezione dedicata al cosplay. Questi eventi sono delle occasioni uniche per i cosplayer italiani di conoscere e confrontarsi con i cosplayer giapponesi e di altri paesi, di ammirare i loro costumi e le loro performance, di scambiare esperienze e consigli, e di divertirsi in un’atmosfera di festa e di condivisione.

Le attrazioni turistiche

Il Giappone non è solo il paese del cosplay, ma anche il paese di molte altre attrazioni turistiche che possono interessare e affascinare i cosplayer italiani. Il Giappone è infatti ricco di storia, cultura, arte, natura, gastronomia e divertimento, che si possono scoprire visitando le sue città, i suoi templi, i suoi parchi, i suoi musei, i suoi ristoranti e i suoi locali. Tra le mete più popolari per i cosplayer, ci sono sicuramente Tokyo, la capitale del Giappone e della cultura pop, dove si possono trovare i quartieri di Akihabara, Shibuya e Harajuku, famosi per i negozi di manga, anime, videogiochi e cosplay, e per le strade animate da giovani in costume; Kyoto, l’antica capitale del Giappone e il cuore della tradizione, dove si possono ammirare i magnifici templi, i giardini zen e le geishe; Osaka, la città più vivace e divertente del Giappone, dove si possono gustare le specialità culinarie locali e visitare il parco a tema Universal Studios Japan, che ospita anche una zona dedicata al mondo di Harry Potter; e Hokkaido, l’isola più settentrionale del Giappone e il paradiso della natura, dove si possono ammirare i paesaggi innevati, le sorgenti termali e i festival di ghiaccio.

Quando si parte?

In conclusione, un cosplayer italiano dovrebbe andare in Giappone perché è il paese dove il cosplay è nato e si è sviluppato, e dove si può vivere appieno questa passione, partecipando a eventi di livello mondiale, incontrando altri cosplayer e scoprendo le fonti di ispirazione di molti personaggi. Inoltre, il Giappone è un paese che offre molte altre attrazioni turistiche, che possono arricchire il viaggio e rendere l’esperienza indimenticabile. Andare in Giappone è quindi un sogno per molti cosplayer, ma anche una possibilità concreta, grazie alle numerose offerte di voli e di pacchetti turistici che si possono trovare online. Se sei un cosplayer italiano e vuoi andare in Giappone, non esitare, prepara il tuo cosplay e la tua valigia, e parti alla scoperta di questo meraviglioso paese!

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