La Nuova Era dell’Intelligenza Artificiale e il Futuro dell’Innovazione in Italia

L’Italia ha appena scritto una nuova pagina della sua storia digitale. Con 77 voti favorevoli e 55 contrari, il Senato ha approvato la legge quadro sull’Intelligenza Artificiale, un provvedimento che non solo mette ordine in un campo in continua evoluzione, ma colloca il nostro Paese fra i pionieri europei nel dare una forma concreta e normativa a questa rivoluzione tecnologica. Parliamo di un testo articolato in 28 articoli suddivisi in sei Capi, una vera e propria architettura giuridica che affida al governo il compito di emanare decreti legislativi specifici, ma già definisce principi, regole e strumenti di governance.

Il cuore della legge è chiaro: l’IA dovrà essere sviluppata e utilizzata in modo trasparente, etico e rispettoso dei diritti fondamentali. Non si tratta soltanto di un manifesto di buone intenzioni, ma di una cornice operativa che abbraccia settori cruciali come la sanità, la ricerca, il lavoro, la pubblica amministrazione e perfino l’attività giudiziaria. La tutela della privacy, la protezione dei dati personali e la prevenzione di possibili discriminazioni diventano pilastri imprescindibili. In questa visione, non poteva mancare la nomina di due figure centrali: l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), designate come autorità nazionali di riferimento. Alla prima spetterà il compito di gestire notifiche e promuovere casi d’uso sicuri, mentre la seconda avrà poteri ispettivi per vigilare sulla sicurezza e l’affidabilità dei sistemi.

La legge non si limita a un approccio “soft”. Il Capo IV interviene sul diritto d’autore, estendendo la protezione anche alle opere create con l’ausilio dell’IA, mentre il Capo V introduce nuove norme penali: sarà perseguibile chi diffonde deepfake ingannevoli o utilizza algoritmi per danneggiare persone o sistemi. Una presa di posizione forte, che sottolinea quanto l’IA non sia soltanto un’opportunità, ma anche un campo di rischio da monitorare con attenzione.

Il contesto europeo è il naturale sfondo di questo provvedimento: l’Italia è infatti il primo Paese UE a varare una legge nazionale allineata all’AI Act comunitario. Una mossa che non è solo burocratica, ma strategica: riportare l’innovazione tecnologica dentro il perimetro dell’interesse generale. Lo ha sottolineato con forza anche il Sottosegretario Alessio Butti, che ha invitato le imprese a investire nel nostro Paese, garantendo regole trasparenti e un ecosistema affidabile. In un’epoca in cui la sovranità digitale è materia di geopolitica, l’Italia vuole essere non follower, ma player.

Ma la storia non si ferma qui. Già nel gennaio 2024 era stato annunciato il “Modello Italia”, un progetto congiunto tra iGenius e Cineca per creare un modello di linguaggio open-source in grado di operare in lingua italiana, con applicazioni che spaziano dalla sanità alla finanza fino alla sicurezza. A questo si affianca la potenza di calcolo del supercomputer Leonardo e, a medio termine, l’integrazione di sistemi quantistici. L’obiettivo è chiaro: dare vita a un ecosistema AI che non dipenda esclusivamente dai colossi esteri, ma che sappia valorizzare competenze, dati e peculiarità nazionali.

Certo, restano sfide importanti. Le piccole e medie imprese, che rappresentano l’ossatura dell’economia italiana, sono ancora poco inclini all’adozione dell’IA: solo il 4,7% la utilizza in maniera significativa. Colmare questo gap è fondamentale, perché proprio le PMI potrebbero trarre i maggiori benefici dall’automazione intelligente: riduzione dei costi, aumento della produttività e, in prospettiva, un impatto diretto sul PIL nazionale. E non è un caso che il governo abbia previsto un fondo da un miliardo di euro per sostenere la trasformazione digitale e lo sviluppo di soluzioni AI.

La vera partita, però, non è solo economica. È culturale e sociale. L’intelligenza artificiale non sostituisce più soltanto il lavoro manuale, ma entra nel cuore del pensiero, dell’elaborazione, della creatività. Per questo l’Italia punta a una “via etica” all’IA, che tenga al centro la persona e i suoi diritti. Non è un caso che l’argomento sarà uno dei temi chiave della prossima presidenza italiana del G7: un’occasione per portare sul tavolo globale un approccio che unisca sviluppo e responsabilità.

Il messaggio è chiaro: l’AI non è più fantascienza, né un lusso per pochi. È la rivoluzione in corso, quella che definirà il futuro delle democrazie, dei mercati e delle comunità. L’Italia vuole giocare la sua parte da protagonista, costruendo un ecosistema in cui imprese, istituzioni e cittadini possano crescere insieme, tra innovazione e diritti. Una scommessa ambiziosa, certo, ma che profuma di futuro.

E voi, cosa ne pensate di questa “via italiana” all’Intelligenza Artificiale? Vi convince l’idea di un modello etico e regolamentato o temete che possa frenare l’innovazione? Scrivetelo nei commenti e discutiamone insieme: il futuro dell’IA è un gioco che ci riguarda tutti.

Tartarughe Ninja alla Riscossa: 35 Anni di Pizza, Ninjutsu e Cowabunga – Il Film che Ha Definito un’Epoca

Il 30 marzo 1990, un film che non solo segnava l’ingresso delle Tartarughe Ninja nel mondo del cinema, ma anche l’inizio di un fenomeno culturale, approdava nelle sale cinematografiche statunitensi. Stiamo parlando di Tartarughe Ninja alla riscossa (Teenage Mutant Ninja Turtles), un film che, con la sua energia viscerale, la sua atmosfera oscura e la sua inconfondibile combinazione di azione, umorismo e cuore, ha ridefinito per sempre il concetto di film d’azione per ragazzi. Diretto da Steve Barron, il film portava sul grande schermo una versione dei leggendari eroi in muta del fumetto di Kevin Eastman e Peter Laird, ma con un tocco tutto suo. Nonostante le caratteristiche che lo legano in parte alla serie animata di successo, come le maschere colorate e l’amore per la pizza, Tartarughe Ninja alla riscossa si distaccava nettamente, grazie a un tono più adulto e a un’estetica più cupa e notturna, fedele ai fumetti originali. Questo contrasto tra il mondo spensierato del cartone animato e quello grintoso del film è uno degli elementi che ha reso la pellicola unica e indimenticabile.

La trama, pur mantenendo i tratti distintivi della mitologia delle Tartarughe Ninja, si svolge nel cuore di New York, una città sommersa dalla criminalità, ma anche nella caverna segreta delle fogne, dove le quattro tartarughe mutate, Michelangelo, Leonardo, Raffello e Donatello, insieme al loro maestro Splinter, vivono e si addestrano. Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo, ognuno con la sua personalità unica, diventano i paladini di una città invasa dal Clan del Piede, una pericolosa organizzazione criminale guidata da un nemico spietato: il temibile Shredder. Se la trama in sé non è certo un colpo di scena per i fan dei fumetti e dei cartoni animati, è il modo in cui il film dipinge questi personaggi a fare la differenza. Le tartarughe non sono solo dei supereroi; sono ragazzi che affrontano le difficoltà della crescita, la frustrazione e l’inadeguatezza, ma lo fanno con coraggio e spirito di squadra. In questo, Tartarughe Ninja alla riscossa riesce a dare ai suoi giovani spettatori una lezione sulla famiglia, l’amicizia e il sacrificio, mentre gli adulti possono apprezzare l’oscurità che permea le strade della città e la durezza della lotta tra il bene e il male.

Se da un lato i personaggi delle Tartarughe Ninja emergono come eroi leggendari, dall’altro è difficile non menzionare un altro punto di forza del film: il suo cast. Elias Koteas nei panni di Casey Jones è la vera sorpresa della pellicola, con il suo personaggio carico di energia e di grinta, che si sposa perfettamente con l’universo frenetico e coraggioso delle Tartarughe. Judith Hoag, nei panni della giornalista April O’Neil, è il cuore pulsante del film: è l’unica a credere nelle Tartarughe e a dare loro un motivo per combattere, portando nella pellicola quella vena di umanità e di speranza che non poteva mancare in una storia di supereroi.

Ma quello che rende davvero speciale Tartarughe Ninja alla riscossa è la sua capacità di creare qualcosa di più di un semplice film d’azione. Con le sue scene di combattimento spettacolari, il design innovativo delle Tartarughe (realizzato dal leggendario Jim Henson’s Creature Shop), e le location che rievocano la giungla urbana di New York, il film riesce a trasmettere la stessa sensazione di essere parte di un mondo parallelo, pieno di avventure e minacce, ma anche di umorismo e spensieratezza. Le Tartarughe non sono solo mostri in costume, sono personaggi veri, che vivono la loro umanità attraverso le loro interazioni, i loro conflitti e, ovviamente, il loro amore per la pizza.

L’accoglienza del pubblico fu immediata e travolgente. Il film divenne un successo clamoroso, con incassi che superarono i 200 milioni di dollari in tutto il mondo, diventando il nono film con il maggior incasso del 1990. Era chiaro che qualcosa di speciale stava accadendo, e la cultura pop degli anni ’90 stava per essere travolta da un’ondata di tartarughe ninja.

Questo film non solo ha dato il via a una trilogia che ha segnato un’epoca, ma ha anche dato il via a una nuova generazione di fan, molti dei quali sono ancora oggi appassionati delle Tartarughe Ninja. Tartarughe Ninja alla riscossa ha cementato l’immagine dei suoi protagonisti nel cuore di milioni di persone e, 30 anni dopo, rimane una pietra miliare del cinema di intrattenimento, un film che continua a far emozionare chi l’ha visto per la prima volta nei cinema e a trasmettere il suo spirito a nuove generazioni.

Nel celebrare questi 35 anni, non possiamo fare a meno di alzare una pizza e urlare: Cowabunga!

L’Amore in Teoria: Tra Filosofia e Sentimenti nel Caos dell’Amore

Il 24 aprile 2025, nelle sale cinematografiche italiane arriva “L’Amore in Teoria”, un film che si propone di esplorare l’evoluzione del concetto di amore attraverso lo sguardo di una generazione che, pur avendo avuto a che fare con innumerevoli teorie e definizioni, si trova inevitabilmente a fare i conti con il caos dei sentimenti reali. Il regista Luca Lucini, noto per aver diretto il cult “Tre metri sopra il cielo”, ci regala un altro affresco romantico, stavolta ambientato nel cuore pulsante di Milano, città che diventa quasi un personaggio a sé stante, uno scenario che fa da sfondo all’odissea emotiva del protagonista, Leone.

Leone, interpretato da un Nicolas Maupas convincente e sensibile, è il classico ragazzo “perfetto”, che incarna tutti i tratti di un giovane che sembra uscire da un manuale di filosofia: rispettoso, educato, sempre il primo della classe, un modello di virtù. Ma, come ci insegnano le storie d’amore più autentiche, la perfezione non è mai la chiave per comprendere l’amore vero. L’amore, quello che scoppia nei cuori e che non si può controllare, è tutto tranne che teorico. Nel film, Leone si trova ad affrontare un primo, doloroso confronto con il mondo dei sentimenti quando si invischia in una relazione con Carola, interpretata da Caterina De Angelis. Carola è una giovane donna che, pur apparentemente affezionata a Leone, lo usa come una copertura per continuare a vedere Manuel, un ragazzo che ben presto diventerà la causa di una tragica ingiustizia. A causa di un errore che lo coinvolge, Leone si ritroverà inaspettatamente ai servizi sociali, uno sviluppo che lo scuote profondamente, ma che, al contempo, gli permette di scoprire un amore che non aveva mai immaginato: Flor, interpretata da Martina Gatti.

Flor è l’opposto di Carola. È un’attivista ambientale forte e libera, capace di scuotere le certezze di Leone e di rivelargli un aspetto dell’amore che va oltre la teoria, un amore che coinvolge l’anima e che non ha nulla a che fare con i modelli preconfezionati. Con Flor, Leone esplora un nuovo modo di vivere i sentimenti, un amore che finalmente lo porta fuori dai libri e dalle teorie filosofiche. Tuttavia, come spesso accade nella vita, quando sembra aver superato definitivamente Carola, quest’ultima ritorna, sconvolgendo di nuovo le certezze di Leone e costringendolo a un’altra riflessione profonda.

Un elemento particolarmente interessante del film è la figura di Meda, un senzatetto interpretato da Francesco Salvi, che diventa il mentore di Leone. Meda, con la sua saggezza di vita e il suo approccio disincantato all’esistenza, introduce Leone alla filosofia dell’amore, non quella dei libri, ma quella vissuta, quella che può essere afferrata solo nella complessità dei sentimenti e delle esperienze quotidiane. La sua è una lezione di vita che si allontana dalla teoria per arrivare al cuore, un cuore che spesso sfugge a qualsiasi definizione razionale.

La sceneggiatura, scritta dalle giovani autrici Amina Grenci e Teresa Fraioli, ci offre una riflessione profonda sull’amore attraverso gli occhi di una generazione che, pur essendo cresciuta con i grandi pensatori e le teorie romantiche, è costretta a fare i conti con una realtà in cui i sentimenti sono imprevedibili e caotici. La pellicola si avvale di una regia curata da Lucini, che con uno stile visivo elegante e intimo sa dosare i momenti di riflessione filosofica con quelli più emotivamente coinvolgenti.

Un’altra nota distintiva di “L’Amore in Teoria” è la colonna sonora, che gioca un ruolo fondamentale nel trasmettere le emozioni e i toni del film. Le canzoni di Tananai, in particolare “Alibi”, brano inedito che accompagna il trailer, e “Booster”, estratto dall’album “Calmocobra”, conferiscono al film una componente musicale che sottolinea la modernità della storia e ne amplifica la dimensione emotiva. La musica, come l’amore, è qualcosa di intangibile ma potente, in grado di toccare le corde più profonde dell’animo.

Le Tartarughe Ninja: 40 Anni di Avventure, Successo e … Cowabunga

Nel 1984, Kevin Eastman e Peter Laird crearono un fumetto che avrebbe cambiato il panorama dell’intrattenimento globale: Teenage Mutant Ninja Turtles (Tartarughe Ninja). Pubblicato dalla Mirage Studios con una tiratura iniziale di sole 3.000 copie, il progetto sembrava destinato a rimanere una nicchia. Tuttavia, sarebbe diventato un fenomeno cross-mediale che avrebbe invaso ogni tipo di media: fumetti, cartoni animati, film, videogiochi e altro ancora.

Gli anni Ottanta segnarono una rivoluzione per il fumetto americano: con Jim Shooter alla guida, la Marvel tornò a prosperare, la DC Comics pubblicò opere fondamentali per la narrativa moderna, e nacquero case editrici indipendenti che regalarono agli autori una libertà creativa mai vista prima. L’avvento delle fumetterie, che sostituirono le edicole come principali canali di distribuzione, e la fine del controllo del Comics Code Authority permisero la nascita di realtà come Dark Horse Comics e Valiant Comics. Da quel momento il panorama fumettistico cambiò radicalmente, aprendo la strada alle graphic novel e a un pubblico nuovo.

In questo contesto, Eastman e Laird crearono le Teenage Mutant Ninja Turtles. Nonostante le difficoltà iniziali e il formato non convenzionale, il primo albo riscosse un successo sorprendente, esaurendo rapidamente le 3.000 copie iniziali. La serie si espanse rapidamente, attirando l’attenzione delle fumetterie e diventando uno dei fumetti indipendenti più venduti. Nel 1987, con un contratto con Playmates Toys e una serie animata che, pur ammorbidendo i toni originali, conquistò un vasto pubblico giovanile, le TMNT divennero un vero e proprio fenomeno di merchandising e cultura pop globale. Nonostante le difficoltà nel mercato dei fumetti indipendenti e la speculazione sulle vendite, le Tartarughe Ninja rimasero un’icona culturale. La loro popolarità attraversò generazioni, alimentata da giochi, nuove serie animate e merchandising, consolidando il loro status nel cuore dell’immaginario collettivo.

La trama originale prende vita nelle oscure fogne di New York, dove Hamato Yoshi, un maestro di arti marziali, si rifugia dopo essere stato umiliato da Oroku Saki, alias Shredder. Yoshi, ormai solo e in meditazione, trova compagnia in un gruppo di ratti e in uno studio appassionato dell’arte rinascimentale italiana. Un giorno, però, un misterioso liquido mutante trasforma le sue tartarughe in esseri antropomorfi dotati di intelligenza umana. E così nasce il gruppo di eroi guidato da Splinter, il ratto maestro, che insegnerà alle sue nuove allieve le tecniche di combattimento per fermare le macchinazioni di Shredder e vendicarsi della sua umiliazione. Le tartarughe, come omaggio ai grandi artisti italiani, ricevono i nomi di Michelangelo, Leonardo, Raffaello e Donatello.

Leonardo, il leader del gruppo, è il più disciplinato, con la sua katana e la bandana blu che riflettono la sua calma strategica e la sua spiccata autorità. Michelangelo, il più giovane, è l’anima del gruppo: sempre spensierato, ama lo skateboard e i videogiochi, e il suo celebre grido “Cowabunga!” è il simbolo della sua natura gioiosa. Raffaello, il più impulsivo, si distingue per il suo temperamento focoso e il carattere ribelle, mentre Donatello, il genio tecnologico, è la mente creativa che dà vita a straordinarie invenzioni.

Nel corso degli anni, la saga delle Tartarughe Ninja ha preso molte forme. I fumetti originali in bianco e nero, che con il tempo hanno dato vita a numerosi adattamenti, hanno dato spazio a una serie di storie che sono passate dalle pagine dei fumetti a innumerevoli adattamenti, tra cui il celebre cartone del 1987 che ha reso le tartarughe icone pop, e la serie del 2003 che ha riportato la narrazione a toni più seri, più vicini all’originale.

Il franchise delle Tartarughe Ninja ha avuto numerosi adattamenti cinematografici, sia live-action che d’animazione, nel corso degli anni, a partire dal primo film del 1990, Tartarughe Ninja alla riscossa. Diretto da Steve Barron, questo film ha ottenuto un grande successo, grazie alla popolarità della serie animata e dei fumetti originali, con la partecipazione di personaggi come Casey Jones e Tatsu. Seguirono altri due capitoli, Tartarughe Ninja II – Il segreto di Ooze (1991), che approfondisce le origini dei protagonisti e introduce nuovi nemici, e Tartarughe Ninja III (1993), dove le tartarughe viaggiano nel Giappone feudale. Nel 2014, la saga ha avuto un reboot con il film Tartarughe Ninja diretto da Jonathan Liebesman, utilizzando la motion capture, seguito dal sequel Tartarughe Ninja – Fuori dall’ombra (2016). Entrambi sono caratterizzati da nuove avventure e personaggi, come Krang e il ritorno di Casey Jones.

Nel campo dell’animazione, il film TMNT (2007) rappresenta una sorta di seguito dei film precedenti, mentre Turtles Forever (2009) è un crossover tra le diverse serie animate delle tartarughe. Batman vs. Teenage Mutant Ninja Turtles (2019) è una collaborazione con la Warner Bros. Animation, in cui le tartarughe si alleano con Batman per fermare i malvagi. Inoltre, il film Il destino delle Tartarughe Ninja (2022) prosegue la trama della serie animata, mentre Tartarughe Ninja – Caos mutante (2023) è un’altra pellicola d’animazione che esplora la lotta delle tartarughe per guadagnarsi il rispetto della città, affrontando una nuova minaccia criminale.

Ma le Tartarughe Ninja non si sono limitate a film e fumetti. I videogiochi sono stati uno degli aspetti più amati della saga, con titoli che hanno conquistato intere generazioni, dalla prima incarnazione arcade a titoli più moderni per PlayStation e altre console. Non c’è dubbio che il franchise abbia saputo adattarsi e rimanere rilevante nel tempo.

E a proposito di nuove avventure, Teenage Mutant Ninja Turtles continua a evolversi anche nel mondo dei fumetti. Jason Aaron, celebre sceneggiatore Marvel, ha recentemente preso le redini di una nuova serie a fumetti che porta le tartarughe in una direzione più oscura e seria. In questa versione, Raf è in prigione, Michelangelo è una star della TV in Giappone, Leonardo è in cerca di una risposta spirituale e Donatello è in uno stato di profonda crisi. La serie non è un reboot, ma piuttosto una continuazione che reinventa i personaggi per un pubblico moderno, mantenendo però vivo il legame con le radici più oscure del fumetto originale.

Teenage Mutant Ninja Turtles ha festeggiato recentemente il suo 40° anniversario e continua a dimostrare di essere un fenomeno che non conosce età. Ogni nuova uscita è un tributo all’evoluzione di un marchio che ha attraversato decenni di cambiamenti nei gusti e nelle tecnologie, ma che ha saputo sempre rimanere fedele al suo spirito di avventura, amicizia e crescita. Le tartarughe sono ancora pronte a conquistare nuove generazioni, portando con sé un mix perfetto di nostalgia e innovazione. Cowabunga!

Art Heroes: un’Avventura euromanga nel Mondo dei Grandi Artisti

Nel mondo delle pubblicazioni dedicate ai ragazzi, 24 ORE Cultura KIDS ha recentemente lanciato una novità che promette di catturare l’immaginazione dei più giovani: “Art Heroes”. Questa collana, ispirata allo stile vivace e dinamico dei manga giapponesi, si propone di avvicinare i lettori alla grande arte attraverso storie avvincenti e personaggi storici iconici. I primi due volumi, “Leonardo e il colore perduto” e “Van Gogh e la luce delle emozioni”, offrono un mix perfetto di avventura, educazione e creatività.

Un viaggio nel passato con Leonardo da Vinci

Il primo volume, “Leonardo e il colore perduto”, si immerge nel misterioso mondo del genio rinascimentale Leonardo da Vinci. La trama ruota attorno a una società segreta che minaccia la creatività stessa, facendo svanire i colori delle opere d’arte. I giovani protagonisti – Alvise, Zoe, Brynhild, Sarah e Iñigo – intraprendono un’avventura che li porterà nel 1500, dove, guidati dal curioso bidello Vittorio, cercheranno di salvare i capolavori di Leonardo. La narrazione avvincente di Jacopo Silvestre, accompagnata dalle illustrazioni vivaci di Laura D’Addazio, rende questo volume un’esperienza immersiva, ideale per i lettori di età compresa tra 7 e 10 anni. In questo modo, “Art Heroes” riesce a unire storia e arte, trasformando la lettura in un viaggio educativo e divertente.

Alla ricerca della luce con Van Gogh

Il secondo volume, “Van Gogh e la luce delle emozioni”, prosegue l’avventura dei giovani eroi, questa volta con un focus su Vincent Van Gogh. Ambientato a Saint-Rémy-de-Provence nel 1889, il racconto vede i protagonisti impegnati a salvare le opere del celebre pittore olandese. Durante questo percorso, i ragazzi non solo incontrano Van Gogh, ma imparano anche lezioni importanti sull’anticonformismo e l’importanza dell’immaginazione. La combinazione di elementi storici con una trama ricca di emozioni e valori rende questa storia un’altra pietra miliare della collana.

Un talento emergente: Jacopo Silvestre

Jacopo Silvestre, autore di entrambi i volumi, è un giovane scrittore con una passione evidente per la narrazione. Nato nel 2003 e cresciuto in un ambiente stimolante e ricco di cultura, ha già collaborato con nomi affermati nel mondo del fumetto e della scrittura. Le sue influenze spaziano dalla mitologia alle opere di Hayao Miyazaki, evidenziando la sua versatilità e creatività. La sua capacità di fondere elementi narrativi con riferimenti storici rende i suoi testi accessibili e appassionanti per i giovani lettori.

L’arte visiva di Laura D’Addazio

Le illustrazioni di Laura D’Addazio arricchiscono ulteriormente l’esperienza di lettura. Con una formazione presso la Scuola del Fumetto di Milano e un’esperienza internazionale, D’Addazio riesce a dare vita ai personaggi e alle ambientazioni con uno stile che cattura l’essenza dei manga giapponesi. La sua abilità nel caratterizzare visivamente le emozioni e le situazioni offre ai lettori un’immersione totale nel mondo di “Art Heroes”.

Presentazione ufficiale a Lucca Comics & Games 2024

Il lancio di “Art Heroes” avverrà in grande stile il 31 ottobre 2024 durante Lucca Comics & Games, un evento imperdibile per gli appassionati di fumetti e cultura pop. La presentazione si terrà presso la sala incontri Si10, con la partecipazione di Marco Ficarra, Jacopo Silvestre e Francesco Matteuzzi. Questo momento rappresenta un’opportunità unica per interagire con gli autori e scoprire di più su questo progetto innovativo.

Un ponte tra arte e lettura

“Art Heroes” non è solo una serie di fumetti; è un ponte tra i giovani lettori e la grande arte. Attraverso avventure emozionanti, Jacopo Silvestre e Laura D’Addazio rendono accessibili le storie di due dei più grandi artisti della storia. Con i suoi messaggi positivi e il suo approccio educativo, questa collana rappresenta un prezioso strumento per ispirare le nuove generazioni, incoraggiandole a esplorare la creatività e a scoprire il valore dell’arte. “Art Heroes” è già disponibile in libreria e online, pronto a intrattenere e istruire i lettori più giovani.

Per ulteriori informazioni, visitate il sito ufficiale di 24 ORE Cultura: www.24orecultura.com.

Nasce la GCAP Agency: Italia, Regno Unito e Giappone uniti per il futuro dell’aviazione militare

Il futuro dell’aviazione militare europea e mondiale si tinge di ambizione e collaborazione internazionale. Italia, Regno Unito e Giappone hanno siglato un accordo storico per la creazione della GCAP Agency, un’organizzazione congiunta che guiderà lo sviluppo del Global Combat Air Programme (GCAP), un velivolo da combattimento di sesta generazione destinato a rivoluzionare il settore della difesa.

Un progetto di portata epica

La GCAP Agency, con sede a Reading nel Regno Unito, rappresenta un traguardo senza precedenti nella collaborazione tecnologica e militare tra tre Paesi. Il programma non si limita a progettare un aereo avanzatissimo, ma punta a definire nuovi standard per la difesa aerea. Con l’integrazione di intelligenza artificiale, connettività avanzata e capacità operative autonome, il GCAP sarà molto più di un semplice velivolo: sarà una piattaforma all’avanguardia, in grado di rispondere alle sfide più complesse del futuro.

Il ruolo centrale dell’Italia

L’Italia non sarà un semplice comprimario in questa avventura. Avrà un ruolo di primo piano sia nella governance dell’agenzia sia nello sviluppo delle tecnologie che renderanno il GCAP unico nel suo genere. Questo progetto rappresenta un’occasione d’oro per il Paese, con ricadute tangibili su diversi fronti.

Da un lato, ci sarà un potenziamento della leadership tecnologica italiana nel settore aerospaziale; dall’altro, un forte impulso all’industria nazionale, con la creazione di nuovi posti di lavoro altamente qualificati. Inoltre, il rafforzamento della collaborazione con partner strategici come Regno Unito e Giappone consoliderà ulteriormente la posizione dell’Italia nel panorama internazionale.

Come funziona la GCAP Agency

L’Agenzia sarà guidata da un Comitato Direttivo composto da rappresentanti dei tre Paesi, che collaboreranno per garantire una gestione equa ed efficiente del programma. Le sue principali funzioni includeranno il coordinamento delle attività di sviluppo e produzione, la definizione dei requisiti tecnici del velivolo e la stipula di contratti con le industrie coinvolte. Non meno importante sarà il lavoro sulla certificazione e sull’aeronavigabilità, per garantire che il velivolo rispetti i più alti standard di sicurezza.

Una scommessa sul futuro

Il GCAP non è solo un progetto militare: è un simbolo della capacità di innovare attraverso la collaborazione. Con questa iniziativa, Italia, Regno Unito e Giappone si proiettano verso il futuro, affermando la loro visione condivisa di sicurezza e progresso tecnologico. Il velivolo che nascerà da questo programma non solo rafforzerà la difesa aerea, ma rappresenterà anche un esempio tangibile di ciò che è possibile ottenere quando si uniscono competenze, risorse e ambizioni.

In un mondo sempre più complesso, il GCAP promette di essere una risposta concreta alle sfide globali, aprendo un nuovo capitolo per l’aviazione militare. La domanda, ora, non è se questo progetto sarà rivoluzionario, ma quanto lontano porterà.

Daniele Vanni: il nuovo Sindaco di Vinci che incanta il Futuro e celebra il Passato

Nel cuore della Toscana, dove le colline si intrecciano con la storia e l’arte, il borgo di Vinci ha da poco accolto un nuovo condottiero alla guida del suo destino: Daniele Vanni. Nelle recenti elezioni amministrative, i cittadini hanno votato con entusiasmo per eleggere Vanni come nuovo sindaco della storica città, che ha visto nascere il genio di Leonardo. Questo trionfo elettorale segna l’inizio di una nuova era per Vinci, ma anche la conclusione di un capitolo straordinario nel mondo della fantasia e della cultura popolare italiana, scritto da Vanni stesso.

No, non vogliamo parlare di politica in questo sito Nerd ma di un amico che tanto ha dato alla pop culture italiana! Per tanti anni, Vanni ha ricoperto infatti il ruolo di direttore artistico della Festa dell’Unicorno, una manifestazione che ha trasformato il borgo toscano in un regno incantato. Questa celebrazione del fantastico e dell’immaginario ha catturato l’immaginazione di migliaia di visitatori provenienti da ogni angolo d’Italia e non solo, creando un punto di incontro magico per gli appassionati del fantasy e della cultura pop. Sotto la sua direzione, il Festival è cresciuto da una semplice festa di paese a un evento iconico, capace di attirare l’attenzione e il cuore di molti.

Daniele Vanni, ora nel suo nuovo ruolo di sindaco, ha deciso di lasciare il suo amato incarico di direttore artistico con un misto di nostalgia e determinazione.

“Per me si è chiuso un percorso bellissimo durato vent’anni. Ho deciso di farmi da parte perché amministrare un Comune come Vinci richiede il massimo impegno e voglio focalizzarmi esclusivamente sull’incarico che mi è stato conferito dai cittadini.”

Il suo addio al Festival non è un abbandono, ma un passaggio di testimone, che avverrà in concomitanza con la 18ª edizione dell’evento, prevista dal 26 al 28 luglio 2024. Questa edizione, che celebra la maggiore età della manifestazione, si preannuncia come un’esplosione di magia e meraviglia.

Sotto la guida di Vanni, la Festa dell’Unicorno ha visto la luce di mille stelle, con nuove aree tematiche, concerti indimenticabili e la partecipazione di ospiti di fama internazionale.

“Abbiamo in serbo molte novità per rendere speciale la prossima edizione… Per festeggiare la maggiore età, stiamo lavorando a un progetto che prevede una nuova area concerti con la presenza di gruppi di grande richiamo e il ritorno di ospiti di fama internazionale di film e serie TV.”

È questo stesso spirito di innovazione e passione che Vanni porta ora nel suo nuovo ruolo di sindaco.

Mentre il Festival dell’Unicorno continua a brillare come un faro di fantasia, Vanni si appresta ad affrontare il suo incarico comunale con la stessa energia e dedizione.

“Il nostro obiettivo per il 2024, è migliorare ulteriormente la manifestazione in termini di qualità e quantità dell’offerta. Le tante recensioni positive ricevute negli ultimi mesi alimentano ulteriormente la passione messa in questo progetto da tutto lo staff.”

Vinci, ora guidata da un sindaco che ha saputo mescolare arte e amministrazione, fantasia e realtà, si prepara ad un futuro luminoso. La città, che ha visto la nascita di Leonardo da Vinci, trova nella figura di Daniele Vanni un leader capace di intrecciare la tradizione con l’innovazione, portando avanti la sua eredità culturale e accogliendo le sfide del presente.

Il Festival dell’Unicorno, con la sua magia senza tempo, continuerà a celebrare e a incantare, mentre Daniele Vanni, ora sindaco, si dedica a costruire un futuro radioso per Vinci. Il passaggio di testimone dal mondo del fantastico alla realtà amministrativa segna non solo una nuova fase per il Festival, ma anche un’era di speranza e rinascita per la città. Con il cuore e l’immaginazione che hanno caratterizzato la sua carriera, Vanni è pronto a guidare Vinci verso nuove avventure, trasformando ogni giorno in una pagina di una storia straordinaria.

Eurofighter Typhoon: 30 anni di dominio dei cieli!

30 anni fa, il 27 marzo 1994, l’Eurofighter Typhoon DA1 decollava per la sua prima volta a Manching, in Baviera. Un momento storico che ha segnato l’inizio di un’era di supremazia aerea per l’Europa. 🇮🇹🇩🇪🇬🇧🇪🇸

Un aereo da combattimento rivoluzionario

L’Eurofighter Typhoon è un jet da combattimento multiruolo bimotore progettato per eccellere sia nel combattimento aria-aria che aria-terra. Nato dalla collaborazione di quattro nazioni europee (Germania, Gran Bretagna, Italia e Spagna), rappresenta l’apice dell’ingegneria aeronautica e un simbolo della forza aerea europea.

Un successo europeo

Con oltre 850.000 ore di volo all’attivo, l’Eurofighter Typhoon è la spina dorsale delle forze aeree di Germania, Regno Unito, Italia e Spagna. Ad oggi, sono stati ordinati 680 velivoli da 9 nazioni, di cui 603 già consegnati. Un vero e proprio successo europeo che dimostra l’eccellenza della tecnologia e dell’industria del continente. 🇪🇺

Un futuro ancora più luminoso

Nonostante i suoi 30 anni, l’Eurofighter Typhoon non mostra segni di invecchiamento. Airbus sta sviluppando continuamente nuove tecnologie per mantenere il velivolo all’avanguardia, come l’architettura del sistema di missione, l’interfaccia uomo-macchina, la gestione operativa e le prestazioni del motore.

Un pezzo fondamentale della difesa europea

Grazie al suo continuo sviluppo, l’Eurofighter Typhoon rimarrà la spina dorsale della difesa aerea europea fino al 2050 e oltre. Un simbolo di sicurezza, cooperazione e innovazione europea. ️🇪🇺

Ma l’Eurofighter Typhoon non è solo un aereo da combattimento, è anche una storia di successo europea. Una storia di collaborazione, innovazione e ingegneria che ha portato alla creazione di uno dei velivoli più avanzati al mondo.

Le Tartarughe Ninja tifano l’Inter?

In occasione di Inter-Genoa la squadra di Simone Inzaghi è scesa in campo con la jersey limited edition che celebra “Le Tartarughe Ninja”. Gli amatissimi character, che proprio quest’anno compiono 40 anni, hanno inaugurato i festeggiamenti con questa speciale iniziativa per festeggiare l’arrivo su Paramount+ del loro ultimissimo film d’azione: “Tartarughe Ninja Caos Mutante”.

Nate nel 1984 dalla matita di Kevin Eastman e Peter Laird, nelle pagine di una serie a fumetti indipendente, sono diventate in breve tempo un vero e proprio fenomeno cult tra gli anni ’80 – ’90. Per quanto riguarda la serie animata, nel 2003 è andato in onda il primo reboot, intitolato semplicemente “Tartarughe Ninja”. Nel 2012 e nel 2018 Nickelodeon, il brand di Paramount per ragazzi e famiglie, ha prodotto invece due serie molto diverse tra loro. La prima, in computer grafica, era intitolata “Teenage Mutant Ninja Turtles”, conosciuta anche semplicemente come TMNT, seguita nel 2018 da “Il destino delle Tartarughe Ninja”, che tornava all’animazione tradizionale. Anche al cinema le Tartarughe Ninja hanno avuto lunga vita, con cinque film in live action usciti tra il 1990 e il 2016 e cinque film d’animazione, tra cui l’ultimo “Tartarughe Ninja Caos Mutante”, e uscito lo scorso agosto 2023.

Raffaello, Leonardo, Donatello e Michelangelo sono i 4 fratelli ciascuno con una propria personalità. Raffaello è il più grande e determinato, ha poca pazienza per le operazioni delicate. Leonardo, considerato il leader del gruppo aspira ad essere il perfetto eroe. Donatello è il solitario, abilissimo ad inventare veicoli e ogni genere di arma anche usando materiali di scarto. Michelangelo è pieno di vita, anche se si distrae facilmente, ama la cultura pop, e cerca sempre di essere all’ultima moda.

Leo da Vinci 2 dal 19 dicembre su Rai Gulp

Da martedì 19 dicembre su Rai Gulp (canale 42 del digitale terrestre) e su RaiPlay inizia la messa in onda della nuova serie cartoon dedicata al giovane genio di Vinci. Appuntamento dal lunedì al venerdì, alle ore 15.30, e tutti i giorni alle ore 18.20.

La serie (52 x 13’) è una importante coproduzione che vede insieme a Gruppo Alcuni, Rai KidsHR / ARD per la Germania, Cosmos Maya Animation Singapore, con il contributo del POC FESR della Regione del Veneto e il sostegno della Veneto Film Commission. La regia è di Sergio Manfio, che ha da poco ricevuto il Premio come “Best Director” per la prima stagione di “Leo da Vinci” al festival cinematografico NYAFA – New York Animation Film Awards.

Dopo il successo della prima stagione, e dopo oltre due anni di impegno di un grande gruppo di lavoro che ha realizzato oltre 12 ore di animazione CGI, ecco arrivare il sequel della serie, dove vediamo ancora il giovane Leo da Vinci dividere la scena con gli amici Lisa, Bianca de’ Medici (la sorella di Lorenzo il Magnifico) e Lollo. Anche in questi nuovi episodi non emerge solo Leo, il genio, come protagonista, bensì tutto il gruppo di adolescenti che condividono le scelte, le vie da seguire, le strategie da attuare… insomma due ragazze e due ragazzi che già nel 1468 vivono un rapporto paritetico, collaborativo, mai basato sulla sopraffazione.

Le avventure prendono le mosse da Firenze, dove Leo era andato per studiare nella bottega del Verrocchio, e dove insieme agli amici si è già distinto per aver sventato una congiura ordita contro Lorenzo de’ Medici (e questo è il contenuto dei 52 episodi della prima stagione).

Seguendo le richieste di Lorenzo de’ Medici, che mostra a Leo le tracce del preziosissimo Rubino di Seilan descritto da Marco Polo nel “Milione”, i protagonisti arrivano a Venezia e poi in Germania, passando attraverso foreste oscure, monasteri, castelli, facendo conoscenza con nuovi amici, ma purtroppo anche con temibili nuovi avversari.

Dal punto di vista narrativo un’importante novità è data dal fatto che i 52 nuovi episodi di Leo da Vinci compongono un “lungo racconto” che si sviluppa nel corso dell’intera stagione. Certo, ogni episodio ha un suo grado di autonomia, ma gli spettatori seguiranno un’avventura mozzafiato che si concluderà (forse) soltanto negli ultimi istanti del cinquantaduesimo episodio.

Grazie alle brillanti invenzioni di Leo e al suo intraprendente spirito di squadra, i nostri eroi reagiranno alle mosse dei “cattivi” con soluzioni intelligenti e sempre non violente.

Leonardo cartografo: come ha fatto a riprodurre la mappa di Imola?

Il mistero della cartina di Imola di Leonardo da Vinci è un enigma affascinante che ha catturato l’interesse degli studiosi e degli appassionati di storia dell’arte. Questo straordinario disegno realizzato per Cesare Borgia nel 1502 è un capolavoro che ha anticipato le tecniche cartografiche del futuro, suscitando domande sulla precisione e l’innovazione impiegate dal Genio.

Ma come è possibile che Leonardo fosse riuscito a riprodurre con così grande precisione la città romagnola di Imola? Quali erano le motivazioni dietro la scelta di disegnare la mappa entro una circonferenza con 64 raggi? E in che modo ha saputo prefigurare le tecniche cartografiche future con questo lavoro straordinario?

Commissionata da Cesare Borgia per motivi militari durante il soggiorno di Leonardo a Imola nell’autunno del 1502, la mappa rivela un’analisi dettagliata del territorio e una precisione sorprendente. Prima di concentrarsi sulla Rocca Sforzesca, il Genio ha studiato attentamente la geografia circostante, creando così una rappresentazione innovativa e accurata.

Il contributo di Leonardo alla cartografia è stato definito da Martin Kemp come una rivoluzione rinascimentale nel campo. Attualmente conservata presso la Casa reale britannica a Windsor, la pianta di Imola rappresenta un’importante testimonianza dell’abilità e della visione innovativa di Leonardo, che ha saputo coniugare passato e futuro in un’unica opera d’arte.

Il fascino e l’enigma che avvolgono le opere di Leonardo da Vinci continuano ad alimentare la curiosità e l’ammirazione del pubblico contemporaneo. Il mistero della pianta di Imola è solo uno degli interrogativi che circondano la straordinaria figura di quest’artista e scienziato, il cui genio ha anticipato il futuro in molteplici campi del sapere umano.

Io, Leonardo: la firma di Leonardo Da Vinci ora è un marchio registrato

Una partnership importante quella annunciata tra la Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano e la IBC di Lugano. L’accordo è stato fortemente voluto dalle due realtà per divulgare la firma autentica di Leonardo Da Vinci rinvenuta alla pagina 1054 del Codice Atlantico e il grande patrimonio della Pinacoteca.

Elisabetta Treggiari, CEO di IBC Lugano ha dichiarato:

“I disegni di Leonardo sono delle vere e proprie opere d’arte e la sua firma stessa è un’opera d’arte, un disegno, una linea fluida, moderna ed elegante, un segno di autentico design. Sarà un elemento prezioso per le aziende che sapranno leggere e interpretare questa espressione di Leonardo per caratterizzare e rendere uniche le loro collezioni. E’ incredibile anche la modernità del design che si evince in una firma del 1478″.

Leonardo è il primo designer italiano in assoluto, da sempre in anticipo sui tempi. Non solo ha inventato nuove cose, ma ha anche ideato concetti e progetti che l’umanità ha impiegato secoli per implementare e sviluppare, un visionario che ha unito arte e scienza alla perfezione, il primo designer moderno di tutti i tempi, il vero antesignano dei designer italiani. Autorizzare la concessione in licenza del segno “Io, Leonardo” significa autorizzare la realizzazione di collezioni ispirate a Leonardo, al suo stile e genio e renderle preziose, uniche ed esclusive. “Io, Leonardo” è oggi un Marchio registrato e potrà essere usato solo con l’autorizzazione della Biblioteca Ambrosiana e solo per realizzare oggetti di indubbio prestigio e bellezza, che siano manifesto ed espressione della grandezza di Leonardo.

“Queste collezioni raggiungeranno direttamente le case e la vita di tutti i giorni delle persone che amano il design, la cultura, la bellezza, l’arte, ed è questo il nostro obiettivo”.

Le aziende licenziatarie avranno a disposizione non solo la cifra “Io, Leonardo”, ma anche l’ispirazione dei disegni originali di Leonardo: oggetti, invenzioni, macchine, disegni di progetti e poi i disegni dei 60 solidi matematici del De Divina Proportione e i famosi nodi vinciani, i giochi di linee che si intrecciano senza fine e che sono il simbolo oggi dell’amore eterno e dell’infinito.

 “Io, Leonardo” è l’espressione della grandezza di Leonardo e il Collegio dei Dottori che governa la Biblioteca Ambrosiana ha deciso di registrare il segno per poter tutelare queste nuove collezioni da contraffazioni e usi non autorizzati a scopi commerciali. Per la prima volta un museo decide di registrare un’opera o una parte di un’opera in questo caso, per salvaguardare il suo patrimonio artistico, manifestando la volontà di diffonderlo ma anche di difenderlo da chi vorrebbe sfruttarlo in modo non consono all’importanza e al valore di quello che rappresenta. Ancora una volta, come fin dal 1607, la Biblioteca Ambrosiana si dimostra all’avanguardia nel mondo nel divulgare e promuovere la cultura con tutti gli strumenti disponibili del suo tempo, in ogni epoca, e sempre nel rispetto dei più alti principi morali.

 

Tratto e per approfondire: notizia24ore.blogspot.com/2023/05/io-leonardo-la-firma-di-leonardo-da.html.

Brawlhalla – Teenage Mutant Ninja Turtles Crossover

Turtle Power! Ubisoft in collaborazione con ViacomCBS, annuncia che Raffaello, Michelangelo, Leonardo e Donatello dalla serie di Nickelodeon Tartarughe Ninja, sono disponibili su Brawlhalla come Crossover Epici. L’arrivo degli Eroi col guscio darà inizio a un evento in-game che includerà una nuova modalità di gioco chiamata Battaglia tra squadre. Un nuovo effetto KO con Shredder e il Clan del Piede e nuovi attacchi speciali delle Tartarughe con apparizioni del Maestro Splinter e Casey Jones. Ci sarà anche una nuova mappa che raffigura le fognature verdi dalla serie Tartarughe Ninja con versioni Free-for-all e 1v1 disponibili. Inoltre, saranno disponibili quattro avatar completamente nuovi che raffigurano il simbolo del Clan del Piede, Krang, il Tecnodromo e un avatar animato con i volti di tutte le Tartarughe. Tutti gli oggetti potranno essere acquistati e giocati dopo la fine dell’evento. Questo è quello che chiamiamo tarta-meraviglioso!

È l’ora dei Ninja! Affonda i denti in questi quattro nuovi crossover Tartarughe Ninja.

  • Raffaello – Crossover epico per Ragnir – Raffaello usa il suo skateboard, la pizza calda e gli shuriken nei suoi attacchi speciali. Le sue armi principali comprendono il suo classico doppio Sai e il cartello di attraversamento tartarughe. Ragazzi, che bello essere una Tartaruga!
  • Michelangelo – Crossover epico per Val – Con l’aiuto del maestro Splinter, i suoi attacchi speciali comprendono il suo skateboard e le pizze al formaggio. Michelangelo è pronto al combattimento con il suo ineguagliabile Nunchaku e dei pizzosi guanti da boxe. Cowabunga!
  • Leonardo – Crossover epico per Jiro – Con Casey Jones e il Maestro Splinter al suo fianco, gli attacchi speciali di Leonardo comprendono il suo skateboard e dei tranci di pizza. Leonardo è armato con le sue spade e il suo fedele bastone da hockey, donatogli dallo stesso Casey Jones.
  • Donatello – Crossover epico per Mirage – Il cervellone del gruppo usa ologrammi di se stesso nei suoi attacchi speciali. Le sue armi comprendono una nuova Falce con una testa M.O.U.S.E.R. e il suo classico bastone da Bo: garantito che i cattivoni non sapranno più da dove prenderle.

Ogni Crossover Epico è disponibile per 300 Mammoth Coins nello store in-game. Tutti gli oggetti saranno acquistabili e giocabili dopo la fine dell’evento. La modalità di gioco e la mappa saranno giocabili anche dopo la fine dell’evento: questo è il momento buono per battere un tre.

Sviluppato da Blue Mammoth, Brawlhalla è un epico gioco di combattimenti free-to-play che vede oltre 65 milioni di giocatori impegnati a combattere per la gloria nelle arene del Valhalla. Scegliendo tra oltre 50 personaggi diversi, è possibile optare per modalità giocatore singolo o in cooperativa, oltre a scegliere tra varie competizioni online e in locale. Brawlhalla supporta anche il gioco multipiattaforma tra Nintendo Switch™, PlayStation®4 e PlayStation®5, PC, dispositivi iOS e Android, e la famiglia di dispositivi Xbox One, tra cui Xbox One X e Xbox Series X|S, dove i giocatori possono partecipare a partite personalizzate e prendere parte al matchmaking online tutti insieme. Per maggiori informazioni su Brawlhalla, visitare:  brawlhalla.com. Per tutte le ultime novità su Brawlhalla e gli altri giochi Ubisoft, visitare Ubisoft News: ubisoft.com.

Gianluca Falletta ospite al Malnisio Science Festival

Il Malnisio Science Festival – il festival friulano dedicato alla scienza – si sta affermando come uno degli appuntamenti dell’autunno. Il 4 ottobre si inaugura la terza edizione, sempre nella splendida cornice della centrale Pitter a Montereale Valcellina (PN), per dare vita a un festival in cui la scienza è raccontata a voce, con gli interventi di 30 illustri relatori, con i sensi grazie agli esperimenti dei punti esperienziali, con gli occhi per i video e mostre e anche con … i fumetti.

Il filo conduttore 2019 sarà la “creatività nella scienza”, mentre resta intatta la formula fatta di oltre 30 conferenze gratuite, che si tengono nei giorni 5 e 6 ottobre in parallelo e si alternano ogni 45 minuti.  Una scienza per tutti, raccontata per far conoscere le più interessanti novità medicina, glaciologia, psicologia fisiologica, astrofisica, ingegneria chimica, nutraceutica, fumetti scientifici, farmacologia, robotica, comunicazione della scienza. Insomma, ce n’è per tutti i gusti.

E così, in questo weekend “creativo” sarà una continua scoperta passando dall’orologio che misura l’origine della vita agli effetti sul cervello delle pratiche meditative e contemplative, dal modo in cui si formano le connessioni nervose al viaggio alla scoperta dei neutrini, dai robot bio-ispirati, pensati poter lavorare a contatto con il corpo umano, all’uso del fumetto, potente strumento per divulgare la scienza. “Il format è fresco e piacevole, con tempi veloci e presentazioni vivaci. Ogni utente dovrà decidere chi e cosa seguire, perché in ogni istante ci saranno almeno due interventi che si svolgono contemporaneamente. È una soddisfazione vedere crescere ogni anno il festival, sia nei numeri del pubblico che nel numero dei partner scientifici e nei sostenitori.” – sottolineano Eleonora Gobbato, assessore nel Comune di Montereale Valcellina e Andrea Paroni, organizzatori del Malnisio Science Festival.

Ospite di domenica 6 Ottobre sarà Gianluca Falletta, creativo italiano specializzato in entertainment e amusement, concorrente nella stagione 2018-2019 di “Italia’s Got Talent”. Gianluca ha partecipato, come fondatore di Satyrnet, alla produzione del Festival del Fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming e Cartoon Days e ora collabora con i principali festival italiani quali LuccaComics & Games, Milano Cartoomics e Napoli Comicon. Dopo “l’apprendistato” presso Filmmaster Events, una delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare ride e parchi di divertimento a livello internazionale e ha partecipato allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World e Luneur Park cercando di unire i concetti di narrazione, creatività con l’esigenza di offrire esperienze innovative e immersive per il pubblico. Gianluca è stato selezionato perchè artefice di un immaginario, destinato soprattutto ai più piccoli, che ha saputo veicolare messaggi positivi volti a valorizzare curiosità, estro e fantasia.

Lo speech di Gianluca Falletta, che è in programma alle ore 16.00 di domenica 6 Ottobre, avrà come tema “Come la cultura può trasformarsi in experience”. Il concetto alla base di questo intervento è l’edutainment. Una parola dai mille significati, spesso molto abusata, che descriverò come la possibilità di divulgare concetti scientifici, artistici, storici o antropologici immergendo, letteralmente, gli spettatori in un contesto digitale interattivo in cui ogni singolo tema di un’esposizione può essere esplorato, toccato, analizzato e vissuto in un’esperienza multimediale e multisensoriale. Questo modo innovativo di fare divulgazione consente alla cultura di “uscire” più facilmente dai luoghi a essa solitamente deputati, raggiungendo nuove locazioni: strutture industriali, spazi adibiti ad altre mansioni, ma anche luoghi destinati all’entertainment, come parchi divertimento, centri commerciali e programmi TV. Dopotutto, realizzare contenuti-tributo alla nascita dell’Universo, alla teoria dell’evoluzione di Darwin e alla figura di Leonardo Da Vinci in un talent Show televisivo è stato un azzardo mediatico che non solo ha emozionato milioni di telespettatori, ma aveva l’obiettivo di fornire loro un piccolo spunto per approfondire tematiche scientifiche e artistiche più ampie. Grazie alle experience digitali, alle exhibit e alle installazioni visuali interattive, ora, si può creare un legame più forte e diretto tra il divulgatore e il fruitore: una sintesi multimediale in cui entrare e toccare con mano i temi trattati.

Il programma completo su: https://www.malnisiosciencefestival.com/

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