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Baldur’s Gate II -Shadows of Amn: 25 Anni di Gloria. Quando BioWare Scrisse la Storia del GdR

Ci sono anniversari che non si limitano a celebrare un videogioco, ma rievocano un intero modo di intendere l’avventura, la narrazione e la libertà creativa. Baldur’s Gate II: Shadows of Amn, uscito nel 2000, appartiene a questa categoria ristretta e luminosa: non è solo un titolo, ma una pietra angolare nella storia dei giochi di ruolo, un viaggio che ancora oggi, venticinque anni dopo, continua a insegnare cosa significhi vivere una storia, non semplicemente giocarci.

Il venticinquesimo anniversario, celebrato da fan e sviluppatori con un evento speciale sul canale YouTube Slandered Gaming, ha riunito tre figure chiave della leggenda: Ed Greenwood, creatore dei Forgotten Realms; David Gaider, storico sceneggiatore BioWare; e Trent Oster, allora direttore tecnico e oggi CEO di Beamdog, la software house che ha dato nuova vita al gioco con la Enhanced Edition. Insieme, hanno ripercorso la genesi di un’opera che ha definito un’epoca e che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per chiunque ami le storie complesse, i personaggi indimenticabili e la magia pura del gioco di ruolo.

L’ombra di Amn e il sogno di BioWare

Nel 2000, BioWare era nel pieno della sua ascesa. Dopo l’exploit del primo Baldur’s Gate, il team canadese non voleva semplicemente replicare il successo, ma ridefinire il concetto stesso di RPG. Shadows of Amn nacque con questa ambizione: non più un vasto mondo frammentato da esplorare liberamente, ma un’avventura corale, intensa, dove ogni luogo — dalle strade brulicanti di Athkatla alle cripte dimenticate di Amn — raccontava una storia unica e palpabile.

Il giocatore tornava a vestire i panni del Figlio di Bhaal, intrappolato e torturato da un antagonista che sarebbe entrato di diritto nella mitologia videoludica: Jon Irenicus. L’interpretazione magistrale di David Warner e la scrittura di Gaider conferirono al personaggio un’aura tragica e affascinante, un misto di dolore e vendetta che ancora oggi è studiato come uno degli esempi più riusciti di “villain empatico”. Irenicus non era solo un nemico da sconfiggere, ma una ferita aperta nel cuore del mondo di gioco, specchio oscuro del protagonista.

Athkatla: il respiro dei Forgotten Realms

Ambientato nei Forgotten Realms di Ed Greenwood — uno dei mondi fantasy più ricchi e strutturati mai concepiti —, Baldur’s Gate II riuscì in un’impresa quasi impossibile: trasformare le regole di Dungeons & Dragons in emozioni vive. Athkatla, la capitale di Amn, era un labirinto morale e politico, un luogo dove potere, magia e corruzione danzavano in equilibrio instabile. Ogni vicolo, ogni taverna, ogni tempio aveva una storia da raccontare, e ogni decisione del giocatore pesava sul destino del mondo circostante.

BioWare non costruì solo un setting, ma una rete pulsante di storie interconnesse. Le missioni secondarie erano piccole epiche autonome: un misterioso culto sotterraneo da smascherare, un maniero infestato da troll, vampiri in cerca di redenzione o dannazione. Ogni quest aveva un’anima, e completarle non era un obbligo, ma un piacere, perché ogni passo aggiungeva un tassello alla costruzione di un universo coerente e credibile.

Amore, battaglie e scelte morali

Una delle innovazioni più rivoluzionarie di Baldur’s Gate II fu l’introduzione dei romance, i rapporti sentimentali tra il protagonista e i suoi compagni d’avventura. Ispirandosi a Final Fantasy VII, Gaider e il team BioWare diedero vita a interazioni che andavano oltre il semplice combattimento: nascevano dialoghi, intese, conflitti interiori. Personaggi come Jaheira, Aerie o Viconia divennero più che alleati: erano esseri umani (o elfi, o drow) con cui costruire legami, fraintendersi, soffrire e amare.

Ogni compagno portava con sé una storia personale, una missione, un peso. Alcuni — come Minsc e il suo inseparabile Boo — incarnavano l’anima ironica e surreale del gioco; altri, come Keldorn o Anomen, rappresentavano la tensione tra fede e fallibilità. Quella ricchezza di caratterizzazione divenne il marchio di fabbrica BioWare e l’antenato diretto di tutto ciò che avremmo visto anni dopo in Knights of the Old Republic, Dragon Age e Mass Effect.

Strategie e magia: l’arte della sfida

Dal punto di vista ludico, Shadows of Amn portò l’Infinity Engine al suo apice. Ogni battaglia era una danza di tattica e ingegno: conoscere le regole di Advanced Dungeons & Dragons significava sopravvivere, ma serviva anche intuito. I troll cadevano solo sotto fuoco o acido, i maghi richiedevano contromagie precise, i vampiri minavano lentamente l’anima del gruppo. Non bastava essere forti: bisognava essere intelligenti.

Il combattimento in tempo reale con pausa strategica — oggi quasi dimenticato — raggiunse in Baldur’s Gate II una perfezione che pochi titoli hanno osato sfidare. Ogni scontro era una piccola opera teatrale, e vincere una battaglia significava padroneggiare un linguaggio fatto di incantesimi, timing e nervi saldi.

L’espansione del mito: Throne of Bhaal

Nel 2001, l’espansione Throne of Bhaal chiuse l’epopea del Figlio di Bhaal con un finale degno delle più grandi saghe mitologiche. Il giocatore affrontava i propri fratelli semidivini, decidendo il proprio destino — divino o mortale — in un crescendo di pathos e potenza narrativa. Era la conclusione perfetta di un viaggio iniziato anni prima, e ancora oggi molti fan la ricordano con la stessa nostalgia con cui si rilegge l’ultima pagina di un libro che non si vorrebbe mai finisse.

Un’eredità eterna

Quando nel 2013 Beamdog pubblicò la Enhanced Edition, Baldur’s Gate II tornò a nuova vita: interfacce aggiornate, multiplayer migliorato, compatibilità con le risoluzioni moderne, ma soprattutto un rispetto assoluto per l’anima originale. Trent Oster e il suo team non hanno mai tradito lo spirito BioWare: ogni pixel, ogni dialogo, ogni suono conserva la stessa magia del 2000.

Ed è grazie a quella eredità se oggi possiamo vivere la rinascita della saga con Baldur’s Gate III, un capolavoro che deve a Shadows of Amn più di quanto ammetta apertamente. Senza il lavoro di Greenwood, Gaider e BioWare, probabilmente non avremmo mai visto esplodere la passione contemporanea per il fantasy narrativo e interattivo.

La porta che non si chiude mai

Giocare oggi a Baldur’s Gate II significa attraversare un portale che conduce a un’epoca in cui i videogiochi non si accontentavano di intrattenere, ma volevano far crescere, emozionare, far pensare. È un ritorno in un tempo in cui l’avventura era un atto di fede e di curiosità, e in cui la parola “eroe” si conquistava decisione dopo decisione.

Venticinque anni dopo, quella porta è ancora aperta. E per chiunque abbia voglia di varcarla, Athkatla è sempre lì, avvolta nella sua luce dorata e nei suoi segreti. Un luogo dove la fantasia è ancora reale, e dove ogni clic è una scelta di destino.

Overworld – Gaming Club festeggia i 50 anni di Dungeons & Dragons

Il 2024 si conclude con un evento straordinario che celebra uno dei giochi di ruolo più iconici della storia: Dungeons & Dragons. Il 30 dicembre 2024, grazie alla collaborazione tra Overworld – Gaming Club, il Comune di Monterotondo, ICM Monterotondo e Cinemancini, la cittadina laziale ospiterà una giornata dedicata a questo straordinario gioco che da cinquant’anni incanta appassionati e neofiti in tutto il mondo.

L’intera giornata sarà un tripudio di passione per Dungeons & Dragons, un’occasione per celebrare la magia del gioco di ruolo più famoso del mondo.

L’evento è diviso in due parti: il primo si svolgerà presso la Casa della Pace del Comune di Monterotondo a partire dalle ore 16, e si articolerà in  una serie di sessioni di gioco di Dungeons & Dragons, pensate per coinvolgere tutti: dai neofiti assoluti ai veterani del gioco. Non preoccuparti se non hai mai impugnato un dado a 20 facce: durante l’evento, i master esperti guideranno i partecipanti attraverso le avventure, fornendo tutti i materiali necessari per cominciare. È l’occasione perfetta per avventurarsi in un mondo di epiche battaglie, magie e misteri, e per scoprire un universo che ha segnato generazioni di appassionati.

Successivamente, l’evento si sposterà al Cinemancini (in via Via Matteotti 53, Monterotondo), per una proiezione speciale del documentario “Nella tana del drago – 50 anni di Dungeons & Dragons“. Questo speciale, realizzato da Rai Cultura e Rai 4, ripercorre la storia di Dungeons & Dragons dalle sue origini nel 1974, grazie a Gary Gygax e Dave Arneson, fino ad arrivare alle versioni moderne del gioco e al suo impatto sulla cultura popolare. Il documentario, della durata di circa 50 minuti, presenta un doppio registro narrativo, esplorando sia l’evoluzione del gioco che il fenomeno culturale che ha generato, intervistando esperti e figure storiche del settore come gli autori del gioco Frank Mentzer e Zeb Cook, e personaggi come lo scrittore Vanni Santoni, che ha approfondito il gioco sia dal punto di vista pratico che teorico. Ma non è tutto: lo speciale include anche interviste a Simone Laudiero, autore della variante italiana di D&D Brancalonia, e al game designer di Baldur’s Gate III, Lawrence Schick. Per gli amanti delle curiosità, viene anche mostrato un’interessante partita di Dungeons & Dragons, giocata da una squadra di creativi e appassionati, tra cui l’attore Emiliano Coltorti nel ruolo di master. Questo filmato, realizzato in studio Rai, offre uno spaccato dell’esperienza del gioco, con un tavolo ricco di giocatori pronti a immergersi nell’avventura.

La collaborazione tra Overworld – Gaming Club, il Comune di Monterotondo, ICM Monterotondo e Cinemancini è il perfetto esempio di come il mondo del gaming possa unire le persone, offrendo momenti di divertimento e riflessione, dove la cultura popolare, il gioco e la storia si incontrano. Per chiunque sia un appassionato di giochi di ruolo, di Dungeons & Dragons, o semplicemente un curioso che vuole scoprire cosa si nasconde nel mondo dei dadi e delle avventure, questo evento rappresenta un’occasione imperdibile per vivere un’esperienza immersiva che segna non solo la fine dell’anno, ma anche il 50° anniversario di una vera e propria leggenda.

E se il Molise fosse i Forgotten Realms?

Il Molise non Esiste!“. Questa, purtroppo, è l’affermazione più iconica relativa alla splendida regione italiana. Un epiteto nato dall’ignoranza collettiva nei confronti di un luogo meraviglioso, un territorio ricco di storia e arte perduta, un reame dimenticato. Esattamente come i “Forgotten Realms“, un nome che in questi mesi è sulla bocca di tutti grazie allo straordinario successo planetario del videogioco “Baldur’s Gate III“: si tratta di una storica ambientazione di Dungeons & Dragons che ha fatto conoscere la “Costa della Spada” ai nerd di tutto il mondo grazie a numerosi romanzi, giochi, fumetti e videogiochi già dalla fine degli anni’80!

E se la “Costa della Spada” fosse in realtà il Molise?

Questa è una domanda interessante, che richiede un po’ di fantasia e conoscenza dei due territori, quello “reale italiano” e quello immaginario creato da Ed Greenwood. Il Molise è una regione italiana che ha una storia antica e affascinante e una geografia variegata, mentre i “Forgotten Realms“, sono un luogo fantasy dove la magia e le creature fantastiche sono comuni. Tuttavia, si possono trovare alcuni punti di contatto tra di essi, basandosi su alcuni elementi caratteristici.

Termoli è Baldur’s Gate

La città di Termoli potrebbe essere paragonata alla città di Baldur’s Gate, in quanto entrambe sono città portuali che si affacciano sul Mare di Spade e sul Mare Adriatico nel caso di Termoli. Entrambe le città hanno un borgo medievale fortificato, dove si trovano importanti edifici religiosi e storici, come la La cattedrale di Santa Maria della Purificazione e la Cattedrale di Helm. Entrambe le città sono anche centri commerciali e culturali, dove si possono incontrare persone di diverse origini.

Campobasso è Neverwinter

Campobasso potrebbe essere paragonata a Neverwinter per la sua importanza politica e amministrativa, essendo il capoluogo della regione Molise e il centro più popoloso. Campobasso ha anche un castello che domina la città, il Castello Monforte, che potrebbe essere equiparato al Castello di Neverwinter, la residenza del sovrano. Inoltre, Campobasso è situata in una zona collinare e montuosa, circondata dai Monti del Matese e dai Monti della Meta, che potrebbero evocare le Montagne Spine del Mondo, la catena montuosa che protegge Neverwinter dal freddo.

Saepinum è Nashkel

L’area archeologica di Saepinum potrebbe essere paragonata al sito archeologico di Nashkel, in quanto entrambi sono i resti di antiche città, romane e amniane nel caso di Nashkel, che furono abbandonate o distrutte. Entrambi i siti conservano ancora le tracce delle mura, delle strade, dei templi e degli edifici pubblici che caratterizzavano le città. Entrambi i siti sono anche teatro di eventi importanti nella trama del videogioco, come la scoperta di una miniera infestata da mostri o la battaglia contro un potente nemico.

Il lago di Castel San Vincenzo è il lago Esmel

Il lago di Castel San Vincenzo potrebbe essere paragonato al lago Esmel, in quanto entrambi sono circondati da un paesaggio montuoso e boscoso, dove si possono trovare villaggi, monasteri e rovine. Entrambi i laghi sono anche collegati a una divinità: Maria Santissima Addolorata di Castelpetroso nel caso del lago molisano, la dea del mare a Selûne nel caso del lago balduriano.

Il castello di Pescolanciano è il castello di Daggerford

Il castello di Pescolanciano potrebbe essere paragonato al castello di Daggerford, in quanto entrambi sono antiche fortezze che dominano le rispettive città. Entrambi i castelli sono sede di una nobile famiglia che governa la zona con saggezza e benevolenza, i D’Alessandro nel caso di Pescolanciano e i Floshin nel caso di Daggerford. Entrambi i castelli sono anche coinvolti in avventure legate a misteri, intrighi e minacce soprannaturali.

Il santuario di Castelpetroso è il santuario di Lathander

Il santuario di Castelpetroso potrebbe essere paragonato al santuario di Lathander, in quanto entrambi sono luoghi di culto dedicati a una divinità legata alla luce, alla vita e alla rinascita. Il santuario di Castelpetroso è stato costruito in seguito a una apparizione della Madonna Addolorata nel 1888, mentre il santuario di Lathander è stato eretto in onore del dio dell’alba e della rinascita. Entrambi i santuari sono caratterizzati da una architettura imponente e da una atmosfera di pace e speranza.

Il Parco Nazionale è la foresta di Cormanthor

Il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise potrebbe essere paragonato alla foresta di Cormanthor, in quanto entrambi sono aree naturali protette che ospitano una ricca biodiversità e una varietà di paesaggi. Il parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è famoso per la presenza di specie animali rare come l’orso marsicano, il lupo appenninico e il camoscio d’Abruzzo, mentre la foresta di Cormanthor è nota per la presenza di creature fantastiche come gli elfi, i draghi e le fate. Entrambi i parchi sono anche testimoni di una storia antica e affascinante, fatta di civiltà perdute e leggende.

Capracotta è Icewind Dale

Capracotta è una nota località per gli sport invernali che si trova a 1.421 metri sul livello del mare, ed è il secondo più elevato del centro Italia. Icewind Dale è una terra di ghiaccio e neve dove si svolgono avventure epiche e pericolose. Se Capracotta fosse la città di Icewind Dale, potrebbe essere una base per gli eroi che vogliono esplorare le montagne, le caverne e i templi della Valle del Vento Gelido. Gli abitanti di Capracotta dovrebbero essere abili nel sopravvivere al freddo e al combattimento (o allo sport in senso più moderno), e potrebbero avere contatti con le creature che popolano la regione, come i giganti del gelo, i demoni e i draghi (e i turisti!).

Fornelli è Triboar

Il borgo di Fornelli potrebbe essere paragonato al borgo di Triboar, in quanto entrambi sono piccoli insediamenti rurali situati lungo importanti vie commerciali (la Via Appia nel caso di Fornelli, la Via Lunga nel caso di Triboar). Entrambi i borghi sono famosi per la produzione di olio d’oliva o burro, e sono circondati da un territorio fertile e collinare. Entrambi i borghi sono anche esposti a possibili attacchi da parte di creature ostili, come i briganti o i giganti del fuoco.

Isernia è Silverymoon

La città di Isernia potrebbe essere paragonata alla città di Silverymoon, in quanto entrambe sono città storiche e culturali che hanno una forte tradizione artistica e letteraria. Entrambe le città hanno una scuola di magia rinomata, l’Accademia di Isernia o il Collegio di Magia e Arti Sottili. Entrambe le città sono anche alleanze di altre città e regni, come la Lega dei Comuni del Molise o l’Alleanza Argentata.

Agnone è Beregost

Il borgo di Agnone potrebbe essere paragonato al borgo di Beregost, in quanto entrambi sono piccoli insediamenti situati lungo importanti vie commerciali. Entrambi i borghi sono famosi per la produzione di oggetti di metallo, come le campane di Agnone o le armi e le armature di Beregost. Entrambi i borghi sono anche luoghi di incontro e scambio per viaggiatori, mercanti e avventurieri.

Il Castello di Civitacamporano è il Castello di Dragonspear

Il castello di Civitacampomarano potrebbe essere paragonato al castello di Dragonspear, in quanto entrambi sono antiche fortezze che si trovano vicino ad un “confine misterioso” (l’Abruzzo nel caso del castello molisano, il Deserto Anauroch nel caso del castello balduriano). Entrambi i castelli sono stati teatro di battaglie e assedi, sia contro nemici umani che contro creature mostruose. Entrambi i castelli sono anche collegati a una figura leggendaria, Cola di Monforte o il generale Cendamere.

Pietrabbondante è Myth Drannor

 Pietrabbondante e Myth Drannor sono due città che possono essere paragonate per la loro storia gloriosa e tragica, per la loro bellezza e il loro fascino, ma anche per la loro fragilità e il loro destino. Pietrabbondante e Myth Drannor sono due città che hanno in comune una storia antica e ricca di cultura, ma sono entrambre, ora solo rovine.. Entrambe le città sono state fondate da popoli orgogliosi e valorosi, i Sanniti e gli Elfi, che hanno saputo resistere alle invasioni e alle minacce dei loro nemici. Entrambe le città sono state sede di un grande sviluppo artistico, scientifico e magico, che le ha rese famose e ammirate nei rispettivi monndi

Naturalmente non ce ne vogliano gli storici e gli archeologi che hanno studiato il Molise e hanno fatto conoscere “realmente” le bellezze di questo “Regno dimenticato” con il loro eccezionale lavoro. Questa ironica guida, basata su un gioco, vuole solo essere un modo divertente e inusuale per descrivere un luogo magico attraverso una metafora divertente e molto nerd: un modo come un altro per raccontare il Molise che non solo esiste, non è una landa di un videogioco o di un romanzo ma un territorio da amare ed esplorare! Per approfondire, vi invitiamo a visitare il blog “La Terra in Mezzo“: un sito fantastico per conoscere e apprezzare le storie e leggende del Molise in modo semplice e appagante!

Pornhub: le statistiche Nerd del 2023

Giunti alla fine dell’anno, è arrivato il momento di fare un resoconto dei 12 mesi appena trascorsi. Tra i dati più interessanti che emergono dall’affascinante mondo di “PornHub”, non possono mancare le consuete statistiche riguardanti i nerd e i gamer!

Le rivelazioni provenienti dalle statistiche di PornHub sono davvero intriganti, soprattutto per gli amanti dei videogiochi. Tra le parole chiave più cercate, spiccano titoli evergreen come Fortnite, Overwatch, Minecraft e Pokemon. Ma quest’anno si sono aggiunti anche Atomic Heart e, soprattutto, Baldur’s Gate III. Non possiamo dimenticare il balzo di ben 26 posizioni fatto dai contenuti riguardanti Zelda. Tuttavia, il maggior calo è stato riservato al popolare gioco Among Us, che sembra non avere più lo stesso appeal del 2022!

Quanto alla scelta dei dispositivi utilizzati per le ricerche hard da parte dei gamer, le console PlayStation 5 e PlayStation 4 di Sony si trovano in cima alla classifica. Merita un plauso particolare la nuova console di casa Sony, nonostante le note difficoltà nella navigazione web!

Inoltre, le statistiche di PornHub rivelano anche diverse curiosità. Ad esempio, nei giorni di lancio di nuovi giochi, si registra un significativo incremento delle ricerche correlate. Un fenomeno che dimostra quanto siano interconnessi i mondi del gaming e del divertimento per adulti.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’analisi dei dati di PornHub rappresenta solo una piccola parte del vasto panorama dei videogiochi. È interessante notare come l’industria del gioco sia diventata un elemento sempre più presente nella cultura popolare, coinvolgendo un pubblico sempre più vasto e diversificato… anche in ambiti “diversi”!

In conclusione, grazie alle statistiche offerte da PornHub, possiamo comprendere meglio i gusti e le tendenze dei gamer nel campo dell’intrattenimento per adulti. Un’analisi che ci consente di apprezzare ancora di più l’interazione tra i due mondi e di riflettere sulle influenze che i videogiochi esercitano su diverse sfaccettature della società contemporanea.

Baldur’s Gate 3 su Playstation 5

A un mese dall’uscita di Baldur’s Gate 3 su PC, con un voto di 96 su Metacritic e una “Estremamente positiva” valutazione del 95% su Steam, Larian Studios ha pubblicato il GDR di nuova generazione basato su Dungeons & Dragons anche su PlayStation 5.

Baldur’s Gate 3  è un GDR di nuova generazione prodotto dagli sviluppatori di Divinity: Original Sin 2, ambientato nel mondo di Dungeons & Dragons e con una portata e un’intensità senza precedenti. A più di vent’anni dall’uscita di Baldur’s Gate 2, è finalmente giunta l’ora di tornare nei Forgotten Realms. Le tue scelte plasmeranno una storia di fratellanza e tradimento, di sacrificio e sopravvivenza e il fascino del potere assoluto. Scegli tra le 12 classi e le 11 razze del Manuale del giocatore di D&D e crea la tua idenità unica, oppure gioca con un Eroe dell’Origine interpretando un personaggio già caratterizzato come Dark Urge, un Eroe dell’Origine completamente personalizzabile con una storia sanguinosa alle spalle e dinamiche uniche. Chiunque sceglierai di essere, percorri il tuo cammino attraverso i Reami e oltre a suon di avventure, saccheggi, combattimenti e storie d’amore. Raduna i tuoi alleati e affronta quest’avventura online con un massimo di quattro giocatori. Intrappolati in un conflitto tra diavoli, divinità e forze sinistre ultraterrene, determinerete insieme il destino dei Reami.

In un post pubblicato questa settimana sul blog di PS, Larian Studios ha posto una domanda importante!

 “Come è possibile convertire un GDR senza compromessi all’uso di un controller, senza che l’operazione risulti una forzatura?”

Ecco la risposta: Baldur’s Gate 3 è stato creato per PS5 sin dal primo giorno ed è stato speso parecchio impegno per racchiudere le funzionalità di un gioco così complesso in pochi tasti e grilletti. Grazie al Controller DualSense di Playstation 5, accedere ad azioni, incantesimi, riposi lunghi e oggetti diventa questione di memoria muscolare. Il post sul blog PS spiega con maggiori dettagli funzionalità come l’integrazione della barra luminosa e la personalizzazione degli schemi di comandi su controller.

Salvataggi incrociati

Baldur’s Gate 3 includerà i salvataggi incrociati, grazie ai quali sarà possibile trasferire i propri progressi da una piattaforma all’altra (tra cui PC e PS5) per non interrompere mai la propria avventura. Questa funzione richiederà l’accesso unicamente a un account Larian, ma non un abbonamento a PlayStation Plus né ulteriori acquisti.

Uscita su altre piattaforme

Baldur’s Gate 3 uscirà su Xbox nel corso dell’anno e includerà una modalità cooperativa a schermo condiviso su Series X e salvataggi incrociati tra PC, PS5 e Xbox. L’uscita ufficiale su Mac è attualmente pianificata per la fine di settembre.

Hotfix #5

Insieme a Baldur’s Gate 3 su PS5 verrà pubblicato anche un hotfix al fine di risolvere alcune problematiche specifiche di PS5 e un bug che impediva di accedere ad alcune battute di dialogo di Minthara. Maggiori dettagli nelle note sulla patch allegate.

Per maggiori informazioni su Baldur’s Gate 3 consulta il sito ufficiale. Non perderti le ultime notizie di Larian Studios seguendo le pagine TwitterFacebookInstagramTikTok o il server ufficiale Discord.

Forgotten Realms, i romanzi da leggere prima di Baldur’s Gate III

L’hype per Baldur’s Gate III è alle stelle, basti pensare allo straordinario record di ben 814.666 giocatori in contemporanea su Steam, Ma se non dovesse bastarvi l’epica avventura de gioco sviluppato da Larian, vi raccomdiamo di approfondire la narrazione addentrandovi nei meravigliosi romanzi ambientati nei Forgotten Realms (a volte tradotto in Reami Perduti oppure Reami Dimenticati) il vasto universo fantasy creato per il gioco di ruolo fantasy Advanced Dungeons & Dragons (AD&D) sin dai lontani anni ottanta ideato dall’autore e game designer canadese Ed Greenwood.

Il mondo è stato sviluppato dapprima con articoli apparsi sull’edizione americana della rivista Dragon, poi con la pubblicazione di un numero elevatissimo di manuali di gioco e supplementi e di una lunga serie di romanzi, scritti, oltre che dallo stesso Greenwood, da numerosi autori differenti, fra i quali R.A. Salvatore.

Trilogia di Elminster (212-767 CV)

La Trilogia di Elminster è una serie di tre romanzi dello scrittore Ed Greenwood ambientati nell’universo immaginario di Forgotten Realms, ambientazione per il gioco di ruolo Dungeons & Dragons. La trilogia narra la vita di Elminster prima di essere ben conosciuto attraverso Faerûn, quando nessuno o solo i maghi più potenti sapevano chi fosse. La serie è seguita da una seconda serie chiamata L’epopea di Elminster; nella versione originale invece i romanzi appartengono ad un’unica serie chiamata The Elminster Series

  • Elminster – La nascita di un mago, 2000 (Elminster – The Making of a Mage, 1994) (212-241)
  • Elminster – Il viaggio, 2001 (Elminster in Myth Drannor, 1997) (241-261)
  • Elminster – La tentazione, 2001 (The Temptation of Elminster, 1998) (759-767)

Trilogia degli elfi scuri (1297-1347 CV)

La Trilogia degli elfi scuri è una serie di romanzi scritta da Robert Anthony Salvatore e pubblicata come raccolta (solo in Italia) dalla casa editrice Armenia Edizioni. Le traduzioni in italiano sono state curate da Nicoletta Spagnol.

  • Il dilemma di Drizzt, 2000 (Homeland, 1990) (1297-1328): Durante un attacco che porta alla distruzione di Casa DeVir, nasce Drizzt Do’Urden, uno strano Drow con gli occhi viola, terzogenito (anche se per pochissimo) della casata Do’Urden. Egli dovrà crescere in una società malvagia e caotica completamente estranea al suo modo di essere.
  • La fuga di Drizzt, 2001 (Exile, 1990) (1330-1340): Sono passati ormai dieci anni da quando Drizzt ha abbandonato la società sotterranea di Menzoberranzan, vivendo in solitudine nel Buio Profondo con la sola compagnia di Guenhwyvar. Nonostante ciò Malice, madre di Drizzt, e Matrona Madre di casa Do’Urden gli dà la caccia per cercare di riacquistare il favore della dea ragno Lloth.
  • L’esilio di Drizzt, 2001 (Sojourn, 1991) (1340-1347): dopo aver rinnegato le proprie oscure origini e l’eterna notte del buio profondo, Drizzt giunge finalmente in superficie, dove dovrà fare i conti col retaggio della propria razza.

I cavalieri di Myth Drannor (1348 CV)

I Cavalieri di Myth Drannor è una serie fantasy scritta da Ed Greenwood. La saga, pubblicata in Italia per i tipi di Armenia, si concentra sulle prime avventure dei protagonisti di Forgotten Realms, a cominciare da Florin Falconhand. Dopo i primi passi compiuti negli anni ’80, il mondo di Forgotten Realms si è arricchito tantissimo, forte dell’interesse di altri scrittori oltre a Greenwood (il più famoso di questi è senza dubbio R.A. Salvatore).

  • Le spade di Eveningstar, 2008 (Swords of Eveningstar, 2006) (1348) è il primo libro della trilogia dei Cavalieri di Myth Drannor scritta da Ed Greenwood. Il protagonista del romanzo è Florin Falconhand, un uomo mosso da un grande desiderio di avventura. Le sue aspirazioni sembrano avvicinarsi anche troppo alla realtà quando riesce a salvare la vita del re Cormyr. Tuttavia, il suo eroico salvataggio attira le ire di alcuni dei più crudeli personaggi del Faerûn e il gruppo di amici che gli è sempre accanto, ossia i cavalieri di Myth Drannor, dovrà lottare a lungo assieme a lui per impedire che tale minaccia si trasformi nel peggiore degli incubi.
  • Le spade di Dragonfire, 2009 (Swords of Dragonfire, 2007) (1348) è il secondo libro della trilogia dei Cavalieri di Myth Drannor scritta da Ed Greenwood. Il protagonista del romanzo è Florin Falconhand, un uomo mosso da un grande desiderio di avventura. Le sue aspirazioni sembrano avvicinarsi anche troppo alla realtà quando riesce a salvare la vita del re Cormyr. Tuttavia, il suo eroico salvataggio attira le ire di alcuni dei più crudeli personaggi del Faerûn e il gruppo di amici che gli è sempre accanto, ossia i cavalieri di Myth Drannor, dovrà lottare a lungo assieme a lui per impedire che tale minaccia si trasformi nel peggiore degli incubi.

Il terzo romanzo è ancora inedito in Italia

Trilogia delle terre perdute (1351-1357 CV)

(The Icewind Dale Trilogy)

Autore: R.A. Salvatore

  • Le lande di ghiaccio, 2002 (The Crystal Shard, 1988) (1351-1356). Nella Valle del Vento Ghiacciato le leggi naturali sono sovvertite dalla inarrestabile forza di Crenshinibon, una reliquia stregata di trasparente cristallo. Un apprendista stregone, Akar Kessell, s’impossessa del prezioso cimelio e, assetato di potere, trama piani di conquista e vendetta. Intanto le tribù dei barbari, da sempre divise da antiche gelosie, si coalizzano per espugnare Ten-Towns. L’efferato attacco alle città segna il loro destino e la sorte di Wulfgar, un giovane barbaro liberato dal nano Bruenor e costretto, in cambio, a prestargli servizio. Con l’aiuto di Drizzt, un elfo vagabondo, Bruenor trasforma Wulfgar in un valoroso guerriero, destinato a pacificare le indomite tribù barbare. Riusciranno nel loro intento?
  • Le lande d’argento, 2002 (Streams of Silver, 1989) (1356). Lontani dalle lande di ghiaccio, lungo la strada che conduce a Mithril Hall, un drappello di eroi deve ingegnarsi per far fronte alle insidie tese da mostri capaci di ordire fatali incantesimi. Così avversati nel loro viaggio, Bruenor lo gnomo, Wulfgar il barbaro, Regis il mezz’elfo e Drizzt l’elfo vagabondo vedono vacillare il sogno di raggiungere le agognate lande d’argento. Se Regis deve fare i conti con un sanguinario nemico che, alleato con le forze del male, vuole annientarlo a tutti i costi, Drizzt, stretto nella morsa delle avversità, vorrebbe tornare nella tenebrosa città sotterranea abbandonata per intraprendere quel periglioso cammino.
  • Le lande di fuoco, 2003 (The Halfling’s Gem, 1990) (1356-1357).Un drappello di eroi coraggiosi e indomiti… Sono stati in balia di arcani poteri; si sono avventurati nelle impervie lande di ghiaccio dove il gelo, inclemente più di qualsiasi maleficio, penetra fino in fondo all’anima; li abbiamo incontrati sulla strada per Mithril Hall; li abbiamo ammirati battersi contro i nemici più infidi, resi ciechi da un mai sopito desiderio di assoluto potere. E ora, quest’avventura che pare non aver mai fine li ha travolti nelle lontane lande di fuoco. Quaggiù, fra le cocenti sabbie desertiche, dove la canicola è più implacabile di qualsiasi nemico, la posta in gioco è la preziosissima gemma dell’halfing, ambita in egual misura da chi si schiera con il Bene e da chi venera il dio del Male.

Trilogia di Maztica (1352-1362 CV)

Autore: Douglas Niles

Elmo di ferro (Ironhelm, 1990) (1352-1361)
Mano di vipera (Viperhand, 1990) (1361)
Drago piumato (Feathered Dragon, 1991) (1361-1362)

La saga di Shandril (1357 CV)

Autore: Ed Greenwood

  • Il fuoco della magia, 2007 (Spellfire, 1988) (1357)
  • La corona di fuoco, 2007 (Crown of Fire, 1994) (1357). Shandril non trova pace a causa del dono del Fuoco della Magia, e molti maghi di Faerun la vogliono morta: tra costoro, i più accesi nemici sono gli Zhentarim ed i seguaci del Culto del Drago, che farebbero qualsiasi cosa pur di impossessarsi del suo potere. Al suo fianco si ritrovano invece Elminster di Shadowdale e i Cavalieri di Myth Drannor, che però forse non riusciranno a impedire la morte della fanciulla…
  • Il terzo romanzo è ancora inedito in Italia

L’eredità di Drizzt (1357-1364 CV)

Questa quadrilogia di R.A. Salvatorevede Drizzt Do’Urden confrontarsi nuovamente con gli elfi drow. Le avventure partono da Mithral Hall e poi scendono in profondità fino a tornare a Menzoberranzan. Nel primo libro, “L’eredità”, appare per la prima volta un altro personaggio pittoresco dell’immaginario di R.A. Salvatore, Thibbledorf Pwent, il famoso nano battlerager.

  • L’eredità, 2001 (The Legacy, 1992) (1357)
  • Notte senza stelle, 2001 (Starless Night, 1993) (1357)
  • L’assedio delle ombre, 2004 (Siege of Darkness, 1994) (1358)
  • L’alba degli eroi, 2004 (Passage to the Dawn, 1996) (1364)

Trilogia degli Avatar (1358 CV)

Autori: Scott Ciencin e Troy Denning (entrambi con lo pseudonimo di “Richard Awlinson”)

La città delle ombre, 2001 (Shadowdale, 1989) (1358)
La città di Tantras, 2001 (Tantras, 1989) (1358)
La città degli abissi, 2002 (Waterdeep, 1989) (1358)
In lingua originale altri due romanzi facevano parte della Avatar Series

Luci e ombre (1361 CV)

Autore: Elaine Cunningham

La figlia del drow, 2003 (Daughter of the Drow, 1995) (1361)
Trame nell’oscurità, 2003 (Tangled Webs, 1996) (1361)
Windwalker, 2004 (Windwalker, 2003) (1361)

The cleric quintet (1361-1362 CV)

Autore: R.A. Salvatore

  • Il cantico, 2003 (Canticle, 1991) (1361) è un romanzo fantasy del 1991 dello scrittore statunitense R. A. Salvatore, ambientato nei Forgotten Realms, ambientazione per il gioco di ruolo Dungeons & Dragons. Il romanzo è il primo della serie The Cleric Quintet di cui fanno parte anche “Le ombre della foresta”, “Le maschere della notte”, “La fortezza caduta” e “La maledizione del caos”. Il romanzo narra di un giovane chierico e dei suoi compagni e delle loro peripezie per sconfiggere Barjin, un malvagio mago di Talona, che ha portato il caos nel tempio di Deneir.
  • Le ombre della foresta, 2003 (In Sylvan Shadows, 1992) (1361)
  • Le maschere della notte, 2003 (Night Masks, 1992) (1361)
  • La fortezza caduta, 2004 (The Fallen Fortress, 1993) (1361-1362)
  • La maledizione del caos, 2004 (The Chaos Curse, 1994) (1362)

I sentieri delle tenebre (1364-1370 CV)

“La saga i “Sentieri delle tenebre” di R.A. Salvatore sono più tenebrosi che epici e non sono piaciuti tantissimo ai fan! Rispetto ai libri precedenti, R.A. Salvatore ha scritto dei libri dedicati ad alcuni personaggi, come il barbaro Wulfag e la coppia Artemis Entreri & Jarlaxe. Forse aveva voglia di scardinare lo schema del “Party che va all’avventura” e voleva fare qualcosa di più introspettivo. Il risultato, almeno secondo me, è terribile. Il punto più basso è stato raggiunto nel libro “L’ora di Wulfarg“, ora divenuto “La spina dorsale del mondo” (che è pure un luogo dei FR). Tolto Drizzt dalle storie, la narrazione incespica e l’introspezione non sembra essere il punto forte della narrazione.”

  • La lama silente, 2002 (The Silent Blade, 1998) (1364)
  • L’ora di Wulfgar, 2002 (The Spine of the World, 1999) (1365-1369)
  • Il mare delle spade, 2003 (Sea of Swords, 2001) (1369-1370)

Originariamente la serie comprendeva anche Il servitore della reliquia, poi incluso nella trilogia I soldati di ventura.

I soldati di ventura (1366-1368 CV)

Autore: R.A. Salvatore

Il servitore della reliquia, 2003 (Servant of the Shard, 2000) (1366)
La promessa del Re Stregone, 2006 (Promise of the Witch-King, 2005) (1368)
La strada del Patriarca, 2006 (Road of the Patriarch, 2006) (1368)

La lama del cacciatore (1370-1371 CV)

Autore: R.A. Salvatore

L’orda degli orchi, 2004 (The Thousand Orcs, 2002) (1370)
Il cacciatore solitario, 2005 (The Lone Drow, 2003) (1370)
Le due spade, 2006 (The Two Swords, 2004) (1370-1371)

Transizioni (1372-1472 CV)

Autore: R.A. Salvatore

Il re degli orchi, 2008 (The Orc King, 2007) (1372 e 1472)
Il re dei pirati, 2009 (The Pirate King, 2008) (1376-1377)
Il re degli spettri, 2012 (The Ghost King, 2009) (1385)

La guerra della regina ragno (1372 CV)

Autori: Richard Lee Byers, Thomas M. Reid, Richard Baker, Lisa Smedman, Philip Athans, Paul S. Kemp (supervisione di R.A. Salvatore)

Dissolution, 2002 (Dissolution, 2002), di Richard Lee Byers (1372)
Insurrection, 2004 (Insurrection, 2002), di Thomas M. Reid (1372)
Condemnation, 2005 (Condemnation, 2003), di Richard Baker (1372)
Extinction, 2005 (Extinction, 2004), di Lisa Smedman (1372)
Annihilation, 2006 (Annihilation, 2004), di Philip Athans (1372)
Resurrection, 2006 (Resurrection, 2005), di Paul S. Kemp (1372)

L’epopea di Elminster (1372-1373 CV)

Autore: Ed Greenwood

Elminster all’inferno, 2003 (Elminster in Hell, 2001) (1372)
La figlia di Elminster, 2005 (Elminster’s Daughter, 2004) (1373)
In lingua originale facevano parte della Elminster Series come la Trilogia di Elminster

Trilogia di Erevis Cale (1373 CV)

Autore: Paul S. Kemp

Cala il crepuscolo, 2006 (Twilight Falling, 2003) (1373)
Armenia ha dichiarato che, a causa del poco successo, non pubblicherà i seguiti di questo romanzo

La guerra del crepuscolo (1374 CV)

Autore: Paul S. Kemp

La Progenie dell’Ombra, 2008 (Shadowbred, 2006) (1374)
Armenia ha dichiarato che, a causa del poco successo, non pubblicherà i seguiti di questo romanzo

Prima di giocare a Baldur’s Gate III…

Baldur’s Gate III è un gioco di ruolo sviluppato da Larian Studios e pubblicato da Wizards of the Coast. È il terzo gioco della serie Baldur’s Gate, ed è basato sul set di regole di Dungeons & Dragons 5e. Il gioco è uscito in accesso anticipato su PC nel novembre 2020, ed è previsto per il lancio completo nel 2023.

La storia

La storia di Baldur’s Gate si svolge nel continente di Faerûn, nell’ambientazione di Forgotten Realms per il gioco di ruolo da tavolo Dungeons & Dragons. Il giocatore controlla un personaggio che deve viaggiare per il Faerûn, alla ricerca di una cura per la sua possessione da parte di un potente demone. Lungo la strada, il giocatore incontra una serie di personaggi, ognuno con la sua propria storia e agenda. Il giocatore deve fare delle scelte che influenzeranno il corso della storia, e deve anche affrontare una serie di sfide, tra cui combattimenti, puzzle e enigmi.

Il Periodo dei Disordini

E’ un’era oscura nella storia dei Forgotten Realms, circa 1300 anni dopo il patto tra umani ed elfi. In quel tempo, il dio della Morte, Myrkul, e il dio della Tirannia, Bane, rubarono le Tavole del Destino, artefatti antichi che attribuivano a ciascuna delle divinità del pantheon i propri doveri come guardiani della realtà.

Con il furto delle Tavole, Myrkul e Bane speravano di eliminare Lord Ao, la Divinità Suprema, e divenire governatori di tutto ciò che esiste. Tuttavia, Lord Ao non fu sconfitto e fu in grado di bandire Myrkul e Bane dal Faerûn.

Il Periodo dei Disordini fu un’epoca di grande caos e distruzione. Il mondo fu sconvolto da guerre, pestilenze e altre calamità naturali. Molte città e villaggi furono distrutti e milioni di persone morirono.

Tuttavia, il Periodo dei Disordini fu anche un’epoca di grande eroismo. Molti esseri umani, elfi e altre creature si unirono per combattere contro Myrkul e Bane. Alla fine, riuscirono a sconfiggere i due dei e a riportare la pace nel Faerûn.

Il Periodo dei Disordini è una storia importante nella storia dei Forgotten Realms. È una storia di caos, distruzione, ma anche di eroismo e speranza. È una storia che ci ricorda che anche nei momenti più bui, la luce può sempre vincere.”

I Personaggi

I personaggi di Baldur’s Gate sono tra i più iconici della storia dei videogiochi. Alcuni dei personaggi più importanti includono:

  • Gorion: Il padre adottivo del protagonista. Gorion è un mago potente e saggio, che aiuta il protagonista a sviluppare le sue abilità e ad affrontare le sfide che lo attendono.
  • Sarevok: Il fratellastro del protagonista. Sarevok è un potente guerriero, che è disposto a tutto per ottenere potere.
  • Imoen: Una giovane ladra che è amica del protagonista. Imoen è una abile combattente e una abile ladra, e aiuta il protagonista in numerose occasioni.
  • Minsc: Un ranger che è affetto da un piccolo folletto di nome Boo. Minsc è un personaggio coraggioso e ottimista, che è sempre pronto a combattere per ciò in cui crede.
  • Jaheira: Una druida che è una abile combattente e una abile guaritrice. Jaheira è un personaggio calmo e riflessivo, e aiuta il protagonista a mantenere la calma nelle situazioni di stress.
  • Aerie: Una suora elfica che è un abile incantatrice. Aerie è un personaggio gentile e compassionevole, e aiuta il protagonista a capire il mondo che lo circonda.
  • Viconia: Una donna drow che è un abile guerriera e una abile ladra. Viconia è un personaggio complesso e affascinante, che è stata costretta a fuggire dalla sua patria per motivi di religione.
  • Keldorn: Un paladino che è un abile combattente e un abile leader. Keldorn è un personaggio giusto e retto, che è sempre pronto a combattere per ciò che è giusto.

I mostri

I mostri di Baldur’s Gate sono numerosi e vari, e comprendono creature di ogni tipo, tra cui:

  • Goblin
  • Orchi
  • Troll
  • Draghi
  • Demoni
  • Non-morti
  • Animali selvatici
  • E molto altro ancora

Baldur’s Gate è un gioco di ruolo classico che ha segnato un’epoca. Il gioco è stato elogiato per la sua storia, i suoi personaggi, i suoi mostri e il suo gameplay. Baldur’s Gate è un gioco che tutti gli appassionati di giochi di ruolo dovrebbero provare almeno una volta nella vita.

Il gioco presenta un vasto mondo da esplorare, numerosi personaggi da incontrare e una serie di missioni da completare. Il combattimento è in tempo reale con pause tattiche, e il giocatore può scegliere tra una varietà di classi e razze per creare il proprio personaggio.

Baldur’s Gate III è stato elogiato per la sua grafica, la sua storia e il suo gameplay. Il gioco è stato anche criticato per i suoi bug e per la sua natura incompleta. Tuttavia, Baldur’s Gate III è già considerato uno dei migliori giochi di ruolo dell’anno.

Ecco alcuni dei punti salienti di Baldur’s Gate III:

  • Un vasto mondo da esplorare, pieno di città, foreste, montagne e dungeon.
  • Numerosi personaggi da incontrare, ognuno con la sua propria personalità e storia.
  • Una serie di missioni da completare, che porteranno il giocatore in giro per il Faerûn.
  • Un combattimento in tempo reale con pause tattiche, che offre una grande varietà di strategie e tattiche.
  • Una varietà di classi e razze tra cui scegliere, per creare il proprio personaggio unico.
  • Grafica di alta qualità, che porta il mondo di D&D in vita.
  • Una storia epica, che coinvolgerà i giocatori dall’inizio alla fine.

Se siete appassionati di giochi di ruolo, allora Baldur’s Gate III è un gioco che non dovete perdere.

Baldur’s Gate III: il grande ritorno nei Forgotten Realms tra scelte, dadi e libertà assoluta

Baldur’s Gate III non è semplicemente un videogioco: rappresenta un ritorno a casa, una chiamata alle armi per chiunque abbia consumato notti intere tra dadi virtuali, dialoghi ramificati e scelte morali capaci di perseguitarti per ore. Dopo più di vent’anni dall’uscita di Baldur’s Gate II, Larian Studios ha raccolto un’eredità considerata intoccabile e l’ha trasformata in qualcosa di nuovo, audace e profondamente rispettoso della tradizione. Il risultato è un GDR di nuova generazione che affonda le mani nella mitologia di Dungeons & Dragons e la riplasma in un’esperienza capace di parlare tanto ai veterani quanto a chi mette piede per la prima volta nei Forgotten Realms.

Il viaggio ricomincia là dove tutto ha avuto origine, ma con una minaccia inedita e inquietante: i Mind Flayers. Creature psioniche da incubo, icone oscure dell’immaginario di D&D, che irrompono nella scena con il loro Nautiloid, una sorta di astronave vivente che sembra uscita da un incubo lovecraftiano. Il protagonista, un avventuriero qualunque solo in apparenza, viene catturato e infettato da un parassita che promette potere, ma minaccia di cancellare ogni traccia di umanità. Da qui parte una corsa contro il tempo, condivisa con altri personaggi segnati dallo stesso destino, per trovare una cura e fermare un piano che rischia di travolgere l’intero mondo.

Dietro questa titanica impresa c’è la visione di Swen Vincke, volto e anima di Larian Studios, che ha raccontato apertamente quanto questo progetto sia stato un atto d’amore collettivo. Oltre sei anni di sviluppo, più di quattrocento persone coinvolte e una community sterminata che, grazie all’accesso anticipato, ha contribuito in modo attivo a plasmare l’esperienza finale. Baldur’s Gate III nasce così, come un dialogo continuo tra sviluppatori e giocatori, ed è proprio questa simbiosi a rendere il mondo di gioco così reattivo, vivo e sorprendente. Ogni scelta conta, ogni identità viene riconosciuta, ogni deviazione dal sentiero principale può aprire scenari inaspettati, spesso memorabili.

L’ossatura del gioco poggia sulle regole della quinta edizione di Dungeons & Dragons, adattate con intelligenza per funzionare in forma digitale senza perdere profondità. La sensazione è quella di partecipare a una vera campagna da tavolo, con un dungeon master invisibile che osserva, annota e reagisce alle decisioni prese. La creazione del personaggio diventa un rito quasi sacro: razza, classe, background, aspetto fisico e personalità si intrecciano per dare vita a un eroe unico, destinato a lasciare il segno nei Reami. In alternativa, è possibile scegliere uno degli Eroi dell’Origine, personaggi già scritti e caratterizzati, ognuno con una storia personale che si intreccia in modo profondo con la trama principale. E poi c’è Dark Urge, una scelta narrativa audace, che permette di esplorare il lato più oscuro dell’identità, mettendo il giocatore davanti a impulsi violenti e conseguenze difficili da ignorare.

L’esplorazione rappresenta uno dei pilastri dell’esperienza. Il mondo di Baldur’s Gate III si apre davanti agli occhi come un enorme parco giochi narrativo, ricco di luoghi da scoprire, segreti nascosti, missioni secondarie che spesso superano per intensità e scrittura la trama principale. Ogni area racconta qualcosa, ogni incontro può trasformarsi in un bivio morale. Larian premia la curiosità e l’ingegno, consentendo di affrontare le situazioni in modi sempre diversi, sfruttando l’ambiente, le abilità del gruppo e persino le debolezze psicologiche degli avversari.

Il sistema di combattimento a turni, fedele allo spirito di D&D, è profondo e strategico senza risultare mai statico. Posizionamento, sinergie tra personaggi e uso creativo dello scenario diventano elementi fondamentali. Il fuoco può propagarsi, l’acqua può diventare un’arma, l’altezza può fare la differenza tra la vittoria e un game over bruciante. Allo stesso tempo, Baldur’s Gate III non obbliga sempre allo scontro diretto. Dialoghi ben gestiti, carisma, intimidazione o semplice astuzia possono risolvere situazioni potenzialmente letali senza sguainare una spada, rendendo ogni partita diversa dalla precedente.

Uno degli aspetti più affascinanti risiede proprio nella scrittura e nel sistema di dialoghi. Ogni conversazione tiene conto di chi sei, di cosa hai fatto e di come gli altri personaggi ti percepiscono. Le relazioni evolvono, si incrinano o sbocciano in storie d’amore intense e mai banali. Le sequenze cinematiche, curate e sorprendentemente espressive, amplificano il coinvolgimento emotivo, trasformando anche una semplice scelta di dialogo in un momento carico di tensione o intimità.

L’esperienza non è confinata al single player. La modalità cooperativa permette di affrontare l’avventura insieme ad altri giocatori, condividendo decisioni, tradimenti e momenti epici. Ogni partecipante può interpretare un personaggio diverso, dando vita a dinamiche degne di una vera sessione da tavolo tra amici. A questo si aggiunge una modalità pensata per i creatori più fantasiosi, che consente di costruire e gestire avventure personalizzate, estendendo ulteriormente la longevità del titolo.

Baldur’s Gate III riesce nell’impresa di essere al tempo stesso un omaggio e una rivoluzione. Omaggio a una saga che ha definito il genere dei giochi di ruolo occidentali, rivoluzione per il modo in cui riesce a fondere libertà narrativa, profondità sistemica e spettacolarità moderna. Qualche imperfezione tecnica e un atto finale meno rifinito non intaccano un risultato complessivo che resta straordinario. Larian Studios ha dimostrato che il GDR classico non solo è vivo, ma può ancora sorprendere e conquistare una nuova generazione di giocatori.

Il ritorno nei Forgotten Realms non è stato un semplice esercizio di nostalgia, ma una dichiarazione d’intenti. Baldur’s Gate III è il sequel che molti attendevano da oltre un ventennio, un’esperienza capace di farti perdere la cognizione del tempo e di spingerti a raccontare le tue scelte come fossero ricordi personali. L’approdo su PlayStation 5 è fissato per il 6 settembre, con accesso anticipato al 3 settembre per chi possiede la Digital Deluxe Edition, mentre la versione Mac è prevista per l’inizio di settembre. Altre piattaforme restano avvolte nel mistero, alimentando l’attesa e le speculazioni.

Ora la parola passa a voi. Avete già deciso che tipo di avventuriero diventerete? Sarete eroi integerrimi, manipolatori senza scrupoli o creature in bilico tra luce e oscurità? Raccontatelo, perché come ogni grande campagna di Dungeons & Dragons, anche Baldur’s Gate III vive davvero quando le storie continuano oltre lo schermo.