Baldur’s Gate 4 si farà: la saga continua, ma prima arriva un nuovo colosso di D&D

Per un anno intero la comunità di Baldur’s Gate ha vissuto in un limbo di speranze e incertezze. Dopo il trionfo planetario di Baldur’s Gate 3, un gioco che ha ridefinito il concetto di RPG e strappato premi su premi, molti si aspettavano un annuncio fulmineo del quarto capitolo. Invece, il 19 aprile 2024, Larian Studios – il team che ha riportato in vita la leggendaria città di Porte di Baldur – ha fatto tremare i cuori nerd con una notizia spiazzante: niente espansioni, niente DLC, e soprattutto niente Baldur’s Gate 4 firmato da loro. Un addio amaro, ma non privo di eleganza. Swen Vincke e il suo team hanno preferito liberarsi dai vincoli della licenza D&D 5ª Edizione per concentrarsi su due nuovi progetti misteriosi, promettendo esperienze altrettanto epiche.

E così, mentre il sipario calava su questo capitolo della saga, le domande si moltiplicavano: il viaggio nelle strade, nei vicoli e nei misteri di Baldur’s Gate era davvero finito?

La risposta, finalmente, è arrivata. E suona come musica per le orecchie di ogni avventuriero.


“Of course” – la promessa di Wizards of the Coast

In una recente intervista con Game Business, John Hight, presidente di Wizards of the Coast, ha dissipato ogni dubbio:

“Baldur’s Gate è un gioco incredibile. E ovviamente faremo un successore.”

Parole semplici, ma di un peso titanico. Non c’è ancora una data, né un team di sviluppo ufficiale, e non sarà nemmeno il prossimo grande progetto di Wizards. Ma il dado è tratto: Baldur’s Gate 4 si farà. E anche se l’attesa potrebbe essere lunga, il solo sapere che la saga continuerà è già un balsamo per i fan.


Prima di BG4, un nuovo RPG ambientato in Dungeons & Dragons

Nel frattempo, Wizards of the Coast ha svelato la prossima tappa del loro viaggio videoludico: un titolo single-player di Dungeons & Dragons sviluppato da Giant Skull, uno studio fondato appena un anno fa ma guidato da un nome che i gamer conoscono bene: Stig Asmussen, regista di Star Wars Jedi: Fallen Order e God of War 3.

Il nuovo gioco promette una storia avvincente e un gameplay capace di affascinare tanto i veterani di D&D quanto chi non ha mai lanciato un dado a venti facce. L’idea è di costruire un’avventura che funga da porta d’ingresso per nuovi giocatori, pur mantenendo una fedeltà rispettosa al lore del più celebre GDR da tavolo del mondo.

Hight ha descritto D&D come un “parco giochi” destinato a rimanere vivo e rilevante per i prossimi 50 anni. E se questa è la loro filosofia, possiamo aspettarci un’esperienza curata nei dettagli, ricca di personaggi memorabili e ambientazioni che sembrano respirare vita.


L’eredità di Baldur’s Gate 3: un peso e un orgoglio

Baldur’s Gate 3 non è stato soltanto un successo commerciale – con oltre 15 milioni di copie vendute – ma un fenomeno culturale. Ha conquistato The Game Awards, The Steam Awards, i D.I.C.E., gli Hugo Awards e persino i GLAAD Media Awards, rompendo barriere e ampliando il concetto di inclusività nei videogiochi.

Larian ha saputo creare un mondo dove ogni scelta conta, dove le relazioni tra i personaggi non sono solo orpelli narrativi ma veri ingranaggi del gameplay. E sebbene sia comprensibile che il team volesse voltare pagina, il loro addio a Baldur’s Gate lascia un’eredità pesante nelle mani di chi raccoglierà il testimone.


Cosa ci aspetta?

Al momento, il futuro della saga è una mappa appena abbozzata: sappiamo che BG4 esisterà, ma non chi lo scriverà, non quando arriverà, né quale forma prenderà. Potrebbe mantenere il taglio CRPG isometrico o intraprendere nuove strade. Potrebbe essere una prosecuzione diretta o un salto temporale radicale.

Quel che è certo è che l’attesa sarà parte del gioco. E mentre i mesi (o forse gli anni) passeranno, il nuovo titolo di Giant Skull potrà tenere vivo l’entusiasmo per l’universo di D&D, ricordandoci che, nel multiverso nerd, ogni porta che si chiude è in realtà un portale verso un’altra avventura.

E voi, siete pronti a rimettere piede a Porte di Baldur… anche se il viaggio sarà lungo?
Perché, come direbbe ogni Dungeon Master che si rispetti, la storia non finisce mai. Cambia solo narratore.

Dungeons & Dragons: 50 Anni di ispirazione per l’industria dei Videogiochi

Nel 2024, Dungeons & Dragons (D&D) celebra un traguardo straordinario: i suoi 50 anni di storia. Nato nel 1974 dalle menti di Gary Gygax e Dave Arneson, il gioco di ruolo più iconico di sempre ha avuto un impatto profondo sulla cultura del gaming, influenzando non solo i giochi da tavolo, ma anche film, serie TV e videogiochi. Con il suo mix unico di fantasia, strategia e narrazione, Dungeons & Dragons ha creato una comunità globale che, nel corso delle generazioni, ha esplorato mondi immaginari e raccontato storie senza confini, consolidando un’eredità che oggi si riflette in innumerevoli forme di intrattenimento.

L’influenza di D&D sui videogiochi è stata decisiva fin dai suoi primi anni sia “direttamente” con titoli marchiati con il brand TSR che “indirettamente” con produzioni gdr ispirate al celebre gioco di ruolo. Negli anni ’70 e ’80, il mondo videoludico ha cominciato a incorporare meccaniche e idee che trovavano la loro origine proprio nel gioco di ruolo da tavolo. Titoli come Dungeon (1975) e Dungeons & Dragons Computer Labyrinth Game (1980) furono tra i primi a sperimentare con la formula di esplorazione dei dungeon, combattimenti contro mostri e risoluzione di enigmi, basandosi su piattaforme computazionali primitive come il PDP-10 e il PLATO. Sebbene rudimentali, questi giochi segnavano già l’inizio di una connessione indissolubile tra D&D e il nascente mondo dei videogiochi.

Con l’avvento di giochi più complessi come Rogue (1980) e Ultima (1981), il concetto di dungeon crawling — esplorazione di labirinti infestati da mostri e trappole — ha preso piede nel mondo dei videogiochi. Questi titoli offrivano un’esperienza che si rifaceva alla gestione dei personaggi e alle statistiche tipiche di D&D, ma applicate all’interattività e all’automazione del medium videoludico. È proprio in questa fase che nascono i primi veri successori di Dungeons & Dragons nel mondo dei videogiochi, come Wizardry (1981), che introduceva la gestione di un gruppo di avventurieri, una caratteristica che in D&D era già presente in modo naturale, ma che nei videogiochi necessitava di un approccio più strutturato.

Anche titoli come The Bard’s Tale (1985) e Pool of Radiance (1988) hanno contribuito a consolidare la connessione tra D&D e i videogiochi. Sebbene The Bard’s Tale non fosse un adattamento diretto del gioco da tavolo, presentava una serie di concetti chiave come la creazione di personaggi, l’esplorazione di dungeon e il combattimento a turni, elementi che sarebbero poi divenuti comuni in molti giochi di ruolo successivi. Pool of Radiance, d’altro canto, è stato uno dei primi giochi a riprendere fedelmente le regole di Advanced Dungeons & Dragons (AD&D), introducendo un mondo ricco di mostri, magia e avventure. Questo gioco ha aperto la strada alla “Gold Box Series” di SSI, che ha continuato a portare il GDR di D&D nel mondo dei videogiochi, stabilendo il tono per molti altri titoli a venire.

Gli anni ’90 segnarono l’epoca d’oro dei giochi di ruolo, con titoli come Eye of the Beholder e Baldur’s Gate che portarono le meccaniche di D&D su una scala ancora più grande. Baldur’s Gate (1998) è probabilmente il gioco più famoso ad essere ispirato da D&D, utilizzando il sistema di regole AD&D 2nd Edition e arricchendo l’esperienza con una narrazione epica e un gameplay che rifletteva perfettamente il ritmo e la struttura di una sessione di gioco da tavolo. Il gioco permetteva ai giocatori di creare il proprio personaggio, scegliere la propria classe e immergersi in un’avventura che li portava attraverso la città di Baldur’s Gate e le terre circostanti. L’introduzione di un sistema di combattimento in tempo reale con pause ha permesso ai giocatori di pianificare le azioni del proprio party, emulando l’approccio strategico tipico delle sessioni di D&D.

Sempre negli anni ’90, titoli come Icewind Dale (2000) continuarono ad espandere l’universo di D&D nel mondo videoludico. Sviluppato da Black Isle Studios, lo stesso team dietro a Baldur’s Gate, Icewind Dale ha puntato su un gameplay più orientato all’azione, ma mantenendo le radici nei meccanismi di creazione dei personaggi e nelle esplorazioni di dungeon. Sebbene la trama fosse meno complessa rispetto ad altri titoli, il gioco è diventato un classico per gli amanti dei GDR tradizionali.

Nel corso degli anni 2000, D&D ha continuato a influenzare lo sviluppo di giochi di ruolo sempre più complessi. Titoli come Neverwinter Nights (2002), sviluppato da BioWare, hanno introdotto modalità multiplayer innovative e una narrazione coinvolgente, rimanendo fedeli al sistema di regole di D&D 3rd Edition. Con il suo ampio mondo persistente e la possibilità di giocare online, Neverwinter Nights ha rivoluzionato il panorama dei GDR, portando l’esperienza di Dungeons & Dragons in una dimensione nuova e sociale.

Nel decennio successivo, i videogiochi ispirati a D&D hanno continuato a evolversi, dando vita a MMORPG come Neverwinter (2013), sviluppato da Cryptic Studios. Questo titolo ha preso direttamente ispirazione dall’universo di D&D, sfruttando le regole della 4th Edition per offrire un’esperienza di gioco online persistente, ricca di dungeon da esplorare e mostri da affrontare. Con la sua grafica moderna e un sistema di combattimento dinamico, Neverwinter ha attirato una vasta base di giocatori, consolidandosi come uno dei MMORPG di maggior successo degli ultimi anni.

Nel frattempo, la crescita dei giochi come Dark Souls, Dragon Age e Mass Effect ha dimostrato come le meccaniche di D&D, in particolare quelle legate alla progressione del personaggio, siano diventate parte integrante di tanti altri generi videoludici, dai giochi d’azione agli sparatutto, fino ai giochi di ruolo moderni. Tuttavia, è con titoli come The Witcher 3: Wild Hunt, Elden Ring, Divinity: Original Sin 2 e Baldur’s Gate 3 che l’esperienza videoludica ha davvero raggiunto un nuovo livello, dando vita a mondi aperti da esplorare e vivendo avventure che evocano forti analogie con le tradizionali campagne di Dungeons & Dragons.

Oltre ai videogiochi, D&D ha visto anche un’espansione attraverso piattaforme di Virtual TableTop (VTT) come Roll20 e D&D Beyond, che hanno permesso ai giocatori di vivere esperienze di gioco da tavolo anche a distanza. La pandemia di COVID-19 ha accelerato l’adozione di queste tecnologie, rendendo possibile giocare a Dungeons & Dragons in modo virtuale, pur mantenendo intatta la magia della narrazione condivisa.

In conclusione, Dungeons & Dragons è molto più di un semplice gioco di ruolo. È un fenomeno che ha plasmato e continua a plasmare il mondo dei videogiochi, ispirando generazioni di sviluppatori e giocatori. La sua capacità di adattarsi ai cambiamenti del mondo del gaming, pur mantenendo fede ai suoi principi originali, è ciò che lo rende un pilastro immarcescibile della cultura videoludica. Nel 2024, mentre D&D celebra i suoi 50 anni, possiamo solo immaginare quali nuove frontiere esploreranno i giocatori nei decenni a venire, continuando a vivere l’avventura che ha avuto inizio mezzo secolo fa.

Baldur’s Gate 2 Rivive con il Motore di Baldur’s Gate 3: Il Progetto della Community che Sta Entusiasmando i Fan

L’uscita di Baldur’s Gate 3 ha acceso l’entusiasmo tra i fan della saga, conquistando nuovi giocatori e rinvigorendo i nostalgici che non hanno dimenticato i leggendari capitoli precedenti. Sebbene Larian Studios abbia chiarito che non sono previsti remake ufficiali dei primi due giochi della saga, un appassionato membro della community ha deciso di farsi avanti e dare vita a una nuova, affascinante possibilità: ricreare l’intera mappa di Baldur’s Gate 2 utilizzando il motore grafico avanzato di Baldur’s Gate 3. Una vera e propria impresa che promette di rendere l’esperienza ancora più avvincente e moderna.

Un Progetto Ambizioso: La Mappa di Baldur’s Gate 2 nel Motore di Baldur’s Gate 3

Lotrich, un talentuoso modder della community, ha intrapreso una sfida che sta appassionando tutti i fan della saga. L’idea alla base di questo progetto è di portare una delle mappe più iconiche dei giochi di ruolo isometrici del passato, quella di Baldur’s Gate 2, nel motore grafico all’avanguardia di Baldur’s Gate 3. Immaginate di poter rivisitare le famose strade di Baldur’s Gate con una grafica moderna, ricca di dettagli e di texture che i giocatori di ieri non avrebbero mai osato sognare. Ogni angolo della città, ogni edificio, ogni strada sarà ricreato con una qualità grafica che sfrutta appieno le potenzialità del motore di gioco attuale, garantendo una visione completamente nuova di un mondo che, per molti, è ancora un ricordo vivido.

Inoltre, il gameplay non sarà da meno: l’obiettivo di Lotrich è quello di offrire ai giocatori un’esperienza più fluida e coinvolgente, in grado di eliminare le limitazioni tecniche dei giochi passati, rendendo l’interazione con il mondo di gioco ancora più dinamica e immersiva. Non si tratterà solo di un upgrade visivo, ma di un vero e proprio rifacimento che coinvolgerà anche le meccaniche di gioco, rimanendo fedele all’anima di Baldur’s Gate 2 ma al contempo sfruttando le innovazioni introdotte da Baldur’s Gate 3.

Un Assaggio del Futuro: Il Video Dimostrativo

A chiunque fosse scettico sull’effettiva portata di questo progetto, un primo video dimostrativo disponibile su YouTube fornisce un’anteprima mozzafiato. Nonostante il progetto sia ancora in fase di sviluppo, è già evidente il potenziale di questa mod. Uno degli aspetti più interessanti è la presenza di Gale, uno dei compagni più amati di Baldur’s Gate 3, che si muove attraverso gli spazi familiari di Baldur’s Gate, ma in un ambiente completamente rinnovato e potenziato. Il video offre un’idea chiara di come i giocatori potranno esplorare una versione modernizzata di una città che ha fatto la storia dei giochi di ruolo.

L’impatto visivo è straordinario, e il richiamo alla nostalgia è forte: i luoghi iconici di Baldur’s Gate 2 prendono vita con una qualità che sembra appartenere al futuro, ma che non tradisce lo spirito originale. L’entusiasmo di chi ha visto il video è palpabile, e già si immaginano i futuri sviluppi di questa mod che, se portata a termine, potrebbe cambiare per sempre la percezione di uno dei giochi più amati di sempre.

La Community Si Unisce: Un Progetto Collettivo

Un aspetto che rende questo progetto ancora più speciale è la passione della community. Non si tratta di un’impresa solitaria, ma di una vera e propria unione di forze tra appassionati. Molti fan di Baldur’s Gate 3 e dei capitoli precedenti stanno già esprimendo il loro sostegno al progetto, sperando che possa trasformarsi in una vera e propria campagna completa, capace di restituire ai giocatori l’intera storia di Baldur’s Gate 2 con una veste grafica completamente nuova. La community è sempre stata una componente fondamentale di Baldur’s Gate, e questo progetto ne è l’ennesima dimostrazione. È una testimonianza del legame indissolubile che unisce i fan alla saga e della loro capacità di andare oltre le limitazioni tecniche per realizzare i propri sogni videoludici.

La creazione di mod come questa è una chiara dimostrazione della creatività e della passione che animano la community di Baldur’s Gate. Il progetto di Lotrich è solo uno dei tanti esempi di come la saga possa evolversi grazie all’impegno dei fan. Con strumenti avanzati come la “modalità sviluppatore”, recentemente sbloccata da Siegfre, le possibilità di personalizzazione di Baldur’s Gate 3 sono praticamente infinite. Questa modalità consente ai modder di sperimentare in modo ancora più profondo con il gioco, offrendo una piattaforma ideale per chi vuole dare nuova vita a vecchie leggende.

La community di Baldur’s Gate ha sempre avuto una capacità unica di reinventarsi, e ora, con le tecnologie moderne a disposizione, il futuro della saga sembra essere nelle mani giuste. I fan sperano che, grazie a progetti ambiziosi come questo, Baldur’s Gate 2 possa essere riscoperto in una nuova veste, con una grafica e un gameplay che possano attrarre sia i vecchi fan che le nuove generazioni di giocatori. Se questo progetto avrà successo, potrebbe aprire la strada ad altre mod, trasformando Baldur’s Gate 3 in un punto di partenza per una rinascita della saga. Mentre Baldur’s Gate 3 si prepara a scrivere nuove pagine della sua leggendaria storia, il ritorno a Baldur’s Gate 2 con una grafica modernizzata rappresenta un sogno che sta per diventare realtà grazie alla forza della community. Se c’è una cosa che abbiamo imparato, è che la passione dei fan può davvero fare la differenza, e in questo caso, potrebbe portare Baldur’s Gate a una nuova era di gloria.

Cinderys: la Regina del Cosplay Internazionale tra Arte, Passione e Successi Globali

Nel vasto universo del cosplay, dove la creatività si fonde con la passione, emergono figure che riescono a distinguersi come vere e proprie leggende viventi. Tra queste, spicca senza dubbio Cinderys, la celebre cosplayer francese che ha saputo trasformare il suo amore per i “badass characters” in una carriera internazionale. Con una meticolosità quasi maniacale e una padronanza tecnica fuori dal comune, Cinderys è oggi un’icona globale, capace di portare i personaggi di videogiochi e fumetti a un livello di realismo mai visto prima.

Dai Sogni di Parigi ai Riflettori Internazionali

La storia di Cinderys ha inizio nel 2014 a Parigi, quando la sua passione per i personaggi forti e iconici la spinge a esplorare il mondo del cosplay. L’obiettivo è chiaro fin da subito: non limitarsi a “interpretare” un personaggio, ma incarnarlo completamente, curando ogni singolo dettaglio. La sua visione non si ferma ai confini del cosplay tradizionale. Con competenze che spaziano dalla scultura digitale alla stampa 3D, Cinderys progetta e realizza i suoi costumi con precisione artistica, portando le sue creazioni a un livello ineguagliabile. Questa combinazione di talento e dedizione le ha permesso di affermarsi rapidamente nel panorama internazionale, guadagnandosi il rispetto e l’ammirazione della community globale.

Il talento di Cinderys non poteva passare inosservato agli occhi dei giganti dell’industria videoludica. Blizzard, Bungie, Activision e Larian Studios sono solo alcune delle aziende che hanno deciso di collaborare con lei, affidandole ruoli di cosplayer ufficiale, testimonial e creator di contenuti promozionali. Le sue collaborazioni con Blizzard sono probabilmente le più celebri. Ha dato vita a personaggi iconici tratti da titoli come Warcraft, Diablo, Overwatch e Heroes of the Storm, lasciando il segno in modo indelebile. Le sue interpretazioni di Leah da Diablo e Alexstrasza, la Regina dei Draghi di World of Warcraft, sono diventate vere e proprie leggende nel mondo del cosplay. Ma non finisce qui. Anche aziende come Bungie e Logitech hanno scelto di lavorare con lei, coinvolgendola in eventi promozionali e live streaming. Con il suo stile inconfondibile e la sua presenza scenica, Cinderys è diventata uno dei volti più riconoscibili del mondo geek, partecipando a campagne pubblicitarie e lanci promozionali.

Vittorie Epiche nei Concorsi Internazionali

Il palmarès di Cinderys è degno di una vera campionessa. Ha partecipato ai più importanti concorsi di cosplay al mondo, collezionando premi di assoluto prestigio. Tra le sue conquiste spiccano:

  • Grand Prize al BlizzCon 2019, dove ha incantato la giuria con una creazione magistrale.
  • Fan Favorite al TwitchCon 2020, dimostrando il grande affetto della community.
  • Fan Favorite alla French Cosplay Cup ALL STARS 2022, dove la sua presenza scenica ha lasciato il segno.
  • Vittoria all’International Cosplay Contest di Hearthstone 2018, con un costume che ha lasciato a bocca aperta i giudici.
  • 1° posto alla French Cosplay Cup al Paris Manga 2017, uno dei momenti chiave della sua carriera.

Ma Cinderys non si limita a vincere. Il suo ruolo di giudice internazionale in concorsi di rilievo testimonia l’autorevolezza e il rispetto che ha conquistato nella scena mondiale del cosplay.

Stile Unico e Cura Manicale per i Dettagli

Se c’è una cosa che distingue Cinderys dagli altri cosplayer, è la sua attenzione ossessiva ai dettagli. Ogni costume che realizza è frutto di un lavoro certosino, fatto di progettazione digitale, scultura 3D e sperimentazione con materiali avanzati. Utilizza resine, Worbla e tecniche di verniciatura avanzate per conferire ai suoi costumi un realismo impressionante. Le sue armature, come quella della Alexstrasza di World of Warcraft, sembrano letteralmente uscite dallo schermo di gioco. Le texture, le finiture metalliche e gli effetti di luci e ombre sono così accurati da sembrare reali. Questo livello di precisione non è solo una questione di abilità tecnica, ma anche di empatia con il personaggio. Quando Cinderys veste i panni di un’eroina o di un antagonista, ne trasmette la forza, la potenza e il carisma.

Oltre a essere una star del cosplay, Cinderys è anche una guida per la community geek. Grazie a Twitch e ai suoi workshop dal vivo, condivide con i fan le tecniche di costruzione dei costumi e i segreti del mestiere. I suoi tutorial e le sessioni di “dietro le quinte” permettono a tanti aspiranti cosplayer di imparare direttamente da una delle migliori al mondo. Il rapporto con la community è uno degli aspetti più importanti della sua carriera. La sua umiltà e disponibilità l’hanno resa una figura amata e rispettata. Ogni nuova creazione diventa un evento atteso con ansia, e i suoi seguaci non vedono l’ora di scoprire quale personaggio deciderà di portare in vita.

Cinderys non è solo una cosplayer, è un simbolo. La sua storia è un esempio lampante di come il talento, la passione e la dedizione possano trasformare un sogno in una carriera straordinaria. Da Parigi ai palchi internazionali, il suo nome è sinonimo di eccellenza nel mondo del cosplay.Ogni nuova creazione è un’opera d’arte vivente, ogni costume racconta una storia. La sua abilità nel portare in vita i personaggi più iconici dei videogiochi e dei fumetti è un dono che continua a sorprendere e ispirare. Per chi vuole scoprire il mondo del cosplay, Cinderys è un faro di ispirazione. E per chi già ne fa parte, è una leggenda vivente. Con nuovi progetti e sfide all’orizzonte, non c’è dubbio che il suo nome continuerà a brillare nel firmamento geek. Restate sintonizzati, perché il prossimo personaggio che porterà in vita potrebbe essere il vostro preferito.

Baldur’s Gate 3 su Playstation 5

A un mese dall’uscita di Baldur’s Gate 3 su PC, con un voto di 96 su Metacritic e una “Estremamente positiva” valutazione del 95% su Steam, Larian Studios ha pubblicato il GDR di nuova generazione basato su Dungeons & Dragons anche su PlayStation 5.

Baldur’s Gate 3  è un GDR di nuova generazione prodotto dagli sviluppatori di Divinity: Original Sin 2, ambientato nel mondo di Dungeons & Dragons e con una portata e un’intensità senza precedenti. A più di vent’anni dall’uscita di Baldur’s Gate 2, è finalmente giunta l’ora di tornare nei Forgotten Realms. Le tue scelte plasmeranno una storia di fratellanza e tradimento, di sacrificio e sopravvivenza e il fascino del potere assoluto. Scegli tra le 12 classi e le 11 razze del Manuale del giocatore di D&D e crea la tua idenità unica, oppure gioca con un Eroe dell’Origine interpretando un personaggio già caratterizzato come Dark Urge, un Eroe dell’Origine completamente personalizzabile con una storia sanguinosa alle spalle e dinamiche uniche. Chiunque sceglierai di essere, percorri il tuo cammino attraverso i Reami e oltre a suon di avventure, saccheggi, combattimenti e storie d’amore. Raduna i tuoi alleati e affronta quest’avventura online con un massimo di quattro giocatori. Intrappolati in un conflitto tra diavoli, divinità e forze sinistre ultraterrene, determinerete insieme il destino dei Reami.

In un post pubblicato questa settimana sul blog di PS, Larian Studios ha posto una domanda importante!

 “Come è possibile convertire un GDR senza compromessi all’uso di un controller, senza che l’operazione risulti una forzatura?”

Ecco la risposta: Baldur’s Gate 3 è stato creato per PS5 sin dal primo giorno ed è stato speso parecchio impegno per racchiudere le funzionalità di un gioco così complesso in pochi tasti e grilletti. Grazie al Controller DualSense di Playstation 5, accedere ad azioni, incantesimi, riposi lunghi e oggetti diventa questione di memoria muscolare. Il post sul blog PS spiega con maggiori dettagli funzionalità come l’integrazione della barra luminosa e la personalizzazione degli schemi di comandi su controller.

Salvataggi incrociati

Baldur’s Gate 3 includerà i salvataggi incrociati, grazie ai quali sarà possibile trasferire i propri progressi da una piattaforma all’altra (tra cui PC e PS5) per non interrompere mai la propria avventura. Questa funzione richiederà l’accesso unicamente a un account Larian, ma non un abbonamento a PlayStation Plus né ulteriori acquisti.

Uscita su altre piattaforme

Baldur’s Gate 3 uscirà su Xbox nel corso dell’anno e includerà una modalità cooperativa a schermo condiviso su Series X e salvataggi incrociati tra PC, PS5 e Xbox. L’uscita ufficiale su Mac è attualmente pianificata per la fine di settembre.

Hotfix #5

Insieme a Baldur’s Gate 3 su PS5 verrà pubblicato anche un hotfix al fine di risolvere alcune problematiche specifiche di PS5 e un bug che impediva di accedere ad alcune battute di dialogo di Minthara. Maggiori dettagli nelle note sulla patch allegate.

Per maggiori informazioni su Baldur’s Gate 3 consulta il sito ufficiale. Non perderti le ultime notizie di Larian Studios seguendo le pagine TwitterFacebookInstagramTikTok o il server ufficiale Discord.

Baldur’s Gate III: il grande ritorno nei Forgotten Realms tra scelte, dadi e libertà assoluta

Baldur’s Gate III non è semplicemente un videogioco: rappresenta un ritorno a casa, una chiamata alle armi per chiunque abbia consumato notti intere tra dadi virtuali, dialoghi ramificati e scelte morali capaci di perseguitarti per ore. Dopo più di vent’anni dall’uscita di Baldur’s Gate II, Larian Studios ha raccolto un’eredità considerata intoccabile e l’ha trasformata in qualcosa di nuovo, audace e profondamente rispettoso della tradizione. Il risultato è un GDR di nuova generazione che affonda le mani nella mitologia di Dungeons & Dragons e la riplasma in un’esperienza capace di parlare tanto ai veterani quanto a chi mette piede per la prima volta nei Forgotten Realms.

Il viaggio ricomincia là dove tutto ha avuto origine, ma con una minaccia inedita e inquietante: i Mind Flayers. Creature psioniche da incubo, icone oscure dell’immaginario di D&D, che irrompono nella scena con il loro Nautiloid, una sorta di astronave vivente che sembra uscita da un incubo lovecraftiano. Il protagonista, un avventuriero qualunque solo in apparenza, viene catturato e infettato da un parassita che promette potere, ma minaccia di cancellare ogni traccia di umanità. Da qui parte una corsa contro il tempo, condivisa con altri personaggi segnati dallo stesso destino, per trovare una cura e fermare un piano che rischia di travolgere l’intero mondo.

Dietro questa titanica impresa c’è la visione di Swen Vincke, volto e anima di Larian Studios, che ha raccontato apertamente quanto questo progetto sia stato un atto d’amore collettivo. Oltre sei anni di sviluppo, più di quattrocento persone coinvolte e una community sterminata che, grazie all’accesso anticipato, ha contribuito in modo attivo a plasmare l’esperienza finale. Baldur’s Gate III nasce così, come un dialogo continuo tra sviluppatori e giocatori, ed è proprio questa simbiosi a rendere il mondo di gioco così reattivo, vivo e sorprendente. Ogni scelta conta, ogni identità viene riconosciuta, ogni deviazione dal sentiero principale può aprire scenari inaspettati, spesso memorabili.

L’ossatura del gioco poggia sulle regole della quinta edizione di Dungeons & Dragons, adattate con intelligenza per funzionare in forma digitale senza perdere profondità. La sensazione è quella di partecipare a una vera campagna da tavolo, con un dungeon master invisibile che osserva, annota e reagisce alle decisioni prese. La creazione del personaggio diventa un rito quasi sacro: razza, classe, background, aspetto fisico e personalità si intrecciano per dare vita a un eroe unico, destinato a lasciare il segno nei Reami. In alternativa, è possibile scegliere uno degli Eroi dell’Origine, personaggi già scritti e caratterizzati, ognuno con una storia personale che si intreccia in modo profondo con la trama principale. E poi c’è Dark Urge, una scelta narrativa audace, che permette di esplorare il lato più oscuro dell’identità, mettendo il giocatore davanti a impulsi violenti e conseguenze difficili da ignorare.

L’esplorazione rappresenta uno dei pilastri dell’esperienza. Il mondo di Baldur’s Gate III si apre davanti agli occhi come un enorme parco giochi narrativo, ricco di luoghi da scoprire, segreti nascosti, missioni secondarie che spesso superano per intensità e scrittura la trama principale. Ogni area racconta qualcosa, ogni incontro può trasformarsi in un bivio morale. Larian premia la curiosità e l’ingegno, consentendo di affrontare le situazioni in modi sempre diversi, sfruttando l’ambiente, le abilità del gruppo e persino le debolezze psicologiche degli avversari.

Il sistema di combattimento a turni, fedele allo spirito di D&D, è profondo e strategico senza risultare mai statico. Posizionamento, sinergie tra personaggi e uso creativo dello scenario diventano elementi fondamentali. Il fuoco può propagarsi, l’acqua può diventare un’arma, l’altezza può fare la differenza tra la vittoria e un game over bruciante. Allo stesso tempo, Baldur’s Gate III non obbliga sempre allo scontro diretto. Dialoghi ben gestiti, carisma, intimidazione o semplice astuzia possono risolvere situazioni potenzialmente letali senza sguainare una spada, rendendo ogni partita diversa dalla precedente.

Uno degli aspetti più affascinanti risiede proprio nella scrittura e nel sistema di dialoghi. Ogni conversazione tiene conto di chi sei, di cosa hai fatto e di come gli altri personaggi ti percepiscono. Le relazioni evolvono, si incrinano o sbocciano in storie d’amore intense e mai banali. Le sequenze cinematiche, curate e sorprendentemente espressive, amplificano il coinvolgimento emotivo, trasformando anche una semplice scelta di dialogo in un momento carico di tensione o intimità.

L’esperienza non è confinata al single player. La modalità cooperativa permette di affrontare l’avventura insieme ad altri giocatori, condividendo decisioni, tradimenti e momenti epici. Ogni partecipante può interpretare un personaggio diverso, dando vita a dinamiche degne di una vera sessione da tavolo tra amici. A questo si aggiunge una modalità pensata per i creatori più fantasiosi, che consente di costruire e gestire avventure personalizzate, estendendo ulteriormente la longevità del titolo.

Baldur’s Gate III riesce nell’impresa di essere al tempo stesso un omaggio e una rivoluzione. Omaggio a una saga che ha definito il genere dei giochi di ruolo occidentali, rivoluzione per il modo in cui riesce a fondere libertà narrativa, profondità sistemica e spettacolarità moderna. Qualche imperfezione tecnica e un atto finale meno rifinito non intaccano un risultato complessivo che resta straordinario. Larian Studios ha dimostrato che il GDR classico non solo è vivo, ma può ancora sorprendere e conquistare una nuova generazione di giocatori.

Il ritorno nei Forgotten Realms non è stato un semplice esercizio di nostalgia, ma una dichiarazione d’intenti. Baldur’s Gate III è il sequel che molti attendevano da oltre un ventennio, un’esperienza capace di farti perdere la cognizione del tempo e di spingerti a raccontare le tue scelte come fossero ricordi personali. L’approdo su PlayStation 5 è fissato per il 6 settembre, con accesso anticipato al 3 settembre per chi possiede la Digital Deluxe Edition, mentre la versione Mac è prevista per l’inizio di settembre. Altre piattaforme restano avvolte nel mistero, alimentando l’attesa e le speculazioni.

Ora la parola passa a voi. Avete già deciso che tipo di avventuriero diventerete? Sarete eroi integerrimi, manipolatori senza scrupoli o creature in bilico tra luce e oscurità? Raccontatelo, perché come ogni grande campagna di Dungeons & Dragons, anche Baldur’s Gate III vive davvero quando le storie continuano oltre lo schermo.

Divinity: Original Sin II

Divinity: Original Sin II è un eccellente gioco di ruolo sviluppato da Larian Studios, che unisce una trama coinvolgente, una straordinaria libertà di scelta e un gameplay profondo e complesso.

La storia di Divinity: Original Sin II si svolge in un mondo fantasy intricato e ricco di dettagli, in cui il Divino è stato ucciso e una forza oscura minaccia di conquistare tutto. Il giocatore assume il ruolo di un “Sognatore” e si unisce ad altri alleati per combattere il male e scoprire il segreto dietro al Divinità.

Una delle caratteristiche più interessanti del gioco è la sua libertà di scelta. Il giocatore ha pieno controllo delle azioni del proprio personaggio e delle decisioni che prende, influenzando il corso della trama e il destino dei vari personaggi non giocanti. Ogni azione ha conseguenze e ci sono molteplici strade da percorrere per completare gli obiettivi, creando un’esperienza di gioco unica e personalizzata.

Il gameplay di Divinity: Original Sin II è altamente tattico e strategico. Ogni personaggio ha un set di abilità uniche e il giocatore può sfruttare le interazioni tra di esse per sconfiggere i nemici. Ci sono innumerevoli modi per affrontare gli scontri, offrendo un’ampia varietà di approcci, dal combattimento diretto all’uso di magie, trappole o imboscate. Inoltre, il sistema di combattimento a turni offre un’ulteriore sfida strategica, richiedendo pianificazione e gestione delle risorse.

Graficamente, il gioco è meraviglioso. Gli ambienti sono dettagliati e ben realizzati, con una grande varietà di scenari che spaziano da foreste oscure a città vibranti. I modelli dei personaggi sono altamente dettagliati e le animazioni sono fluide e realistiche.

La colonna sonora di Divinity: Original Sin II è qualcosa di veramente speciale. Con brani epici e coinvolgenti che si adattano perfettamente all’atmosfera e all’azione del gioco, la musica contribuisce a creare un’esperienza immersiva e memorabile.

Tuttavia, nonostante sia un gioco di grande qualità, Divinity: Original Sin II non è privo di difetti. La curva di apprendimento può essere ripida, specialmente per i giocatori meno esperti dei giochi di ruolo, e alcune delle meccaniche di gioco richiedono tempo per essere completamente capite e sfruttate al massimo delle loro potenzialità. Inoltre, il gioco può essere estremamente impegnativo, con alcuni combattimenti che possono risultare frustranti per chi cerca una sfida meno intensa.

In generale, però, Divinity: Original Sin II è un capolavoro del genere rpg. Offre una trama coinvolgente, una libertà di scelta senza pari e un gameplay complesso e appagante. Se ami i giochi di ruolo fantasy con una sfida tattica, questo titolo è assolutamente imprescindibile nella tua collezione.

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