Il Signore degli Anelli: Il risveglio di Gollum – Un nuovo viaggio nella Terra di Mezzo

Amanti della Terra di Mezzo, preparate i vostri cuori e le vostre spade! Un nuovo capitolo epico si apre nella saga de “Il Signore degli Anelli” con l’annuncio di “The Hunt for Gollum”, un film in arrivo nelle sale nel 2026.

Andy Serkis ritorna nei panni dell’indimenticabile Gollum, questa volta non solo come attore ma anche come regista, guidandoci in un’avventura inedita incentrata sulla figura tormentata di questa creatura ambigua e affascinante. Al suo fianco, un team d’eccezione: Peter Jackson, l’acclamato regista della trilogia originale, torna come produttore, affiancato dagli storici sceneggiatori Fran Walsh e Philippa Boyens.

Un tuffo nel passato oscuro di Gollum

Se la trama rimane ancora avvolta nel mistero, il titolo “The Hunt for Gollum” lascia intuire che il film esplorerà le vicende passate di questo personaggio tormentato, prima degli eventi narrati nella trilogia de “Il Signore degli Anelli”. Potremo finalmente scoprire le origini della sua ossessione per l’Anello, i segreti del suo passato da Smeagol e i tormenti che lo hanno portato a diventare la creatura che conosciamo.

Un ritorno atteso e un’opportunità d’oro

La scelta di riportare in auge il franchise de “Il Signore degli Anelli” non stupisce: come ha dichiarato il CEO di Warner Bros. Discovery, David Zaslav, “Il Signore degli Anelli è uno dei franchise più iconici e amati della storia del cinema, e rappresenta un’opportunità straordinaria per il grande schermo”.

I numeri parlano da soli: la trilogia originale ha incassato cifre da capogiro, con “Il ritorno del re” che ha superato il miliardo di dollari al box office. Anche la trilogia prequel dello Hobbit, pur dividendo critica e pubblico, ha generato incassi ragguardevoli.

Un tesoro cinematografico da riscoprire

“The Hunt for Gollum” si candida come un’occasione imperdibile per approfondire la psicologia di uno dei personaggi più complessi e intriganti della saga tolkieniana. Con un team creativo di tale levatura e un protagonista come Andy Serkis, il film promette di essere un vero gioiello cinematografico.

Fan del Signore degli Anelli, preparatevi a tornare nella Terra di Mezzo! Quali sono le vostre aspettative per questo nuovo capitolo della saga? Fateci sapere nei commenti!

Le fonti bibliografiche e le ispirazioni di Tolkien per il Signore degli Anelli

Il Signore degli Anelli è un’opera monumentale, che ha affascinato generazioni di lettori di tutto il mondo. La sua ricchezza di dettagli, la sua complessità e la sua capacità di trasportare il lettore in un mondo fantastico sono frutto di un’attenta ricerca e di una profonda ispirazione.

Le fonti bibliografiche

Tolkien era un uomo di vasta cultura, e le sue opere sono permeate da riferimenti a miti, leggende e tradizioni di tutto il mondo. Tra le fonti bibliografiche che hanno influenzato il Signore degli Anelli, si possono citare:

  • La mitologia nordica: Tolkien era un grande appassionato della mitologia norrena, e molti elementi del Signore degli Anelli, come la figura di Gandalf o la simbologia dell’anello, sono ispirati a questa tradizione.
  • La mitologia celtica: Tolkien era anche affascinato dalla mitologia celtica, e ne ha ripreso alcuni elementi, come la figura della fata o l’uso della magia.
  • La letteratura medievale: Tolkien era un profondo conoscitore della letteratura medievale, e molti elementi del Signore degli Anelli, come la struttura narrativa o il mondo immaginario, sono ispirati a questa tradizione.
  • La Bibbia: Tolkien era un cristiano devoto, e la Bibbia è una fonte importante di ispirazione per il Signore degli Anelli. Ad esempio, la figura di Gandalf è ispirata al profeta Elia, e la storia di Frodo è un’allegoria del viaggio spirituale dell’uomo.

Le ispirazioni personali

Oltre alle fonti bibliografiche, Tolkien ha tratto ispirazione anche dalla sua personale esperienza di vita. Ad esempio, la sua infanzia in campagna ha contribuito a creare l’atmosfera magica del mondo di Arda, mentre la sua esperienza della Prima Guerra Mondiale ha influito sulla descrizione della guerra del Signore degli Anelli.

Conclusione

Il Signore degli Anelli è un’opera complessa e ricca di significati, che ha saputo affascinare generazioni di lettori. La sua ricchezza di dettagli, la sua complessità e la sua capacità di trasportare il lettore in un mondo fantastico sono frutto di un’attenta ricerca e di una profonda ispirazione.

Alcune curiosità

  • Tolkien ha iniziato a scrivere il Signore degli Anelli nel 1937, ma l’opera è stata pubblicata solo nel 1954, in tre volumi.
  • Tolkien ha lavorato al Signore degli Anelli per circa quindici anni, e ha scritto più di 1.000 pagine di manoscritto.
  • Il Signore degli Anelli è stato tradotto in più di 38 lingue ed è uno dei libri più venduti di tutti i tempi.

L’Unico Anello: il vero “cattivo” de Il Signore degli Anelli

L’Unico Anello, l’artefatto più celebre e discusso dell’universo immaginario di Arda, creato dal famoso scrittore inglese J.R.R. Tolkien, ha un ruolo di primaria importanza nei romanzi “Lo Hobbit” e nella trilogia successiva “Il Signore degli Anelli“.

La capacità degli elfi di lavorare i gioielli era una vera e propria specialità che si era perfezionata nel corso dei millenni grazie ai loro maestri orafi di Eregion. Durante la Seconda Era di Arda, l’elfo Celebrimbor incarnò al meglio questa straordinaria arte, perfezionando le sue abilità nella forgiatura di oggetti che racchiudevano un grande potere, seguendo le orme del nonno Fëanor e dei suoi Silmaril. Sauron, con piena consapevolezza di questo talento, decise di sfruttarlo a proprio vantaggio infiltrandosi nell’Eregion sotto falsa identità, Annatar, per istruire i maestri orafi elfici. Grazie alle sue istruzioni, l’arte elfica raggiunse livelli così elevati da spingere alla creazione degli Anelli del Potere, inizialmente diciannove. Di questi, nove furono consegnati agli Uomini, sette ai Nani e tre agli Elfi. Solo i Tre Anelli degli Elfi rimasero privi di corruzione, poiché erano stati forgiati da Celebrimbor senza l’influenza di Sauron. Tuttavia, il Signore Oscuro desiderava impossessarsi di questi anelli e forgiò quindi l’Unico Anello, sovrano sugli altri e sui loro portatori. L’Unico Anello fu l’ultimo tra gli Anelli del Potere a essere forgiato, opera di Sauron nell’anno 1600 della Seconda Era.

Per ottenere il controllo sugli altri anelli, Sauron infuse nel suo Unico Anello una parte del proprio potere. Questo potente artefatto venne forgiato in segreto nei fuochi dell’Orodruin, il Monte Fato. Quando indossava l’Anello, Sauron era quasi invincibile e nessuno poteva opporvisi. Durante l’ultima battaglia della Seconda Era, guidata dai grandi Gil-galad, re degli elfi, ed Elendil, la coalizione di uomini ed elfi marciò contro l’esercito di Mordor. Dopo un assedio durato sette anni, Sauron scese personalmente in battaglia e affrontò Gil-galad ed Elendil, i quali persero la vita nello scontro. Tuttavia, Isildur, figlio di Elendil, riuscì ad amputare il dito di Sauron, insieme all’Anello, utilizzando i frammenti della spada Narsil. A seguito di questo atto, Sauron perse gran parte del suo potere e temporaneamente abbandonò la sua forma fisica.

Nella saga tolkieniana, l’Unico Anello ha costantemente avuto il sopravvento su Sauron. Emerge chiaramente la sottomissione del Signore Oscuro quando tentò per due volte di conquistare la Terra di Mezzo durante la Seconda Era. La prima volta, questa sua ambizione sfociò nella tragedia dell’affondamento di Númenor. In seguito, nel tentativo di riguadagnare il potere, Sauron si era ridotto a contare sul potere racchiuso nell’Anello, che lo rendeva un orrore da vedere. Durante la Guerra dell’Ultima Alleanza, egli perse l’Unico Anello a favore di Isildur, ulteriore conferma della sua sudditanza. Nonostante l’Unico Anello fosse stato creato proprio con il suo stesso potere, Sauron non poteva più accedervi autonomamente e ci vollero molti anni perché riuscisse a ricostruirlo.

Durante gli eventi della Terza Era, Sauron si ossessionò completamente nella ricerca del suo Anello, probabilmente ancor più che nella conquista della Terra di Mezzo. Sebbene la seconda possibilità avrebbe garantito la realizzazione della prima, ciò che Sauron bramava veramente era impossessarsi del potere simboleggiato dall’anello. Era incapace di sopportare l’idea che qualcun altro avrebbe potuto utilizzare il suo potere contro di lui e ciò era dovuto proprio all’influenza che l’Anello stesso esercitava su di lui, come aveva fatto con Smeagol e successivamente con Bilbo.

Non sarebbe un esagerazione definire Sauron “il Signore degli Anelli”, tuttavia è importante sottolineare come l’Unico Anello esercitasse su di lui un’influenza quasi cosciente. Egli era affascinato dalla prospettiva di riappropriarsi del suo potere e di conseguire il dominio, proprio come coloro che aveva corrotto con il suo Anello. Pertanto, il vero potere de “Il Signore degli Anelli” risiedeva proprio nell’Anello stesso, poiché aveva il potere di corrompere tutto, persino il suo stesso creatore.

Lord of the Rings: Differenze tra libri e film

Ovvero ciò che intercorre fra il testo di Tolkien e la realizzazione di Jackson. Per ovvi motivi di durata la sceneggiatura risulta molto più breve dell’originale libro; sono tagliati nell’ordine: la preparazione alla partenza con conseguente vendita dei beni della famiglia Baggins, la scorciatoia per i funghi, i Tumuli (dove gli Hobbit trovano le spade) e la foresta di Tom Bombadil; vengono accorciati passaggi ritenuti troppo lunghi durante il Gran Consiglio a Gran Burrone, la scena dei Doni di Galadriel (che però è presente nella versione Limitata in Dvd). Inoltre è posticipata la fine del film a dopo lo scontro con gli Uruk-Hai, che nel libro corrisponde al Primo Capitolo delle Due Torri.
 

C’è da aggiungere anche che l’età di Frodo e degli altri Hobbit non rispecchia esattamente ciò che Tolkien dice nel libro (Frodo alla partenza da Hobbiville compie 50 anni…), ovviamente tutto ciò può essere ricondotto al fatto che come eroi sono meglio i giovani… Al Fosso di Helm spunta un esercito intero di Elfi, forse per bilanciare il fatto che siano spuntati dall’altra parte 10.000 orchi… (o Tolkien non sa contare o si è deciso dei rendere molto più spettacolare e importante questa battaglia…), mentre però bisogna lodare Jackson per averci mostrato la disctruzione di Isengard che Tolkien si limita a presentare come un fatto compiuto. Ringraziamo ancora Jackson per aver limitato l’Ent Consulta e le lunghe disquisizioni fra Gandalf, Aragorn, Theomer Re di Rohan etc…

 

Ma Arwen che parte per Valinor? E Faramir che scorta Frodo, Sam e Gollum fino ad Osigilath ? E il libro non finiva nelle torri degli Orchetti Cirith Ungol dopo l’incontro con Shelob? Dopo che Saruman viene sconfitto, Gandalf, Theoden, Legolas, Gimli, Pipino e Merry si recano nella sua torre. Saruman ha già perso i suoi poteri ma possiede ancora la capacità di ammaliare con la voce. Dopo un breve dialogo Gandalf, con il suo potere, spezza il bastone dello stregone malvagio e lo sconfigge per sempre.

I morti che Aragorn risveglia per farli combattere al suo servizio non vengono portati fino a Minas Tirith ma solo fino alle foci dell’ Anduin dove ci sono molte città di Gondor e grazie a loro riesce a sconfiggere un enorme esercito di corsari e uomini del sud che avrebbe dovuto attaccare Minas Tirith all’improvviso. A questo punto lascia liberi i morti e raduna i guerrieri che abitavano in quella regione portandoli con sé verso la battaglia che infuriava più a Nord.

Gollum che nel film per un po’ sembra pentirsi della sua cattiveria in realtà rimane sempre malvagio con l’unico scopo di riavere l’anello.Prima di entrare nella tana di Shelob, Gollum con un inganno fa credere a Frodo che Sam si è mangiato tutto il pan di via convincendolo a scacciarlo. Altra incredibile invenzione. Sam è rimasto sempre vicino a Frodo.

Il finale che nel film è narrato in 10 minuti sdolcinati, presenta una grossa sorpresa. Quando gli Hobbit tornano alla Contea non trovano tutto felice e contento, anzi. Sin da prima dell’inizio della guerra dell’anello, Saruman stava cominciando a comandare attraverso dei banditi, il Decumano sud (la parte meridionale della Contea) e quando viene sconfitto lascia la sua torre e si reca nella Contea insieme a Vermilinguo. All’inizio Frodo aveva lasciato la sua casa alla zia e al figlio di lei. Quest’ultimo, aveva cominciato a dare degli ordini nella contea ma presto fu sopraffatto dai banditi che lo uccisero prendendo il comando. Al loro arrivo gli Hobbit trovarono la Contea profondamente cambiata in peggio. Degli hobbit erano stati assoldati per pattugliare la zona. Anche l’aspetto del luogo era profondamente cambiato: molti alberi erano stati tagliati, i fiumi erano stati inquinati ed erano state costruite delle case molto brutte per i banditi. Gli hobbit riuscirono in fretta a radunare e aizzare la popolazione e sconfiggere i banditi. All’arrivo a casa sua Frodo trova Vermilinguo e Saruman che prova ad accoltellarlo ma non ci riesce. Allora Frodo lo scaccia ma gli fa salva la vita. Mentre Saruman se ne sta andando prende a calci Vermilinguo (lo fa spesso nel libro) ma stavolta il poveretto si ribella e lo sgozza prima di venir ucciso dalle frecce degli hobbit. Muore così Saruman e dal suo collo squarciato esce una nuvola grigiastra a simboleggiare il suo spirito malvagio.

Solo dopo quasi un anno riescono a vivere felici e contenti in una Contea ancora più bella di prima grazie alla polvere, data da Galadriel a Sam, che sparsa nell’aria, è capace di far crescere tutte le piante più velocemente e più belle, dando anche maggiore salute e forza agli hobbit. Il seme, che era dell’albero Mellon, uno degli alberi dalla corteccia bianca e dai fiori gialli che crescevano a Lorien, fu piantato nel cortile della casa di Frodo (dove in seguito si trasferisce Sam e famiglia) al posto di un vecchio albero sdradicato.

 

Il Signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien

Il Signore degli Anelli (titolo originale in inglese: The Lord of the Rings) è un romanzo high fantasy epico scritto da J. R. R. Tolkien e ambientato alla fine della Terza Era dell’immaginaria Terra di Mezzo. Scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955. Tradotto in trentotto lingue, con decine di riedizioni ciascuna, resta una delle più popolari opere letterarie del XX secolo. La narrazione comincia dove si era interrotto un precedente romanzo di Tolkien, Lo Hobbit, e l’autore usa lo stratagemma dello pseudobiblium per collegare le due storie: nella fictio della storia, entrambi i romanzi sono in realtà una trascrizione di un volume immaginario, il Libro Rosso dei Confini Occidentali, un’autobiografia scritta a quattro mani da Bilbo Baggins, protagonista de Lo Hobbit, e da Frodo, il protagonista del Signore degli Anelli.

Questo secondo romanzo, tuttavia, si inserisce in un’ambientazione di più ampio respiro rispetto a quella del primo, costretto dai limiti della favola per bambini, attingendo a quel vasto corpus storico, mitologico e linguistico creato ed elaborato dall’autore nel corso di tutta la sua vita. Il Signore degli Anelli narra della missione di nove Compagni, la Compagnia dell’Anello, partiti per distruggere il più potente Anello del Potere, un’arma che renderebbe invincibile il suo malvagio creatore Sauron se tornasse nelle sue mani, dandogli il potere di dominare tutta la Terra di Mezzo. Il romanzo, composto da tre volumi, ha esercitato nel tempo un profondo influsso culturale e mediatico, ottenendo attenzioni e apprezzamenti sia da parte di critici, autori e studiosi, sia da parte di semplici appassionati, che hanno dato vita a innumerevoli gruppi e associazioni culturali, come le varie società tolkieniane, sparse in tutto il mondo. La trilogia ha ispirato e continua ad ispirare, libri, videogiochi, illustrazioni, fumetti, composizioni musicali, ed è stato adattato più volte per la radio, il teatro ed il cinema, come nel caso della famosa trilogia di film diretti da Peter Jackson.

Il libro si apre con una prima descrizione della Contea e delle abitudini Hobbit. L’Hobbit Bilbo Baggins, prossimo a festeggiare il suo 111° Compleanno, organizza una sontuosa festa nel giardino della sua casa (Casa Baggins).Alla festa prende parte anche il cugino Frodo Baggins, che compie gli anni lo stesso giorno (22 settembre); Durante la festa Bilbo stupisce tutti “Scomparendo” all’improvviso, lasciando dietro di sé un mare di polemiche…come avrà fatto ? Durante le ultime fasi della festa l’Hobbiti si infila al dito uno strano anello, da lui trovato in modo avventuroso tanti anni prima, e che ha il potere, tra gli altri, di rendere invisibile chi lo infila. Quest’Anello è però L’Unico Anello, l’Anello Dominante, forgiato da Sauron in persona nei Tempi che Furono per soggiogare gli Elfi creatori di Anelli Magici. L’Anello, non senza difficoltà, viene ceduto da Bilbo al cugino Frodo, che, come Bilbo, ne ignora la vera natura, fin quando Gandalf, lo stregone amico di Bilbo e Frodo, non comprende di che Anello si tratta e ne mette al corrente Frodo, il quale decide di partire, quattro anni dopo per una missione disperata nel tentativo di impedire all’Oscuro Sire, che nel frattempo si era risvegliato dopo l’ultima sconfitta nella quale aveva perso proprio l’Anello, di rientrarne in possesso.

Così Frodo, in compagnia di altri 3 Hobbit che hanno fatto “carte false” per andare con lui, si incamminano lungo la strada che dovrebbe portarli come prima parte del viaggio verso la città di Gran Burrone (Rivendell). Ma già la prima parte del viaggio presenta notevolissime difficoltà. Frodo e i suoi compagni sono già inseguiti dai Cavalieri Neri, Spettri dell’Anello, fin dalla partenza dalla Contea. Insieme, dopo essersi inoltrati nella Vecchia Foresta ai confini della Contea, si smarriscono. Vengono salvati da Tom Bombadil, che li aiuta anche a superare i Tumulilande, delle colline infestate da orribili spettri, e a raggiungere la Grande Via Est. Lungo la strada, a Brea, incontrano Aragorn, che da quelle parti è chiamato Grampasso, un Ramingo del Nord amico di Gandalf che si offre di guidarli lungo sentieri poco battuti per sfuggire al nemico. Grampasso si rivela essere un’ottima guida e un valido difensore dai Cavalieri Neri, che continuano ad inseguirli in cerca dell’Anello di Sauron. Ma una notte Frodo viene ferito sul Colle Vento da un pugnale maledetto dei Cavalieri Neri. Grazie all’aiuto dell’elfo Glorfindel, giunto in soccorso dei viandanti, viene portato in tempo a Gran Burrone, dove viene curato dalla magia degli Elfi e riprende le forze.Nella città degli elfi, un Consiglio presieduto da Elrond Mezzoelfo, maestro di sapienza nella Terra di Mezzo, decide che l’Anello deve essere gettato nella Voragine del Fato, sul monte Orodruin, nel bel mezzo della Terra di Mordor. Distruggerlo è infatti l’unica possibilità per gli esseri viventi di allontanare per sempre Sauron. La compagnia, formata da 9 membri – i 4 Hobbit, Aragorn, Gandalf, Legolas l’Elfo, Gimli il Nano e Boromir di Gondor – parte per affrontare la prima parte di questo pericoloso viaggio verso Sud.

Durante l’attraversamento delle Miniere della città di Moria (Khazad-dum nella lingua dei Nani), la compagnia perde Gandalf, precipitato in un abisso per salvare i suoi compagni dal malefico Balrog, creatura creata da Morgoth, il malvagio dei Tempi Remoti di cui Sauron era solo un servitore prima che Morgoth fosse sconfitto. Giunta nei pressi delle cascate di Rauros sul Grande Fiume Anduin, la Compagnia si scioglie perché Frodo assieme al suo servitore Sam Gamgee decidono di intraprendere la missione da soli, per non mettere in pericolo gli altri (a dire il vero, l’idea iniziale di Frodo era di partire solo, ma è impossibile allontanare Sam dal suo padrone…).

Da questo momento in poi La compagnia si scioglie, e le avventure si dividono. Il valoroso Boromir, prima della fuga di Frodo aveva cercato di impadronirsi dell’Anello, ma si riscatta pienamente dalla sua colpa salvando la vita a Merry e Pipino, gli altri 2 Hobbit della compagnia perdendo la propria. Aragorn, Gimli e Legolas si lanciano all’inseguimento degli Orchetti che hanno portato via i due piccoli Hobbit. Quando gli Orchi di Isengard raggiungono la Foresta di Fangorn, nel regno di Rohan, vengono sterminati da un’orda di Rohirrim guidati da Éomer. Merry e Pipino riescono fortunosamente a fuggire nella foresta, salvandosi dalla carneficina; qui incontrano l’Ent Barbalbero, che li porta nella sua casa nella foresta. Venuto a conoscenza della distruzione di Farngorn che Saruman stava operando dalla sua Isengard, Barbalbero convoca i suoi simili in una riunione, l’Entaconsulta, al termine della quale gli Ent decidono di muovere guerra a Saruman.

Nel frattempo Aragorn, Legolas e Gimli, inseguendo gli Hobbit, trovano un redivivo Gandalf:era stato rimandato nella Terra di Mezzo dopo la sua morte perché desse aiuto ai Popoli Liberi nella imminente guerra contro Sauron. Dopo aver rassicurato i tre sulla sorte di Merry e Pipino, tutti insieme si recano nella capitale del regno di Rohan, Edoras. Qui risvegliarono il re Théoden dall’influenza maligna di Grima Vermilinguo, servo di Saruman. Lo stregone minaccia guerra contro Rohan, e il re assieme al suo popolo si rifugia presso il Fosso di Helm; durante il viaggio Gandalf si allontana, per cercare l’aiuto di Barbalbero. L’esercito di Saruman si mette in marcia verso la fortezza nemica, ma poco dopo gli Ent marciano su Isengard e la conquistano, intrappolando lo stregone all’interno della sua torre. Gandalf, giunto a battaglia finita, convince Barbalbero a mandare un esercito di Ucorni per aiutare Théoden al Fosso di Helm. Quindi, assieme ad una divisione di Rohirrim, raggiunge il Fosso giusto in tempo per salvarlo dalle armate di Saruman, mentre tutti gli Orchi vengono uccisi dagli Ucorni. Gandalf e i suoi compagni raggiungono nuovamente Isengard, dove sono rimasti Merry e Pipino, e lo stregone tenta di negoziare la pace con Saruman: questi però non vuole sottostare ad alcuna richiesta, e allora Gandalf lo priva del rango e di gran parte dei suoi poteri. Qui Pipino guarda in un Palantír, una pietra veggente che Saruman usava per comunicare con Sauron. Questi offre involontariamente a Pipino uno sguardo sulla città che aveva intenzione di attaccare per prima, nella sua prossima guerra di conquista: la capitale del regno di Gondor, Minas Tirith. Per avvertirli dell’imminente pericolo, Gandalf vi si reca con Pipino in groppa al suo cavallo Ombromanto.

Nel frattempo Frodo e Sam continuano il loro viaggio verso Mordor. Riescono a catturare Gollum (il cui vero nome ormai dimenticato era Sméagol), che li stava seguendo in cerca del suo vecchio Anello, e gli fanno giurare di aiutarli. La creatura conduce i due Hobbit fino ai Cancelli di Mordor, che però risultano ben protetti e impossibili da superare. Gollum consiglia ai due Hobbit di intraprendere una strada nascosta lungo le montagne, fino al valico di Cirith Ungol. Raggiunto il passo, scoprono che Gollum li ha traditi: qui, infatti, abita il malvagio ragno Shelob, che colpisce Frodo con il suo pungiglione, immobilizzandolo. Sam riesce infine ad avere la meglio sull’animale, ma pensando Frodo morto, gli prende l’Anello e lo lascia. Dalla vicina torre di vedetta arrivano alcuni Orchi, soldati di Sauron, che, trovato Frodo, lo fanno prigioniero.

Aragorn e gli altri intanto affrontano la grande battaglia contro il Nemico, per tenere lontana la sua attenzione dalla vera Missione, e così, innanzi alle porte della città di Minas Tirith, capitale del reame di Gondor dopo la caduta di Osgiliath ad opera di Sauron durante l’Ultima Alleanza tra Elfi ed Uomini, si combatte la grande battaglia nella quale viene sconfitto il capitano degli eserciti di Mordor, Re degli Spettri dell’Anello, Negromante, per mano di Dama Eowyn, sorella di Eomer di Rohan. Perde la vita però anche il Sire del Mark, Theoden, e al suo posto diviene Re proprio Eomer, mentre Faramir, secondogenito di Sire Denethor, sovrintendente di Gondor, e fratello dello scomparso Boromir, diviene sovrintendente alla morte di Denethor, caduto in preda alla follia. Dopo aver riportato questa vittoria insperata, gli eserciti dell’Ovest capitanati da Aragorn, discendente dei Re di Gondor e pretendente al titolo, si muovono per far guerra a Sauron innanzi alle porte di Mordor.  Durante questa battaglia, improvvisamente gli eserciti del Nemico si arrestano disorientati. L’Anello è caduto nel fuoco. Frodo ha compiuto la sua Missione, e Sauron è definitivamente battuto. Il male è stato sconfitto definitivamente.

Gli Hobbit rientrano nella Contea per trovarla distrutta e asservita agli uomini di Saruman, fuggito in segreto da Isengard. Ma riuscendo a fomentare la ribellione degli abitanti, sconfiggono nuovamente Saruman, che infine viene ucciso dal suo stesso servo Grima Vermilinguo, a sua volta ucciso da una freccia. Finita così la Guerra dell’Anello, Sam convola a nozze con l’amata Rosie Cotton e usa i doni che gli aveva fatto Galadriel per far rinascere la Contea. Frodo, invece, non riesce a trovare pace a causa del ricordo del suo fardello e delle ferite ricevute. Molti anni dopo, accompagnato da Bilbo e Gandalf, salpa dai Porti Grigi per le Terre Immortali. Dopo la morte di Rosie molti anni dopo, Sam dona alla figlia primogenita Elanor il Libro Rosso dei Confini Occidentali, il resoconto delle avventure di Bilbo e Frodo, scritto dai suoi mentori e amici e da lui stesso, per poi partire anche lui alla volta delle Terre Immortali, l’ultimo Portatore dell’Anello rimasto.

L’enorme popolarità della saga epica tolkieniana espanse anche il desiderio del pubblico di romanzi fantasy; grazie soprattutto al Signore degli Anelli, il genere fantastico fiorì per tutti gli anni sessanta. Furono pubblicati molti libri simili, per stile ed argomento, al libro dell’autore inglese, fra cui i libri del Ciclo di Earthsea di Ursula Le Guin, La saga della Riftwar di Raymond E. Feist, La saga dei Belgariad di David Eddings, il ciclo di Shannara di Terry Brooks, Le cronache di Thomas Covenant l’incredulo di Stephen R. Donaldson e i libri di La ruota del tempo di Robert Jordan. Nei casi di Gormenghast di Mervyn Peake e di Il serpente Ouroboros di E. R. Eddison, invece, i romanzi vennero riscoperti dopo un iniziale scarso successo. Il romanzo ha influenzato anche l’industria dei giochi di ruolo, la quale si guadagnò una grande popolarità negli anni settanta grazie al gioco Dungeons & Dragons. Molte fra le razze presenti nel gioco sono simili per nome e caratteristiche a quelle di Il Signore degli Anelli, come ad esempio gli halflings (inizialmente chiamati proprio “Hobbit” e successivamente cambiati nel nome e, in parte, nelle caratteristiche, per evitare problemi legali]), gli elfi, i nani, i mezzelfi, gli orchi o i draghi. Uno degli autori originari del gioco, Gary Gygax, ha affermato che l’influenza del Signore degli Anelli sul gioco è minima, e che quegli elementi sono stati inclusi come mossa commerciale per aumentare la popolarità del gioco. La tipologia di fantasy nata sull’onda del Signore degli Anelli ha influenzato anche la creazione del gioco di carte collezionabili Magic: l’Adunanza, come molti videogiochi, fra cui Final Fantasy IV, Ultima, Baldur’s Gate, EverQuest, The Elder Scrolls, RuneScape, Neverwinter Nights, e la saga di Warcraft.

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