Un nome gigantesco del cinema sta per attraversare le foreste della Terra di Mezzo, e da fan che è cresciuta tra maratone notturne della trilogia, cosplay improvvisati con mantelli cuciti alla buona e soundtrack di Howard Shore sparata nelle cuffie mentre grindavo livelli su qualche JRPG, vi giuro che leggere questa notizia mi ha fatto fare quel sorriso nerd un po’ stupido che compare ogni volta che Tolkien torna a bussare alla porta della cultura pop. Kate Winslet entra ufficialmente nel cast di Il Signore degli Anelli: The Hunt for Gollum, il nuovo film ambientato nell’universo creato da J.R.R. Tolkien, diretto da Andy Serkis, e improvvisamente l’hype per questo progetto è salito di parecchi livelli.
L’idea di vedere una delle attrici più intense e premiate del cinema contemporaneo camminare tra i paesaggi della Terra di Mezzo ha qualcosa di stranamente perfetto. Winslet non è soltanto una star hollywoodiana, è una performer capace di dare anima e profondità ai personaggi più complessi, e proprio per questo la scelta sembra quasi inevitabile quando si pensa a un racconto ambientato in uno dei momenti più inquieti della mitologia tolkieniana. Parliamo di un periodo sospeso tra Lo Hobbit e La Compagnia dell’Anello, un frammento narrativo che Tolkien aveva lasciato tra appunti e note laterali, una specie di zona d’ombra della storia ufficiale dove si muovono Aragorn, Gandalf e una creatura tormentata che non riesce a smettere di sussurrare la parola “tesoro”.
La produzione di The Hunt for Gollum dovrebbe partire a maggio e, se tutto procede come previsto, il film arriverà al cinema nel 2027. Sulla carta è uno di quei progetti che sembrano costruiti per far esplodere la nostalgia dei fan storici e allo stesso tempo attirare una nuova generazione di spettatori cresciuti tra serie fantasy e videogiochi open world. La trama ruota attorno a una missione segreta che chi ha letto Tolkien conosce solo in forma di accenno: Gandalf, sospettando che Gollum possa rivelare informazioni decisive sul destino dell’Unico Anello, affida ad Aragorn il compito di trovarlo prima che le forze di Sauron possano arrivare a lui.
Pensateci un attimo. Aragorn ancora lontano dal diventare re, Gandalf che si muove nell’ombra, Gollum che vaga disperato cercando qualcosa che ha perso e che lo ha distrutto. Non è semplicemente una caccia, è un inseguimento psicologico, quasi una partita a scacchi nel buio della Terra di Mezzo. Per chi come me ha passato anni a divorare lore fantasy, manuali di RPG e wiki dedicate ai mondi immaginari, l’idea di esplorare proprio quel periodo della storia su grande schermo ha qualcosa di irresistibile.
Andy Serkis alla regia aggiunge un livello di fascino quasi meta-narrativo al progetto. Serkis non è solo l’interprete di Gollum, è l’attore che ha rivoluzionato la performance capture, l’artista che ha trasformato una creatura digitale in uno dei personaggi più tragici e memorabili della storia del cinema fantasy. Dopo vent’anni passati a dare corpo e voce a Sméagol, trovarlo ora dietro la macchina da presa mentre racconta una storia centrata proprio su quel personaggio ha il sapore di un cerchio che si chiude e allo stesso tempo si riapre.
La presenza di Peter Jackson nella produzione rende tutto ancora più interessante. Anche se non dirige direttamente il film, il suo coinvolgimento creativo mantiene un ponte con la trilogia originale che ha definito l’immaginario fantasy cinematografico degli anni Duemila. Per chi, come tantissimi fan della community nerd, considera quei tre film quasi un rito di passaggio geek, sapere che Jackson è ancora legato a questo nuovo capitolo rassicura parecchio.
Ian McKellen tornerà nei panni di Gandalf, e solo scrivere questa frase mi fa venire in mente la prima volta che ho visto La Compagnia dell’Anello da ragazzina. Ricordo ancora la sensazione di entrare in un mondo gigantesco, la stessa che provo oggi ogni volta che avvio un videogioco fantasy ben costruito o mi perdo tra le pagine di un manga pieno di lore. Gandalf è uno di quei personaggi che non smettono mai di appartenere alla memoria collettiva, e rivederlo significa riaprire una porta che non abbiamo mai davvero chiuso.
Kate Winslet interpreterà un personaggio femminile ancora avvolto nel mistero. Non sappiamo chi sia, quale ruolo avrà o da quale angolo della Terra di Mezzo provenga, e questo rende tutto ancora più intrigante. Tolkien non ha riempito ogni centimetro della sua mitologia con dettagli definitivi, lasciando spazio a zone narrative dove nuove storie possono nascere senza tradire lo spirito originale. Questo nuovo personaggio potrebbe inserirsi proprio in uno di quegli spazi.
La cosa più folle è che Winslet non sta semplicemente firmando un contratto per qualche settimana di riprese. Le riprese dureranno circa cinque mesi in Nuova Zelanda, il luogo che ormai per i fan della saga è quasi sacro. L’attrice ha deciso di trasferirsi lì insieme alla sua famiglia per tutta la durata della produzione. Una scelta che racconta quanto grande sia questo progetto e quanto impegnativo sia entrare davvero nella Terra di Mezzo.
Da nerd dichiarata e cosplayer seriale, non posso fare a meno di pensare a quanto questo film potrebbe influenzare la community. Ogni nuovo capitolo dell’universo tolkieniano genera sempre una valanga di nuovi costumi, fan art, teorie e discussioni infinite. Basta un personaggio riuscito per accendere cosplay incredibili nelle fiere, reinterpretazioni artistiche sui social, e ovviamente quelle infinite discussioni tra fan che partono da un dettaglio e finiscono per diventare vere e proprie analisi di lore.
Il Signore degli Anelli non è mai stato soltanto un film o una saga letteraria. È uno di quei mondi che continuano a espandersi dentro l’immaginario collettivo, proprio come accade con gli anime che diventano fenomeni globali o con i videogiochi che trasformano i giocatori in esploratori di universi immensi. Tolkien ha creato una mitologia, e ogni nuovo progetto ambientato nella Terra di Mezzo è come un nuovo livello sbloccato in una storia che non smette di crescere.
Personalmente spero che La Caccia a Gollum riesca a fare qualcosa che non è affatto semplice: raccontare un frammento di storia già noto ai fan ma trasformarlo in qualcosa di nuovo, più intimo, più oscuro, più emotivo. Gollum non è mai stato un semplice antagonista. È il simbolo della dipendenza, dell’ossessione, della perdita di sé. Seguire la sua fuga, la sua paura e la sua disperazione mentre Aragorn lo cerca tra foreste e montagne potrebbe regalare una prospettiva completamente diversa su eventi che pensavamo di conoscere già.
Il countdown verso il 2027 è appena iniziato e, come succede sempre con Tolkien, le discussioni tra fan sono già partite. Chi interpreterà Aragorn? Che tipo di personaggio sarà quello di Kate Winslet? Quanto spazio avrà davvero Gollum nella storia?
Lo chiedo a voi, community di CorriereNerd.it, perché lo so già che tra chi legge qui c’è gente che ha imparato a memoria la geografia della Terra di Mezzo, che ha passato pomeriggi interi su wiki e manuali di lore, e che probabilmente sta già immaginando teorie su questo film.
Kate Winslet nella Terra di Mezzo vi convince? Oppure preferivate un volto completamente nuovo per questo misterioso personaggio?
La caccia a Gollum non è ancora iniziata… ma la discussione tra nerd sì. E quella, lo sappiamo tutti, è la parte più divertente.



