Go Nagai compie 80 anni: il visionario che ha trasformato manga e anime in rivoluzione culturale

Ottant’anni di rivoluzioni: il principe dei manga che ha cambiato per sempre fumetto e animazione

Il 6 settembre 1945, a Wajima, nasceva un bambino destinato a stravolgere il linguaggio del fumetto e dell’animazione giapponese. Quel bambino si chiamava Kiyoshi Nagai, ma il mondo lo avrebbe conosciuto come Go Nagai, il mangaka che ha trasformato il manga in una terra di libertà assoluta, dove ogni tabù poteva essere spezzato e ogni limite poteva diventare un varco verso l’ignoto. Oggi Nagai compie ottant’anni e celebrare la sua carriera significa ripercorrere le tappe di un cammino che è insieme personale e universale, capace di influenzare non solo il Giappone ma intere generazioni di lettori e spettatori in tutto il mondo.

Go Nagai non è stato solo un autore. È stato un visionario, un profeta dell’immaginazione che ha mostrato come il fumetto non dovesse mai chiedere permesso, come l’anime potesse intrecciare intrattenimento e filosofia, come lo scandalo autentico fosse linguaggio e non incidente. Le sue opere bruciano ancora oggi di un’energia originaria: demoni e robot, eros e apocalisse, ironia e tragedia. Tutto confluiva nella sua matita, in un’opera che sembrava fatta apposta per anticipare il futuro.


Gli esordi: la scuola dello scandalo

L’inizio della carriera di Nagai affonda le radici negli anni Sessanta, quando comincia a lavorare come assistente di un altro gigante, Shōtarō Ishinomori. Nel 1967 realizza la sua prima opera, Meakashi Porikiki, ma il successo arriva l’anno successivo con un titolo che avrebbe incendiato i dibattiti del Giappone contemporaneo: Harenchi Gakuen (La scuola senza pudore).

Pubblicata su Weekly Shōnen Jump dal 1968 al 1972, la serie irrompe con una forza dirompente nel panorama editoriale: nudità, umorismo, una satira feroce del sistema scolastico. Era l’inizio di una carriera segnata dall’irriverenza. Le proteste delle associazioni di genitori, le accuse di immoralità, persino i processi mediatici che seguirono, dimostrarono che Nagai aveva toccato un nervo scoperto. Quella serie non era solo un intrattenimento erotico per adolescenti: era un attacco frontale alle ipocrisie della società giapponese.


L’incontro con i demoni: da Mao Dante a Devilman

La dimensione scandalistica non bastava a contenere l’ambizione creativa di Nagai. Nel 1971 pubblica Mao Dante, un’opera incompiuta che però apre un universo nuovo: quello dei miti religiosi, delle figure demoniache e della riflessione filosofica sul bene e il male.

Le immagini di Gustave Doré per la Divina Commedia avevano impressionato il giovane Nagai, diventando un’ossessione che avrebbe trovato forma in Devilman (1972). Nato inizialmente come progetto televisivo per la Toei Animation, Devilman esplode in due direzioni: un anime più “addomesticato”, con echi di supereroismo occidentale, e un manga radicale, spietato, violento. In quelle pagine Nagai rovescia le regole: gli eroi non sono puri, i demoni non sono solo mostri, il finale non è una consolazione ma un’apocalisse disperata. È un’opera che ancora oggi resta un monumento al potere destabilizzante del fumetto.


La nascita del super robot: Mazinga e la rivoluzione mecha

Se Devilman incarnava l’orrore cosmico, nel 1972 Nagai cambia ancora una volta le regole creando un genere che avrebbe dominato per decenni: il mecha. Con Mazinga Z, Nagai introduce l’idea del robot gigante pilotato dall’interno, un concetto semplice e geniale che avrebbe rivoluzionato l’animazione giapponese.

Non era più un automa indipendente, ma un’estensione del corpo e della volontà umana. L’eroe e la macchina diventano una cosa sola, fondendo carne e acciaio in un simbolo di potere, ma anche di fragilità. Attorno a Mazinga nascono altre serie epocali: Il Grande Mazinga, Getter Robot (in collaborazione con Ken Ishikawa), Jeeg Robot d’acciaio. Ognuna di queste aggiungeva un tassello: i mecha componibili, la fusione uomo-macchina, le minacce che arrivano dal passato remoto.

E poi arriva lui: UFO Robot Goldrake (1975). Una serie nata quasi per caso, trasformata in fenomeno planetario grazie al successo in Europa, soprattutto in Francia e in Italia. Per molti italiani, Goldrake non è stato solo un cartone animato: è stato l’ingresso in un nuovo universo narrativo, capace di unire fantascienza, mitologia e dramma umano.


Violence Jack e l’apocalisse permanente

Parallelamente ai super robot, Nagai continua a esplorare il lato più oscuro della sua visione. Con Violence Jack (dal 1973 al 1990, a intermittenza) crea un’epopea brutale ambientata in un Giappone devastato da un cataclisma. È un fumetto che anticipa il genere post-apocalittico, influenzando innumerevoli opere successive, dai manga alla cultura pop internazionale. La violenza, portata all’estremo, diventa linguaggio per raccontare la disgregazione della civiltà.


Erotismo e metamorfosi: Cutie Honey e Kekko Kamen

Se i robot e i demoni erano i pilastri dell’opera di Nagai, un’altra dimensione fondamentale è quella erotica. Nel 1973 crea Cutie Honey, la prima eroina trasformista della storia dei manga, un personaggio che mescola seduzione e azione, anticipando modelli di supereroine che ancora oggi riecheggiano nelle opere contemporanee. Poco dopo arriva Kekko Kamen, una parodia sfrenata in cui una ragazza combatte il crimine vestita solo di una maschera.

Dietro lo scandalo, però, Nagai continua a dimostrare la sua idea fondamentale: il fumetto deve essere libero, capace di ridere, scioccare, emozionare senza limiti imposti.


Una carriera di reinvenzioni

Dagli anni Ottanta in poi, Nagai non si limita a creare nuove opere, ma si dedica a un continuo processo di riscrittura e reinvenzione. God Mazinger, MazinSaga, Shin Mao Dante, Devil Lady, Mazinkaiser: ognuno di questi progetti rielabora i suoi universi, li aggiorna, li intreccia. Nagai non ha mai smesso di mettere in discussione le sue stesse creazioni, dimostrando che i suoi personaggi non erano statue immobili ma organismi vivi, in continua trasformazione.


Lo stile e le eredità

Lo stile grafico di Nagai non è mai stato elegante, né raffinato. Era diretto, a volte grottesco, spesso violento. Ma è proprio da quella crudezza che scaturisce la sua forza. Le sue tavole, capaci di alternare il dinamismo esasperato a momenti di pura ferocia visiva, hanno influenzato autori come Kentarō Miura, che in Berserk ha omaggiato apertamente le atmosfere di Devilman.

Tematicamente, Nagai ha sempre oscillato tra poli opposti: la fiducia nella scienza e il timore delle sue derive, l’ambiguità tra bene e male, la centralità dei giovani come unica speranza di cambiamento, l’ossessione per il mito e per l’antichità. Le sue opere sono costellate di riferimenti al cinema occidentale, alla storia giapponese, alla mitologia greca e romana.


Go Nagai e l’Italia: un amore reciproco

Non si può parlare di Nagai senza ricordare il rapporto speciale con l’Italia. L’arrivo di Goldrake sulla Rai nel 1978 segna una vera rivoluzione culturale. Per la prima volta milioni di bambini scoprono un linguaggio narrativo completamente diverso dai cartoni americani. L’impatto è tale che sociologi, intellettuali e persino politici discutono del “fenomeno Goldrake”. Le sigle televisive diventano parte della memoria collettiva, e i robot di Nagai entrano nel lessico quotidiano.

Negli anni successivi, l’Italia diventa una seconda patria per Nagai, che viene spesso ospitato in fiere e omaggiato come maestro. Nel 2016 riceve il Romics d’Oro, riconoscimento che suggella il legame indissolubile tra il suo lavoro e il pubblico italiano.


Ottant’anni di fuoco

Oggi, a ottant’anni, Go Nagai è molto più che un autore: è un mito vivente. Ha cambiato per sempre le regole del manga e dell’anime, inventando linguaggi che ancora oggi vengono usati, reinterpretati, amati. Ha dimostrato che il fumetto può essere popolare e filosofico, scandaloso e profondo, leggero e devastante.

Il suo segreto è forse nella capacità di guardare sempre avanti, di non smettere mai di esplorare. Go Nagai ha costruito mondi dove demoni e robot combattono, ma soprattutto ha insegnato che l’immaginazione non conosce confini. E in questo, la sua lezione continua a valere, con la stessa forza del primo giorno.

Buon compleanno, maestro Go Nagai. Principe dei manga, re dell’immaginazione, profeta dell’apocalisse e dell’avventura. Ottant’anni e ancora in marcia verso il futuro.

Goldrake ritorna su Rai 2: il leggendario robot di Go Nagai torna in TV a 50 anni dal debutto

Ci sono date che restano incise nella memoria collettiva come marchi di fuoco. Per noi figli degli anni ’70 e ’80, una di quelle è il 4 aprile 1978. Quella sera, sulle frequenze di Rai 2, qualcosa di mai visto prima piombò nei salotti italiani: Atlas UFO Robot, meglio conosciuto come Goldrake. Era un anime giapponese, un robot gigante, un principe fuggiasco che combatteva per la pace. Ma, soprattutto, era l’inizio di una rivoluzione culturale che avrebbe cambiato per sempre il nostro rapporto con l’animazione.

E ora, quasi cinquant’anni dopo, Goldrake torna a casa. Non sotto forma di reboot, non come un’operazione nostalgica a metà, ma con la potenza autentica dei suoi 74 episodi originali, restaurati e scintillanti, pronti a far vibrare i nostri cuori. Dal prossimo 8 settembre 2025, l’eroe di Go Nagai tornerà a solcare i cieli di Rai 2, ogni mattina alle 8:00, con possibilità di recuperare le puntate anche su RaiPlay. Un ritorno che profuma di rituale sacro, una chiamata alle armi per vecchi e nuovi fan.

Goldrake | Sigla iniziale completa (ITA)

L’epopea di Actarus: un eroe diverso da tutti gli altri

Quando in Giappone, nel 1975, UFO Robot Grendizer fece il suo debutto, nessuno poteva immaginare che tre anni dopo avrebbe spaccato in due l’Italia. A differenza degli eroi rassicuranti dei cartoni europei come Heidi o Vicky il Vichingo, Actarus era un principe tormentato, un rifugiato interstellare in cerca di pace. Con il suo Goldrake, lottava non per la gloria, ma per difendere la Terra da un impero tirannico. E in questo stava la sua magia: dietro l’armatura e le armi spaziali, c’era un cuore spezzato, fragile eppure invincibile.

Actarus non era un eroe invulnerabile, ma uno specchio delle nostre paure e dei nostri sogni. È per questo che intere generazioni lo hanno amato: perché ci ha insegnato che si può essere forti anche nel dolore, che il sacrificio ha un valore e che la diversità può essere un dono.


Il mito italiano di Goldrake

In Italia, Goldrake non fu accolto senza polemiche. C’era chi lo considerava troppo violento, chi lo accusava di “rovinare i bambini”. Ma quei dibattiti non fecero che amplificare il fenomeno. Milioni di ragazzi rimasero incollati alla TV, e nacque un amore che avrebbe aperto la strada ad altri colossi come Mazinga, Jeeg Robot d’Acciaio, Ken il Guerriero e decine di altri titoli che oggi fanno parte della nostra cultura.

Il suo impatto si misurò anche nella musica. La sigla “Si trasforma in un razzo missile…”, firmata da Vince Tempera e Luigi Albertelli, divenne un tormentone nazionale, scalando le classifiche e vendendo milioni di copie. Ancora oggi basta intonarne poche note per scatenare cori improvvisati tra sconosciuti. È una colonna sonora che non appartiene solo a un cartone, ma a un’epoca intera.


Un ritorno che è anche un riconoscimento culturale

La scelta della Rai di riproporre Goldrake in versione restaurata non è solo un’operazione nostalgica, ma un atto di riconoscimento culturale. Significa ammettere che questo anime non è stato un semplice “cartone”, ma un tassello fondamentale della nostra identità collettiva.

Oggi viviamo in un mondo in cui i remake e i reboot sono all’ordine del giorno. Lo stesso Grendizer U, recente reinterpretazione moderna dell’opera, ha diviso i fan tra entusiasmo e scetticismo. Ma la trasmissione dell’originale è un modo per ricordarci da dove tutto è cominciato, per far incontrare i fan di ieri con quelli di oggi.

E per i più giovani sarà l’occasione perfetta per scoprire Goldrake come lo abbiamo conosciuto noi: con immagini più nitide, colori restaurati, ma la stessa intensità drammatica di allora.


Una leggenda che continua a ispirare

Goldrake non è mai stato solo un robot gigante. È stato un simbolo generazionale, un eroe che parlava di pace, giustizia e resilienza in un linguaggio nuovo e travolgente. E il fatto che, nel 2025, il suo ritorno sia ancora una notizia da prima pagina ci dice tutto: i miti non muoiono, si trasformano, come razzi missile pronti a volare ancora una volta.

Dall’8 settembre, ogni mattina, torneremo a sentire quel grido che ci fa ancora tremare il cuore: “Alabarda spaziale!”. Un grido che non è mai stato così attuale, perché appartiene a chiunque creda che le storie possano cambiare il mondo.

C’era una volta Goldrake… Redux! di Massimo Nicora

La Società Editrice La Torre, in collaborazione con Sprea Editore, è entusiasta di presentare l’ultima edizione del celebre saggio C’era una volta Goldrake, scritto da Massimo Nicora. Questa nuova incarnazione, ribattezzata Il ritorno di Goldrake, si propone come un’opera definitiva, più agile e maneggevole, ma al contempo arricchita da un’enorme quantità di materiale inedito. Il libro non si limita a essere una semplice riedizione, ma diventa una nuova porta d’accesso alla storia di uno dei robot più iconici della cultura pop mondiale, celebrando anche i 50 anni di Goldrake, il suo ritorno con Goldrake U e l’imminente anniversario della sua trasmissione in Italia. Un tributo che rende omaggio a un fenomeno che ha segnato generazioni, non solo sul piccolo schermo, ma anche nel cuore di milioni di appassionati.

Un’opera Completa e Rivisitata per il Cinquantenario

Questa quarta edizione di C’era una volta Goldrake, probabilmente l’ultima sotto il marchio di Sprea Editore, è frutto di un lavoro di rielaborazione accurato e di un’analisi approfondita che coinvolge 14 anni di ricerca. Nicora, con la sua expertise unica nel campo dei robot giapponesi e del fenomeno Goldrake, ha voluto rendere questa nuova versione la più completa mai realizzata, arricchendo il testo con una miriade di immagini, articoli d’epoca e interviste a personaggi di rilievo, sia della Rai che del mondo del giocattolo. L’edizione si distingue per la sua capacità di raccontare in maniera dettagliata il percorso che ha portato UFO Robot Grendizer (questo il titolo originale in Giappone) a diventare un vero e proprio cult in Italia e in Francia. In particolare, il libro approfondisce le origini della serie e il modo in cui la sua trasmissione in Italia nel 1978 suscitò non poche polemiche, alimentando un dibattito che dura ancora oggi.

Il Viaggio di Goldrake: Dalla Creazione alla Trasformazione

Nicora dedica ampio spazio a una panoramica storica della serie, partendo dal Giappone, dove la storia di Goldrake ha preso vita, per arrivare alle sue trasposizioni in Francia e Italia. È qui che il fenomeno ha raggiunto proporzioni mai viste, trasformandosi in una vera e propria icona. Con una narrazione accurata, il libro affronta il processo di adattamento e modifica che Goldrake ha subito nelle diverse culture, svelando dettagli sconosciuti riguardo le versioni televisive e i vari adattamenti, inclusi quelli fumettistici. Questa sezione del saggio è particolarmente interessante per chi vuole scoprire le differenze narrative e stilistiche tra il cartone animato e le sue incarnazioni fumettistiche, aspetti che hanno contribuito a rendere il personaggio ancora più affascinante.

Il Merchandising e il Fenomeno Collezionistico

Un altro punto di forza di questa nuova edizione di C’era una volta Goldrake è l’analisi approfondita del merchandising che ha accompagnato la serie sin dai suoi primi passi in Italia. Il successo di Goldrake non si è limitato alla sua trasmissione televisiva, ma ha coinvolto un’intera generazione di bambini e collezionisti grazie alla produzione di giocattoli, gadget e memorabilia che ancora oggi vengono ricercati dai fan di tutto il mondo. Nicora, grazie a interviste esclusive con protagonisti del mercato dei giocattoli degli anni Settanta e Ottanta, racconta il dietro le quinte della creazione di questi oggetti iconici, offrendo al lettore una visione unica di come il merchandising abbia contribuito a cementare Goldrake nel cuore dei fan.

Un’Analisi Storica Unica e Completa

Questa nuova edizione si impone come la più completa ricostruzione mai realizzata sulla storia di Goldrake, un’opera che combina rigore storico e passione per uno dei più grandi fenomeni televisivi e culturali del secolo scorso. Nicora arricchisce il suo racconto con centinaia di articoli, documenti d’epoca, filmati e testimonianze provenienti dalle Teche Rai, costruendo un affresco che racconta non solo la storia di Goldrake, ma anche quella di un’intera epoca. Particolarmente intrigante è la sezione dedicata alla “guerra degli ascolti” tra le case di produzione giapponesi negli anni Settanta, che vede Goldrake primeggiare come uno dei successi più clamorosi dell’animazione nipponica.

Illustrazioni e Testimonianze: Un Tocco di Classe all’Opera

Accanto alla ricchezza di contenuti, Il ritorno di Goldrake si distingue anche per il suo corredo iconografico straordinario. Le illustrazioni realizzate da Riccardo Pieruccini e Daniele Rudoni, insieme alle copertine, donano un valore estetico all’opera, facendo di questo libro un oggetto da collezione. Le introduzioni di Massimiliano Gusberti e Paola De Benedetti e il saggio conclusivo di Gianluca Di Fratta arricchiscono ulteriormente il testo, offrendo nuove chiavi di lettura e riflessioni sul significato di Goldrake nella cultura popolare e nella storia della televisione italiana.

Con questa nuova edizione, C’era una volta Goldrake diventa una lettura imprescindibile per tutti gli appassionati di robot giapponesi, di cultura pop degli anni Settanta e per chiunque voglia comprendere appieno l’impatto che Goldrake ha avuto sulla televisione italiana e sul mercato del giocattolo. Massimo Nicora, con la sua esperienza e passione, ha saputo raccogliere e raccontare in maniera unica la storia di un fenomeno che ha saputo conquistare intere generazioni e che, ancora oggi, continua a mantenere il suo fascino. Un’opera imperdibile, destinata a rimanere un punto di riferimento per gli studiosi e i fan di uno dei robot più amati della storia della televisione.

Grendizer U – The Inception: Il Manga Prequel che Approfondisce le Origini di Grendizer

Se il recente anime Grendizer U non vi ha ancora soddisfatti, preparatevi a un altro capitolo emozionante dell’universo di UFO Robot Grendizer: il manga prequel intitolato Grendizer U – The Inception. Quest’opera, disegnata da 8KEY, si inserisce nel vasto mondo creato da Gō Nagai e promette di approfondire le origini e le vicende che precedono gli eventi visti nell’anime. La saga di UFO Robot Grendizer, noto in Italia anche come Goldrake / Atlas UFO Robot, è un pilastro nel panorama degli anime mecha degli anni ’70. Prodotto dalla Toei Animation tra il 1975 e il 1977, l’anime racconta le gesta di un giovane eroe, Duke Fleed / Actarus, che pilota il gigantesco robot Goldrake, combattendo contro le forze malvagie provenienti dal pianeta Vega. La serie ha conquistato milioni di fan in Italia, dove ha avuto un successo straordinario, tanto che le sigle italiane sono diventate veri e propri fenomeni musicali, con vendite che hanno superato il milione di copie.

Dopo anni di attesa, l’universo di Grendizer è tornato in grande stile con il reboot Grendizer U, un anime che ha debuttato nel 2024, e che ha subito attirato l’attenzione per la sua qualità visiva e narrativa. Diretta da Mitsuo Fukuda e sceneggiata da Ichirō Ōkouchi, la serie promette di restituire l’intensità e la profondità della trama originale, con un design innovativo dei mecha grazie alla collaborazione di artisti come Ko Inaba e Yoshiyuki Sadamoto. Ma, come spesso accade nel mondo degli anime e dei manga, l’universo di Grendizer non si ferma alla sola animazione. Proprio per rispondere alla crescente curiosità dei fan e per ampliare il background della serie, è stato realizzato il manga prequel Grendizer U – The Inception, che ha debuttato nell’estate 2024 sulla piattaforma Comiplex Manga. In questo manga, Gō Nagai è accreditato per la storia originale, e 8KEY, con il suo tratto distintivo, dà vita a una narrazione che esplora gli eventi che precedono la lotta di Grendizer contro le forze di Vega.

La sinossi del manga ci catapulta in un futuro in cui un UAP (Fenomeno Aereo Non Identificato) delle Forze Alleate della Stella Vega appare improvvisamente sulla Terra, scatenando il caos tra gli esseri umani. La potenza militare di Vega sembra schiacciare ogni tentativo di difesa, ma la situazione cambia quando intervengono due iconici eroi: Mazinger Z, pilotato da Kouji Kabuto, e Grendizer, il “dio alieno del male” che viene messo in azione da Duke Fleed (Daisuke Umon). Ma chi è veramente Duke Fleed e perché è venuto sulla Terra? Qual è la sua connessione con il suo pianeta natale? Il manga offre una narrazione ricca di misteri e retroscena inediti, rivelando dettagli sulla vita del protagonista e le sue esperienze sul suo mondo natale, un contesto che non viene approfondito nell’animazione originale.

Questo prequel rappresenta una lettura fondamentale per chi vuole scoprire i legami nascosti e i segreti che si celano dietro l’origine di Grendizer e dei suoi leggendari alleati. Non solo una continuazione della storia, ma un’espansione che promette di soddisfare i fan di lunga data e di attrarre nuove generazioni di lettori. Grendizer U – The Inception va ad arricchire l’universo creato da Nagai, aggiungendo nuove sfumature alla mitologia di uno dei robot più amati della storia dell’animazione.

Con il successo di Grendizer U e l’uscita di Grendizer U – The Inception, l’universo di UFO Robot Grendizer continua a vivere, conquistando sia i nostalgici che i nuovi appassionati. Per tutti gli amanti del genere mecha, delle storie di guerra interplanetarie e delle lotte epiche tra bene e male, questa nuova opera non può assolutamente mancare nella propria collezione. In Italia può essere ordinato a: fioridiciliegioadriana@gmail.com. Se il revival dell’anime vi ha emozionato, il manga prequel è un’aggiunta imperdibile per comprendere a fondo l’origine di uno dei più grandi eroi della fantascienza giapponese.

Goldrake U su Rai 2: Il Ritorno del Mito in un Reboot Straordinario

Il 6 gennaio 2025, Rai 2 ha trasmesso in prima serata le prime quattro puntate di Goldrake U, il tanto atteso reboot della leggendaria serie “Atlas UFO Robot”. Per chi, come me, è cresciuto con il mito di Goldrake, l’emozione di vedere questo simbolo d’infanzia tornare in vita è stata immensa. Ma con questa emozione è arrivata anche una grande domanda: Goldrake U è riuscito a rinnovare la magia dell’originale mantenendosi al passo con i tempi?

Un Ritorno Carico di Aspettative

La serie originale, trasmessa per la prima volta in Italia nel 1978, non è stata solo un successo televisivo: ha segnato una rivoluzione culturale. Goldrake è stato il primo anime a entrare nel cuore degli italiani, aprendo la strada a un’ondata di animazione giapponese che avrebbe cambiato per sempre il panorama dell’intrattenimento. L’iconico Duke Fleed, con il suo Goldrake, è diventato il simbolo di un’epoca fatta di sogni intergalattici, lotte per la giustizia e valori universali.

Con Goldrake U, la Toei Animation e un team di talentuosi creativi guidati da Mitsuo Fukuda (Mobile Suit Gundam Seed) hanno voluto riportare quella magia sullo schermo, rivisitando una storia che ha segnato generazioni. La supervisione di Go Nagai, creatore della serie originale, prometteva di garantire fedeltà al materiale originale, pur introducendo elementi di modernit

La serie originale, trasmessa per la prima volta in Italia nel 1978, non è stata solo un successo televisivo: ha segnato una rivoluzione culturale. Goldrake è stato il primo anime a entrare nel cuore degli italiani, aprendo la strada a un’ondata di animazione giapponese che avrebbe cambiato per sempre il panorama dell’intrattenimento. L’iconico Duke Fleed, con il suo Goldrake, è diventato il simbolo di un’epoca fatta di sogni intergalattici, lotte per la giustizia e valori universali.

Con Goldrake U, la Toei Animation e un team di talentuosi creativi guidati da Mitsuo Fukuda (Mobile Suit Gundam Seed) hanno voluto riportare quella magia sullo schermo, rivisitando una storia che ha segnato generazioni. La supervisione di Go Nagai, creatore della serie originale, prometteva di garantire fedeltà al materiale originale, pur introducendo elementi di modernità.

Tra Continuità e Novità

Goldrake U riprende le vicende di Duke Fleed, un giovane principe alieno in fuga dal suo pianeta natale, distrutto dalle forze di Vega. Rifugiatosi sulla Terra, Duke cerca di costruirsi una nuova vita sotto la falsa identità di Daisuke, fino a quando il suo passato non ritorna a tormentarlo. La trama del reboot introduce nuovi dettagli, approfondendo il trauma del protagonista e il suo percorso di guarigione, rendendolo un personaggio più sfaccettato e umano rispetto all’originale.

Tuttavia, questa scelta narrativa ha suscitato pareri contrastanti. Per i fan storici, il focus sulla psicologia dei personaggi è un interessante approfondimento, ma rischia di rallentare il ritmo. Gli spettatori più giovani, invece, potrebbero trovare la trama poco coinvolgente rispetto alle aspettative di azione e spettacolarità.

Il Compartimento Tecnico: Luci e Ombre

Sul piano visivo, Goldrake U è un mix di eccellenze e compromessi. La mano di Yoshiyuki Sadamoto (Neon Genesis Evangelion) si nota nei dettagli dei personaggi, che sono più espressivi e moderni. Tuttavia, alcune sequenze animate sembrano non raggiungere gli standard elevati di qualità che ci si aspetterebbe da una produzione di questo calibro.

Il design dei mecha è tra i punti più alti del reboot: Goldrake appare imponente e affascinante, con aggiornamenti tecnologici che lo rendono al contempo fedele all’originale e adatto ai tempi moderni. Le battaglie, però, pur visivamente spettacolari, mancano della carica emotiva che caratterizzava l’anime degli anni ‘70.

Un plauso particolare va alla colonna sonora, curata da Kōhei Tanaka. Le musiche sono un perfetto mix di nostalgia e modernità, con sigle cantate da GLAY e BAND MAID che donano energia e pathos alla serie.

Una Narrazione Che Vacilla

Uno degli aspetti più critici di Goldrake U è la difficoltà nel bilanciare tradizione e innovazione. Mentre alcuni episodi brillano per la loro capacità di emozionare, altri sembrano indecisi sulla direzione da prendere. Il tentativo di collegare vecchi e nuovi misteri, come il legame tra Goldrake e Mazinger Z, risulta in alcuni punti forzato e poco organico. Questa discontinuità narrativa potrebbe allontanare sia i fan storici che i nuovi spettatori.

Goldrake U vive di nostalgia, ma è proprio questa nostalgia che rischia di soffocarlo. Per chi ha amato l’originale, i continui rimandi sono un piacevole richiamo al passato, ma per le nuove generazioni potrebbero risultare poco significativi. La serie sembra voler essere tutto: un omaggio ai fan storici, un prodotto moderno per i giovani e una rivisitazione artistica. Ma in questo sforzo di accontentare tutti, finisce per perdere una propria identità.

Goldrake U è un progetto ambizioso che non riesce del tutto a mantenere le sue promesse. È una serie che punta in alto, ma che fatica a trovare il giusto equilibrio tra rispetto per l’originale e necessità di innovazione.

Come appassionata di anime e fan di Goldrake, non posso negare che rivedere Duke Fleed e il suo robot sullo schermo sia stato emozionante. Ma al di là della nostalgia, mi sono trovata a desiderare una narrazione più coraggiosa, che osasse davvero reinventare il mito senza restare imprigionata nel passato. Goldrake U è un buon punto di partenza per chi vuole avvicinarsi alla saga, ma per i fan di lunga data rimane un’opera che, pur con i suoi pregi, non riesce a brillare come l’originale. Detto questo, non posso fare a meno di continuare a seguirlo, sperando che gli episodi successivi riescano a sorprendere e a regalare momenti indimenticabili.

Il Japan Days 2024 di Cassino Fantastica ritorna il 01 dicembre 2024

Il Japan Days 2024 di Cassino Fantastica è un evento imperdibile per tutti gli appassionati della cultura pop giapponese, un appuntamento che celebra la magia dell’animazione e la ricca tradizione nipponica che ha saputo conquistare il cuore di intere generazioni. Questo anno, l’evento si trasforma in un’esplosione di emozioni, un vero e proprio razzomissile tra le stelle con circuiti di mille CassinoFantastica che sprintano verso una celebrazione unica nel suo genere. Il 1° dicembre, dalle 10 alle 19, presso l’Istituto Paritario San Benedetto di Cassino, avrà luogo un incontro imperdibile per tutti gli amanti degli anime, del fumetto e della cultura giapponese.

La location, situata in Via Marconi, proprio di fronte al civico 48, ospiterà l’evento che avrà come focus il Goldrake Celebration 50, una straordinaria occasione per rendere omaggio a uno dei personaggi più iconici della storia della televisione italiana e della cultura pop mondiale: il leggendario Goldrake. Creato dal genio del maestro Go Nagai, Goldrake è il protagonista di UFO Robot Grendizer, un anime che ha segnato la storia dell’animazione, sia in Giappone che in Italia, dove ha avuto un impatto talmente profondo da diventare un simbolo di intere generazioni. Per questo, il 50° anniversario di Goldrake è una pietra miliare che merita di essere celebrata con il massimo degli onori.

Nel lontano 1978, UFO Robot Grendizer fece il suo debutto sui piccoli schermi italiani, catapultando il pubblico in un universo fantastico di fantascienza, robotica e battaglie epiche tra il bene e il male. Goldrake, con il suo design futuristico e le sue potenzialità straordinarie, divenne un simbolo di giustizia, determinazione e speranza, catturando l’immaginario collettivo di milioni di giovani. Il successo fu travolgente, segnando l’inizio di una “rivoluzione” culturale che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui l’Italia viveva l’animazione e la cultura pop.

Goldrake non è stato solo un cartone animato; è stato il catalizzatore di un cambiamento profondo nella società italiana. Arrivato in un momento storico di grande trasformazione culturale, il robot giapponese rappresentava qualcosa di nuovo, lontano dalle tradizioni più rassicuranti dei cartoni animati italiani dell’epoca. Con le sue tematiche mature, la lotta contro un destino oscuro e l’importanza della cooperazione, Goldrake ha insegnato ai giovani italiani che la giustizia non è mai scontata, e che, talvolta, la speranza deve essere alimentata con sacrifici.

L’arrivo di Goldrake segnò anche l’inizio di una profonda connessione tra Italia e Giappone, dando il via alla cosiddetta invasione giapponese che avrebbe portato altri titoli iconici come Mazinger Z e Capitan Harlock nelle case degli italiani. Ma il vero fenomeno, quello che non è mai andato in onda sui piccoli schermi italiani, è stato il fandom di Goldrake. Una comunità che ha continuato a crescere nel tempo, alimentata dalla passione per il personaggio, dal merchandising, dai fumetti e dai giochi ispirati alla serie. Oggi, Goldrake è una leggenda che non smette mai di affascinare le nuove generazioni, grazie alla sua capacità di trascendere i limiti del tempo e della tecnologia.

La Goldrake Celebration 50 al Japan Days 2024 di Cassino Fantastica non si limiterà a un semplice tributo a questa icona della cultura pop, ma sarà un’occasione per approfondire il suo impatto storico, sociale e culturale. L’evento, che si terrà in una sala da 300 posti, prevede un programma ricco di conferenze, proiezioni e interventi da parte dei migliori esperti italiani del settore, che parleranno della storia di Goldrake, della sua evoluzione e del suo lascito culturale. Il tutto accompagnato da un gigantesco schermo che proietterà immagini e video in grado di far rivivere le emozioni di un tempo. E, ovviamente, non mancherà l’emozione di vedere Goldrake sul grande schermo, con una proiezione speciale che riproporrà alcune delle sue battaglie più iconiche.

La cultura pop giapponese in Italia ha visto in Goldrake una delle sue prime e più potenti espressioni, e il Japan Days di Cassino Fantastica, con il suo Goldrake Celebration 50, è il luogo ideale per celebrare non solo il passato di questo mitico robot, ma anche il suo futuro, un futuro che continua a vivere nelle storie, nei fumetti, nei giochi e, ovviamente, nelle passioni di chi continua a portare avanti l’eredità di Goldrake. L’evento non è solo una retrospettiva, ma anche un’opportunità per scoprire e rivivere una delle più grandi storie mai raccontate, quella che ha segnato l’ingresso dell’anime nella cultura popolare italiana e che continua a essere, a distanza di cinquant’anni, un simbolo di modernità, cambiamento e speranza.

Non resta che aspettare il 1° dicembre 2024 per vivere una giornata indimenticabile a Cassino, dove la storia di Goldrake, l’eroe meccanico per eccellenza, tornerà a brillare tra le stelle e a lottare per la giustizia, come solo lui sa fare.

Manga Super Robot: la nuova collana di Repubblica dedicata ai robottoni

Nel panorama dell’animazione giapponese, pochi fenomeni hanno avuto un impatto così duraturo e affascinante come i giganteschi robot meccanici che hanno catturato l’immaginazione di milioni di spettatori in tutto il mondo. Questi colossi d’acciaio, originariamente concepiti come protagonisti di manga rivoluzionari, hanno poi preso vita sul piccolo schermo, influenzando profondamente la cultura popolare. Oggi, grazie alla nuova iniziativa editoriale di Repubblica, avremo l’opportunità di riscoprire le radici di questi formidabili giganti attraverso le pagine delle storie a fumetti che li hanno ispirati.

Dal 20 maggio, “Manga Super Robot di Repubblica” debutta in edicola con una collana esclusiva che riporta alla luce alcuni dei titoli più emblematici del genio creativo di Go Nagai. Questi manga, pubblicati per la prima volta nei primi anni Settanta, hanno gettato le basi per molte delle serie animate che sono poi arrivate in Italia a partire dal 1978. È stato proprio in quell’anno che il nostro Paese è stato travolto dall’onda lunga dell’animazione giapponese, dando il via a un fenomeno culturale che ha lasciato un’impronta indelebile.

La collana  si comporrà di ben trenta volumi, che verranno distribuiti a cadenza quattordicinale, un ritmo che promette di mantenere viva l’attenzione dei lettori per un lungo periodo. Il primo volume sarà disponibile a un prezzo promozionale di 4,90 euro, mentre i successivi verranno venduti a 9,90 euro ciascuno. Ogni numero sarà una tessera fondamentale del mosaico che ricompone l’universo narrativo di Go Nagai, un artista il cui lavoro ha segnato un’epoca.

Tra i titoli più celebri inclusi in questa collana figurano capolavori come “Mazinga Z“, “Goldrake” e “Jeeg Robot“. Ognuno di questi manga ha avuto un ruolo cruciale nell’affermazione del genere Super Robot e nella costruzione di una narrazione che unisce l’epica avventura alla riflessione sui temi dell’eroismo e del sacrificio. “Mazinga Z”, ad esempio, non è solo una delle prime serie di robot giganti, ma anche un punto di riferimento nella storia del manga, capace di definire il genere con una trama innovativa e personaggi indimenticabili. “Goldrake”, noto anche come “Goldorak”, ha saputo catturare il pubblico con la sua combinazione di azione frenetica e dramma avvincente. “Jeeg Robot”, con la sua narrazione che mescola mitologia e fantascienza, ha aggiunto ulteriore profondità a un universo già ricco e variegato.

Il ritorno di questi manga in una nuova veste editoriale offre non solo un’opportunità di riscoperta per i fan di lunga data, ma anche una chance imperdibile per le nuove generazioni di appassionati di immergersi in un mondo che ha contribuito a definire l’immaginario collettivo dell’animazione giapponese. Ogni volume della collana “Manga Super Robot” rappresenta un capitolo fondamentale di una storia che ha attraversato decenni e continenti, rivelando le origini e l’evoluzione di alcuni dei personaggi più iconici della cultura pop.

La pubblicazione di “Manga Super Robot di Repubblica” non è solo un omaggio al passato, ma anche un modo per celebrare l’eredità di Go Nagai e dei suoi collaboratori, che hanno saputo trasformare le loro visioni in leggende durature. Con ogni pagina, i lettori saranno trasportati in un’epoca in cui i giganti meccanici non erano solo macchine, ma veri e propri eroi che lottavano per salvare il mondo. E così, attraverso questa serie, possiamo continuare a sognare, come abbiamo fatto tanti anni fa, con l’aspettativa che ogni nuovo volume porti con sé un pezzetto di quella magia che ha reso i Super Robot tanto speciali.

Piano dell’Opera

  1. Mazinger Z 1, di Go Nagai (20 maggio 2023)
  2. Mazinger Z 1, di Go Nagai (3 giugno2023)
  3. Mazinger Z 3, di Go Nagai (17 giugno 2023)
  4. Mazinger Z 4, di Go Nagai (1 luglio 2023)
  5. Mazinger Z 5, di Go Nagai (15 luglio 2023)
  6. Mazinger Z 6, di Go Nagai (29 luglio 2023)
  7. Jeeg Robot 1, di Go Nagai e Tatsuya Yasuda (12 agosto 2023)
  8. Jeeg Robot 2, di Go Nagai e Tatsuya Yasuda (26 agosto 2023)
  9. Great Mazinger, di Go Nagai (9 settembre 2023)
  10. Ufo Robot Grendizer, di Go Nagai (23 settembre 2023)
  11. Mazinger Z 1, di Go Nagai e Gosaku Ota (7 ottobre 2023)
  12. Mazinger Z 2, di Go Nagai e Gosaku Ota (21 ottobre 2023)
  13. Mazinger Z 3, di Go Nagai e Gosaku Ota (4 novembre 2023)
  14. Mazinger Z 4, di Go Nagai e Gosaku Ota (18 novembre 2023)
  15. Mazinger Z 5, di Go Nagai e Gosaku Ota (2 dicembre 2023)
  16. Great Mazinger 1, di Go Nagai e Gosaku Ota (16 dicembre 2023)
  17. Great Mazinger 2, di Go Nagai e Gosaku Ota (30 dicembre 2023)
  18. Great Mazinger 3, di Go Nagai e Gosaku Ota (13 gennaio 2024)
  19. Great Mazinger 4, di Go Nagai e Gosaku Ota (27 gennaio 2024)
  20. Ufo Robot Grendizer 1, di Go Nagai e Gosaku Ota (10 febbraio 2024)
  21. Ufo Robot Grendizer 2, di Go Nagai e Gosaku Ota (24 febbraio 2024)
  22. Ufo Robot Grendizer 3, di Go Nagai e Gosaku Ota (9 marzo 2024)
  23. Ufo Robot Grendizer 4, di Go Nagai e Gosaku Ota (23 marzo 2024)
  24. Grendizer Giga 1, di Go Nagai (6 aprile 2024)
  25. Grendizer Giga 2, di Go Nagai (20 aprile 2024)
  26. Z Mazinger 1, di Go Nagai (4 maggio 2024)
  27. Z Mazinger 2, di Go Nagai (18 maggio 2024)
  28. Z Mazinger 3, di Go Nagai (1 giugno 2024)
  29. Z Mazinger 4, di Go Nagai (15 giugno 2024)
  30. Z Mazinger 5, di Go Nagai (29 giugno 2024)

Goldrake, un eroe sempre attuale

Nella vita succedono cose strane e ci sono successi internazionali che nel Paese d’origine non erano tali, o magari sono stati riscoperti come tali tempo dopo. In Giappone nel 1976 debuttò in televisione Ufo robot Grendizer, terzo capitolo di una saga sui robottoni giganti ideati da Go Nagai iniziata con Mazinger Z, ma non ebbe al momento il successo sperato, perché ai fan non piacque che Koji Kabuto, l’eroe del primo capitolo, fosse ridotto a fare da spalla al nuovo protagonista, l’affascinante alieno Daisuke Umon.

Solo negli anni successivi si riscoprì questa storia, grazie anche all’apporto dato ad alcuni episodi dal grande Shingo Araki, e adesso si parla di un possibile remake, mentre Grendizer, con il titolo di Atlas Ufo robot o meglio Goldrake è un cult in Italia da oltre quarant’anni, mentre come Goldorak è adorato in Francia, senza contare l’interesse che c’è nei suoi riguardi nei Paesi arabi.

Dall’Italia e dalla Francia emergono anche in questo momento due interessanti iniziative editoriali in tema. Nel nostro Paese la casa editrice La Torre propone una nuova, completa e monumentale edizione del saggio C’era una volta Goldrake di Massimo Nicora, articolato su due volumi per un totale di oltre mille pagine, in quello che è e resta la più ricca e dettagliata analisti del fenomeno Goldrake, tra documenti, articoli d’epoca, scoperte, interviste. La vasta analisi spazia dalla nascita in Giappone all’arrivo in Francia e in Italia, proponendo una mole di documenti e articoli d’epoca, nuove scoperte, interviste a varie personalità, per raccontare quello che è stato un successo abbastanza unico.

In Francia, si è ancora più audaci: cinque fumettisti cresciuti con Goldorak hanno infatti dato vita ad un seguito, un progetto con cui hanno realizzato un sogno di anni: lo sceneggiatore Xavier Dorison, con i disegnatori Denis Bajram, Brice Cossu, Alexis Sentenac e il colorista Yoann Guillo, cercando di ricreare le atmosfere di quell’epoca. Questo seguito non è una fanfiction come ce ne sono a tonnellate in rete, anche simpatiche, ma è stato approvato dallo stesso Go Nagai ed è fedele all’originale, con uno stile di disegno un po’ diverso, che mette insieme i manga e i fumetti franco belgi: Vega è stato sconfitto, la base lunare è stata distrutta, Actarus, Maria e Goldrake sono tornati su Fleed, ma un disco alieno rimasto sulla Terra torna a minacciare l’umanità. Ma come riportare l’eroe di tutti sul nostro pianeta?

Una premessa quindi interessante e intrigante, testimonianza della forza di questo immaginario su tutta una generazione, accompagnata in Francia da una mostra in tema fino al 30 ottobre alla Maison de la Culture japonaise di Parigi, da un concerto karaoke il 28 ottobre al Grand Rex sempre della capitale francese e da un’emissione di francobolli delle Poste francesi.

Panini Comics ha già acquistato i diritti per l’edizione italiana di questo Goldorak in salsa francese, dopo aver proposto l’interessante manga francese su Capitan Harlock.

UFO Robot Goldrake: il mito italiano nato da un pasticcio spaziale

Quando si parla di UFO Robot Goldrake, l’immaginario collettivo italiano si accende come il reattore del celebre robot: esplosivo, nostalgico, leggendario. Eppure, dietro al mito televisivo che ha acceso l’infanzia di milioni di spettatori negli anni ’70, si nasconde una storia sorprendente fatta di errori, traduzioni creative, censure e fraintendimenti culturali. Una storia che, paradossalmente, ha contribuito a rendere ancora più unico e inimitabile il legame fra l’Italia e il suo primo grande eroe mecha animato.


Tre robot, un solo cuore

Non tutti sanno che “UFO Robot Goldrake” non nacque come serie autonoma. In realtà, rappresenta il terzo capitolo di una trilogia che aveva già scosso il Giappone: Mazinger Z, seguito da Il Grande Mazinger, e infine Grendizer — il nome originale di Goldrake.
Il filo rosso che lega questi tre colossi d’acciaio è un ragazzo: Koji Kabuto, conosciuto dai fan italiani come Alcor. Koji fu il pilota originario di Mazinger Z, l’eroe che per primo si mise ai comandi di un robot gigante per difendere l’umanità. In Giappone, Koji è il cuore pulsante dell’intera saga, una sorta di Luke Skywalker dell’universo robotico di Go Nagai.

Quando “UFO Robot Grendizer” arrivò in Italia, il suo protagonista non venne riconosciuto come parte di una continuità narrativa. Il nostro Alcor era in realtà lo stesso Koji Kabuto, ma le emittenti televisive italiane trasmisero le tre serie in ordine inverso: prima Goldrake su RaiDue, poi Il Grande Mazinger sulle TV locali e infine Mazinger Z su RaiUno.
Il risultato? Un cortocircuito temporale degno di un film di fantascienza: il pubblico italiano vide prima il finale, poi il seguito e infine le origini.


Il caos delle traduzioni: Koji, Rio e Alcor

Le difficoltà linguistiche e la fretta di adattamento fecero il resto. I nomi cambiarono come in un gioco di specchi: Koji Kabuto diventò Rio Kabuto in Mazinger Z, mantenne il suo nome originale in Il Grande Mazinger, e si trasformò in Alcor in Goldrake.
Così, tre serie con lo stesso personaggio finirono per sembrare storie completamente diverse. È da questo scambio identitario che nacque l’ironico luogo comune, spesso ripetuto da chi non conosceva il contesto, secondo cui “i personaggi dei cartoni giapponesi sono tutti uguali”.
In realtà non erano simili: erano proprio la stessa persona, riscritta tre volte.


Censure e tagli: il volto mutilato di un mito

Negli anni ’70 la televisione italiana, ancora diffidente verso i “cartoni giapponesi”, impose tagli e modifiche massicce. Tutti i riferimenti a Mazinger Z furono eliminati nella prima messa in onda di “UFO Robot Goldrake”.
Interi episodi vennero saltati: i numeri 15, 59 e 71 non furono mai trasmessi. L’ultimo, il 71, fu addirittura rimontato in un film cinematografico creato dai distributori italiani per cavalcare il successo planetario della serie, ma senza l’approvazione di Go Nagai.
Un’operazione d’epoca, quasi “Frankensteiniana”, che però contribuì a consolidare l’aura mitica di Goldrake, rendendolo qualcosa di più di un semplice cartone animato: un mistero collettivo, un culto.


“Il figlio di Goldrake” (che non era suo)

Il successo travolgente di Goldrake in Italia portò a esiti a dir poco surreali. I distributori nostrani importarono anche la serie Daimos, che non aveva alcun legame con Grendizer, e la ribattezzarono “Il figlio di Goldrake”.
Una trovata commerciale che oggi farebbe impallidire qualunque purista dell’animazione, ma che all’epoca funzionò: il pubblico, ignaro della verità, si precipitò nei cinema convinto di assistere a un sequel ufficiale.
La stessa sorte toccò a Jeeg Robot d’Acciaio, di cui fu montato un film senza il consenso dell’autore, e perfino alla dolce Heidi, che in un adattamento cinematografico “diventava principessa” — un titolo inventato che con la storia originale non aveva nulla a che vedere.


Goldrake Reloaded: il ritorno del vero Koji Kabuto

Le recenti riedizioni di “UFO Robot Goldrake” hanno finalmente riportato alla luce le scene tagliate e gli episodi censurati. I dialoghi, spesso tradotti con superficialità, sono stati ricorretti e restaurati per restituire autenticità al capolavoro di Go Nagai.
Soprattutto, Koji Kabuto ha riottenuto il suo vero nome, ristabilendo il legame narrativo fra Mazinger Z, Il Grande Mazinger e Goldrake. Un piccolo passo per l’adattamento, un gigantesco salto per la coerenza dell’universo mecha.


Ma… chi diavolo è Atlas?

Eccoci alla domanda che tormenta ancora i fan di lunga data: chi è Atlas?
Quando Goldrake sbarcò in Italia nel 1978, la Rai trasmise la serie con il titolo “Atlas UFO Robot”. Ma in nessun episodio, né nella versione giapponese né in quella francese da cui derivava la nostra, esiste un personaggio di nome Atlas.
La verità è degna di una puntata speciale di “Misteri del doppiaggio”: il nome “Atlas” proveniva da un opuscolo informativo francese. All’epoca, per proporre un programma televisivo, le emittenti allegavano una guida di presentazione, un “atlante” — in francese appunto atlas.
Quando quel documento, intitolato “Atlas UFO Robot”, arrivò sulla scrivania di un funzionario Rai, venne scambiato per il titolo ufficiale della serie. E così nacque un nome destinato a entrare nella leggenda per puro errore burocratico.


Dal caos alla leggenda

Quel mosaico di confusioni, doppiaggi incerti e montaggi discutibili non distrusse Goldrake: lo trasformò in mito. Forse è proprio grazie a quella scintilla d’imperfezione che il robottone di Go Nagai ha saputo conquistare il cuore di tre generazioni di spettatori italiani.
Oggi Goldrake non è più solo un’icona dell’animazione giapponese, ma un pezzo di memoria collettiva nazionale, un simbolo del nostro primo incontro con il Giappone futuristico e poetico.

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