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“A occhi aperti. Disegnare il contemporaneo” dal 13 al 17 novembre 2024

Il festival “A occhi aperti. Disegnare il contemporaneo” ritorna a Bologna dal 13 al 17 novembre 2024, portando con sé una riflessione profonda sulle grandi questioni del nostro tempo. Nato nel 2022 con l’intento di interrogare la realtà contemporanea attraverso il linguaggio del disegno e del fumetto, il festival quest’anno si concentra su un tema che tocca le corde più sensibili della società moderna: la relazione tra corpo e paesaggio. Un tema che coinvolge la nostra interazione con l’ambiente e con le identità, questioni che non solo si intrecciano con la crisi climatica, ma che interrogano anche i paradigmi di genere e la ricerca di un’armonia sempre più difficile da raggiungere tra individuo e mondo.

Quest’edizione esplora, dunque, un tema universale: come i corpi si rapportano ai paesaggi fisici, naturali e simbolici, e come questa relazione sia stata influenzata dal passaggio del tempo e dalle trasformazioni culturali, politiche e sociali. Le opere in programma rivelano una varietà di approcci visivi e narrativi, che spaziano dal fumetto alla grafica, dalla narrazione personale a quella più sociale e politica, passando per il linguaggio della fantasia e della scienza.

Il fulcro della manifestazione è, senza dubbio, la mostra di Dominique Goblet, una delle pioniere del graphic novel europeo, che presenta per la prima volta in Italia la sua personale “Costellazioni” (dal 15 novembre al 15 dicembre, ex chiesa di San Mattia). L’artista belga, attraverso un’intensa esplorazione del corpo femminile, affronta tematiche come la vulnerabilità, la bellezza e la resilienza, intersecando la riflessione sull’identità e sulla rappresentazione. Le sue opere, come Ostende, raccontano di corpi maturi che si fondono con il paesaggio del Mare del Nord, mentre Les forêts sombres offre uno sguardo inedito sulla nudità femminile attraversando le foreste come luoghi fisici e simbolici. Con un linguaggio visivo che alterna luci e ombre, bianco e nero e colori intensi, Goblet esplora la relazione tra il corpo e il potere, il paesaggio e la sessualità, rompendo schemi estetici consolidati e aprendo nuove strade al dibattito sulla rappresentazione corporea.

In un’altra sezione del festival, l’artista Gwénola Carrère propone una visione utopica di un mondo futuro attraverso la sua mostra Extra-Végétalia (dal 14 novembre all’8 dicembre, SOF, Corte Isolani). Qui, un essere umano fuggito dalla Terra in crisi giunge su Végétalia, un giardino dell’Eden popolato da donne che vivono in simbiosi con la natura. Carrère, che mescola fumetto, illustrazione e fantascienza, crea un mondo di sensualità visiva e narrativa, in cui il corpo umano è parte di un’armonia con l’ambiente naturale, un’allegoria di fusione e sopravvivenza in un contesto ecologico.

La collettiva Rosa masticato, che inaugura domani alle 19.30 a Titivil (Bologna), presenta le opere di Elsa Klée, Lucile Ourvouai, Karla Paloma e Martina Sarritzu, quattro artiste protagoniste della scena indipendente europea. In mostra ci sono le zine Hairspray Magazine di Karla Paloma, che esplora temi di memoria e sessualità, e Fanatic Female Frustration, ispirata alla fumettista Aline Kominsky-Crumb, che prosegue la tradizione delle fanzine autobiografiche femministe e LGBTQIA+.

Le artiste parteciperanno anche alla “Conversazione a vignetta” intitolata Girls Club, alle 15.00 al DAS, insieme alla critica Maria Nadotti. Sabato 16 novembre si terranno altre conversazioni e incontri, tra cui una con Joe Kessler alle 10.30 e una lectio magistralis di Ilaria Bussoni alle 12.30.

Inuit Bookshop ospiterà alle 19.00 l’inaugurazione della mostra Naked Lines di Martoz e Gloria Pizzilli, che esplora la relazione tra corpo e paesaggio, con un approccio originale alla rappresentazione anatomica.

La giornata si concluderà alle 20.00 al TPO con la festa Canicola 20 x 10 Maple Death, per celebrare i 20 anni della casa editrice Canicola e i 10 anni dell’etichetta discografica Maple Death.

Jul Maroh, artista queer e transgender, affronta un altro tema centrale della contemporaneità con la sua mostra Resilienza Trans (dal 31 ottobre al 5 novembre, DAS – Dispositivo Arti Sperimentali), dove, partendo dalla sua esperienza personale, esplora la fragilità e la forza dei corpi transgender, utilizzando la figura mitologica di Chirone, il guaritore ferito. Maroh, attraverso ritratti simbolici di icone della comunità queer, cerca di dare dignità a chi vive ai margini, mostrando le cicatrici e le ferite, ma anche il potere di risorgere, unendo la mitologia alla realtà contemporanea.

Infine, In tenera difesa, mostra di Postbellica aka Liza De Nardi (dal 12 al 18 novembre, Ex Casa del Custode, Parco della Montagnola), si concentra sul corpo fragile e vulnerabile, esplorando attraverso il disegno intimo tematiche legate all’abuso, alla disforia e all’amore. Con una leggera ironia, De Nardi affronta temi delicati, immergendosi in un mondo onirico che invita alla riflessione sulla condizione umana.

A concludere questo viaggio nel corpo e nel paesaggio è la mostra Naked Lines (dal 13 novembre al 1° dicembre, Inuit Bookshop), che raccoglie le opere di Martoz e Gloria Pizzilli, i cui disegni esplorano le connessioni fra anatomia e paesaggio in modo sorprendente e innovativo. Il corpo, in questo caso, non è più solo una forma isolata, ma diventa un elemento che interagisce con lo spazio, rompendo le convenzioni tradizionali e proponendo nuove logiche visive.

La mostra Per sparire di Bianca Bagnarelli, in programma dal 14 novembre all’1 dicembre 2024 allo Spazio & di Bologna, esplora il processo creativo dietro le opere dell’autrice, svelando come un’idea si trasformi in illustrazione o racconto a fumetti. L’esposizione, inaugurata il 13 novembre, include animazioni e materiale di repertorio che offrono uno spaccato del dietro le quinte delle storie presenti nel suo nuovo libro Animali domestici, pubblicato da Coconino Press. Bagnarelli, nota per la sua collaborazione con testate internazionali come The New Yorker e The New York Times, ha realizzato anche la sua prima copertina per The New Yorker nel 2024.

In un mondo sempre più complesso e interconnesso, dove la crisi ecologica, sociale e culturale ci interroga quotidianamente, “A occhi aperti” si conferma come un festival capace di fare del fumetto e dell’illustrazione strumenti potenti di riflessione e cambiamento. Il programma di quest’edizione, che esplora la relazione tra corpo e paesaggio attraverso le opere di artisti di fama internazionale e emergenti, offre un’occasione unica di confronto e di dibattito, un invito a riflettere sul presente, sulle sue sfide e sulle possibilità di trasformazione.

La fine di un’era: la chiusura di Shockdom, pioniera del fumetto online Italiano

Il mondo del fumetto italiano ha subito un duro colpo: Shockdom, la celebre casa editrice che ha rivoluzionato il panorama dei webcomic in Italia, ha cessato le sue attività. Il tribunale di Brescia ha dichiarato la liquidazione giudiziale della casa editrice, mettendo fine a una storia lunga e appassionante iniziata 24 anni fa.

Le Origini: Un Sogno Diventato Realtà

Shockdom nacque nel luglio del 2000, fondata da Lucio Staiano e Maximiliano Bianchi. In un’epoca in cui Internet era ancora agli albori, la coppia di visionari creò un sito che ospitava fumetti e animazioni in Flash. Tra i primi lavori, spiccavano quelli di Andrea Zingoni in collaborazione con il canale web My-Tv. Tuttavia, il vero punto di svolta arrivò nel 2004, con la pubblicazione di Eriadan, uno dei primi webcomic italiani realizzato da Paolo Aldighieri. La striscia divenne virale all’epoca dei blog, segnando l’inizio di una nuova era per il fumetto online italiano.

La popolarità di Eriadan inaugurò una prima ondata di webcomic italiani, facendo di Shockdom un punto di riferimento nel settore. Il 2006 segnò l’arrivo di Simone “Sio” Albrigi, un autore che avrebbe portato grande successo alla casa editrice. Con Sio, Shockdom non solo pubblicò libri cartacei, ma lanciò anche riviste come Scottecs Megazine, che conquistarono un vasto pubblico di giovani lettori.

Nel corso degli anni, Shockdom arricchì il proprio catalogo con autori e autrici di grande talento, tra cui Fraffrog, Labadessa, Marcello Toninelli, Loputyn, Marco e Giulio Rincione, Angela Vianello, Il Baffo, Quasirosso, Walter Baiamonte, Alessio Spataro, Lorenzo Palloni, Martoz, Daniele Fabbri e Stefano Antonucci. La casa editrice non solo pubblicava, ma creava una comunità, un luogo dove gli appassionati di fumetti potevano trovare storie nuove, fresche e originali. Con il successo consolidato in Italia, Shockdom guardò oltre i confini nazionali. Nel 2017 aprì una sede in Brasile e, nel 2019, acquisì l’editore di manga italiano Kasaobake e il marchio ManFont, espandendo ulteriormente il proprio catalogo. La casa editrice avviò anche progetti di espansione in Francia, Spagna e Stati Uniti, portando la creatività italiana nel mondo.

Tuttavia, l’autunno del 2023 segnò l’inizio della fine. Ritardi nelle pubblicazioni e lamentele da parte di autori per mancati pagamenti rivelarono una crisi interna. Shockdom ammise pubblicamente le difficoltà finanziarie, che portarono alla sospensione delle attività. Da quel momento, gli aggiornamenti sulle attività furono ridotti, e il silenzio si fece sempre più assordante.

L’Epilogo

Il 13 giugno 2024, il tribunale di Brescia dichiarò ufficialmente la liquidazione giudiziale di Shockdom. La casa editrice, che una volta era sinonimo di innovazione e successo nel mondo del fumetto, cessò di esistere. Con l’intervenuta liquidazione giudiziale, Shockdom non è più autorizzata a continuare l’attività di ideazione e realizzazione di fumetti in forma cartacea e multimediale. La curatrice nominata dal giudice avrà il compito di monetizzare tutto ciò che è possibile per dividere il poco attivo rimanente tra i numerosi creditori.

La chiusura di Shockdom rappresenta la fine di un capitolo importante nella storia del fumetto italiano degli ultimi decenni. Fondata per pura passione da Lucio Staiano e Maximiliano Bianchi, la casa editrice è stata un faro per molti autori e un punto di riferimento per gli appassionati di fumetti. Autori come Simone “Sio” Albrigi hanno portato folle di fan a ogni manifestazione del settore, dimostrando l’enorme impatto che Shockdom ha avuto sulla cultura pop italiana.

Un Futuro Incerto

La chiusura di Shockdom lascia un vuoto difficile da colmare nel panorama del fumetto italiano. Tuttavia, la passione per il fumetto e la creatività non si fermeranno qui. Gli autori che hanno trovato casa presso Shockdom continueranno a creare e a ispirare, portando avanti l’eredità di una casa editrice che ha saputo innovare e lasciare un segno indelebile. Shockdom non c’è più, ma il suo spirito vive nei cuori e nelle opere di tutti coloro che ha toccato. Un addio triste, ma con la speranza che nuove storie e nuovi protagonisti possano nascere dalle ceneri di questa grande avventura editoriale.

La X edizione di ARF! il Festival del Fumetto di Roma. Dal 24 al 26 maggio 2024

Celebrando il traguardo della sua decima edizione, dal 24 al 26 maggio 2024, alla Pelanda del Mattatoio e alla Città dell’Altra Economia di Roma, torna ARF! Festival, la festa di chi ama, scrive, disegna, legge e respira fumetti. Ideato e organizzato da Daniele “Gud” Bonomo, Paolo “Ottokin” Campana, Stefano “S3Keno” Piccoli, Mauro Uzzeo e Fabrizio Verrocchi, ARF! offre tre giorni di “Storie, Segni & Disegni”: un’immersione totale nel Fumetto nel cuore del Testaccio, quartiere-simbolo del fermento creativo della Capitale.

Tra le sezioni del Festival, ritroveremo l’appuntamento unico nel suo genere, nel panorama dei festival di fumetto italiani, la Job ARF!, format di successo che, attraverso colloqui di lavoro tra autrici, autori esordienti e case editrici, crea vere opportunità professionali e l’ARFist Alley per incontrare decine di stelle del comicdom nazionale e internazionale (Rafael Albuquerque, Ivàn Brandon, Otto Schmidt, Sara Pichelli, il Collettivo Moleste e Rita Petruccioli solo per citarne alcune) con le proprie postazioni per firmacopie e commission.

Non mancherà la Self ARF!, un “festival nel Festival” interamente dedicato al mondo delle autoproduzioni e della microeditoria indipendente a ingresso gratuito.

SALA TALK: Cuore pulsante nonché vero e proprio “marchio di fabbrica” di ARF!, la Sala Talk sarà animata anche quest’anno dai più importanti protagonisti del Fumetto italiano e internazionale, da editori, autrici e autori, da personalità dal mondo del cinema, della musica e dello spettacolo. L’evento vedrà la partecipazione di grandi ospiti come Dave McKean dal Regno Unito, Baru dalla Francia, Lâm Hoàng Trúc dal Vietnam, oltre a eccellenze “100% Made in Italy” come Silvio Camboni, Alessandro Baronciani, Rita Petruccioli, Solo & Diamond, Iris Biasio e Hurricane, Stefano Rapone, Gigaciao, Micol Beltramini, Agnese Innocente, Ambra Pazzani, La Tram, Jacopo Camagni, Emiliano Mammucari e i quattro registi del film “Il segreto di Liberato” Francesco Lettieri, Lorenzo Ceccotti, Giorgio Testi, e Giuseppe Squillaci.

Quest’anno, inoltre, per la sezione Ultrapop troveremo gli incontri di Disuniti Live!, il format del giornalista Gianmaria Tammaro che prende vita in una nuova dimensione live all’interno della cornice della Sala Talk. Un momento d’incontro e confronto in una conversazione a tu per tu con le stelle dello spettacolo come Vinicio Marchioni, Luca Ravenna, Margherita Vicario e Aurora Leone dei The Jackal. E ancora, i due Maestri Vittorio Giardino e Baru, indiscutibili “veterani” del Fumetto italiano e franco-belga, che saranno i protagonisti delle Lectio Magistralis di questa edizione 2024.

LAVORO, DISEGNI, LIBRI, AUTOPRODUZIONI. Tra le sezioni del Festival, ritroveremo l’appuntamento unico nel suo genere, nel panorama dei festival di Fumetto italiani, la Job ARF!, format di successo che, attraverso colloqui di lavoro tra autrici, autori esordienti e case editrici, crea vere opportunità professionali e l’ARFist Alley per incontrare decine di stelle del comicdom nazionale e internazionale (tra cui Ivàn Brandon, Otto Schmidt, Sara Pichelli del Collettivo Moleste, Fabrizio De Tommaso e Rita Petruccioli) con le proprie postazioni per firmacopie e commission.

Torna anche il BOOKSHOW®, lo spazio espositivo di oltre 500mq (in collaborazione con la Libreria Giufà), un ambiente immersivo e performativo, dove sarà possibile ritrovare i corner personalizzati di alcune delle migliori case editrici italiane di Fumetto, con le proprie novità, le selezioni di qualità e tante autrici e autori per sketch e dediche.

Non mancherà la Self ARF!, un “festival nel Festival” interamente dedicato al mondo delle autoproduzioni e della microeditoria indipendente a ingresso gratuito.

AREA KIDS. Gratuita anche l’ARF! Kids, l’area pensata per i giovanissimi, che si conferma come uno degli appuntamenti più attesi con i suoi laboratori creativi non-stop di qualità, gli incontri con i libri, le letture e il disegno sotto la guida dei migliori talenti dell’editoria italiana per l’infanzia come Alice Coppini, Gud, Angelo Mozzillo, Francesca Carabelli, Beatrice Galli, Caterina Rocchi, solo per citarne alcuni. E per i più piccoli, letture e laboratori 3-5 anni a cura di Ottimomassimo la libreria itinerante per bambini e bambine con i suoi 3000 libri selezionati tra le più belle storie dell’editoria italiana e internazionale e con la sua selezione di albi illustrati, fumetti e storie senza parole. In occasione degli 85 anni di Batman, inoltre, l’area kids ospita le scenografie e i personaggi di Gotham Shadows e uno speciale percorso espositivo che ripercorre 85 celebri copertine, un omaggio realizzato in collaborazione con MegaNerd.it.

LE MOSTRE. La decima edizione di ARF! presenterà 9 mostre inedite. Innanzitutto Più di 100 proiettili della superstar argentina Eduardo Risso, esposizione con cui ARF! rinnova anche quest’anno la lunga e fruttuosa partnership con l’Instituto Cervantes di Roma, che si terrà dal 17 maggio al 6 luglio 2024 alla Sala Dalì di Piazza Navona.

Le altre 8 mostre, anche queste in esclusiva, saranno visitabili nell’intenso weekend di attività del 24, 25 e 26 maggio, dalle 10:00 alle 20:00, presso La Pelanda del Mattatoio.

Cominciando da Xtraordinarie! dedicata all’Arte di Silvio Camboni, autore del manifesto di ARF! 2024, la cui fama in Italia e Francia lo consacra come uno dei fumettisti più eclettici, talentuosi e prestigiosi della Disney e della Glénat.

Per restare in tema bande dessinée, la mostra O partigiano, portami via celebra l’intera carriera artistica di Baru, padre nobile del graphic novel d’Oltralpe, voce delle classi operaie, degli immigrati, dei disgraziati e degli ultimi, non solo in Francia.

Alle visioni del fumettista, illustratore, fotografo, regista e grafico, l’inglese Dave McKean, è poi dedicata l’immaginifica I dreamed a dream, esposizione antologica che attraverso tavole e illustrazioni originali ci racconterà questo gigante della Nona Arte, che ha realizzato tutte le copertine e il design del leggendario Sandman di Neil Gaiman (di recente trasposto in adattamento televisivo per Netflix) e capolavori del Fumetto mondiale come Batman: Arkham Asylum o Cages.

Dal Vietnam, la giovane mangaka Lâm Hoàng Trúc che – per la prima volta in Italia! – espone le tavole originali del suo Estate infinita (uno dei bestseller dell’editore Toshokan) e, all’interno della mostra Slice of Summer a lei dedicata, presenterà alcune anteprime della sua prossima opera La strada dei fiori.

E ancora: in Area Kids il percorso espositivo dedicato ai fumetti e alla serie animata di Avatar (la celebre serie USA creata da Michael Dante DiMartino e Bryan Konietzko, anch’essa di recente trasposizione in live action per Netflix; la potenza lisergica di Hurricane e del suo Euforico Hangover all’interno degli spazi della Self Area, negli atelier della Galleria delle Vasche; il talento della fumettista e illustratrice Iris Biasio (Premio Bartoli di ARF! 2023 “Miglior promessa del Fumetto italiano”). In mostra anche i due street artist SOLO & Diamond con un’esposizione/racconto della loro intensa attività di respiro europeo, spesso iconograficamente ispirata al Fumetto, oltre che autori della versione variant del manifesto di ARF! 2024, dipinta a fine aprile su una delle pareti del Mercato Testaccio.

SOLIDARIETA’. Sin dalla sua prima edizione ARF! è anche sinonimo di solidarietà: dopo Emergency, CESVI, Dynamo Camp, Amnesty International, UNHCR, Mediterranea Saving Humans, Associazione antimafie daSud e Medici Senza Frontiere, quest’anno – nel protrarsi dei tragici scenari di emergenza umanitaria nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania – il partner solidale del Festival sarà Assopace Palestina, la ODV fondata dalla ex deputata e vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini, già candidata nel 2005 al Premio Nobel per la Pace.

Nato nel 2015, in dieci anni il festival è diventato un punto di riferimento nel panorama delle manifestazioni italiane, posizionandosi efficacemente nel calendario nazionale degli eventi di settore con carattere e identità. ARF! è anche co-fondatore di RIFF • Rete Italiana Festival Fumetto, l’Associazione nazionale di categoria dell’intero comparto, di cui Stefano Piccoli (direttore di ARF!) è presidente. www.retefumetto.it

La decima edizione di ARF! Festival è promossa da Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e Azienda Speciale Palaexpo e le partnership di ATAC, PressUp e Koh-I-Noor

Senza bandiere e uniti a Handala per chiedere un immediato cessate il fuoco su tutti i fronti di guerra

Il 22 luglio 1987, a Londra, veniva ucciso a colpi di pistola Naji al-Ali, uno dei più celebri e controversi disegnatori palestinesi, che con le sue vignette satiriche denunciava le ingiustizie e le violenze subite dal suo popolo. Nato nel 1938 in un villaggio della Galilea, al-Ali era stato costretto a fuggire con la sua famiglia nel 1948, dopo la creazione dello stato di Israele, e a rifugiarsi in un campo profughi in Libano. Lì aveva scoperto la sua passione per il disegno e si era unito al movimento nazionalista arabo, da cui era stato poi espulso per la sua indipendenza di pensiero. Nel 1963 si era trasferito in Kuwait, dove aveva iniziato a lavorare come vignettista per diverse riviste e giornali del mondo arabo, tra cui Al Qabas, per il quale lavorava al momento del suo assassinio.

La sua opera più famosa e significativa era Handala, un bambino di dieci anni, scalzo e stracciato, che si presentava sempre di spalle, con le mani dietro la schiena, in segno di rifiuto e protesta. Handala rappresentava il simbolo della resistenza e dell’identità palestinese, ma anche della povertà e della sofferenza dei rifugiati. Al-Ali aveva scelto di fermare l’età del suo personaggio a dieci anni, la stessa che aveva quando era stato costretto a lasciare la sua terra, e aveva dichiarato che Handala avrebbe potuto crescere solo quando fosse tornato in Palestina. Il nome Handala derivava da una pianta locale, il handhal, che produce un frutto amaro e che ha radici profonde e resistenti.

Le vignette di al-Ali non risparmiavano nessuno: criticavano aspramente non solo l’occupazione e la repressione israeliana, ma anche la corruzione e la complicità dei regimi arabi, la violenza e l’intolleranza dei gruppi estremisti, la passività e l’ipocrisia della comunità internazionale. Per questo motivo, al-Ali si era fatto molti nemici e aveva ricevuto numerose minacce di morte. Il suo omicidio, avvenuto sotto gli occhi di molti testimoni, non è mai stato chiarito. La polizia britannica arrestò un sospetto, un palestinese che si dichiarò un doppio agente al servizio dell’OLP e del Mossad, ma non riuscì a provare la sua colpevolezza. Alcune fonti indicarono il Mossad come il mandante dell’attentato, altre puntarono il dito contro l’OLP o contro altri gruppi palestinesi rivali. Al-Ali fu sepolto nel cimitero islamico di Brookwood, vicino a Londra, dopo che il suo desiderio di essere tumulato nel campo profughi di Ain al-Hilweh, accanto al padre, si rivelò impossibile da realizzare.

A trentasei anni dalla sua morte, l’opera e il messaggio di al-Ali sono ancora vivi e attuali, e Handala è diventato un’icona della causa palestinese, presente sui muri, sui manifesti, sui tatuaggi e sui gioielli di molti palestinesi e di chi si schiera dalla loro parte. In questi giorni, in occasione dell’anniversario dell’assassinio di al-Ali, un gruppo di fumettisti italiani ha voluto rendere omaggio al grande artista con un’iniziativa originale e significativa. Si tratta di una tavola in cui sono ritratti più di cento personaggi, tratti da fumetti famosi o meno, che danno le spalle al lettore, proprio come Handala. L’idea è nata dalla disegnatrice Francesca Ghermandi, che ha coinvolto altri settantanove colleghi, tra cui Ivan Manuppelli Hurricane, Giorgio Franzaroli e Matilde della Eris Edizioni. Ogni autore ha scelto un personaggio a cui è legato e lo ha disegnato di spalle, accanto a Handala, in un gesto di solidarietà e di richiesta di un cessate il fuoco incondizionato su tutti i fronti di guerra. Tutti nessuno escluso.

L’iniziativa ha riscosso un grande successo in Italia, dove la tavola è stata pubblicata su vari siti e social network, e ha suscitato l’interesse e l’ammirazione di molti lettori e appassionati di fumetti. Ma non solo. L’iniziativa si è diffusa anche in altri Paesi, grazie alla rete e alla condivisione di molti artisti e attivisti. Il 31 dicembre 2023, il mangaka Tokushige Kawakatsa, l’artista Mariko Matsushita e la fotografa Zohre Miha hanno lanciato un appello agli autori giapponesi e non solo, invitandoli a disegnare un proprio personaggio in stile Handala, utilizzando l’hashtag #withHandala. L’appello ha avuto una vasta eco su X, dove il post di Kawakatsa ha raggiunto oltre due milioni di persone. Da allora, centinaia di contributi sono stati pubblicati online, con autori di tutto il mondo che si sono uniti alla causa. Tra i personaggi disegnati di spalle, si possono riconoscere figure famose come Naruto, Astro Boy, Hello Kitty, Pikachu, Doraemon, Totoro, Sailor Moon, Lupin III, Batman, Spider-Man, Superman, Wonder Woman, Mickey Mouse, Snoopy, Calvin e Hobbes, Mafalda, Corto Maltese, Dylan Dog, Tex Willer, Diabolik, Hugo Pratt, Moebius, Hergé e molti altri.

Nel frattempo, Eris Edizioni ha reso disponibile in download gratuito sul proprio sito il volume Filastin, dedicato a Naji al Ali e pubblicato originariamente nel 2013. Il volume è un tributo all’artista e alla sua eredità, che continua a ispirare le persone in tutto il mondo a lottare per la pace e la giustizia in Palestina. Il libro raccoglie una selezione di vignette di al-Ali, accompagnate da testi di vari autori che ne illustrano la vita e l’opera, il contesto storico e politico in cui si è sviluppata, il significato e la portata del suo messaggio. Il libro contiene anche una prefazione di Leila Khaled, la nota attivista palestinese che fu amica di al-Ali e che compare in alcune delle sue vignette.

L’iniziativa dei fumettisti italiani per il cessate il fuoco in Palestina ha dimostrato che l’arte può essere un potente strumento di cambiamento sociale e politico, capace di sensibilizzare l’opinione pubblica e di creare legami e solidarietà tra persone di culture e paesi diversi. Con l’allargamento dell’iniziativa a livello globale, c’è la speranza che sempre più persone si uniscano alla causa e si alzi una voce forte e unita per la pace e la giustizia in Palestina, una terra martoriata da un conflitto che dura da decenni e che ha causato migliaia di morti e di sfollati.

Un conflitto che ha visto nascere e fallire diversi tentativi di pace, come gli accordi di Camp David del 1978 e del 2000, gli accordi di Oslo del 1993 e del 1995, la road map del 2003, l’iniziativa di Ginevra del 2004, la conferenza di Annapolis del 2007, i colloqui di Washington del 2010 e di Gerusalemme del 2013. Un conflitto che ha diviso anche i palestinesi tra le diverse fazioni politiche e militari, come l’OLP, il Fatah, il Fronte Popolare, il Fronte Democratico, il Jihad Islamico, il Hamas e altri. Un conflitto che ha generato una grave crisi umanitaria, soprattutto nella Striscia di Gaza, sottoposta a un blocco israeliano dal 2007, e in Cisgiordania, dove si moltiplicano le colonie israeliane e il muro di separazione. Un conflitto che ha provocato anche numerose violazioni dei diritti umani, da parte di entrambe le parti, come documentato da varie organizzazioni internazionali, tra cui Amnesty International, Human Rights Watch e Oxfam.

Di fronte a questo scenario, la voce degli artisti e dei fumettisti può sembrare debole e inutile, ma in realtà è una voce potente e necessaria, che può contribuire a rompere il silenzio e l’indifferenza, a creare consapevolezza e solidarietà, a stimolare il dialogo e la comprensione, a esprimere la speranza e la resistenza. Questo è il senso dell’iniziativa #withHandala, che vuole essere un omaggio a Naji al-Ali e al suo personaggio, ma anche un messaggio di pace e di giustizia per la Palestina e per tutti i popoli oppressi e in guerra. Un messaggio che si diffonde attraverso il linguaggio universale dell’arte e del fumetto, che può raggiungere e coinvolgere persone di ogni età, cultura e provenienza. Un messaggio che si ispira al motto di al-Ali: “Non ho mai cercato di essere un eroe, ma ho sempre cercato di essere un essere umano”.

Nove autori, nove stili per “Nove Maghi”

Nove maghi con nove incredibili poteri. Nel carcere magico di massima sicurezza Abracadalcatraz c’è un solo modo per andarsene: arrivare primi al traguardo di un sadico gioco dell’oca per avere la libertà e l’assoluzione da ogni reato. Vale tutto. Il terreno di gioco è il proprio mondo interiore e, peggio ancora, anche quello altrui. “Nove Maghi” è un esperimento folle con 9 stili che confluiscono assieme in un’unica fragorosa avventura. Ogni mago è creato e disegnato da un autore diverso, ma tutti si muovono nello stesso assurdo universo, dando vita a contrasti paradossali.

Nove Maghi è realizzato da  Trincea Ibiza. un’armata di nove autori che ha deciso di autoprodursi per scuotere le fondamenta del fumetto indipendente e fare cose mai fatte prime. Conosciuti negli anni militando fianco a fianco in svariati festival, la fanteria è composta da: Spugna, Jaco, Luciop, Cammello, Tommygun, Martoz, Putcho, Jazz e Sdolz. “Nove Maghi” è il loro primo ordigno a fumetti.

Il volume è una co-produzione nata dal sodalizio con Frankenstein Magazine, un progetto editoriale indipendente e rivista-contenitore che dal 2019 promuove contenuti sperimentali e di ricerca, che tocca in maniera trasversale arti figurative e scrittura creativa, con un particolare focus sul fumetto d’autore. Etichetta tra le più innovative del panorama indipendente Italiano ed Europeo, ha vinto il premio “Nuove Strade” al Comicon di Napoli 2022.

Nove Maghisarà in preorder sui siti di Trincea Ibiza  e Frankenstein Magazine dal 1 Giugno al 1 Settembre, un corposo albo di 200 pagine con cover con effetto olografico. Per il primo mese ogni copia ordinata avrà in regalo uno sketch originale su cartoncino formato A5 di uno dei nove autori e un poster formato A3 omaggio, numerato e firmato da tutti gli autori. Durante il preorder sarà in vendita una vera e propria versione Deluxe, con finiture e cartotecnica di pregio. Una volta esaurita la prima edizione il volume potrà essere ristampato, ma la versione cartonata Deluxe con olografia resterà esclusiva della prima edizione

Il pomo rubato di Martoz

Il pomo rubato è la storia a fumetti che Martoz ha ambientato nella Galleria Borghese. Uno scoppiettante inseguimento tra le sculture e gli affreschi della Galleria Borghese. Per non farsi acciuffare, la protagonista de Il pomo rubato dovrà correre a perdifiato senza farsi intimorire dal triplice ringhio di Cerbero, né lasciarsi incantare dai cortei magici che le sfilano accanto. Fino a che non troverà una succulenta mela da addentare e un approdo sicuro sulla spalla di Napoleone Bonaparte, alla ricerca di sua sorella Paolina. Sarà anche per voi amore a prima vista?

L’autore ha dichiarato:

“La Galleria Borghese è una mappa del tesoro costellata di sole X. È tutta un tesoro. “Facile così!”, direte voi. Invece no! La prima volta che ci sono entrato mi è venuto subito il mal di testa. C’erano così tante cose da guardare che non vedevo nulla. Ero letteralmente stordito… Ma non vi impanicate, basta darsi una calmata e iniziare a osservare le singole cose: quel quadro là, quell’affresco lassù, quei millemila busti! Pian piano ho iniziato a godere di cotanta bellezza super concentrata. Fidatevi, ogni angolo di quel posto nasconde un gioiello. Mi sono soffermato così tanto sui particolari da arrivare ad apprezzare maggiormente quelle opere “minori” che solitamente nessuno nota… Come la povera scimmietta incatenata! E niente, poi è stato amore”.

La collezione della Galleria Borghese, che fu definita la più bella collezione del mondo, è tuttora raccolta nel luogo che fu creato e pensato per quella collezione, all’interno di uno dei più bei parchi di Roma, la Villa Borghese. La prima collezione fu creata a partire dal 1607 dal cardinale Scipione Caffarelli Borghese e fu formata dai dipinti di Caravaggio, di Tiziano e di Raffaello e successivamente di celeberrimi gruppi scultorei di Bernini. Le opere sono esposte nelle 20 sale affrescate e riccamente decorate da marmi, intarsi, mosaici, stucchi e inserti dell’antico. Oggi, oltre all’esposizione della collezione permanente, il museo offre un ricco programma di mostre di arte non solo antica e moderna ma anche contemporanea.

Martoz è nato ad Assisi nel 1990. Fumettista, illustratore e street artist. È attivo nell’ambito dell’autoproduzione con varie collaborazioni. Con Remi Tot in STUNT, libro edito da MalEdizioni nel 2015, vince il Premio Boscarato come “Autore rivelazione” al TCBF. Nel 2016 escono per Canicola edizioni due suoi libri: Amore di lontano e La mela mascherata. Nel 2017 pubblica Il cacciatore Gracco con Coconino Press – Fandango e con Actes Sud in Francia (2019). Disegna Instantly elsewhere, su testi di Lorenzo Palloni, per Shockdom. Collabora con Illustratore Italiano, Vita, Linus, Il Sole 24 Ore e Associazione “Illustri”. Realizza murales per film e festival. Espone i suoi lavori in Italia e all’estero.

Esce per Feltrinelli la rivista Sotto il Vulcano, diretta da Marino Sinibaldi

Esce per Feltrinelli la rivista Sotto il Vulcano, diretta da Marino Sinibaldi. Una serie di dieci numeri a cadenza trimestrale che avrà ogni numero, come ospite, un curatore diverso per la parte monografica. Il primo numero Cronache dal mondo nuovo, è a cura del Premio Strega Helena Janeczek e illustrato da Alessandro Martorelli (Martoz).

Con i contributi di Marco Balzano, Javier Cercas, Fabio Deotto, Paola Dubini, Franco Farinelli, Maurizio Ferraris, Fabio Genovesi, Etgar Keret, Colum McCann, Luca Molinari, Giacomo Papi, Marco Rossari, George Saunders, Giorgia Serughetti, Chiara Valerio.

Sotto il Vulcano è una rivista trimestrale che, nell’arco di una serie di dieci numeri, si propone di mostrare, documentare, raccontare e reimmaginare la realtà. La scommessa è che da un trauma come quello che stiamo vivendo nascano pensieri e narrazioni nuove. Il proposito è di raccoglierli e, senza promettere risposte, aprire uno spazio in cui le domande più profonde, serie, affascinanti vengano a galla e trovino voce. Ogni numero vede una condirezione diversa, con il compito di sviluppare insieme a Marino Sinibaldi un grande tema, che occupa la parte centrale della rivista. Lo declinano scrittori, filosofi , artisti e scienziati, italiani e stranieri, attraverso racconti, reportage, memoir, interviste, poesie, pezzi giornalistici, graphic novel, riflessioni personali e analisi sociali. Iniziamo con le Cronache dal mondo nuovo, a cura del Premio Strega Helena Janeczek.

Sotto il Vulcano nasce per registrare e raccontare le trasformazioni delle cose, dei pensieri e degli immaginari nella tempesta che stiamo vivendo. Che ha soprattutto la forma tremenda di una pandemia ma le cui onde sussultorie arrivano ovunque. Le sezioni iniziali e finali di ogni numero (Sismografie e Fenomeni) vorrebbero allargare le reti per raccogliere più ampiamente possibile queste trasformazioni. Il focus al centro di ogni numero mira ad approfondirle. Questa dimensione ibrida ci sembra la più adatta a questi tempi che ibridi appaiono a molti e per molte ragioni. Questa non è una rivista, avremmo potuto scrivere in copertina nella più scontata delle citazioni di Magritte. Se non lo abbiamo fatto è perché sarà più stimolante scoprire cos’è davvero tutte e tutti insieme, numero dopo numero.

PAGINE 144 PREZZO –  16 euro –  ISBN 9788807493119