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Toy Story 5: Woody contro il tablet Lilypad, il ritorno che cambia per sempre il gioco

“I tempi cambiano, gli amici restano per sempre.”
Basterebbe questa frase per farmi venire la pelle d’oca. Perché Toy Story non è solo una saga animata: è un pezzo di infanzia cucito addosso come un costume che non smetti mai davvero di indossare, anche se cresci, anche se cambi, anche se la tua cameretta oggi è piena di cavi USB invece che di soldatini di plastica.

Disney e Pixar hanno rilasciato il nuovo trailer e il poster di Toy Story 5, e no, non è “solo un altro sequel”. È un ritorno che sa di resa dei conti generazionale. Woody, Buzz, Jessie e tutta la banda devono affrontare un nuovo rivale durante i momenti di gioco di Bonnie: un tablet chiamato Lilypad. E già qui sento il rumore sordo di una porta che si chiude e un’altra che si apre.

Il film arriverà nelle sale italiane a giugno 2026. E sì, sto già contando i giorni.


Woody, Buzz e l’infanzia digitale: la vera battaglia di Toy Story 5

Chi è cresciuto con il primo Toy Story del 1995 sa cosa significa vedere un cowboy di pezza e un ranger spaziale litigare per l’attenzione di un bambino. Gelosia. Paura di essere sostituiti. Terrore dell’oblio. Pixar ha raccontato tutto questo prima ancora che noi avessimo le parole per definirlo.

Adesso il nemico non è un altro giocattolo. Non è un Buzz nuovo di zecca. Non è un orsacchiotto profumato alla fragola.

È uno schermo.

Lilypad è un tablet intelligente, brillante, rassicurante. Arriva con le sue app educative, i suoi colori accesi, le sue promesse di contenuti infiniti. Non urla, non minaccia. Semplicemente… funziona. Propone. Intrattiene. Ottimizza il tempo di gioco di Bonnie con un’efficienza che Woody non potrà mai avere.

Qui si gioca la partita più interessante di Toy Story 5: il confronto tra immaginazione analogica e intrattenimento digitale. Tra un’avventura inventata sul tappeto e una missione pre-programmata con ricompense e suoni calibrati.

E la domanda che mi rimbomba in testa è una sola: può un giocattolo competere con un algoritmo?


Il ritorno di Woody e Buzz: trent’anni dopo, siamo cambiati anche noi

Il trailer mostra qualcosa che aspettavamo da tempo. Woody e Buzz si ritrovano dopo la scelta di Woody di lasciare la banda alla fine di Toy Story 4. Ricordate quel finale? Quel senso di addio dolceamaro, quasi definitivo? Io in sala avevo gli occhi lucidi. E non ero l’unica.

Rivederli insieme oggi significa fare i conti con il tempo. Il nostro, prima ancora del loro.

Le voci originali di Tom Hanks e Tim Allen tornano a dare corpo a Woody e Buzz. Ogni battuta è un frammento di memoria collettiva. VHS consumate, pomeriggi d’estate, prime volte al cinema con lo zaino ancora sulle spalle. “Verso l’infinito e oltre” non è solo uno slogan. È un mantra generazionale.

La reunion non è fan service. È una necessità narrativa. Perché davanti a un cambiamento così radicale, serve tutta la squadra. Vecchi amici, nuovi personaggi, dinamiche che si reinventano.

Il gioco, stavolta, è diverso.


Andrew Stanton, Randy Newman e il DNA Pixar che torna a farsi sentire

Dietro la regia troviamo Andrew Stanton, già mente creativa di WALL•E, Alla ricerca di Nemo e Alla ricerca di Dory. Un nome che per chi ama l’animazione significa profondità emotiva, silenzi che parlano, conflitti che non sono mai superficiali.

Al suo fianco Kenna Harris come co-regista e Lindsey Collins alla produzione. E poi lui, Randy Newman, che torna a comporre la colonna sonora per il suo quinto film della saga. Se parte anche solo una nuova versione di “You’ve Got a Friend in Me”, preparate i fazzoletti.

Toy Story 5 non sembra voler demonizzare la tecnologia. Questa è la cosa più interessante. Lilypad non è un villain da cartone animato con risata malvagia. È affabile, intelligente, convinta di fare il bene di Bonnie. Propone un’idea diversa di gioco, strutturata, guidata, forse più efficiente.

Woody incarna l’imprevedibilità. L’errore. L’avventura che nasce dal nulla.
Lilypad rappresenta la programmazione. L’ordine. Il contenuto già confezionato.

Non è una guerra tra bene e male. È un dialogo tra epoche.


Jessie, Forky e le nuove identità nel mondo ibrido

Jessie potrebbe essere la chiave emotiva di questo capitolo. Il suo passato segnato dall’abbandono la rende la lente perfetta per osservare la paura di essere messi da parte. Se Bonnie preferisce lo schermo, cosa resta per una bambola di stoffa?

Forky, introdotto in Toy Story 4 come simbolo dell’identità fragile e improvvisata, continua il suo percorso. Era nato come “spazzatura” e si è scoperto giocattolo. Ora si muove in un mondo in cui la definizione stessa di giocattolo è messa in discussione.

Cosa significa essere scelti? Cosa significa essere utili?
Domande semplici. Risposte devastanti.

Pixar ha sempre avuto questa capacità: infilare riflessioni esistenziali dentro un film che i bambini guardano per ridere.


Toy Story 5 e il futuro dell’animazione Pixar

Dopo anni complessi per il cinema d’animazione, tra streaming e cambi di strategia, il ritorno a una saga storica è una scelta potente. Toy Story non è un brand qualsiasi. È la radice stessa della Pixar Animation Studios.

Portare Woody e Buzz nel 2026 significa aggiornare il discorso sull’infanzia. Oggi i bambini crescono tra tablet, assistenti vocali, intelligenza artificiale. Il gioco libero compete con contenuti infiniti sempre disponibili.

Toy Story 5 sembra voler porre una domanda senza moralismi: l’immaginazione guidata è ancora immaginazione?

E per noi, adulti cresciuti con Andy, la questione è ancora più personale. Abbiamo abbandonato i nostri giocattoli. Abbiamo abbracciato la tecnologia. Eppure una parte di noi si illumina ancora davanti a un cowboy con il cappello consumato.


Giugno 2026: pronti a tornare in quella stanza?

L’uscita italiana è prevista per giugno 2026. Le sale si preparano a riaccogliere una saga che ha cambiato la storia del cinema d’animazione. Non è solo nostalgia. È un confronto diretto con il presente.

Toy Story 5 non si limita a raccontare una nuova avventura. Tiene uno specchio davanti a noi. Riflette l’infanzia analogica e quella digitale. Fa dialogare plastica e pixel, cordicelle e touchscreen.

Io lo so già: al buio del cinema riderò. Poi sentirò quel nodo in gola che solo Pixar sa creare. Perché crescere fa male, ma crescere insieme ai propri personaggi preferiti fa un po’ meno paura.

E voi?
L’idea di vedere Woody confrontarsi con un tablet intelligente vi emoziona o vi inquieta? Pensate che l’immaginazione possa sopravvivere agli algoritmi?

Parliamone nei commenti. La stanza dei giochi è cambiata, ma la community nerd resta. Sempre.

Doom Patrol: la serie live action spin-off di Titans

Doom Patrol è una serie televisiva statunitense ispirata al gruppo di supereroi omonimo creato da Arnold Drake, Bob Haney e Bruno Premiani per la DC Comics. Il gruppo ha debuttato negli Stati Uniti sulla collana My Greatest Adventure e presenta un gruppo di metaumani emarginati non solo per i loro poteri potenzialmente pericolosi, ma anche per il loro aspetto.

La serie tv, nata come spin-off della serie TV Titans, segue una propria continuity e ha ricevuto grande successo sin dal suo debutto su DC Universe nel febbraio 2019. La seconda stagione è stata distribuita su HBO Max e le stagioni successive sono state esclusive di quest’ultima piattaforma, con la rinomata trasformazione in HBO Max. In Italia, la serie è stata pubblicata su Prime Video a partire dal 7 ottobre 2019 e ha conquistato numerosi fan nel corso degli anni. Tuttavia, il 26 gennaio 2023 è stato annunciato che la serie si concluderà con la quarta stagione, deliziando i fan con una trama avvincente e personaggi ben sviluppati.

Doom Patrol unisce azione, commedia nera e dramma in un mix perfettamente equilibrato che intriga lo spettatore. I personaggi sono complessi e ben caratterizzati, interpretati in modo magistrale da attori del calibro di Brendan Fraser, Timothy Dalton e Diane Guerrero. La regia e la fotografia contribuiscono a creare un’atmosfera dark e surreale che si adatta perfettamente alla narrazione della serie.

Per gli amanti dei fumetti e per coloro che cercano qualcosa di innovativo e stimolante, Doom Patrol è un’opera imperdibile. Oltre a offrire intrattenimento di alta qualità, la serie offre una riflessione profonda sull’umanità e sulle relazioni interpersonali. Una vera e propria gioia per gli spettatori desiderosi di essere sorpresi e coinvolti in modo unico e coinvolgente.

I racconti della cripta

I racconti della cripta (in originale Tales from the Crypt) è stata una leggendaria serie televisiva made in USA, trasmessa dal 1989 al 1996 dall’HBO che si ispirava sulla serie a fumetti della EC Comics creata da William Gaines. In Italia la serie è debuttata in VHS con diversi titoli e poi è andata in onda su Canale 5 portando i titoli Racconti di mezzanotte (prime due stagioni) e I racconti della cripta(restanti stagioni).

Nel 1992 il canale televisivo Fox trasmise il film televisivo Incubi basato sui fumetti della EC Comics e formato da tre episodi che poi la rete HBO trasmise come singole puntate della serie TV.

Per quanto riguarda il cinema, anche qui si subisce il fascino della serie che porta alla produzione di due film: Il cavaliere del male (Demon Knight) del 1995 con Billy Zane e Il piacere del sangue (Bordello of Blood) film del 1996 con Corey Feldman.

Ci fu anche uno spin-off intitolato Perversions of Science trasmesso nel 1997 dalla HBO. ma questa volta non ci fu il successo sperato e ottenuto nel passato per cui la serie venne cancellata. Stessa sorte per il film Ritual del 2001 che era destinata al grande schermo, ma che uscì in DVD nel 2006.

Dato il successo ottenuto nasce anche il cartone animato intitolato Tales from the Cryptkeeper (in Italia: “Brividi e polvere con Pelleossa“) e uno show televisivo.

Numerose le  guest star che parteciparono: Sherilyn Fenn, Isabella Rossellini, Priscilla Presley, Demi Moore, Brad Pitt, Tim Curry, Don Rickles, Kelly Preston, Steve Buscemi, Brian Krause, Meat Loaf, Lea Thompson, Teri Hatcher, Tim Roth, Brad Dourif, Daniel Craig, James Remar, Kirk Douglas, Anthony Michael Hall, Whoopi Goldberg, Louise Fletcher, John Lithgow, Malcolm McDowell, Mark Pellegrino, Joe Pesci, Iggy Pop, Miguel Ferrer, Slash, Brooke Shields, Christopher Reeve, Billy Zane, Patricia Arquette, Timothy Dalton, Ewan McGregor, Donald O’Connor, Treat Williams, Joe Pantoliano, Perry King, Costas Mandylor, Benicio del Toro, Martin Sheen, Joan Chen, Frances Bay, Michael J. Fox (come attore e regista), Gregory Widen, Bill Paxton, Tia Carrere, Kimmy Robertson, Tom Hanks (come attore e regista), Dennis Farina, Kyle MacLachlan (come attore e regista), Arnold Schwarzenegger (come attore e regista).

Flash Gordon

Continuando la nostra carrellata di cinecomics del passato, non poteva mancare all’appuntamento l’adattamento del fumetto omonimo, Flash Gordon. Basata sull’opera fumettistica del 1934, il film esce nel 1980 nel pieno boom del filone eroistico-fantascientifico. Anche se il film è una coproduzione Gran Bretagna-U.S.A., buona parte del cast è di nazionalità Italiana infatti due delle protagoniste del film sono le attrici Ornella Muti e Mariangela Melato ed è prodotto dalla Dino de Laurentis film. Tra gli interpreti figurano attori del calibro di Max Von Sydow che non ha bisogno di presentazioni e un giovanissimo Timothy Dalton famoso per aver interpretato il ruolo di James Bond 007 in alcuni film. La colonna sonora è stata composta quasi interamente dai Queen di cui produssero l’omonimo album discografico, fu una delle prime volte che film a così alto budget per l’epoca (il film costò 35 milioni di dollari) per la colonna sonora venne utilizzata un unica Rock Band.

Nelle ultime settimane sul pianeta Terra si stanno abbattendo una serie di catastrofi naturali, dagli Uragani ai Terremoti fino agli Tsunami. Tutti gli scienziati brancolano nel buio senza trovare una sola spiegazione, tranne il Dr Zarkov, uno scienziato che deriso dalla comunità scientifica per le sue azzardate teorie, imputa tale serie di disastri a cause “esterne” al pianeta Terra. Infatti le cause di tali disastri sono colpa dell’Imperatore Ming del pianeta Mongo, che per allietare le sue giornate, grazie ad una macchina infernale, si diverte a scatenare disastri su disastri per divertire il suo “annoiato” spirito, e come ultimo colpo, ha fatto destabilizzare l’orbita della Luna facendola avvicinare contro la Terra. Scoperto da dove vengono gli impulsi che stanno distruggendo la Terra, il Dr Zarkov si prepara a partire con un Razzo Spaziale alla volta di Mongo, lo accompagnano Flash Gordon giocatore dei New York Jets e Dale Arden giornalista sportiva, che sono capitati per caso nelle vicinanze della sua base operativa a causa di un guasto all’aereo che li stava trasportando. Partiti alla volta di Mongo il veicolo spaziale viene intercettato daile forze militari di Ming; dopo essere stati catturati i tre vengono portati alla sala del Trono davanti al cospetto dell’Imperatore, qui Ming vedendo la giovane Dale, se ne invaghisce e pretende di avrela in sposa; Dale rifiuta e Flash si ribella scontrandosi con i soldati di Ming, ne nasce una tremenda collutazione ma grazie alla loro superiorità numerica le truppe di Ming riescono a sopraffare Flash, nonostante tutta la sua abilità, e ridurlo all’impotenza. Ming per placare la sua ira, condanna Flash a morte, e obbliga Dale a sposarlo oppure la Terra verrà completamente distrutta per suo volore, a Zarkov non capita sorte migliore, infatti eglie viere condannato alla completa cancellazione della volontà. Prima dell’esecuzione, grazie all’aiuto della figlia di Ming la Principessa Aura, Flash riescono a fuggire dal palazzo Imperiale e si dirigono verso il regno di Arborea stato vassallo dell’Impero di Ming. Appena giunti, Aura e Flash vengono accolti dal Principe Barin promesso sposo di Aura; la principessa dopo essersi accordato con Barin, lascia Flash ad Arborea per nascondersi dall’ira di Ming e rientra a palazzo. Dopo che Aura è partita i due hanno un alterco, in quanto Barin pensa che il terrestre voglia prendere il suo posto nel cuore della principessa, mentre stanno discutendo una pattuglia degli Uomini Falco, rivali di Barin e di Arborea, catturano sia Flash che il principe e li portano sulla loro città volante. Giunti alla città degli Uomini Falco, Vultano signore degli alati, decide di tenere prigionieri i due per consegnarli a Ming per rimanere nei suoi favori. Intanto Aura scoperto il suo tradimento, viene catturata e ridotta al rango di schiava di compagnia di Dale futura moglie dell’Imperatore su ordine di Ming stesso. Sulla città volante, intanto arriva l’inviato di Ming per prendere in consegna i prigionieri, ma Flash lo uccide. Temendo una ritorsione da parte dell’Imperatore, Vultano ordina ai suoi sudditi di lasciare la città volante e lascia i due al loro destino. Infatti dopo poco arriva ming che prende in consegna Barin, e prova a convincere Flash di diventare suo vassallo e di governare la Terra in suo nome, il nostro eroe rifiuta la proposta e Ming lo abbandona al suo destino sulla città volante che stà per essere distrutta. Flash all’ultimo riesce a fuggire dalla città e si dirige verso Arborea, qui incontra nuovamente Vultano che pentitosi di averlo abbandonato e di essere stufo della tirannia di Ming, si allea col Terrestre e alla testa dell’esercito degli Uomini Falco si dirigono al palazzo Imperiale per impedire le nozze e per bloccare l’arma che stà per far precipitare la Luna sulla Terra. Intanto mentre stanno iniziando i festeggiamenti per le nozze di Ming con la terrestre Dale, Aura libera sia Barin che Zarkov che era riuscito ad impedire il suo condizionamento cerebrale; insieme si dirigono verso il centro comadi per disattivare la bariera energetica che sta impedendo a Flash e Vultano di penetrare nel palazzo, i due riescono nell’impresa. Infatti appena lo scudo cede, Flash dirige il suo veicolo contro il palazzo e dopo aver affrontato e sconfitto il malvagio Ming in un duello mortale nel quale delle spoglie del malvagio Imperatore rimane solo il suo anello, riesce a disattivare la superarma, in un colpo unico Flash Gordon salva la Terra, riabbraccia Dale la sua amata e dona la libertà agli abitanti di Mongo e dei sistemi vicini dalla tirannia di Ming. Ma mentre tutti festeggiano, una misteriosa figura di cui si vede solo la mano, recupera l’anello di Ming lasciato sul campo di battaglia, e mentre si allontana si sente la fragorosa e perfida risata di Ming, che l’Imperatore non sia veramente sconfitto?

Nonostante tutto il film non ha avuto un grande successo nelle sale, infatti negli U.S.A. Incassato circa 27 milioni di dollari confronto ai 35 spesi, mentre nel Regno Unito quasi 14 milioni di sterline. Come molti film del genere alla fine Flash Gordon ha avuto una rivalutazione “postuma” molti anni dopo la proiezione, rendendolo un Cult del genere. Infatti questo è uno dei film che riguardo molto volentieri, specie dove in sottofondo si sentono le musiche e le canzoni dei Queen nei momenti più salienti, e anche per gli appassionati del genere da ancora molte soddisfazioni anche se, ormai, sono passati quasi quattro decenni; una trama semplice e lineare, botte da orbi, principesse da salvare, ironia al massimo, buona colonna sonora, un eroe coraggioso e senza paura e un malvagio come pochi se ne vedono, è il mix ideale per un buon film da poter rivedere più e più volte. Ma come sempre e lo dico sempre questo è solo il mio parere e gusto personale, come dice un vecchio adagio “provare per credere!”

By Marco Talparius Lupani