Archivi tag: theme park

Dismaland: Dieci anni dopo, il sogno distorto di Banksy vive ancora

Era il 21 agosto del 2015 quando il mondo dell’arte e del dissenso sociale fu scosso da un evento tanto surreale quanto geniale: Banksy, il misterioso street artist britannico, apriva le porte del suo parco dei divertimenti anti-favola, “Dismaland”. A distanza di dieci anni, quello che sembrava un esperimento provocatorio temporaneo è ancora impresso nella memoria collettiva come una delle più affilate e brillanti critiche al mondo moderno. E ora, in pieno 2025, i sussurri di un suo ritorno — magari ancora più spettacolare e anarchico — iniziano a farsi sentire nel vento.

Ma cosa fu davvero Dismaland?

Dismaland, o meglio Dismaland Bemusement Park, non era solo un’installazione temporanea, ma un’esperienza artistica, politica e psicologica travestita da luna park in rovina. Un luogo dove la magia si piegava sotto il peso del disincanto, e la satira tagliava in due il cuore dell’immaginario pop occidentale. Banksy non si limitò a ideare un semplice parco tematico, ma costruì un mondo capovolto, un incubo fiabesco situato nel relitto del Tropicana, un vecchio lido marittimo di Weston-super-Mare, nel Somerset inglese. E lo fece in pieno stile Banksy: con ironia tagliente, critica sociale e una regia degna di un capolavoro distopico.

Il castello delle fiabe in rovina che dominava il centro del parco non era soltanto una parodia di Disneyland. Era un colpo basso, affilatissimo, contro la cultura del consumo, il culto delle apparenze, e l’industria dell’intrattenimento che ci inghiotte fin da piccoli in una narrazione plastificata della realtà. All’interno, i visitatori si trovavano davanti a una scena straziante: una principessa morta, circondata da un nugolo di paparazzi scatenati. Un’immagine che evocava, senza troppi veli, la tragica fine di Lady Diana. Disney avrebbe inorridito. Forse. O forse no, considerando la forza comunicativa che un simile contrasto ha prodotto in tutto il mondo.

E non era solo questione di scenografia. Dismaland era un laboratorio di disobbedienza visiva. Una giostra con un macellaio al posto di un cavaliere, barconi di migranti telecomandati che galleggiavano in una piscina grigia come il mare di Lampedusa nei giorni peggiori, un’auto della polizia convertita in scivolo per bambini, e ancora, l’iconica Ariel completamente sfigurata, come se Photoshop fosse impazzito. Ogni angolo del parco era una fucina di significati, una denuncia al vetriolo dei nostri tempi. Damien Hirst, Jenny Holzer, Jimmy Cauty e oltre 50 artisti contemporanei unirono la loro arte a quella di Banksy, trasformando Dismaland in un vero e proprio manifesto collettivo…

L’intero progetto venne custodito gelosamente fino all’ultimo. Ai cittadini di Weston-super-Mare venne detto che una misteriosa casa di produzione hollywoodiana stava girando un thriller dal titolo Grey Fox. Un diversivo perfetto, da film di spionaggio. E poi, all’improvviso, l’apertura: 4000 visitatori al giorno, 38 giorni di delirio artistico, biglietti sold out, stampa internazionale in delirio. Il mondo si accorse di quanto un parco di divertimenti potesse essere meno innocuo di quanto sembri.

Dismaland fu anche performance. Lo staff era stato istruito per essere scontroso, depresso, apatico. Ogni guida sembrava uscita da un episodio di “Black Mirror”, incastrata in un loop emotivo fatto di cinismo e noia. Non erano solo comparse: erano parte integrante dell’opera, comparse di un mondo che abbiamo costruito con le nostre stesse mani. Il parco si chiuse il 27 settembre 2015 con un grande concerto a cui parteciparono le Pussy Riot, De La Soul e Damon Albarn. Il finale fu perfettamente coerente con lo spirito del progetto: un happening ispirato alla crisi dei rifugiati siriani, con una finta carica della polizia contro dei manifestanti. Distopia pura. Arte viva.

Ed eccoci qui, dieci anni dopo.

Per chi ha visitato Dismaland, l’esperienza è rimasta impressa come una ferita necessaria. Per chi l’ha conosciuta solo attraverso foto, documentari e articoli (magari proprio questo), è diventata una leggenda urbana contemporanea. Un esperimento impossibile da replicare, se non dal suo stesso creatore. E, secondo i sussurri di gallerie e addetti ai lavori, Banksy sarebbe pronto a colpire di nuovo. Con uno stile più diretto, più globale, forse ancora più oscuro.

Impossibile sapere se questa nuova “terra del disincanto” sarà fisica o digitale, se prenderà forma nel metaverso, su Marte o in qualche altro angolo dimenticato del Regno Unito. Ma se c’è una cosa certa, è che ogni nuova opera di Banksy è una chiamata all’azione, una sfida al pensiero comune, una bomba di ironia politica pronta a esplodere nel cuore della nostra comfort zone.

Banksy, con Dismaland, non ha solo costruito un parco a tema: ha rivelato le crepe nel nostro concetto di divertimento, ha fatto tremare le fondamenta del mondo dell’intrattenimento, e ci ha costretti a guardarci allo specchio con occhi meno Disney e più Gotham. Chissà se, in fondo, anche Batman avrebbe trovato in Dismaland un posto familiare. Di certo, il Joker ci si sarebbe sentito a casa.

E tu, saresti pronto a varcare di nuovo quei cancelli arrugginiti?

Disneyland: 70 anni del sogno di un uomo e di un topo

Il 17 luglio 1955 non è solo una data sul calendario: per chi ama la cultura pop, per chi si perde tra fumetti, film d’animazione e mondi fantastici, è un giorno scolpito nella leggenda. È il giorno in cui Walt Disney, con il suo impeccabile completo, tagliò il nastro del primo, inimitabile Disneyland ad Anaheim, in California. Non era solo l’apertura di un parco divertimenti: era l’inizio di un nuovo modo di sognare. Settant’anni dopo, quel sogno non solo è ancora vivo, ma pulsa più forte che mai, alimentato da decine di milioni di visitatori l’anno, da generazioni di fan e da un immaginario collettivo che ha saputo travalicare qualsiasi confine geografico.

Tutto ha inizio in un momento sorprendentemente ordinario: un padre seduto su una panchina guarda la figlia che si diverte su una giostra. Quel padre è Walt Disney, e proprio lì, osservando quel gioco semplice, ha un’intuizione che cambierà per sempre il mondo dell’intrattenimento. Perché, si chiede Disney, i parchi di divertimento devono essere pensati solo per i bambini? Perché gli adulti devono restare spettatori annoiati, seduti al margine mentre i figli corrono di qua e di là? E se esistesse un luogo dove grandi e piccoli potessero divertirsi insieme, condividendo la magia?

Da quell’idea, tanto semplice quanto rivoluzionaria, nasce Disneyland. Ma come spesso accade con le grandi visioni, non arriva dal nulla. Disney si ispira a un mosaico di ricordi e suggestioni. Uno degli elementi più importanti sono i Trolley Park e gli Electric Park, parchi di divertimento che proliferarono negli Stati Uniti tra la fine del XIX secolo e l’inizio del XX, nati come attrazioni per incentivare l’uso delle linee di tram e dei sistemi elettrici. Questi luoghi brillavano, letteralmente: montagne russe, caroselli, spettacoli di vaudeville e illuminazioni sfavillanti li rendevano irresistibili. Per Walt Disney, l’Electric Park di Kansas City, dove andava da bambino, era un ricordo vivido: le luci che accendevano la notte e l’energia elettrica che sembrava magia pura sarebbero tornati a vivere nella sua Main Street USA, dove ogni lampione e ogni insegna avrebbero contribuito a creare un’atmosfera di meraviglia e incanto.

Ma la storia non finisce qui. Un’altra tappa fondamentale nel viaggio creativo di Disney è dall’altra parte del mondo, in Argentina, nel parco chiamato “La República de los Niños”, inaugurato nel 1951. Un luogo pensato su misura per i bambini, con edifici miniaturizzati e dettagli curati con precisione maniacale. Questo modello colpisce Disney per la sua capacità di costruire un mondo su scala ridotta ma immersivo, e la sua impronta è visibile nel cuore stesso di Disneyland: la Main Street e la piazza centrale che sfocia nell’iconico Castello della Bella Addormentata. E a proposito di castelli, qui entriamo nel regno del sogno europeo: il castello di Disneyland non è una semplice invenzione, ma una fusione di suggestioni reali. Dal fiabesco Castello di Neuschwanstein in Baviera al maestoso Alcázar di Segovia in Spagna, Walt mescola pietra e fantasia, architettura storica e immaginazione, per dare vita a quello che sarebbe diventato uno dei simboli più riconoscibili al mondo.

La genesi di Disneyland attraversa anche le turbolenze della storia mondiale. Già nel 1939, Disney lavora a un piano chiamato “Mickey Mouse Park”, un progetto embrionale con attrazioni ispirate ai suoi personaggi più celebri, tra cui un carosello e una giostra dedicata a Biancaneve. Ma lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale blocca tutto. Walt però non abbandona l’idea: aspetta, sogna, affina il progetto. Finalmente, nel 1953, compra oltre 160 acri di aranceti ad Anaheim, allora poco più di un sonnolento villaggio agricolo noto per le sue coltivazioni di agrumi. E lì, al posto degli alberi di arance, pianta i semi dell’immaginazione.

Nel luglio del 1954 iniziano i lavori. È una corsa contro il tempo, piena di ostacoli, ritardi e imprevisti. Ma Walt Disney è determinato. E quando il 17 luglio 1955 Disneyland apre le porte, il mondo non è più lo stesso. Quella giornata, trasmessa in diretta televisiva, diventa un evento epocale. Il giorno dell’apertura, Disneyland si presenta come un palcoscenico incredibile, ma non tutto fila liscio: tubature che non funzionano, giostre che si bloccano, biglietti falsi, tacchi a spillo delle signore che sprofondano nell’asfalto fresco. Eppure, l’America rimane incantata. L’inaugurazione, trasmessa in tv e seguita da 70 milioni di persone, fa capire a tutti che qualcosa di epocale è nato. In un solo mese, il milione di visitatori è già superato.

Ma Disneyland non è solo terra e cemento. È Main Street, USA, con le sue insegne luminose, i negozi in stile primo Novecento e il profumo di popcorn e zucchero filato che ti accompagna appena varchi i cancelli. È Adventureland, dove tra ponti traballanti e giungle misteriose ci si sente come Indiana Jones. È Frontierland, dove si respira l’epopea della frontiera americana, tra battelli a vapore e saloon. È Fantasyland, il cuore pulsante del sogno disneyano, dove il Castello della Bella Addormentata – modellato su ispirazioni europee come Neuschwanstein – svetta come icona indiscussa, simbolo di fiabe senza tempo. E infine, è Tomorrowland, lo sguardo puntato verso il futuro, le astronavi, i robot e le utopie tecnologiche che hanno sempre affascinato il XX secolo.

Dietro a questo successo c’è una figura che oggi potremmo definire un nerd ante litteram: Walt Disney era un perfezionista, un visionario, uno che disegnava layout e piante del parco mentre era in viaggio per lavoro, che montava trenini nel giardino di casa per studiare la ferrovia interna del parco (la leggendaria Carolwood Pacific Railroad), e che per realizzare Disneyland fonda addirittura una nuova divisione aziendale, la WED Enterprises. È qui che nascono gli Imagineers, un gruppo unico al mondo, metà ingegneri, metà sognatori, metà architetti, metà maghi dell’immaginazione, che progettano un luogo dove ogni dettaglio è curato per trasportarti altrove.

Disneyland non è solo un successo locale. Negli anni, diventa il modello per tutti gli altri resort Disney nel mondo: Walt Disney World in Florida (aperto nel 1971), Tokyo Disneyland (1982), Disneyland Paris (1992), Hong Kong Disneyland (2005) e Shanghai Disney Resort (2016) e il prossimo parco ad Abu Dhabi. Questi non sono semplici parchi, ma piccoli universi paralleli che reinventano il concetto stesso di “divertimento”. E lo fanno partendo sempre da quella formula originale di Anaheim: un mix esplosivo di storytelling, tecnologia e nostalgia.

Il filosofo e antropologo Marc Augé, nel suo saggio “Disneyland e altri nonluoghi”, ha definito Disneyland come un “non luogo”, cioè uno spazio slegato dalla storia e dall’identità locale, fatto solo per l’esperienza effimera. Ma chi ama Disneyland sa che è proprio questa sua sospensione dalla realtà a renderlo irresistibile: lì dentro non esiste il tempo, non esiste la stanchezza, non esiste il mondo esterno. Sei solo tu e la tua voglia di meraviglia.

Negli anni, Disneyland non è mai rimasto fermo. Ha vissuto restyling, aggiornamenti, aggiunte di attrazioni leggendarie, dall’arrivo di Indiana Jones Adventure fino a Star Wars: Galaxy’s Edge, senza contare la nascita del parco gemello Disney California Adventure, aperto nel 2001. E adesso, mentre celebra i suoi 70 anni con il motto “Celebrate Happy!”, guarda già al futuro: una delle novità più attese è Tiana’s Bayou Adventure, che sostituirà la storica Splash Mountain, portando in scena le atmosfere e la musica de “La Principessa e il Ranocchio”.

Ma Disneyland non ha solo cambiato il mondo dei parchi a tema: ha rivoluzionato l’industria dell’intrattenimento globale. Senza Disneyland, probabilmente oggi non avremmo il fenomeno dei parchi a tema ispirati a brand cinematografici e televisivi, né la cultura dei resort immersivi, né tanto meno la strategia di marketing esperienziale che lega un film, un giocattolo, un videogioco e una vacanza in un unico ecosistema.

Oggi, passeggiare per Disneyland significa attraversare decenni di storia della cultura pop. Significa riconoscere le musiche iconiche, citare a memoria battute di film, emozionarsi davanti a una sfilata o a uno spettacolo di fuochi d’artificio. Significa anche partecipare a un rito collettivo che unisce genitori, figli, nonni, coppie di ogni età e nazionalità. È come entrare dentro una gigantesca macchina del tempo e della fantasia, dove i confini tra passato, presente e futuro si sfumano, e l’unica regola è lasciarsi andare.

Non è un caso se Anaheim, grazie a Disneyland, è diventata un polo turistico mondiale, capace di sostenere migliaia di posti di lavoro e generare miliardi di dollari per l’economia della California del Sud. Ma, soprattutto, non è un caso se dopo settant’anni Disneyland rimane ancora “The Happiest Place on Earth”. Perché il cuore di Disneyland non è solo nelle giostre, nei negozi o nei castelli: è nel sogno di Walt Disney, in quell’idea che la fantasia non ha età, non ha limiti, non ha confini. E che, come lui stesso disse, “Disneyland non sarà mai completata. Continuerà a crescere finché esisterà l’immaginazione nel mondo.”

Settant’anni dopo, possiamo dire che quell’immaginazione non si è mai spenta. Anzi, brilla più luminosa che mai, pronta a sorprendere le generazioni future. E per chi, come me, da nerd di cultura pop ci ha lasciato il cuore, Disneyland non è solo un parco, ma un universo parallelo dove ogni volta che varchi i cancelli, torni bambino. E non vorresti più uscirne.

Funfair. Una nuova sfida con attrazioni spettacolari per il miglior parco divertimenti

Nel mondo dei giochi da tavolo, pochi titoli riescono a combinare divertimento, strategia e interazione tra i giocatori come Funfair. In questo episodio di Gameplay, il nostro obiettivo è chiaro: riusciremo a costruire il miglior parco divertimenti? Funfair è un gioco competitivo per 2-4 giocatori ambientato nell’universo di Unfair, ma con una modalità più leggera, veloce e accessibile. Se avete già sperimentato il gioco precedente, vi troverete di fronte a un’esperienza nuova, ma altrettanto stimolante, con nuove carte, obiettivi e una costruzione completamente rivisitata delle vostre strategie.

Il tema di Funfair è semplice e affascinante: creare il miglior parco a tema, una sfida che si intreccia perfettamente con il gameplay. In ogni partita, i giocatori vestono i panni di manager di parchi divertimenti, impegnati a costruire attrazioni, gestire lo staff e attrarre visitatori. Ma attenzione, non sarete soli in questa impresa! Dovrete confrontarvi con i vostri avversari, che cercheranno di fare lo stesso, utilizzando strategie di costruzione e combinazioni di carte sempre più sofisticate. Funfair è un gioco che, pur essendo veloce e accessibile, sa mantenere un alto livello di interazione tra i partecipanti, con opportunità di confronto e competizione che arricchiscono ogni singola partita.

Il gioco si sviluppa in sei round, con ciascun round suddiviso in diverse fasi che stimolano la riflessione e la pianificazione. Ogni giocatore inizia con una carta cancello, una somma iniziale di monete, una carta vetrina casuale e una mano di carte parco. Queste ultime contengono attrazioni, potenziamenti e membri dello staff che potranno essere utilizzati per costruire il proprio parco. La fase iniziale vede l’estrazione di un evento City, una carta che influenzerà tutti i giocatori e offrirà spunti interessanti per guadagnare vantaggi. L’aspetto positivo di Funfair è che ogni evento ha un impatto che, pur essendo casuale, stimola il pensiero tattico, creando momenti in cui i giocatori devono fare scelte strategiche per trarne il massimo beneficio.

Le fasi successive sono altrettanto cruciali. Nella fase Parco, i giocatori compiono tre azioni, una alla volta, scegliendo se costruire attrazioni, potenziarle, o reclutare personale. Le azioni possibili sono molteplici e ben bilanciate, permettendo un’ampia varietà di strategie. Si possono anche pescare nuovi progetti o carte parco, o guadagnare denaro, che sarà essenziale per le azioni successive. Ogni attrazione costruita porterà entrate, ma sarà anche un passo verso la vittoria, poiché il guadagno di denaro si traduce anche in punti vittoria. La fase Ospiti segue, dove i visitatori affolleranno le attrazioni del parco, generando introiti. Tuttavia, non dimenticate che le interazioni tra i giocatori, pur essendo positive, sono un elemento fondamentale: a volte, l’alleanza o la cooperazione inaspettata con altri manager potrebbe fare la differenza.

La componente di Funfair che più colpisce è la sua capacità di offrire una partita diversa ogni volta. I premi pubblici, gli obiettivi segreti e le carte del mazzo parco si combinano in modi sempre nuovi, dando vita a opportunità strategiche sempre diverse. Ogni partita è un puzzle da risolvere, dove la chiave del successo sta nel trovare la giusta combinazione di attrazioni, potenziamenti e personale. Le possibilità sono molte, e la strategia migliore potrebbe non essere mai la stessa due volte. La ricerca delle efficienze, delle combinazioni vincenti, diventa il cuore pulsante del gioco, creando una sensazione di progressivo miglioramento che coinvolge tutti i partecipanti.

La durata di Funfair è di circa 45 minuti, un tempo perfetto per una partita frenetica ma soddisfacente. Nonostante la sua accessibilità e velocità, il gioco è adatto a giocatori esperti, in grado di cogliere le sfumature delle diverse strategie. I fan di Unfair troveranno in Funfair un’evoluzione interessante, che conserva lo spirito del gioco originale, ma con una nuova veste, semplificata ma ricca di opportunità. In ogni partita, i manager di parchi dovranno scegliere con attenzione come investire le proprie risorse, creando attrazioni sempre più attraenti per i visitatori, ma anche cercando di ottenere punti vittoria attraverso combinazioni di carte e obiettivi strategici.

Funfair è un gioco che sa come coinvolgere, sia i neofiti che i veterani del mondo dei giochi da tavolo. La sua capacità di combinare velocità, interazione e strategia lo rende una scelta ideale per chi cerca un’esperienza di gioco rapida ma ricca di sfide. Chi riuscirà a costruire il parco divertimenti più emozionante? Solo il manager più astuto e strategico avrà la possibilità di rispondere a questa domanda. E voi, siete pronti a mettervi alla prova in Funfair?

Cosplay & Contest, la Rivoluzione “epica” nel mondo Cosplay italiano

Negli ultimi dieci anni, Epicos ha giocato un ruolo fondamentale nello sviluppo e nella promozione del cosplay, offrendo servizi specializzati per fiere e eventi e arricchendo l’esperienza di partecipanti e visitatori con personaggi iconici e format di animazione a tema. Questa realtà ha rivoluzionato il mondo del cosplay e del costuming, creando intrattenimento unico grazie a un supporto tecnico di alto livello e una gestione artistica meticolosa per eventi di ogni genere. Con un cast composto da oltre 500 professionisti, Epicos ha sempre garantito un elevato standard di qualità e professionalità.

Grazie a un’esperienza consolidata, Epicos ha sempre gestito con successo direzione artistica, intrattenimento e cosplay contest, promuovendo le competizioni sui social media e selezionando esperti del settore per garantire un alto livello di competizione. Inoltre, hanno portato la magia del cosplay anche in iniziative private tematiche, sorprendendo sia gli adulti che i bambini con oltre 350 personaggi diversi.

Fino ad oggi, Epicos ha organizzato più di 300 contest di cosplay, collaborando con alcuni dei festival di cultura pop più importanti, e ha sviluppato competenze nel management di cosplayer, sia italiani che internazionali, per promuovere fiere e brand con l’obiettivo di aumentare la loro visibilità.

Consapevoli della necessità di evolversi, Epicos ha recentemente annunciato una trasformazione significativa del proprio assetto operativo.

L’idea di base è chiara: liberarsi di qualsiasi “bandiera” che possa aver confuso l’identità dell’azienda con quella delle fiere stesse. Il nome Epicos, pur essendo sinonimo di professionalità e affidabilità, ha spesso generato malintesi, portando le persone a considerare eventi e gare come esclusivamente “di Epicos”, piuttosto che “della Fiera”. Questo ha creato divisioni e fazioni tra le varie comunità, influenzando negativamente la partecipazione agli eventi.

Da qui l’importante decisione di rimuovere l’identità del brand Epicos dalle fiere e dai contest. A partire dal 2025, il team di Epicos metterà a disposizione la propria esperienza e professionalità direttamente a favore delle fiere. Non più gare o attività con l’identità di Epicos, ma tutto ciò sarà riconducibile all’identità delle fiere stesse. Il team di Epicos indosserà uniformi che rappresenteranno la Fiera, e tutte le grafiche e allestimenti seguiranno lo stile unico di ogni evento, creando un’atmosfera personalizzata e coerente. Inoltre, il brand Epicos scomparirà, ma non i suoi valori. Le pagine social subiranno una trasformazione, assumendo un nome neutrale, “COSPLAY & CONTEST”, che riflette l’intento di abbracciare l’intero fenomeno cosplay senza limiti di brand. Attraverso queste nuove piattaforme, verranno condivisi contenuti variegati, presentando i migliori cosplayer e fornendo informazioni utili esclusivamente sulle fiere che collaborano con Epicos.

In questo nuovo capitolo, Epicos si impegnerà a garantire che tutte le informazioni riguardanti gare e attività siano centralizzate sui canali ufficiali delle fiere, rafforzando così la comunicazione e il riconoscimento del lavoro svolto. Grazie alla gestione del dominio cosplaycontest.it, saranno disponibili anche indirizzi email dedicati per facilitare la comunicazione con il pubblico, garantendo una risposta tempestiva a domande e richieste. Questa evoluzione è una risposta alle sfide del settore e un modo per assicurare che ogni evento cresca e si sviluppi in modo armonioso e riconosciuto. Con la nuova visione, Epicos continua a remare nella stessa direzione delle fiere, lavorando insieme per un futuro brillante per il cosplay. La fiducia riposta nella loro esperienza è sempre apprezzata, e il team è pronto a dare il massimo per garantire il successo di ogni singolo evento.

Una decade di Magia Cinematografica: Cinecittà World celebra 10 Anni di emozioni

Oggi Cinecittà World festeggia il suo decimo anniversario, e l’entusiasmo è palpabile. Il parco tematico, che ha aperto le sue porte per la prima volta il 24 luglio 2014, è diventato un’icona del divertimento e dell’intrattenimento, unendo il fascino del cinema con l’adrenalina delle attrazioni. Disegnato dal celebre scenografo Dante Ferretti (con lo storytelling di Gianluca Falletta) e accompagnato dalle musiche di Ennio Morricone, Cinecittà World ha subito una trasformazione straordinaria nel corso di questi dieci anni. Da un inizio promettente con 20 attrazioni e otto set cinematografici, il parco è cresciuto fino a includere 40 attrazioni, sette aree a tema e sei spettacoli live giornalieri. Le aree tematiche si estendono dai classici del cinema italiano di Cinecittà alla futuristica Spaceland, passando per il Far West e l’incantato Regno del Ghiaccio, fino ad arrivare all’avventuroso Adventureland e all’oasi acquatica di Aqua World.

L’anniversario di quest’anno è segnato dall’introduzione di nuove attrazioni che promettono di lasciare un segno indelebile nei cuori dei visitatori. Tra queste, “Hotel Transilvania” si distingue come una delle più attese. Ispirata alla leggenda del Conte Dracula, questa attrazione semi-seria conduce gli ospiti attraverso un percorso horror dove, stanza dopo stanza, si incontrano i bizzarri e affascinanti mostri che abitano l’hotel, offrendo una miscela perfetta di suspense e divertimento.

Non solo attrazioni, ma anche un nuovo palinsesto di spettacoli che arricchiscono ulteriormente l’esperienza del parco. Incanto by No Gravity, diretto da Emiliano Pellisari, è uno spettacolo ipnotico che vede artisti volare sul palco, ricreando scene memorabili della storia del cinema da Spiderman a Frozen, passando per Harry Potter e Star Wars. La magia del cinema prende vita anche con Sognando Hollywood, un musical che celebra i film più premiati della storia, portando sul palco performance di canto e danza dal vivo. Per chi ama il comico, Far West Show – Il Disastro è una commedia esilarante che narra le vicende di una compagnia teatrale che tenta di creare il più grande show del Far West, con risultati disastrosamente divertenti. Infine, la Parata del Cinema chiude la giornata con una sfilata spettacolare lungo Cinecittà Street, con carri, supereroi e personaggi iconici che incantano grandi e piccini.

Il parco non si ferma qui. Il fitto calendario di eventi prevede oltre 100 manifestazioni, tra concerti, anteprime cinematografiche, kermesse di danza internazionali, convention e sport. Ogni evento è pensato per offrire un’esperienza unica e indimenticabile, trasformando ogni visita in una nuova avventura. Una delle grandi novità di quest’anno è la possibilità di accedere con un unico biglietto a tre parchi: Cinecittà World, Roma World e Aqua World. Roma World, che riaprirà il 22 marzo, offre l’opportunità di vivere una giornata da antico romano, con la grande novità dello spettacolo serale “Roma On Fire”, ambientato nel maestoso set del kolossal Ben Hur. Aqua World, che aprirà il 1° giugno, promette divertimento e relax con spiagge di sabbia, la Cinepiscina, il fiume lento Paradiso e i grandi scivoli Vortex e Boomerang, offrendo una fuga rinfrescante durante le calde giornate estive.

In questi dieci anni, Cinecittà World ha saputo coniugare tradizione e innovazione, rendendo omaggio alla grande storia del cinema italiano e internazionale, e allo stesso tempo offrendo esperienze moderne e coinvolgenti. L’amministratore delegato Stefano Cigarini, riflettendo su questo importante traguardo, ha dichiarato: “Da quest’anno Cinecittà World triplica il divertimento, con un unico biglietto si potrà entrare nei 3 parchi: Cinecittà World, Roma World e Aqua World”.

Il parco, che si estende su 150 ettari e che ha visto un investimento iniziale di 250 milioni di euro, continua a crescere e a innovarsi, mantenendo un’attenzione particolare alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del verde esistente. Con una stagione di apertura che si estende per oltre 260 giorni all’anno, Cinecittà World si colloca come uno dei parchi con la stagione di apertura più lunga d’Europa, attirando ogni anno migliaia di visitatori desiderosi di immergersi nel mondo del cinema.

Cinecittà World ha conquistato il cuore di molti, trasformandosi in un luogo dove la magia del cinema e l’emozione delle attrazioni si incontrano per creare ricordi indimenticabili. Con questa stagione, il parco promette di continuare a sorprendere e incantare, celebrando una decade di successi e guardando con entusiasmo al futuro. Venite a scoprire le novità del 2024 e lasciatevi trasportare in un mondo di emozioni e divertimento senza fine!

Il flop della realtà virtuale nei parchi divertimento: tra limiti tecnologici e mancanza di socialità

La realtà virtuale (VR) è una tecnologia che promette di trasportare l’utente in mondi fantastici e immersivi, offrendo esperienze uniche e coinvolgenti. Tuttavia, nel settore dei parchi divertimento, la VR non ha avuto il successo sperato, anzi, ha mostrato diversi problemi e limiti, sia dal punto di vista tecnologico che sociale.

I limiti tecnologici della VR

Uno dei principali ostacoli alla diffusione della VR nei parchi divertimento è la qualità dell’hardware e del software necessari per creare e fruire delle esperienze virtuali. Infatti, per garantire un’alta fedeltà visiva, sonora e tattile, sono richiesti dispositivi costosi, ingombranti e delicati, come visori, cuffie, guanti e tute sensoriali. Questi dispositivi devono essere collegati a computer potenti e aggiornati, che possano gestire la grafica, il suono e il movimento in tempo reale. Inoltre, devono essere compatibili con le attrazioni fisiche, come le montagne russe, le giostre e i simulatori, che devono essere sincronizzati con le immagini e i suoni virtuali.

Tutti questi requisiti rendono la VR una tecnologia difficile da implementare e mantenere nei parchi divertimento, che devono affrontare costi elevati, problemi tecnici, usura e obsolescenza dei dispositivi. Inoltre, la VR richiede una calibrazione e una pulizia periodica, che aumentano i tempi di attesa e riducono la portata oraria delle attrazioni. Infine, la VR può causare effetti indesiderati negli utenti, come nausea, vertigini, mal di testa e affaticamento visivo, dovuti alla discrepanza tra le informazioni sensoriali percepite e il movimento reale del corpo. Questi effetti, noti come cinetosi o motion sickness, possono rovinare l’esperienza e scoraggiare la ripetizione.

I limiti sociali della VR

Un altro aspetto che ha frenato il successo della VR nei parchi divertimento è la mancanza di socialità che caratterizza le esperienze virtuali. Infatti, la VR è una tecnologia che isola l’utente dal mondo reale, impedendogli di interagire con le altre persone presenti nello stesso ambiente. Questo contrasta con la natura dei parchi divertimento, che sono luoghi di aggregazione, condivisione e divertimento collettivo. Le persone che visitano i parchi divertimento lo fanno spesso in compagnia di familiari, amici o partner, con i quali vogliono condividere le emozioni, le sensazioni e i ricordi delle attrazioni. La VR, invece, li priva di questa possibilità, relegandoli in mondi solitari e personalizzati, che non favoriscono la comunicazione e l’empatia.

Inoltre, la VR limita la possibilità di apprezzare le scenografie, le ambientazioni e i dettagli che rendono unici e distintivi i parchi divertimento. Questi elementi contribuiscono a creare un’atmosfera magica e coinvolgente, che stimola la fantasia e la curiosità degli utenti. La VR, invece, li sostituisce con immagini digitali, che possono essere riprodotte ovunque e che non hanno lo stesso fascino e la stessa autenticità delle scenografie reali.

Le alternative alla VR

Di fronte ai limiti e ai problemi della VR, i parchi divertimento stanno cercando di sfruttare altre tecnologie più adatte e più innovative, che possano offrire esperienze immersive e sociali agli utenti. Tra queste, spiccano la realtà aumentata (AR) e l’intelligenza artificiale (AI).

La realtà aumentata è una tecnologia che sovrappone elementi digitali al mondo reale, arricchendolo e modificandolo senza sostituirlo. A differenza della VR, la AR non richiede visori o altri dispositivi invasivi, ma può essere fruibile tramite smartphone, tablet o occhiali smart. In questo modo, la AR permette agli utenti di interagire con il mondo reale e con le altre persone, mantenendo il contatto visivo e la consapevolezza dello spazio. La AR può essere usata nei parchi divertimento per creare effetti speciali, animazioni, personaggi e storie che si integrano con le attrazioni e le scenografie, rendendole più coinvolgenti e personalizzate.

L’intelligenza artificiale è una tecnologia che permette di creare sistemi in grado di apprendere, ragionare e interagire in modo autonomo e intelligente. L’AI può essere applicata ai parchi divertimento per migliorare la gestione, la sicurezza, la comunicazione e la personalizzazione delle esperienze. Ad esempio, l’AI può essere usata per creare assistenti virtuali, che guidano e informano gli utenti, per analizzare i dati e le preferenze degli utenti, per ottimizzare i prezzi e le prenotazioni, per monitorare le condizioni delle attrazioni e per creare contenuti interattivi e dinamici.

Conclusioni

La realtà virtuale è una tecnologia che ha suscitato molte aspettative nel settore dei parchi divertimento, ma che non è riuscita a soddisfarle, a causa dei suoi limiti tecnologici e sociali. La VR, infatti, non si adatta alla natura e alla finalità dei parchi divertimento, che sono luoghi di divertimento collettivo, condivisione e meraviglia. Per questo motivo, i parchi divertimento stanno esplorando altre tecnologie, come la realtà aumentata e l’intelligenza artificiale, che possano offrire esperienze immersive e sociali, in armonia con il mondo reale e con le altre persone.

I pionieri del divertimento: i parchi a tema più antichi d’Italia

I parchi a tema sono delle aree attrezzate, in genere con ingresso a pagamento, in cui si possono trovare attrazioni e spettacoli ispirati a un determinato tema o a un genere di fantasia. Si tratta di una forma di intrattenimento che ha avuto origine negli Stati Uniti con Disneyland, il famoso parco creato da Walt Disney nel 1955. Tuttavia, anche in Italia ci sono stati dei precursori che hanno saputo realizzare dei parchi a tema originali e divertenti, anticipando il successo di questa tipologia di strutture. La guida che segue tiene conto delle informazioni ufficiali forniti dalle strutture o trovati sul web: è difficile stabilire con certezza “chi è stato il primo” perchè tra gli anni ’50 e ’60 molte strutture preesistenti si sono evolute da “piazze temporanee” a veri e propri “luna park stabili”.

Vediamo quali sono i parchi a tema più antichi d’Italia e quali sono le loro caratteristiche.

Luneur Park (Roma)

Secondo alcuni documenti, il Luneur di Roma è stato fondato nel 1953, come il primo parco divertimenti stabile in Italia. Il nome deriva dal quartiere EUR (Esposizione Universale Romana), dove il parco è situato. Il parco è stato ideato da alcuni giostrai, tra cui Adalberto Mirabito, Antonio Frezzato e i nonni materni dell’attrice Virginia Raffaele. Il parco ha avuto un grande successo fino agli anni novanta, poi ha subito un periodo di crisi e chiusura. Nel 2016 è stato riaperto con il nuovo nome di Luneur Park, con la direzione creativa di Gianluca Falletta, dedicato a bambini e famiglie.

La Città della Domenica (Perugia)

Secondo altre fonti, il primato spetterebbe a Città della Domenica, un parco a tema situato a Perugia, aperto nel 1963. Si tratta del primo parco divertimenti stabile in Italia, ideato da Mario Spagnoli, un imprenditore tessile che si ispirò ai racconti delle fiabe per creare un luogo magico dove far divertire i bambini e le famiglie. Il parco si estende su una superficie di 45 ettari e offre diverse attrazioni.

Edenlandia (Napoli)

Edenlandia è un altro parco a tema storico in Italia, situato a Napoli, aperto nel 1965. Fu il primo parco tematico in Europa e il secondo al mondo dopo Disneyland. Fu realizzato da Alfredo Viviani, un imprenditore napoletano che volle creare un paradiso terrestre dove far giocare i bambini. Il parco si sviluppa su una superficie di 80 ettari e presenta diverse aree tematiche, tra cui la Valle Incantata, la Città Futura, il Villaggio Africano, il Giardino Giapponese e la Zona Spaziale.

Fiabilandia (Rimini)

Fiabilandia è un altro parco a tema pionieristico in Italia, situato a Rivazzurra, una frazione di Rimini, aperto nel 1965. Fu ideato da Oreste Fabbri, un imprenditore romagnolo che volle creare un luogo dove far rivivere le fiabe più amate dai bambini. Il parco si estende su una superficie di 150 mila metri quadrati e si sviluppa intorno a un lago artificiale, il Lago Bernardo. Il parco offre diverse attrazioni r ospita anche spettacoli teatrali e musicali e una scuola di magia.

Gardaland (Verona)

Gardaland è il parco a tema più famoso e visitato d’Italia, situato a Castelnuovo del Garda, in provincia di Verona, aperto nel 1975. Fu fondato da Livio Furini, un imprenditore veronese che si recò in America per visitare Disneyland e ne rimase affascinato. Furini decise di acquistare dei terreni adiacenti al Lago di Garda e di realizzare il suo sogno: il primo parco divertimenti stabile in Italia. Per farlo, si avvalse della collaborazione di alcuni amici imprenditori e dei progetti dell’architetto Franco Barazzoni. Il parco, che copre una superficie di 90 mila metri quadrati. divenne presto il più famoso d’Italia e si guadagnò la simpatia del pubblico grazie alla sua atmosfera allegra e familiare.

I parchi a tema più antichi d’Italia sono testimonianze di una storia di passione, creatività e imprenditorialità che ha saputo anticipare i tempi e offrire al pubblico una nuova forma di intrattenimento. Questi parchi hanno contribuito a diffondere la cultura del divertimento in Italia e a far conoscere le bellezze del nostro territorio. Ancora oggi, questi parchi continuano a rinnovarsi e a offrire nuove esperienze ai loro visitatori, mantenendo vivo il fascino della fantasia e dell’avventura.

 

Park Beyond: il nuovo simultatore di Parchi divertimento

Bandai Namco Europe e Limbic Entertainment sono lieti di annunciare l’apertura dei cancelli di Park Beyond, il loro avvincente gioco di simulazione e gestione di parchi divertimenti, ora disponibile per PlayStation 5, Xbox Series X|S e PC. Inoltre, per i possessori di Xbox Series X|S e gli abbonati a PlayStation Plus Premium su PlayStation 5 è anche disponibile una versione di prova della durata di due ore.

Costruisci montagne russe, attrazioni e negozi per gestire i tuoi parchi di divertimento. Scatena la tua creatività e progetta il più incredibile di tutti i parchi a tema. Con il Closed Beta Test che si avvicina e il lancio del gioco ormai imminente, è ora di scoprire le meccaniche intricate ma avvincenti per creare e gestire un parco divertimenti in Park Beyond.

Dopo aver scoperto la campagna del gioco, il suo cast vivace e il sorprendente concetto dell’impossibiliazione, il nuovo trailer immergerà i giocatori in tutte le possibilità e le risorse a loro disposizione per avere successo. Come funzionano i negozi e il loro inventario? Quali sono le esigenze dei visitatori? E per quanto riguarda lo staff? Ogni elemento strategico è accessibile grazie a determinate schede che consentiranno di tenere tutto sotto controllo, così da avere un parco sempre sicuro, divertente e redditizio!

Libera tutta la tua creatività e immaginazione usando le migliaia di risorse a tua disposizione in Park Beyond. I giocatori intenzionati a dare vita alle proprie idee potranno accedere alla modalità Sandbox, personalizzando l’esperienza di gioco e impegnandosi nella costruzione e nell’arredamento. Ogni creazione può essere salvata e riutilizzata nei parchi futuri, oltre a contribuire a creare l’atmosfera desiderata grazie a colori, luci e persino musiche personalizzate! I giocatori potranno anche controllare la disposizione del terreno con opzioni di terraformazione e creazione di gallerie, che daranno una dimensione aggiuntiva ai parchi e persino alle attrazioni.

Park Beyond ha molte sorprese in serbo per tutti i tipi di giocatori. Sono visionari alla ricerca dei futuri parchi divertimenti? L’impossibiliazione consentirà loro di trasformare giostre, negozi e personale, rendendo l’ordinario davvero straordinario. La creatività farà un ulteriore passo in avanti da agosto con l’implementazione di mod.io, la piattaforma di condivisione dei contenuti generati dagli utenti, che consentirà ai giocatori di condividere le proprie creazioni con chiunque, indipendentemente dalla piattaforma di gioco. Anche gli imminenti DLC, sia gratuiti che a pagamento, aggiungeranno nuova follia a Park Beyond a partire da quest’estate, con nuovi temi per giostre, decorazioni, intrattenitori e molto altro.

I parchi divertimento: i nonluoghi delle emozioni

Ci sono luoghi che sembrano scolpiti nel cuore delle persone, impregnati di storia, cultura, memoria collettiva. Poi ci sono i parchi divertimento. O meglio, ci sono i parchi divertimento visti con gli occhi incantati di un appassionato di pop culture come me, che non riesce a visitarli senza sentirsi al tempo stesso travolto dall’euforia e attraversato da una sottile, quasi inspiegabile malinconia. Perché, diciamocelo, un parco divertimenti non è solo un posto dove fare un giro sulle montagne russe o scattarsi selfie con mascotte giganti. È un’esperienza totalizzante, immersiva, che ha il potere magico – e inquietante – di farti dimenticare per qualche ora chi sei, dove sei, da dove vieni.

Non è un caso se Marc Augé, raffinato sociologo francese, ha battezzato i parchi divertimento come perfetti “non luoghi”. E cosa vuol dire, esattamente, “non luogo”? È uno spazio che non appartiene a nessuno e a tutti, anonimo, interscambiabile, dove le persone passano senza lasciare traccia, senza creare legami. Gli aeroporti, i centri commerciali, le stazioni di servizio sull’autostrada: tutti posti in cui siamo semplicemente di passaggio, eppure pieni di una loro estetica e funzionalità. Il parco divertimenti, però, ha una particolarità unica: è un non luogo che ha fatto delle emozioni il suo prodotto di punta.

Prendiamo Disneyland, il capostipite moderno di questo genere di spazi, il sogno di Walt Disney diventato realtà nel 1955 ad Anaheim, California. Un luogo che, a prima vista, è tutto tranne che anonimo: castelli da fiaba, pirati, fantasmi, principesse, Topolino, Paperino, luci, suoni, profumi zuccherini. Eppure, proprio lì, sotto la superficie scintillante, si cela la perfezione del non luogo di Augé. Perché a Disneyland non ci interessa sapere dove siamo davvero, quale sia il contesto sociale, politico, geografico. Potremmo essere in California, a Tokyo, a Parigi, ad Hong Kong: la formula è sempre la stessa, replicata con chirurgica precisione, standardizzata, affinata per garantire a tutti lo stesso pacchetto emozionale, come un fast food delle meraviglie.

E questa formula, diciamocelo, funziona. Funziona così bene che nel 2022, secondo il rapporto TEA/AECOM, i parchi divertimento hanno accolto 1,2 miliardi di visitatori nel mondo, segnando un +3,7% rispetto all’anno precedente. Numeri da capogiro, che confermano quanto queste cattedrali del divertimento siano diventate centrali non solo nel turismo globale, ma anche nell’immaginario collettivo. La gente non va più al parco solo per fare un giro sulla giostra: ci va per vivere un’esperienza completa, per provare – e riprovare – felicità, adrenalina, paura, meraviglia.

Queste emozioni, però, sono sapientemente confezionate. Sono emozioni industrializzate. Quando entri in un parco divertimenti, è come se ti venisse consegnato un menu: qui puoi ridere, lì puoi spaventarti, là puoi emozionarti fino alle lacrime. Ogni attrazione è calibrata, testata, perfezionata per suscitare in te una reazione precisa, quasi scientifica. È un’emozione “preconfezionata”, ma non per questo meno intensa. Anzi: proprio perché ripetibile, standardizzata, garantita, l’esperienza diventa in qualche modo rassicurante. Un po’ come rivedere per la centesima volta “Star Wars” o “Il Signore degli Anelli”, sapendo già che certe scene ti faranno sempre battere il cuore.

Anche in Italia abbiamo i nostri non luoghi del divertimento. Gardaland, inaugurato nel 1975 sulle rive del Lago di Garda, è diventato nel tempo uno dei più grandi e visitati parchi d’Europa. Nonostante la sua italianità di facciata, anche qui il modello segue fedelmente i canoni internazionali. Le attrazioni sono un mix di adrenalina e family friendly, la tematizzazione spazia dall’esotico al fantasy, e il parco diventa un palcoscenico dove le emozioni vengono messe in scena per un pubblico di famiglie, teenager, appassionati e nostalgici.

Ma allora, viene da chiedersi: se tutto è artificiale, se le emozioni sono “costruite”, è tutto finto? Personalmente, non credo. Anzi, proprio da nerd cresciuta a pane e pop culture, penso che ci sia qualcosa di profondamente autentico in questa ricerca di esperienze emozionali, anche quando sappiamo che sono confezionate a tavolino. È un po’ come quando piangiamo guardando un anime struggente, pur sapendo che dietro quei personaggi ci sono solo disegni e doppiatori. La sospensione dell’incredulità è il motore stesso della magia.

I parchi divertimento, insomma, sono non luoghi, sì, ma sono anche straordinari specchi della nostra epoca. Raccontano il bisogno umano di evasione, di sogno, di ripetizione rituale delle emozioni. Trasformano la paura in intrattenimento, la nostalgia in business, la gioia in biglietti venduti. E noi ci caschiamo ogni volta, felici di farlo, perché sappiamo che dentro quel castello, dentro quella montagna russa, dentro quella parata scintillante, troveremo – almeno per un po’ – un pezzo della nostra infanzia, un frammento di quel senso di meraviglia che, nel caos del mondo reale, rischiamo sempre di perdere.

E voi, che rapporto avete con i parchi divertimento? Li amate o li detestate? Vi ci perdete come me, lasciandovi trasportare senza freni, o li guardate con distacco, pensando solo ai lunghi minuti in coda? Raccontatemelo nei commenti e, se vi va, condividete questo articolo sui vostri social: chissà che non troviate altri nerd come voi con cui chiacchierare di castelli incantati e montagne russe!

Cos’è la Realtà Aumentata?

La realtà aumentata è una tecnologia emergente che sta prendendo piede in numerosi settori. La AR permette di arricchire la percezione sensoriale umana aggiungendo informazioni al mondo reale. A differenza della realtà virtuale (VR), che prevede un’esperienza immersiva in un mondo completamente diverso da quello reale, la realtà aumentata aggiunge elementi digitali alla scena reale.

La realtà aumentata è stata inventata negli anni ’90 da Tom Caudell e David Mizell, due ricercatori della Boeing, per utilizzare la tecnologia nella manutenzione di aeroplani. La prima applicazione commerciale della realtà aumentata è stata sviluppata dalla società giapponese NTT nel 2000, per realizzare un sistema di navigazione per i turisti. Solo negli ultimi anni è diventata un punto di riferimento nel mondo della tecnologia. L’avanzamento delle tecnologie di sensori, la miniaturizzazione dei dispositivi e la diffusione di dispositivi mobili hanno creato delle condizioni ideali per lo sviluppo di questa tecnologia.

L’applicazione più immediata della realtà aumentata è senza dubbio quella dei giochi. I giochi come Pokémon Go hanno spinto la tecnologia al centro della scena in modo massiccio, grazie alla sua capacità di renderizzare oggetti digitali all’interno dello spazio fisico reale. Questa tecnica non solo rende i giochi più divertenti, ma anche più interattivi con l’ambiente circostante.

Tuttavia, la realtà aumentata trova applicazioni anche in altri settori. I designer di moda, per esempio, stanno utilizzando la tecnologia per creare applicazioni che consentono ai clienti di “provare” i vestiti senza doverli indossare fisicamente. I clienti possono semplicemente posizionare il loro smartphone davanti a loro e l’applicazione mostra l’immagine dei vestiti scelti sul loro corpo.

La realtà aumentata sta diventando una delle tecnologie più interessanti per i parchi divertimento di tutto il mondo. Grazie alla sua capacità di unire il mondo reale con l’esperienza digitale, la realtà aumentata offre ai visitatori dei parchi divertimento una serie di attrazioni interattive e coinvolgenti che li trasportano in mondi fantastici.Ad esempio, la realtà aumentata può essere utilizzata per creare giochi coinvolgenti che si svolgono all’interno del parco. I visitatori possono utilizzare un’app speciale per interagire con alcuni oggetti nel parco, scatenando effetti speciali, suoni e luci che rendono l’esperienza ancora più immersiva La realtà aumentata può essere utilizzata per creare esperienze educative e informative all’interno del parco divertimenti. Ad esempio, i visitatori possono utilizzare app AR per scoprire informazioni sulle diverse attrazioni, apprendere sulla storia del parco e su come funzionano determinate attrazioni.

In ambito pubblicitario, la realtà aumentata consente di migliorare l’esperienza di acquisto dei clienti. I dispenser di caramelle, ad esempio, possono essere dotati di una tecnologia di riconoscimento facciale, che permette di rilevare l’età e l’umore delle persone. In base a queste informazioni, il dispenser può offrire il dolce più adatto alla persona che si sta avvicinando.

La realtà aumentata può anche essere utilizzata in ambito educativo, per esempio per il supporto alla didattica. Le applicazioni possono essere utilizzate per mostrare modelli tridimensionali di atomi e molecole, come se fossero presenti nella stanza. In questo modo, gli studenti possono esplorare gli oggetti in modo più coinvolgente e memorizzare meglio il loro funzionamento.

Anche gli operatori sanitari hanno iniziato a sfruttare l’uso di questa tecnologia in procedure che richiedono estrema precisione. Ad esempio, nella chirurgia del ginocchio, la tecnologia offre al chirurgo la possibilità di vedere e seguire i piani operativi proiettati sulla lente degli occhiali smart durante l’operazione consentendo una rimozione più precisa di osso e cartilagine e il posizionamento più accurato di un impianto. In un prossimo futuro, i Modelli 3d visualizzati negli occhiali a scopo didattico potranno essere realizzati partendo da reali casi di studio di pazienti. Questi asset saranno infatti realizzati attraverso algoritmi AI trasformando le immagini mediche standard di un paziente in modelli 3D ad alta precisione, realistici, dinamici e interattivi, visualizzabili dalle equipe mediche in tempo reale.

In ambito industriale, la realtà aumentata può trovare applicazione nella manutenzione degli impianti. Gli operatori possono utilizzare gli occhiali o il casco per visualizzare informazioni sui componenti degli impianti, in modo da individuare più facilmente eventuali problemi nelle loro componenti.

Numerosi grandi aziende hi-tech globali, in primis Apple, stanno lanciando sul mercato degli «Occhiali AR» che combinano  elementi virtuali e reali per creare un‘esperienza immersiva per fruitori. Questi device si basano su una serie di sensori, lenti, proiettori e un processore specializzato per proiettare elementi virtuali sul mondo reale sovrapponendo in maniera organica il digitale al reale e consentendo agli utenti di interagire con questi modelli 3d in realtime.

La realtà aumentata è dunque una tecnologia rivoluzionaria che offre molteplici applicazioni in molti settori. Questa innovazione consente di migliorare l’esperienza degli utenti, rendendo le esperienze più interattive e divertenti. Allo stesso tempo, la realtà aumentata offre vantaggi reali per le aziende e le organizzazioni, creando nuove opportunità per gli operatori di tutti i settori.

Alberto Zamperla, ci lascia il creatore di Sogni

Grazie per averci fatto sognare, grazie per averci insegnato come realizzare i Sogni. Non ho parole per descrivere il mio cordoglio per l’odierna scomparsa di Alberto Zamperla, presidente dell’omonima società Zamperla The Amusement Rides Company  che, in tutto il mondo è specializzata, anzi focalizzazata nella creazione di sogni! Sogni chiamati da molti attrazioni, theme park ride, amusement experience, ma che a lui (come a me) piaceva definirle, semplicemente Giostre!

“Sono fiero di essere un Alpino italiano. Sono orgoglioso di essere, soprattutto, cittadino del mondo. Amo pensare che con il mio lavoro posso rendere felici, fosse anche per pochi minuti, i ‘bambini di ogni età’, in ogni parte del globo”.

Il maestro Zamperla si è spento all’età di 72 anni, dopo una breve malattia e ha fatto in tempo a vivere l’emozione di vedere nascere il progetto del suo roller coaster più veloce che sarà costruito per il parco canadese “Playland at the Pne” di Vancouver.  Questo è solo l’ultimo dei grandi successi di questa azienda di Altavilla Vicentina che ha realizzato immense opere a Coney Island a Euro Disney, dai Six Flags ai theme park nel MEA e tanti tanti progetti qui in Italia, tra cui le attrazioni di Cinecittà World e Luneur Park (a cui era molto legato!), con la mia direzione creativa, e lo splendido parco divertimenti “Luna Farm” a Bologna presso Fico di cui ho avuto l’opportunità e l’onore di  curare, con amore, l’experience sonora.

Nel 1963, Antonio Zamperla, padre di Alberto, grazie alla sua esperienza nei Circhi e nello spettacolo itinerante, avvia la realizzazione di un sogno: una fabbrica per la creazione di giostre! Nel 1972 il figlio Alberto affiancò il padre nella gestione della società, in qualità di responsabile commerciale. Sotto la sua direzione, Zamperla si impose al di là dell’oceano, aprendo nel 1976 un ufficio vendite a Montréal e poi, tre anni dopo, visto il successo globale.nel New Jersey, fondando la Zamperla Inc. Nel 1994, in seguito alla scomparsa del padre, Alberto diventa presidente. 

Luca Zaia presidente della Regione del Veneto, ha così postato il suo cordoglio:

Andrea Caldonazzi ,CEO presso Team Park Project, lo studio creativo del Gruppo Zamperla ha dichiarato:

“Un Supereroe dal cuore grande, capace di farti sentire nei suoi pensieri, sempre e ovunque. Grazie mister Alberto Zamperla!!!”.

Roberto Ciambetti· Presidente del Consiglio e Consigliere regionale della Regione Veneto, ha dichiarato

“Alberto Zamperla ha fatto la storia del Veneto, ha rappresentato l’anima più autentica della migliore imprenditoria della nostra terra: fantasia, intelligenza, intuizioni e capacità di mettersi in discussione e rischiare. Un grande, che ha dato vita a una grande impresa”.

Francesco Rucco, Sindaco di Vicenza ha invece detto:

“Se ne va un grande imprenditore e un amico di cui ricordo l’amore per la sua azienda, la sincera passione per la nostra città e l’orgoglio con cui l’ha rappresentata nel mondo. Ha davvero impersonato il genio vicentino, fatto di creatività, talento e intraprendenza”.

Alberto Zamperla era una persona stupenda che ho avuto l’onore di conoscere in molte occasione anche condividendo con lui le mie follie: ancora è vivo nel mio cuore il giorno in cui gli ho fatto sentire la colonna sonora originale del suo amato Luna Farm mentre dei giornalisti provavano ad intervistarlo durante una conferenza stampa: non gli importava, per prima cosa venivano le emozioni da dare ai bambini, fruitori del nostro lavoro. 

Noi lavoriamo con le emozioni, e il cavaliere Zamperla sapeva comunicarle bene, un uomo forte e determinato, un vero alpino, eppure con occhi teneri e vispi che lasciavano intravedere un grande cuore. Emozioni che Lui mi ha insegnato a definire “Giostre”, eliminando quei nomi anglofoni superflui di cui mi riempivo la bocca quando ho iniziato questo lavoro. Lui era un giostraio. Un giostraio eccellente che già alla fine degli anni ’80 aveva conquistato il mercato globale, firmando con le sue attrazioni Disneyland Paris e poi, da Altavilla Vicentina fino a giungere “là dove nessuno era mai giunto prima”: Universal, e poi Paramount e ancora Six Flags. Non pago, rilanciò l’iconico Luna Park di Coney Island a New York, riportando in augea 

Già da qualche anno aveva intrapreso un percorso per avvicendarsi con i suoi figli dandogli tutta la sua esperienza e l’amore per questo lavoro. Antonio Zamperla, il primogenito, CEO della Zamperla Spa e Alessandro Zamperla, Presidente e CEO della Central Amusement International Inc. a New York, società del Gruppo Zamperla che gestisce Luna Park a Coney Island e il business oltre oceano hanno affrontato la morte del padre/mentore mentre si trovavano alla grande fiera di settore IAAPA Expo a Orlando, in Florida (Usa)  che nel 2019 aveva  annoverato il “nonno” Antonio e Alberto Zamperla nella Hall of Fame del settore, che vede nomi eccellenti come Walt Disney e George Ferris.

Grazie Maestro, Grazie di aver creduto in me e grazie di aver realizzato i nostri sogni di eterni bambini!

Jumanji sbarca al Chessington World of Avventure

Dopo il successo della nuova attrazione ‘Jumanji-The Adventure’ inaugurata a Gardaland lo scorso aprile, la prima tematizzata Jumanji e ispirata all’omonima serie di Sony Pictures, è ora stato annunciato per il 2023 un intero parco a tema, o meglio un’intera area dedicata, che aprirà i battenti grazie a un accordo tra Columbia Pictures Location Based Entertainment e Merlin Entertainmentsal presso il Chessington World of Adventures Resort nel Regno Unito.

Non si conoscono ancora i dettagli ma il comunicato stampa parla di “giostre selvagge, attrazioni avventurose ed esperienze piene di dramma” –  e, come illustra il concept art, una di quelle cose sarà un’imponente replica del santuario del giaguaro di Jumanji: Welcome to the Jungle.

Sul sito del parco leggiamo queste parole: A Fantastical land is soon to arrive. You’ll need to be brave if you want to survive, seguita da un form da compilare per restare aggiornati sulle novità. Mentre sulla pagina Facebook viene riportato questo: Siamo entusiasti di annunciare finalmente che la prima area a tema JUMANJI al mondo – “World of Jumanji” – aprirà nella primavera del 2023 al Chessington World of Adventures Resort.
Per coloro che pensano di essere abbastanza coraggiosi da entrare nel mondo (di Jumanji ndr), maggiori dettagli sulle giostre, le attrazioni e le esperienze che puoi aspettarti di scoprire nel “Mondo di Jumanji” saranno condivisi nei prossimi mesi.

Non ci resta quindi che aspettare e seguire la pagina ufficiale del parco qui

 

Storia dei parchi divertimento

L’idea di creare nella realtà un mondo nel quale si materializzano i castelli, le strade, gli alberi e gli animali che da sempre popolano le fiabe e la fantasia di grandi e piccini nasce dal genio di Walt Disney, negli anni cinquanta, in California, con l’apertura del celebre parco divertimento Disneyland Park. L’illuminazione avuta da Disney è quella di dare forma e sostanza ai sogni, all’immaginario collettivo, quella di creare un contenitore di giochi ed attrazione classici, già presenti nei luna park, e di farne un luogo fantastico, in cui ogni visitatore possa estraniarsi dalla realtà e vivere un po’ di magia.

Nel 1971 inaugura in Florida il grande Walt Disney World Resort ed anche in Europa si inizia a replicare il successo del concetto di parco divertimento, dedicato ad un target più ampio di fruitori.

Infatti fino agli anni settanta i parchi europei erano concepiti per divertire ed attrarre i bambini, come primi parchi nati in Italia, il Lunapark dell’Eur di Roma (Luneur del 1956) il parco faunistico-meccanico della Città della Domenica a Perugia nel 1963 e il Cavallino Matto a Donoratico in provincia di Livorno, Edenlandia a Napoli (1964) e Fiabilandia a Rimini (1965).

Grazie al boom economico e al turismo di massa nascono il nostrano Gardaland (1975), Europa Park in Germania e Alton Towers in Inghilterra (1975), strutture più articolate, che per rispondere al successo e alla richiesta di nuove e forti emozioni, si arricchiscono di anno in anno, e ancor oggi, di sempre nuove attrazioni, di tecnologie e divertimenti.

Non dimentichiamo poi un’altra invenzione americana, tutta concentrata su due elementi, il divertimento e l’acqua: il parco acquatico. In Italia l’offerta dei parchi divertimento sta diventando sempre più varia e tecnologica. Negli ultimi anni si è andata affinando la categorizzazione dei parchi divertimento: parchi tematici, parchi didattici, parchi acquatici, parchi avventura e naturalmente parchi dedicati alle attrazioni ed al divertimento di grandi e piccini.

Di realtà davvero uniche nel loro genere ce ne sono ben poche, e la concorrenza dei vicini paesi europei è molto forte, ma le occasioni per svagarsi e fare un tuffo in un mondo fantasioso, ricco di emozioni, anche da noi non mancano: la Riviera dei Parchi, in Emilia Romagna, che raggruppa Aquafan, Oltremare, Imax, Le Navi, Italia in Miniatura e Mirabilandia; Parchi del Garda, con Gardaland, Canevaworld, Parco Natura Viva, Medieval Times, Jugle Adventure; Aqualand del Vasto, Acquapark Odissea 2000…

Anche il turismo si è accorto del crescente interesse da parte del pubblico e si è mosso di conseguenza, proponendo pacchetti, convenzioni e tariffe speciali per le vacanze in famiglia.

Nuova tendenza dei parchi tematici sono i parchi avventura, dove lo stupore e l’adrenalina devono tutto alla sfida con l’altezza, l’equilibrio, al coraggio e alla capacità di movimento, in un contesto tutt’altro che tecnologico ed artificioso, in parchi naturali e boschi secolari!

Informazioni sull’Autore

Lisa Guerrini scrive web content per Pensare Web srl e promuove il marchio Italy Family Hotels

Fonte: Article-Marketing.it

Buon Compleanno a Gianluca Falletta, il papà del Cosplay italiano

Buon compleanno al papà del Cosplay in Italia, Gianluca Falletta compie 40 anni: metà della sua vita dedicata alla galassia Nerd e soprattutto alla diffusione del Cosplay nel nostro Paese.

Gianluca, un creativo specializzato, anzi, focalizzato sul mondo dell’entertainment e dell’amusement, ha iniziato la sua vita dedicata al divertimento nel 1999, fondando il sito, www.satyrnet.it. Questa sito, che nel 2003 ha dato origine ad un’omonima associazione culturale, è di fatto il portale di riferimento per il “mondo nerd” italiano: per tutte quelle community di appassionati di fumetti, cartoni animati, film e videogiochi che, iniziavano ad affacciarsi sulla rete e nei primissimi eventi di settore. Proprio su questo sito ha mosso i primi timidi passi, in Italia, il fenomeno “cosplay”, questa passione, importata sol Levante, per la quale gli appassionati entrano letteralmente nei panni dei propri beniamini mediali, interpretandone le caratteristiche fisiche e psicologiche in una sorta di gioco di Ruolo creativo. Dai primi 20 cosplayer di fine anni ’90, ora, nel nostro paese si contano decine di migliaia di appassionati che considerano Gianluca, con estremo amore e rispetto, il “papà del cosplay Italiano”.

Grazie a Satyrnet, Gianluca ha avuto la possibilità di creare, progettare, produrre e promuovere i più importanti eventi di settore Italiani, dal Festival del Fumetto di Romics a Lucca Comics & Games, dal Napoli Comicon al Cospladya di Palermo, da Cartoomics a RomaComics & Games. Il tutto senza tralasciare la produzione di eventi a tema “oneshot”, altamente notiziabili per Disney, Sony, Universal, LucasFilm, Warner Bros etc.. Eventi che, dalla seconda metà degli anni 2000 in poi, ha potuto creare anche con i brand Cosmoviex ed Epicos sempre mantenendo lo stesso approccio creativo e produttivo. Insieme a questi eventi dedicati al nascente popolo dei “nerd e geek” italiano, con Satyrnet e con i diversi brand ad esso collegati, Gianluca ha realizzato numerosi eventi culturali “alti”: seminari presso l’Università la Sapienza di Roma, Rievocazioni storiche, Mostre d’arte contemporanea, Festival multi disciplinari e molto altro. Inoltre, nel 2005, con il canale satellitare Music Box Television ha curato il programma di Salvatore Musillo e Mirko Fabbreschi “Cosplayers”, il primo format televisivo italiano dedicato a questa divertente passione.

Dal 2007, Gianluca ha iniziato la sua collaborazione con K-Events (successivamente Filmmaster Events), una delle più grandi agenzie di eventi al mondo (dalle Olimpiadi di Torino 2006 al Carnevale di Venezia, dai Giochi del Mediterraneo alle più recente Cerimonie Olimpiche di Rio 2016). Proprio in Filmmaster Events, grazie alla direzione e all’amorevole guida di Alfredo Accatino, Gianluca si è fregiato per la prima volta del titolo di “imagineer”, mutuato dal termine creato da Walt Disney per il suo staff con l’obiettivo di descrivere il suo staff di creatori/sognatori/realizzatori. Con il team di Filmmaster, Gianluca è entrato in contatto con i progetti di parchi a tema Cinecittà World (aperto da Luglio 2014) e Luneur Park (aperto da Ottobre 2016).

Di grandi eventi dal carattere internazionale Gianluca, anche grazie alla collaborazione con Unità C1, azienda leader per gli show “digitali”, videomapping e percorsi edutainment interattivi, ne ha potuti fare moltissimi come per esempio il grandioso “Legenda Aurea”, una proiezione immersiva sul Colosseo di Roma realizzata per Acea in occasione dell’Anno Internazionale della Luce (2015).

Tornando alla sua vita da “imagineer” di parchi a tema, tra le creazioni di Cinecittà World che ha maggiormente amato ci sono Darkmare (ora Inferno), un roller coaster indoor tematizzato – anzi videomappato – con l’Inferno di Dante Alighieri, l’area Kids “Sognolabio”, con la sua tematizzazione a tema steampunk realizzata con la Zamperla S.p.A. e, ovviamente, Altair, un “10 inversion coaster” racchiuso all’interno di una nave stellare. In Cinecittà World, sotto la guida strategica di Francesco Giustino, ha potuto lavorare con alcuni dei creativi più illuminati d’Europa e condividere le proprie idee con leggende viventi come il tre volte premio Oscar, Dante Ferretti.

Nel progetto Luneur Park, il più antico tra i parchi divertimento Italiani curando tutta la creatività, la tematizzazione e lo storytelling del nuovo parco divertimenti di Roma, Gianluca ha potuto spaziare nei meandri della sua fantasia, creando numerose “attrazioni” inedite create ad hoc per il suo Giardino delle Meraviglie (tra le quali Banzai, Lunasfera, Draco Arena, Il Sentiero degli Elfi e MagiCirco) e “mettendo le mani” su leggendarie giostre vintage, veri monumenti per la Capitale, come la Grande Ruota Panoramica, il Brucomela, il Jumbo e la Giostra Cavalli di Re Artù. Il progetto “Giardino delle Meraviglie” è stato una delle più importanti e totalizzanti iniziative che Gianluca ha curato partendo da una storica eredità con l’obiettivo di donare ai Romani il loro “nuovo” monumento del divertimento.

Sempre in ambito amusement, Gianluca Falletta e Luca Panzieri hanno creato il brand Hel, Horror Experience Live, un marchio di Epicos che si occupa di creare, realizzare e tematizzare Haunted House walktrough con un format del tutto nuovo atto a “trasformarsi” in diverse tematizzazioni per offrire esperienze diverse e venire incontro alle esigenze di clienti e agenzie. La passione per le Hautend House e i dark ride non ha però frenato Gianluca a realizzare numerose installazioni e attrazioni in giro per il mondo dal carattere “digitale” con l’utilizzo intelligente delle tecnologie VR e AR con l’obiettivo da offrire nuove esperienze di fruizioni da parte del pubblico.

Nel 2018 ha partecipato, in qualità di “direttore entertainment” alla produzione della Mostra Mann@Hero, dall’antichità alla Guerre Stellari, organizzata dalla Italian Zeotrope di Ciro Sapone per il Museo Archeologico Nazionale di Napoli dedicata agli Eroi di Star Wars e del Mito Classico che ha avuto il suo apice nei festeggiamenti dello Star Wars Day del 4 Maggio presso le sale del Museo e della Reggia di Caserta, location del franchise Disney / Lucasfilm.

Proprio in concomitanza con Lucca Comics & Games 2018, Gianluca ha lanciato la sua nuova agenzia di publishing di videogiochi, Satyrnet Games, e il primo titolo di una lunga seria di giochi per mobile: AEquilibrium Tower. Proprio in concomitanza con questo neonato brand, Gianluca ha iniziato ad insegnare Game Design e Creatività nell’Industria Videoludica presso la prestigiosa Rainbow Academy.

Nella stagione 2018/2019, Gianluca Falletta ha partecipato all’edizione del format televisivo “Italia’s Got Talent”, con alcune performance di videomapping risultando finalista nel popolare show televisivo. In particolare il suo Body Mapping su Federica Pellegrini ha avuto una popolarità nazionale di altissimo rilievo essendo condivisa dai principali organi di stampa, quotidiani e magazine generalisti, raggiungendo milioni di visualizzazioni sulle piattaforme sociali.

Proprio grazie alla visibilità ottenuta dal format televisivo, Gianluca ha realizzato numerosi eventi nel 2019 tra i quali il bodymapping per la sfilata di moda di Nicole Spose, vero tributo alla creatività italiana, il lancio delle nuove tute da racing per OMP, leader nella produzione di materiale tecnico per la Formula 1 e la suggestiva Experience per la promozione del serial TV The Witcher di Netflix: un avveniristico ologramma interattivo che è stato installato durante il festival Lucca Comics & Games 2019.

Tornando al suo lavoro di imagineer, Gianluca ha curato in questo 2019 alcune creatività per il brand Eos Rides, riguardanti experience interattive, evoluzioni tecnologiche di alcuni “classici” della produzione di attrazioni (in particolare un dark ride e una funhouse/walktrough). Per la Zamperla S.p.A., con la direzione di Andrea Caldonazzi di Theme Park Project, ha curato tutta la sonorizzazione del nuovo parco divertimenti “Luna Farm”, presso Fico Eataly World a Bologna (colonna sonora originale, sigla, bgm, sfx).

Dal 2020, Gianluca è il Direttore Creativo della sede romana di Next Group, una delle più importanti agenzie di eventi italiane a livello globale, con un ruolo strategico trasversale verso le nuove frontiere degli Eventi Digitali multipiattaforma e multisensoriali.

Ciò che spinge Gianluca a fare quello che fa è assai semplice, romantico e, forse, scontato: scrivere per regalare emozioni, sorrisi, idee e ricordi indelebili.

Inaugurato Super Nintendo World

Shigeru Miyamoto, il leggendario creatore di Super Mario, ha inaugurato ieri, 18 Marzo 2021, Super Nintendo World, la nuova area tematica degli Universal Studio di Osaka. Un ottimo modo per festeggiare il  35° anniversario della saga dell’Idraulico Italiano più famoso al mondo! Il grande game designer ha così dichiarato durante l’inaugurazione:

“Il giorno che aspettavamo è finalmente arrivato! Sono passati sei anni da quando abbiamo iniziato a svilupparlo, e sono andati via in fretta. Il primo mondo di Super Mario nel mondo reale. Siamo felici di averlo reso disponibile in tempo per il 35° anniversario. Ci sono attività possono godersi persone di tutte le età, usando tutti i loro sensi… Una volta che la pandemia si sarà placata, spero che tutti nel mondo verranno a trovarci. Vi stiamo aspettando!”.

 

Questa nuova area tematica è uno spazio altamente tematizzato zeppo di attrazioni, ristoranti e negozi. A partire dalle aree dedicate all’adrenalinica corsa di Mario Kart fino a quello ispirata al leggendario Yoshi e alla sua Island. Si tratta di un vero e proprio format di themed area già in costruzione presso gli Universal Studios di Hollywood, gli Universal Studios di Singapore e l’imminente Universal’s Epic Universe all’Universal Orlando Resort.

Nel 2015, al fine contrastare il calo di vendite videoludiche, Nintendo ha cercato nuove opportunità strategiche per sviluppare i propri leggendari franchise proprio stringendo un accordo, nel 2015, con l’azienda entertainment globale Universal Parks & Resorts al fine di utilizzare Super Mario e Co come iconici elementi tematici  in aree dedicate dei parchi a tema della Universal.  La partnership è stata stimata circa 40 miliardi di yen (351 milioni di dollari), simile in scala all’investimento di Universal nel franchising di Harry Potter.

 

La costruzione di Super Nintendo World presso gli Universal Studios Japan è iniziata nel giugno 2017; la conclusione dei lavori era inizialmente prevista per le Olimpiadi estive del 2020, ma è stata ritardata a causa della pandemia COVID-19. Il 30 novembre 2020, la Universal ha annunciato ufficialmente che la nuovo area sarebbe stata aperta il 4 febbraio 2021; tuttavia, a gennaio l’apertura è stata nuovamente ritardata a tempo indeterminato dopo che il governo ha imposto nuovamente lo stato di emergenza in risposta a una terza ondata di infezioni da COVID-19. Tuttavia, gli ospiti con un pass annuale per gli Universal Studios Japan possono visitare l’area a partire dal 4 febbraio 2021.

Il Super Nintendo World si trova all’estremità settentrionale degli Universal Studios Japan, a ovest di The Wizarding World of Harry Potter e a sud dell’Ivano Studios Center e degli Hub del 1924 che si trovano appena fuori dalla proprietà principale. Gli ospiti possono entrare nel parco attraverso il classico tubo verde da una piazza d’ingresso. È possibile accedere alla piazza d’ingresso anche da una passerella che si dirama proprio accanto al cartello WaterWorld.  Il tubo conduce al castello della principessa Peach . Quando gli ospiti escono dal castello, entrano nel cortile a 2 livelli al 2 ° piano, immerso nel Regno dei Funghi con il Castello di Bowser. Le attrazioni sono per ora sono tre: Mario Kart: Koopa’s Challenge (una dark ride interattiva con realtà aumentata basata Mario Kart), Yoshi’s Adventure (un viaggio onnimover ispirato al personaggio e alla serie di Yoshi), Power Up Band Key Challenges (una ride interattiva in stile caccia al tesoro che invita i giocatori di recuperare le chiavi per sconfiggere Bowser Jr., richiedendo una Power Up Band e l’app ufficiale degli Universal Studios Japan). Non mancano shop e ristoranti: 1UP Factory, Mario Motors, Kinopio’s Cafe, Popcorn Pit Stop e Yoshi’s Snack Island!