Whamageddon è tornato! La sfida più audace del periodo natalizio, che ha preso piede qualche anno fa su un famoso social blu, ricomincia il 1° dicembre e durerà fino alla mezzanotte del 24. Se non l’avete ancora sentito, non preoccupatevi, vi spiegherò subito in cosa consiste.
Ogni dicembre, puntuale come l’uscita dell’ennesima espansione natalizia di Fortnite, torna un rituale collettivo che unisce internet, meme, follia e spirito festivo: il Whamageddon. E non parliamo di un semplice gioco da salotto, ma di una vera e propria prova di sopravvivenza geek, un battle royale sonoro in cui l’unica regola è resistere ai colpi – dolcissimi ma letali – di Last Christmas dei Wham!.
La sfida riparte il 1° dicembre, quando la magia del Natale inizia a invadere playlist, supermercati, influencer distratti e perfino ascensori che credevi al sicuro. Il countdown termina alla mezzanotte del 24 dicembre, trasformando tre settimane di vita quotidiana in un rogue-like irto di trappole musicali. Ed è proprio questo lo splendore del Whamageddon: più innocente sembra l’ambiente attorno a te, più probabile è che ti stia aspettando un George Michael pronto a colpirti con una nota assassina.
Il gioco: sopravvivere al canto di sirena più iconico degli anni ’80
La regola è di una semplicità quasi crudele: devi evitare la versione originale di Last Christmas. Non importa se sei un maestro del multitasking nerd capace di grindare su tre giochi diversi mentre guardi quattro serie su schermi separati: basta una sola nota, un solo “Last Christmas, I gave you my heart…”, e vieni risucchiato nel leggendario Whamhalla, il Valhalla dei caduti, dove sopravvive solo la memoria del tuo fallimento.
Nel Whamhalla non ci sono rancori, solo un’amara solidarietà natalizia. E se vuoi, puoi perfino raccontare la tua disfatta sui social con l’hashtag #whamageddon, perché essere eliminati è quasi un rito di passaggio: ti umilia, sì, ma ti dà anche un posto d’onore tra gli spiriti erranti delle feste.
La parte più divertente? Puoi ascoltare cover, remix, versioni metal, lo-fi, orchestrali, meme-core… tutto è concesso. Ma l’originale è tabù, come un artefatto proibito del multiverso musicale.
Un tormentone immortale: come Last Christmas ha conquistato l’universo pop
Per capire davvero perché il Whamageddon funzioni così bene, bisogna guardare alla storia di questa canzone che ormai appartiene alla tradizione geek del Natale tanto quanto Star Wars Holiday Special appartiene alla memoria collettiva (anche se preferiremmo dimenticarlo).
Last Christmas nasce nel 1984, scritta da George Michael in un pomeriggio mentre l’amico Andrew Ridgeley guardava una partita in TV. Il singolo, pubblicato il 3 dicembre 1984, divenne subito una hit potente, battuta solo da Do They Know It’s Christmas? del progetto Band Aid, a cui partecipò lo stesso George.
Il video, girato tra neve e chalet svizzeri a Saas-Fee, è diventato un’icona estetica anni ’80, tra maglioni colorati, triangoli amorosi e un’atmosfera così nostalgica da sembrare la cutscene di un JRPG sentimentale.
La canzone ha attraversato i decenni come un’entità quasi soprannaturale: ha venduto più di un milione di copie solo nel primo anno, è rientrata in classifica praticamente ogni Natale, e nel 2021 è arrivata finalmente al primo posto nel Regno Unito, stabilendo un record epocale.
Una vera boss fight musicale che continua a reincarnarsi ogni anno, e che nel Whamageddon diventa l’arma definitiva dei tuoi nemici.
Dalle goliardate italiane alla sfida globale
Il Whamageddon ha radici più caserecce di quanto si pensi: la sfida ha cominciato a diffondersi come un gioco tra amici italiani, poi è esplosa velocemente grazie ai social – quelli blu, per intenderci – trasformandosi in un fenomeno internazionale. Oggi coinvolge dj, conduttori, streamer, celebrità, perfino istituzioni che dovrebbero avere ben altre priorità rispetto a un duello all’ultimo jingle.
Ogni anno le “vittime” aumentano già nelle prime ore del 1° dicembre: basta il collega burlone che apre Spotify senza pensarci, il bar che usa playlist generiche, o un TikTok maledetto che decide di farti fuori mentre scrolli innocente.
E non illuderti: non è permesso tendere agguati. Il Whamageddon si basa sull’onore, non sulla crudeltà. Se cerchi di eliminare qualcuno volontariamente, sei tu a perdere punti karma geek.
E tu, ti unirai alla resistenza?
Ora tocca a te.
Sceglierai la via dell’eroe, evitando luoghi pericolosi come centri commerciali, taxi, playlist casuali e qualsiasi amico con troppa voglia di ridere?
Oppure fingerai indifferenza, aspettando di essere colpito e scivolare con grazia nel Whamhalla, accogliendo il tuo destino come un Jedi sconfitto che diventa uno con la Forza?
Qualunque sia la tua scelta, ricordati questo: il Whamageddon non è solo un gioco.
È un rituale collettivo, un modo per condividere l’assurdità del Natale con milioni di persone, un gesto di appartenenza nerd che ogni anno ci ricorda quanto possa essere epico un singolo ritornello.
E quando, alla fine, i sopravvissuti del 24 dicembre alzeranno lo sguardo e dichiareranno con fierezza “Non oggi!”, sapremo che, ancora una volta, George Michael ha unito il mondo.
E voi, lettori di CorriereNerd, sopravviverete alla stagione più insidiosa dell’anno?
Raccontateci le vostre strategie, i vostri fallimenti gloriosi o i vostri colpi di fortuna epici nei commenti. L’avventura è appena cominciata.
