Archivi tag: super mario

Super Mario Galaxy – Il Film: il ritorno interstellare dell’idraulico più amato del multiverso

La sensazione è quella familiare, quasi rituale, che ogni nerd conosce bene: le mani che prudono, la musica che parte nella testa prima ancora di sentire la prima nota reale, lo sguardo che corre istintivamente verso le stelle. Super Mario Galaxy non è solo un titolo, è uno stato emotivo. Ed è proprio da lì, da quell’immaginario sospeso tra gravità capricciose e poesia cosmica, che prende forma The Super Mario Galaxy Movie, il sequel ufficiale del fenomeno animato che nel 2023 ha dimostrato quanto l’idraulico baffuto sappia dominare anche il linguaggio del cinema.

Dopo mesi di rumor, teorie e frame analizzati al microscopio, il trailer presentato durante il Nintendo Direct ha confermato ciò che molti speravano e qualcuno temeva: Nintendo e Illumination non hanno scelto la strada più sicura, ma quella più ambiziosa. Il risultato è un film che guarda dritto al cielo e promette di trasformare l’eredità di Super Mario Galaxy in un’esperienza cinematografica capace di parlare tanto al bambino che saltava con il Wiimote quanto all’adulto che oggi cerca emozioni più stratificate.

Il successo del primo film non è un dettaglio secondario. Con oltre 1,36 miliardi di dollari incassati, The Super Mario Bros. Movie ha ridefinito il rapporto tra Nintendo e Hollywood, dimostrando che il rispetto per il materiale originale può convivere con una narrazione pop, accessibile e irresistibilmente mainstream. Questo sequel, in uscita il 3 aprile 2026, nasce quindi con una responsabilità enorme sulle spalle, ma anche con una libertà creativa che pochi franchise possono permettersi.

La scelta del titolo è già una dichiarazione programmatica. Galaxy richiama uno dei vertici assoluti della storia videoludica, un’opera che nel 2007 ha cambiato per sempre il modo di intendere il platform tridimensionale. Pianeti sferici, gravità che si ribella alle regole, una colonna sonora che ancora oggi riesce a commuovere: Super Mario Galaxy è stato, ed è tuttora, un manifesto di eleganza ludica. Portarlo al cinema significa accettare la sfida di tradurre quell’incanto in immagini animate senza tradirne l’anima.

Il trailer lo lascia intendere fin dai primi secondi, con una sequenza che mescola ironia e tenerezza: Bowser, ridotto a dimensioni tascabili, imprigionato ma mai davvero domo, osservato da Mario e Luigi con una curiosità che è già una promessa di caos imminente. È uno humor che funziona perché nasce dalla conoscenza profonda dei personaggi e del loro tono, una cifra stilistica che Illumination ha ormai dimostrato di saper padroneggiare con sorprendente precisione.

Il vero momento da brividi, però, arriva con la rivelazione più attesa: l’ingresso in scena di Rosalina. La Principessa delle Stelle, protettrice dei Luma e figura quasi mitologica dell’universo Mario, fa finalmente il suo debutto cinematografico. A darle voce è Brie Larson, una scelta che racconta molto dell’approccio di questo sequel. Rosalina non è un semplice personaggio di supporto, ma un simbolo di equilibrio, memoria e malinconia, un ponte emotivo tra leggerezza e profondità. Accanto a lei orbitano i Luma, piccoli astri viventi che incarnano l’idea stessa di meraviglia e sacrificio, elementi che potrebbero dare al film una dimensione sorprendentemente contemplativa.

Non meno interessante è l’introduzione di Bowser Jr., doppiato da Benny Safdie. Una scelta apparentemente spiazzante che invece si rivela perfettamente coerente: Bowser Jr. è caos puro, un personaggio che oscilla tra comicità infantile e ombra di un’eredità ingombrante. Il suo ingresso apre scenari narrativi inediti e sposta il conflitto su un piano più familiare, quasi generazionale.

Sul fronte creativo, la continuità è una garanzia. Alla regia tornano Aaron Horvath e Michael Jelenic, già artefici del primo successo, mentre la sceneggiatura è ancora una volta firmata da Matthew Fogel. La colonna sonora, affidata a Brian Tyler, promette di reinterpretare i temi iconici di Galaxy in chiave orchestrale, trasformando ogni salto e ogni orbita in un momento epico da grande schermo.

Il cast vocale conferma il ritorno di Chris Pratt come Mario, Charlie Day nei panni di Luigi, Anya Taylor-Joy come Peach e Jack Black in una versione di Bowser sempre più teatrale e consapevole del proprio carisma. È un ensemble che ormai funziona come una squadra rodata, capace di bilanciare nostalgia e rinnovamento.

Al di là del singolo film, però, la sensazione è che Nintendo stia giocando una partita più ampia. L’orizzonte di un universo cinematografico condiviso non è più una fantasia da forum notturni, ma una possibilità concreta. Con Zelda già annunciato in versione live-action e Donkey Kong pronto a reclamare più spazio, Super Mario Galaxy Movie potrebbe rappresentare il tassello che spinge definitivamente l’azienda a costruire un immaginario cinematografico coerente, colorato e sorprendentemente ambizioso.

Tornare a guardare le stelle con Mario significa fare i conti con la nostalgia, ma anche con il futuro. Galaxy è sempre stato un viaggio di crescita, un racconto silenzioso su perdita e rinascita mascherato da platform. Trasportare tutto questo al cinema è un atto di coraggio, e il trailer suggerisce che l’intenzione non sia solo replicare un successo, ma espandere l’universo narrativo verso nuove orbite emotive.

Ora la palla passa a noi, alla community che da anni discute, sogna e teorizza. Vedremo davvero Yoshi tornare in scena? Wario e Waluigi romperanno finalmente il silenzio cinematografico? E soprattutto, Super Mario Galaxy – Il Film riuscirà a farci provare di nuovo quella sensazione di leggerezza assoluta, come se la gravità avesse deciso di concederci una tregua?

Il conto alla rovescia è iniziato. Le stelle sono lì, sopra il Regno dei Funghi, e aspettano solo di essere raggiunte. E voi, siete pronti a saltare ancora una volta oltre l’orbita conosciuta? Parliamone, perché questo viaggio funziona davvero solo se lo affrontiamo insieme.

Atlante dei Videogiochi: il grande tomo sacro del gaming, tra arte, memoria e pixel

C’è un preciso momento, per ogni giocatore, in cui il joystick smette di essere un semplice strumento e diventa un’estensione del pensiero. È in quel punto che nasce la magia del videogioco come linguaggio, e forse è proprio lì che affonda le radici l’Atlante dei Videogiochi, il monumentale volume firmato da Andrea Cuman e Cristian Confalonieri, illustrato con visioni quasi oniriche da Marta Signori.
Ma chiamarlo “libro” sarebbe riduttivo. Questo Atlante è un portale interdimensionale, una sorta di codex digitale capace di tradurre decenni di cultura videoludica in un’unica, travolgente narrazione: non un elenco di titoli, ma una mappa stellare dell’immaginario interattivo.

Cuman e Confalonieri, veri archeologi del codice, ci guidano come esploratori tra epoche, generi e filosofie di gioco, tracciando un percorso che va dai primi battiti di luce di Pong alla potenza cinematografica di The Last of Us, dalla sinfonia geometrica di Tetris alle introspezioni letterarie di Disco Elysium. È un viaggio che parte dai templi rumorosi delle sale giochi — quelle cattedrali di neon e ronzio anni ’80 dove il gettone era il prezzo dell’eternità — per arrivare fino alle microapp che portiamo in tasca, prove tangibili di un’evoluzione tecnologica che è anche emotiva.


Una cronologia vivente dell’emozione digitale

L’Atlante dei Videogiochi si presenta come una raccolta dei cento titoli più rappresentativi della storia del medium. Ma non aspettatevi una sterile classifica: ogni voce è una finestra aperta su un’epoca, un racconto intimo di come l’umanità si sia riflessa nello schermo.
Nelle sue 256 pagine si intrecciano icone universalmente note — Super Mario, Pac-Man, Minecraft — e titoli che i veri intenditori custodiscono come reliquie digitali: la distopia burocratica di Papers, Please, il misticismo malinconico di Shadow of the Colossus, la delicatezza domestica di Gone Home.

Ogni gioco non è un semplice tassello cronologico, ma un atto di rivoluzione culturale, una svolta nella nostra percezione della tecnologia e del racconto. L’opera, nel suo insieme, diventa un gigantesco save point della memoria collettiva dei giocatori: un archivio dove le esperienze si intrecciano, e la nostalgia si trasforma in conoscenza.


Un libro da esplorare, non da sfogliare

L’idea più brillante dei due autori è la struttura interattiva dell’opera. Ogni scheda è connessa ad altre cinque per affinità di tema, stile o filosofia di gioco. Il risultato è una rete di oltre seicento collegamenti, una vera e propria ragnatela concettuale che trasforma la lettura in esplorazione.
Non si legge l’Atlante: lo si gioca. Si passa da Final Fantasy VII a Chrono Trigger come se si stesse effettuando un fast travel, si attraversano mondi e generazioni come fossero livelli di un unico, immenso open world. È la gamification applicata alla critica videoludica: un saggio che si comporta come un gioco, un dispositivo narrativo che ci invita a scegliere la nostra strada, a seguire le connessioni che più risuonano con il nostro vissuto di giocatori.

È un approccio che spinge a una lettura emotiva, quasi sinaptica. Si parte per curiosità e si finisce per perdere la nozione del tempo, come accade davanti a un RPG che non si riesce più a mettere in pausa. L’Atlante dei Videogiochi non insegna: coinvolge, immerge, costruisce ponti tra passato e presente, tra memoria e scoperta.


Marta Signori: quando l’arte incontra il pixel

Il contributo visivo di Marta Signori non si limita ad accompagnare le parole: le trasforma in visioni. Le sue illustrazioni non cercano di replicare la grafica originale, ma di sublimare l’anima dei giochi.
Hyrule diventa un arazzo di luce e mistero, Silent Hill una xilografia di angoscia e malinconia, Journey un respiro color sabbia sospeso nel vuoto.
Ogni tavola è una forma di concept art che non descrive, ma interpreta, restituendo al videogioco la poesia che spesso la critica gli nega. Il risultato è un equilibrio perfetto tra estetica e memoria, un modo di far convivere il tratto dell’artista e il ricordo del giocatore.

Signori, in un certo senso, costruisce un ponte tra l’arte digitale e quella tradizionale: dimostra che dietro ogni pixel si nasconde un’emozione, dietro ogni modello 3D un’idea, dietro ogni partita una storia che vale la pena di essere raccontata.


Cuman e Confalonieri: due filosofi del joypad

La forza dell’Atlante sta anche nel tono dei suoi autori: mai accademico, mai pedante, sempre lucido e appassionato.
Cuman e Confalonieri scrivono con la naturalezza di chi conosce l’argomento non solo da studiosi, ma da giocatori che hanno vissuto ogni epoca sulla propria pelle. Le loro analisi non si fermano alla tecnica o alla grafica, ma scendono in profondità: interrogano il significato del gioco, la sua funzione culturale, il suo potere di riflettere le tensioni del mondo reale.

Che cosa ci insegna The Last of Us sull’empatia e sulla sopravvivenza? Perché Tetris rappresenta così bene il bisogno umano di dare ordine al caos? E in che modo Minecraft è diventato la Bibbia della creazione digitale, dove ogni blocco è un atto di immaginazione collettiva?
Domande che non hanno una sola risposta, ma che rendono il libro un’esperienza di riflessione oltre che di lettura. L’Atlante non racconta i videogiochi: racconta noi attraverso i videogiochi.


Quando il videogioco diventa arte (e non c’è più ritorno)

Dalle prime macchine di calcolo come Nimrod fino alle epopee morali di Disco Elysium, il volume segue passo dopo passo l’evoluzione di un linguaggio in continua mutazione.
E alla vecchia questione — “i videogiochi possono essere arte?” — risponde senza esitazione: sì, e lo sono sempre stati.
Non un’arte individuale, ma collettiva, frutto di una collaborazione tra milioni di giocatori, sviluppatori, artisti, scrittori e sognatori che, livello dopo livello, hanno costruito un nuovo modo di pensare il mondo.

Ogni titolo diventa così un frammento di una mitologia condivisa: un punto d’incontro tra estetica, tecnologia e sentimento. Il videogioco, ci ricordano gli autori, è la narrazione del nostro tempo, la nuova forma di racconto epico, in cui l’eroe non è più Ulisse o Beowulf, ma il giocatore stesso.


Due voci, due visioni: Sperandio e Kurolily

A incorniciare l’opera ci sono due firme che ogni appassionato italiano riconoscerà.
Stefania Sperandio, nella prefazione, mette ordine nel caos del gaming contemporaneo, con uno sguardo lucido e pieno d’affetto per questo medium in perenne trasformazione.
Kurolily, nella postfazione, amplia la prospettiva con una visione inclusiva e consapevole, sottolineando come i videogiochi siano oggi uno specchio delle identità e delle diversità che compongono la nostra società.
Due voci che, insieme, rappresentano la maturità del videogioco come fenomeno culturale e sociale, non più confinato al cliché del passatempo, ma riconosciuto come forma d’arte e linguaggio universale.


Il manuale di sopravvivenza per i viaggiatori del digitale

Sfogliare Atlante dei Videogiochi è come ritrovare il proprio vecchio save file: ci si riconosce, si riscopre la meraviglia, si capisce che l’avventura non è mai davvero finita.
Tra glossari, infografiche, curiosità e aneddoti, l’opera riesce a parlare tanto al neofita quanto al veterano, al nostalgico quanto al critico. È un libro da leggere, ma anche da esporre, da consultare, da vivere.

Perché ogni partita, come ci ricordano gli autori, è un atto di scoperta. Ogni pixel è una parola del nostro linguaggio comune. E questo Atlante, più di ogni altro testo, è la grammatica definitiva del sogno digitale.

Giocare, dopotutto, è capire. È ricordare. È creare.
E in queste pagine, tra arte, memoria e luce blu, impariamo di nuovo come farlo — un livello alla volta.

Super Mario Galaxy + Super Mario Galaxy 2: la raccolta stellare arriva su Switch e Switch 2

Amici e amiche di CorriereNerd.it, preparate le vostre tute spaziali e allacciate le cinture! Nintendo ha sganciato una notizia che ha fatto vibrare le corde della nostalgia e dell’emozione in ogni videogiocatore che si rispira: una collection rimasterizzata che riunisce due pietre miliari del genere platform, Super Mario Galaxy e il suo acclamato sequel, Super Mario Galaxy 2. L’appuntamento con il cosmo è fissato per il 2 ottobre, quando questa imperdibile raccolta sbarcherà su Nintendo Switch e, con un tocco di magia futuristica, anche sulla nuova, attesissima, Switch 2.

La casa di Kyoto, che non smette mai di sorprenderci, ha accompagnato l’annuncio con un trailer panoramico di ben sette minuti. E se c’è una cosa che il team di Nintendo sa fare è stuzzicare la nostra curiosità, trasportandoci istantaneamente in quell’atmosfera onirica, stellare e un po’ folle che aveva stregato milioni di giocatori ai tempi del Wii. Rivedere il nostro amato idraulico che fluttua leggiadro tra pianeti colorati, accompagnato da una colonna sonora orchestrale che è pura poesia per le orecchie, è un po’ come riaprire un vecchio album di fotografie, ma con un’emozione viva e tangibile che si rinnova. Non è solo un’operazione di restyling; è un’artefatta opera di restauro, pensata per i fan di Mario di vecchia data e per una nuova generazione pronta a scoprire la magia galattica.

L’Universo Espanso di Mario

Questa collezione è molto più di un semplice porting. Nintendo ha lavorato per offrire un’esperienza ottimizzata, con nuove modalità e contenuti extra che promettono di arricchire un gameplay già di per sé leggendario. Il primo capitolo ci catapulterà di nuovo al fianco di Rosalina, la misteriosa custode dei Luma, in un’avventura epica che vede l’universo in pericolo e la principessa Peach, ancora una volta, nelle grinfie di Bowser. Il sequel, invece, rilancia la formula con una dose massiccia di creatività, portando Mario a bordo della stravagante Starship Mario e, soprattutto, introducendo l’inseparabile compagno a quattro zampe (o meglio, due) Yoshi. La presenza di questo carismatico dinosauro aggiunge un livello di profondità e divertimento al gameplay, con poteri unici sbloccati dai suoi frutti speciali che fanno letteralmente volare la fantasia.

Ma il cuore pulsante di questi capolavori videoludici resta lui, Mario, con le sue trasformazioni iconiche che ci fanno sentire come un bambino al luna park. Dalla tuta dell’ape che gli permette di volare, all’invisibilità spettrale di Boo Mario, fino alle novità del secondo capitolo come il poderoso Rock Mario o l’etereo Cloud Mario, ogni potere è una chiave per scoprire un nuovo modo di esplorare e interagire con il mondo circostante. Senza dimenticare il vasto cast di personaggi che hanno reso questi giochi immortali: l’instancabile Toad, il coraggioso Luigi, la regale Peach, l’imponente Bowser e il carismatico Lubba, capitano della Starship.

Un Salto nel Futuro Tra 4K e Nuove Funzionalità

Dal punto di vista tecnico, il salto generazionale è evidente. Su Switch, potremo goderci questi due titoli a una risoluzione di 1080p, ma la vera chicca arriva con la prossima console: Switch 2 porterà l’esperienza fino al 4K grazie a un aggiornamento gratuito. L’interfaccia è stata completamente ripensata per essere più intuitiva, i menu sono più fluidi e, per chi si avvicina per la prima volta a queste avventure, è stata introdotta la Assist Mode, che offre aiuti extra per rendere il gioco accessibile anche ai meno esperti. E per i veri appassionati di videogiochi, non mancano le sorprese: capitoli aggiuntivi che espandono la trama, una colonna sonora completa con ben 154 brani da ascoltare a piacimento e il supporto agli amiibo, che permetterà di sbloccare oggetti e potenziamenti esclusivi.

Torna anche la modalità cooperativa, una funzionalità che già all’epoca aveva dimostrato il potenziale di Super Mario Galaxy come esperienza socialmente condivisa, perfetta per unire amici o membri della famiglia sul divano. Un secondo giocatore potrà supportare l’idraulico, raccogliendo astroschegge e immobilizzando i nemici, in un gioco di squadra che rende ogni galassia ancora più divertente.

Ma al di là della tecnica, ciò che rende questi titoli immortali è il loro design. Rivedere le galassie inventate dal team di Nintendo EAD Tokyo è come visitare un museo di creatività. Ogni livello, dal mondo dei giocattoli a quello dei dolciumi, dalle biblioteche sospese ai deserti cosmici, è una meraviglia architettonica costruita per giocare con la gravità e la fisica in modi inaspettati. È qui che Super Mario Galaxy e Super Mario Galaxy 2 brillano ancora oggi: non puntano solo alla sfida, ma alla continua sensazione di stupore, a quel desiderio irrefrenabile di esplorare, di scoprire ogni angolo, di lasciarsi sorprendere.

L’uscita di questa collection, al prezzo di 69,99 euro, non è casuale. A pochi mesi dal quarantesimo anniversario di Mario, Nintendo ci ricorda ancora una volta perché questo personaggio non è solo una mascotte, ma un’icona immortale, un simbolo della capacità del videogioco di reinventarsi e di emozionare.

Con questa imperdibile collection, la grande N ci invita a tornare tra le stelle. Non solo come un viaggio nel passato, ma come una nuova opportunità per riscoprire il motivo per cui amiamo i videogiochi: per la magia che sanno creare, per quel senso di meraviglia infantile, per l’idea che dietro ogni pianeta possa esserci un segreto da scoprire, un salto da tentare, una musica da canticchiare. Il 2 ottobre non sarà solo l’uscita di un videogioco, ma la riapertura di un portale verso il cosmo immaginato da Nintendo, dove la gravità si piega alle regole del divertimento.

E voi, siete pronti a ripartire per questo incredibile viaggio interstellare? Quali sono i vostri ricordi più belli legati a Super Mario Galaxy? Condividete questo articolo con gli amici e fateci sapere le vostre aspettative nei commenti qui sotto!

Super Mario Bros. a 40 anni: il salto che ha riscritto la storia dei videogiochi

C’è un momento nella storia del videogioco che non è segnato da una rivoluzione tecnologica o da un’epica narrazione, ma da un semplice, perfetto, inebriante salto. Quel salto, così elementare eppure così potentemente evocativo, è quello che ha dato il via a tutto, il 13 settembre 1985. Quella data non ha visto solo il debutto di Super Mario Bros. su Famicom/NES, ma ha sancito la nascita della grammatica stessa del platform. Shigeru Miyamoto e la sua squadra non si sono limitati a disegnare un idraulico baffuto. Hanno scolpito un intero universo di regole non scritte, insegnandoci che ogni blocco nasconde un segreto e che ogni tubo può essere un portale per un altrove. È stato il salto che ha trasformato un videogioco in una lingua universale, un rito che tutti abbiamo celebrato almeno una volta.

Dall’Arcade al Salotto: La Rivoluzione Silenziosa

Prima che Mario si lanciasse alla conquista del Regno dei Funghi, il suo creatore, Jumpman, era un carpentiere. Era il 1981 quando, in Donkey Kong, un omone dai salti improbabili sfidava una scimmia gigante. Due anni dopo, Jumpman diventò Mario, un nome omaggio a Mario Segale, un imprenditore italo-americano, e il suo mondo si espanse con Mario Bros., uscendo dal singolo cabinato per risuonare nelle sale giochi di tutto il mondo. Ma è stato il prefisso “Super” a proiettarlo nella leggenda, trasformando un semplice idraulico nell’alfiere di Nintendo e di un’intera generazione.

Super Mario Bros. non fu solo un gioco: fu la prova che il divertimento più autentico non si trovava solo nelle rumorose sale giochi, ma poteva prosperare nel silenzio del salotto. Con oltre quaranta milioni di copie vendute, la cartuccia del gioco, spesso in bundle con Duck Hunt e la Zapper, diventò un punto di riferimento. Mentre il mercato statunitense barcollava, Mario lo rimise in piedi con un sorriso, un sonoro “bing” di moneta e la bandierina che, alla fine di ogni livello, celebrava un piccolo trionfo personale.

La Poesia dello Scorrimento Orizzontale

Se prima i platform sembravano vetrine statiche dove i personaggi si muovevano su schermi fissi, Super Mario Bros. li ha liberati. Ha introdotto lo scorrimento orizzontale, trasformando i livelli in un viaggio continuo, una passeggiata nell’ignoto. Ogni passo in avanti era un invito a fidarsi, a esplorare. I tubi non erano più semplici decori, ma portali verso nuovi mondi, il cielo poteva cambiare colore in un istante, e l’acqua costringeva il giocatore a riapprendere le leggi della fisica. Ma la vera magia erano i segreti, non banali collezionabili, ma vere e proprie promesse: un blocco sospetto, una nuvola solitaria, un “giù” premuto su un tubo che chiedeva solo un atto di fede.

L’universo di gioco del Mushroom Kingdom è una sinfonia di logica onirica. Funghi che ti fanno crescere, fiori che ti donano la capacità di lanciare palle di fuoco, tartarughe che diventano proiettili, piante carnivore che spuntano dai tubi come fossero denti della terra. A dare un’anima a tutto questo, la colonna sonora di Koji Kondo, un metronomo emotivo che fonde melodia e meccanica in un’unica, indimenticabile esperienza. È una musica che non accompagna, ma che guida i tuoi passi, un’armonia che si è impressa nella memoria collettiva tanto quanto l’immagine di Mario.

L’Ombra e il Mito: Il Caso The Great Giana Sisters

Ogni leggenda ha i suoi imitatori, e Super Mario Bros. non fa eccezione. Nel 1987, il mondo videoludico conobbe The Great Giana Sisters, un platform che non si limitava a ispirarsi a Mario, ma lo clonava con una tale audacia che il mondo lo ricorda ancora oggi. Lo scrolling, la fisica, il gusto per il segreto, l’andamento dei livelli… tutto era incredibilmente familiare. Nintendo rispose con i suoi avvocati e il gioco sparì dagli scaffali. Questa storia, più che un monito, è la prova che, a soli due anni dal suo debutto, Mario era già il modello, la metrica, lo standard con cui tutti dovevano confrontarsi. Chi ti copia con una tale perizia, non sta solo cercando di rubare un’idea, ma sta certificando che tu ne hai creata una inimitabile.

L’Eredità in Movimento: Dal 2D al 3D

L’eredità di Mario non è una cronologia, ma una morfologia, un codice genetico che si è evoluto senza perdere la sua anima. Con Super Mario 64 nel 1996, la curiosità che già viveva nei tubi si trasformò in esplorazione libera in un mondo tridimensionale. Super Mario Galaxy ha reso la gravità un giocattolo, e Odyssey ha riportato al centro il gusto della scoperta. In mezzo, una costellazione di spin-off, da Mario Kart a Mario Party, che testimoniano la versatilità di un’icona. La saga principale, tuttavia, rimane il cuore pulsante, la voce guida di un coro che non ha mai smesso di cantare.

Per quarant’anni, l’anima di Mario è rimasta immutata. L’iconica voce di Charles Martinet, un sorriso che ha accompagnato generazioni, è diventata sinonimo di gioia e di trionfo a ogni salto ben riuscito. La mitologia di Mario si è stratificata, creando un immaginario collettivo popolato da Peach, Yoshi, e l’eterno arcinemico Bowser. Anche le curiosità, come il cognome “Mario” che rende i fratelli Mario Mario e Luigi Mario, sono diventate parte del tessuto che lega i fan.

Un Classico che Non Invecchia

Super Mario Bros. è un capolavoro che non ha mai smesso di vivere. Nel 1993, Super Mario All-Stars lo ridisegnò in 16-bit per Super NES, rendendolo una piccola, preziosa storia del platform. Oggi, le riedizioni e le riproposizioni su piattaforme come Nintendo Switch Online mantengono viva la sua fiamma. Ma l’aspetto più straordinario è che, se si rimuove la patina della nostalgia, il primo livello del gioco, l’1-1, ti parla ancora oggi. Ti educa, ti insegna che l’inerzia si doma, che i nemici possono diventare strumenti e che il mondo, se gli parli con i giusti comandi, ti risponde con una moneta o un fungo. La sua fisica non è un costume: è la sua pelle.

Nel 1985, mentre le sale giochi offrivano brividi e sfide ad alta intensità con giochi come Ghosts ‘n Goblins, Super Mario Bros. metteva radici nelle case. Ha insegnato che i videogiochi potevano essere una passeggiata, un rito quotidiano, un segreto prima di dormire. Non una corsa contro il tempo e i gettoni, ma un’esplorazione, un momento di pura felicità.

Quarant’anni dopo, la tentazione di incorniciare Super Mario Bros. e appenderlo al muro è forte. Ma il vero omaggio a questo capolavoro non è parlarne, ma giocarci. Finire il primo livello senza fermarsi. Tornare indietro con lo sguardo a cercare il blocco giusto. Entrare in un tubo come fosse la prima volta. E poi parlarne insieme, perché è così che il mito di Mario continua: ogni salto fa ancora lo stesso, felice, rumore. E, dietro ogni mattoncino, c’è sempre la possibilità che la realtà faccia “pling”.

Super Mario Bros. Wonder torna su Switch 2: l’edizione definitiva dell’icona Nintendo

C’è un momento, nei Nintendo Direct, in cui il tempo sembra fermarsi. L’annuncio che arriva sullo schermo non è solo un aggiornamento di catalogo: è un richiamo generazionale, una promessa di nuove avventure per milioni di fan sparsi nel mondo. È successo di nuovo. Durante l’ultimo Direct, Nintendo ha sorpreso tutti rivelando l’arrivo di Super Mario Bros. Wonder Nintendo Switch 2 Edition, una versione rinnovata e potenziata del platform che ha già conquistato pubblico e critica. La finestra d’uscita è fissata per la primavera 2026, e l’hype è già alle stelle.

Il ritorno di un fenomeno

Quando nel 2023 Super Mario Bros. Wonder approdò su Nintendo Switch, il pubblico si trovò davanti a qualcosa di più di un “semplice” nuovo capitolo. Era il primo platform bidimensionale tradizionale della serie dai tempi di New Super Mario Bros. U (2012). Un ritorno alle origini, ma filtrato attraverso la capacità della grande N di reinventarsi senza tradirsi. Il risultato? Un successo clamoroso: 4,3 milioni di copie vendute nelle prime due settimane, record assoluto per la saga, e oltre 16 milioni di unità vendute entro marzo 2025. Numeri che raccontano non solo un titolo, ma un fenomeno culturale.

La trama tra fiori e meraviglia

Il cuore narrativo di Wonder batte nel Regno dei Fiori, un mondo inedito e coloratissimo guidato dal principe Florian. Qui Mario, Luigi, Peach, Daisy, Toad, Yoshi e compagni vengono invitati per assistere alla dimostrazione del leggendario Fiore Meraviglia, un artefatto capace di alterare la realtà. Naturalmente, Bowser non tarda a farsi vivo, impadronendosi del Fiore e fondendosi con il castello del principe per trasformarsi in una minacciosa fortezza volante. Da lì inizia una corsa contro il tempo fatta di alleanze, battaglie e scoperte.

La trama, semplice ma ricca di immaginazione, diventa la cornice perfetta per un gameplay che gioca costantemente con l’imprevisto: tubi che prendono vita, ambienti che mutano forma, personaggi trasformati in modo bizzarro. È il “fattore meraviglia” che ha reso questo capitolo unico.

Un gameplay che rompe gli schemi

Super Mario Bros. Wonder ha reinventato il platform 2D introducendo elementi sorprendenti. Oltre agli otto personaggi selezionabili e ai livelli sempre più interattivi, i fan hanno scoperto una serie di nuovi power-up memorabili: dal frutto che trasforma in elefante al fiore delle bolle, passando per il cappello-trivella e, naturalmente, i Fiori Meraviglia che cambiano radicalmente l’andamento dei livelli.

Un’altra novità apprezzatissima sono state le spille, piccoli potenziamenti da equipaggiare per personalizzare le abilità del personaggio. Una scelta che ha introdotto una dimensione quasi da gioco di ruolo, capace di aggiungere profondità senza snaturare la formula classica.

Il comparto multigiocatore ha poi permesso di condividere l’avventura sia in locale che online, con dinamiche cooperative e competitive che hanno reso ogni partita diversa dall’altra.

L’edizione per Switch 2: un gioiello ancora più brillante?

Ed eccoci al presente. La versione Nintendo Switch 2 Edition non si limita a un upgrade tecnico, pur importante, ma porta con sé nuovi contenuti inediti. La novità più discussa è Meetup in Bellabel Park, un gigantesco hub pensato per il multiplayer, una sorta di parco giochi virtuale dove i giocatori potranno cimentarsi in attività extra e sfide competitive.

Si parla di prove di raccolta monete, modalità survival basate sul numero di vite, minigiochi in stile “acchiappa la bandiera” e persino sfide di mimetizzazione, in cui trasformarsi e confondersi per non farsi eliminare. Non mancano modalità cooperative, come il trasporto di oggetti o la costruzione collettiva di percorsi fino al traguardo. Tutto sembra studiato per esaltare la dimensione sociale del gioco, trasformando Wonder in un’esperienza da vivere non solo in solitaria, ma come una festa continua.

Lo sviluppo dietro le quinte

La regia del progetto è nelle mani di Shiro Mouri, già al lavoro su New Super Mario Bros. U Deluxe, mentre la produzione porta la firma di una leggenda Nintendo: Takashi Tezuka. Sin dalle fasi iniziali, il team ha voluto puntare sulla sensazione di mistero e sorpresa che caratterizzava il primo Super Mario Bros. del 1985, ma con un linguaggio moderno.

Il risultato è stato un gioco in cui nulla è prevedibile. Per arrivare a questa varietà, Nintendo ha raccolto oltre 2000 proposte di effetti legati al Fiore Meraviglia, selezionando solo le idee più efficaci. Una dimostrazione di quanto dietro a un titolo apparentemente semplice ci sia un lavoro creativo e organizzativo monumentale.

Un’icona senza tempo

Con la versione per Switch 2, Nintendo punta a ridefinire ancora una volta i confini del platform bidimensionale. L’obiettivo non è solo dare nuova linfa a un titolo già eccellente, ma trasformarlo in un punto di riferimento anche per la prossima generazione di console.La domanda che aleggia è semplice: può un gioco già perfetto migliorarsi ulteriormente? La risposta, se c’è una compagnia in grado di darla, è nelle mani di Nintendo.

Super Mario non è soltanto un personaggio dei videogiochi: è un simbolo, un pezzo di cultura pop capace di attraversare decenni senza perdere il suo fascino. L’arrivo di Super Mario Bros. Wonder Nintendo Switch 2 Edition è quindi molto più di una release: è un nuovo capitolo in una saga che continua a insegnare cosa significhi giocare.La primavera 2026 segna già sul calendario una data da non perdere. Perché quando Mario torna, non si parla mai solo di videogiochi: si parla di magia.


👉 E voi? Quale power-up di Wonder vi ha conquistato di più? Vi lancerete nelle nuove sfide di Bellabel Park o preferite le corse solitarie tra tubi e fiori parlanti? Raccontateci nei commenti: il Regno dei Fiori vi aspetta! 🌸

 

Nintendo lancia la serie animata It’s Me, Mario! in stop-motion

Preparatevi a un tripudio di baffi e salti, perché Nintendo ha appena lanciato una nuova, adorabile serie animata. Si chiama It’s Me, Mario! e, a differenza del film campione d’incassi, è realizzata interamente in stop-motion!

Un Mario in miniatura per nuove avventure

La serie è composta da una collezione di cortometraggi divertenti e spensierati, perfetti per una pausa relax. I primi tre episodi, lunghi circa un minuto, sono già disponibili sul canale YouTube di PlayNintendo.

Cosa aspettarsi? Un Mario in versione giocattolo che si ritrova in situazioni esilaranti. In un episodio, il suo iconico baffo fa le bizze, trasformandosi addirittura in quello di Wario. In un altro, si impegna in una battaglia con un blocco volante per recuperare il suo cappello, mentre nel terzo si diverte a calciare un guscio di Koopa che, come sempre, finisce per tornargli contro. Un’ottima dose di nostalgia e risate, in un formato che fa tornare tutti un po’ bambini.

Un progetto più grande: la linea My Mario e gli amiibo di legno

La serie animata non è una cosa a sé stante, ma fa parte di un progetto più ampio: My Mario. Si tratta di una nuova linea di prodotti per l’infanzia che include giocattoli, vestiti e libri.

La chicca per noi nerd? Un set di blocchi di legno con i personaggi principali (Mario, Luigi, Peach e Yoshi) che funzionano anche come amiibo! Questo significa che potrete usare queste adorabili statuette nei vostri giochi preferiti.

Al momento, la linea My Mario è disponibile solo in Giappone, ma Nintendo ha promesso che una selezione di prodotti arriverà anche in Occidente il prossimo anno. Non ci resta che aspettare, con la speranza di mettere le mani su queste meraviglie di legno!

Cosa ne pensate di questa nuova serie in stop-motion? E degli amiibo di legno, li comprereste?

La Friendzone: il Game Over più crudele della storia

Da quarant’anni lo vediamo saltare voragini, affrontare tartarughe corazzate, schivare palle di fuoco e inseguire la sua principessa tra mondi colorati e castelli pieni di trappole. Abbiamo creduto, ingenuamente, che alla fine di ogni avventura ci fosse una ricompensa romantica: il bacio della principessa Peach, simbolo di un amore segreto ma eterno.
E invece no. Nintendo ha deciso di infliggere un colpo critico alle speranze dei fan, confermando ufficialmente quello che in molti temevano ma pochi osavano dire ad alta voce: Mario è bloccato per sempre nella Friendzone.

La dichiarazione che ha infranto il cuore del Regno dei Funghi

L’annuncio, arrivato tramite l’app Nintendo Today, non lascia spazio a interpretazioni. “La principessa Peach e Mario sono buoni amici e si aiutano a vicenda ogni volta che possono” recita il comunicato. Nessun “forse”, nessun “vedremo”, nessuna apertura narrativa: soltanto una definizione limpida, definitiva, crudele come il game over dopo un salto sbagliato.

Per un istante, è come se il suono iconico della “1-Up” avesse smesso di darci speranza. Mario, il nostro idraulico baffuto preferito, dopo decenni di missioni eroiche, non è il cavaliere che conquista il cuore della principessa. È “solo” l’amico fidato. E per un eroe videoludico, questo è un destino peggiore della lava.

La Friendzone: il dungeon emotivo senza uscita

Se siete nerd, sapete bene che la Friendzone non è una semplice metafora. È un vero e proprio dungeon psicologico, con porte chiuse a chiave e nemici invisibili. È la Shadow Temple delle relazioni sentimentali: buia, labirintica e piena di trappole che si attivano quando pensi di essere al sicuro.

È quell’oscura dimensione in cui i sentimenti non corrisposti si trasformano in assistenze amichevoli, in sorrisi cordiali e in inviti a “prendere un tè” quando il cuore spera in una cena romantica. Non c’è warp pipe che tenga, non esiste stella dell’invincibilità capace di renderti immune al colpo critico del “ti vedo solo come un amico”.

Per Mario, la Friendzone non è arrivata all’improvviso. Come in un JRPG con trama stratificata, ci sono stati indizi: baci fugaci in alcuni titoli, scene dolci ma mai chiaramente amorose, e poi… quell’epico rifiuto alla fine di Super Mario Odyssey, quando Peach, appena salvata, decide di partire per un viaggio da sola. Un colpo narrativo degno di uno spin-off tragico alla Final Fantasy Type-0, dove il sacrificio dell’eroe non garantisce mai il lieto fine.

Perché i nerd temono la Friendzone più di Bowser

Il problema non è solo il rifiuto. È il ruolo secondario che si cristallizza nella storia. Nel mondo nerd, dove ogni missione ha un “loot” da guadagnare, essere relegati al ruolo di “miglior amico” è come completare una quest epica in The Witcher 3 per ricevere… una sedia rotta come ricompensa.

E mentre l’eroe classico trova consolazione in un’ode malinconica, il nerd reagisce rifugiandosi in maratone di Star Trek: The Next Generation, partite infinite a Dark Souls o discussioni fiume su Reddit per capire se Peach “abbia mai amato davvero Mario” o se si tratti di una strategia politica per mantenere rapporti diplomatici con l’idraulico più famoso del multiverso.
C’è chi sostiene persino che la loro relazione sia in realtà un permadeath mode: una volta caduti nella Friendzone, non puoi ricaricare il salvataggio.

Nintendo rompe la quarta parete… e il cuore dei fan

La decisione di dichiarare pubblicamente questo status relazionale è quasi un atto meta-narrativo. Per quarant’anni, i giocatori hanno riempito i vuoti di trama con la propria immaginazione, costruendo fanfiction, teorie e meme. Ora, Nintendo ha chiuso la porta con la stessa fermezza con cui Ganondorf chiude il portone di Hyrule Castle dopo averlo conquistato.

Eppure, un dubbio resta: se Peach ha baciato Mario in Super Mario World, Super Mario RPG e persino in Super Mario 64, come si collocano questi momenti nella timeline ufficiale? Sono semplici gesti amichevoli? O frammenti di un’altra realtà, magari un universo parallelo come quello di The Legend of Zelda, dove le storie d’amore cambiano da un titolo all’altro?
Dopotutto, anche Link e Zelda vivono in un loop infinito di ambiguità sentimentale: salvare il mondo sì, ma per mano nella mano… forse nella prossima incarnazione.

L’unica via di fuga dal dungeon

Qui il gioco si fa serio: l’unico modo per sfuggire alla Friendzone, dentro e fuori dal mondo dei pixel, è la chiarezza. Come in un anime shōjo, bisogna dichiarare i propri sentimenti apertamente, senza glitch e senza nascondersi dietro missioni secondarie. Certo, c’è il rischio di perdere definitivamente la partita amorosa, ma almeno si evita di rimanere intrappolati in quel loop infinito di “salvataggi” senza ricompensa.

Forse Mario dovrebbe smettere di inseguire la principessa e dedicarsi a nuove avventure: un torneo di kart senza drammi sentimentali, un match di tennis senza sottotesti romantici, o magari una collaborazione con Samus Aran, che almeno saprebbe apprezzare un compagno di squadra pronto a lottare contro alieni e non solo tartarughe giganti.
O, per una svolta narrativa degna di un crossover alla Super Smash Bros., un’alleanza con Lara Croft, dove la posta in gioco non è un cuore da conquistare, ma un artefatto leggendario.

Una lezione per tutti noi

La vicenda di Mario e Peach ci ricorda che non sempre l’eroe ottiene il lieto fine che ci aspettiamo. A volte, anche nel mondo nerd, bisogna accettare di essere comprimari nella storia di qualcun altro… o decidere di scrivere la propria saga, con un finale completamente diverso.

In fondo, come ci insegna Mass Effect, non tutte le scelte portano alla romance perfetta. Ma ogni run è un’avventura a sé. E chissà: magari da qualche parte, in una realtà alternativa del multiverso Nintendo, Mario e Peach vivono felici e contenti.
Fino ad allora, noi resteremo qui, a tifare per il nostro idraulico preferito e a chiederci: e se il vero tesoro del Regno dei Funghi fosse stata la broship lungo il percorso?

E voi? Avete mai affrontato il boss finale della Friendzone? Quali strategie avete usato per uscirne vivi? Raccontatecelo nei commenti: chissà che insieme non si riesca a trovare una warp zone per fuggire da questo temibile livello.

Lokman: tra pixel, parodie e immaginazione – Il genio nerd che ha conquistato il web a colpi di 8bit

Nel vasto e colorato universo della cultura nerd e geek, esistono creatori di contenuti che vanno ben oltre il concetto tradizionale di “influencer” o “youtuber”. Sono narratori visivi, artisti digitali, alchimisti del pixel e dell’umorismo. Lokman — pseudonimo di Lokman Mouatamid, classe 1988 — è senza dubbio uno di loro. Un talento tutto italiano che ha saputo trasformare la sua passione per i videogiochi, il retrogaming e la cultura pop in un linguaggio animato irresistibile, che parla alla nostalgia di chi è cresciuto a pane e NES, ma anche alla curiosità di una nuova generazione cresciuta tra meme, TikTok e realtà aumentata.Tutto ha avuto inizio nel lontano 2011, quando Lokman decide di aprire il suo canale YouTube. I primi video sono parodie pungenti, spesso incentrate su personaggi del mondo dello spettacolo e del gaming, riletti con ironia in chiave 8bit. È un’epoca in cui la piattaforma era ancora una giungla creativa e pionieristica, e Lokman riesce subito a distinguersi per il suo stile unico: un mix di animazione 3D, effetti speciali artigianali ma curatissimi, e quel tipo di umorismo che strizza l’occhio a chi è cresciuto tra joystick a due pulsanti, cartoni animati del sabato mattina e le notti passate a “salvare la principessa”.Il vero boom arriva con la sua serie “Real Life”, e in particolare con il celebre video “If Super Mario was too realistic”. Una geniale reinterpretazione del più iconico tra gli idraulici, in cui le meccaniche del videogioco vengono trasportate in un mondo reale con risultati esilaranti e, allo stesso tempo, sorprendentemente riflessivi. Quel video, da solo, ha superato i 60 milioni di visualizzazioni, diventando virale in tutto il mondo e consacrando Lokman come uno degli animatori digitali più originali sulla scena internazionale.

Ma il suo capolavoro numerico resta “BALDI’S BASICS VS SONIC The Hedgehog (Official series)”, una battaglia surreale tra due universi videoludici apparentemente inconciliabili, che ha superato gli 83 milioni di visualizzazioni. Cifre da capogiro, che raccontano molto più di una semplice viralità: rivelano la capacità di Lokman di sintonizzarsi sulle frequenze emotive e nostalgiche del pubblico nerd e pop, fondendo due mondi in un’unica e folle corsa animata.

Il canale YouTube di Lokman, @LokmanVideo, oggi conta oltre 2,2 milioni di iscritti e più di 1,1 miliardi di visualizzazioni. Una vera e propria community globale, che lo segue con affetto anche su Instagram, dove condivide curiosità, dietro le quinte e scorci della sua quotidianità creativa.

Nel 2024, è arrivato anche un importante riconoscimento istituzionale: Lokman è stato invitato al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per partecipare all’iniziativa “Costituzione in shorts”. Un progetto educativo che ha visto artisti digitali reinterpretare i valori fondamentali della nostra Carta Costituzionale, e a Lokman è toccato l’articolo 10, dedicato al diritto d’asilo. Un momento simbolico e potente, in cui l’animazione si è fatta veicolo di riflessione sociale e impegno civile, senza rinunciare alla creatività e alla leggerezza.

E poi c’è Lost in bits — uscito il 25 marzo 2025 in collaborazione con Mondadori Electa — un progetto che sfugge a ogni definizione convenzionale: il primo libro fumetto al mondo interamente realizzato in grafica 8bit. Un viaggio cartaceo che trasporta il lettore in un universo di pixel, sfide da superare e personaggi improbabili, in pieno stile videogioco anni ’80. È un omaggio sincero al retrogaming, ma anche un’esperienza narrativa nuova, che strizza l’occhio a chi ha ancora voglia di lasciarsi stupire. Tra idraulici sospetti, dungeon da esplorare e livelli da superare, Lokman ci regala una piccola perla nerd che profuma di floppy disk e di sale giochi.

Dietro il successo di Lokman non c’è solo tecnica o tempismo virale. C’è una visione, un amore autentico per tutto ciò che è geek e una capacità rara di rielaborare mondi fantastici con uno sguardo personale e dissacrante. Le sue animazioni non sono semplici parodie: sono racconti visivi che celebrano la cultura pop, la videoludica e il potere dell’immaginazione. E, soprattutto, sono fatte con il cuore di un bambino che non ha mai smesso di giocare — solo che oggi lo fa con un rendering 3D impeccabile.

Se non conoscete ancora Lokman, è il momento perfetto per esplorare il suo mondo pixelato, tra un funghetto magico e un anello dorato.

Lo abbiamo intervistato per scoprire cosa si nasconde dietro lo schermo.

  • Quando crei una nuova animazione, da dove parte l’idea: una battuta, un’immagine, un suono o una scena mentale?

Le idee arrivano in vari modi, a volte per caso e altre ispirate da eventi esterni da cui prendo ispirazione per poi svilupparle.

  • C’è mai stato un sogno notturno che ti ha ispirato un video?

Qualcuno si, e ovviamente me li sono segnati appena sveglio per non dimenticare nulla!

  • Hai mai scartato un progetto perché era “troppo strano” anche per i tuoi standard?

Parecchi, non tutte le idee trovano necessariamente uno sviluppo, molte volte per questioni tecniche, altre perché inizialmente sembrano interessanti, ma una volta messe su carta scopri che la sceneggiatura non si regge in piedi.

  • Qual è l’animazione che più ti ha sorpreso nel diventare virale — e quella che pensavi sarebbe esplosa, ma non lo ha fatto?

Sicuramente “BALDI’S BASICS VS SONIC The Hedgehog (Official series)” che è anche il video con più visualizzazioni, tra le altre cose è anche un’animazione semplice e grossolana, a conferma che è il contenuto e il tempismo a portare il successo e non necessariamente la qualità tecnica. Una lezione che ancora oggi non riesco ad imparare del tutto, essendo un “precisino” per me è una battaglia costante equilibrare qualità e velocità nella produzione dei miei contenuti nel minor tempo possibile.Al contrario, ci sono stati video e animazioni dove ho investito tantissimo ma che hanno performato malissimo rispetto ad altri miei video, per esempio “Video Game BATTLE in Real Life” che mi è costato 6 mesi di produzione.Purtroppo questi sono i rischi del mestiere, la qualità non sempre paga, bisogna saper azzeccare diversi fattori che sono in costante cambiamento, questo aspetto è tra i più frustranti del mio lavoro.

  • Se potessi riscrivere la storia di un videogioco a tuo piacimento, quale sarebbe e cosa cambieresti?

Sinceramente è una cosa a cui non ho mai pensato!

  • Hai mai pensato a una collaborazione con un videogioco indie o a crearne uno tuo?

Beh in realtà l’ho già fatto, quando ho sviluppato e pubblicato il mio pixel platform “LOKMAN Maze” disponibile su Apple store e Google Play.

  • Quanto conta oggi l’intelligenza artificiale nel tuo lavoro? Ti affascina o ti spaventa?

Sicuramente preoccupa per quanto riguarda lo sviluppo di potenziali video sostitutivi ai miei, anche se nettamente più scarsi qualitativamente, il vero problema è che vanno ad “intasare” il web rendendo più difficile trovare i contenuti di qualità.Ma c’è da dire che ci sono anche aspetti positivi, ad esempio nuovi strumenti che affiancano il lavoro di un creativo per ridurre quelle operazioni noiose e ripetitive andando a velocizzare il processo creativo e produttivo.

  • Come vivi il contrasto tra la leggerezza dell’umorismo e l’intensità del messaggio (es. come quando hai parlato dell’articolo 10 della Costituzione)?

Mi sono sempre dato la massima libertà creativa nel creare i miei contenuti, a patto che siano esenti da volgarità e contenuti che incitino all’odio e razzismo, è un requisito estremamente importante e a cui tengo moltissimo.

  • C’è una frase o una lezione che porti sempre con te durante il tuo percorso creativo?

Una frase specifica no, diciamo che ho la mia etica personale e lavorativa a guidarmi, sono un “esploratore” che cerca di imparare il più possibile ad ogni nuovo progetto, e questa è probabilmente una delle cose che mi danno più soddisfazione nel mio lavoro, lo rendono anche faticoso ma al tempo stesso estremamente appagante.

  • Come reagivano le persone quando dicevi “voglio fare animazioni su YouTube”?

Sicuramente prima che diventasse un vero lavoro molti non davano importanza a questa cosa, ma nel vedere i risultati ottenuti, in molti si sono rimangiati la parola.Come in tutte le cose, le persone “vedono” solo il risultato finale, senza tenere conto del percorso e la fatica necessaria per raggiungerlo.C’è da dire che mia mamma ancora oggi non ha capito fino in fondo in cosa consiste il mio lavoro, anche sinceramente non la biasimo, il mio è una serie di lavori che si intrecciano secondo un equilibrio misterioso…

  • Cosa direbbe il “piccolo Lokman” vedendo ciò che fai oggi?

Sono sicuro che rimarrebbe estremamente felice e incredulo, non serve andare così indietro col passato, già il Lokman di 10 anni fa non ci avrebbe mai creduto, sicuramente ci avrebbe sperato con tutto il cuore, ma trasformare tutto questo in realtà era veramente utopico al tempo.

  • Se un tuo personaggio potesse uscire dallo schermo e vivere nella realtà, chi sceglieresti?

Super Mario senza esitazione, è il mio personaggio preferito sin da quando ero bambino con il mio amato NES, e non è un caso è il protagonista nella maggior parte dei miei video.

  • Qual è l’idea più assurda che hai avuto ma non hai ancora realizzato (magari perché non esiste ancora la tecnologia giusta)?

Tra le varie idee assurde, una che mi ha lasciato l’amaro in bocca è stata quella di non essere riuscito a realizzare una corsa di Mario Kart nel mio viaggio in Giappone, colpa delle regole stringenti legate alla patente di guida per gli stranieri, quello sarebbe stato un gran bel video da realizzare!In compenso sono riuscito comunque a realizzarne uno con Mario a Tokyo che ha superato 12 milioni di visualizzazioni in tutto il mondo… Chissà che non riesca e farlo nel mio prossimo viaggio nel sol levante!

Inaugura a Zoomarine il primo Game Experience Center: il futuro dei videogiochi sostenibili

Il 12 aprile 2025 segna una data speciale per tutti gli appassionati di videogiochi e per chi è sensibile ai temi della sostenibilità. Oggi, infatti, apre ufficialmente i battenti la prima edizione del Game Experience Center, un’area interattiva innovativa che unisce il mondo dei videogiochi al tema della tutela ambientale. Questo nuovo progetto nasce dalla collaborazione tra Zoomarine, parco divertimenti a pochi chilometri da Roma, e Nintendo, gigante dell’intrattenimento videoludico, con l’obiettivo di offrire ai visitatori un’esperienza di gioco unica, educativa e sostenibile.

Un’esperienza che va oltre il gioco

Lo Game Experience Center non è solo una nuova area di gioco, ma un vero e proprio punto di incontro tra divertimento, tecnologia e consapevolezza ambientale. L’area si estende su 300 metri quadrati e si trova nella zona del Zoorassico, un angolo già amato dai visitatori del parco, ma che ora assume un significato del tutto nuovo grazie a questa iniziativa. In questo spazio, infatti, il gioco diventa un alleato della sostenibilità e un’opportunità per sensibilizzare le nuove generazioni sull’importanza della conservazione dell’ambiente.

Uno degli aspetti più affascinanti di questa nuova esperienza è l’integrazione di Endless Ocean Luminous, un videogioco che permette ai partecipanti di esplorare i fondali marini e interagire con la fauna oceanica. Grazie a questa attività, i giovani visitatori potranno apprendere in modo coinvolgente e divertente il valore della protezione degli ecosistemi marini, un tema sempre più urgente e rilevante nel nostro tempo.

Un tuffo nei giochi Nintendo

Chi non ha mai sognato di entrare nell’universo di Super Mario, The Legend of Zelda o Mario Kart? Ebbene, i fan di Nintendo potranno vivere un’esperienza immersiva unica con ben 25 postazioni di gioco, tutte equipaggiate con Nintendo Switch, pronte a offrire un divertimento senza fine. I titoli iconici che accompagneranno gli ospiti sono tra i più amati e popolari della storia del videogioco: Super Mario Bros. Wonder, The Legend of Zelda: Tears of the Kingdom, e Mario Kart 8 Deluxe. Ogni partita si trasformerà in un momento speciale, grazie anche alla presenza di un maxischermo che ospiterà eventi esclusivi e competizioni tra i partecipanti, aggiungendo così un tocco di adrenalina e competizione a un’esperienza che mira a essere, prima di tutto, educativa.

L’obiettivo di questo progetto non è solo quello di intrattenere, ma anche di creare un legame emotivo tra i giovani e i temi ambientali, portando la sostenibilità all’interno di uno dei mondi più amati e seguiti: quello dei videogiochi. In un’epoca in cui la responsabilità ecologica diventa fondamentale, Zoomarine si fa pioniere di un nuovo modo di concepire l’intrattenimento, puntando su una narrativa che sensibilizza, educa e diverte al contempo.

Un’inaugurazione speciale per una causa ancora più speciale

L’inaugurazione ufficiale del Game Experience Center si terrà oggi, 12 aprile 2025, alle 10.00, con un evento che si preannuncia ricco di sorprese. Accanto ai tanti invitati e agli appassionati di videogiochi, ci saranno anche i piccoli ospiti della Casa Famiglia Aps Chiara e Francesco, che vivranno un’esperienza unica e inaspettata grazie al parco che, da anni, supporta attività di solidarietà. Un gesto simbolico che sottolinea l’impegno di Zoomarine verso la comunità, offrendo opportunità a chi ne ha più bisogno. Questo evento di apertura si inserisce anche nel contesto dei festeggiamenti per i 20 anni di attività del parco, che promette un anno ricco di eventi e iniziative.

E non mancheranno, ovviamente, le mascotte più amate del mondo Nintendo, quelle di Animal Crossing, che daranno il benvenuto ai visitatori in modo speciale. Questi personaggi, simbolo di un mondo fatto di amicizia e condivisione, sono particolarmente cari ai fan di tutte le età e faranno da cornice a un giorno che promette di essere indimenticabile.

Un nuovo capitolo per il parco Zoomarine

Con questa nuova iniziativa, Zoomarine conferma la sua posizione di parco innovativo e attento ai temi sociali e ambientali. Il Game Experience Center non è solo una novità tecnologica, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti: i videogiochi possono diventare uno strumento potente per educare e sensibilizzare. E l’alleanza con Nintendo e Materia Entertainment, che ha curato la parte creativa, è la garanzia che l’esperienza sarà non solo divertente, ma anche memorabile e significativa per tutti i partecipanti.

Insomma, non resta che prepararsi a vivere un’avventura all’insegna del gioco, della cultura videoludica e della sostenibilità. Il Game Experience Center è pronto ad accogliere tutti coloro che vorranno immergersi in un mondo dove il divertimento e l’impegno ecologico si intrecciano in modo inedito e affascinante.

Per maggiori informazioni e per scoprire tutte le novità sul parco Zoomarine, è possibile visitare il sito ufficiale www.zoomarine.it.

Mario Day: Una Leggenda da Celebrare Ogni 10 Marzo

Il 10 marzo non è solo un giorno come un altro per gli appassionati di videogiochi. In realtà, è un’occasione imperdibile per celebrare una delle icone più amate del mondo dei videogames: Super Mario, l’intramontabile eroe baffuto e con la salopette rossa che ha segnato la storia dell’intrattenimento videoludico. Questa data, scelta per l’assonanza visiva con “Mar-10” (un simpatico gioco di parole che richiama il nome del nostro idraulico preferito), è conosciuta in tutto il mondo come il Mario Day, un evento che unisce milioni di fan in una festa globale dedicata a uno dei personaggi più iconici mai creati.

La storia di Super Mario, però, non è iniziata il 10 marzo, ma affonda le sue radici negli anni ’80, quando un giovane e geniale Shigeru Miyamoto, leggendario creatore di molti dei titoli più famosi di Nintendo, lanciò un gioco che avrebbe cambiato il corso dell’industria videoludica: Donkey Kong (1981). In questo titolo, il protagonista era un personaggio baffuto e colorato il cui obiettivo era salvare la sua fidanzata, Pauline, dalle grinfie di una gigantesca scimmia cattiva. Il suo nome? “Jumpman”. Sì, perché Super Mario non era ancora nato in quel periodo.

Il grande cambiamento arrivò nel 1983, quando Nintendo decise di dare un nuovo nome al personaggio. Così, il nostro eroe divenne ufficialmente Mario, in onore di Mario Segale, un imprenditore italo-americano che assomigliava al personaggio e che, all’epoca, era il proprietario dello stabile affittato da Nintendo negli Stati Uniti. Fu questo “cambio in corsa” che diede il via a una vera e propria leggenda videoludica.

Il vero successo di Mario arrivò nel 1985 con il lancio di Super Mario Bros. per la console NES (Nintendo Entertainment System), un titolo che divenne un fenomeno globale e vendette ben 40,24 milioni di copie in tutto il mondo. Mario, da semplice personaggio di un arcade game, si trasformò nel simbolo di Nintendo, catapultando l’azienda al centro della scena mondiale. La saga dei fratelli Mario e Luigi continuò a espandersi con nuovi giochi, ciascuno più iconico del precedente, facendo la storia dei videogiochi.

E a proposito di Mario e Luigi, c’è un dettaglio curioso che forse non tutti conoscono: il loro cognome non è altro che “Mario”. Quindi, il vero nome dei nostri eroi è Mario Mario e Luigi Mario. Un’informazione che fa parte del lore ufficiale della saga e che aggiunge un tocco di simpatia al personaggio di Mario. E se pensate che Luigi sia il fratello “secondo” di Mario, beh, sappiate che in realtà i due sono gemelli, anche se fisicamente non potrebbero essere più diversi.

Nel corso degli anni, Mario è diventato il cuore pulsante di Nintendo, dando vita a innumerevoli titoli, tra cui Super Mario 64, Super Mario Galaxy, Super Mario Odyssey e moltissimi altri che hanno conquistato intere generazioni. Non sono solo i giochi a rendere Mario un personaggio straordinario: il suo universo è popolato da un cast di personaggi altrettanto memorabili, come la principessa Peach, il fedele Yoshi, il furbo Wario e l’amica Daisy, solo per citarne alcuni. E non dimentichiamoci del suo eterno nemico, Bowser, che inizialmente doveva essere un bue, ma che poi si è trasformato nella tartaruga gigante che tutti conosciamo.

La fama di Mario non si è limitata ai videogiochi. Nel corso degli anni, il nostro idraulico ha conquistato anche Hollywood, dove è stato onorato con ben due stelle sulla celebre Walk of Fame, oltre alla parallela Walk of Game, riservata ai personaggi dei videogiochi. E come se non bastasse, Mario ha fatto anche numerose apparizioni in altri giochi, come in Mario + Rabbids Kingdom Battle o nelle celebri Olimpiadi Videoludiche insieme a Sonic.

La voce di Mario, doppiata dal talentuoso Charles Martinet, è diventata una delle più riconoscibili nel mondo dei videogiochi. Martinet ha conquistato i responsabili di Nintendo con un provino memorabile, nonostante il fatto che quasi non fosse riuscito a presentarsi in tempo. La sua interpretazione ha contribuito a dare vita a una delle personalità più amate nel panorama videoludico, un tratto distintivo che ha reso Mario ancora più speciale per milioni di fan in tutto il mondo.

Mario non è solo un personaggio di fantasia: è un simbolo di resistenza e di evoluzione. È stato il motore che ha traghettato Nintendo attraverso periodi difficili, riuscendo a salvare l’azienda da crisi momentanee e a portarla al successo globale. È un evergreen, una leggenda senza tempo che non sembra mai invecchiare, capace di adattarsi alle nuove tecnologie e di rimanere sempre al passo con i tempi.

In questo Mario Day, il 10 marzo, tutti gli appassionati di videogiochi si riuniscono per celebrare il personaggio che ha cambiato per sempre il mondo del gaming. Da chi lo ha conosciuto nei lontani anni ’80, a chi oggi si avvicina per la prima volta alla saga con le sue nuove avventure, Mario resta una delle figure più influenti e riconoscibili nella storia dei videogiochi.

Quindi, che tu sia un veterano dei giochi Nintendo o un neofita curioso, non c’è occasione migliore di questa per festeggiare il leggendario Super Mario. Un’epica figura che, da decenni, continua a farci sorridere, a farci emozionare e a regalarci incredibili avventure. Salta, corri e prendi la tua moneta d’oro: il 10 marzo è il giorno di Mario!

David vs Golia: Il Supermercato Costa Ricano Sconfigge Nintendo per il Marchio Super Mario

Chi avrebbe mai pensato che un supermercato in Costa Rica potesse essere l’eroe della giornata contro Nintendo, uno dei giganti più temuti dell’industria videoludica? Ma è esattamente ciò che è successo con la causa legale tra Nintendo e il supermercato “Super Mario” di San Ramón. Se pensate che un supermercato che si chiama “Super Mario” sarebbe destinato a essere schiacciato dalla potenza legale della casa di Kyoto, beh, dovrete ricredervi. La sorpresa arriva quando il supermercato non solo ha resistito, ma ha anche vinto.

Iniziamo con un po’ di contesto. Don Mario, il fondatore del supermercato, ha tenuto in vita la sua attività per decenni. Ma è stato suo figlio, Charlito, a dover affrontare l’arena legale quando ha cercato di rinnovare la registrazione del marchio “Super Mario” per il negozio di famiglia. E qui entra in scena Nintendo, che con il suo solito stile implacabile, ha deciso che non solo i videogiochi, ma anche i supermercati non potevano usare un nome tanto iconico senza il suo permesso. Nintendo ha dichiarato di detenere i diritti globali sul nome “Super Mario”, come se il marchio potesse essere monopolizzato da un solo gigante in ogni angolo del pianeta, a prescindere dal settore.

Eppure, la Corte di registrazione dei marchi della Costa Rica ha deciso che, in effetti, Nintendo non ha alcun diritto esclusivo sul nome “Super Mario” quando si tratta di supermercati. La sentenza ha chiarito che Nintendo, pur avendo i diritti sul nome in relazione ai videogiochi, non può imporsi su altre attività commerciali, come quelle che vendono spaghetti e riso. Il supermercato ha dunque potuto continuare la sua attività senza preoccuparsi che il gigante giapponese spuntasse fuori con qualche altra minaccia legale.

Questa vittoria ha suscitato non poca sorpresa. Nintendo, infatti, è famosa per combattere le sue battaglie legali come un bulldozer, abbattendo progetti di fan, giochi non autorizzati e qualsiasi cosa possa essere considerata una minaccia al suo impero di marchi. Recentemente ha fatto causa anche a giochi come Palworld, accusandoli di violare i suoi brevetti. Quindi, quando Nintendo ha perso contro un supermercato locale, la notizia ha lasciato molti a bocca aperta.

E nonostante il supermercato non avesse mai cercato di imitare i personaggi o lo stile visivo dei giochi Nintendo, la battaglia legale è stata tutt’altro che semplice. Charlito ha addirittura pensato di “gettare la spugna” durante il processo, ma alla fine, la sentenza gli ha dato ragione. La Corte ha sentenziato che non c’era alcuna violazione del marchio, visto che il supermercato non vendeva giochi né sfruttava i volti di Mario e Luigi per vendere frutta e verdura.

In un video celebrativo della vittoria, Charlito non ha mancato di mostrare con orgoglio suo padre Don Mario, che ha gestito il negozio per 52 anni, e di distribuire adesivi gratuiti con il logo del supermercato, ora più simbolico che mai. La battaglia legale potrebbe essere stata lunga e complicata, ma per il supermercato è stata una vera e propria rivincita.

La morale di questa storia? Anche i giganti possono inciampare. Nintendo, nonostante la sua fama mondiale, non è riuscita a imporsi su una piccola attività in Costa Rica. E anche se i suoi avvocati avranno sicuramente qualcosa da dire su questa faccenda, questa sconfitta serve a ricordarci che a volte le leggi del mercato sono più complicate di quanto si pensi. E chissà, forse la prossima volta Nintendo avrà un po’ più di rispetto per un nome che, in fondo, ha solo una lunga tradizione di spaghetti e sconto su prodotti freschi.

Geek Music: un Viaggio nella Musica dei Videogiochi e dei Film Fantasy al Palazzo Naselli Crispi

Ieri, giovedì 14 novembre 2024, si è tenuto il tanto atteso secondo concerto della rassegna Geek Music, organizzata dal Conservatorio Frescobaldi in collaborazione con il Consorzio di Bonifica Pianura di Ferrara, presso l’imponente Palazzo Naselli Crispi nel centro rinascimentale di Ferrara. L’evento ha visto protagonisti il duo formato da Stefano e Marta Melloni, rispettivamente al clarinetto e al pianoforte, che hanno portato sul palco una vera e propria immersione nel mondo della musica da videogiochi e dei film fantasy.

Il concerto ha offerto un viaggio attraverso le colonne sonore che hanno segnato la cultura pop, con brani come quelli di Super Mario Bros., Tetris, Final Fantasy e The Legend of Zelda, insieme a composizioni straordinarie tratte dai film di Hayao Miyazaki, come Kiki’s Delivery Service e Princess Mononoke. Non sono mancati i capolavori di Hans Zimmer, da Inception a Pirates of the Caribbean, che hanno regalato un’ora di musica straordinaria, eseguita con il tocco unico di clarinetto e pianoforte.

La particolarità di questo concerto è stata la trascrizione cameristica che ha ridotto le potenti colonne sonore orchestrali all’essenza di due soli strumenti, rivelando la profondità e la qualità compositiva di ogni singolo brano. Questo arrangiamento ha offerto al pubblico la possibilità di apprezzare la musica in una veste inedita, lontano dal contesto visivo per cui era stata originariamente scritta, ma comunque capace di evocare forti emozioni e ricordi.

Prima del concerto, i partecipanti hanno potuto esplorare gratuitamente Palazzo Naselli Crispi, uno degli edifici più rappresentativi della Ferrara rinascimentale, grazie alla visita guidata che ha avuto luogo nel pomeriggio. La rassegna si è svolta in un’atmosfera intima, che ha unito il fascino del luogo storico alla potenza emotiva delle colonne sonore, rendendo l’esperienza ancora più speciale.

Marta e Stefano Melloni, con la loro passione per la musica da film e videogiochi, hanno ancora una volta dimostrato quanto queste colonne sonore siano capaci di andare oltre le immagini, raccontando storie e suscitando emozioni anche quando vengono ascoltate da sole. Il concerto, con il suo ingresso gratuito fino a esaurimento posti, ha visto una grande affluenza di pubblico, con molti che non hanno voluto perdere questa occasione unica di esplorare la musica geek sotto una nuova luce.

Nintendo Music: Un tuffo nella colonna sonora dei tuoi giochi preferiti!

Sei un fan sfegatato di Nintendo e ami le sue colonne sonore indimenticabili? Allora Nintendo Music è proprio ciò che fa per te!

Ascolta la musica dei tuoi giochi preferiti ovunque tu sia

Nintendo ha lanciato una nuova app dedicata interamente alla musica dei suoi videogiochi più amati. Che tu sia un appassionato di Super Mario, Zelda, Animal Crossing o Metroid, troverai sicuramente la colonna sonora perfetta per ogni occasione.

Caratteristiche uniche di Nintendo Music:

  • Playlist personalizzate: Crea le tue playlist con le tue canzoni preferite e rivivi i momenti più emozionanti dei tuoi giochi.
  • Modalità antispoiler: Gioca senza pensieri! Questa funzione ti permette di evitare di ascoltare brani che potrebbero rivelarti dettagli importanti della trama.
  • Catalogo vastissimo: Esplora un ricco catalogo di musiche tratte da decenni di giochi Nintendo.
  • Disponibile su smartphone e tablet: Ascolta le tue canzoni preferite ovunque tu vada, grazie all’app per Android e iOS.

Come accedere a Nintendo Music:

Per goderti tutte queste fantastiche funzionalità, ti basta essere abbonato a Nintendo Switch Online. L’app è inclusa nell’abbonamento e può essere scaricata gratuitamente.

Perché ti piacerà Nintendo Music:

  • Rivivi le emozioni dei tuoi giochi preferiti: Ascolta le musiche che ti hanno accompagnato durante le tue avventure e lasciati trasportare dalla nostalgia.
  • Scopri nuove gemme musicali: Esplora il catalogo e trova nuove colonne sonore da amare.
  • Condividi la tua passione: Parla con altri fan di Nintendo e scambia consigli sulle tue playlist preferite.

Non perdere l’occasione di immergerti nella magia della musica Nintendo! Scarica subito l’app e inizia a esplorare il vasto catalogo!

Universal Epic Universe aprirà il il 22 maggio 2025 ad Orlando!

Universal Epic Universe, il nuovo parco a tema targato Universal, aprirà le porte al pubblico il 22 maggio 2025. Il sole, la luna e le stelle si sono allineati per creare un parco a tema trasformativo, con portali straordinari che ti portano in mondi oltre. La location del parco a tema Universal Epic Universe si trova a poche miglia a sud-est dell’esistente Universal Orlando Resort, all’interno di un sito più ampio di 300 ettari a sud di Sand Lake Road e ad est di Universal Boulevard. Il nuovo parco sarà collegato al resort tramite bus elettrici su una corsia preferenziale, consentendo spostamenti rapidi tra i quattro parchi del resort. Epic Universe avrà un proprio parcheggio per coloro che preferiscono arrivare in auto. Il parco sarà operativo tutto l’anno, con orario dalle 9:00 alle 22:00. Per il 2025, Universal venderà biglietti solo in abbinamento a pacchetti per visite multiple, senza biglietti singoli, per gestire l’affluenza e ottimizzare le entrate.

Il parco presenta un formato “hub-and-spoke”, con quattro terre a tema che si estendono da un centro principale. Ogni terra ha un portale unico che la caratterizza. Il centro principale del parco è chiamato Celestial Park, un paradiso cosmico che offre avventure eccitanti, intrattenimento, ristoranti, shopping e persino l’Universal Helios Grand Hotel. Questa zona è il fulcro principale del parco, un giardino con design ispirato all’astrologia e all’attrezzatura astronoma che collega le altre quattro aree. Tra folti boschi, viuzze alberate e fontane danzanti, i visitatori possono vivere un’esperienza straordinaria e scoprire un mondo pieno di emozioni intense. Come attrazione, nella zona è allestito il “Constellation Carousel“, una giostra piatta a tema celeste simile al SeaGlass Carousel di New York,  le “Starfall Racers”, delle montagne russe da duello prodotte da Mack Rides e il playground acquatico “Astronomica”.

https://youtu.be/asmd0jGpg9o

Super Nintendo World sarà una delle principali attrazioni del nuovo Universal Epic Universe. Questo mondo colorato e interattivo porterà gli ospiti a vivere avventure con i personaggi amati di Nintendo, tra cui Mario, Luigi, la Principessa Peach, Toad e per la prima volta negli Stati Uniti, Donkey Kong.Questo nuovo territorio è frutto della collaborazione tra Universal Creative e Nintendo e offrirà un’esperienza multisensoriale unica in cui gli ospiti potranno immergersi nel mondo dei videogiochi Nintendo in modi mai visti prima.Universal Orlando ha svelato i dettagli su tutte le eccitanti attrazioni di Super Nintendo World, tra cui Mario Kart: Bowser’s Challenge, Yoshi’s Adventure e Mine-Cart Madness, un’attrazione unica che porta i visitatori in un’avventura frenetica attraverso la giungla con Donkey Kong e Diddy Kong. Gli ospiti potranno gustare piatti a tema Mario e Luigi al Toadstool Cafe, acquistare souvenir ispirati a Super Mario presso la 1-UP Factory e sperimentare momenti speciali di incontro e saluto con Mario e gli altri personaggi. Inoltre, i visitatori potranno potenziare la loro esperienza con le Power-Up Bands, dispositivi indossabili che consentono loro di migliorare il proprio gioco e sbloccare contenuti esclusivi in Super Nintendo World.

L’Isola di Berk è invece dedicata alla saga di Dragon Trainer, offrendo ai visitatori l’opportunità di volare con i draghi e di esplorare il pittoresco villaggio vichingo nel cuore di Berk. Qui sarà possibile partecipare a battaglie avvincenti in barca e immergersi completamente nella cultura vichinga. In quest’area sarà presente un roller coaster “Hiccup’s Wing Gliders”, uno Sky Fly “Dragon Racer’s Rally”, un boat ride “Fyre Drill” e uno stage show chiamato “Untrainable “.

Per tutti gli appassionati di Harry Potter, The Wizarding World of Harry Potter — Ministry of Magic è un vero e proprio sogno che diventa realtà! Questo incantevole parco vi trasporterà dalla Parigi degli anni ’20 al Ministero della Magia britannico degli anni ’90, facendovi immergere nelle comunità magiche internazionali. Il magnifico stage show “Le Cirque Arcanus” vi farà scoprire la magia che unisce questi mondi, con una spettacolarità che solo il magico universo di Harry Potter può offrire. L’attrazione principale, che dà il nome all’intera area, è il dark ride “Battle of the Ministry of Magic”. Entertainment Weekly ha svelato che Eddie Redmayne, la star della saga di Animali Fantastici, tornerà a vestire i panni di Newt Scamander, con nuove scene che renderanno l’esperienza ancora più coinvolgente e straordinaria. Ministry of Magic è destinata a diventare l’area più elaborata tra le cinque nuove aree tematiche del parco, intrecciando le storie degli otto film di Harry Potter con i tre film di Animali Fantastici. Gli ospiti si troveranno immersi in un vasto territorio che va dalla Parigi degli anni ’20 alla Londra degli anni ’90, spostandosi tra queste due epoche grazie alla rete di trasporto Métro Floo.L’attrazione di punta, Harry Potter e la Battaglia al Ministero, sarà parzialmente ambientata all’interno del Ministero della Magia britannico. Grazie a una tecnologia omnidirezionale innovativa, i visitatori potranno muoversi in ogni direzione – su, giù, avanti, indietro e di lato – in una delle attrazioni più spettacolari mai create.La storia dell’attrazione comincia con un viaggio da Parigi al Ministero della Magia britannico, dove si terrà il processo a Dolores Umbridge, interpretata da Imelda Staunton nei film. I visitatori attraverseranno il grande atrio del Ministero, come visto nei film di Harry Potter, ma quando le cose prenderanno una brutta piega e la Umbridge tenterà di fuggire, inizierà un emozionante inseguimento con Harry Potter (Daniel Radcliffe), Ron Weasley (Rupert Grint), Hermione Granger (Emma Watson) e l’elfo domestico Higgledy. Ma le sorprese non finiscono qui! La sezione del Ministero della Magia offrirà anche uno spettacolo dal vivo, Le Cirque Arcanus. Questa straordinaria esperienza teatrale vedrà la presenza di artisti dal vivo, acrobati, marionette ed effetti speciali, raccontando la storia del Ringmaster Skender che ruba la valigia di Newt Scamander. Un’esperienza magica e indimenticabile, piena di meraviglie e sorprese, che non potete perdere!

https://youtu.be/6HTnjAUp4rU

Infine, Dark Universe rappresenta un’esperienza unica per chi desidera immergersi in un mondo misterioso. Da esperimenti segreti della dottoressa Victoria Frankenstein a paesaggi oscuri popolati da mostri, questo mondo di miti e misteri promette emozioni intense per i visitatori audaci. Tra le attrazioni presentate figurano un dark ride “Monsters Unchained: The Frankenstein Experiment” e uno spinning roller coaster “Curse of the Werewolf“. Proprio quest’area riceverà la prima espansione con l’allestimento nel prossimo futuro di un dark ride su barche chiamato “Creature from the Black Lagoon“.

Nonostante l’assenza di Zelda nel Super Nintendo World  nel nuovo parco a tema, è possibile che Nintendo possa realizzare un parco a tema dedicato esclusivamente a questa saga in futuro. Infatti, The Legend of Zelda è una delle saghe più popolari di Nintendo, e ha un enorme potenziale per essere trasformata in un parco a tema.Inoltre, Nintendo sta lavorando a un film live-action di The Legend of Zelda in collaborazione con Sony Pictures. Questo potrebbe essere un ulteriore indizio che la società giapponese sta preparando il terreno per un parco a tema dedicato a questa saga.

Il Set Lego di Mario e Yoshi Svelato al Comic-Con di San Diego

Nell’atmosfera vibrante e carica di emozione del Comic-Con di San Diego, dove cultura pop e innovazione si incontrano in un vortice di creatività, il Gruppo LEGO ha regalato agli appassionati un momento che difficilmente dimenticheranno. Proprio ieri, con l’apertura ufficiale del Comic-Con, LEGO ha svelato la sua ultima meraviglia: il set LEGO Super Mario – Super Mario World: Mario e Yoshi, identificato con il numero 71438. Questo nuovo set rappresenta una celebrazione della nostalgia, un tributo ai giorni gloriosi del celebre videogioco Nintendo, Super Mario World™.

Il set, che è il quinto della linea LEGO® Super Mario™ pensata per gli adulti, segna un punto di svolta significativo nel mondo dei mattoncini LEGO. Questa volta, i fan non solo incontrano il celebre Mario, ma sono introdotti anche a Yoshi, uno dei compagni più amati dell’idraulico più famoso del mondo. La novità sta nella rappresentazione di Yoshi in forma di mattoncini LEGO 2D, un’innovazione che renderà la figura del dinosauro verde un elemento distintivo di questo set.

Carl Merriam, Senior Designer di LEGO Super Mario, ha spiegato con entusiasmo la concezione del progetto: “Il nostro obiettivo con questo modello era di catturare l’essenza dell’animazione sprite bidimensionale di Super Mario World™. Abbiamo ricreato la pixel art utilizzando mattoncini LEGO e inserito meccanismi che permettono a Yoshi di muoversi con Mario in sella. Abbiamo persino incluso un quadrante per far muovere la lingua di Yoshi, proprio come nel gioco originale!” Questo livello di dettaglio non solo dimostra l’attenzione alla fedeltà del design, ma anche il desiderio di offrire un’esperienza interattiva che richiami i momenti iconici del gioco.

Il set, una volta completato, non è solo un oggetto di gioco ma anche una pregevole decorazione. La qualità e la cura dei dettagli fanno di questo modello un eccellente pezzo da esposizione. In linea con la serie “Adults Welcome” di LEGO Super Mario, il set si distingue per il suo potere evocativo e il richiamo alla nostalgia di un’era che ha segnato l’infanzia di molti. In effetti, oggetti come The Mighty Bowser e la Pianta Piranha hanno già dimostrato che LEGO sa come coniugare il gioco con la celebrazione dei ricordi d’infanzia.

Il nuovo set LEGO® Super Mario™ Super Mario World™: Mario e Yoshi sarà disponibile per il preordine a partire da oggi sul sito LEGO.com e potrà essere acquistato nei LEGO Store, su LEGO.com e presso i principali rivenditori selezionati a partire dal 1° ottobre 2024. Gli appassionati di LEGO e Super Mario possono visitare il sito ufficiale, LEGO.com/supermario, per ulteriori dettagli e aggiornamenti.

Con questo set, LEGO non solo celebra una pietra miliare nella storia dei videogiochi, ma continua a dimostrare la sua capacità di unire generazioni attraverso il potere del gioco e della nostalgia. Super Mario e Yoshi tornano così a vivere nuove avventure, non solo sui monitor dei videogiochi, ma anche nei cuori e nelle case dei fan di tutte le età.