X-Men nel Marvel Cinematic Universe: è arrivato il momento che stavamo aspettando

L’annuncio che i fan hanno atteso per anni ha acceso una nuova fiamma geek che ora illumina l’intero Marvel Cinematic Universe. Il passaggio dei mutanti sul grande schermo entra ufficialmente in una nuova fase, non più legata a cammei nostalgici o fugaci incursioni multiversali, ma radicata in un progetto strutturato che mira a rifondare gli X-Men come pilastro narrativo della Marvel cinematografica. L’emozione della community è esplosa nel momento esatto in cui Kevin Feige ha sganciato la notizia durante la conferenza stampa dedicata a Fantastic Four: First Steps: un nuovo corso per gli X-Men è stato avviato e porterà la squadra di Xavier al centro della prossima epoca narrativa dell’MCU.

La regia è stata affidata a Jake Schreier, figura che ha già dimostrato la propria abilità nel dirigere storie corali grazie all’esperienza su Thunderbolts. La scelta appare quasi un atto di coerenza tematica: Schreier ha dimostrato di saper gestire equilibri fragili, psicologie spezzate e rapporti contraddittori, esattamente ciò che ha reso gli X-Men un simbolo mondiale di identità, rifiuto, diversità e lotta interiore. Intervistato da Empire Magazine, il regista ha definito il progetto come un’opportunità unica, anticipando l’intenzione di scavare nel conflitto emotivo dei personaggi e plasmare un team che non è solo una squadra, ma un microcosmo sociale.

Intanto, lo scenario del MCU inizia già a muoversi per accogliere la mutazione. Avengers: Doomsday, l’imminente mega-evento annunciato con un cast che conta già ventisette attori e diversi team provenienti da molteplici distorsioni del multiverso, continua ad attirare voci e speculazioni. Parte del fandom spinge per un ritorno di Hugh Jackman nel ruolo di Wolverine, tanto che l’attore stesso, ospite al Graham Norton Show, ha ammesso che non si sentirebbe di escludere nulla. Le sue parole, “Non dirò mai più ‘mai’”, hanno alimentato l’idea di un’apparizione in Doomsday o addirittura in Secret Wars, film che potrebbe rappresentare il suo vero “ultimo atto”. Il Marvel boss non ha confermato, ma ha ammesso l’esistenza di trattative con Jackman e con Ryan Reynolds, dichiarazioni che bastano a far oscillare la community tra speranza e panico da hype.

Alcuni insider suggeriscono che Jackman possa apparire in Secret Wars, probabilmente in un ruolo che fungerà da ponte generazionale per il passaggio a un nuovo attore. Le battaglie che si prospettano lasciano immaginare un parterre di eroi che attingerà da decenni di storia cinematografica Marvel: dal Deadpool di Reynolds allo Spider-Man di Tobey Maguire, dalle varianti degli Avengers alle vecchie glorie degli X-Men. Un multiverso che implode in un gigantesco atto finale, prima che tutto venga riallineato per lasciare ai mutanti un terreno narrativo stabile e condiviso con i Vendicatori.

Il 5 maggio 2028 è la data scelta per far partire questa rinascita mutante, un giorno dal valore simbolico potentissimo. Vent’anni esatti dopo l’uscita di Iron Man, film che ha dato vita al MCU. La Marvel non sta semplicemente programmando un’uscita, ma sta costruendo un passaggio di testimone. Un ciclo che si chiude e un altro che si apre. Le riprese dovrebbero iniziare tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, lasciando il giusto respiro per una fase preparatoria monumentale. L’uscita di Avengers: Secret Wars, fissata per dicembre 2027, fungerà da spartiacque definitivo tra l’era del Multiverso e il nuovo assetto ordinato che Feige e il team creativo sembrano voler restaurare dopo anni di linee temporali capricciose e varianti a pioggia.

Con la Mutant Saga, l’obiettivo è chiaro: un decennio narrativo in cui l’MCU tornerà a una struttura più coesa, dove gli X-Men non sono un elemento esterno, ma parte integrante del mondo che ospita gli Avengers. Niente più universi separati. Niente più “spin-off di realtà alternative”. La Marvel sembra pronta a un cambiamento radicale che rifletterà il messaggio storico dei mutanti: inclusione, identità, rivoluzione culturale.

Dietro le quinte, i nomi coinvolti nella scrittura del progetto contribuiscono a rafforzare questo intento. Michael Lesslie, autore de La ballata dell’usignolo e del serpente e della sceneggiatura di Assassin’s Creed, porta con sé una sensibilità narrativa capace di unire introspezione, tensione e critica sociale. La Marvel avrebbe garantito a Schreier e Lesslie un margine creativo ampio, consapevole che gli X-Men necessitano di un linguaggio proprio e di una poetica capace di onorare sia il fumetto sia le sue metamorfosi allegoriche.

Il casting rimane avvolto dal mistero più totale, ma la galassia geek specula da mesi su possibili giovani attori in grado di incarnare le versioni di un Xavier Institute ancora acerbo, pieno di studenti che devono imparare a convivere con doni che spesso sembrano maledizioni. I nomi più discussi includono Jack Champion come potenziale Ciclope, Sadie Sink come Jean Grey e perfino Julia Butters nel ruolo di Kitty Pryde. Le voci su Rogue puntano invece a Margaret Qualley, mentre il dossier Wolverine ha ormai i due candidati più amati dalla rete: Taron Egerton e Karl Urban. Il passaggio di eredità dall’iconico Jackman non sarà semplice, e proprio per questo la Marvel sembra intenzionata a costruire un Logan diverso, più fedele alla versione “bassa, rabbiosa, animalesca” dei fumetti.

Ogni tassello sembra muoversi verso una sola direzione: riportare gli X-Men al centro della cultura pop come simbolo di un’epoca che ha sete di nuove allegorie sulla diversità e sulla percezione dell’altro. Gli X-Men sono sempre stati questo: lo specchio mutante delle nostre paure e dei nostri desideri. La Marvel lo sa e sembra pronta a costruire una saga che non vive solo di esplosioni e superpoteri, ma di temi, identità, contraddizioni e lotte interiori.

Il 5 maggio 2028 rischia quindi di diventare una data sacra per noi nerd, un nuovo “anno zero” da cui far ripartire il MCU dopo la conclusione della Multiverse Saga. Una scintilla capace di riaccendere l’interesse in un universo narrativo che, dopo quasi due decenni, sembra pronto a mutare ancora una volta.

E ora tocca a voi, mutanti del CorriereNerd: chi volete sul trono genetico del nuovo MCU?

Quale volto immaginate dietro la maschera di Wolverine? Quali storie tratte dall’epoca d’oro di Claremont vorreste vedere adattate? Sognate Magneto come primo antagonista o preferireste partire da un conflitto più intimo e scolastico, in stile New Mutants?

La prossima era Marvel sarà anche la nostra era, perché il fandom non è mai stato così determinante nelle strategie narrative della Casa delle Idee.

Scrivete nei commenti le vostre teorie, condividete l’articolo ovunque e preparatevi: gli X-Men stanno arrivando. E questa volta resteranno.

X-Men ’97: il ritorno dei mutanti che hanno fatto la storia dell’animazione Marvel

Il ruggito degli X-Men sta per tornare a farsi sentire più potente che mai. Sul palco dell’Empire Stage del New York Comic Con, Marvel Television e Marvel Animation hanno svelato le prime anticipazioni sulla seconda stagione di X-Men ’97, la serie animata che ha fatto impazzire i fan vecchi e nuovi con il suo perfetto mix di nostalgia anni ’90 e storytelling moderno. Un ritorno, quello degli eroi mutanti, che non è solo un omaggio al passato, ma una vera e propria rinascita dell’universo animato Marvel.

Il ritorno dei maestri: i creatori originali tornano a casa

Durante il panel moderato da Brandon Davis, host di Phase Hero, il capo di Marvel Television e Animation Brad Winderbaum ha portato sul palco due nomi che i fan di lunga data non hanno dimenticato: Eric e Julia Lewald, gli sceneggiatori della storica Insuperabili X-Men, e Larry Houston, regista della serie originale. Il trio è ora parte del team come executive producer della seconda stagione, un passaggio di testimone che suona più come un ritorno a casa. ,La notizia ha infiammato la sala: non solo i Lewald e Houston torneranno a dare forma all’universo mutante, ma la seconda stagione arriverà su Disney+ nell’estate 2026, con una terza stagione già confermata. Un chiaro segnale della fiducia che la Marvel ripone nel progetto.

Da dove eravamo rimasti: mutanti in viaggio nel tempo

La prima stagione di X-Men ’97, approdata su Disney+ nel marzo 2024, aveva lasciato i fan con il fiato sospeso. Dopo la presunta morte di Charles Xavier, Magneto aveva preso il comando della squadra, cercando di guidare i mutanti in un mondo che li teme e li odia. Ma lo scontro con Bastion, il villain potenziato da tecnologia e fanatismo, ha stravolto ogni cosa: nel finale, gli X-Men si ritrovano dispersi nel tempo, catapultati in epoche lontane e pericolose.

Rogue, Bestia, Nightcrawler, Xavier e lo stesso Magneto finiscono nell’Antico Egitto, dove incontrano Apocalypse, uno dei più iconici antagonisti della saga. Nel frattempo, Wolverine affronta forse il momento più traumatico della serie: la scena in cui Magneto gli strappa l’adamantio è già entrata nella leggenda, mentre il destino di Gambit resta sospeso in un mistero che la seconda stagione promette di chiarire.

La seconda stagione: apocalissi, viaggi temporali e nostalgia pura

Brad Winderbaum ha anticipato che la nuova stagione spingerà ancora più in là i confini narrativi dell’animazione Marvel, mescolando dramma, azione e temi maturi. I mutanti affronteranno non solo Apocalypse, ma anche i paradossi del tempo, in una trama che porterà i personaggi in epoche diverse — un’occasione per esplorare nuove versioni dei nostri eroi e confrontarli con le radici stesse dell’umanità.

Winderbaum ha parlato con entusiasmo quasi fanciullesco del progetto: «X-Men ’97 è la realizzazione di un sogno. Sono cresciuto con questa serie, e non posso credere di avere la possibilità di riportarla in vita. È come se stessi investendo tutto per far rivivere il cartone che amavo guardare dopo scuola».

La serie, già amata per la sua fedeltà all’estetica e ai toni degli anni ’90, continuerà a utilizzare uno stile visivo che fonde la tradizione dell’animazione classica con tecniche digitali moderne, mantenendo il caratteristico equilibrio tra epicità e introspezione.

Un cambio al comando: il testimone passa a Matthew Chauncey

Dopo aver completato la seconda stagione, Beau DeMayo ha lasciato il progetto, non senza qualche polemica legata alle condizioni di produzione. A guidare le prossime fasi della serie sarà Matthew Chauncey, già noto per il suo lavoro su What If…?, che porterà con sé una sensibilità narrativa più sperimentale. Nonostante il cambio di showrunner, i fan possono dormire sonni tranquilli: la direzione creativa resta saldamente nelle mani del team Marvel Animation, che ha dimostrato di sapere come bilanciare fedeltà e innovazione.

Le voci degli eroi: un cast che fa vibrare la nostalgia

Tornano alcune delle voci storiche della serie originale: Cal Dodd (Wolverine), Ray Chase (Ciclope) e Jennifer Hale (Jean Grey) guideranno il gruppo, accompagnati da nuove aggiunte che promettono di dare ancora più spessore al cast. Una scelta che mostra quanto la Marvel tenga viva la memoria del passato, senza rinunciare a parlare anche alle nuove generazioni.

Gli X-Men tornano protagonisti del Marvel Multiverse

Con X-Men ’97, la Marvel ha segnato il suo grande ritorno nel campo dell’animazione. Il successo della prima stagione ha confermato che i mutanti non sono solo un ricordo nostalgico, ma una forza ancora centrale nell’immaginario Marvel. E non è tutto: parallelamente alla serie, è in sviluppo anche un lungometraggio sugli X-Men, che dovrebbe inserirsi nel nuovo assetto cinematografico post-Avengers: Secret Wars.

Il futuro dei mutanti, dunque, si preannuncia luminoso — e stratificato: tra passato e futuro, fra cartoon e cinema live-action, la Casa delle Idee sta preparando il terreno per una nuova era di eroi.

Una rinascita mutante

X-Men ’97 non è soltanto un revival, ma un ponte generazionale. È la dimostrazione che le storie dei mutanti — con i loro dilemmi etici, le lotte per l’accettazione e il peso del potere — restano più attuali che mai. La seconda stagione promette una miscela esplosiva di emozione, azione e riflessione, in puro stile Marvel anni ’90, ma con la consapevolezza narrativa del presente.

Nel multiverso in continua espansione del MCU, gli X-Men tornano a essere la voce di chi lotta per un mondo migliore, anche quando il mondo non è pronto ad accoglierli.

E voi? Siete pronti a tornare a Westchester? Perché l’estate 2026 segnerà l’inizio di una nuova, incredibile età mutante.

Chi è Gambit?

Gambit, il cui vero nome è Remy Etienne LeBeau, è uno dei personaggi più enigmatici e carismatici dell’universo Marvel. Creato da Chris Claremont e Jim Lee, Gambit ha fatto la sua prima apparizione sulle pagine di Uncanny X-Men n. 266 nell’agosto del 1990, diventando rapidamente uno dei mutanti più amati dai fan. Dotato di un’abilità mutante unica e di una personalità magnetica, Gambit è un ladro affascinante, un abile truffatore e un seduttore incallito, che ha saputo guadagnarsi un posto di rilievo tra i pupilli di Charles Xavier. La sua storia, però, è segnata da un passato oscuro, fatto di alleanze con figure sinistre come Sinistro e da atti che hanno messo a repentaglio la sua relazione con gli X-Men e, soprattutto, con la bella Rogue.

Origini di un Ladro Nato

Gambit nacque a New Orleans, Louisiana, e fu subito destinato a un futuro straordinario e pericoloso. Appena nato, Remy fu rapito dai membri della Loggia dei Ladri, un’organizzazione criminale che vedeva in lui il “Diable Blanc”, una figura profetica destinata a unire la Loggia dei Ladri e quella degli Assassini, in guerra tra loro. Cresciuto nelle strade, Remy sviluppò le sue abilità di ladro sotto la tutela della gang che lo aveva adottato. Il suo talento per il taccheggio e il furto lo portarono a rubare il portafogli di Jean-Luc LeBeau, patriarca della Loggia dei Ladri, che impressionato dalle sue doti, decise di adottarlo.

Con il passare del tempo, Remy cominciò a mostrare i primi segni della sua mutazione, ma preferì tenere nascosti i suoi poteri, utilizzandoli in solitudine. La sua vita cambiò radicalmente quando, durante un’iniziazione, fu costretto a fuggire da una situazione disperata insieme al cugino Etienne, ma quest’ultimo non sopravvisse. Questo tragico evento segnò profondamente Gambit, rafforzando la sua determinazione a non rivelare la sua vulnerabilità.

L’Esilio e il Massacro dei Morlocks

Dopo un matrimonio fallito con Bella Donna Boudreaux, un’unione organizzata per tentare di riconciliare le due Logge, Remy fu esiliato da New Orleans per aver ucciso il fratello della sua sposa in un duello. Durante il suo esilio, Gambit vagò per il mondo, perfezionando le sue abilità di ladro e stringendo legami con vari personaggi, tra cui Sinistro, uno dei più pericolosi nemici degli X-Men. In cerca di aiuto per controllare i suoi poteri, Remy si rivolse a Sinistro, che in cambio del suo aiuto lo coinvolse in una serie di missioni, culminando nell’organizzazione del massacro dei Morlocks. Ignaro delle reali intenzioni di Sinistro, Gambit fu sconvolto quando scoprì che i Marauders, il gruppo di mercenari che aveva reclutato, avevano ricevuto l’ordine di sterminare i Morlocks. Nonostante il suo tentativo di fermare l’orrore, riuscì a salvare solo una giovane mutante, Sarah, che in futuro sarebbe diventata la terrorista Marrow.

L’Incontro con gli X-Men e la Relazione con Rogue

Dopo aver vagabondato per il mondo, Gambit incontrò una giovane Tempesta nelle strade del Cairo e la aiutò a sfuggire al Re delle Ombre. Questo incontro segnò l’inizio della sua avventura con gli X-Men. Sebbene accolto con sospetto da Wolverine, Gambit dimostrò presto il suo valore, diventando un membro del Blue Team degli X-Men, guidato da Ciclope. La sua storia d’amore con Rogue, una delle relazioni più iconiche del mondo Marvel, ebbe inizio nonostante le difficoltà imposte dai poteri di Rogue, che impedivano qualsiasi contatto fisico.

La relazione tra Gambit e Rogue fu tumultuosa e segnata da molte difficoltà. Il loro amore, però, resisteva a ogni avversità, anche quando Rogue scoprì il coinvolgimento di Gambit nel massacro dei Morlocks. Nonostante l’orrore e la delusione, la loro storia continuò, seppur tra alti e bassi.

La Trasformazione in Morte, Cavaliere di Apocalisse

Uno dei momenti più drammatici nella vita di Gambit fu la sua trasformazione in Morte, uno dei Cavalieri di Apocalisse. Convinto che questa trasformazione gli avrebbe permesso di proteggere le persone che amava, Gambit si sottopose al trattamento che lo mutò fisicamente e mentalmente. La sua pelle divenne nera, i suoi capelli d’argento, e la sua mente fu offuscata dalla malvagità di Apocalisse. Nonostante questo, gli X-Men riuscirono a sconfiggerlo, ma il trauma di questa esperienza lasciò cicatrici profonde, sia su di lui che sulla sua relazione con Rogue.

Poteri e Abilità di un Mutante Unico

Gambit possiede l’abilità mutante di caricare oggetti inanimati con energia bio-cinetica, rendendoli esplosivi. Questa capacità, che utilizza spesso con un mazzo di carte, lo rende un avversario formidabile. Inoltre, il suo controllo sull’energia gli permette di sovraccaricare le sue stesse cellule, garantendogli agilità, velocità e riflessi sovrumani. Oltre ai suoi poteri mutanti, Gambit è un combattente esperto, abile nell’uso di un’asta e nel corpo a corpo.

Un’altra abilità peculiare di Gambit è il suo “carisma ipnotico”, una capacità di influenzare le persone attraverso il suo fascino naturale, che potrebbe essere un’evoluzione del suo potere empatico. Questo, unito alla sua capacità di resistere agli attacchi psichici, lo rende un personaggio complesso e affascinante.

Il Legame con la Cultura Cajun

Una delle caratteristiche più distintive di Gambit è il suo legame con la cultura cajun. Nato e cresciuto in Louisiana, Remy incorpora spesso termini e frasi in francese cajun nel suo linguaggio quotidiano, rafforzando il suo fascino esotico e la sua identità unica nel mondo dei mutanti.

Gambit è un personaggio che incarna perfettamente il concetto di redenzione e lotta contro il proprio passato. Con la sua complessa combinazione di fascino, poteri mutanti unici e un passato oscuro, Remy LeBeau rimane uno degli X-Men più amati e intriganti. La sua storia è un continuo intreccio di azione, romanticismo e dramma, rendendolo un eroe per molti, nonostante i suoi difetti e le sue ombre. Nel vasto universo Marvel, Gambit continua a brillare come una delle stelle più affascinanti e misteriose.

X-Men ’97: Il Ritorno degli X-Men e il Successo di un Revival Animato

Amici nerd, fan sfegatati del metallo liquido di Wolverine e delle turbolenze emotive del Professor X, preparate i vostri VCR (metaforici, ovvio!) e rispolverate i migliori jeans slavàti che gli anni ’90 potessero offrirvi, perché siamo qui per immergerci nell’hype cosmico di “X-Men ’97”. Non stiamo parlando di una semplice rimpatriata nostalgica, ma di un vero e proprio balzo temporale che ci catapulta esattamente dove tutto si era interrotto: quel fatidico momento del ’97, con l’eco agghiacciante dell’assassinio di Charles Xavier che risuona ancora tra le mura della X-Mansion.La nuova serie animata è molto più di un revival; è un’eredità. Riprendendo da una perdita così devastante, il team di mutanti più amato del pianeta si ritrova a lottare per l’unità in un mondo che, non dimentichiamolo mai, continua a guardarli con sospetto e una paura radicata nel midollo. La lotta per proteggere l’umanità non è mai stata così personale e ricca di pathos.

Ma andiamo subito al sodo, perché il cuore pulsante di un’operazione del genere è la sua squadra, sia davanti che dietro le quinte. Con Beau DeMayo a fare da caposceneggiatore – un nome che, purtroppo, è stato al centro di recenti chiacchiere di corridoio, ma la cui visione ha plasmato l’anima di questa stagione – e un triumvirato di registi composto da Jake Castorena, Chase Conley ed Emi Yonemura, l’impegno è chiaro: onorare il passato guardando al futuro. A dare il giusto mood epico e nostalgico, ci pensano le musiche originali, sapientemente curate dai Newton Brothers, che promettono di farci vibrare esattamente come accadeva trent’anni fa.

Il vero colpo da maestro di “X-Men ’97” risiede, tuttavia, nel suo equilibrio quasi mutante tra la veneranda nostalgia degli anni ’90 e una modernizzazione inaspettatamente efficace. L’animazione conserva quel fascino vintage che ci ha stregato da bambini, ma è stata lucidata e migliorata nella qualità visiva, risultando fluida e d’impatto. La struttura episodica, inoltre, è stata saggiamente concepita per permettere non solo l’azione spettacolare che ci aspettiamo, ma anche uno sviluppo più approfondito dei personaggi e delle trame.

La serie scava nelle storie personali e nei conflitti interiori con un taglio più moderno e psicologico rispetto all’originale, offrendo una visione stratificata che parla all’adulto che siamo diventati, pur rimanendo fedele allo spirito e all’intrattenimento di alta qualità senza troppe pretese filosofiche. È la lezione della serie animata classica: puoi essere divertente, avvincente e al contempo affrontare temi maturi e complessi come il pregiudizio e l’emarginazione.

Certo, non è tutto perfetto, e da veri nerd esigenti, dobbiamo ammetterlo: il ritmo della serie, specialmente nel suo snodo centrale, può risultare talvolta altalenante. Alcune storyline in quel frangente sembrano faticare a trovare il giusto fuoco o risultano meno sviluppate di quanto sperassimo. Ma si tratta di piccole imperfezioni in un quadro generale che è, senza mezzi termini, un trionfo.

“X-Men ’97” non è solo un flashback agli anni d’oro, è un ritorno trionfante. È la perfetta fusione tra la dolcezza della nostalgia, l’adrenalina dell’azione e la profondità del dramma mutante. Con un cast di talento che onora la tradizione, una trama avvincente che esplora nuove (e vecchie) ferite e una produzione di alta qualità che merita ogni plauso, questa serie animata ha già conquistato il cuore dei fan di lunga data e ha arruolato una nuova generazione nel nome di Xavier. Preparatevi, perché gli X-Men sono tornati e, credetemi, rimarranno con noi per anni a venire. To Me, My X-Men!

I migliori 5 giochi roguelike pubblicati in Italia

I roguelike sono un genere di videogiochi caratterizzato da un ciclo di morte e rinascita. I giocatori iniziano ogni partita da zero, e devono imparare dai propri errori per progredire nel gioco. Il nome deriva da Rogue, un videogioco del 1980 che ha ispirato molti altri titoli simili. I roguelike sono spesso caratterizzati da un’elevata difficoltà, ma possono anche essere molto gratificanti.

Ecco una lista dei 5 migliori roguelike pubblicati in Italia:

1. Hades (2020)

Hades è un roguelike sviluppato da Supergiant Games e pubblicato da Electronic Arts. Il gioco è ambientato nell’antica Grecia, e i giocatori assumono il ruolo di Zagreus, il figlio del dio dell’oltretomba, Ade. Zagreus è determinato a fuggire dall’inferno e raggiungere il Monte Olimpo, dove vive sua madre, la dea della bellezza, Afrodite.

Hades è un gioco acclamato dalla critica, che ha vinto numerosi premi, tra cui il Game of the Year ai The Game Awards 2020. Il gioco è stato elogiato per la sua storia coinvolgente, il gameplay avvincente e la grafica eccezionale.

2. Nuclear Throne (2015)

Nuclear Throne è un roguelike elaborato da Vlambeer e pubblicato da Devolver Digital. Il gioco è ambientato in un mondo post-apocalittico, e i giocatori assumono il controllo di uno dei quattro personaggi disponibili. I giocatori devono attraversare un mondo pericoloso, pieno di nemici e trappole, per raggiungere la fine del gioco.

Nuclear Throne è un gioco veloce e frenetico, che richiede ai giocatori di agire rapidamente e con precisione. Il gioco è stato elogiato per la sua grafica 8-bit, il gameplay frenetico e la musica coinvolgente.

3. Enter the Gungeon (2016)

Enter the Gungeon è un roguelike creato da Dodge Roll e pubblicato da Devolver Digital. Il gioco è ambientato in un dungeon pieno di armi, trappole e nemici. I giocatori devono esplorare il dungeon, raccogliere armi e potenziamenti, e sconfiggere il boss finale.

Enter the Gungeon è un gioco divertente e impegnativo, che richiede ai giocatori di essere creativi e strategici. Il gioco è stato elogiato per la sua grafica retrò, il gameplay divertente e la colonna sonora originale.

4. Dead Cells (2018)

Dead Cells è stato sviluppato da Motion Twin e pubblicato da Motion Twin e Evil Empire. Il gioco è ambientato in un castello infestato dai morti viventi. I giocatori assumono il controllo di un guerriero senza nome, che deve esplorare il castello, raccogliere armi e potenziamenti, e sconfiggere i boss.

Dead Cells è un gioco impegnativo e gratificante, che richiede ai giocatori di essere pazienti e perseveranti. Il gioco è stato elogiato per la sua grafica 2D, il gameplay frenetico e la storia coinvolgente.

5. The Binding of Isaac (2011)

The Binding of Isaac è un roguelike sviluppato da Edmund McMillen e Florian Himsl e pubblicato da Nicalis. Il gioco è ambientato in una stanza sotterranea, e i giocatori assumono il controllo di Isaac, un bambino che deve esplorare la stanza, raccogliere oggetti e sconfiggere i nemici.

The Binding of Isaac è un gioco oscuro e inquietante, che esplora temi come la religione, la famiglia e la psiche umana. Il gioco è stato elogiato per la sua grafica pixel art, il gameplay coinvolgente e la narrazione originale.

Questi sono solo alcuni dei tanti ottimi roguelike pubblicati in Italia. Se sei un fan del genere, ti consiglio di dare un’occhiata a questi giochi.

Madripoor, la città dei Mutanti

Madripoor è stata la “protagonista” di un recente episodio di “The Falcon and the Winter Soldier” di Disney+: non si tratta di una supereroina, ma di una città stato asiatica che è apparsa per la prima volta nei fumetti Marvel nell’ottobre 1985, nell’albo “New Mutants # 32” realizzato da Chris Claremont e Steve Leialoha. Nei fumetti, quest’isola dicotomica e pericolosa è legata strettamente alla saga degli X-Men: per molti appassionati la nuova serie Disney+ potrebbe essere la porta di ingresso per i mutanti nella storyline del Marvel Cinematic Universe. Dopotutto chi conosce i fumetti della Marvel sa bene che Capitan America ha incontrato per la prima volta Wolverine proprio a Madripoor nella seconda guerra mondiale.

Il Principato di Madripoor è un’isola immaginaria situata nel sud-est asiatico che appare nei fumetti della Marvel Comics, per lo più associati alle storie della serie X-Men . Sulla base delle varie illustrazioni, si trova nella parte meridionale dello Stretto di Malacca tra Singapore e Sumatra. Si stima che Madripoor abbia un diametro di 160 km. La sua costa è punteggiata da baie e insenature di acque profonde . Il centro dell’isola è un grande altopiano con ripide scogliere. Madripoor poggia sulla testa di un drago gigante grande quanto un’isola. La capitale del Principato e unica grande città dell’Isola è Madripoor, che è divisa tra Hightown e Lowtown: metafora dell’estrema disuguaglianza sociale a Madripoor, descritta come “un luogo per i molto ricchi e per i molto poveri”. Madripoor era un tempo un rifugio per i pirati e questa tradizione è in qualche modo continua oggi essendo una città senza legge se non quella dei suoi boss. Il principato non consente ad altre nazioni di estradare i criminali. In passato la Cina ha provato a conquistare l’isola ad opera del generale Lo Chien che ha deciso di usare sia armi moderne chee mistiche, ma il tentativo venne fermato dal gruppo “Heroes for Hire”. Nel 1942, Madripoor fu invasa e occupata dal Giappone imperiale per controllare le rotte commerciali dell’isola.

La nazione è stata una base strategica dell’HYDRA: la stessa Madame Hydra ne fu governante de facto, usando la nazione per finanziare complotti terroristici contro il mondo così come descritto in “Spider-Woman: Agent Of SWORD“. Furono lo SHIELD e Iron Man a sovvertire il regime mettendo a capo della città stato Tyger Tiger. Nonostante ciò, il vero potere lo prese Seraph, proprietaria del Princess Bar. Dopo la sua morte è seguita alla morte i boss della criminalità della città iniziarono a combattere fra loro per Madripoor, costringendo Tyger Tiger a nascondersi.

Madripoor è stata successivamente governata dal figlio di Wolverine, Daken, dopo che fu riuscito a sovvertire il governo di Tyger Tiger acquisendo il controllo di varie risorse finanziarie e persone chiave dopo diversi giorni di intensa violenza in tutta la nazione. In questo trambusto emerse Malcolm Colcord, che aveva scelto Madripoor come luogo ideale per condurre i suoi esperimenti con i super soldati. Il piano di Colcord fu fermato da Daken, Tyger, X-23 e Gambit. Dopo la morte di Daken, Tyger Tiger è stato ancora scelto per guidare la città di Madripoor.

Madripoor fu anche la location per un’asta di un video che avrebbe incastrato Occhio di Falco come assassinio di un innocente. L’eroe, catturato nella missione per recuperare questa “prova” fu salvato da Kate Bishop, che si era infiltrata nell’hotel sede dell’asta sostituendosi a Madame Masque.

In Avengers World, come abbiamo accennato, si scopre che Madripoor fu edificata sulla testa di un drago gigante grande quanto un’isola. Il drago gigante fu risvegliato da un rituale eseguito da Gorgon per attaccare Shangai. Fu fortunatamente fermanto da Shang-Chi.

Mistica, in Tutti i nuovi X-Men n. 37 (2012), ha cercato di rendere Madripoor un’utopia mutante inondando l’isola con “Ormone della crescita mutante”, un farmaco che conferisce poteri. Similmente, in un futuro alternativo, Magneto e gli X-Men usano il quartiere di Madripoor Hightown come location per il loro quartier generale nel tentativo di ripristinare la corretta linea temporale e riportare gli X-Men a casa.

Durante la saga di “Caccia a Wolverine “, Kitty Pryde guidò un team composto da Domino, Jubilee, Psylocke, Rogue e Storm a Madripoor per affrontare Magneto reo di aver rubato il corpo di Wolverine. Sotto l’identità di Magneto vi era in realtà Mindblast che utilizza Viper, Knockout , Sapphire Styx e Snake Whip per contrastare il team di Kitty Pryde.

Negli ultimi albi dell’anno appena passato, Wolverine e Black Cat si scontrano con “The Hellfire Club” che ha preso il controllo del mondo criminale di Madripoor.

Durante l’evento “Iron Man 2020”, Albert è arrivato su Madripoor alla ricerca di Elsie-Dee. Dopo aver incontrato Tyger Tiger, Albert ha affrontato Donald Pierce e sottomette i Reavers, scoprendo che il corpo di Elsie-Dee è stato smembrato e diviso ai vari boss della malavita globale. Dopo aver ottenuto le parti inseguendo i criminali in tutto il mondo, Albert rimette insieme Elsie-Dee. I due dovranno scappare dalla città maledetta con tutta la criminalità alle calcagna ma vengono “salvati da Kimura” con uno strano stratagemma.

Rogue One e la connessione con Rebels

Rogue One: A Star Wars Story è un film del 2016 diretto da Gareth Edwards, che racconta la missione dei ribelli per rubare i piani della Morte Nera, la superarma dell’Impero Galattico. Star Wars Rebels è una serie animata del 2014-2018 creata da Dave Filoni, che segue le avventure di un gruppo di ribelli a bordo della nave spaziale Ghost, in lotta contro l’Impero. I due prodotti sono ambientati nello stesso periodo storico della saga di Star Wars, e presentano diverse connessioni tra loro, sia a livello di personaggi che di eventi. Vediamo quali sono le principali.

  • Saw Gerrera: Saw Gerrera è un personaggio che compare sia in Rogue One che in Star Wars Rebels. Si tratta di un ex soldato della Repubblica, che dopo la trasformazione in Impero ha continuato a combattere come un estremista ribelle, usando metodi violenti e spietati. In Rogue One, lo vediamo come il leader di una cellula ribelle su Jedha, dove ospita la disertore imperiale Jyn Erso e il pilota Bodhi Rook. In Star Wars Rebels, lo incontriamo per la prima volta nella terza stagione, quando aiuta i protagonisti a liberare alcuni prigionieri Geonosiani da una base imperiale. Lo ritroviamo poi nella quarta stagione, quando cerca di scoprire il segreto della nuova arma imperiale, che si rivelerà essere la Morte Nera. Saw Guerrera è doppiato in entrambi i prodotti da Forest Whitaker.
  • La Ghost: La Ghost è la nave spaziale dei protagonisti di Star Wars Rebels, guidati dal Jedi Kanan Jarrus e dalla pilota Hera Syndulla. Si tratta di una corvetta VCX-100 modificata per ospitare un equipaggio e un caccia spaziale chiamato Phantom. La Ghost compare brevemente in Rogue One, durante la battaglia di Scarif, dove partecipa all’attacco alla flotta imperiale insieme ad altre navi ribelli. La vediamo anche parcheggiata sulla base ribelle di Yavin IV, dove si svolgono alcune scene del film.
  • Il Generale Syndulla: Hera Syndulla è uno dei personaggi principali di Star Wars Rebels, la pilota e proprietaria della Ghost. Si tratta di una Twi’lek femmina, figlia del leader ribelle Cham Syndulla. Hera è una delle fondatrici dell’Alleanza Ribelle, e nel corso della serie animata diventa una figura di riferimento per gli altri ribelli. In Rogue One, non la vediamo direttamente, ma sentiamo il suo nome pronunciato da un altoparlante nella base di Yavin IV: “Generale Syndulla, prego presentarsi alla sala riunioni”. Questo ci fa capire che Hera ha raggiunto il grado di generale nell’Alleanza Ribelle, e che probabilmente si trova sulla Ghost durante la battaglia di Scarif.
  • Il droide Chopper: Chopper è il droide astromeccanico della Ghost, un C1-10P malconcio e capriccioso, ma anche fedele e coraggioso. È uno dei personaggi più divertenti e amati di Star Wars Rebels, dove spesso fa da spalla comica alle situazioni più drammatiche. In Rogue One, lo vediamo per un istante nella base di Yavin IV, mentre passa davanti alla telecamera durante una scena con Mon Mothma e Bail Organa. Chopper è doppiato in entrambi i prodotti da Dave Filoni.
  • Il martello di Doom: Il martello di Doom è il nome in codice di un progetto segreto dell’Impero Galattico, che consiste nel costruire una stazione spaziale in grado di distruggere interi pianeti con un raggio laser: la Morte Nera. Il martello di Doom è menzionato sia in Rogue One che in Star Wars Rebels. In Rogue One, lo scopriamo grazie al messaggio criptato inviato dallo scienziato Galen Erso al pilota Bodhi Rook, che lo consegna ai ribelli su Jedha. In Star Wars Rebels, lo sentiamo nominare da Saw Guerrera nella quarta stagione, quando intercetta una comunicazione imperiale che parla del trasporto dei cristalli kyber necessari per alimentare l’arma.

Queste sono solo alcune delle connessioni tra Rogue One e Star Wars Rebels, che dimostrano come i due prodotti siano parte di un unico e vasto universo narrativo, ricco di dettagli e riferimenti. Per approfondire ulteriormente, vi consigliamo di guardare il film e la serie animata, disponibili su Disney+.

Uncanny Avengers – Incredibili Avengers 1

Tornano in edicola e in fumetteria le avventure degli Uncanny Avengers, la “Squadra Unione” fondata da Capitan America all’indomani del maxi evento Avengers Vs X-Men del 2012. La nuova stagione della serie, che può ancora contare sulla valida coppia formata da Rick Remender (testi) e Daniel Acuña (disegni), comincia la sua corsa dopo una pausa di 4 mesi, durante i quali i membri della Squadra Unione sono stati pesantemente interessati dagli eventi del crossover estivo Axis, modificandone per sempre lo status quo.

Uncanny Avengers è stata fin dal suo debutto una delle testate ammiraglie dell’Universo Marvel, che non ha tardato ad essere influenzato dalle labirintiche trame di un Remender in grandissimo spolvero. La prima stagione si apriva al termine dell’epico scontro tra Avengers e X-Men, nato da un inconciliabile contrasto fra i due gruppi circa la gestione della Forza Fenice, la forza cosmica primordiale con cui gli Uomini X avevano avuto già a che fare in quella celebre Saga di Fenice che è uno dei caposaldi assoluti della storia dei comics americani. Il conflitto tra Vendicatori e Mutanti reclama purtroppo la vita del fondatore degli X-Men, il Professor Charles Xavier, ma Capitan America decide di portare avanti il sogno di integrazione tra umani e mutanti tanto caro al Professore e a tale scopo crea una nuova squadra di Vendicatori che possa incarnare questo spirito di cooperazione: la cosiddetta “Squadra Unione”, costituita da membri celebri tanto degli Avengers quanto degli X-Men, e guidata dallo stesso Capitano Rogers.

Troviamo così nello stesso gruppo pezzi da novanta come Thor, Wolverine, Scarlet Witch, Rogue, Wasp, e eroi che grazie alla cura Remender torneranno sotto i riflettori, personaggi cari ai fan di lunga data come Wonder Man, Sole Ardente e Havok, il fratello di Ciclope perennemente perseguitato da complessi di insicurezza che arriverà invece ad assumere la leadership del gruppo. Nonostante le buone intenzioni di partenza il gruppo non avrà vita facile, tra incomprensioni, vecchi risentimenti e nuovi amori. Remender imbastisce trame e sottotrame a lunga gittata, memore della lezione del grande Chris Claremont, e cattura l’attenzione del lettore con caratterizzazioni azzeccate: il risentimento di Rogue verso una Scarlet animata invece da un’insopprimibile ansia di riscatto, l’insicurezza strisciante di Havok, i peccati del passato di Thor e Wolverine che torneranno a perseguitare l’intero gruppo sotto le fattezze dei terribili Gemelli di Apocalisse… I 24 numeri della prima stagione sfociano nel maxi evento Axis, che vede il gruppo, accompagnato dal resto del Marvel Universe, affrontare la minaccia del redivivo Teschio Rosso.

La seconda serie di Uncanny Avengers si apre dopo gli eventi di Axis e la Squadra Unione non è più quella che conoscevamo, segnata da avvenimenti drammatici: Wolverine è morto, Thor non è più degno del suo martello, Havok in seguito agli eventi di Axis ha assunto una personalità malvagia e ha rapito Wasp, scomparendo; come se non bastasse Steve Rogers ha perso il siero che lo rendeva giovane, costringendolo a cedere lo scudo a Falcon, Sam Wilson, che diventa così il nuovo Capitan America. A Scarlet e Rogue, uniche superstiti della squadra originale, si uniscono appunto il nuovo Capitano, Quicksilver, il gemello velocista di Scarlet, l’androide Visione, il mistico Dr. Voodoo e Sabretooth, la nemesi storica di Wolverine che durante Axis ha assunto un’indole benevola. L’albo inizia subito in medias res: la nuova squadra si è appena formata e già si lancia alla ricerca di Scarlet e Quicksilver, che sono scomparsi mentre cercavano la verità sulle loro origini. Sulle pagine di Axis, infatti, i due gemelli hanno fatto un’amara scoperta: non sono figli di Magneto come credevano, e come noi credevamo con loro, e probabilmente non sono nemmeno mutanti. Tutto quello che pensavano di sapere sul loro passato è una menzogna e i due decidono di recarsi sul luogo della loro infanzia, il Monte Wundagore, per cercare la verità. La Squadra Unione li raggiungerà nella loro destinazione finale, la Contro-Terra, e si scontrerà inevitabilmente col creatore di quest’ultima: l’Alto Evoluzionario.

Incredibili Avengers Stagione 2 presenta fin dall’inizio tutti gli elementi che hanno reso la prima serie una delle letture più godibili del parco testate Marvel oltre che un grande successo di pubblico e critica: Remender costruisce un nuovo gruppo nel quale vive però un’altra volta la tensione sotterranea dovuta a conflitti non risolti (vedi i due grandi “ex” Scarlet e Visione) e continua l’ottimo lavoro di caratterizzazione dei personaggi che aveva contraddistinto la prima serie, con i riflettori puntati in particolare su Rogue, diventata una dei leader del gruppo e non più l’anello debole della catena, e Sabretooth, nel ruolo inedito di “buono” suo malgrado. Rick Remender è prima di tutto un grandissimo fan e un attento conoscitore della continuity marvelliana e lo dimostra recuperando elementi classici del Pantheon marvelliano: se nella prima stagione c’era stato il ritorno di un villain classico come Kang il Conquistatore e personaggi di culto come Destino 2099, per la seconda stagione Remender recupera una classica minaccia come l’Alto Evoluzionario e la Contro-Terra, il pianeta artificiale da lui creato e in orbita dalla parte opposta del Sole. Ma la forza delle storie di Remender è nella capacità dello scrittore di imbastire e sviluppare trame e sottotrame, di piantare semi che germoglieranno nelle storie a venire, di sfruttare e padroneggiare tutte le possibilità narrative concesse dalla serialità: in questo lo sceneggiatore è forse uno dei pochi eredi del grande demiurgo delle serie mutanti degli anni 80, Chris Claremont.

L’assoluta qualità del comparto grafico è garantita dalla conferma ai disegni di Daniel Acuña il talentuoso spagnolo che aveva ereditato le matite della prima serie da John Cassaday: le sue tavole sono dotate di uno stile plastico unico e grazie all’uso particolarmente abile della colorazione digitale l’artista spagnolo confeziona dei veri e propri dipinti. In appendice all’albo ritroviamo anche le storie di Ms. Marvel di G. Willow Wilson e Adrian Alphona, serie dal successo inaspettato che è già un cult: le vicende di Kamala Khan, erede del titolo di Ms. Marvel appartenuto in precedenza a Carol Danvers e prima supereroina musulmana del Marvel Universe potrebbero anche rappresentare uno spaccato accurato della vita di una famiglia pakistana emigrata in America, se spogliate dall’elemento supereroistico. I testi della Wilson confezionano una serie di rara freschezza e delicatezza, riuscendo a dare vita a un personaggio che non può non fare breccia nelle preferenze dei lettori: le gioie e i dolori dell’adolescenza, il bisogno di trovare il proprio posto nel mondo, il tutto amplificato dalla difficile integrazione in un paese con abitudini diverse, rende Ms. Marvel una scommessa vinta e il miglior aggiornamento possibile ai giorni nostri della formula supereroi con superproblemi che ha fatto la fortuna della Casa delle Idee. Completamento ideale ai testi della Wilson sono i disegni accurati di Alphona, che riescono a tradurre in immagini sia le vicende domestiche di casa Khan, sia le scene d’azione che non tardano ad arrivare.

A conti fatti, Incredibili Avengers presenta due fra le serie migliori del panorama supereroistico statunitense ed è un appuntamento mensile che ogni vero Marvel fan non può lasciarsi scappare.

di Luke Thomas

Tratto da: http://www.comicus.it/index.php/mainmenu-rece/item/60799-incredibili-avengers-25-1#.dpufl p

X-Men. Ragazze in fuga di Chris Claremont e Milo Manara

Panini Comics è lieta di presentare un eccezionale evento a fumetti. Un libro senza precedenti che vede insieme una leggenda dei comics USA e un grande maestro europeo.  Chris Claremont, l’artefice del mito degli X-Men come li conosciamo oggi e Milo Manara, il celeberrimo autore italiano de Il Gioco, Il Profumo dell’Invisibile, El Gaucho e tante altre opere memorabili danno vita a X-MEN – GALS ON THE RUN, una fantastica graphic novel con protagoniste le ragazze degli X-Men. 48 pagine di avventura tra Madripoor e le isole della Grecia che vedono Storm, Rogue, Psylocke, Kitty Pride, Marvel Girl e Emma Frost alle prese con una misteriosa nemica.

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