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Marvel Zombies: quando la Casa delle Idee si sporca di sangue (finalmente)

Il multiverso Marvel ha deciso di spegnere le luci al neon, abbassando la saracinesca dei colori saturi e accendendo torce fumanti che proiettano ombre lunghe e inquietanti. Dopo un’attesa spasmodica, su Disney+ è arrivata Marvel Zombies, la nuova serie animata che, con il suo debutto il 24 settembre 2025, ha letteralmente incendiato i forum, i gruppi Telegram e i thread social di mezzo mondo nerd. Già le prime immagini rilasciate dal forte impatto visivo, hanno catturato l’attenzione di tutti, soprattutto per la data d’uscita: un anticipo rispetto all’immancabile Halloween che ha colto di spiazzata la community. Una scelta audace, che sembra voler comunicare chiaramente che questo show non ha bisogno di ricorrenze a tema per spaventare. E di paura si tratta, quella primordiale, sporca e carnale. Non l’orrore cosmico e fumettoso delle grandi battaglie degli Avengers, ma qualcosa di ben più viscerale: i nostri eroi preferiti, un tempo baluardi di giustizia e speranza, sono diventati predatori insaziabili, mossi da una fame atavica che li spinge a divorare carne viva. A orchestrare questa festa macabra, ci sono le menti di Bryan Andrews e Zeb Wells, sotto l’occhio vigile e onnipresente di Kevin Feige. Sin dalla prima inquadratura è evidente che i Marvel Studios hanno osato spingersi oltre ogni limite precedente, inoltrandosi in un territorio finora inesplorato dal Marvel Cinematic Universe.


Marvel Zombies | Trailer Ufficiale | Disney+

Da Kirkman a Disney+: vent’anni di carne marcia

Per chi bazzica il mondo dei fumetti, il seme di questa follia è stato piantato nel 2004, quando il celebre autore Mark Millar inserì gli Ultimate Fantastic Four in un universo alternativo infestato da supereroi zombificati. Quella scintilla diede vita, un anno dopo, a una delle mini-serie più geniali e disturbanti della storia della Casa delle Idee. Fu Robert Kirkman, la stessa mente creativa dietro a The Walking Dead, a dare vita a Marvel Zombies nel 2005. La sua intuizione vincente? Non i soliti cadaveri barcollanti e privi di intelligenza, ma super-zombie che, pur essendo putridi e assetati di sangue, mantengono intatti i loro poteri. Questa saga, pur non essendo considerata un capolavoro letterario, ha lasciato un’impronta indelebile nella cultura pop, talmente profonda che a distanza di vent’anni, la Disney ha deciso di riportare letteralmente in vita quell’universo malato, trasformandolo in una miniserie animata ufficiale con tutta la potenza produttiva che contraddistingue il MCU.


Dal “What If…?” al collasso

La strada verso questa apocalisse era già stata aperta nel 2021, con l’episodio “What If… Zombies?!” della serie animata What If…? in cui era stato mostrato un Thanos non-morto con tanto di Guanto dell’Infinito. All’epoca, molti lo considerarono un semplice esercizio di stile, un’idea divertente e isolata. Oggi scopriamo che era un vero e proprio teaser in piena regola. La serie del 2025 riparte proprio da quel punto di rottura, allargando il contagio e costruendo un mondo devastato, una sorta di mix tra l’orrore crudo di Romero, la disperazione di The Walking Dead e l’estetica post-apocalittica di un Mad Max in salsa Marvel. Tuttavia, non si tratta di un adattamento pedissequo della miniserie di Kirkman. Andrews e Wells hanno scelto di raccontare la loro personale apocalisse, con personaggi familiari, ma con storie che non hanno paura di spingersi nel gore e nello splatter più estremo. E, per la gioia dei fan, stavolta non ci sarà un “to be continued”: la narrazione è pensata come un unico film diviso in quattro capitoli da mezz’ora ciascuno, per un’esperienza immersiva e senza interruzioni.


Quattro episodi, zero compromessi

La miniserie è composta da soli quattro episodi, per un totale di circa due ore. Pochi? Forse. Ma sono più che sufficienti per lasciare addosso il tanfo della carne bruciata e la voglia di un seguito immediato. La prima parte dello show è intrisa di disperazione, con ambientazioni cupe e silenzi taglienti che sottolineano il senso di angoscia. Poi, all’improvviso, arriva l’esplosione: battaglie feroci, sangue a fiumi e colpi di scena che ribaltano ogni certezza. Il dettaglio che ha fatto saltare i fan sulla sedia è stato l’annuncio della classificazione TV-MA. Un passo epocale che segna una svolta per la Marvel, quella Disney, che ha finalmente deciso di mostrare sangue, arti strappati e orrore puro. È la dimostrazione che il brand è pronto a esplorare territori adulti, senza censure o compromessi, liberandosi delle maschere e dello zucchero filato che hanno contraddistinto il suo universo principale per anni.


Supereroi, ma putridi

Nel cuore di questa narrazione, l’orrore è rappresentato dai nostri idoli in decomposizione. Immaginatevi Spider-Man e Ms. Marvel costretti ad affrontare versioni non-morte di eroi che un tempo erano loro compagni, come Captain America, Occhio di Falco e perfino una letale Captain Marvel. La regina indiscussa dei non-morti? Wanda Maximoff, doppiata ancora una volta da Elizabeth Olsen, con al suo fianco un’Okoye zombificata trasformata in generale delle orde. Il cast vocale è stellare e riprende le voci originali degli attori che hanno interpretato i personaggi nei film e nelle altre serie animate: Simu Liu e Awkwafina riprendono i ruoli di Shang-Chi e Katy, Florence Pugh torna come Yelena, David Harbour come Red Guardian, Hailee Steinfeld come Kate Bishop, Dominique Thorne come Ironheart e Iman Vellani come Kamala Khan. E non mancano Thor, Namor, Valchiria, Zemo e T’Challa. Nessuno, in questa apocalisse, è al sicuro, e ogni personaggio è a rischio di essere divorato o trasformato.


Una bellezza da incubo

Visivamente, la serie riprende lo stile cel-shaded già visto in What If…?, ma spinge tutto all’estremo, verso tinte livide e ombre innaturali che rendono l’atmosfera ancora più cupa e oppressiva. Ogni frame è pensato per sembrare uscito da una tavola fumettistica, ma filtrato attraverso l’estetica disturbante dell’horror moderno. È un incubo pop che, pur stringendo lo stomaco, ammalia l’occhio, dimostrando una cura maniacale per il dettaglio e per la resa artistica.


Oltre il fan service

Tuttavia, è bene precisare che Marvel Zombies non si limita a mostrare teste mozzate per accontentare i fan più accaniti del gore. Gli autori hanno dichiarato che il cuore pulsante della serie è il dramma morale. Fino a che punto siamo disposti a spingerci per sopravvivere? Cosa resta di un eroe quando deve eliminare un compagno diventato un mostro assetato di sangue? È questo il dilemma etico, più che l’orrore visivo, a rendere questo show una ferita che brucia anche dopo i titoli di coda, lasciando un segno indelebile nello spettatore.


La rinascita del MCU passa dall’animazione?

Dopo anni di critiche sul rischio di ripetitività del Marvel Cinematic Universe, Marvel Zombies dimostra che c’è ancora spazio per sorprendere e innovare. Non è solo un divertissement splatter: è la conferma che l’animazione potrebbe essere la nuova frontiera della Casa delle Idee, un territorio libero da vincoli di budget e da restrizioni di contenuto, capace di osare dove il live action fatica a spingersi. Con mani che si staccano a morsi e icone che si trasformano in predatori, questa serie è la dimostrazione che, a volte, per rinascere, serve prima morire. E forse, per la Marvel, questa apocalisse è proprio l’inizio di una seconda vita.

Siete pronti a immergervi in un MCU in decomposizione? Pensate che la Marvel abbia fatto bene a spingersi così oltre o rischia di alienare una parte del suo pubblico? La speranza, almeno per il momento, è che l’apocalisse continui.

Freaky Tales: il film anni ’80 che trasforma Oakland in un mixtape tra hip-hop, VHS e caos urbano

Vinile che gira lento, neon che si riflettono sull’asfalto bagnato, cassette VHS infilate nei videoregistratori come reliquie di un tempo che oggi sembra quasi mitologico… e poi all’improvviso arriva Freaky Tales e ti prende per il colletto, ti trascina dentro il 1987 senza chiederti se sei pronto, come fanno certe opening di anime anni ’80 che partono a tutto volume e ti catapultano direttamente nel cuore della storia. La cosa assurda è che questo film di Anna Boden e Ryan Fleck non prova nemmeno a essere “un semplice racconto ambientato negli anni ’80”. No, qui si respira proprio quell’energia caotica, sporca, viva, quasi punk, che ti ricorda perché quel decennio continua a essere saccheggiato da cinema, serie e videogiochi come fosse un dungeon pieno di loot leggendario. Solo che stavolta non è nostalgia da cartolina, è qualcosa di più viscerale, più simile a una run hardcore dove ogni scelta può mandare tutto in crash.

https://youtu.be/-2e8SYmofZM

Oakland diventa una specie di open world narrativo, un hub pieno di storie che si incrociano come quest secondarie che poi all’improvviso diventano main quest senza preavviso, e mentre segui questi personaggi ti rendi conto che non stai guardando un film lineare, stai vivendo una compilation, un mixtape emotivo che passa dall’hip-hop underground alle luci dei videonoleggi, dai campetti da basket alle strade dove la tensione si taglia con un coltello. È tutto collegato, ma non nel modo ordinato che ti aspetti… più come quelle trame corali che ti obbligano a stare attento perché ogni dettaglio potrebbe tornare dopo e colpirti.

E dentro questo caos ci sono facce che conosci benissimo, tipo Pedro Pascal, che ormai sembra spawnare ovunque nella cultura pop come un personaggio leggendario con drop rate altissimo, ma ogni volta riesce comunque a portarsi dietro un carisma che funziona sempre, anche quando il mondo attorno a lui sembra sul punto di esplodere. Accanto a lui Ben Mendelsohn costruisce una presenza inquieta, quasi glitchata, mentre Tom Hanks entra in scena con quell’aura da memoria collettiva, come se fosse lui stesso una VHS che qualcuno ha riavvolto troppe volte e che continua a funzionare nonostante tutto.

E poi succede una cosa che mi ha colpito davvero, tipo quando scopri un personaggio nuovo in un anime e capisci subito che non è lì per caso: Normani. Il suo ingresso nel film ha quella naturalezza strana, come se fosse sempre stata lì, parte di quell’universo, senza bisogno di spiegazioni o build-up forzati. È uno di quei momenti in cui capisci che il casting non è solo una scelta tecnica, ma un pezzo fondamentale della narrazione.

Quello che mi ha fatto davvero perdere la testa però è il modo in cui il film gioca con i generi, perché non si accontenta mai di stare fermo. Parte come un racconto urbano, poi vira nel thriller, poi si sporca di ironia, poi torna serio, poi quasi surreale… sembra una playlist shuffle costruita benissimo, dove ogni traccia è diversa ma alla fine tutto suona coerente. E questo è esattamente il tipo di esperienza che oggi, tra streaming e binge watching, rischiamo di dimenticare: il cinema che ti sorprende mentre lo stai guardando.

E in mezzo a tutto questo, la musica non è sottofondo, è gameplay. Le tracce curate da Raphael Saadiq non accompagnano semplicemente le scene, le definiscono, le spingono, le amplificano. Ogni beat sembra sincronizzato con qualcosa che succede sullo schermo, come se il film stesso stesse seguendo un ritmo interno, un BPM narrativo che ti tiene agganciato fino all’ultimo.

Quello che resta dopo è una sensazione strana, difficile da spiegare senza sembrare troppo romantico, ma ci provo lo stesso: Freaky Tales non è solo un viaggio nel passato, è una specie di specchio distorto che ti fa vedere quanto di quell’energia sia ancora dentro le storie che consumiamo oggi, dagli anime cyberpunk ai videogiochi open world pieni di sottotrame, fino alle serie che cercano disperatamente di catturare “quella vibe” senza sempre riuscirci.

E forse è proprio qui che il film colpisce davvero, perché non ti dice mai esplicitamente cosa devi provare, non ti guida, non ti semplifica nulla… ti lascia lì, dentro questo flusso di immagini, suoni e personaggi, a mettere insieme i pezzi come se stessi ricostruendo una lore frammentata.

E mentre scorrono i titoli di coda, ti ritrovi con quella sensazione familiare che arriva dopo certi film, certi anime, certe storie che non si chiudono davvero… quella voglia di parlarne, di confrontarti, di capire se anche gli altri hanno visto le stesse cose che hai visto tu, o se ognuno si è portato via un pezzo diverso di questo viaggio.

What if…? Minni diventa Capitan Marvel: una nuova avventura imperdibile!

E se Minni Mouse diventasse Capitan Marvel? Una domanda intrigante che prende forma nel numero 3601 di Topolino, disponibile in edicola e su Panini.it dal 27 novembre. Questo episodio fa parte del celebre progetto What if…?, nato dalla collaborazione tra Disney e Marvel, e presenta una storia davvero imperdibile. La copertina dell’albo, firmata da Skottie Young, è un vero e proprio omaggio alla nuova avventura che ci trascina in un universo alternativo, dove Minni Mouse, la dolce e affettuosa compagna di Topolino, assume i panni di una delle eroine più potenti dell’universo Marvel: Capitan Marvel. E non è solo la trama a sorprendere, ma anche la sua particolarità: il fumetto ha una lettura rovesciata rispetto al resto dell’albo, una scelta stilistica che aggiunge un ulteriore livello di immersione nel racconto.

Dopo aver visto Paperino nelle vesti di Wolverine e Thor, è finalmente il turno di una supereroina, e Minni non potrebbe essere scelta migliore. Nei panni di Capitan Marvel, la topolina sfoggia una forza sovrumana e la capacità di volare, ma mantiene intatto il suo spirito di persona comune, caratterizzata da coraggio e determinazione. Il racconto, adattato sapientemente da Steve Behling e sviluppato da Luca Barbieri con i dinamici disegni di Giada Perissinotto, riesce a mescolare alla perfezione il mondo di Disney e Marvel. La storia ruota attorno al concetto di identità segreta e alla ricerca di sé, con Minni che affronta sia momenti di azione mozzafiato che riflessioni profonde, simili a quelle dell’origine di Capitan Marvel nell’universo Marvel. Insieme a lei, ci sono personaggi familiari come Zio Paperone, Amelia e Gambadilegno, che arricchiscono ulteriormente il contesto.

Ancora una volta, Topolino ci regala una storia che va ben oltre l’intrattenimento. Con questa avventura, il fumetto ci invita a riflettere sul coraggio che ognuno di noi può trovare dentro di sé nei momenti più difficili, proprio come Minni e Paperino dimostrano di saper fare. Ogni mercoledì, dunque, l’appuntamento è in edicola, nelle fumetterie e su Panini.it per non perdere le nuove emozionanti avventure del topo più famoso del mondo.

Criminal: la nuova serie TV di Prime Video che ti farà trattenere il respiro

Se sei un appassionato di thriller psicologici e fumetti noir, preparati a una serie che non ti lascerà scampo. Criminal, la nuova produzione originale di Prime Video, sta facendo molto parlare di sé per l’intensità della trama e il suo cast stellare. Ispirata al celebre fumetto di Ed Brubaker e Sean Phillips, questa serie promette di essere uno degli eventi televisivi più attesi del 2025. Se sei già fan dell’opera cartacea, non vedrai l’ora di immergerti in questo universo oscuro e avvincente, ma anche se non conosci ancora Criminal, la sua atmosfera e il talento degli attori ti faranno rimanere incollato allo schermo.

Un thriller psicologico che lascia senza fiato

Fin dal primo fotogramma, Criminal ti catapulta in un mondo dove niente è come sembra. La storia è ambientata in una stanza degli interrogatori, uno spazio che diventa il palcoscenico di giochi psicologici e verità scomode. Ogni parola pronunciata ha il suo peso, ogni sguardo nasconde un segreto, e le alleanze sono tanto fragili quanto le promesse. In un universo dove nulla è mai del tutto chiaro, la tensione è palpabile, e il rischio di scivolare nel baratro della paranoia è sempre dietro l’angolo.

I registi Ryan Fleck e Anna Boden, noti per il loro lavoro su Captain Marvel, sanno come gestire l’intensità emotiva e la psicologia dei personaggi. In Criminal, ogni episodio è costruito come un crescendo di mistero, in cui ogni decisione, anche quella che sembra più insignificante, può essere la chiave per comprendere i giochi di potere che si celano dietro le apparenze.

Un cast da sogno che non lascia nulla al caso

Se il cuore pulsante della serie è la sua trama intricata, il suo cuore battente è sicuramente il cast. Criminal vanta una selezione di attori che non solo portano sullo schermo un’interpretazione magistrale, ma danno vita a personaggi complessi e indimenticabili. Charlie Hunnam, conosciuto per il suo ruolo in Sons of Anarchy, e Emilia Clarke, la celebre Daenerys Targaryen di Game of Thrones, sono solo i nomi di punta di un cast che si arricchisce di talenti straordinari. Luke Evans, Richard Jenkins, John Hawkes e tanti altri attori di grande calibro portano una profondità emotiva che rende ogni scena ancora più intensa.

Ma non finisce qui. A questi nomi illustri si aggiungono nuove star come Garrett Hedlund, Chris Diamantopoulos e Katie Stevens, pronti a sorprendere il pubblico con performance che non mancheranno di lasciare il segno. Ogni attore si inserisce alla perfezione nel contesto oscuro e complesso di Criminal, facendo sì che il cast intero funzioni come un’orchestra che suona in perfetta armonia, regalando performance memorabili.

Perché Criminal è un must-watch?

Ci sono diverse ragioni per cui non puoi perderti Criminal. In primo luogo, la serie è un adattamento fedele del fumetto originale, il che significa che i fan del materiale di partenza potranno vivere un’esperienza autentica, ricca di quei dettagli e di quella profondità che hanno reso la graphic novel un cult nel suo genere. La trama è costruita con grande cura, ogni episodio tiene lo spettatore sulle spine e lo porta a voler scoprire di più, mentre i colpi di scena e le rivelazioni sono dosati alla perfezione.

In secondo luogo, la serie non è solo un thriller psicologico, ma anche un’esplorazione profonda dei suoi protagonisti. I personaggi sono reali e complessi, tormentati dalle loro scelte passate e dalle loro aspirazioni future. Le emozioni sono forti e tangibili, e ogni scontro verbale o confronto visivo diventa un’opportunità per scavare nelle anime dei protagonisti, svelando segreti, bugie e contraddizioni.

Il cast stellare, poi, è uno degli elementi che rende Criminal un evento da non perdere. Con attori che portano sullo schermo una carica emotiva incredibile, ogni scena diventa un’occasione per assistere a performance da brivido. Non si tratta solo di una semplice recitazione, ma di un’immersione totale nei personaggi, che trasmettono a chi guarda ogni sfumatura dei loro tormenti interiori.

Infine, la produzione di Criminal è impeccabile. Prime Video ha messo a disposizione tutte le risorse necessarie per realizzare una serie di altissima qualità, con una fotografia affascinante e una regia che sa come catturare la tensione crescente di ogni momento. La scelta di Fleck e Boden come registi garantisce una visione del tutto unica, che non solo rende giustizia al materiale originale, ma lo arricchisce con una dimensione cinematografica che colpisce dritto al cuore.

Non perdere l’occasione di immergerti in Criminal su Prime Video

Con la sua trama avvincente, il cast da sogno e una produzione di altissimo livello, Criminal è una serie che non puoi assolutamente perdere. Sia che tu sia un fan dei fumetti noir, un amante dei thriller psicologici o semplicemente un appassionato di storie ben raccontate, questa serie ha tutte le carte in regola per conquistarti.

Se non hai mai sentito parlare di Criminal, preparati a scoprire un mondo oscuro e affascinante, dove ogni angolo nasconde una verità scomoda e ogni scelta può essere l’ultima. La serie sarà disponibile in esclusiva su Prime Video nel 2025, e sicuramente sarà uno degli eventi televisivi più discussi dell’anno. Non farti scappare l’opportunità di immergerti in questo thriller psicologico che ti terrà sveglio fino all’ultimo episodio.

La recensione di The Marvels. Un Fallimento Tra Le Stelle del MCU

Come appassionata di cinecomics e fan storica dell’universo Marvel, avevo aspettative piuttosto alte per The Marvels, il 33° film del Marvel Cinematic Universe (MCU), un’opera che avrebbe dovuto unire le storie di tre eroine: Carol Danvers (Brie Larson), Kamala Khan (Iman Vellani) e Monica Rambeau (Teyonah Parris). Ma, purtroppo, quello che mi sono ritrovata a vedere è stato un film che ha tradito completamente le aspettative, scivolando nel baratro della delusione.

The Marvels è un sequel di Captain Marvel (2019), ma soprattutto un crossover con la serie Ms. Marvel (2022), che sembrava essere la base perfetta per un’avventura emozionante. Eppure, nonostante la premessa intrigante, il film non riesce a decollare nemmeno per un momento. La trama si concentra su un fenomeno misterioso che provoca uno scambio di corpi tra le tre protagoniste ogni volta che usano i loro poteri. Se da un lato questo potrebbe sembrare un’idea divertente, sullo schermo risulta essere più un espediente narrativo confusionario che un punto di forza. La continua alternanza tra i corpi delle protagoniste, che sarebbe dovuta essere un elemento di tensione e dramma, finisce per risultare un esercizio inutile che non aggiunge nulla alla profondità dei personaggi e alla comprensione della trama. Anzi, spesso la sensazione è che il film non sappia come sviluppare davvero la storia, preferendo imboccare la strada della comicità forzata piuttosto che esplorare le dinamiche tra le sue eroine.

A livello estetico, The Marvels è un disastro. La regia di Nia DaCosta sembra totalmente priva di ispirazione. Le scenografie sono vuote e senza carattere, come se il film fosse stato girato in tutta fretta, senza alcun sforzo nel creare l’atmosfera che ci si aspetterebbe da un cinecomic Marvel. Gli effetti speciali, pur essendo abbondanti, non riescono a compensare la mancanza di sostanza: invece di esaltare la narrativa, sembrano solo riempitivi di una trama che non si fa mai strada. La sensazione che rimane è quella di assistere a un film pensato per un pubblico decisamente giovane, con una regia che preferisce adottare un tono infantilizzante piuttosto che affrontare temi più maturi.

I personaggi, purtroppo, sono una delle note dolenti del film. Carol Danvers, interpretata da Brie Larson, era stata una delle figure più promettenti del MCU, ma qui appare stanca e disinteressata, e il suo rapporto con le altre due protagoniste non viene mai realmente esplorato. La dinamica con Kamala Khan, che avrebbe dovuto essere uno degli snodi centrali del film, rimane piatta e priva di chimica, nonostante le buone intenzioni comiche di Iman Vellani. Monica Rambeau, purtroppo, viene trattata con la stessa superficialità: la sua storia non viene mai davvero sviluppata, e il suo arco narrativo finisce per perdersi nel caos di un film che non sa dove voglia andare. Il risultato è che le tre eroine, nonostante il loro potenziale, non riescono mai a brillare come dovrebbero, e la mancanza di un vero legame tra di loro rende il film ancora più frustrante.

A livello di tono, The Marvels non riesce a trovare un equilibrio. Si alterna tra il tentativo di essere epico e l’insistenza su gag comiche che non arrivano mai al punto giusto. Quella che doveva essere un’avventura avvincente finisce per essere una serie di scene in cui il tentativo di far ridere il pubblico si traduce in momenti imbarazzanti. La regia di Nia DaCosta non trova mai la sua voce: il film è troppo infantile per i fan di lunga data e troppo confuso per chi cerca una trama solida. Non c’è cuore, non c’è quella scintilla che ha reso titoli come Guardians of the Galaxy e Avengers: Endgame così memorabili. Anzi, The Marvels sembra una di quelle pellicole Marvel di cui ci dimenticheremo presto, incapace di lasciare il segno.

L’antagonista, Dar-Benn (Zawe Ashton), è l’ennesima delusione. Sebbene il film tenti di dare una motivazione per il suo odio verso Carol Danvers, il personaggio risulta essere completamente privo di spessore. Non c’è alcuna empatia per lei o per il suo popolo, e la sua presenza come villain sembra più un riempitivo che un vero e proprio ostacolo per le protagoniste. La sua assenza di profondità, combinata con il conflitto universale poco avvincente, rende difficile qualsiasi coinvolgimento emotivo. La sua mancanza di motivazioni credibili è solo uno dei tanti fallimenti del film.

La durata di The Marvels (105 minuti) scivola via senza lasciare nulla di memorabile. Nonostante qualche sequenza d’azione che potrebbe intrattenere, non c’è alcun momento che rimanga impresso nella mente dello spettatore. Le scene post-crediti, ormai una tradizione nell’universo Marvel, sono solo un timido tentativo di prolungare la vita del franchise, ma non riescono a riscattare un film che, nel complesso, è solo una delusione.

In conclusione, The Marvels è una delle pellicole più deboli del MCU, che non solo delude le aspettative, ma fa rimpiangere quello che il franchise è stato e che potrebbe ancora essere. Con personaggi mal sviluppati, una trama priva di mordente e una regia che non sa dove andare, questo film si unisce alla lunga lista di titoli Marvel che sembrano aver perso la loro identità. Un vero peccato, considerando il potenziale delle sue protagoniste e il richiamo di un universo che un tempo sapeva emozionare.

Aiff 2019: Cosplay Contest e non solo!

L’Ariano International Film Festival dedica ogni anno, all’interno del suo ricco programma, una sezione speciale ai COSPLAY ovvero l’arte di indossare un costume che rappresenti un personaggio riconoscibile del mondo dell’animazione, del fumetto, del cinema, dei telefilm, della musica, dei videogiochi, dei giochi di ruolo o dei libri di qualunque genere. I premi da assegnare ai partecipanti saranno diversi:miglior Cosplay Maschile, il miglior Cosplay Femminile, il miglior Cosplay di Gruppo e il premio Cosplay Graziella Briamonte.

Dopo i successi degli anni passati che hanno visto un’ottima fidelizzazione di pubblico e cosplayers, la settima edizione si preannuncia all’insegna del magico mondo Marvel. Sarà, infatti, un pomeriggio indimenticabile quello di sabato 3 Agosto nella Villa Comunale di Ariano Irpino dalle 17.00 in poi, con la Reunion degli Avengers!  Dopo il successo nelle sale cinematografiche dell’ultimo episodio, “Avengers: Endgame”, sarà possibile ammirare la sfida dei supereroi Marvel all’ombra del Castello Normanno per l’AIFF Cosplay Contest. Vedremo Capitan America, Thor, Hulk Buster, Captain Marvel, Spiderman, Gamora, Loki, Storm, Silk, Spider-Gwen e Lady Loki, insieme ad altri personaggi cosplay, si affronteranno per dimostrare al pubblico e alla giuria la performance perfetta. Sarà ospite, durante la manifestazione, Marco Spatola, impersonator italiano di Robert Downey Jr e del leggendario Tony Stark alias Iron Man.

L’Ariano International Film Festival, per questa edizione ha avviato una collaborazione con la Wasama Creative Factory, azienda italiana fondata dall’art director Ivan Cecio, specializzata in progettazione, montaggio, allestimenti di scenografie, effetti speciali e decorazioni artistiche per industrie commerciali ed entertainment.

Durante la giornata di sabato arricchiranno il programma del AIFF le aree Japan, GDR e Animazione a cura di “Nerderia in compagnia Italian Community” (un’associazione culturale no-profit con sede ad Avellino che riunisce appassionati di videogames e fumetti), e l’area Fallout con giochi di ruolo e da tavola quali il Monopoli Fallout, la Dama con Tappi, Tiro al Bersaglio SPAV e Duelli PVP e tanti altri, a cura di Fallout N’ Fun (un’associazione di appassionati di “Fallout”, serie di videogiochi ambientata in un futuro post-apocalittico ) dalle ore 11.00 alle 21.00 sempre presso la Villa Comunale di Ariano Irpino.

 

Captain Marvel

Ambientato negli anni ‘90, Captain Marvel è un’avventura completamente nuova che mostra al pubblico un periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel. Il film è interpretato dall’attrice premiata con l’Academy Award Brie Larson (Room, Kong: Skull Island), Samuel L. Jackson (il film Marvel Avengers: Age of Ultron, The Hateful Eight), Ben Mendelsohn (Rogue One: A Star Wars Story, Ready Player One), Djimon Hounsou (Blood Diamond, il film Marvel  Guardiani della Galassia), Lee Pace (The Book of Henry, il film Marvel  Guardiani della Galassia), Lashana Lynch (Brotherhood, Fast Girls), Gemma Chan (Humans, Animali Fantastici e Dove Trovarli), Algenis Perez Soto (Sambá, Sugar), Rune Temte (Eddie The Eagle – Il Coraggio della Follia, The Last Kingdom), McKenna Grace (Tonya, Gifted – Il Dono del Talento). Con loro anche Clark Gregg (La Legge della Notte, il film Marvel The Avengers) nel leggendario ruolo di Phil Coulson e Jude Law (Spy, Grand Budapest Hotel) cje vestirà i panni del dottor Walter Lawson, la forma umana del guerriero Kree Mar-Vell, il Captain Marvel originale.

Basato sul personaggio dei fumetti Marvel apparso per la prima volta nel 1968, Captain Marvel prosegue le epiche avventure sul grande schermo raccontate in Iron Man, L’Incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor, Captain America – Il Primo Vendicatore, The Avengers, Iron Man 3, Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier, Guardiani della Galassia, Avengers: Age of Ultron, Ant-Man, Captain America: Civil War, Doctor Strange, Guardiani della Galassia Vol. 2, Spider-Man: Homecoming, Thor: Ragnarok e, più recentemente, Black Panther.

La storia segue le vicende di Carol Danvers, che diventa uno degli eroi più potenti dell’universo quando la Terra viene coinvolta in una guerra galattica tra due razze aliene.  Ambientato negli anni ‘90, Captain Marvel è un’avventura completamente nuova che mostrerà al pubblico un periodo storico mai visto prima nell’Universo Cinematografico Marvel.

Scritto e diretto dai registi/sceneggiatori Anna Boden and Ryan Fleck, il nuovo film Marvel Studios Captain Marvel arriverà nelle sale italiane il 6 marzo, interpretato dall’attrice premio Oscar® Brie Larson nel ruolo della potente supereroina.  La regista Anna Boden, che è la prima donna a dirigere un film dell’Universo Cinematografico Marvel, commenta:

“Si tratta di un personaggio femminile potente, interessante, unico e indipendente. Siamo davvero entusiasti di raccontare la storia di una persona dotata di superpoteri ma anche molto complessa e umana”.

Le riprese si sono svolte all’interno e nei pressi della Greater Los Angeles Area, che ha ospitato anche la base operativa della produzione, e a Fresno, in California, oltre che in diverse località della Louisiana tra cui Baton Rouge e New Orleans.

 

“Abbiamo pensato che fosse finalmente arrivato il momento di presentare Captain Marvel al mondo,,, È uno dei personaggi più amati e potenti dei fumetti e ora diventerà il personaggio più potente dell’Universo Cinematografico Marvel”.

 

Daniel Frigo, amministratore delegato di The Walt Disney Company Italia, ha dichiarato:

“Ancora una volta Marvel Studios porta a un nuovo livello valori e tematiche molto attuali come l’empowerment femminile e l’uguaglianza di genere. Un messaggio importante per tutto il pubblico e in modo particolare per le bambine, per molte delle quali la tenacia di questa potente supereroina è già diventata una fonte di ispirazione. Un messaggio molto importante anche per tutto il team Disney Italia che ha messo grande passione e impegno nel raggiungimento di questo risultato e al quale vanno i miei complimenti. Siamo appena all’inizio di una lunga stagione ricca di film molto attesi dal nostro pubblico e siamo già al lavoro per rendere indimenticabili anche tutti i prossimi appuntamenti”.

In occasione dell’uscita di Captain Marvel nelle sale italiane, diverse personalità dello spettacolo, dello sport e del web hanno partecipato alla festa anni ’90 organizzata per celebrare l’arrivo del film. Numerose celebrities come Fabio Rovazzi, Diletta Leotta, Maccio Capatonda, Antonio Rossi, Chiara Grispo, Rocco Hunt, Andrea Damante, Valerio Staffelli, Rosaria Renna, Marco Orsi, Juliana Moreira, Edoardo Stoppa, Sara Cardin, Paola Turani, Guido Bagatta, Lidia Schillaci, Gordon, Carlotta Ferlito, Germano Lanzoni (Il Milanese Imbruttito), Barbara Snellenburg, Giorgio Mastrota, Miguel Gobbo Diaz e molti altri ancora hanno potuto immergersi nelle atmosfere della nuova avventura Marvel Studios grazie a un dj set a tema e agli allestimenti ispirati al film.

Adventures of Captain Marvel

Come disse un saggio cinese “stiamo vivendo tempi interessanti”, ora non chiedetemi chi era questo saggio, conosco solo la citazione, però saprei dirvi di quali tempi sto parlando, parlo dell’era dei cinecomics, oramai di fatto i film tratti da serie a fumetti stanno spopolando e dilagando in tutto il mondo, vi sono titoli di vario genere tratti da varie case editrici, però esattamente quando sono nati i primi cinecomics? Molti pensano dall’uscita del primo film di Superman con Christopher Reeve nei panni dell’Uomo d’Acciao e Gene Hackman nei panni dell’arcinemico Lex Luthor, oppure il primo film di Hulk con Lou Ferrigno, però se scaviamo ancora più indietro, cosa che io ho fatto per tutti voi lettori, c’è stato un altro periodo d’oro dei cinecomics, anche se all’epoca non venivano definiti in questa maniera: sto parlando del periodo tra gli anni 40 e gli anni 50/60, in quel periodo ci fu un vero “boom” per quel genere di film o di serial o minifilm, infatti furono realizzate pellicole su personaggi noti come Superman, Flash Gordon e Tarzan e Zorro, questi ultimi due all’epoca erano famosissimi eroi sia nei libri che in serie a fumetti dedicati.

Tutta questa premessa, serviva per introdurre un supereroe, diverso dai soliti, che non ci saremmo mai immaginati che ne avrebbero fatto un film, “The Adventure of Captain Marvel”, film del 1941 della Republic Pictures della durata di più di 200 minuti, serializzato in 12 episodi e trasmesso nei cinema, in quanto la televisione non era altamente diffusa come oggi e nelle case erano alquanto rare, mentre invece i cinema all’epoca erano molto più frequentati, infatti spesso chi andava al cinema in quel periodo, riusciva a vedere con lo stesso biglietto più di un film, infatti “The Adventures of Captain Marvel” era sì un film completo, ma era stato diviso in episodi e quell’episodio veniva trasmesso al cinema per tutta la durata della settimana e con un finale aperto in ogni fine episodio, così che lo spettatore era spinto ad andare al cinema la settimana seguente per poter vederne la continuazione e di conseguenza anche la fine.

Questo film è basato sull’omonimo personaggio dei fumetti Captain Marvel della Fawcett Comics creato da C.C. Beck e Bill Parker. Il film ricalca le avventure di Billy Batson, un giovanotto che grazie al mago Shazam, ottiene il potere di trasformarsi nel super eroe Captain Marvel, così grazie ai suoi poteri derivategli dalla magia, combatte il crimine e il male sotto forma del misterioso Scorpion e della sua banda, in nome della giustizia e della libertà.

Purtroppo questo film, per quanto ne so io dalle ricerche che ho fatto, non è mai stato trasmesso in Italia e mai stato editato sia nel formato VHS o DVD almeno nel nostro paese, ed è un vero peccato, perché nonostante sia datato e gli effetti speciali utilizzati in confronto a oggi siano molto, perdonatemi l’espressione, “primitivi”, secondo me come tutti i film dell’epoca, erano ricchi di azione, divertimento e teatralità. Un vero peccato.