C’è un suono che, nel silenzio, riesce a fendere l’anima come una lama. È un rintocco metallico, un telefono che squilla da un’altra dimensione. Quattro anni dopo il successo di The Black Phone, Scott Derrickson torna a far vibrare quella suoneria maledetta con The Black Phone 2, un sequel che promette di essere ancora più oscuro, più viscerale, più disturbante. E, soprattutto, più umano.
La pellicola, in uscita nelle sale americane il 17 ottobre 2025 con distribuzione Universal Pictures, riporta sul grande schermo il mostro dal volto mascherato che ha terrorizzato milioni di spettatori: Il Rapace, interpretato da un magnetico e inquietante Ethan Hawke, nel ruolo più disturbante della sua carriera. Il telefono nero squilla di nuovo, e questa volta il male non chiama solo per spaventare — chiama per vendicarsi.
Un sequel che nasce da un’idea di Joe Hill (il figlio del Re)
Derrickson non aveva previsto un seguito. Eppure, è stato Joe Hill, autore del racconto originale e figlio del leggendario Stephen King, a bussare alla porta con un’idea talmente potente da convincere il regista a tornare dietro la macchina da presa. “C’era una storia che doveva essere raccontata” — ha detto Hill — “una storia che viveva ancora sotto quella maschera”.
E così The Black Phone 2 prende forma come un incubo che si rifiuta di morire. La sceneggiatura, firmata da C. Robert Cargill (già coautore del primo film), riprende le atmosfere oniriche e claustrofobiche del capitolo iniziale, ma le spinge oltre, esplorando un male che si annida nella memoria e nei legami familiari. Alla produzione, ovviamente, non poteva mancare Jason Blum e la sua Blumhouse Productions, ormai sinonimo di un horror intelligente e viscerale.
Nel primo film, il giovane Finn (Mason Thames) riusciva a sfuggire al suo carnefice, uccidendo Il Rapace e diventando l’unico sopravvissuto. Quattro anni dopo, lo ritroviamo adolescente, segnato dal trauma e determinato a lasciarsi il passato alle spalle. Ma il passato, come spesso accade nel cinema di Derrickson, non si lascia seppellire così facilmente.
Questa volta, il terrore si manifesta attraverso Gwen (Madeleine McGraw), la sorella minore di Finn, che comincia ad avere visioni sempre più nitide e spaventose: tre ragazzi perseguitati in un sinistro campo invernale chiamato Alpine Lake. È lì che si nasconde la chiave del mistero, e forse anche la via per liberarsi definitivamente dal potere del Rapace.
Solo che il telefono… ha ricominciato a squillare.
“Morto è solo una parola” — Il Rapace torna a parlare
Il trailer ufficiale, già virale, non lascia spazio ai dubbi: Ethan Hawke torna in tutta la sua inquietante magnificenza. Le maschere — divenute ormai un’icona pop dell’horror contemporaneo — sono ancora protagoniste, ognuna con un’espressione diversa, come se rappresentassero frammenti della follia del Rapace.
C’è una scena, in particolare, che ha mandato in delirio i fan: il killer pattina su un lago ghiacciato brandendo un’ascia, mentre la sua voce, filtrata e cavernosa, sibila nel vuoto:
“Pensavi che la nostra storia fosse finita?”
Finn risponde, terrorizzato: “Sei morto.”
“Tu più di tutti,” ribatte il Rapace, “sai che morto è solo una parola.”
Una sequenza destinata a entrare nell’immaginario horror moderno, tra poesia visiva e incubo puro.
Un cast di volti noti e nuove presenze inquietanti
Accanto a Mason Thames e Madeleine McGraw, tornano anche Jeremy Davies (nei panni del padre tormentato di Finn) e Miguel Mora, mentre le new entry aggiungono nuovi strati di mistero: Demián Bichir (The Nun) interpreterà il direttore del campo Alpine Lake, uomo ambiguo e tormentato, e Arianna Rivas sarà la sua inquietante nipote. Nel cast figura anche Anna Lore, in un ruolo ancora top secret.
Le riprese, iniziate a Toronto nel novembre 2024 e concluse nel gennaio 2025, si sono svolte sotto il titolo di lavorazione Mysterium. Dietro l’obiettivo, il direttore della fotografia Pär M. Ekberg restituisce quell’estetica fredda e granulosa che aveva reso il primo film visivamente ipnotico.
L’uso delle luci e dei silenzi, il contrasto tra il gelo bianco del lago e il buio assoluto delle stanze sotterranee: tutto sembra costruito per generare una tensione che non concede respiro.
Traumi, maschere e fantasmi: un horror sulla crescita
Derrickson ha dichiarato che The Black Phone 2 sarà “più maturo e più spaventoso”. Ma non nel senso di un semplice aumento di violenza: il film vuole esplorare la paura come metafora della crescita, del passaggio dall’infanzia a un’età in cui i mostri non sono più solo fuori, ma dentro di noi.
In questo senso, The Black Phone 2 si inscrive nella migliore tradizione dell’horror psicologico americano, tra It e Nightmare on Elm Street, ma con quella delicatezza malinconica che contraddistingue il cinema di Derrickson: un horror che non si limita a spaventare, ma scava, cicatrizza e riapre ferite.
Un universo in espansione
Chi pensa che The Black Phone sia un capitolo isolato, dovrà ricredersi. Joe Hill e Derrickson hanno già iniziato a immaginare un Black Phone Universe, un mondo narrativo dove il telefono nero diventa simbolo e strumento di contatto tra vivi e morti.
A confermarlo è anche il cortometraggio Dreamkill, incluso nell’antologia V/H/S/85, che segue il cugino di Gwen sette anni dopo gli eventi del primo film. Una piccola gemma che amplia l’universo del Grabber e ci prepara, forse, a un terzo capitolo.
Quando la paura diventa arte
Il primo The Black Phone era stato un piccolo miracolo: un horror da 160 milioni di dollari d’incasso mondiale a fronte di un budget modesto. Un equilibrio perfetto tra dramma, tensione e sovrannaturale. Questo sequel, a giudicare dalle premesse, punta a superarlo, approfondendo i personaggi e alzando l’asticella emotiva.
Il telefono nero, più che un oggetto, è diventato una metafora del contatto con l’ignoto. Non importa quanto lontano cerchiamo di scappare: prima o poi, qualcuno — o qualcosa — troverà il modo di chiamarci.
Il terrore chiama di nuovo
Quindi sì, il telefono sta squillando. E questa volta, potremmo essere noi a rispondere.
The Black Phone 2 non vuole soltanto farci paura: vuole farci ricordare perché amiamo la paura. Perché in fondo, dietro ogni maschera, dietro ogni ombra, c’è un frammento di umanità.
E forse è proprio quello che ci spaventa di più.
The Black Phone 2 uscirà nelle sale americane il 17 ottobre 2025.
In Italia, la distribuzione è ancora da confermare, ma una cosa è certa: quando quel telefono squillerà anche da noi… sarà già troppo tardi per non rispondere.
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