Tutti gli articoli di Mario "Harrison" Frangi

Scrivere in un libro ciò che siamo, usare delle parole per descrivere sentimenti, liberare la nostra vera identità grazie alla fantasia... Eccomi qui a scrivere su Satyrnet! Sia che arrivino da una Galassia lontana lontana che dalle dalla ricerca di qualche antico manufatto, i miei articoli avranno sempre un "retrogusto" d'avventura!

Alone in The Dark

Sicuramente uno dei videogiochi che negli anni 90 mi ha emozionato di più con le sue atmosfere paranormali, Alone in The Dark per me resta un classico del genere e l’articolo di Elemicina su Horror D’Elite mi ha ricordato quanto fosse bello giocarci (e in alcuni casi anche frustrante per le morti…):

Alone in the Dark è un videogioco ideato da Frédérick Raynal e distribuito da Infogrames nel 1992, primo capitolo della serie omonima. Si tratta di uno dei primi esempi di survival horror, genere reso in seguito celebre da Resident Evil. La trama e le atmosfere del gioco sono ispirate alle opere di H. P. Lovecraft, che viene tra l’altro citato nei ringraziamenti. In particolare, nella fornita biblioteca di Jeremy Hartwood si possono trovare il Necronomicon e il De Vermis Mysteriis, celeberrimi pseudobiblia dell’autore di Providence, e diverse creature sono modellate sulle descrizioni dei Grandi Antichi.

Il gioco sfrutta una visuale in terza persona; personaggi e oggetti sono composti da poligoni, mentre i fondali sono pre-renderizzati e ripresi da una telecamera fissa, che non segue l’azione; quando si esce dalla visuale della telecamera corrente, si passa ad un’altra, e così via. Le musiche della versione floppy sono in formato MIDI, mentre in quella cd-rom sono tracce audio; inoltre, in quest’ultima, i testi dei libri sono doppiati con audio digitalizzato.

L’atmosfera, accompagnata da musiche ed effetti sonori appropriati, è uno dei punti forti del gioco, che può regalare momenti di vera ansia. Per questo motivo, Alone in the Dark viene spesso incluso nelle classifiche di giochi più spaventosi, insieme a titoli come Silent Hill, System Shock 2 e Aliens versus Predator.

Dead Space: Un Capolavoro di Terrore che Resta Impresso nel Tempo

Anche a distanza di anni Dead Space riesce a farmi venire la pelle d’oca, basta solamente ricordare i primi minuti sulla Planet Cracker Ishimura e “l’incontro” iniziale… Questo post di Elemicina su Horror D’Elite mi ha spinto a installarlo nuovamente per riprovare quelle forti emozioni di un tempo:

Dead Space è un videogioco di fantascienza survival horror in terza persona sviluppato da Visceral Games al tempo chiamata EA redwood shores. Annunciato nell’ottobre 2007 tramite il magazine Game Informer, è uscito in Europa il 14 ottobre 2008 per PlayStation 3 e Xbox 360, e il 24 per Microsoft Windows. Una versione per Wii, intitolata Dead Space: Extraction è ambientata prima degli eventi di Dead Space, è uscita il 25 settembre 2009 in Europa e il 1º ottobre 2009 in Giappone. Dead Space utilizza il medesimo motore grafico di Il padrino II, anch’esso pubblicato da Electronic Arts.

A causa dei contenuti particolarmente crudi del gioco e dalla sua capacità di comunicare terrore, la censura di varie nazioni sta vagliando il gioco per consentirne o meno la diffusione. Gli sviluppatori avevano comunicato che probabilmente il gioco sarebbe stato vietato in Germania e Cina. In Giappone invece la censura classifica il gioco al massimo livello.Dopo alcuni test dell’organizzazione tedesca USK, l’uscita in Germania è stata il 6 novembre in versione “uncut” malgrado le pesanti regole di censura tedesche.

Cold Fear: Un viaggio nel survival horror che ha segnato un’epoca

Sicuramente ai tempi fu uno dei survival horror che giocai di più, di Cold Fear mi piacque praticamente tutto: atmosfera, trama, gameplay. Certo non era nulla di innovativo in molti suoi aspetti, eppure mi colpì veramente tanto. Leggere questo articolo di Elemicina su Horror d’Elite mi ha fatto tornare in mente questo gioco della mia gioventù.

Cold Fear è un videogioco di azione a tema survival horror, sviluppato da Darkworks e pubblicato da Ubisoft nel 2005. In Cold Fear il giocatore prende il ruolo di Tom Hansen, un ex-soldato ora impiegato nella U.S. Coast Guard che viene mandato ad investigare su una misteriosa baleniera russa, la “Eastern Spirit” (Дух Востока) nel mezzo dello stretto di Bering. La sequenza iniziale mostra una contingente squadra di agenti sotto copertura sotto gli ordini di un agente della CIA, con l’ordine di identificare la nave e recuperare il carico. Sfortunatamente, l’intera squadra viene sterminata da una minaccia sconosciuta.L’agente Bennet della CIA quindi ordina ad ogni nave governativa nelle vicinanze della baleniera di investigare, ed è proprio la nave di Hansen che risponde alla chiamata. Come Hansen, il giocatore trova la nave occupata da mercenari ostili e strane creature (chiamate “exocelle”), queste creature usano gli umani e altre forme di vita come ospiti, trasformandoli in esseri selvaggi ed irrazionali, con l’unico obiettivo di nutrirsi di chiunque davanti a loro. Questi parassiti sono un pericolo per Hansen sia dentro che fuori dai loro ospiti. Durante la sua esplorazione e sotto l’aiuto di Bennet scoprirà che le “Excocelle” sono il frutto di un esperimento riuscito male; sempre durante la sua investigazione libererà Anna Kamsky, figlia dello scienziato russo Dr. Victor Kamsky, che veniva tenuta prigioniera per costringere il padre a continuare le ricerche e gli esperimenti. In seguito dirotterà la nave sulla piattaforma petrolifera, trasformata in laboratorio dove sono avvenuti gli esperimenti falliti, dopo diversi scontri sia con i mercenari, sia con le exocelle, Hansen e Anna si mettono d’accordo per far saltare l’intero complesso con del C4, poco prima di partire dall’eliporto però, i due vengono attaccati dal padre di Anna, Victor Kamsky trasformato in una creatura gigantesca e orribile, ma riesce comunque a sconfiggerlo e i due fuggono con l’elicottero osservando la piattaforma esplodere in mezzo all’oceano.

The Order 1866

Ricordo The Order 1866 come uno dei giochi che attesi di più per la Playstation 4, lo ricordo anche per la bellissima giornata passata a Milano per la sua presentazione in esclusiva alla stampa del settore. Sono passati ormai diversi anni, ma questo articolo di Elemicina per Horror D’Elite su Facebook mi ha ricordato quanto amassi quel gioco nonostante i suoi difetti: Leggetelo per qualche feels…

 

Nei libri di storia leggiamo che nell’ultimo ventennio del XIX secolo, in piena epoca vittoriana, Londra vive un periodo di grande fermento politico, culturale, scientifico e tecnologico. Parallelamente gli strati più umili della popolazione combattono la fame e si trovano a fronteggiare la piaga della prostituzione e del lavoro minorile.

Nella Londra “alternativa” di The Order: 1886 ci sono anche altri problemi che affliggono la città e che vengono da molto lontano. A cavallo tra il VII e VIII secolo una mutazione genetica interviene a cambiare il normale corso dell’evoluzione di un ristretto gruppo di persone: i mezzosangue, creature dalle fattezze animalesche, incredibilmente forti e intelligenti. Etichettate con nomi tratti dalla mitologia, queste creature prendono il sopravvento sulla popolazione.La sopravvivenza dell’umanità verrà garantita dalla costituzione di un Ordine di Cavalieri, coraggiosi e determinati a sconfiggere il nemico, i quali si avvalgono di tecnologie futuristiche: dirigibili per pattugliare i cieli di Londra e treni alimentati a elettricità che garantiscono il collegamento veloce da una parte all’altra della città. Ma proprio quando sembra che l’Ordine stia riuscendo ad avere il sopravvento sui mezzosangue, interviene una nuova minaccia: una fazione di ribelli che vuole opporsi al malcontento dilagante e porre fine alle ingiustizie che affliggono la popolazione.

The Order: 1886 nasce dalla commistione di storia, mitologia e leggenda. Accanto a un’incredibile riproduzione grafica di luoghi reali, come WhitechapelIl Palazzo del Parlamento e il ponte di Londra, è possibile trovare riferimenti a Jack lo Squartatore, alla letteratura di Charles Dickens e alla saga di Re Artù.  Il giocatore veste i panni di Sir Galahad Greyson, alfiere fidato di Re Artù, il quale fu fondatore dell’Ordine. La sua longevità (e quella di tutti i Cavalieri) è data dalla Blackwater, una sorta di pozione in grado di risanare anche ferite mortali. L’Ordine può inoltre contare sul genio di Nikola Tesla, brillante scienziato che ha creato l’arsenale di armi ed equipaggiamenti essenziali per fronteggiare i mezzosangue.

The Order: 1886 è un gioco di azione-avventura che catapulta i giocatori tra le strade di una Londra magistralmente rivisitata. A una storia immersiva e appassionante, si aggiunge una grafica mozzafiato, degna delle migliori pellicole cinematografiche.

The Thing – Il videogame

Il primo film di Carpenter che mi viene in mente nel periodo autunnale e invernale è sicuramente La Cosa, forse perché il fresco mi porta con l’immaginazione all’Outpost 31… Sfogliando Facebook qualche giorno fa poi questo film mi è tornato in mente anche per l’articolo di Elemicina nella sezione Videogiochi d’Elite sulla pagina Horror D’Elite, seppur breve questo testo mi ha riportato in mente un videogames fantastico. Voi cosa rispondereste alle sue domande?

The Thing (noto in Giappone come Yuusei Kara no Buutai X: Episode II) è un videogioco sparatutto in terza persona a tema survival horror e fantascientifico, sviluppato dalla Computer Atworks e distribuito nel 2002 dalla Vivendi Games per PlayStation 2, Xbox e Windows. Erano previste anche delle versioni per Game Boy Color e Game Boy Advance ma furono cancellate. Il gioco è ispirato all’omonimo film di John Carpenter, e ne funge da sequel. È stato approvato da Carpenter, definendo il seguito ufficiale del suo film. Ha ricevuto recensioni generalmente positive da parte della critica, e ha ottenuto buone vendite.

Una delle caratteristiche principali del gioco è l’inclusione di personaggi non giocanti divisi in tre classi (medico, ingegnere e soldato) a cui è possibile ordinare determinate azioni in base al gruppo cui appartengono, come la guarigione di altri compagni di squadra o il fissaggio delle apparecchiature. Il personaggio possiede due indicatori, ovvero la “paura” provata dai compagni e un “sistema di fiducia”. Nel sistema di fiducia, Blake deve appunto guadagnare la fiducia dei suoi compagni di squadra, altrimenti si rifiuteranno di eseguire i suoi ordini. Anche i compagni devono però avere fiducia in Blake, ed è utile per scoprire se uno di essi è stato infettato. Nel sistema della paura, l’indicatore reagisce spesso a seconda dell’ambiente in cui si trova, ad esempio, se una zona è coperta di sangue o dispone di un sacco di macerie, la barra aumenta. Se il livello di paura continua ad aumentare, i compagni possono attaccare Blake, suicidarsi o morire dallo spavento. Quando il giocatore è all’esterno della struttura, quindi in mezzo alla neve, è presente anche un indicatore di temperatura che indica quanto Blake può rimanere all’aperto. Se la barra arriva a zero, Blake inizierà a perdere vita e può morire per assideramento. Le armi principali sono tazer, pistola, mitragliatrice, fucile di precisione, lanciafiamme, fucili a pompa, fiamma ossidrica e lanciagranate, insieme anche a degli strumenti secondari come estintore, vari tipi di granate, razzi segnalatori, medicinali, siringhe, chiavi, torce, schede d’accesso e documenti.

Resident Evil 2 Remake

Raccoon City, una ridente cittadina americana come tante altre, dove tutto sembra procedere nella normalità. Ma è realmente così? Leon S. Kennedy sta viaggiando per raggiungere il dipartimento di polizia cittadino e svolgere il suo primo giorno di lavoro l’incontro, con Claire Redfield diretta anche lei in città per vedere il fratello, ad una stazione di benzina cambierà la vita di entrambi per sempre…

Ecco finalmente tra le nostre mani di videogiocatori incalliti il remake di uno dei capolavori della Capcom: Resident Evil 2. Dopo ventun anni ci troviamo nuovamente a scegliere di vestire i panni del giovane e zelante poliziotto Leon o della indipendente Claire per le strade infestate di zombi (e non solo) di Raccoon City. La scelta tra loro non è soltanto puramente estetica, ma cambia l’evolversi della storia che si sviluppa su binari paralleli dopo la separazione forzata dei due ragazzi all’inizio del gioco. Ovviamente l’idea di Capcom già presente nell’originale e in Biohazard 1 garantisce al titolo un fattore rigiocabilità non indifferente, impreziosito anche dai cambiamenti che si possono trovare nella storia dello stesso personaggio al secondo playthrough.

Resident Evil 2 è il remake moderno del classico Survival Horror della software house giapponese, dotati di poche armi ci dovremo quindi immergere nelle location di Raccoon City per sopravvivere all’olocausto Zombi, risolvendo enigmi e sfide più o meno complesse. I livelli di difficoltà crescenti diminuiscono drasticamente le nostre possibilità di riuscita nella fuga… ma galvanizzano molti giocatori ai quali piacciono le sfide come un tempo. Lo sviluppo delle storie differisce parzialmente da quello originale, offrendo quindi una sfida nuova anche per chi conosceva il primo RE 2 a memoria, ma presenta un pò di sano backtracking anni novanta. Non stupitevi quindi di dover fare più volte il tratto stanza A stanza B perchè avete trovato un oggetto utile a risolvere un enigma, oppure di dover raggiungere il punto D passando nuovamente dal corridoio C dove si è sbloccato un passaggio. Un pò di corsa non ha mai ucciso nessun personaggio dei videogiochi… ma uno zombi o un mostro si! Quindi state sempre in allerta!

Gli armamenti di Leon e Claire ricordano quelli originali, con la pistola di lui che inizialmente sembra depotenziata rispetto a quella di lei, ma nel complesso sono impressionanti entrambi nel proseguo del gioco, grazie anche alle modifiche che potremo applicarci (sempre che cerchiate bene nelle location di gioco). Sarà ovviamente importante gestire al meglio i pochi proiettili che troveremo rispetto al numero di nemici, le polveri da sparo per crearne di nuovi e le armi secondarie (potenti ma limitatissime in numero). Diversamente dall’originale il coltello ora ha un numero limitato di utilizzi e spesso andrà sostituito perchè si romperà. Oltre a essere bravi nel saper contenere la vostra pioggia di proiettili, dovremo riuscire a sopravvivere con le scorte mediche (spray e erbe non sono mai abbastanza per i gamers) sparse per le aree. Dato che l’inventario personale può contenere pochi oggetti, sono indispensabili le casse “magiche” sparse per il gioco dove potremo stivare gli oggetti che al momento non reputiamo utili (magiche perchè sono interconnesse una con l’altra), queste sono quasi sempre vicine alle famose macchine da scrivere indispensabili per salvare la nostra posizione (sono però spariti i nastri d’inchiostro). L’inventario personale è si limitato ma può essere leggermente ampliato grazie a delle borse che si possono recuperare durante la storia.

Al termine del gioco verremo valutati sulla nostra prestazione e questo risultato (oltre agli achivment\trofei ottenuti) sbloccheranno extra per la collezione bozzetti\modelli oppure extra per il gioco quali costumi alternativi, nuove modalità, etc.

Il Remake di Resident Evil 2 si presenta in modo ottimale graficamente, soprattutto nei modelli dei protagonisti e degli antagonisti principali, anche le animazioni e gli ambienti di gioco sono molto belli da vedere. Sono rimasto solo un pò interdetto personalmente di due scelte a livello visivo: l’apertura delle porte e l’eccessivo (a mio parere) gore di alcune scene\location. Anche l’audio del gioco è di altissimo livello: suoni, voci ed effetti aiutano a rendere unica l’esperienza di gioco. Del gameplay ho ampiamente parlato, il gioco è uno dei pochi remake realmente riuscito che eguaglia l’originale trasportandolo ai giorni nostri. La longevità di certo non risulta come la media dei giochi di ultima generazione, qui per vedere tutti i finali dovrete giocare almeno quattro volte (2 per personaggio) con una media di diverse ore di gioco per playthrough. Non ci si può davvero lamentare.
Essendo disponibile per PC, PS4, XBOX ONE non avete scuse (a mio parere) almeno per provare la demo.

Voto: 8.8

I gadget di Pokémon Detective Pikachu

The Pokémon Company International ha presentato un’ampia gamma di prodotti ispirati all’attesissimo film Pokémon Detective Pikachu prodotto da Warner Bros. Pictures, Legendary Entertainment e The Pokémon Company, in uscita nelle sale europee a partire dall’8 maggio 2019. Prima di tale data i fan potranno mettere le mani su tantissimi nuovi prodotti del Gioco di Carte Collezionabili Pokémon (GCC), action figure, peluche interattivi prodotti da Wicked Cool Toys e tanto altro ancora.

L’intera linea di prodotti è ispirata al film, che inizia con la misteriosa scomparsa del detective Harry Goodman e prosegue con le peripezie di suo figlio Tim che vestirà i panni dell’investigatore per ritrovare il padre e portare finalmente a galla la verità. Al fianco del ragazzo troveremo quello che un tempo era l’inseparabile Pokémon di Harry, il detective Pikachu: un tenerissimo investigatore dalla sconfinata saggezza. Durante le loro indagini a Ryme City, città in cui Pokémon e umani convivono in armonia, i due incontreranno Pokémon dalle diverse personalità e porteranno alla luce scioccanti verità in grado di sovvertire ogni equilibrio. Il film sta già facendo parlare molto di sé grazie al recente rilascio del trailer e di un cast d’eccezione.

Colin Palmer, vicepresidente dell’ufficio marketing di The Pokémon Company International, ha dichiarato:

“Pokémon ha finora reso felici i fan di tutto il mondo con videogiochi, carte collezionabili e cartoni animati; tra poco, finalmente, aggiungeremo alla lista anche un film ambientato nel mondo reale: POKÉMON Detective Pikachu. I prodotti che abbiamo creato per l’occasione spaziano dal Gioco di Carte Collezionabili Pokémon a giocattoli ufficiali e molto altro ancora. Volevamo fare in modo che grandi e piccini avessero modo di festeggiare questa grande novità del mondo Pokémon insieme a noi”.

Una selezione di prodotti ispirati al film POKÉMON Detective Pikachu, non esclusivamente per il GCC Pokémon, sarà presentata in occasione delle fiere internazionali del giocattolo a partire dal mese in corso. Di seguito sono riportati i dettagli sulle date di distribuzione al pubblico e le caratteristiche dei prodotti.

Il GCC Pokémon, che finora ha distribuito ben 23,6 miliardi di carte in tutto il mondo, sta per arricchirsi di nuove buste di espansione in occasione dell’uscita del film POKÉMON Detective Pikachu. Le nuovissime confezioni di queste buste di espansione da quattro carte sono ispirate al carattere unico di Ryme City. Collezionisti e giocatori del GCC Pokémon si divertiranno a raccoglierle tutte e a costruire mazzi con le 26 nuove carte con protagonisti i Pokémon del film ritratti in computer grafica tra cui Detective Pikachu, Charizard e Greninja. I primi prodotti dell’espansione Detective Pikachu del GCC Pokémon saranno disponibili in Europa a partire dal 29 marzo 2019. Di seguito alcuni dettagli sui prodotti.

• Il fascicolo Detective Pikachu del GCC Pokémon contiene una carta promozionale del detective Pikachu, una moneta metallica ispirata al detective Pikachu, due buste dell’espansione Detective Pikachu e una busta di espansione aggiuntiva del GCC Pokémon.
• Il fascicolo Charizard-GX dell’espansione Detective Pikachu contiene una carta promozionale olografica e una carta olografica gigante di Charizard-GX, quattro buste dell’espansione Detective Pikachu e due buste di espansione aggiuntive del GCC Pokémon.
• Il fascicolo Greninja-GX dell’espansione Detective Pikachu contiene una carta promozionale olografica e una carta olografica gigante di Greninja-GX, una spilla di Greninja, cinque buste dell’espansione Detective Pikachu e due buste di espansione aggiuntive del GCC Pokémon.
• Il bauletto da collezione Detective Pikachu contiene sette buste dell’espansione Detective Pikachu, due buste di espansione aggiuntive del GCC Pokémon, una spilla collezionabile ispirata al detective Pikachu e un bloc-notes con foglio di adesivi Pokémon; il tutto racchiuso in una robusta scatola di metallo.

Wicked Cool Toys, principale titolare di licenza del marchio Pokémon, offrirà una gamma di fantastici prodotti ispirati al film e acquistabili presso i rivenditori di Giochi Preziosi.

Oltre alla gamma dedicata al GCC Pokémon e ai giocattoli ufficiali, The Pokémon Company International presenterà anche capi d’abbigliamento e oggetti per la casa grazie alla collaborazione con partner esterni. Ulteriori dettagli in merito saranno forniti in date più prossime all’uscita del film. Le disponibilità variano a seconda del mercato di riferimento. I fan dei Pokémon potranno ricevere tutti gli aggiornamenti sui prodotti ispirati al film semplicemente seguendo i canali ufficiali Pokémon sui social media e partecipando alle conversazioni online con l’hashtag #DetectivePikachu.

 

 

Pokémon:”In ognuno di noi”

Basato sul marchio di fama internazionale Pokémon, “In ognuno di noi” racconta una nuova avventura di Ash e Pikachu. I nostri amati eroi dovranno unire le forze con una serie di peculiari personaggi per affrontare incredibili sfide e memorabili lotte Pokémon, il tutto in un film dai toni commoventi dove il lavoro di squadra e l’amicizia diventano protagonisti.

Nel film Pokémon In ognuno di noi, la storica coppia di amici viaggia verso la città di Eolipoli, dove sta per iniziare l’annuale Festa del vento in onore del Pokémon leggendario Lugia. Durante il loro soggiorno, Ash e Pikachu incontreranno vari personaggi interessanti tra cui una giovane atleta, un bugiardo compulsivo, un timido ricercatore, una vecchietta un po’ scontrosa e una ragazzina che custodisce un grande segreto. Alcuni incidenti metteranno però a rischio la festa e la sicurezza della città stessa, spingendo tutti a fare la loro parte per evitare il peggio. Infine, che ruolo avrà il Pokémon misterioso Zeraora nella vicenda?

Il film Pokémon, “In ognuno di noi”, diretto da Tetsuo Yajima, è il ventunesimo film basato sull’anime Pokémon ed è il seguito di Il film Pokémon – Scelgo te!. La pellicola è stata presentata in anteprima il 13 luglio 2018 in 364 sale in Giappone ed è risultato al secondo posto al botteghino giapponese, La versione inglese ha ricevuto recensioni contrastanti da parte della critica, ma è diventato il primo film Pokémon a ricevere un punteggio su Rotten Tomatoes. L’aggregatore di recensioni ha riferito che il 71% dei votanti ha dato al film una recensione positiva sulla base di sei recensioni, con una valutazione media di 5,92/10.

Vienna Comicon 2018

Vienna è una delle capitali più affascinanti, soprattutto nel periodo invernale quando si ricopre di spirito natalizio. Approfittando della partecipazione al Viecc ho fatto una breve vacanza con giro per i mercatini di Natale presenti in città e mi sono tolto lo sfizio di una fetta di Sacher nell’omonimo Hotel (fortunatamente non era dell’originale, altrimenti oltre ad essere fluorescente la fetta io sarei finito all’altro mondo). Vienna a mio parere è proprio una città a misura d’uomo, molto pratica da girare, ricca di monumenti da visitare ma anche di distretti molto più legati allo shopping (come il centro).

Tornando al Viecc, vero motivo della mia breve vacanza, la fiera in sé è molto più piccola di quelle alle quali siamo abituati in Italia. Un padiglione era adibito agli stand commerciali, alla zona vip per autografi e foto di attori (Sylvester McCoy, John Noble, etc.) ed ad alcuni stand con i gonfiabili.
Il secondo padiglione era quello con i palchi per gli spettacoli cosplay, con le postazioni games, i tavoli dei fumettisti, dei ragazzi con le autoproduzioni, etc. Principalmente però era quello con gli stand dei vari universi cinematografici più iconici: Star Wars, Star Trek, Dr. Who, Games, of Throne, etc; e tra questi spiccavano sicuramente un X-Wing e la porta della Death Star presidiati dai ragazzi delle Legioni di Star Wars. Nel secondo padiglione erano presenti anche alcuni famosi cosplayer tra i quali spiccavano anche due bravissimi italiani.

Nella galleria che unisce tutti i padiglioni della fiera la mattina riecheggiavano sempre le musiche di Star Wars, sottofondo perfetto per le parate dei membri della Rebel Legion e della 501st Legion, mentre durante la giornata si poteva accedere a diverse salette dove si sono svolti alcuni interessanti panel. Essendomi trovato bene anche quest’anno probabilmente ci farò una nuova scappata nel 2019… giusto per fare qualche nuova foto.

Pianeta Vienna chiama Star Wars

Eccomi dopo una settimana di ritorno dal VIECC di Vienna a scrivere qualche riga su questa incredibile esperienza estera… Nessuna avventura può iniziare senza un viaggio che si possa definire epico, titanico o in questo caso lungo ma tranquillo con partenza in notturna e arrivo in mattinata a Vienna. La capitale austriaca è una delle città più pulite e pittoresche che si possano visitare, piena di monumenti storici, negozi, scorci bucolici… soprattutto se la si gira un mese e mezzo prima del Natale. Mercatini pieni di tutto ciò che possa diventare un addobbo o un regalo tappezzavano la città e tra le bancarelle non mancavano i chioschi che distribuivano Vin Brulè… da bravo contrabbandiere non ho potuto che assaggiarne più possibile per capire cosa poter riportare in una Galassia lontana lontana (tranquilli il Falcon era parcheggiato al sicuro e non dovevo fuggire dagli imperiali in campi d’asteroidi che avrei visto doppi o tripli…).

Però basta divagare, non siamo qui a descrivere un viaggio turistico ma a parlare del VIECC e così eccoci al primo giorno di fiera! All’apertura dovevamo fare una parata per la fiera, dai nostri camerini sino alla biglietteria per poi concluderla allo stand. Arrivando dalla parata del Lucca Comics di 12 giorni prima, fatta tra orde di persone che passano in mezzo, cercano di bloccarti, ti toccano, ti offendono pensando di essere simpatici, a Vienna mi sono trovato veramente su un altro pianeta: file di persone ordinate ai lati del corridoio, nessun bieco personaggio che cerca di infilarsi o passare tra noi in parata, tutti ad applaudire… Insomma è stata la dimostrazione  che a volte basta un po’ d’educazione e civiltà per fare contenti tutti.

Arrivati allo stand ci siamo divisi a seconda della nostra “fazione” di Star Wars e abbiamo iniziato a svolgere i nostri compiti giornalieri (professionalmente ma con grande divertimento): pattugliamento della fiera, controllo del Tie Fighter in scala 1 a 1 a pochi metri dallo stand e altre simpatiche attività che servivano alla raccolta fondi per scopo benefico. Accanto al nostro presidio erano presenti alcuni autori di fumetti e libri di Star Wars (Adi Granov e Charles Soule), che sono passati a salutarci, oltre all’attore che ha impersonato Jango Fett (Temuera Morrison) in SW II AOTC passato tra un impegno e l’altro al nostro stand. Insomma dal punto di vista “Star Warsiano” sono stati due giorni ricchissimi di impegni ma anche del feeling che si cerca vestendo i panni di personaggi della saga di George Lucas. Per il resto il Comicon di Vienna l’ho trovato molto meno ricco di stand rispetto ai nostri (sia commerciali che di intrattenimento), però con numerosi panel e ospiti, ma comunque molto più pulito, ordinato e meno “incasinato” di quelli italici. Notevole l’esposizione di modellini delle navi di Star Wars. Ottima cornice a tutta la fiera è stata l’ospitalità e la simpatia di vecchi e nuovi amici incontrati in questi tre fantastici giorni di viaggio!

 

Hungarocon 2017 l’esperienza che non ti aspetti

Quando si pensa alle fiere all’estero (comicon e convention) ci si immagina sempre grandi edifici pieni di stand e attrazioni da vedere, nonostante mi fossi informato prima sulla reale dimensione dell’Hungarocon non mi sarei mai aspettato quando invece ho trovato. Il piccolo edificio che ospitava la fiera (un palazzo di tre piani più piano interrato) è stato sfruttato al meglio per poter contenere una varietà di stand, attrattive e attività, non indifferente. Al piano terra (ingresso) c’erano gli stand di vendita e un’area dedicata a un gruppo di creativi che ricreano oggetti di Star Wars (armi, personaggi, velivoli, etc.) con materiali di recupero. Ovviamente non tutti gli oggetti risultavano “perfetti a vedersi”, ma sicuramente lasciavano di stucco per la capacità di riutilizzo dei materiali di partenza. Un signore del gruppo in più realizzava quadri con aerografo partendo da immagini dei personaggi di Star Wars. Gli ho visto creare un Capitan Phasma più reale di quanto visto nei film.

Al piano interrato c’era un presidio del gruppo appassionato di Stargate (che ha montato proprio uno Stargate per poter fare le foto) e un palco per alcune conferenze. Al primo piano, oltre ad un pezzo della grotta di Hoth con spada laser e un fondale dei corridoi della Death Star, si trovava il palco principale dove si sono svolti tutti gli incontri principali della fiera (diversi su Star Wars, Star Trek, Stargate con tanto di attori, sceneggiatori, etc.), la lotteria benefica tenuta dalle Legioni di Star Wars per raccogliere fondi per l’acquisto di ambulanze, la gara cosplay, etc. Il secondo piano era vuoto mentre al terzo si trovava l’angolo delle autoproduzioni e di Warhammer 40k. 

Gli stand delle Legioni ufficiali di Star Wars erano all’esterno sotto dei grossi gazebi. I ragazzi della Rebel Legion e della 501st Legion ungheresi hanno allestito una bella esposizione di modellini, armi, caschi per attirare il pubblico, il tutto impreziosito da una serie di attività divertenti per grandi e piccini. Presso il loro stand non ci si poteva annoiare! Sono partito pensando di trovarmi davanti ad una “grande” fiera, invece sono tornato conscio del fatto che sono le persone a fare “grande” la fiera. I ragazzi di Rebel e 501 mi hanno trattato in modo splendido, mi sono sentito quasi più a casa che in alcuni eventi italiani. Il prossimo anno probabilmente tornerò a trovarli (per questo o per altri eventi) perché certe amicizie e certe esperienze vanno proprio vissute.


 

Thimbleweed Park

Strano luogo di incontro il letto di un fiume che passa sotto al ponte ferroviario di una cittadina quasi deserta; il tutto diventa ancor più surreale se trovate l’invito scritto su un biglietto anonimo nella vostra camera…

THIMBLEWEED POP .80 ABITANTI

La mattina seguente gli agenti Ray e Reyes dell’FBI infatti si trovano ad indagare sul cadavere sconosciuto rinvenuto nel letto di un fiume sotto un ponte ferroviario. Coincidenze? No è l’inizio di Thimbleweed Park avventura grafica prodotta da quel geniaccio di Ron Gilbert (padre di tutte le grandi avventure Lucas Arts del passato). Partendo da questo sconosciuto si dipanerà l’avventura grafica più “amarcord” degli ultimi quindici anni! Il gameplay di questo titolo è molto semplice e si basa su una versione moderna della “SCUMM”, ovvero l’interfaccia usata in capolavori quali Monkey Island, Maniac Mansion, etc., nella parte bassa sinistra dello schermo troverete infatti la lista di verbi per compiere le azioni di gioco e in basso a destra sarà sempre presente l’inventario. Potrete cambiare personaggi e accedere il menù spostando il puntatore nell’angolo destro alto dello schermo. Cliccando una volta con il puntatore del mouse sul terreno sposterete il personaggio in quella direzione, tenendo premuto il tasto il protagonista si muoverà più velocemente. Per eseguire ogni azione del gioco invece dovrete semplicemente selezionare il comando giusto. Volete attivare un interruttore? Selezionate USA e l’interruttore. Volete parlare con qualcuno? Il comando giusto sarà PARLA. C’è una stanza con una porta che vi attira? Bene magari APRI è ciò che fa per voi. Scordatevi di muovere il puntatore selezionando azioni automatiche in base agli hotspot, qui è tutto come nel passato, in mano alla vostra fantasia e inventiva. Un consiglio da veterano? Esaminate ogni cosa, provate a eseguire le azioni più strambe e a combinare gli oggetti più improponibili, le risate sono assicurate.

TUTTE LE STRADE PORTANO AI NEGOZI CHIUSI DI THIMBLEWEED

Inizialmente potrete passare solamente gestire i due agenti dell’FBI, ma quando scoprirete che l’omicidio forse ha a che fare con la chiusura della ditta di cuscini e il torbido passato della cittadina ecco che farete la conoscenza di altri tre improponibili eroi introdotti inizialmente da flashback e poi liberamente intercambiabili. Il gran numero di personaggi utilizzabili rende da una parte molto godibile l’avventura (perché la popolazione interagirà in modo diverso con loro) ma da un’altra la rende un poco “confusionaria” (quando vi dovrete passare i vari oggetti per avanzare con gli altri eroi). State pur certi che però vi affezionerete a ciascuno di loro per il carattere unico e la personalizzazione davvero fantastica.Molti enigmi richiedono la classica combinazione di oggetti, alcuni la combinazione di azioni fatte tra personaggi, in diverse occasioni “impazzirete” per arrivare all’ovvia ma surreale soluzione; ma mai vi troverete a voler abbandonare questa avventura.

FERMI TUTTI, SIAMO GLI AGENTI RAY E REYES

Tecnicamente parlando Thimbleweed Park è un tuffo nel passato, la grafica a pixel riesce ad essere piacevole e apprezzatissima ed è accompagnata da animazioni fatte realmente bene. Anche il comparto sonoro è stato implementato con perizia, colonna sonora ed effetti sono molto anni 80-90, mentre il parlato (io l’ho giocata in inglese) è fantastico. Ovviamente in molti testi e scene ci sono i rimandi ai grandi titoli del passato Lucas Arts, sfido i “nostalgici” a trovarli tutti! Ovviamente il gameplay è intuitivo e solido, a volte forse soffre di un po’ di “ripetitività” data dal dover passare ripetutamente da posti già visitati, ma ci sta. La longevità si assesta su ottimi livelli perché Thimbleweed Park possiede due livelli di difficoltà, uno “semplice” che limita il numero di enigmi e uno più “complesso” che vi spingerà a risolvere ogni passaggio per arrivare all’agognato finale. Io promuovo a pieni voti l’operazione “amarcord” proposta da Ron Gilbert.

VOTO: 88

DISPONIBILITA’: PC – MAC – X-BOX ONE

Full Throttle Remastered

Per Ben non c’era nulla come la sensazione di libertà che provava in sella alla sua moto; asfalto, rombo del motore e orizzonte davanti a se. Questa era la sua vita prima dell’incontro con Maureen… Dopo ben 22 anni eccoci tornare a cavalcare la mitica moto del capo dei Polecats in questa versione Remastered della classica avventura (non proprio) punta e clicca Lucas Arts del 1995. Al termine di una piacevole bevuta con Malcom Corley, ultimo magnate delle industrie motociclistiche, Ben si ritrova svenuto in un cassonetto dell’immondizia, abbandonato dalla sua banda e privato delle chiavi della sua preziosissima moto; questa è brevemente la storia dell’avventura più da “centauri” di sempre.


DAI GAS: In questo gioco la storica interfaccia SCUMM venne sostituita da una versione più “metal” rappresentata da un teschio, un pugno e uno stivale. Selezionando gli occhi il protagonista osserva quanto indicato dal puntatore, con la bocca si fanno partire i dialoghi, il pugno serve per utilizzare gli oggeti o “manipolare” alcune scene e il calcio è indispensabile per… scalciare ovviamente! Questa tipologia di interfaccia ha però reso le interazioni e gli enigmi in media molto più semplici di quelli proposti nei passati titoli Lucas Arts, adirittura in Full Throttle non capiterà mai di dover “combinare” due oggetti assieme (impensabile ai tempi di Monkey Island o Maniac Mansion). Diversamente dagli altri classici però in questo gioco ci troveremo a dover affrontare alcune sessioni di folli pestaggi su due ruote per proseguire nella trama. Quindi mentre il gameplay semplice e intuitivo può aiutare anche i neofiti delle avventure ad avvicinarsi al gioco, la longevità non risulta certo essere uno dei punti forti dello stesso. Pochi veri enigmi, nessuna manipolazione di oggetti, mancanza di passaggi fuori di testa tipici della Lucas Arts; purtroppo Full Throttle non risulta molto lungo da terminare. Questa versione Remastered esce su Pc e Ps 4 con una grafica pulita e priva dei simpatici pixelloni di una volta, questa operazione di “lifting” svecchia sicuramente il titolo ma ne compromette un pò il feeling per i più nostalgici. In questa edizione sono stati anche aggiunti i commenti dei programmatori, i bozzetti delle location visitate e una specie di juke box con le canzoni presenti nel gioco (queste features vengono sbloccate mano a mano proseguendo nel gioco). La cosa più piacevole di Full Throttle sono le decine di “easter eggs” da assaporare in caso foste appassionati, in generale, delle opere di Lucas (movies and games): citazioni da Star Wars, loghi visibili in tatuaggi, etc. Tante piccole chicche che potrebbero mandare in sollucchero qualsiasi fan!


FERMATI ALL’AUTOMATICO: In definitiva Full Throttle Remastered ricade nella campagna “amarcord” che ultimamente va di moda per le classiche avventure grafiche di un tempo, ovvero qualche ammodernamento e qualche extra per riproporre i giochi che hanno fatto la storia su pc. Purtroppo rispetto ad altri titoli Lucas Arts soffre di semplicità e breve durata. Ma l’umorismo di Ben vi strapperà sicuramente più di una risata!

VOTO: 7.5

DISPONIBILITA’: PC – PS4

L’Impero Colpisce a Genova Voltri

Gli infallibili Scout Imperiali hanno terminato il sopralluogo a Voltri,  avendo eliminato ogni possibile minaccia dalla zona d’atterraggio prestabilita segnalano alla flotta i loro risultati…
A bordo dell’imponente Super Star Destroyer fervono i preparativi per l’invasione. Mentre gli Ufficiali Imperiali istruiscono le truppe speciali e quelle d’assalto, l’Ammiraglio va a riferire a Mara Jade lo stato dell’operazione.
Alla Signora dei Sith però non servono le parole, grazie alla Forza era già a conoscenza di quanto accaduto; con passo sicuro e scortata dalle sue migliori truppe raggiunge l’hangar dove la attendono la navetta da trasporto e un potente alleati: Kylo Ren. Con loro al comando delle legioni di Storm Trooper, Sand Trooper e Shadow Trooper l’Impero non può perdere, la capitolazione di Voltri è vicina…
 
Nel cupo silenzio spaziale diverse navette decollano dal Super Star Destroyer dirette verso la Terra, scortate dai letali caccia Tie pilotati dai migliori assi imperiali. Chi potrebbe mai osare intervenire contro di loro? Improvvisamente Mara Jade e Kylo Ren lo sentono, un fremito nella Forza…
Squarciando l’immobile oscurità una flotta di navi Ribelli attacca le forze imperiali, gli intrepidi piloti di A-Wing ingaggiano spettacolari quanto letali scontri ravvicinati con i Tie Fighter mentre Corvette e Incrociatori concentrano il fuoco sugli Star Destroyer.
 
Dalle loro posizioni i freddi Gunner Imperiali iniziano a selezionare sui reticolati radar gli obiettivi Ribelli da abbattere mediante le loro devastanti batterie di turbolaser…
Tra innumerevoli esplosioni il Millenium Falcon si fa strada a colpi di blaster, lanciato all’inseguimento delle navette da sbarco, il suo volo elegante ma acrobatico sembra voler ricordare a tutti quale nave abbia compiuto la rotta di Kessel in meno di 12 Parsec… Una volta a terra dal Falcon escono poche decine di Endor Marine guidati dal Generale Han Solo, sfruttando  al meglio la loro mobilità e le coperture offerte dall’ambiente iniziano una letale battaglia contro le soverchianti legioni Imperiali composte da Scout, Storm, Sand e Shadow Trooper…
 
 
In mezzo al campo di battaglia i Tusken si muovono in silenzio per raggiungere i corpi delle vittime con l’intento di spogliarli di ogni loro avere. Blaster E-11, DLT-19 e T-21 valgono molte migliaia di crediti…
Mara Jade e Kylo Ren scendono dalla navetta da sbarco con le spade laser già accese, conoscono bene i loro avversari, sfruttando il potere della Forza lanciano violentemente quanti più oggetti contro il portellone del Falcon… Due figure però emergono incolumi dal polverone appena sollevato, un Cavaliere Jedi sopravvissuto all’Ordine 66 accende la sua spada laser azzurra seguito qualche istante dopo dalla giovane Rey.
 
A Voltri il lato Chiaro e quello Oscuro si scontreranno nuovamente. Chi uscirà vittorioso?
 Venite a trovare le Legioni di Star Wars e lo scoprirete… Per maggiori info su questo evento vi consigliamo il nostro articolo “Voltri Comics” o di visitare la Pagina ufficiale.

A Scuola di Polizia con This is The Police

Ormai ti manca poco per andare in pension Jack Boyd. Tra sei mesi circa sarai libero di goderti quanto ti resta come meglio crederai, la Polizia di Freeburg ha bisogno di un nuovo capo… La conferenza stampa convocata dal sindaco per trattare con i giornalisti gli scandali appena scoppiati nel distretto di Polizia e al Municipio fanno presupporre che non sarà un’uscita di scena rilassante… In poche righe ecco quanto sta alla base di This is The Police un gioco ibrido tra avventura e gestionale, dalla realizzazione molto semplice ma comunque dannatamente interessante.

Scuola di Polizia. In questo titolo voi vestirete i panni di Jack Boyd, comandante del dipartimento di Polizia di Freeburg prossimo al pensionamento. Durante lo scorrimento dei sei mesi mancanti al ritiro vi troverete a gestire i vostri agenti e a vivere la vita di Jack, il suo difficile rapporto con il municipio è la sua tormentata vita sentimentale. La storia si dipana attraverso numerosi dialoghi impostati come le strips dei fumetti americani, alcune volte sarete chiamati a compiere scelte che porteranno allo sviluppo delle diverse sottotrame presenti, oppure alla vostra prematura morte.  La gestione del dipartimento di Polizia è molto semplice, i vostri agenti saranno divisi in due turni (A e B) che si alternano quotidianamente. Ogni poliziotto ha una quota di professionalità (più è alta e migliore sarà il rendimento dell’agente), una barra che indica la stanchezza e dei malus (rappresentati da immagini sulla foto del pubblico ufficiale) specifici legati a quanto succede durante gli interventi o nei giorni di riposo. Più un agente è stanco o è sotto gli effetti dei malus (quali sbronza, droghe, etc.) più rischierà la sua vita e quella dei compagni. I turni durano diverse ore, la lunghezza varia a seconda dell’avanzamento nel gioco, e si gestiscono da una cartina con visuale isometrica di Freeburg. Ogni chiamata ha un determinato tempo di intervento trascorso il quale sarà archiviata, in caso accettiate l’intervento potrete decidere quanti agenti inviare (con un massimo suggerito dal gioco) e se affiancarli a SWAT o mezzi speciali per alcuni interventi particolarmente ostici. Le chiamate sono molto varie, da tentati suicidi, casi di violenza domestica, omicidi, sparatorie, etc.; alcune saranno legate a famiglie della malavita o personaggi speciali che vi pagheranno per l’aiuto. Il tempo d’intervento varia a seconda della difficoltà e delle statistiche degli ufficiali. Gli agenti potrebbero anche restare feriti o morire, oppure colpire innocenti, etc. Oltre ai classici poliziotti si hanno a disposizione anche dei detective da utilizzare per risolvere casi speciali. Ogni caso investigativo è rappresentato da testimonianze raccolte e da una serie di foto che devono essere messe nell’ordine giusto per risolvere il caso. Il quantitativo di foto raccolte varia dall’abilità e quantità di detective assegnati. La mappa, che rappresenta un plastico della città non ha effetti sonori a parte le sirene della polizia, quelli ambientali dovuti al maltempo fuori dal vostro ufficio e le musiche che inserirete nel giradischi o mangianastri (potrete comprarne di nuove progredendo e con i soldi necessari).

Scuola di Polizia: Il ritorno! Avanzando nel gioco si sbloccheranno diversi edifici che offrono numerose attività. Al dipartimento di Polizia si possono gestire i turni dei poliziotti, quindi cambiare i vari agenti nelle due squadre, assegnare loro delle promozioni, oppure decidere se assecondare le loro richieste di giorni liberi o altro. Oppure si possono licenziare o assumere gli stessi. Presso l’ufficio del Deputy Officer avrete la possibilità di rendere un vostro agente “infiltrato” tra gli altri per conoscere quello che pensano i vostri poliziotti di voi, potrete assumere un detective in pensione per migliorare l’efficienza delle investigazioni, per corrompere agenti o insabbiare inchieste, per inviarli in accademia oppure istituire delle cene a base di barbecue per migliorarne il rendimento. Presso il comune si possono richiedere l’aumento degli agenti\detective, l’incremento di stipendio o il miglioramento della SWAT (efficienza e numero di interventi giornalieri). Le richieste possono essere fatte ogni 5 giorni e la loro approvazione (o rifiuto) dipende dal rendimento del dipartimento di Polizia. A volte il comune richiederà interventi speciali (come licenziare tutti gli agenti di una certa età o etnia, di sedare con la forza manifestazioni pacifiche, etc.), compiere quanto richiesto vi procurerà dei bonus ma potrebbe anche portare inchieste disciplinari contro di voi. Un’altra delle costruzioni che può apparire sarà la residenza di uno dei mafiosi locali che offriranno diverse attività particolari. Si può infatti pagare i boss per bloccare le indagini contro di voi, oppure uccidere agenti o detective troppo zelanti. L’unico problema di collaborare con la mafia è la possibilità che scoppino guerre tra clan dove dovrete schierarvi.

Indagine Completata! This is The Police è un gioco molto semplice e particolare. L’impatto grafico è minimo ma affascinante grazie ai disegni realizzati con stile che compongono dialoghi e scenette, anche la scelta di non avere una vera colonna sonora (offrendo la possibilità di ascoltare dischi\cassette) risulta vincente. Il doppiaggio dei dialoghi è fantastico. Il Gameplay “statico” non lo è quanto potrebbe sembrare all’inizio, presto vi appassionerete agli interventi e ai casi investigativi. La longevità è un altro parametro favorevole del gioco, riuscire a far scorrere sei mesi nel gioco corrisponde a decine di ore reali. I problemi per This is The Police risultano però essere proprio la sua eccessiva staticità e la ripetitività dello schema di gioco.
Consiglio a tutti i giocatori amanti di gestionali e belle storie almeno di provare questo gioco.

di Mario Daniele Frangi

https://facebook.com/RiseofGames/

 

VOTO: 80

DISPONIBILITÀ: PC