Quando un franchise come quello delle Tartarughe Ninja decide di rimettersi in marcia, Hollywood trema un po’. Non soltanto perché parliamo di quattro icone pop che da quasi quarant’anni attraversano media, generazioni e mutazioni stilistiche come fossero nulla, ma perché ogni loro ritorno porta con sé un carico di aspettative che nessun’altra property del settore action-fantasy riesce a generare con la stessa naturalezza. L’universo dei ninja mutanti è un organismo vivo, in continua evoluzione, e Paramount sembra aver trovato il modo di dargli una nuova identità scegliendo un nome che fa subito capire la direzione del progetto: Neal H. Moritz.
Il produttore di Fast & Furious e, soprattutto, del successo clamoroso dei film live-action/ibridi di Sonic the Hedgehog, sarebbe infatti in trattative per prendere le redini del prossimo film dedicato alle TMNT. Una scelta che non arriva nel vuoto, ma che rappresenta l’ennesima dimostrazione del modo in cui le major stanno ricalibrando le proprietà storiche per intercettare un pubblico più ampio possibile, quello dei cosiddetti “quattro quadranti”. E, volenti o nolenti, gli eroi in mezzo guscio stanno per affrontare una trasformazione destinata a lasciare il segno.
Un nuovo produttore per una nuova era
La notizia arriva dopo anni di incertezze. L’ultimo film live-action, Teenage Mutant Ninja Turtles: Out of the Shadows del 2016, non riuscì a conquistare il botteghino, mettendo in pausa la linea cinematografica che Michael Bay aveva contribuito a plasmare. Da quel momento, il brand ha scelto di rifugiarsi nel mondo dell’animazione, trovando nuova linfa vitale con Mutant Mayhem di Seth Rogen ed Evan Goldberg, un titolo che ha convinto critica e fan grazie a un’estetica vibrante, un’identità originale e un tono che recuperava lo spirito punk delle origini pur mantenendo l’accessibilità per il pubblico più giovane.
Con Moritz in arrivo, però, la strategia sembra cambiare ancora una volta. Hollywood Reporter parla di un progetto live-action che rinascerà dalle fondamenta e che, con tutta probabilità, adotterà la stessa formula che ha reso Sonic uno dei franchise miliardari del decennio: un mondo reale più cartoonesco, personaggi ibridi creati per essere amati dai bambini ma riconosciuti dagli adulti, toni leggeri, battute serrate e un ritmo narrativo calibrato per divertire senza mai scivolare nel cupo.
L’obiettivo è evidente: riportare Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo al centro della scena pop, ma con una pulizia estetica e contenutistica che possa evitare le zone d’ombra che una parte del fandom, soprattutto quello più adulto, aveva cominciato ad apprezzare.
L’ombra lunga di The Last Ronin e il futuro mancato del progetto più maturo
Ed è proprio qui che arriva la delusione più grande. Il reboot voluto da Paramount coincide infatti, secondo più fonti, con la sospensione del progetto più ambizioso e atteso dagli adulti: il film tratto da The Last Ronin. Il fumetto pubblicato da IDW è una delle opere più mature e coraggiose dell’intero universo TMNT. Una distopia soffocante, un futuro in cui una sola Tartaruga — l’ultima rimasta del gruppo — tenta di vendicare la morte dei fratelli in un mondo dominato dal nipote di Shredder. È un racconto brutale, malinconico, scritto come una lettera d’amore e disperazione al mito stesso dei ninja mutanti. Un materiale da cinecomic R-rated che avrebbe riscritto la percezione delle Tartarughe sul grande schermo, proprio come “The Dark Knight Returns” aveva fatto con Batman.
Il film, diretto in trattativa da Ilya Naishuller (Hardcore Henry, Nobody), rappresentava una promessa. Una di quelle che fanno tremare i polsi perché sai già che, se fatta bene, diventa leggenda. Ma il progetto è stato accantonato, almeno per ora.
Le ragioni sono chiare: Paramount vuole una nuova era luminosa, non un’incursione nella maturità violenta. L’audience da conquistare è quella giovane, quella che compra merchandising, quella che fa volare i numeri di una saga al cinema e che può accompagnare il successo anche attraverso serie, prodotti collaterali e licensing.
Secondo le fonti interne, lo studio non vuole chiudere definitivamente la porta a The Last Ronin e sarebbe pronto a riaprirla in futuro. Ma il presente ha bisogno di un cambio di registro.
Una strategia costruita per riconquistare le famiglie
Il reboot live-action arriva in un periodo di grandi movimenti interni. Solo pochi mesi fa, Paramount aveva chiuso di colpo la serie animata Tales of the Teenage Mutant Ninja Turtles, lasciando di stucco il team creativo e confermando che qualcosa nelle alte sfere stava cambiando direzione. “Questa non è la visione che i proprietari vogliono”, sarebbe stata la motivazione data internamente. E quando una major parla di visione, significa che sta ricalibrando la rotta su un target più remunerativo.
È anche per questo che la parola “sonicizzare” è diventata ormai comune nei corridoi del progetto. Sonic the Hedgehog, con il suo mix di ironia, avventura e CGI coloratissima, ha permesso a Paramount di aprire un nuovo filone di intrattenimento adatto a tutte le età. Tre film, oltre un miliardo di dollari complessivi, un’impronta riconoscibile che Moritz — non a caso — conosce alla perfezione.
Da qui la logica conseguenza: chi meglio del produttore di Sonic per riportare in vita le Tartarughe Ninja?
“Se vuoi Sonic, vai da chi ha fatto Sonic”, avrebbe dichiarato una fonte vicina alla produzione. Una frase che definisce perfettamente la strategia attuale del marchio.
Un franchise abituato alla metamorfosi
Le Tartarughe Ninja hanno sempre vissuto di trasformazioni. Il fumetto del 1984 di Eastman e Laird era una parodia violenta della Marvel; il cartone animato del 1987 trasformò i quattro guerrieri in mascotte globali; gli anni ’90 li riportarono al cinema con tutte le limitazioni del live-action di allora; il reboot dei primi anni 2000 tentò una strada più dark; i film prodotti da Michael Bay scelsero il gigantismo spettacolare e la CGI aggressiva; Mutant Mayhem ha riportato freschezza con uno stile visivo che ha ricordato le sperimentazioni “urbane” di Spider-Verse.
In questo caleidoscopio di identità, l’arrivo di Moritz non appare come un tradimento, ma come l’ennesima mutazione genetica del brand. Una di quelle che potrebbero aprire il franchise a un nuovo pubblico senza dimenticare chi lo segue da sempre.
Verso quale futuro andiamo?
La vera domanda è un’altra: il pubblico accetterà un nuovo film live-action che rinuncia alle tonalità adulte di The Last Ronin per abbracciare uno stile più leggero e mainstream?
La risposta arriverà quando verranno rilasciati i primi concept, i primi teaser, i primi casting. Ma il fandom è già in fermento. Alcuni sognavano un film adulto che spalancasse la porta al lato più tragico della saga. Altri, invece, sono pronti a riabbracciare lo spirito spensierato dell’era d’oro, quello delle battute facili, delle pizze volanti e della fratellanza rock’n’roll.
Come sempre, il vero potere delle Tartarughe Ninja risiede nella loro capacità di attraversare epoche diverse rimanendo, paradossalmente, sempre se stesse.
E ora tocca a voi, nerd della fossa: quale futuro vorreste per Leonardo, Raffaello, Donatello e Michelangelo? Preferite un ritorno hardcore, cupo e disperato come The Last Ronin, o un’avventura luminosa in pieno stile Sonic?
Scriveteci, commentate, apriamo il dibattito: il destino delle Tartarughe — proprio come la loro pizza — è sempre più buono quando è condiviso.
