Dal 22 al 26 ottobre, Nizza Monferrato diventerà il cuore pulsante della letteratura italiana con la quattordicesima edizione di Libri in Nizza, il festival che celebra i “libri e le idee” come strumenti di immaginazione, riflessione e cambiamento. In un mondo che corre veloce tra crisi globali e rivoluzioni tecnologiche, l’evento invita lettori e autori a fermarsi un momento per riscoprire il potere visionario della parola scritta. Il tema di quest’anno, “Immagina-azione!”, è un manifesto di speranza e partecipazione: un invito a usare la fantasia non come fuga, ma come atto politico e creativo per costruire nuovi mondi possibili.
La letteratura come bussola per il domani
Diretto da Fulvio Gatti e coordinato dal Teatro degli Acerbi, il festival torna al Foro Boario di Nizza Monferrato con un programma denso di incontri, laboratori e appuntamenti speciali. Fulvio Gatti lo definisce “un’edizione che guarda lontano, con la forza immaginifica di autori capaci di scavalcare l’orizzonte e di raccontarci il futuro attraverso la lente del fantastico”.
Tra i protagonisti spicca il nome di Ted Chiang, lo scrittore statunitense considerato una delle voci più influenti della fantascienza contemporanea. Autore di capolavori come Storie della tua vita (da cui Denis Villeneuve ha tratto il film Arrival) e della raccolta Exhalation, Chiang ha vinto quattro premi Nebula, quattro Hugo e sei Locus. È stato incluso dal New York Times tra i migliori autori del decennio e da Time Magazine tra le 100 persone più influenti nel campo dell’intelligenza artificiale.
Chiang sarà il grande ospite internazionale della manifestazione, protagonista di due incontri: uno sabato 25 ottobre alle 17, moderato da Licia Troisi, e un secondo domenica 26, in dialogo con il divulgatore Andrea Vico, dedicato agli intrecci tra scienza, filosofia e narrazione.
Il futuro visto dalle colline del vino
Nizza Monferrato, con la sua cornice di colline patrimonio UNESCO, accoglierà un festival che unisce la riflessione culturale all’esperienza sensoriale del territorio. Libri in Nizza non è solo una rassegna di presentazioni, ma un laboratorio aperto dove si sperimenta la relazione tra realtà e immaginazione.
La manifestazione si apre giovedì 23 e venerdì 24 ottobre con due giornate dedicate alle scuole: grazie alla collaborazione con Book on a Tree, scrittori e illustratori incontreranno studenti e insegnanti per laboratori creativi e letture guidate. Tra gli ospiti, Francesco Morgando con Calypso – La bambina Wi-Fi (Feltrinelli) e Christian Antonini con il fantasy Arvis delle nubi. Cuore di fiamma (Giunti).
Il weekend, invece, sarà un viaggio tra generi e visioni. Si parte sabato con il saluto della Vicesindaca Ausilia Quaglia e del Sindaco Simone Nosenzo, e subito dopo con una tavola rotonda dal titolo Letteratura fantastica: dal mito alla realtà narrativamente aumentata, moderata da Carlo Francesco Conti in collaborazione con la Scuola Holden.
Al tavolo siedono nomi di rilievo come Sandrone Dazieri, Massimo Soumaré, Michele Bellone, Silvia Valisone e Sephira Riva, per un confronto che promette di attraversare mondi, dal fantasy classico alla fantascienza speculativa.
Dai manga al multiverso: la cultura pop entra in scena
Nel pomeriggio di sabato, il festival si tingerà di pop e immaginario nerd. Massimo Soumaré, traduttore e studioso di cultura giapponese, terrà un incontro sui manga come linguaggio universale, mentre Licia Troisi presenterà il terzo volume delle sue Cronache del Multiverso, Poe e il risveglio del multiverso (Rizzoli), un viaggio attraverso le dimensioni che risuona perfettamente con il tema “Immagina-Azione”.
A seguire, Rick DuFer discuterà il suo saggio Dio era morto: riscoprire il divino senza cadere nelle nuove superstizioni (Feltrinelli), un testo che riflette sulla spiritualità nel tempo dell’intelligenza artificiale.
Domenica tra scienza, narrativa e umanità
Il 26 ottobre, la giornata si apre con il convegno Robotica, educazione e inclusione, organizzato dal Laboratorio Luciano Gallino dell’Università di Torino e dal C.I.S.A. Asti Sud, a partire dal volume Welfare generativo e innovazione sociale (Franco Angeli).
Alle 15, Gian Marco Griffi presenterà Una digressione (Einaudi), mentre alle 17 tornerà sul palco Ted Chiang, per un dialogo che intreccerà fisica, filosofia e letteratura. “Le sue storie – spiega Andrea Vico – ci costringono a riconsiderare il rapporto tra tempo e consapevolezza. Leggerlo significa immaginare come potrebbe essere l’umanità tra cento anni, ma anche capire meglio chi siamo oggi.”
La giornata culminerà con Oscar Farinetti e La regola del silenzio (Bompiani), seguito dalla premiazione del concorso letterario Sotto il cielo di Nizza e dalla presentazione di La voce blu di Andrea Bosca, attore e scrittore nizzese.
Un festival aperto, libero e visionario
Tutti gli incontri di Libri in Nizza 2025 sono a ingresso gratuito, e oltre ai dibattiti, il Foro Boario ospiterà un’area dedicata a editori indipendenti, associazioni culturali e firmacopie con gli autori. Non mancheranno momenti dedicati ai più piccoli, grazie all’iniziativa Nati per Leggere x Libri in Nizza presso la Biblioteca Civica Umberto Eco, con letture per bambini dai 2 ai 9 anni curate dai volontari locali.
Il festival sarà anche un punto di incontro tra discipline, generazioni e visioni, confermandosi come un luogo dove la narrativa si intreccia con il pensiero scientifico, la cultura pop e la tecnologia. “La letteratura fantastica – afferma ancora Fulvio Gatti – è il linguaggio più rappresentativo del XXI secolo, capace di raccontare chi siamo e dove potremmo andare.”
Libri come portali per mondi possibili
Tra le colline del Monferrato, dove la storia incontra il futuro, Libri in Nizza 2025 promette di essere molto più di un festival letterario: sarà un esperimento collettivo di immaginazione. Perché, come ci insegnano i grandi autori del fantastico, ogni storia è un portale verso l’ignoto – e ogni lettore, entrando, diventa parte del mondo che aiuta a creare.
Ci sono fumetti che ti intrattengono, fumetti che ti stupiscono… e poi ci sono quelli che ti lasciano addosso un disagio sottile, un graffio nell’anima, come il rumore delle unghie su una porta chiusa. Nido di Corvo, la nuova uscita della collana Dark House di Weird Book, curata da Luigi Boccia e Andrea Pirondini, appartiene decisamente alla terza categoria. E lo dico da lettore che ha fatto dell’amore per le graphic novel italiane una missione quotidiana. Questa collana, per chi non la conoscesse, è un rifugio oscuro per le visioni più disturbanti e surreali del fumetto contemporaneo. Dark House è una casa nel senso più gotico del termine: un rifugio infestato dalle paure più recondite, dalle ossessioni che si annidano sotto la pelle della normalità. E Nido di Corvo è la perfetta incarnazione di questa poetica.
Il team creativo: un trittico che funziona come un rituale
La sceneggiatura, firmata da Andrea Cavaletto e Luca Angelo Spallone, è un esercizio chirurgico di tensione psicologica, accompagnata dalle tavole disturbanti e raffinate di Renato Florindi. Il progetto è nato in collaborazione con la Scuola Holden, e si sente: dietro ogni vignetta c’è una regia narrativa precisa, una struttura che affonda le radici nella letteratura gotica ma si nutre della sporcizia esistenziale di certi drammi familiari da cinema indipendente.
Il mulino maledetto e la discesa nella psiche
Il cuore della storia è un mulino: marcio, isolato, dimenticato da Dio e dagli uomini. Un luogo che non è solo ambientazione, ma personaggio vivo, respirante, complice e carnefice allo stesso tempo. Qui vive una famiglia disfunzionale, sull’orlo del crollo. Aurora, la madre, lancia una bomba: è incinta. Ma non c’è spazio per la speranza in questo annuncio – solo stanchezza, recriminazione, rancore. È in quel momento che arriva lui: il corvo.
Un essere inquietante, ambiguo, mai davvero definito. È animale? Demone? Incarnazione del male o specchio deformante dell’umanità dei protagonisti? Non ci viene detto, e va bene così. Perché Nido di Corvo è soprattutto un viaggio nella psiche, un’esplorazione del marcio che si annida nei rapporti più intimi, nella quotidianità che si fa incubo.
Il corvo e il seme della malvagità
Il corvo non uccide. Il corvo sussurra. Suggerisce. Seduce. Si insinua con una voce melliflua e promette piccole rivalse, rivincite domestiche, vendette minuscole ma efficaci. E uno a uno, i membri della famiglia iniziano a cedere. Piccoli gesti, piccole crudeltà, che crescono come una muffa velenosa fino a diventare una spirale incontrollabile. Nessuno è innocente. Nessuno è salvo.
E qui sta la forza emotiva di questa graphic novel: non c’è morale. Non c’è redenzione. Solo l’orrore quotidiano che diventa metafora dell’umano. Il mulino diventa teatro di una tragedia shakespeariana, ma senza eroi. Solo vittime e carnefici che si scambiano di posto come in una danza macabra.
Il segno grafico: tra claustrofobia e allucinazione
Il lavoro di Renato Florindi merita una menzione speciale. Il suo tratto è denso, stratificato, pieno di ombre e inquietudine. Le tavole hanno qualcosa di espressionista, ma anche un gusto moderno per il dettaglio disturbante. Ogni vignetta è un piccolo incubo a occh aperti. Gli interni del mulino sembrano vivi, pulsanti, e l’onnipresenza del corvo si fa visiva: una presenza nera che si insinua ovunque, anche quando non la vedi.Florindi riesce a trasformare il silenzio in angoscia, e le parole in peso. E questo, in un medium come il fumetto, è pura alchimia.
Se amate il fumetto italiano che osa, che graffia, che non si accontenta di raccontare storie ma vuole indagare l’anima, Nido di Corvo è una lettura obbligata. Non è un fumetto facile. Non vi darà conforto. Ma vi farà pensare, vi farà sentire sporchi, forse persino complici.Ed è proprio in questo che risiede la sua grandezza. Con Nido di Corvo, Weird Book e la collana Dark House confermano di essere un faro – o forse sarebbe meglio dire una torcia elettrica – che illumina gli angoli più bui della nostra produzione fumettistica. E noi, appassionati di graphic novel, non possiamo che ringraziare per questo coraggio editoriale.
Il cortometraggio, che recentemente è entrato anche nelle nomination del Prix Italia nella categoria Digital Interactive, fa parte del progetto transmediale di Scuola Holden e Rai Cinema ed è il risultato di un innovativo processo creativo sviluppato all’interno di Holden.ai Storylab, il laboratorio e osservatorio dell’intelligenza artificiale della Scuola Holden, creato in collaborazione con Rai Cinema e il Transmedia Lab dell’Università di Roma La Sapienza
“Cassandra”, il primo cortometraggio concepito e realizzato grazie alla collaborazione tra intelligenze umane e artificiali è finalista al Prix Europa nella categoria Digital Media. Prodotto da Scuola Holden con Rai Cinema, “Cassandra” è uno dei tre progetti italiani a concorrere per l’edizione 2024 della prestigiosa competizione europea per Tv, Radio, Web e l’unico presente nella categoria Digital Media nella quale è stato scelto tra gli oltre 60 progetti presentati.
Il cortometraggio, che recentemente è entrato anche nelle nomination del Prix Italia nella categoria Digital Interactive,fa parte del progetto transmediale di Scuola Holden e Rai Cinema ed è il risultato di un innovativo processo creativo sviluppato all’interno di Holden.ai Storylab, il laboratorio e osservatorio dell’intelligenza artificiale della Scuola Holden, creato in collaborazione con Rai Cinema e il Transmedia Lab dell’Università di Roma La Sapienza.
Cassandra è un’esperienza transmediale e interattiva composta da:
– Un CORTOMETRAGGIO– il primo concepito e realizzato grazie alla collaborazione tra intelligenze umane e artificiali – pubblicato su RaiPlay e presentato in numerosi festival
– Un GPTpersonalizzato a tema “Cassandra” disponibile online sul GPT Store di OpenAI, con il quale gli utenti possono interagire ponendo domande sul futuro e sul cortometraggio.
– Un ARG Alternate Reality Game, un gioco digitale e interattivo che sfida gli utenti a rispondere a domande binarie (sì o no) su specifiche esperienze umane. Il gioco esplora la complessità delle emozioni umane e, al termine, fornisce all’utente una “percentuale di umanità” basata sulle sue risposte. Alla fine del quiz, i giocatori vengono invitati a guardare il cortometraggio “Cassandra”.
–I PROFILI SOCIAL dei protagonisti del cortometraggio su Instagram e Spotify, creati grazie alla collaborazione con il Transmedia Lab della Sapienza Università di Roma
Il cortometraggio, co-prodotto con Rai Cinema, ha attivato la fucina di talenti Holden: quasi tutto il cast tecnico che ha partecipato alla realizzazione del corto ha frequentato la Scuola Holden. La regista è Demetra Birtone, diplomata a Scuola nel 2021, gli sceneggiatori sono Riccardo Milanesi e Filippo Losito, che oggi sono anche docenti del Master biennale in tecniche della narrazione e di Academy, e gran parte della troupe che ha lavorato sul set proviene dal bacino dei diplomati Holden. Giovanni Abitante, filmmaker ed esperto di AI technology, ha firmato la produzione delle immagini realizzate con l’intelligenza artificiale. Nicole Soffritti, l’attrice protagonista, interpreta Agatha ed è una giovanissima comica che ha debuttato con lo spettacolo Divinamente Upset a Zelig nel gennaio 2023; attualmente lavora come attrice e stand-up comedian. Iacopo Ferro sta studiando al Teatro Stabile di Torino, ha debuttato nello spettacolo Sei personaggi in cerca d’autore per la regia di Valerio Binasco nel 2023 e interpreta Alessio, l’altro story trainer di Cassandra.
Cassandra segna un nuovo modello produttivo nel panorama cinematografico: è il primo cortometraggio concepito e realizzato insieme all’Intelligenza Artificiale potenziando la creatività umana: in fase di scrittura, gli autori hanno realizzato il chatbot dei protagonisti e lo hanno interrogato, ricavandone informazioni che sono servite per la sceneggiatura. Inoltre i pensieri di Cassandra sono stati ispirati da un dialogo tra gli autori e un’altra applicazione di AI, Google Bard. Il cortometraggio è stato poi girato in parte facendo recitare gli attori in carne e ossa, e in parte utilizzando Runway, tool di editing video basato su intelligenza artificiale generativa che ha creato alcune scene del corto trasformandole nei pensieri di Cassandra, mentre il personaggio stesso di Cassandra è stato interamente generato con l’AI grazie alla combinazione tra Midjourney e HeyGen per l’animazione. Infine anche il logo di Cassandra è stato sviluppato grazie a Looka, una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale.
Il progetto “Cassandra”, che recentemente è entrato anche nelle nomination del Prix Italia nella categoria Digital Interactive, è stato presentato in anteprima all’ultima edizione di Alice nella Città, la sezione parallela della Festa del Cinema di Roma dedicata alle giovani generazioni, partecipando successivamente a numerosi eventi e festival italiani e internazionali, fra cui il Talents and Short Film Market, il Future Film Festival, il BE Short, Rome Videogame Lab, la Biennale Tecnologia, l’AI Week e StartupItalia Open Summit.
Dal 5 settembre 2024, Bologna si prepara ad accogliere una nuova e affascinante esperienza nel panorama culturale e gastronomico italiano: il Grand Tour Italia. Questa evoluzione di Fico Eatalyworld, sotto la visione di Oscar Farinetti, rappresenta un vero e proprio omaggio alla ricchezza delle tradizioni italiane. Un progetto che si distingue per l’approccio sobrio e per la volontà di offrire ai visitatori un’immersione autentica nella cultura del Bel Paese, lontano da frenesie inaugurali e vip, e più orientato a valorizzare la cultura e la gastronomia senza pressioni.
Il Grand Tour Italia si sviluppa su una vasta area di 50.000 metri quadrati e segna il capitolo successivo di un parco che si è trasformato profondamente. Con un design rinnovato, il parco non solo si fa ammirare per la sua bellezza estetica, ma per la sua capacità di raccontare l’Italia in tutte le sue sfaccettature. Al suo ingresso, i visitatori si troveranno di fronte a un imponente totem che li accoglierà con pannelli che celebrano i 60 luoghi italiani patrimonio dell’umanità, con uno speciale focus sui portici di Bologna che abbracciano l’intero complesso.
Oscar Farinetti, il fondatore di Eataly e mente dietro questo nuovo progetto, ha descritto il Grand Tour Italia come il “parco definitivo”. Un’espressione che sintetizza l’ambizione di portare il visitatore a scoprire la biodiversità e le tradizioni delle 20 regioni italiane, ognuna delle quali avrà il proprio spazio dedicato. Qui, ogni regione è rappresentata da un’osteria, uno spazio per la vendita di prodotti tipici e una zona che promuove il turismo locale. Il parco si fa anche un centro gastronomico d’eccellenza con ben 23 ristoranti e la possibilità di esplorare un laboratorio per le sfogline, dove si può imparare l’arte della pasta fresca. E se la cultura culinaria non bastasse, la libreria “I capolavori”, gestita dalla Scuola Holden, offre una selezione di libri che spazia dai classici della narrativa a prezzi molto competitivi.
Ma il Grand Tour Italia non si ferma solo alla gastronomia. È un luogo di cultura e apprendimento, dove sono previsti spazi espositivi come una mostra fotografica curata da Earth Foundation, con opere di fotografi dell’agenzia Magnum. E per chi cerca un po’ di adrenalina, c’è anche una pista di go-kart nell’area mercato, accessibile anche per chi ha fatto shopping e vuole spedire i propri acquisti con le Poste italiane. Nei prossimi mesi, il parco si arricchirà ulteriormente con nuove strutture, come una palestra e un campo da beach volley all’aperto, confermando la sua vocazione di centro dinamico per tutta la famiglia.
Farinetti ha scelto di inaugurare il Grand Tour Italia in modo sobrio, senza eventi esclusivi o cerimonie con celebrità. Il progetto nasce con l’intento di essere accessibile a tutti e di offrire un’atmosfera accogliente, lontana dall’effetto “red carpet”. Come ha dichiarato lui stesso, “Verrà solo il sindaco Matteo Lepore, che stimo, a pranzo”, sottolineando come l’obiettivo sia quello di aprire le porte del parco a chiunque voglia scoprire il meglio dell’Italia. I prezzi sono contenuti, con osterie che offrono pasti a partire da 25 euro, mentre i ristoranti più esclusivi, come la Trattoria Bolognese dello chef stellato Alberto Bettini, presentano opzioni di alta qualità a prezzi più elevati.
Nei primi giorni di apertura, dal 5 al 15 settembre, il Grand Tour Italia offre anche la possibilità di partecipare a corsi ed esperienze gratuite, tra cui quelli sulla pasta, sulla pizza e sul vino. In più, il parco ospiterà eventi culturali come le lezioni di filosofia di Matteo Saudino, noto come BarbaSophia, e i Giovedì Letterari, che vedranno la partecipazione di autori di spicco. Gli eventi saranno numerosi e spazieranno dalle presentazioni di libri a spettacoli e degustazioni, con iniziative gratuite anche per bambini e anziani.
Un altro aspetto interessante di questa trasformazione è la continuità di Luna Farm, il parco a tema fattoria dedicato ai più piccoli, che rimarrà attivo anche durante la ristrutturazione di Fico. Con attrazioni pensate per bambini dai 3 ai 12 anni, Luna Farm continuerà a offrire giostre, spettacoli e attività, senza subire modifiche. Questo legame tra il Grand Tour Italia e Luna Farm dimostra come il nuovo progetto si proponga di essere un punto di incontro per tutti, grandi e piccoli, con la speranza che il successo di questo nuovo parco possa arricchire anche l’esperienza dei più giovani.
Il Grand Tour Italia si propone dunque come un viaggio affascinante alla scoperta della cultura e della gastronomia italiane, ma anche come un centro di intrattenimento, apprendimento e socializzazione, aperto a tutti e pronto a raccontare l’Italia in tutte le sue forme più genuine. Se siete appassionati di parchi divertimento e esperienze immersive, questa è sicuramente una meta da non perdere.
A Vigevano torna il SuperCali Festival, dal 15 al 17 settembre il Castello Sforzesco ospiterà una tre giorni di eventi e panel dedicati all’incontro tra letteratura e arte cinematografica. La manifestazione culturale, nata dalla passione per la lettura e il cinema e dedicata all’adattamento dei libri per film e serie TV, porta anche quest’anno nella cittadina lombarda molti ospiti tra attori, scrittori e giornalisti di tutta eccellenza. Il festival, che con il suo nome omaggia la trasposizione cinematografica di Mary Poppins, vedrà tra i suoi protagonisti di quest’anno Alberto Crespi, Marta Ciccolari Micardi, Pierluca Mariti alias @piuttosto_che, Paolo Roversi, Ginny Chiara Viola e tanti altri.
La direttrice artistica Ludovica Giuliani ha dichiarato:
“Sembra incredibile ma siamo già al quarto anno, un’idea nata in piena pandemia che si è concretizzata e ha preso piede con sempre più successo: SuperCali è un festival entusiasta che ogni anno raccoglie per tre giorni la gioia e il potere delle storie nelle sue varie forme. Il prossimo ottobre Disney festeggerà il suo 100esimo anniversario e SuperCali, che a un adattamento Disney deve il suo nome e la sua ispirazione, celebra i fan e gli artisti che hanno dato vita ai suoi personaggi nel corso di questi 100 anni. Partiremo proprio da qui nella prima giornata con un Fight (Book) Club andando dentro i più noti adattamenti Disney per scoprire come le storie sono fatte per modificarsi e adattarsi ai diversi media e ai tempi. Da La bella addormentata nel bosco al nuovo La sirenetta con un pizzico di magia e di gioco!”
Si partirà dunque venerdì 15 settembre con il Fight (Book) Club, insieme alla direttrice Ludovica Giuliani sarà presente al festival l’autore tv Flavio Nuccitelli per entrare nel vivo della storia Disney e di come attraverso cartoni animati e film si siano declinati migliaia di classici. Ad interrompere i due, come nel classico di animazione Hercules, le cinque cantati del gruppo ArteMusa ispirato proprio alle irriverenti muse greche presenti nel film.
La giornata di sabato 16 si aprirà con una lectio magistralis sul genere giallo tenuta dallo scrittore Paolo Roversi che avrà come fulcro letteratura e sceneggiatura. L’appuntamento sarà organizzato in collaborazione con la Scuola Holden. Nel pomeriggio, invece, ci sposteremo negli States con la giornalista e scrittrice Marta Ciccolari Micaldi – meglio conosciuta sui social come La McMusa – che ci porterà con libri, film e serie TV nei luoghi dell’American Dream, conducendoci così nella cultura statunitense in tutta la sua complessità.
La mattina di domenica 17 settembre sarà dedicata alle stelle: l’astrologa pop più consultata dei magazine e del web, Ginny Chiara Viola – conosciuta sui social come @unaparolabuonapertutti -, dialogherà con uno dei librai più influenti d’Italia Andrea Geloni andando a vedere i riferimenti a satelliti e stelle tra libri e film. Nel pomeriggio con lo scrittore Alberto Crespi andremo alla scoperta di uno dei più grandi e iconici registi della storia del cinema: John Ford. Tra gli ospiti di questa edizione anche il comico e content creator Pierluca Mariti, conosciuto sui social con il nome @piuttosto_che, che ci divertirà trasportandoci nel mondo della stand up comedy portando al festival la sua grande dose di ironia.
“Ogni anno si rinnova la magia: al pubblico già fedele di SuperCali si aggiungono nuovi spettatori, accrescendo così la nostra community, con visitatori dalla Valle D’Aosta alla Sicilia. Oltre agli ospiti che tornano, o che per la prima volta salgono sul palco di SuperCali, scoprendo così la città, piccolo gioiello italiano, come organizzatrici ci impegniamo ad accrescere le esperienze legate all’evento.” ha dichiarato Chiara Milesi, coordinatrice e curatrice del festival. “Ci legheremo dunque ancora di più alle offerte del territorio aprendo la collaborazione con una delle storiche realtà della nostra città: la Pasticceria Dante, che ha deciso di valorizzare l’esperienza del Festival attraverso un progetto speciale. Nasce così l’idea di Banks, un un temporary bar che ospiterà una serie di incontri che vedranno unite le tematiche del festival all’arte della pasticceria”
La storica realtà Dante ospiterà dunque il temporary bar Banks – dal nome della famiglia di Mary Poppins – dove si potranno degustare speciali aperitivi alla scoperta dell’offerta Off del Festival Supercali con reading e proposte culinarie legate ai temi delle tre giornate. Al via venerdì, alle ore 18, con un aperitivo cartoonesco, mentre la giornata del sabato si concentrerà sull’american food. Gli ultimi aperitivi, quelli della domenica, saranno invece dedicati agli anni ‘90.
Appuntamento dunque a Vigevano per una nuova ed entusiasmante edizione del SuperCali Festival.
Il Museo della Tecnica Elettrica di Pavia accoglie nei suoi prestigiosi spazi “The Game”. Elettricità e rivoluzione digitale. Una mostra ispirata al libro di Alessandro Baricco,un percorso affascinante ideato con Scuola Holden che, dal 30 settembre 2022 al 28 febbraio 2023, racconta gli ultimi 40 anni di evoluzione tecnologica che hanno modificato radicalmente la vita di ognuno di noi.
L’esposizione curata da Carlo Berizzi e Francesco Pietra, guida tra le “epoche” della rivoluzione digitale, presenta i protagonisti, indaga il passato e rilancia verso il futuro della tecnologia. Già all’ingresso del museo possiamo sperimentare in prima persona il cambiamento raccontato da Baricco; giocando a calcio balilla, flipper e Space Invaders, ci rendiamo conto che, piano piano, nel passaggio da un gioco all’altro tutto diventa più astratto, artificiale, leggero e veniamo catturati da una nuova realtà fatta di schermi, tastiere e codici.
La mostra, organizzata dal Museo della Tecnica Elettrica dell’Università di Pavia e ideata con Scuola Holden, gode dei patrocini di Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Pavia, Università di Pavia, Museimpresa e Assolombarda, ed è realizzata in collaborazione con Biblioteca Universitaria di Pavia – MiC, Amazon.it, Corriere della Sera, Centro Documentazione Rcs e Ctrl+Alt Museum.
Il viaggio parte dall’epoca Classica (1981-1997) in cui inizia la digitalizzazione di testi, immagini e suoni, viene realizzato il primo PC e creata la rete. Il PC IBM, il famoso Commodore 64, la macchina fotografica digitale, le prime mail, fanno tutti parte di questo periodo in cui si sviluppa un nuovo sistema di circolazione delle informazioni. Nascono i motori di ricerca per navigare in questo nuovo mondo e iniziano le prime vendite online.
Nell’epoca della Colonizzazione (1999-2007) il digitale si avvicina a tutti, vengono creati i social ed entrano in commercio gli smartphone, tutte novità che permettono di rimanere sempre connessi con il digitale; aprono Wikipedia, YouTube ma anche Linkedin, MySpace e Facebook, prendono forma luoghi dove condividere non solo informazioni e dati ma anche la nostra storia e la quotidianità, ritroviamo oggetti iconici del nostro recente passato come il Kindle, il BlackBerry Quark o il primo iPhone.
Arriviamo infine all’epoca del Game, gli anni in cui stiamo vivendo, dove tutto corre veloce e la distanza tra uomo e macchina si riduce sempre più, dove la tecnologia può risolvere i piccoli problemi quotidiani e la realtà ci propone una “umanità aumentata”. Una vita completamente connessa, in cui non c’è più distinzione tra mondo reale e mondo digitale, dove le App come Netflix, WhatsApp, Uber, iCloud o TikTok gestiscono una buona parte della nostra giornata; mentre applicazioni, realtà aumentata e virtuale, assistenti vocali interagiscono, eseguono compiti e dialogano con gli umani ma sono solo l’anteprima di un nuovo orizzonte ancora tutto da scoprire: l’intelligenza artificiale.
Un esteso corpus di strumenti tecnologici, grafiche, articoli di giornali, illustrazioni e una dettagliata linea del tempo portano a conoscere i protagonisti di questo cambiamento, i passaggi chiave che lo hanno causato e aiutano a riflettere sulla rivoluzione avvenuta, sia riguardo gli oggetti quotidiani, sia nella società che li ha creati e resi indispensabili. Una videoinstallazione dello studio creativo TWOSHOT anima tre tavoli su cui sono collocati i pezzi più iconici delle diverse epoche rendendo lo spazio centrale dell’esposizione immersivo, animando i prodotti tecnologici e amplificando le connessioni tra loro. Uno schermo touch consente di navigare in una importante selezione di articoli e prime pagine provenienti dall’archivio del Corriere della Sera che mettono in relazione l’evoluzione tecnologica con i principali eventi della storia recente.
La mostra, il cui allestimento è stato progettato da Andrea Vaccari di A7design, presenta anche i ritratti dei personaggi protagonisti del Game rielaborati dall’artista Alessandro D’Aquila.
Si vive l’esperienza del Game attraverso due percorsi che intrecciano la storia delMuseo della Tecnica Elettrica: il Percorso Master si estende per tutto il museo, ripercorre la storia dell’elettricità – dalla pila di Volta fino al generatore a fusione nucleare Eta Beta II – e narra le invenzioni che ci hanno portato all’Epoca del Game; il Percorso Explorer, invece, introduce direttamente alla Sala del Game e al racconto della rivoluzione digitale dando la possibilità in un secondo momento di muoversi liberamente per il museo e approfondire le tematiche che più interessano. È inoltre possibile lasciarsi guidare dalle Connessioni rappresentate da oggetti della collezione museale che uniscono la storia dell’elettricità con quella del Game. Questi elementi sono riletti con gli occhi di chi “abita” nel mondo digitale: il telegrafo rappresenta la prima smaterializzazione della comunicazione, le turbine raccontano la disponibilità elettrica per tutti, i diversi telefoni l’evolversi verso una connessione veloce e di massa.
Arricchiscono l’evento alcuni laboratori: “Smonting” propone lo smontaggio di vecchi computer per comprenderne il funzionamento giocando, “Macchina enigma” esplora il mondo misterioso dei codici cifrati, altri trattano i temi dell’elettricità e del Cyber Bullismo. I laboratori e le visite guidate sono organizzati con la collaborazione di ADMaiora, Ondivaghiamo e comPVter.
La mostra è l’occasione per scoprire e conoscere l’interessante Museo della Tecnica Elettrica dell’Università di Pavia che, aperto per la prima volta al pubblico nel 2007, indaga l’energia elettrica in tutte le sue declinazioni. Negli spazi museali riemerge un passato recente che ha coinvolto e modificato la vita di tutti; un percorso esperienziale che parte dalle origini dell’elettricità e accompagna fino alle ultime scoperte nei campi dell’energia nucleare e della robotica. È possibile vedere in azione un generatore elettrostatico, conoscere i principi della tecnica elettrica attraverso exhibit interattivi, ripercorrere tutta la storia del telegrafo dall’invenzione alla Stazione Telegrafica ma anche lasciarsi stupire dall’imponente generatore trifase dalla centrale idroelettrica di Paderno d’Adda. Particolarmente curiosa e intrigante la storia della Macchina Enigma utilizzata dai tedeschi per cifrare i messaggi durante la II Guerra Mondiale; tra le sale sono anche custoditi un acceleratore di protoni e l’iconico generatore a fusione nucleare Eta Beta II.
Torna con la sua quarta edizione, dal 23 al 25 settembre, FeST – Il Festival delle Serie Tv, il primo festival italiano interamente dedicato alla serialità televisiva all’epoca dei servizi di streaming. FeST – Il Festival delle Serie Tv è un evento gratuito in collaborazione con Triennale Milano, il supporto dell’Ufficio a Milano del Parlamento Europeo e il patrocinio di APA – Associazione Produttori Audiovisivi. La quarta edizione di FeST è sostenuta anche dalla media partnership con Radio Deejay, Radio Capital e OnePodcast.
I principali broadcaster – De Agostini Editore, Disney+, Paramount+, Prime Video, Netflix, Rai Fiction, Rai Kids, Sky e NOW, Warner Bros. Discovery – saranno protagonisti di FeST con alcuni dei loro titoli del momento e i personaggi più amati con il fine di raccontare da un lato l’evoluzione della serialità stessa, e dall’altro indagare il suo rapporto con la realtà attraverso la rappresentazione.
Novità della quarta edizione è la nascita di FeST Education & Entertainment, una serie di incontri che si terranno nella giornata di venerdì 23 settembre, dedicati al mondo dell’istruzione nel settore della serialità cinematografica e televisiva, in collaborazione con Accademie, Scuole e Università.
FeST crede nell’importanza di formare figure professionali qualificate, consapevoli e visionarie. Open lesson, workshop e incontri, per orientarsi tra le numerose offerte presenti sul territorio, saranno le attività proposte da alcune delle Scuole e Accademie più autorevoli che hanno aderito all’iniziativa: Alta Scuola per la Serialità Televisiva promossa da CNA Cinema Audiovisivo Lombardia, Luiss Business School, Come si scrive una grande storia, Anica Academy, IED – Istituto Europeo di Design,Civica Scuola di Cinema “Luchino Visconti”, Scuola Holden, Scuola Belleville, Scuola Mohole, OBE – Osservatorio Branded Entertainment, Parlamento Europeo, Phyd, Showrunner Lab promosso da Fondazione Sistema Toscana | Toscana Film Commission e Good Girls Planet | ITTV Forum&Festival. Grazie alla content partnership con MyMovies, tutte le masterclass della giornata saranno trasmesse in streaming sul sito ufficiale della testata. Anche quest’anno, nelle giornate di sabato e domenica, si confermano 4 i palchi che ospiteranno le attività di FeST: il Main Stage, l’Industry Stage, l’Unstage e il Kids Stage.
MAIN STAGE
Ospitato all’interno di Triennale Milano Teatro, darà spazio a interviste e panel di intrattenimento per un confronto con i grandi protagonisti della serialità, esponenti della letteratura e dei social network, persone esperte di settore, volti noti e affermati del cinema e della televisione, tra cui Maccio Capatonda (comico, autore, attore), Greta Scarano (attrice), Matteo Paolillo (attore e cantante), Sofia Viscardi (content creator e founder di Venti), Lucy Walker (regista), Brando Pacitto (attore), Pietro Turano (attore e attivista), Ludovico Bessegato (regista e sceneggiatore), Wintana Rezene (creativa), Priscilla (conduttrice Drag Race), Tlon (filosofi e scrittori), Nina Segatori (Oroscopo Letterario), Immanuel Casto (artista), Andrea Dodero (attore), Alessandro Piavani (attore), Andi Nganso (medico, fondatore e direttore esecutivo Festival DiverCity) e Paolo Maurizio Talanti (direttore creativo Festival DiverCity), Marina Cuollo (scrittrice ed editorialista), Pierluca Mariti/Piuttostoche (comico, autore e content creator), Filippo Ferrari (editor Rolling Stone Italia e podcaster), Victoria Inioluwa Oluboyo (consigliera comunale e attivista), Il merdoscopo (creator), Kaaj Thsikalandand (community builder), Edoardo Ferrario (comico e conduttore), Momoka Banana (content creator), Giulia Blasi (scrittrice), Sabika Shah Povia (writer e producer tv), Tommaso Sacchi (assessore alla cultura Comune di Milano), Luca Gervasi (content creator), Giulia Paganelli (antropologa e storica), Paola Randi (regista), Chiara Galeazzi (autrice e speaker radiofonica), Francesca Noé – Amilanopuoi (content creator), Naomi Di Meo (attivista e scrittrice), Antonio Visca (Direttore OnePodcast), Marco Maisano (conduttore televisivo), Federica Cacciola (attrice, autrice e conduttrice), Florencia Di Stefano Abichain (content creator e speaker), Alessandra Patitucci (redattrice Deejay Chiama Italia), Dunia Rahwan (speaker radiofonica), Francesco Nardella (Vicedirettore Rai Fiction). Grazie alla partnership con Operà Music, ospite speciale del Main Stage sarà anche Nora Felder, music supervisor di Stranger Things, nonché vincitrice Emmy.
INDUSTRY STAGE
Sarà il luogo dove dialogheranno sullo stato dell’arte della serialità in Italia broadcaster, professionisti della regia, sceneggiatura e tutta la filiera produttiva dell’audiovisivo. Tra gli altri, interverranno la scrittrice bestseller Madeline Miller (in collaborazione con Marsilio Editori), il vincitore Premio Strega Mario Desiati, la scrittrice Laura Pugno, Maria Pia Ammirati (direttore Rai Fiction), Sonia Rovai (Senior Director Scripted Productions Sky Studios), Davide Serino (screenwriter), Chiara Sfregola (scrittrice e produttrice), la protagonista di Metro Veinte Marisol Agostina Irigoyen con la filmmaker Rosario Perenzol, Pablo Trincia (creative lead Chora Media), Giorgia Priolo (Head of Film and Series EDI), Margherita Ferri (regista e sceneggiatrice), Fabia Fleri (story editor), Matteo Trevisani (scrittore), Elisa Pellegrino – Cortomiraggi (autrice), Eleonora Trucchi (sceneggiatrice), Viola Di Grado (scrittrice, traduttrice, orientalista), Luca De Santis (sceneggiatore e saggista), Sofia Righetti (filosofa, formatrice e attivista), Grace Fainelli (creativa, copywriter, attivista), Leonardo Patrignani (autore, scrittore, scout letterario), Valentina Mira (scrittrice), Corinna De Cesare (giornalista, scrittrice, founder thePeriod), Marianna Kalonda Okassaka (content creator), Charlie Moon (regista e content creator), Luce Scheggi (divulgator), Daphne Bohemien (performer, divulgatrice, autrice), Mary Stella Brugiati (sceneggiatrice) Ella Bottom Rouge (artist e content creator), Isabella Borrelli (strategist e attivista), Cristina Prenestina (drag queen e attivista), Eugenia Fattori (media consultant), Giulia Gazzo – Lunny (content creator). Sarà presente anche TikTok con il panel “Le serie oltre la serie”, con Giuseppe Suma (Head of Media Entertainment, Global Business Solutions, TikTok Italia), Massimo Scaglioni (Professore Ordinario, Università Cattolica), Daninseries (content creator), Velia Bonaffini aka (content creator). Nell’Area Industry la Lounge, uno spazio di confronto accessibile solo su invito, darà la possibilità alle personalità della filiera dell’intrattenimento e i partner di FeST di incontrarsi per fare networking.
L’AREA KIDS
Il sabato in giardino è dedicato ai più piccoli grazie alla presenza del Kids stage, moderato da Carolina Capria e Mariella Martucci. Un palco dedicato ai contenuti seriali per bambini e ragazzi, proposti dai canali e dalle piattaforme a loro dedicati, laboratorio di regia con i protagonisti della fortunata serie One Wish di DeAKids, un workshop di narrativa proposto da Paramount+ e panel per i teen dai 6 ai 13 anni offerti da Rai Kids per i canali Rai YoYo e Rai Gulp.
L’UNSTAGE
L’Unstage è il palco fuori dagli schemi ospitato la domenica nel giardino di Triennale. Si occuperà di dare voce alle nicchie cult con giochi e interazioni inaspettate tra serie tv e realtà. Ospite e protagonista principale di questo palco sarà il pubblico stesso che interagirà con personaggi provenienti dal mondo del web e dello spettacolo dal vivo, come Eytan Ballerini (divulgatore), Andrea Delogu (conduttrice e scrittrice) – in collegamento, Fabio Deotto (scrittore), Giovanni Mori (attivista Fridays for future, ingegnere, divulgatore), Stefania Sarrubba (giornalista e critica di cultura audiovisiva), Sofia Fabiani (Cucinare Stanca), Edoardo Mocini (medico specialista in alimentazione), Sara Silvera Darnich (Educatrice di sostegno e content creator), Djarah Khan (scrittrice), Elisa Ruscio (divulgatrice), Takoua Ben Mohamed (graphic designer e autrice), Fabio Bortolotti (musicista, streamer e traduttore), Aza L0na (programer di Animal Crossing), Davide Mancini (scrittore), Virginia Gambatesa – kafkania (Twitch streamer), Maristella Buonsante (Psichiatra, psicologa e psicoterapeuta), Giulia Guerrini (attrice), Paolo Di Lorenzo (autore e critico televisivo), Federico Sardo (giornalista), Lorenzo Fantoni (giornalista e autore), Jessica Giorgia Senesi (attivista LGBTQ+), Muriel De Gennaro (digital content creator), Eleonora Caruso (scrittrice, sceneggiatrice di fumetti), Diego Castelli (channel manager a mediaset e co-founder di SerialMinds), Marco Villa (editorial content lead per Chora), PaolaGiglio (attrice e autrice), Giulia Maino (attrice e autrice), Laura Tedesco (co-fondatrice Amleta)in collaborazione con Amleta.
I SERIAL AWARDS
Serial Awards, premi dedicati alle serie tv italiane, giunti alla seconda edizione, svelano i vincitori del 2022.
La cerimonia di premiazione si terrà domenica 25 settembre, in occasione della serata conclusiva della quarta edizione di FeST – Il Festival delle Serie Tv, il primo festival italiano interamente dedicato alla serialità televisiva all’epoca dei servizi di streaming, presso Triennale Milano. A condurre la serata, a cui è possibile accedere solo tramite invito, saranno Aurora Leone e Edoardo Ferrario.
14 Serial Awards sono stati votati da un’ampia giuria – presieduta dalla direttrice artistica di FeST Marina Pierri e formata da persone esperte ed esponenti del settore – che negli scorsi mesi ha valutato e analizzato le serie tv italiane in concorso.
I premi speciali Re-framing Nature e Rising Star sono stati votati direttamente dalla direzione di FeST – Il Festival delle Serie Tv.
I prodotti seriali che hanno ricevuto il maggior numero di riconoscimenti sono Strappare lungo i bordi (prodotta da Movimenti Production in collaborazione con Bao Publishing per Netflix) e Bang Bang Baby (Serie Prime Video prodotta per Amazon Studios da The Apartment e Wildside, entrambe società del gruppo Fremantle, in co-produzione con Enormous Films).
Strappare lungo i bordi ha conquistato il Premio Serie Scripted dell’anno, il Premio migliore interprete non protagonista andato a Valerio Mastandrea (l’Armadillo). A Michele Rech (Zerocalcare) i Premi regia e il Premio Writer’s room.
Tre i riconoscimenti per Bang Bang Baby: il Premio speciale Re-framing Nature – dedicato al tema di questa quarta edizione di FeST, il Premio speciale Rising Star ad Arianna Becheroni per la sua interpretazione del personaggio di Alice e il Premio Look and Feel per scenografia, costumi, trucco e parrucco.
A Francesco Serpico è stato assegnato il Premio Cattiveria “Ha fatto anche cose buone” per il personaggio di Nino Sarratore in L’Amica Geniale 3 (prodotta da Fremantle, The Apartment, Wildside, Fandango, Rai Fiction per Rai). La serie tratta dai best seller di Elena Ferrante ha conquistato anche il Premio Interprete protagonista andato a Gaia Girace e Margherita Mazzucco per le loro performance nei panni di Lila e Lenù.
A Marco D’Amore (Ciro) e Salvatore Esposito (Genny) per Gomorra – Stagione finale (serie Sky Original prodotta da Cattleya) è andato il Premio Coppia/Relazione dell’anno.
Alla casa di Michele in Le Fate Ignoranti (prodotta da R&C Produzioni per Disney+), il Premio “Ci vivrei” alla casa più bella delle serie tv.
A Di4ri (prodotta da Stand by me per Netflix) il Premio Serie Kids dell’anno.
Una squadra (la docu-serie Sky Original diretta da Domenico Procacci e prodotta da Fandango, Sky e Luce Cinecittà) si è aggiudicata il Premio Docuserie dell’anno.
Il Premio Serie Entertainment dell’anno è andato a Una pezza di Lundini (Prodotta da Stand by me per Rai).
Salmo è il vincitore del Premio Soundtrack per la colonna sonora di Blocco 181 (serie Sky Original prodotta internamente da Sky Studios con TapelessFilm e Red Joint Film per SKY). Per il disco Blocco 181 Original Soundtrack (Sony Music), appena vincitore del Disco d’Oro, Salmo ha messo insieme ben 21 artisti fra rapper, musicisti e produttori, tutti scelti tra i più importanti della scena italiana.
Infine, Il dito di Dio (prodotto e distribuito da Chora) di Pablo Trincia ha conquistato il maggior numero di preferenze per il Premio al podcast che vorremmo diventasse una serie scripted.
Grazie alla main partnership con iliad – l’operatore che ha rivoluzionato il mercato della telefonia – è stato istituito un ulteriore Premio Speciale “Chiara e tonda” alla serie che, attraverso una delicata schiettezza e ironia, ha saputo raccontare le difficoltà e il senso di inadeguatezza di una generazione che crede nella potenza della verità come forma di esperienza, senza nascondersi dietro la retorica e i luoghi comuni. Una verità raccontata attraverso gli occhi di un autore, in cui potersi immedesimare e da cui poter partire per poterla accettare e, magari, un po’ cambiare. Questo speciale Premio è stato assegnato alla già pluripremiata Strappare lungo i bordi.
Molti gli ospiti, tra vincitori, nomi illustri del settore ed esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura in qualità di premianti, che saranno presenti alla cerimonia di premiazione del 25 settembre, tra loro: Nora Felder, Gaia Girace, Arianna Becheroni, Pablo Trincia, Lilith Primavera, Giovanni Benincasa, Gianluca Gazzoli, Paride Vitale, Pierluca Mariti alias @piuttosto_che, Domenico Procacci, Mammadimerda.
“Un archivio più del presente che del passato” Cesare Zavattini, 1980
In occasione della Festa dei Lavoratori, dal Primo Maggio la piattaforma Nexo+ si arricchirà ulteriormente grazie a una nuova speciale collaborazione, quella con L’ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO, che ebbe come suo primo Presidente proprio Cesare Zavattini, uno dei padri del neorealismo italiano ma ancheinstancabile sostenitore del cinema come straordinario e irriverente strumento di conoscenza del reale.
Tra le sue specificità, infatti, la piattaforma on demand Nexo+ vede la collaborazione con alcuni dei più importanti editori, produttori, scuole di scrittura, festival. Si tratta della sezione denominata Costellazioni, canali dedicati pensati comemappe per orientarsi nel cielo, tra le stelle più luminose e i percorsi più preziosi, che spesso sono i meno battuti. Dal Primo maggio, L’ARCHIVIO AUDIOVISIVO DEL MOVIMENTO OPERAIO E DEMOCRATICO arriverà così su Nexo+ con una sua Costellazione, composta al suo debutto da 26 titoli (elenco in allegato), con documentari e film di Bernardo Bertolucci, Giuseppe Bertolucci, Alessandra Bocchetti, Antonello Branca, Basilio Franchina, Ansano Giannarelli, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani, Ennio Lorenzini, cecilia Mangini, Annabella Miscuglio, Vittorio Nevano, Glauco Pellegrini, Luigi Perelli, Elio Petri, Gillo Pontecorvo, Ettore Scola, Gian Maria Volonté.
Tra le perle si aggiungerà, in anteprima esclusiva su Nexo+, anche Cent’anni dopo. Un film sul PCI, il documentario di Monica Maurer prodotto da AAMOD con il sostegno della Fondazione Enrico Berlinguer e ancora inedito per l’Archivio, dedicato ai 100 anni del PCI: una lunga intervista ad Aldo Tortorella arricchita da rare immagini di repertorio.
La Fondazione Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico, nata alla fine degli anni Settanta del Novecento, svolge la sua attività nel campo degli audiovisivi per favorire la costruzione e la diffusione delle storie e delle memorie collettive dei movimenti sociali e dei loro protagonisti. Da sempre impegnata nella ricerca, raccolta, produzione, conservazione di documenti audio-visivi storici, di repertorio, di attualità, di ricostruzione narrativa, e nella promozione della loro conoscenza, studio, analisi ed elaborazione per nuovi usi e riusi, la Fondazione organizza ricerche e studi, convegni, seminari, rassegne e mostre su temi riguardanti la storia e la società, il rapporto tra cinema, immaginario e memoria, e cura pubblicazioni specializzate.
Di particolare rilievo le iniziative legate al progetto “UnArchive” (termine mutuato dal linguaggio informatico, letteralmente “de-archiviare”), che indica il filo rosso di diverse attività promosse dalla Fondazione AAMOD e volte al riuso del cinema d’archivio come materia cinematografica viva, capace di produrre significati nuovi e ulteriori in relazione a concezione filmiche diverse da quelle originarie. Una “piattaforma”, che ospita iniziative diverse come, ad esempio, il “Premio Zavattini” giunto alla sua VI edizione e la Residenza Artistica “Suoni e visioni”.
Accanto alla Costellazione di AAMOD su Nexo+ sono sempre presenti, incluse nell’abbonamento, quelle di Elisabetta Sgarbi, Far East Film Festival, Feltrinelli Real Cinema e Scuola Holden.
La piattaforma Nexo+ è un progetto Nexo Digital sostenuto dai media partner Radio DEEJAY, Radio Capital, Rockol.it, Classic Voice, Danza&Danza, ARTE.it.