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Achille Lauro e Spiderman al Gemelli: quando la musica e il cuore diventano superpoteri

C’è un tipo di magia che non si vede nei film o nei fumetti, ma che è potente quanto una ragnatela lanciata nel momento giusto o una chitarra elettrica suonata con il cuore. È la magia dei gesti veri, delle emozioni sincere, delle persone che, pur non indossando un mantello o provenendo da un pianeta alieno, riescono a cambiare la giornata di qualcuno. È successo qualche giorno fa al Policlinico Gemelli di Roma, dove Achille Lauro e Mattia Villardita, il nostro “Spiderman italiano”, hanno regalato ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria un momento che difficilmente dimenticheranno. Achille Lauro, artista eclettico, trasformista della musica e dell’immagine, ha messo da parte palchi e riflettori per entrare in una dimensione più intima e potente: quella della solidarietà. Insieme a lui, il supereroe che ogni bambino malato sogna di vedere spuntare dalla porta dell’ospedale: Mattia Villardita, alias Spiderman, volontario ospedaliero, simbolo vivente del potere della gentilezza.

Il cuore oltre la maschera

Mattia non è un cosplayer qualunque. È un supereroe vero, e la sua identità segreta è molto più toccante di qualsiasi storia della Marvel. Lavora come impiegato logistico portuale a Vado Ligure, ma da cinque anni dedica il suo tempo libero a visitare i reparti pediatrici degli ospedali italiani, travestito da Spiderman. Lo fa per una ragione profondamente personale: anche lui, da bambino, ha vissuto l’esperienza della malattia. Affetto da tre patologie genetiche e da una malattia cronica intestinale, sa perfettamente cosa significhi passare giorni e notti tra flebo e letti d’ospedale, sognando che un giorno il proprio supereroe preferito possa entrare dalla finestra per dire: “Ehi, sei un guerriero. E io sono qui per te”.La sua missione ha toccato il cuore di tutti, tanto che nel 2020 è stato nominato Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana dal Presidente Sergio Mattarella. Ma il titolo più bello, quello che nessuna medaglia potrà mai rappresentare del tutto, è quello che riceve ogni volta che un bambino sorride vedendolo arrivare: eroe.

Achille Lauro, un artista dal cuore punk e dall’anima gentile

Accanto a lui, in questa nuova “avventura ospedaliera”, c’era Achille Lauro, artista fuori dagli schemi, capace di mescolare punk, trap, glam rock e romanticismo in una miscela esplosiva che ha conquistato Sanremo e l’Eurovision. Ma stavolta niente glitter né provocazioni: solo un uomo, con il cuore grande, che ha scelto di donare tempo e musica a chi ne aveva bisogno. E non è cosa da poco, considerando che era reduce da due date importantissime al Circo Massimo.

Mattia ha raccontato così la presenza del cantante:

“Achille Lauro non è solo un artista, ma un amico sincero, con un cuore davvero grande. Nonostante gli impegni, ha trovato il tempo per donare leggerezza e speranza a pazienti, famiglie e staff ospedaliero. È qui che il volontariato opera: nel portare un senso, una carezza leggera…”.

Un momento di umanità che supera ogni maschera

L’iniziativa, organizzata insieme al Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, rientra in un percorso di umanizzazione delle cure che sempre più ospedali stanno abbracciando. Perché, diciamocelo, la medicina è fondamentale, ma il cuore cura quanto le medicine. E quando una voce come quella di Lauro e una presenza iconica come quella di Spiderman entrano in corsia, succede qualcosa che nessun farmaco potrà mai eguagliare.

Durante la visita, Achille ha cantato, parlato con i bambini, firmato autografi e regalato sorrisi. Mattia, dal canto suo, ha donato le sue medaglie di Spiderman, piccoli simboli di coraggio per quei piccoli eroi che ogni giorno combattono le loro battaglie più difficili.

Supereroi si nasce… o si diventa?

Nel 2022, Mattia ha pubblicato il suo libro autobiografico, in cui racconta quanto sia dura, ma anche meravigliosa, la strada che lo ha portato a indossare quella maschera. Lo fa con consapevolezza, con dolcezza e con il desiderio di dimostrare che non servono superpoteri per fare la differenza, ma solo la voglia di esserci per gli altri. La sua associazione, Supereroincorsia, è cresciuta fino a diventare un vero e proprio movimento. Un manipolo di eroi, armati di costumi e sorrisi, che portano meraviglia nei luoghi in cui troppo spesso regnano silenzio e paura.

Conclusione? No, invito!

Quella tra Achille Lauro e Mattia Villardita non è solo una visita ospedaliera. È un esempio di come il mondo dello spettacolo e quello del volontariato possano intrecciarsi per creare qualcosa di davvero straordinario. È la dimostrazione che l’arte, quando è mossa dal cuore, può diventare lo strumento più potente che abbiamo per cambiare il mondo… o almeno una giornata.

E ora tocca a voi, cari lettori del CorriereNerd.it! Condividete questa bellissima storia sui vostri social, parlatene con i vostri amici, portate anche voi un piccolo gesto di gentilezza nella vita di qualcuno. Perché, come diceva Zio Ben:
“Da un grande potere derivano grandi responsabilità”
Ma anche da un piccolo gesto può nascere un miracolo.

Io e Spider-Man. Storia vera di un supereroe normale

Portare il sorriso ai bambini e alle loro famiglie, mentre combattono battaglie importanti anche contro lo sconforto, è diventata la missione di Mattia Villardita. Questo valoroso volontario indossa il costume da Spider-Man e si reca nei reparti pediatrici degli ospedali, portando un po’ di gioia e conforto a coloro che ne hanno bisogno. Per il suo altruismo e le fantasiose iniziative che contribuiscono ad alleviare le sofferenze dei giovani pazienti ospedalieri, è stato insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana Mattia Villardita, ed è stato ricevuto anche da Papa Francesco. Mattia ha raccontato la propria storia nel libro intitolato “Io e Spider-Man. Storia vera di un supereroe normale“.

La storia di Mattia è un mix di semplicità e straordinarietà, che ha avuto origine dai sogni di un bambino, quando si trovava in un letto d’ospedale a Savona, Genova e successivamente a Pavia: in quella triste condizione, il piccolo Mattia puntava ogni sguardo lo sguardo fuori dalla finestra. Mattia sperava che Spider-Man comparisse da un momento all’altro, saltando trai palazzi e penzolando da una delle sue leggendarie ragnatele. Del resto, quando sei costretto a passare molti giorni in un letto d’ospedale, devi pur trovare un modo per ingannare la noia. Ci vuole fantasia, e quel piccoletto ne ha tanta, insieme a un gran coraggio.

Vent’anni e molte operazioni dopo, Mattia è diventato un ragazzone alto e sorridente. La sua salute continua a fare i capricci – le gambe, in particolare, non gli hanno permesso di fare il portiere in una squadra di calcio né di seguire la carriera militare del padre – ma niente gli impedisce di guardare con fiducia al futuro. Un lavoro, una bella famiglia, degli amici: ha tutto ciò che basta a essere felice, eppure sente che da qualche parte dentro di sé un vuoto chiede di essere colmato. E così, un giorno, come un lampo improvviso arriva l’idea: Mattia indossa un costume da Spider-Man e torna in ospedale, stavolta per regalare ai bambini ricoverati il piccolo sogno che lui non ha potuto vivere quando era al posto loro. Con delicatezza e una sincerità disarmante, Mattia Villardita ci racconta non solo come si può cambiare pelle per aiutare gli altri, ma indaga la responsabilità e la sofferenza che indossare una maschera comporta. Perché la vita non è un fumetto, non ci sono supereroi: c’è solo l’amore che a volte le persone sono in grado di regalarsi.

Chi è Mattia Villardita, il vero Uomo Ragno italiano

Non vogliamo parlarvi come al solito della perizia creativa di un cosplayer italiano: oggi vi raccontiamo una bellissima favola, quella di Mattia Villardita, un ragazzo di ventinove anni che lavora come impiegato logistico portuale a Vado Ligure, in provincia di Savona. Però questa è solo la sua identità di copertura! In realta Mattia, indossando il suo iconico costume rosso e blu  diventa un supereroe per i bambini malati negli ospedali di tutta Italia.

Mattia ha iniziato a fare volontariato cinque anni fa, visitando per la prima volta i bambini negli ospedali di Savona e Genova. Era così coinvolgente e appassionante che presto ha ricevuto le chiamate da ospedali di ogni parte d’Italia. In realtà, sembra proprio che non ci sia un ospedale in cui Spiderman non abbia fatto visita.

Ma Mattia non è solo un volontario.

È un vero e proprio supereroe per i bambini malati. Nonostante le sue tre diverse patologie genetiche, dedica il proprio tempo libero per portare un po’ di magia e sorrisi a questi piccoli guerrieri. Cerca sempre di rendere l’esperienza il più autentica possibile, curando ogni minimo dettaglio della sua apparizione. D’altronde, quando bisogna rendere felici dei bambini, la perfezione è l’unico obiettivo.

Nel 2020, Mattia Villardita è stato premiato dal nostro Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con il titolo di Cavaliere dell’Ordine al Merito,per il suo altruismo e le fantasiose iniziative con cui contribuisce ad alleviare le sofferenze dei giovani pazienti ospedalieri“. Lo scorso giugno, ha anche incontrato Papa Francesco in Vaticano. In quell’occasione Mattia ha dichiarato a Vatican News:

 “Io mi vesto da Spiderman per strappare un sorriso ai più piccoli che sono in ospedale: lo faccio perché ho una malattia congenita, per 19 anni sono entrato e uscito dal Gaslini di Genova, e mi sarebbe piaciuto tantissimo, quando ero lì, solo, nel mio lettino, vedere Spiderman entrare dalla finestra della mia stanza…”. E sì, è così che si diventa l’Uomo ragno, “con il cuore”. Non c’è “un corso da supereroe” anche se Mattia ha messo su l’associazione Supereroincorsia: “Siamo  un gruppo di giovani impegnati nel volontariato che, appunto travestiti da ‘eroi’, portiamo momenti di spensieratezza nei reparti pediatrici”. “Ho indossato per la prima volta questa maschera 4 anni fa, a Natale: dovevo consegnare un computer al San Paolo di Imperia e mi sono inventato qualcosa che potesse far divertire i bambini che stavano vivendo quello che avevo vissuto anche io”.

Mattia cerca di portare un po’ di meraviglia e distrazione nelle tristi stanze degli ospedali.

Spesso dona ai bambini medaglie a forma di Spiderman come premio per aver superato le difficoltà della giornata in ospedale. E chissà quanti di questi piccoli pazienti, come Mattia quando era bambino, sognavano che il loro supereroe preferito venisse a trovarli durante i ricoveri ospedalieri. Grazie a lui, questo sogno diventa realtà.

Nonostante le sue patologie congenite e la malattia cronica intestinale, Mattia non si lascia abbattere e continua a dedicarsi a questa meravigliosa forma di volontariato. È un esempio di forza e resilienza che intende dimostrare a tutti i bambini malati che possono diventare veri supereroi nella loro lotta.

Nel 2022 esce il libro autobiografico “”  in cui Mattia racconta ai lettori non solo come si può cambiare pelle per aiutare gli altri, ma indaga la responsabilità e la sofferenza che indossare una maschera comporta.

Perché la vita non è un fumetto, non ci sono supereroi: c’è solo l’amore che a volte le persone sono in grado di regalarsi.

In conclusione, Mattia Villardita è davvero un eroe agli occhi dei bambini malati negli ospedali italiani. Con il suo impegno e la sua dedizione, riesce a portare un po’ di speranza e felicità nelle loro vite. Ci insegna che essere un supereroe non richiede superpoteri, ma solo un cuore grande e il desiderio di fare del bene per gli altri.

Quando Spiderman andò dal Papa

Le cose più incredibili possono sempre anche accadere: anche che il Papa stringa la mano ad un supereroe. Mattia Villardita non è solo un cosplayer di Spiderman ma è una splendida persona che fa parte del progetto “Supereroincorsia“, che ha ricevuto anche un riconoscimento da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con queste emozionanti motivazioni “l’altruismo e le fantasiose iniziative con cui contribuisce ad alleviare le sofferenze dei più giovani pazienti ospedalieri”.

Ieri, 23 Giugno 2021, Mattia, in perfetto costume da Uomo Ragno, si è presentato nel Cortile di San Damaso in Vaticano per la consueta catechesi del Pontefice e il suo outfit non è rimasto inosservato. Il giovane e intraprendente ligure, ha consegnato al Pontefice la maschera del Supereroe dichiarando la sua prossima “avventura”: far visita, in collaborazione con l’Ispettorato di pubblica sicurezza Vaticano e con la presenza della banda musicale della Polizia di Stato, ai reparti pediatrici del policlinico Agostino Gemelli.

 “Io mi vesto da Spiderman per strappare un sorriso ai più piccoli che sono in ospedale: lo faccio perché ho una malattia congenita, per 19 anni sono entrato e uscito dal Gaslini di Genova, e mi sarebbe piaciuto tantissimo, quando ero lì, solo, nel mio lettino, vedere Spiderman entrare dalla finestra della mia stanza…”. E sì, è così che si diventa l’Uomo ragno, “con il cuore”. Non c’è “un corso da supereroe” anche se Mattia ha messo su l’associazione Supereroincorsia: “Siamo  un gruppo di giovani impegnati nel volontariato che, appunto travestiti da ‘eroi’, portiamo momenti di spensieratezza nei reparti pediatrici”. “Ho indossato per la prima volta questa maschera 4 anni fa, a Natale: dovevo consegnare un computer al San Paolo di Imperia e mi sono inventato qualcosa che potesse far divertire i bambini che stavano vivendo quello che avevo vissuto anche io”.

Il nostro “supereroe di quartiere”, durante il lockdown non si è mai fermato: non potendo visitare di persona i suoi giovani amici ricoverati ha fatto oltre 1400 telefonata, ora, con l’affievolirsi delle restrizioni e il “ritorno alla vita” potrà torna tornare a organizzare eventi e a portare il sorriso in ospedale a bambini meno fortunati: grazie da tutto il “popolo cosplay italiano”!