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God of War: nuove indiscrezioni sul Ritorno di Kratos. Egitto o Grecia, Cosa Aspettarsi?

Con 20 anni di successi, la saga di God of War è una delle più amate e acclamate nel panorama videoludico mondiale, e ogni nuovo capitolo è un evento atteso con trepidazione dai fan. Dopo il clamoroso successo di God of War Ragnarök, che ha chiuso l’epoca norrena di Kratos in modo spettacolare, l’universo del nostro spartano preferito potrebbe presto espandersi in una direzione sorprendente. Nuove indiscrezioni hanno infatti alimentato le voci su un nuovo gioco di God of War per PS5, che potrebbe riportare Kratos in Grecia, ma non in un titolo principale, bensì in un progetto secondario di dimensioni più contenute.

Secondo il giornalista e insider Jeff Grubb, Sony sarebbe al lavoro su un nuovo capitolo della saga di God of War, previsto per l’uscita entro la fine dell’anno. Questo non sarà un semplice remake o una raccolta rimasterizzata, ma un gioco completamente nuovo che si distaccherà dalle dinamiche più imponenti dei titoli principali. Grubb ha infatti sottolineato che il progetto avrà dimensioni più contenute, paragonabili a quelle di Marvel’s Spider-Man: Miles Morales, un gioco che ha saputo mantenere l’elevata qualità della serie pur con una portata ridotta. Gli appassionati sono invitati ad “abbassare le aspettative”, ma la curiosità è ormai alle stelle.

Una delle novità più intriganti riguarda la figura di Kratos, che in questo nuovo capitolo potrebbe apparire più giovane rispetto alla versione vista in Ragnarök. L’ambientazione, inoltre, sembra essere un ritorno alle origini della saga: la Grecia. Questo cambio di scenario potrebbe significare il ritorno alle radici mitologiche della serie, con Kratos che si confronta ancora una volta con le divinità dell’Olimpo, ma in una veste differente. Grubb ha precisato che questo gioco non è in alcun modo legato al progetto live-service recentemente cancellato da Sony, che avrebbe dovuto essere sviluppato da Bluepoint Games.

Il ritorno in Grecia apre a una serie di possibilità affascinanti per la trama e il gameplay. Immaginate Kratos che, dopo aver affrontato gli dèi norreni, torni a confrontarsi con le divinità dell’Olimpo, in un periodo storico in cui il giovane spartano potrebbe ancora essere intrappolato nella sua sete di vendetta contro Zeus e gli altri dei. La trama potrebbe esplorare le sue origini, con l’intensità delle sue prime lotte interpersonali e divine che ne hanno segnato l’esistenza. L’aspetto emozionale potrebbe giocare un ruolo importante in questo capitolo, con Kratos che affronta non solo le sue battaglie fisiche, ma anche quelle interiori.

Se da un lato l’idea di un God of War ambientato in Grecia ha riacceso l’entusiasmo dei fan, dall’altro alcune voci insistono su un possibile capitolo completamente diverso. In particolare, Tom Henderson di Insider Gaming ha sollevato il sospetto che Sony non stia effettivamente preparando un gioco ambientato in Grecia, ma piuttosto in Egitto, seguendo le orme delle mitologie antiche e aprendo nuove possibilità narrative. Questa voce ha fatto sognare i fan con l’idea di un Kratos che si confronta con le divinità egizie, come Ra, Osiride e Anubi. L’ambientazione nel deserto egiziano, tra piramidi e misteri esoterici, sarebbe stata l’occasione ideale per esplorare una cultura ricca di mitologia e religione, con enigmi e artefatti leggendari a fare da contorno. Atreus, che nel capitolo precedente ha assunto un ruolo più centrale, potrebbe approfondire il suo legame con l’esoterismo e le tradizioni arcane dell’Egitto, portando nuove dinamiche al gameplay e alla narrazione.

Tuttavia, nonostante queste ipotesi affascinanti, la verità resta incerta. Al momento, non ci sono conferme ufficiali da parte di Sony o Santa Monica Studio, e le informazioni disponibili sono frammentarie. Ciò non impedisce ai fan di sperare in un ritorno a uno degli ambienti più iconici della saga, ma anche di sognare un’ambientazione esotica che potrebbe aprire la strada a un’esperienza totalmente nuova.

La situazione sembra evolversi rapidamente e le indiscrezioni continuano a rincorrersi. Se da un lato le speranze per un God of War ambientato in Grecia sembrano prendere piede, dall’altro c’è ancora la possibilità che il prossimo capitolo possa spingerci in territori inediti, come l’Egitto o altre mitologie ancora da esplorare. In ogni caso, una cosa è certa: l’attesa per il nuovo progetto di God of War è già alta, e i fan non vedono l’ora di scoprire cosa riserverà il futuro per Kratos e il suo mondo.

Fino a quando Sony e Santa Monica Studio non sveleranno ufficialmente i dettagli, i fan dovranno continuare a fare affidamento su voci di corridoio e indiscrezioni, ma l’entusiasmo per ciò che potrebbe arrivare è palpabile. Che si tratti di un ritorno alla Grecia o di un’esplorazione in terre ancora sconosciute, la saga di God of War sembra pronta a regalare nuove emozioni e avventure. La speranza è che il viaggio, qualunque esso sia, possa continuare a mantenere lo stesso livello di qualità e impatto che ha reso Kratos una figura leggendaria nel mondo dei videogiochi.

Il mistero delle Divinità Egizie di Moon Knight

Moon Knight è una serie televisiva americana creata da Jeremy Slater, basata sulla Marvel Comics. Il protagonista Marc Spector (Moon Knight) e Steven Grant (Mr. Knight), due alter-ego di un uomo con disturbo dissociativo dell’identità (DID). Marc Spector è un mercenario coinvolto in un’operazione misteriosa e mortale che coinvolge le divinità egizie.

Steven Grant è un comune impiegato del negozio di souvenir del British Museum di Londra,  Steven si trova di fronte a un grande problema: non sa più distinguere tra la sua vita da sveglio e i suoi sogni. Disturbato da continui blackout di memoria e la visione di una vita che non è la sua. Scoprendo che condivide il suo corpo con il mercenario americano Marc Spector. Moon Knight, si rifà alla serie di fumetti Marvel, con prima apparizione nell’agosto del 1975. La serie, ha debuttato il 30 marzo 2022 su Disney plus ed è andato in onda per sei episodi, concludendosi il 4 maggio.

Ora, è giunto il momento di scostare il velo del misterioso Pantheon egizio celato dietro Moon Knight…

 

AMMIT:

Partiamo con Ammit, nella serie antagonista per eccellenza.

Ammit, Ammet o Ahmait ( ammwt )

” Divoratrice di cuori  o divoratrice della morte”.

Le parti animali che compongono il suo corpo appartengono a (ippopotamo, leone e coccodrillo) tutte specie sacre ma molto temute dagli egiziani. Secondo gli studiosi, si pensa che sulla testa porti una specie di chioma di piume di uccello ma più probabilmente è una criniera di leone.  Ammit è citata nel “Libro dei morti” nelle “Formule dell’uscire al giorno” cap. 125. È presente durante il rito della psicostasia (pesatura del cuore o dell’anima), insieme alle altre divinità che compongono il tribunale di Osiride. Se il cuore del defunto posto sulla bilancia pesa più della piuma Maat (la verità) viene dato in pasto ad Ammit, così da non poter proseguire il suo viaggio nella Duat (il regno dei morti). 

KHONSHU:

I poteri di Moon Knight provengono dal dio della luna Khonshu, che ha impregnato Marc Spector con un frammento del suo potere.

  il Dio nella sua forma umana

Chonsu, Khensu, Khons, Chons o Khonshu; Copto: Ϣⲟⲛⲥ, romanizzato: Shons.

  “viaggiatore “

Il suo nome significa “viaggiatore”, riferendosi al viaggio notturno della Luna attraverso il cielo. Affiancato dal dio scriba Thoth. Khonshu fu determinante nella creazione di nuova vita in tutte le creature viventi.

A Tebe era parte della “Triade Tebana” con Mut come madre e Amon suo padre.

Il nome di Khonshu riflette il fatto che la Luna (indicata come Iah in egiziano) viaggia attraverso il cielo notturno. Ecco perché il suo nome significa “viaggiatore”, e aveva anche i titoli di “Esploratore e Difensore”, poiché si pensava che vegliasse su coloro che viaggiavano di notte. Come dio della luna, Khonshu è stato invocato per proteggersi dagli animali selvatici e per aiutare con la guarigione. Si diceva che quando il dio faceva brillare la falce di luna, le donne concepivano e il bestiame diventava fertile. Nell’arte, Khonsu è raffigurato come una mummia con il simbolo dell’infanzia (testa rasata e ciocca di capelli pendente da un lato), con la collana menat (nome della dea Hathor, dea vacca simbolo di amore e fertilità). A volte viene mostrato con indosso una testa di aquila o di falco come il dio Horus, con il quale è associato come protettore e guaritore, adornato con il disco solare e la luna crescente.  Khonsu è menzionato nei Testi delle Piramidi e nei Testi delle Bare, in cui è raffigurato in un aspetto feroce, la sua figura diventa di massimo spessore durante il Nuovo Regno, quando viene descritto come il “Più Grande Dio dei Grandi Dei”. 

La reputazione di Khonshu come guaritore si diffuse anche al di fuori dell’Egitto. I luoghi del culto del dio erano ubicati presso Memphis, Hibis ed Edfu.

TAWARET:

Taweret (anche Taurt, Tuat, Ta-weret,, Twert e Taueret, e in greco, Θουέρις – Thouéris, Thoeris, Taouris e Toeris )

“ colei che è grande “

Dea egizia protettrice del parto e della fertilità. Viene raffigurata come un ippopotamo femmina bipede con attributi felini, seni femminili penduli, gli arti e le zampe di un leone e la schiena e la coda di coccodrillo. Porta gli epiteti di “Signora del Cielo”, “Padrona dell’Orizzonte”, “Padrona dell’acqua pura“.                                                                                                                               

Le prove archeologiche dimostrano che gli ippopotami abitavano il Nilo ben prima dell’alba del primo periodo dinastico (prima del 3000 a.C). Il comportamento violento e aggressivo di queste creature portò gli antichi egizi sia a perseguitarle che a venerarle. Gli ippopotami maschi erano visti come la rappresentazione del caos, mentre le femmine erano venerate come manifestazione di divinità apotropaiche, poiché proteggevano i loro piccoli dal male. 

Dalla sua concezione ideologica, Taweret era connessa ad altre dee ippopotame: Ipet, Reret e Hedjet. Alcuni studiosi interpretano persino queste dee come aspetti della stessa divinità, considerando il loro ruolo universalmente condiviso come dee domestiche protettive.  Il culto di Taweret si diffuse anche al di fuori dell’Egitto. Nel Medio Regno (c. 2055-1650 a.C), il contatto economico e politico con le culture asiatiche ha portato lo scambio di usi e costumi. Gli oggetti rituali che portavano l’immagine di Taweret erano molto diffuse nelle famiglie egiziane.  I vasi a forma che prenevano la forma della Dea divennero popolari nel Nuovo Regno (c. 1550-1069 a.C). Purificavano il liquido che veniva versato, poiché Taweret era considerata “Lei dell’Acqua Pura”. Spesso questi vasi avevano aperture attraverso i capezzoli, sottolineando gli aspetti materni e fertilità di Taweret. Il culto di Taweret fu adottato nelle religioni levantine, svolgendo lo stesso ruolo di maternità e fertilità anche in questi nuovi pantheon.  Tramite i contatti tra le città costiere levantine e le località mediterranee, Taweret divenne anche parte integrante della religione minoica a Creta. C’è anche una connessione con la dea fenicia connessa alla gravidanza.

Dea gravida di stampo fenicio 

In Conclusione

Le divinità sopracitate, sono quelle che hanno predominato la scena nella prima stagione di Moon knight. Ci sarebbe molto altro da dire, l’argomentazione però rischierebbe di diventare di stampo troppo accademico, cancellando la freschezza che volevo dare a questo articolo. Credo che queste nozioni base e qualche “chicca” aggiunta qui e lì potrebbero attirare maggiormente l’interesse per coloro che sono affascinati dal misterioso mondo dell’antico Egitto e per chi muove i suoi primissimi passi in materia. 

Nonostante il mio partire prevenuta e il mio status fortemente polemico quando vengono sviluppati film, serie tv ecc… in materia. Devo ammettere che con Moon knight, salvo qualche particolare che andrebbe un attimo rivisto, (di questo potrei parlarne in un prossimo articolo) hanno tirato fuori un buon lavoro. Una storia che si proietta totalmente fuori dagli schemi di quello che è l’universo Marvel, In particolar modo la presenza di momenti di forte tensione psicologica, soprattutto quando il corpo non è più capace di governare la mente (ciò che distingue davvero il personaggio di Moon Knight da qualsiasi altro eroe Marvel è la sua condizione psicologica) a momenti di azione e adrenalina. La trama non è mai banale, è scorrevole, segue sempre un certo  filo logico e il cast funziona perfettamente. Sembra proprio una serie dall’ottimo potenziale.

Bibliografia:

  • Dodson, Aidan & Hilton, Dyan, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, Thames & Hudson, 2004.
  • Hart, George, A Dictionary of Egyptian Gods and Goddesses, Routledge, 1986,
  • Tosi, Mario, Dizionario enciclopedico delle divinità dell’antico Egitto, 2 voll., Ananke, 2004-2006.
  • Wilkinson, Richard H., The Complete Gods and Goddesses of Ancient Egypt, Thames & Hudson, 2003,

Sitografia: