Cinque anni dopo il successo del primo capitolo, Pixar riporta in pista Saetta McQueen e il suo inseparabile amico Cricchetto con Cars 2, un sequel che prende le redini della narrazione originale per condurla su un terreno completamente nuovo. Diretto da John Lasseter, figura simbolo dell’animazione moderna e Leone d’Oro alla carriera, affiancato da Brad Lewis, già produttore del celebratissimo Ratatouille, questo secondo episodio si distacca dall’atmosfera più introspettiva del primo film per abbracciare l’adrenalina delle corse internazionali e il brivido del genere spy-thriller. Il risultato? Un viaggio scatenato tra circuiti mozzafiato, missioni segrete e scenari internazionali degni dei migliori film di James Bond… ma con le auto.
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La storia si apre con Saetta McQueen, sempre al massimo della forma e della velocità, pronto a gareggiare nel World Grand Prix, una competizione che si preannuncia come la più importante e spettacolare mai vista nel mondo delle corse. Al suo fianco, come sempre, c’è Cricchetto, il carro attrezzi più genuino e spassoso della Pixar. Ma proprio quest’ultimo sarà il vero protagonista della pellicola. Coinvolto suo malgrado in un intrigo di spionaggio internazionale, Cricchetto si troverà a dover affrontare situazioni che richiedono astuzia, coraggio e – naturalmente – un bel po’ di fortuna. Reclutato dalla super-spia britannica Finn McMissile e dalla giovane agente Holley Shiftwell, il nostro buffo amico dovrà dividersi tra il supporto al suo migliore amico in pista e una missione segreta che lo porterà dalle strade illuminate al neon del Giappone ai vicoli storici di Roma, passando per l’eleganza di Londra e il glamour della Riviera Italiana.
La forza di Cars 2 sta nella sua capacità di fondere due generi apparentemente inconciliabili: l’animazione sportiva e l’action da spionaggio. Ma Pixar ci ha abituati a non sottovalutare mai la sua creatività. Se nel primo film la trama si muoveva attorno al valore dell’amicizia e alla riscoperta delle proprie radici, qui l’amicizia viene messa alla prova in un contesto più dinamico e movimentato. Cricchetto, spesso considerato solo una spalla comica, emerge come vero e proprio eroe della storia, dimostrando che anche chi non ha il turbo sotto il cofano può fare la differenza.
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Il cast vocale italiano brilla di luce propria. A guidarlo c’è Massimiliano Manfredi, che dona carisma e grinta a Saetta McQueen. Marco Messeri presta invece la voce a Cricchetto, donandogli una sensibilità che si sposa perfettamente con la sua ironia contagiosa. Ma è l’italianità a fare davvero la parte del leone in questo capitolo: Francesco Bernoulli, l’arrogante ma irresistibile rivale di Saetta, è una monoposto dal cuore tricolore, cresciuta sui circuiti nostrani, con la voce napoletanissima di Alessandro Siani. L’attore riesce a infondere al personaggio quella verve tutta italiana che conquista immediatamente il pubblico, facendo di Bernoulli una delle new entry più riuscite del film. A completare il team delle voci italiane troviamo Paola Cortellesi nei panni della raffinata Holley Shiftwell, Sabrina Ferilli nel ruolo della dolce Sally e, in un cameo irresistibile, la leggendaria Sophia Loren che interpreta Mamma Topolino, vera e propria matriarca della comunità di Porto Corsa.
Proprio Porto Corsa, inventata località balneare ispirata a Portofino e alle perle della Liguria, ospita una delle tappe più suggestive del World Grand Prix. È in questi momenti che l’occhio attento di Pixar si fa sentire: ogni ambientazione è curata nei minimi dettagli, dai cartelli stradali in italiano alle barche da pesca ormeggiate nei porticcioli, fino agli immancabili piatti di pasta al pesto. Il film è un omaggio in piena regola alla bellezza delle location europee, con un gusto visivo che fa innamorare a ogni fotogramma.
A sostenere l’azione e l’emozione del film è la vibrante colonna sonora firmata da Michael Giacchino, già premio Oscar per Up e Gli Incredibili. Le sue musiche accompagnano con perfetto tempismo tanto le scene di inseguimento quanto i momenti più intimi e toccanti, dando un ulteriore strato di profondità a una pellicola che, pur mantenendo un tono leggero, non rinuncia a momenti di riflessione.
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Nonostante una certa distanza dalle tematiche più adulte che spesso caratterizzano i lavori Pixar, Cars 2 si distingue per il coraggio di sperimentare, portando il franchise su un terreno inedito e riuscendo comunque a mantenere vivo il cuore pulsante della saga: l’importanza dell’amicizia, la lealtà e il riconoscimento del proprio valore, anche quando gli altri sembrano sottovalutarlo. Cricchetto ne è la prova: goffo, rumoroso e apparentemente fuori posto, si rivela l’elemento chiave per sventare un complotto che avrebbe potuto mettere in ginocchio l’intero mondo delle corse.
Con Cars 2, Pixar offre al pubblico un’avventura scoppiettante, fatta di risate, colpi di scena e un sincero messaggio di empowerment. È un film che corre veloce, ma sa anche fermarsi a guardare il paesaggio, lasciando agli spettatori il tempo di sorridere e, perché no, di emozionarsi.
Per chi cerca nel cinema d’animazione qualcosa che vada oltre i semplici giochi di luce e colore, Cars 2 è una corsa da non perdere. Una pellicola che si spinge oltre i confini del primo episodio, esplorando nuove strade narrative con coraggio e divertimento. In poche parole: Pixar al massimo dei giri.