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La storia Infinita 2: un viaggio fantastico tra sogno e realtà

Ecco, accomodatevi pure. Benvenuti in questa oasi di nerditudine, dove ogni pixel profuma di pagine sfogliate e ogni discussione è una spedizione in mondi lontani. Oggi, l’argomento del nostro viaggio è un’opera che ha segnato un’intera generazione, un seguito che ha diviso i cuori ma che, come un vecchio amico, merita di essere riscoperto: La Storia Infinita 2. Non un semplice film, ma un portale verso un passato fatto di VHS consumate e pomeriggi piovosi trascorsi a sognare.

Un ritorno a Fantasia: L’incantesimo che non svanisce

Ah, La Storia Infinita. Già il solo titolo evoca la magia di un’epoca in cui il cinema per ragazzi non aveva paura di essere oscuro, profondo e, a tratti, persino inquietante. Il primo capitolo, diretto da Wolfgang Petersen e uscito nel lontano 1984, è un’esperienza catartica. Ci ha mostrato Bastian Bux, un ragazzino schivo e con la testa tra le nuvole, il cui rifugio dalla dura realtà del bullismo e della solitudine era proprio la lettura. E non una lettura qualsiasi, ma un tomo polveroso e misterioso, capace di spalancare un varco verso Fantasia, un regno in pericolo, minacciato dal Nulla, una forza cosmica che non è solo oscurità, ma l’oblio di ogni sogno, di ogni speranza.

Bastian, da semplice spettatore, ne divenne il protagonista, l’eroe inatteso, colui che doveva dare un nuovo nome all’Imperatrice Bambina per salvare un mondo intero dalla cancellazione. A guidarlo, una figura eroica e tragica al tempo stesso: il giovane guerriero Atreyu, che ci ha insegnato cosa significa il vero coraggio, e l’indimenticabile Falkor, il fortunato drago della fortuna, le cui scaglie bianche e il sorriso sornione sono entrati di diritto nell’Olimpo delle creature fantasy più amate di sempre.


 

Il richiamo dell’Auryn: Nuove avventure e antiche insidie

Ma le storie, quelle vere, non finiscono mai. Sei anni dopo, nel 1990, il regista George Trumbull Miller ha provato a riportarci in quel mondo, con La Storia Infinita 2 – La Storia Continua. E il richiamo, almeno per Bastian, è stato irresistibile. L’Imperatrice Bambina, con gli occhi pieni di malinconia, ha bisogno ancora una volta del suo aiuto. Fantasia è in pericolo, e l’unico modo per salvarla è che Bastian vi faccia ritorno.

Questa volta però, l’impresa è più insidiosa, perché l’Auryn, l’amuleto che gli ha concesso di diventare un eroe, ha un prezzo altissimo. Ogni desiderio esaudito, ogni magia compiuta, porta con sé la perdita di un ricordo. È un meccanismo spietato che ci fa riflettere su quanto sia facile smarrire la propria identità, dimenticare chi siamo, se non siamo saldi nella nostra realtà.

In questa nuova avventura, il nostro Bastian, qui interpretato dal giovane Jonathan Brandis, ritrova l’amico di sempre, Atreyu (il cui volto è ora quello di Kenny Morrison), e ovviamente Falkor, sempre pronto a sfrecciare tra le nuvole. Insieme, devono affrontare una minaccia nuova, ma non meno terribile del Nulla: la malvagia Xayide, la regina del Nulla, una strega animata dalla sete di potere e dalla volontà di spegnere ogni scintilla di fantasia nel mondo, quello reale e quello immaginario. Clarissa Burt ha saputo dare a questo personaggio una freddezza e una perfidia che la rendono una delle antagoniste più iconiche del genere.


 

Oltre la critica: Il fascino imperfetto di un sequel

 

Non possiamo nasconderlo, l’accoglienza per questo secondo capitolo è stata tiepida. I critici non furono teneri, e il pubblico, forse troppo affezionato alla magia inarrivabile del primo film, non lo premiò come si sperava. E allora, perché dovremmo riscoprirlo? Perché, nonostante le sue imperfezioni, La Storia Infinita 2 ha un cuore grande e una sua dignità.

Le scenografie restano un punto di forza: i set, i costumi, le creature, tutto contribuisce a creare un mondo visivamente affascinante e tangibile. I personaggi, pur con volti nuovi, mantengono una loro coerenza e il senso di amicizia tra Bastian e Atreyu è ancora forte e commovente. E poi c’è la colonna sonora di Robert Folk, che pur non eguagliando l’epicità di quella del primo film, è capace di accompagnarci con dolcezza ed emozione in ogni passo di questa nuova avventura.

Alla fine, La Storia Infinita 2 è un film che parla di cose importanti. È un inno al potere della fantasia come forza salvifica, un promemoria che l’amicizia può superare ogni distanza, e che il coraggio non è l’assenza di paura, ma la capacità di affrontarla, di guardare in faccia i propri demoni e di non farsi sopraffare. È un invito a non smettere mai di sognare, di immaginare, di credere che la nostra storia non è ancora finita. E che, proprio come dice il titolo, è una storia infinita che aspetta solo di essere raccontata e vissuta, ancora e ancora.

E voi, amici miei, siete pronti a fare un altro viaggio a Fantasia? O preferite riaprire il libro del primo capitolo? Quali ricordi vi ha lasciato questo sequel?


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