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Il 50° anniversario della morte di J. R. R. Tolkien

Tra gli scrittori del secolo scorso, anzi probabilmente della storia della letteratura moderna, John Ronald Reuel Tolkien si distingue per la sua abilità e la sua profondità nel creare mondi fantastici. Le sue opere non sono solo storie avventurose in luoghi incantati, ma anche simboli carichi di senso. Con opere come “Il Signore degli Anelli” e “Lo Hobbit“, Tolkien ha esplorato i temi fondamentali della letteratura, elevandoli ad una nuova dimensione: il conflitto tra il bene e il male, la scoperta di sé, il percorso dell’eroe e l’importanza dell’amicizia si fondono in modo sublime, conquistando generazioni di lettori e ispirando anche il cinema e la cultura pop.

Tolkien merita di essere riconosciuto come il creatore di un universo immaginario e come il fornitore di un viaggio emotivo e intellettuale al contempo. Nel suo capolavoro “Il Signore degli Anelli“, la complessità dei personaggi, le sfumature morali e il costante riferimento alla lotta tra la luce e l’ombra riflettono le tensioni del mondo reale.

Tolkien ha anche un merito che pochi grandi autori possono vantare: è entrato nell’immaginario collettivo di tutti. In occasione dei cinquant’anni dalla sua scomparsa (2 settembre 1973) vogliamo ricordare con amore e rispetto l’autore che più ha influenzato la cultura popolare dell’ultimo secolo. 

J. R. R. Tolkien nasce il 3 gennaio del 1892  in una località del Sudafrica, precisamente presso Bloemfontein capoluogo dello Stato Libero dell’Orange.Prima di diventare un importante professore di Oxford, molto prima di scrivere i suoi capolavori, J.R.R. Tolkien era un giovane studioso di filologia inglese, che si era arruolato volontario per combattere in Francia nella Prima Guerra Mondiale. Gli orrori della trincea lo cambiarono profondamente, portandolo a ripudiare i conflitti e a dedicare tutta la sua vita all’amore per sua moglie Edith, all’insegnamento e alla creazione letteraria.

Proprio il  periodo di insegnamento ad Oxford concede all’autore la stesura dei primi lavori e la realizzazione dell’intero nucleo narrativo della Saga dell’Anello. Il primo libro è “Lo Hobbit”, pubblicato nel 1936 e subito considerato una pietra miliare del genere, nonché tappa fondamentale per l’autore. È da quest’opera, infatti, che Tolkien elabora il suo regno immaginario che lo renderà famoso e celebre in tutto il mondo. “Lo Hobbit” è solo l’inizio di un epico e iconico ciclo di romanzi che Tolkien scriverà in circa quindici anni. Il Signore degli Anelli ,  ambientato alla fine della Terza Era dell’immaginaria Terra di Mezzo, è stato scritto a più riprese tra il 1937 e il 1949, fu pubblicato in tre volumi tra il 1954 e il 1955.  Opera letteraria di fama mondiale e vincitore dell’International Fantasy Award e del Prometheus Hall of Fame Award, il romanzo è stato dichiarato ​​libro preferito del millennio dai clienti Amazon nel 1999 e il romanzo più amato della Gran Bretagna di tutti i tempi dalla BBC The Big Read nel 2003. Il suo adattamento cinematografico, ad opera della New Line Cinema e del regista Peter Jackson, ha guadagnato un totale di quasi 6 miliardi di dollari in tutto il mondo. Con un cast stellare che includeva Elijah Wood, Viggo Mortensen, Ian McKellen, Liv Tyler, Sean Astin e Orlando Bloom, la trilogia de Il Signore degli Anelli ha ottenuto 17 premi Oscar, incluso quello per il miglior film. Dopo “Il Signore degli Anelli”, Tolkien scrive anche diversi saggi sulla fiaba e sui miti celtici (“Tree and Leaf”, “Albero e Foglia”, 1955), racconti brevi (“On Fairy-Stories” e “Leaf by Niggle”, rispettivamente del 1938 e 1939) e infine due romanzi lunghi, ovvero “The Adventures of Tom Bombadil” (1962) e “The Homecoming of Beorthnoth Beorhthelm’s Son” (1975). John Ronald Reuel Tolkien muore esattamente cinquant’anni fa a Bounemouth, presso lo Hampshire, il 2 settembre 1973.

In questi cinquant’anni, il geniale creatore dell’universo di Arda, è stato lodato e celebrato in molti modi, ma oggi vogliamo ricordare Tolkien come un uomo che ha seguito con fedeltà un ideale estetico che lo ha spinto a usare il mito come la forma poetica più adatta per esplorare la realtà in tutta la sua verità e ricchezza.

Questa sua eccelsa caratteristica fa di Tolkien un sublime narratore dei sentimenti che turbano l’animo umano e un cantore della bellezza di cui l’uomo è capace e da cui è circondato, come si può vedere dai suoi romanzi e forse ancor più dalle pagine del suo universo narrativo, fantastico eppur così coerente da sembrare reale, tangibile, storico, a partire dal Silmarillion che ne è il frutto più maturo. Oltre le lunghe liste di nomi, tra le righe delle cronache scandite dal ritmo maestoso tipico degli annali, nelle storie epiche e tragiche di eroi straordinari e contradditori ritroviamo certamente l’uomo, con le sue ombre e la sua eterna ricerca della luce. Ed è proprio la centralità della ricercatezza e della perfezione che permette all’opera di Tolkien di resistere magnificamente alla prova del tempo. E  del resto il tempo passato è sufficiente per non avere dubbi, come pure ci ricorda questo importante anniversario, che sarà celebrato con iniziative di rilievo in tutto il mondo.

Redazione

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