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I fumetti di Fiorello: un esperimento editoriale tra marketing e intuizione

Fiorello, uno dei volti più noti dello spettacolo italiano, ha avuto anche una breve parentesi nel mondo del fumetto con la rivista I fumetti di Fiorello, pubblicata nel 1995.

Un’idea nata dal successo:

La rivista era un’estensione del successo di Fiorello, all’epoca reduce dal boom di Karaoke e in procinto di partecipare al Festival di Sanremo. L’obiettivo era di sfruttare la sua popolarità per creare un prodotto crossmediale che coinvolgesse anche i lettori.

Un mix di stili e contenuti:

La rivista presentava due tipi di fumetti: uno caricaturale di Carlo Peroni e uno realistico di Andrea Da Rold. Le storie spaziavano dalla fantascienza al quotidiano, con incursioni nel mondo della musica e dello spettacolo. C’erano anche rubriche, servizi, giochi e test, con un target di riferimento non sempre ben definito.

Un esperimento di breve durata:

I fumetti di Fiorello durò solo quattro numeri, nonostante le buone vendite. Le ragioni della chiusura sono da ricercarsi in una mancanza di coesione editoriale e in un’immagine di Fiorello in fase di transizione.

Un’intuizione anticipatrice:

Pur essendo un esperimento imperfetto, la rivista rappresenta un’intuizione interessante. Anticipa di molti anni la tendenza dei fumetti con protagonisti influencer e personaggi famosi.

maio

maio

Massimiliano Oliosi, nato a Roma nel 1981, laureato in giurisprudenza, ma amante degli eventi e dell'organizzazione di essi, dal 1999 tramite varie realtà associative locali e nazionali partecipa ad eventi su tutto il territorio nazionale con un occhio particolare al dietro le quinte, alla macchina che fa girare tutto.

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