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HEN: un manga dal fascino bizzarro

L’Universo di HEN: Un Viaggio Bizzarro Tra Amore, Desiderio e Sfumature Hentai

Per gli appassionati di manga che si avventurano oltre i sentieri più battuti, il nome di Hiroya Oku è sinonimo di opere audaci e spesso provocatorie. Prima di immergersi nelle cruente battaglie di GANTZ o nelle fantasie cibernetiche di Inuyashiki, Oku ha segnato il panorama seinen con un’opera che, già dal titolo, dichiarava la sua natura enigmatica: HEN. Questo manga, la cui traduzione letterale dal giapponese è “strano,” non è solo una storia di adolescenti alle prese con i primi amori, ma un’esplorazione profonda e senza filtri della sessualità latente, toccando corde tanto yuri quanto yaoi e sfumando i confini fino a sfiorare il mondo degli hentai. Dopotutto, “hen” è il kanji che dà inizio alla parola stessa, un richiamo esplicito alla sua inclinazione verso il bizzarro e l’erotico.


Un Doppio Filo Narrativo: Alla Ricerca di Sé Stessi

Il cuore pulsante di HEN non è una singola trama, ma un doppio intreccio narrativo che segue parallelamente le vite di due protagonisti, entrambi alle prese con la scoperta della propria omosessualità. L’opera si immerge nei sentimenti e nelle relazioni di Chizuru Yoshida e Ichirō Suzuki, due anime che, pur vivendo esistenze separate, si ritrovano a condividere un percorso interiore simile.

Da una parte abbiamo Chizuru Yoshida, una ragazza all’apparenza comune, ma dotata di una sensualità naturale che la rende popolare tra i suoi coetanei. Tuttavia, la sua vita sentimentale prende una piega inaspettata quando si innamora perdutamente di Azumi Yamada, una nuova studentessa da Fukuoka, il cui fascino risiede nella sua innocenza. È un amore che sfida le convenzioni e costringe Chizuru a confrontarsi con una parte di sé che non aveva mai esplorato.

Dall’altra, Ichirō Suzuki riflette uno scenario analogo ma speculare. Popolare e corteggiato da una schiera di ammiratrici, il suo cammino sembra già segnato verso una vita eterosessuale “normale.” Eppure, il suo cuore viene rapito da Yūki Sato, un bishōnen dalla bellezza quasi androgina, che diventerà il suo migliore amico. Il loro legame è così intenso che Suzuki arriva persino a fantasticare che Sato sia una ragazza intrappolata in un corpo maschile, un espediente psicologico che tenta di riconciliare il suo amore nascente con le sue aspettative eteronormative.


Dalla Carta allo Schermo: Tra Adattamenti e Censura

L’impatto di HEN non si è limitato alle pagine del manga. La sua storia peculiare e le sue tematiche controverse hanno portato a due importanti adattamenti che hanno tentato di portarne l’essenza su altri media, non senza qualche intoppo.

Nel 1996, il manga è stato trasformato in un live action televisivo in due parti. La prima parte si è concentrata sulla travagliata relazione tra Suzuki e Sato, interpretati rispettivamente da Shinsuke Aoki e Aiko Sato. L’adattamento ha visto la partecipazione anche di Erika Oda, Takashi Ito e, in un cameo che farà brillare gli occhi agli appassionati, lo stesso Hiroya Oku nel ruolo di Shigaya Kazuma. La seconda parte ha dato spazio alla storia d’amore tra Chizuru e Azumi, portate in vita da Asami Jo e Miho Kiuchi. La distribuzione iniziale in VHS fu pesantemente censurata, un destino purtroppo comune per opere con scene di nudo esplicito. Fortunatamente, nel novembre 2006, i fan hanno potuto mettere le mani su una versione integrale in due DVD, finalmente libera dalle forbici della censura.

L’anno successivo, nel 1997, HEN ha fatto il suo ingresso nel mondo dell’animazione con due Original Video Animation (OAV) diretti da Daiji Suzuki. Questi OAV, arrivati in Italia nel febbraio del 1998 con il titolo Hen – Bizzarro, si sono focalizzati esclusivamente sulla storia di Chizuru e Azumi. Sebbene lo stile dei disegni fosse straordinariamente fedele e, per alcuni, persino superiore al manga originale, l’adattamento non ha ottenuto l’approvazione di Hiroya Oku. La delusione del mangaka risiedeva nella scelta dello studio di animazione Group TAC di ridurre la profonda relazione sentimentale tra le due ragazze a una semplice amicizia, una decisione che, secondo lo sceneggiatore Naoko Takahashi, fu un atto di censura voluto dagli stessi produttori. Questo episodio sottolinea la difficoltà di trasporre opere complesse e audaci, dove anche i più piccoli compromessi possono tradire lo spirito originale dell’autore.


HEN rimane un’opera singolare nel panorama seinen, un precursore nel trattare con franchezza e curiosità i temi della sessualità non convenzionale e della scoperta di sé. Il suo lascito non è solo una storia, ma un promemoria dell’importanza di esplorare le sfumature del desiderio umano, anche quelle più bizzarre, e di come la censura, sia essa autoriale o imposta, possa cambiare il significato di un’opera.


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