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Predestination: il viaggio nel tempo più assurdo (e geniale) del cinema fantascientifico

C’è un momento, nella vita di ogni nerd appassionato di fantascienza, in cui ti imbatti in un film che non solo ti intriga, ma ti costringe a mettere in pausa, tornare indietro, rivedere le scene e farti mille domande. Predestination, diretto dai fratelli Spierig e tratto dal racconto “Tutti voi zombie” di Robert A. Heinlein, è esattamente quel tipo di esperienza: un loop temporale intricato, affascinante e, a tratti, destabilizzante.

Un’opera che parte come thriller fantascientifico e si trasforma in un enigma esistenziale, in cui identità, destino e libero arbitrio si intrecciano fino a diventare un unico nodo impossibile da sciogliere. E il bello è che non si tratta solo di un puzzle narrativo: è anche un film incredibilmente umano.


Un agente, un terrorista e un ultimo incarico

Il protagonista, interpretato da un Ethan Hawke in stato di grazia (già nominato all’Oscar® per Boyhood), è un agente temporale del governo. La sua missione è apparentemente semplice: catturare il “Fizzle Bomber”, un misterioso terrorista che, con le sue esplosioni, minaccia di uccidere migliaia di persone. La particolarità? Per dare la caccia a questo nemico, l’agente utilizza viaggi nel tempo, saltando tra epoche diverse per prevenire i crimini prima che avvengano.

Ma, come ogni appassionato di Doctor Who o Dark sa bene, viaggiare nel tempo non è mai un’operazione “pulita”: i paradossi sono dietro l’angolo. E infatti, durante uno scontro, l’agente rimane gravemente ferito e viene sottoposto a un’operazione radicale che gli dona un nuovo volto.

L’incontro che cambia tutto

Rientrato in servizio, l’agente si ritrova in un bar, sotto copertura, dove incontra John, un giovane cinico e disilluso che scrive rubriche di confessioni per una rivista femminile. Inizia così un lungo racconto, una di quelle storie che, mentre la ascolti, capisci che stanno per cambiarti la percezione della trama.

John rivela di essere nato donna, con il nome di Jane, e di essere stato abbandonato in orfanotrofio. Cresciuta con un talento fuori dal comune e una vita segnata da rigidità e solitudine, Jane incontra un uomo misterioso che la seduce, la mette incinta e poi sparisce. Dopo il parto, una grave emorragia rivela una condizione intersessuale: i medici rimuovono gli organi femminili, avviando un percorso chirurgico che trasformerà Jane in John. Come se non bastasse, la neonata viene rapita subito dopo la nascita.


Il paradosso prende forma

L’agente temporale offre a John la possibilità di incontrare l’uomo che gli ha “rovinato” la vita. Un’offerta che il ragazzo non può rifiutare. Ma quando il viaggio nel passato lo conduce nel luogo fatale, la rivelazione è sconvolgente: l’uomo che Jane aveva incontrato… era John stesso.

Qui la trama diventa un vortice di auto-cause e conseguenze: John, nel passato, diventa il padre di se stesso e la madre della propria figlia. Una figlia che, rapita dall’agente, verrà lasciata nello stesso orfanotrofio da cui Jane era partita. Un ciclo chiuso e perfetto, degno di un diagramma impossibile di Escher.


Il nemico peggiore: se stessi

A questo punto, l’agente porta John nel futuro per reclutarlo come suo sostituto. Ma il protagonista non riesce a smettere di pensare al Fizzle Bomber. Ossessionato, continua la caccia anche dopo il pensionamento, fino alla rivelazione finale: il terrorista che ha inseguito per tutta la vita… è lui stesso, invecchiato e corrotto dalla propria missione.

La chiusura del cerchio è tanto inquietante quanto inevitabile: ogni scelta, ogni viaggio, ogni tentativo di cambiare il destino non ha fatto altro che avvicinarlo al ruolo che cercava di distruggere.


Perché Predestination è un gioiello del genere

I fratelli Spierig riescono a portare sullo schermo un racconto di fantascienza del 1959 senza snaturarne la potenza concettuale. Predestination è costruito con la precisione di un orologio temporale: dissemina indizi, confonde lo spettatore e lo conduce per mano fino al twist finale. La fotografia cupa, il montaggio calibrato e l’interpretazione intensa di Sarah Snook (che regge da sola metà dei colpi di scena) fanno il resto.

La prima parte, lenta e dialogata, non è un difetto: è il respiro necessario per immergerci nelle regole di questo universo narrativo e prepararci alla vertigine dei paradossi.


Un film da rivedere (più volte)

Come ogni storia di viaggi nel tempo ben scritta, Predestination guadagna valore a ogni visione successiva. Una volta conosciuto il finale, ogni battuta e ogni sguardo assumono un significato nuovo. È un puzzle in cui ogni pezzo è al suo posto, anche se inizialmente non sembra.

Ed è questo il segreto: non ci sono spiegoni superflui, ma tutto quello che serve per capire è lì, sotto i nostri occhi, in attesa che lo spettatore metta insieme i frammenti.


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maio

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Massimiliano Oliosi, nato a Roma nel 1981, laureato in giurisprudenza, ma amante degli eventi e dell'organizzazione di essi, dal 1999 tramite varie realtà associative locali e nazionali partecipa ad eventi su tutto il territorio nazionale con un occhio particolare al dietro le quinte, alla macchina che fa girare tutto.

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