Se sei un appassionato di fantasy, se hai passato nottate intere a tirare dadi a venti facce sperando che il destino sorridesse al tuo ladro elfico, o se almeno una volta hai pronunciato sottovoce “Raistlin Majere” come se evocassi un sortilegio… allora La sfida dei gemelli (titolo originale Test of the Twins) di Margaret Weis e Tracy Hickman non è semplicemente un libro, ma un capitolo fondamentale della tua educazione nerd. Pubblicato per la prima volta nel 1986 dalla mitica TSR, la stessa casa madre di Dungeons & Dragons, questo romanzo chiude in maniera epica la trilogia delle Leggende di Dragonlance, il secondo ciclo delle Cronache di Krynn.
Il cuore pulsante di questo libro sono loro, i gemelli: Raistlin e Caramon. Due fratelli, due facce della stessa medaglia, legati da un destino crudele e inevitabile. Da una parte Raistlin, l’arcimago ambizioso, cinico, malato nel corpo ma invincibile nella mente, consumato dalla brama di potere. Dall’altra Caramon, il guerriero dal cuore semplice e leale, l’uomo che combatte non per gloria ma per amore, eternamente in ombra rispetto al fratello geniale. È il loro scontro finale che dà titolo e anima al romanzo, e ogni pagina è intrisa della tensione che solo chi ha amato e odiato qualcuno così visceralmente può capire.
Ma torniamo all’inizio. Dopo aver interferito con l’incantesimo di Raistlin, Caramon e Tasslehoff Burrfoot – il kender più adorabile e irritante di tutto Krynn – si ritrovano catapultati in un futuro apocalittico. Immaginate Solace, la loro città natale, trasformata in una palude tossica, senza sole, senza vita, dominata da fulmini incessanti. Un luogo che sembra uscito da un incubo post-atomico. Vagando in questo paesaggio desolato, scoprono la tomba di Tika, la moglie di Caramon, e il cadavere di Caramon stesso ai suoi piedi. Sì, avete capito bene: Caramon trova il proprio corpo, morto dopo aver costruito la tomba per l’amata. È un momento di shock totale, che fa tremare anche il lettore più navigato.
Ma la vera rivelazione arriva guardando il cielo. Alle classiche costellazioni degli dei di Krynn – il Drago a Cinque Teste, il Guerriero Valoroso, i Piatti della Bilancia – si è aggiunta una nuova figura: una clessidra. Non serve essere Par-Salian per interpretare il segno: Raistlin ha vinto, è diventato un dio, ma a quale prezzo? Il mondo è morto, consumato dalla sua sete insaziabile di potere.
Alla Torre della Grande Stregoneria di Wayreth, Caramon e Tas trovano un Par-Salian torturato e un Astinus, lo scriba eterno, intento a registrare la fine del mondo con un’inquietante calma zen. È qui che scopriamo il destino di Raistlin: non sarà mai un creatore, solo un distruttore. Anche da dio, il suo è un cammino vuoto, che lo porterà a consumare tutto fino a ritrovarsi solo, nel nulla.
Nel frattempo, Kitiara, la sorellastra dei gemelli e guerriera dal fascino letale, trama la conquista di Palanthas assieme a Lord Soth, il cavaliere della morte ossessionato dall’averla come compagna per l’eternità. Ma Kitiara gioca un gioco troppo pericoloso: i suoi stessi alleati meditano di tradirla. La tensione cresce su tutti i fronti, mentre Tanis Mezzelfo e Dalamar il mago oscuro cercano disperatamente di salvare la città e fermare Raistlin.
L’epicità del romanzo raggiunge il culmine nella Torre di Raistlin, dove Caramon, Tanis e Tas arrivano a bordo di una cittadella volante (sì, avete letto bene: una cittadella volante guidata da un kender e un nano di fosso!). Lì, Kitiara tenta di uccidere Dalamar ma finisce per morire tra le braccia di Tanis, pronunciando parole profetiche che chiudono il cerchio iniziato nei romanzi precedenti. Lord Soth, come da patto oscuro, reclama l’anima della donna, e un brivido percorre la schiena di chi legge.
E nell’Abisso, il vero cuore del dramma, Raistlin si prepara ad attraversare il Portale per portare la Regina delle Tenebre nel mondo mortale. Ma Caramon, armato della terribile conoscenza del futuro, varca il Portale non per combattere ma per fermare il fratello. E qui avviene il miracolo narrativo: non è la spada, non è la magia, ma la rivelazione, l’amore fraterno, a spezzare il destino. Raistlin, capendo finalmente la vacuità del suo sogno, consegna a Caramon il Bastone di Magius e sceglie di restare indietro, sacrificando se stesso per salvare Krynn.
Non è un finale lieto nel senso classico. Crysania, la sacerdotessa che aveva amato Raistlin, giace accecata e spezzata. Raistlin, il genio tragico, si addormenta per sempre, finalmente libero dalla fame insaziabile, cullato solo dal ricordo dell’amore infantile per suo fratello. E Takhisis, la Regina delle Tenebre, urla di frustrazione, privata del suo campione.
Il romanzo si chiude con Caramon e Tasslehoff che consegnano ad Astinus il libro del futuro, un manoscritto che lui non ha ancora scritto, lasciando il cronista immortale esterrefatto. Caramon poi torna a casa da Tika, e quel semplice gesto – il ritorno, l’abbraccio, la riconciliazione – diventa il vero trionfo, più grande di qualsiasi battaglia epica.
La sfida dei gemelli è un romanzo che, per chi ama la pop culture fantasy, rappresenta un ponte tra il gioco di ruolo e la narrativa, un esempio di worldbuilding magistrale, e un racconto intriso di temi eterni: ambizione, redenzione, sacrificio, amore. È impossibile non emozionarsi di fronte alla parabola di Raistlin, il mago dai pupilli a clessidra, o non tifare per Caramon, il guerriero che dimostra come il vero eroismo non stia nella forza ma nel cuore.
Se non l’avete letto, recuperatelo. Se l’avete letto anni fa, rileggetelo. E poi venite a discuterne con noi su CorriereNerd.it, raccontateci sui social il vostro momento preferito, il personaggio che più vi ha conquistato, o condividete le vostre avventure a Krynn. Perché, alla fine, come ci insegnano i gemelli Majere, le storie migliori non finiscono mai davvero: vivono in chi le racconta.
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