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“Il mistero della pietra azzurra”: tutti i tagli della censura italiana negli anni ‘80

Ci sono opere che, nonostante il tempo passato e le evoluzioni del panorama dell’intrattenimento, continuano a esercitare un fascino magnetico su chi le ha amate da bambino e su chi le scopre oggi per la prima volta. Una di queste è senza dubbio Il mistero della pietra azzurra (Fushigi no Umi no Nadia), la splendida serie anime firmata da Hideaki Anno e ispirata ai racconti di Jules Verne. Un piccolo gioiello di avventura, mistero e fantascienza che negli anni ‘80 e ‘90 ha incantato le platee di mezzo mondo. Ma chi l’ha vista in Italia — magari da ragazzino, sgranando gli occhi davanti a quegli episodi trasmessi con il contagocce — difficilmente l’ha vista integra.

Eh sì, perché la censura televisiva degli anni ‘80 e ‘90, figlia di un clima culturale assai più rigido di quello odierno, non risparmiava certo le produzioni animate, anche quando non erano rivolte espressamente ai più piccoli. E Il mistero della pietra azzurra finì pesantemente vittima delle famigerate forbici dei censori, che intervennero non solo su scene ritenute troppo audaci o violente, ma anche su semplici momenti di quotidianità, privandoci così di alcune sfumature importanti per la costruzione dei personaggi e dell’atmosfera.

In questo viaggio nel passato nerd, voglio portarvi a scoprire proprio i tagli più celebri e curiosi che colpirono la serie, raccontandovi come e perché certe scene sparirono magicamente nella versione italiana.

Il sangue e i corpi velati dal pudore

Un primo grande filone di tagli riguardava ovviamente tutto ciò che aveva a che fare con nudità e sangue. Non che Il mistero della pietra azzurra fosse un anime particolarmente violento o erotico — tutt’altro! — ma i criteri dell’epoca erano talmente rigidi che bastava un accenno di pelle in più o una goccia di sangue per far scattare la mannaia. Così, sparirono varie scene in cui la protagonista Nadia compariva senza abiti (in momenti sempre contestualizzati e mai gratuiti) o in cui scorrevano delle stille di sangue. I dialoghi furono spesso riadattati, specialmente quelli in cui il temibile Gargoyle faceva riferimenti agli Atlantidi come divinità, argomento che i responsabili dell’adattamento italiano preferirono edulcorare. In certi casi, i tagli sembrano motivati semplicemente dal voler ridurre la durata degli episodi, per uniformarli meglio ai palinsesti televisivi. Un caso emblematico è quello dell’episodio 34, intitolato “La mia adorata Nadia”, ricco di canzoni e inserti musicali. Questo episodio non venne mai trasmesso in Italia: troppo lungo, troppo “strano” per le logiche della TV italiana di allora.

Episodi mutilati: quando la narrazione perde pezzi

Scendendo nel dettaglio, troviamo alcuni casi davvero emblematici.

Nel quarto episodio, “Il Nautilus”, fu eliminata la scena della doccia di Nadia e di Electra. Un momento che, oggi, farebbe sorridere per la sua innocente naturalezza, ma che all’epoca risultava assolutamente inaccettabile.

Il sesto episodio, “Dentro la base segreta”, vide invece il taglio di un semplice passaggio in cui Nadia avverte caldo. Nulla di sconvolgente, ma bastava l’intenzione di far intuire un disagio fisico per far temere fraintendimenti.

Nel decimo episodio, “L’impresa del Gratan”, scomparve la spiegazione su come Jean venisse trasferito nella cabina del trio di Rebecca. Un taglio apparentemente innocuo, ma che comprometteva la fluidità della narrazione e la comprensione di alcune dinamiche tra i personaggi.

Arriviamo poi al dodicesimo episodio, “Una gita sulla terraferma”, che fu mutilato in modo piuttosto evidente. Venne eliminata la divertente scena in cui Jean e Sansone si arrampicano su una rupe per sbirciare Nadia e Rebecca che si stanno cambiando: i due vengono giustamente puniti con il lancio di una scarpa e di una pietra. Una gag classica e innocua, che però non superò il vaglio moralista della censura.

Particolarmente curioso è quanto accaduto nel trentunesimo episodio, “Addio Noè Rosso”. In una scena toccante, Nadia corre nuda tra le braccia di Jean, momento che — sebbene delicatamente messo in scena — venne ritenuto troppo audace e quindi rimosso. Il paradosso? Non era certo la scena più esplicita dell’episodio, e la sua eliminazione spezzava un momento di grande carica emotiva.

Nel trentatreesimo episodio tornano protagoniste le docce: fu eliminata la scena in cui Nadia e Rebecca si lavano prima dell’assalto a Gonzales. Curiosamente, l’immagine utilizzata a corredo sembra riferirsi più alla doccia che Nadia fa sull’isola Lincoln, ulteriore prova del pasticcio che spesso caratterizzava gli adattamenti italiani.

Per finire, il trentanovesimo episodio, “Le pietre azzurre”, fu anch’esso oggetto di sforbiciate, anche se i dettagli precisi dei tagli sono ancora avvolti in un piccolo alone di mistero… proprio come quello che permea l’intera serie.

Un anime sacrificato ma ancora amato

Riguardando oggi Il mistero della pietra azzurra nelle versioni integrali disponibili in home video o in streaming, ci si accorge di quanto questi tagli abbiano privato per anni gli spettatori italiani di sfumature importanti, di momenti di umanità e di quella leggerezza tipica dell’anime originale. Nadia, Jean, Electra, Gargoyle, il Capitano Nemo: tutti questi personaggi sono stati in parte depotenziati dalla censura, che per un certo periodo ha trattato l’animazione giapponese come un terreno minato da cui tenere al riparo le giovani menti.

Eppure, nonostante tutto, l’amore per Il mistero della pietra azzurra non si è mai spento. Anzi, il fascino della serie è cresciuto nel tempo, anche grazie al lavoro di appassionati e collezionisti che hanno riportato alla luce le versioni integrali. Oggi possiamo finalmente goderci questa piccola perla per quello che era, scoprendo magari per la prima volta quelle scene che ci erano state negate.

E voi, cari lettori del CorriereNerd.it, ricordate quando avete visto per la prima volta Il mistero della pietra azzurra? Avete mai avuto la curiosità di recuperare gli episodi integrali? O siete tra coloro che scoprono ora i segreti nascosti della serie? Raccontatemelo nei commenti e, se vi è piaciuto questo viaggio tra le pieghe della censura anni ‘80, condividete l’articolo sui vostri social! Chissà quanti altri appassionati potrebbero restare sorpresi da queste storie dimenticate…


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