Che Days Gone fosse un gioco controverso, ormai è storia. Uscito nel 2019 tra mille aspettative e con un tempismo quasi ironico (quando il filone degli zombie stava per collassare su sé stesso), il titolo di Bend Studio ha diviso pubblico e critica. Alcuni lo hanno accolto come una gemma nascosta nel caos dell’open-world contemporaneo, altri l’hanno snobbato come l’ennesimo gioco di zombie che arrivava tardi alla festa. Ma ora, nel 2025, come un biker solitario che sbuca dalla nebbia con i fari accesi e il motore ruggente, Days Gone Remastered torna su PS5 e PS5 Pro, deciso a conquistare nuovi cuori (o almeno a risvegliarne qualcuno dal letargo nostalgico).
E sapete una cosa? Il ritorno è sorprendentemente più affascinante del previsto.
Il gioco ci catapulta ancora una volta in un’America devastata da una pandemia, dove l’umanità è stata decimata e trasformata in orde di “Freaker” – una versione rabbiosa e ultra-aggressiva degli zombie tradizionali. Ma il cuore del gioco non è il virus, né la distruzione, né la lotta contro le creature urlanti che ti corrono incontro in branco. Il cuore è Deacon St. John, un ex biker con una giacca rattoppata e un passato tormentato, che si muove tra dolore, redenzione e la speranza disperata di ritrovare sua moglie in un mondo che non ha più nulla da offrire. La narrazione tocca corde molto umane, quasi intime, mentre si snoda in una trama che mescola con eleganza il dramma personale e la lotta per la sopravvivenza in un contesto ostile e senza regole.
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